<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>gerarchie &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/gerarchie/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "gerarchie"</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 01:48:37 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[TERZINE MANAGERIALI [e cittadine] #44 -  priorità del Presidente Fondatore]]></title>
<link>http://albertofedel.wordpress.com/2009/11/11/terzine-manageriali-e-cittadine-44-priorita-del-presidente-fondatore-2/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 06:32:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>afedel</dc:creator>
<guid>http://albertofedel.wordpress.com/2009/11/11/terzine-manageriali-e-cittadine-44-priorita-del-presidente-fondatore-2/</guid>
<description><![CDATA[11 novembre 2009 1.    rassegna stampa a vedere se parlano di me, di me, di me, solo di me 2.    and]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong>11</strong> </em><strong><em>novembre 2009</em></strong></p>
<p><strong><em><img class="alignleft" src="http://4amici.files.wordpress.com/2009/08/narciso.jpg?w=135&#038;h=157" alt="" width="135" height="157" /></em></strong>1.    rassegna stampa a vedere se parlano di me, di me, di me, solo di me</p>
<blockquote><p>2.    andamento del titolo ed eventuale cazziatone a Relazioni Esterne, anzi comunque!</p>
<p>3.    convocare riunioni a vanvera perché sono io che comando, nonostante l’A.D. che ho preso</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ultimo atto primarie: Bersani segretario]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/27/ultimo-atto-primarie-bersani-segretario/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 09:33:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/10/27/ultimo-atto-primarie-bersani-segretario/</guid>
<description><![CDATA[Editoriale fidest. Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del Pd in forza di un voto popolare. Di l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;"><a href="http://fidest.wordpress.com/files/2009/10/pierluigi-bersani-medium_300.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19231" title="pierluigi bersani.medium_300" src="http://fidest.wordpress.com/files/2009/10/pierluigi-bersani-medium_300.jpg?w=300" alt="pierluigi bersani.medium_300" width="245" height="160" /></a><strong>Editoriale fidest</strong>. Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del Pd in forza di un voto popolare. Di lui, ovviamente, sappiamo tutto. Che è nato a Bettola, in provincia di Piacenza nel 1951, E’ laureato in filosofia. E’ stato insegnante, presidente della comunità montana piacentina e del comitato comprensoriale piacentino. Ma il suo grande amore è stata la politica. Ha militato nel Pci, scalando le gerarchie del partito per poi diventare presidente dell’Emilia Romagna e deputato, per la prima volta nel 2001. E’ stato ministro dell’industria nel primo governo Prodi e, successivamente, ministro dei trasporti. Rappresenta, di fatto, la corrente che si richiama al vecchio pci. Ora si dice è il segretario di tutti. Ma già si profila una defezione. E’ quella di Francesco Rutelli che assicura di non essere il solo a compierla. Pensa di unirsi a Casini e, probabilmente, sogna un grande centro con l’asse Casini-Fini per una nuova rivoluzione copernicana nell’ingessato mondo della politica italiana. Rutelli, per quanto ci è dato di sapere, pensa che il neo segretario cerchi di recuperare i consensi della sinistra da rifondazione in poi andando in questo modo contro corrente e alienandosi di fatto quelle forze che si identificano sempre più con un “grande centro”. Per Rutelli molta sinistra oggi è andata a destra e nel mazzo ci mette non solo l’ex-comunista Bondi ma gli stessi Frattini, Berlusconi, Tremonti e Brunetta ex-socialisti. E’tempo di ristabilire un equilibrio ora compromesso e far convergere le forze di centro verso una guida che ne rifletta la sua carica ideale. Per conto nostro l’opinione che ci siamo fatta è che la politica italiana resta ancora assoggettata alle logiche partitiche di un tempo e le primarie, per quanto siano state una buona cosa, sono nient’altro che un’operazione di lifting alla vecchia e rugosa signora che pretende di restare bella a dispetto dell’età e delle incipienti rughe. E’ anche una operazione trasformista che non convince nessuno. Bersani resta, per molti, quello che è sempre stato, ed è giusto che lo sia, ma non può pretendere di rappresentare un elettorato diversamente orientato. E ancor peggio di farlo con modi “paternalistici” da buon padre di famiglia nella casa italiana dove emergono soprattutto fermenti di rinnovamento, da figli da tempo svezzati, e di identità politica di segno opposto. (Riccardo Alfonso www.fidest.it)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TERZINE MANAGERIALI [e cittadine] #12 - Discussione sulla nuova struttura organizzativa]]></title>
<link>http://albertofedel.wordpress.com/2009/10/10/haiku-manageriali-e-cittadini-12-discussione-sulla-nuova-struttura-organizzativa/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 10:00:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>afedel</dc:creator>
<guid>http://albertofedel.wordpress.com/2009/10/10/haiku-manageriali-e-cittadini-12-discussione-sulla-nuova-struttura-organizzativa/</guid>
<description><![CDATA[10 ottobre 2009 per compito, per segmento, per analogia, decentrata, accentrata, circondata, a matri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong>10 ottobre 2009</strong></em></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.qsl.net/is0iek/emilio_bici.jpg" alt="" width="181" height="179" />per compito, per segmento, per analogia, decentrata, accentrata, circondata, a matrice</p>
<blockquote><p>le mummie lamentano funzionalmente e gerarchicamente nefaste variazioni al biglietto da visita;</p>
<p>il bambino trasforma pedalando lo sgraziato peso della bici in agile equilibrio, movimento e sorriso.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le passioni del dragone]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/08/le-passioni-del-dragone/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 05:24:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/10/08/le-passioni-del-dragone/</guid>
<description><![CDATA[Cavalli e donne: &#8220;Caprilli Campione della Belle Époque&#8221; di Lucio Lami La Belle Époque it]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Cavalli e donne: &#8220;Caprilli Campione della Belle Époque&#8221; di Lucio Lami La Belle Époque italiana ha avuto un protagonista indiscusso: il capitano Federico Caprilli. Un uomo che ha segnato in modo indelebile la storia dell&#8217;equitazione rivoluzionando il modo di stare in sella e ha imposto un metodo che nel giro di pochi anni sarebbe stato adottato dalle Cavallerie di tutto il mondo. Ma il fondatore dell&#8217;equitazione naturale non è stato solo un ufficiale capace di sfidare la consuetudine e le gerarchie, è stato anche un irresistibile tombeur de femmes, in gara con D&#8217;Annunzio in quanto a conquiste altolocate, avventure estemporanee, amori impossibili. Per la prima volta, la vita di Caprilli viene raccontata attraverso una precisa ricostruzione storica e testimonianze fotografiche inedite. Il ritratto di un uomo fuori dal comune che è stato il simbolo di un&#8217;epoca magica, rivoluzionaria e reazionaria, affascinante e foriera di drammi, scintillante come un ballo a corte e inconsapevole della sua decadenza. Pagine 288 Euro 24,00 Codice 14114T</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Don Giorgio de Capitani, sinistra evangelica dalla Brianza]]></title>
<link>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/08/17/don-giorgio-de-capitani-sinistra-evangelica-dalla-brianza/</link>
<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 14:56:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>legvaldicornia</dc:creator>
<guid>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/08/17/don-giorgio-de-capitani-sinistra-evangelica-dalla-brianza/</guid>
<description><![CDATA[Intervista di Mauro Mauri ad un &#8221; prete scomodo&#8221; Art.21, 17/08/09 A leggere cosa scrive ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Intervista di Mauro Mauri ad un &#8221; prete scomodo&#8221; Art.21, 17/08/09 A leggere cosa scrive ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[QUANDO IL SILENZIO DIVENTA COMPLICITA']]></title>
<link>http://speradisole.wordpress.com/2009/08/17/quando-il-silenzio-diventa-complicita/</link>
<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 10:04:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>speradisole</dc:creator>
<guid>http://speradisole.wordpress.com/2009/08/17/quando-il-silenzio-diventa-complicita/</guid>
<description><![CDATA[La stampa, quella poca ancora non servile, quasi quotidianamente riprende un argomento che di per sè]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La stampa, quella poca ancora non servile, quasi quotidianamente riprende un argomento che di per sè è abbastanza inquietante, per un cattolico credente, o cattolico adulto: si tratta del silenzio totale del Vaticano di fronte ai comportamenti immorali del premier Berlusconi ed anche di fronte alle sue pacchiane bugie, personaggio mentitore per eccellenza.</p>
<p>Eppure i comandamenti parlano chiaro, non consentono a chichessia di sgarrare di fronte a Dio. Giovanni Battista e Cristo certamente non si sono astenuti dal condannare  personaggi potenti, quando agivano contro la morale della legge ebraica. Giovanni Battista c&#8217;ha rimesso la testa e Cristo è stato messo in croce.</p>
<p>E&#8217; ovvio che non si vuole giungere a tanto, il Papa oggi mai sarebbe &#8220;crocefisso&#8221; e men che meno decapitato, ma dall&#8217;alto del suo magistero una parola che una parola non viene detta. E dire che se fosse pronunciata da tanta autorevole persona, avrebbe un significato eccezionale, rispetto alle voci &#8220;deboli&#8221; dell&#8217;Avvenire o di qualche vescovo.<br />
I preti? sì qualcuno parla, anche su questi blog, ma restano voci inascoltate ed ovviamente oscurate dalle dichiarazioni di Berlusconi, quando afferma, appunto, che &#8220;i parroci&#8221; sono stati ingannati dalle bugie raccontate dai giornali di sinistra.</p>
<p>Anais Ginori, inviato di Repubblica, riporta le parole di Iean-Marie Colombani, assolutamente condivisibili: &#8220;Per me, la vera sorpresa in questa vicenda è il muto sostegno che Berlusconi continua ad ottenere dal Vaticano. Con lui, quello che la Chiesa predica ogni giorno è stato contraddetto in maniera chiara e lampante. Si parla proprio di quello che la Chiesa ha più a cuore. La morale, pubblica e privata. Incomprensibile, davvero&#8221;. </p>
<p>Molti sostengono che l&#8217;atteggiamento del Vaticano sia dettato dall&#8217;interesse. Se ufficialmente il premier venisse contraddetto, sbugiardato o comunque ripreso, la Chiesa potrebbe rimetterci parecchio in termini di denaro. Potrebbe essere rivisto al ribasso, l&#8217;8 per mille, potrebbero chiudersi le fontane di soldi per opere eccelsiastiche o scuole cattoliche. E così via.</p>
<p>Ma è solo quello? Se così fosse il silenzio è sì offensivo per taluni credenti, ma potrebbe trovare persino una giustificazione. Che ci vuoi fare! bisogna pur campare a questo mondo e anche la Chiesa ha bisogno di sostentamenti.</p>
<p>Mi sembra invece di scorgere qualcosa di più, che va al di là dell&#8217;interesse economico, quasi come una complicità, nel voler cambiare questo mondo che ha subìto, volente o nolente, scosse profonde di rinnovamento sociale. Ha riscattato categorie di schiavi, di servi della gleba, ha riscattato la classe operaria, tanto che non esiste più come tale, ha riscattato persino la povertà in termini di miseria assoluta. Ha liberato, almeno un po&#8217;, la donna, ha introdotto la solidarietà. Una rivoluzione di pensiero sociale è avvenuta. C&#8217;è stato un illuminismo!</p>
<p>Mi sembra che il silenzio complice del Vaticano voglia proprio significare un ritorno al pensiero &#8220;medioevale&#8221; della società. La donna presso il focolare, la famiglia, la proprietà privata, tutti beni che la buona borghesia aveva e che vorrebbe riprendere.</p>
<p>Per me quindi esiste una forma di complicità, colpevole, di voler ritornare ai &#8221;buoni e sani principi di una volta&#8221; quando era facile comandare, soggiogare la gente, con la paura dell&#8217;inferno e con l&#8217;ignoranza.</p>
<p>Queste sensazioni di restaurazione le trovo anche nel discorso  che  Berlusconi ha fatto, nella conferenza stampa di ferragosto: &#8220;il governo, che ha la fortuna di essere sostenuto da una vasta e solida maggioranza, perciò resterà in carica altri 4 anni, metterà in atto un piano a lungo termine contro le forze del male&#8230;&#8221;</p>
<p>Queto modo di esprimersi ha un che di papale. Cosa sono le forze del male? Detta così sembra un&#8217;omelia.</p>
<p>Ed ancora dice sempre Berlusconi: &#8220;Uno Stato ha il compito di difendersi anche dagli attacchi interni mettendo in campo l&#8217;esercito del bene&#8221;. Che cos&#8217;è l&#8217;esercito del bene? Il suo governo? Lui stesso?</p>
<p>Anche queste parole sono parole di un capo religioso, non politico, e quindi un&#8217;omelia. E&#8217; una specie di autolegittimazione per porsi sempre dalla parte del bene, contro le forze del male. Un ragionare talebano.</p>
<p>Ma i cattivi chi sono? detto in senso generico ed in forma di omelia come è stato detto dal premier, i cattivi sarebbero tutti quelli che non la pensano come lui e non riconoscono nelle sue parole &#8220;un vangelo&#8221;.</p>
<p>E&#8217; così che, secondo me, Vaticano e Berlusconi vanno a braccetto. Parlano per omelie tutti e due, fanno annunciazioni generiche che nessuno dei due può contraddire, sono le prediche ed i discorsi dei tempi medioevali sia della Chiesa che della società civile.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E' BRAVO, SA FARE BENE IL SUO LAVORO: PROMOVIAMOLO (il rischio di incorrere nel "Principio di Peter"). ]]></title>
<link>http://speradisole.wordpress.com/2009/08/12/e-bravo-sa-fare-bene-il-suo-lavoro-promoviamolo-il-rischio-di-incorrere-nel-principio-di-peter/</link>
<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 09:21:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>speradisole</dc:creator>
<guid>http://speradisole.wordpress.com/2009/08/12/e-bravo-sa-fare-bene-il-suo-lavoro-promoviamolo-il-rischio-di-incorrere-nel-principio-di-peter/</guid>
<description><![CDATA[Alcuni anni fa, mi fu regalato un libro &#8220;IL PRINCIPIO DI PETER&#8220;, libro che mi piacque mo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Alcuni anni fa, mi fu regalato un libro <strong>&#8220;IL PRINCIPIO DI PETER</strong>&#8220;, libro che mi piacque moltissimo, poi, come succede a volte, lo prestai e quel libro non è più &#8220;tornato a casa&#8221;. </p>
<p>Non ho avuto il coraggio di chiederne la restituzione, non  ricordavo neppure bene a chi l&#8217;avevo prestato e quindi non avevo idea a chi chiedere ed ho lasciato perdere. In ogni modo pazienza, lo troverò, mi dicevo. L&#8217;ho cercato per molto tempo, in diverse librerie e mostre del libro della mia  città, inutilmente, era fuori catalogo, irreperibile, dovevo mettermi il cuore in pace.</p>
<p>Di recente ho avuto modo di scoprire, con mia grande gioia, che finalmente era uscita la ristampa. Dalla prima uscita, anno 1969, la ristampa al 2008 (almeno per quanto io sappia). Quasi 40 anni dopo, finalmente la ristampa.</p>
<p>Il libro, si legge nella controcopertina, spiega in modo chiaro e divertentissimo perchè chi comanda &#8211; dal nostro superiore diretto a un primo ministro &#8211; sia spesso un incompetente. Spiega perchè sul lavoro e nella società di solito le cose vadano malissimo nonostante i migliori presupposti. Come dice l&#8217;autore, nella sua introduzione, una volta che si sia conosciuto il Principio di Peter, non si può tornare in una condizione di beata ignoranza: &#8220;Non sarete più in grado di venerare i vostri superiori e opprimere i vostri sottoposti. Mai più&#8221;.</p>
<p>Per stuzzicare un po&#8217; la curiosità di coloro che hanno la bontà di leggere questo blog e che non conoscono già il libro e, sinceramente, <strong>anche per mio diletto personale, </strong>riporto la prima parte del libro, quella che spiega il principio di Peter.  Vi accorgerete di quanto sia attuale e di quante volte, noi stessi, ci siamo imbattuti nelle situazioni, riportate dall&#8217;autore. Anche la meritocrazia, se legata alla gerarcologia e non accompagnata da criteri di valutazione diversi, puo&#8217; diventare un rischio.  Buona lettura!</p>
<p>&#8220;<em>Comincio a sentir puzza di ratto</em>&#8220;  M.de Cervantes</p>
<p>&#8220;&#8221;"Quando ero ragazzo mi fu  insegnato che gli uomini ai vertici sanno quello che fanno. Mi dicevano: &#8220;Peter, più sai più vai lontano&#8221;. Così sono rimasto a scuola fino alla laurea e poi ho affrontato il mondo tenendo saldamente in pugno quelle idee e il mio titolo di professore. Nel corso del mio primo anno di insegnamento rimasi sconcertato nello scoprire che parecchi insegnanti, presidi, ispettori e provveditori sembravano essere inconsapevoli delle loro responsabilità professionali e incompetenti nell&#8217;eseguire i loro compiti. Per esempio, le principali preoccupazioni del mio preside erano che tutte le tende parasole fossero alla stessa altezza, che nelle aule regnasse la quiete e che nessuno calpestasse le aiuole.  Le principali preoccupazioni del provveditore erano che nessuna minoranza, non importa quanto fanatica, avesse motivo di ritenersi offesa e che tutti i moduli ufficiali fossero presentati entro le date indicate. L&#8217;istruzione dei ragazzi sembrava essere la cosa più lontana dalle menti degli amministratori scolastici.</p>
<p>Sulle prime pensai che potesse trattarsi di una debolezza peculiare del sistema scolastico in cui ero capitato a insegnare, così feci domanda di trasferimento in un&#8217;altra provincia. Compilai gli appositi moduli, allegai la documentazione richiesta assoggettandomi di buon grado a tutte le esigenze della burocrazia. Alcune settimane più tardi, la mia domanda e tutti i documenti mi tornarono indietro!</p>
<p>Non che ci fosse qualcosa da dire sulle mie credenziali; i moduli erano stati compilati correttamente, e un timbro ufficiale certificava che erano stati ricevuti nei tempi prescritti e in perfette condizioni. Ma una lettera di accompagnamento diceva: &#8220;I nuovi regolamenti prescrivono che questi moduli non possano essere accettati dal dipartimento per l&#8217;istruzione a meno che non siano inviati per posta raccomandata. Voglia per favore rinviarceli con tale modalità&#8221;.</p>
<p>Cominciai a sospettare che il locale sistema scolastico non detenesse il monopolio dell&#8217;incompetenza. Col passare degli anni mi accorsi che in ogni organizzazione esiste un certo numero di persone non in grado di compiere il proprio lavoro.</p>
<p><em>Un fenomeno universale</em></p>
<p>L&#8217;incompetenza sul lavoro è onnipresente. Lo avete notato? Probabilmente lo abbiamo notato tutti.</p>
<p>Vediamo i politici pieni di indecisioni far posa di essere volitivi uomini di Stato e &#8220;fonti autorevoli&#8221; incolpare della propria inaffidabilità &#8220;situazioni impreviste&#8221;. Infiniti sono i dipendenti pubblici indolenti e insolenti, i capi militari la cui pavidità è occultata da retorica sul coraggio e gli uomini di governo il cui innato servilismo impedisce loro di guidare il paese.</p>
<p>Ormai smaliziati non facciamo più caso a un prete dai comportamenti immondi, a un giudice corrotto, a un avvocato privo di scrupoli, a uno scrittore che non sa scrivere e a un insegnante di inglese che non conosce la grammatica.  Nelle università assistiamo a lezioni inascoltabili biascicate da professori incomprensibili.</p>
<p>Vedendo l&#8217;incompetenza ad ogni livello gerarchico &#8211; politico, legale, scolastico e del mondo produttivo -, ho ipotizzato che la sua causa sia intrinseca a qualcuna delle regole che governano l&#8217;assegnazione dei posti ai lavoratori.  Ho così iniziato a studiare i modi in cui i dipendenti salgono la scala gerarchica, e che cosa accada loro dopo ogni promozione.</p>
<p>Per mettere assieme una quantità significativa di dati scientifici ho raccolto centinaia di casi reali. Eccone tre.</p>
<p><strong>Archivio amministrazione comunale &#8211; caso n.17</strong></p>
<p>J.S.Minion era capo della squadra manutenzione al dipartimento lavori pubblici di Excelior City. Tutti lodavano la sua inesauribile affabilità. &#8220;Mi piace Minion &#8211; diceva il sovrintendente ai lavori pubblici &#8211; ha buona capacità di giudizio ed è sempre gentile ed accomodante&#8221;. Era un comportamento adatto alla posizione di Minion, il quale, non avendo rapporti con la politica, non si trovava mai a dover entrare in conflitto con i suoi superiori.  Il sovrintendente andò in pensione e Minion prese il suo posto. Continuò a non entrare  mai in conflitto con nessuno. Passava al suo caposquadra qualsiasi indicazione gli provenisse dall&#8217;alto senza mai valutarla criticamente. Ciò che ne conseguì furono istruzioni spesso in contrasto una con l&#8217;altra, e i continui cambiamenti di rotta demoralizzarono l&#8217;intero dipartimento. Cominciarono ad arrivare valanghe di proteste dal sindaco e dagli assessori, dai contribuenti e dai sindacati. Minion continua ancora adesso a dire di &#8220;sì&#8221; a chiunque e si limita a fare da solerte messaggero tra i suoi superiori e i suoi subordinati. Sovrintendente di nomina, fa in pratica il fattorino. Il settore manutenzione supera regolarmente il budget previsto pur non riuscendo a fare i lavori che gli spettano. Minion, un caposquadra competente, è diventato un sovrintendente incompetente.</p>
<p><strong>Archivio settore servizi  &#8211; caso n. 3</strong></p>
<p>E.Tinker era un apprendista particolarmente zelante e intelligente all&#8217;autofficina G.Reece Auto Repair, Inc. e presto fu promosso operaio specializzato. Avendo dimostrato una eccezionale abilità nel diagnosticare guasti oscuri e una pazienza infinita nel ripararli, qualche mese fa è stato promosso capo officina.  Ma a quel punto il suo amore per la meccanica e il suo perfezionismo si sono trasformati in debolezze.  Si accolla qualsiasi lavoro che ritiene interessante, non importa quanto sia affollata l&#8217;officina. &#8220;In un qualche modo ce la faremo&#8221; dice.  Non molla una riparazione finchè non è pienamente soddisfatto. Si intromette continuamente nel lavoro degli altri. E&#8217; raro riuscire a trovarlo alla sua scrivania. Di solito è affondato fino ai gomiti in un motore mentre un meccanico che dovrebbe fare quel lavoro resta a guardare e gli operai siedono tutt&#8217;attorno in attesa che siano loro assegnati nuovi incarichi. Così, l&#8217;officina è sempre nel caos e sovraccarica di lavoro, e spesso i tempi di consegna non sono rispettati. Tinker non capisce che il cliente medio vuole solo che la sua auto gli sia restituita il più in fretta possibile e che gli importa poco della perfezione! Non capisce che alla maggior parte dei suoi meccanici importa più della paga che dei motori. Così Tinker non va d&#8217;accordo nè con i clienti nè con i suoi sottoposti. Era un meccanico competente, ora è un capo officina incompetente.</p>
<p><strong>Archivio militare &#8211; caso n. 8</strong></p>
<p>Consideriamo ora il caso del generale A.Goodwin, scomparso di recente. Le sue maniere cordiali e informali, la sua conversazione schietta, la sua indifferenza per il <em>bon ton</em> e il suo indubbio coraggio lo avevano reso l&#8217;idolo dei suoi uomini, che aveva guidato verso molte meritate vittorie. Quando Goodwin fu promosso feldmaresciallo si ritrovò ad avere a che fare non più con i soldati, ma con uomini politici e generali degli eserciti alleati. Non riuscì ad adeguarsi al protocollo.  Non riuscì a costringere i propri  discorsi negli ambienti della formalità e dell&#8217;adulazione. Si trovò a bisticciare con tutti i dignitari e arrivò al punto di starsene sdraiato per giorni ubriaco e imbronciato nel suo alloggio mobile.  Le decisioni militari passarono dalle sua mani a quelle dei suoi subordinati. Aveva raggiunto una posizione che era incompetente a ricoprire.</p>
<p><em>Un importante indizio!</em></p>
<p>A un certo punto mi accorsi che casi del genere avevano una caratteristica in comune. Le persone erano state promosse  da una posizione di competenza a una posizione di incompetenza. Mi resi conto che prima o poi questo può accadere a un qualunque lavoratore in qualsiasi gerarchia.</p>
<p>(Tralascio alcuni esempi ed alcune ipotesi, per trascivere:)</p>
<p>La mia analisi di centinania di casi di incompetenza sul lavoro mi ha portato a formulare il Principio di Peter:</p>
<p style="text-align:center;">IN UNA GERARCHIA OGNI LAVORATORE TENDE A SALIRE SINO AL PROPRIO LIVELLO DI INCOMPETENZA</p>
<p><em>Una nuova scienza!</em></p>
<p>Dopo aver formulato il Principio mi sono reso conto di aver inavvertitamente fondato una nuova scienza, la gerarcologia &#8211; lo studio delle gerarchie. Il termine gerarchia si riferiva in origine all&#8217;ordinamento eccelsiastico basato su vari livelli di potere. Il significato attuale comprende qualsiasi organizzazione i cui membri o lavoratori siano collocati a vari livelli, gradi o classi. Benchè sia una disciplina recente, la gerarcologia sembra già essere ampiamente applicabile ai campi dell&#8217;amministrazione pubblica e privata.</p>
<p><em>Ciò riguarda anche voi!</em></p>
<p>Il mio Principio è la chiave per capire tutti i sistemi gerarcologici, e quindi capire l&#8217;intera struttura della civiltà. Alcuni pochi eccentrici cercano di evitare di essere coinvolti nelle gerarchie, ma di fatto chiunque operi nel commercio, nell&#8217;industria, nei sindacati, nelle forze armate, nella religione, e nell&#8217;istruzione ne è implicato.  Tutti sono sottoposti al Principio di Peter.  Naturalmente, molte persone possono avere partita vinta per una promozione o due, passando da un livello di competenza a un più alto livello di competenza. Ma la competenza in una nuova posizione le qualifica per una ulteriore promozione. Per ciascun individuo &#8211; per <em>voi,</em> per <em>me</em> &#8211; la promozione finale è il passaggio da un livello di competenza a uno di incompetenza. (Nota: I fenomeni della <em>canonizzazione a spinta</em>  (l&#8217;essere spinti su a calci) e dello <em>svolazzo laterale</em> non sono, come potrebbe pensare  un osservatore casuale, eccezioni al Principio. Sono solo pseudopromozioni e saranno esaminate nel capitolo 3) .</p>
<p>Così, dato un tempo sufficiente &#8211; e dando per scontata l&#8217;esistenza di un numero sufficiente di gradi sulla scala gerarchica &#8211; ogni lavoratore tende a salire e a fermarsi al suo livello di incompetenza.</p>
<p>Il corollario di Peter afferma:</p>
<p style="text-align:center;">COL TEMPO, OGNI POSTO TENDE A ESSERE OCCUPATO DA UN LAVORATORE INCOMPETENTE A SVOLGERE LE PROPRIE FUNZIONI.</p>
<p><em>Chi manda avanti la baracca?</em></p>
<p>Ovviamente è raro trovare un sistema in cui ogni lavoratore abbia raggiunto il proprio livello di incompetenza.  <em> Il lavoro è svolto da quegli impiegati che non hanno ancora raggiunto il loro livello di incompetenza&#8221;"&#8221;</em>.</p>
<p>Per saperne di più e leggere un libro divertente:<strong> IL PRINCIPIO DI PETER</strong>  -<strong> Perchè il vostro superiore è un incompetente? Questo libro vi dà la risposta</strong></p>
<p>Autori: Laurence J. Peter &#8211; Raymond Hull       Ediz. Calypso</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[12 insegnamenti di Gesù che potrebbero cambiare il mondo - se solo i cristiani li mettessero in pratica]]></title>
<link>http://quacos.com/2009/03/21/12-insegnamenti-di-gesu-che-potrebbero-cambiare-il-mondo-se-solo-i-cristiani-li-mettessero-in-pratica/</link>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 10:51:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
<guid>http://quacos.com/2009/03/21/12-insegnamenti-di-gesu-che-potrebbero-cambiare-il-mondo-se-solo-i-cristiani-li-mettessero-in-pratica/</guid>
<description><![CDATA[[quella che segue è la traduzione di un articolo originariamente pubblicato in inglese sul blog Ceru]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>[quella che segue è la traduzione di un articolo originariamente pubblicato in inglese sul blog <a href="http://ceruleansanctum.com/2009/03/a-dozen-sayings-of-jesus-that-will-change-the-world—if-christians-ever-believe-them.html" target="_blank">Cerulean Sanctum</a>, da me tradotto con permesso dell'autore]</em></p>
<p>Quando ho iniziato a scrivere questo articolo, ero intenzionato a cercare dodici versetti della Bibbia che i cristiani dell&#8217;Occidente in pratica ignorano, seppur concordando con essi mentalmente. Ma sono rimasto impressionato perché ne ho trovati molti di più semplicemente ignorati.</p>
<p>Così ho ristretto il campo. In seguito, ho individuato 12 insegnamenti di Gesù dal solo Vangelo di Matteo. E&#8217; triste che in un solo libro della Bibbia io abbia trovato così tanti versetti più o meno ignorati dagli evangelici, ma eccoli qua. Forse se ci dedicassimo più seriamente alle Scritture passeremmo più tempo a metterli in pratica piuttosto che a coltivare il nostro orticello.</p>
<p><!--more--></p>
<p>1. <em>Voi avete udito che fu detto: &#8220;Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico&#8221;. Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano</em><br />
— Matteo 5:43-44</p>
<p>Noi amiamo odiare i nostri nemici, non è così? Allo stesso modo, non sembriamo credere molto nella potenza della preghiera che possa cambiare i nostri nemici o i nostri sentimenti verso di loro. E&#8217; una spada a doppio taglio che lacera la chiesa occidentale. Amiamo i terroristi? Preghiamo per loro?</p>
<p>Non credo.</p>
<p>2. <em>Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l&#8217;uno e amerà l&#8217;altro; oppure sarà fedele all&#8217;uno e disprezzerà l&#8217;altro; voi non potete servire a Dio e a mammona. Perciò io vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di che vi vestirete. La vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Osservate gli uccelli del cielo: essi non seminano non mietono e non raccolgono in granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi, con la sua sollecitudine, può aggiungere alla sua statura un solo cubito? Perché siete in ansietà intorno al vestire? Considerate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico, che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro. Ora se Dio riveste in questa maniera l&#8217;erba dei campi, che oggi è e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi o uomini di poca fede? Non siate dunque in ansietà, dicendo: &#8220;Che mangeremo, o che berremo, o di che ci vestiremo?&#8221;. Poiché sono i gentili quelli che cercano tutte queste cose, il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose. Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Non siate dunque in ansietà del domani, perché il domani si prenderà cura per conto suo. Basta a ciascun giorno il suo affanno».</em><br />
—Matthew 6:24-34</p>
<p>Sarebbe interessante vedere un profeta all&#8217;interno della Chiesa capace di rimproverare coloro che amano i soldi più di Dio. Ma forse non c&#8217;è bisogno di un simile profeta; sospetto che molti di noi occidentali non supereremmo il test, senza alcun bisogno di una rivelazione soprannaturale.</p>
<p>Se esaminiamo il modo in cui trascorriamo il tempo, molti di noi si impegnano non a fare l&#8217;opera del Signore ma ad accumulare le risorse di una societàu ricca che ha dimenticato Dio e crede troppo nelle sue proprie capacità. Dedichiamo molto tempo a fare soldi e poco per il regno eterno di Dio. Esaminando le nostre vite, vediamo che si tratta di una divisione del cuore, perché noi dividiamo il tempo in base a ciò che amiamo. E molti di noi sono devoti a ciò che sarà arso e non al Signore che ci ha fatti e che ci chiama ad essere un popolo santo separato per lui.</p>
<p>3. <em>«Non giudicate, affinché non siate giudicati. Perché sarete giudicati secondo il giudizio col quale giudicate, e con la misura con cui misurate, sarà pure misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell&#8217;occhio di tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Ovvero, come puoi dire a tuo fratello: &#8220;Lascia che ti tolga dall&#8217;occhio la pagliuzza&#8221;, mentre c&#8217;è una trave nel tuo occhio? Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall&#8217;occhio di tuo fratello.</em><br />
— Matteo 7:1-5</p>
<p>Ama, prima di tutto. Prima di tutto, ama. E&#8217; buffo vedere come l&#8217;amore può temperare ogni giudizio.</p>
<p>Trovo difficile criticare qualcuno. I miei errori sono davanti ai miei occhi. Se alla fine della giornata non fossi stanco, preferirei pulire la mia casa piuttosto che suggerire al mio vicino come pulire la sua.</p>
<p>Il mondo non ascolta più il messaggio del Vangelo perché i cristiani non sembrano riuscire a mettere in ordine la sua casa prima di dire agli altri come mettere a posto la loro. Questo è orgoglio, e Dio odia l&#8217;orgoglio più di qualsiasi altro peccato.</p>
<p>4. <em> Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la ritroverà.<br />
— </em>Matteo 16: 24-25</p>
<p>Se un seme non viene interrato e non muore, non può portare frutto. C&#8217;è troppa gente in chiesa che non è morta a sè stessa, rinunciando al proprio ego. Chi non ha nulla da perdere in battaglia non ha paura di niente, e nella lotta contro il male serve della gente che ha rinunciato alla propria vita, gente che ha rinunciato alle proprie armi e che quindi viene equipaggiata da Dio con le sue armi e i suoi doni. Questa gente morta può cambiare il mondo.</p>
<p>La croce rappresenta la morte dell&#8217;egoismo, e senza la croce siamo inutili per il regno di Dio.</p>
<p>5. <em>Quando giunsero a Capernaum, gli esattori di didramme si accostarono a Pietro e dissero: «Il vostro maestro, non paga le didramme?». Egli disse: «Sì». Quando fu entrato in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che ti pare Simone? Da chi prendono i re della terra i tributi, o le tasse? Dai propri figli o dagli estranei?». Pietro gli disse: «Dagli estranei». Gesù disse: «I figli dunque sono esenti.<br />
—Matthew 17:24-26</em></p>
<p>Non ho mai sentito un sermone su questo passo. Questo per me è un crimine.</p>
<p>Cristiani, lo capite questo passo? Il mondo non vi possiede, e voi non possedete il mondo. Voi siete liberi.</p>
<p>Eppure quanti cristiani ancora sono legati al mondo? Molti sono appesantiti dai penseri dell&#8217;accumulare e del salvare le apparenze. Altri non riescono a tagliare con il passato. Alcuni sono oppressi dal futuro. Diversi sono intrappolati nell&#8217;inferno del legalismo e delle prestazioni.</p>
<p>Queste sono persone da compatire.</p>
<p>Cristiani, siete liberi! Non importa cosa la gente pensa di voi o cosa pretenda da voi. Siete un figlio o un figlia che deve solo rendere conto al Padre.</p>
<p>Ora iniziate a comportarvi come persone libere.</p>
<p>6. <em>E Gesù, chiamato a sé un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertite e non diventate come piccoli fanciulli, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli. Chi dunque si umilierà come questo piccolo fanciullo, sarà il più grande nel regno dei cieli.<br />
—</em>Matteo 18:2-4</p>
<p>Nessun adulto è ammesso al regno dei cieli, solo bambini. Solo i bambini hanno la fede necessaria per credere che esiste un modo più grande di quello che vedono con i loro occhi. Così è il paradiso, il luogo dove dimora Dio, e solo i bambini possono vederlo.</p>
<p>Poniamo troppa enfasi sulla maturità della fede, ma vedo che spesso le persone che si definiscono mature sono spesso quelle che hanno meno fede. Affermano di conoscere Dio, ma poi lo sminuiscono quando serve un miracolo. La loro parola preferita è <strong><em>ma&#8230;</em></strong></p>
<p>Questo tipo di fede non è fede per niente.</p>
<p>7. <em>E Gesù, rispondendo, disse loro: «In verità vi dico che se avete fede e non dubitate, non solo farete ciò che io ho fatto al fico, ma se anche diceste a questo monte: &#8220;Levati <em>di lì</em> e gettati nel mare&#8221;, ciò avverrà. E tutto ciò che chiederete in preghiera, avendo fede, lo otterrete».<br />
— </em>Matthew 21:21-22</p>
<p>I cristiani dell&#8217;occidente credono a ciò che i loro occhi vedono. Credono nella scienza. Credono nel razionale. Ma non credono che le montagne possano essere gettate nel mare per fede. Ecco perché molte persone se ne vanno dalle chiese. Se anche i credenti non credono più&#8230;</p>
<p>8. <em>Allora i farisei, avendo udito che egli aveva messo a tacere i sadducei, si radunarono insieme. E uno di loro, dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova, dicendo: «Maestro, qual è il grande comandamento della legge?». E Gesù gli disse: «&#8221;Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l&#8217;anima tua e con tutta la tua mente&#8221;. Questo è il primo e il gran comandamento. E il secondo, simile a questo, <em>è</em>: &#8220;Ama il tuo prossimo come te stesso&#8221;. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti».<br />
—</em>Matteo 22:34-40</p>
<p>Si sente spesso parlare del bisogno di memorizzare i versetti della Bibbia. Per memorizzarli, basterebbe amare le parole della Bibbia.</p>
<p>Credo fermamente che se tutti i cristiani memorizzassero questo versetto e vivessere in base ad esso, il mondo sarebbe trasformato nel giro di una generazione.</p>
<p>Invece, noi amiamo noi stessi, amiamo le cose che accumuliamo, ogni tanto citiamo Dio e pensiamo al nostro prossimo solo quando interferisce con noi o con le nostre cose.</p>
<p>Poi ci domandiamo come mai nessuno nell&#8217;occidente si preoccupa di sentire cosa hanno da dire i cristiani. Ma nel momento che un ateo legge questo passo e scopre che non tutti i cristiani lo mettono in pratica, perché dovrebbe perdere tempo di ascoltare qualcos&#8217;altro riguardo il Signore che noi pretendiamo di servire?</p>
<p>9. <em>Ma voi non fatevi chiamare maestro, perché uno solo è il vostro maestro: Il Cristo, e voi siete tutti fratelli. E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è vostro Padre, colui che è nei cieli. Né fatevi chiamare guida, perché uno solo è la vostra guida: Il Cristo. E il maggiore di voi sia vostro servo. Or chiunque si innalzerà sarà abbassato; e chiunque si abbasserà sarà innalzato.<br />
—</em>Matteo 23:8-12</p>
<p>Noi amiamo le nostre gerarchie, non è così? Tutti vogliamo essere importanti. Amiamo i titoli, i diplomi, le certificazioni e qualsiasi cosa che ci privilegi &#8211; ma Gesù ha detto che è tutta carta straccia. Le vere persone importanti sono coloro che non prendiamo in considerazione, quelli che servono.</p>
<p>Cosa accadrebbe in una chiesa tipo se le persone ottenessero prestigio in base alla loro umiltà? Ironicamente i servi genuini continuerebbero a essere servi a dispetto dello status ottenuto, e se anche venissero puniti continuerebbero a essere servi. Essi sanno che il Signore da loro servito con tutto il cuore è Egli stesso un servo gentile ed umile, uno che assegna i propri riconoscimenti con un sistema totalmente diverso da quello della chiesa occidentale o del mondo.</p>
<p>Crediamo che siamo tutti uguali di fronte al Signore? Oppure siamo più simili alla filosofia della &#8220;Fattoria degli animali&#8221; di Orwell dove alcuni sono più uguali degli altri?</p>
<p>10. <em>Vegliate dunque, perché non sapete a che ora il vostro Signore verrà. Ma sappiate questo che, se il padrone di casa sapesse a che ora <em>della notte</em> viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe forzare la casa. Perciò anche voi siate pronti, perché nell&#8217;ora che non pensate, il Figlio dell&#8217;uomo verrà».<br />
— </em>Matteo 24:42-44</p>
<p>La gente viene riconosciuta in base a quello che fa, al servizio che presta o alla preparazione che hanno. Un pompiere si addestra per il fuoco. Un pilota di aerei conosce tutti i segreti del volo.</p>
<p>Qual&#8217;è il nostro ruolo e come ci prepariamo per esso?</p>
<p>E&#8217; molto semplice: noi non viviamo come se il Signore dovesse tornare domani. Non lo facciamo, e non ci sono scuse. Il Signore tende la sua mano chiedendo alla Chiesa di essere Chiesa, ma invece vogliamo essere mondo. Quel poco che facciamo per il regno di Dio va perduto perché ci sediamo davanti alla nostra forma preferita di intrattenimento, compriamo altre cose che saranno bruciate nel giorno del giudizio o ci lamentiamo di quanto siamo annoiati.</p>
<p>Nel frattempo, il ladro ci ha svaligiato la caso senza lasciarci nulla che possa resistere al fuoco di Dio nell&#8217;ultimo giorno.</p>
<p>11. <em>«Ora, quando il Figlio dell&#8217;uomo verrà nella sua gloria con tutti i santi angeli, allora si siederà sul trono della sua gloria. E tutte le genti saranno radunate davanti a lui; ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri. E metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il Re dirà a coloro che <em>saranno</em> alla sua destra: &#8220;Venite, benedetti del Padre mio; ricevete in eredità il regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo. Poiché ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere; fui forestiero e mi accoglieste, <em>fui</em> ignudo e mi rivestiste, fui infermo e mi visitaste, fui in prigione e veniste a <em>trovarmi</em>&#8220;. Allora i giusti gli risponderanno, dicendo: &#8220;Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e <em>ti</em> abbiamo dato da bere? E quando ti abbiamo visto forestiero e <em>ti</em> abbiamo ospitato? O ignudo e ti abbiamo rivestito? E quando ti abbiamo visto infermo, o in prigione e siamo venuti a <em>visitarti</em>?&#8221;. E il Re, rispondendo, dirà loro: &#8220;In verità vi dico: tutte le volte che <em>l</em>&#8216;avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli, l&#8217;avete fatto a me&#8221;. Allora egli dirà ancora a coloro che <em>saranno</em> a sinistra: &#8220;Andate via da me maledetti, nel fuoco eterno che è <em>stato</em> preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Poiché ebbi fame e non mi deste da mangiare, ebbi sete e non mi deste da bere, fui forestiero e non mi accoglieste, ignudo e non mi rivestiste, infermo e in prigione e non mi visitaste&#8221;. Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: &#8220;Signore, quando ti abbiamo visto affamato, o assetato, o forestiero, o ignudo, o infermo, o in prigione e non ti abbiamo soccorso?&#8221;. Allora egli risponderà loro dicendo: &#8220;In verità vi dico: tutte le volte che non l&#8217;avete fatto a uno di questi minimi, non l&#8217;avete fatto neppure a me&#8221;. E questi andranno nelle pene eterne e i giusti nella vita eterna».<br />
—</em>Matteo 25:31-46</p>
<p>Sia le pecore che i capri chiamavano Gesù &#8220;Signore&#8221;. Ma la differenza fra loro, in base a ciò che Gesù dice qui, consiste in ciò che essi facevano o no.</p>
<p>Dio aiuta i capri. Troppi di essi siedono in chiesa. Peggio ancora, troppi di essi guidano le nostre chiese.</p>
<p>Se mettessimo in pratica questo passo, gli orfanotrofi sarebbero vuoti.</p>
<p>12. <em>Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell&#8217;età <em>presente</em>. Amen».<br />
— </em>Matteo 28:18-20</p>
<p>Sono decenni che non mi capita che uno sconosciuto cerchi di parlarmi del Vangelo faccia a faccia. Dato che ci sono milioni di evangelici negli Stati Uniti, la possibilità di non udire la predicazione del Vangelo faccia a faccia da uno sconosciuto dovrebbero essere prossime allo zero.</p>
<p>Il solo motivo per il quale la probabilità non è prossima allo zero (infatti è lontana dall&#8217;esserlo), è che nessuno è interessato al fare discepoli. La popolazione dei cristiani nati di nuovo è numericamente stabile o in declino negli Stati Uniti. La ragione è nella mancata presa in considerazione di questo passo del Vangelo di Matteo.</p>
<p>Qualcun altro farà il lavoro, pensiamo inconsciamente. Non è questo il motivo per il quale paghiamo i pastori?</p>
<p>Non importa se il dono è l&#8217;insegnamento, l&#8217;evangelismo o nessuno dei due. Ogni cristiano è chiamato a formare dei discepoli.</p>
<p>Ecco dodici insegnamenti di Gesù con la potenza adatta per cambiare il mondo. Ciò che non riusciamo a cambiare dipende solo dalla nostra incapacità di credere ciò che Gesù ha detto.</p>
<p>E se non crediamo a ciò che Gesù ha detto, come possiamo definirci suoi discepoli?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gerarchie amministrative]]></title>
<link>http://democraziamoderna.wordpress.com/2008/08/03/gerarchie-amministrative/</link>
<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 07:32:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tickle</dc:creator>
<guid>http://democraziamoderna.wordpress.com/2008/08/03/gerarchie-amministrative/</guid>
<description><![CDATA[Nell’organizzazione italiana, il potere esecutivo è affidato sostanzialmente al governo, nazionale o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nell’organizzazione italiana, il potere esecutivo è affidato sostanzialmente al governo, nazionale o]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SONO BASSA TUTTI MI INSULTANO COME DEVO FARE]]></title>
<link>http://cercasugoogle.wordpress.com/2008/06/18/sono-bassa-tutti-mi-insultano-come-devo-fare/</link>
<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 10:19:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>kekko</dc:creator>
<guid>http://cercasugoogle.wordpress.com/2008/06/18/sono-bassa-tutti-mi-insultano-come-devo-fare/</guid>
<description><![CDATA[Quello che devi fare, cara, è pensare bene a quello che dici. Sono ragionevolmente sicuro, infatti, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://img70.imageshack.us/img70/9251/cososq8.jpg"></p>
<p>Quello che devi fare, cara, è pensare bene a quello che dici. Sono ragionevolmente sicuro, infatti, che nessuno ti abbia mai <em>insultato</em>. A nessuno viene da insultare qualcun altro per la sua statura, fatta eccezione quando ti trovi un tizio alto due metri e trenta nella fila avanti a te al cinema: l’insulto nasce dall’odio, o dalla paura, e nessuno ha paura dei nani fatta eccezione per quello di Twin Peaks. Quello che intendi, probabilmente, è che tutti ti SFOTTONO. Ti guardano e ridono a crepapelle di te, si prendono gioco della tua statura, ti subissano di appellativi per niente simpatici. È diverso dall’insultare. Insultare è qualcosa che chiede fatica, capacità di mettere a fuoco, urgenza, scelte drastiche, prospettive di faide, possibilità di ritorsioni legali.  Sfottere richiede solo un po’ di <em>verve</em>. Venendo al punto, ci sono sostanzialmente due soluzioni al tuo problema. La prima soluzione è chirurgica, e ti rimando a quella miniera di informazioni che è <a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080208065827AAykiLF">yahoo answers</a>. La seconda soluzione, che di gran lunga preferisco, è filosofico/metodologica. Per prima cosa, a livello puramente intellettivo, “essere bassa” non significa un cazzo. Quello che intendi è che la tua statura è più ridotta rispetto a chi ti sta intorno? Allora sei <em>alta </em>un metro e quaranta. Non voglio convincerti ad adottare una denominazione politicamente corretta tipo diversamente alta, sia chiaro: sono cose che quasi tutti i puri aborriscono. Dal punto di vista sociale sei atta a fare qualsiasi lavoro ti venga in mente, eccezion fatte cose tipo “pilota d’aereo in forza alle Frecce Tricolori” (e se questo è ciò che desideri, quel che è basso è il tuo quoziente intellettivo, o il livello delle tue aspirazioni). Di seguito: sei donna, puoi fregarmi dieci centimetri solo coi tacchi. Di seguito: tutti quelli che ti sfottono in realtà ti si vorrebbero fare e non lo ammettono. Le ragazze di bassa statura se la tirano di meno, scopano meglio e in alcuni casi riescono a fare pompini senza nemmeno doversi inginocchiare, e questo è un ficcante argomento femminista. Che poi, insomma, tutto questo tirarsela a balestra delle ragazze alte non farà arrivare le loro teste di cazzo più in alto della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Atmosfera">troposfera</a>, nè farà loro ottenere più ingressi gratis in discoteche di ultratendenza tipo il Billionaire (per quello devi darla e/o avere altri accorgimenti che prescindono dalla statura). Per farla breve, il mondo è ai tuoi piedi (e i tuoi piedi sono alla stessa altezza dei piedi di tutti). Quindi BASTA frignare come se l’unica tua argomentazione per difenderti fosse che <em>nella botte piccola c’è il vino buono</em> e bla bla bla. Anche perché in linea di principio non è per forza vero, e in molti hanno imparato a risponderti che nel tappo non c’è niente.   </p>
<p>su <a href="http://brullonulla.splinder.com">brullonulla</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La scuola è un organo fascista]]></title>
<link>http://inquietologo.wordpress.com/2006/08/29/la-scuola-e-un-organo-fascista/</link>
<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 15:29:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>inquietologo</dc:creator>
<guid>http://inquietologo.wordpress.com/2006/08/29/la-scuola-e-un-organo-fascista/</guid>
<description><![CDATA[La cultura dovrebbe essere un piacere, prima che una necessità. Di conseguenza, la cultura inculcata]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">La cultura dovrebbe essere un piacere, prima che una necessità. Di conseguenza, la cultura inculcata con la coercizione non è cultura, è indottrinamento forzato e quindi controproducente.<br />
La scuola crea mostri, castra le menti, stupra le personalità, o almeno ci prova. La stessa espressione &#8220;scuola dell&#8217;obbligo&#8221; è qualcosa di spaventosamente fascista, secondo me.<br />
&#8220;Ma senza scuola dell&#8217;obbligo saremmo tutti degli ignoranti!!&#8221;, avranno da obiettare in moltissimi, secondo me invece, ignoranti lo siamo lo stesso, nonostante abbiamo passato tutti qualche anno, chi più chi meno, intrappolati in quei luoghi repressivi dove di sicuro non volevamo e non vorremmo stare; qui non si vuole fare del qualunquismo, ma solo constatare quanto la maggior parte di coloro che escono dalla scuola dell&#8217;obbligo siano degli ignoranti, ma non vittime di un&#8217;ignoranza sana e pura, per così dire, ma di un&#8217;altra ben più grave che è quella causata dalla cultura piccolo-borghese che all&#8217;interno degli edifici scolastici viene distribuita con generosità.<br />
Non a caso <b>Pier Paolo Pasolini </b>affermò durante un&#8217;intervista di amare maggiormente le persone che non avessero frequentato possibilmente nemmeno la quarta elementare, poichè <i>&#8220;la cultura piccolo borghese, almeno nella mia nazione(ma forse anche in Francia e in Spagna), è qualcosa che porta sempre a delle corruzioni, a delle impurezze. Mentre un analfabeta, uno che abbia fatto i primi anni delle elementari, ha sempre una certa grazia che poi va perduta attraverso la cultura. Poi si ritrova a un altissimo grado di cultura, ma la cultura media è sempre corruttrice.&#8221;</i> Il concetto è che un sapere menomato e filtrato da fattori quali il perbenismo, la disciplina e il bigottismo trasmesso ad una mente vergine può solo essere dannoso, abbiamo quindi un &#8216;ignoranza indotta, una predisposizione all&#8217;ignoranza e all&#8217;ottusità, alla non cultura, che è un po&#8217; ciò che distingue la massa dai pochi casi di cervelli raziocinanti della nostra era.<br />
Costringere qualcuno allo studio di una disciplina è un controsenso, egli infatti si vedrà prevaricato nella propria libertà e di certo non contribuirà al progresso conoscitivo in quel dato campo, nè trarrà un qualche beneficio a livello personale da quelle nozioni assorbite controvoglia.<br />
Fondamentalmente è questo quindi il grosso problema di ogni sistema scolastico, quello cioè di non favorire e stimolare l&#8217;innata predisposizione di un ragazzino in alcuni campi della conoscenza, pemettendogli di evitarne altri a lui invisi, ma di volerlo livellare alla media del sapere generale, statale, che è tutto fuorchè cultura, è puro nozionismo sterile ottenuto con la costrizione, un vero e proprio indottrinamento di stampo fascista.<br />
Nella scuola tutto è fascista, dalle divise o grembiulini della prima elementare, che per fortuna oggi sembrano essere stati debellati quasi ovunque, ma che io ricordo ancora con antipatia, al saluto con alzata in piedi obbligatoria per mostrare rispetto e riverenza all&#8217;insegnante, al silenzio ottenuto con la minaccia di brutti voti, fino all&#8217;assurdità della richiesta di permesso per recarsi in bagno ad espletare i propri bisogni fisiologici, richiesta degna di paesi non democratici che comunque non sempre viene necessariamente esaudita, ciò è a discrezione del professore.<br />
Personalmente confido nelle nuove generazioni di insegnanti ( a dire il vero concedo loro giusto il beneficio del dubbio), perchè quelle di cui io ho fatto esperienza in gioventù sono composte quasi in toto da esseri abietti, ignoranti frustrati e rigidi nella loro ottusità. Non mi sento tuttavia di biasimarli del tutto, sia chiaro; non deve essere semplice infatti, per quei pochi davvero appassionati nell&#8217;istruire i volenterosi, cercare di inculcare qualcosa per cui essi hanno sacrificato parte della vita a gente che, più o meno giustamente, se ne sbatte.<br />
La scuola quindi, oltre che fascista negli intenti e nella struttura, è anche inutile, in quanto complica la vita ai talentuosi così come la complica agli inetti.<br />
Tutto ciò che un&#8217;aula può fornire indistintamente a tutti di veramente utile ai fini del diventare civili-oltre che il naturale senso del rispetto per il prossimo e per l&#8217;ambiente &#8211; consiste nella capacità di leggere, scrivere e far di conto, il resto dovrebbe essere appreso di spontanea volontà dall&#8217;alunno.<br />
E invece eccomi, bambino timido scaraventato in mezzo ai lupi, gettato in quella fossa grigia a subire ore, interminabili noiose ore di monologhi di una vecchia stronza col caschetto e la faccia da cazzo che mi strillava &#8220;vergogna!&#8221; se alla lavagna osavo sbagliare un operazione del problema di matematica. Qualcuno dovrebbe pagare per ciò che ho subito, e, come me, tantissimi altri bambini, umiliati, spesso picchiati, colpevoli di entusiasmo per la vita e scarsa predisposizione apprenditiva in educazione tecnica, naturalmente ribelli a quel perfido sistema repressivo che doveva servire a renderci delle perfette persone per bene timorate di dio.<br />
Alle medie i miei professori erano dei pazzi, quello di lettere era un un più che sessantenne scapolo noto per dei rigogliosi peli nelle orecchie che viveva con la sorella in completo esilio con il resto del mondo, un vero disadattato emarginato dalla società che divideva la sua giornata tra l&#8217;insegnamento e delle scarpinate da 10 km almeno che la leggenda narra servissero ( e servano ad oggi) a tenerlo in vita a causa di non so bene quale malattia. Questo singolare tipo usava intervallare le sue spiegazioni della <b>Divina Commedia</b> con invettive a <b>Berlusconi</b>(&#8220;<i>Berlusconi te pijasse un corpo ma li cojoni!</i>&#8220;) e volgari insulti rivolti alle suore &#8220;mignotte&#8221; ed al clero in generale, composto per lo più da &#8220;froci&#8221;, il tutto fattoci pervenire in confidenza nell&#8217;orecchio dal suo alito pestilenziale. Di tanto in tanto, inoltre, rimembrava la sua giovinezza ed il suo antifascismo &#8211; solo teorico &#8211; convinto, salvo poi essere più fascista dei fascisti per quanto riguardava l&#8217;educazione scolastica, senza saperlo.<br />
Certo, era un grande latinista, ma era/è pure matto come un cavallo da corsa.<br />
L&#8217;insegnante di aritmetica invece aveva un curioso metodo educativo, quello basato sul principio della vendetta sommaria: chi fosse stato pescato a copiare dal foglio del compagno di banco durante il compito in classe sarebbe rimasto impunito, al contrario alla vittima del &#8220;plagio&#8221; sarebbe stato ritirato immediatemente il compito, perchè così poi &#8221; ve la sbrigate voi da soli&#8221;, praticamente un&#8217;istigazione alla rissa post lezione.<br />
Passiamo ora in rassegna un altro curioso elemento della mia squadra di docenti in quei tre anni, il prof di inglese, praticamente un prete, cattolico fanatico religioso a tal punto da costringerci ogni santo giorno, in scuola statale, a recitare l&#8217;<b>Ave Maria</b> nella lingua suddetta con l&#8217;aggiunta finale di una serie di santi suo piacimento (<b>S. Lucia Filippini</b> ecc..). Uomo pio e conservatore ci faceva leggere e tradurre testi di <b>Bob Dylan</b> e Queen(?) ed era solito sferrare pugni a chi avesse osato fare il verso a <b>Paolo Villaggio</b> in <b>Fantozzi</b>, che in quel periodo impazzava, giustamente, ma che rappresentava per egli il ritratto dell&#8217;&#8221;idiota&#8221;, forse perchè ci si riconosceva fin troppo.<br />
Approdato più o meno forzatamente al Liceo Classico &#8211; di studiare mai avuto voglia &#8211; venni a contatto con quanto di più infimo e repellente il piccolo mondo della media borghesia potesse generare: arrivismo, classismo, servilismo, leccaculismo, bigottismo, favoritismo e snobismo misto a presunzione ed arroganza, il tutto farcito con del sano perbenismo. E furono i cinque anni peggiori della mia vita, a contatto con gente che sin da subito disprezzavo e mi disprezzava, non fosse altro per le mie origini più modeste delle loro, origini che non solo gli permettevano di sfottermi in maniera del tutto puerile, ma anche di ottenere voti più alti dei miei in ogni materia, dato che, ad esempio l&#8217;insegnante di lettere non correggeva nemmeno i temi, ma ce li riconsegnava spesso assolutamente intonsi dopo aver assegnato il voto in base al cognome che vi stava scritto sopra.<br />
Tuttavia, dopo qualche rissarella, venni rispettato da tutti, ma continuai ad arrancare con estrema insofferenza attraverso i tortuosi sentieri del ginnasio e del liceo, tra professoresse di matematica incapaci di parlare correttamente italiano e professoresse di letteratura inglese all&#8217;oscuro dell&#8217;esistenza di <b>William Blake</b>, tra uno &#8221; ..<i><b>Schopenhauer</b></i><i> non lo studiamo perchè per me vale meno de zero</i>&#8221; e un &#8221; ..<i>la libertà di parola ce l&#8217;hai se io te la do</i>&#8216;&#8221; , mi rassegnai presto al fatto che avrei preso comunque un voto più basso di chi pronunciava durante la lettura &#8220;<b>San Freud</b>&#8221; al posto di <b>Sigmund &#8220;Froid&#8221;</b> dato che il suo cognome ed il suo conto in banca avevano un peso maggiore dei miei nel paese, quindi mi turai il naso mi autocostrinsi a terminare il liceo, più per &#8220;tigna&#8221; che per altro, continuando a dover implorare il permesso di andare a pisciare.<br />
Fu comunque un&#8217;ottima scuola di vita perchè capii finalmente quali, da lì in poi, sarebbero diventati i miei nemici e cosa avrei combattuto con ogni mezzo una volta uscito da quella prigione.<br />
Ancora oggi, dopo l&#8217;ennesimo incubo sull&#8217;esame di maturità- ne faccio almeno uno ogni 4/5 mesi &#8211; mi domando :&#8221;<i> Ma come cazzo ho fatto?</i>&#8220;<br />
In conclusione, mi sento di affermare di essermi acculturato più da solo in un anno fuori dalla scuola che all&#8217;interno di essa per tutte quelle centinaia e centinaia di ore di tortura cerebrale e psicologica.<br />
Io la scuola non la augurerei nemmeno al mio peggior nemico.</p>
<p><img src="http://www.emscuola.org/dofras/scuole/IPSCT/webIIB/S.Neri_1958.JPG" /></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
