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	<title>gestione-bassolino &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "gestione-bassolino"</description>
	<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 11:09:30 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Il grande disastro (seconda parte)]]></title>
<link>http://ilcorrieredizeugidi.wordpress.com/2008/01/28/il-grande-disastro-seconda-parte/</link>
<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 23:13:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>zeugidi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Di Zeugidi Chi sono gli artefici di questo disastro. Sicuramente studiando una gran mole di document]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Di Zeugidi</p>
<p>Chi sono gli artefici di questo disastro. Sicuramente studiando una gran mole di documenti si intuisce che la gran parte della responsabilità è da ricercare nelle cariche politiche e istituzionali colpevoli di lassismo e mala interpretazione esecutiva. Poi enumeriamo aziende che prevalicano di propria volontà decreti della costituzione e normative inerenti la sicurezza, di sfondo ad amministrazioni pubbliche che si dimenticano di imporre veti di ogni genere, loro che potenzialmente dovrebbero mostrare alla società i retti esempi morali.</p>
<p>Andiamo con ordine. Bassolino, dopo aver in passato ricoperto la carica di sindaco di Napoli, ora è da 15 anni governatore della regione Campania. In tutti questi anni non si è giunti ad una soluzione adeguata riguardo il tema dello smaltimento dei rifiuti, nonostante gli innumerevoli incentivi da parte dello Stato congiunti al tentativo di risollevare uan politica tendente al regresso. A partire dal 1994, la regione Campania è stata sottoposta al commissariamento di Guido Bertolaso, una gestione che è costata 500 milioni di euro e una risoluzione d&#8217;emergenza che ha fatto registrare spese per 1 miliardo e 300 milioni. La situazione del commissariamento, lungi dal risolvere il problema, è costata allo Stato altri 9 milioni per le numerose &#8220;consulenze di esperti&#8221; e non ha affrontato la questione del rinnovamento. Di seguito,  l&#8217;11 maggio dello scorso anno, con un decreto legge il governo Prodi ha stabilito l&#8217;apertura di 5 grandi inceneritori. Per la scelta dei siti non sono state fatte &#8220;valutazione di impatto ambientale&#8221;, infatti nel piano non c&#8217;è l&#8217;interesse a elencare le conseguenze negative dovute agli inceneritori e come si legge nell&#8217;articolo 1, &#8220;l&#8217;utilizzo dei siti è disposto in deroga alle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico territoriale, di pianificazione della difesa del suolo, nonchè igienico-sanitarie&#8221;. Ma questi famosi siti non sono stati mai aperti. E allorquando l&#8217;emergenza rifiuti diveniva lentamente una questione insostenibile, entra in scena la Fibe alle cui casse sono giunti 2 miliardi di euro allo scopo di coprire i costi dello smaltimento della spazzatura. Putroppo però lo smaltimento dei rifiuti non ha assunto le proporzioni pattuite negli accordi, poichè i territori campani hanno iniziato ad &#8220;accudire&#8221; in zone che abitualmente non dovrebbero fungere da discariche a cielo aperto (strade, piazze), centinaia di tonnellate di rifiuti, un fiume di monnezza che straripa. Ma allora dove sono finiti quei soldi? E soprattutto, perchè le strade sono piene di rifiuti e non è in funzione alcun impianto di trattamento e di raccolta differenziata? L&#8217;abilità delle istituzioni è stata quella, non potendo garantire più il bene pubblico non si sa per quale obsoleto motivo, e quindi non potendo giustificare l&#8217;assenza di siti di stoccaggio e la spazzatura che inondava le strade, di rigirare la colpa ai cittadini, &#8220;rei&#8221; di essersi opposti con vigore all&#8217;apertura di discariche a cielo aperto, che definire conformi alle minime normative di sicurezza è incorrere in paradossi. Spesso queste discariche si distendono ai piedi di collinette densamente abitate e il piacevole olezzo, portatore di malattie e di infezioni virali giunge nei pressi dell&#8217;abitato, dipingendo una situazione da terzo mondo. La politica invece di spiegare i motivi per cui i soldi investiti nella costruzione di siti di racolta differenziata sono serviti a regalare ai cittadini campani strade stracolme di &#8220;monnezza&#8221;, a promulgare appelli alla coscienza civile da parte delle altre regioni perchè &#8220;ricevano un poco di quella spazzatura presso i loro impianti&#8221;, ha contribuito a riaprire discariche da tempo chiuse e a ordinare all&#8217;esercito di picchiare a sangue la folla di manifestanti inferociti.</p>
<p>Questi famosi politici. O meglio il governatore della regione Campania, colui che dovrebbe garantire per il bene pubblico e che risponde del suo opreato, come ogni covernatore fa, soltanto a Roma. Sto parlando di Antonio Bassolino. Leggendo diversi aritcoli del Corriere della Sera, non ho potuto non notare alcune procedure incernierate proprio su  &#8216;O Re.</p>
<p><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"><font face="Verdana">La Campania ha sulle sue spalle un debito enorme, in gran parte accumulato a causa dei buchi della sanità. La legge le permette, a certe complicate condizioni, di rifinanziare il proprio debito cioè di ricontrattarlo a condizioni diverse e si presume migliorative<span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;">. Un po’ come un proprietario di una casa che voglia rivedere le condizioni del proprio mutuo. Ebbene negli ultimi tre anni (2004, 2006 e 2007) Bassolino è riuscito a mettere in fila una dietro l’altra operazioni di rifinanziamento di vecchi prestiti per circa 4 miliardi. <span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;">Una marea di operazioni finanziarie che coinvolgono principalmente sempre due banche: Merrill Lynch e Ubs. <span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;">E con la combinazione che negli uffici «debt capital markets per il settore pubblico europeo di Ubs» c’è proprio il figlio di Bassolino. Il quotidiano napoletano Roma, ha segnalato la cambinazione alcuni anni fa e si è beccato una querela. Il Sole 24 ore più asetticamente ci informa che a settembre del 2006 Bassolino jr «assume la responsabilità del business anche per clienti corporate e del settore pubblico italiani». Insomma almeno dal settembre del 2006 è ufficiale ciò che il Roma denunciava dal 2003 e cioè il gigantesco conflitto di interesse che sussiste tra il Bassolino indebitato e il figlio che gli ristruttura il debito.  </span></span></span></span></span></span></font></span></span></p>
<p><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"><font face="Verdana"><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;">  <span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">La stampa napoletana è asservita. Questo spiega come, nonostante gli sfracelli, &#8216;o Re resista. Eletto sindaco nel &#8216;93 fece il colpo grosso convincendo il costruttore romano Caltagirone a comprare Il Mattino, storico giornale cittadino. Caltagirone ha grossi interessi immobiliari a Bagnoli, l’ex zona industriale. Bassolino gli fece capire che l&#8217;area della sua Cementir, azienda ormai chiusa, sarebbe diventata edificabile. C’era infatti un progetto che avrebbe dato alla città respiro e occupazione. Sono stati spesi 1.100 miliardi di vecchie lire per bonificare i terreni avvelenati dalle industrie. Poi basta. L’area è dimenticata da anni e oggi è uno squallido deserto urbano. </span></span></span></span></span></span></span></font></span></span></p>
<p><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"><font face="Verdana"><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">. La magistratura locale è l’altra baluardo del bassolinismo. Le stesse toghe che macellarono per finanziamento illecito la classe politica degli anni &#8216;90 &#8211; i Gava (Dc), i De Lorenzo (Pli), i Di Donato (Psi) &#8211; assiste muta da tre lustri al clientelismo dilagante e alla rovina evidente della città, ossia a molto peggio. Grazie a &#8216;o Re si sono formate sei milioni di ecoballe di immondizia. Qualsiasi cosa si faccia adesso, il problema resterà irrisolto per anni. Infatti, il termovalorizzatore di Acerra &#8211; unica struttura finora programmata &#8211; potrà solo smaltire l’arretrato. Ci metterà, secondo calcoli, sei anni. La camorra intanto continuerà a buttare nelle discariche i lucrosi rifiuti tossici di mezza Europa. In Campania si dà per inevitabile a breve l’avvelenamento delle falde acquifere e dell’intero ciclo alimentare, dalle bufale alla mozzarella. Nonostante questo scenario, i magistrati tacciono. Il solo che pare intenzionato a chiedere il rinvio a giudizio di &#8216;o Re è il pm Noviello, considerato di sinistra tosta, mentre il grosso degli altri appartiene alle correnti riconducibili ai Ds. Bassolino ha anticipato la sua ardita linea difensiva: «Io firmavo carte, ma non sapevo quali».</span></span></span></span></span></span></span></span></font></span></span></p>
<p><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"><font face="Verdana"><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"></span></span></span></span></span></span></font></span></span><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"><font face="Verdana"><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"><span class="xtestonotizie1"><span style="font-size:10pt;"></span></span></span></span></font></span></span></p>
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