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	<title>fulvio-abbate &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/fulvio-abbate/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "fulvio-abbate"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 02:47:02 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Parte &quot;Lo schiacciapatate&quot;]]></title>
<link>http://rioblog.wordpress.com/?p=681</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 23:58:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
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<description><![CDATA[AL VIA DA OGGI LA NUOVA VIDEORUBRICA DELLO SCHIACCIAPATATE.Fin dai tempi dell’homo habilis, schiacci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://rioblog.files.wordpress.com/2009/10/image.png"><img style="border-bottom:0;border-left:0;border-top:0;border-right:0;" src="http://rioblog.files.wordpress.com/2009/10/image_thumb.png?w=304&#038;h=188" border="0" alt="image" width="304" height="188" /></a></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>AL VIA DA OGGI LA NUOVA VIDEORUBRICA DELLO SCHIACCIAPATATE</strong>.</span>Fin dai tempi dell’<em>homo habilis</em>, schiacciare è stato di fondamentale importanza per l’uomo. In passato e spesso tutt’ora si <em>schiacciano</em> bacche, noci, legumi, foglie per medicamenti e unguenti, si <em>schiacciano</em> brufoli per mantenere un discreto decoro estetico, si <em>schiacciano</em> pisolini pomeridiani per ricaricare un corpo gravato da sforzi fisici. Si <em>schiacciano</em> gli avversari quando li si vincono senza possibilità di riscatto, si <em>schiacciano</em> pulsanti che salvano vite, e si <em>schiacciano</em> anche quelli che le distruggono. Si schiacciano anche quei fantastici cuscinetti d’aria che si trovano nei pacchi per preservare gli oggetti fragili. Si possono uccidere diversi animali <em>schiacciandoli</em> come ragni, scarafaggi, mosche, zanzare se non animali di più larga stazza (ma già per un gatto o un riccio è necessaria una automobile di media cilindrata). <em>Schiacciare</em> è un terribile verbo di morte. Ma è anche un verbo di successo: nella pallavolo, per esempio, <em>schiacciare</em> la palla è assolutamente necessario a certi livelli per poter superare la difesa avversaria e fare punto. Nella pallacanestro <em>schiacciare</em> è meno importante, ma comunque assicura quasi sempre i due punti al suo autore, e spesso aumenta il tasso di spettacolarità dell’incontro, addirittura portando il campionato statunitense di basket a promuovere una gara di schiacciate tutti gli anni, per divertire gli spettatori. <em>Schiacciare</em> può anche essere un verbo disastroso, soprattutto se lo adoperi contro i piedi della bellissima partner che si è offerta, certamente per l’ultima volta in vita sua, di ballare con un bruttino che si schiaccia i brufoli come te. Per fortuna che <em>schiacciare</em> è anche un verbo poetico, anche se in realtà sempre usato negativamente. Per Baudelaire l’Angoscia <em>schiaccia</em> la nostra testa piantando vittoriosa la propria bandiera sulle nostre nuche, mentre per Leopardi l’uomo è <em>schiacciato</em> dalla malignità della natura. <em>Schiacciare</em> è un verbo politico in quanto l’analisi marxista degli elementi che compongono la società ci porta a pensare che i padroni <em>schiacciano</em> il proletario tra politiche che mirano a preservare gli utili a discapito del loro salario. C’è chi si sente <em>schiacciato</em> dalle meccaniche crudeli del mondo e chi crede che il superuomo <em>schiaccerà</em> i più deboli tendendosi verso la divinità. Infine la cucina. Si <em>schiacciano</em> aglio, prezzemolo, basilico, pomodoro e purtroppo involontariamente a volte uova, ma più di ogni cosa, le patate.Esiste un utensile indispensabile, lo <strong>SCHIACCIAPATATE</strong>. Lo schiacciapatate necessita dell’uso di entrambe le mani, di cui una deve avere il pollice opponibile, l’altra addirittura deve saper produrre un moto circolare uniforme. E’ un oggetto complesso ma allo stesso tempo molto semplice, che trasforma un tubero duro come la patata in: purè, sufflè, gateau, ripieni per torte dolci, tortini salati e crocchette. E’ un oggetto quasi magico, trasformante, entra una cosa e ne esce un’altra.</p>
<p><a href="http://rioblog.files.wordpress.com/2009/10/schiacciapatate2.jpg"><img style="border-bottom:0;border-left:0;border-top:0;border-right:0;" src="http://rioblog.files.wordpress.com/2009/10/schiacciapatate_thumb.jpg?w=180&#038;h=180" border="0" alt="Schiacciapatate" width="180" height="180" /></a></p>
<p><strong><em>Perché sceglierlo come simbolo di questa rubrica? Per tutto questo. E forse anche perché guardandoci attorno, vedendo tutto ciò che ci circonda, che rappresenta la nostra società civile, che rappresenta il nostro Paese e più in generale gli equilibri del mondo, iniziamo seriamente a percepire che una certa parte del nostro corpo sia dentro un enorme metaforico e metafisico schiacciapatate.</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il club dei pettegolezzi]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/05/11/il-club-dei-pettegolezzi/</link>
<pubDate>Mon, 11 May 2009 15:19:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma 3 giugno – ore 18.30Piazzale Ponte Milvio 21-24 Libreria Pallotta Daniela Grandi presenta il su]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;"><a href="http://fidest.wordpress.com/files/2009/05/grandi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6424" title="grandi" src="http://fidest.wordpress.com/files/2009/05/grandi.jpg" alt="grandi" width="158" height="252" /></a>Roma 3 giugno – ore 18.30Piazzale Ponte Milvio 21-24 Libreria Pallotta Daniela Grandi presenta il suo libro Il club dei pettegolezzi Con l’Autrice intervengono: Fulvio Abbate e Luca Telese Tra vino, cappuccini, birra, tisane e brioche, vanno in scena le giornate di “sei amiche al bar”, sei trentenni alla ricerca dell&#8217;altra metà. Le disavventure sentimentali e professionali delle nostre giovani donne si alternano a deliranti e improvvisi trionfi. Un felice connubio di amore, amicizia, saggezza, lacrime e frizzanti risate. Un libro da non perdere per la leggerezza di quei giorni raccontati per gioco. Amanda, Anna, Ilaria, Gloria, Laura e Sole, le nostre eroine, con i loro amori persi e quelli ritrovati, i sospirati appuntamenti, le drastiche diete, gli inevitabili tradimenti, gli incontri improvvisi, le colleghe invadenti e i capi arroganti sono un po&#8217; tutte noi e con la loro straripante allegria riusciranno a commuoverci e convincerci. Amanda, redattrice in una piccola televisione di provincia è relegata a occuparsi di spiccioli eventi cittadini e a condividere la scrivania con le molte stagiste di passaggio, proprio lei che da piccola sognava di diventare una reporter di guerra alla Fallaci. Dopo una triste disavventura sentimentale capisce che è ora di dare una svolta alla sua vita e decide di iscriversi ad una agenzia matrimoniale. Amanda nella sua rocambolesca ricerca del principe azzurro da sempre coltiva una silenziosa passione: Mathieu, il suo amico del cuore.  Attraverso racconti dettagliati intorno ad una bottiglia di buon vino o – alle brutte – sorseggiando una tisana fumante, Laura, Gloria, Ilaria, Anna e Sole  supporteranno Amanda, accompagnandola nel corso di tutta la storia e diventando loro stesse protagoniste di vicende parallele spesso paradossali e divertenti.<br />
Daniela Grandi è di Parma, vive a Roma ma vorrebbe vivere a Bologna o a New York. Ha quasi quarant&#8217;anni e questo, davvero, le sembra impossibile. È giornalista della redazione Cultura-Spettacoli del Tg la7. Nel tempo libero ama leggere, andare al cinema e  ridere. (foto grandi)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Le differenze tra pubblico e privato nel divorzio Berlusconi-Veronica Lario]]></title>
<link>http://gdzito.wordpress.com/2009/05/03/le-differenze-tra-pubblico-e-privato-nel-divorzio-berlusconi-veronica-lario/</link>
<pubDate>Sun, 03 May 2009 23:20:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>gdzito</dc:creator>
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<description><![CDATA[Che Miriam Bartolini (Veronica Lario) divorzi da Berlusconi cosa me ne può fregare? Niente! Non me n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Che Miriam Bartolini (Veronica Lario) divorzi da Berlusconi cosa me ne può fregare? Niente! Non me ne frega niente! Mi associo allo scrittore Fulvio Abbate e quindi a Teledurruti. I</p>
<p>Però non si fa altro che discutere del loro divorzio, senza badare al fatto che il divorzio in sé non è altro che una questione privata. Allora dove sta il problema? Nelle condizioni al contorno, ovvero alle accuse poste dalla Lario al premier, cioè i fatti pubblici.</p>
<p>La futura ex moglie di Berlusconi dice che il marito «frequenta minorenni» che «non sta bene», ma i telegiornali <em>malati</em> di gossip parlano solo del divorzio. Lo staff arcoriano dopo la decisione presa dallo stesso Presidente del Consiglio con Bonaiuti e Letta rimane in silenzio e di conseguenza si adattano anche i giornalisti. Al massimo si cita il gossip, poi tutto normale, perché in ogni caso è stata la stessa Veronica Lario a mandare la comunicazione all&#8217;ANSA.</p>
<p><a title="febbre suina" href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/05/03/febbre_suina.html" target="_blank">Questo post</a> su voglioscendere racchiude anche il mio pensiero, leggetelo! Da parte mia non ritengo la Lario una gran donna o  «il capo dell&#8217;opposizione» come vorrebbe far credere Vittorio Sgarbi; avrebbe potuto esternare prima la sua indignazione rendendosi così meno complice di questa «mignottocrazi» semi-democratica. Da oggi sarà attaccata a più non posso dai giornali e dalle televisioni berlusconizzate e infatti i primi commenti sono già partiti. In ogni caso non dimentichiamo che è usanza di Berlusconi mischiare pubblico e privato, a tal proposito <a title="commento zucconi" href="http://tv.repubblica.it/copertina/privato-pubblico-nessuna-differenza/32389?video" target="_blank">Vittorio Zucconi fa una analisi</a>.</p>
<p>Mi appunto e riporto le seguenti frasi di Veronica Lario, le trovate anche nel post su voglioscendere, che sono la<strong> parte pubblica</strong> di questa vicenda:<em><strong></strong></em></p>
<ul>
<li><em><strong>«Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni…</strong> perché la ragazza minorenne la conosceva prima che compisse 18 anni: magari fosse sua figlia…»</em></li>
</ul>
<ul>
<li><em>«Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con <strong>una persona che non sta bene</strong>. E’ stato tutto inutile.»</em></li>
</ul>
<p>Insomma è inutile commentare il divorzio, ma le cause che lo hanno genrato, cioè i fatti pubblici.</p>
<p>Riporto il video di Teledurruti:</p>
<p style="text-align:center;"><a title="teledurruti divorzio berlusconi" href="http://www.youtube.com/watch?v=wsVZ4OHkzMc" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-415" title="teledurruti-larioberlusc1" src="http://gdzito.wordpress.com/files/2009/05/teledurruti-larioberlusc1.jpeg" alt="teledurruti-larioberlusc1" width="510" height="309" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[l’Ombra del Riformista, 29 marzo 2009]]></title>
<link>http://tritone52.wordpress.com/2009/03/28/l%e2%80%99ombra-del-riformista-29-marzo-2009/</link>
<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 17:57:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>barberini52</dc:creator>
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<description><![CDATA[copy by Annamaria testa Domani su Ombra, la domenica del Riformista Una questione di Testa (Annamari]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 337px"><img src="http://spotanatomy.libero.it/media/gioconda-ferrarelle.jpg" alt="copy by Annamaria testa" width="327" height="476" /><p class="wp-caption-text">copy by Annamaria testa</p></div>
<p>Domani su Ombra, la domenica del <a href="http://www.ilriformista.it/" target="_blank">Riformista </a></p>
<p>Una questione di Testa (Annamaria) di Tonia Mastrobuoni</p>
<p>Raffaele Fiengo, 40 anni di lotta e di Corriere  di Alberto Alfredo Tristano</p>
<p>Al gaio intelletto piace “Amici” e le defilippiche di Luca mastrantonio</p>
<p>Parwin Mushthal, la sventura di essere donna in Afghanistan di Emanuele Giordana</p>
<p>Le memorie di Lanzmann, Dall’olocausto alla de Beauvoir di Guido Vitiello</p>
<p>e  le rubriche</p>
<p>Fulvia La Riformata di Fulvio Abbate</p>
<p>La Zona Cieca di Chiara Gamberale</p>
<p>Le strisce di Stefano Disegni</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dopo il Papa in Africa, ripenso alle "mujeres libres" (di Fulvio Abbate)]]></title>
<link>http://tritone52.wordpress.com/2009/03/24/la-fulvia-papa/</link>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 10:46:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>barberini52</dc:creator>
<guid>http://tritone52.wordpress.com/2009/03/24/la-fulvia-papa/</guid>
<description><![CDATA[Questa storia del papa che dice che laggiù in Africa non devono usare il preservativo, perché è cosa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.teledurruti.it/wp-content/fulviobio.jpg" alt="" width="288" height="227" /></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Questa storia del papa che dice che laggiù in Africa non devono usare il preservativo, perché è cosa sessualmente brutta e moralmente ingiusta, mi trova molto preparata. Nel senso che, almeno ai miei occhi di donna alogena della post-modernità, in questo caso c’è poco da ridere e perfino poco da incazzarsi. C’è, semmai, da montare sul suv e raggiungere a perdifiato la parrocchia dove a suo tempo i tuoi parenti ti battezzarono. Poi, una volta lì, farsi consegnare il registro dove il prete segnò l’atto, e scartavetrare via ogni traccia dell’avvenuto battesimo con le tue stesse mani.</p>
<p style="text-align:justify;">
Ma cominciamo dalle grandi domande, dall’assoluto: esiste il paradiso?</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Dice un mio amico che, se davvero dovesse esistere, perché mai i bravi cattolici quando sentono arrivare la fine non prendono a cantare e danzare contenti? Nel senso che se tu stai per passare “a miglior vita”, come usa dire, dovresti essere davvero euforico, dovresti ballare per lo meno come certi gruppi folkloristici irpini, tipo che in quei momenti i reparti di rianimazione dovrebbero assomigliare alla discoteca “Cocoricò” della Riviera romagnola anni Ottanta o anche al romano “Jackie ’O”, no? Il vero cattolico, sentendosi spacciato, dovrebbe insomma saltare di gioia sulla barella, agitarsi di soddisfazione al pensiero semplice di passare a una categoria superiore d’esistenza, al sei stelle dell’aldilà, sarebbe davvero il minimo. Invece è così che accade, pure al cattolico, al vero credente gli viene un muso lungo così al semplice pensiero della morte o perfino della naturale malattia, no, dimmi pure sbaglio?</p>
<p style="text-align:justify;">
Questa storia del papa che non vuole il preservativo per l’Africa mi fa pensare infatti che ci sia dietro un fondo di cattiveria, di ostinazione, di spietatezza nella chiesa titolare di tanta spietatezza. Ora io lo so che la chiesa non ha cuore ma soltanto amor proprio in nome della sua missione superiore, però se metto insieme tutte le cose che sono successe da quando c’è questo papa tedesco che viene dalla Congregazione per la dottrina della fede, cioè, dal Sant’Uffizio, cioè dall’Inquisizione, se metto insieme i tradizionalisti lefebvriani che pretendono la messa in latino, dunque per un circoletto ristretto, il vescovo, sempre di quella covata, che dice che non c’è stata la Shoah, se penso a certi altri discorsi che puntano tutto sull’idea della chiesa che sguaina nuovamente il gran cordone chiodato delle punizioni severe ed esemplari, bene, se penso tutte queste brutte cose mi torna in mente che poco più di settant’anni fa i preti benedivano i gagliardetti dei fascisti e le stesse armi dirette a combattere i “rossi”, metti, nella Spagna repubblicana, penso tutte queste cose e mi si risveglia il sentimento delle “mujeres libres”, che proprio nella Spagna in rivolta di allora dissero chiaro e tondo ai preti di girare alla larga, visto che la dignità non è negoziabile, visto che la gioia è un diritto e dunque i “cuervos negros” è bene che si diano una bella regolata.</p>
<p>www.teledurruti.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LETTERATURA|La rivoluzione di Abbate? Un paradosso da ridere]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2008/07/01/letteraturala-rivoluzione-di-abbate-un-paradosso-da-ridere/</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 18:20:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2008/07/01/letteraturala-rivoluzione-di-abbate-un-paradosso-da-ridere/</guid>
<description><![CDATA[Stasera alla Festa de L&#8217;Unità di Roma, verrà presentato l&#8217;ultimo libro di Fulvio Abbate,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Stasera alla Festa de L&#8217;Unità di Roma, verrà presentato l&#8217;ultimo libro di Fulvio Abbate, Quando è la rivoluzione</span></h3>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin-left:5px;margin-right:5px;" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/280/9788860732804g.jpg" alt="" width="200" height="304" />Un pretesto per raccontare gli anni settanta con ironia. Stasera alle ore 21, Fulvio Abbate presenterà il suo ultimo libro, <em>Quando è la rivoluzione</em> (ed. Baldini Castoldi Dalai), alla Festa de l&#8217;Unità, presso lo stand di Rinascita. In una Roma a cavallo tra gli anni &#8216;60 e gli anni &#8216;70, militanti dell&#8217;Unione dei comunisti italiani, <em>Servire il popolo</em>, occupano un ristorante, l&#8217;Antico Girarrosto, in cui si sta per svolgere una festa nuziale. Tra gli invitati al convitto, anche Drupi, l&#8217;idolo di tante fanciulle dell&#8217;epoca, e anche della giovane sposa Serena. La rivoluzione si consuma a partire dal <em>Bandiera rossa</em> intonato da Claudio Villa.</p>
<p style="text-align:justify;">Alberto Moravia, Ugo Tognazzi, il fantasma di Ornella Muti e Mario Schifano, le altre figure evocate da questo spassoso spaccato dell&#8217;epoca, offerto da un Abbate impegnato, originale e ironico,che in passato aveva affrontato altre tematiche legate alla capitale. Quando è la rivoluzione, è una storia comica, che giungerà a una paradossale conclusione quando tutta la comitiva si sposterà all&#8217;interno degli stabilimenti di Cinecittà. L&#8217;incontro di stasera offrirà la possibilità di affrontare con l&#8217;autore, in compagnia di Stefano Ferrante, non solo argomenti toccanti e di grande centralità storica come il terrorismo, male imperante di quel decennio, ma anche entrare nel merito della vita quotidiana, delle illusioni e le speranze di quella generazione ribelle.</p>
<p style="text-align:right;">Simone Di Stefano &#8211; Pubblicato su <a href="http://www.unita.it/"><span style="color:#36769c;">L’Unità</span></a> del 01-07-2008</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Servire il Popolo]]></title>
<link>http://carlomelina.wordpress.com/2008/03/16/servire-il-popolo/</link>
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 11:49:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlomelina</dc:creator>
<guid>http://carlomelina.wordpress.com/2008/03/16/servire-il-popolo/</guid>
<description><![CDATA[“In ogni caso la storia ha più fantasia di noi.” “Quando è la rivoluzione” si apre con una menzione ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">“In ogni caso la storia ha più fantasia di noi.” “Quando è la rivoluzione” si apre con una menzione di Marx via Althusser che gli sketch esilaranti susseguentisi nel romanzo non faranno che smentire. Nel mondo in cui viviamo, difatti, a un cantante squattrinato, metti a uno come Pete Doherty, uno che si sta esibendo presso la residenza privata di un&#8217;adolescente in cambio di 100 sterline versate doverosamente in anticipo da un anonimo genitore, al peggio può succedere di essere interrotto dai paparazzi (cfr. <a href="http://www.thesuperficial.com" target="_blank">www.thesuperficial.com</a>).</p>
<p><!--more--></p>
<p align="justify">Nel mondo fantastico di <a href="http://www.teledurruti.it/" target="_blank">Fulvio Abbate</a>, un mondo in cui s&#8217;irridono le giaculatorie maoiste di quegli anni innominabili &#8211; ancorché detti “formidabili” da chi fa i conti più con la nostalgia che non con l&#8217;esito delle proprie militanze &#8211; può invece succedere che a un cantante alla moda, metti proprio a Drupi, uno che si sta esibendo al matrimonio di Serena e Canio, a Velletri, in via dei Laghi, dietro ingaggio di Stelvio Perilli, il padre della sposa, “mica n’imbecille”, che il ritornello di “Sereno è” resti in gola causa incorsa insurrezione. “E mo&#8217;?” E mo&#8217;, mentre l&#8217;eco di Bandiera Rossa feat. Claudio Villa s&#8217;espande fino a Cinecittà e il matrimonio di Serena e Canio diventa “matrimonio comunista” (dribblati l&#8217;inutile eresia e il fortunoso amplesso stile Caos Calmo) s&#8217;insediano i protagonisti di quegli anni &#8211; mica gli intellos di Servire il Popolo. Alberto Moravia, Marco Bellocchio, Dario Fo e le altre eminenze laiche della morale rivoluzionaria infatti non fanno che da corredo alla fantasmagoria enciclopedica di un&#8217;umanità con cui l&#8217;autore stesso dimostra di avere una confidenza più che consolidata. E&#8217; l&#8217;umanità imperfetta e imperscrutabile di Roma, la città ampiamente svelata da Abbate nella sua guida non conformista pubblicata da Cooper nel 2007. La capitale dei preti, dei nobili e dei burini, i cui angoli sono battuti da padre Ancona, Lady Norchia, Marinella Cacciavillani e altri meravigliosi portavoce di altrettanto meravigliose teste che, con esuberante naturalezza, si muovono ora come freddi cronisti, ora come appassionati portatori del cherigma. Prima che il dogma rivoluzionario si sveli per quel che è, un progetto troppo perfetto per aver bisogno di uomini, come nei più riusciti esempi di auto-fiction l&#8217;opera comica di Abbate si chiude con l&#8217;epifania dell&#8217;autore, appena quindicenne, all&#8217;epoca evidentemente ignaro del suo prossimo destino di fustigatore delle ideologie sconfitte dalla fantasia degli uomini. (Carlo Melina)</p>
<p>pubblicato sul Foglio del 15/03</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SALIRE SULL’ASCENSORE LEGGENDO FUMETTI.]]></title>
<link>http://associazionemirada.wordpress.com/2008/02/28/salire-sull%e2%80%99ascensore-leggendo-fumetti/</link>
<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 11:27:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
<guid>http://associazionemirada.wordpress.com/2008/02/28/salire-sull%e2%80%99ascensore-leggendo-fumetti/</guid>
<description><![CDATA[Il disegnatore de “L’Unità” Petrella in Libreria SABATO 1 MARZO ORE 18 Galleria Mirada – Libreria In]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il disegnatore de “L’Unità” Petrella in Libreria<br />
SABATO 1 MARZO ORE 18<br />
Galleria Mirada – Libreria Interno 4<br />
Via Mazzini 83 Ravenna</p>
<p><a href='http://associazionemirada.wordpress.com/files/2008/02/cop-petrella2.jpg' title='petrella'><img src='http://associazionemirada.wordpress.com/files/2008/02/cop-petrella2.jpg' alt='petrella' /></a></p>
<p>	Un altro appuntamento all’insegna dell’incontro d’autore in Galleria Mirada – Libreria Interno 4 di Ravenna: sabato 1 marzo il disegnatore romano Marco Petrella presenta l’elegante libro edito da <a href="http://www.mattioli1885.com">Mattioli 1885</a>, Racconti per ascensore.<br />
Ogni settimana Marco Petrella fa capolino sulle pagine de &#8220;l&#8217;Unità&#8221;, con una sua recensione disegnata, un modo nuovo di &#8216;vedere&#8217; un romanzo attraverso le sue tavole a china. In questo è insieme lettore, critico e autore. Ma la passione per la letteratura e la volontà di raccontare disegnando hanno portato l’autore a raccogliere 27 storie originali di Jonathan Lethem ,Rick Moody, Maurizio Maggiani, Aimee Bender,Paolo Nori,Aldo Gianolio ed altri: una modalità sperimentale, che ha portato una manciata di parole a diventare un libro curioso e raffinato.<br />
Icastici racconti, uniti dal tratto del disegnatore romano che dimostrano come anche nel fumetto sia possibile cimentarsi con il racconto breve e fulminante. </p>
<p>Nota biografica<br />
Marco Petrella ha collaborato con quotidiani e riviste quali &#8220;il Manifesto&#8221;, &#8220;Diario&#8221;, &#8220;Musica!&#8221; di &#8220;Repubblica&#8221;, &#8220;Cuore&#8221;, &#8220;Liberazione&#8221;. Come disegnatore per bambini ha illustrato un “Istrice” di Salani. Attualmente collabora settimanalmente con &#8220;l&#8217;Unità&#8221; dove recensisce romanzi attraverso il linguaggio del fumetto. È in uscita per Cooper Libri in tavola, raccolta delle migliori recensioni comparse sul quotidiano. </p>
<p>Prossimo appuntamento del mese<br />
Sabato 15 marzo ore 18 Vanna Vinci presenta “La bambina filosofica”, Kappa Edizioni: Vanna Vinci (Cagliari 1964) è una disegnatrice che riesce a spaziare dalle serie Bonelli, al manga d’autore, alla creazione di libri autoriali fortemente caratterizzati dalla mano e dalla testa dell’autrice. “La bambina filosofica” è la sua realizzazione più sovversiva e al contempo delicata. La bambina filosofica è nichilista. Il mondo che la circonda è barbarie, e come unico alleato ha ormai solo l&#8217;opera di Thomas Bernard, che legge e rilegge condividendone appieno ogni concetto. È sicuramente un nuovo classico da posizionare accanto a Mafalda e Calvin &#38; Hobbes. </p>
<p>Presegue fino al 5 aprile la mostra di Mara Cerri in Galleria Mirada<br />
La mostra di Mara Cerri al Teatro Rasi è invece aperta fino al 9 marzo</p>
<p>Per info:</p>
<p>Galleria MIRADA – Libreria Interno 4<br />
Via Mazzini 83 Ravenna<br />
Tel +39 0544 217359<br />
<a href="mailto:info@mirada.it">info@mirada.it</a><br />
<a href="http://www.mirada.it">www.mirada.it</a><br />
Orari di apertura Galleria Mirada:<br />
dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 chiuso il giovedì pomeriggio e la domenica.</p>
<p>Teatro Rasi<br />
Via di Roma n.39, Ravenna<br />
Tel ++39 0544 36239<br />
<a href="mailto:nobodaddy@ravennateatro.com">nobodaddy@ravennateatro.com</a><br />
<a href="http://www.ravennateatro.com/nobodaddy">www.ravennateatro.com/nobodaddy</a><br />
Orari di apertura Teatro Rasi:<br />
dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 e durante tutte le aperture di spettacolo.</p>
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