<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>gas-metano &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/gas-metano/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "gas-metano"</description>
	<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 12:03:33 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[il Rigassificatore di Porto Levante (ro)]]></title>
<link>http://polesine.wordpress.com/2009/10/28/il-rigassificatore-di-porto-levante-ro/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 00:23:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>polesine</dc:creator>
<guid>http://polesine.wordpress.com/2009/10/28/il-rigassificatore-di-porto-levante-ro/</guid>
<description><![CDATA[inviato da: nicola cappello e uscito su la città nuova di ottobre C’è stato qualcuno durante il viag]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>inviato da: nicola cappello e uscito su la città nuova di ottobre</p>
<p><img src="http://nicolacappello.wordpress.com/files/2009/10/20102009181.jpg?w=300" alt="20102009181" title="20102009181" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-163" /> <strong>C’è stato qualcuno</strong> durante il viaggio inaugurale che dopo aver visto il terminal da vicino lo ha definito bello, anche se si fosse trattato di una scultura surrealista, sarebbe stato comunque difficile apprezzarne il fattore estetico. Lo si può di certo definirlo mastodontico, un progetto innovativo di 375 mt per 115 mt, adagiato ad una profondità di 29 mt nel mare Adriatico. Lo si può definire funzionale con la sua capacità annuale di 8 miliardi di metri cubi, in grado di soddisfare il 10% del fabbisogno italiano di Gas. Lo si può considerare unico nel suo genere per le tecnologie innovative utilizzate, che lo rendono il primo esemplare al mondo.<!--more--><br />
Il nuovo rigassificatore, situato a 15 km dalla costa di Porto Levante ed è venuto a costare una cifra pari a 2 miliardi ed solo grazie al proprio peso che la struttura riesce a stare appoggiata al fondo del mare.<br />
<img src="http://nicolacappello.wordpress.com/files/2009/10/20102009189.jpg?w=300" alt="20102009189" title="20102009189" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-164" /> <strong>La struttura,</strong> che è già entrata in funzione, è interamente gestita dalla società Terminale GNL Adriatico, nata nel maggio del 2005, ed è il frutto della collaborazione tra Qatar Terminal Limited (al 45%), ExxonMobil (45%) ed Edison (10%) che ha investito una cifra pari a 200 milioni.<br />
<img src="http://nicolacappello.wordpress.com/files/2009/10/20102009191.jpg?w=300" alt="20102009191" title="20102009191" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-165" /> La funzione del terminale è molto semplice, deve riceve, stoccare e rigassificare il gas naturale liqueratto (GNL).<br />
Il trasporto del gas liquido invece di passare per i metanodotti avviene tramite navi metaniere. Il gas viene portato ad uno stato liquido grazie ad un processo di raffredamento, portando il gas ad una temperatura di -162°, il volume molecolare viene diminuito di 600 volte, permettendo così, a parità di volume, di avere una maggiore quantità di gas.<br />
Una volta stoccato il gas, comincia poi il processo di rigassificazione che riporta l’elemento al suo stato naturale, grazie all’aumento della temperatura e viene poi immesso nella rete italiana.<br />
Il rigassificatore di Porto Levante è l’unico di undici progetti ad essere stato portato a compimento.<br />
In occasione del viaggio inaugurale, partito da Venezia, che ha permesso di vedere il terminal da vicino, hanno preso parte personaggi della politica internazionale e nazionale, oltre che i dirigenti delle diverse società che si sono messe in gioco per la realizzazione della struttura.<br />
Secondo gli studi effettuati e depositati all’Arpav, la struttura dovrebbe avere il minimo impatto ambientale, la costruzione del gasdotto, che collega il terminal alla rete italiana, è stato realizzato cercando di impattare al minimo con la flora e la fauna locale, ed è stata fatta una particolare attenzione, alla quantità di acqua fredda che verrà messa in mare, per evitare di portare scompensi all’ecosistema marino.</p>
<p>[parte aggiunta e non pubblicata]<br />
(Ovvio che nell&#8217;articolo mi sono limitato ad un semplice pezzo di cronaca)</p>
<p>Quello che viene da chiedersi è quale sarà effettivamente la ricaduta economica per il comune di Porto Viro. I giornali nazionali, per esempio, si sono dimenticati di mettere che effettivamente il terminal è a Porto Viro, a 15 km circa dalle coste di Porto Levante. Il nuovo terminale si trova in acque veneziane, il contatore sotto Chioggia, quindi sempre sotto Venezia. Stando a quanto comunicato dalla società, su 56 persone il 52% (29 dipendenti di cui uno solo da Porto Viro) arriva dalla provincia di Rovigo. Le piccole imprese locali avrebbero dovuto fare 2milioni di ore di lavoro, stando quanto comunicato dal vice presidente provinciale del CNA rodigino, invece hanno dovuto accontentarsi di briciole. Il sindaco di Porto Viro, Geremia Gennari, ha invece commentato il fatto che ci sarebbe bisogno di lavorare sui fondali per poter creare delle possibilità di lavoro.<br />
<img src="http://nicolacappello.wordpress.com/files/2009/10/20102009192.jpg?w=300" alt="20102009192" title="20102009192" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-166" />Il terminale doveva essere invisibile dalla costa, o almeno era questo quanto promesso. Il Terminal, invece, dalle spiagge di Pila è più che visibile soprattutto di notte. Dovendo la zona del basso Polesine sopportare questa mastodontica creatura, quali potranno essere le possibilità di sviluppo?</p>
<p>Sarà abbassato il prezzo del gas per i polesani?</p>
<p>Sono stati presi accordi con le piccole aziende, per creare figure professionali in grado di fare manutenzione alla struttura, invece di chiamare aziende estere?</p>
<p>Ci sarà la possibilità di sviluppare nuove figure tramite le scuole professionali?</p>
<p>La risposta alla prima domanda è che non ci sono accordi in atto, &#8220;speriamo che l&#8217;errore con il terminal non si ripeta con la conversione della centrale di Polesine Camerini&#8221; è stato il commento di Lino Ponzetto, vice presidente del CNA della provincia di Rovigo, durante il viaggio di ritorno.<br />
Intanto si attende la conversione della centrale Enel a carbone pulito, che ha subito una dal sindaco di Rosolina Luciano Mengoli che ha ricorso contro la Via ministeriale direttamente al capo dello stato, un altro enorme (inutile) tassello di un polo energetico vastissimo che sarà in grado di rispondere al fabbisogno energetico italiano, ma a quale prezzo. Ma questo è un altro capitolo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Especialista recomenda vegetarianismo contra a mudança climática]]></title>
<link>http://reinovegetal.wordpress.com/2009/10/27/especialista-recomenda-vegetarianismo-contra-a-mudanca-climatica/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 21:15:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vanessa Mazza Furquim</dc:creator>
<guid>http://reinovegetal.wordpress.com/2009/10/27/especialista-recomenda-vegetarianismo-contra-a-mudanca-climatica/</guid>
<description><![CDATA[Esta é do G1 do dia 27/10/2009: Metano liberado por vacas e porcos é 23 vezes mais potente que o CO2]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><strong><span style="color:#800000;">Esta é do G1 do dia 27/10/2009:</span></strong></h2>
<blockquote><p><span style="background-color:#ffffff;"><em>Metano liberado por vacas e porcos é 23 vezes mais potente que o CO2.</em></span></p>
<p><strong>Consumo mundial de carne poderá dobrar até 2050, diz ONU.</strong></p>
<p><strong>Da EFE</strong></p>
<p style="text-align:justify;">O mundo deveria se tornar vegetariano para combater com sucesso a mudança climática, já que o efeito estufa do gás metano liberado por vacas e porcos é 23 vezes mais potente que o do dióxido de carbono, segundo uma das maiores autoridades britânicas no assunto.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="background-color:#ffffff;">Segundo números da ONU, a produção de carne é responsável por pelo menos 18% das emissões globais de CO2 no planeta. Para esta liberação, contribuem tanto a destruição de florestas para a pecuária extensiva como a produção de ração para animais.</span></p>
<p style="text-align:justify;">A ONU também já disse que, caso a tendência atual se mantenha, o consumo mundial de carne poderá dobrar até 2050</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="background-color:#ffffff;">Com base nessas informações, Stern propõe que a cúpula sobre mudança climática de Copenhague (Dinamarca), marcada para dezembro, sobretaxe o preço da carne e de outros alimentos que, durante seu processo de produção, são responsáveis pela liberação de uma quantidade significativa de gases estufa.</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Mudança de hábito</strong></p>
<p style="text-align:justify;">O especialista britânico, que é vegetariano, prevê ainda que o hábito das pessoas em relação ao consumo de certos gêneros alimentícios mudará até que comer carne se tornará algo inaceitável.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="background-color:#ffffff;">&#8220;Acho que é importante as pessoas refletirem sobre suas ações, e isto também tem a ver com o que se come&#8221;, diz lorde Stern, ex-economista do Banco Mundial e atual professor da London School of Economics.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="background-color:#ffffff;">Ainda segundo o especialista, o presidente dos Estados Unidos, Barack Obama, deveria participar pessoalmente da cúpula de Copenhague, já que a liderança americana é extremamente necessária para alcance de um acordo significativo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="background-color:#ffffff;">&#8220;Minha mensagem ao presidente Obama seria a seguinte: &#8216;Vá a Copenhague, participe com um espírito de colaboração e leve essa mensagem ao povo americano&#8217;&#8221;, declarou o cientista ao &#8220;The Times&#8221;.</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;">
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[pessoal: fringe real nada, puro gás metano! =)]]></title>
<link>http://christiandiehl.wordpress.com/2009/10/08/pessoal-fringe-real-nada-puro-gas-metano/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 16:29:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>christiandiehl</dc:creator>
<guid>http://christiandiehl.wordpress.com/2009/10/08/pessoal-fringe-real-nada-puro-gas-metano/</guid>
<description><![CDATA[Gás metano provável culpado pelo incidente de Umm Jouzeh Salt – “Fumaça e calor intenso descobertos ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p><strong>Gás metano provável culpado pelo incidente de Umm Jouzeh</strong></p>
<p>Salt – “Fumaça e calor intenso descobertos emergindo do chão em uma área de Umm Jouzeh, próxima de Rmemin, na terça-feira, foram provavelmente <strong>provocados por uma reação química que acendeu um depósito subterrâneo de gás metano</strong>, um perito disse nesta quarta-feira.</p>
<p>O presidente da Associação de Geólogos Jordanianos, Bahjat Odwan, disse ao Jordan Times ontem que a área emitindo calor possuía em verdade 20 metros quadrados, adicionando que <strong>o calor emanava de um pequeno buraco</strong>.</p>
<p>Depois que a área foi resfriada e a terra revirada, funcionários locais cavara uma trincheira de 1,5m na área, contou. Análises iniciais mostraram que o local estava saturado com materiais bio-orgânicos acumulados e gás metano.</p>
<p>Devido a reações químicas, o gás, que é altamente inflamável, pegou fogo na área, produzindo temperaturas medidas em 180 graus C, disse Odwan.</p>
<p>Depois que o solo da área foi revirado e a área aberta com o auxílio de tratores, o gás preso no solo foi liberado. Bombeiros resfriaram a área com água, e o local tornou-se seguro, a Associação Jordaniana de Geólogos informou ontem”.</p>
<p>[Jordan Times: <a href="http://www.jordantimes.com/?news=20571" target="_blank">Methane gas likely to blame for Umm Jouzeh incident</a>]</p></blockquote>
<p>Ou seja, a explicação às ovelhas <span style="text-decoration:line-through;">vaporizadas</span> calcinadas é lixo, ou mais precisamente, esgoto. A própria <a href="http://www.jordantimes.com/?news=20536" target="_blank">notícia original</a>, antes mesmo que o local fosse investigado e o perigo contido, já mencionava a provável explicação, embora o wire da EFE tenha confundido um pouco a história omitindo alguns detalhes e trocando a ordem de alguns fatos – a rede de esgotos é a fonte dos materiais orgânicos.</p>
<p>Gás metano, produzido pela decomposição de matéria orgânica e entrando em combustão, também é conhecido como <strong><a href="http://marcianitosverdes.haaan.com/2006/12/fuegos-fatuos-primera-parte/" target="_blank">fogo fátuo</a></strong>, relacionado a todo tipo de lendas indo de fantasmas a extraterrestres, neste último caso conhecido também como o infame “<strong><a href="http://marcianitosverdes.haaan.com/2006/06/el-gas-de-los-pantanos/" target="_blank">gás dos pântanos</a></strong>”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Arnaldo Jabor fala sobre Carne e Meio Ambiente (Meat and Environment)]]></title>
<link>http://rabykhalil.wordpress.com/2009/09/20/arnaldo-jabor-fala-sobre-carne-e-meio-ambiente-meat-and-environment/</link>
<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 05:42:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raby Khalil</dc:creator>
<guid>http://rabykhalil.wordpress.com/2009/09/20/arnaldo-jabor-fala-sobre-carne-e-meio-ambiente-meat-and-environment/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/7zeU8ti-p7o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/7zeU8ti-p7o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PELA SAÚDE E PELA AMAZÔNIA]]></title>
<link>http://verdedentro.wordpress.com/2009/08/18/pela-saude-e-pela-amazonia/</link>
<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 22:56:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>oceanoale</dc:creator>
<guid>http://verdedentro.wordpress.com/2009/08/18/pela-saude-e-pela-amazonia/</guid>
<description><![CDATA[Por Alexandre Pereira Por motivos óbvios, os problemas ligados à pecuária no Brasil e no mundo não t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Por Alexandre Pereira Por motivos óbvios, os problemas ligados à pecuária no Brasil e no mundo não t]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CURIOSIDADE: Gás metano (Peido)]]></title>
<link>http://portalnatv.wordpress.com/2009/07/28/curiosidade-gas-metano-natural/</link>
<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 22:38:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>portalnatv</dc:creator>
<guid>http://portalnatv.wordpress.com/2009/07/28/curiosidade-gas-metano-natural/</guid>
<description><![CDATA[Hoje serão passadas informações científicas sobre um importante fenômeno que atinge a todas as class]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" src="http://www.amazonasagora.com.br/wp-content/themes/amazonasagora/library/timthumb.php?src=http://www.amazonasagora.com.br/wp-content/uploads/2009/07/peido1.png&#38;w=630&#38;h=225&#38;zc=1" alt="" width="320" height="225" /></p>
<p>Hoje serão passadas informações científicas sobre um importante fenômeno que atinge a todas as classes sociais.</p>
<p>O fenômeno responde cientificamente pelo nome de flatus e é a composição entre gás sulfídrico, metanotiol, dimetil sulfeto e mercaptanas. que complicação!</p>
<p>Vamos facilitar. A palavra flatus vem do Latim e significa sopro: É a composição de gases altamente variáveis expelida pelo ânus. Deu para compreender?</p>
<p>Tá bom, vou falar. O assunto a ser abordado é sobre gases estomacais, ou também chamados pelo nome popular “peido”. É… ele mesmo, o famoso!</p>
<p>Falando em famoso, todo famoso que se preste tem que ter nome artístico, por isso vamos aos nomes mais usados:</p>
<p>Peido ateu:  peida dentro da igreja&#8230;.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>veja a matéria completa no link abaixo: </strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://www.amazonasagora.com.br/2009/07/curiosidade-gas-metano-natural/">http://www.amazonasagora.com.br/2009/07/curiosidade-gas-metano-natural/</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Crisis Mundial - Globalización XI - Espacio Vital]]></title>
<link>http://chamero.wordpress.com/2009/07/18/crisis-mundial-globalizacion-xi-espacio-vital/</link>
<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 16:53:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>chamero</dc:creator>
<guid>http://chamero.wordpress.com/2009/07/18/crisis-mundial-globalizacion-xi-espacio-vital/</guid>
<description><![CDATA[ Limitación del Crecimiento Humano Por Juan Chamero, Universidad Caece, 16 de Julio 2009       Fuent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"> <strong>Limitación del Crecimiento Humano</strong></p>
<p align="center">Por <a href="mailto:jach_spain@yahoo.es">Juan Chamero</a>, <a href="http://www.caece.edu.ar/" target="_blank">Universidad Caece</a>, 16 de Julio 2009</p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"> <img class="aligncenter size-full wp-image-237" title="glob2_anm2" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/05/glob2_anm2.gif" alt="glob2_anm2" width="50" height="50" /></p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-310" title="vital_space002" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/07/vital_space002.png" alt="vital_space002" width="350" height="159" /><img class="aligncenter size-full wp-image-311" title="vital_space003" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/07/vital_space003.jpg" alt="vital_space003" width="350" height="175" /> </p>
<p>Fuente: de “demography”, Wikipedia, cantidad de años para duplicación de la población: En el año 1927 se esperaba que la duplicación de la población mundial se realizara en 123 años, proceso que se aceleró vertiginosamente hasta el muy reciente año 1999, esperando arribar al año 2012 con una población de 7.000 millones de personas. Ya a partir de ese año se espera nuevamente una leve aceleración demográfica arribando al no muy lejano año 2040, solo a dos “generaciones de distancia”, con una población de 9.000 millones. .</p>
<p align="center"> </p>
<p style="text-align:left;">La Globalización, como proceso natural del crecimiento humano pone sobre “el tapete” la discusión de los límites de nuestro crecimiento como especie y no ya como algo posible pero relativamente distante de nosotros medido en generaciones sino como un cuadro de situación de nuestro “Espacio Vital” íntimamente relacionado con otros tales como el “Calentamiento Global”, la escasez de “Recursos Renovables” y las limitaciones en las capacidades de sustento de los “Recursos Renovables”. Por ahora las proyecciones más creíbles serán las que se limiten a la saturación de nuestro maravilloso planeta de color esmeralda pues si bien sería técnicamente viable la colonización extraterrestre no lo sería masivamente, ni aún a nivel de “ciencia ficción”. A lo sumo serán creíbles proyecciones  que bordeen y/o eviten “<a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Cat%C3%A1strofe_maltusiana">catástrofes maltusianas</a>”.</p>
<p> Lo que intentaremos analizar son trabajos que nos orienten a satisfacer la pregunta: ¿Cuán cerca estamos de esas situaciones límites?. Para el Club de Roma el límite estaría por debajo de los 10.000 millones de habitantes una especie de “Camino del Medio” entre proyecciones pesimistas y optimistas. Hace ya muchos años, a mediados de la década del 70, en oportunidad de participar en una de las primeras proyecciones del Club de Roma, me tocó programar un modelo matemático para la Fundación Bariloche y  diez años más tarde otro para la Fundación Latina (hoy desaparecida), ambas instituciones de Argentina. En esos modelos se demostraba que era viable un mundo de 50.000 millones de habitantes a condición de que se respetaran a rajatabla las restricciones medioambientales y en un mundo mucha más solidario que el actual, menos egoísta, en la línea de la utopía propuesta por la Madre Teresa de Calcuta: Un Mundo sin Egoísmos, un mundo más justo, con diferencias y jerarquías, social, política y económicamente ordenado, no consumista, en paz, y concientizado en que todo exceso por sobre lo necesario atenta en contra de los demás. Lo que posiblemente tengamos que aceptar a regañadientes es que si no estamos muy decididos a realizar en muy breve plazo severos cambios en nuestras conductas y que solo estamos dispuestos a aceptar como cambio un paquete de medidas y reformas necesarias sin cambiar demasiado las reglas de juego del actual orden establecido actual, las proyecciones del Club de Roma aparecen como muy sensatas.</p>
<p>Nota: En el año 1798 el clérigo Thomas Malthus pronosticó que la población aumentaría con más rapidez que el suministro de comida. O sea la población creciendo a modo geométrico y los recursos de de comida a modo aritmético. El no cumplimiento hasta ahora de sus predicciones indica que el ser humano, pese a su marcada obstinación y hasta necedad no es idiota sino que de una u otra forma se ha auto limitado y ha incentivado el uso de su inteligencia para hacer crecer también los recursos disponibles a modo geométrico.</p>
<p> </p>
<p>Fuentes Comentadas: <a href="http://www.unece.org/hlm/documents/VitalSpaces/Vital.Spaces.Year02.%20Issue1.pdf">Espacios Vitales</a>, de UNECE, <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Cat%C3%A1strofe_maltusiana">Catástrofes Maltusianas</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Demography">Demografía</a> según Wikipedia, <a href="http://www.worldmapper.org/">Mapas Mundiales</a> de Worldmapper.com, Límites del Crecimiento, <a href="http://www.safehaven.com/article-3213.htm">Opinión sobre el Límite del Crecimiento</a> según un ciudadano de un país de la Unión Europea, <a href="http://www.energybulletin.net/node/1512">Revisión al año 2000 de las Previsiones del Club de Roma</a> de la Red Energy Bulletin, Un ejemplo de Supervivencia: <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Blattodea">Las Cucarachas</a>,</p>
<p> </p>
<p><strong>Proyecciones del Club de Roma</strong></p>
<p><a href="http://www.clubofrome.org/eng/cor_news_bank/12/UNESCO-069_16June09_2_.pdf">Cómo enfrentar los desafíos interconectados del Siglo 21</a>, presentado por Martin Lees, Secretario General del Club de Roma en la UNESCO, el 15 de Junio del 2009.</p>
<p> Basándose en dos impactantes gráficos: el de la población mundial para el período 1000 – 2100 producido por el Instituto de Demografía de Viena y el de la concentración del CO2 en la atmósfera a lo largo de 10.000 años al presente, realizado por el IPCC2007 que reproducimos a continuación, el informe llega a las siguientes conclusiones:</p>
<p> </p>
<ul>
<li>Los que habitamos este pequeño planeta debemos colaborar solidariamente para sobrevivir a las amenazas que nos depara el futuro inmediato;</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Hemos crecido demasiado rápido hasta ahora y no hay garantía de que podamos seguir creciendo indefinidamente en un planeta finito. Estamos inmersos en sistemas y procesos no lineales y no podemos seguir apostando que ante el daño que les estamos infligiendo sus respuestas sean siempre relativamente controladas y benignas sino que pueden llegar a ser de efectos catastróficos.</li>
</ul>
<p align="center"> <img class="aligncenter size-full wp-image-312" title="vital_space006" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/07/vital_space006.jpg" alt="vital_space006" width="399" height="319" /></p>
<p align="center">Población Mundial periodo 1.000 – 2.100</p>
<p align="center">Instituto Demográfico de Viena</p>
<p align="center"> </p>
<p style="text-align:center;"> <img class="aligncenter size-full wp-image-313" title="vital_space007" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/07/vital_space007.jpg" alt="vital_space007" width="450" height="189" /></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center">Fuente IPCC2007, CO2 desde 10.000 años atrás</p>
<p> </p>
<p><strong>La Nueva Propuesta Mundial del Club de Roma</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong> <img class="aligncenter size-full wp-image-314" title="club_of_rome_programme" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/07/club_of_rome_programme.jpg" alt="club_of_rome_programme" width="240" height="240" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align:left;"> El programa sintetizado en la figura se basa en la integración de cinco “clusters” o conglomerados de cinco áreas de intereses íntimamente interrelacionados</p>
<p style="text-align:left;"> 1. Transformación Social;</p>
<p>2. Desarrollo Mundial;</p>
<p>3. Medio Ambiente y Recursos;</p>
<p>4. Globalización;</p>
<p>5. Paz y Seguridad</p>
<p> </p>
<p>Al igual que en sus proyecciones anteriores el Club de Roma propone emplear el concepto de &#8220;Pensamiento Sistémico&#8221; para el análisis e integración de soluciones a ser implementadas. Para cada conglomerado propone encuentros de alto nivel de expertos internacionales sobre un período de tres años. Algunos temas críticos de estos conglomerados serían:</p>
<p> </p>
<p><strong>Desarrollo Internacional: </strong></p>
<p><strong> </strong>Hoy hay más de 2.000 millones de personas que viven con menos de 3 dólares por día y trivialmente sin poder cubrir sus necesidades vitales mínimas: alimentarias, salud, techo, seguridad y empleo;</p>
<p> En los próximos 20 años la economía global crecerá al doble y ello implica que otros 2000 millones de personas  estarían aspirando a obtener los estándares de la clase media;</p>
<p> Una escalada de demanda y precios de alimentos y energía está ya provocando una crisis planetaria alimentaria;</p>
<p> </p>
<p><strong>Clima y Medio Ambiente:</strong></p>
<p> <strong>Clima</strong></p>
<p><strong> </strong>Aún cumpliendo la humanidad con las restricciones consensuadas en el Acuerdo de Copenhague respecto a los gases de invernadero, la temperatura global crecerá 2°C;</p>
<p> Ese crecimiento implica en muchas regiones del mundo un incremento de 4°C;</p>
<p> Al cambio climático, inducido por el hombre, seguirán ciclos degenerativos tales como el &#8220;efecto Albedo&#8221;, al perder el hielo su poder reflector de los rayos solares, la liberación de gas metano desde los fondos oceánicos llevando a los ecosistemas a puntos de difícil sino imposible retorno;</p>
<p>  A través de no bien conocidas interacciones el cambio climático puede abandonar su comportamiento &#8220;lineal&#8221; entrando en peligrosos procesos degenerativos de carácter exponencial;</p>
<p> <strong>Ecosistemas</strong></p>
<p> La humanidad está sobre usando los recursos biológicos del planeta en un 35%;</p>
<p> Los bosques, océanos, tierras productivas y las reservas de agua potable se están degradando aceleradamente;</p>
<p> La interconexión entre clima y ecosistemas es mutua: el incremento de temperatura aumenta la extinción de las especies y degrada los ecosistemas y a su vez los ecosistemas pierden la capacidad de absorción y mitigación de las emisiones humanas;</p>
<p> Al subir la temperatura cambian los patrones de lluvias y se estropean las reservas acuíferas, cae la producción alimentaria mientras que paralelamente la población crece sin cesar.</p>
<p> <strong>Energía</strong></p>
<p> Nos estamos acercando al fin de la era del petróleo barato sobre la cual se ha basado el crecimiento de Occidente;</p>
<p> Como es necesario el crecimiento económico, debemos tener en cuenta que la demanda pico se producirá cuando el precio del petróleo este a su vez en su pico y eso producirá, a la larga, un desencuentro entre la oferta y la demanda y los más perjudicados serán los pobres;</p>
<p> Las políticas para mejorar la provisión energética pueden llegar a ser incompatible con las políticas para reducir el impacto climático, como por ejemplo convertir bosques para producir biocombustibles o estimular tecnologías ya consideradas sucias tales como el carbón o la recuperación de las arenas petrolíferas;</p>
<p> De acá al 2050 la demanda de energía global se remontara al doble mientras que las emisiones si o si deben ser cortadas por el cambio climático. El dilema solo podrá ser resuelto por soluciones innovativas;</p>
<p> <strong>Agua</strong></p>
<p> El agua potable se está convirtiendo en el recurso más crítico;</p>
<p> El impacto del cambio climático a través de la desertificación, las contaminaciones de los acuíferos por la elevación del agua de los mares, las variaciones de los patrones de lluvia, los ciclos de sequias-inundaciones, todo ello, confluirá en una durísima competencia por el mas critico de los recursos para la supervivencia humana: el agua;</p>
<p> <strong>Los sistemas financieros y económicos</strong></p>
<p> La creciente asimetría en la distribución de la riqueza de la economía global ha demostrado que el actual esquema de desarrollo económico no es sustentable;</p>
<p> La actual crisis financiera, ahora acoplada a una profunda recesión, ha destruido la confianza en los acuerdos, relaciones y políticas de largo plazo;</p>
<p> El mundo está entrando en un periodo de transformación de los poderes y en los conceptos que los rigen o han regido hasta ahora. Si bien no es posible hoy aventurar sensatas alternativas si hemos aprendido lo siguiente:</p>
<p> No podemos seguir el actual esquema de desarrollo económico de una economía sustentada en el consumo;</p>
<p> El concepto del negocio_tal_como_es no es un camino viable en relación al cambio climático. O sea, necesitamos otro paradigma de negocios;</p>
<p> Los problemas que enfrentamos hoy están interconectados y son inmediatos;</p>
<p> Estos sistemas son esencialmente no-lineales y si o si debemos aprender a manejar sus interrelaciones. A este respecto, el Cambio Climático se está convirtiendo en el tema global esencial del Siglo 21;</p>
<p> Para seguir creciendo como especie necesitamos nuevas políticas de desarrollo equitativo y todo encuadrado dentro de los imperativos ambientales que impone la fragilidad ya manifiesta de nuestro planeta;</p>
<p> Nosotros proponemos pues movernos hacia una nueva economía que haga compatible lo que hoy para algunos no lo es: trabajo para todos, una economía productiva y desarrollo equitativo dentro de un contexto absolutamente sustentable;</p>
<p> <strong>Una especie modelo de supervivencia</strong></p>
<p> Las cucarachas se encuentran entre los animales más resistentes del planeta, algunas especies son capaces de mantenerse activas durante un mes sin comida o siendo capaces de sobrevivir con recursos limitados, por ejemplo ingiriendo únicamente cola de sellos.  Algunas pueden vivir sin aire durante 45 minutos o ralentizar los latidos del corazón.</p>
<p> Pese a ser prácticamente ciegas pueden sobrevivir prácticamente sin agua,  sin cabeza, soportar altísimas dosis de irradiación letal a nivel humano, sobrevivir en espacios vitales ajustadísimos y pueden simular estar muertas si las acecha un peligro.</p>
<p> Traigo a colación este singular insecto pues hace ya más de 300 millones de años – desde el Carbonífero- que vive en nuestro planeta experimentando muy pocos cambios. La Teoría de la Evolución nos conduce en cambio a pensar que las especies que no experimentan crecimiento y cambios adaptativos están, a la corta o a la larga destinadas a perecer. </p>
<p> <strong>Espacios Vitales</strong></p>
<p>Newsletter de la UNECE sobre Espacio Vital en el Mundo, Marzo 2009</p>
<p> Este newsletter está orientado a difundir iniciativas, emprendimientos y tecnologías orientadas a erradicar el desamparo (homelessness) en el mundo. Las ideas centrales para superar la crisis serían: a) micro créditos hipotecarios, para viviendas en el orden de los 5.000 a los 18.000 dólares para los trabajadores pobres a través de la Fundación Vivienda Global; b) Combatir la Degradación de los Complejos Habitacionales –Programa que está llevando adelante Rusia-; c) Reemplazo del concreto por la madera a efectos de reducir sensiblemente el Efecto Invernadero.</p>
<p> En efecto, el uso de concreto sería responsable del 40% del Efecto Invernadero. La madera es el material más “amigable” en términos ecológicos a través del proceso de fotosíntesis: el árbol toma para sí el anhídrido carbónico reteniendo el Carbono en la madera y liberando oxígeno al aire. Así la madera tiene en peso un 50% de carbono siendo aceptado que en equilibrio por cada metro cúbico de madera se remueve 0,9 de tonelada de anhídrido carbónico de la atmósfera. Complementariamente la madera es menos polucionante que el concreto y el acero y requiere menos energía para su integración edilicia.</p>
<p> <strong>Límites del Crecimiento</strong></p>
<p>Los Límites del Crecimiento, “<a href="http://www.safehaven.com/article-3213.htm">Limits of Growth</a>”, por Randolph Buss, publicado en el sitio Web SafeHaven.com el 9 de Junio del año 2005.</p>
<p>Me he permitido incluir traducido al español partes sustanciales de este artículo, incluso siendo algo “viejo” por su vigencia actual y por ser escrito por un “trabajador capitalista Occidental”, con gran sentido del humor y autocrítica, en síntesis, una opinión “autoridad” expresada desde el llano.</p>
<p><em>“Hay desafíos y laberintos que hoy enfrentan los países, los políticos y los trabajadores. Con una unificada Europa de 450 millones de habitantes pero con estructuras socio económicas muy diferentes, un Estados Unidos con una población algo más coherente de 300 millones de habitantes pero sometida a una intensa presión de la inmigración legal y de la ilegal, ¿son comparables a (Chindia) China e India, cada una con una población que supera los 1000 millones de habitantes?, Yo no lo creo en el mediano plazo. Creo sin embargo que el ritmo para un encuentro se acelerara más rápidamente de lo que podamos imaginar a medida que el “capital global” busque oportunidades al más bajo costo (y riesgo agrego). </em></p>
<p><em>Esto me quita el sueño. Muchos negocios en Occidente son de rentabilidad nula: nuestra sociedad lucha produciendo industrias que benefician a los ciudadanos – producción de alimentos, construcción, etc. – y que reportan importantes infraestructuras y beneficios para nuestras naciones. Un político alemán dijo, y repito “somos naciones de manufactureros y de exportadores que no podemos sobrevivir cortándonos el pelo entre nosotros”.  Así veo el negocio actual: una compañía que vende tonos para celulares y ofrece suscripciones para cambiar esos tonos constantemente, otra que vende modelos de negocios para actualizar archivos musicales, una compañía de servicios que nos ayuda a encontrar lo más apropiado en Internet y así hasta la nausea. </em></p>
<p><em>El punto de todo esto es simplemente NADA de valor duradero se está creando pues son productos creados para el CONSUMO y no para PRODUCCION. Otro ejemplo: el sector de mayor crecimiento en Estados Unidos el sector financiero que igualmente NADA produce. Es simplemente un sector en el cual dinero o seguros o derivados son empujados y administrados y por favor, no crean que propongo eliminarlos: son necesarios, pero en su debida medida para sobrevivir, crecer y prosperar como civilización!. </em></p>
<p><em>Para concluir, el límite del crecimiento es posible que esté ya cerca de nosotros. La bomba de tiempo  más grande que nos espera es un obeso y perezoso Occidente  acostumbrado a un alto nivel de vida en contraste con un hambriento, ya erguido y que avanza Oriente y que ha estado sumergido por demasiado tiempo. ¡Los resultados del encuentro (esperemos que no sea un choque) conmoverán la tierra, créanme!. “</em></p>
<p style="text-align:center;">  <img class="aligncenter size-full wp-image-315" title="vital_space005" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/07/vital_space005.gif" alt="vital_space005" width="450" height="258" /></p>
<p>Nota: Una gran parte de las proyecciones mundiales “creíbles” surgen de derivaciones y actualizaciones del liminal trabajo “Limits To Growth” – Los Límites del Crecimiento”- realizado en el año 1972  por Donella H. Meadows, Dennis L. Meadows, Jørgen Randers, y William W. Behrens III. Los autores emplearon el modelo de simulación World3 para estudiar las interacciones entre nosotros y nuestro planeta. En el presente artículo Buss presenta una de las actualizaciones más recientes – año 2000- y enfocada desde el punto de vista del agotamiento del petróleo. El Club de Roma tiene mejores y más globales actualizaciones que aún no han tomado estado público. No obstante esta proyección nos sirve para apreciar las principales variables de posibles situaciones de saturación y colapso a las que estamos llegando.</p>
<p> Tags: Maltus, maltusiano, catástrofe maltusiana, espacio vital, limite crecimiento, limite crecimiento humano, Globe, club de Roma, demography, calentamiento global, efecto invernadero, efecto Albedo, recursos renovables, recursos no renovables, crecimiento cero, gaia, camino del medio, fundación latina, fundación Bariloche, madre Teresa, madre Teresa de Calcuta, proyecciones demográficas, proyección demográfica, Thomas Malthus, crecimiento lineal, crecimiento no lineal, crecimiento geométrico, proceso lineal, proceso no lineal, proceso geométrico, mundo sin egoísmos, mapas mundiales, Martin Lees, UNESCO, IPC2007, cucarachas, energy bulletin, crecimiento sustentable, desarrollo no sustentable, Instituto de Demografía de Viena, Paz y Seguridad, Integración Sistémica, Transformaciones Sociales, pensamiento sistémico, acuíferos, temperatura global, Acuerdo de Copenhague, gas metano, liberación gas metano, ecosistemas, reservas agua potable, petróleo barato, arenas petrolíferas, carbón, biocombustibles, patrones de lluvia, recurso crítico, economía global, economía sustentada en el consumo, consumismo, negocio tal_como_es, siglo 21, supervivencia, Teoria de la evolución, UNECE, erradicación del desamparo, fundación vivienda global, efecto invernadero, CO2, anhídrido carbónico, degradación de complejos habitacionales,</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rio que pega fogo no interior do MT]]></title>
<link>http://ecobriefing.wordpress.com/2009/05/13/rio-que-pega-fogo/</link>
<pubDate>Wed, 13 May 2009 17:25:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>ecobriefing</dc:creator>
<guid>http://ecobriefing.wordpress.com/2009/05/13/rio-que-pega-fogo/</guid>
<description><![CDATA[Isso mesmo, no Mato Grosso existem um rio que pega fogo. Não é brincadeira não. Podem ficar tranquil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify"><a href="http://ecobriefing.files.wordpress.com/2009/05/canoagem_rio_claro_site.jpg"><img title="Canoagem_Rio_Claro_site" style="display:inline;margin-left:0;margin-right:0;border-width:0;" height="164" alt="Canoagem_Rio_Claro_site" src="http://ecobriefing.files.wordpress.com/2009/05/canoagem_rio_claro_site_thumb.jpg?w=244&#038;h=164" width="244" align="left" border="0" /></a> Isso mesmo, no Mato Grosso existem um rio que pega fogo. Não é brincadeira não. </p>
<p align="justify">Podem ficar tranquilos que ninguém pós fogo no rio de forma artificial, cometendo o crime de derramar alguma substância inflamável nas águas cristalinas deste rio que fica próximo ao município de São José do Rio Claro, distante 290 quilômetros de Cuiabá.</p>
<p> <!--more-->
<p align="justify"><a href="http://ecobriefing.files.wordpress.com/2009/05/c961e74ed83a464890e942d8bac2b0fb_rio_pega_fogo_600.jpg"><img title="{C961E74E-D83A-4648-90E9-42D8BAC2B0FB}_Rio_pega_fogo_600" height="104" alt="{C961E74E-D83A-4648-90E9-42D8BAC2B0FB}_Rio_pega_fogo_600" src="http://ecobriefing.files.wordpress.com/2009/05/c961e74ed83a464890e942d8bac2b0fb_rio_pega_fogo_600_thumb.jpg?w=244&#038;h=104" width="244" align="right" border="0" /></a>O segredo deste capricho da natureza, reside no leito do rio Claro, ali há um gás inflamável. </p>
<p align="justify">Para fazer o rio pegar fogo, basta remexer a areia no fundo do rio e o gás que existe sob suas areias vai à superfície. Em contato com uma faísca, o gás pega fogo. </p>
<p align="justify">Como pode-se ver, a natureza mostra como é mistériosa e geniosa, trazendo esse capricho que certamente deverá aguçar a curiosidade científica. </p>
<p>Fiquem com as imagens feitas para a reportagem da TV Centro América&#160; sobre o <a href="http://rmtonline.globo.com/addons/video_player.asp?em=2&#38;v=11672">rio que pega Fogo</a></p>
<p>&#160;</p>
<p>Fotos: rio que pega fogo &#8211; <a href="http://rmtonline.globo.com/home/index_tv_centro_america.htm">Tv Centro América</a> / rio Claro <a href="http://images.google.com.br/imgres?imgurl=http://www.circuitomt.com.br/materia/especial1/17913/Canoagem_Rio_Claro_site.jpg&#38;imgrefurl=http://www.circuitomt.com.br/impresso/caderno_dois/5/59&#38;usg=__qK3rswjGR1jOLCD8YI6BeMME8Bc=&#38;h=233&#38;w=350&#38;sz=84&#38;hl=pt-BR&#38;start=65&#38;um=1&#38;tbnid=U5xLWAJ87JX3LM:&#38;tbnh=80&#38;tbnw=120&#38;prev=/images%3Fq%3Drio%2Bclaro%2B-%2Bmt%26ndsp%3D20%26hl%3Dpt-BR%26sa%3DN%26start%3D60%26um%3D1">Circuito Mato Grosso</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O que é o Triângulo das Bermudas?]]></title>
<link>http://pj2012sequaz.wordpress.com/2009/05/02/o-que-e-o-triangulo-das-bermudas/</link>
<pubDate>Sun, 03 May 2009 01:07:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>PJ 2012</dc:creator>
<guid>http://pj2012sequaz.wordpress.com/2009/05/02/o-que-e-o-triangulo-das-bermudas/</guid>
<description><![CDATA[Os constantes desaparecimentos supostamente ocorridos nessa área, situada no Oceano Atlântico, podem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span><img class="alignleft size-full wp-image-448" title="triangulo-das-bermudas-mapa2" src="http://pj2012sequaz.wordpress.com/files/2009/05/triangulo-das-bermudas-mapa2.jpg" alt="triangulo-das-bermudas-mapa2" width="304" height="244" />Os constantes desaparecimentos supostamente ocorridos nessa área, situada no Oceano Atlântico, podem ter uma explicação bem mais simples do que a intervenção de malignos extraterrestres ou de portais para dimensões desconhecidas.</span></p>
<p>O Triângulo dos Bermudas (também conhecido como Triângulo do Diabo) está localizado entre o Estado americano da Flórida e as ilhas de Bermudas e Porto Rico, apesar de não ser apontado em nenhum mapa. Segundo o professor Claudio Terezo, autor do Novo Dicionário de Geografia e professor da Escola São Paulo da Cruz, em Osasco, &#8220;a terminologia começou a ser usada a partir da década de 60, para designar um local na qual ocorriam, desde o século XIX, desaparecimentos sem explicação. Primeiro, eram barcos e navios; posteriormente, também aviões que sobrevoavam a localidade&#8221;.</p>
<p>Embora existam listas que apontem inúmeros casos de desaparecimento no Triângulo das Bermudas, nunca houve confirmação oficial. Algumas teorias remetem a seres de outros planetas e explicações místicas, mas é provável que a causa desses eventos não tenha nada de sobrenatural. &#8220;Vale lembrar que esta região tem intensa atividade climática, sendo área formadora de grandes tempestades tropicais&#8221;, informa o professor Claudio Terezo.</p>
<p>Outra possível explicação é que, naquela área, existem diversas zonas de hidrato de metano (gás metano) sobre as placas continentais. Ao entrarem em erupção, essas zonas produziriam regiões de água espumosa, que não dariam sustentação aos barcos devido à perda de densidade da água. A queda de aviões também aconteceria devido à perda de densidade do ar, igualmente influenciada pelo hidrato de metano.</p>
<p>Na era das Grandes Navegações, nos séculos XV e XVI, quando não havia máquinas a vapor e barcos com motor, as embarcações vindas da Europa procuravam passar por aquela área, justamente para tirar proveito dos ventos da Corrente do Golfo, instável e conhecida por seus furacões. O número de incidentes ocorridos na área nos últimos cinco séculos é incerto, variando de duzentos até mil, conforme especulações.</p>
<p><em></em></p>
<p><!-- TEXTO --></p>
<div class="copyright">
<p><a href="http://noticias.terra.com.br/educacao/vocesabia/interna/0,,OI3735570-EI8401,00.html" target="_blank">Redação Terra</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GAS Più concorrenza nel mercato del gas]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/04/24/gas-piu-concorrenza-nel-mercato-del-gas/</link>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 15:02:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/04/24/gas-piu-concorrenza-nel-mercato-del-gas/</guid>
<description><![CDATA[La X Commissione Industria del Senato ha espresso in un emendamento l’esigenza di una maggiore conco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">La X Commissione Industria del Senato ha espresso in un emendamento l’esigenza di una maggiore concorrenza nel settore del gas metano. Un’esigenza ampiamente condivisa dai consumatori. Più concorrenza per Adiconsum e Lega consumatori significa il rispetto almeno degli attuali tetti dell’Antitrust (fissati per l’operatore dominante al 61%), ma soprattutto che venga garantita sia attraverso una maggiore importazione del gas rispetto alla domanda sia attraverso i rigassificatori che attraverso una maggiore competitività degli altri operatori rispetto all’operatore dominante.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il punto della situazione]]></title>
<link>http://maximilianps.wordpress.com/2008/11/24/il-punto-della-situazione/</link>
<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 11:14:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
<guid>http://maximilianps.wordpress.com/2008/11/24/il-punto-della-situazione/</guid>
<description><![CDATA[Il sistema climatico terrestre, è molto simile all&#8217;ecosistema, nel momento in cui un elemento ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il sistema climatico terrestre, è molto simile all&#8217;ecosistema, nel momento in cui un elemento ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rigassificatore a villa literno, interviene la ugl]]></title>
<link>http://primapaginacasertana.wordpress.com/2008/10/15/rigassificatore-a-villa-literno-interviene-la-ugl/</link>
<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 20:36:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>avv. Antonio Gaudiano</dc:creator>
<guid>http://primapaginacasertana.wordpress.com/2008/10/15/rigassificatore-a-villa-literno-interviene-la-ugl/</guid>
<description><![CDATA[Villa Literno &#8211; Cancellando dal piano rifiuti della Campania il quinto inceneritore  annunciat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Villa Literno &#8211; Cancellando dal piano rifiuti della Campania il quinto inceneritore  annunciat]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Società Gas Metano - Rho]]></title>
<link>http://centrho.wordpress.com/2008/09/04/societa-gas-metano-rho/</link>
<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 14:46:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>centrho</dc:creator>
<guid>http://centrho.wordpress.com/2008/09/04/societa-gas-metano-rho/</guid>
<description><![CDATA[SEDE: Via Bettinetti, 4, 20017 Rho (MI) tel. 02.93508043 fax 02.93508066 tel emergenza 02.93185023 h]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="/DOCUME~1/REFERE~1/IMPOST~1/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /><a href="http://www.nuovenergiespa.it/img/logo.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.nuovenergiespa.it/img/logo.jpg" alt="" width="219" height="130" /></a></p>
<p class="cnt">
<p class="cnt">
<p class="cnt">
<p class="cnt">
<p class="cnt">
<p class="cnt">
<p class="cnt">
<p class="cnt">
<p class="cnt">
<p class="cnt"><strong>SEDE:</strong> Via Bettinetti, 4, 20017 Rho (MI)<br />
tel. 02.93508043<br />
fax 02.93508066<br />
<em><strong>tel emergenza 02.93185023</strong></em></p>
<p class="cnt"><strong>http://www.nuovenergiespa.it/</strong></p>
<p>Per qualsiasi informazione è possibile contattare il Servizio Clienti al <strong>Numero Verde<br />
800 189 770</strong>, al quale rispondono direttamente gli operatori, attivo dal lunedì al venerdì (giovedì escluso) dalle ore 9:00 alle 12:00 e dal lunedì al giovedì  dalle 14:00 alle 17:00.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vacas!! un peligro para el planeta]]></title>
<link>http://entregeeks.wordpress.com/2008/07/10/vacas-un-peligro-para-el-planeta/</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 18:26:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>lockogeek</dc:creator>
<guid>http://entregeeks.wordpress.com/2008/07/10/vacas-un-peligro-para-el-planeta/</guid>
<description><![CDATA[Vacas!! un peligro para el planeta Un grupo de investigadores de la universidad de California demost]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Vacas!! un peligro para el planeta</p>
<p><a href="http://entregeeks.files.wordpress.com/2008/07/milk.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1172" src="http://entregeeks.wordpress.com/files/2008/07/milk.jpg" alt="" width="278" height="504" /></a></p>
<p>Un grupo de investigadores de la universidad de California demostró en el 2005 que una vaca contamina 4 veces mas que un auto!. Esto debido a los gases generados en su escremento, ventosidades (flatulencias, p2) y eructos, los cuales generan 150 kilos de gas metano. Para conocer mas sigue el link.</p>
<p><!--more--></p>
<p>El estudio sobre el metano vacuno estuvo a cargo de Frank Mitloeher, debido al alto índice de contaminación presentado en la comunidad de Central Valley, para determinar si la polución era producto de las vacas o autos de la zona. Asombrosamente los resultados de esta investigación mostraron que una vaca contamina 4 veces mas que un auto! al generar gas metano en el escremento, ventosidades (flatulencias, p2) y eructos. Junto con estos resultados, en Europa se ha desarrollado una investigación la cual nos afirma que la tercera parte del gas metano en la atmosfera es producido por rumiantes.</p>
<p>No solo las vacas contribuyen al calentamiento global con el gas metano, si no tambien otras especies como algas, ovejas, canguros, los grandes cultivos de arroz; que generan ambientes abundantes de alimento pero escasos en oxíigeno.</p>
<p>El problema de la generacion de gas metano de las vacas ha alarmado a la comunidad científica desde entonces; ya que este problema existió hace 180 millones de años y acabo con gran número de especies, dandose a la tarea de buscar soluciones a este problema. De los cuales se han creado diferentes vías de investigación como el cultivo de trébol blanco y otras leguminosas, con mayor nivel de azúcar, para que sea el alimento de estos animales. Algunos plantean prácticas de ingeniería génetica para cambiar el proceso digestivo.</p>
<p>El problema en la generación de gas metano no son las vacas, ya que la madre tierra esta preparada para desechar este gas, el detalle esta en que estamos generando vacas y mas vacas cada vez, por lo tanto se crea mas gas metano de lo normal. Por otro lado modificamos el ambiente con la pesca y cultivos exhesivos. En resumen estamos cavando nuestra propia tumba. Seamos Vegetarianos sin mucho arroz! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&#8212;-</p>
<p>esta no es una de vaqueros: <a href="http://www.entelchile.net/familia/animales/vacas_contaminacion/vacas.htm">entelchile</a> y <a href="http://www.consumer.es/web/es/medio_ambiente/energia_y_ciencia/2007/07/30/165488.php">consumer</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Calentamiento Global]]></title>
<link>http://humbertofuentes.wordpress.com/2007/12/28/calentamiento-global/</link>
<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 07:14:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>humbertofuentes</dc:creator>
<guid>http://humbertofuentes.wordpress.com/2007/12/28/calentamiento-global/</guid>
<description><![CDATA[Estoy sumamente cansado -hasta la madre- de las pequeñas soluciones para resolver el grave problema ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Estoy sumamente cansado -hasta la madre- de las pequeñas soluciones para resolver el grave problema del calentamiento global; y no es que no crea en los pequeños esfuerzos, sino que me molesta de sobremanera -me encabrona- la sublimación que han hecho los grandes interéses de una verdadera Revolución necesaria: la Revolución Ambiental. La última muestra de estas insignificancias -mamadas, pues- la encontre en <a href="http://www.blackle.com/">www.blackle.com</a>, la versión en color negro de google, gracias a la cual se ahorrarán nosécuantos miles de kilovatios-hora de energía. Y no me tomen a mal, no digo que no usen blackle en lugar de google, lo que quiero decir es que no sientan que en serio están salvando el mundo gracias a ello.</p>
<p>Y es que lo que está produciendo el Calentamiento Global (con mayúsculas; lo considero un problema importante) son los hábitos de consumo excesivo y la irresponsable sobreproducción de bienes y servicios. Un ejemplo paradigmático son la vacas, que contaminan ¡4 veces más que un auto! Sí, nuestras tiernas proveedoras de leche y carne emiten al rumiar 150 kilos de gas metano al año (una molécula de gas metano añade 24 veces más calor a la atmósfera que una de CO2).<br />
(<a href="http://www.entelchile.net/familia/animales/vacas_contaminacion/vacas.htm">http://www.entelchile.net/familia/animales/vacas_contaminacion/vacas.htm</a>)<br />
(<a target="_top" href="http://www.frenaelcambioclimatico.org/blog/?p=206"><strong><font color="#0000cc">www.frenaelcambioclimatico.org/blog/?p=206</font></strong></a>)</p>
<p> <img src="http://www.elcanoero.com.ar/vaca.jpg" /></p>
<p>Las &#8220;pequeñas soluciones&#8221; no hacen más que posponer la verdadera Revolución en contra de los grandes intereses que han evitado que las prácticas ambientales se generalicen. El dinero, con Al Gore ( ¿¡¡premio nobel de la paz!!?) como su portavoz, sigue poniendo la agenda ambiental y logra satisfacer a los &#8220;rebeldes&#8221; espíritus ecologistas con medidas superfluas y soluciones insignificantes. Otro gran ejemplo es la historia de los automóviles eléctricos que salieron a la venta en California a principios de los años noventa, los cuales fueron adquiridos por la General Motors para después ser destruidos y que el mundo jamás se enterara de su existencia.<br />
(<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Who_Killed_the_Electric_Car%3F">http://en.wikipedia.org/wiki/Who_Killed_the_Electric_Car%3F</a>)<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/cIwYwAQ8juI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/cIwYwAQ8juI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Espero no ser tomado a mal por los ecologistas fanáticos de Al Gore, pero creo que la solución no está en la individualización de la culpa y la atomización de la iniciativa, sino, al contrario, en la colectivización del reclamo de fondo, organizado y bien pensado. Tomen esto de alguien que, aunque no cree que el problema ambiental es más importante que la pobreza o la desigualdad entre los seres humanos, ha tomado cartas en el asunto y ha emprendido un pequeño negocio de reciclado y -más importante aún- un pequeño proceso de despertar de conciencias entre niños y jóvenes sobre temas ecológicos.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O PUM DA VACA]]></title>
<link>http://ecoamigos.wordpress.com/2007/10/20/o-pum-da-vaca/</link>
<pubDate>Sat, 20 Oct 2007 09:33:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Claudia Costa</dc:creator>
<guid>http://ecoamigos.wordpress.com/2007/10/20/o-pum-da-vaca/</guid>
<description><![CDATA[Rio &#8211; Um vídeo publicado no site Youtube ilustra com bastante humor como os gases emitidos pel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Rio &#8211; Um vídeo publicado no site Youtube ilustra com bastante humor como os gases emitidos pel]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
