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	<title>forza-lavoro-tv &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "forza-lavoro-tv"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 01:14:14 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA["Panem et Circenses" per coprire il degrado di Melito di Porto Salvo  ]]></title>
<link>http://forzalavorotv1.wordpress.com/2008/09/03/panem-et-circenses-per-coprire-il-degrado-di-melito-di-porto-salvo/</link>
<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 14:12:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>forzalavorotv1</dc:creator>
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<description><![CDATA[Festival degli sprechi: Doloroso assistere al continuo degrado di Melito di Porto Salvo SINDACO CI S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<div><span style="font-size:x-small;"><strong><span style="color:#333399;"><span style="font-size:x-large;">Festival degli  sprechi:</span><br />
Doloroso assistere al continuo degrado di Melito di Porto  Salvo<br />
SINDACO CI SEI O CI FAI???<br />
</span></strong></span></div>
<p><span style="font-size:x-small;"><em><strong>&#8220;Panem et Circenses&#8221;</strong></em>,  letteralmente <strong><em>&#8220;pane e giochi&#8221;, </em></strong><em>era la formula del  benessere popolare e quindi politico: distribuzione di generi alimentari, bagni  e terme pubbliche da un lato, gladiatori, belve esotiche, corse coi carri,  competizioni sportive e rappresentazioni teatrali dall&#8217;altro lato. Un vero  strumento in mano al potere per sedare i malumori  popolari.</em><br />
<strong>Questa la locuzione</strong> usata da &#8211; <em>Domenico  Vinci<strong> </strong></em>- <strong>per definire l&#8217;azione politica di singoli  o gruppi di potere, al Comune di Melito,</strong> <strong>volte a</strong> attrarre e mantenere il consenso popolare mediante l&#8217;organizzazione di attività  ludiche collettive, o ancor più specificatamente a<strong> distogliere l&#8217;  attenzione dei cittadini dalla vita politica e dal degrado  cittadino</strong>.</p>
<p><strong>Per fortuna non siamo ai tempi di Caligola: </strong><span style="text-decoration:underline;">ai disgraziati veniva  tagliata la lingua affinché non potessero  chiamare aiuto</span><strong>. </strong><em><strong>Così</strong>,  “ al termine  della stagione <strong>&#8220;pane e giochi&#8221;</strong> possiamo, liberamente parlare  degli scialacquatori del denaro pubblico e fare un  il resoconto delle spese  dell’ «allegra brigata» che governa la nostra città.</em></p>
<p><strong>E’  finita l’estate, viva l’estate. </strong><span style="text-decoration:underline;">E con la stagione del sole, del  mare, delle spiagge,</span> da noi purtroppo vergognosamente penalizzate dai lavori  incompiuti di ripascimento spiaggia e dal degrado,<strong> </strong><span style="text-decoration:underline;"><strong>è  finito</strong> anche il <strong>&#8220;teatrino estivo&#8221;</strong>, <em>che una volta  si chiamava “estate melitese” e che oggi più pomposamente, per fedeltà  all’antico motto neroniano del </em>“<strong>panem et circenses</strong>”,  <em>si definisce </em>“<strong>Festival” delle Sagre, dell’arte del mediterraneo  e dei… mestieri.</p>
<p></strong></span>E così anche per il mare, i Melitesi  sono  costretti ad emigrare, complice l’amministrazione comunale. Emigrano per lavoro,  emigrano per la casa, emigrano per le spiagge, emigrano per le discoteche,  emigrano per i ristoranti.<br />
<strong>Insomma, sembra che  l’amministrazione</strong> comunale spinga la gente ad allontanarsi dalla città:  sarà per evitare il… sovraffollamento, sarà per evitare che i cittadini,  passeggiando per Melito, possano notare come la città, a dispetto di qualcuno,  non sia cambiata granché, sarà infine, perché così i cittadini melitesi evitano  di pensare ai costi delle manifestazioni, ai tagli all’ospedale, alla grave  crisi idrica, alla questione rom, al lavoro che non c’è  e al costo della vita  sempre più alto. E così, magari alle prossime elezioni, i Melitesi potranno  aumentare ancora di più i consensi all’attuale maggioranza, autorizzando a  chiudere del tutto non solo la spiaggia, ma anche  l’ospedale, tanto, in termini  di consenso, premia. <strong>Basta restare fedeli all’antico motto neroniano del  “panem et circenses”.</p>
<p></strong>Ma l’emigrazione nei paesi vicini e nella  città di Reggio Calabria, mentre le  vie del centro di Melito, sono paragonabili  ai viali del cimitero di notte, servono soprattutto ad evitare che la gente  faccia un po’ di conti, tra una granita e una pizza, perché potrebbero scoprire  gli sprechi di questa amministrazione delle apparenze (<em>Sagre e festival  docet</em>) e della miseria delle sostanze.</p>
<p>Ed è proprio alle  <strong>“stagioni dei festival” </strong>che vogliamo riferirci. <strong>Basti  per tutti la somma di ben 65.000 euro per  il “i Festival Arte del  Mediterraneo</strong>. <span style="color:#333399;"><strong><span style="color:#ff0000;">Uno scandalo!</span></strong> </span><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;">Sarebbe interessante, conoscere il parere dei revisori  dei conti. </span></span>È comunque uno spreco eccessivo di denaro pubblico (non  dimentichiamo frutto delle tasse che tutti noi paghiamo), senza nessuna ricaduta  economica a livello locale.</p>
<p><strong>E questo sarebbe il modo di favorire  il territorio?</strong> <span style="text-decoration:underline;"><em>“Ma mi faccia il piacere, sindaco”, avrebbe detto  Totò nella sua saggia ironia&#8230;</em></span> <strong><span style="text-decoration:underline;">Credo che sarebbe più onesto  rinominare queste manifestazioni come</span> <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;">“Festival degli sprechi”.</p>
<p></span></span>Si fa acqua  da tutte le parti a Palazzo Municipale ,</strong> e continuando così la nostra  bella cittadina, rischia di affondare scomparendo definitivamente dal quadro  economico politico nazionale e comunitario. <em><span style="text-decoration:underline;">Infatti le pazze spese  dell’Amministrazione comunale Melite potrebbero mettere in ginocchio le poche  risorse disponibili per il concorso dei Vigili Urbani e per  gli investimenti  reali destinati alla crescita interna.</span></em></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">E’ questo lo sconfortante scenario disegnato da Domenico  Vinci, capo gruppo Forza Lavoro al Comune di Melito  P.S.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Nei prossimi  giorni</span> </strong><span style="text-decoration:underline;"><strong><span style="color:#000000;">faremo i  conti</span></strong> agli scialacquatori del denaro pubblico con  il resoconto  delle spese dell’ <strong>«allegra brigata</strong>» che governa la nostra  città.</span> <span style="color:#ff0000;"><strong>Renderemo pubblico un  dossier,  ricco di articoli e di cifre, da stampare e  …conservare…(?)</p>
<p></strong></span><strong>Nel frattempo,</strong> sollecitato di non essere <em>&#8220;al ver timido amico&#8221; </em><strong>non posso  tacere </strong>una valutazione negativa, valutazione tanto più grave perché non  contingente e personale ma indotta da una somma di rilievi che tutti convergono  verso una conclusione univoca e dolorosa:  <strong>Melito sta vivendo il periodo  più nero della sua storia recente </strong>ed il 2008 sarà additato come quello  in cui il processo del suo degrado ha assunto ritmi vertiginosi, rendendo palese  a tutti i segni non più occultabili de!la propria autodistruzione, del proprio  precipitare verso la sua &#8220;soluzione finale&#8221;.</p>
<p>Essere testimoni di un  simile evento, vedere dilatarsi i segni del disastro, assistere allo  stravolgimento di un lembo di terra tra i più gratificati per doti e bellezze  naturali, è tra le prove più dolorose che possano essere riservate  all&#8217;esperienza di un uomo, sofferenza tanto più acuta ed amara perché non  provocata da una catastrofe di origine naturale ma provocata da una sorta di  follia collettiva, di ottundimento delle coscienze, quasi che l&#8217;amore per la  vita, per la bellezza, per l&#8217;armonia si sia essiccato nei petti per far posto ad  una cupa smania di eversione, dall&#8217;acre gusto dell&#8217;ingratitudine verso i valori  dei padri, alla stolta attrazione per il caotico, l&#8217;alienante, l&#8217;informe, il  volgare.</p>
<p>Pare di assistere ad una rivoluzione antropologica, ove è  scomparso ogni moto di allegrezza liberatrice, ove i volti si son fatti duri, la  lingua impoverita e appiattita. Chi ancora serba un residuo di capacità  osservativa avverte tutt&#8217;intorno un clima da ultima spiaggia, l&#8217;eccitazione  sinistra di un tripudio artificioso, l&#8217;urgere di seduzioni eversive.<br />
<span style="text-decoration:underline;"><em>A  dirla in breve, si riporta l&#8217;impressione di vivere in una condizione, ove la  certezza del diritto come l&#8217;ossequio alla legge sono vane parole e di cogliere  come unica guida di comportamento la massima del &#8220;<strong>dopo di me il  diluvio&#8221;</strong> a cui più furbescamente qualcuno pensa di poter aggiungere  <strong>&#8220;dopo il diluvio, io&#8221;.<br />
</strong> </em></span><br />
Se cultura non  significa ozio erudito e libresco di pochi, ma costume civile diffuso ed  operante in tutte le manifestazioni della vita, memoria delle traduzioni ed  impegno a trasfonderle e adeguarle al corso della storia, si può dire che lo  sfascio di Melito è stato fiancheggiato da un parallelo degrado sociale, che un  processo involutivo di deculturazione si è sostituito a un impegno di crescita  civile.</p>
<p><strong>Sul massacro impietoso del territorio melitese </strong>perpetrato negli ultimi anni rinvio alle immagini che forniscono un  quadro completo della devastazione avvenuta sul territorio <span style="text-decoration:underline;">Melitese. E&#8217;  significativo che una situazione di degrado come quella attuale, di tale  chiarezza ed importanza, sia stato accolto con la colpevole politica del  silenzio. </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Somme ingenti vengono dilapidate durante la  sarabanda estiva per manifestazioni dell&#8217;effimero, occasionali, senza  collegamenti o programmazioni intercomunali, anzi in selvaggia  concorrenza..</p>
<p></strong></span><span style="color:#ff0000;"><strong>Ma cosa  si è fatto e che cosa si fa per invertire questa tendenza?</strong> </span>Nessuna iniziativa è stata presa per favorire la conoscenza dei problemi  reali del paése, dei valori e di beni da tutelare.<br />
L<strong>a stessa vita  scolastica si svolge sotto la stessa “regia”, </strong>senza iniziative che  preparino gli studenti all&#8217;approccio storico della loro terra, alla comprensione  dei documenti di un&#8217;antica civiltà. Reciso ogni filo anche con le tradizioni  artigianali, Melito non offre ai giovani seri sbocchi professionali. <strong>La  stessa vita sociale, non ha più alcuna fisionomia né urbana né paesana,</strong> ma si svolge dispersa e anonima in parallelo con la deformazione della struttura  territoriale, connotata negativamente da un&#8217;espansione arbitraria delle  costruzioni che ha stravolto l&#8217;immagine stessa dei suoi paesi una volta  emergenti da uno scenario agricolo e turistico.</p>
<p><strong>E&#8217; chiaro come da  questo quadro emerga un richiamo impellente a tutti gli uomini di buona volontà  i quali non abbiano smarrito la convinzione che ogni problema pratico e politico  è problema spirituale e morale, mancando del quale sentire, ogni proposta di  rimedio risulta velleitaria ed ipocrita.</strong> <em>L&#8217;impegno è e deve essere  di educazione, teso a rimuovere apatia e sfiducia, rassegnazione e conformismo,  iniziando ciascuno da se stesso, nella propria cerchia e secondo le proprie  responsabilità. Che cosa importa che gli altri non seguano o non seguano subito;  che cosa importa che gli altri ragionino e, concependo in basso modo la vita,  bassamente la vivano?</p>
<p></em><strong>Richiamiamoci alla mente </strong>quanto scrive il cronista Villani riferendo la dura risposta che  <strong>Carlo d&#8217;Angiò</strong> diede a quei &#8220;<strong>buoni uomini di  Napoli&#8221;</strong> <span style="text-decoration:underline;">che imploravano misericordia per la rivolta della città  asserendo che era stata opera di folli</span>: <strong>&#8220;E che cosa facevano i savi? </strong>&#8221; rimproverò quel severo sovrano.<br />
<strong>Vorremo dunque anche noi  cadere sotto tale rimprovero? </strong><br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Caro Sindaco, cari assessori e cari colleghi Consiglieri,  ogni tanto</span> ricordatevi della vostra cara Melito e fate funzionare più il  cervello della pancia.</p>
<p>Doloroso assistere al continuo degrado di Melito  di Porto Salvo.</strong><br />
<span style="color:#ff0000;">SINDACO CI SEI O CI  FAI???</span></span></div>
</div>]]></content:encoded>
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