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	<title>galateo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/galateo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "galateo"</description>
	<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 05:55:38 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Bonjour Paris!]]></title>
<link>http://italianiaparigi.wordpress.com/2009/11/25/bonjour-paris/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:51:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>italianiaparigi</dc:creator>
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<description><![CDATA[I parigini e le buone maniere Un altro momento in cui la pseudo-mielosità del popolo parigino tocca ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_348" class="wp-caption aligncenter" style="width: 475px"><a href="http://italianiaparigi.wordpress.com/files/2009/11/politesse.jpg"><img class="size-full wp-image-348" title="politesse" src="http://italianiaparigi.wordpress.com/files/2009/11/politesse.jpg" alt="" width="465" height="292" /></a><p class="wp-caption-text">I parigini e le buone maniere</p></div>
<p>Un altro momento in cui la pseudo-mielosità del popolo parigino tocca il suo culmine è la pretesa del “Bonjour”.<br />
Che c’ è di male a salutare la gente con un cordiale “Buongiorno”? direte Voi.<br />
Il difetto morboso, rispondo io, sta nel pretenderlo questo sacrosanto saluto!!!</p>
<p>Mi spiego meglio: il parigino medio pretende che quando gli indirizziate la parola, per chiedere un’informazione, iniziate la vostra frase salutando con un “Bonjour/Bonsoir”; solo allora potrete formulare la vostra domanda o richiesta.<br />
Se sarete talmente scellerati e la Vostra distrazione vi porterà a omettere la formula di saluto dalla vostra frase, il simpatico parigino non esiterà a farvi notare la vostra maleducata dimenticanza.<br />
Se per esempio chiedete un&#8217; indicazione a un passante dimenticando l’indispensabile incipit di cortesia e di saluto, il gentile sconosciuto al posto di rispondere alla vostra domanda vi risponderà con un &#8230;”Bonjour” in modo tale da sottolineare quanto siete stati maleducati a non salutarlo.</p>
<p>Caso paradigmatico di questa pretesa di buone maniere spinta all’eccesso dal popolo parigino è “Madame Bonjour”.<br />
Si tratta di una boulangère/panettiera dove io e Valeria andavamo sistematicamente a comprare la nostra baguette quotidiana quando abitavamo nel quartiere Mouffetard.<br />
L’arzilla Signora sembrava veramente progettata per schiaffare “Bonjour/Bonsoir” in faccia ai clienti, qualunque cosa essi chiedessero; il fatto che avesse una voce particolarmente acuta ha immortalato la sua immagine nella mia memoria.<br />
Così se il cliente esordiva dicendo “Une baguette de tradition, s’il vous plait”, la vecchietta parigina, da dietro il bancone,  rispondeva “Bonjour” e il cliente doveva sistematicamente ripetere la sua richiesta&#8230;il tutto per la gioia di chi stava in fila ad attendere e a godersi queste scenette quotidiane.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I nervi]]></title>
<link>http://pardemazioscatenone.wordpress.com/2009/11/13/i-nervi/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:40:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>thesleepymist</dc:creator>
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<description><![CDATA[I miei nervi sono estremamente sensibili. Basta un leggerissimo spostamento d&#8217;aria che subito ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I miei nervi sono estremamente sensibili.</p>
<p>Basta un leggerissimo spostamento d&#8217;aria che subito mi si intorcolano, cominciano a vibrare e ad emettere elettricità. Non a caso sono veneto. Un veneto non nervoso è più o meno come un nero col ciccio piccolo, e anche per oggi il nostro luogo comune razziale è archiviato.</p>
<p>Ma ci sono delle cose che più di altre scatenano una mia reazione spropositata, violenta e assolutamente non necessaria.</p>
<p>Per esempio le conferenze stampa di Marcello Lippi.</p>
<p>O chi supera con la linea continua a 160 all&#8217;ora nelle strade provinciali rischiando un frontale.</p>
<p>O la mia connessione casalinga. Approfitto per comunicare al mondo che Infostrada con me ha chiuso per sempre e passo a Fastweb.</p>
<p>O chi scrive con le K.</p>
<p>O il mio vicino del piano di sopra. Sì, quello del cancelletto. Oggi è successa una cosa terribile: stavo uscendo di casa e ho aperto il portone PER ME. Quando apri il portone si apre automaticamente anche il cancello. E in quel momento stava entrando lui, che avrà pensato che l&#8217;ho fatto per scusarmi implicitamente della scortesia dell&#8217;altro giorno. NOOOOOOOOOOOO!!!! Tutto da rifare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La mia nemesi]]></title>
<link>http://pardemazioscatenone.wordpress.com/2009/11/04/la-mia-nemesi/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 09:26:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>thesleepymist</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ultimamente ho un nuovo nemico. Un vicino di casa palestrato che non saluta mai. Io, che sono educat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ultimamente ho un nuovo nemico.</p>
<p>Un vicino di casa palestrato che non saluta mai.</p>
<p>Io, che sono educato, saluto sempre. Anzi, no, diciamo le cose come stanno: non saluto perchè sono educato, saluto perchè odio l&#8217;imbarazzo che si crea quando due persone si incrociano e non sanno chi deve salutare per primo, finendo quindi per non salutarsi del tutto.</p>
<p>Dunque saluto il vicino una volta e non risponde. Due volte e non risponde. Tre volte e non risponde. Alla quarta mi rompo le palle e decido che IT&#8217;S ON. IT&#8217;S SO ON.</p>
<p>Per settimane ho tramato nell&#8217;ombra, architettando piani malvagi e pensando a come vendicare una tale mancanza di rispetto. Non lo vedo mai girare in macchina, solo in bici (vestito da ciclista, con le gambe depilatissime. Quelli che si vestono da ciclisti sono la peggior razza sulla Terra, perfino peggio di chi guida col cappello addosso), quindi le opzioni &#8220;forargli una gomma&#8221; o &#8220;rigargli la carrozzeria&#8221; sarebbero state poco affascinanti. Poco male. Credendo io in un dio carogna e vendicativo (sono sempre stato convinto, sotto sotto, di avere origini ebraiche), avevo assoluta fiducia che l&#8217;occasione giusta si sarebbe manifestata da un momento all&#8217;altro, all&#8217;improvviso, e io non avrei dovuto fare altro che coglierla al volo.</p>
<p>Ieri, finalmente, si è manifestata.</p>
<p>Stavo uscendo il cane che lo pisciavo. Piovicchiava, ma era un atto dovuto. Improvvisamente, mentre stavo chiudendo il cancello del condominio, una visione celestiale.</p>
<p>Lui.</p>
<p>Vestito da ciclista.</p>
<p>(ovvio!)</p>
<p>CON LE BORSE DELLA SPESA. Una per mano.</p>
<p>E&#8217; il mio momento. Fanculo il galateo, fanculo anni e anni di insegnamenti dei miei genitori, fanculo.</p>
<p>Io guardo lui.</p>
<p>Lui guarda me.</p>
<p>Il cane piscia.</p>
<p>Continua a piovicchiare.</p>
<p>Lui sa cosa sto per fare.</p>
<p>Io lo faccio.</p>
<p>CHIUDO IL CANCELLO.</p>
<p>E non lo saluto.</p>
<p>Ecco, bravo, sei sceso al suo livello. Ti senti davvero meglio, adesso?</p>
<p>Sì.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I giri del venerdì mattina]]></title>
<link>http://parolemie.wordpress.com/2009/10/30/i-giri-del-venerdi-mattina/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:00:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>storiedime</dc:creator>
<guid>http://parolemie.wordpress.com/2009/10/30/i-giri-del-venerdi-mattina/</guid>
<description><![CDATA[La netiquette di Facebook. Ce ne sarebbe da aggiungere (ma tanto non posso più usarlo, that&#8217;s ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><ul>
<li>La <a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/tecnologia/facebook-world/comportamenti/comportamenti.html?rss" target="_blank">netiquette di Facebook</a>. Ce ne sarebbe da aggiungere (ma tanto non posso più usarlo, that&#8217;s life). Veramente ci sarebbe da far fare un ripasso obbligatorio corale dell&#8217;<em>educazione</em> in genere, a tutti. Non su Internet. Nella vita proprio</li>
<li><a href="http://www.corriere.it/cultura/09_ottobre_29/caravaggio-autoritratto-caraffa-bacco_039cce78-c4b5-11de-ae8c-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Autoritratti caravaggeschi nascosti</a>. Mi piacciono queste chicche (se sono vere e non sono costate anni e anni e anni di studio a qualche nullafacente figlio di papà)</li>
<li>Una <a href="http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2009/10/29/ciumbia-che-titolo/" target="_blank">bella analisi</a> di una notizia che, a naso, ieri mi era già parsa un&#8217;emerita ca%%ata. E si è dimostrata tale. Con sudore della redattrice che ha dovuto smascherare e sbugiardare un titolista esagerato (e pure un po&#8217; &#8216;gnurante), e quanti gli sono andati dietro</li>
<li>L&#8217;<a href="http://attivissimo.blogspot.com/2009/10/luomo-dei-sogni.html" target="_blank">uomo <em>dei sogni</em></a>. Nel senso che pare compaia nei sogni di tante persone. Suona di bufala. O di &#8220;epifania collettiva&#8221;, siamo bravi a lasciarci influenzare. A me sembra più degli incubi e, fortunatamente, non faccio parte del gruppo di chi l&#8217;ha visto</li>
<li><a href="http://www.motoricerca.net/2009/10/29/google-discover-music-per-cercare-la-musica-su-google/" target="_blank">Google Discover Music</a>. Forte! Come sempre&#8230;</li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aggiornare lo status anche se sei in compagnia (Dal "Galateo della realtà bucata")]]></title>
<link>http://sentimentodigitale.wordpress.com/2009/10/28/aggiornare-lo-status-anche-se-sei-in-compagnia-dal-galateo-della-realta-bucata/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 18:40:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>iloveusb</dc:creator>
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<description><![CDATA[Raffaele naviga da più di dieci anni, ma non è rimasto indifferente una sera, mentre era con quattro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1984" title="281399912_5de604a733" src="http://sentimentodigitale.wordpress.com/files/2009/10/281399912_5de604a733.jpg?w=300" alt="281399912_5de604a733" width="300" height="225" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;"><a href="http://www.appuntidigitali.it/4833/il-pericolo-della-diffusione-dei-rapporti-sociali-virtuali/">Raffaele</a> naviga da più di dieci anni, ma non è rimasto indifferente una sera, mentre era con quattro amici al pub attorno a un tavolo. Si sono messi ad <strong>aggiornare il proprio status</strong> ognuno con il proprio aggeggio fra le mani. E anche se Raffaele è cresciuto un po’ geek, alla fine ha chiesto ai quattro amici di piantarla.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;">Un mio alunno dodicenne scrive che la playstation gli piace soprattutto in pizzeria. La prof di lettere prova a spiegare ai genitori che <strong>nessuno dei ragazzi sopporta più i momenti morti</strong>. “Una volta ci saremmo girati verso il compagno per proporgli un “tris” sul banco”, dice una mamma. Adesso si alzano dalla sedia e fanno rumore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;">Al Policlinico Gemelli si cura la <strong>dipendenza da internet</strong>. Nell’<a href="http://facebookmania.net/policlinico-gemelli-facebook-mania.html">ambulatorio psichiatrico </a>è previsto un percorso riabilitativo con sedute di gruppo.  Forse li costringono a guardarsi negli occhi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;"><strong>Viviamo in una realtà bucata</strong>, in un formaggio svizzero gigante con gli oblò verso altri mondi. Vedo più il buco che il formaggio. Ma questa è un’altra storia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il moderno borghese]]></title>
<link>http://emiliotremolada.wordpress.com/2009/10/16/il-vero-signore-moderno/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 08:18:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>trem</dc:creator>
<guid>http://emiliotremolada.wordpress.com/2009/10/16/il-vero-signore-moderno/</guid>
<description><![CDATA[Ci sono regole per la casa moderna del vero signore? Sì e molto semplici quasi banali, pavimento in ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-2155" title="Appartamento su due livelli a Milano" src="http://emiliotremolada.wordpress.com/files/2009/10/appcdm07.jpg" alt="Appartamento su due livelli a Milano" width="480" height="613" /></p>
<p>Ci sono regole per la casa moderna del vero signore? Sì e molto semplici quasi banali, pavimento in cemento o resina tirato a lucido, arte contemporanea meglio se informale o formale anni &#8216;60, pezzi di design anni &#8216;70, qua rappresentato dalla AEO di Paolo Deganello prodotte da Cassina nel 1973 e l&#8217;immancabile tavolo o tavolino Tulip di Eero Saarinen, nelle sue molteplici variazioni. E&#8217; troppo facile essere un moderno vero signore borghese, c&#8217;è un codice non scritto di ovvietà e bon ton. Che fare allora per oscire dall&#8217;ovvio? forse infarcire il nuovo con un classico come &#8220;Il vero signore&#8221; di Willy Farnese, Longanesi 1947.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Galateo, questo sconosciuto]]></title>
<link>http://bimbumbalegiu.wordpress.com/2009/10/13/galateo-questo-sconosciuto/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 11:39:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>bimbumbalegiu</dc:creator>
<guid>http://bimbumbalegiu.wordpress.com/2009/10/13/galateo-questo-sconosciuto/</guid>
<description><![CDATA[Oggi, dopo forse 15 anni, mi sono fermata a pensare con un pizzico di serietà alla faccenda del Gala]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-medium wp-image-79" title="il-galateo-a-tavola" src="http://bimbumbalegiu.wordpress.com/files/2009/10/il-galateo-a-tavola.jpg?w=300" alt="il-galateo-a-tavola" width="300" height="225" />Oggi, dopo forse 15 anni, mi sono fermata a pensare con un pizzico di serietà alla faccenda del Galateo in tavola. L&#8217;occasione è stata un pranzo durante la pausa di lavoro, un paio di giorni fa.</p>
<p>Da bambina ero ossessionata con il Galateo durante i pasti. Mio padre sedeva (e accade tuttora, quando mangiamo insieme) proprio davanti a me con la scusa di potermi parlare guardandomi in faccia, ma con il reale obiettivo di capire se i suoi insegnamenti sull&#8217;etichetta a tavola stessero andando a buon fine. &#8220;Quel gomito sul tavolo? Sei stanca?&#8221;. &#8220;Il pane non si morde, si spezza&#8221;. Erano alcune delle regole che rispettavo per forza maggiore, ma che davvero non capivo. Che male fa poggiare il gomito? Okay, non sarà l&#8217;atteggiamento più composto del mondo. Ma obiettivamente non contravviene a nessuna logica, mentre in genere tutte le norme del mangiare composti hanno un senso ben preciso. Leccare il coltello, ad esempio, è sconveniente e non è troppo difficile capire perché. Solo il pensiero di una lama fredda e tagliente in bocca dovrebbe far desistere chiunque dal farlo; il tovagliolo si poggia sulle ginocchia per evitare che il cibo ci finisca addosso, e così via. Navigando in Internet ho trovato <a href="http://alimentazione.medialighieri.it/attivita/galateo.htm" target="_blank">una paginetta</a> che si dilunga sull&#8217;uso corretto di ogni singolo oggetto posi sulla tavola, dal piattino per il pane alla pinza per mangiare gli asparagi. Ammetto di non averne mai vista una &#8211; lo farò notare a mio padre.</p>
<p>Ho letto tutto da cima a fondo e poi mi sono resa conto che quello che avevo visto a tavola &#8211; e che mi aveva fatto ridere a crepapelle &#8211; era l&#8217;unica regola del tutto ignorata: la zuppa e la minestra si mangiano con il cucchiaio. Ovvio che non ci sia bisogno di dilungarsi su questo. Con cos&#8217;altro si può mangiare la zuppa? Non c&#8217;entra l&#8217;educazione, non c&#8217;entra la logica, c&#8217;entra la fisica più basilare. Ma c&#8217;è chi la sfida. Io ho trascorso 15 minuti a guardare sbigottita il mio interlocutore mangiare la zuppa con la forchetta. Non era sconveniente, non era fastidioso, era solo buffo. La motivazione addotta è stata che il sapore di tutto quel ferro del cucchiaio rovina il pasto. Fine. Ho pensato che ci saremmo alzati da tavola a notte inoltrata&#8230; E invece lui ha vuotato il piatto prima di me, che &#8220;banalmente&#8221; mangiavo i rigatoni con la forchetta.</p>
<p>Al di là di questa stupidaggine, mi sono chiesta quanti di noi ancora si pongano il problema di rispettare il galateo (o semplicemente di conoscerlo), in un&#8217;epoca in cui il trasandato andante, sia esso reale o solo atteggiato, domina nella moda e  negli stili di vita di molti. Cercando su YouTube <a href="http://www.youtube.com/results?search_query=galateo+a+tavola&#38;search_type=&#38;aq=f" target="_blank">&#8220;galateo a tavola&#8221;</a> o  <a href="http://www.youtube.com/results?search_query=table+manners&#38;search_type=&#38;aq=f" target="_blank">&#8220;table manners&#8221;</a> o <a href="http://www.youtube.com/results?search_query=dinner+etiquette&#38;search_type=&#38;aq=f" target="_blank">&#8220;dinner etiquette&#8221;</a>, escono centinaia di video. Segno che a qualcuno l&#8217;etichetta ancora interessa. A voi?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Galateo 3000: Tech Ton per gentlemen digitali]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/12/galateo-3000-tech-ton-per-gentlemen-digitali/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 12:43:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/12/galateo-3000-tech-ton-per-gentlemen-digitali/</guid>
<description><![CDATA[Come evitare&#8230; Strafalcioni via email Passi falsi in Facebook Micro-gaffe su Twitter Figuracce ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come evitare&#8230; Strafalcioni via email Passi falsi in Facebook Micro-gaffe su Twitter Figuracce da blog Con i consigli del &#8220;bastardo senza gloria&#8221; Brad Pitt.</p>
<p><strong><em>Chiedi al Bastardo</em><br />
Il mio bassista di Rock Band fa schifo. Sono una merda se lo butto fuori? </strong><br />
Chi se ne frega? Tu spacchi, lui no. Sbattilo fuori. Un punto a tuo favore: anche gli altri staranno in guardia. Solo chi la dura, la vince. Anche se questo significa licenziare l&#8217;intera band. Ricorda la grande lezione del rock&#8217;n'roll: tutti i grandi artisti diventano grandi solisti, prima o poi.</p>
<p><strong>SE CADE LA LINEA, RICHIAMA</strong><em> di Rachel Swaby</em></p>
<p>Le frasi di cortesia sono solo bla bla, ma a volte non si può sfuggire ai convenevoli, specialmente al telefono. Quando, intorno al 1870, si iniziò a usarlo, ci si trovò di fronte al problema di dover inventare un modo per rispondere che non tenesse conto delle percezioni visive. Dal momento che la conversazione non poteva essere introdotta da una presentazione formale o una stretta di mano, non c&#8217;era alcun modo per comunicare che il collegamento era attivo. «Le conversazioni telefoniche hanno precise linee di demarcazione che ne segnano l&#8217;apertura e la chiusura», sostiene Julia Gillen, docente di alfabetizzazione informatica alla Lancaster University. E certe convenzioni ci vengono inculcate sin da piccoli. Gillen, nei suoi studi sull&#8217;apprendimento del linguaggio nei bambini, ha scoperto che già durante i primi contatti con la cornetta i bimbi «hanno la tendenza naturale ad aprire con &#8220;hello&#8221; e a chiudere con &#8220;goodbye&#8221;». Se improvvisamente la chiamata venisse interrotta da un problema di linea? Qual è la cosa giusta da fare? Anche se non avete molto altro da dire, è obbligatorio richiamare o la reazione di chi si trova dall&#8217;altra parte del telefono sarà in ogni caso quantomeno perplessa (pensa a colleghi, genitori o, peggio ancora, capi e fidanzati). «La comunicazione non è solo finalizzata al raggiungimento di obiettivi», dice Gregory Shepherd, preside dello Scripps College of Communication. «Il punto è saper gestire le relazioni umane». Quindi meglio richiamare sempre anche se la tua telefonata si era arenata al primo: «Pronto?».</p>
<p><strong>PUOI MANDARE SMS ANCHE SE SEI IN COMPAGNIA</strong> <em>di Christopher Null</em></p>
<p>Per i più tradizionalisti mandare sms in presenza di qualcuno è da maleducati. Ma è vero? Osserva gli adolescenti di oggi, esempi comportamentali dell&#8217;era futura&#8230; Per loro, messaggiare mentre si è in compagnia è una cosa del tutto normale. Anzi&#8230; Gli antropologi culturali che hanno analizzato il fenomeno sms tra gli adolescenti concordano che non si tratta solo di una gratificazione immediata. Secondo Mimi Ito, esperta di usi e costumi telefonici tra i teenager giapponesi, mandare sms a persone che non sono presenti in un dato momento fa sentire ognuno di noi parte di una rete sociale più estesa. Molti non fanno distinzione tra la socializzazione che avviene di persona o tramite cellulare. I modi adolescenziali sono raramente un modello comportamentale, ma in questo caso sono lo specchio di un enorme divario tecnologico. Siamo di fronte alla prima generazione cresciuta con il cellulare in mano. Che vi piaccia o no, il modo dei ragazzi di usare gli sms presto sarà la norma. Quindi, ecco la nuova &#8220;regola del pollice&#8221; per cultori dell&#8217;sms: sentiti libero di messaggiare mentre parli o ceni con gli amici, ma solo se stai cercando di coinvolgere qualcuno che non è lì con voi. Se ciò che ti spinge a farlo è escludere le persone con cui sei uscito, sai già la risposta. I luoghi pubblici &#8211; con persone sconosciute &#8211; pongono un altro tipo di problema. È nella natura dell&#8217;adolescente messaggiare con l&#8217;amica del cuore nel bel mezzo del film («Oddio, è stato ucciso!»), ma il display dei cellulari distrae le persone che ti stanno intorno. In questo senso, messaggiare può essere paragonato al fumare in pubblico: stai dando davvero fastidio alle persone intorno a te? Se la risposta è sì, giù le dita.</p>
<p><strong>NON GOOGLARE IL SUO NOME AL PRIMO APPUNTAMENTO</strong> <em>di Douglas Wolk</em></p>
<p>Trovare un partner in rete è ormai facile, ma si può anche giocare sporco. Su internet è possibile scoprire se un appuntamento virtuale potrebbe rivelarsi un flop. La buona notizia è che i profili sui siti di incontri tendono a essere affidabili. Quasi tutti mentono, ovvio, ma non su tutto. Uno studio del 2007 condotto da ricercatori della Cornell e della Michigan State University ha constatato che l&#8217;81 per cento degli utenti di siti di incontri forniva informazioni su età, altezza e peso falsate in percentuali di 1,5, 1,1 e 5,6 per cento. Anche se sei in cerca di un partner giovane e con un fisico mozzafiato, non puoi considerarli dei veri bugiardi. È possibile prepararsi al primo incontro dal vivo con una ricerca veloce di informazioni di base, ma non rovinare tutta la magia del momento scavando troppo a fondo: probabilmente farai più scintille senza aver aperto un vero e proprio dossier, afferma Todd Essig, psicologo newyorkese specializzato in relazioni mediate dalla tecnologia: «In mancanza di informazioni provenienti dal mondo reale, si rischia di investire una spaventosa mole di energia emotiva in tutto ciò che si può trovare online». D&#8217;altra parte, scoprirsi l&#8217;un l&#8217;altro è il modo migliore per costruire forti rapporti interpersonali, che portano alla fiducia, all&#8217;ammirazione e, infine, al contatto fisico. D&#8217;altronde, scoprire che il vostro &#8220;incontro&#8221; di domani sera ha l&#8217;hobby di scrivere storie per il Muppet Show in un sito di fan fiction potrebbe solo mettere fine a una bella amicizia ancora prima che abbia inizio. -</p>
<p><strong>SE NON PUOI ACQUISTARLO ONLINE C&#8217;È SEMPRE BITTORRENT</strong> <em>di Erin Biba</em></p>
<p>È sabato, sono le 2 di notte e ti è venuta una voglia pazzesca di vedere un Patrick Swayze anni &#8216;80 che tira qualche sberla nel Duro del Road House. Ma non hai il dvd, le videoteche sono chiuse e per qualche oscura ragione il film non è disponibile su iTunes. Si può scaricare il film per vie illegali? Sì. Ma da un punto vista eticomorale, c&#8217;è solo un modo per giustificare l&#8217;infrazione della legge: scaricare qualcosa non disponibile online deve essere un atto di disubbidienza civile, per far capire a qualche testa di rapa che conta che deve smetterla di limitare le potenzialità di internet. «La maggior parte dei filosofi della tradizione liberale sostiene che, trattandosi di una violazione indotta, consapevole e diretta della legge, la disubbidienza civile è spesso una pratica moralmente giustificabile», sostiene Kimberley Brownlee, professoressa di filosofia della Manchester University. «Però può evidenziare le ingiustizie della società e rettificare i deficit democratici, rigenerando il dibattito su argomenti dimenticati o messi a tacere». Ma occhio a non prendere questa considerazione come un via libera all&#8217;uso sfrenato di BitTorrent. Anche perché temo che la maggior parte dei tribunali se ne potrebbe fregare della tua obiezione di coscienza. Insomma, non puoi scaricare illegalmente un film solo per risparmiare un po&#8217; di grana. Per rendere coerente fino in fondo il tuo gesto di disobbedienza dovresti anche donare il costo del contenuto che hai fregato a un ente di beneficenza a tuo piacimento (per dimostrare che non l&#8217;hai fatto per soldi) e poi postare ovunque (Facebook, Twitter, FriendFeed e chi più ne ha, più ne metta&#8230;) le tue prodezze. La disubbidienza civile, come afferma la professoressa Brownlee, è un&#8217;attività che riguarda la sfera comunicativa. Se nessuno è a conoscenza delle tue azioni, hai fatto poco e niente per mettere in atto un cambiamento. E Il duro del Road House non sarebbe contento di te&#8230;</p>
<p><strong>MAI RENDERE PUBBLICO IL TUO STATUS SENTIMENTALE </strong> <em>di Douglas Wolk</em></p>
<p>La fine di una relazione può essere lunga, drammatica e a volte ambigua. Quando tu e il/la tuo/a forse-probabili-quasi-presto ex cessate di essere una coppia e tornate single, è il caso di modificare anche lo status sul vostro profilo? Il fatto che Facebook abbia questa opzione non significa che si debba inserire l&#8217;informazione. Gli affari di cuore sono troppo delicati per essere ridotti a una banale scelta da un menu a tendina. È meglio scambiarsi certe notizie di persona. Albert Mehrabian, psicologo dell&#8217;Ucla (University of California, Los Angeles) ha esaminato gli incontri faccia-a-faccia degli anni &#8216;60 e &#8216;70 e ha constatato che le informazioni riguardanti &#8220;sentimenti e comportamenti&#8221; provengono per il 7 per cento dalle parole, il 38 dal tono della voce e il 55 per cento dal linguaggio del corpo e dall&#8217;espressione del viso. Un indicatore che limita uno status a &#8220;single&#8221;, &#8220;impegnato&#8221; o &#8220;relazione complicata&#8221; non sta considerando il 93 per cento di un&#8217;informazione fondamentale. Utilizzare un&#8217;abbreviazione per dichiarare una rottura è come prendere a martellate una lampada per dire che si sta andando a dormire: il messaggio arriva, ma è probabile che inneschi una reazione a catena. Cambiare repentinamente il proprio status è un modo non proprio carino per informare gli amici di una decisione delicata (se lo fai perché il messaggio arrivi all&#8217;ex partner, sappi che si tratta un comportamento passivo-aggressivo e che meriti di rimanere solo a vita). Il modo più prudente di agire è rimuovere la riga dello status. Così, potrai comunicarlo a quelli che credono nei canali di comunicazione più personali ed emozionali.</p>
<p>Continua la lettura qui: <a href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/08/storie/galateo-3000-tech-ton-per-gentlemen-digitali-e-altri-esseri-umani-evoluti.aspx?page=2" target="_blank">http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/08/storie/galateo-3000-tech-ton-per-gentlemen-digitali-e-altri-esseri-umani-evoluti.aspx?page=2</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli abitanti di Delhi sono maleducati per strada. Lo dice il ministro degli interni]]></title>
<link>http://indonapoletano.wordpress.com/2009/09/22/gli-abitanti-di-delhi-sono-maleducati-per-strada-lo-dice-il-ministro-degli-interni/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 11:00:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nello</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8221;Gli abitanti di Delhi devono imparare a comportarsi come nel resto del mondo, come cittadini ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8221;Gli abitanti di Delhi devono imparare a comportarsi come nel resto del mondo, come cittadini di una citta&#8217; internazionale&#8221;. Lo ha detto stamattina il ministro degli interni Palanippan Chidambaran, spiegando che, con l&#8217;approssimarsi dei giochi del Commonwealth previsti a Delhi nel 2010, i cittadini della capitale indiana continuano ad avere dei comportamenti e atteggiamenti sbagliati. Chidambaran punta il dito soprattutto nei confronti dei comportamenti stradali dei cittadini di Delhi. &#8221;I comportamenti stradali non sono cambiati da anni &#8211; ha detto il ministro degli interni -, sappiamo che tanti non rispettano i segnali stradali, non si fermano al rosso dei semafori. Non si comportano come cittadini di una citta&#8217; internazionale&#8221;. Ma il ministro degli interni punta il dito anche contro la polizia, colpevole &#8221;di avere spesso gli stessi atteggiamenti dei cittadini non rispettando le regole stradali&#8221;. Chidambaran ha anche condannato il fatto che molti cittadini di Delhi girano su veicoli non registrati, con targhe false. Ma ha anche accusato i pedoni, colpevoli di non usare i sottopassi, di attraversare dovunque rendendo sempre piu&#8217; difficile la circolazione stradale. La denuncia del ministro degli interni e&#8217; arrivata dopo che il primo ministro dello stato di Delhi, Sheila Dixit, aveva annunciato l&#8217;inizio di una campagna per cercare di cambiare i comportamenti pubblici dei cittadini di Delhi in vista dei giochi del Commonwealth dell&#8217;ottobre 2010 a Delhi. </p>
<p><a href="http://www.wikio.it/vote" target="_blank"><img src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio4.gif" alt="" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Facebook e le buone maniere, in chiave "old style"]]></title>
<link>http://stefanomarchesi.wordpress.com/2009/09/05/facebook-e-le-buone-maniere-in-chiave-old-style/</link>
<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 17:01:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Marchesi</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;avvento del Web 2.0 ha spalancato le porte a un livello superiore di interattività tra la re]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><img class="alignleft" style="border:1px solid black;margin:5px;" title="Facebook" src="http://www.mondotechblog.com/wp-content/uploads/2009/07/facebook12.jpg" alt="" width="270" height="202" />L&#8217;avvento del <strong>Web 2.0</strong> ha spalancato le porte a un livello superiore di interattività tra la rete e i suoi utenti. L&#8217;autentica invasione dei <strong>social network</strong> ha rivoluzionato il modo di approcciarsi al web e ai suoi contenuti. E&#8217; cambiato dunque il modo di rapportarsi con internet, diventato sempre più strumento sociale, di condivisione, di interazione: da semplice fruitore, l&#8217;utente diventa protagonista.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Con oltre 250 milioni di iscritti in tutto il mondo, <a href="http://www.facebook.com/" target="_blank"><strong>Facebook</strong></a> è ormai entrato a far parte della quotidianità di moltissime persone. Il famoso social network, date per scontate le regole sulla privacy dettate dal suo fondatore <strong>Mark Zuckerberg</strong>, vive di una sorta di autoregolamentazione che si fonda sulla sensibilità dell&#8217;individuo nel gestire le proprie relazioni con i suoi &#8220;amici&#8221;. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Lo strumento rappresenta di per sé un’opportunità straordinaria per intrecciare relazioni, allargare la propria rete di contatti, riallacciare rapporti sfilacciati dal passare del tempo, ritrovare vecchi amici e conoscenti. E fin qui, tutto bene. D&#8217;altra parte però, tutta questa mole di relazioni virtuali deve sottostare a una serie di regole non scritte, formali, che potremmo chiamare le &#8220;buone maniere&#8221;. A questo proposito, il filmato <strong>“Facebook Manners and You”</strong> (in lingua inglese) istituisce una sorta di galateo online per gestire al meglio le proprie relazioni in rete. Il </span></span><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:small;">curioso e divertente video, caratterizzato da un&#8217;ambientazione <strong>old style</strong>, suggerisce cosa fare e cosa evitare, in cinque semplici regole</span></span><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:small;">. Da vedere!<br />
</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/iROYzrm5SBM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/iROYzrm5SBM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><br />
</span></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http://stefanomarchesi.wordpress.com/2009/09/05/facebook-e-le-buone-maniere-in-chiave-old-style/"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_171_16.png" alt="Share" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi di Galateo perisce di Moda ferisce. Metti un italiano in classifica]]></title>
<link>http://caffenews.wordpress.com/2009/07/10/chi-di-galateo-perisce-di-moda-ferisce-metti-un-italiano-in-classifica/</link>
<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 08:43:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Arianna Fraccon</dc:creator>
<guid>http://caffenews.wordpress.com/2009/07/10/chi-di-galateo-perisce-di-moda-ferisce-metti-un-italiano-in-classifica/</guid>
<description><![CDATA[Expedia, leader mondiale nella prenotazione on- line di viaggi, soggiorni e pacchetti vacanze, ha st]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Expedia, leader mondiale nella prenotazione on- line di viaggi, soggiorni e pacchetti vacanze, ha stabilito una classifica dei “migliori” e “peggiori” viaggiatori, sottoponendo il sondaggio a più di 4500 albergatori di tutto il mondo.<br />
L&#8217;indagine è stata realizzata attraverso la compilazione di questionari a punti:per ogni domanda la nazione migliore poteva totalizzare 10 punti, mentre la peggiore zero.<br />
L’alloro è andato ai giapponesi, per il terzo anno di seguito incoronati come “migliori turisti”, merito del loro sorriso, si dice, della discrezione e della buona educazione.<br />
Niente da fare per gli italiani, tutt&#8217;altro che ai vertici della classifica. Più alto il consenso al di fuori dell’Europa: se nel Vecchio Continente si posizionano ventottesimi, in Asia e in America riescono a scalare rispettivamente ben 18 o 16 posizioni, 10 in Africa.</p>
<blockquote><p>
<span style="color:#008000;"><strong><a href="http://www.gingerandtomato.com/wp-content/uploads/2009/03/il-galateo-a-tavola.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.gingerandtomato.com/wp-content/uploads/2009/03/il-galateo-a-tavola.jpg" alt="" width="270" height="203" /></a>Ci rimproverano la cattiva educazione, l’abitudine a parlare troppo ad alta voce, puntualmente nei posti ritenuti meno adeguati, come per esempio i luoghi di ristoro. Inoltre, diamo pure la colpa alla crisi, ma parliamoci chiaro, noi italiani con le mance non ci abbiamo mai saputo fare: gli stranieri, impietosi, ci rimproverano anche questo.</strong></span></p></blockquote>
<p>Ma la vera bocciatura arriva in materia di lingue: gli ospiti made in Italy non si mostrano disponibili ed elastici nell’ imparare la lingua del posto; quasi peggio se parliamo di inglese, idioma internazionale, con il quale sembra che in media riescano a malapena ad arrangiarsi.<br />
A bacchettare così i vacanzieri del Bel Paese sono soprattutto gli esercenti di Repubblica Ceca, Germania, Francia, Austria e anche Spagna.<br />
La classifica non risparmia neanche gli americani, retrocessi al 26esimo posto, insieme con i francesi, sprofondati al di fuori di ogni sospetto in coda alla graduatoria.<br />
Premio di consolazione: gli abitanti dello stivale, che fin dal 2003 detengono lo scettro di turisti più chic in barba ai tedeschi, considerati i più “sciatti”, sono stati nominati anche quest’ anno Campioni di stile.<br />
A sorprendere e colpire all’estero è sempre più la nostra passione per la moda, la capacità di abbinare vestiti, scarpe, accessori, il tutto stipato in grandi valigie. Da mescolare e condire con il solito panico da check-in.<br />
Incubo o Déjà vù?</p>
<p style="text-align:right;"><strong><span style="color:#008000;">Arianna Fraccon</span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Greenetiquette, ecco il bon ton per essere “educati” con l’ambiente ]]></title>
<link>http://sorgenia.wordpress.com/2009/07/02/greenetiquette-ecco-il-bon-ton-per-essere-%e2%80%9ceducati%e2%80%9d-con-l%e2%80%99ambiente/</link>
<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 08:39:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sorgenia: energia sensibile all'ambiente</dc:creator>
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<description><![CDATA[Anche l&#8217;ambiente ha il suo bon-ton. Il galateo o &#8220;etichetta&#8221; nacque in Italia nel ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1066" title="Greenetiquette - Il Blog di Sorgenia - Img da www.iaacblog.com" src="http://sorgenia.wordpress.com/files/2009/07/foto_sorgenia_greenetiquette1.jpg?w=150" alt="Greenetiquette - Il Blog di Sorgenia - Img da www.iaacblog.com" width="150" height="129" />Anche l&#8217;ambiente ha il suo bon-ton. Il galateo o &#8220;etichetta&#8221; nacque in Italia nel &#8216;500; da allora ha ispirato o condizionato il nostro comportamento nelle più svariate occasioni. Come si devono fare le presentazioni o apparecchiare la tavola, sino ad arrivare ai rapporti fra condomini e, più recentemente, alla cosiddetta &#8220;netiquette&#8221;, ossia l&#8217;etichetta da seguire navigando in internet, nei social network e nella blogosfera. In un epoca come la nostra, <strong>alle prese con i cambiamenti climatici</strong>, effetto serra e problemi energetici, <strong>il nuovo &#8220;galateo&#8221; dovrebbe innanzitutto far riferimento a madre natura.</strong></p>
<p>Consigli e pratiche &#8220;verdi&#8221; ne abbiamo in abbondanza: giornali, televisione, istituzioni e testimonial d&#8217;eccezione, come ad esempio Al Gore, ce ne dispensano quotidianamente. Mai nessuno, però, ha stilato un codice di comportamento generale, un&#8217;etichetta del vivere sostenibile.</p>
<p>GreenMe.it ha provato a farlo, sintetizzando in pochi punti generali le regole di comportamento per essere &#8220;educati&#8221; con l&#8217;ambiente e &#8220;buoni con la Terra&#8221;. La Greenetiquette vuole essere questo, un punto di riferimento alla base di ogni nostra singola scelta, linee guida da tenere a mente per essere &#8220;green&#8221; in ogni gesto del vivere quotidiano.</p>
<p>E&#8217; possibile che ci si ritrovi su tutti o solo qualcuno dei punti, ma non per questo dobbiamo sentirci meno eco-friendly: essere green ed educati con la Terra, in fondo, è semplicemente avere il buon senso del rispetto.</p>
<p><strong>1) Impara a leggere le etichette</strong><br />
Per un consumo veramente consapevole, questo punto è sicuramente lo strumento principale. Una lettura attenta dell&#8217;etichetta ci fornisce una miniera di informazioni. Gli ingredienti, naturalmente, ma non solo. La provenienza delle materie prime, gli stabilimenti di produzione e di distribuzione, le certificazioni, e molto altro ancora. Poi, coscientemente potremo decidere se acquistare o meno.</p>
<p><strong>2) Privilegia lo sfuso, la filiera corta e l&#8217;autoproduzione (meglio se biologico)<br />
</strong>Basta alla montagna di plastica che si accumula dopo la spesa! Comprare nei supermercati biologici, nei negozi che vendono sfuso e nelle fiere significa avere più scelta e limitare i rifiuti da imballaggio. Il tempo è sempre troppo poco? Si può optare per un GAS (gruppo di acquisto solidale) per condividere con amici e vicini di casa le liste della spesa, acquistando direttamente dai produttori. Infine, chi fa da sé fa per tre: il pane o lo yoghurt si possono preparare a casa con poco fatica; un piccolo orto si può realizzare persino sul balcone&#8230;</p>
<p><strong>3) Se per produrlo hanno indebitamente sfruttato persone, animali o risorse, non lo comprare<br />
</strong>Un prodotto deve essere buono per chi lo compra, ma anche per chi lo produce: non appoggiare chi sfrutta il lavoro minorile o non rispetta i diritti dei lavoratori e dell&#8217;ambiente. Il piacere d&#8217;indossare un capo prodotto con equità&#8230; non ha prezzo!</p>
<p><strong>4) Privilegia il rinnovabile, il naturale e il biodegradabile<br />
</strong>Questa potrebbe essere la dichiarazione d&#8217;amore per la Terra. Significa fidarsi di lei e dei suoi frutti, ma anche che lei può fidarsi di noi, evitandole i nostri sfregi. Non solo risorse ed energie rinnovabili, ma anche piccole azioni, come ad esempio prediligere il lavabile alla comodità dell&#8217;usa e getta, contribuiscono ad un sano rapporto di convivenza.</p>
<p><strong>5) Se non ne hai esaurito le potenzialità, non lo buttare, usalo fino in fondo o disfatene<br />
</strong>Che si tratti di un foglio di carta, di un maglione che non mettiamo più da due inverni o di un cellulare senza fotocamera, prima di fare quello che oggi è diventato il gesto più semplice, quanto deleterio per Madre Natura, chiediamoci se ciò che vorremmo buttare, ha davvero completato fino in fondo il suo ciclo di vita o, invece, può ancora essere utile e utilizzabile se regalato, venduto o reinventato (vedi punto successivo)</p>
<p><strong>6) Dai nuova vita alle cose<br />
</strong>Basta un po&#8217; di tempo, un pizzico di inventiva e una manciata di pazienza per dare nuovamente valore ad oggetti o rifiuti che troppo spesso, magari per pigrizia, consideriamo ormai inutili. Dall&#8217;abito che con un paio di accessori diversi torna a farci fare un figurone, alla vecchia tastiera del pc che può trasformarsi con facilità in originali gioielli da sfoggiare. Bottiglie di plastica, tappi in sughero, vinili, buste o vecchi contenitori possono assumere nuovi significati e nuove forme con il riciclo creativo, rivelandosi un tocca sano per l&#8217;ambiente e una palestra per la nostra fantasia.</p>
<p><strong>7) Ogni materiale ha il suo cestino<br />
</strong>Quando invece non possiamo far altro, ricordiamoci che esiste un bidone apposito per buttare ciascun oggetto o materiale. Carta, vetro, umido, li conosciamo e li cestiniamo correttamente. Ognuno ha il suo cassonetto, ognuno ha la sua modalità di cestinatura. Ma i rifiuti non si fermano a questi: batterie e olii esausti, medicinali scaduti, lampadine esaurite, rifiuti elettronici (RAEE), sono solo degli esempi. I rispettivi cassonetti li troviamo presso i rivenditori specializzati, oppure presso i centri di raccolta e le isole ecologiche (per la nostra zona, cerchiamole su internet).</p>
<p><strong>8 ) Non sprecare risorse : acqua ed energia vanno usate con consapevolezza<br />
</strong>Un&#8217;ottimizzazione delle risorse vuol dire risparmio, sia in termini economici che di CO2 prodotta. In casa, in ufficio, in palestra o in discoteca, ma anche nel tragitto che li separa, cerchiamo di non consumare più energia di quanta ce ne occorre. E se possibile, usiamo la nostra, quella delle nostre braccia e delle nostre gambe: se il tempo e le distanze ce lo permettono scegliamo di andare a piedi o in bicicletta, di non prendere l&#8217;ascensore e, se proprio non possiamo rinunciare alle comodità della tecnologia, proviamo a scegliere quella a minor impatto ambientale e, soprattutto, a spegnerla del tutto quando non la utilizziamo. L&#8217;acqua, poi, è un bene prezioso e vitale che non tutti hanno la fortuna di avere potabile: usiamola con parsimonia e, se è possibile, beviamo quella del rubinetto.</p>
<p><strong>9) Condividere arricchisce<br />
</strong>Stress da coda in autostrada? Sindrome del lunedì? Condividete il tragitto casa-lavoro con i colleghi, i vicini di casa, gli amici (car-sharing/bike-sharing) La routine è difficile da sopportare? Provate a pensare a una nuova soluzione abitativa che riscopra il valore della comunità (co-housing). L&#8217;idea del trasloco vi sgomenta? Aiutarsi reciprocamente dimezzerà i tempi e la fatica. Sempre più difficile giostrarsi fra lavoro e famiglia? Mamme e papà, ma anche nonni e zii possono organizzarsi per accudire i bambini, accompagnarli a scuola o agli allenamenti, realizzare feste di compleanno ecc&#8230; Non tutte le forme di scambio si misurano col denaro: la solidarietà fa bene all&#8217;amicizia. E in più, se condividi risparmi!</p>
<p><strong>10) Sei green? Non ostentarlo<br />
</strong>Vivere in armonia con l&#8217;ambiente, significa anche vivere in armonia con le persone. Allora per quale motivo dobbiamo sempre ricordare a tutti i nostri amici come buttare quel materiale, cosa comprare, come non sprecare ? Per molti motivi, essere green è una fortuna, oggi; e non è detto che chi non lo sia non lo vorrebbe essere. E&#8217; green chi usa il buon senso, ovvero la grazia nel porgersi verso gli altri e l&#8217;ambiente.</p>
<p>Fonte: <a title="Greenetiquette, ecco il bon ton per essere educati con l'ambiente" href="http://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/682-greenetiquette-ecco-il-bon-ton-per-essere-educati-con-lambiente" target="_blank">GreenMe </a>(Simona Falasca, Simona Calissano, Mario Notaro)<br />
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: Galateo all’italiana: essere o non essere “dottore”]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/06/09/litalia-vista-dal-mondo-galateo-all%e2%80%99italiana-essere-o-non-essere-%e2%80%9cdottore%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 15:18:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il governo britannico ha pubblicato qualche mese fa un vademecum ad uso dei manager che hanno rappor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a rel="attachment wp-att-253" href="http://valeand.wordpress.com/2009/06/09/litalia-vista-dal-mondo-galateo-all%e2%80%99italiana-essere-o-non-essere-%e2%80%9cdottore%e2%80%9d/laurea_tommy/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-253" title="laurea_tommy" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/06/laurea_tommy.jpg?w=300" alt="laurea_tommy" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Il governo britannico ha pubblicato qualche mese fa un vademecum ad uso dei manager che hanno rapporti d’affari con il <em>Bel Paese,</em><em> con molte indicazioni socio-antropologiche (che si rivelano essere sempre d’attualità), riguardanti il livello sonoro (alto) delle conversazioni all’italiana, il senso (approssimativo) della puntualità, l’importanza di presentarsi agli appuntamenti d’affari vestiti in maniera impeccabile e soprattutto la necessità di rivolgersi al proprio interlocutore transalpino con il titolo adeguato, per evitare di urtare qualsiasi suscettibilità locale…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Gli italiani hanno effettivamente una passione smodata (e a prima vista sorprendente) per i titoli, che vengono attribuiti alla fine del percorso di studi e che suddividono profondamente la società tra coloro che li hanno e gli “altri”.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Fin dal momento in cui si consegue l’equivalente della </em>maîtrise (<em>la laurea</em>) con la discussione di una dissertazione (<em>la tesi</em>), si diventa<em> dottore</em>, cosa che dà luogo a sfilate (almeno nella mia città) con la testa cinta da una corona d’alloro di plastica alquanto kitsch ed a manifestazioni d’orgoglio familiare di portata più o meno ampia. Con ciò si celebra l’ingresso nella vita professionale, grazie a una parola d’ordine che può essere sfoggiata sui biglietti da visita ma anche sulla cassetta delle lettere.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">E, tanto nella vita quotidiana (al bar o dal panettiere) quanto nella vita professionale, si viene così consacrati da un “titolo”, finché morte non sopravvenga: <em>dottore/dottoressa, avvocato, ingegnere, architetto, geometra, professore</em>, etc., anche quando la domenica si scende in pigiama a comprare le sigarette o il giornale oppure quando si è in pensione già da diversi lustri…     <em></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em>I giornali citano senza neanche chiamarlo per nome « il Cavaliere » (« cavaliere del lavoro », è per forza berlusconi) o “l’Avvocato” (il defunto Gianni Agnelli). L’appellativo di Monsieur Truc (signore) o Madame Machin (signora) è quindi riservato ai comuni mortali e può perfino arrivare  a significare una mancanza di rispetto, volontaria o meno… Inoltre, nelle lettere, al posto del nostro monotono e multifunzione “cher” (qui usato solo a partire da un certo grado di familiarità), si gareggia in creatività semantica,  facendo precedere il titolo da aggettivi alquanto originali e/o misteriosi, del tipo di <em>gentile</em> (!), <em>chiaro</em> (!!),<em> eccellente</em>, <em>pregiato</em> o <em>egregio</em>, “superlativizzandoli” all’occorrenza con qualche “<em>issimo</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Tribunale è così spesso <em>illustrissimo</em>, il parlamentare è per definizione<em> onorevole</em> (benché spesso screditato per i suoi privilegi), il rettore dell’università è per forza <em>magnifico</em> (senza la minima connotazione estetica!)… Peccato che, tuttavia, talvolta, un avvocato di sesso femminile come la vostra umile servitrice si faccia chiamare <em>dottoressa</em> o<em> signorina</em> (!) da alcuni clienti mentre il tirocinante (maschio) che l’accompagna si veda definire <em>avvocato</em>! Ma, senza pudore, gli italiani non esitano ad attribuire l’appellativo di <em>dottore</em> a chi non lo è, solo per fargli piacere o per mostrargli il loro rispetto, come si può vedere in tanti film del periodo d’oro della <em>commedia all’italiana</em>, con Alberto Sordi o Totò…</p>
<p style="text-align:justify;">L’ultima moda, tra le show-girl (conduttrici televisive) o gli uomini d’affari autodidatti è quella di brandire affettuosamente (in ogni senso) una laurea conseguita presso università totalmente sconosciute, situate alle Hawai o ad Honolulu, che rilasciano un titolo di <em>“doctor”</em> senza alcun valore legale in Italia ma che rassicura i suoi possessori riguardo al loro posto nella gerarchia sociale. Allo stesso modo i cantanti, gli anchorman (presentatori televisivi) e sportivi come Valentino Rossi, possono fregiarsi della <em>laurea honoris causa</em> conferita da alcune università in cerca di pubblicità, che regalano loro il tanto desiderato titolo di <em>dottore</em>, mettendoli allo stesso grado di illustri scienziati o statisti…</p>
<p style="text-align:justify;">Due simpatiche particolarità della lingua italiana contrastano tuttavia con questa ossessione del titolo e della posizione sociale conferita dalla professione che si esercita o dagli studi svolti:</p>
<p style="text-align:justify;">-         contrariamente ad altre lingue come il francese o l’inglese dove si “è” medico, architetto o panettiere, in Italia, anche se si “è” dottore (a vita), si “fa” l’ingegnere, l’idraulico o l’avvocato, un po’ come se, dopotutto, nessuno abboccasse allo scherzo e tutto ciò non fosse altro che una bella farsa o un gioco delle parti ispirato alla commedia dell’arte.</p>
<p style="text-align:justify;">-         Il fatto di dare spontaneamente e molto rapidamente del “tu” e l’abitudine di definire il proprio interlocutore<em> tesoro </em>di qua e <em>amore </em>di là appena lo si  conosce un po’, senza che egli sia necessariamente un amico intimo, instaurano nei rapporti sociali una cordialità ed un calore molto gradevoli e con i quali un Inglese o un Francese fanno francamente fatica a competere…</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Eve Mongin, avvocatessa francese residente a Perugia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dal blog : Andiamo!  (<a href="http://andiamo.blogs.liberation.fr/mongin/">http://andiamo.blogs.liberation.fr/mongin/</a>), un blog di Libération.fr, 27/01/2009, ore 11 :24</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Traduzione Carmine Valentino<br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’angolo di Dario. Il Galateo o Bon Ton a tavola. ]]></title>
<link>http://ristorantinapoli.wordpress.com/2009/05/30/l%e2%80%99angolo-di-dario-il-galateo-o-bon-ton-a-tavola/</link>
<pubDate>Sat, 30 May 2009 16:27:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Galateo, bon ton sembrano termini arcaici in una società che consuma, che scalpita, che morde e fugg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-74" title="galateo" src="http://ristorantinapoli.wordpress.com/files/2009/05/galateo.jpg" alt="galateo" width="500" height="306" />Galateo, bon ton sembrano termini arcaici in una società che consuma, che scalpita, che morde e fugge le innovazioni tecnologiche, le nuove tecniche di comunicazioni di massa, i mass media, gli sms, etc. hanno deteriorato i rapporti umani, stanno creando dei robot in una era cosi tecnologicamente avanzata si ricercano disperatamente i valori perduti.<!--more--> Il bon ton o il galateo sono sempre attuali perché l’essere umano non è cambiato ed è pronto ad apprezzare i valori anche se ciò sembra retrò. Il baciamano fatto con delicatezza, sfiorando con le labbra il dorso di una mano femminile, è un gesto galante ed apprezzabile, il cedere il passo a una signora, il togliersi il cappello per salutare, l’inchino, far sedere in macchina una persona anziana davanti, tutti gesti e comportamenti che sembrano antichi ma sono attuali e desiderati. Anche su un tram o su un pullman cedere il posto ad una persona più anziana è giusto, anche se ci sono splendide sessantenni (la vita comincia adesso a quell’età) che non accettano tale gesto. Infatti, ho assistito ad una scena di un signore che cedeva il posto ad una signora sui sessanta. Risposta quasi sdegnata da parte della signora: non sono stanca…Il signore galante si è salvato in corner dicendo: signora, le cedevo il posto solo per il rispetto di una signora non perché lei è stanca….risposta molto apprezzata: Poi c’è il bon ton o galateo a tavola. Un classico dei “grand Hotel” o grandi ristoranti. I maitre d’Hotel erano e sono davvero dei maestri del bon ton. Assegnano i posti con cura, servono le signore prima degli altri, portano avanti la sedia quando una signora si siede e la tirano indietro quando la signora si alza. Versano il vino seguendo sempre le stesse regole di priorità alle signore. A tavola non bisogna mai iniziare a mangiare prima degli altri e si sparecchia quando tutti hanno finito di mangiare o depositato le forchette nel modo giusto. Nella conversazione il comportamento giusto è apprezzato: tono pacato, frasi chiare senza doppi sensi, mai parlare all’orecchio, se c’è un ospite straniero evitare di fare battute, insomma il bon ton è anche “savoir vivre”. Naturalmente questi comportamenti eleganti e misurati non sono da tutti, ma bisogna impegnarsi ed agire secondo le regole. Purtroppo ci sono “i parvenu” o ancora peggio gli snob che credono di permettersi tutto e non rispettano gli altri. Magari sono accettati per ovvie ragioni ma non apprezzati…<br />
Il galateo o il bon ton hanno delle regole che possono anche essere flessibili, dipende sempre dalla classe della persona e dal suo modo di proporsi. Comunque il comportamento giusto paga sempre ed è vincente… Le cialtronerie e le cafonate sono come le bugie, hanno le gambe corte…</p>
<p>di Dario Duro</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il tempo e i miei piedi. Pardon: estremità]]></title>
<link>http://thefoolontheheels.wordpress.com/2009/05/25/il-tempo-e-i-miei-piedi-pardon-estremita/</link>
<pubDate>Mon, 25 May 2009 11:20:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>emmamoltolieta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per chi non lo sapesse, Milano d&#8217;estate è peggio di Roma. Lì ci sono solo film come &#8220;Bia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Per chi non lo sapesse, Milano d&#8217;estate è peggio di Roma. Lì ci sono solo film come <em>&#8220;Biancaneve sotto i nani&#8221; </em>e <em>&#8220;Harry, pioggia di sangue&#8221;</em>. Qui, benché i cinema offrano programmi migliori (se non altro perché da <em>&#8220;Caro Diario&#8221; </em>sono passati quasi vent&#8217;anni, e le case di distribuzione ora fanno come all&#8217;estero, con le prime visioni anche in agosto); benché tutti i programmi del comune siano più fruibili e facilmente ragiungibili; benché le case abbiano l&#8217;aria condizionata da tempo immemore; ebbene qui fa un caldo pazzesco. Umido, appiccicoso, pesante. Come il Manzoni sul lago, <em>&#8220;non tirava un alito di vento&#8221;</em>.   Oggi è solo il 25 maggio, e fuori ci saranno &#8211; che so - 40 gradi. Per lo meno questa è la temperatura che percepisco io.  Senza contare il fatto che in redazione il termostato è regolato su &#8220;ibernazione&#8221;. Si segue la regola del freddo che tonifica e rassoda, insegnata nientepopodimenoche da Marina Ripa di Meana ne<em> &#8220;I miei primi quarant&#8217;anni&#8221;</em> (o forse era nel seguito?), che evidentemente da queste parti hanno letto tutti. La cosa divertente è che la temperatura è la stessa del supermercato qui di fronte, noto per vendere carne non esattamente di prima qualitè, e che necessita quindi di una temperatura glaciale per mantenere la freschezza delle bistecche di mammuth nel banco frigo. Fatto sta che stamattina, pur non avendo praticato altri sport che il  ticchettare sulla tastiera del pc e il sollevamento della cornetta del telefono, l&#8217;escursione termica redazione-strada-supermercato-strada-redazione mi ha già gonfiato i piedi e le tonsille. Purtroppo ho messo i sandali, il che significa che stasera oltre che con due cotechini natalizi, grazie all&#8217;appiccicume di questo tempo tornerò a casa anche con un tatuaggio di smog in perfetta corrispondenza delle listarelle di pelle delle mie scarpine.  Siamo solo a maggio, e io già infrango una delle fondamentali regole del galateo: <em>una signora non dice mai la parola &#8220;piedi&#8221;. Se proprio non può fare a meno di parlarne, si riferisce ad essi come alle &#8220;estremità&#8221;</em>. Regola che vale anche per le mani, ovviamente.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GESTOS]]></title>
<link>http://misiglo.wordpress.com/2009/05/11/gestos/</link>
<pubDate>Mon, 11 May 2009 18:15:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>jjulio</dc:creator>
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<description><![CDATA[  Ser elegante o ser educado consiste entre otras cosas &#8211; escribía Giovanni Della Casa, en el ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> </p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7782" title="manos.-AAA.-por Janine Antoni.-2004.-artnet" src="http://misiglo.wordpress.com/files/2009/05/manos-aaa-por-janine-antoni-2004-artnet.jpg" alt="manos.-AAA.-por Janine Antoni.-2004.-artnet" width="380" height="480" /></p>
<p>Ser elegante o ser educado consiste entre otras cosas &#8211; escribía <strong><a href="http://translate.google.es/translate?hl=es&#38;sl=en&#38;u=http://en.wikipedia.org/wiki/Giovanni_della_Casa&#38;ei=42MISo-pKNjKjAejk_zoBA&#38;sa=X&#38;oi=translate&#38;resnum=2&#38;ct=result&#38;prev=/search%3Fq%3Dgiovanni%2BDella%2BCasa%26hl%3Des%26rlz%3D1W1GPEA_es">Giovanni Della Casa</a>, </strong>en el siglo XVl,  en&#8221;<strong>Galateo</strong>&#8221; &#8211; &#8220;<em>en la forma de</em> <em>caminar, de estar de pie o sentado, en los movimientos, en el porte y en el vestir, no caminar demasiado deprisa ni demasiado despacio, sino buscar el justo medio</em>&#8220;. La mano en la cadera, también para <strong>Della Casa</strong>, significaba signo de orgullo. Gentes diversas de distintos países han mostrado a través de la Historia variedad de gestos representativos: en 1617 &#8211; <em>cuenta</em> <strong>Peter Burke</strong>, <em>al que he aludido ya en</em> <a href="http://misiglo.wordpress.com/2009/04/24/suenos-de-civilizacion/"><strong>Mi Siglo</strong> </a><em>alguna vez</em> &#8211; Carlos García, que trató en un libro sobre la antipatía entre franceses y españoles en el siglo XVll,  hacía notar que &#8220;<em>cuando los franceses van</em> <em>acompañados por la calle, siempre van saltando, riendo, voceando y haciendo tanta algazara y grita que pueden oillos de una legua; y los españoles van drechos, reposados y graves, sin hablar palabra, sin hacer otros mencos ni acciones, que las que pide la modestia y prudencia&#8221;.<img class="aligncenter size-full wp-image-7797" title="marcel duchamp..retrato artool.-" src="http://misiglo.wordpress.com/files/2009/05/marcel-duchamp-retrato-artool.jpg" alt="marcel duchamp..retrato artool.-" width="450" height="458" /></em></p>
<p>Hoy sin duda hablaría de otra forma. En 1588, el embajador veneciano en <strong>Turín</strong> describía a la esposa del príncipe, la infanta, de la siguiente forma: &#8220;<em>Educada en el estilo español (&#8230;) muestra gran sosiego, parece inmóvil&#8221;.</em> Pero <strong>Burke</strong>, al estudiar al italiano gesticulante, recuerda que todo lenguaje corporal es artificial en el sentido de que ha de ser aprendido. Un manual de etiqueta holandés del siglo XVlll condenaba a los italianos &#8220;<em>que hablan con la cabeza,</em> <em>los brazos, los pies y todo el cuerpo</em>&#8221; y <strong>Burke</strong> añade que la reforma de los gestos fue más profunda en los países del norte protestante de Europa, tales como Inglaterra, los Países Bajos y las regiones germanohablantes, que en el sur católico. Es como si Europa se hubiera dividido en dos culturas gestuales y en dos estilos retóricos, el lacónico y el profuso. Países enteros, han ido, pues, adquiriendo y modificando sus gestos a través de la Historia. Sentado en la veneciana <strong>Plaza de San Marcos</strong> en 1824, el escritor americano <strong><a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Washington_Irving">Washington Irving</a></strong>, se asombraba de la vivacidad y gesticulación italianas.</p>
<p><em>Hoy el gesto &#8211; en Italia y en muchas otras partes del mundo &#8211; se adelanta incluso a la palabra y la concluye mutilándola en el aire con sólo un movimiento de manos, con una mueca y un acento peculiar que sella toda la expresión. Es una rúbrica. Nada más hay que decir puesto que las manos- y quizá todo el cuerpo - ya lo han dicho todo</em>.</p>
<p>(<em>Imágenes: 1.-<a href="http://www.artnet.de/usernet/awc/awc_history_view.asp?aid=424261583&#38;info_type_id=1">Janine Antoni</a>.-2004.-artnet/ 2.- retrato de Marcel Duchamp.-artpool.hu</em>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Galateo della tavola]]></title>
<link>http://trecivettesulcomo.wordpress.com/2009/04/30/galateo-della-tavola/</link>
<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 17:20:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>mlisotti</dc:creator>
<guid>http://trecivettesulcomo.wordpress.com/2009/04/30/galateo-della-tavola/</guid>
<description><![CDATA[I ragazzi della VC hanno visionato il galateo ed hanno appreso le vecchie regole di buon comportamen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><span style="color:#000000;">I ragazzi della VC hanno visionato il galateo ed hanno appreso le vecchie regole di buon comportamento a tavola ed hanno tratto alcune considerazioni.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#000000;">BUONA LETTURA!</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ff0000;">Premessa:</span><br />
Quando ci sediamo a tavola per consumare un pasto dobbiamo sempre ricordare che se lo scopo prefisso è quello di nutrire il corpo, non dobbiamo trascurare di compiere ogni gesto con grazia e in modo da non offendere  mai la sensibilità di quanti siedono con noi al medesimo desco. E&#8217; forse ovvio ripetere qui i tre precetti-base:&#8221; masticare silenziosamente tenendo in ogni caso la bocca chiusa&#8221;, &#8220;non parlare mai con la bocca piena&#8221; e &#8221; non empire a dismisura la bocca di cibo&#8221;. Vi sono inoltre molte utili regole dello stare a tavola che costituiscono un vero e propio galateo e pensiamo possano essere riassunte nei ventidue paragrafi seguenti, facili da consultare e da ritenere.</p>
<p><span style="color:#ff99cc;"><img class="alignnone size-full wp-image-225" title="IMG_9951" src="../files/2009/04/img_9951.jpg" alt="IMG_9951" width="400" height="428" /></span></p>
<p><span style="color:#993300;">1-Il tovagliolo deve sempre essere tenuto in grembo.In nessun caso sarà infilato nei bottoni del panciotto o annodato al collo.<br />
I bimbi al di sotto dei 7 anni, proteggeranno i loro abiti con un bavaglino.<br />
</span><br />
<span style="color:#003300;">2-A tavola si sta seduti ben dritti, senza eccessiva rigidezza.Il cibo deve essere portato alla bocca. Mai la bocca deve abbassarsi per andare incontro al cibo.</span></p>
<p><span style="color:#333399;">3-Il gioco delle braccia nel portare il cibo alla bocca deve essere agile e sciolto. Non si appoggeranno mai i gomiti sul tavolo durante il pasto. I gomiti devono stare accostati alla persona anche quando si taglia un pezzo di carne molto dura.</span></p>
<p><span style="color:#800000;">4-Quando si mangia la minestra,il cucchiaio deve essere riempito con un movimento che parte dal bordo della tavola verso il centro. Il vecchio galateo prescriveva che la minestra si dovesse sorbire solo dal lato del cucchiaio, versando dolcemente il liquido fra le labbra. Questa regola non è più così strettamente rispettata, ne v&#8217;è nessuna regola che si opponga al fatto di inclinare leggermente la scodella. Ma questo movimento deve in ogni caso essere fatto alzando la parte della scodella che è vicina al bordo della tavola</span></p>
<p><span style="color:#008000;">5-Quando si è finito di mangiare la minestra, il cucchiaio deve essere lasciato nella scodella col manico a destra, parallelo al bordo della tavola. Se la minestra è servita in una tazza, il cucchiaio si poserà nel piattino sotto a questa. Mai, neppure per un momento, il cucchiaio deve essere lasciato nella tazza.</span></p>
<p><span style="color:#ff6600;">6-Qualunque cosa venga servita in una tazza con manico, deve essere sorbita dalla tazza stessa. Per esempio si può assaggiare col cucchiaio il contenuto di una tazza di &#8220;thè&#8221;, di caffè o di &#8220;consommè&#8221; ma poi si deve bere il liquido dalla tazza. Il cucchiaio verrà usato solo per mescolare il liquido ed assaggiarlo.</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">7-Il dito mignolo non deve mai essere incurvato.Non si devono mai asciugare gli angoli della bocca troppo delicatamente.In una parola, ogni forma di affettazione deve essere bandita a tavola come espressione di cattiva educazione. </span></p>
<p><span style="color:#800080;">8-Il cibo deve sempre rimanere al centro del piatto,lontano dal bordo.</p>
<p></span><span style="color:#00ff00;">9-Il cibo deve essere tagliato e messo sulla forchetta con garbo, non deve essere sparso per tutto il piatto, schiacciato o tagliuzzato. La forchetta non deve essere troppo caricata di cibo.</span></p>
<p><span style="color:#ff00ff;">10-La carne deve essere tagliata un pezzetto alla volta, via via che si porta alla bocca. </span></p>
<p><span style="color:#ff00ff;"><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-224" title="IMG_9950" src="http://trecivettesulcomo.wordpress.com/files/2009/04/img_9950.jpg" alt="IMG_9950" width="400" height="282" /></span></p>
<p><span style="color:#ffff00;"><span style="color:#33cccc;">11-Non si devono mai prendere due bocconi dalla stessa forchetta, nè si devono mai sorbire due sorsi dalla medesima cucchiaiata</span>.</span></p>
<p><span style="color:#00ccff;">12-Quando ci si arresta un momento dal mangiare(per esempio per bere o per prendere un boccone di pane) la forchetta sarà posata a traverso il piatto con il manico verso destra.Se si sta usando il coltello questo rimarrà con la lama e il manico sul bordo del piatto. E&#8217; assai corretto posare le posate in modo che il manioco si trovi sulla tovaglia e la punta sul bordo del piatto.</span></p>
<p><span style="color:#ff99cc;">13</span><span style="color:#ff99cc;">-Non appena si sia finito di mangiare,il coltello e la forchetta verranno deposti sul piatto, leggermente incrociati in alto e con i manici sul bordo del piatto. </span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-227" title="IMG_9948" src="http://trecivettesulcomo.wordpress.com/files/2009/04/img_9948.jpg" alt="IMG_9948" width="400" height="267" /></p>
<p><span style="color:#cc99ff;">14-La bocca deve sempre essere pulita prima di accostare il bicchiere alle labbra e non si deve mai bere a bocca piena.</span></p>
<p><span style="color:#99ccff;">15-Il pane sarà sempre spezzato a piccoli bocconi,prima di essere portato alla bocca.<br />
I grissini vengono lasciati interi e si staccano via via i pezzetti con la bocca stessa.</span></p>
<p><span style="color:#800080;">16-Le salse non devono mai essere raccolte nel piatto con pezzetti di pane,nè biscotti devono essere inzuppati nel &#8220;thè&#8221;,caffè,caffèlatte o cioccolata.<br />
Sono vecche regolo che non subiscono eccezioni:soprattutto la seconda.<br />
La prima regola viene a volte dimenticata,senza che si tratti di una prova di maleducazione.<br />
In questo caso tuttavia ci si servirà sempre della forchetta per raccogliere la salsa con un pezzetto di pane.<br />
Mai il pane sarà tenuto con le dita.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">17-Non si deve mai prendere il cibo dal piatto comune con la propria forchetta.<br />
</span></p>
<p><span style="color:#99cc00;">18- Qualsiasi cosa debba essere tolta dalla bocca e riportata sul piatto, si dovrà seguire questa regola molto semplice. Ciò che viene portato alla bocca con un cucchiaino verrà riportato sul piatto. Ciò che vi è stato portato con la mano, con la mano verrà riportato sul piatto. Per esempio, per i semi delle arance,i noccioli delle olive,si useranno le dita. Si fa eccezione a questa regola quando si tratta di piccole cose pulite come lische di pesce o palline di schioppo che si trovano a volte nella selvaggina. In questo caso, sia pure avendo portato il cibo alla bocca con una forchetta, ci si servirà della mano per portarli sul piatto. In ogni modo,si deve sempre cercare di evitare questa eventualità,scartando ogni corpo estraneo prima di portare il cibo alla bocca, per quanto è possibile. Quando si debba riportare sul piatto qualcosa che non si può ingoiare bisogna farlo con la massima disinvoltura. E&#8217;assolutamente scorretto nascondere questo semplice gesto servendosi del tovagliolo, mostrando così un imbarazzo sproporzionato.</span></p>
<p><span style="color:#00ccff;">19-L&#8217;insalata non sarà mai tagliata con un coltello, ma con la costa della forchetta. Solo nel caso che vengano serviti dei cuori di lattuga interi,si dovrà forzatamente ricorrere al coltello. </span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-226" title="IMG_9949" src="http://trecivettesulcomo.wordpress.com/files/2009/04/img_9949.jpg" alt="IMG_9949" width="400" height="267" /></p>
<p><span style="color:#ff00ff;">20-Le salse dense di qualsiasi tipo,maionese,tartara,olandese,bearnese ecc.., le creme che accompagnano alcuni dolci, non devono mai essere prese dalla salsiera e versate sul cibo stesso, ma vanno messe sul piatto, accanto al cibo. Le salse liquide, i sughi, il burro sciolto serviti a parte, vanno invece versati sul cibo che devono condire.</span></p>
<p><span style="color:#808080;">21-Nessun cibo deve essere portato direttamente alla bocca dal piatto di servizio. Esso deve, anche quando si tratta di un buffet, essere prima posato sul piatto personale e poi mangiato.</span></p>
<p><span style="color:#333399;">22-La minestra,o qualsiasi altra pietanza che venga presentata già servita in porzioni, non deve mai essere rifiutata. Come regola generale si deve prendere almeno un poco di ogni pietanza presentata. Il vino si rifiuta con un semplice gesto al momento in cui questi sta per essere versato nel bicchiere. Mai il bicchiere sarà capovolto per mostrare che non si desidera bere, perchè ciò andrebbe contro la regola di buona educazione per cui non bisogna mai rifiutare ostentatamente quanto l&#8217;ospite ci offre. </span></p>
<p><span style="color:#333399;"> <span style="color:#e00000;">IL GALATEO &#8220;RI&#8221;VISTO DAGLI ALUNNI DELLA VC</span></span></p>
<p><span style="color:#333399;"><br />
<span style="color:#000000;">Pe</span><span style="color:#000000;"><span style="color:#000000;">r la 5C</span> le regole del galateo sono troppo insistenti, cioè, danno indicazioni giuste ma troppo rigide.<br />
Come la numero 5 che ci dice: Quando si è finito di mangiare la minestra, il cucchiaio deve essere lasciato nella scodella col manico a destra, parallelo al bordo della tavola. Se la minestra è servita in una tazza, il cucchiaio si poserà nel piattino sotto a questa. Mai, neppure per un momento, il cucchiaio deve essere lasciato nella tazza.<br />
Per esempio questa regola insiste troppo, perchè non conosciamo nessuno anche tra i nostri genitori che la rispetti. Un&#8217;altra regola molto rigida è la numero 10: La carne deve essere tagliata un pezzo alla volta, via via che si porti alla bocca. Secondo il nostro parere, è sbagliata perchè, quando la carne ti viene servita arriva bollente, quindi bisogna tagliarla in tanti pezzi&#8230; per farla raffreddare?<br />
Pertanto a noi queste regole sembrano troppo esagerate!</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"> La migliore 5C&#8230;DEL MONDO! </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Esprimi il tuo apprezzamento]]></title>
<link>http://sentimentodigitale.wordpress.com/2009/02/12/esprimi-il-tuo-apprezzamento/</link>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 08:57:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>iloveusb</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’apprezzamento è l’unico sentimento disponibile sotto allo status accanto al “Commenta”. È tempo di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-881" title="esprimi-il-tuo-apprezzamento3" src="http://sentimentodigitale.wordpress.com/files/2009/02/esprimi-il-tuo-apprezzamento3.jpg" alt="esprimi-il-tuo-apprezzamento3" width="400" height="73" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;">L’apprezzamento è l’unico <a href="http://technoburger.net/apprezzamento-facebook">sentimento disponibile</a> sotto allo status accanto al “Commenta”. È tempo di <strong>sentimenti positivi</strong>, a quanto pare. Forse costituiscono un habitat favorevole all’inoculazione di idee virali. Cioè, da oggi avrete il coraggio di scrivere nello status che state male? O fingerete <strong>buona salute</strong> per evitare che qualcuno, davanti al vostro raffreddore, Esprima il proprio apprezzamento? Di scrivere che avete vomitato <a href="http://www.palermoweb.com/panormus/gastronomia/panelle.htm">pane e panelle</a> col rischio che qualcuno Esprima il proprio apprezzamento?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;">Smetterete, per non istigare gli altri alla scortesia. E su Facebook si creerà tutta una <strong>bella atmosfera</strong> <strong>floreale</strong> dove i buoni sentimenti sono pulsanti agevoli e i cattivi richiedono lo sforzo di pensiero per un commento ex novo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;">La votabilità prolifera. Voglio un pulsante di indifferenza. Interattiva.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Netiquette per coppie su Facebook]]></title>
<link>http://sophieboop.wordpress.com/2009/01/29/netiquette-per-coppie-su-facebook/</link>
<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 05:30:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sarà che in fondo sono una ragazza all&#8217;antica, ma il galateo mi ha sempre affascinata. Forse p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://www.leduecitta.com/images/luglioagosto03/societa.jpg" alt="" width="200" height="219" />Sarà che in fondo sono una ragazza all&#8217;antica, ma il <strong>galateo</strong> mi ha sempre affascinata. Forse per la disciplina e le regole, o forse per quella parvenza di perfezione da graffiare come l&#8217;argento di un gratta e vinci, quella che tanto sotto sotto siamo tutti fatti di carne e sangue e nessuno è perfetto&#8230;</p>
<p>Fatto sta che se prima c&#8217;era &#8220;Regole di comportamento per una donna che vive sola&#8221; o &#8220;Come disporre i bicchieri sulla tavola quando vengono in visita i suoceri&#8221;, ora c&#8217;è <strong>Facebook</strong>. Che ha fatto scoprire molti nuovi aspetti nelle imprevedibili relazioni di coppia.</p>
<p>Non parlo di quando lui è un puttaniere impunito o lei una bagascia invereconda che con spudoratezza vi rende busti di alce impiccati sulla parete del mondano salotto internettiano. E non parlo neanche dell&#8217;intrallazzare promiscuità su Facebook.</p>
<p>Parlo di quando si sta insieme, e tutti, ma proprio tutti gli <em>amici</em> di <em>Facciabuco</em> lo sanno.</p>
<p>Parlo di quando ci si fanno le dichiarazioni di amore e guerra sul wall. Parlo di quando ci si manda i poke e di quando si richiedono abbracci e bacetti virtuali. Parlo di quando chiedi al tuo/a lui/lei di diventare il tuo cagnolino bastardino a 72 dpi.</p>
<p>Posto che ormai non per essere &#8220;insieme&#8221; <em>bisogna </em>dichiararlo su FB:</p>
<p>problema n° 1: <strong>come dichiararsi nello status?</strong> Perchè se non metti niente può sembrare che tu voglia sembrare single e all&#8217;altro potrebbe sembrare che tu non voglia proprio gridare a tutti i contatti che sei felicemente innamorato. E poi: se uno mette qualcosa e l&#8217;altro no, non sta bene, perchè poi uno passa per pazzo visionario/povero illuso e l&#8217;altro per stronzo-senza-cuore/puttanella approfittatrice. Per non parlare dell&#8217;ostica decisione di dichiararsi: impegnati, in una coppia aperta, fidanzati o sposati (oh, mia cugina è sposata e non lo sapevo!). <strong>Risoluzione del problema:</strong> eliminare lo status sentimentale dalla propria esistenza faccialibresca</p>
<p>problema n°2: <strong>alti e bassi</strong>, rotture e pacificazioni (un altro problema poco arginabile è lo sputtanamento post-mollaggio&#8230; ma quella è ben altra gatta da pelare). L&#8217;amore è come le montagne russe e bla bla bla&#8230; Se ci si molla, lo sanno tutti, con successivi ditini che si contorcono gioiosi nella piaga, felicitazioni per la rinnovata unione, consigli appassionati da chi non c&#8217;entra manco spalmato di lubrificante ecc&#8230; <strong>Risoluzione del problema:</strong> eliminare lo status sentimentale dalla propria esistenza faccialibresca</p>
<p>problema n°3: <strong>il ritorno dell&#8217;ex</strong>. Spuntano come funghi, spesso velenosi. Saggezza popolare dice che se sono ex un motivo ci sarà&#8230; quindi: se ci siamo intossicati una volta perchè farci venire un altro mal di pancia rischiando di vomitare su chi abbiamo accanto (perchè il problema non è solo l&#8217;ex di per se, ma il contorno di rabbie, gelosie ecc&#8230;)? <strong>Risoluzione del problema:</strong> non accettare le amicizie degli ex indesiderati, e se non volete proprio che venga a sapere i fatti vostri, anche le richieste degli ex amici di quando stavate con l&#8217;ex. Ah, ed eliminare lo status sentimentale dalla propria esistenza faccialibresca</p>
<p>problema n° 4: <strong>commenti tu o commento io?</strong> Anche qui, il <em>commentus amorosus</em> fornisce un dato sensibile sulla temperatura della coppia, e se volete evitare pop della chat con 300 persone che chiedono &#8220;tutto bene?&#8221; in un coro di non-cazzi loro, fate come per il problemi n°1, 2 e 3. Ma quanto e quando è lecito commentare nello spazio della controparte? Simbiosi o non simbiosi internettiana? Affettuosità diabetiche sì o no? Minacce di astinenza forzata sì o no? Certo, le dichiarazioni d&#8217;amore sempiterno fanno sempre il loro effetto&#8230; Comunque, cosa sia meglio fare non l&#8217;ho ancora capito. Risoluzione del problema: nel dubbio, eliminare lo status sentimentale dalla propria esistenza faccialibresca e farsi gli affari propri in privato, soprattutto se sono affari sporchi di scazzo.</p>
<p>problema n° 4 bis: <strong>marcare il territorio</strong>. Se qualcuno infama o tenta di corrompere l&#8217;amato/a via wall <em>et similia</em>, far capire all&#8217;avventore di profili che dopo avervi incontrati dal vivo, dovrà cambiare la foto di profilo causa snaturamento della fattezze, perchè non è mica bello se non ci si protegge a vicenda. <strong>Risoluzione del problema:</strong> eliminare lo status sentimentale dalla propria esistenza faccialibresca e andare a beccare il/la recidivo insediatore di virtù sotto casa <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Detto questo, risoluzione dei problemi 1, 2, 3, e 4: <strong>eliminare lo status sentimentale</strong> dalla propria esistenza faccialibresca <strong>OPPURE fottersene</strong> dell&#8217;online omnipresenza altrui, e continuare ad amarsi nonostante i ditini dei poke, i commenti sgraditi, gli ex indesiderati che chiedono amicizia politica, lo schifio cinico e gli urlettini di isterico giubilo ad ogni affettuosità su pagina personale. Che forse, <strong>se ci si ama davvero, vale la pena anche farlo sapere</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Saluti]]></title>
<link>http://desireclery.wordpress.com/2009/01/21/saluti/</link>
<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 14:57:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>desireclery</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per lavoro o per svago, con piacere oppure per forza, nella vita quotidiana tutti noi dobbiamo relaz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Per lavoro o per svago, con piacere oppure per forza, nella vita quotidiana tutti noi dobbiamo relazionarci con molte persone, a volte sconosciute e altre volte purtroppo ben conosciute&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Se tra persone che si conoscono, amici, famigliari, colleghi, vige il &#8220;ciao&#8221; come forma di saluto appena ci si vede, e tale saluto indicando familiarità sottintende spesso anche buoni rapporti reciproci, tra persone sconosciute o non profondamente conosciute sussiste fin dal primo momento di conversazione o interazione reciproca un problema di natura etica e sociale: come ci si saluta?</p>
<p style="text-align:justify;">Personalmente, da brava pignola, trovo che non sia vero che un saluto vale l&#8217;altro. Il modo di porsi agli altri identifica un po&#8217;il nostro stile, la nostra personalità, l&#8217;attenzione e il rispetto che diamo a chi si rapporta con noi, pertanto va preparato e scelto con cura.</p>
<p style="text-align:justify;">Ad esempio io non sopporto che mi ci si rivolga con un &#8220;salve&#8221;. Io &#8220;salve&#8221; non lo uso mai, mi sembra una parola buttata là, sembra che sia un saluto che non dedichi abbastanza attenzione o considerazione. &#8220;Salve&#8221; è a parer mio un saluto un po&#8217;snob e identificatore di una personalità un po&#8217;indecisa: &#8220;salve&#8221; sembra sia utilizzato da chi vuole sembrare brillante, e quindi scopiazza e affetta atteggiamenti moderni e informali&#8230; anche quando non sarebbero proprio opportuni!</p>
<p style="text-align:justify;">Io preferisco utilizzare un classico &#8220;buongiorno/buonasera&#8221; quando mi rivolgo a una persona che non conosco. Mi sembra più rispettoso, e un &#8220;jolly&#8221; da utilizzare nelle circostanze in cui non si sa proprio come rivolgersi all&#8217;interlocutore oppure quando ci si trova a rapportarsi con una persona molto superiore, in grado, in ceto sociale o in età, a noi medesimi.</p>
<p style="text-align:justify;">E che dire del tono con cui ci si rivolge agli altri? A me da un po&#8217;fastidio quando chi non conosco si rivolge a me dandomi del &#8220;tu&#8221; in campo professionale. Campo professionale sta chiaramente ad indicare l&#8217;esercizio della professione sia mia che dell&#8217;interlocutore. Ad esempio non vedo perchè quando vado a cena con degli amici i camerieri debbano darmi sempre del tu come fossi una vecchia conoscenza.</p>
<p style="text-align:justify;">Segnalo una regoletta d&#8217;oro semmai doveste rapportarvi con qualcuno e non sapete in che maniera: date del Lei a tutti, tranne che ai bambini. Sarà la persona più anziana, oppure la più alta in grado, a chiedervi di passare al tu quando e se la conversazione prosegue. Ne guadagnerete in rispetto e in simpatia, risulterete senz&#8217;altro brillanti, eleganti e distinguibili dalla massa.</p>
<p style="text-align:justify;">Rispettate e -si spera- sarete rispettati.</p>
<p style="text-align:justify;">Chiaramente, non mi applicate la regoletta in contesti quali &#8220;serata in discoteca&#8221; ed affini! E buone relazioni sociali a tutti&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il senso di continuità]]></title>
<link>http://sentimentodigitale.wordpress.com/2009/01/15/il-senso-di-continuita/</link>
<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 16:06:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>iloveusb</dc:creator>
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<description><![CDATA[Se avvio una chat per parlarti e non ti saluto, non pensare che sono senza modi. È solo che sento un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/per0ni/1790390220/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-547" title="rubinetto" src="http://sentimentodigitale.wordpress.com/files/2009/01/rubinetto.jpg?w=204" alt="rubinetto" width="194" height="284" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;">Se avvio una <strong>chat </strong>per parlarti e non ti saluto, non pensare che sono senza modi. È solo che sento un senso di continuità con l’ultima cosa che ci siamo detti, quando mi parlavi di&#8230; Ti ricordi? C’è scritto nella <strong>cronologia</strong>, vai a vedere, va’. E questa chat tutta nuova s’è solo attaccata a quella precedente appena ho aperto la finestra, non ti ho detto neanche ciao e mi son messa a <strong>parlare blablabla </strong>perché avvertivo tutto un senso di continuità, un legame di parole con quell’ultima frase datata 23.51 di tre giorni fa. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;">E poi durante tutta la chat – alla fine – abbiamo parlato <strong>solo di te </strong>e m’hai pure chiesto un favore dalle 15.34 alle 16.29. Alla fine non m’hai detto <strong>né grazie né saluti…</strong> <span> </span>Come dici? Ah, ecco&#8230; Capisco&#8230; getti le basi per la prossima continuità&#8230;</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Per un galateo di Facebook"]]></title>
<link>http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2008/12/01/per-un-galateo-di-facebook/</link>
<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 18:33:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>romaguido</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un interessante articolo dal sito di Marco Lupoi : &#8220;L&#8217;esplosione Facebook, scoppiata neg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Un interessante articolo dal sito di Marco Lupoi : &#8220;L&#8217;esplosione Facebook, scoppiata neg]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come stai, mi fai un favore?]]></title>
<link>http://sentimentodigitale.wordpress.com/2008/11/17/come-stai-mi-fai-un-favore/</link>
<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 20:55:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>iloveusb</dc:creator>
<guid>http://sentimentodigitale.wordpress.com/2008/11/17/come-stai-mi-fai-un-favore/</guid>
<description><![CDATA[Ma quando avete da chiedere un favore, viene prima il “come stai” o il favore? Io parto solitamente ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:13pt;line-height:115%;font-family:Verdana;"><a href="http://www.flickr.com/photos/yourlocaldave/67630553/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-269" title="soldato-bacio-bn" src="http://sentimentodigitale.wordpress.com/files/2008/11/soldato-bacio-bn.jpg?w=205" alt="soldato-bacio-bn" width="205" height="300" /></a></span><span style="font-family:Verdana;">Ma quando avete da chiedere un favore,</span><span style="font-family:Verdana;"> vien</span><span style="font-family:Verdana;">e prima il “come stai” o il favore? Io parto solitamente dal favore, tenendomi la seconda parte del <strong>discorso</strong> per il come stai, che fai, è un sacco che non ci vediamo, ma lavori ancora alla Wind, ah ti hanno licenziato, ah.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:13pt;line-height:115%;font-family:Verdana;">Via mail allo stesso modo c’è una parte di favore e una di gentilezza informativa. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;">Esordire col favore può sembrare un <strong>attacco scortese</strong>, ma la gentilezza anteposta al favore dopo un po’ &#8211; a favore avanzato &#8211; rivela la sua natura di premessa dovuta e convenzionale. Perché il favore, chiesto a metà conversazione, getta una <strong>luce formale</strong> sul come-stai inaspettato di uno che non si sente da tempo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:13pt;line-height:115%;font-family:Verdana;">Ipocrisia o scortesia? </span><span style="font-family:Verdana;">Per evitare il dilemma ho smesso di <strong>chiedere favori via mail</strong>. Risolvo tutto su Facebook: attacco il favore a un messaggio di risposta datato, uno di quelli della prima fase sul tempo trascorso senza vedersi, ma guarda un po’ sei su Facebook, ci voleva Facebook per rivedersi, che fai, lavori? Lavoravi alla Wind? Ah, ti hanno licenziato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;">Attacco il favore a un messaggio di risposta datato, e siccome siamo tutti su Facebook ed è quasi come essersi visti, non importa chiedere come stai e so già che ti hanno licenziato.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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