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	<title>furbetti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/furbetti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "furbetti"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 05:54:20 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Domani sera a Lodi: "Il quartierino della finanza quattro anni dopo: cosa è cambiato?"]]></title>
<link>http://adelantelodi.wordpress.com/2009/11/25/domani-sera-a-lodi-il-quartierino-della-finanza-quattro-anni-dopo-cosa-e-cambiato/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 15:23:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>michelemerola</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Il quartierino della finanza quattro anni dopo: cosa è cambiato?&#8221; Giovedì 26 novembre 2]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Il quartierino della finanza quattro anni dopo: cosa è cambiato?&#8221; Giovedì 26 novembre 2]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Domani sera a Lodi: "Il quartierino della finanza quattro anni dopo: cosa è cambiato?"]]></title>
<link>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/11/25/domani-sera-a-lodi-il-quartierino-della-finanza-quattro-anni-dopo-cosa-e-cambiato/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 14:17:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>michelemerola</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Il quartierino della finanza quattro anni dopo: cosa è cambiato?&#8221; Giovedì 26 novembre 2]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#993366;"><strong>&#8220;Il quartierino della finanza quattro anni dopo: cosa è cambiato?&#8221;</strong><br />
Giovedì 26 novembre 2009, ore 21 presso Aula magna Liceo “P. Verri”, via S.Francesco 9, Lodi<br />
Incontro con <strong>Vittorio Malagutti</strong>, inviato de L’Espresso e <strong>Mario Gerevini,</strong> inviato del Corriere della Sera, <strong>già autori dello libro</strong> <strong>&#8220;Capitalismo di rapina&#8221; </strong>sulle vicende dei furbetti del quartierino, la scalta ad Antonventa, etc&#8230;<br />
È l’ultimo incontro del ciclo <a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/09/11/stasera-a-lodi-finaza-etica/">“Banche e Finanza tra furbetti e fallimenti”</a> organizzato per festeggiare i 10 anni di Banca Etica.<br />
È una vicenda che ho molto seguito su questo blog, compreso <a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/10/16/il-mio-intervento-allo-spettacolo-a-lodi-su-fiorani/">lo spettacolo che Fiorani ha cercato di bloccare</a> ma che è andato in scena il 3 ottobre a Lodi.<br />
Il territorio lodigiano è stato al centro negli anni scorsi di un grosso scandalo bancario internazionale. Assenza di controlli, connivenza e malaffare tra politica e finanza, hanno consentito artificiose scalate societarie e imponenti truffe ai danni dei cittadini e dei risparmiatori. A Lodi e in Italia le truffe organizzate prima, il fallimento del sistema finanziario internazionale poi, hanno depredato le tasche dei risparmiatori. Gli autori del libro: “Capitalismo di rapina” ritornano a Lodi e ci diranno i particolari di come è andata a finire; ci illustreranno inoltre, da osservatori privilegiati, le distorsioni di sistema che hanno osservato in questi anni.<br />
Promuovono Il Coordinamento dei Soci di Banca Etica e il Punto informativo di Finanza Etica, in collaborazione con molte associazioni territoriali (AC Diocesi di Lodi, Adelante!, Caritas Lodigiana, FIBA CISL, FISAC CGIL, Laboratorio per la Città, LAUS Vol, MAG2, MEIC, Rete Lilliput Nodo di Lodi) e con il patrocinio del Comune di Lodi.</span></p>
<p><a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/09/banca_etica_lodi2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1942" title="banca_etica_lodi2" src="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/09/banca_etica_lodi2.jpg" alt="" width="458" height="640" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Gli esami fatti alla Motorizzazione funzionano, ma i furbi...]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/24/gli-esami-fatti-alla-motorizzazione-funzionano-ma-i-furbi/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:44:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/24/gli-esami-fatti-alla-motorizzazione-funzionano-ma-i-furbi/</guid>
<description><![CDATA[di Maurizio Caprino Finalmente un buon lavoro. Dal 4 maggio la Motorizzazione ha fatto finire l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>di Maurizio Caprino</p>
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<p>Finalmente un buon lavoro. Dal 4 maggio la Motorizzazione ha fatto finire l&#8217;era delle &#8220;autoscuole sede d&#8217;esami&#8221;, imponendo a tutti di sottoporsi ai test di teoria nelle aule appositamente attrezzate nei suoi uffici provinciali. Come immaginate, è stato un modo per far finire la pacchia degli esami facili: quando si &#8220;giocava in casa&#8221; delle autoscuole, i controlli erano forzatamente minori e gli imbrogli (comprese le partette per gli esaminatori &#8220;in trasferta&#8221;) più facili.</p>
<p>Ormai è storia, anche giudiziariamente parlando. Per questo, ora si va tutti alla Motorizzazione e già un bel po&#8217; di imbroglioni sono stati smascherati (solo a Bari è già successo due volte, che io ricordi).</p>
<p>Ma non tutto funziona a meraviglia: come si evince dalla circolare Prot. n. 9919 del 16 novembre, la Motorizzazione ha notato che nelle aule d&#8217;esame di alcune delle sue sedi c&#8217;è ancora gente che s&#8217;intrufola. Teoricamente è consentito: le prove sono pubbliche. Ma capita che gli &#8220;intrusi&#8221; parlino tra loro o addirittura con i candidati.</p>
<p>Per evitare questo, si è pensato sin dall&#8217;inizio a impianti televisivi a circuito chiuso o a finestroni per consentire agli esterni di assistere alla prova senza entrare in aula. Ma in alcune città non si sono ancora attrezzati e per questo la direzione generale della Motorizzazione invita la dirigenza locale a fare presto.</p>
<p>Fonte: <a href="http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/">http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/</a></div>
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</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Camion: i controlli aumentano, ma non bastano]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/19/camion-i-controlli-aumentano-ma-non-bastano/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 07:23:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Maurizio Caprino Si sta muovendo molto nei controlli sui camion. Se poi sarà sufficiente in un ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
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<p>di Maurizio Caprino</p>
<p>Si sta muovendo molto nei controlli sui camion. Se poi sarà sufficiente in un campo dove le irregolarità riscontrate su italiani e stranieri nelle verifiche dell&#8217;anno scorso sono state poco sotto il 50% (va benino solo con gli autotrasportatori comunitari, 35%), è un altro discorso. Ma di sicuro si sta agendo. Il nuovo protocollo d&#8217;intesa tra i ministeri delle Infrastrutture e dell&#8217;Interno per rafforzare quelle pattuglie miste tra Polstrada e Motorizzazione attivate negli ultimi anni traccia direzioni precise, che ho trovato ben riassunte su TuttoTrasporti di ottobre (assieme alle interessanti statistiche sul 2008):</p>
<p>- <strong>ancora più attenzione </strong>(schierando anche Capitanerie di porto e Guardia di finanza) <strong>ai camion stranieri</strong>, che più facilmente possono avere autisti in nero e mezzi non in regola, comprimendo ancor più i loro costi operativi, che già sono spesso inferiori a quelli delle imprese di trasporto italiane;</p>
<p>- <strong>più verifiche sui documenti </strong>del settore cabotaggio, cioè degli stranieri che compiono tratte nazionali (è da questi documenti che si capisce se il vettore rientra in limiti e requisiti necessari per poter effettuare il cabotaggio);</p>
<p>- <strong>occhio agli italiani furbi, </strong>come quelli che hanno un camion ufficialmente a servizio solo della loro impresa (il cosiddetto &#8220;conto proprio&#8221;) e poi li usano per fare autotrasporto come gli altri vettori che hanno le regolari licenze (&#8220;conto terzi&#8221;) o quelli che hanno licenze irregolari.</p>
<p>L&#8217;amico Paolo Giachetti mi conferma che le Prefetture si sono mosse subito per dare attuazione al protocollo. Ma bisognerà vedere se tutto ciò basterà a migliorare i controlli in modo decisivo, perché non è chiaro se si riuscirà a risolvere problemi che rallentano i controlli, come per esempio gli straordinari del personale della Motorizzazione che revisiona i mezzi fermati a campione su strada. Di positivo c&#8217;è che è stata approntata una modulistica che rende omogenei i controlli e veloce l&#8217;elaborazione statistica dei loro risultati, quindi sapremo presto come sta andando.</p>
<p>Il protocollo non è l&#8217;unica novità di rilievo nel settore. Eccovi una sintesi curata da Paolo Giachetti, cui chiedo scusa per la pubblicazione tardiva (tra lavoro e impegni familiari, è un periodo in cui non so da che parte girarmi). (<a href="http://mauriziocaprino.typepad.com/files/09-09-09-note-su-autotrasporto.doc">Scarica 09-09-09 Note su Autotrasporto</a>)</p>
<p>°°°</p>
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<p>Sapete bene che penso spesso al caso di Carlo Massone, finito sul lastrico per aver acquistato nei decenni scorsi da concessionarie ufficiali vari camion con gru o cestelli elevatori talmente irregolari che in un Paese con autorità serie si sarebbero potuti vedere solo nei piazzali dei demolitori. Vi ho scritto più volte che forse nel frattempo la situazione è un po&#8217; migliorata, ma vi segnalo una notizia che ho visto su TuttoTrasporti di ottobre: su gru e simili i controlli periodici sono spesso carenti, tanto che non sempre le si mantiene in condizioni di adeguata sicurezza ed efficienza. Lo ha denunciato l&#8217;Anfia (l&#8217;associazione dei costruttori nazionali di autoveicoli).</p>
<p>Certo, come tutte le cose che provengono dalle associazioni di categoria, è probabile che si debba fare un po&#8217; di tara perché sono dichiarazioni dirette a ottenere qualcosa dal Governo (in questo caso, l&#8217;affidamento dei controlli a privati certificati). Non è nemmeno detto che gli obiettivi delle associazioni siano tutti condivisibili (per esempio, in questo caso occorrerà stare molto attenti a evitare che i controlli effettuati dai privati prendano la stessa piega delle revisioni, privatizzate nel &#8216;97). Ma mi sento di dire che, se il problema è stato sollevato, è probabile che esista davvero.</p>
<p>Fonte: <a href="http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/">http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/</a></div>
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<title><![CDATA[Autovelox e chi vuol capire, capisca...]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/14/autovelox-e-chi-vuol-capire-capisca/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 17:06:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si intitola “Autovelox” il cortometraggio presentato dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si intitola “Autovelox” il cortometraggio presentato dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, al Giffoni Film Festival, per diffondere il tema della sicurezza stradale. Il filmato, diretto da Gianluca Ansanelli, punta a far riflettere facendo sorridere i ragazzi e, grazie ad un accordo con la Medusa, sarà distribuito nelle sale cinematografiche italiane e proiettato prima dei film, oltre ad arrivare nelle scuole e nei festival.</p>
<p>E’ un esperimento nuovo, che il Ministero ha promosso &#8220;utilizzando canali meno istituzionali -ha affermato il ministro-, attraverso l’utilizzo di un linguaggio semplice, giovanile, divertente ma efficace. E’ un video a costo zero, dagli attori al regista, ci auguriamo possa essere utile per affrontare il problema della sicurezza stradale che ogni anno fa 3000 morti sulle strade”. “E’ una storia articolata in tre atti, che inizia con la bravata di due giovani ‘fotografati’ dall’autovelox, dal finale sorprendente”, spiega il regista Ansanelli.</p>
<p>La Meloni, accolta dal direttore artistico del Festival, Claudio Gubitosi, dal Prefetto Claudio Meoli, dall’assessore provinciale ai giovani Antonio Iannone e dal sindaco di Giffoni Valle Piana Paolo Russomando, ha parlato anche dell’ipotesi di abbassare a zero la soglia di alcol per i neopatentati. “Si tratterebbe di una discriminazione nei confronti dei giovani affermare che la soglia zero vale solo per i neopatentati , se si vuole discutere la soglia zero, cioè il principio che chi beve non guida, allora il limite va abbassato per tutti”.</p>
<p>Infine un messaggio ai ragazzi e alle ragazze di Giffoni: “Continuate a credere nella creatività, nei sogni e nella capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Una manifestazione che è assoluta eccellenza dove si ritrova la ‘meglio gioventù’, una gioventù protagonista che ogni giorno costruisce il successo di questa iniziativa”.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/zvg8m-TUwBw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/zvg8m-TUwBw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Fonti:<br />
Testo da <a href="http://www.giffoniff.it/">http://www.giffoniff.it</a><br />
Video da <a href="http://www.youtube.com/">http://www.youtube.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I condoni «mai più» e gli incassi dimenticati ]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/05/i-condoni-%c2%abmai-piu%c2%bb-e-gli-incassi-dimenticati/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 06:07:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nota di Pao: Cornuti e mazziati, al solito, ma qui si esagera. Va bene, prendo atto che pagare le ta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Nota di Pao:</strong> <em>Cornuti e mazziati</em>, al solito, ma qui si esagera. Va bene, prendo atto che pagare le tasse non è intelligente e meno che mai fa &#8220;furbi&#8221; in un Paese dove fai strada se non rispetti le regole ed i doveri. Va bene. Allora vai con i condoni, lo scudo fiscale, questo e quello. Ma poi, per piacere, sti soldi fate in modo da incassarli perchè leggere affermazioni di questo tipo<em> c’è stato pure chi ha aderito al condono ma poi non ha nemmeno pagato </em>fanno girare le palle oltre la misura.<em> </em></p>
<p>Mi piacerebbe poter dire <em>mi ricorderò di voi alle prossime elezioni</em>, ma è da parecchio che non so più a che santo votarmi quando ho in mano la scheda, per cui&#8230;<em><br />
</em></p>
<p>°°°</p>
<p><strong>Non chiamatelo condono.</strong> D’accor­do, si potranno rimpatriare i denari sot­tratti al fisco pagando il 5%, meno di un quarto della più bassa aliquota Ir­pef. D’accordo, con quel misero 5% si potranno sanare reati penali e al riparo dell’anonimato. Ma non chiamatelo condono. Come potete chiamarlo, allo­ra? Forse «un intervento che rientra nella strategia concordata a livello in­ternazionale per combattere i paradisi fiscali», come l’ha definito Giulio Tre­monti?</p>
<p>O «sistemazione del passato», secondo lo strepitoso suggerimento del compianto deputato nazional allea­to Pietro Armani? Ma potreste anche non chiamarlo affatto. «I condoni fatti da questo governo sono stati pochissi­mi e per casi limitatissimi. <strong>È la sinistra, con la sua propaganda, a parlare di con­doni, in realtà mai avvenuti</strong>». Mai avve­nuti. <strong>Lo disse il Guardasigilli Roberto Castelli il 31 marzo del 2006 a Radio An­ch’io. </strong></p>
<p><strong>Di lì a poco anche il nuovo gover­no di centrosinistra di Romano Prodi </strong>avrebbe fatto il suo bravo <strong>condono (l’indulto)</strong>, ma sul fatto che durante i cinque anni precedenti non si fossero fatti condoni, beh… <strong>In un rapporto del novembre 2008</strong> sulle sanatorie fiscali<strong> la Corte dei conti ne ha contati 13, soltanto fra il 2003 e il 2004.</strong> E lì i magistrati contabili non hanno avuto timore a chiamare «con­dono » anche il primo scudo fiscale, pa­pà della nuova sanatoria per i capitali illegalmente esportati.</p>
<p>Quella che l&#8217; Av­venire , il quotidiano dei vescovi, che ha definito «una beffa» perpetrata dal «furbetto del governino» dopo essere stato allargato in Parlamento anche ai reati penali. Una bella botta per Tre­monti, che avendo all’inizio escluso tas­sativamente la non punibilità di nefan­dezze tipo il falso in bilancio, si è poi rassegnato: «Senza le modifiche del Parlamento lo scudo sarebbe stato un suicidio». Un suicidio? Già, «sarebbe stato un’autodenuncia penale».</p>
<p><strong>Ci sarebbe da domandarsi che fine abbiano fatto </strong>le telecamere alle frontie­re (con la Svizzera?) che aveva promes­so di installare dopo il primo «scudo fi­scale del 2002-2003» per pizzicare gli spalloni che avessero continuato a fro­dare il fisco. Ma comunque, evviva la sincerità del ministro dell’Economia. Ma quella del deputato del Pdl Michele Scandroglio non è forse sincerità? «Non c&#8217;è dubbio che la teoria dei con­doni sia passibile di critiche. Però non dobbiamo nasconderci dietro un dito: gli italiani sono anche questo. Noi dob­biamo rappresentare al meglio la realtà che abbiamo, si fa quello che si può con quello che siamo».</p>
<p><strong>Poco prima delle elezioni del 2008 Tremonti </strong>ha giurato davanti alle teleca­mere di Repubblica Tv: «Oggi non ci so­no più le condizioni per fare i condoni, che non certo ho fatto volentieri ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato». Concetto ribadito addirittura dal futu­ro premier Silvio Berlusconi, questa volta durante una video chat con il Cor­riere. it: «Basta con la stagione dei con­doni. La prossima sarà una stagione di forte contrasto all&#8217;elusione e all&#8217;evasio­ne fiscale». (31 marzo 2008). Adolfo Ur­so, esponente di An ora viceministro, dichiarava un paio di mesi prima: «Ven­go dalla cultura della legalità della de­stra e dico: mai più condoni di nessun tipo, nemmeno l’indulto».</p>
<p><strong>Poi, quando l’Unione europea boc­ciò il condono </strong>Iva varato dal preceden­te esecutivo di centrodestra nel 2003 ri­tenendo che avesse «seriamente» dan­neggiato il mercato comune e favorito i contribuenti colpevoli di frode fisca­le, Tremonti commentò: «Messaggio ri­cevuto, per il futuro è impegno del go­verno escludere provvedimenti del ti­po oggetto della sentenza». (luglio 2008).</p>
<p><strong> Ma non si potrebbe dire che il mini­stro dell’Economia </strong>non avesse mai ma­­nifestato ostilità verso le sanatorie. Di­ciotto anni fa, mentre l&#8217;ultimo governo di Giulio Andreotti stava per approva­re la terza sanatoria fiscale della storia repubblicana Tremonti scrisse in un editoriale del Corriere: «In Sudamerica il condono fiscale si fa dopo il golpe. In Italia lo si fa prima delle elezioni ma mutando i fattori il prodotto non cam­bia: il condono è comunque una forma di prelievo fuorilegge».</p>
<p>Passato quel condono, l&#8217;allora segretario generale delle Finanze Giorgio Benvenuto, in se­guito parlamentare del centrosinistra, promise: «Questo condono sarà l&#8217;ulti­mo ». Quattro anni più tardi arrivò il concordato fiscale. Ma il ministro Au­gusto Fantozzi sentenziò: «Credo che ormai l&#8217;epoca dei condoni sia tramonta­ta ». Mai previsione fu meno azzeccata. Sei anni dopo, ecco lo scudo fiscale e la raffica di sanatorie tributarie. Le pole­miche si erano appena smorzate quan­do, nell’estate del 2003, il sottosegreta­rio Giuseppe Vegas oggi viceministro all’Economia, azzardò: «In futuro non ci saranno altri condoni».</p>
<p>Mentre il ca­pogruppo di Forza Italia Renato Schifa­ni ammoniva: «Siamo di fronte all’ulti­mo giro di boa di una riforma fiscale. Il cittadino sa benissimo che una volta varata non ci sarà più spazio per la cle­menza ». Pochi mesi dopo, la finanzia­ria 2004 reiterò il condono fiscale tom­bale. E toccò al successore di Tremonti, Domenico Siniscalco, ripetere ancora nel 2004: «La stagione dei condoni è fi­nita » .</p>
<p><strong> Arriviamo quindi ai giorni nostri</strong>. Non che nel frattempo i vari condoni non siano stati rivendicati. Durante la campagna elettorale del 2006 Berlusco­ni arrivò ad affermare che «i condoni non sono poi così negativi, visto che l’Unità, l’Unipol e il signor Prodi, in una società in cui è presente un suo fa­miliare, ne hanno usufruito». Per con­cludere: «I condoni hanno portato mol­ti soldi all&#8217;erario e vi ha ricorso chi ave­va evaso le tasse durante il governo Prodi » .</p>
<p><strong>Sul fatto che i condoni abbiano fatto ricco il Fisco</strong>, tuttavia, si potrebbe di­scutere. Secondo la Cgia di Mestre tutti i condoni, compresi quelli edilizi e pre­videnziali, varati dal 1973 a oggi avreb­bero garantito un incasso, attualizzato in valuta 2005, di 104,5 miliardi di eu­ro. Se fosse così, in trent’anni l&#8217;Erario avrebbe recuperato con le sanatorie l&#8217;evasione fiscale di un solo anno, che è appunto stimata in circa 100 miliardi di euro. Ma se fosse così.</p>
<p>Una fonte al di sopra di ogni sospetto, e cioè la rivi­sta on-line dell’Agenzia delle Entrate Fi­scooggi. it ha calcolato invece che dal 1973 al 2003 lo Stato ha incassato con i principali condoni tributari, previden­ziali, assicurativi, valutari ed edilizi 26 miliardi di euro. Fatevi i conti sul nu­mero degli abitanti: 15 euro a testa l’an­no. L’equivalente di una pizza e una bir­ra, per fare strame di quel minimo di correttezza civica che esisteva in Italia. Soltanto in due casi, vale a dire con i condoni fiscali del 1982 e del 1992, si è superata la previsione di gettito. In al­tri casi, si è andati ri­dicolmente sotto le stime.</p>
<p>Come se non bastasse, c’è stato pure chi ha aderito al condono ma poi non ha nemmeno pagato o pagato tut­to. La Corte dei con­ti nel novembre 2008 ha rivelato che a quella data resta­vano da incassare ancora 5,2 miliardi di euro dei 26 mi­liardi attesi per il condono 2003-2004, in base alle dichiarazioni pervenute alle Fi­nanze. Cinque mi­liardi su 26: il venti per cento.</p>
<div id="rectangle right"><!-- OAS AD '180x150'begin --> //  <!-- OAS AD '180x150' end --></div>
<p><strong> In quel rapporto si racconta anche un altro particolare</strong>. E cioè che 34 mila persone fecero il condono tombale in forma anonima, avvalendosi di una fa­coltà prevista da quella sanatoria: pre­sentare al Fisco una «dichiarazione ri­servata », come per lo scudo fiscale. Con il risultato di restare nell’ombra pure in quel caso. Ma il numero di 34 mila è soltanto una stima. Quando il magistrato della Corte dei conti ha chie­sto di avere i dati relativi a quelle di­chiarazioni «riservate» si è sentito ri­spondere dall&#8217;Agenzia delle entrate che, «trattandosi di dati sensibili», era­no «in possesso unicamente del mini­stro ». Ma potevano avere sulla coscien­za 34 mila suicidi?</p>
<p><!-- google_ad_section_end --><a href="http://www.corriere.it/quotidiano/archivio/sergio_rizzo.shtml">Sergio Rizzo</a></p>
<p>Corriere.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Briatore radiato dalla formula uno, forse se la erano legata al dito]]></title>
<link>http://lealidellafarfalla.wordpress.com/2009/09/22/briatore-radiato-dalla-formula-uno-forse-se-la-erano-legata-al-dito/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 20:23:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabrizio, the wings</dc:creator>
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<description><![CDATA[Spesso si pensa di essere intelligenti, ed anche se fosse vero quello che si pensa potrebbe capitare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Spesso si pensa di essere intelligenti, ed anche se fosse vero quello che si pensa potrebbe capitare]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'Italia dei furbetti]]></title>
<link>http://frz40.wordpress.com/2009/09/21/litalia-dei-furbetti/</link>
<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 16:37:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>frz40</dc:creator>
<guid>http://frz40.wordpress.com/2009/09/21/litalia-dei-furbetti/</guid>
<description><![CDATA[. Riporto la notizia di fonte Reuters pubblicata da Yahoo.it (link) F1: Due anni di sospensione cond]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://frz40.wordpress.com/files/2009/09/briatore.jpg"><img src="http://frz40.wordpress.com/files/2009/09/briatore.jpg?w=116" alt="Briatore" title="Briatore" width="116" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-930" /></a><br />
.</p>
<p>Riporto la notizia di fonte Reuters pubblicata da Yahoo.it  (<a href="http://it.notizie.yahoo.com/4/20090921/tsp-oittp-renault-sospensione-8707153.html" target="_blank">link</a>)</p>
<p>F1: Due anni  di sospensione condizionale a Renault, <strong> Briatore radiato a vita </strong></p>
<p><em>&#8220;La scuderia francese aveva detto di non voler contestare le accuse secondo cui il team avrebbe ordinato al brasiliano Nelson Piquet di <strong>far schiantare la sua auto</strong> contro un muro durante il Gran Premio di Singapore l&#8217;anno scorso, in modo che il suo compagno di squadra spagnolo Fernando Alonso potesse vincere.</p>
<p>&#8220;Il team Ing Renault ha ammesso di aver architettato con il proprio pilota Nelson Piquet Jr un incidente volontario durante il gran premio di Singapore del 2008, violando così il codice sportivo internazionale e le regole della Formula Uno&#8221;, si legge nel comunicato della Fia.</p>
<p>La sospensione durerà fino alla fine della stagione sportiva 2011.</p>
<p>&#8220;Il Consiglio Mondiale della Fia considera la violazione commessa dalla Renault durante il gran premio di Singapore del 2008 di<strong> impareggiabile gravità</strong>&#8220;, continua il comunicato.</p>
<p>&#8220;Le violazioni della Renault non solo hanno compromesso l&#8217;integrità dello sport ma hanno <strong>messo in pericolo le vite</strong> degli spettatori, dei commissari, degli altri piloti e di Nelson Piquet Jr stesso&#8221;.</p>
<p>Briatore è stato sospeso da qualsiasi altro coinvolgimento in Formula Uno, compresa la gestione dei piloti, mentre il capo degli ingegneri Pat Symonds è stato sospeso per cinque anni da tutti gli eventi organizzati dalla Fia, ha reso noto la stessa federazione.</p>
<p>Fernando Alonso, invece, è stato giudicato completamente estraneo all&#8217;accaduto.&#8221;</em></p>
<p>Per la serie: <strong>senza parole, facciamoci sempre riconoscere</strong>.</p>
<p><strong>Complimenti Flavio !</strong></p>
<p>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stasera a Lodi: finanza etica]]></title>
<link>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/09/11/stasera-a-lodi-finaza-etica/</link>
<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 07:22:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>michelemerola</dc:creator>
<guid>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/09/11/stasera-a-lodi-finaza-etica/</guid>
<description><![CDATA[Stasera il primo di una serie di incontri sulla finanza etica dal titolo significativo: “Banche e fi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#800000;">Stasera il primo di una serie di incontri sulla finanza etica dal titolo significativo: “<strong>Banche e finanza tra furbetti e fallimenti</strong>”.<br />
Stasera sarà ospite <strong>Fabio Salviato, Presidente di Banca Popolare Etica</strong>, per parlare dei “<span style="color:#800000;">10 anni di Banca Etica, una diversità di successo</span>”, presso l&#8217;aula magna del liceo Verri, in via San Francesco 9.</span><br />
<span style="color:#800000;"> Promuovono Il Coordinamento dei Soci di Banca Etica e il Punto informativo di Finanza Etica, in collaborazione con molte associazioni territoriali (AC Diocesi di Lodi, Adelante!, Caritas Lodigiana, FIBA CISL, FISAC CGIL, Laboratorio per la Città, LAUS Vol, MAG2, MEIC, Rete Lilliput Nodo di Lodi) e con il patrocinio del Comune di Lodi.</span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1942" title="banca_etica_lodi2" src="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/09/banca_etica_lodi2.jpg" alt="banca_etica_lodi2" width="458" height="640" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Troppi invalidi?  Non stupiamoci.]]></title>
<link>http://frz40.wordpress.com/2009/08/14/troppi-invalidi-non-stupiamoci/</link>
<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 09:03:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>frz40</dc:creator>
<guid>http://frz40.wordpress.com/2009/08/14/troppi-invalidi-non-stupiamoci/</guid>
<description><![CDATA[Oltre 2 milioni di invalidi in Italia che percepiscono una pensione di invalidità. Il 3.58% della po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://frz40.wordpress.com/files/2009/08/invalidi.jpg"><img src="http://frz40.wordpress.com/files/2009/08/invalidi.jpg" alt="Invalidi" title="Invalidi" width="450" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-505" /></a></p>
<p>Oltre 2 milioni di invalidi in Italia che percepiscono una pensione di invalidità. Il 3.58% della popolazione, ma attenzione <strong>UNO circa ogni VENTI che lavorano.</strong></p>
<p>Costo annuo complessivo  <strong>12,5 Miliardi di €</strong></p>
<p>Nel Sud il numero di prestazioni, in rapporto alla popolazione, è del 50% superiore rispetto al Nord.  Infatti, se nel Sud e Isole ci sono 4,39 pensioni ogni 100 abitanti, al Nord il rapporto scende a 2,91</p>
<p>Se poi la statistica la facessimo per regione di nascita chissà che cosa scopriremmo.</p>
<p>E allora? Facciamo i controlli. Certo, ma poi ci toccherà fare il controllo dei controllori e, quindi, il controllo del controllori dei controllori.</p>
<p>Tutto a costi astronomici.</p>
<p>Ma non stupiamoci. Finchè continueremo a tollerare i cosiddetti &#8220;comportamenti opportunistici e ad allevare l&#8217;Italia dei furbetti sarà sempre così. (vedi ad esempio, <a href="http://frz40.wordpress.com/2009/08/12/i-comportamenti-opportunistici-dei-prof/">questo articolo</a>)</p>
<p>Non è una questione di ricchezza e povertà, e nemmeno una sola questionee di Nord e Sud;  <strong>è solo una questione di dignità. </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I "comportamenti opportunistici" dei Prof.]]></title>
<link>http://frz40.wordpress.com/2009/08/12/i-comportamenti-opportunistici-dei-prof/</link>
<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 07:53:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>frz40</dc:creator>
<guid>http://frz40.wordpress.com/2009/08/12/i-comportamenti-opportunistici-dei-prof/</guid>
<description><![CDATA[Da La Stampa dell&#8217; 11 Agosto leggo tre articoli &#8220;Quando i professori barano al test]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://frz40.wordpress.com/files/2009/08/il-baro-prof2.jpg"><img src="http://frz40.wordpress.com/files/2009/08/il-baro-prof2.jpg" alt="il baro prof" title="il baro prof" width="450" height="339" class="aligncenter size-full wp-image-503" /></a></p>
<p>Da La Stampa dell&#8217; 11 Agosto leggo tre articoli</p>
<p><strong>&#8220;Quando i professori barano al test&#8221;,</strong> a firma Andrea Rossi <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&#38;ID_articolo=1115&#38;ID_sezione=255&#38;sezione=">(link)</a><br />
<strong>&#8220;Le due Italie della scuola&#8221;,</strong> a firma ancora Andrea Rossi <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&#38;ID_articolo=1115&#38;ID_sezione=255&#38;sezione=">(link</a>)<br />
<strong>&#8220;Classifiche inutili. Ma noi insegnati abbiamo molte colpe&#8221;</strong>, a firma  Antonio Salvati  <a href="http://lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&#38;ID_articolo=1117&#38;ID_sezione=255&#38;sezione=">(link)</a></p>
<p>Proprio qualche giorrno fa, con un amico,  nei discorsi sotto l’ombrellone, riflettevo su quanto siano stati per me <strong>importanti i giorni della scuola media</strong>. Sono stati sicuramente i momenti in cui si è più formata la mia personalità di studente ed anche, per molti aspetti, di uomo con un certo successo nella vita di lavoro.</p>
<p>Ero bravino a scuola, ma non certo un secchione e nemmeno uno studente modello. </p>
<p>Dei miei professori di allora ne ricordo in particolare due, quello di italiano e latino e quello di matematica. Altri li ricordo meno, ma di tutti riscordo soprattutto una cosa:  mi hanno inseganto ad essere una persona seria, positiva e impegnata.</p>
<p><strong>Li ringrazio tutti.</strong></p>
<p>Dagli articoli che ho appena finito di leggere traggo, per contro, un profondo senso di amarezza e, diciamolo pure, disgusto.</p>
<p>Leggo  che è stato necessario rettificare i risultati del test dell’indagine 2009 dell’<strong>Invalsi</strong>, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo, di istruzione e formazione, condotto su 560.000 ragazzi all’esame di terza media.</p>
<p>E’ stato necessario utilizzare un cosiddetto <strong>«coefficiente di correzione» </strong>a causa di cosiddetti <strong>«comportamenti opportunistici»</strong>, leggasi: anomalie, copiature, «aiutini», foglietti volanti con le risposte esatte o, peggio ancora, docenti che, per mostrare di avere una classe preparata, suggeriscono le soluzioni. </p>
<p>“Comportamenti opportunistici”  troppo <strong>macroscopici </strong>per non essere notati.</p>
<p>La rettifica dei risultati del test è stata particolarmente rilevante regioni nelle quali già abbondano, di solito, le maturità con 100 e lode, quali la Campania, la Sicilia, la Puglia e laCalabria, ma <strong>ha interessato anche un po’ tutte le regioni</strong>, più del Sud che del Nord,  con eccezione. forse, solo del Trentino e della Valle d’Aosta.</p>
<p>Il coefficiente di correzione ha comportato pesantissime rettifiche di  punteggio, in italiano, da 29,1 (su 40) a 26,4 in Campania, da 29,6 a 24,1 in Calabria, da 29 a 25,5 in Puglia e da 27,1 a 24,8 in Sicilia. Con la matematica il divario, se possibile, è stato ancor più massiccio: in Campania da 20,1 (su 27) a 14,4, in Calabria da 20,9 a 15,1, in Puglia da 20,3 a 16,9 e in Sicilia da 19,1 a 15,1.</p>
<p>Il motivo delle correzioni?  I professori hanno “aiutato” in vari modi i ”comportamenti opportunistici” degli alunni, consentendo ripeto, la libera circolazione di foglietti, dando suggerimenti e, udite-udite, dando essi stessi le risposte, per “bella figura”. </p>
<p><strong>La “bella figura ” loro</strong>, attenzione, non gli allievi.</p>
<p>Trovo tutto questo semplicemente <strong>VERGOGNOSO</strong>, soprattutto per la <strong>QUANTITA’ ENORME DI PROFESSORI che si son prestati al giochetto</strong>. Giochetto, però, che chiamerei col suo vero nome: <strong>TRUFFA.</strong> </p>
<p><strong>Truffa ai danni dello Stato, dei professori che l’hanno realizzata, degli altri insegnanti onesti e dei  ragazzi tutti.</strong></p>
<p>Mi chiedo:<br />
1). <strong>Quale insegnamento</strong> ne possono aver tratto i loro allievi?<br />
2) Che figura ci facciamo col mondo intero, che non aspetta altro che godere di queste nostre chicche di <strong>“italico costume dei furbetti”</strong> ?</p>
<p>E inorridisco leggendo l’intervista a tal Silvio Zerella, insegnante di matematica di 62 anni, metà dei quali passati tra le cattedre delle scuole medie di <strong>Napoli e di provincia</strong>. </p>
<p><em>Nella sua scuola come è andato il test? </em><br />
«L&#8217;anno scorso i risultati furono scarsi. Quest’anno invece il punteggio è stato tutto sommato soddisfacente».</p>
<p><em>Eppure gli analisti parlano di un dato «drogato» da comportamenti opportunistici… </em><br />
<strong>«Veramente parlerei più di “buonismo”, di affetto, che di vero e proprio opportunismo»</strong>.</p>
<p><em>Quindi una mano l’abbiamo data a questi ragazzi…</em><br />
«Visti i risultati dell’anno precedente <strong>la risposta è sì.</strong></p>
<p><em>Allora sono loro che sono stati più buoni con i ragazzi?</em><br />
«A vedere i risultati devo dire che sono stati davvero <strong>molto “affettuosi”.</strong></p>
<p><strong>Bravo prof !!!</strong> La truffa diventa buonismo, affetto !!!! Complimenti.</p>
<p>Proseguiamo pure su questa strada, allora, ma non lamentiamoci poi di come crescono i ragazzi.</p>
<p>Io non ci sto. E incomincio a <strong>preoccuparmi</strong> soprattutto di una cosa: non di quello che i ragazzi non imparano a scuola, ma <strong>di quello che imparano</strong>!</p>
<p>Chiedo  che siano pubblicati i <strong>nomi</strong> di quegli “insegnanti” e chiedo che siano presi <strong>seri provvedimenti </strong>nei loro confronti e di tutti  quelli che li hanno favoriti, Presidi compresi.</p>
<p>Ma come è possibile che lasciamo passare una cosa simile? </p>
<p>Che siano sempre gli <strong>onesti</strong> a far la parte dei <strong>fessi</strong>?</p>
<p><strong>Siamo seri, per favore, almeno una volta tanto!</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Benvenuti nel Paese degli «spennaturisti»]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/07/30/benvenuti-nel-paese-degli-%c2%abspennaturisti%c2%bb/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 08:03:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/07/30/benvenuti-nel-paese-degli-%c2%abspennaturisti%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[Un&#8217;opinione di Beppe Severgnini &#8211; www.corriere.it Una coppia giapponese, in vacanza a Ro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un&#8217;opinione di Beppe Severgnini &#8211; www.corriere.it</p>
<p>Una coppia giapponese, in vacanza a Roma, ha cenato dietro piazza Navona e s&#8217;è vista presentare un conto da 695 euro (compresa mancia di 115 euro, prelevata senza autorizzazione). Geniale. Vediamo in quale altro modo possiamo spennare i nostri ospiti. Chiuderli nel Colosseo e rilasciarli solo dietro pagamento di un riscatto? Portarli da Malpensa 2 a Malpensa 1 passando da Linate? Buttarli nei canali di Venezia, intimandogli di gridare &#8220;Mose!&#8221; per aprire le acque? Iscriverli alle ronde notturne di Massa? Invitarli al Palio di Siena e convincerli a fare i cavalli? A pagamento, s&#8217;intende.</p>
<p>Noi italiani crediamo d&#8217;essere aquile, invece spesso siamo talpe: non vediamo oltre il nostro naso. La notizia dei due giapponesi a Roma ha fatto il giro dell&#8217;Asia: il ristorante &#8220;Passetto&#8221; non se ne rende conto, ma ha compiuto un passo da gigante verso la demolizione della reputazione turistica italiana, oggi affidata ai loghi funerari (Magic Italy! in inglese!) di Michela Brambilla. Ci vuol altro. Chi viaggia lo sa: l&#8217;offerta è molta, la concorrenza feroce. Oggi nessuno vuol buttare i soldi. O farsi fregare.</p>
<p>Scrive Luigi Finocchiaro (<a href="ruiji@hotmail.com" target="_blank">ruiji@hotmail.com</a>): &#8220;La notizia dell&#8217;«Italia spennaturisti» sta avendo ampio risalto nel Sol Levante: viviamo in un&#8217;epoca dove l&#8217;informazione corre veloce. Il Giappone non è l&#8217;Italia. Non basta mandare una delegazione a Tokyo e fare «bella figura». Non basta che le nostre rappresentanze istituzionali siano professionali. Non basta una paginetta pubblicitaria del ministero/ente preposto.</p>
<p>Il turismo di Giappone, Corea, Taiwan e Singapore è qualificato, e gli asiatici sono per natura informatissimi (ho trovato un sito che traduce in giapponese i nostri commenti su &#8216;Italians&#8217;!). Oggi i Paesi dove il turista viene spennato non sono quelli del gruppo cui l&#8217;Italia si pregia di far parte. In parole povere: succede solo nei Paesi del Terzo mondo&#8221;.</p>
<p>Domanda: le associazioni di categoria o l&#8217;Enit hanno cercato di riparare il danno? Confcommercio, Confesercenti? Il Comune di Roma, al di là dell&#8217;indignazione di un assessore? Forse mi è sfuggito, ma non mi sembra. E&#8217; possibile riguadagnare terreno, ma occorre un&#8217;iniziativa generosa e clamorosa. L&#8217;interesse dell&#8217;Asia per l&#8217;Italia è noto (dobbiamo presentarci compatti, però: le differenze regionali sfuggono, a Seul e a Taipei). La tolleranza dei turisti giapponesi è proverbiale. Ma guai ad approfittare della generosità altrui. Tradire chi si fida è una colpa odiosa. Non per niente Dante &#8211; turista estremo e fantasioso &#8211; riservava a questi peccatori le punizioni più sadiche.</p>
<p>Forza, quindi. Mostriamo all&#8217;Asia la nostra gentilezza, e un po&#8217; di doveroso pentimento. Del resto, si sa: non siamo santi. A proposito. Non l&#8217;ho già sentita, questa?</p>
<p>°°°</p>
<p><a title="vai al questionario" href="http://www.altroconsumo.it/asp/SmartInquiry/SmartInquiry.aspx?src=249663">Problemi in vacanza? Dì la tua</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Milano: Box, ritardi e prezzi raddoppiati]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/07/20/a-milano-box-ritardi-e-prezzi-raddoppiati/</link>
<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 09:04:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/07/20/a-milano-box-ritardi-e-prezzi-raddoppiati/</guid>
<description><![CDATA[Nota di Pao: Pubblico un messaggio inviatomi oggi da www.c6.tv : Stiamo seguendo il caso dei parcheg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Nota di Pao:</strong> Pubblico un messaggio inviatomi oggi da <a href="http://www.c6.tv" target="_blank">www.c6.tv</a> :</p>
<p><strong>Stiamo seguendo il caso dei parcheggi, mi piacerebbe intervistare qualche cittadino truffato o qualche associazione dei cittadini. mi contattate a <a href="mailto:claudiabellante@c6.tv">claudiabellante@c6.tv</a> o al 3478169919. grazie mille, è urgente.</strong></p>
<p>°°°</p>
<p>Proprietari, ma «precari». <strong>I 267 citta­dini che hanno comprato un box in via Govone</strong>, zona Mac Mahon, aspettano da gennaio 2007 di firmare l’acquisto di fronte a un notaio. <strong>Dopo due anni e 3 mesi di ritardo sui lavori,</strong> oltre <strong>40 mi­la euro già pagati </strong>e una <strong>richiesta d’au­mento dei prezzi del cento per cento</strong>, possono usare il loro garage.</p>
<p>Ma ne hanno preso possesso secondo l’inedi­to equilibrismo giuridico della <strong>cessio­ne «a titolo precario»</strong>. <strong>Altri 23 cittadi­ni,</strong> che <strong>contestano il rincaro dei prezzi</strong>, non hanno neppure ritirato le chiavi. Va <strong>anche peggio in piazza Risorgimen­to</strong>: qui altri acquirenti, che si sono rifiu­tati di cedere ad aumenti di prezzo del loro garage (<strong>aumenti giudicati illegitti­mi dal Comune</strong>), sono stati esclusi dal­la cooperativa. «E ora andremo in Tri­bunale», dicono.</p>
<p><strong>Poi c’è piazza XXV Aprile, dove il costo dei box </strong>è già salito da 26 a 33 mila euro. Prima ancora del­l’inizio dei lavori. La politica dei parcheggi interrati ha disseminato la città di crateri prima, di contenziosi e battaglie legali oggi. I ca­si di Govone, Risorgimento e XXV Apri­le sono tutti legati alla stessa azienda, la Vfv Consultecno della famiglia Villo­resi. Una galassia di cooperative rag­gruppate nel consorzio edilizio «Il Qua­drello».</p>
<p>E due Spa, tra cui <strong>quella che do­vrà scavare per costruire 700 posti au­to </strong>sotto la Darsena. Lì sui Navigli,<strong> il cantiere non è neppure partito.</strong> E <strong>da tre anni l’antico porto di Milano</strong> è ridotto a una <strong>discarica, in cui gli unici a goder­sela sono i topi </strong>che sguazzano tra fan­go e immondizia. Le nuove perizie spiegano come è stato impostato l’«affare box»: dal 2001 l’«interesse pubblico» di ridurre il traffico ha dato il via a oltre duecento cantieri per parcheggi sotterranei, un giro d’affari da oltre un miliardo di eu­ro, <strong>finito per lo più in mano a 5 grossi gruppi di costruttori. Con un sistema di regole che garantiva sentieri e scor­ciatoie.</strong></p>
<p><strong>Funzionava così: il Comune metteva a bando un’area</strong>, si faceva la gara, se l’aggiudicava quasi sempre la prima azienda ad essersi proposta. A quel punto veniva fissato un prezzo medio a cui vendere i box, i cittadini accorrevano e pagavano, poi spuntava­no una miriade di lavori «imprevisti» in corso d’opera e i prezzi salivano del 10, 20, 50 per cento. E anche di più. Con il cambio della giunta, da Albertini a Moratti, e con la città martoriata da lavori infiniti e proteste, è arrivata una stretta sulle regole. <strong>Il caso di via Govone è emblematico</strong>: a maggio 2004 l’area viene concessa al­la società «Il Quadrello», a patto che co­struisca il parcheggio in 540 giorni e venda i posti auto a un costo medio di 19.930 euro. I cittadini firmano e paga­no.</p>
<p><strong>I lavori dovrebbero terminare a no­vembre 2005</strong>, ma il parcheggio viene concluso oltre 2 anni dopo, a dicembre 2007. <strong>Ma la vera sorpresa è il prezzo:</strong> la richiesta per un box (come riportato dalla perizia «arbitrale» depositata il 30 giugno scorso) sale a 36.238 euro. <strong>Perché? L’azienda elenca una serie di impro­babili «imprevisti», come l’obbligo di doversi adeguare in corso d’opera alle leggi antincendio (che ovviamente do­vevano essere già rispettate nel proget­to iniziale).</strong></p>
<p><strong>In più chiede un aumento di quasi 3 milioni di euro</strong> (spese da di­stribuire tra chi ha comprato i box) per i due anni e tre mesi di ritardo. Rispon­de il Comune (il 3 ottobre scorso): «Si ritiene che l’operatore non possa avan­zare richieste di danni a fronte di pro­lungamenti » dovuti a «una sua carente organizzazione del cantiere». In sinte­si: aziende che prima avevano mano li­bera nell’allungare i lavori e alzare i co­sti, oggi si trovano di fronte il muro di Palazzo Marino. Che, in Govone, rico­nosce un prezzo di vendita di 21 mila euro a box (il perito «arbitro» ha infine stabilito il prezzo finale a 24 mila).</p>
<p><strong>Risultato: </strong>due anni di braccio di fer­ro e rogiti non ancora firmati. <strong>Proteste: </strong>«Questo tirare in lungo è una sorta di ricatto». Ma oggi c’è un’incognita peg­giore. Perché una delle imprese che sta­va lavorando in XXV Aprile, la Cega, è in liquidazione dopo aver accumulato oltre 180 protesti in sei mesi. È la stes­sa che ha costruito il parcheggio di via Govone, con i box che i cittadini hanno pagato senza diventarne proprietari. Gli acquirenti «precari» oggi hanno pa­ura: «Se i nostri box venissero pignora­ti, perderemmo tutto».</p>
<p><!-- google_ad_section_end -->Gianni Santucci &#8211; www.corriere.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non infierite sul PD]]></title>
<link>http://donfrengo.wordpress.com/2009/06/29/non-infierite-sul-pd/</link>
<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 01:00:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>donfrengo</dc:creator>
<guid>http://donfrengo.wordpress.com/2009/06/29/non-infierite-sul-pd/</guid>
<description><![CDATA[Non vorrei che qualcuno sentisse la mancanza di battute sul PD. Come se non bastassero loro a prende]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non vorrei che qualcuno sentisse la mancanza di battute sul <strong>PD.</strong></p>
<p>Come se non bastassero loro a prendersi per culo.</p>
<p><a href="http://donfrengo.wordpress.com/files/2009/06/fassino-e-consorte1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-727" title="FASSINO E CONSORTE" src="http://donfrengo.wordpress.com/files/2009/06/fassino-e-consorte1.jpg" alt="FASSINO E CONSORTE" width="505" height="253" /></a></p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p>Per chi <a href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/politica/anto-intercetta/deposito-intercetta/deposito-intercetta.html">non l&#8217;ha capita</a>,ganzi suoi</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UGUALE PER TUTTI: Il berlusconismo dell’Associazione Nazionale Magistrati]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/05/16/uguale-per-tutti-il-berlusconismo-dell%e2%80%99associazione-nazionale-magistrati/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 17:14:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/05/16/uguale-per-tutti-il-berlusconismo-dell%e2%80%99associazione-nazionale-magistrati/</guid>
<description><![CDATA[UGUALE PER TUTTI: Il berlusconismo dell’Associazione Nazionale Magistrati. di Felice Lima (Giudice d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://toghe.blogspot.com/2009/05/il-berlusconismo-dellassociazione.html">UGUALE PER TUTTI: Il berlusconismo dell’Associazione Nazionale Magistrati</a>.</p>
<blockquote><p><span style="color:#000099;"><strong>di Felice Lima</strong><br />
<span style="font-size:85%;">(Giudice del Tribunale di Catania)</span></span><span style="font-size:85%;"><br />
</span><br />
Ci sono cose che sai, ma che sono talmente gravi e clamorose che a volte, sotto sotto, è come se non ci volessi credere nonostante la loro evidenza.</p>
<p>Ho scritto tante volte che il potere interno alla magistratura, gestito dalle correnti, disgraziatamente è diventato identico al potere esterno, gestito dai politici, e ho illustrato in molti modi questa convinzione.</p>
<p>Ho scritto anche in diverse occasioni come i gestori del potere interno della magistratura difendano ormai solo il loro personale potere usando la asserita difesa dell’indipendenza della magistratura (e, si badi, NON dei magistrati) solo come alibi di facciata.<br />
<span class="fullpost"><br />
Ho scritto queste cose, che appaiono del tutto evidenti, ma probabilmente, da qualche parte dentro di me, speravo in una qualche smentita, in un cambio di atteggiamento, in una presa di coscienza.</p>
<p>Per questo le reazioni del <em>“potere interno” </em>alla sentenza con la quale il T.A.R. del Lazio ha dichiarato illegittimo e annullato il trasferimento di Clementina Forleo disposto dal C.S.M. sono riuscite a stupire anche me.</p>
<p>Di quella sentenza, della sua fondatezza in diritto e della irragionevolezza della reazione dei consiglieri del C.S.M. iscritti al Movimento per la Giustizia (una delle correnti dell’A.N.M.) ho scritto in due articoli ai quali rinvio: “<a href="http://toghe.blogspot.com/2009/05/il-csm-e-clementina-forleo-ovvero-dei.html">Il C.S.M. e Clementina Forleo: ovvero dei pessimi rapporti fra il potere e la legge</a>” e “<a href="http://toghe.blogspot.com/2009/05/il-movimento-per-la-giustizia-il-potere.html">Il Movimento per la Giustizia il potere e la legge</a>”.</p>
<p>Ieri l’Associazione Nazionale Magistrati ha emesso un comunicato su quella sentenza che offre la prova evidente che i capi dell’A.N.M. pensano esattamente come il Silvio Berlusconi al quale dicono di volersi contrapporre.</p>
<p>Nel citare qui Silvio Berlusconi non intendo riferirmi solo alla persona del Presidente del Consiglio, ma alla cultura politica che egli esprime e che – bisogna prenderne atto – risulta nei fatti condivisa da ampia parte del panorama politico italiano di qualunque colore politico. La vicenda Forleo riguarda proprio un caso – la vicenda delle c.d. <em>scalate bancarie </em>– che coinvolge esponenti di primo piano della sinistra, le cui linee di condotta sono state del tutto identiche a quelle che in altre occasioni hanno criticato alla destra.</p>
<p>Il comunicato dell’A.N.M. sulla sentenza del T.A.R. può essere letto <a href="http://docs.google.com/Doc?id=dcczhzpx_205gcsbpsd2">a questo link</a>.</p>
<p>Esso si connota per le seguenti caratteristiche, che, dopo avere elencato, illustrerò analiticamente, punto per punto:</p>
<p>1. Si finge che quella del T.A.R. sia una interpretazione della legge, mentre, invece, è pacifico – ed emerge dallo stesso comunicato dell’A.N.M. – che ciò che ha affermato il T.A.R. è puramente e semplicemente ciò che dice la legge.</p>
<p>2. Non si contesta al T.A.R. di avere violato la legge, ma si adducono argomentazioni secondo le quali ciò che dice la legge <em>non starebbe bene</em> e si dà ad intendere che il T.A.R. avrebbe dovuto violare la legge – come già aveva fatto il C.S.M. – perché questo <em>starebbe meglio</em>.</p>
<p>3. Manca qualsiasi riferimento, foss’anche minimo, al fatto che risulta ormai giuridicamente certo che il C.S.M. ha agito illegalmente e che Clementina Forleo è stata vittima di una grave ingiustizia commessa dall’organo che avrebbe dovuto tutelarne l’indipendenza.</p>
<p>4. Si dà l’ennesima prova del fatto che il potere interno alla magistratura è un blocco unico e che vi è una intollerabile commistione di ruoli fra A.N.M. (e dietro l’apparenza di essa, le correnti) e il C.S.M..</p>
<p>5. Ci si lamenta del <em>«sistema disciplinare»</em> tacendo del tutto sul fatto che esso è nelle mani della magistratura e non di imprecisati enti esterni.</p>
<p>6. Si reclama per il C.S.M. un tipo di potere che è ESATTAMENTE quello che vogliono Berlusconi e i politici di potere (di destra e di sinistra).</span></p>
<p><span class="fullpost">&#8230;<br />
</span></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Antimafia Duemila - Complotto Superiore della Magistratura]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/05/16/antimafia-duemila-complotto-superiore-della-magistratura/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 05:30:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
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<description><![CDATA[Antimafia Duemila &#8211; Complotto Superiore della Magistratura. di Marco Travaglio &#8211; 15 magg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=15914&#38;Itemid=78">Antimafia Duemila &#8211; Complotto Superiore della Magistratura</a>.</p>
<blockquote><p><strong>di Marco Travaglio &#8211; 15 maggio 2009</strong></p>
<p>La sentenza del Tar Lazio che annulla il trasferimento di Clementina Forleo da Milano a Cremona disposto un anno fa dal Csm per &#8216;incompatibilità ambientale&#8217; è l&#8217;ultima (per ora) casella di un tragico gioco dell&#8217;oca iniziato a Catanzaro nell&#8217;ottobre 2007. Allora l&#8217;avvocato generale Dolcino Favi, facente funzioni di procuratore generale, avocò l&#8217;indagine &#8216;Why Not&#8217;  al pm Luigi De Magistris, all&#8217;indomani dell&#8217;iscrizione nel registro degl&#8217;indagati del ministro della Giustizia Clemente Mastella. In difesa di De Magistris parlò la Forleo ad &#8216;Annozero&#8217;. Il Csm trasferì su due piedi sia De Magistris sia la Forleo. Intanto i superiori e alcuni indagati di De Magistris lo denunciarono a Salerno, e De Magistris li controdenunciò. Salerno scoprì che aveva ragione lui e indagò i suoi capi e indagati per corruzione giudiziaria, ipotizzando che si fossero comprati e venduti le sue inchieste, grazie anche alle testimonianze del consulente Gioacchino Genchi e del pm crotonese Pierpaolo Bruni, applicato a Catanzaro. Siccome Catanzaro negava a Salerno le carte di &#8216;Why Not&#8217;, Salerno andò a prendersele con la perquisizione del 2 dicembre scorso. Apriti cielo: putiferio di polemiche, dal capo dello Stato al Csm, dai partiti di destra e di sinistra all&#8217;Anm, con la stampa al seguito (&#8216;guerra fra procure&#8217;). Risultato: con un processo sommario di pochi giorni, il Csm cacciò pure i tre pm di Salerno che si erano macchiati di cotanta perquisizione, oltre al Pg di Catanzaro, Vincenzo Iannelli. Il quale aveva appena fatto in tempo a revocare l&#8217;incarico a Genchi, ultima memoria storica del lavoro di De Magistris, attaccato da Mastella, da Berlusconi e dal presidente del Copasir, Francesco Rutelli. Il resto lo fece la Procura di Roma, incriminando Genchi per una caterva di reati e facendogli sequestrare dal Ros tutti i computer. Negli ultimi due mesi, una raffica di provvedimenti giudiziari hanno stabilito che: De Magistris non ha commesso reati (archiviazione a Salerno delle indagini a suo carico) e l&#8217;indagine Why Not era tutt&#8217;altro che infondata (è pronta la richiesta di rinvio a giudizio per 98 indagati); la perquisizione di Salerno a Catanzaro era legittima (il Riesame ha rigettato i ricorsi dei perquisiti), mentre quella di Roma a Genchi era illegittima e i reati contestati sono inesistenti (accolto il suo ricorso contro il blitz del Ros); la Forleo non doveva essere trasferita (sentenza del Tar). Ma ormai il danno è fatto. Anzi, col trasferimento di Iannelli, Favi è tornato Pg ad interim. È indagato a Salerno per corruzione giudiziaria, ma il Csm s&#8217;è &#8216;dimenticato&#8217; di trasferirlo. E lui ne ha subito combinata un&#8217;altra delle sue: ha negato il rinnovo dell&#8217;applicazione a Catanzaro del pm Bruni, minacciato dalle cosche per le sue delicate indagini su &#8216;ndrangheta e politica. Ora, il Csm è quello che è. Ma il capo dello Stato che lo presiede non ha nulla da dichiarare?</p>
<p><strong>SIGNORNÒ</strong><br />
<strong><br />
Tratto da: </strong><em>l&#8217;Espresso </em></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PRIMO PIANO - Clementina Forleo "disinnescata"]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/05/06/primo-piano-clementina-forleo-disinnescata/</link>
<pubDate>Wed, 06 May 2009 20:38:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/05/06/primo-piano-clementina-forleo-disinnescata/</guid>
<description><![CDATA[PRIMO PIANO &#8211; Clementina Forleo &#8220;disinnescata&#8221;. di Carlo Vulpio Siamo un Paese mer]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.carlovulpio.it/Lists/PRIMO%20PIANO/DispForm.aspx?ID=34">PRIMO PIANO &#8211; Clementina Forleo &#8220;disinnescata&#8221;</a>.</p>
<blockquote><p>di Carlo Vulpio</p>
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fomT6yoRplI&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/fomT6yoRplI&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Siamo un Paese meraviglioso, una delle più riuscite costruzioni geopolitiche alla rovescia. Solo da noi, per dirne una, è possibile, che tolgano la scorta al giudice Clementina Forleo e la mantengono ad Emilio Fede. In Italia, che per magistrati ammazzati è seconda soltanto alla Colombia, Forleo non ha la scorta, e nemmeno la più attenuata forma di protezione che si chiama tutela, mentre Fede ce l&#8217;ha.</p>
<p>Forleo e tanti altri magistrati a rischio, perché fanno bene e con onestà il proprio lavoro, non hanno nessuno che li protegge, mentre tanti altri magistrati e politici, a cui non serve, esibiscono questa forma di protezione come status symbol, come segno del potere.</p>
<p>Voi tutti sapete che Clementina Forleo è il giudice che si era occupata, quando era giudice per le indagini preliminari a Milano, delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino Ricucci, Coppola, Fiorani, con la complicità dell&#8217;ex governatore della banca d&#8217;Italia Fazio, mentre Consorte, Latorre, Fassino e D&#8217;Alema da sinistra, Comincioli, Cicu e Grillo da destra.</p>
<p>Voi tutti sapete che in seguito a tutte queste vicende la Forleo è stata ingiustamente trasferita da Milano a Cremona. Ma non sapete però, e nessun giornale o TV ve lo ha raccontato e probabilmente non ve lo racconterà, che la presunta incompatibilità ambientale che le è costata il trasferimento, con una decisione del CSM che non ha nulla di giuridico ma sembra un referto medico visto che dice che la Forleo era emotiva, nasce il 6 giugno 2007 in una riunione “segreta” tenuta nella stanza di Anna Finocchiaro in Parlamento. In quella circostanza, testimonianza resa dall&#8217;ex parlamentare e magistrato di Cassazione Fernando Imposimato, si sono visti la stessa Finocchiaro, Mastella, Latorre, Guido Calvi (ex parlamentare e avvocato di D&#8217;Alema) e altre persone. Tra queste persone la più prudente sembrava essere Mastella, perché in quella circostanza si discuteva se predisporre o meno un&#8217;ispezione al Palazzo di Giustizia di Milano, ovviamente un&#8217;ispezione che avesse come obiettivo la Forleo, visto che certe telefonate che iniziavano ad essere trascritte preoccupavano diverse persone. Mastella è stato più prudente degli altri perché di fronte all&#8217;idea di predisporre un&#8217;ispezione avrebbe detto che era giusto attendere le determinazioni di altre e più alte cariche dello Stato. Tradotto dal politichese significava che Mastella riteneva che si potesse procedere soltanto con l&#8217;appoggio di altre figure istituzionali, un appello che non si è fatto attendere perché nella stessa giornata, 6 giugno 2007, è immediatamente arrivata una lettera, a firma del Presidente della Camera Bertinotti e del Presidente Senato Marini, che esprimeva la preoccupazione del Parlamento per queste telefonate sulle scalate bancarie.</p>
<p>L&#8217;ispezione poi viene eseguita e sappiamo tutti com&#8217;è andata a finire, ma in quell&#8217;estate caldissima del 2007 succedono altre cose: alla Forleo arrivano minacce, proiettili calibro 38, viene incendiato il raccolto dell&#8217;azienda agricola di famiglia in Puglia, e soprattutto che venga preannunciata la morte con una lettera anonima di entrambi i genitori della Forleo, cosa che avviene in uno strano incidente stradale nel quale i suoi genitori muoiono e il marito della stessa Forleo finisce addirittura in coma. Nello stesso periodo, la Forleo viene denunciata da un tenente dei carabinieri di Francavilla Fontana, comune popoloso della provincia di Brindisi in cui la Forleo è nata, per presunte offese nei confronti di questo tenente incaricato delle indagini sulla morte dei genitori del giudice. In questa vicenda accade un&#8217;altra cosa strana: a denunciarla, insieme al tenente dei carabinieri, è anche Alberto Santacaterina, pm della procura di Brindisi, che oggi, per questa vicenda, a sua volta denunciato dalla Forleo, è stato rinviato a giudizio a Potenza per abuso d&#8217;ufficio e falso ideologico.</p>
<p>Nonostante tutto questo e nonostante sia chiaro a tutti che con la Forleo sono in tanti a dover chiudere i conti, nonostante sia chiaro a tutti che sia stata disinnescata sul piano giudiziario adesso si vorrebbe annichilirla sul piano umano e personale, il 25 aprile arriva una telefonata da un maresciallo dei carabinieri che la informa di due provvedimenti. Non solo non si fa una notifica, come chiede la legge, personalmente nelle mani della Forleo, ma con una telefonata le si comunicano due cose: un provvedimento, a firma del prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi, con il quale si revoca la tutela alla Forleo e si mantiene invece un servizio di vigilanza radiocomandata con l&#8217;abitazione di Milano; un altro provvedimento, che sembra contraddire il primo, con la quale il prefetto di Cremona, Bruno di Clarafond, comunica che non soltanto viene revocata la tutela ma viene mantenuto soltanto il servizio di sorveglianza radiocollegato con il tribunale di Cremona.</p>
<p>Tutto questo cosa significa? Che Clementina Forleo viene lasciata completamente sola, viene oscurata ogni informazione su ciò che la riguarda, oscurata ogni informazione su ciò che lega la necessaria protezione di questo magistrato, e abrogata ogni memoria recente e meno recente su tutte queste vicende che invece stanno producendo delle conseguenze incredibili e pericolose.</p>
<p>Perché non scriviamo al ministro dell&#8217;Interno Maroni, inondando il Ministero dell&#8217;Interno di mail, e chiediamo al ministro se non sia il caso di togliere la scorta a Vespa, a Fede, e a quei magistrati e politici a cui la scorta non serve assolutamente, e venga mantenuto il servizio di protezione per un magistrato come Clementina Forleo, soprattutto quando esce dal tribunale di Cremona e va in giro per l&#8217;Italia e magari torna nella sua Puglia nella quale sono diversi a non amarla e avere con lei dei conti in sospeso?</p>
<p>Poniamo questo semplice quesito, che possa valere anche per tutti quei magistrati e per tutte quelle persone che sono in prima linea e rischiano davvero senza alcuna scorta ne protezione da esibire come status symbol e segni del potere.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Tar del Lazio annulla trasferimento Forleo]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/05/01/il-tar-del-lazio-annulla-trasferimento-forleo/</link>
<pubDate>Fri, 01 May 2009 06:32:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Tar del Lazio annulla trasferimento Forleo. Il Tar del Lazio ha accettato il ricorso presentato d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=1316:il-tar-del-lazio-annulla-trasferimento-forleo&#38;catid=20:altri-documenti&#38;Itemid=43">Il Tar del Lazio annulla trasferimento Forleo</a>.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3598/3488457525_b139ff0228.jpg?v=0" alt="alt" width="340" height="261" /></p>
<p><span style="font-size:16px;"></p>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"> <strong>Il Tar del Lazio ha accettato il ricorso</strong> presentato dai legali del Gip di Milano, Clementina Forleo avverso il provvedimento del Csm con il quale fu deciso il trasferimento d&#8217;ufficio da Milano a Cremona. &#8220;Sono contenta &#8211; ha detto alla Gazzetta il Gip, commentando la decisione del Tribunale amministrativo del Lazio - la mia battaglia però contunuerà&#8221;.<br />
</span></div>
<p><span style="color:#000000;"><br />
</span></span></p>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:16px;"><span style="color:#000000;">La notizia è stata data da uno dei legali del giudice di Francavilla Fontana, avv. Giovanni Pesce (nativo di Oria) il quale spiega che <strong>la sentenza del Tribunale amministrativo del Lazio ha annullato il trasferimento</strong> motivando questa decisione presa l&#8217;estate scorsa &#8220;<strong>ritenendo insussitenti i presupposti di quella decisione</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Il giudice &#8211; ha aggiunto l&#8217;avvocato Pesce - mi ha riferito di essere felice della notizia, ma non intende, per il momento, lasciare il tribunale di Cremona. Ci fa piacere però che finalmente un giudice terzo imparziale ha riconosciuto l&#8217;ingiusta atteggiamento persecutorio assunto dal Csm nei suoi confronti&#8221;.</p>
<p>Il plenum del Consiglio della magistratura decise a maggioranza di disporre il <strong>trasferimento del giudice per incompatibilità ambientale.</strong></p>
<p>La decisione fu adotatta dopo le dichiarazioni della Forleo sul comportamento dei magistrati milanesi che seguivano l’inchiesta sulle scalate bancarie.</p>
<p>«Lotterò fino alla fine dei miei giorni &#8211; dichiarò il gip di Milano; andrò a testa alta in tutti i tribunali, affermando il principio per cui la legge è uguale per tutti e auspicando una seria riforma della giustizia».</p>
<p>A chi a suo tempo chiese al gip se avrebbe fatto ricorso al Tar contro la delibera di Palazzo dei Marescialli rispose: «Certamente».</p>
<p>Oggi attraverso il suo legale, avv. Pesce Clementina Forleo manda a dire &#8220;di avere vinto una battaglia di principio, non credo che tornerò a Milano. Almeno per ora&#8221;.</p>
<p>Poi raggiunta al telefono dalla Gazzetta, il gip ha detto: &#8220;Sono commossa e ovviamente molto contenta della decisione del Tar. <strong>Questo dimostra che la verità prima o poi viene a galla.</strong> E comunque continuerò a battermi per l&#8217;indipendenza e l&#8217;autonomia del giudice e contro le logiche clientelari e le correnti all&#8217;interno all&#8217;interno dell&#8217;organo di autogoverno della magistratura conitnuerà&#8221;.</p>
<p>Alla domanda se adesso tornerà a Milano essendo la sentenza del tar immediatamente eseucutiva, il Gip ha preferito non rispondere, riservandosi di decidere e di affidarsi per ulteriori commenti ad un comunicato ufficiale dei suoi legali. &#8220;Aggiungo solo &#8211; ha concluso - che mi batterò ancora affinchè il giudice resti una figura indipendente e autonoma, al di fuori delle logiche clientelari&#8221;.</span></span></div>
<p><span style="font-size:16px;"><br />
<strong>Franco Giuliano</strong> (<a class="blank" href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=239569&#38;IDCategoria=1&#38;bw=1000&#38;bh=800" target="_blank">la Gazzetta del Mezzogiorno.it</a>)</span></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le inefficienze altrui, causano danni ...]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/03/09/le-inefficienze-altrui-causano-danni/</link>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 12:32:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/03/09/le-inefficienze-altrui-causano-danni/</guid>
<description><![CDATA[il sottotitolo potrebbe essere: &#8221; i furbetti della telecomunicazione&#8221;. Nel mese di ottob]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>il sottotitolo potrebbe essere: &#8221; i furbetti della telecomunicazione&#8221;.</p>
<p>Nel mese di ottobre in azienda abbiamo deciso di staccarci da Telecom, passando ad un altro gestore che ha poi provveduto a fare tutta la parte burocratica necessaria; a fine dicembre tutto era operativo e, sorpresa, abbiamo ricevuto le fatture di &#8220;gennaio-febbraio 2009&#8243; inerenti a 3 delle linee già staccate. A quel punto è stato necessario fare la raccomandata di rito, chiedendo il rimborso immediato di quanto pagato, come direbbe la logica. Hai incassato dei soldi non dovuti, ti viene segnalato (anche se dovresti vederlo da solo&#8230;), rimborsi l&#8217;utente. Invece no. Abbiamo ricevuto una comunicazione che attestava che avevamo ragione, tuttavia il riaccredito sarebbe stato fatto entro 90 giorni. Perchè dopo 90 giorni? Perchè non subito? Perchè la legge consente questa disparità di trattamento a secondo di &#8220;chi&#8221; deve i soldi a &#8220;chi&#8221;?</p>
<p>Ora, la loro inefficienza (o furbizia?) causa molteplici danni. Innanzitutto si prendono dei soldi non dovuti, poi è necessario spendere soldi per le raccomandate, bisogna poi tenere sempre sott&#8217;occhio la faccenda per vedere se si risolve ed infine bisogna attendere 90 giorni per il rimborso. E ci va bene che sono solo 90. Un paio d&#8217;anni fa la Telecom aveva attivato un piano dedicato, decisamente oneroso, (si parlava di alcune centinaia di €), senza chiedere ed una volta preso atto che vi era stato un disguido interno, ci comunicavano che il rimborso sarebbe stato scalato dalle bollette ed infatti ci sono voluti 6 mesi prima di tornare a pari.</p>
<p>Onestamente mi chiedo come mai i disguidi delle compagnie telefoniche, della banche, delle assicurazioni, ecc, siano sempre a nostro discapito. E&#8217; mai possibile che non capiti almeno una volta che un loro errore comporti un vantaggio per noi utenti? E se mi accreditate troppi soldi sul c/c, non preoccupatevi, che in 6 mesi ve li restituisco, ovviamente a tasso zero, come fate voi.</p>
<p>Ulteriore esempio, le multe sbagliate. Due anni fa è arrivata una multa all&#8217;auto aziendale, per divieto di sosta. Spese di notifica 11 € + la multa di 68. A prescindere che 11 € per spedire una multa è un ladrocinio, fingo che mi stia bene. Ma quando leggi il verbale e vedi che citano la tua targa ed un modello di auto che non c&#8217;entra nulla e capisci che la multa non è la tua, allora ti girano. Ed a quel punto nuova raccomandata, per fare ricorso al Prefetto, sperando che altri disguidi burocratici non ti inguaino di più. Basta vedere quante cartelle pazze arrivano, ad esempio, per il bollo auto. Senza dimenticare che per colpa di un vigile distratto, l&#8217;automobilista che ha commesso l&#8217;infrazione la passa liscia e quello che non ha fatto nulla, al solito, è cornuto e mazziato.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cui prodest?]]></title>
<link>http://adblues.wordpress.com/2009/03/05/cui-prodest/</link>
<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 11:00:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>AD Blues</dc:creator>
<guid>http://adblues.wordpress.com/2009/03/05/cui-prodest/</guid>
<description><![CDATA[Come Medea la domanda mi sorge spontanea leggendo questo articolo di Repubblica sintetizzata in: La ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Come Medea la domanda mi sorge spontanea leggendo questo articolo di Repubblica sintetizzata in: La ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’accusa Arbore: in Tv ci sono troppi furbetti]]></title>
<link>http://annuncom.wordpress.com/2009/02/03/l%e2%80%99accusa-arbore-in-tv-ci-sono-troppi-furbetti/</link>
<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 13:32:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>annuncom</dc:creator>
<guid>http://annuncom.wordpress.com/2009/02/03/l%e2%80%99accusa-arbore-in-tv-ci-sono-troppi-furbetti/</guid>
<description><![CDATA[«In tv si vedono solo “paraculaggini”, una dietro l’altra. Da Santoro in poi &#8211; ha detto Arbore]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>«In tv si vedono solo “paraculaggini”, una dietro l’altra. Da Santoro in poi &#8211; ha detto Arbore -, in tv cercano tutti di sconfiggere o ossequiare l’Auditel con furbaggini di diverso tipo. Anche se furbaggini non è la parola giusta». Lo showman lo ha detto ieri mattina durante un incontro con gli studenti all’Università La Sapienza di Roma.</p>
<p>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325798 </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scoppiano di salute]]></title>
<link>http://montesilvano.wordpress.com/2009/01/23/scoppiano-di-salute/</link>
<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 23:47:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxxim</dc:creator>
<guid>http://montesilvano.wordpress.com/2009/01/23/scoppiano-di-salute/</guid>
<description><![CDATA[Un&#8217;interessante inchiesta pubblicata da l&#8217;Espresso un paio di mesi fa e dal titolo alqua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-1158   aligncenter" title="acqua_gym" src="http://montesilvano.wordpress.com/files/2008/12/acqua_gym.jpg" alt="acqua_gym" width="500" height="330" /></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#800000;">Un&#8217;interessante inchiesta pubblicata da l&#8217;Espresso un paio di mesi fa e dal titolo alquanto emblematico (&#8220;<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Che-furbetto-quel-Brunetta/2049037&#38;ref=hpsp" target="_blank">Che furbetto quel Brunetta</a>&#8220;) ripercorre la carriera politica e professionale del ministro autoproclamatosi <em>&#8220;il più amato dagli italiani&#8221;</em>, nemico numero uno dei fannulloni del pubblico impiego (<em>&#8220;che spesso stanno a sinistra&#8221;</em>). L&#8217;immagine che ne viene fuori, tra intrallazzi immobiliari ed universitari e continue latitanze dagli incarichi istituzionali, non è certamente delle migliori e, soprattutto, non sembra proprio quella di un erede di Stakanov.<br />
Al di là comunque delle opinioni personali (tra lui, Bonaiuti e Cicchitto, farei un po&#8217; fatica a dire chi mi scuote più i nervi), credo che di fronte ad un crollo quasi generalizzato del tasso di assenteismo nella pubblica amministrazione qualche merito al ministro Renato Brunetta possa anche essere riconosciuto. A meno di non voler credere che i dati sulla riduzione, ad esempio, delle assenze per malattia (con percentuali che spesso superano il 40%) nascondano in realtà il dramma quotidiano di schiere di impiegati febbricitanti, imbottiti di antipiretici, analgesici e antibiotici, obbligati ad andare a lavorare pur di non perdere il posto.<br />
Diffusi e ampiamente commentati anche i risultati della cura Brunetta al comune di Pescara: circa il 65% in meno le assenze per malattia ad agosto rispetto allo stesso mese dello scorso anno (681 giorni per 881 dipendenti contro i quasi 2000 giorni del 2007). E ad agosto, si sa, i virus e batteri sono tanti e tali che non c&#8217;è via di scampo. Meno vistoso (si fa per dire) il calo di luglio che ha fatto registrare &#8220;appena&#8221; un -50%.</span></p>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#800000;">E al Comune di Montesilvano?</span></h3>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#800000;">I dati comparativi 2007-2008 relativi al periodo giugno-settembre sono stati pubblicati (e sono ancora disponibili) sul sito comunale ma stranamente nessuno, tra rappresentanti politici e organi di stampa, si è preso la briga di analizzarli e commentarli. Un disinteresse ancor più anomalo se si considera che la scorsa estate il Comune di Montesilvano fu anche al centro di una clamorosa iniziativa anti-fannulloni voluta dal sindaco Cordoma.<br />
Per capire meglio come sono andate le cose qui da noi penso sia utile ripartire proprio da quel 10 luglio 2008, giorno in cui i carabinieri fecero irruzione in Comune, bloccarono gli ingressi e identificarono tutti i dipendenti presenti negli uffici. Con un controllo incrociato tra le persone identificate e le timbrature di cartellino, si disse, sarebbero state accertate eventuali irregolarità.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#800000;">Come si ricorderà, il blitz in realtà fu solo l&#8217;epilogo di una polemica scoppiata molto mesi prima (quasi all&#8217;inizio del proprio mandato) tra Cordoma e il personale del Comune accusato di atteggiamento poco collaborativo nei confronti della nuova amministrazione e, addirittura, di <em>&#8220;remare contro il cambiamento&#8221;</em>. Uno strappo che il sindaco ha cercato di ricucire solo recentemente con il discorso rivolto ai dipendenti comunali durante il brindisi natalizio in sala consiliare.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#800000;">Ma allora, quel blitz fu solo un accanimento del tutto ingiustificato o forse la percezione del sindaco riguardo allo &#8220;scazzo&#8221; dei dipendenti comunali non era poi così campata in aria? I<em> </em>risultati relativi al Comune di Montesilvano delle<em> &#8220;Rilevazioni mensili sulle assenze dei dipendenti pubblici a tempo indeterminato Anni 2007-2008&#8243;</em> sono talmente eclatanti da lasciare pochi dubbi.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#800000;"><img class="size-full wp-image-1152     aligncenter" title="graph1_rid" src="http://montesilvano.wordpress.com/files/2008/12/graph1_rid.jpg" alt="graph1_rid" width="500" height="247" /></span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#800000;">Mentre infatti a giugno nel resto d&#8217;Italia già si registrano i primi &#8220;benifici&#8221; del decreto Brunetta (discutibile quanto si vuole), al Comune di Montesilvano le assenze per malattia, invece di diminuire, raddoppiano o poco più passando dai <strong>158</strong> giorni di giugno 2007 (il 5 luglio avviene l&#8217;insediamento ufficiale della nuova giunta) ai <strong>332</strong> giorni di giugno 2008 (quando cioè la giunta Cordoma spegne la sua prima candelina). Un ragguardevole <strong>+110%</strong> a fronte peraltro di una diminuzione del numero di dipendenti di 4 unità (dai 194 del 2007 ai 190 del 2008). Tanto per dare un&#8217;idea, è come se in quel mese 11 dipendenti non avessero messo piede in Comune un solo giorno. Un dato che in realtà, più che insospettire il sindaco, avrebbe dovuto mettere in allarme l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità.<br />
A luglio (il mese del blitz) il morbo pandemico comunale sembra però aver già perso parte del propria virulenza: <strong>+54%</strong> rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno precedente, percentuale che scende ulteriormente ad agosto con <strong>+19%</strong> (sempre comunque straordinariamente in controtendenza rispetto alle medie nazionali), ed è solo a settembre che si verifica la prima modestissima flessione (-5,5%).</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#800000;">E&#8217; vero che per screditare un&#8217;intera categoria bastano poche mele marce (per esempio, 11 dipendenti che si mettono in malattia per un mese intero) ed è vero anche che i problemi con il personale non possono essere utilizzati strumentalmente per coprire un deficit di idee e di competenze. Resta comunque il dubbio su come mai l&#8217;amministrazione non abbia pensato di trarre un vantaggio politico più che legittimo pubblicizzando i risultati di questi rilevamenti. Forse per il timore di incoraggiare certe volgari insinuazioni? Ad esempio che il calo di rendimento del personale del Comune sia legato all&#8217;affiliazione politica (per legami di parentela naturale o acquisita) tra una parte degli impiegati e i vecchi amministratori? Ma no! Chi sarebbe così vile da poter pensare una simile infamità?</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#800000;"><em>Nota: per un confronto più rigoroso, i grafici sono stati elaborati rapportando i giorni di assenza ad un numero costante di dipendenti. I dati ufficiali si possono scaricare qui:  <a href="http://www.comune.montesilvano.pe.it/immagini/news/Questionario_giugno_agosto.xls" target="_blank">giu/ago</a></em><em> - <a href="http://www.comune.montesilvano.pe.it/immagini/news/Questionario_settembre.xls" target="_blank">lug/set</a>.</em></span></p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1153" title="graph2_rid" src="http://montesilvano.wordpress.com/files/2008/12/graph2_rid.jpg" alt="graph2_rid" width="500" height="250" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Luciano sta male]]></title>
<link>http://montesilvano.wordpress.com/2009/01/07/luciano-sta-male/</link>
<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 22:47:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxxim</dc:creator>
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<description><![CDATA[Penso che le manifestazioni a favore di D&#8217;Alfonso organizzate nella sala consiliare e in via S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1246" title="tg1_dalfonso" src="http://montesilvano.wordpress.com/files/2009/01/tg1_dalfonso.jpg" alt="tg1_dalfonso" width="465" height="357" /></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#800000;">Penso che le manifestazioni a favore di D&#8217;Alfonso organizzate nella sala consiliare e in via Salita Zanni, sotto il balcone di casa (immortalato dai telegiornali di tutte le emittenti nazionali) possano essere annoverate tra gli spettacoli più vergognosi che la città di Pescara (e l&#8217;Abruzzo) abbia offerto al Paese intero negli ultimi trent&#8217;anni. Cartelli e striscioni con scritte del tipo <em>&#8220;Ridateci il nostro sindaco&#8221;</em>, <em>&#8220;Siamo tutti con te, Forza Luciano&#8221;</em>, <em>&#8220;Sei e sarei sempre il nostro sindaco&#8221;</em>, hanno fatto da degna coreografia ad incredibili scene di quasi isterismo collettivo, tra applausi, urla e strepiti, occhi lucidi di commozione, abbracci e pianti dirotti. Immagini che in parte mi hanno fatto tornare alla mente (il paragone potrà sembrare eccessivo ma lo faccio lo stesso) quei servizi ai telegiornali sulle operazioni di polizia nell&#8217;interland napoletano e dove si vedono i familiari dei camorristi opporre resistenza alle forze dell&#8217;ordine esibendosi in sceneggiate durante l&#8217;arresto dei loro congiunti.<br />
E&#8217; vero che le dichiarazioni contraddittorie della Procura dopo la revoca della custodia cautelare hanno fatto perdere un po&#8217; di credibilità all&#8217;inchiesta. Così come è vero che di tangenti ancora non vi è alcuna prova e, probabilmente, mai verrà trovata. Corruzione, concussione, abuso d&#8217;ufficio, truffa aggravata ai danni dell&#8217;amministrazione e falso ideologico: D&#8217;Alfonso è innocente e tale va considerato fino all&#8217;ultimo grado di giudizio. Giustissimo. Ma tutto questo non toglie un solo grammo al peso politico dei fatti che sono stati sin ora accertati e dei quali ad una parte dei pescaresi (nonchè del PD) sembra non fregare nulla. <em>&#8220;Movimenti di denaro non dichiarati e altri benefici : viaggi, cene, vacanze, auto con autista per tre anni, finanziamenti a pro loco, associazioni e contributi vari, anche elettorali&#8221;</em>. In particolare: <em>&#8220;viaggi gratuiti con la AirOne tra il 2003 e il 2006 per l&#8217;ex sindaco e i familiari sulle tratte Malta e Venezia (per un costo che supera i 28 mila euro); pranzi di lavoro in ristoranti di Roma (904 euro) e Pescara (quasi 11 mila euro); tre anni di auto con autista a carico dei Toto (valore complessivo, 72 mila euro); 7 mila euro per un contributo elettorale alle politiche del 2006.&#8221;</em><br />
Domanda banale: ma è normale che un sindaco accetti <strong>regali per 200 mila euro</strong> (un po&#8217; più di un cesto natalizio) da chi fa affari con il Comune? E&#8217; questa una condotta accettabile da parte di chi, in veste di primo cittadino, dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto e men che mai avvantaggiarsi della propria posizione previlegiata per fini privati? Quale assoluzione con formula piena potrà mai garantire con assoluta certezza che ad amici così generosi non sia stato restituito in cambio alcun favore? In un paese normale una cosa del genere basterebbe (e avanzerebbe) perché una carriera politica possa essere, se non dichiarata definitivamente conclusa, quantomeno avviata ad una lunga ed approfondita pausa di riflessione. </span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#800000;">Qualche giorno fa il governatore del New Mexico Bill Richardson ha rinunciato alla nomina di segretario al Commercio offertagli dal neo presidente americano Barack Obama in quanto accusato di aver aiutato una società californiana (dalla quale Richardson aveva ricevuto finanziamenti per la corsa alle primarie del Partito Democratico) a vincere un appalto pubblico del valore di un miliardo di dollari. C&#8217;è da giurarci quindi che, ragionando per similitudine, se la stessa accusa fosse uscita fuori tra qualche mese, il segretario al Commercio Bill Richardson, pur di non mettere in imbarazzo la nuova amministrazione, si sarebbe dimesso senza tante storie. Una vicenda, fatte le debite proporzioni, non molto dissimile da quella che ha coinvolto il sindaco di Pescara (dove il miliardo di dollari diventano i 18 milioni di euro per la gestione dei cimiteri più i 60 milioni per l&#8217;area di risulta, appalto bloccato dal TAR per &#8220;presunte irregolarità&#8221;). Ma cosa succede invece qui da noi? Il nostro sindaco-segretario si dimette, diserta l&#8217;assemblea regionale del Partito che però non rinuncia a tributargli un&#8217;ovazione (<em>&#8220;il PD riparte da D&#8217;Alfonso&#8221; </em>titolerà qualche quotidiano) e poi (colpo di teatro finale) ritira le dimissioni e si inventa un giochetto geniale che non ha precedenti neanche in Italia e destinato a fare scuola: un certificato medico della durata di sei mesi con il quale il sindaco autosospeso evita il commissariamento del Comune, riservandosi peraltro il diritto di guarire da un momento all&#8217;altro. C&#8217;è da chiedersi come possa un comportamento di questo tipo giovare ad un partito reduce da una pesante sconfitta elettorale e in piena crisi di identità. Chissà, magari invece dovremmo essergli grati. Forse quello di </span><span style="color:#800000;">Luciano D&#8217;Alfonso è solo un modo originale per far capire, a chi ancora avesse qualche dubbio, che il Partito Democratico italiano e quello americano, dal quale Veltroni ha tratto ispirazione, non sono proprio la stessa cosa.</span></p>
<p><span style="color:#008080;">dal Centro del 6 gennaio</span></p>
<h3><span style="color:#008080;">IL FURBINO DELL&#8217;ULTIMO BANCO<br />
Non si dimette ma lascia i poteri al vicesindaco.</span></h3>
<p>di Maurizio De Luca</p>
<p>Ipotizziamo che non ci si trovi più in un Paese dove amministratori e cittadini amministrati condividono civilmente doveri e diritti mentre giudici e investigatori hanno un potere ampio di controllo sul rispetto della legalità. Fingiamo che una tal situazione sia ormai superata e che ci si trovi tutti assieme in un&#8217;ampia classe scolastica, suddivisi per banchi, tra studenti rumorosi e scalmanati.</p>
<p>Dietro siedono i furbi, quelli che si nascondono quando l&#8217;insegnante cerca di chiamare alla cattedra qualche alunno per interrogarlo. C&#8217;è là dietro anche chi all&#8217;improvviso e del tutto a sorpresa alza la mano e sventola un certificato medico per far capire ai docenti che non può essere interrogato. Intendiamoci, lui ci terrebbe molto a presentarsi a dare le risposte giuste alle domande che l&#8217;insegnante vorrebbe porre.</p>
<p>Ma non può: la salute, poveretto, glielo impedisce. Niente da fare. Bisogna aspettare. C&#8217;è un certificato, c&#8217;è la diagnosi scientifica di un medico laureato. Qualcuno ha dei dubbi? Può darsi ma i dubbi non possono avere effetto pratico. I compagni di classe chiamano con un certo disprezzo l&#8217;alunno che nascosto dietro un certificato riesce a saltare l&#8217;interrogazione un furbino irritante, non certo meritevole di grande rispetto.</p>
<p>E poi da dove mai spunta quel certificato, se l&#8217;alunno sembrava fino al giorno prima sprizzare salute da tutti i pori? Mistero. Tutto questo (o giù di lì) è parso succedere ieri nella classe di Pescara dove un sindaco dimissionario per motivi di giustizia all&#8217;ultimo momento ha ritirato a sorpresa le dimissioni, salvo affrettarsi a sbandierare un certificato medico che attesta le cattive condizioni di salute d&#8217;insormontabile ostacolo all&#8217;esercizio della pubblica funzione.</p>
<p>La giunta così rimane in carica, a fare il sindaco sarà il suo vice, il commissario chiamato a gestire l&#8217;amministrazione comunale non arriva più. Auguri, sindaco furbo. Si rimetta presto in buona salute, noi che crediamo ai certificati medici glielo auguriamo sinceramente. Lei ha così evitato di dover decidere d&#8217;andarsene da solo.</p>
<p>Forse, nella sua arzigogolata mente di capo politico a cui evidentemente piace la poltrona, si è convinto di aver realizzato un autentico capolavoro. A noi, suoi esausti ed esterrefatti compagni di classe, tutto ciò è parso soprattutto una inutile e avvilente piroetta, che non le eviterà prima o poi il giudizio di fine anno scolastico.</p>
<p><span style="color:#008080;"><a href="http://www.corriere.it/politica/09_gennaio_08/d_alfonso_si_rifugia_in_convento_22a786d6-dd5d-11dd-9758-00144f02aabc.shtml" target="_blank">L&#8217;articolo</a> sul Corriere della Sera:</span></p>
<p><span style="color:#008080;"><strong>Il caso Pescara: il primo cittadino indagato</strong> </span></p>
<h2><span style="color:#008080;">E D&#8217;Alfonso si rifugia in convento</span></h2>
<p><span style="color:#008080;"><strong>Il sindaco malato va dai camaldolesi ma la Procura dopo le dimissioni ritirate non esclude «iniziative processuali» </strong></span></p>
<p><strong>PESCARA</strong> &#8211; <strong>Lui a pregare in un eremo dei camaldolesi</strong>, nel profondo Appennino toscano, sperando di uscire «dall&#8217;inferno in cui sono precipitato», ma sicuro di riuscire a convincere i magistrati che di tangenti «non ne ho mai prese, ho solo lavorato per la città». E la sua giunta pd a tagliare nastri, decisa ad incrementare il già cospicuo bottino di 421 opere pubbliche inaugurate in quasi 70 mesi di governo, visto che ci sono ancora 100 milioni di euro da spendere e, all&#8217;orizzonte, le elezioni comunali di giugno e i Giochi del Mediterraneo. La resurrezione del cattolicissimo Luciano D&#8217;Alfonso, 43 anni, detto anche «Fratacchione» per la sua religiosità, da qualche giorno a piede libero dopo averne trascorsi 9 agli arresti domiciliari con l&#8217;accusa di aver intascato soldi da imprenditori amici (tra cui il patron di AirOne, Carlo Toto, indagato), corre tra sacro e profano, acqua santa e calcoli politici.</p>
<p><strong>Costretto dall&#8217;inchiesta a scegliere se dimettersi o meno da sindaco</strong>, l&#8217;imprevedibile ex leader del Pd abruzzese si è inventato una terza via, dandosi per malato, una malattia «ingravescente» (che tende cioè ad aggravarsi) e «permanente », così pare reciti il certificato medico (che però nessuno ha visto), centrando in tal modo due obiettivi: togliersi dalla scena pubblica, come chiesto dal gip nella revoca degli arresti domiciliari, ed evitare il commissariamento del Comune, permettendo alla sua giunta una continuità amministrativa che, qualora l&#8217;indagine finisse in niente, gli consentirebbe di ricandidarsi a sindaco o alle Europee. La mossa ha fatto infuriare quelli del Pdl, i cui consiglieri comunali si sono ieri dimessi in blocco per ottenere comunque il commissariamento da Roma. Ha spinto i dipietristi ad abbandonare la giunta. E ha fatto alzare più di un sopracciglio anche nel Pd, a cominciare dal reggente del partito in Abruzzo, Massimo Brutti («Io non avrei agito così, avrei confermato le dimissioni»).</p>
<p><strong>Ma D&#8217;Alfonso, lasciata in fidate mani la sua Pescara,</strong> non si scompone e pensa a curare lo spirito. L&#8217;eremo scelto «per staccare da tutto» pare sia quello di Camaldoli, tra le foreste del Casentino, costruito da San Romualdo una decina di secoli fa. In alternativa, la basilica del Volto Santo a Manoppello, ai piedi della Maiella, dove D&#8217;Alfonso è di casa, essendoci nato e avendo un anno fa portato qui, in ritiro spirituale, l&#8217;intera giunta. Di più non si sa. Gli amici fanno muro: «Sta davvero male, è irriconoscibile». Ma i magistrati non mollano la presa. È partita la caccia ai conti in banca. E la decisione di D&#8217;Alfonso di non dimettersi non è piaciuta al procuratore capo Trifuoggi, che non esclude «iniziative processuali ».</p>
<p>Francesco Alberti<br />
08 gennaio 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Berlusconi non denuncia gli evasori]]></title>
<link>http://ale1980italy.wordpress.com/2008/12/20/berlusconi-non-denuncia-gli-evasori/</link>
<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 06:37:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Avevo visto una bella pianta, pensate che per vendermela mi hanno detto che con fattura costava 100m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Avevo visto una bella pianta, pensate che per vendermela mi hanno detto che con fattura costava 100m]]></content:encoded>
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