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	<title>franco-frattini &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/franco-frattini/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "franco-frattini"</description>
	<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 23:53:42 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA["Un nuovo esercito europeo per le aree di crisi"]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/11/21/un-nuovo-esercito-europeo-per-le-aree-di-crisi/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 12:32:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[Siamo in attesa di conferme, ma a quanto ci fanno sapere dall’Iraq è in arrivo una “chicca”. La Repu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/11/milex08.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3929" title="milex08" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/11/milex08.jpg?w=150" alt="" width="150" height="140" /></a></p>
<p>Siamo in attesa di conferme, ma a quanto ci fanno sapere dall’Iraq è in arrivo una “chicca”.<br />
La Repubblica delle Banane starebbe investendo da quelle parti  200 milioni di dollari per l’approntamento di una base militare, questa volta tutta “tricolore”, apparentemente slegata da necessità di  sicurezza per il personale dell’ENI nei campi estrazione di Zubair e Nassiriya.<br />
Ma passiamo ad altro, saltiamo dei parallelismi, e torniamo al Qurinale. Al Consiglio Supremo di Difesa dell’11 Novembre.<br />
Le  “novità“ scaturite dal  summit (si fa per dire) organizzato e presieduto da Giorgio Napolitano con Silvio Berlusconi nella veste di “vicepresidente“, hanno preso forma e sostanza nella settimana successiva, a partire dal 17,  un giorno che porta ancora più sfiga del mese dei morti.<br />
Tagli agli organici e “privatizzazione“ delle FF.AA., esclusi provvedimenti che peraltro stanno clamorosamente venendo alla luce in queste ore.<br />
“Novità“ apparentemente slegate ma che fanno parte, di fatto, di un unico indirizzo politico e militare di respiro “strategico“ accuratamente nascosto tra le righe del comunicato ufficiale della Segreteria Generale del Quirinale già dal giorno 9.<br />
Il 17 Novembre, La Russa Ignazio è  in “Israele“ a rendere omaggio (ancora una volta a spese degli italiani) allo Yad Vashem, accompagnato dall’ambasciatore Mattiolo  e dal suo consigliere personale per gli “affari internazionali“ on. Ruben (!), del PdL.<br />
Incontrerà Il Primo Ministro Netanyahu e il Ministro della Difesa Barak, sottolineando l’importanza della visita per… “ampliare i rapporti di collaborazione  tra due Paesi amici e far acquisire all’Italia la tecnologia anti-Ied  per evitare altri lutti alle forze armate italiane in Afghanistan“. Una dichiarazioncina che la dice tutta sulla calibrata perfidia dell’azzeccagarbugli atlantista.<br />
Lo stesso giorno atterra all’aereoporto Ben Gurion, proveniente dal Comando Generale della NATO di Bruxelles, <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/10/11/complicita-politiche-ed-istituzionali-per-la-task-force-45/">l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, di cui ci siamo già occupati per la Task Force 45</a>, per una visita di due giorni su invito del Capo di Stato Maggiore Ashkenazy e successivo incontro con il Ministro della Difesa Barak e alti ufficiali dello S.M.  per… “esaminare le forme di un ulteriore approfondimento nella cooperazione militare e di difesa tra Israele e la NATO”. L’ammiraglio visiterà la base aerea di Palmachin e l’Unità Yahalom.<br />
Su Ria Novosti, il 18, il corrispondente Ylia Kramnik dà conto dell’intervista rilasciata 24 ore prima a Londra da  Franco Frattini al “Times” dove il (nostro?) Ministro degli Esteri dice, papale papale, quanto segue: <strong>“La NATO sta discutendo attivamente la possibilità di istituire un esercito comune europeo per lungo tempo “</strong>(!) .<br />
Il Titolare della Farnesina andrà un po’ più in là sostenendo che “la nuova Europa che uscirà il 19 Novembre dal Trattato di Lisbona al vertice UE sarà  sostenuta dal forte appoggio dell’Italia che spinge per la creazione di un nuovo esercito europeo come centro di un potere globale di intervento nelle aree di crisi “.<br />
Dichiarazioni che trovano una collimazione perfetta con l’’odg  discusso nel Consiglio Supremo di Difesa  l’11 Novembre al Quirinale.<br />
(&#8230;)</p>
<p>Da <em><a href="http://www.cpeurasia.org/?read=39689">Banderuole, complottardi e lacché NATO: tutti uniti appassionatamente</a></em>, di <strong>Giancarlo Chetoni</strong><br />
[grassetto nostro]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La certitude du doute...]]></title>
<link>http://souklaye.wordpress.com/2009/11/18/la-certitude-du-doute-282/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 19:42:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>souklaye</dc:creator>
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<description><![CDATA[Je n&#8217;arrive pas à choisir entre la précarité familiale et expulsion diplomatique (Droit au log]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://souklaye.wordpress.com/files/2009/11/droit-au-logement-opposable.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4056" title="droit au logement opposable" src="http://souklaye.wordpress.com/files/2009/11/droit-au-logement-opposable.jpg" alt="" width="500" height="576" /></a></p>
<p style="text-align:center;">Je n&#8217;arrive pas à choisir entre la précarité familiale et expulsion diplomatique<br />
(Droit au logement opposable 0 &#8211; Cesare Battisti 1)<br />
<a href="http://souklaye.wordpress.com/files/2009/11/cesare-battisti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4054" title="Cesare Battisti" src="http://souklaye.wordpress.com/files/2009/11/cesare-battisti.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Europa, o singura armata !]]></title>
<link>http://georgevalah.wordpress.com/2009/11/16/europa-o-singura-armata/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 20:21:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>George Valah</dc:creator>
<guid>http://georgevalah.wordpress.com/2009/11/16/europa-o-singura-armata/</guid>
<description><![CDATA[Ministrul de externe al Italiei Franco Frattini avanseaza ideea ca dupa tratatul de la Lisabona, Uni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img title="Italian Foreign Minister Franco Frattini " src="http://www.timesonline.co.uk/multimedia/archive/00645/Franco-Frattini_645585a.jpg" border="0" alt="Italian Foreign Minister Franco Frattini " width="385" height="185" /></p>
<p>Ministrul de externe al Italiei Franco Frattini avanseaza ideea ca dupa tratatul de la Lisabona, Uniunea Europeana sa-si creeze o armata unica. El a argumentat ca experienta colaborarii dintre diferite natiuni in conflictele din Irak si Afganistan, au dovedit ca nu exista probleme de comunicare care sa nu poata fi rezolvate.</p>
<p><a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6917652.ece" target="_self">EU needs a European Army</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Contro la bomba l'Italia schiera Margelletti]]></title>
<link>http://balente.wordpress.com/2009/11/16/contro-la-bomba-litalia-schiera-margelletti/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 02:52:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>balente</dc:creator>
<guid>http://balente.wordpress.com/2009/11/16/contro-la-bomba-litalia-schiera-margelletti/</guid>
<description><![CDATA[C&#8217;è anche l&#8217;Italia nella Commissione sulla non proliferazione nucleare, promossa dal Pri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>C&#8217;è anche l&#8217;Italia nella Commissione sulla non proliferazione nucleare, promossa dal Primo Ministro australiano Kevin Rudd.<br />
Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha incaricato, come rappresentante per il nostro Paese, Andrea Margelletti, professore e presidente del Centro Studi Internazionali che ha esordito nel recente meeting di Tokyo e Hiroshima.<br />
La commissione punta a ricompattare il consenso internazionale sul trattato di non proliferazione, da riesaminare nel 2010.</p>
<p>Fonte: Panorama.</p>
<p><img src="http://balente.wordpress.com/files/2009/11/andrea-margelletti1.jpg" alt="andrea margelletti" title="andrea margelletti" width="263" height="350" class="alignleft size-full wp-image-669" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Articolul zilei (11.11.2009): Franco Frattini si Serghei Lavrov in La Stampa: "NOUA ORDINE MONDIALA" are nevoie de "casa comuna europeana"]]></title>
<link>http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/11/articolul-zilei-11-11-2009-franco-frattini-si-serghei-lavrov-in-la-stampa-noua-ordine-mondiala-are-nevoie-de-casa-comuna-europeana/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 08:23:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>saccsiv</dc:creator>
<guid>http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/11/articolul-zilei-11-11-2009-franco-frattini-si-serghei-lavrov-in-la-stampa-noua-ordine-mondiala-are-nevoie-de-casa-comuna-europeana/</guid>
<description><![CDATA[   Citez din articolul Franco Frattini si Serghei Lavrov in La Stampa: &#8220;Noua ordine mondiala]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>   </strong>Citez din articolul <strong><a href="http://www.ziua.ro/news.php?data=2009-11-07&#38;id=44251">Franco Frattini si Serghei Lavrov in La Stampa: &#8220;Noua ordine mondiala&#8221; are nevoie de &#8220;casa comuna europeana&#8221;</a></strong>:</p>
<p><strong>   </strong>Imediat dupa caderea Zidului Berlinului in urma cu 20 de ani, doua concepte noi au aparut pe agenda euro-atlantica si internationala: &#8221;casa comuna europeana&#8221; si <strong>&#8221;noua ordine mondiala</strong>&#8221;. Doua concepte inca nerealizate, dar complementare intre ele. O <strong>noua ordine mondiala</strong> bazata pe interdependenta si cooperare pentru solutionarea problemelor comune nu poate face abstractie de o &#8221;Mare Europa&#8221; de la Atlantic la Vladivostok. Numai o astfel de Europa, cu o viziune globala si avand obiective impartasite de toti, poate fi in masura sa garanteze stabilitatea pe continentul european. &#8221;Cat de departe suntem astazi de realizarea acestui proiect, care a fost anuntat deja in plin Razboi rece de Charles de Gaulle?&#8221; &#8211; se intreaba ministrul italian de externe, Franco Frattini, si omologul sau rus, Serghei Lavrov, semnatarii articolului publicat de ziarul italian La Stampa, in editia de luni, transmite Agerpres.</p>
<p>   In ultimele doua decenii a inceput sa se afirme in Europa &#8211; chiar daca aceasta este inca fragila &#8211; constientizarea ca mentinerea liniilor de divizare pe continentul european compromite securitatea tuturor. A fost indepartat pericolul unui razboi nuclear si al oricarui &#8221;mare&#8221; razboi. A fost inchis capitolul trist al razboaielor balcanice si a fost depasit, desi se mentin unele diferente, efectul negativ al crizei din Caucaz, din vara anului trecut, asupra situatiei europene.</p>
<p>   S-a facut mult si pentru intarirea caracterului strategic al relatiilor dintre UE si Rusia, si in plan institutional. In 1996, Rusia a incheiat Acordul de parteneriat si colaborare cu UE, iar in 2004 Rusia si UE au ajuns la o intelegere privind infiintarea a patru &#8216;&#8217;spatii comune&#8221;. UE este astazi principalul partener economic al Rusiei. Acest lucru este valabil si pentru sectorul strategic al energiei, desi mai ramane de finalizat crearea unui sistem modern de securitate energetica, care sa garanteze echilibrul intereselor tarilor producatoare, statelor de tranzit si tarilor consumatoare de resurse energetice, asa cum s-a convenit de catre liderii din G8 la summitul de la Sankt Petersburg. Totodata, a fost structurata colaborarea dintre Rusia si NATO, datorita Consiliului NATO-Rusia, instituit la Pratica di Mare, in Italia, in 2002.</p>
<p>   Este mult, este putin?, se intreaba semnatarii articolului. Nu este putin, dar nici suficient, cred ei. Caderea Zidului Berlinului a demarat procesul de emancipare a relatiilor internationale de precedentele scheme de confruntare ideologica. Trebuie totusi sa se recunoasca, scriu semnatarii, ca nu a existat un raspuns adecvat la nivel politic. Colaborarea paneuropeana din sfera politica nu a facut inca acel salt de calitate, adecvat noilor provocari si amenintari. Si totusi, astazi, in fata &#8221;noilor amenintari&#8221; ale secolului &#8211; de la terorism la proliferarea nucleara, la criminalitatea internationala, degradarea mediului si pana la energie si problemele legate de stabilitatea economico-financiara &#8211; este tot mai multa nevoie de un parteneriat politic puternic si unit in spatiul paneuropean. Cu alte cuvinte, <strong>&#8221;noua ordine mondiala&#8221;</strong> are nevoie de &#8221;casa comuna europeana&#8221;.</p>
<p>   Frattini si Lavrov sunt de parere ca, pentru a construi aceasta &#8221;casa comuna&#8221; va fi nevoie sa se stabileasca urmatoarele prioritati.</p>
<p>In primul rand, relansarea politica a relatiei dintre NATO si Rusia, pe baza unui parteneriat real si tinand seama de interesele de securitate reciproca. In al doilea rand, definirea, in cadrul negocierilor in curs, a unui nou acord intre UE si Rusia, pentru a se institui un parteneriat strategic nu numai economic, ci si politic. In sfarsit, crearea unei noi arhitecturi de securitate europeana, care este deja discutata in diferite foruri europene.</p>
<p>   O astfel de arhitectura poate beneficia de sinergiile dintre diferitele institutii si organizatii existente in spatiul paneuropean (OSCE, NATO, UE, CSI, OASC &#8211; Organizatia Acordului privind Securitatea Colectiva), inspirandu-se din interesele comune si necesitatea unei tot mai stranse cooperari intre UE, SUA si Rusia.</p>
<p>Se resimte totodata nevoia de a intari si traduce in practica acele principii incluse in Actul de la Helsinki, acquis-ul OSCE si in Declaratia de la Pratica di Mare privind Consiliul NATO-Rusia. Acest lucru va permite crearea unui spatiu comun de securitate in intreaga regiune euro-atlantica, pe baza unei noi viziuni impartasite privind realitatea de astazi.</p>
<p>   Apropiata intrare in vigoare a Tratatului de la Lisabona precum si atingerea unei noi calitati in relatiile ruso-americane, deschid noi oportunitati pentru relatiile euro-atlantice, ce nu trebuie pierdute, sunt de parere semnatarii articolului. Miza este viitorul intregii regiuni si rolul acesteia in sistemul international al secolului al XXI-lea, tot mai complex si pluralist, si in care este de dorit ca diversitatea sa devina o valoare adaugata si un factor de stabilitate si de dezvoltare si nu de conflict, incheie autorii articolului</p>
<p>   Cititi va rog si:</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/10/cancelarul-german-angela-merkel-%e2%80%9eaceasta-lume-nu-va-fi-una-pasnica-si-linistita-daca-nu-vom-realiza-o-noua-ordine-mndiala%e2%80%9d/"><span style="color:#ff0000;"><strong>Cancelarul german ANGELA MERKEL: „Aceasta lume nu va fi una pasnica si linistita daca nu vom realiza o NOUA ORDINE MONDIALA”</strong></span></a></span></p>
<p><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/09/cu-ocazia-celebrarii-caderii-zidului-berlinului-9-noiembrie-mihail-gorbaciov-ne-aminteste-ca-impreuna-cu-papa-ioan-paul-ii-a-lucrat-pentru-edificarea-noii-ordini-mondiale/"><span style="color:#ff0000;"><strong>Cu ocazia celebrarii caderii zidului Berlinului (9 noiembrie), MIHAIL GORBACIOV ne aminteste ca impreuna cu PAPA IOAN PAUL II a lucrat pentru edificarea NOII ORDINI MONDIALE</strong></span></a></p>
<p><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/10/01/dailybusiness-%e2%80%9ede-la-teoria-francmasonica-la-fapte-guvernul-mondial-devine-realitate%e2%80%9d/"><span style="color:#ff0000;"><strong>Dailybusiness: „De la teoria francmasonica la fapte: Guvernul mondial devine realitate”</strong></span></a></p>
<p><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/04/masurile-impotriva-schimbarii-climei-sunt-gandite-pentru-a-crea-rapid-guvenul-mondial-al-noii-ordini-mondiale/"><span style="color:#ff0000;"><strong>Masurile impotriva schimbarii climei sunt gandite pentru a crea rapid GUVENUL MONDIAL al NOII ORDINI MONDIALE</strong></span></a></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong> </strong></span>  Pentru o mai buna intelegere a celor de mai sus, cititi va rog si articolele:</p>
<p><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/07/06/noua-ordine-mondiala-%e2%80%93-rezumatul-blogului-partea-1/"><strong><span style="color:#ff0000;">NOUA ORDINE MONDIALA – rezumatul blogului (partea 1)</span></strong></a><strong></strong></p>
<p><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/07/06/noua-ordine-mondiala-%e2%80%93-rezumatul-blogului-partea-2/"><strong><span style="color:#ff0000;">NOUA ORDINE MONDIALA – rezumatul blogului (partea 2)</span></strong></a></p>
<p><strong><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/08/12/ultima-revolutie-noua-ordine-mondiala-reala-impotriva-falsei-%e2%80%9cnoi-ordini-mondiale%e2%80%9d/"><span style="color:#ff0000;">Ultima revolutie: NOUA ORDINE MONDIALA reala impotriva falsei “Noi Ordini Mondiale”</span></a></strong></p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il papello e quelle leggi - Peter Gomez - Voglio Scendere]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/10/21/il-papello-e-quelle-leggi-peter-gomez-voglio-scendere/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 15:59:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/10/21/il-papello-e-quelle-leggi-peter-gomez-voglio-scendere/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: Il papello e quelle leggi &#8211; Peter Gomez &#8211; Voglio Scendere. Di Peter Gomez &#8211;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2361908.html">Il papello e quelle leggi &#8211; Peter Gomez &#8211; Voglio Scendere</a>.</p>
<blockquote><p><em>Di Peter Gomez &#8211; Il Fatto Quotidiano, 17 ottobre 2009</em></p>
<p>Basta poco per rendersene conto. Basta rileggere le cronache parlamentari. Nei 12 punti elencati da <strong>Totò Riina</strong> nel suo papello come condizione per chiudere la stagione delle bombe non vi è nulla di sorprendente. <strong>La trattativa tra Stato e mafia c&#8217;è stata</strong>, proprio come raccontavano, ben prima della scoperta del papello, le sentenze definitive sulle stragi del &#8216;93. Non per niente, durante gli ultimi 17 anni, buona parte dei desiderata di Cosa Nostra sono stati discussi e, a volte approvati, da Camera e Senato. Le supercarceri di Pianosa e l&#8217;Asinara sono state chiuse nel 1997 dal centrosinistra. La legge sui pentiti, coi voti dell&#8217;Ulivo e il plauso del centro-destra, è stata riformata nel 2001, provocando un crollo verticale del numero dei collaboratori di giustizia. Il <strong>41 bis</strong>, il cosiddetto carcere duro, è stato invece “stabilizzato” nel 2002. Ma la norma, anche questa volta bipartisan, è stata scritta male. Così i tribunali di sorveglianza, com’era perfettamente prevedibile, si sono trovati a dover revocare il 41 bis (già reso molto meno duro) a centinaia di boss. E persino quattro mafiosi condannati per la <strong>strage di via dei Georgofili</strong> a Firenze sono adesso detenuti in regimi penitenziari normali.</p>
<p>A partire del 1994, poi, si è cominciato a parlare pubblicamente della possibilità di concedere forti sconti di pena agli uomini d&#8217;onore che non si pentono, ma decidono invece di dissociarsi dall&#8217;organizzazione. Il primo a farlo è stato uno dei tanti testimoni di quella trattativa che oggi ritrovano miracolosamente la memoria: <strong>Luciano Violante</strong>. Subito dopo, nel 1996, un’apposita proposta di legge è stata presentata da tre senatori dell’allora Ccd, mentre nel 2001 il futuro ministro degli Esteri, <strong>Franco Frattini</strong>, se l’è presa con i giornali che parlando troppo di dissociazione avevano fatto saltare “l’intera operazione”. Leggendo la copia del papello in mano ai magistrati un’unica domanda ha quindi senso: <strong>la trattativa con Cosa Nostra è ancora in corso?</strong> Perché come diceva una delle sue vittime, il giudice Paolo Borsellino: “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra, o si mettono d’accordo”.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Frattini, il mistero degli esteri]]></title>
<link>http://lerane.wordpress.com/2009/10/08/frattini-il-mistero-degli-esteri/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 11:01:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>lerane</dc:creator>
<guid>http://lerane.wordpress.com/2009/10/08/frattini-il-mistero-degli-esteri/</guid>
<description><![CDATA[Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato, è un rifugio dorato per generali, prefetti e gran commis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato, è un rifugio dorato per generali, prefetti e gran commis. Che spesso intascano stipendi di lusso anche se fanno altro. Come Frattini e Catricalà. Anticipazione dell&#8217;inchiesta di Emiliano Fittipaldi, che esce domani sull&#8217;Espresso.</em></p>
<p><img src="http://lerane.wordpress.com/files/2009/10/franco-frattini.jpg?w=300" alt="franco frattini" title="franco frattini" width="300" height="199" class="alignright size-medium wp-image-1004" />Le ovattate stanze di Palazzo Spada ne hanno viste di tutti i colori, così non sorprende che davanti al nuovo scandalo che ha travolto il Consiglio di Stato nessuno abbia fatto una piega. La storia recente è costellata di indagini e manette: nel 2003 un consigliere fu condannato (in primo grado) a tre anni per concussione, nello stesso anno un collega finiva alla sbarra accusato di ricettare tesori archeologici, nel 2007 un terzo membro è stato arrestato per associazione a delinquere e corruzione in atti giudiziari. Oggi i 13 anni che i pm di Milano hanno chiesto per Nicolò Pollari sono stati commentati con un’alzata di spalle, nonostante l’ex capo del Sismi, messo in Consiglio dal governo Prodi due anni fa, sia stato definito addirittura come il «regista di un sistema criminale» che ha coperto la Cia nel sequestro dell’ex imam di Milano Abu Omar. Pollari non si è dimesso dall’incarico. Niente di nuovo: persino il presidente supremo Paolo Salvatore, quando nel 2008 finì indagato dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, preferì rimanere incollato alla sua poltrona.</p>
<p>Nessuno si sognerebbe mai di lasciare una delle cariche più ambite d’Italia, rifugio dorato per generali, ex ambasciatori, prefetti e trombati eccellenti della politica. All’organo “di rilievo costituzionale”, che ha la doppia funzione di dare pareri legislativi al governo e fare da appello al Tar, non è facile accedere: il 25 per cento dei posti è riservato ai vincitori del concorso, stessa quota è appannaggio di Palazzo Chigi, mentre il 50 per cento è destinato ai magistrati del Tar con circa trent’anni di anzianità alle spalle. Una volta entrati nella casta dei consiglieri, il gioco è fatto. È difficile quantificare il loro lavoro in maniera oggettiva, ma quasi sempre chi viene nominato dal governo viene inserito nelle sezioni che danno pareri ai ministeri, mentre sembra consuetudine che i magistrati di lungo corso si dedichino alle sentenze, più delicate. Il consigliere Antonio Catricalà, di sicuro, se ne sta con le mani in mano. Oggi è ufficialmente presidente di sezione fuori ruolo, ma da tempo immemore non entra a Palazzo Spada, avendo preferito fare il capo di gabinetto, il consigliere giuridico e il segretario generale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Ora è il capo dell’Authority per la concorrenza e guadagna 477 mila euro annui, a cui aggiunge quelli percepiti come presidente di sezione. Un extra da «ottomila euro al mese», ammette a “L’espresso” con onestà intellettuale. Sembra incredibile ma accumulare due stipendi è un suo diritto. Non solo: chi è “prestato” ad altre istituzioni conserva sia il salario base sia l’indennità giudiziaria, la voce legata ai rischi di essere un giudice. La intasca anche chi, di fatto, fa un altro mestiere. Il doppio trattamento è un privilegio di altri undici “fuori ruolo”: da Salvatore Mario Sechi, consigliere del presidente della Repubblica, a Alessandro Botto dell’autorità di vigilanza dei Lavori pubblici, dal vice segretario della presidenza del Consiglio Luigi Carbone al braccio destro del ministro Sacconi Caro Lucrezio Monticelli. Che spiega: «Prendo 8300 euro netti come consigliere, ma solo la parte accessoria dello stipendio di capo di gabinetto. Quant’è? Circa 4 mila euro netti al mese». Pure Franco Frattini è un consigliere che non consiglia da un pezzo, visto che passa da lustri da un incarico politico all’altro. Il ministro degli Esteri ha rinunciato allo stipendio parlamentare, ma la carriera “fantasma” a Palazzo Spada continua ad andare a gonfie vele: è stato promosso, due settimane fa, presidente di sezione. Ruolo che farà lievitare la sua busta paga. </p>
<p>Fare un giro nello splendido Palazzo Spada è illuminante. Il Consiglio di Stato è un Eden spesso semivuoto, dove 84 consiglieri (più dieci fuori ruolo) beccano in media 130 mila euro l’anno lordi e i 21 presidenti, quasi un quinto del totale del personale, si intascano secondo dati ufficiali circa 14 mila euro lordi al mese. Gli scatti d’anzianità arrivano puntuali ogni due anni. Un monte stipendi che allo Stato costa oltre 14 milioni l’anno, senza contare le spese per le otto auto blu, a disposizione dei vertici, tutte a noleggio Consip. Macchine, sussurra qualcuno, che spesso fanno avanti e indietro portando solo i documenti che i magistrati firmano da casa: i consiglieri hanno dentro la sede solo un “appoggio” e un armadietto, e spesso lavorano dal loro salotto facendosi vedere solo nei giorni d’udienza. «Palazzo Spada è piccolo», si giustificano. Non è tutto: per far funzionare la macchina circa 25 milioni vanno nella busta paga di 324 dipendenti, un esercito tra dirigenti, distaccati e personale di ruolo. In pratica, l’organismo pesa sulle casse dello Stato una quarantina di milioni di euro, a cui vanno aggiunte le spese di gestione e bollette varie.</p>
<p>Entrare nella casta attraverso il concorso pubblico è il sogno di molti, e il casting dovrebbe essere davvero accurato. Negli ultimi tre anni ce l’hanno fatta solo in cinque. Nel 2008 un consigliere del Tar trombato si è preso la briga di controllare gli atti del giorno in cui sono state corrette le sue prove, scoprendo che i cinque commissari avevano analizzato la bellezza di 690 pagine. «Senza considerare la pausa pranzo e quella della toilette, significa che hanno letto in media tre pagine e mezzo in 60 secondi. Un record da guinness, visto che la materia è complessa», ironizza Alessio Liberati. Che ha impugnato anche i concorsi del 2006 e del 2007: a suo parere i vincitori hanno proposto stranamente soluzioni completamente diverse per la stessa identica sentenza. Il magistrato, inoltre, ha sostenuto che uno dei vincitori, Roberto Giovagnoli, non aveva nemmeno i titoli per partecipare al concorso. L’esposto viene palleggiato da mesi tra lo stesso Consiglio di Stato e la presidenza del Consiglio dei ministri, ma i dubbi e «qualche perplessità» serpeggiano anche tra alcuni consiglieri. «Il bando sembra introdurre l’ulteriore requisito dell’anzianità quinquennale» ha messo a verbale uno di loro durante una sessione dell’organo di presidenza: «Giovagnoli era stato dirigente presso la Corte dei conti per circa 6 mesi (&#8230;) Il bando non sembra rispettato su questo punto».</p>
<p>Per legge, a decidere se i concorsi siano stati o meno taroccati, saranno gli stessi membri del Consiglio. Vedremo. Intanto Giovagnoli si è subito iscritto al gioco preferito dei suoi colleghi più anziani, quello degli incarichi multipli: da gennaio fa il dopolavorista come docente per la Ita spa, un’attività da 48 mila euro l’anno. Giuseppe Barbagallo per 30 mila euro lavora invece come giudice all’Organizzazione internazionale del Lavoro, mentre Francesco Bellomo prende 35 mila euro dalla società “Diritto e Scienza a.r.l.”. Roberto Chieppa guadagnerà 7.200 euro per 8 lezioni alla Trentino School of Management, Ermanno De Francisco arrotonda di 40 mila l’anno facendo il consulente del dipartimento per gli Affari giuridici.</p>
<p>Paradossali i casi di Umberto Maiello e Francesco Riccio: hanno ruoli interni che per legge gli consentono l’esenzione parziale dal lavoro, ma hanno il tempo per l’attività  all’Agcom il primo (35 mila euro per il 2009) e all’Autorità  per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori (3 mila euro al mese fino al 2011, poi si vedrà) il secondo.</p>
<p>La lista è infinita, e delle due l’una: o fanno poco a palazzo Spada e hanno molto tempo libero oppure, se dedicano qualche ritaglio di tempo al secondo incarico, le altre amministrazioni pubbliche li pagano assai generosamente. Di sicuro dentro la casta non si dice di no a nessuno. Nemmeno a Carlo Deodato, il capo di gabinetto del ministro antifannulloni Renato Brunetta. Che somma lo stipendio da consigliere, gli 80 mila euro per l’incarico al ministero e i 28 mila l’anno come tecnico di supporto del “commissario straordinario per la gestione dell’emergenza idrica del Simbrivio”. L’anno passato aveva garantito, come si legge in un verbale del 9 luglio scorso, «che non avrebbe mai più chiesto ulteriori proroghe». La proroga è stata invece chiesta, votata con scrutinio segreto e, a maggioranza, autorizzata.  </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IL MINISTRO DELLA GUERRA]]></title>
<link>http://liberthalia.wordpress.com/2009/09/17/il-ministro-della-guerra/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 20:56:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sendivogius</dc:creator>
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<description><![CDATA[ “In Afghanistan bisogna restare per mantenere alto l’onore dell’Italia”  (Franco Frattini; Ministro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:justify;"><em><span style="color:#ffcc99;"> “In Afghanistan bisogna restare per<span style="text-decoration:underline;"> mantenere alto l’onore dell’Italia</span>”</span><br />
</em><span style="color:#c0c0c0;"><span style="color:#000000;"> </span>(</span>Franco Frattini; <span style="color:#c0c0c0;">Ministro degli Esteri – 17 Sett. 09)</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-999" title="Soldatini" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/09/soldatini.jpg" alt="Soldatini" width="222" height="309" /> <span style="color:#999999;">Veramente, ci avevano detto (ed alcuni ci credevano pure!) che la permanenza del contingente italiano in Afghanistan fosse una</span> <span style="color:#c0c0c0;">‘operazione di polizia internazionale’</span> <span style="color:#999999;">volta <em>all’instaurazione della democrazia</em>&#8230; <em>in nome della libertà</em>&#8230; <em>per la difesa della pace</em>&#8230; <em>per il ripristino del diritto</em>&#8230; ed altre fiorite</span> “<span style="text-decoration:underline;">fantasie lessicali</span>” <span style="color:#999999;">che infarciscono le banalità propagandistiche in ogni campagna bellica.<br />
Inoltre, la missione militare in terra afgana avrebbe dovuto pacificare l’intera regione; stabilizzare la turbolenta area, compresa tra i monti dell’Hindokush ed i deserti del Belucistan; piantare i semi di una solida democrazia e</span> <em>liberare le donne dalla schiavitù del burqa&#8230;</em><br />
<span style="color:#999999;">Infatti, gli osservatori europei contestano qualcosa come <span style="color:#ffcc99;">due milioni di schede contraffatte alle ultime elezioni</span>, che hanno visto la riconferma del presidente uscente <span style="color:#ffcc99;"><span style="text-decoration:underline;">Ahmid Karzai</span></span>. A proposito di diritti e dignità femminile, proprio il presidente Karzai è il firmatario di una legge che, oltre al divieto di circolazione per le donne sposate, stabilisce lo stupro coniugale e, di fatto, la pedofilia col matrimonio di bambine con meno di 12 anni.<br />
[Potrete avere un piccolo ragguaglio leggendo<span style="color:#ff0000;"> </span><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/03/afghanistan-legge-stupro.shtml?uuid=580faae4-1e10-11de-b649-e38bead96d2b&#38;DocRulesView=Libero" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">qui</span></a>]<br />
E per questi eccezionali risultati spendiamo milioni di euro ogni mese, mandando a crepare i nostri soldati!<br />
Delle migliaia di <span style="color:#ffcc99;">“<em>danni collaterali</em>”</span> tra la popolazione civile, notoriamente, non frega un cazzo a nessuno.<br />
<img class="alignright size-medium wp-image-1000" title="1880 - 66th soldier in southern Afghanistan" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/09/1880-66th-soldier-in-southern-afghanistan.jpg?w=213" alt="1880 - 66th soldier in southern Afghanistan" width="213" height="300" />Adesso sappiamo che la presenza militare dell’Italia in terra afghana è soprattutto una questione di <span style="color:#ffcc99;">prestigio nazionale</span> e di ‘onore’&#8230; secondo un lessico ideologico di stampo ottocentesco e proto-fascista, che ben si addice alle moderne guerre coloniali dei nuovi imperi e del loro contorno di truppe ausiliarie.<br />
</span><span style="color:#999999;">Infatti, dopo ben 7 anni di <span style="color:#ffcc99;">guerra non-dichiarata</span>, l’Afghanistan è frazionato in satrapie semi-indipendenti, dove i vari Signori della Guerra confluiti nella traballante ‘alleanza anti-<em>taliban</em>’ esercitano un potere feudale, ripartito su base clanica, e puntellato dai contingenti militari stranieri.<br />
</span><span style="color:#999999;">Il controllo del governo <em>legittimo-laico-democratico</em> non va oltre il centro di Kabul. Sulla sua stessa sopravvivenza ben pochi scommetterebbero, qualora venisse meno il supporto armato delle forze <span style="color:#ffcc99;">NATO</span>.</span><br />
<span style="color:#999999;">Il tempo del conflitto viene dilatato in una spirale che si avvita su sé stessa in un moto perpetuo dai tempi indefiniti, senza una reale prospettiva di soluzione né evoluzione, nell’immanenza di un tempo presente cristallizzato nella minaccia perenne.</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em><span style="color:#ffcc99;"><span style="text-decoration:underline;">Il tempo di guerra</span></span></em> è il periodo che la gente trascorre sotto i bombardamenti. Molti popoli oggi conoscono il tempo di guerra, direttamente, come i nostri nonni e genitori hanno conosciuto quello delle guerre mondiali.<br />
 <em><span style="color:#ffcc99;"><span style="text-decoration:underline;">Il tempo della guerra</span></span></em> non è la contingenza del conflitto armato ma è il periodo in cui tutto ruota intorno all’idea della guerra, ai suoi riti, alle sue minacce. Questa idea pervade oggi ogni politica e ogni attività internazionale. Sembra che non ci sia più altra soluzione che la guerra, altra chance che la guerra. Per farla le è stato perfino cambiato il nome. Gli stessi sforzi per la pace ruotano attorno all’idea di evitare la guerra e nel frattempo essa è tenuta allo stato di immanenza, con la paura. Il tempo della guerra significa che essa è sovrana e sovrasta ogni attività umana. Mentre il tempo di guerra è razionale perché rappresenta un punto eccezionale di esplosione della violenza, il tempo della guerra, come forma mentale, è una tendenza di lungo periodo e quindi irrazionale perché contrasta con le aspirazioni più utili all’uomo: la pace e la cooperazione fra i popoli. Paradossalmente, si può avere il tempo di guerra mentre si cercano la pace e il rispetto dei diritti, ma il tempo della guerra porta soltanto a percepire i diritti come giustificazione per la guerra.”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Sono le riflessioni del <span style="color:#ffcc99;"><span style="text-decoration:underline;">Gen. Fabio Mini</span></span>, riprese da un’intervista di <span style="color:#c0c0c0;"><span style="text-decoration:underline;">Anna Luisa Santinelli</span></span> (14 Luglio 2009). Per intenderci, tra i suoi moltissimi incarichi, il generale Mini è stato addetto militare in Cina; osservatore militare in USA; Capo di Stato Maggiore del comando interforze NATO per il Sud-Europa; Comandante NATO in Kosovo; e grande esperto in studi strategici.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;">Winston Churchill</span> <span style="color:#999999;">asseriva che la guerra fosse una cosa troppo seria per lasciarla ai generali. Evidentemente non aveva mai conosciuto i <em>politici</em> italiani&#8230;</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1001" title="Liberthalia - LA RUSSA dux" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/09/liberthalia-la-russa-dux.jpg" alt="Liberthalia - LA RUSSA dux" width="346" height="560" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Da bambini tutti abbiamo giocato coi soldatini, ma qualcuno continua a farlo anche da adulto con risvolti preoccupanti. È il caso di </span>Ignazio Benito La Russa<span style="color:#999999;">, lo scoppiettante <em>Ministro della Guerra</em> arruolato alla corte di Re Silvio. </span><br />
<span style="color:#999999;">La Russa appartiene alla nutrita schiera di <span style="color:#ffcc99;">imboscati</span> che, ottenuto l’esonero dal servizio di leva, si improvvisano grandi strateghi e, travestiti da generali, tengono il proprio culo comodamente al sicuro dietro le retrovie. In qualità di ministro, probabilmente si crede un incrocio tra Rommel ed Alessandro il macedone.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1005" title="LA RUSSA IN AFGHANISTAN" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/09/la-russa-travestito-da-para.jpg" alt="LA RUSSA IN AFGHANISTAN" width="450" height="257" />La Russa <em>ferox</em>, quello che trapiantato da almeno 40 anni a Milano parla ancora come un picciotto da “<em><span style="text-decoration:underline;">Commissario Montalbano</span></em>”, è colui che più di ogni altro si è battuto per la modifica delle <span style="color:#ffcc99;">regole di ingaggio</span>, che disciplinano la condotta dei militari italiani impegnati in missioni all’estero. Con la rimozione dei <span style="color:#ffcc99;"><em>“caveat”</em></span> e l’estensione delle ‘regole’ in senso maggiormente operativo, per interventi armati di tipo offensivo e l’impiego attivo in azioni di combattimento, il contingente italiano è diventato a tutti gli effetti una <span style="color:#ffcc99;">forza belligerante impegnata in operazioni di guerra</span>. È superfluo dire che ciò risulta in palese contrasto con il dettame costituzionale e le finalità stesse della missione. <img class="aligncenter size-full wp-image-1008" title="00 - Afghanistan (Dic.1878) - Peiwar Kotal battle" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/09/00-afghanistan-dic-1878-peiwar-kotal-battle.jpg" alt="00 - Afghanistan (Dic.1878) - Peiwar Kotal battle" width="450" height="599" /><br />
Tuttavia, La Russa (<em>alias</em> la ‘Volpe di Battriana’) non era ancora soddisfatto&#8230;<br />
Vuoi per distinguersi con gli altri contingenti occidentali; vuoi per acquisire benemerenze atlantiche; vuoi per una insana idiozia&#8230; la <span style="color:#ffcc99;"><em>Volpe di Battriana</em></span> ha ottenuto che il corpo di spedizione italiano (2800 unità) venisse dislocato nel pericoloso settore sud-occidentale dell’Afghanistan, tra le province di Herat e Farah (proprio là dove i talebani sono più coriacei), insieme ad un distaccamento di 500 soldati di stanza a Kabul (a rotazione tra paracadutisti e alpini). <img class="aligncenter size-full wp-image-1002" title="map of Afghanistan" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/09/map-of-afghanistan.jpg" alt="map of Afghanistan" width="450" height="376" /></span><span style="color:#999999;"><br />
Nella loro nuova veste operativa, le truppe italiane, devono arginare l’avanzata dei talebani che da Farah premono verso le province occidentali del Nord e contenere le infiltrazioni dei talebani cacciati dall’offensiva anglo-americana nella vicina provincia di Helmand.<br />
Soprattutto gli italiani devono assicurarsi il controllo ed il costante sminamento della <span style="color:#ffcc99;"><em>route</em> 517</span>, la principale arteria stradale che attraversa tutto il territorio di Farah e collega il capoluogo provinciale alla cosiddetta <span style="color:#ffcc99;">‘Ring Road’</span>: la circolare dal quale si irradiano le principali linee stradali dell’Afghanistan.<br />
La ‘messa in sicurezza’ della route 517 è il motivo dei frequenti giri di perlustrazione delle pattuglie meccanizzate dell’esercito italiano. A battere la strada 517 sono i convogli formati dal veicolo <span style="color:#ffcc99;">VTLM ‘Lince’</span>, che la truppa chiama meno prosaicamente “<em>scarrafone</em>”. Maggiori sono le uscite di pattugliamento, più aumentano i rischi di attentati esplosivi ed il rischio di cecchinaggio a colpi di lanciagranate RPG&#8230; Si tratta di attacchi come quello che il 14 Luglio 2009 ha ucciso il <em>c.m.</em> <span style="color:#ffcc99;">Alessandro Di Lisio</span>.<br />
Approssimativamente, questo è il trappolone esplosivo nel quale lo zelo della <em>Volpe di Battriana</em> ha cacciato le truppe italiane.<br />
I famosi &#8216;<em>blindadi linge</em>&#8216;, come li chiama La Russa, sono una variante del versatile VM-80 di produzione Iveco, rinforzati con una corazzatura leggera. Al contrario dei più resistenti<img class="alignright size-thumbnail wp-image-1003" title="PUMA" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/09/puma.jpg?w=150" alt="PUMA" width="150" height="112" /> autoblindo PUMA e dei pesanti cingolati DARDO, hanno il pregio di essere più veloci, più maneggevoli e dinamici ma, a dispetto di quanto si dice, offrono una protezione sicuramente minore per l’equipaggio. E l’ultimo attentato nella capitale Kabul lo dimostra in modo eloquente.<br />
<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1004" title="DARDO" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/09/dardo.jpg?w=150" alt="DARDO" width="150" height="99" />Nell’esplosione che ha ucciso sei paracadutisti del 186° Reggimento c’era anche il <em>c.m.</em> Pistonami, che il 03/08/09 aveva rilasciato un’intervista profetica a <span style="color:#ffcc99;">Barbara Schiavulli</span>, inviata del settimanale <em><span style="color:#ffcc99;">“L’Espresso”</span></em>. Il reportage aveva un titolo eloquente: <span style="color:#ffcc99;">“Trappola Afghanistan”</span>.<br />
Ne riportiamo una parte significativa:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“Il primo caporalmaggiore <span style="text-decoration:underline;">Giandomenico Pistonami</span>, come il collega Di Lisio deceduto il 14 luglio scorso, è un mitragliere, quello che sta in ralla, il più esposto perché sbuca con il corpo fuori dal Lince. &#8220;Esco tutti i giorni, faccio da scorta a materiali e persone&#8221;, racconta Pistonami, 26 anni di Lubriano (Viterbo): &#8220;Il mio è il ruolo più importante della pattuglia, ho più campo visivo e uditivo, con un gesto posso fermare le macchine che passano&#8221;. Un lavoro pericoloso, di concentrazione e tensione che lascia poco spazio alle emozioni. &#8220;Purtroppo la mia famiglia guarda i telegiornali&#8221;, aggiunge con un sorriso, &#8220;ma sono tranquilli quando mi sentono tranquillo, per fortuna ci sono Internet e il telefono&#8221;. Il posto che occupa Pistonami qualcuno lo chiama &#8217;sedile della morte&#8217; e spiega che ormai molti mezzi militari di altri contingenti tengono il militare dentro al blindato con un sistema di comando per pilotare la mitragliatrice fuori. Per quanto riguarda i nostri, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, pensa di aggiungere una protezione, una sorta di torretta. Il ministro ha anche promesso l&#8217;invio, già approvato da un decreto, di due nuovi Tornado, che si aggiungeranno ai due parcheggiati a Mazar-i- Sharif, non appena sarà pronta la pista dell&#8217;aeroporto di Herat, sulla cui data di apertura non ci sono tempi certi. I Tornado italiani, come quelli tedeschi, per ora vengono usati come ricognitori, ma il governo non nega la possibilità di aggiungere cannoncini, trasformandoli in mezzi che possono sostenere azioni di combattimento. Ma tutti questi accorgimenti per rendere più sicura la missione arriveranno fuori tempo massimo, comunque dopo il periodo fatale che coincide con la campagna elettorale. Così, mentre in Italia il governo si spacca sulla questione cruciale se rimanere o meno in Afghanistan e la Lega, Bossi in testa, mostra tutto il suo scetticismo, qui i soldati affrontano la loro guerra quotidiana senza nemmeno il conforto di avere alle spalle un esecutivo concorde circa l&#8217;utilità del loro impegno.”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"> </h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ancora tu, Lince]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/09/17/ancora-tu-lince/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 09:42:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma, 17 settembre &#8211; Sarebbero sei gli italiani rimasti uccisi nell&#8217;attentato kamikaze a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff0000;">Roma, 17 settembre &#8211; Sarebbero sei gli italiani rimasti uccisi nell&#8217;attentato kamikaze a Kabul. Altre due vittime civili sarebbero invece afghane. Tra i feriti altri tre militari del contingente italiano.<br />
Tutti si trovavano a bordo di un <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/08/18/gli-effetti-lince-in-afghanistan/">blindato Lince</a>.<br />
(AGI)</span></p>
<p>Vedi anche <em><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/08/22/scarronzoni-per-i-pappafichi/">Scarronzoni per&#8230;</a></em></p>
<p>Roma, 17 settembre &#8211; Sono sei i morti fra i militari italiani, tutti del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore, provocati dall&#8217;attentato a Kabul che ha investito alle 12 ora locale, le 9.30 in Italia, due mezzi di scorta ad una colonna di personale diretta all&#8217;aeroporto, a quanto apprende l&#8217;Adnkronos da fonti della Difesa. Altri tre militari italiani, sempre della Folgore, sono rimasti feriti e, per ora, non vi sono indicazioni sulle loro condizioni.<br />
(Adnkronos)</p>
<p><strong><em>Orgoglio?!?</em></strong><br />
Roma, 17 settembre -&#8217;I soldati italiani hanno pagato un prezzo alto per la libertà e la sicurezza dell&#8217;Afghanistan, dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa&#8217;, commenta Frattini. In ogni caso, per il ministro degli Esteri bisogna &#8216;restare per dimostrare che l&#8217;orgoglio dell&#8217;Italia è sempre alto.<br />
(ANSA)</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/09/mini-kfor.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-927" title="mini-kfor" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/09/mini-kfor.jpg?w=150" alt="mini-kfor" width="150" height="108" /></a></p>
<p>Roma, 17 settembre &#8211; &#8221;La strada su cui è avvenuto l&#8217;attentato ai militari italiani si trova in una zona oggettivamente molto pericolosa. E&#8217; un tratto conteso tra varie fazioni proprio per attaccare i convogli di passaggio, indipendentemente dalla loro nazionalità. Tanto che nel novembre 2005, al mio arrivo all&#8217;aeroporto di Kabul, per evitare di percorrere quei quattro chilometri che portano direttamente alla base ISAF nel centro della capitale, facemmo un&#8217;altra strada assieme al convoglio di scorta: un aggiramento di 35 chilometri&#8221;. A dirlo è il generale <strong>Fabio Mini</strong>, ex comandante della missione NATO in Kosovo, in un&#8217;intervista che sarà pubblicata domani sul quotidiano ecologista <em>Terra</em>.<br />
&#8221;Le missioni sul terreno, Enduring Freedom prima e ISAF poi &#8211; dice Mini &#8211; hanno avuto la pretesa di bloccare completamente le frontiere. Una cosa che non è possibile fare da nessuna parte. In Kosovo, un Paese più piccolo dell&#8217;Abruzzo, non ci riuscivamo, figuriamoci in Afghanistan che è quattro volte l&#8217;Italia&#8221;. Nell&#8217;intervista, il generale spiega che in Afghanistan &#8221;non è un problema di uomini. E&#8217; necessario un maggiore impegno economico e civile. Finché la popolazione afghana resta in uno stato di disperazione, senza niente da perdere, nemmeno la vita (l&#8217;aspettativa media è di 40 anni), non avrà paura della morte&#8221;. &#8216;<strong>&#8216;Per garantire la sicurezza &#8211; conclude Mini &#8211; bisogna prima conquistare la fiducia e la collaborazione della popolazione. In Afghanistan invece si sta facendo l&#8217;esatto contrario. Il risultato è che ora, rispetto al 2003, ci odiano molto di più.</strong> Alla fine della guerra, quando gli americani cercavano Bin Laden a Tora Bora, i talebani erano 7.000. Oggi gli insorti sono oltre 10mila&#8221;.<br />
(ASCA)</p>
<p><strong><em>Silenzio assordante che copre il silenzio degli innocenti</em></strong><br />
I paracadutisti italiani caduti a Kabul in un attacco kamikaze sono le vittime sacrificali della politica imposta dagli USA ed accettata servilmente dai loro camerieri atlantici in servizio permanente effettivo dal 1945. Noi non accettiamo né il vittimismo cialtronesco delle Istituzioni né lo sciacallaggio usato per fini di bassa politica dalla sedicente opposizione. Quella che, tanto per esser chiari, con il governo D’Alema partecipò ai bombardamenti su Belgrado e che mai ha rifiutato il suo appoggio agli USA in lotta contro i “Popoli Canaglia”. Kabul come Nassirya: sangue versato dai nostri parà, ridotti ad essere esportatori di “libertà” e “democrazia” lungo la via del petrolio e quella del papavero e nella previsione di una non ancora dichiarata guerra contro l’Iran. Ascari costretti a combattere sul territorio afghano per far passare gli oleodotti della multinazionale Unocal, in quella che è legittimo chiamare la IV Guerra dell’Oppio.<br />
Tutti tacciono, tutti si guardano bene dallo spiegare agli Italiani i veri motivi della nostra presenza in Medio Oriente.<br />
E nessuno parla dei “Lince”, i corazzati-bidone che rappresentano un pericolo per l’incolumità dei nostri militari (ed oggi se ne è avuta la drammatica conferma) ma che costituiscono una colossale speculazione da parte della Fiat-Iveco della famiglia Elkann. Come abbiamo dimostrato e documentato sull’ultimo numero di “Giustizia Giusta”.<br />
<em> Comunicato stampa dell&#8217;Associazione per la Giustizia e il Diritto “Enzo Tortora” &#8211; Redazione di Giustizia Giusta, V.le Giulio Cesare  &#8211; 00192 Roma</em></p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/05/carabinieri.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-292" title="carabinieri" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/05/carabinieri.jpg" alt="carabinieri" width="143" height="107" /></a></p>
<p><strong><em>Ritiro? Macché, più carabinieri!</em></strong><br />
Roma, 18 settembre &#8211; L&#8217;impegno italiano nell&#8217;addestramento delle forze di sicurezza afghane aumenterà e sta già aumentando in questi ultimi mesi dell&#8217;anno. Secondo il capo ufficio stampa della Farnesina, Maurizio Massari, infatti, &#8221;raggiungeremo il numero di 200 carabinieri formatori, tra settembre e novembre, che si aggiungono alle oltre 15 unità della Guardia di Finanza impegnate nell&#8217;addestramento della polizia di frontiera afghana a Herat&#8221;.<br />
Massari, nel corso di un briefing con la stampa, ha affermato che &#8221;il ruolo dell&#8217;Italia è effettivamente di primissimo piano nell&#8217;addestramento delle forze di sicurezza afghane&#8221; e che questo &#8216;&#8217;si è concretizzato il 14 agosto scorso, quando è stata riconosciuta all&#8217;Italia la posizione di coordinatore responsabile della formazione della polizia afghana&#8221;.<br />
(ASCA)</p>
<p><strong><em>Guerra e/o cooperazione</em></strong><br />
Roma, 18 settembre &#8211; &#8221;Rivolgendoci ai ministri e ai parlamentari che continuano a ripetere che i problemi dell&#8217;Afghanistan, dell&#8217;Africa, delle guerre e dell&#8217;immigrazione si risolvono con la cooperazione, diciamo di essere coerenti, di dar seguito alle promesse con impegni reali sia a livello di finanziamenti che di risorse e di strumenti. Per questi motivi aderiamo all&#8217;iniziativa della Tavola della Pace del 3 ottobre. Perchè pace e informazione sono due beni fondamentali a rischio. Perchè senza un&#8217;informazione di pace non c&#8217;è neanche una politica di pace&#8221;. Così Guido Barbera, presidente del Cipsi &#8211; coordinamento di 42 Ong e associazioni di solidarietà internazionale in riferimento alla strage degli italiani a Kabul.<br />
&#8221;Innanzitutto &#8211; afferma Barbera &#8211; esprimiamo la nostra vicinanza, solidarietà e cordoglio ai familiari dei soldati italiani vittime della strage, ai feriti e a tutti i civili coinvolti, compresi quelli colpiti la scorsa settimana da un bombardamento della NATO. Ma non possiamo tacere. Il problema è politico: qual&#8217;è il ruolo e la politica internazionale dell&#8217;Italia, dell&#8217;Europa, degli USA, della NATO, nello scenario afghano? E&#8217; necessario fare un&#8217;analisi storica e politica di cosa è accaduto in Afghanistan, soprattutto negli ultimi otto anni di guerra, e del disastro che è stato provocato; attraverso un dibattito in Parlamento, decisioni del Governo, un conferenza che porti a un accordo della comunità internazionale&#8221;.<br />
&#8221;Non è solo con i militari che si potrà risolvere la situazione afghana. Non si risolvono i conflitti con la forza, ma con il dialogo. Noi &#8211; conclude Barbera &#8211; associazioni del Cipsi e della società civile crediamo che sia necessario invertire la tendenza delle scelte di politica internazionale in Afghanistan. La risposta è incrementare in modo decisivo la cooperazione internazionale nel paese, per contribuire al processo di pace: che siano visibili interventi e relazioni solidali, scuole, salute, istruzione, alimentazione e difesa dei diritti di tutti. Sono l&#8217;antidoto alla guerra e al terrorismo. Condanniamo la violenza sui civili&#8221;.<br />
(ASCA)<br />
<em> Esternazioni largamente condivisibili, ma vorremmo chiedere al loro autore: nella pratica, come è possibile svolgere attività di cooperazione civile in un ambiente di guerra non dichiarata ma aperta e dirompente?<br />
Non bisognerebbe piuttosto aspettare una avvenuta pacificazione e solo al termine del conflitto investire risorse (e sì, perché qui servono tanti denari e tanti ne sono già stati spesi, spesso a vanvera&#8230;) per una ricostruzione che sia effettivamente tale e duratura?</em></p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/09/soldati.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3419" title="soldati" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/09/soldati.jpg?w=150" alt="soldati" width="150" height="61" /></a></p>
<p>Per cosa sono morti?<br />
Per difendere la pace, la libertà, la democrazia in Afghanistan e la sicurezza internazionale come dicono i nostri politici? No.<br />
Non per la pace, perché i nostri soldati in Afghanistan stanno facendo la guerra.<br />
Non per la libertà, perché i nostri soldati stanno occupando quel Paese.<br />
Non per la democrazia, perché i nostri soldati proteggono un governo-fantoccio che non ha nulla di democratico.<br />
Non per la sicurezza internazionale, perché i nostri soldati stanno combattendo contro gli afgani, non contro il terrorismo islamico internazionale: a questo, semmai, stanno fornendo un pretesto per odiare e attaccare l&#8217;Occidente e anche il nostro Paese.<br />
E allora per cosa sono morti?<br />
La risposta l&#8217;ha data il generale Fabio Mini, ex comandante del contingente NATO in Kosovo, intervenendo la scorsa settimana a un dibattito sull&#8217;Afghanistan tenutosi a Firenze e organizzato da <em>Peacereporter</em>:<br />
&#8220;Ufficialmente lo scopo fondamentale, il center of gravity, della missione non è la ricostruzione, o la pacificazione né la democrazia: è la salvaguardia della coesione della NATO in un momento di crisi della stessa. Questo è lo scopo dichiarato, scritto nei documenti ufficiali della missione ISAF. La NATO è in Afghanistan esclusivamente per dimostrare che è coesa: lo scopo è essere insieme. Ecco perché gli Stati Uniti chiedono soldati in più: ma pensate davvero che manchino loro le forze per far da soli? Credete davvero che i nostri soldati o i lituani siano importanti? No! L&#8217;importante è che nessuno si sottragga a un impegno NATO. Ecco perché vengono chiesti continuamente uomini agli alleati&#8221;.<br />
&#8220;Agli infami, vigliacchi aggressori che hanno colpito ancora nella maniera più subdola diciamo con convinzione che non ci fermeremo&#8221;, avverte il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.<br />
<strong>E&#8217; stravagante definire ‘vigliacchi&#8217; uomini che sacrificano la propria vita per uccidere il nemico. Forse questo giudizio andrebbe riservato ai piloti alleati che da mille piedi di altitudine sganciano bombe che fanno strage di talebani e civili, sapendo di non poter essere né visti né colpiti.<br />
Anche chiamare ‘aggressori&#8217; i guerriglieri talebani che colpiscono le truppe d&#8217;occupazione NATO è curioso. Siamo noi che abbiamo aggredito loro invadendo il loro Paese.</strong><br />
&#8220;Non ci fermeremo&#8221;, conclude La Russa in tono bellicoso. Altri soldati italiani dovranno quindi sacrificare le loro vite e stroncare quelle di altri afgani, combattenti e non. <strong>Da maggio, per la cronaca, le truppe italiane hanno &#8220;neutralizzato&#8221; almeno cinquecento &#8220;nemici&#8221; nelle battaglie combattute nell&#8217;ovest dell&#8217;Afghanistan con il massiccio impiego di carri cingolati ed elicotteri da combattimento. E presto, come annunciato, anche con le bombe sganciate dai nostri Tornado</strong>.<br />
Secondo il ministro degli Esteri, Franco Frattini, bisogna &#8220;conquistare il cuore degli afgani per fare terra bruciata di ogni complicità e omertà verso i terroristi&#8221;.<br />
<strong>Ma finché l&#8217;occupazione e la guerra continueranno, con le stragi di civili, i rastrellamenti, la distruzione dei villaggi, la terra bruciata si allargherà attorno ai nostri soldati e la guerriglia afgana diventerà sempre più popolare. La rabbia e il dolore di chi, a causa delle truppe occidentali, perde un familiare, la casa, una parte del corpo o semplicemente la libertà e la dignità, non fanno che portare acqua al mulino del &#8220;nemico&#8221;. Un nemico che, infatti, più la guerra va avanti, più si rafforza e guadagna consensi.</strong></p>
<p><em><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/17868/Per+cosa+sono+morti%3F">Per cosa sono morti?</a></em>, di Enrico Piovesana.<br />
[grassetti nostri]</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/09/talebani.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3423" title="talebani" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/09/talebani.jpg" alt="talebani" width="499" height="362" /></a></p>
<p>Il Ministro della Difesa, dal canto suo, ha dato un’altra dimostrazione di sconcertante prevedibilità. La sua performance in seconda serata a “Porta a Porta” il 17 Settembre sui caduti della Folgore a Kabul ha ripetuto per filo e per segno, a beneficio di un pugno di ascoltatori (lo share è stato un autentico flop) e del pubblico presente nello studio, la ormai famosissima lezioncina-Napolitano.<br />
Accantonata, alla svelta, la farsa della “missione di pace”, il titolare di Palazzo Baracchini nel corso della trasmissione ha continuato a sostenere che il Belpaese è in Afghanistan per fermare sul terreno il “terrorismo di al-Qa’ida”. Un terrorismo che altrimenti dilagherebbe in Occidente e ci colpirebbe a casa nostra come è successo a New York l’11 Settembre del 2001 con l’attacco alle Torri Gemelle e alla stazione di Atocha a Madrid nel Marzo del 2004.<br />
Due attentati, servirà ricordarlo, oggetto di clamorosi depistaggi politici e istituzionali, di indagini pilotate e di sentenze che non sono mai riuscite ad individuare né mandanti né esecutori che non uscissero dai data base di Langley.<br />
Un’aggiunta che il Ministro della Difesa ha intenzionalmente evocato, da gran furbo, per allargare anche all’Europa la minaccia “reale” portata dal fondamentalismo islamico all’Occidente.<br />
<strong> La recitazione della manfrina di La Russa è scivolata via senza sollevare un battito di ciglio in sala. L’apatia, l’indifferenza che sta risucchiando nel baratro il Paese si vede anche dalle reazioni degli spettatori seduti sulle poltroncine bianche della Rai in occasione di un evento luttuoso come quello di Kabul.</strong><br />
L’Italia, partendo da Kost, dalla base “Salerno” partecipa dal 2002 alla guerra degli USA in Afghanistan, ma fino ad oggi, se la memoria non ci inganna, il Sisde o il Sismi, prima, o l’Aisi e l’Aise, fino ad oggi, non hanno mai lanciato allarmi specificatamente provenienti da quel Paese che possano aver interessato la sicurezza del territorio nazionale, né se ne trova traccia su Gnosis o nelle relazioni che semestralmente vengono inviate semestralmente dal Cesis a Camera e Senato.<br />
Non risulta inoltre che i Ministri degli Interni e della Difesa che si sono succeduti dalla data citata abbiamo mai denunciato pubblicamente l’esistenza di minacce specifiche per il territorio metropolitano ad opera di elementi “qaedisti” di nazionalità afghana presenti in Italia in contatto o collegamento con organizzazioni “terroristiche” operanti nei territori dell’Af-Pak.<br />
L’attenzione dei Ros del Generale Ganzer si è invece concentrata più volte su nuclei o  cellule salafite come “ Predicazione e Combattimento” presuntamente organizzate da elementi originari del Maghreb a cui sono stati spesso addebitati già nel corso degli accertamenti di polizia reati gravissimi che non hanno mai retto di fronte alle successive verifiche della Magistratura Inquirente, toccando punte paradossali che hanno fatto ridere l’“intelligence mondiale”, come nel caso della Chiesa di S. Petronio a Bologna e degli “attentati” alla Metropolitana di Milano.<br />
Quando ci sono stati provvedimenti restrittivi, in ogni caso, i “wahhabiti del Mediterraneo” sono giudicati per reati minori come il favoreggiamento dell’ingresso clandestino, la raccolta di fondi, il possesso di materiale illecito di propaganda.<br />
<strong> Insomma, in Italia non ci sono mai stati potenziali terroristi di intransigente fede sunnita provenienti dal Paese delle Montagne che prendano ordini dal nebuloso e famigerato Mullah Omar né strutture “organizzate” di sostegno ai combattenti usciti dalle madrase di Peshawar o di Islamabad; non c’è inoltre università o scuola superiore pubblica o privata, centro di aggregazione religiosa, culturale e sociale, dove possa addensarsi un nucleo di studenti, aderenti o simpatizzanti “coranici” in combutta con i combattenti pashtun.<br />
Gli unici afghani presenti nella Repubblica delle Banane sono quelli che l’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’Onu ha fatto uscire dal Pakistan dopo un accurato check-in.</strong><br />
Priva perciò di qualunque credibilità, per insussistenza di motivazioni reali, la puntuale manfrina, con imitatori di “alto livello” recitata a beneficio (?) dell’opinione pubblica italiana dall’Inquilino del Quirinale.</p>
<p>Da <em><a href="http://www.cpeurasia.org/?read=33598">Afghanistan: quando i nodi vengono al pettine</a></em>, di <strong>Giancarlo Chetoni</strong>.<br />
[grassetti nostri]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Estradizione di Cesare Battisti: la menzogna dell'ergastolo virtuale]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/09/13/estradizione-cesare-battisti-la-menzogna-dellergastolo-virtuale/</link>
<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 01:00:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
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<description><![CDATA[La disinformatia del governo italiano che tenta di negare l&#8217;esistenza dell&#8217;ergastolo Tit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>La disinformatia del governo italiano che tenta di negare l&#8217;esistenza dell&#8217;ergastolo</h2>
<p>Tito Lapo Pescheri<em><br />
L&#8217;Altro</em> 13 settembre 2009</p>
<div id="attachment_3525" class="wp-caption alignright" style="width: 330px"><img class="size-full wp-image-3525  " title="manifestino-firmato-gipl" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/09/manifestino-firmato-gipl.jpg" alt="manifestino-firmato-gipl" width="320" height="226" /><p class="wp-caption-text">Propaganda fascista contro Cesare Battisti</p></div>
<p>L’Italia è disposta a fare carte false pur di riavere Cesare Battisti dal Brasile. È da quando si è riaperta la partita delle estradizioni degli esuli italiani che l’Italia bara su tutti i tavoli, quelli del diritto internazionale, della politica diplomatica e della ricostruzione storica degli anni 70. Qualcuno potrebbe anche dire che in questa partita il fine giustifica i mezzi, ma non si pretenda poi di dare lezioni di morale, non s’invochino etica e vittime, ancora meno si pretenda il rispetto internazionale. Il nostro Paese è la fotografia di un ceto politico (di governo e d’opposizione) che vive della doppiezza dei comportamenti e della verità: impunità per sé e i propri amici, regole e sanzioni solo per gli altri, per i propri nemici. Nella vicenda Battisti l’Italia fino ad ora si è contraddistinta per la scelta d’argomenti strumentali, di circostanza, adattati di volta in volta alla controparte. Una truffa dietro l’altra da consumati giocatori di frodo. La prova sta nella strategia scelta di fronte al tribunale superiore federale del Brasile dove l’argomento della contumacia, rilevante quando la discussione si svolgeva di fronte alla giustizia francese, è totalmente scomparso. In Brasile si è parlato soltanto di politicità dei delitti e d’ergastolo. La prima ridicolamente negata, nonostante l’evidenza delle condanne per reati associativi e la presenza d’aggravanti specifiche applicate per sanzionare atti tesi a «sovvertire l’ordinamento costituzionale». Il secondo, il «fine pena mai», anzi «99/99/9999» come recitano gli attuali certificati penali digitalizzati, trasformato nella favoletta dell’«ergastolo virtuale». E questo perché il relatore del tribunale supremo federale, Cezar Peluso, ha vincolato il via libera all’estradizione al rispetto di una clausola: la revoca dell’ergastolo – pena che il Brasile non riconosce perché abolito dopo la dittatura militare – da commutare ad una condanna non superiore a 30 anni. Un criterio del genere è previsto anche nella nostra costituzione che vieta l’estradizione in Paesi dove la persona subirebbe trattamenti degradanti e non riconosciuti dal nostro sistema giudiziario. Ragion per cui, per esempio, non si accolgono richieste da paesi che prevedono la pena di morte. Per aggirare questo nuovo ostacolo le nostre autorità si accingono a organizzare l’ennesimo raggiro. Il procuratore Italo Ormanni, inviato a Brasilia per perorare gli argomenti del governo avrebbe fornito rassicurazioni al Stf sul fatto che la pena dell’ergastolo prevista nel nostro codice sarebbe solo un «concetto virtuale», non una persecuzione a vita. I tecnici di via Arenula avrebbero spiegato, seguendo i canali diplomatici, che l’ergastolo in Italia non oltrepasserebbe i 26 anni, soglia che secondo l’art. 176 consente di chiedere la liberazione condizionale. Questo argomento era già stato impiegato dal guardasigilli Clemente Mastella nel 2007, omettendo però una circostanza decisiva, ovvero che la condizionale è solo un’ipotesi virtuale non un automatismo. Di fronte alla reazione inferocita di alcuni familiari delle vittime, Mastella fece marcia indietro spiegando che si era trattato solo di uno stratagemma per strappare l’estradizione. Un modo per fregare i brasiliani facendogli credere ciò che non era vero. Ora Angiolino Alfano ci riprova, spalleggiato da Frattini e La Russa e con l’assenso di Napolitano. Per denunciare questa operazione di disinformatia alcuni degli oltre 1400 ergastolani italiani (circa il 4,5% dell’intera popolazione reclusa) scrissero anche una lettera aperta al presidente Lula. «In Italia – spiegavano gli autori – uno sciopero della fame che ha coinvolto migliaia di persone contro una pena socialmente eliminativa, figlia giuridica della pena di morte, non fa notizia come il fatto che siano stati depositati alla corte di Strasburgo ben 739 ricorsi contro l’ergastolo». In Italia l’ergastolo resta a tutti gli effetti una pena perpetua. La concessione della liberazione condizionale, dopo il ventiseiesimo anno di reclusione, resta solo un’ipotesi sottomessa alla discrezionalità della magistratura, per altro difforme da tribunale a tribunale e sempre più impraticabile a causa di una giurisprudenza restrittiva che lega il fine pena ad atti pubblici di contrizione e pentimento degni dell’epoca dell’inquisizione. La legge per altro esclude tutti quelli che sono sottoposti al carcere duro (oltre 500 sono in regime di 41 bis). I detenuti rinchiusi da oltre 20 anni sono 1648, tra questi 56 hanno superato i 26 anni e 37 sono andati oltre i 30. Il record riguarda un detenuto rinchiuso nel carcere di Frosinone con ben 39 anni di reclusione sulle spalle. Di ergastolo si muore. Le autorità brasiliane non possono ignorarlo. Stiano ben attente a non farsi ingannare dalle menzogne che vengono da parte italiana.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Link</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong></strong><a href="../2009/09/12/2009/03/25/%C2%ABcaro-lula-in-italia-di-ergastolo-si-muore%C2%BB/">Caro Lula, in Italia di ergastolo si muore</a><br />
<a href="http://apesardevc19641985.blogspot.com/2009/09/caso-battisti-fabula-do-ergastolo.html"><br />
</a><a href="../2009/09/16/le-consegne-straordinarie-degli-esuli-della-lotta-armata/">Le consegne straordinarie degli esuli della lotta armata</a><a href="http://apesardevc19641985.blogspot.com/2009/09/caso-battisti-fabula-do-ergastolo.html"><br />
Caso Battisti fabula do ergastolo</a><br />
<a href="http://apesardevc19641985.blogspot.com/2009/09/governo-italiano-so-obtem-extradicoes.html">Governo italiano so obtem-extradicoes</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/09/12/ora-litalia-si-inventa-lergastolo-virtuale-pur-di-riavere-battisti/">Ora l&#8217;Italia s&#8217;inventa l&#8217;ergastolo virtuale pur di riavere Battisti</a><a href="../2009/09/12/cesare-battisti-un-capro-espiatorio/"><br />
Cesare Battisti, un capro espiatorio</a><br />
<a href="../2009/09/11/brasile-rinviata-la-decisione-sullestradizione-di-battisti/">Brasile, rinviata la decisione sull’estradizione di Battisti</a><br />
<a href="../2009/09/12/2009/07/01/2009/04/25/2009/01/27/il-brasile-respinge-la-richiesta-destradizione-di-battisti-lanomalia-e-tutta-italiana/">Brasile: niente asilo politico per Cesare Battisti<br />
Il Brasile respinge la richiesta d’estradizione di Battisti, l’anomalia è tutta italiana<br />
Scontro tra Italia e Brasile per l’asilo politico concesso a Battisti</a><br />
<a href="../2009/09/12/2009/07/01/2009/04/25/2009/02/08/tarso-gendro-%C2%ABlitalia-e-chiusa-ancora-negli-anni-di-piombo%C2%BB/">Tarso Gendro: “L’Italia è chiusa ancora negli anni di piombo”</a><br />
<a href="../2009/09/12/2009/07/01/2009/04/25/2009/02/06/crisi-diplomatica-tra-italia-e-brasile-per-il-caso-battisti-richiamato-lambasciatore-valensise/">Crisi diplomatica tra Italia e Brasile per il caso Battisti richiamato l’ambasciatore Valensise</a><br />
<a href="../2009/09/12/2009/07/01/2009/04/25/2009/03/25/%c2%abcaro-lula-in-italia-di-ergastolo-si-muore%c2%bb/Stralci%20della%20decisione%20del%20ministro%20brasiliano%20della%20giustizia%20Tarso%20Genro">Stralci della decisione del ministro brasiliano della giustizia Tarso Genro</a><br />
<a href="../2009/09/12/2009/07/01/2009/04/25/2009/01/25/testo-integrale-della-lettera-di-lula-a-napolitano/">Testo integrale della lettera di Lula a Napolitano</a><br />
<a href="../2009/09/12/2009/07/01/2009/04/25/2009/02/08/caso-battisti-una-guerra-di-pollaio/">Caso Battisti: una guerra di pollaio</a><br />
<a href="../2009/09/12/2009/07/01/2009/04/25/2009/02/08/dove-vuole-arrivare-la-coppia-battisti-vargas/">Dove vuole arrivare la coppia Battisti-Vargas?<br />
</a><a href="../2009/09/12/2009/07/01/2009/04/25/2009/02/08/caso-battisti-risposta-a-fred-vargas/">Risposta a Fred Vargas</a><br />
<a href="../2009/09/12/2009/07/01/2008/10/14/la-francia-rinuncia-allestradizione-di-marina-petrella/">Corriere della Sera: la coppia Battisti Vargas e la guerra di pollaio</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="../2009/09/12/2009/07/01/2009/04/25/2008/06/19/storia-della-dottrina-mitterrand/">Storia della dottrina Mitterrand</a><br />
<a href="../2009/09/12/2009/07/01/2007/08/25/una-storia-politica-dell%e2%80%99amnistia/">Dalla dottrina Mitterrand alla dottrina Pisanu</a><br />
<a href="../2009/09/12/2009/07/01/2004/12/01/la-fine-dellasilo-politico/">La fine dell’asilo politico</a><br />
<a href="../2009/09/12/2009/07/01/2004/07/01/dalla-vendetta-giudiziaria-alla-soluzione-politica/">Vendetta giudiziaria o soluzione politica?<br />
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Caso Battisti: ora l'Italia si inventa l'ergastolo "virtuale"]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/11/caso-battisti-ancora-nessuna-decisione/</link>
<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 16:33:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/09/11/caso-battisti-ancora-nessuna-decisione/</guid>
<description><![CDATA[Dopo otto mesi di stallo il “caso Battisti” è approdato nelle aule del Supremo tribunale federale br]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dopo otto mesi di stallo il “caso Battisti” è approdato nelle aule del Supremo tribunale federale br]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vestiamoci di bianco per dire NO alla violenza sulle donne]]></title>
<link>http://blogdonna.wordpress.com/2009/09/09/vestiamoci-di-bianco-per-dire-no-alla-violenza-sulle-donne/</link>
<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 23:22:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>blogdonna</dc:creator>
<guid>http://blogdonna.wordpress.com/2009/09/09/vestiamoci-di-bianco-per-dire-no-alla-violenza-sulle-donne/</guid>
<description><![CDATA[di Valeria Zingale Vestiamoci di bianco per dire NO alla violenza sulle donne. Fermiamo la brutalità]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>di <em>Valeria Zingale</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-788" title="banner-spot-antiviolenza" src="http://blogdonna.wordpress.com/files/2009/09/banner-spot-antiviolenza.gif" alt="banner-spot-antiviolenza" width="302" height="183" /></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Vestiamoci di bianco</strong> per dire NO alla violenza sulle donne. Fermiamo la brutalità. Diamo un segno di unione e di voglia di cambiamento. Aderiamo alla campagna di comunicazione promossa dal Ministero per le Pari Opportunità: <em><strong>&#8220;Respect women Respect the world&#8221;:</strong></em> una rosa bianca, simbolo del candore del mondo femminile, diventa gradualmente nera, avvelenata da quel male oscuro che è la violenza contro le donne. Un dolore che resta privato, taciuto &#8211; per paura o vergogna.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il fenomeno va fermato: ecco perché il 9 e 10 settembre il Ministro per le Pari Opportunità invita gli italiani a manifestare solidarietà a tutte le donne vittime di abusi e violenze, indossando qualcosa di bianco</strong>, in occasione della <strong><em>Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne</em></strong>, che si terrà negli stessi giorni a Roma.</p>
<p style="text-align:justify;">La Conferenza è promossa dal <strong>Dipartimento per le Pari Opportunità</strong>, insieme al Ministero degli Affari Esteri, nell&#8217;ambito delle iniziative della Presidenza italiana del <strong>G8</strong>. L&#8217;evento verrà inaugurato mercoledì 9 alle ore 9.00, alla Farnesina, dal Presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano</strong>, il cui saluto sarà seguito dagli interventi  <!--more-->del Ministro degli Esteri <strong>Franco Frattini</strong>, del Ministro per le Pari Opportunità <strong>Maria Rosaria Carfagna</strong>, del Premio Nobel e Senatrice a vita <strong>Rita Levi Montalcini</strong>, del Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite <strong>Asha Rose Migiro</strong>, della Signora <strong>Chantal Compaoré</strong>, consorte del Presidente del Burkina Faso, e della Signora <strong>Manda Zand Ervin</strong>, Fondatrice e Presidente dell’ <em>Alleanza delle Donne Iraniane. </em></p>
<p style="text-align:justify;">Si parlerà di <strong>violenze domestiche</strong>, <strong>mutilazioni genitali femminili</strong>, <strong>matrimoni forzati</strong>, <strong>bambine soldato</strong>, e tutte le forme di violenza a cui sono costrette milioni e milioni di donne nel mondo. <strong>La dichiarazione finale</strong> che verrà adottata giovedì e che, per la prima volta, sarà discussa nel G8 dei ministri degli esteri che si terrà a New York a fine mese, <strong>condannerà la violenza contro le donne in tutte le sue forme</strong> <strong>ed</strong> <strong>equiparerà la violenza contro le donne ad una violazione dei diritti umani</strong>».</p>
<p style="text-align:justify;">Il <strong>numero verde</strong> del Ministero per le richieste di aiuto di donne vittime di violenza è il <strong>1522.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[INMIGRANTES PARA TODA EUROPA]]></title>
<link>http://elagujero.wordpress.com/2009/09/08/inmigrantes-para-toda-europa/</link>
<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 07:10:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hugo Rodrigo Zapata</dc:creator>
<guid>http://elagujero.wordpress.com/2009/09/08/inmigrantes-para-toda-europa/</guid>
<description><![CDATA[Artículo publicado el 5 de setiembre de 2009 en Tinta Digital (publicación original aquí). La semana]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Artículo publicado el 5 de setiembre de 2009 en Tinta Digital (publicación original aquí). La semana]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Crisi libica: se l’Italia desse una mano?]]></title>
<link>http://ellieglialtri.wordpress.com/2009/09/06/crisi-libica-se-l%e2%80%99italia-desse-una-mano/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 20:55:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>ellieglialtri</dc:creator>
<guid>http://ellieglialtri.wordpress.com/2009/09/06/crisi-libica-se-l%e2%80%99italia-desse-una-mano/</guid>
<description><![CDATA[E’ un vero ginepraio quello in cui si è cacciato il governo svizzero. La crisi con il Colonnello Ghe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>E’ un vero ginepraio quello in cui si è cacciato il governo svizzero. La crisi con il Colonnello Gheddafi sembra, per il momento, senza via d’uscita. In pochi mesi, la diplomazia elvetica ha fatto cilecca per la seconda volta e intanto i due ostaggi elvetici sono ancora bloccati a Tripoli. Forse, Berna, dovrebbe chiedere aiuto a Roma.<!--more--><br />
</strong></p>
<p>Hans Rudolf Merz non solo ha perso la faccia ma ora rischia di perdere anche il posto. Voci di corridoio, sempre più insistentemente, chiedono le sue dimissioni. Il presidente della Confederazione elvetica, dieci giorni fa, a sorpresa e -sembra- senza avere informato tempestivamente i suoi colleghi di governo, si era recato nella capitale libica per chiedere scusa al Colonnello Gheddafi nella speranza di riportare a casa due impiegati elvetici di un’importante multinazionale bloccati a Tripoli da oltre un anno. Il loro fermo è stato probabilmente una ritorsione contro la Svizzera dopo che la polizia di Ginevra, nel luglio del 2008, aveva arrestato, per qualche ora il figlio di Gheddafi, Hannibal e la moglie, con l’accusa di maltrattamento ai danni dei loro domestici.</p>
<p>L’episodio, ha aperto una crisi senza precedenti fra i due paesi, tanto che Gheddafi oltre ad arrestare i due impiegati di un’importante multinazionale, ha anche ritirato dalle banche svizzere oltre sei miliardi di franchi. Non solo. Pochi giorni fa ha pure chiesto all’ONU di smembrare la Confederazione in tre entità linguistiche da aggregare rispettivamente a Francia, Italia e Germania.</p>
<p>Durante quest’anno, prima la responsabile della diplomazia elvetica, Micheline Calmy-Rey e dieci giorni fa, il presidente della Confederazione, Hans Rudolf Merz, si sono recati a Tripoli nella speranza di sbloccare la situazione.</p>
<p>Merz si è addirittura umiliato chiedendo scusa per quanto fatto dalla Polizia ginevrina e ha pure consentito a istituire una commissione arbitrale internazionale per chiarire l’accaduto.</p>
<p>Un atto di sottomissione che ha scatenato grosse polemiche in Svizzera. Ginevra si è sentita delegittimata dal gesto del presidente Merz che avrebbe violato la sovranità cantonale. La polemica si sarebbe potuta esaurire velocemente se Merz fosse riuscito a riportare a casa i due ostaggi. Così non è stato e oggi, addirittura, il governo di Tripoli smentisce che vi sia mai stato un accordo formale perché i due ostaggi fossero liberati in tempi brevi.</p>
<p>La posizione del presidente della Confederazione si fa di ora in ora più scomoda. Al suo ritorno da Tripoli aveva, infatti, affermato che, in caso di fallimento della sua missione, avrebbe perso la faccia. Ora, più che la faccia rischia di perdere il suo posto in governo.</p>
<p>La Confederazione, in queste ore, sembra particolarmente in imbarazzo. L’“impasse” con Tripoli non sembra sbloccarsi.  L’aiuto di uno stato amico apparirebbe, a questo punto, particolarmente benvenuto. E’ ovvia l’allusione all’Italia che con Gheddafi ha rapporti particolarmente intensi. Infatti, già questa primavera, il ministro degli esteri, Franco Frattini, aveva offerto i buoni uffici di Roma per tentare di trovare un accordo con Gheddafi. Di quell’offerta non si è saputo più nulla. Un primo assaggio si è comunque avuto dal leghista Mario Borghezio che ieri tuonando contro il Colonnello l’ha messo in guardia dal provocare la Svizzera. “Hanno un esercito vero, gli svizzeri, non un&#8217;armata Brancaleone da operetta, come i fantocci e le fantocce che vediamo sfilare a Tripoli&#8221; ha detto l’eurodeputato del Carroccio. Speriamo che sia questo l’aiuto offerto da Frattini.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Isola delle Femmine diffide e Commissari per Bilanci previsione e consuntivi]]></title>
<link>http://isolapulita.wordpress.com/2009/09/06/isola-delle-femmine-diffide-e-commissari-per-bilanci-previsione-e-consuntivi/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 17:30:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>isolapulita</dc:creator>
<guid>http://isolapulita.wordpress.com/2009/09/06/isola-delle-femmine-diffide-e-commissari-per-bilanci-previsione-e-consuntivi/</guid>
<description><![CDATA[  2009 bilancio previsione commissari bilanci 09-07-17.bis Termine di presentazione 31.5.09     29 l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2009-bilanc-previsione-bilanci-commissari-1-img.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-148" title="2009 bilanc previsione BILANCI COMMISSARI 1 IMG" src="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2009-bilanc-previsione-bilanci-commissari-1-img.jpg?w=300" alt="2009 bilanc previsione BILANCI COMMISSARI 1 IMG" width="300" height="127" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2009-bilanci-commissari-2-img.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-149" title="2009 BILANCI COMMISSARI 2 IMG" src="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2009-bilanci-commissari-2-img.jpg?w=300" alt="2009 BILANCI COMMISSARI 2 IMG" width="300" height="105" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2009-bilancio-previsione-commissari-bilanci.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-151" title="2009 bilancio previsione Commissari bilanci" src="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2009-bilancio-previsione-commissari-bilanci.gif?w=300" alt="2009 bilancio previsione Commissari bilanci" width="300" height="225" /></a></p>
<p> </p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2009-bilancio-previsione-commissari-bilanci-09-07-17-bis.pdf">2009 bilancio previsione commissari bilanci 09-07-17.bis</a></p>
<p><em>Termine di presentazione<strong> 31.5.09     29 luglio 2009</strong>  Diffida Assessore Chinnici e nomina Commissario ad Acta dr Giovanni Dionisio</em> approvato dal C.C. <strong>31.8.09</strong></p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2009-bilancio-previsione-2009-c01al.pdf">2009 bilancio previsione 2009 c01AL</a></p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2008-bilancio-rendiconto-2008-circolare-03_al-2009.pdf">2008 Bilancio rendiconto 2008 circolare 03_AL 2009</a><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2007-bilancio-previsione-circ-4.pdf"></a></p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2008-bilancio-previsione-circolare-n-05-bilancio-2008.pdf">2008 bilancio previsione circolare n. 05 bilancio 2008</a></p>
<p><em>Dr. Rosolino Greco diffida del 22.5.08 approvato con delibera 54 del 27.8.08 nota del dr. Angelo Sajevo 9659 del 5.8.08 approvato 31.8.08 erroneamente indicato con delibera 54/07 in vece di 54/08</em></p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2007-bilancio-consuntivo-2007circolare-15_2008_rendiconto-2008.pdf">2007 Bilancio consuntivo 2007  circolare 15_2008_rendiconto 2008</a></p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2007-bilancio-previsione-circ-4.pdf">2007 bilancio previsione circ.4</a></p>
<p><em>Termine presentazione <strong>31.4.07</strong> Delibera 58 del <strong>18.5.07</strong></em></p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2006-bilancio-consuntivo-c11.pdf">2006 bilancio consuntivo c11</a></p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2006-equilibri-bilancio-c14.pdf">2006 equilibri bilancio c14</a></p>
<p><a title="2006 bilancio di previsione " href="http://">2006 bilancio di previsione </a> <a href="http://www.regione.sicilia.it/famiglia/FAMIGLIA%20E%20SOCIALE/Content/Norme/2006/c02.DOC">http://www.regione.sicilia.it/famiglia/FAMIGLIA%20E%20SOCIALE/Content/Norme/2006/c02.DOC</a></p>
<p><em>Termine presentazione <strong>31.5.06</strong> Deliberato il <strong>19.6.06</strong></em></p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2005-bilancio-consuntivo-c9-25-07.pdf">2005 bilancio consuntivo C9.25-07</a></p>
<p>Termine presentazione <strong>30.6.06</strong> Nomina Commissario ad Acta dr. Raggio approvato con delibera 126 il <strong>4.12.06</strong></p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2005-equilibri-di-bilancio-c05-13.pdf">2005 equilibri di bilancio c05.13</a></p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2005-bilancio-previsione-c05-4.pdf">2005 bilancio previsione c05.4</a></p>
<p><em>Termine presentazione <strong>31.5.05</strong> Deliberato <strong>Novembre 2005</strong></em></p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2004-bilancio-consuntivo-c05-10.pdf">2004 bilancio consuntivo c05.10</a>       </p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2004-bilancio-consuntivo-c05-10.pdf">2004 bilancio di previsione</a>  </p>
<p><a href="http://www.regione.sicilia.it/famiglia/AUTONOMIE%20LOCALI/Content/Autonomie%20_locali/norme%20enti%20localinew/ricerca%20per%20anno/circolari%202004/circolare%201_2004%20bilanci.DOC">http://www.regione.sicilia.it/famiglia/AUTONOMIE%20LOCALI/Content/Autonomie%20_locali/norme%20enti%20localinew/ricerca%20per%20anno/circolari%202004/circolare%201_2004%20bilanci.DOC</a></p>
<p><em>Termine presentazione  <strong>31.5.04</strong>  Deliberato <strong>Ottobre 2004</strong></em></p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/2004-bilancio-consuntivo-c05-10.pdf">2003 bilancio consuntivo</a>   </p>
<p>Deliberato <strong>Novembre 2004</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lördagsnytt från Sapere Aude!]]></title>
<link>http://luckyforward.wordpress.com/2009/09/05/lordagsnytt-fran-sapere-aude/</link>
<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 14:00:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>sapereau</dc:creator>
<guid>http://luckyforward.wordpress.com/2009/09/05/lordagsnytt-fran-sapere-aude/</guid>
<description><![CDATA[Några blandade karameller: Enligt Världen idag skriver tre iranska tidningar att palestinierna inte ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Några blandade karameller:</p>
<p><strong>Enligt <a href="http://www.varldenidag.se/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=5173&#38;Itemid=184" target="_blank">Världen idag</a></strong> skriver tre iranska tidningar att palestinierna inte kan och inte får nöja sig med någonting mindre än Israels utplånande.</p>
<p>Det är nog tyvärr alltför många palestinier redan alltför förvissade om. Och att den iranska regimen också har denna målsättning, ja det var ju i och för sig inte heller någon nyhet. Bara en ytterligare tragisk bekräftelse på att antisionismens &#8211; och sannolikt också antisemitismens &#8211; virus är mycket levande och mycket resistent i Mellanöstern. Irans försvarsminister är ju, <a href="http://www.sapereaude.se/blog/?p=4962">som sagt</a>, efterlyst som misstänkt för mord på dussintals judar i Argentina.</p>
<p><strong>Franco Frattini kräver ingen ursäkt</strong>. Det skriver <a href="http://nyheter24.se/nyheter/inrikes/321565-franco-frattini-lyfte-diskussion-om-antisemitism" target="_blank">Nyheter24</a> apropå en Haaretz-artikel som jag refererat <a href="http://www.sapereaude.se/blog/?p=4904">här</a>. Det påstods att Frattini, som är Italiens utrikesminister, ville att EU skulle uttala sig angående Donald Boströms Aftonbladet-artikel om påstådd israelisk organstöld. Men nu tycks Frattini alltså backa från det. EU tycks därmed återigen ha enats kring uppfattningen att all kritik skall riktas mot Israel. Se även <a href="http://www.dn.se/fordjupning/europa2009/italien-tog-upp-aftonbladet-artikel-1.946052" target="_blank">DN</a>.</p>
<p><strong>Kommer Gilad Shalit snart att friges?</strong> Enligt vad som meddelas t. ex. i <a href="http://www.dagen.se/dagen/article.aspx?id=177023" target="_blank">Dagen</a>, <a href="http://www.dn.se/nyheter/varlden/avtal-nara-om-fangne-israelen-shalit-1.946167" target="_blank">DN</a> och <a href="http://www.svd.se/nyheter/utrikes/artikel_3472211.svd" target="_blank">SvD</a> verkar det så. Shalit, en israelisk soldat, tillfångatogs av Israels fiender i Gaza för <a href="http://www.sapereaude.se/blog/?p=4856">mer än tre år sedan</a>.</p>
<p>Hamas har krävt att hundratals palestinier ska friges i utbyte mot Shalit. Rent matematiskt tycks Hamas alltså mena att det går minst 200 palestinska araber på en (1) jude. En jude skulle alltså vara värd minst tvåhundra palestinier.</p>
<p>Att Hamas värderade människoliv lågt, det har vi förstått sedan länge. Men att de värderade sina egna landsmän <em>så</em> lågt, det framstår som ganska anmärkningsvärt. Enligt Hamas är judar inte värda någonting alls. Och en tvåhundradedel av ingenting, ja det är ju <em>väldigt</em> lite &#8230;</p>
<p>Normalt brukar det heta att alla människor är lika mycket värda. Men tydligen inte för Hamas. För dem är människor ingenting värda, alternativt ännu mindre.</p>
<p>Och nu är jag inte lite ironisk, eller hur!</p>
<p><strong>Ha en fortsatt trevlig helg!</strong></p>
<p>***</p>
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<title><![CDATA[BILANCI DI PREVISIONE CONSUNTIVI e COMUNI IN DECADENZA ]]></title>
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<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 21:27:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>isolapulita</dc:creator>
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<description><![CDATA[BILANCI DI PREVISIONE CONSUNTIVI e COMUNI IN DECADENZA   Nei comuni siciliani se il bilancio non è a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>BILANCI DI PREVISIONE CONSUNTIVI e COMUNI IN DECADENZA</p>
<p> <a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/bilanci-commissari-2-img2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-128" title="BILANCI COMMISSARI 2 IMG" src="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/bilanci-commissari-2-img2.jpg?w=300" alt="BILANCI COMMISSARI 2 IMG" width="300" height="105" /></a><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/bilanci-commissari-2-img1.jpg"></a></p>
<p><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/bilanci-commissari-1-img1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-129" title="BILANCI COMMISSARI 1 IMG" src="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/bilanci-commissari-1-img1.jpg?w=300" alt="BILANCI COMMISSARI 1 IMG" width="300" height="127" /></a>Nei comuni siciliani se il bilancio non è approvato è previsto lo scioglimento Autore: Direttore Alle: 19:45, 2 Settembre “In caso di mancata approvazione del bilancio, la legge prevede che il consiglio comunale venga sospeso e poi sciolto. Mi rendo conto che si tratta di un atto che ha ricadute sicuramente sul piano politico, ma la legge mi impone di intervenire, avviando l’iter per lo scioglimento dell’assemblea”. Lo afferma l’assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e delle Autonomie locali, Caterina Chinnici, commentando la decisione di alcuni componenti del Consiglio comunale di Ustica di occupare l’aula consiliare per protestare contro il possibile scioglimento dell’assemblea municipale, a seguito della mancata approvazione del bilancio di previsione del 2009. Ad oggi sono 3 le amministrazioni comunali dell’Isola nelle quali gli strumenti contabili sono stati approvati dai commissari inviati dalla Regione: Erice in provincia di Trapani, Catenanuova in provincia di Enna e Ustica in provincia di Palermo. Nei primi 2 casi l’assessorato ha già provveduto alla sospensione dei Consigli comunali e alla nomina dei commissari. Per Ustica, invece, il relativo iter è ancora all’inizio. “La legge &#8211; riprende l’assessore &#8211; prevedeva che i bilanci di previsione andassero approvati entro il 31 dicembre, data prorogata al 31 marzo e successivamente al 31 maggio. A fine luglio, l’assessorato è stato costretto a commissariare oltre 300 Comuni dell’Isola ancora inadempienti. La mancata approvazione del bilancio &#8211; prosegue &#8211; ha pesanti ricadute sugli stessi comuni perché la spesa viene di fatto bloccata anche per i servizi minimi essenziali e, quindi, a pagarne le conseguenze sono soprattutto i cittadini. La legge è chiara: in caso di inadempienza, lo scioglimento del Consiglio Comunale è un atto dovuto&#8221; http://www.reteiblea.it/?p=5517 USTICA: La Regione avvia procedimento di scioglimento del Consiglio Comunale commenta! 2 Settembre 2009 ”In caso di mancata approvazione del bilancio, la legge prevede che il consiglio comunale venga sospeso e poi sciolto. Mi rendo conto che si tratta di un atto che ha ricadute sicuramente sul piano politico, ma la legge mi impone di intervenire, avviando l’iter per lo scioglimento dell’assemblea”. Lo afferma l’assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e delle Autonomie locali, Caterina Chinnici, commentando la decisione di alcuni componenti del Consiglio comunale di Ustica di occupare l’aula consiliare per protestare contro il possibile scioglimento dell’assemblea municipale, a seguito della mancata approvazione del bilancio di previsione del 2009. Ad oggi sono 3 le amministrazioni comunali dell’Isola nelle quali gli strumenti contabili sono stati approvati dai commissari inviati dalla Regione: Erice in provincia di Trapani, Catenanuova in provincia di Enna e Ustica in provincia di Palermo. Nei primi 2 casi l’assessorato ha già provveduto alla sospensione dei Consigli comunali e alla nomina dei commissari. Per Ustica, invece, il relativo iter è ancora all’inizio. “La legge &#8211; riprende l’assessore &#8211; prevedeva che i bilanci di previsione andassero approvati entro il 31 dicembre, data prorogata al 31 marzo e successivamente al 31 maggio. A fine luglio, l’assessorato è stato costretto a commissariare oltre 300 Comuni dell’Isola ancora inadempienti. La mancata approvazione del bilancio &#8211; prosegue &#8211; ha pesanti ricadute sugli stessi comuni perché la spesa viene di fatto bloccata anche per i servizi minimi essenziali e, quindi, a pagarne le conseguenze sono soprattutto i cittadini. La legge è chiara: in caso di inadempienza, lo scioglimento del Consiglio Comunale è un atto dovuto”. http://www.osservatorio-sicilia.it/2009/7100/ustica-la-regione-avvia-procedimento-di-scioglimento-del-consiglio-comunale/ SICILIA/COMUNE USTICA: CHINNICI, LEGGE PREVEDE SCIOGLIMENTO Palermo, 2 set &#8211; &#8221;In caso di mancata approvazione del bilancio, la legge prevede che il consiglio comunale venga sospeso e poi sciolto. Mi rendo conto che si tratta di un atto che ha ricadute sicuramente sul piano politico, ma la legge mi impone di intervenire, avviando l&#8217;iter per lo scioglimento dell&#8217;assemblea&#8221;. Lo afferma l&#8217;assessore regionale siciliano della Famiglia, delle Politiche sociali e delle Autonomie locali, Caterina Chinnici, commentando la decisione di alcuni componenti del Consiglio comunale di Ustica di occupare l&#8217;aula consiliare per protestare contro il possibile scioglimento dell&#8217;assemblea municipale, a seguito della mancata approvazione del bilancio di previsione del 2009. Ad oggi sono 3 le amministrazioni comunali dell&#8217;Isola nelle quali gli strumenti contabili sono stati approvati dai commissari inviati dalla Regione: Erice in provincia di Trapani, Catenanuova in provincia di Enna e Ustica in provincia di Palermo. Nei primi 2 casi l&#8217;assessorato ha gia&#8217; provveduto alla sospensione dei Consigli comunali e alla nomina dei commissari. Per Ustica, invece, il relativo iter e&#8217; ancora all&#8217;inizio. &#8221;La legge &#8211; riprende l&#8217;assessore &#8211; prevedeva che i bilanci di previsione andassero approvati entro il 31 dicembre, data prorogata al 31 marzo e successivamente al 31 maggio. A fine luglio, l&#8217;assessorato e&#8217; stato costretto a commissariare oltre 300 Comuni dell&#8217;Isola ancora inadempienti. La mancata approvazione del bilancio &#8211; ricorda &#8211; ha pesanti ricadute sugli stessi comuni perche&#8217; la spesa viene di fatto bloccata anche per i servizi minimi essenziali e, quindi, a pagarne le conseguenze sono soprattutto i cittadini. La legge e&#8217; chiara: in caso di inadempienza, lo scioglimento del Consiglio Comunale e&#8217; un atto dovuto&#8221;. dod/rus/alf http://www.asca.it/regioni-SICILIA_COMUNE_USTICA__CHINNICI__LEGGE_PREVEDE_SCIOGLIMENTO-422423-sicilia-16.html Sospeso il Consiglio Comunale di Erice. Dura reazione di D&#8217;Alì Sabato 29 Agosto 2009 17:17 L&#8217;assessorato regionale agli Enti Locali ha sospeso il Consiglio comunale di Erice, dopo la bocciatura del bilancio di previsione 2009 avvenuta nella seduta dello scorso 11 agosto. Il provvedimento regionale anticipa lo scioglimento dell&#8217;assemblea che sara&#8217; formalizzato solo dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione di un apposito decreto. Il bilancio di previsione e&#8217; stato approvato di recente da un commissario ad acta nominato dalla Regione, Giovanni Dionisio, che non avrebbe rilevato motivazioni di carattere tecnico-contabile nella bocciatura da parte del Consiglio comunale. Lo stesso commissario ha approvato anche il bilancio triennale 2009/2011. Nella prossima seduta consiliare, che era stata fissata per il primo settembre, l&#8217;assemblea avrebbe dovuto riunirsi per discutere una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco, Giacomo Tranchida: un documento di quattro pagine con una serie di contestazioni mosse al primo cittadino e che, se approvato da 13 consiglieri, avrebbe portato alla decadenza del sindaco e a nuove elezioni il prossimo anno.Sulla vicenda è intervenuto il Senatore Antonio D&#8217;Alì:«Per i funzionari dell&#8217;Assessorato Regionale agli Enti Locali la democrazia, in provincia di Trapani, pare sia un optional. La proposta di sospensione, per l’eventuale consequenziale scioglimento del Consiglio Comunale di Erice, al di là degli artifizi formali nel susseguirsi delle varie notifiche che non mancheranno di essere posti in rilievo in un eventuale giudizio amministrativo, evidenzia una interpretazione della norma che risulta completamente opposta all’analogo caso verificatosi lo scorso anno al Comune di Favignana. Qui l&#8217;interpretazione della norma investe, per altro, una realtà politica di notevoli dimensioni e di ben nota contrapposizione tra maggioranza consiliare ed il sindaco e la decisione non può che impegnare profili politici più complessivi e più complessi. Se leggerezza vi è stata da parte di alcuni consiglieri comunali nel bocciare il bilancio (…e non vogliamo pensare ad atteggiamenti maliziosi!), certamente essa è stata indotta da procedure anomale all&#8217;interno del comune e per comportamento dei funzionari (bisognerà capirne le motivazioni!). Riteniamo che, superata la fase della sospensione, sulla quale l’assessore agli Enti Locali ha ritenuto di dover procedere in osservanza letterale della norma, prima di giungere al definitivo scioglimento di esclusiva competenza del Presidente della Regione, Salvatore Lombardo, che deve firmare il relativo decreto, occorra una più profonda riflessione sui fatti e sulle conseguenze. Il Presidente Lombardo sono certo non vorrà prendersi la responsabilità di sospendere la democrazia in un comune come Erice; è evidente che la norma non aveva previsto casi di questa eclatante conseguenza. Occorre considerare la possibilità di una modifica perchè in caso di scioglimento del consiglio si possa tornare al voto al primo turno utile, così come già prevede la legge nazionale. Una riflessione, dunque, che dovrà avere anche un valore politico e che vada oltre l’interpretazione dei funzionari degli Enti Locali: la permanenza in carica di un sindaco senza contraltare politico nel consiglio comunale, limita la democrazia e non può essere consentita in maniera meccanicistica senza considerare i riflessi nell&#8217;azione amministrativa per un lungo periodo su un territorio di grande rilevanza demografica e urbanistica. Riteniamo che il periodo dei podestà sia terminato 65 anni fa e non ci siano le motivazioni per reintrodurlo ma, anzi, tutte le preoccupazioni per evitarlo ed esorcizzarlo». http://www.marsala.it/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=8086:sospeso-il-consiglio-comunale-di-erice-dura-reazione-di-dali&#38;catid=38:notizie-dalla-provincia&#38;Itemid=174 Bilanci Consuntivi: Controlli di legittimità dei Coreco sui rendiconti della gestione- annullamenti-esercizio dei poteri sostitutivi – Commissari ad Acta – Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione. Legge Costituzionale 18 ottobre 2001 n° 3 ( pubblicata sulla G.U. n° 248 del 24/10/2001) – Effetti – Sentenza Tar Puglia sezione II n° 5749 del 20/12/2001 &#8211; ius superveniens Commento Nota di Giuseppe Terracciano La vicenda culminata nella tempestiva sentenza n° 5749/2001 del T.A.R. PUGLIA, Seconda sezione definisce, per la prima volta, la posizione della magistratura amministrativa sugli effetti delle recenti modifiche costituzionali rispetto alla formazione degli atti di approvazione dei rendiconti della gestione degli enti locali. Nella sentenza viene affermato il principio giuridico generale in tema di ius superveniens, secondo il quale, anche al di fuori di espressa previsione di diritto intertemporale, la nuova norma trova immediata applicazione e costituisce la regola anche del procedimento amministrativo sorto sotto la precedente disciplina e in situazione di pendenza alla data di entrata in vigore della nuova norma incompatibile con la precedente (cfr. Cons. St., VI, 7 aprile 1999, n°401). La posizione del giudice amministrativo avrà senz’altro degli strascichi dottrinari visto che attualmente in Italia esistono svariate correnti di pensiero che rendono l’applicazione delle norme da parte degli operatori ancora più incerte e capziose. Si è affermato che la legge 3/2001 ha abrogato solo i controlli sugli atti da parte del Coreco ma non anche i controlli sugli organi ma a dire il vero il Decreto legge n° 13 del 22 febbraio 2002 pubblicato sulla G.U. n° 47 del 25/02/2002 –art. 1 a), ha determinato una nuova fattispecie che sconvolge ulteriormente il già collassato Tuel 267 del 18/08/2000 specie per i riflessi che dovrebbero conseguire sulle nomine dei commissari ad acta per i consuntivi . Infatti fino ad oggi per il combinato disposto dagli artt. 133 comma 4 e 136 comma 1 e 141 comma 2 del Tuel 18/08/2000 n° 267 b) i Coreco avevano competenza per la nomina del commissario ad acta nel caso di mancata adozione del bilancio di previsione o delle modificazioni a seguito di annullamento del rendiconto della gestione da parte dell’organo tutorio, mentre il Difensore Civico Regionale nella sola evenienza del ritardato adempimento o della mancata adozione del rendiconto della gestione &#8211; atto obbligatorio per legge. Ora il decreto-legge 22 febbraio 2002, n.13 art. 1 sposta i poteri del Coreco, di nomina del commissario ad acta per la predisposizione dello schema di bilancio della giunta o per l’approvazione del bilancio in caso di mancata adozione da parte del Consiglio Comunale, in capo al Prefetto se non diversamente disciplinato dallo Statuto dell’Ente. Senza alcun dubbio sia il novellato provvedimento governativo decreto-legge 22 febbraio 2002, n.13 art. 1 e sia la sentenza n° 5749/2001 del T.A.R. PUGLIA produrranno consistenti innovazioni nella peculiare gestione dei poteri sostitutivi anche in riferimento ai conti consuntivi degli enti locali. Per comprendere meglio gli effetti che deriveranno dall’applicazione della nuova disciplina è necessario prima definire compiutamente : Conto Consuntivo e suo impianto normativo ü Fin dagli antichi tempi, sono stati istituiti, presso tutti i popoli, organi per l’ordinata gestione dei conti dello Stato e dei Comuni e per il controllo delle erogazioni dei fondi stessi risultanti da un documento obbligatorio: il rendiconto. ü Nel rendere i conti, si estrinseca quindi una delle funzioni più importanti dell’Amministrazione Pubblica, quella cioè intesa ad indicare il cammino percorso a rilevare i mezzi adoperati per compierlo ed a stabilire i risultati conseguiti. ü Il rendiconto è, pertanto, quel documento che ha lo scopo di fare conoscere i risultati di una data gestione considerati in se stessi e nelle cause che li hanno prodotti. Esso può considerarsi “uno strumento” di controllo consecutivo e susseguente destinato ad esporre gli effetti delle operazioni compiute in relazione al bilancio di previsione finanziaria , al patrimonio dell’ente ed alla gestione economica. ü La resa del conto assume nelle Pubbliche Amministrazioni grande importanza perché secondo il diritto comune chi ha ricevuto un mandato deve dar conto del suo operato indicando quale uso sia stato fatto del pubblico denaro in ordine ai servizi ed ai bisogni pubblici che dovevano essere soddisfatti. ü La materia del conto per gli enti locali era disciplinata dagli artt. 302 del T.U. Legge Comunale e Provinciale 1934 e art. 184 del regolamento del 1911 e riguardava anche la compilazione di ufficio e la successiva approvazione. La circolare Ministero dell’Interno n° 15200-10 del 14 ottobre 1901 punto 3 delle avvertenze chiariva: &#60;&#60; I consigli comunali devono discutere e deliberare i conti (…) &#62;&#62; ü La vigente disciplina per l’approvazione del conto consuntivo (rendiconto della gestione) è principalmente racchiusa, salvo norme residuali di alcune leggi sfuggite nel Tuel 18/08/2000 n° 267 e nel DPR 194/1996. In particolare il Titolo VI del Tuel “ Rilevazione e dimostrazione dei risultati della gestione ” disciplina le fasi di approvazione del rendiconto della gestione: &#8211; art. 227 – rendiconto della gestione &#8211; art. 151 comma 6 – relazione dell’organo esecutivo. &#8211; Art. 239 comma 1 lettera d – relazione dei revisori dei conti . &#8211; Art. 228 conto del bilancio &#8211; Art. 229 conto economico &#8211; Art. 230 conto patrimoniale &#8211; Art. 231 relazione al rendiconto della gestione &#8211; Art. 232 contabilità economica &#8211; Art. 233 conto degli agenti contabili &#8211; Art. 133 comma 1 e 4 – controllo di legittimità e redazione del conto da parte del commissario ad acta &#8211; Art. 136 poteri sostitutivi per omissione o ritardi di atti pubblici Ma cosa succede oggi se non si approva il conto consuntivo ovvero nel caso il commissario ad acta nominato in base alla previgente normativa approvi negativamente le risultanze del conto? Ai fini di inquadrare giuridicamente tale evenienza è bene tenere presente che: ü La eventuale “irrituale non approvazione del rendiconto ” che in diritto consiste in un “non facere” è espressione di “non azione di amministrazione attiva” e quindi non è contemplata nel vigente ordinamento giuridico a carico degli organi della P.A. né soprattutto a carico del Commissario ad Acta chiamato dal Tuel, prima della modifica della costituzione intervenuta con il decreto legge n° 13 del 22 febbraio 2002, a sostituirsi all’amministrazione elettiva per provvedere alla redazione ed approvazione del conto consuntivo nel termine di sessanta giorni dal conferimento dell’incarico. (secondo il diritto comune chi ha ricevuto un mandato deve dar conto del suo operato indicando quale uso sia stato fatto del pubblico denaro in ordine ai servizi ed ai bisogni pubblici che dovevano essere soddisfatti). ü la normativa di cui all’art. 136 del Tuel 267, ma soprattutto i principi illustrati dalla sentenza 164/72 della Corte Costituzionale in relazione alla necessità di dover garantire attraverso l’emanazione di atti e interventi il funzionamento dell’ente , ricorrono qualora quest’ultimo per qualsiasi motivo non garantisse l’amministrazione ordinaria e/o dei suoi organi. ü le delibere del commissario ad acta possono discostarsi dai risultati contabili presenti nel conto consuntivo, previa giustificazione delle modifiche apportate alle poste attive e/o passive iscritte nel bilancio consuntivo, ma certamente non possono tradursi in un disconoscimento del conto non ammettendo al discarico il conto del tesoriere. A parere di chi scrive infatti il “Commissario ad Acta al rendiconto della gestione” non può esimersi dall’approvare “il Conto del Tesoriere” almeno nelle risultanze di cassa attestate dal Collegio dei Revisori dei Conti. Può stabilire poi, ricorrendone i presupposti di legge, di non approvare la gestione dei residui o magari assumere i provvedimenti conseguenti ai rilievi gestionali del Collegio dei Revisori. Si rammenta a tale proposito che anche il cassiere in quanto tale assume la qualifica di agente contabile nonostante il &#8220;nomen&#8221; attribuitogli di &#8220;servizio di cassa&#8221;. ben poco si distingue infatti da quella tipica del &#8220;servizio di tesoreria&#8221;. ( C.Conti reg. Sardegna sez. giurisd., 9 ottobre 1997, n. 1312) ü La riformanda legge 241/90 prevede l’onere per le P.A. di dover indicare le ragioni di fatto e di diritto poste alla base delle relative deliberazioni, anche, allo scopo di poter consentire al destinatario del provvedimento l’esatta conoscenza ai fini della puntuale valutazione e per apportare le debite difese. ü già il T.A.R. Basilicata con sentenza del 23/04/1986 n° 51 precisava che il controllo di legittimità, non può riguardare i controlli riservati all’amministrazione attiva. ü L’abrogazione dell’art. 130 della costituzione elimina i controlli, all’espresso fine di esaltare l’autonomia degli enti locali. Appare ,allora, del tutto chiaro che le leggi ordinarie disciplinanti i controlli sugli atti degli enti locali siano divenute incompatibili con una normazione costituzionale che li abroga. ü Il principio giuridico generale in tema di “ius superveniens”, secondo il quale, anche al di fuori di espressa previsione di diritto intertemporale che ciò disponga,la nuova norma trova immediata applicazione e costituisce la regola anche del procedimento amministrativo sorto sotto la precedente disciplina e in situazione di pendenza alla data di entrata in vigore della nuova norma incompatibile con la precedente (cfr. Cons. St. VI, 7 aprile 1999,n.401). ü Oggi così come stabilito dall’art. 134 della Costituzione secondo la formulazione apportata dall’art. 1 della richiamata legge costituzionale n° 3/2001 , “I Comuni, le Province, le Città Metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione”. Tale norma costituzionale statuisce pertanto che gli enti locali da un punto di vista ordinamentale, sono in posizione paritaria con le Regioni. Merita approfondimento la nomina dei commissari ad acta da parte del difensore civico regionale, ancorché avvenute prima delle modifiche costituzionali. Possono oggi legittimamente residuare, rispetto all’ex dettato dell’art. 130 e 134 della Cost. i poteri di nomina del commissario ad acta in capo al difensore civico regionale (organo della Regione oggi in posizione paritaria con i Comuni) , soprattutto in considerazione che il Difensore civico non nasce, a differenza del CORECO dalla normativa costituzionale e che il d.l. 22/2/2002 n.13 ha rimesso allo statuto dell’Ente e solo in via residuale al Prefetto, e non al Difensore Civico regionale, l’eventuale nomina di un commissario ad acta per l’approvazione del bilancio? Tanti interrogativi forse troppi in un campo delicato e vitale per la permanenza dell’Italia in Europa : quello delle autonomie locali . Il Tar Puglia con la sentenza in questione ha messo un punto fermo ma urge una inequivocabile chiarificazione del legislatore agli attuali troppi spunti dottrinari che si susseguono qua e là seminando confusione e disordine. Pino Terracciano Ragioniere Capo di Marigliano Note: &#60;![endif]&#62; a) Art. 1 DECRETO-LEGGE 22 febbraio 2002, n.13 1. Ai soli fini dell&#8217;approvazione del bilancio di previsione degli enti locali per l&#8217;esercizio finanziario 2002, l&#8217;ipotesi di scioglimento di cui all&#8217;articolo 141, comma 1, lettera c), del testo unico delle leggi sull&#8217;ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è disciplinata dalle disposizioni del presente articolo. 2. Trascorso il termine entro il quale il bilancio deve essere approvato senza che sia stato predisposto dalla giunta il relativo schema, il prefetto nomina un commissario affinché lo predisponga d&#8217;ufficio per sottoporlo al consiglio. In tale caso e comunque quando il consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla giunta, il prefetto assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a venti giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all&#8217;amministrazione inadempiente e inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio. 3. Fermo restando, per le finalità previste dal presente decreto, che spetta agli statuti degli enti locali disciplinare le modalità di nomina del commissario per la predisposizione dello schema e per l&#8217;approvazione del bilancio, nell&#8217;ipotesi di cui all&#8217;articolo 141, comma 2, del testo unico delle leggi sull&#8217;ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, alla predetta nomina provvede il prefetto nei soli casi in cui lo statuto dell&#8217;ente non preveda diversamente. b) &#8211; art. 133 comma 4del Tuel 18/08/2000 n° 267 &#60;&#60; Nel caso di mancata adozione delle modificazioni entro il termine di cui al comma 3, o di annullamento della deliberazione di adozione del rendiconto della gestione da parte del comitato di controllo, questo provvede alla nomina di uno o più commissari per la redazione del conto stesso. (…) &#62;&#62; &#8211; art. 136 comma 1 del Tuel 18/08/2000 n° 267 &#60;&#62; &#8211; art. 141 comma 2. &#60;&#60; Nella ipotesi di cui alla lettera c) del comma 1, trascorso il termine entro il quale il bilancio deve essere approvato senza che sia stato predisposto dalla giunta il relativo schema, l&#8217;organo regionale di controllo nomina un commissario affinché lo predisponga d&#8217;ufficio per sottoporlo al consiglio. In tal caso e comunque quando il consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla giunta, l&#8217;organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all&#8217;amministrazione inadempiente. Del provvedimento sostitutivo è data comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio. &#62;&#62; http://www.diritto.it/materiali/amministrativo/terracciano.html http://www.parlamento.it/parlam/leggi/03116l.htm Consiglio Provinciale: necessario approfondire la questione della Serit Martedì 01 Settembre 2009 15:42 Quello del pagamento e della riscossione dei tributi è un problema di primaria importanza perché se le modalità non sono eque può incidere negativamente sull’attività delle aziende economiche ma anche sulla vita di ogni semplice cittadino-contribuente. Dai documenti acquisiti risulta che i rapporti fra la Serit ed i contribuenti sono sensibilmente migliorati. Lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio Provinciale di Trapani, Peppe Poma, tirando le somme della seduta straordinaria ed aperta protrattasi per l’intera mattinata di ieri e nel corso della quale sono state dibattute le problematiche derivanti dall’attività della Serit Sicilia s.p.a. in materia di riscossione dei tributi. Alla riunione ha assistito una cinquantina di cittadini fra piccoli imprenditori, artigiani, agricoltori che, in particolare attraverso la Confederazione Sindacale Lavoratori “Nuova Tutela”, da diverso tempo (2004) sollecitano la modifica dell’attuale normativa e di ritornare al precedente metodo di pagamento I documenti improvvisati – ha aggiunto il Presidente Poma – sono da escludere perché non servono a niente. La possibile soluzione passa invece attraverso l’attivazione di un tavolo di approfondimento che sia propedeutico ad un apposito protocollo d’intesa, con il coinvolgimento del Prefetto e la partecipazione dei sindacati di categoria e di tutte le altre parti in causa a cominciare dalla nostra deputazione di Parlamentari regionali e nazionali, oggi purtroppo assenti, ma che sono gli unici ad avere potestà di proposizione legislativa per cambiare la normativa attualmente in vigore. Al di là dei nostri compiti istituzionali – ha concluso Peppe Poma – la Provincia Regionale di Trapani, sia come Consiglio che come Amministrazione, non si tirerà indietro e fin dai prossimi giorni attiverò la Conferenza dei Capigruppo per un incontro operativo con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali ed i parlamentari eletti nel nostro territorio. Si ricorda che secondo la Confederazione Sindacale Lavoratori “Nuova Tutela”, in rappresentanza della quale è intervenuto Angelo Di Girolamo, l’operato l’Ente di Riscossione Tributi “Serit Sicilia”, avendo cambiato le modalità di notifica delle cartelle esattoriali (sulla base dell’ultimo Decreto nazionale anticrisi), avrebbe causato la vera e propria rivolta dei cittadini-contribuenti, tanto che è stata avviata una petizione popolare per chiedere al Ministro delle Finanze, Tremonti, l’abolizione della stessa Serit Sicilia e degli altri Enti di riscossione tributi e di ritornare al precedente metodo di pagamento. Infatti, il passaggio dalla tradizionale notifica, fatta dal messo incaricato presso le abitazioni dei contribuenti, alla notifica fatta attraverso la pubblicazione all’albo pretorio del Comune di residenza, avrebbe fatto sì che gli interessati non vengano più a conoscenza dell’avviso di scadenza che li riguarda con la conseguenza che, in pochissimo tempo, il ritardato o mancato pagamento di una somma anche non ingente si trasforma in espropriazione e ipoteca sull’azienda, sull’abitazione o su altri beni per un valore di gran lunga superiore al dovuto. Ciò avrebbe già provocato centinaia di pignoramenti con forti ripercussioni sull’intera economia locale, tanto che i responsabili di circa 200 ditte sarebbero pronti a consegnare le chiavi delle loro aziende alla Camera di Commercio di Trapani. Di Girolamo, inoltre, a sostegno delle richieste di “Nuova Tutela”, ha citato diverse sentenze, compresa una di quest’anno della Corte dei Conti, che metterebbero pesantemente in discussione il regolare comportamento della Serit Sicilia. Oltre al Presidente del Consiglio Provinciale e all’esponente di “Nuova Tutela”, hanno preso parte al dibattito, nell’ordine, il capogruppo del PD, Salvatore Daidone, il Consigliere Giuseppe Angileri dell’MPA, Giuseppe Amodeo in rappresentanza dell’ADOC e di CGIL, CISL e UIL di categoria, Giuseppe Giammarinaro, Presidente della Commissione Finanze della Provincia, Giovanni Robino dell’Adiconsum, il Consigliere Enzo Chiofalo dell’MPA, Salvatore D’Angelo dell’ACU, il capogruppo dell’MPA Matteo Angileri, il Consigliere Giovanni Angelo (gruppo UDC), Martino Morsello di “Sicilia Libera”, l’Avv. Andrea Lentini di “Nuova Tutela”, Michele Angileri del Comitato Liberi Agricoltori, Giovanna Benigno, Consigliere del gruppo PDL, Ignazio Adragna (Movimento Agricolo Europeo), Paolo Ruggieri, Consigliere del PDL, ed il Vice Presidente della Provincia, On. Enzo Culicchia. Da tutti gli interventi, anche se con considerazioni e giudizi più o meno pesanti, è praticamente emersa l’inderogabile necessità di giungere al più presto alla modifica delle modalità di riscossione dei tributi che in atto appaiono veramente vessatorie. Fortemente stigmatizzata anche l’assenza degli esponenti dei Governi nazionale e regionale e soprattutto dei Parlamentari nazionali e regionali eletti nella nostra provincia, dei quali il solo Livio Marrocco ha fatto pervenire un messaggio di giustificazione perché impegnato in altra sede. Pienamente condivisa ed elogiata, invece, l’iniziativa del Presidente Poma portata avanti in raccordo con la Conferenza dei Capigruppo. Alla riunione odierna, ma senza intervenire, ha preso parte anche il Direttore Provinciale della Serit di Trapani, Dott. Salvatore Ciaravino. Intanto, il Presidente Poma ha notificato oggi l’ordine del giorno della nuova sessione di lavori consiliari le cui sedute sono fissate, com’è noto, per i giorni 7 e 9 settembre, con inizio alle ore 10,30, e poi 15, 21 e 23 settembre, con inizio alle ore 16,30. Fra i punti più rilevanti, una delibera di variazione al bilancio di previsione per l’esercizio 2009, al bilancio pluriennale e alla relazione revisionale e programmatica per il triennio 2009/2011, il riconoscimento di due debiti fuori bilancio rispettivamente per una vertenza con l’impresa “Acquamar”, esecutrice di lavori di ripristino dei fondali antistanti le banchine del porto peschereccio di Trapani, e per un pagamento a “Fortuna Editori”, la richiesta di istituzione di una commissione d’inchiesta avanzata nello scorso mese di aprile dalla Commissione Consiliare Territorio e Ambiente, la designazione di un componente supplente in seno alla Commissione Elettorale Circondariale di Marsala con competenza sui Comuni di Marsala, Pantelleria, Salemi, Vita e Petrosino, la sostituzione di un componente della Commissione Consiliare “Vigilanza per la tutela e la garanzia del Diritto di Accesso” a seguito delle dimissioni del Consigliere Giuseppe Angileri (MPA).</p>
<p><a href="http://a.marsala.it/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=8151:consiglio-provinciale-necessario-approfondire-la-questione-della-serit&#38;catid=44:istituzioni&#38;Itemid=172">http://a.marsala.it/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=8151:consiglio-provinciale-necessario-approfondire-la-questione-della-serit&#38;catid=44:istituzioni&#38;Itemid=172</a></p>
<p>Scrivevamo&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. Bilanci, arrivano i commissari <a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/bilanci-arrivano-i-commissari.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/bilanci-arrivano-i-commissari.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Aiello Calabro - Scorie radioattive la procura in allerta. ]]></title>
<link>http://isolapulita.wordpress.com/2009/09/03/aiello-calabro-scorie-radioattive-la-procura-in-allerta/</link>
<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 21:04:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>isolapulita</dc:creator>
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<description><![CDATA[Aiello Calabro &#8211; Scorie radioattive la procura in allerta.  La Procura di Paola e’ molto preoc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><a href="http://partitodelsud.blogspot.com/2009/09/le-sostanze-ad-aiello-calabro-scorie.html">Aiello Calabro &#8211; Scorie radioattive la procura in allerta.</a> </h3>
<p style="text-align:left;"><a href="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/aiello-calabro-scorie.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-116" title="aiello calabro scorie" src="http://isolapulita.wordpress.com/files/2009/09/aiello-calabro-scorie.jpg" alt="aiello calabro scorie" width="370" height="248" /></a></p>
<p><em>La Procura di Paola e’ molto preoccupata per i forti sospetti sulla presenza di scorie radioattive nel torrente Oliva e nella zona di Aiello Calabro, nel basso tirreno cosentino. </em><br />
<em> </em><br />
<em>Il capo degli uffici di Procura, Bruno Giordano chiede aiuto alle istituzioni per procedere alla bonifica del sito. ”Al momento non sappiamo quanti elementi tossici ci sono -dice- ne’ se sono contenuti in fusti o sono stati sversati nel terreno. Io non posso mandare nessuno a scavare perche’ metterei in grave pericolo la salute degli operai, sarebbe una condanna a morte”. </em><br />
<em> </em><br />
<em>Il dato oggettivo, confermato dalle analisi dell’Arpacal, dal Noe e dai vigili del fuoco, e’ che c’e’ un valore radioattivo da 3 a 6 volte superiore alla norma e sono stati individuati alcuni radionuclidi di natura artificiale, come il celsio e lo stronzio. Gli elementi sospetti si trovano alla base di una cava che e’ stata chiusa agli inizi degli anni ‘90. Si pensa che proprio da quel momento i rifiuti tossici abbiano fatto ingresso nella zona. Il proprietario pero’ e’ morto. Alla base del sito sono stati eseguiti altri carotaggi che hanno rilevato la presenza di altri elementi non radioattivi ma comunque altamente inquinanti come il mercurio. Negli anni passati c’e’ stato un aumento statistico di morti per cancri e leucemie. Un dato che secondo la Procura di Paola e’ collegabile alla presenza delle scorie tossiche nella zona.</em></p>
<p><strong>Fonte:</strong><a href="http://www.altroquotidiano.it/?p=10077"><strong>L&#8217;Altro</strong></a><br />
Pubblicato da NON MI ARRENDO a 9/02/2009 04:18:00 PM <a title="Post per email" href="http://www.blogger.com/email-post.g?blogID=6132556548806341220&#38;postID=5240281111658533970"></a><a title="Modifica post" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=6132556548806341220&#38;postID=5240281111658533970"></a><br />
Etichette: <a rel="tag" href="http://partitodelsud.blogspot.com/search/label/rifiuti">rifiuti</a><br />
<a href="http://partitodelsud.blogspot.com/2009/09/le-sostanze-ad-aiello-calabro-scorie.html">http://partitodelsud.blogspot.com/2009/09/le-sostanze-ad-aiello-calabro-scorie.html</a></p>
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<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Calabria al veleno</p>
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<p style="text-align:left;">Un&#8217;area radioattiva a pochi chilometri dal luogo del naufragio della motonave Rosso. Il sospetto di altri traffici di sostanze tossiche via mare. Con una grave minaccia per la salute</p>
<p style="text-align:left;">Le ultime scoperte degli investigatori.</p>
<p style="text-align:left;">UNA COLLINA RADIOATTIVA IN CALABRIA. LA CONFERMA ARRIVA DALLE ANALISI SVOLTE. ED E&#8217; MISTERO SU COSA SIA SEPOLTO IN UNA ZONA DOVE SI REGISTRA UN ALLARMANTE AUMENTO DI TUMORI Il mistero della motonave Rosso e lintreccio di veleni sulla costa calabrese.</p>
<p style="text-align:left;">
Alla fine è emerso il peggio del peggio. Si è trovata un’area collinare, a pochi chilometri dal litorale cosentino, contaminata dalla radioattività. Si è scoperto che in quella stessa zona è avvenuto lo smaltimento di rifiuti tossici provenienti dalle lavorazioni industriali. Sono spuntate testimonianze che collegano questi ritrovamenti a traffici, via mare, di scorie pericolose. E soprattutto, si è riscontrato nei comuni limitrofi l’aumento dei tumori maligni, con un pericolo a tutt’oggi incombente sulla popolazione.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>VIDEO <a rel="external nofollow" href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/home/7272242" target="_blank">Gli intrecci dei veleni sulle coste calabresi</a></strong></p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Una vicenda terribile che parte il 14 dicembre 1990 dalla spiaggia di Formiciche, Calabria, mezz’ora di macchina a nord di Lamezia Terme. Pochi ombrelloni sparsi, turismo familiare e l’azzurro tenue del mare costeggiato dalla ferrovia. Qui, 19 anni fa, si è arenata davanti agli occhi perplessi dei residenti la motonave Rosso.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Secondo l’armatore Ignazio Messina, si trattò di un incidente provocato dal mare in burrasca. Ai magistrati, invece, venne il dubbio che a bordo ci fossero sostanze tossiche o radioattive: bidoni che avrebbero dovuto essere smaltiti sui fondali marini, e che causa maltempo sarebbero finiti sulla costa, per poi sparire nell’entroterra.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">A lungo, come riferito in numerosi articoli da “L’espresso”, gli investigatori hanno cercato di scoprire la verità. Sia sul carico della Rosso, sia sulle altre carrette del mare: imbarcazioni in condizioni pietose, mandate a picco nel Mediterraneo colme di scorie. Un lavoro segnato da mille ostacoli e costanti minacce.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Il 13 dicembre 1995, dentro questo scenario, è morto in circostanze più che sospette il capitano di corvetta Natale De Grazia, consulente chiave della procura di Reggio Calabria. E intanto, dall’intreccio tra Italia e altre nazioni (europee e non, comunque disposte a tutto per smaltire pattume tossico) sono uscite le figure di agenti segreti, politici ai massimi livelli, faccendieri massoni e onorati membri della ‘ndrangheta.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Ma nonostante le migliaia di verbali, di indizi, di indicazioni sui presunti luoghi di occultamento, non si è raggiunta per anni la certezza. Ancora il 13 maggio scorso, il gip Salvatore Carpino si è trovato ad archiviare il sospetto di affondamento doloso e truffa pendente sugli armatori Messina. E loro hanno festeggiato: dichiarando che quest’atto chiude una stagione di “accuse infondate, calunnie, subdole diffamazioni e campagne stampa fondate sul nulla”.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Tutto a posto dunque? Nessuno ha trafficato via mare in rifiuti nucleari? Nessuno, soprattutto, è più autorizzato a ipotizzare retroscena inconfessabili per il caso “Rosso”? La risposta è no, purtroppo: niente è ancora tranquillo in Calabria.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Poco è stato definitivamente chiarito, in questa storia, e il primo a riconoscerlo è il procuratore capo di Paola, Bruno Giordano: il quale non soltanto sta continuando a indagare, ma ha trovato quello che si sospettava da anni: appunto la presenza, a pochi chilometri dalla spiaggia di Formiciche, sulla strada provinciale 53 che sale in collina, di un’area radioattiva.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">“Prudenza e determinazione”, sono comunque le parole d’ordine. “Anzi: ancora più prudenza che determinazione”, si corregge Giordano. Teme si scateni il panico, in quest’angolo di campagna che prende i nomi di Petrone-Valle del Signore e Foresta, e che è incastrato tra i comuni di Aiello Calabro e Serra d’Aiello, lungo il greto del fiume Oliva.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Già nel 2004, l’Arpacal (Agenzia regionale protezione ambiente calabrese) aveva qui scoperto metalli pesanti e granulato di marmo, utilizzato dalla malavita per schermare la radioattività.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Allora, il perito Ornelio Morselli certificò la presenza eccedente di rame e zinco, ma anche di policlorobenzeni (Pcb) con “caratteristiche tossicologiche analoghe alle diossine”.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Se a questo si somma che un funzionario dell’ex genio civile, ha ammesso di avere visto un fusto nella briglia del fiume Oliva, si capisce perché l’ex pm di Paola, Francesco Greco, abbia ipotizzato un nesso tra il ritrovamento dei rifiuti e la motonave Rosso; e più in generale, un legame tra le sostanze tossiche e i traffici marittimi.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Una tesi che qualcuno ha cercato di catalogare come azzardata, ma che oggi, con il ritrovamento di un documento inedito, assume tutt’altro spessore. Nel 2005, infatti, un investigatore della procura di Paola ha accompagnato al fiume Oliva Amerigo Spinelli, poliziotto municipale di Amantea (paesino accanto alla spiaggia di Formiciche).</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">E nella sua relazione finale, ha scritto: “Spinelli indicò un’area che (…) corrisponde al greto della località Valle del Signore ed aree adiacenti “. Di più: Spinelli ha riferito “che un’ampia zona compresa tra la predetta zona e almeno 200 metri a ovest (…) era stata interessata dal deposito di rifiuti/materiali derivanti dallo smantellamento della motonave Rosso”.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">In seguito, la magistratura ha indagato tra Aiello Calabro e Serra d’Aiello, Amantea e San Pietro in Amantea. Ha cercato riscontri, materiali, tutto pur di inquadrare la situazione. E infatti, nel 2007, è arrivato il secondo colpo di scena, anch’esso sconosciuto fino a questo momento.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Due ufficiali hanno notato dei camion che prelevavano terreno dai torrenti Catocastro e Valle del Signore (affluente dell’Oliva) per il ripascimento delle coste. E quando hanno ispezionato le spiagge interessate, hanno trovato svariati oggetti ferrosi, tra i quali un “coperchio (…) presumibilmente appartenente a un fusto”, pezzi di lamiera e “quattro tubi di diverso diametro” che “possono essere ricondotti, verosimilmente, a parte delle protezioni in uso sui traghetti Ro-Ro”: navi come la Rosso, con lo sportello ad hoc per imbarcare i carichi su ruote.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">A questo punto, l’ispettore che due anni prima aveva accompagnato Spinelli al fiume Oliva, è tornato in azione: ha svolto un nuovo sopralluogo, ha confrontato quel panorama con le fotografie scattate dagli ufficiali, e ha messo nero su bianco: “Con certezza posso dire che i due siti coincidono, e (che il perimetro) è individuato in agro di Aiello Calabro, località Valle del Signore e aree adiacenti”.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">In altre parole, è probabile che i rifiuti tossico-radioattivi abbiano viaggiato per mare, e siano stati occultati qui. La stessa conclusione, d’altronde, suggerita da altri indizi concordanti. Il primo, a cavallo tra il 2007 e il 2008, è che l’Arpacal e il perito Morselli hanno riscontrato in profondità a Foresta agro di Serra d’Aiello, la presenza di Cesio 137 (lo stesso fuoriuscito da Chernobyl).</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Il secondo indizio, datato novembre 2008, è che grazie ai carotaggi “nelle immediate adiacenze della briglia del fiume Oliva”, si è trovato un sarcofago (di dimensioni ancora ignote) in cemento a circa 10 metri di profondità. E all’interno, scrivono i consulenti della procura, “c’erano concentrazioni elevate di mercurio”, presente anche in altri campioni.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Da qui, parte l’ultima svolta di questo incubo. Dalla testardaggine con cui il procuratore Giordano insegue reati che vanno dal disastro ambientale all’avvelenamento delle acque.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">“Questioni fondamentali sotto il profilo della pubblica tranquillità “, le definisce. Per questo, a fine 2008, ha incaricato l’università della Calabria e il Cnr di sondare, con cartografie satellitari, eventuali anomalie termiche nell’entroterra calabro (segno di radioattività). E il 17 febbraio è arrivata la risposta: positiva.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Le anomalie ci sono, addirittura “evidenti ” a Serra d’Aiello: proprio nella zona “prospiciente al fiume Oliva”. Tanta è la delicatezza del problema, da richiedere un controllo diretto sul terreno, con il supporto del reparto Nbcr (Nucleare batterico chimico radiometrico) dei Vigili del fuoco di Cosenza e Catanzaro.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">E gli esiti sono tanto gravi quanto inequivocabili: “Il monitoraggio ha permesso di individuare limitate seppur significative anomalie di radioattività”. Il 2 marzo seguente, l’Arpacal ha trasmesso alla procura “l’esito delle analisi radiometriche campali” attorno al fiume Oliva. Ed è giunta l’ennesima conferma, supportata dai rilievi in una vecchia cava che “si estende per 200-300 metri dalla provinciale 53, al chilometro sei”, di fianco all’Oliva.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Il risultato è che ci sono tracce di contaminazione. Non solo: ci sono “radionuclidi artificiali” che “non dovrebbero normalmente essere presenti nel terreno”. Ma sono stati rilevati. Ecco perché, sempre Arpacal, ha suggerito ai magistrati di svolgere ancora accertamenti, per “escludere un qualsiasi aumento del rischio alla popolazione, soprattutto di inalazione e/o ingestione”.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Ed ecco perché, in questo contesto, assume speciale rilevanza la consulenza di Giacomino Brancati, dirigente del settore prevenzione nel Dipartimento calabrese per la tutela della salute. Il quale, in un documento di 300 pagine, segnala espressamente “l’esistenza di un pericolo attuale per la popolazione residente nei territori dei comuni di Amantea, San Pietro in Amantea e Serra d’Aiello, circostante al letto del fiume Oliva a sud della località Foresta (centri di Campora San Giovanni, Coreca e Case sparse, comprese tra il mare e Foresta)”. Un allarme, dice Brancati, “dovuto alla presenza di contaminanti ambientali capaci di indurre patologie tumorali e non”, a cui va sommato “un consistente danno ambientale”.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Possibile, con queste premesse, infilare la vicenda in un faldone e seppellirla in archivio? Ha senso trascurare i segnali che rievocano il mistero della motonave Rosso? Risponderanno nel merito la Protezione civile, i carabinieri del Noe e il ministero dell’Ambiente: tutti consultati dal procuratore Giordano.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Nel frattempo, è il caso di ricordare un ultimo dettaglio. Il 9 giugno 2005, “L’espresso” ha pubblicato il dossier di un ex boss della ‘ndrangheta che si accusò di avere affondato, d’accordo con il clan Muto, carrette del mare zeppe di sostanze tossiche.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Tra le navi, ne indicava tre che transitavano “al largo della costa calabrese, in corrispondenza di Cetraro, provincia di Cosenza”. E proprio in questo tratto di mare, a 487 metri di profondità, l’Arpacal ha individuato il 14 dicembre scorso un “rilievo di forma ellittico/circolare”, lungo “circa 80 metri e largo non più di 50, che si eleva rispetto alle profondità medie circostanti di circa 4 metri”.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Guarda caso, agli investigatori risulta che il titolare della vecchia cava accanto al fiume Oliva (oggi defunto) fosse taglieggiato dagli ‘ndranghetisti Muto. «L’ennesima traccia del meccanismo di smaltimento illegale “, dicono. “L’ennesimo passo verso una verità scomoda”.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">di Riccardo Bocca</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Ha collaborato Paolo Orofino</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">espresso.repubblica.it</p>
<p style="text-align:left;">
<a href="http://www.calabrianotizie.it/2009/08/20/calabria-al-veleno-unarea-radioattiva-a-pochi-chilometri-dal-luogo-del-naufragio-della-motonave-rosso-il-sospetto-di-altri-traffici-di-sostanze-tossiche-via-mare-con-una-grave-minaccia-per-la-sa/">http://www.calabrianotizie.it/2009/08/20/calabria-al-veleno-unarea-radioattiva-a-pochi-chilometri-dal-luogo-del-naufragio-della-motonave-rosso-il-sospetto-di-altri-traffici-di-sostanze-tossiche-via-mare-con-una-grave-minaccia-per-la-sa/</a></p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Cortese e Saccomanno, Cpr PRC-SE Calabria: VICENDA VERGOGNOSA E SPORCA QUELLA DELLA &#8220;JOLLY ROSSO&#8221;!</p>
<p style="text-align:left;">
<em>Pubblichiamo il comunicato di Cortese e Saccomanno apparso su Facebook qualche ora fa:<br />
Speriamo vivamente che, questa volta, la Procura di Paola faccia sul serio e possa finalmente andare fino in fondo. Quella della &#8220;Jolly Rosso&#8221; è una vicenda davvero vergognosa e assai sporca. La sporcizia di questa storia, consiste nel fatto che lo smaltimento illecito di materiale tossico e radioattivo, delle scorie di quelle produzioni di morte che, già di per se stesse, andrebbero soppresse immediatamente in un mondo che volesse definirsi &#8220;giusto&#8221;, è in realtà un affare gigantesco dove, pure essendo le consorterie del malaffare a farla da padrone, si accomunano pezzi interi di servizi segreti, di capitalismo predone e, addirittura, di governi di tutte le parti del mondo. Questa della &#8220;Jolly Rosso&#8221; è solo la più eclatante delle rappresentazioni del ginepraio inestricabile che sono gli affondamenti, presenti, passati e futuri, delle cosiddette carrette del mare e dei loro carichi di morte scaricati in acqua, a volte persino insabbiati nei fondali e, alla bisogna, tranquillamente anche sulla terraferma. In realtà, chissà quante di questi bastimenti velenosi sono stati affondati solo nel nostro tirreno cosentino, con conseguente, ed esponenziale, aumento delle patologie tumorali e letali in genere. Siamo di fronte ad un vero e proprio caso emblematico in cui, per fare soldi, non si guarda più in faccia nessuno, non ci si cura della qualità della vita della gente onesta e per bene, soprattutto da parte di quegli stessi poteri forti che già condizionano pesantemente la nostra esistenza e, continuamente, vorrebbero piegare, e piegano la nostra stessa coscienza. Che indaghi, dunque, la procura di Paola, che riesca, magari, a sollevare il velo, non solo sulle consorterie criminali che, spesso e volentieri, sono coloro che compiono il lavoro sporco, ma anche su quei livelli, di borghesia mafiosa e di istituzioni deviate che lucrano sulla morte altrui, e su quei pezzi di servizi segreti che hanno coperto, e coprono, questo vergognoso e immenso affare. E che affronti anche le responsabilità etiche e penali di quella mala-politica che anziché spingere per il raggiungimento della verità si è sempre maggiormente preoccupata per la presunta salvaguardia dell&#8217;economia turistica locale salvo passare poi all&#8217;incasso in termini clientelari ed elettorali. Lo faccia, la Procura, anche per il rispetto e la considerazione che tutti i cittadini per bene hanno di quel movimento di lotta, spontaneo e generoso che, negli anni passati, con encomio, ma contro mille diversi ostacoli e interessi, si è battuto e, siamo certi, è ancora disposto a battersi. Per quanto ci riguarda, con umiltà ma anche con determinazione, come abbiamo dimostrato di esserci, come organizzazione ma anche personalmente, in passato, ci saremo ancora senza nessun indugio.</em></p>
<p style="text-align:left;"><em>Paola (CS) Lucio Cortese e Francesco Saccomanno &#8211; Comitato politico regionale Prc- Se<br />
</em></p>
<p style="text-align:left;"><em><a href="http://www.aiellocalabro.net/expo/notiziario/notizie-dal-tirreno/il-ritorno-della-jolly-rosso/cortese-e-saccomanno-sulla-vicenda-jolly-rosso.aspx">http://www.aiellocalabro.net/expo/notiziario/notizie-dal-tirreno/il-ritorno-della-jolly-rosso/cortese-e-saccomanno-sulla-vicenda-jolly-rosso.aspx</a></em><br />
<strong>COSA BOLLE IN PENTOLA? albo pretorio isola delle femmine<br />
</strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/determine-e-delibere-12-luglio-2009.html"><strong>http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/determine-e-delibere-12-luglio-2009.html</strong></a></p>
<p><strong>Calabria al veleno &#8211; Un’area radioattiva<br />
<a href="http://isolapulita.blogspot.com/2009/08/lottizzazione-casabianca-sandro.html">http://isolapulita.blogspot.com/2009/08/lottizzazione-casabianca-sandro.html</a> </strong></p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;"><strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/il-sindaco-di-isola-delle-femmine.html">Il SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE GASPARE PORTOBELLO NOMINA GLI “ESPERTI&#8221;</a> Nuova Commissione Edilizia Conflitto di Interesse? <a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/il-sindaco-di-isola-delle-femmine.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/il-sindaco-di-isola-delle-femmine.html</a></strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/ato-raccolta-rifiuti_16.html">MAFIA Carini Capaci Isola delle Femmine e dintorni</a> <a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/ato-raccolta-rifiuti_16.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/ato-raccolta-rifiuti_16.html</a> </strong></p>
<p><strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/italcementi-incontro-per-contrattazi.html">AMBIENTE SINDACO &#38; SALUTE TAR Puglia (LE) Sez. I n. 1786 del 7 luglio 2009</a><br />
<a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/italcementi-incontro-per-contrattazi.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/italcementi-incontro-per-contrattazi.html</a></strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong>FERNANDA PIVANO è morta<br />
<a href="http://isoladellefemminecittadelladonna.blogspot.com/2009/08/fernanda-pivano-e-morta.html">http://isoladellefemminecittadelladonna.blogspot.com/2009/08/fernanda-pivano-e-morta.html</a> </strong></p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;"><strong>SIBERIA DISASTRO ECOLOGICO<br />
<a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/siberia-disastro-alla-centrale-idroe.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/siberia-disastro-alla-centrale-idroe.html</a> </strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong>Woodstock Una generazione che voleva cambiare il mondo</strong><br />
<a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/woodstock-fantasia-pace-socialita_14.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/woodstock-fantasia-pace-socialita_14.html</a></p>
<p><strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/ieri-il-gruppo-di-maggioranza-progett.html">PORTOBELLO ZITTI TUTTI PARLO IO</a></strong><br />
<strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/arduo-commentare-lintervista-del-pro.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/arduo-commentare-lintervista-del-pro.html</a></strong></p>
<p><strong>INNSE VINCE LA LOTTA DEGLI OPERAI<br />
<a href="http://isolapulita.blogspot.com/2009/08/nissen.html#links">http://isolapulita.blogspot.com/2009/08/nissen.html#links</a></strong><br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>SELVAGGIA AGGRESSIONE AL CANDIDATO SINDACO RUBINO ANTONINO</strong><br />
<a href="http://isolapulita.blogspot.com/2009/08/borsellino-parlando-della-necessita-di.html#links">http://isolapulita.blogspot.com/2009/08/borsellino-parlando-della-necessita-di.html#links</a></p>
<p><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong> </strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/ieri-il-gruppo-di-maggioranza-progett.html">PORTOBELLO CUTINO PALazzotto E IL GRUPPO Progetto destinano il bene confiscato</a> </strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><br />
<a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/ieri-il-gruppo-di-maggioranza-progett.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/ieri-il-gruppo-di-maggioranza-progett.html</a></p>
<p><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/saracen-sicileas.html"><strong>Rifiuti urbani/ Solo 27 Comuni rispettano la legge, tutti …………</strong></a><br />
<a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/saracen-sicileas.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/saracen-sicileas.html</a></p>
<p style="text-align:left;"><strong>COSA BOLLE IN PENTOLA? albo pretorio isola delle femmine<br />
</strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/determine-e-delibere-12-luglio-2009.html"><strong>http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/determine-e-delibere-12-luglio-2009.html</strong></a></p>
<p><strong>INNSE VINCE LA LOTTA DEGLI OPERAI<br />
<a href="http://isolapulita.blogspot.com/2009/08/nissen.html#links">http://isolapulita.blogspot.com/2009/08/nissen.html#links</a></strong> <strong> </strong></p>
<p><strong>SELVAGGIA AGGRESSIONE AL CANDIDATO SINDACO RUBINO ANTONINO</strong> <a href="http://isolapulita.blogspot.com/2009/08/borsellino-parlando-della-necessita-di.html#links">http://isolapulita.blogspot.com/2009/08/borsellino-parlando-della-necessita-di.html#links</a> <strong> </strong><strong> </strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/ieri-il-gruppo-di-maggioranza-progett.html"><strong></p>
<p>PORTOBELLO CUTINO PALazzotto E IL GRUPPO Progetto destinano il bene confiscato</strong></a> <a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/ieri-il-gruppo-di-maggioranza-progett.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/ieri-il-gruppo-di-maggioranza-progett.html</a> <strong> </strong><strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/ieri-il-gruppo-di-maggioranza-progett.html"></p>
<p>PORTOBELLO ZITTI TUTTI PARLO IO</a></strong> <strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/arduo-commentare-lintervista-del-pro.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/arduo-commentare-lintervista-del-pro.html</a></strong></p>
<p>LE RONDE GIOSIOSE di Portobello Cutino PALazzotto e c………<br />
<a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/sentenza-commissione-comunale-edilizia_27.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/sentenza-commissione-comunale-edilizia_27.html</a></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/saracen-sicileas.html"><strong>Rifiuti urbani/ Solo 27 Comuni rispettano la legge, tutti …………</strong></a><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/saracen-sicileas.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/saracen-sicileas.html</a></p>
<p style="text-align:left;"><strong><strong><strong><strong><strong>APPELLO DAL C.C. di Borgetto ai Comuni limitrofi: No alla privatizzazione dell’acqua</strong></strong></strong></strong></strong><br />
<a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html</a><br />
<strong><br />
TRASPARENZA COMUNICAZIONE CONOSCENZA </strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/trasparenza-amministrativa.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/trasparenza-amministrativa.html</a></p>
<p><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/24-luglio-2009.html"><strong>Sciolto il Consiglio Comunale per infiltrazione Mafiosa</strong></a><br />
<a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/24-luglio-2009.html"><strong>http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/24-luglio-2009.html</strong></a></p>
<p><strong>BILANCIO previsione consuntivo commissari ad acta <a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/bilanci-arrivano-i-commissari.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/bilanci-arrivano-i-commissari.html</a><br />
<strong></p>
<p><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/il-carbonile-ad-augusta_19.html">ITALCEMENTI ARPA COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE INQUINANTI QUALITA&#8217; ARIA CONTROLLI CENTRALINE</a><br />
<a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/il-carbonile-ad-augusta_19.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/il-carbonile-ad-augusta_19.html</a></strong></strong> <strong> </strong><strong></p>
<p></strong><strong> </strong><strong><strong>ATO RIFIUTI GESTIONE COSTI E DEBITI<br />
</strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/ato-rifiuti-gestione-costi-e-debiti.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/ato-rifiuti-gestione-costi-e-debiti.html</a></p>
<p><strong>SANGUE all’arsenico per gli abitanti di GELA</strong><br />
<a href="http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/sangue-allarsenico-per-gli-abitanti-di.html">http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/sangue-allarsenico-per-gli-abitanti-di.html</a></p>
<p><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>TURISTI A ISOLA DELLE FEMMINE </strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><br />
<a href="http://isolapulita.blogspot.com/2009/07/raccogliamo-e-facciamo-nostro-lappello.html#links">http://isolapulita.blogspot.com/2009/07/raccogliamo-e-facciamo-nostro-lappello.html#links</a></p>
<p><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>NASCE L&#8217;ATO DELL&#8217;ACQUA DEL PALERMITANO</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><br />
<a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html</a></p>
<p><strong><a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nuove-speranze-nella-cura-alle-malattie.html">Nuove speranze nella cura alle malattie del sangue</a><br />
<a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nuove-speranze-nella-cura-alle-malattie.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nuove-speranze-nella-cura-alle-malattie.html</a></strong></p>
<p><strong>TERRIBILE INCIDENTE FERROVIARIO A VIAREGGIO</strong><br />
<a href="http://iltimone.blogspot.com/2009/06/terribile-incidente-ferroviario.html">http://iltimone.blogspot.com/2009/06/terribile-incidente-ferroviario.html</a></p>
<p><a href="http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2009/07/lombardo-forma-la-nuova-giunta.html">LOMBARDO FORMA LA NUOVA GIUNTA</a><br />
<a href="http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2009/07/lombardo-forma-la-nuova-giunta.html">http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2009/07/lombardo-forma-la-nuova-giunta.html</a></p>
<p><strong>NINO RUBINO <em>A TELEJATO FENOMENO MAFIOSO A ISOLA?<br />
</em><a href="http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html">http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html</a></strong></p>
<p><strong>Nino Rubino:</strong> <strong>Elezioni Amministrative Come la pensiamo</strong><br />
<a href="http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html">http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html</a></p>
<p><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Stefano Bologna: LE PAROLE SONO PIETRE<br />
<a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/oggi-10-giugno-alle-1310-due-funzionari.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/oggi-10-giugno-alle-1310-due-funzionari.html</a></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></p>
<p><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Pino Rubino:LIBERE ELEZIONI A ISOLA DELLE FEMMINE?</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><br />
<a href="http://disertiamoleurneaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/ce-la-faremo-uploaded-by-isolapulita.html">http://disertiamoleurneaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/ce-la-faremo-uploaded-by-isolapulita.html</a></p>
<p><strong><strong><strong><strong>Isola delle Femmine: <em>Radar meteo o acquario marino?</em></strong></strong></strong></strong><br />
<a href="http://isoladifuori.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-radr-meteo-o.html">http://isoladifuori.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-radr-meteo-o.html</a><br />
</strong><br />
<strong>La trasparenza come strumento di controllo legge 15 marzo 2009<br />
<a href="http://isolapulita.blogspot.com/search?q=legge+15+marzo+2009">http://isolapulita.blogspot.com/search?q=legge+15+marzo+2009</a><br />
</strong><br />
<strong>ITALCEMENTI: CRISI ECONOMICA E CONSEGUENZE OCCUPAZIONALI<br />
<a href="http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/muccillial-fianco-dello-stabilimento.html">http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/muccillial-fianco-dello-stabilimento.html</a></p>
<p>RIFIUTI POLITICA E SERVIZI SEGRETI<br />
<a href="http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/torretta-chieste-le-condanne-per-il.html">http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/torretta-chieste-le-condanne-per-il.html</a></strong></p>
<p><strong>Commissione Edilizia Comunali Sentenze<br />
<a href="http://isolapulita.blogspot.com/2007/07/decine-di-atti-di-concessioni-edilizie.html">http://isolapulita.blogspot.com/2007/07/decine-di-atti-di-concessioni-edilizie.html</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Ministro Frattini e la serva che non serve]]></title>
<link>http://marcocampione.wordpress.com/2009/09/03/frattini/</link>
<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 15:44:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Champ</dc:creator>
<guid>http://marcocampione.wordpress.com/2009/09/03/frattini/</guid>
<description><![CDATA[Da bambino mi ripetevano spesso una filastrocca che faceva più o meno così: &#8220;a che serve una s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Da bambino mi ripetevano spesso una filastrocca che faceva più o meno così: <em>&#8220;a che serve una serva che non serve? la si serva di una serva che la serva&#8221;</em>.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Mi è tornata in mente leggendo <a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-11/sviluppi-3set/sviluppi-3set.html" target="_blank">questa</a> dichiarazione del Ministro Frattini che solennemente annuncia: <em>&#8220;i portavoce non possono parlare&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">E allora &#8211; chiedo sommessamente &#8211; a che serve un portavoce che non parla?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le spesucce tricolori per “la ricostruzione“ dell’Afghanistan… ed il resto]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/09/02/le-spesucce-tricolori-per-%e2%80%9cla-ricostruzione%e2%80%9c-dell%e2%80%99afghanistan%e2%80%a6-ed-il-resto/</link>
<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 07:18:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
<guid>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/09/02/le-spesucce-tricolori-per-%e2%80%9cla-ricostruzione%e2%80%9c-dell%e2%80%99afghanistan%e2%80%a6-ed-il-resto/</guid>
<description><![CDATA[Nel quanto ci costa la “missione di pace“ c’è un capitolo uscite a fondo perduto per la “ricostruzio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/08/coop-ital-afgh.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3315" title="coop ital afgh" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/08/coop-ital-afgh.jpg" alt="coop ital afgh" width="150" height="100" /></a></p>
<p>Nel quanto ci costa la <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/06/04/missione-di-pace/">“missione di pace“</a> c’è un capitolo uscite a fondo perduto per la “ricostruzione“ dell’Afghanistan da far paura.<br />
Dal 2002, nelle mani del pagliaccesco sindaco di Kabul, Karzai, e del suo gabinetto di trafficanti di droga e criminali di guerra sono finiti centinaia e centinaia di milioni di euro sottratti alle tasche dei contribuenti italiani dagli esecutivi Berlusconi, Prodi, Berlusconi.<br />
Al Palazzo di Vetro ci siamo conquistati da un bel po’ di anni la medaglia di Paese donatore di primo livello. Un biglietto da visita, lo sostiene Frattini, di cui l’Italia può essere giustamente orgogliosa.<br />
Insomma paghiamo molto, bene e senza fiatare tenendo peraltro la bocca rigorosamente chiusa sugli affari sporchi organizzati dai Segretari Generali delle Nazioni Unite.<br />
Se le ricerche che abbiamo fatto sono corrette, sono già quattro gli appuntamenti internazionali organizzati dal Palazzo di Vetro durante le gestioni Kofi Annan e Ban Ki Moon che ci hanno visto tra i più affezionati contribuenti-protagonisti per la “ricostruzione“ del Paese delle Montagne: Tokio 2002, Berlino 2004, Londra 2006, Parigi 2008.<br />
Il 29 Giugno scorso, un comunicato molto ma molto fumoso dell’Ansa ci ha fatto sapere che questa volta il 5° raduno della “Spectre“ si terrà in Afghanistan, lontano da occhi indiscreti e, come ampiamente prevedibile, tra ingenti misure di sicurezza, arrivi e trasferimenti a “sorpresa“, stile zona verde di Baghdad.<br />
Parteciperanno al summit di Kabul prima della fine del 2009 &#8211; dopo le elezioni farsa che incoroneranno l’ex Presidente della Unocal &#8211; i Ministri degli Esteri dell’Occidente ed un numero non precisato di misteriosissime fondazioni private.<br />
Con tutta evidenza, sotto la spinta di sempre più pressanti esigenze economiche e militari, i tempi dei “rifinanziamenti“ organizzati dall’ONU per la “ricostruzione“ dell’Afghanistan si stanno pericolosamente accorciando. Gli scarponi di Enduring Freedom ed ISAF-NATO in Afghanistan, in soli 450 giorni, sono lievitati da 67.000 a 118.000.<br />
Nei prossimi 4 anni, l’Italia aumenterà il proprio contingente dagli attuali 3.250 militari a più di 6.000, con il via libera, già esecutivo, del Consiglio Supremo di Difesa che vede al vertice, come Capo delle Forze Armate, un sempre più invadente ed aggressivo Giorgio Napolitano. Il padre-padrone della Repubblica Italiana delle Banane che sponsorizza improponibili delfini per la prossima occupazione del Quirinale. <!--more--><br />
<a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&#38;key=1156">Un Presidentissimo che ci costa, al netto dei risparmi annunciati dal Segretario Generale Donato Marra, la sommetta niente male di 228 milioni di euro all’anno per il triennio 2010-2012.</a><br />
Cresciuti vertiginosamente anche i costi dell’approvvigionamento logistico, dell’usura materiali e delle dotazioni militari USA-NATO in Afghanistan, sempre più sofistiche e micidiali.<br />
<strong>L’amministrazione Bush, dal Novembre 2001 al Dicembre 2008, ha bruciato nel Paese delle Montagne risorse per 179 miliardi di dollari, la NATO ne ha buttati dalla finestra 102.</strong><br />
Le forze ISAF sono arrivate alla spicciolata ed in tempi più lunghi su un “campo operativo” che non offre, contrariamente all’Iraq, lo sfruttamento e la commercializzazione sui mercati esteri di risorse petrolifere e minerarie per il sostentamento delle forze di occupazione, né di una polizia e di un esercito dipendenti dal “governo centrale“ di Kabul che conta attualmente su un organico di 170.000 uomini, in questo caso male armati e peggio retribuiti, demotivati ed a corto di addestramento.<br />
La stima de Jaap De Hoop Scheffer sulla permanenza delle truppe occidentali in Centro Asia per 25 anni, nel mese di agosto scorso è stata rivista al rialzo a 40 dal Capo di Stato Maggiore di Sua Maestà Britannica, sir David Richards. La bolletta che l’Occidente, già in piena crisi economica, dovrà pagare in Afghanistan sarà di dimensioni catastrofiche al di là della piega che prenderà sul campo la guerra tra “pacificatori“ e “terroristi“.<br />
L’ultima Conferenza dei Paesi donatori si è tenuta il 10-11 giugno 2008 a Parigi, alla presenza di Sarkozy e della Rice.<br />
Il Ministro degli Esteri Bernard Kouchner in quell’occasione affermerà di aver raccolto dalla “Comunità Internazionale“ &#8211; composta, a suo dire, da 67 Stati aderenti e 17 fondazioni private &#8211; fondi per complessivi 19,95 miliardi di euro.<br />
Né Ban Ki Moon né Kouchner riveleranno, nella conferenza di chiusura, la lista ufficiale dei Paesi presenti al vertice.<br />
Frattini dal canto suo, al ritorno a Roma, invierà alle agenzie di stampa un breve comunicato in cui renderà noto che nel triennio 2008-2011 l’impegno dell’Italia in Afghanistan si sarebbe attestato a 150 milioni di euro per “liberare il Paese dal terrorismo e dalla droga e permettere al Governo di Kabul di prendere definitivamente in mano la situazione“.<br />
Per quanto ne abbiamo saputo, in via confidenziale, l’entità del finanziamento a fondo perduto garantito per l&#8217;occasione dall’Italia all’ONU nella capitale francese sarebbe più ingente.<br />
Ma non è questo il punto.<br />
[Il “pledge “ ammesso ufficialmente dal Bel Paese a Berlino 2004 raggiungerà i 145 milioni di euro.]<br />
Passiamo ora alla voce <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/02/23/il-milione-scomparso-dellafghanistan/">“Cooperazione italiana allo sviluppo“</a>, gestione diretta DGCS in Afghanistan, organizzazione del Ministero degli Esteri.<br />
Dal 2001 al 2008, la Farnesina ha approvato iniziative “umanitarie“ per 436 milioni e ha erogato finanziamenti, anche qui a fondo perduto, per 355 milioni di euro.<br />
In particolare, è stato incrementato il sostegno ai trust fund del Governo Karzai per 35 milioni di euro e 104 se ne sono andati per il collegamento stradale Kabul-Bamyan (i dati sono ufficiali ed a disposizione in rete).<br />
La stessa “Cooperazione italiana allo sviluppo” fornisce sulla “riabilitazione stradale“ Kabul-Bamyan una seconda versione (anch’essa consultabilissima), questa volta con un importo complessivo di spesa di 36 milioni di euro e la costruzione di un ponte sulla stessa viabilità per un importo di 2 milioni di euro, nella provincia di Wardak.<br />
Un finanziamento “tricolore” allocato lontanissimo dalla provincia di Herat, con tutta evidenza finalizzato a soddisfare trasferimenti celeri di blindati e colonne militari di Enduring Freedom in uscita da Kabul con direzione est-sud/est, a ridosso del confine con il Pakistan, coperto ipocritamente dalla Farnesina con motivazioni di particolare interesse “turistico culturale“: il sito dei buddha scolpiti nella roccia. Quando i profughi afghani dispersi tra Iran, Turkmenistan e Pakistan sono almeno 4 milioni. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.<br />
E’ rimasta inoltre famosa la decisione del Ministro degli Esteri D’Alema di destinare 52 milioni di euro alla riforma del… sistema giudiziario dell’Afghanistan, quando in Italia sono attualmente pendenti 3,5 milioni di processi penali e 5,4 milioni di processi civili.<br />
Autolesionismo? Macché. Il Baffo di Gallipoli cercava punti oltreoceano con Bush. Del resto, con l&#8217; attacco alla ex Jugoslavia, per qualche mese, con Clinton c&#8217;era già riuscito.<br />
In Afghanistan operano o hanno operato a libro paga del Ministero degli Esteri, per uscite non precisate, Intersos, Alisei, Aispo, Coopi, Msf, Terres des Hommes ed il Cesvi.<br />
Ong, l’ultima, da cui continuano ad uscire pestilenziali vapori di zolfo e personaggi come Barbara Contini, già governatore farsa della provincia di Nassiriya, oggi senatrice del PdL.<br />
I costi già salatissimi della “cooperazione“ a carico dei Ministero degli Esteri sono surclassati da quelli militari della “missione di pace“ sopportati dal Ministero della Difesa, a corto di palanche per tenere in servizio 50.000 tra graduati-precari e sottoufficiali dell&#8217;Esercito di cui si libererà Brunetta. Il nuovo Modello di Difesa e le &#8220;missioni di pace&#8221; dell&#8217;Italietta si preparano a lasciare sul terreno molti, moltissimi cadaveri.<br />
Cominciamo ora col dire che agli italiani perbene, quelli che pagano le ritenute d’acconto alla fonte, <strong>l’avventura in Afghanistan sta costando nel 2009, centesimo meno centesimo più, 1.000 euro al minuto, 60.000 all’ora, 1.440.000 al giorno e 43.200.000 al mese per un totale (parziale, e spiegheremo il perché) di 525.600.000 euro all’anno</strong>. La prima domanda logica che ci viene in mente a questo punto è: in cambio di quale obbiettivo economico-industriale, di quale interesse energetico, commerciale, diplomatico o geopolitico mettiamo sul piatto dell’Afghanistan queste ingentissime risorse finanziarie anno dopo anno per chissà quanto tempo, magari come prevede il Capo di Stato Maggiore di Sua Maestà fino al 2050?<br />
Le finalità del Quirinale, di Palazzo Chigi, Farnesina e Palazzo Baracchini, che ci ripetono tv e giornali sono davvero quelle di combattere i terroristi pashtun del fantomatico Mullah Omar a casa loro perché non vengano a farci fuori a casa nostra?<br />
No.<br />
Sotto c’è ben altro ed un po’ alla volta lo tireremo fuori, dai rapporti Roma-Washington alla &#8220;privatizzazione&#8221; delle Forze Armate, per passare, se ce ne sarà bisogno, alle modalità di acquisto ed impiego dei <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/06/23/rischi-e-costi-degli-aerei-senza-pilota/">Predator</a> ed al resto… spike e designatori laser compresi.<br />
Non butteremo giù dei muri ma ci sentiremo almeno più sereni, con la coscienza tranquilla per non aver taciuto.<br />
<strong><em>Giancarlo Chetoni</em></strong></p>
<p><em><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/04/29/la-guerra-delloppio/#comments">[Aggiornamenti su "la guerra dell'oppio"]</a></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Israeli Foreign Ministry: We want Sweden to distance itself from the contents of the Aftonbladet article]]></title>
<link>http://luckyforward.wordpress.com/2009/08/31/israeli-foreign-ministry-we-want-sweden-to-distance-itself-from-the-contents-of-the-aftonbladet-article/</link>
<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 18:22:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>sapereau</dc:creator>
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<description><![CDATA[According to Haaretz, a representative of the Israeli Foreign Ministry says the following: We did no]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>According to <a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/1111229.html" target="_blank">Haaretz</a>, a representative of the Israeli Foreign Ministry says the following:</p>
<blockquote><p>We did not ask for an apology, or for measures against the newspaper or the journalist, &#8212; All we asked of Sweden and the Swedes is that they reject and decry the content of the report. And our position has not changed.</p></blockquote>
<p>That such a rejection of <em>the contents</em> of the article would cause a crime against the right for free speech, something that Swedish Prime Minister Reinfeldt claimed <a href="http://www.sr.se/cgi-bin/ekot/artikel.asp?Artikel=3051710" target="_blank">here</a> (swedish), is as shown <a href="http://www.sapereaude.se/blog/?p=4795">here</a> (swedish), incorrect. On the contrary, the government is allowed, <a href="http://www.varldenidag.se/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=5073&#38;Itemid=98" target="_blank">as it did in the past</a> (swedish), to criticize <em>the content</em> of any newspaper article. The issue of <em>publication</em> is a very different matter. But that is not the relevant issue at stake.</p>
<p>Now Italian Foreign Minister Franco Frattini, according to that same Haaretz article, propose an EU statement which would declare articles of this sort to be &#8220;acts of blatant anti-Semitism.&#8221;</p>
<p>Frattini intend to raise the issue in EU&#8217;s foreign ministers meeting later this week. But <a href="http://www.dn.se/nyheter/sverige/italien-eu-bor-fordoma-aftonbladet-1.942074" target="_blank">Sweden will not respond</a> (swedish):</p>
<blockquote><p>
     &#8211; From the Swedish side, we have no plans to address this issue at the informal meeting of foreign ministers in Stockholm, say [foreign ministry's Communications Director Cecilia] Julin, and says that according to Bildt this information must be an &#8220;Italian misunderstanding&#8221;.</p></blockquote>
<p>The Swedish position appears therefore, as Foreign Minister Bildt <a href="http://carlbildt.wordpress.com/2009/08/22/fortsatt-viktig-debatt/" target="_blank">expressed it</a> (swedish), to be &#8220;crystal clear&#8221;: No concessions to Israel.</p>
<p>This standpoint seem to be even more to the point when one considers what Mr. Bildt subsequently <a href="http://carlbildt.wordpress.com/2009/08/28/viktigt-besok-fran-egypten/" target="_blank">blogged about</a> before a meeting he would have &#8211; and well now also had &#8211; with the Egyptian Foreign Minister Ahmed Aboul-Gheit. Bildt writes under the heading &#8216;Important visit from Egypt&#8217;, that the</p>
<blockquote><p>
     Israeli settlement policy, including in East Jerusalem, is a decisive obstacle to progress.</p>
<p>     On this &#8211; as well as on possible Arab steps to facilitate progress &#8211; we will certainly be speaking today.</p></blockquote>
<p>The Swedish Foreign Minister thus find a reason to consult with the Egyptian foreign minister on criticism of Israel, but find no time to discuss with a colleague in the European Union even the possibility to criticize the false and seemingly anti-Semitic criticism of Israel put forth in Aftonbladet.</p>
<p>According to the Swedish Foreign Ministry, &#8220;there are no plans&#8221; to do so.</p>
<p>&#8220;All pressure on Israel&#8221;, continues therefore seemingly to be the Swedish government&#8217;s motto.</p>
<p>***</p>
<p>Läs även andra bloggares åsikter om <a href="http://bloggar.se/om/L%E4s+%E4ven+andra+bloggares+%E5sikter+om+Israel" rel="tag">Läs även andra bloggares åsikter om Israel</a>, <a href="http://bloggar.se/om/yttrandefrihet" rel="tag">yttrandefrihet</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Aftonbladet" rel="tag">Aftonbladet</a>, <a href="http://bloggar.se/om/antisemitism" rel="tag">antisemitism</a>, <a href="http://bloggar.se/om/antisionism" rel="tag">antisionism</a>, <a href="http://bloggar.se/om/frihet" rel="tag">frihet</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Fredrik+Reinfeldt" rel="tag">Fredrik Reinfeldt</a>, <a href="http://bloggar.se/om/statsministern" rel="tag">statsministern</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Carl+Bildt" rel="tag">Carl Bildt</a>, <a href="http://bloggar.se/om/utrikesministern" rel="tag">utrikesministern</a>, <a href="http://bloggar.se/om/UD" rel="tag">UD</a>, <a href="http://bloggar.se/om/utrikesdepartementet" rel="tag">utrikesdepartementet</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Italien" rel="tag">Italien</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Franco+Frattini" rel="tag">Franco Frattini</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Cecilia+Julin" rel="tag">Cecilia Julin</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Egypten" rel="tag">Egypten</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Ahmed+Aboul-Gheit" rel="tag">Ahmed Aboul-Gheit</a>, <a href="http://bloggar.se/om/%F6stra+Jerusalem" rel="tag">östra Jerusalem</a>, <a href="http://bloggar.se/om/regeringen" rel="tag">regeringen</a>, <a href="http://bloggar.se/om/antisemitism" rel="tag">antisemitism</a>, <a href="http://bloggar.se/om/antisionism" rel="tag">antisionism</a>, <a href="http://bloggar.se/om/anti-Zionism" rel="tag">anti-Zionism</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Aftonbladet" rel="tag">Aftonbladet</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Carl+Bildt" rel="tag">Carl Bildt</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Fredrik+Reinfeldt" rel="tag">Fredrik Reinfeldt</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Swedish+Government" rel="tag">Swedish Government</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Franco+Frattini" rel="tag">Franco Frattini</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Italien" rel="tag">Italien</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Italy" rel="tag">Italy</a>, <a href="http://bloggar.se/om/anti-semitism" rel="tag">anti-semitism</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Israel" rel="tag">Israel</a>, <a href="http://bloggar.se/om/EU" rel="tag">EU</a>, <a href="http://bloggar.se/om/European+Union" rel="tag">European Union</a><a href="http://intressant.se/intressant"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Israeliska UD: Vi vill att Sverige ska ta avstånd från innehållet i Aftonbladets artikel]]></title>
<link>http://luckyforward.wordpress.com/2009/08/31/israeliska-ud-vi-vill-att-sverige-ska-ta-avstand-fran-innehallet-i-aftonbladets-artikel/</link>
<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 11:55:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>sapereau</dc:creator>
<guid>http://luckyforward.wordpress.com/2009/08/31/israeliska-ud-vi-vill-att-sverige-ska-ta-avstand-fran-innehallet-i-aftonbladets-artikel/</guid>
<description><![CDATA[Det framgår i Haaretz. En företrädare för det israeliska utrikesdepartementet säger följande: Vi beg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Det framgår i <a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/1111229.html" target="_blank">Haaretz</a>. En företrädare för det israeliska utrikesdepartementet säger följande:</p>
<blockquote><p>Vi begärde inte någon ursäkt och bad inte om ingripande mot tidningen eller journalisten, &#8212; Allt vi bad Sverige om var att ta avstånd från och fördöma innehållet i artikeln. Och vår ståndpunkt har inte förändrats.</p></blockquote>
<p>Att ett sådant avståndstagande av <em>innehållet</em> i artikeln skulle medföra ett yttrandefrihetsbrott, något som statsminister Reinfeldt påstod <a href="http://www.sr.se/cgi-bin/ekot/artikel.asp?Artikel=3051710" target="_blank">här</a>, det är, som framgår <a href="http://www.sapereaude.se/blog/?p=4795">här</a>, inte sant. Det går alltså mycket väl för sig att regeringen, <a href="http://www.varldenidag.se/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=5073&#38;Itemid=98" target="_blank">så som man gjort tidigare</a>, kritiserar ett innehåll i en tidningsartikel. Själva <em>publiceringen</em> är en helt annan sak. Men det är inte publiceringen som saken gäller.</p>
<p>Nu vill Italiens utrikesminister Franco Frattini, enligt samma Haaretz-artikel, att EU ska göra ett uttalande med innebörd att artiklar av detta slag är att anse som påtagligt antisemitiska, &#8220;acts of blatant anti-Semitism.&#8221; Frattini tänker ta upp saken i EU:s utrikesministermöte senare i veckan. Men <a href="http://www.dn.se/nyheter/sverige/italien-eu-bor-fordoma-aftonbladet-1.942074" target="_blank">det tänker inte Sverige</a>:</p>
<blockquote><p>- Från svensk sida har vi inga planer på att behandla den här frågan vid det informella utrikesministermötet i Stockholm, säger [UD:s kommunikationschef Cecilia] Julin, och låter från Bildt hälsa att uppgifterna måste komma av ett &#8220;italienskt missförstånd&#8221;.</p></blockquote>
<p>Den svenska hållningen tycks alltså, som <a href="http://carlbildt.wordpress.com/2009/08/22/fortsatt-viktig-debatt/" target="_blank">Bildt uttryckte saken</a>, vara &#8220;kristallklar&#8221;: Inga eftergifter åt Israel.</p>
<p>Än klarare tycks det bli om man beaktar att utrikesministern därefter bloggat vidare inför ett möte han skulle ha &#8211; och väl numera också haft &#8211; med den egyptiske utrikesministern Ahmed Aboul-Gheit. Bildt <a href="http://carlbildt.wordpress.com/2009/08/28/viktigt-besok-fran-egypten/" target="_blank">skriver</a> under rubriken &#8220;Viktigt besök från Egypten&#8221; att den</p>
<blockquote><p>israeliska bosättningspolitiken, inklusive i östra Jerusalem, är ett avgörande hinder för möjligheterna till framsteg.</p>
<p>Om detta – liksom om möjliga arabiska steg för att underlätta framsteg – kommer vi säkert att tala i dag.</p></blockquote>
<p>Alltså tycker utrikesministern att det finns anledning samråda med den egyptiske utrikesministern när det gäller att <em>framföra</em> israelkritik, men att diskutera med en kollega inom EU om att <em>kritisera</em> falsk och närmast antisemitisk israelkritik, det &#8220;finns det inga planer på&#8221; för att citera UD.</p>
<p>&#8220;All press på Israel&#8221;, det tycks därför alltjämt vara den svenska regeringens motto.</p>
<p>Länk: <a href="http://www.politikerbloggen.se/2009/08/31/23308/" target="_blank">Politikerbloggen</a>; <a href="http://www.svd.se/nyheter/inrikes/artikel_3441961.svd" target="_blank">SvD</a>; <a href="http://blogg.svd.se/ledarbloggen?id=15285" target="_blank">Ledarbloggen i SvD</a>: Bortförda pojken var död.</p>
<p>***</p>
<p>Läs även andra bloggares åsikter om <a href="http://bloggar.se/om/Israel" rel="tag">Israel</a>, <a href="http://bloggar.se/om/yttrandefrihet" rel="tag">yttrandefrihet</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Aftonbladet" rel="tag">Aftonbladet</a>, <a href="http://bloggar.se/om/antisemitism" rel="tag">antisemitism</a>, <a href="http://bloggar.se/om/antisionism" rel="tag">antisionism</a>, <a href="http://bloggar.se/om/frihet" rel="tag">frihet</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Fredrik+Reinfeldt" rel="tag">Fredrik Reinfeldt</a>, <a href="http://bloggar.se/om/statsministern" rel="tag">statsministern</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Carl+Bildt" rel="tag">Carl Bildt</a>, <a href="http://bloggar.se/om/utrikesministern" rel="tag">utrikesministern</a>, <a href="http://bloggar.se/om/UD" rel="tag">UD</a>, <a href="http://bloggar.se/om/utrikesdepartementet" rel="tag">utrikesdepartementet</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Italien" rel="tag">Italien</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Franco+Frattini" rel="tag">Franco Frattini</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Cecilia+Julin" rel="tag">Cecilia Julin</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Egypten" rel="tag">Egypten</a>, <a href="http://bloggar.se/om/Ahmed+Aboul-Gheit" rel="tag">Ahmed Aboul-Gheit</a>, <a href="http://bloggar.se/om/%F6stra+Jerusalem" rel="tag">östra Jerusalem</a>, <a href="http://bloggar.se/om/regeringen" rel="tag">regeringen</a><a href="http://intressant.se/intressant"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Ora l'Italia s'inventa l'ergastolo virtuale pur di riavere Battisti]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/09/12/ora-litalia-si-inventa-lergastolo-virtuale-pur-di-riavere-battisti/</link>
<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 21:36:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/09/12/ora-litalia-si-inventa-lergastolo-virtuale-pur-di-riavere-battisti/</guid>
<description><![CDATA[Rinviata la decisione del Supremo tribunale federale brasiliano sull&#8217;estradizione. Il procurat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>Rinviata la decisione del Supremo tribunale federale brasiliano sull&#8217;estradizione. Il procuratore Cesar Peluso favorevole a patto che l&#8217;Italia rinunci all&#8217;ergastolo commutano la condanna a una pena non superiore a 30 anni</h2>
<p>Valentina Perniciaro<em><br />
L’altro</em> 11 settembre 2009</p>
<p>Dopo otto mesi di stallo il “caso Battisti” è approdato nelle aule del Supremo tribunale federale brasiliano, equivalente alla nostre Corte Costituzionale. Su richiesta del governo italiano, nove magistrati dovranno pronunciarsi per decidere se sospendere o meno l’asilo politico concesso a gennaio a Cesare Battisti, ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo condannato in contumacia all’ergastolo per quattro omicidi, dal ministro della giustizia brasiliano Tarso Gendro. Il dibattimento non ha portato alla sentenza come ci si aspettava, ma ad una richiesta di sospensione che dia il tempo di esaminare ulteriormente le carte. A data da destinarsi, quindi. <img class="alignright size-full wp-image-3512" title="battisti01g" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/09/battisti01g.jpg" alt="battisti01g" width="300" height="230" />Cesare Battisti non era presente in aula, al contrario del rappresentante del ministero di Grazia e Giustizia Italo Ormanni e dell’ambasciatore italiano in Brasile. Dovessimo prender per buone le parole e l’enfasi della stampa italiana, immagineremmo già Cesare Battisti su un volo per l’Italia, con solide manette ai polsi. Urlano tutti giulivi, starnazzano ad un’estradizione praticamente ottenuta quando la realtà è chiaramente diversa e rivela una partita aperta, ancora tutta da giocare. Degli undici membri originari del Supremo tribunale federale saranno solamente nove quelli a votare: Meneses Direito è infatti scomparso da pochi giorni mentre Cesar de Melo ha deciso di astenersi su questo specifico caso. Dei nove magistrati sono stati otto ad essersi già pronunciati .Quattro a favore della richiesta italiana tra cui il giudice relatore Cezar Peluso, ed altri quattro hanno difeso la concessione dello status di rifugiato politico. Marco Aurelio de Mello, l’ultimo a dichiararsi pro-asilo politico ha fatto richiesta di sospendere il processo. Quello che la stampa italiana tende a non sottolineare e quasi ad occultare completamente è che anche i giudici che hanno votato per l’estradizione, hanno posto delle clausole che non saranno molto facili da gestire per il governo italiano. L’Italia fino a questo momento ha recitato la parte dello spettatore rumoroso ed arrogante; senza dover muovere alcun passo è stata a guardare con polemiche dai toni medievali e dagli atteggiamenti spesso razzisti a cui ormai stanno tentando di abituarci. Ma se l’Italia dovesse vincere questa prima battaglia si troverebbe comunque non poco in difficoltà per riuscire a sottostare alle leggi internazionali. Cezar Peluso, giudice relatore, quello che con più enfasi ha dichiarato di esser favorevole a veder tornare Battisti in Italia ha però posto come requisito minimo che l’ergastolo venga commutato ad una pena non superiore ai trent’anni, visto che in Brasile è stato abolito.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-3514" title="499445fa87604_zoom" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/09/499445fa87604_zoom1.jpg" alt="499445fa87604_zoom" width="500" height="333" />Ieri il ministro degli Esteri Franco Frattini è riuscito a dichiarare: “Spero che la decisione tenga conto del fatto che l’Europa è la culla dei diritti fondamentali e che se accadesse che un cittadino europeo fosse ritenuto rifugiato fuori dall’Europa significherebbe smentire che l’Europa ha una Carta dei diritti fondamentali e che ovviamente nessuno qui può essere torturato, perseguitato, né trattato indegnamente.”  Forse non è stato mai informato delle condizioni che vivono i detenuti in Italia, schiacciati da un sovraffollamento unico in Europa e dalle discriminazioni razziali ormai sancite con il nuovo pacchetto sicurezza, testo di legge che dovrebbe almeno farci stare silenziosi su come “trattiamo degnamente” le persone. C’è una differenza di fondo tra il Brasile e questo nostro starnazzante paese: nel rovesciare la dittatura, loro, hanno rivoluzionato anche il sistema penale, abolendo la pena di morte e l’ergastolo perché non rispettosi dei diritti umani fondamentali. E’ incostituzionale una condanna che porti scritto sopra “Fine Pena Mai”, è inconcepibile la ghigliottina legalizzata che nella nostra società appare così normale. Ma d’altronde siamo un paese che, nel rovesciare la propria dittatura, non ha sentito l’esigenza di cambiare anche il proprio codice penale: i nostri giudici sentenziano tuttora con il Codice Rocco tra le mani, non c’è altro da dire. Commutare l’ergastolo di Battisti con una pena inferiore ai trent’anni. Come faranno? Se riuscissero ad ottenere la sua estradizione si riaprirebbero le richieste anche per tutti gli altri militanti della lotta armata italiana rifugiati per la maggior parte in Francia, di cui molti ergastolani. Tolgono l’ergastolo a tutti? E chi, e non sono pochissimi, tra gli ex militanti delle Brigate Rosse sta ancora scontando la pena dopo 32 anni di carcerazione? Anche i loro di ergastoli cancelliamo o continueremo a non concedergli nemmeno la condizionale? Ministri e deputati, giudici e magistrati,  giornalisti e parolai che già cantano vittoria in attesa di brindare attorno al nuovo corpo in catene che rientra in patria, inizino a pensare come gestire questo cavillo non da poco posto dai colleghi sudamericani.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Link</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong></strong><a href="../2009/09/16/le-consegne-straordinarie-degli-esuli-della-lotta-armata/">Le consegne straordinarie degli esuli della lotta armata</a><a href="http://apesardevc19641985.blogspot.com/2009/09/caso-battisti-fabula-do-ergastolo.html"><br />
</a></p>
<p style="text-align:center;"><strong></strong><a href="../2009/03/25/%C2%ABcaro-lula-in-italia-di-ergastolo-si-muore%C2%BB/">Caro Lula, in Italia di ergastolo si muore</a><br />
<strong><br />
</strong><a href="http://apesardevc19641985.blogspot.com/2009/09/caso-battisti-fabula-do-ergastolo.html">Caso Battisti fabula do ergastolo</a><br />
<a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/09/13/estradizione-cesare-battisti-la-menzogna-dellergastolo-virtuale/">Governo italiano so obtem-extradicoes<br />
Estradizione Cesare Battisti, la menzogna dell&#8217;ergastolo virtuale</a><br />
<a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/09/12/cesare-battisti-un-capro-espiatorio/">Cesare Battisti, un capro espiatorio</a><br />
<a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/09/11/brasile-rinviata-la-decisione-sullestradizione-di-battisti/">Brasile, rinviata la decisione sull&#8217;estradizione di Battisti</a><br />
<a href="../2009/07/01/2009/04/25/2009/01/27/il-brasile-respinge-la-richiesta-destradizione-di-battisti-lanomalia-e-tutta-italiana/">Brasile: niente asilo politico per Cesare Battisti<br />
Il Brasile respinge la richiesta d’estradizione di Battisti, l’anomalia è tutta italiana<br />
Scontro tra Italia e Brasile per l’asilo politico concesso a Battisti</a><br />
<a href="../2009/07/01/2009/04/25/2009/02/08/tarso-gendro-%C2%ABlitalia-e-chiusa-ancora-negli-anni-di-piombo%C2%BB/">Tarso Gendro: “L’Italia è chiusa ancora negli anni di piombo”</a><br />
<a href="../2009/07/01/2009/04/25/2009/02/06/crisi-diplomatica-tra-italia-e-brasile-per-il-caso-battisti-richiamato-lambasciatore-valensise/">Crisi diplomatica tra Italia e Brasile per il caso Battisti richiamato l’ambasciatore Valensise</a><br />
<a href="../2009/07/01/2009/04/25/2009/03/25/%c2%abcaro-lula-in-italia-di-ergastolo-si-muore%c2%bb/Stralci%20della%20decisione%20del%20ministro%20brasiliano%20della%20giustizia%20Tarso%20Genro">Stralci della decisione del ministro brasiliano della giustizia Tarso Genro</a><br />
<a href="../2009/07/01/2009/04/25/2009/01/25/testo-integrale-della-lettera-di-lula-a-napolitano/">Testo integrale della lettera di Lula a Napolitano</a><br />
<a href="../2009/07/01/2009/04/25/2009/02/08/caso-battisti-una-guerra-di-pollaio/">Caso Battisti: una guerra di pollaio</a><br />
<a href="../2009/07/01/2009/04/25/2009/02/08/dove-vuole-arrivare-la-coppia-battisti-vargas/">Dove vuole arrivare la coppia Battisti-Vargas?<br />
</a><a href="../2009/07/01/2009/04/25/2009/02/08/caso-battisti-risposta-a-fred-vargas/">Risposta a Fred Vargas</a><br />
<a href="../2009/07/01/2008/10/14/la-francia-rinuncia-allestradizione-di-marina-petrella/">Corriere della Sera: la coppia Battisti Vargas e la guerra di pollaio</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="../2009/07/01/2009/04/25/2008/06/19/storia-della-dottrina-mitterrand/">Storia della dottrina Mitterrand</a><br />
<a href="../2009/07/01/2007/08/25/una-storia-politica-dell%e2%80%99amnistia/">Dalla dottrina Mitterrand alla dottrina Pisanu</a><br />
<a href="../2009/07/01/2004/12/01/la-fine-dellasilo-politico/">La fine dell’asilo politico</a><br />
<a href="../2009/07/01/2004/07/01/dalla-vendetta-giudiziaria-alla-soluzione-politica/">Vendetta giudiziaria o soluzione politica?<br />
</a><a href="../2009/07/01/2009/04/25/2006/09/18/il-caso-italiano-lo-stato-di-eccezione-giudiziario/">Il caso italiano: lo stato di eccezione giudiziario</a><br />
<a href="../2009/07/01/2002/10/03/europe-des-libertes-ou-europe-des-polices/">Giorgio Agamben, Europe des libertes ou Europe des polices?</a><br />
<a href="../2009/07/01/2002/09/27/francesco-cossiga-%e2%80%9ceravate-dei-nemici-politici-non-dei-criminali/">Francesco Cossiga, “Eravate dei nemici politici, non dei criminali”</a><br />
<a href="../2009/07/01/2002/09/27/cossiga/">Francesco Cossiga, “Vous étiez des ennemis politiques pas des criminels”</a><br />
<a href="../2009/07/01/2009/01/03/universita-della-sapienza-il-seminario-sugli-anni-70-della-pantera/">Tolleranza zero, il nuovo spazio giudiziario europeo<br />
Il Nemico inconfessabile, sovversione e lotta armata nell’Italia degli anni 70<br />
</a><a href="../2009/07/01/2009/02/01/anni-70/"> Il nemico inconfessabile, </a><a href="../2009/07/01/2009/02/01/anni-70/">anni 70</a><a href="../2009/07/01/2009/04/25/2004/12/01/dalla-dottrina-mitterrand-alla-dottrina-pisanu/"><br />
</a><a href="../2009/07/01/2009/04/25/2006/05/19/un-kidnapping-sarkozien/">Un kidnapping sarkozien</a><br />
<a href="../2009/07/01/2008/10/14/la-francia-rinuncia-allestradizione-di-marina-petrella/"><br />
La Francia rinuncia all’estradizione di Marina Petrella</a><br />
<a href="../2009/07/01/2008/08/06/la-francia-ha-deciso-di-scarcerare-marina-petrella/">La Francia ha deciso di scarcerare Marina Petrella</a><br />
<a href="../2009/07/01/2008/08/06/%C2%ABquando-si-parla-di-confini-dell%E2%80%99umanita-vuol-dire-che-se-ne-sta-escludendo-una-parte%C2%BB/">Scalzone, “Quando si parla di confini dell’umanita vuol dire che se ne sta escludendo una parte”</a><br />
<a href="../2009/07/01/2008/07/24/marina-petrella-ricoverata-in-ospedale-ma-sempre-agli-arresti/">Marina Petrella ricoverata in ospedale ma sempre agli arresti</a><br />
<a href="../2009/07/01/2008/07/17/mediapart/">La vera impunità è la remunerazione dei pentiti</a><br />
<a href="../2009/07/01/2008/07/01/peggiorano-le-condizioni-di-salute-di-petrella/">Peggiorano le condizioni di salute di Marina Petrella</a><br />
<a href="../2009/07/01/2008/06/11/lettera-da-parigi-della-figlia-di-marina-petrella/">Lettera da Parigi della figlia di Marina Petrella</a><br />
<a href="../2009/07/01/2008/06/11/marina-petrella-sara-estradata-addio-alla-dottrina-mitterrand/">Marina Petrella sarà estradata, addio alla dottrina Mitterrand</a></p>
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