<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>fsf &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/fsf/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "fsf"</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 03:08:28 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[La Free Software Foundation logra un acuerdo con PayPal]]></title>
<link>http://tuxfiles.wordpress.com/2009/11/26/la-fsf-logra-un-acuerdo-con-paypal/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 17:06:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Develux</dc:creator>
<guid>http://tuxfiles.wordpress.com/2009/11/26/la-fsf-logra-un-acuerdo-con-paypal/</guid>
<description><![CDATA[Extraido de VivaLinux! &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Extraido de VivaLinux!</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<blockquote><p>La Free Software Foundation (FSF) ha agradecido públicamente a PayPal por resolver el problema de sus términos y condiciones de uso cuando se aplican a proyectos de Software Libre. PayPal es a menudo usado por ese tipo de proyectos como una conveniente forma de aceptar donaciones, pero recientemente la FSF descubrió que PayPal había agregado una licencia de software privativo a su acuerdo de uso, que simplemente no podía aceptar. En ese momento decidió contactar con PayPal para averiguar si se podía llegar a un acuerdo.</p>
<p>Increíblemente, PayPal no sólo exceptuó a la FSF de las polémicas disposiciones en cuestión, sino que además aseguró que actualizará el año que viene su acuerdo de uso para asegurar que toda la comunidad del Software Libre pueda continuar recibiendo y haciendo pagos sin tener que por eso tengan que aceptar una licencia de software propietaria.</p></blockquote>
<p style="text-align:right;">Visto en: <a href="http://www.vivalinux.com.ar/biz/fsf-y-paypal" target="_blank">VivaLinux!</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GNU/Linux non e' Windows]]></title>
<link>http://idl3.wordpress.com/2009/11/23/gnulinux-non-e-windows/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:22:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>idl3</dc:creator>
<guid>http://idl3.wordpress.com/2009/11/23/gnulinux-non-e-windows/</guid>
<description><![CDATA[Sapete benissimo che GNU/Linux non e&#8217; Windows, sembra scontato, eppure tanti utenti di GNU/Lin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sapete benissimo che <strong>GNU/<a href="http://arcadia.stefanochizzolini.it/common/contents/it/gnu-linux/LNW.htm">Linux non e&#8217; Windows</a></strong>, sembra scontato, eppure tanti utenti di GNU/Linux <strong>si comportano come se stessero usando Windows</strong>, e altri vorrebbero che GNU/Linux <strong>diventasse come Windows</strong>. Ci sono utenti GNU/Linux che nella pratica si comportano <strong>come se usassero Windows</strong>. Impossibile direte voi, eppure se avrete la pazienza di seguirmi in questo mio <strong>tortuoso ragionamento</strong> alla fine forse qualcuno di voi potrebbe addirittura pensare che <strong>non ho poi tutti i torti</strong> [<a href="#gnulnew1">1</a>]<a name="gnulnewa">.</a></p>
<p>Tutti voi vedendo il titolo risponderete: &#8220;<em>Ma va?</em>&#8220;, pero&#8217; <strong>non basta</strong> sapere che GNU/Linux non e&#8217; Windows, <strong>bisogna anche sapere cosa differenzia i due sistemi</strong>. Le differenze che prendo in esame in questo post <strong>non sono quelle tecniche</strong> (che spero conosciate), ma quelle ben piu&#8217; importanti <strong>differenze filosofiche</strong> e dei due <strong>modelli di <em>business</em></strong>. Qui parlo di <strong>Windows</strong> (per comodita&#8217;), ma il discorso vale per <strong>qualunque software proprietario</strong>.</p>
<p><img src="http://idl3.wordpress.com/files/2009/11/microsoft_logo.jpg?w=150" alt="" title="microsoft_logo" width="150" height="120" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1103" /><strong>SISTEMA PROPRIETARIO</strong> &#8211; Infatti <strong>Windows e&#8217; un sistema proprietario</strong>, chiuso, appartiene ad una societa&#8217; (<strong>Microsoft</strong>) che <strong>punta al profitto</strong>. Per poter usare Windows dovete <strong>pagare la sua licenza d&#8217;utilizzo</strong>, una licenza che vi permette di usare Windows <strong>a determinate condizioni e con dati limiti</strong>. Questo avviene perche&#8217; la Microsoft e&#8217; la <strong>proprietaria</strong> del SO Windows, e ne vende la licenza d&#8217;uso <strong>per guadagnare</strong>. Ovviamente la licenza <strong>tutela il proprietario</strong> (Microsoft) e non l&#8217;utilizzatore (noi), cosi&#8217; in mezzo ai tanti limiti ci viene <strong>vietata</strong> la <strong>modifica</strong>, la <strong>copia</strong>, la <strong>condivisione</strong> e tante altre cose (provate a leggervi la <acronym title="End User License Agreement">EULA</acronym> tanto per farvi un&#8217;idea).</p>
<p>Inoltre mentre a voi vengono imposti divieti e obblighi, <strong>la Microsoft si auto-concede diritti</strong>, come ad esempio quello di installarvi aggiornamenti di sicurezza e altri software <strong>senza comunicarvelo</strong> direttamente, ma &#8220;<em>facendo ragionevoli sforzi per mostrare, su un sito web, la ragione di questi aggiornamenti</em>&#8221; (letto nella licenza di Windows XP).</p>
<p>Inutile che urliate allo scandalo, se comprate la licenza automaticamente <strong>accettate le condizioni in essa contenute e vi impegnate a rispettarle</strong>.</p>
<p><img src="http://idl3.wordpress.com/files/2009/11/gnu-linux.png?w=150" alt="" title="GNU-Linux" width="150" height="138" class="alignright size-thumbnail wp-image-1032" /><strong>SISTEMA LIBERO</strong> &#8211; Quando invece installate un <strong>sistema GNU/Linux</strong>, accettate una <strong>licenza libera</strong>. La piu&#8217; diffusa e&#8217; la <strong>GPL</strong>, ma alcuni programmi ne hanno altre (BSD ad esempio). Il discorso cambia nel caso in cui&#8221;<em>sporchiate</em>&#8221; (voi o chi ha creato quella distribuzione) il sistema con software non libero o addirittura chiuso. Ma consideriamo un <strong>bravo utente GNU/Linux che lascia il suo sistema con solo software sotto GPL</strong>. In questo caso avremo la <strong>licenza GPL</strong>, che fornisce <strong>diritti sia all&#8217;autore del software sia a voi utilizzatori</strong>.</p>
<p>L&#8217;autore viene garantito dal <strong>rischio di furto</strong>, il software non puo&#8217; essere reso proprietario (chiuso), l&#8217;utente finale puo&#8217; <strong>modificare</strong>, <strong>copiare</strong>, <strong>vendere</strong> e/o <strong>regalare</strong> il software <strong>purche&#8217; non modifichi la licenza</strong> (clausola che alcuni considerano un forte limite della liberta&#8217;, ma che io vedo come <a href="http://idl3.wordpress.com/2009/11/17/dont-feed-the-leeches/">garanzia di liberta&#8217;</a>).</p>
<p>Ovviamente questo tipo di licenza rende <strong>impensabile utilizzare il modello di business della Microsoft</strong> con i sistemi GNU/Linux, perche&#8217; ad essere venduto non e&#8217; piu&#8217; il diritto di utilizzare entro certi limiti il software, ma al limite puo&#8217; essere <strong>venduto un servizio che sta dietro il software</strong> (manutenzione, assistenza, installazione, configurazione personalizzata ecc.). Insomma <strong>non si paga il software, ma l&#8217;uomo</strong> (o gli uomini) che ci forniscono il servizio collegato al software. Perche&#8217; GNU/Linux e&#8217; un sistema <strong>aperto</strong>, <strong>libero</strong>, e non ha proprietari. Cio&#8217; non impedisce ovviamente la presenza di alcune distribuzioni che vengono vendute da societa&#8217; (<acronym title="SUSE Linux Enterprise">SLE</acronym> e <acronym title="Red Hat Enterprise Linux">RHEL</acronym>) ed altre che vengono distribuite da societa&#8217; (OpenSUSE, Fedora e Ubuntu). Anche se (come ho appena scritto) non e&#8217; il software ad essere venduto, ma i servizi che ci sono dietro.</p>
<p>Capisco che <strong>il discorso potrebbe essere complesso</strong>, e&#8217; anche difficile trovare una qualunque <strong>metafora</strong> esemplificativa. Proviamo cosi&#8217;:</p>
<blockquote><p>&#8220;Windows e&#8217; come <strong>un libro scritto da altri</strong> che voi potete <strong>solo leggere</strong>. GNU/Linux e&#8217; come un libro che non solo potete riscrivere, ma potete pure rivendere o ridistribuire, prestare o regalare, <strong>a patto che permettiate agli altri di fare lo stesso</strong>. Se volete un libro scritto apposta per voi, potete <strong>pagare uno scrittore</strong> perche&#8217; vi scriva un libro GNU/Linux, e potete pagarlo anche perche&#8217; ve lo legga lui, o per modificarvi alcune parti, o per sottolinearvelo o farvi un riassunto. Ovviamente potete anche <strong>farvele voi</strong> queste cose col libro GNU/Linux, o potete <strong>creare una comunita&#8217;</strong> di volontari che lo faccia, o <strong>creare una societa&#8217;</strong> per farlo e poi <strong>rivendere</strong> il libro cosi&#8217; creato (sempre a patto che lo vendiate con la stessa licenza).&#8221;</p></blockquote>
<p>Il fatto che la <strong>licenza</strong> GNU/Linux sia <strong>libera</strong> rende possibile la <strong>gratuita&#8217;</strong> del sistema (cio&#8217; non toglie come abbiamo visto anche la possibilita&#8217; di guadagnare), ma porta con se anche <strong>alcuni limiti</strong>. Ad esempio <strong>non possiamo pretendere che il SO ci funzioni subito alla perfezione</strong>, essendo libero possiamo <strong>modificarlo</strong> noi a nostro piacere, o possiamo <strong>pagare</strong> qualcuno che lo faccia per noi. Ma francamente, per quanto mi sforzi, questo <strong>non mi sembra proprio un limite</strong>.</p>
<p><img src="http://idl3.wordpress.com/files/2009/11/abaco.gif?w=150" alt="" title="abaco" width="150" height="89" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1206" /><strong>DROGA TECNOLOGICA</strong> &#8211; Riprendiamo un attimo il discorso del software proprietario. Siccome <strong>i clienti non sono infiniti</strong> e il software invece <strong>non viene consumato</strong> (per intenderci, non e&#8217; una mela che una volta mangiata non ce l&#8217;avete piu&#8217;), si pone il problema di <strong>come continuare a guadagnare</strong>. Cosi&#8217; la <strong>Microsoft</strong> (ma in generale tutti i produttori di software e in generale di prodotti non consumabili) ha inventato una <strong>droga</strong>, quella <strong>tecnologica</strong>. Cosi&#8217; un prodotto improvvisamente diventa <strong>vecchio</strong>, <strong>obsoleto</strong>, da cambiare. Dopo un certo periodo dall&#8217;uscita di un SO Windows, la Microsoft prepara <strong>una nuova versione</strong>, un nuovo SO Windows che vada a rimpiazzare il vecchio, per venderlo sia agli eventuali <strong>nuovi consumatori</strong> entrati nel mercato, sia ai <strong>vecchi consumatori</strong>. Si chiama <strong>obsolescenza programmata</strong>. Questa pratica consiste nel <strong>rendere periodicamente necessaria</strong> (ma non sempre giustificata) <strong>la sostituzione</strong> di hardware e software o solo software del sistema.</p>
<p>Questo lo si fa principalmente in <strong>due modi</strong>. Si rilasciano <strong>nuove versioni di software</strong> vantando il fatto che sia <strong>piu&#8217; performante</strong> (a patto di avere l&#8217;hardware adatto) o si rilascia <strong>nuovo hardware</strong>, dicendo che <strong>aumenta le prestazioni</strong> (a patto di usare la nuova versione del software che implementa le caratteristiche del nuovo hardware). C&#8217;e&#8217; anche un altro sistema, che e&#8217; quello di rendere vecchio il software (o l&#8217;hardware) nella <strong>percezione</strong> degli utenti. Questo puo&#8217; essere fatto in tanti modi, l&#8217;esempio classico e&#8217; quello di <strong>mostrare un sistema avanzatissimo</strong> (ancora in fase di progettazione o poco piu&#8217;) e tirare fuori poco dopo un sistema che c&#8217;entra pochissimo con quello avanzatissimo, ma ne ha alcune <strong>piccole caratteristiche</strong> (spesso solo estetiche).</p>
<p>Tutto cio&#8217; porta il consumatore a ritenere <strong>necessario</strong> cambiare hardware o software o entrambi. Il piu&#8217; delle volte questa necessita&#8217; <strong>non e&#8217; reale ma mentale</strong>, per questo l&#8217;ho chiamata <strong>droga tecnologica</strong>, il consumatore sente il bisogno di nuovo software, o nuovo hardware, anche se in realta&#8217; potrebbe benissimo farne a meno, <strong>se non fosse drogato</strong>.</p>
<p><img src="http://idl3.wordpress.com/files/2009/11/winlinux.jpg?w=150" alt="" title="winlinux" width="150" height="87" class="alignright size-thumbnail wp-image-1207" /><strong>DIFFERENZE</strong> &#8211; Possiamo riassumere le differenze tra i due SO in questa frase:</p>
<blockquote><p>&#8220;Windows e&#8217; nato per essere <strong>utilizzabile da tutti</strong>, GNU/Linux e&#8217; nato per poter essere <strong>utilizzato tutto</strong>&#8220;</p></blockquote>
<p>Significa che la Microsoft &#8211; dovendo vendere un prodotto (o meglio il suo uso) &#8211; deve <strong>garantire la sua utilizzabilita&#8217;</strong>, chiunque deve essere in grado di utilizzarlo qualunque siano (piu&#8217; o meno) le sue <strong>capacita&#8217;</strong>. Ma <strong>GNU/Linux e&#8217; diverso</strong>, e&#8217; nato per essere <strong>totalmente utilizzabile</strong>, ovviamente chi lo vuole usare completamente deve avere <strong>grandi capacita&#8217;</strong>, mentre chi lo vuole usare in poche parti basta abbia <strong>minime conoscenze</strong> (comunque <strong>deve sapere quello che sta facendo</strong>). Il bello di GNU/Linux e&#8217; che <strong>chiunque abbia la volonta&#8217; di leggere, sperimentare, imparare, testare puo&#8217; usare il sistema come vuole</strong>.</p>
<p>Veniamo quindi al cuore del post, perche&#8217; se e&#8217; vero che le differenze in via teorica sono ben chiare a tutti (o quasi), nella pratica <strong>tanti utenti GNU/Linux dimenticano di non essere utenti Windows</strong>. Cosi&#8217; <a href="http://idl3.wordpress.com/2009/11/10/la-botte-piena-e-la-moglie-ubriaca/">pretendono</a> che il proprio SO GNU/Linux <strong>funzioni alla perfezione</strong> e <strong>senza &#8220;<em>sbattimenti</em>&#8220;</strong> sul proprio hardware e con tutto il software che vogliono, <strong>pretendono che sia tutto semplice e non richieda loro alcuno sforzo</strong>.</p>
<p>Altri invece vorrebbero che GNU/Linux avesse <strong>la stessa diffusione</strong> dei sistemi Microsoft, o addirittura li <strong>superasse</strong>. Questo <strong>desiderio</strong> se da un lato puo&#8217; essere una <strong>comprensibile</strong> ambizione (dettata dall&#8217;orgoglio), dall&#8217;altro e&#8217; <strong>irrealistico</strong> data la situazione attuale. In questo ambizioso progetto di &#8220;<em>portare GNU/Linux alle masse</em>&#8221; non ci riusci&#8217; <strong>Mandrake Linux</strong> e non ci riuscira&#8217; <strong>Ubuntu</strong> (basta guardare la <a href="http://idl3.wordpress.com/2009/11/05/dati-alla-mano-quote-di-mercato-dei-so/">quota di mercato di GNU/Linux</a> che <strong>non va oltre il 2%</strong> ad essere ottimisti). Anzi, il progetto potrebbe essere addirittura <strong>pericoloso</strong>, perche&#8217; la <strong>diffusione</strong> (per il livello di conoscenza attuale degli utenti) non puo&#8217; non andare di pari passo con la <strong>semplificazione</strong> e dunque con la <strong>limitazione delle liberta&#8217;</strong>. A mio avviso <strong>non e&#8217; possibile semplificare un sistema a meno di imporre alcuni limiti tipici dei sistemi chiusi</strong>. E attualmente non credo sia possibile ottenere la perfetta compatibilita&#8217; con l&#8217;hardware e l&#8217;altro software a meno di <strong>accordi</strong>, che per essere conclusi richiedono la presenza di una <strong>grossa societa&#8217;</strong> dietro il SO, societa&#8217; che inevitabilmente avra&#8217; come scopo quello del <strong>profitto</strong> (semplifico, ma l&#8217;idea e&#8217; questa). In sostanza <strong>GNU/Linux per essere come Windows dovrebbe diventare come Windows</strong>. Ma GNU/Linux non e&#8217; Windows, e chi crea, sviluppa, diffonde GNU/Linux e aiuta chi lo usa non e&#8217; la Microsoft. Quindi non ha gli stessi obiettivi della Microsoft. Almeno spero.</p>
<p>Non so voi, ma <strong>io francamente preferisco che GNU/Linux mantenga tutte le sue differenze rispetto a Windows</strong>, con i suoi <strong>pregi</strong> e i suoi <strong>difetti</strong>. Purtroppo tanti utenti <strong>vedono i propri difetti come difetti di GNU/Linux</strong>.</p>
<p><img src="http://idl3.wordpress.com/files/2009/09/gnu-small.png" alt="" title="GNU" width="145" height="140" class="alignleft size-full wp-image-168" /><strong>LA FILOSOFIA <acronym title="GNU is Not Unix">GNU</acronym></strong> &#8211; Questo <strong>equivoco</strong> e questo <strong>comportamento</strong> da parte di tanti utenti GNU/Linux forse si puo&#8217; far risalire addirittura con l&#8217;avvento di <acronym title="Desktop Environment">DE</acronym> e distribuzioni &#8220;<em>semplificatrici</em>&#8220;, oppure piu&#8217; recentemente con la nascita di <strong>distribuzioni che sono riuscite ad attrarre un gran numero di utenti</strong> come mai si era visto nel mondo GNU/Linux. Per il nostro orgoglio questo e&#8217; <strong>un bene</strong>, significa diffondere GNU/Linux, ma purtroppo <strong>non sempre coincide con la diffusione della filosofia</strong> che sta dietro GNU/Linux.</p>
<p>Usare un sistema GNU/Linux significava, e fortunatamente per alcuni significa ancora, <strong>condividere la <a href="http://www.gnu.org/philosophy/philosophy.it.html">filosofia del progetto <acronym title="GNU is Not Unix">GNU</acronym></a></strong>, ora purtroppo tanti hanno perso questo <strong>stretto legame</strong>, vedendo nei sistemi GNU/Linux solo <strong>Linux con vario software piu&#8217; o meno libero</strong> &#8220;<em>basta che funzioni</em>&#8220;, perdendo cosi&#8217; anche l&#8217;importanza del software libero e della <strong>collaborazione in tutte le sue forme</strong>. Perche&#8217; non tutti hanno le <strong>capacita&#8217; per programmare</strong>, ma alcuni possono <strong>aiutare economicamente</strong>, ad esempio <a href="http://fsfe.org/donate/donate.it.html">sostenendo la <acronym title="Free Software Foundation Europe">FSFE</acronym></a> (o anche direttamente la <a href="http://www.fsf.org/"><acronym title="Free Software Foundation">FSF</acronym></a>) [<a href="#gnulnew2">2</a>]<a name="gnulnewb">.</a> Chi non ha ne&#8217; conoscenze informatiche ne&#8217; possibilita&#8217; economiche <strong>puo&#8217; aiutare in mille altri modi</strong>: segnalando bug, problemi vari, dando <strong>consigli</strong>, incoraggiando chi sviluppa o <strong>complimentandosi</strong> con loro, facendo <strong>critiche costruttive</strong>, parlando e <strong>scrivendo del mondo GNU/Linux</strong>, traducendo o scrivendo <strong>guide</strong>, ecc.</p>
<p>Insomma, <strong>si puo&#8217; collaborare in tanti modi</strong>, ma se usate GNU/Linux solo per <strong>pretende ed esige con arroganza</strong> che altri facciano qualcosa, allora, <strong>meglio torniate a usare Windows</strong>, almeno li le vostre pretese sono dirette verso chi e&#8217; <strong>pagato per sentire i reclami</strong>.</p>
<p>[<a name="gnulnew1">1</a>] In realta&#8217; il tema non e&#8217; per nulla complesso, anzi, e&#8217; abbastanza semplice. E&#8217; la mia esposizione ad essere tortuosa, ma spero non lo sia cosi&#8217; tanto da rendere incomprensibile il post. [<a href="#gnulnewa">^</a>]<br />
[<a name="gnulnew2">2</a>] Come ad ogni fine d&#8217;anno anche questa volta la FSFE lancia una campagna di raccolta fondi, siete tutti invitati a fare cio&#8217; che potete, anche se non potete donare invitate gli altri a farlo, comunicando nei vostri blog che <a href="http://fsfe.org/donate/letter-2009.it.html">la FSFE ha bisogno del nostro sostegno</a>. [<a href="#gnulnewb">^</a>]</p>
<hr />
<p style="text-align:right;"><a href="#content" title="torna su">[^] torna su</a>&#160;&#124;&#160;<a href="http://postli.com/post?u=http://idl3.wordpress.com/2009/11/23/gnulinux-non-e-windows/&#38;t=GNULinux non è Windows" title="Post to Postli" style="color:blue;text-decoration:none;">post<span style="color:orange;">&#60;</span><span style="color:red;">li</span><span style="color:orange;">&#62;</span></a>&#160;&#124;&#160;<a href="http://www.wikio.it/vote?url=http://idl3.wordpress.com/2009/11/23/gnulinux-non-e-windows/" target="_blank"><img src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio2.gif" border="0" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Por que software livre é importante para você?]]></title>
<link>http://gavranha.wordpress.com/2009/11/12/por-que-software-livre-e-importante-para-voce/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:54:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>gavranha</dc:creator>
<guid>http://gavranha.wordpress.com/2009/11/12/por-que-software-livre-e-importante-para-voce/</guid>
<description><![CDATA[A Fundação do Software Livre está promovendo um concurso de vídeos com o tema aí do títutlo. Aceitam]]></description>
<content:encoded><![CDATA[A Fundação do Software Livre está promovendo um concurso de vídeos com o tema aí do títutlo. Aceitam]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Richard M Stallman dan Saya....]]></title>
<link>http://cakanas.wordpress.com/2009/11/11/richard-m-stallman-dan-saya/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 12:35:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>cakanas</dc:creator>
<guid>http://cakanas.wordpress.com/2009/11/11/richard-m-stallman-dan-saya/</guid>
<description><![CDATA[Silahkan dicap narsis, atau hanya cari tampang, atau memang kenyataanya begitu&#8230;. 8 Nopember 20]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Silahkan dicap narsis, atau hanya cari tampang, atau memang kenyataanya begitu&#8230;. 8 Nopember 20]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Software libre IV]]></title>
<link>http://jummp.wordpress.com/2009/11/07/software-libre-iv/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 03:00:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>jummp</dc:creator>
<guid>http://jummp.wordpress.com/2009/11/07/software-libre-iv/</guid>
<description><![CDATA[En cualquier caso y esto es importante, todo software que sea desarrollado para la administración pú]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>En cualquier caso y esto es importante, todo software que sea desarrollado para la administración pública debe ser liberado con una licencia libre (lo ideal sería que se acogiera a alguna auspiciada por la Free Software Foundation). En España y en algunas de sus Comunidades Autónomas se han dado avances significativos en este sentido, pero lejos, muy lejos todavía de que el mayor porcentaje de software desarrollado para las mismas sea accesible libremente. Aqui queda mucho por mejorar y no solo en lo anterior, sino en la participación de las administraciones ya sea económicamente, a través de empresas de desarrollo de software o con personal interno en comunidades de desarrollo de software libre, seguro que darían un impulso importante a bastantes proyectos que son de gran interés y por supuesto una alternativa tan buena o mejor que las soluciones propietarias que se puedan adquirir y más baratos y efectivos que soluciones que la administración quiera desarrollar desde cero.</p>
<p>También soy partidario de que las administraciones (con su debido plan de migración y gestión del cambio correspondiente y sin precipitaciones) deben abordar una paulatina incorporación de soluciones libres dentro del ámbito del puesto de trabajo. Por supuesto que no es nada sencillo un plan de estas características, por supuesto que es necesario analizar caso por caso, por supuesto que puede requerir mucho tiempo hacerlo, por supuesto que habrá componentes software que no serán recomendables migrar (y no se deberán por tanto migrar), pero creo que es un ejercicio de responsabilidad por lo menos intentar esta evolución y no lo digo solo por el ahorro de costes, por motivos de seguridad, etc&#8230;, sino como una forma de apoyar a una causa justa y que lleva consigo unos beneficios muy importantes para la sociedad.</p>
<p>Eso sí, hay una cosa en la que no estoy de acuerdo y es en la proliferación del desarrollo y mantenimiento de distribuciones Linux (aún basadas en otras) en las distintas comunidades autónomas. La iniciativa de acercar Linux a las aulas, de promocionar este sistema operativo me parece fantástica a la par que necesaria, pero no necesariamente el camino debe ser el desarrollo de distribuciones particulares, ya que existen suficientes distribuciones Linux para que no sea necesario utilizar este tipo de estrategias. Ese dinero que se invierte en el desarrollo de estas distribuciones, perfectamente podría ser utilizado para fomentar otros proyectos de software libre, para formación en la materia o si se quiere para ayudar o contratarle soporte a la comunidad, empresa u organización que ha desarrollado la distribución Linux elegida.</p>
<p>Lo comentado sobre el uso del software libre en las administraciones lo extrapolo al conjunto de instituciones privadas, ya que si los deberes se realizan adecuadamente, se identifica que es migrable, que no es migrable, se establece un plan para hacerlo, una gestión del cambio adecuada y se elige un momento óptimo a partir del cual comience este proceso (que puede durar años) no tendría necesariamente que provocar problemas a la empresa y los beneficios aplicables al uso de esta estrategia no tardarán mucho en llegar. ¿Por qué digo que las administraciones deben migrar y con las empresas no soy tan tajante? Pues porque en el primer caso pago yo y asumo por tanto mi margen de responsabilidad y en el segundo porque las empresas se nutren de capital privado y ellas mejor que nadie saben qué es lo que tienen que hacer con su dinero y cuáles son sus prioridades.</p>
<p>Desde siempre se ha considerado a Microsoft como el enemigo público número uno del software libre, como suele pasar, estas calificaciones no se regalan. En este caso tuvo muchísimo que ver la actitud y visión comercial de Bill Gates y el comportamiento del gigante de Redmond a lo largo de los años. No obstante, como he indicado en algún post anterior, Microsoft es sólo uno de tantos y son esos tantos los que están sacando una gran tajada de que la atención y la &#8220;mala fama&#8221; se la lleve esta empresa, ya que gran parte del éxito de una empresa lo da su imagen.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Software libre III]]></title>
<link>http://jummp.wordpress.com/2009/11/06/software-libre-iii/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 03:00:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>jummp</dc:creator>
<guid>http://jummp.wordpress.com/2009/11/06/software-libre-iii/</guid>
<description><![CDATA[Para muchos la visión de la &#8220;pureza de sangre&#8221; del software libre (o todo libre o nada) ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Para muchos la visión de la &#8220;pureza de sangre&#8221; del software libre (o todo libre o nada) hacen que la Free Software Foundation y Richard Stallman sean considerados unos extremistas. Yo no comparto completamente su doctrina (una cosa es que entienda que el concepto de software libre sea estrictamente ese y otra bien distinta es que considere que aunque el software libre sea la meta (tal vez utópica) a la que debemos llegar, no tenga en cuenta otras alternativas) y hago uso de software no libre tanto en sistemas operativos libres como en sistemas operativos no libres, así como puedo llegar a entender (y compartir) estrategias comerciales de empresas de desarrollo de software que no se basen en software libre. Más adelante explicaré mis razones. Pero independientemente de eso, veo necesaria la existencia de personas e instituciones que defiendan el software libre, su progresiva expansión y nos prevengan de riesgos próximos y futuros sobre la integridad y accesibilidad de la información, sobre la continuidad de la filosofía del software libre, etc&#8230; que pueden ser provocados por diferentes tecnologías, tendencias o concepciones. Además, como bien argumenta Stallman, la lucha por el software libre, debe ser constante y sin bajar los brazos. Su organización, él, personas que llevan años aplicando esta filosofía y participando activamente en la comunidad tienen la fuerza, la constancia y la fé necesaria para luchar por esta idea, yo no tengo su experiencia personal, ni tampoco una visión tan preclara como ellos, como para adaptar mi forma de utilizar o concebir el uso del software 100% a su manera.</p>
<p>Alguno pensará, y con razón, que no predico con el ejemplo y es cierto, como comenté en el párrafo anterior en la práctica hago uso de software no libre (o no extrictamente libre, ya que si un software tiene algún componente propietario ya no es libre al necesitar esa pieza necesariamente para funcionar (aplicando el principio de que toda cadena es tan fŕagil como el más débil de sus eslabones)), al fin y al cabo ejerzo mi libertad individual para hacerlo, ¿por qué? pues tal vez en la mayoría de los casos sea por comodidad, este es el programa que estoy acostumbrado a utilizar y no se me apetece buscar una alternativa completamente libre (o no me pongo a analizar su nivel de pureza), en otros casos (los menos) porque la solución propietaria es mejor o no hay alternativa.</p>
<p>También comenté que puedo entender y compartir estrategias empresariales o de negocio basadas en la creación de software no libre (de la misma manera que no puedo compartir, bajo ningún concepto  estrategias empresariales o de negocio que no se basen en sistemas abiertos), ¿por qué? pues porque desgraciadamente las personas no somos justas, sobre todo si hay o puede haber dinero de por medio. En ocasiones para proteger y recuperar la inversión en una determinada solución es necesario aplicar prácticas de software propietario y aunque existen prácticas basadas en software libre, desde vender la solución hasta cobrar por servicios, siempre puede aparecer la empresa buitre de turno coger tu código y quitarte negocio o incorporarlo a su solución propietaria (aunque incumpla la licencia y por tanto no sea lícito) y ni te enteres. Esto que comento ha pasado, pasa y pasará en el mundo real, no podemos tener vendas en los ojos, por mucho que tengamos en consideración el software libre. Otra cosa bien distinta es que apoye que un software sea eternamente propietario, desde mi punto de vista, una empresa que ya ha obtenido el retorno de la inversión y unos beneficios aceptables debe liberar el código, llámese como se llame la empresa y por mucho que ese software sea el núcleo central de su negocio (por lo menos, si no quieren liberar la última versión, deberían liberar versiones anteriores, como forma de devolver a la comunidad de usuarios y clientes, lo que esa comunidad de usuarios y clientes le ha dado). Yo lo veo así, evidentemente mucha gente estará en un completo desacuerdo conmigo y seguro que tienen sus razones, tanto en un lado como en otro, ya que los responsables de una empresa que desarrolla soluciones software propietarias, me dirán que hablo así porque no me estoy jugando mi dinero o mi trabajo y yo le contestaría que es posible, pero que también entre el negro de la no liberación del software como libre y el blanco del libera todo y ya, hay una gama interesante de alternativas, además de que la empresa ha podido desarrollar otros productos u otras líneas de negocio gracias a los beneficios obtenidos que permitan seguir otra senda (sin necesariamente tener que perder la abierta con el producto software que han liberado).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Software libre II]]></title>
<link>http://jummp.wordpress.com/2009/11/05/software-libre-ii/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 03:00:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>jummp</dc:creator>
<guid>http://jummp.wordpress.com/2009/11/05/software-libre-ii/</guid>
<description><![CDATA[Tal y como comenta la Free Software Foundation, un software se considera libre si para los usuarios ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Tal y como comenta la Free Software Foundation, un software se considera libre si para los usuarios verifican los siguientes principios:</p>
<p>- Tiene la libertad de ejecutar el programa para cualquier propósito.<br />
- Tiene la libertad de adaptar el programa de acuerdo a sus necesidades.<br />
- Tiene la libertad para redistribuir copias, tanto gratis como por un precio.<br />
- Tiene la libertad para distribuir versiones modificadas del programa, de modo que la comunidad pueda beneficiarse de sus mejoras.</p>
<p>Para que se cumplan estas premisas es necesario el acceso al código fuente del programa. Un aspecto muy importante es diferenciar el concepto de Open Source respecto al de software libre, ya que aunque resulten parecidos tienen un enfoque diferente, a grandes rasgos un software que sea libre es Open Source (por definición), pero todo software que sea Open Source no tiene por qué ser libre. La diferencia está en que el Open Source se basa en la accesibilidad al código fuente, pero no asegura los cuatro principios enumerados anteriormente. </p>
<p>La Free Software Foundation <a href="http://www.gnu.org/philosophy/free-software-for-freedom.html" target="_blank">se desmarca</a> del concepto de Open Source, no lo critica abiertamente, ni lo considera un enemigo (como podréis ver en el enlace, para la FSF el enemigo es el software propietario), al contrario, considera que muchas aportaciones del movimiento Open Source han sido beneficiosas para el movimiento del software libre. No obstante, el hecho de que dentro del concepto de Open Source pueda entrar software libre, software semilibre y software propietario, provoca importantes recelos, ya que se considera que para que la filosofía del software libre se imponga el concepto no puede verse contaminado por interpretaciones inexactas o incorrectas del mismo.</p>
<p>Otro aspecto que ha hecho daño al software libre es la asociación del término inglés free con gratis, ya que un software gratis no tiene por qué ser libre, ni un software libre tiene por qué ser gratis. La confusión gratuidad/software libre, ha provocado y provoca que muchas personas consideren software freeware, incluso shareware, como software libre, además de otras modalidades de licencia que distan de las cuatro premisas del software libre.</p>
<p>Puede resultar paradójico, pero una de las cosas que más daño ha hecho al software libre es la aparición de soluciones software propietarias y gratuitas, ya que el software libre requiere un compromiso mayor, la libertad, y esa visión de libertad se pierde cuando tenemos la posibilidad de utilizar una buena solución tecnológica de forma gratuita (aunque sea propietaria). Es como si nos dejásemos vencer por el reverso tenebroso de la fuerza. Es por eso que hay muchas voces dentro del movimiento del software libre que muestran su temor hacia la orientación a la nube de los servicios software, ya que la mayor parte de esos servicios son gratuitos y además propietarios y están viendo como diariamente su número de usuarios crece de forma exponencial. Por mucho que Google y otras empresas del sector financien software libre (lo que evidentemente es de agradecer), en esencia son empresas cuyo funcionamiento gira alrededor del software propietario.</p>
<p>Para proteger el software libre de un uso inapropiado del mismo (la adición de componentes propietarios) o malicioso (la apropiación de dicho software dentro de soluciones propietarias), Richard Stallman desarrolló el concepto de copyleft a través de la licencia GPL (General Public License) de GNU. A grandes rasgos el copyleft viene a decir que todas las modificaciones que se puedan incorporar a un programa que sea software libre deben estar basadas en soluciones libres y que la distribución de la aplicación resultante debe ser también copyleft.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Software libre I]]></title>
<link>http://jummp.wordpress.com/2009/11/04/software-libre-i/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 03:00:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>jummp</dc:creator>
<guid>http://jummp.wordpress.com/2009/11/04/software-libre-i/</guid>
<description><![CDATA[El concepto de software libre es interpretado de diferente forma por desarrolladores de software, us]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>El concepto de software libre es interpretado de diferente forma por desarrolladores de software, usuarios, medios de comunicación, etc&#8230;, ya que dentro de cada uno de esos grupos hay personas que le dan un significado distinto al concepto, en unos casos de forma interesada, en otros casos de oídas, en otros por desconocimiento y en otros porque se está convencido de que ese debe ser el significado. De esto ha tenido mucha culpa el hecho de que haya sido un concepto muy manido y demasiado utilizado que ha provocado por un lado la expansión de su interpretación y por otro ha contribuido también a vaciarlo, paradójicamente, de contenido.</p>
<p>Para mi, el concepto de software libre es de la Free Software Foundation, en primer lugar porque es el más se acerca a la esencia de lo que supuso el inicio de la informática moderna, a ese concepto de hacker que después se deformó con connotaciones negativas, a esa persona curiosa por la tecnología que tenía afán por aprender y probar cosas nuevas y que sabían que para su aprendizaje era fundamental acceder al conocimiento incipiente que se estaba generando, ya estuviera en formato papel o en formas de líneas de código en un programa de ordenador. Por ese motivo compartir no era extraño para estas personas, era una práctica habitual para seguir progresando y evolucionando técnicamente. En segundo lugar, porque este concepción del software libre está intimamente ligada a la libertad ya que resultaba fundamental para mejorar la experiencia la posibilidad de utilizar y modificar las aplicaciones sin ningún tipo de restricción, sin ningún tipo de cuerda atada a la cintura que impidiera el avance del conocimiento y la innovación.</p>
<p>He utilizado como argumentos la utilidad que para un conjunto de personas tenía esta concepción del software libre en esa revolución de la informática que hubo a principios de los ochenta, aunque perfectamente podrían ser aplicables las mismas hoy día.</p>
<p>Esta visión romántica del software en general y del software libre en particular me caló desde la primera vez que tuve la oportunidad de leer el <a href="http://www.gnu.org/gnu/thegnuproject.es.html" target="_blank">siguiente artículo</a> de Richard Stallman.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Making Money with FOSS Part 3]]></title>
<link>http://doctormo.wordpress.com/2009/11/03/making-money-with-foss-part-3/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 21:26:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Martin Owens</dc:creator>
<guid>http://doctormo.wordpress.com/2009/11/03/making-money-with-foss-part-3/</guid>
<description><![CDATA[Greetings everyone interested in FOSS economics, ok so this week NickFox has written another great b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Greetings everyone interested in FOSS economics, ok so this week <a href="http://www.rubmyubuntu.com/">NickFox</a> has written another <a href="http://www.rubmyubuntu.com/LinuxSoftwareBusiness/Part3">great blog entry</a> with some arguments against and for my last blog entry about making money with FOSS.</p>
<p><img src="http://doctormo.wordpress.com/files/2009/11/fund-development-logo.png" alt="fund-development-logo" title="fund-development-logo" width="200" height="117" class="alignright size-full wp-image-1427" />And now for my reply, as requested, to continue this interesting debate (your interest may vary), so lets get stuck in:</p>
<blockquote><p>This is indeed true. The community itself and it&#8217;s development of software has no use for software it cannot touch. However, that said, closed source software does have its uses.</p></blockquote>
<p>I wouldn&#8217;t deny that proprietary software has it&#8217;s uses, to the individual. It&#8217;s easy to see how it&#8217;s useful for the immediate task. What it doesn&#8217;t have though is a future. The cost to the community of maintaining compatibility, of supporting these closed offerings is not zero. Very often the companies who put these things out do not bare those costs and instead it&#8217;s the community serving the community that pays the integration price.</p>
<p>My point is that we must be careful, account for all costs.</p>
<blockquote><p>I also think there will require a bridge between the two business models, a stop gap if you will. That stop gap is in-fact the FOSS community semi-adopting and supporting closed source applications.</p></blockquote>
<p>Mr Fox may be right that supporting some commercial apps will make us more attractive in the immediate short term, but in the long haul it will discourage users from investing in and developers from making compatible or comparative software.</p>
<p>For instance, if flash for linux was not available, the community would have already have developed gnash to a much more advanced state. We&#8217;d have a much better flash experience than most other platforms and it&#8217;s likely that the gnash project would be a more serious competitor on mobile and alternative platforms. We might also have seen faster progress and pressure on the svg standard.</p>
<p>Now I&#8217;d never stop any one person from taking advantage of these proprietary offerings to improve their own experiences. But I would encourage them to also think of them as stop gap measures and proceed with investing time and money into the free software alternatives. This is more of the &#8220;Use but Pay for Future Freedom&#8221; model, rather than the OSS&#8217;s &#8220;Doesn&#8217;t matter so long as it works&#8221; and the FSF&#8217;s &#8220;It must be Free Software or you can&#8217;t use it&#8221;.</p>
<p>As users, if we don&#8217;t value freedom then we loose it. But conversely if we don&#8217;t value functionality, then we loose people. A balance is needed, the communication of the importance of Free Software ideals with some of the practicalism of OSS, a balanced approach that sees the short term satisfied without the long term forgotten to complacence.</p>
<blockquote><p>there is no real competition in the market for Microsoft.</p></blockquote>
<p>Microsoft are a monopoly, this is not a problem for the community alone to solve, but it is also a problem for competition commissions and legal systems around the world to not let Microsoft get away with it&#8217;s licensing arrangements with OEMs. Fairness won&#8217;t come about until either we in the FreeDesktop world have something 50x better or monopoly regulators start doing their jobs.</p>
<blockquote><p>what reason does a development company have to try to change to the open source business model when they are targeting the largest audience possible?</p></blockquote>
<p>FOSS is not just about making things available on a FreeDesktop like Ubuntu. It&#8217;s about choosing to respect your users, even if it means that some of those users will port it to Ubuntu for you. If they are FOSS, then they don&#8217;t need to really concern themselves with any of the small players, and can focus on windows all they like. FreeDesktops will take advantage of what they need to.</p>
<p>Proprietary software on Ubuntu will still require investment, but this time it&#8217;s static and not very future proof. It&#8217;s functional now perhaps, but it&#8217;s not secure, it&#8217;s not efficient and it&#8217;s not very stable. It&#8217;s easy to see how skype could drop it&#8217;s &#8220;Linux&#8221; support like a lead balloon and leave us powerless to stop them.</p>
<blockquote><p>Finally, the point is while the closed source business, due to lack of competition among other things will not make the change to open source, I believe if the FOSS community were to build the bridge, they would use it.</p></blockquote>
<p>As well as convincing users of the usefulness of using FreeDesktops, we must at the same time be able to convince them of the necessity of demanding FOSS licenses from their software providers. Just like users are already demanding organic and other valuable, non mass produced ideals. The time is right for Linux and the time is right to communicate to users, the general public, that what they buy matters.</p>
<p>Businesses will follow, so long as we have a way for users to buy something from a FOSS marketplace.</p>
<p>I also would like to respond to Simon who commented on my last entry:</p>
<blockquote><p>Your model assumes that users know what they want and while that may sometimes be true, most of the time it is not. There is a big difference between what users THINK they want, and what they ACTUALLY want. You can see that in many forms in FOSS, for example, there are users wanting option A to be added to program Z, when what they actually want is a better application behavior (and that option A is not really necessary).</p></blockquote>
<p>That&#8217;s very true, users have to not only be able to ask for what they think they want, but they have to trust producers that communicate why they think that&#8217;s a bad idea. There needs to be a trusting relationship and to some degree users will have to be convinced to invest in pure R&#38;D. Purely idealistic because users aren&#8217;t that future proof when it comes to spending money.</p>
<p>Perhaps some kind of governmental or organisational research fund? or some website which developers and project managers can get together to get users interested in further development? I&#8217;m confident these problems can be solved if people really push in that direction.</p>
<p>All of this is my opinion, I would appreciate everyone&#8217;s thoughts on this subject below in comments or on your own blogs.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[Carta de Lectores] Abriendo el debate del software Libre]]></title>
<link>http://thalskarth.wordpress.com/2009/10/25/carta-de-lectores-abriendo-el-debate-del-software-libre/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 20:10:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Thalskarth</dc:creator>
<guid>http://thalskarth.wordpress.com/2009/10/25/carta-de-lectores-abriendo-el-debate-del-software-libre/</guid>
<description><![CDATA[Bueno, hace unos días, Sheridan dejó un comentario en el blog, en el cual nos da su opinión en respu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Bueno, hace unos días, <strong>Sheridan</strong> <a href="http://thalskarth.wordpress.com/2009/07/11/%c2%bfsoy-mas-libre-por-usar-software-libre/#comment-470" target="_self">dejó un comentario</a> en el blog, en el cual nos da su opinión en respuesta a mis dos artículos sobre <strong><em><a href="http://thalskarth.wordpress.com/2009/07/11/%C2%BFsoy-mas-libre-por-usar-software-libre/">si se es más libre al usar software libre</a></em></strong> y si éste <a href="http://thalskarth.wordpress.com/2009/07/11/%C2%BFes-el-software-libre-mejor-que-el-software-privativo/" target="_self"><strong><em>es mejor que el software privativo</em></strong></a>.</p>
<p>Realmente me ha parecido una buena idea la de abrir el debate sobre el tema. Y es por eso, que para empezar,  acá les transcribo su texto entero. Al final, entre los comentarios, dejaré mi opinión.</p>
<p>La idea es que, tanto él, como ustedes y yo vallamos dando las opiniones de cada uno y al final, ver de sacar algo en claro. <strong>¡Así que los invito a todos a comentar!</strong></p>
<blockquote>
<h2>Sheridan dijo:</h2>
<div>
<div id="commentbody-470">
<p>Para empezar, me gustaría no llamar al software propietario o de código cerrado como privativo, porque ya de por sí esto significa privar o restringir derechos o libertades y sería un término muy parcial, ya que el término surge además de conferencias sobre software libre.</p>
<p>******</p>
<p>Si estamos hablando de un artículo sobre si el software libre te hace realmente libre y se lo compara con el software privativo, esto ya de por sí está influyendo un poco sobre la opinión que las personas (sobre todo las que no saben del tema) puedan formar.</p>
<p>******</p>
<p>Básicamente, el software libre no te hace más libre, simplemante te da la oportunidad de ver y editar el código, agregar funcionalidades, etc. que en un soft cerrado se hace imposible por derechos de autor.</p>
<p>El software propietario es como un libro, tiene derechos de autor y su contenido no puede reproducirse sin la autorización de su dueño. Comprar un libro no te da el derecho de fotocopiarlo para un amigo. Tampoco te autoriza a escanearlo y subirlo a internet. Y mucho menos te permite modificarlo y redistribuírlo.</p>
<p>Como dije antes, es un tema de derechos de autor… Una empresa hace un soft y decide venderlo como producto enlatado. Es importante el concepto de venta, porque la venta se produce por expresa voluntad de ambas partes y establece un contrato entre las mismas en el cual se entrega un producto a cambio de dinero. Si hay voluntad en ambas partes es porque no hay nada de privativo en la operación… En otras palabras, no hay más misterios… yo se lo que compro y lo que podré realizar con el producto adquirido.</p>
<p>En cuanto a las libertades de las que se hablan en otros posts… esos no son derechos que un soft propietario está coartando… son simplemente beneficios extras que tiene el soft “libre” open source que permite a los desarrolladores modificar funcionalidades sin costo adicional pero también tendrá sus desventajas. Y esto no quiere decir que no tenga costo… porque no se olviden que el costo de adaptar una solución y de hacerle mantenimiento son costos de los que este tipo de soft no está excento. De hecho, hay casos donde por intentar adaptar uno de estos softs a las necesidades de una empresa se incurren en costos mayores a los que se hubieran tenido de comprar una solución enlatada con los costos de licencia y todo incluído…. pero bueno, eso ya escapa a este tema y daría mucho más para hablar.</p>
<p>Pero volviendo a este tema en particular, me gustaría decir lo siguiente para ir cerrando…</p>
<p>1) Uno siempre es libre de elegir.<br />
2) Se puede elegir pagar un producto cerrado con alta compatibilidad o uno libre con baja compatibilidad (según el mercado).<br />
3) Como dije antes, las “libertades” que brinda el software libre no son en realidad “libertades” que se pierden de adquierir soft propietario. Son a lo sumo ventajas que hay que evaluar.<br />
4) Esas ventajas a evaluar tienen que ser ponderadas también contra las posibles desventajas que tenga el soft libre contra el propietario (por ej. el soporte al usuario).<br />
5) Usar soft libre en este momento no es para todos… por ejemplo, a veces poder instalarlo implica revisar blogs y foros por todos lados para entender la manera de hacer que funcione correctamente.<br />
6) No hay que olvidarse que el SP tiene propiedad intelectual al igual que el SL. El autor está en su derecho de decir como quiere distribuir su producto y, sin importar si estamos de acuerdo o no, nosotros no lo hicimos y no tenemos autoridad para criticar.</p>
<p>Faltaría recordar que la falta de compatibilidad es también una resticción a nuestras libertades si las consideramos de esa forma. Pero siendo que cada uno realiza la elección, en realidad se vuelve todo más bien una discusión filosófica que no lleva a ninguna parte… porque esta falta de compatibilidad quién la produce? el soft enlatado? pero si esa es la elección de otra persona entonces no podemos decir nada al respecto.</p>
<p>Para terminar, la libertad de cada uno está justamente en la posibilidad de elegir, teniendo en cuentas las ventajas y desventajas que acarrea cada caso, cuál es el producto que mejor se adapta a nuestras necesidades… Soft libre o “Privativo” son lo mismo en este caso.</p>
<p>Saludos!</p>
</div>
</div>
<p>PD: Perdonen errores de ortografía pero escribí todo acá y no hay corrector <img src="https://s-ssl.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif" alt=":P" /></p></blockquote>
<p>PD: A todos los que deseen comentar, les recuerdo que las etiquetas blockquote, em, strong, etc de xhtml funcionan en los comentarios y pueden usarlas <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tempus fugit, and then some]]></title>
<link>http://stevenhartsite.wordpress.com/2009/10/24/tempus-fugit-and-then-some/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 19:06:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>stevenhartwriter</dc:creator>
<guid>http://stevenhartsite.wordpress.com/2009/10/24/tempus-fugit-and-then-some/</guid>
<description><![CDATA[How nice to know that The Magazine of Fantasy &amp; Science Fiction has been around long enough to g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-6188" href="http://stevenhartsite.wordpress.com/2009/10/24/tempus-fugit-and-then-some/bradbury-fsf/"><img class="alignleft size-full wp-image-6188" title="Bradbury F&#38;SF" src="http://stevenhartsite.wordpress.com/files/2009/10/bradbury-fsf.jpg" alt="Bradbury F&#38;SF" width="387" height="554" /></a></p>
<p>How nice to know that <a href="http://www.amazon.com/gp/product/1892391910/ref=s9_simz_gw_s0_p14_i1?pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&#38;pf_rd_s=center-2&#38;pf_rd_r=0DZXVT287HPG2XRJA4MH&#38;pf_rd_t=101&#38;pf_rd_p=470938631&#38;pf_rd_i=507846" target="_blank"><em>The Magazine of Fantasy &#38; Science Fiction</em></a> has been around long enough to get a 60th anniversary anthology in its honor. How weird to look at the table of contents and realize I&#8217;ve been around long enough to have read most of the stories already <em>as they appeared in the magazine</em>. And how wonderful to be reminded of the pleasure those stories gave at the time, and continue to give.</p>
<p><em>F&#38;SF</em> was the second genre magazine I started buying regularly at the newsstand. The first was <em>Analog: Science Fiction, Science Fact</em>, a few years before editor John W. Campbell&#8217;s death, when the magazine was pretty much moribund &#8212; a fact my teenage loyalty would only recognize after I&#8217;d read the <em><a rel="attachment wp-att-6194" href="http://stevenhartsite.wordpress.com/2009/10/24/tempus-fugit-and-then-some/fsf-ann-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6194" title="F&#38;SF ann" src="http://stevenhartsite.wordpress.com/files/2009/10/fsf-ann1.jpg?w=199" alt="F&#38;SF ann" width="199" height="300" /></a>Science Fiction Hall of Fame</em> anthologies and looked at the publication dates of the <em>Astounding/Analog</em> stories in the books. Campbell&#8217;s impact on the SF field was undeniable, but the major authors he&#8217;d nurtured had all left the bullpen, leaving gimmicky hacks like Jack Wodhams who were willing to write to Campbell&#8217;s increasingly cranky specifications.</p>
<p>Moribundity was not a problem with <em> F&#38;SF</em>. The first issue I bought featured the initial  novel in Jack Vance&#8217;s Durdane cycle, and that&#8217;s the kind of reading milestone you don&#8217;t quickly forget. A few months later came one of  F&#38;SF&#8217;s tribute issues to selected authors &#8212; Poul Anderson, in this case, which introduced me to another fine genre writer. Though come to think of it, I doubt I ever read a single issue of F&#38;SF that didn&#8217;t introduce me to at least two authors worth following, along with others I already followed.</p>
<p>Let&#8217;s see. I first encountered Michael Bishop through a  deeply creepy short story called &#8220;Darktree, Darktide,&#8221; and later a novella called &#8220;The White Otters of Childhood&#8221; that shares more than a few affinities with <em>A Canticle for Leibowitz</em>, my personal gold standard for science fiction. The book reviews by  Joanna Russ, James Sallis, and James Blish (and later, Algis Budrys) were several levels better and more sophisticated than anything in <em>Analog</em>.  When Frederik Pohl completed some short stories started with his late partner Cyril Kornbluth, <em>F&#38;SF</em> was the only place for them. I still have the issue that featured Harlan Ellison&#8217;s &#8220;The Deathbird,&#8221; the novella that marked a turning point in his writing, and I remember the thrill of figuring out what he was up to. (The bright wrap-around cover painting by the Dillons was pretty spiffy, too.) The magazine&#8217;s literary standards have always been high enough to command respect even outside the genre. In fact, I would say <em>F&#38;SF</em> was <a href="http://stevenhartsite.wordpress.com/2008/08/14/theodore-solotaroff/" target="_blank">second only to <em>New American Review</em></a> in its impact on my young reading brain.</p>
<p>As <a href="http://floggingbabel.blogspot.com/2009/10/dark-side-of-being-writer.html" target="_blank">Michael Swanwick has pointed out</a>, genre magazines aren&#8217;t exactly thriving in the current market, and if the thought of <em>F&#38;SF</em> not making it to another big anniversary strikes you as a pity, then the best thing to do is <a href="https://www.sfsite.com/fsf/buy-sub.htm" target="_blank">buy a subscription</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Campaña Windows 7 Sins (luchando contra Goliat)]]></title>
<link>http://chalofa.wordpress.com/2009/10/24/campana-windows-7-sins/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 17:56:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>chalofa</dc:creator>
<guid>http://chalofa.wordpress.com/2009/10/24/campana-windows-7-sins/</guid>
<description><![CDATA[Siguiendo con el revuelo que ha causando el lanzamiento de Windows 7, ahora mostramos el lado opuest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-140" title="Windows 7 Sins" src="http://chalofa.wordpress.com/files/2009/10/win7_sins_campaign.png?w=149" alt="Windows 7 Sins" width="149" height="150" />Siguiendo con el revuelo que ha causando el <a href="http://chalofa.wordpress.com/2009/10/22/windows-7-lanzado/">lanzamiento de Windows 7</a>, ahora mostramos el lado opuesto, la campaña <a title="Ir a la pagina web (nueva ventana)" href="http://en.windows7sins.org/" target="_blank"><strong>Windows 7 Sins</strong></a>, o traducido a nuestra lengua los &#8220;<em>Pecados de Windows 7</em>&#8220;, organizada por la <a title="Ir a la pagina web (nueva ventana)" href="http://www.fsf.org/news/windows-7-sins" target="_blank">Free Software Foundation</a> (que es lidereada por el extravagante <a title="Ir a la pagina web (nueva ventana)" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Richard_Stallman" target="_blank">Richard Stallman</a>).</p>
<p>Esta iniciativa se encarga de <span style="color:#993300;"><strong>mostrar las desventajas que tiene la adopcion de Windows 7 en las organizaciones</strong></span> (privadas y de gobierno) así como la educacion, ademas de los problemas con la seguridad de nuestros datos, privacidad, monopolizacion y patentes.</p>
<p>Dicha causa se ha encargado de<strong> enviar 499 cartas a las empresas listadas dentro del Top 500 de la lista Forbes</strong> (obviamente se han &#8220;saltado&#8221; enviar la carta a la misma Microsoft <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ). Adicionalmente enviaron otras 500 cartas a importantes organizaciones sin animo de lucro.</p>
<p>Por otro lado, estan aceptando donaciones y por cada $25 dolares recibidos, envian 50 cartas a otras importantes organizaciones/gobiernos.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[He took all of my sins and he wrote a pocket novel called "The State I Am In".]]></title>
<link>http://theindiehandbook.wordpress.com/2009/10/23/he-took-all-of-my-sins-and-he-wrote-a-pocket-novel-called-the-state-i-am-in/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 04:37:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Eric</dc:creator>
<guid>http://theindiehandbook.wordpress.com/2009/10/23/he-took-all-of-my-sins-and-he-wrote-a-pocket-novel-called-the-state-i-am-in/</guid>
<description><![CDATA[Bear with me for a moment, because I’m not sure where I am going with this, though I promise it rela]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Bear with me for a moment, because I’m not sure where I am going with this, though I promise it relates to music (or at least the way we experience it). If you are a frequent reader of The Indie Handbook, you may have noticed that I have been away for a couple of weeks. It wasn’t really an intentional hiatus, it just sort of happened, and while I love this blog, I am glad I’ve had these two weeks to myself. It has given me a chance to think about a lot of things: about this blog – where we started, how far we’ve come, where we’re going; – the paradoxical, amorphous, ridiculous “indie” universe we (all of us) are constantly creating and defining, even whilst it defines “us” and what the crap this all has to do with me.</p>
<p>And, in all of this, it’s that quest for self-definition – and the subsequent manufactured persona – which has stuck with me (while this is the ideal place for a Kierkegaard reference, I’ll give it a miss; go read <a href="http://books.google.com/books?id=eeOMT5Sm4dwC&#38;printsec=frontcover&#38;dq=%22sickness+unto+death%22&#38;lr=&#38;as_brr=3&#38;ei=DoHiSs-6OZaWzgSKzZ3xCw#v=onepage&#38;q=&#38;f=false"><em>The Sickness Unto Death</em></a>). It’s time we faced the truth: we are a lost generation. Unfortunately, while we are tragically overrun with Hemingways, we haven’t produced an Eliot or Fitzgerald yet (though I suspect there is at least a <a href="http://www.poets.org/viewmedia.php/prmMID/20224">Hart Crane</a> in our midst, you’ve not yet met her; she lives in Chicago). Even though we claim to prize ambiguity above all other virtues and cherish what we like to call “nuance”, we all require <em>some</em> degree of definition.</p>
<p>And I am not immune to this. When we began this blog, we set out to be ourselves. We were going to ignore the rules and dress code and requisite iPod playlists that define indieness and be honest with you about who we are and what we like – and where the music is concerned, I think we’ve achieved that. But talking to Kristin this week, I came to the realization that I have done a fair bit of inventing over the last eight months. I’ve reinvented myself (or, more accurately, manufactured a second, internet exclusive, Self), and I’m not sure I like him.</p>
<p>Internet Eric is fascinated by celebrities, loves cute girls, and has a particular appreciation for cute celebrities with a celebrity crush list twelve miles long. He does nothing but listen to, think about, and write about music all day. But if you went to a show expecting to meet a trendy, girl chasing, indie music blogger with earphones permanently attached to his head, you’d never find him, because he doesn’t exist. The real me cannot be trendy because they don’t make “indie” clothes for fat people. I <em>like</em> cute girls, but I am drawn to <a href="http://lulamag.com">brilliant, creative, irrepressible, strong women</a> with wide-ranging interests who are as fascinated by numbers as they are storytelling. And, frankly, you are more likely to catch me reading <a href="http://books.google.com/books?id=utvB0I_0SZsC&#38;pg=PP1&#38;dq=lolita&#38;lr=&#38;as_brr=3&#38;ei=mYHiSoKOH6i8yAT9s4CCDA#v=onepage&#38;q=&#38;f=false"><em>Lolita</em></a> or a <a href="http://clearmag.com">fashion/design magazine</a> or <a href="http://www.bartleby.com/201/1.html">“The Waste Land”</a> for the 384<sup>th</sup> time, than listening to my iPod (which is actually an <a href="http://www.amazon.com/Archos-Wi-Fi-Portable-Media-Player/dp/B000S5UY2G/ref=sr_1_1?ie=UTF8&#38;s=electronics&#38;qid=1256358511&#38;sr=8-1">Archos 605</a>). It’s true, I <em>am</em> as cynical in real life as I come across online, but not so much about other people as my own inevitable failure as a human being.</p>
<p>I say this because I met a genius last week. She has created two of the most perfect albums I have ever heard. Her work is so intricate – so detailed – that I hesitate to even <em>wish</em> to understand her creative thought process because I’d probably break something. And, above all of this, she is one of the sweetest people I have ever met. In all, we sat for half an hour in a busy Starbucks and talked. As far as I know, no one recognized her, and all the while, in the back of my mind, was this little voice saying <em>if you only</em> knew<em> who this woman is, what she can do, what she’s already done, you might stop and listen to what she has to say</em>. I doubt she was thinking the same thing.</p>
<p>Later that night, she (<a href="http://myspace.com/emiliesimonmusic">Emilie Simon</a>), made her Chicago debut at Berlin Nightclub, which (for those unfamiliar with the club) has a reputation as one of the premier gay discos in the city. I had never been to a specifically “gay” anything (well, a hotel, once, in Boston, but that’s a different story), nor have I ever felt so un-judged in any reputed “straight” club or bar that I’ve been to. I saw things that night that I’ve never experienced before. I saw people who were entirely uninhibited, dancing with abandon and wearing clothes I would <em>never</em> be caught dead in.</p>
<p>And I leaned over to my friend Lindsey and whispered, (read: shouted) in her ear, “I envy them.”</p>
<p>“So do I,” she said.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tarjeta de crédito... libre]]></title>
<link>http://eswiki.wordpress.com/2009/10/23/tarjeta-de-credito-libre/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 23:23:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>drini</dc:creator>
<guid>http://eswiki.wordpress.com/2009/10/23/tarjeta-de-credito-libre/</guid>
<description><![CDATA[Ojo, que esto no es bulo&#8230; la tarjeta de crédito de la Free Software Foundation La única tarjet]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ojo, que esto no es bulo&#8230; la tarjeta de crédito de la Free Software Foundation La única tarjet]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[7 en Sietes un 22]]></title>
<link>http://jvillalba.wordpress.com/2009/10/22/7-en-sietes-un-22/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 18:27:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>jvillalba</dc:creator>
<guid>http://jvillalba.wordpress.com/2009/10/22/7-en-sietes-un-22/</guid>
<description><![CDATA[Alguien ha contestado la noticia del lanzamiento de Windows 7 argumentando algo así como que “¡Mira ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Alguien ha contestado la noticia del lanzamiento de Windows 7 argumentando algo así como que “¡Mira ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Free Software Foundation]]></title>
<link>http://blinzeln.wordpress.com/2009/10/18/free-software-foundation/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 18:21:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>danielbaulig</dc:creator>
<guid>http://blinzeln.wordpress.com/2009/10/18/free-software-foundation/</guid>
<description><![CDATA[Heute möchte ich euch die Free Software Foundation vorstellen. Die Free Software Foundation, oder ku]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Heute möchte ich euch die <a href="http://www.fsf.org/">Free Software Foundation</a> vorstellen. Die Free Software Foundation, oder kurz einfach FSF, wurde 1985 in Boston, USA gegründet und fördert und unterstützt Freie Software auf einer weltweiten Basis. Frei meint dabei nicht das Frei wie in &#8220;Freibier&#8221;, sondern Frei wie in freie Meinungsäußerung. Es geht um genau zu sein um die Freiheit Software, und damit ihren Quelltext, zu benutzen, zu kopieren, zu untersuchen, zu verändern und weiter geben zu können.<br />
Die bekanntesten Steckenpferde der FSF sind das <a href="http://www.gnu.org/">GNU Betriebssystem</a>, eine Sammlung von verschiedenen Programmen um einen PC zu betreiben und die <a href="http://www.gnu.org/licenses/gpl.html">GNU General Public License</a> (kurz GPL), eine Lizenz zum vertreiben von Software. GNU wird, aufgrund des Fehlens eines eigenständigen Kernels, meistens zusammen mit dem Linux Kernel vertrieben. Zusammen spricht man dann von einem GNU/Linux System.<br />
Das GNU System, und auch viel weitere Freie Software, wie z.B. auch der Linux Kernel, stehen unter den Lizenzbedingungen der GNU GPL, welche die Prinzipien Freier Software sicher stellt. Ein Herausstellungsmerkmal zu anderen Freien Lizenzen ist der virale Charakter der GNU GPL. Die Lizenz verlangt nämlich, dass abgeleitete Werke unter die selbe Lizenz gestellt werden. Das allerdings ist auch der größte Kritikpunkt an der GNU GPL.  Die GNU GPL entspricht in etwa den Bedingungen von der <a href="http://creativecommons.org/">Creative Commons</a> <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/">BY-SA Lizenz</a>, allerdings verlangt die GNU GPL noch weitere Anforderungen und ist somit restriktiver.<br />
Summierend kann gesagt werden, dass die IT und vor allem das Internet heute ohne die Free Software Foundation so nicht existieren würden. Die Free Software Foundation hat der Menschheit große Dienste geleistet und verdient damit unsere Anerkennung.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fantasy &amp; Science Fiction: March 2009]]></title>
<link>http://andyspackman.wordpress.com/2009/10/15/fantasy-science-fiction-march-2009/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 21:51:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andy</dc:creator>
<guid>http://andyspackman.wordpress.com/2009/10/15/fantasy-science-fiction-march-2009/</guid>
<description><![CDATA[March 2009: The last monthly issue for F&amp;SF. Sniff, sniff. Maybe this will make it easier to get]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.sfsite.com/fsf/toc0903.htm" target="_blank"><img class="alignleft" style="border:0 none;margin:10px 15px;" title="March 2009" src="http://www.sfsite.com/fsf/covers/cov0903lg-250.jpg" alt="" width="125" height="187" /></a><a href="http://www.sfsite.com/fsf/toc0903.htm" target="_blank">March 2009</a>: The last <a href="http://andyspackman.wordpress.com/2009/03/02/rip-rof-whither-the-short-story/" target="_blank">monthly</a> <a href="http://www.sfsite.com/fsf/blog/2009/01/05/fsf-is-going-bimonthly/" target="_blank">issue</a> for <em>F&#38;SF</em>. Sniff, sniff. Maybe this will make it easier to get caught up in my reviews.</p>
<p><strong>&#8220;The Curandero and the Swede: A Tale from the 1001 American Nights&#8221; by <a href="http://bram452.livejournal.com/" target="_blank">Daniel Abraham</a></strong><br />
I&#8217;ve mixed feelings about the actual stories that Abraham has nested together here, which have mostly faded from memory. But the frame, or story prime if you will, is fresh in my mind, perhaps proving once again I&#8217;m a sentimental sap as it centers on the protagonist having his eyes opened to his finacée &#8211; to his need to more deeply construct or realize what it is she and their relationship mean to him. Which inevitably makes me consider what my own wife means to me. Then I get all weepy and have to come up with some story about a dropped pass in yesterday&#8217;s football game to explain my emotional outburst.</p>
<p>Storytelling is <a href="http://www.epinions.com/review/Essential_Russian_Mythology/content_78489947780" target="_blank">what it means to be human</a>, and by the stories we tell we determine what <em>we</em> mean. If, as the tall-tale telling Uncle Dab tells the protagonist of this story, &#8220;More times you tell something, the more it gets true,&#8221; then let&#8217;s all tell some good ones, especially about the people we love. Have I told you how I met my wife? It&#8217;s a humdinger of a story . . .</p>
<p><strong>&#8220;The Unstrung Zither&#8221; by <a href="http://pegasus.cityofveils.com/" target="_blank">Yoon Ha Lee</a></strong><br />
I wish the intro to this story didn&#8217;t mention Orson Scott Card as an influence on Lee. I&#8217;m afraid I couldn&#8217;t get <em>Ender&#8217;s Game</em> out of my head as soon as I saw the words &#8220;Pheonix Command&#8221; in the second sentence of Lee&#8217;s story. But this is no Battle School knockoff. Lee has written a very original story set amidst a future inter-world war  colored by Asian trappings and a magical, mystical, wondrous feel &#8211; though the taste  Lee gives is frustratingly inadequate for those of us who prefer to glut on the finer things rather than savor them.</p>
<p>I&#8217;m fascinated by the disturbed, vulnerable, and highly dangerous young prisoners that protagonist Ling Yun is tasked with defeating, which she must do by translating their drawings of dragons into music. Ling Yun is also fascinated, and that&#8217;s what drives the story, which is certainly one of the better stories to grace <em>F&#38;SF</em>&#8217;s pages so far this year.</p>
<p><strong>&#8220;That Hell-Bound Train&#8221; by Robert Bloch</strong><br />
This issue&#8217;s classic reprint comes from the late 50s and carries that quirky, slightly moralistic mark of the <em>Twilight Zone</em> era. It concerns a  drifter who pulls his life together in a quest for happiness that begins when he makes a deal with the devil. In exchange for his soul he wins a watch that can stop time, so he&#8217;s looking for a moment of perfect happiness. Wine, women, and worldly success &#8211; he achieves all of them, but the question is when exactly to hit the switch? The story has the era&#8217;s trademark &#8220;gotcha&#8221; feel to it, but it&#8217;s as fine a specimen as you might hope for, and really called to mind those late-night reruns that were the introduction to science fiction for many of my generation.</p>
<p><strong>&#8220;Quickstone&#8221; by <a href="http://marclaidlaw.com/" target="_blank">Marc Laidlaw</a></strong><br />
My first introduction to the bard Gorlen Vizenfirthe came in last year&#8217;s &#8220;<a href="http://andyspackman.wordpress.com/2008/07/28/fantasy-science-fiction-august-2008/" target="_blank">Childrun</a>,&#8221; a  story that worked quite well but only hinted at the larger story behind Gorlen and his hand made of stone. Here in &#8220;Quickstone&#8221; Laidlaw puts Gorlen back on the track of the overall story arc and leaves me wishing for a Gorlen omnibus.</p>
<p>In the depths of a quarry Gorlen finds entrance to the stone bowels of the Earth where gargoyles congregate and contemplate the destruction of mankind. Not a safe place for a soft-fleshed human to wander, but Gorlen seeks the gargoyle who petrified his hand, hoping to somehow reverse the spell. But the stone hand proves more than a curse, it&#8217;s a link, and it&#8217;s made Gorlen part gargoyle himself. Anyone who feels that gargoyles are the most underappreciated of monsters will know that&#8217;s not necessarily a bad thing.</p>
<p>Some nice imagery, nicely realized gargoyles, and a slightly overblown finale make this a memorable yarn, and I think it may be the prelude to an unforgettable buddy story.</p>
<p><strong>&#8220;Shadow-Below&#8221; by <a href="http://www.robertreedwriter.com/" target="_blank">Robert Reed</a></strong><br />
As with Laidlaw&#8217;s story, the fact that Reed&#8217;s piece is part of a series feels very evident, giving that precious sense of  more fully-realized setting, story, and characters beneath the surface, but also leaving a bit of the third-wheel feeling you get when you&#8217;re the newcomer at a reunion of old friends.</p>
<p>This kept me from ever fully connecting with the story, though it offers intriguing glimpses of a future and some strong characters. Reed&#8217;s writing is always sharp without being showy, as when  a girl asks the protagonist a key question and Reed simply says &#8220;Very carefully, Shadow-Below said nothing.&#8221; Reed similarly slips some nice thoughts in, such as the idea that over-romanticizing the pre-Colombian American Indians is just another way to dehumanize them.</p>
<p>A good end for a remarkably strong issue.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El "Software Libre" como definición o concepto.]]></title>
<link>http://elmapacheuy.wordpress.com/2009/10/13/el-software-libre-como-definicion-o-concepto/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 20:13:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>elmapacheuy</dc:creator>
<guid>http://elmapacheuy.wordpress.com/2009/10/13/el-software-libre-como-definicion-o-concepto/</guid>
<description><![CDATA[Hola No es posible o práctico el definir al Software Libre dentro del marco de la redacción de un co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Hola No es posible o práctico el definir al Software Libre dentro del marco de la redacción de un co]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Free Software vs. Open Source]]></title>
<link>http://tuxfiles.wordpress.com/2009/10/10/free-software-vs-open-source/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 02:53:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Develux</dc:creator>
<guid>http://tuxfiles.wordpress.com/2009/10/10/free-software-vs-open-source/</guid>
<description><![CDATA[Pareciera que cuando uno lee Software Libre (o Free Software) y Código Abierto (u Open Source) fuera]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Pareciera que cuando uno lee Software Libre (o Free Software) y Código Abierto (u Open Source) fueran sinónimos pero en realidad tienen algunas diferencias entre si, que si bien pequeñas no dejan de ser significativas.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Tampoco quiere decir que el software libre necesariamente tenga que ser “gratis” sino que muchas veces no es tan gratis ni tan libre.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Aquí vamos intentar mostrar los distintos conceptos sobre software libre, opensource y otras corrientes libres sobre el manejo del software y la forma de distribuirlo, modificarlo y utilizarlo por parte de los usuarios.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Software Libre</strong></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">De acuerdo a la definición de la Free Software Fundation, el Software Libre es software que le da la libertad al usuario de estudiarlo, modificarlo y compartirlo ya que considera al usuario Libre. El “Free” o el “Libre” de la definición del Software Libre, segun la FSF, tiene que ver mas con la “libertad” de uso y no del “precio” del software. O sea, no hay que confundir el término “Free” como que tiene que ser obligatoriamente “Gratis”, por eso no hay que asociar el “Software Libre” con “Software Gratuito” ya que algunas veces no es lo mismo.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">La Free Software Fundation fue fundada por Richard Stallman alla por 1984. En esos años Stallman trabajaba en un laboratorio donde recibieron como donación, de una empresa externa, una impresora y era utilizada en red por los que trabajaban alli. Pero como la impresora sufria de atascamientos constantes Stallman decidió solucionar el problema e intentó hacer un sistema de envio de señales para saber cuando el papel se atascaba en la impresora o cualquier otro error. Para ello necesitaba el software del driver de la impresora y fue a pedirles el código fuente de los controladores a la empresa que fabricaba la impresora y le comentó lo que queria hacer, pero la empresa se negó.</p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignright">
<dt><img title="Richard Stallman" src="http://img403.imageshack.us/img403/9537/pressrichardstallmankd4.jpg" alt="Richard Stallman" width="163" height="109" /></dt>
<dd>Richard Stallman</dd>
</dl>
</div>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">En los años 70 todavia el boom de la informática no se habia desatado y generalmente se daba en el ámbito universitario. Ya para los 80 la cosa cambió un poco, existia más software privativo con restricciones de desarrollo y si se encontraba algún error en el código solamente se podia notificar a la empresa dueña del software.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --> <!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --> <!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">En este contexto y a partir del problema que tuvo con la impresora, Stallman, comenzó a trabajar en el proyecto<a href="http://www.gnu.org/" target="_blank">GNU</a> (para desarrollar un sistema operativo “Unix-Like” totalmente libre) para luego fundar la Free Software Fundation. Él introdujo la definición de Software Libre y el concepto de&#8221;<a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Copyleft" target="_blank">CopyLeft</a>&#8221; (algo parecido al copyrigth pero al reves) que él mismo desarrollo para darle más libertad a los usuarios y menos chances de la apropiación del software.</p>
<p>Cuando hablamos de Software Libre está implícito la garantía de las siguientes cuatro libertades:</p>
<ul>
<li>Libertad 0: Libertad de usar el programa, con cualquier propósito.</li>
<li>Libertad 1: Libertad de estudiar como funciona el programa, modificarlo y adaptarlo a nuestras necesidades.</li>
<li>Libertad 2: Libertad de distribuir copias del programa con lo cual puedes ayudar a tu prójimo.</li>
<li>Libertad 3: Libertad de mejorar el programa y hacer públicas esas mejoras a los demas, de modo que toda la comunidad se beneficie.</li>
</ul>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">La libertad 0 implica que el usuario puede usar el software de cualquier manera que lo desee.</p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">La libertad 1 nos da la posibilidad de poder ver el codigo fuente, estudiarlo, ver su funcionamiento y saber como hace lo que hace, además de poder adaptarlo a nuestras necesidades particulares.</p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">La libertad 2 nos da la libertad de distribuir este software sea por el medio que sea y con o sin costo (generalmente cuando es con costo es el costo de la distribución, no un costo por “comprar” el software).</p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">La libertad 3 nos da la posibilidad de ver de como mejorar el software para el beneficio de la comunidad y estas modificaciones exponerlas a la comunidad para que otro las pueda estudiar y tal vez mejorarlas. Las libertades 1 y 3 requieren el código fuente.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Dado que no siempre el software libre tiene que ser gratis, se puede hablar de “software libre de uso” si por lo menos cumple con 2 libertades de las antes mencionadas, la 0 y la 2, aunque no cumpla con todas las libertades antes expuestas para poder ser catalogado como “libre”.</p>
<p style="text-align:center;">
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d2/Mapa_conceptual_software_libre.png"><img title="Mapa Conceptual del Software Libre" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d2/Mapa_conceptual_software_libre.png" alt="Mapa Conceptual del Software Libre" width="472" height="326" /></a></dt>
<dd>Mapa Conceptual del Software Libre</dd>
</dl>
</div>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Open Source</strong></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">El Código abierto (u Open Source) tiene un punto de vista mas orientado a los beneficios prácticos de compartir código que a cuestiones morales y/o filosóficas a las que apunta el Software Libre.</p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">
<p><img class="alignleft" src="http://www.opensource.org/files/garland_logo.png" alt="Open Source" width="80" height="80" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">El concepto de Código abierto nació en el año 1998 para poder utilizarlo como reemplazo, en aquellos años, al ambiguo nombre del Software Libre. Como se dijo anteriormente el término “Free” significa distintas cosas dependiendo el contexto en donde se lo emplee. Puede ser libre de uso pero no gratuito o puede ser gratuito y libre de uso.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Mas que nada el término “Codigo Abierto” se refiere a la posibilidad de ver el código fuente del programa. Pero el concepto va mas alla de el simple hecho de ver el código sino que la idea de que todos puedan ver el código fuente es que este evolucione, mejore y se desarrolle segun las necesidades de los usuarios. Se corrigen los errores de manera mucho mas rápida que si lo hiciera una empresa con software privativo y por ende una producción de software mejor.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Como en Software Libre, el Código abierto también tiene una serie de requisitos que cumplir para poder ser considerado Código abierto:</p>
<ul>
<li>Libre redistribución: el software debe poder ser regalado o vendido libremente.</li>
<li>Código fuente: el código fuente debe estar incluido u obtenerse libremente.</li>
<li>Trabajos derivados: la redistribución de modificaciones debe estar permitida.</li>
<li>Integridad del código fuente del autor: las licencias pueden requerir que las modificaciones sean redistribuidas sólo como parches.</li>
<li>Sin discriminación de personas o grupos: nadie puede dejarse fuera.</li>
<li>Sin discriminación de áreas de iniciativa: los usuarios comerciales no pueden ser excluidos.</li>
<li>Distribución de la licencia: deben aplicarse los mismos derechos a todo el que reciba el programa</li>
<li>La licencia no debe ser específica de un producto: el programa no puede licenciarse solo como parte de una distribución mayor.</li>
<li>La licencia no debe restringir otro software: la licencia no puede obligar a que algún otro software que sea distribuido con el software abierto deba también ser de código abierto.</li>
<li>La licencia debe ser tecnológicamente neutral: no debe requerirse la aceptación de la licencia por medio de un acceso por clic de ratón o de otra forma específica del medio de soporte del software.</li>
</ul>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">FOSS</span></strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">FOSS o Free and Open Source Software es la sigla que define al software libre y de código abierto sin hacer incapié en las diferencias entre estas 2 definiciones. Tambien se lo puede encontrar como FLOSS que significa Free/Libre/Open Source Software.</p>
<p style="text-align:center;">
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/79/MapaConceptualFLOSS.png"><img title="Mapa conceptual de un FLOSS" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/79/MapaConceptualFLOSS.png" alt="Mapa conceptual de un FLOSS" width="491" height="414" /></a></dt>
<dd>Mapa conceptual de un FLOSS</dd>
</dl>
</div>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Métodos de licenciamiento</span></strong></p>
<p>Segun la <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Licencia_de_software" target="_blank">definición</a> encontrada en Wikipedia:<em><br />
</em></p>
<blockquote><p><em>&#8220;Una licencia de software es un contrato entre el licenciante (autor, dueño de los derechos) y el licenciatario (usuario, empresa que usa el software) para utilizar el software cumpliendo una serie de clausulas y condiciones establecidas en la licencia.</em></p>
<p><em>Las licencias de software pueden establecer entre otras cosas: la cesión de determinados derechos del propietario al usuario final sobre una o varias copias del programa informático, los límites en la responsabilidad por fallos, el plazo de cesión de los derechos, el ámbito geográfico de validez del contrato e incluso pueden establecer determinados compromisos del usuario final hacia el propietario, tales como la no cesión del programa a terceros o la no reinstalación del programa en equipos distintos al que se instaló originalmente.&#8221;</em></p></blockquote>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Ahora bien, dentro de lo que es el software libre y el open source, existen distintos tipos de licencias o licenciamientos que lo que hacen es preservar al usuario para el libre uso del software bajo ellas.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Existen varios tipos de licencias en lo que respecta al software libre, entre ellas estan la BSD, GPL, Apache, ZLib, MPL (Mozilla) entre las más conocidas. La licencia GPL es la que impulsa la Free Software Fundation basada en la licencia Copyleft. Bajo el contexto de esta licencia si un programa es distribuido y modificado esas modificaciones también tienen que estar bajo GPL y además el codigo fuente de este programa gajo licencia GPL no puede ser utilizado en otro programa con licencia incompatible a esta.</p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Otra forma de licenciamiento es la de “Dominio Público”. Este método de licenciamiento no tiene proteccion alguna de derechos de autor, por ende, cualquiera que se descargue el código fuente y lo modifique tendria la posibilidad de hacer privativo ese software con las modificaciones. El término dominio público mas que un término para nombrar a una licencia es un término legal que significa “sin derechos de autor”. Se podria dar el caso de que el ejecutable de este programa este bajo la licencia de domino público pero sus fuentes no (algo asi como un freeware) pero este no puede ser considerado software libre.</p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt><a href="http://www.gnu.org/philosophy/category.es.jpg"><img title="Diagrama de licencias" src="http://www.gnu.org/philosophy/category.es.jpg" alt="" width="243" height="174" /></a></dt>
<dd>Diagrama de licencias</dd>
</dl>
</div>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Este diagrama nos muestra los distintos tipos de licenciamiento (sin caer en la licencia especifica) y como se relacionan entre si.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">A la izquierda de la imgen vemos las licencias del tipo abiertas y/o de dominio público como ser la GPL, Copyleft o misma la de Open Source o Codigo Abierto y a la derecha las licencias del tipo privativas, cerradas o sharewares.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Hay un conjunto que engloba a unos tipos de licencias con las otras que es la descarga gratuita. Muchas veces se puede descargar gratuitamente un programa pero no se pueden descargar los fuentes pero si se puede usar libremente, es ahi donde entra la licencia Freeware donde este puede ser descargado y el programador no cobra licencia pero el codigo fuente no esta disponible para ser descargado, aunque no tiene una definicion en concreto. Distinto es la licencia Shareware donde el usuario tiene que pagar por la licencia a pesar de tener la posibilidad utilizarlo.</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Copyleft</span></strong></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 67px"><img title="Copyleft" src="http://img515.imageshack.us/img515/6552/copyleft.png" alt="" width="57" height="81" /><p class="wp-caption-text">Copyleft</p></div>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Si hiciera un programa y quisiera compartirlo con todos bastaria con que lo ponga en dominio público para que todo el mundo que lo quiera y/o lo necesite lo descargue y también descargue sus fuentes para adaptarlo a lo que necesiten pero, como antes se describió, esta forma de licenciamiento tiene el problema de que no tiene protección alguna de derechos de autor, por lo tanto, cualquiera que descargue las fuentes del programa y lo modifique podria poner ese programa modificado bajo una licencia privativa. Para salvar esto es donde entra la licencia Copyleft.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">La licencia Copyleft le permite a cualquiera que distribuya el programa con o sin cambios tiene que dar la libertad al usuario de poder volverlo a distribuir y/o modificarlo aún mas. El Copyleft garatiza al usuario la libertad de utilizar como quiera el sofware.</p>
<p>Según la explicación que se da del Copyleft en la página de GNU:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Para cubrir un programa con `copyleft&#8217;, primero reservamos los derechos; luego añadimos términos de distribución, los cuales son un instrumento legal que le dan a todo el mundo los derechos a utilizar, modificar, y redistribuir el código del programa o cualquier programa derivado del mismo, pero solo si los términos de distribución no son cambiados. Así, el código y las libertades se hacen legalmente inseparables.&#8221;</em></p></blockquote>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">El Copyleft le asegura al usuario la libertad de poder utilizar el programa como desee a diferencia del copyright que no garantiza la libertad de los derechos del usuario sobre el programa sino que el licenciante se reserva los derechos de hacer lo que quiera con el, ya sea cobrar por el, no dar el código fuente, etc.</p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Conclusión</strong></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Ya tuvimos un pantallazo general de la filosofia sobre el Software Libre y la practicidad a la que apunta el Open Source. En lo escrito antes se muestra como es que a pesar de parecer dos cosas totalmente distintas tienen muchas similitudes.</p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">El Linux (como mayor exponente en lo que es el Software libre y el open source) no solo generó una revolución tecnológica sino que también una revolución filosofica dentro de la informática.</p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">Gracias a todas estas personas que trabajaron y trabajan aportando sus conocimientos, ideas y esfuerzos de programación hacen que, tanto el sofware libre y el open source, la comunidad “libre” crezca cada dia mas y haya cada vez mucha mas gente participando y abriendo su cabeza a las nuevas ideas.</p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="es-ES">
<p>Fuentes:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.fsf.org" target="_blank">Free Software Fundation</a></li>
<li><a href="http://www.opensource.org/" target="_blank">Open Source Initiative</a></li>
<li><a href="http://www.gnu.org/" target="_blank">GNU</a></li>
<li><a href="http://www.gnu.org/copyleft/copyleft.es.html" target="_blank">Copyleft</a></li>
<li><a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Software_Libre" target="_blank">Software libre en Wikipedia</a></li>
<li><a href="http://es.wikipedia.org/wiki/C%C3%B3digo_abierto" target="_blank">Código Fuente en Wikipedia</a></li>
<li><a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Definici%C3%B3n_de_Open_Source" target="_blank">FOSS</a></li>
<li><a href="http://www.gnu.org/philosophy/open-source-misses-the-point.es.html" target="_blank">Por qué el código abierto pierde el punto de vista del Software Libre</a></li>
<li><a href="http://www.gnu.org/philosophy/categories.es.html" target="_blank">Categorias de software libre y no libre</a></li>
<li><a href="http://www.maestrosdelweb.com/editorial/licencias-libres-de-software-ii/" target="_blank">Licencias libres de Software</a></li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dust 514 - GDC Europe Trailer (HD)]]></title>
<link>http://gossipgirlmd.wordpress.com/2009/10/09/dust-514-gdc-europe-trailer-hd/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 16:39:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alexandra</dc:creator>
<guid>http://gossipgirlmd.wordpress.com/2009/10/09/dust-514-gdc-europe-trailer-hd/</guid>
<description><![CDATA[In this two minute trailer shown at GDC Europe that showcases DUST 514, CCP Games&#8217; console FPS]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/87hkvHdpaIU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/87hkvHdpaIU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>In this two minute trailer shown at GDC Europe that showcases DUST 514, CCP Games&#8217; console FPS compliment to EVE Online. DUST 514 will play a key role in the sovereignty of territory in EVE Online.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
