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	<title>gestione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/gestione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "gestione"</description>
	<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 05:10:26 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Cominciate dalla fine: investire partendo dagli obiettivi per non fare passi falsi]]></title>
<link>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/26/cominciate-dalla-fine-investire-partendo-dagli-obiettivi-per-non-fare-passi-falsi/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 08:51:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononcicascopiu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quali sono le motivazioni principali che ci portano a investire e risparmiare? Partiamo da alcune se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_obiettivi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-641" title="Investire partendo dagli obiettivi - Il Blog di Azimut" src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_obiettivi.jpg?w=150" alt="" width="150" height="124" /></a>Quali sono le motivazioni principali che ci portano a <strong>investire e risparmiare?</strong> Partiamo da alcune semplici domande:  “fino ad oggi le scelte sul mio portafoglio sono state guidate dai mercati o da mie esigenze reali? <strong>Ho mai riflettuto sul perché investo?</strong> Certo non per guadagnare più soldi, ma per farne cosa?&#8221;. Non viene immediato rispondere al perché si investe, ma è il concetto alla base di tutto, insieme alla capacità di riuscire a gestire l’ansia da segno meno o l’euforia da segno più.</p>
<p>E’ importante tenere presente che <strong>oggi più che mai è fondamentale dedicare più tempo alla cura dei propri investimenti, e in particolare dedicarne molto a rendere esplicito a se stessi il perché si investe</strong>. Ad esempio si può investire per:</p>
<ul>
<li>vivere di rendita oggi</li>
<li>vivere di rendita domani</li>
<li>conservare il capitale dall’inflazione</li>
<li>costruire un capitale da lasciare ai figli</li>
<li>proteggere l’attuale tenore di vita</li>
<li>comprare casa</li>
<li>costruire una rendita futura a scopi previdenziali</li>
<li>ottenere sicurezza e serenità</li>
<li>avviare un’attività professionale</li>
<li>comprare la macchina al figlio</li>
</ul>
<p>A seconda degli scopi, le scelte più razionali rispetto ai rischi e ai rendimenti attesi possono essere molto diverse.</p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fondi Hedge in cinque mosse]]></title>
<link>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/25/fondi-hedge-in-cinque-mosse/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 13:50:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononcicascopiu</dc:creator>
<guid>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/25/fondi-hedge-in-cinque-mosse/</guid>
<description><![CDATA[Travolti dalla crisi del 2008, oggi i prodotti speculativi stanno recuperando le performance e la fi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_hedge_funds.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-635" title="Fondi Hedge in cinque mosse - Il Blog di Azimut" src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_hedge_funds.jpg?w=139" alt="" width="139" height="150" /></a>Travolti dalla crisi del 2008, oggi i prodotti speculativi stanno recuperando le performance e la fiducia degli investitori. Ecco come scegliere il fondo giusto!<br />
Il 2008 è stato l&#8217;anno della grande crisi. In questo contesto difficile hanno sofferto anche e soprattutto i <strong>fondi hedge</strong>. Molte recenti analisi evidenziano però ora un&#8217;inversione di tendenza. Ma come stanno veramente le cose?<br />
Con una<strong> soglia di accesso</strong> fissata per legge a <strong>500 mila euro</strong> questi prodotti si sono diffusi tra i clienti privati e istituzionali e hanno visto numeri in forte crescita fino a fine 2007 sia in termini di numero e tipologia sia come asset in gestione.</p>
<p><strong>Nel mondo i gestori più capaci sono da sempre attratti da questi prodotti che si sono infatti rivelati una fucina di talenti. Quali sono i motivi?</strong></p>
<p>In primis <strong>la grande libertà gestionale </strong>offerta al gestore che ha la possibilità di far vedere il suo valore, insieme agli aspetti economici (legati ai risultati) che da sempre premiano i più capaci a fare performance per i clienti.<br />
<strong>Gli hedge</strong>, così come i recenti fondi che sfruttano la normativa Ucits III, <strong>consentono un ampio utilizzo di diverse tecniche gestionali che offrono anche maggiori possibilità di decorrelazione</strong> dai mercati (quindi riuscire a fare performance indipendentemente dall&#8217;andamento dei mercati).<br />
<strong>Proprio questa libertà è stata però anche la causa principale dei loro problemi</strong>. Infatti lo strumento è molto efficiente e di valore se ben gestito, ma può al contrario rivelarsi un boomerang se mal gestito o addirittura utilizzato per frodare i clienti (Madoff insegna). Il problema, tanto per cambiare, non è quindi nello strumento ma in chi lo gestisce. Un&#8217;industria che cresce molto velocemente attira purtroppo anche personaggi improvvisati.</p>
<p><strong>E adesso chi ha un fondo hedge o un fondo di fondi hedge cosa deve fare?</strong></p>
<p>Ecco un breve elenco di punti da tenere in debita considerazione:</p>
<ol>
<li>Con la crisi del 2008 si è decisamente fatta pulizia del mercato. <strong>Tanti gestori che non erano all&#8217;altezza in termini di capacità e di strumenti sono stati “sfrattati”</strong>. Questo setaccio è servito per distinguere le persone serie e capaci da quelle invece improvvisate.</li>
<li><strong>Purtroppo il 2008 ha colpito tutti, bravi e meno bravi</strong>. E così anche i gestori capaci sono stati trascinati nel vortice di quanto successo, anche perché non era più possibile svolgere al meglio il proprio lavoro. Per vedere però la qualità di chi gestisce i fondi hedge basta vedere come stanno andando nel 2009 e come andavano prima. I mesi critici dove fare la differenza anche per un bravissimo gestore era quasi impossibile, sono stati settembre e ottobre 2008. Tolti questi periodi, analizzate come si è comportato il gestore e quanto ha recuperato.</li>
<li><strong>Chi è rimasto ha più opportunità per svolgere al meglio il proprio lavoro</strong> grazie alle maggiori possibilità che offre il mercato. Diminuendo il numero degli attori il mercato è per certi aspetti più efficiente.</li>
<li><strong>Bisogna che il gestore operi in un&#8217;azienda di dimensioni adeguate che investe in attività di risk management e gestori capaci</strong>. Soprattutto i clienti devono sempre poter riavere indietro i propri soldi in qualsiasi momento. La liquidabilità del fondo hedge, così come di ogni strumento, deve essere alla base di ogni scelta.</li>
<li>Un elemento di valutazione importante anche per questa tipologia di fondi è <strong>analizzare se i gestori investono i loro soldi nei fondi da loro gestiti</strong>. Questo è un aspetto in più da tenere in considerazione perché allinea maggiormente gli interessi dei gestori con quelli dei clienti.</li>
</ol>
<p>In generale quindi i <strong>fondi hedge sono un strumento efficiente che non è affatto finito</strong>. Si tratta solo di valutare attentamente il gestore e la società (dedicando alla scelta il tempo che merita). In un portafoglio ben diversificato, l&#8217;<strong>asset class hedge</strong> (o uno o più fondi a gestione attiva che usano le strategie hedge) è assolutamente efficiente, e fornisce valore e performance ai clienti con un livello di rischio adeguato. Chi infatti è riuscito a non farsi prendere dal panico nel corso del 2008 e si è fidato del suo gestore (se bravo e capace) ha già infatti recuperato quasi tutti i suoi investimenti. Ulteriore dimostrazione che lo strumento è efficace. I fondi hedge giocheranno sempre di più un ruolo di protagonisti sani negli investimenti dei risparmiatori in grado di contribuire alle performance in modo efficace.</p>
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</item>
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<title><![CDATA[Aîd El Kebir: religione o carneficina?]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/24/aid-el-kebir-istruzioni-per-luso/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 09:52:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/24/aid-el-kebir-istruzioni-per-luso/</guid>
<description><![CDATA[Ci siamo. Qualche giorno ancora è l’Aîd El-Kebir, come si chiama in Marocco l’Aîd El-Adha, arriverà.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aidelkebir.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7063" title="aidelkebir" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aidelkebir.jpg" alt="" width="284" height="195" /></a>Ci siamo</strong>. Qualche giorno ancora è l’<strong>Aîd</strong> <strong>El-Kebir</strong>, come si chiama in Marocco l’Aîd El-Adha, arriverà. Arriverà a <strong>stordirmi la vita. </strong> <strong>Premetto </strong>che sono <strong>ospite</strong> in questo<strong> Paese</strong> quindi <strong>accetto e rispetto in toto le loro tradizioni</strong> e tutto quello che è la <strong>loro cultura</strong>, ma l’Aid El-Kebir è un <strong>vero incubo</strong> per me. <strong>La soluzione</strong>? Semplice, <strong>mi barrico nel Riad</strong> e per un paio di giorni non metto fuori il naso, e mi tappo le orecchie perchè nella medina si sentono belati strazianti ovunque, come adesso che sto scrivendo dall’ufficio.  In questi giorni <strong>centinaia</strong> di dibattiti sui <strong>blogs</strong> degli <strong>animalisti</strong>, nelle televisioni e sui giornali mettono, come ogni anno, il<strong> dito nella piaga</strong>. Perchè<strong> far soffrire</strong> cosi’ gratuitamente un povero animale lasciandolo<strong> cosciente</strong> durante la sua<strong> agonia</strong>?,  perchè non cercare almeno di <strong>stordirlo</strong> perchè i suoi ultimi minuti di esistenza siano <strong>lievi</strong>?..,  perchè in nome di un rituale <strong>antico di secoli</strong> non si puo’ trovare una soluzione più<strong> accettabile</strong> considerando che siamo nel <strong>terzo</strong> <strong>millennio</strong>?…..potrei andare avanti all’infinito. La mia riflessione parte da un altra considerazione: perchè la <strong>corrida</strong>, strumento di<strong> spettacolo</strong> ( e non religioso) continua ad <strong>esistere</strong> in un Paese assolutamente<strong> civile</strong> rispetto a molti Paesi arabi?   La pratica della tauromachia è puramente <strong>spettacolare</strong>, racchiudendo in se una nicchia culturale certo,  ma pur sempre<strong> <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7064" title="aid1" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid1.jpg" alt="" width="266" height="195" /></a>spettacolo</strong> per le folle. E ancora penso agli<strong> allevamenti intesivi</strong> dei <strong>vitelli da latte</strong> o alla<strong> forzata alimentazione</strong> delle<strong> oche</strong> per produrre un <strong>fegato enorme</strong> e di conseguenza un paté consistente e brelibato (per gli estimatori). Tante sono le questioni  sul tavolo e ovviamente trovare una<strong> risposta solida</strong> non è facile. Qui si <strong>tratta di morte</strong> (come nella corrida) in nome di una<strong> tradizione religiosa</strong> che, a detta di molti esperti arabi, ha sconfinato nella pura <strong>festa goliardica</strong> e godereccia. Tutti quelli che erano i pressuposti di<strong> pietà</strong>, di <strong>condivisione</strong>, di <strong>solidarietà</strong>, sono pressochè<strong> scomparsi</strong> in questi tempi moderni. Quindi allora perchè non trovare una soluzione e permettere che questo sacrificio diventi più <strong>tollerato </strong>anche dalle frange occidentali più<strong> intolleranti</strong>? La risposta secondo me e semplice e di facile interpretazione. Il <strong>procedimento dello sgozzamento</strong>, lasciando l’animale cosciente, coricato su di un fianco con la testa rivolta verso la<strong> Mecca</strong>, pronunciando alcune parole dedicate ad <strong>Allah</strong>, non è una pratica ad <strong>uso esclusivo</strong> dell’Aid El-Kebir ma é la<strong> procedura consueta</strong> nei mattatoi islamici.  <strong>Sempre si dissangua</strong> l’animale perchè la carne deve essere <strong>Halal</strong> e qualsiasi tipo di animale riceve questo trattamento, non solo il montone ma<strong> galline</strong>, mucche, conigli e uccelli. Quindi il problema si ribalta e diventa più generale. E’ vero che durante l&#8217;Aïd in Marocco quasi<strong> 5 milioni</strong> di montoni vengono <strong>sgozzati all’unisono</strong> e lasciati<strong> agonizzare</strong>, ma cio’ non toglie che<strong> non sia</strong> un caso isolato, un giorno all’anno. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7065" title="aid" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid.jpg" alt="" width="282" height="211" /></a>Quindi, a mio giudizio, è un <strong>problema culturale</strong> e di <strong>civiltà </strong>(non di religione), di <strong>metodo</strong>, che non puo’ essere eliminato da un giorno all’altro. La religione <strong>non richiede</strong> espressamente che l’animale <strong>sia vigile</strong> e<strong> cosciente</strong>.  Durante una conferenza tenuta al Cairo nel<strong> 1966</strong>, sotto il patrocinio dell<strong>‘Accademia Islamica</strong>, un buon numero di<strong> eruditi musulmani</strong> si sono espressi sul soggetto del <strong>sacrificio</strong> nell<strong>‘Islam</strong>. Una delle conclusione è stata: ” <strong><em>Il Corano formula chiaramente che il Creatore (Dio) non desidera il sacrificio come tale, ma come simbolo della devozione a Dio del sacrificante.</em></strong> <em><strong>Il versetto del Corano 22:37 indica espressamente che il sacrificio  non deve sussistere come componente essenziale della religione, ma un atto di carità destinato ai poveri</strong></em><strong>“. </strong>Questa<strong> espressione</strong> di sacrificio permette di <strong>perpetuare</strong> una <strong>necessità </strong>di ordine<strong> umanitario</strong>, la prova provata di una  compassione verso i fratelli umani nel bisogno, come testimonianza della compassione che <strong>Dio</strong> accorda agli uomini. Il<strong> Grand Mufti</strong> di <strong>Marsiglia</strong> ha dichiarato che ” <strong><em>Durante i primi tempi dell’Islam la tradizione di offrire degli animali aveva un senso. La carne era un ingrediente essenziale dell’alimentazione umana. Nei nostri giorni uccidere un animale è diventato un rituale vuoto e il senso profondo dell’atto è stato dimenticato</em></strong>“.  Ha concluso esprimendo il concetto che <strong><em>“l’immolazione di un montone nell’occasione dell’Aid  El-Kebir non è un pilastro dell’Islam, ne un obbligazione comparabile alla preghiera o al digiuno del Ramadan</em></strong>“. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7067" title="aid3" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid3.jpg" alt="" width="277" height="192" /></a>Detto questo si puo’ <strong>tranquillamente affermare</strong> che<strong> nulla vieta di stordire</strong> l’animale prima di procedere allo <strong>sgozzamento</strong>, non vi è traccia alcuna sul <strong>Corano </strong>che proibisca questa pratica di<strong> pietà</strong>. Anzi, in alcuni Paesi a <strong>forte componenete islamica</strong> questa pratica è già una realtà, come in  <strong>Kenia</strong> e in alcuni Paesi asiatici. Credo sia esclusivamente una questione di tempo e anche il <strong>Marocco</strong>, molto vicino all’<strong>Europa</strong>,  si uniformerà alle leggi vigenti, in funzione del fatto che è <strong>disumano</strong> far soffrire gli animali in questo modo e, cosa molto importante, per una <strong>questione di igiene</strong>. La maggiorparte di questi sacrifici non sono compiuti in <strong>mattatoi autorizzati</strong> ma nelle singole <strong>abitazioni </strong>dei privati, a volte in <strong>condizioni deprecabili</strong>. Questo comporta tutta una serie di problemi sanitari non indifferenti, con la presenza costante di <strong>bambini e anziani</strong>, che sono i soggetti più esposti e più fragili.  So per certo comunque che una percentuale di persone, ogni anno più numerose, di <strong>ceto medio</strong> alto e <strong>culturalmente </strong>preparate, scelgono<strong> i giorni</strong> dell’Aid per andarsene in viaggio, in Paesi dove ovviamente non si festeggia questa tradizione. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7068" title="aid2" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid2.jpg" alt="" width="268" height="195" /></a>Mentre dilaga in in <strong>Algeria </strong>una<strong> moda</strong> che vuole il <strong>combattimento</strong> tra possenti maschi di montone che, ovviamente, porta alla morte di uno dei due animali. Non è servito il richiamo <strong>degli Imam</strong> del Paese per scongiurare questa attività, e per 3/4 giorni prima del sacrificio in ogni luogo si improvvisano i combattimenti. Spero tanto che questa moda non dilaghi anche qui in Marocco! Queste considerazioni comunque mi conducono al discorso precedente; è un problema di <strong>cultura </strong>e non di <strong>religione</strong>, di<strong> civiltà</strong> e di <strong>rispetto</strong> verso tutti gli esseri viventi.  Mi rammento, per chiudere e spezzare una lancia, di <strong>certe pratiche</strong> che ancora oggi in un paese civile come l’Italia, perdurano nelle campagne. Molte volte mi sono fermato alla vista, in qualche bella<strong> aia del cuneese</strong>, di <strong>conigli </strong>appesi a dissanguare o a vedere l’amico contadino che, con un colpo preciso, sgozzava il povero pennuto; non dico che tutto il mondo è Paese ma cerchiamo di essere <strong>realisti</strong> e comprendere che <strong>costumi </strong>di una qualsiasi <strong>società </strong>sono difficili da <strong>sdradicare</strong>, quindi pazienza e coraggio, affidando alle nuove<strong> generazioni</strong> un po’ più di<strong> buonsenso</strong>.</p>
<p>Vedi anche <a href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/aid-el-kebir-2009/">http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/aid-el-kebir-2009/</a> </p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Semplici regole per investire con metodo  ]]></title>
<link>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/24/semplici-regole-per-investire-con-metodo/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 08:51:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononcicascopiu</dc:creator>
<guid>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/24/semplici-regole-per-investire-con-metodo/</guid>
<description><![CDATA[Quando si investe è importante avere un metodo. Quando si analizza il proprio portafoglio spesso lo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_puzzle.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-613" title="Semplici regole per investire con metodo - Il Blog di Azimut" src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_puzzle.jpg?w=150" alt="" width="150" height="112" /></a>Quando si investe è importante avere un metodo.</strong> Quando si analizza il proprio portafoglio spesso lo si tende a valutare come un unico indistinto insieme e si considera sempre il rendimento nel suo complesso. Provate per esempio a rispondere a queste domande: “se devi togliere o aggiungere dei soldi quali criterio usi? A caso a seconda della performance passata o della promozione del momento?</p>
<p><strong>Se oggi dovessi fare un nuovo investimento di 10 mila euro, dove investiresti?</strong></p>
<p>Non ti farai influenzare dall’andamento dei mercati, per cui investiresti in prodotti tranquilli nei momenti più difficili e in prodotti azionari super spinti nei momenti  di euforia? Sono le tue esigenze e le tue necessità che devono guidare gli investimenti, non il mercato e l’emotività. Hai mai provato a dare un nome e un tempo ai tuoi soldi?</p>
<p>Investi per guadagnare di più ma ricordati sempre lo scopo finale. Se riesci a fare questo salto vedrai che ti sembrerà tutto più semplice.</p>
<p>In generale è importante risparmiare e investire perché se non investi, come minimo, l’inflazione uccide il tuo denaro e tutti gli sforzi che hai fatto per accantonarlo. Tra l’altro, a causa delle pesanti ma necessarie scelte di politica economica dettate dalla crisi del 2008, è molto probabile che nei prossimi anni dovremo convivere con un fortissimo aumento dell’inflazione. Inoltra è importante risparmiare e investire anche per altri motivi più legati ai nostri progetti di vita.</p>
<p>Quindi è importante imparare a risparmiare, accantonando una parte dei tuoi soldi a intervalli regolari. Con questa semplice regola potrai decidere con maggiore calma e magari con la maggiore esperienza acquisita col passare degli anni.</p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[Benchmark: ecco come ti calcolo il rischio]]></title>
<link>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/23/benchmark-ecco-come-ti-calcolo-il-rischio/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:21:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononcicascopiu</dc:creator>
<guid>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/23/benchmark-ecco-come-ti-calcolo-il-rischio/</guid>
<description><![CDATA[Che cos’è? Uno strumento utile per valutare il rischio tipico del mercato. In finanza il termine ing]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_benchmark.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-608" title="Benchmark e rischio - Il Blog di Azimut " src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_benchmark.jpg?w=105" alt="" width="105" height="150" /></a>Che cos’è?</strong></p>
<p>Uno strumento utile per valutare il rischio tipico del mercato. In finanza il termine inglese &#8220;Benchmark&#8221; è utilizzato per definire un <strong>indice rappresentativo di un mercato</strong> o di un suo comparto. Un Benchmark quindi, non è un’attività finanziaria o un contratto. <strong>A cosa serve il Benchmark? </strong>La sua funzione originaria è quella di informare gli investitori, gli intermediari e le autorità di controllo sull’andamento delle quotazioni di un insieme di titoli, che riveste interesse per la totalità dei partecipanti al mercato di riferimento. Il gestore è obbligato per legge a comunicare ogni sei mesi ai propri sottoscrittori qual&#8217;è stato il comportamento del fondo rispetto a quello di un altro investimento che rifletta l&#8217;andamento generale del mercato.</p>
<p><strong>Il benchmark, in pratica, è l&#8217;avversario contro cui il fondo misura la sua forza.</strong></p>
<p>Sulla base della tipologia dei titoli inclusi, i Benchmark possono essere</p>
<p>classificati in<strong> obbligazionari</strong>, <strong>azionari </strong>e <strong>misti</strong>.</p>
<p>Inoltre, i Benchmark possono essere: nazionali o internazionali.</p>
<p>Ogni benchmark dovrebbe essere caratterizzato da quattro elementi fondamentali:</p>
<ul>
<li><strong>Trasparenza:</strong> gli indici devono essere      calcolati con regole chiare e replicabili dall’investitore</li>
<li><strong>Rappresentatività:</strong> gli indici devono essere      rappresentativi delle politiche di gestione del portafoglio;</li>
<li><strong>Replicabilità:</strong> gli indici dovrebbero essere      completamente replicabili con attività acquistabili direttamente sul      mercato;</li>
<li><strong>Hedge      ability:</strong> per una      copertura tempestiva dei portafogli e l’abbassamento dei costi di      transazione</li>
</ul>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gestione attiva: quali vantaggi?]]></title>
<link>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/23/gestione-attiva-quali-vantaggi/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 10:36:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononcicascopiu</dc:creator>
<guid>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/23/gestione-attiva-quali-vantaggi/</guid>
<description><![CDATA[Da parecchio tempo si discute sui vantaggi o meno della gestione attiva. Sapete già di cosa si tratt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_gestione_attiva.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-600" title="Gestione Attiva - Il Blog di Azimut" src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_gestione_attiva.jpg?w=150" alt="" width="150" height="108" /></a>Da parecchio tempo si discute sui vantaggi o meno della <strong>gestione attiva</strong>. Sapete già di cosa si tratta? <strong>La gestione attiva è una strategia</strong> d’investimento che ha come scopo quello di ottenere dei risultati migliori rispetto a quelli che si potrebbero avere seguendo un indice di riferimento; in poche parole,<strong> attraverso</strong> una gestione attiva ci si pone <strong>l’obiettivo di fare meglio della media del mercato</strong>.</p>
<p>L&#8217;opposto della gestione &#8220;attiva&#8221; viene definita &#8220;passiva&#8221; o indicizzata. Un gestore &#8220;passivo&#8221; si pone l&#8217;obiettivo di fare esattamente come fa la media del mercato e persegue questa strategia ripartendo i propri investimenti esattamente nella misura in cui sono ripartiti nell&#8217;intero mercato (benchmark).</p>
<p>Un gestore capace è in grado di estrarre valore per i clienti? Certo che sì, ma ovviamente come in ogni professione anche per i gestori ne esistono di competenti e di meno competenti. Ma la domanda che dovremmo porci è un’altra: <strong>quanto si investe in Italia sulla gestione attiva?</strong> Si crede in questi prodotti e nella capacità di chi è in grado di gestirli bene?  Beh… la risposta in questo caso è un po’ più articolata e l’introduzione del <strong>benchmark</strong> ha nei fatti limitato la voglia di fare da parte di molti gestori che si sono focalizzati sul replicare gli indici.</p>
<p>Inoltre altri fattori hanno fatto sì che la gestione attiva non fosse così utilizzata:</p>
<ol>
<li> La <strong>crisi economica</strong> che abbiamo vissuto negli ultimi tempi ha indotto molte persone valide ad espatriare perché le società non hanno fatto investimenti su persone di valore.</li>
<li><strong>Pressioni</strong> <strong>commerciali delle reti distributive</strong> guidate dal desiderio del “tutto e subito” hanno finito per non lasciare libertà adeguata ai gestori.</li>
<li>La così detta &#8220;<strong>battaglia delle commissioni&#8221;</strong>.</li>
</ol>
<p>Se è vero che è giusto trovare l’equilibrio tra costi e rendimenti è altrettanto vero che spesso è proprio grazie alle commissioni che si riescono a pagare gestori capaci e sistemi informatici adeguati alle aspettative.</p>
<p>Ecco i <strong>principali strumenti a disposizione</strong> del gestore per mettere in atto una strategia di<strong> gestione attiva:</strong></p>
<ul>
<li><strong>asset allocation</strong>: variare nel tempo l&#8217;esposizione del portafoglio ai diversi mercati di riferimento, al fine di sfruttare &#8211; idealmente &#8211; le tendenze positive di alcuni di questi, abbandonando quelli che manifestano tendenze negative;</li>
<li><strong>stock picking</strong>: selezionare le attività finanziarie in modo da creare un portafoglio in cui prevalgono le attività sottostimate dal mercato (quindi con un maggiore potenziale di crescita) rispetto a quelle sovrastimate;</li>
<li><strong>market timing</strong>: aumentare o diminuire l&#8217;esposizione del portafoglio ai diversi mercati di riferimento sulla base di previsioni sull&#8217;andamento futuro dei prezzi.</li>
</ul>
<p>&#160;</p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[RIPRENDIAMOCI L'ACQUA E LA DEMOCRAZIA ]]></title>
<link>http://postribu.net/2009/11/20/riprendiamoci-lacqua-e-la-democrazia/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 21:10:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>postribu</dc:creator>
<guid>http://postribu.net/2009/11/20/riprendiamoci-lacqua-e-la-democrazia/</guid>
<description><![CDATA[Avevano studiato tutto per bene. La privatizzazione dell&#8217;acqua inserita in un decreto legge ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Avevano studiato tutto per bene. La privatizzazione dell&#8217;acqua inserita in un decreto legge ch]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[5 consigli per affidarsi a un buon gestore finanziario]]></title>
<link>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/20/5-consigli-per-affidarsi-a-un-buon-gestore-finanziario/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:53:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononcicascopiu</dc:creator>
<guid>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/20/5-consigli-per-affidarsi-a-un-buon-gestore-finanziario/</guid>
<description><![CDATA[Da parecchio tempo si discute sui vantaggi o meno della gestione attiva. In altri termini, qualcuno ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-589" title="5 buoni consigli prima di affidarsi a un gestore finanziario - Il Blog di Azimut " src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_gestore.jpg?w=150" alt="" width="150" height="98" />Da parecchio tempo si discute sui vantaggi o meno della <strong>gestione attiva</strong>. In altri termini, qualcuno si chiede se <strong>un gestore capace è in grado di estrarre valore</strong> (e quindi performance) per i clienti. La risposta a questa domanda è ovvia e scontata: certo che sì. Non si tratta di una mera dichiarazione di intenti ma di un dato di fatto dimostrato nel mondo in migliaia di casi.<br />
Come in ogni professione, anche per i gestori, ci sono professionisti capaci (molto capaci) e altri meno. I più bravi guadagnano e fanno guadagnare tanti soldi (anche se possono capitare a tutti anni storti). Quelli meno capaci distruggono valore o, nel migliore dei casi, non fanno danni.<br />
Ma come fare a trovare il prodotto/gestore giusto? Quali regole seguire? Premesso che, come sappiamo, non esistono assiomi assoluti.</p>
<p><strong>Ecco alcune indicazioni:</strong></p>
<ul>
<li>Seguire sempre la storia del gestore e non del prodotto (se cambia la persona o le persone, cambia tutto).</li>
<li>Verificare se i gestori investono i loro soldi nei fondi che gestiscono (questo aspetto è fondamentale perché se non ci credono loro perché dovrebbero farlo i clienti).</li>
<li>Analizzare la società per capire se ha alle spalle una storia gestionale di successo (ci vogliono anni per creare una scuola di gestione di valore che metta le persone nelle condizioni di far bene).</li>
<li>Controllare che non ci siano stati problemi relativi a comportamenti poco corretti sui clienti (vedi tanti scandali finanziari che hanno colpito l’industria in questi anni).</li>
<li>Verificare se si continuano a fare investimenti su risorse e sistemi. Senza innovazione continua non si va da nessuna parte.</li>
</ul>
<p>In conclusione può valer la pena investire soldi e speranze sulle capacità di un gestore. Occorre però fare attenzione e dedicare del tempo nel cercare e trovare quello giusto <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[Che tipo di investitore sei?]]></title>
<link>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/20/che-tipo-di-investitore-sei/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:00:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononcicascopiu</dc:creator>
<guid>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/20/che-tipo-di-investitore-sei/</guid>
<description><![CDATA[Prima di avventurarsi nel mondo degli investimenti è necessario chiarire con se stessi che tipo di i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-575" title="Che tipo di investitore sei? - Il Blog di Azimut " src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_investimenti.jpg?w=150" alt="" width="150" height="87" />Prima di avventurarsi nel mondo degli investimenti è necessario chiarire con se stessi che tipo di investitore si è.<br />
Se, ad esempio, non si riesce in nessun modo a sopportare di vedere il segno meno sui propri risparmi, bisognerebbe restare fuori dall’investimento azionario (e in molti casi anche da quello obbligazionario) in particolare se si ragiona in un’ottica di breve periodo.<br />
Questo però con la consapevolezza che così facendo <strong>l’inflazione potrebbe uccidere i risparmi</strong>: non investire e lasciare i soldi sotto il “famoso” materasso (o nella cassetta di sicurezza della banca o nascosti in qualche angolo della propria casa) non eviterà in ogni caso di vedere il segno meno perché si perderanno dei soldi in termini di potere di acquisto (a causa appunto dell’inflazione). Se si è un <strong>risparmiatore</strong> di questo tipo, con una forte<strong> avversione al rischio</strong>, una buona soluzione potrebbe essere quella di investire una parte dei propri risparmi (a seconda delle possibilità e dei bisogni futuri) secondo un’ottica di medio/lungo periodo.</p>
<p>Occorre seguire un metodo preciso per pianificare i propri investimenti, selezionare il giusto intermediario, legare i propri obiettivi reali a investimenti finanziari e monitorare sempre attentamente la situazione.  Se sul mercato o più in generale nel mondo non succede nulla di eccezionale (e in questo caso se dovesse capitare sarà impossibile non saperlo) dopo “n” anni si potranno trovare delle piacevoli sorprese senza aver vissuto l’ansia continua di guardare i mercati.<strong> </strong></p>
<p><strong>I mercati finanziari hanno una tendenza costante alla crescita</strong> (ultimi 10 anni a parte) e gli investimenti, nel lungo periodo, subiscono l’effetto magico del moltiplicatore dell’interesse composto (il denaro genera interessi che reinvestiti generano altro denaro).<br />
Tutto questo è evidenziato nel grafico a fine post che analizza il mercato azionario italiano attraverso lo <strong>studio dei rendimenti annuali dell’indice Comit</strong> (comprensivo di stacco di dividendi) compresi tra il 1972 e il 2008.</p>
<p>Il grafico a matrice dimostra (incrociando tutte le possibili varianti degli anni in cui si sono fatti gli acquisti e le successive vendite) come il mercato azionario nel lungo termine si è sempre dimostrato un investimento vincente. Ovviamente serve pazienza ed è importante non farsi prendere dal panico cercando di entrare e uscire dai mercati in continuazione. Così facendo si resta in balia della propria emotività e si rischia di commettere errori come ci insegna la finanza comportamentale.<br />
Inoltre <strong>confrontando azioni, bond e Bot</strong> del mercato italiano dal 1900 al 2008 in termini reali, depurati quindi dal terribile effetto inflazione che come abbiamo più volte ripetuto “si mangia” i nostri capitali, risulta come <strong>l’investimento azionario sia l’unico in grado di contrastare quest’effetto e quindi in grado di far crescere in modo reale (e non nominale) il capitale</strong>.</p>
<p>Infatti l’iperinflazione successiva alla seconda guerra mondiale (e ricordiamoci che nei prossimi anni dovremo probabilmente sostenere un’inflazione in crescita a causa delle numerose iniziative che continueranno a venire realizzare a sostegno dell’economia per superare la crisi del 2008) ha in pratica azzerato i ritorni reali di Bond e Bot. Ovviamente, come sempre, serve avere il giusto tempo e pianificare in modo corretto gli investimenti per raggiungere precisi obiettivi reali.</p>
<p> <a href="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_grafico1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-595" title="Grafico investimenti - Il Blog di Azimut " src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_grafico1.jpg?w=150" alt="" width="150" height="87" /></a><br />
<em> </em><em>Questo grafico aiuta a capire come l’investimento azionario faccia guadagnare nel lungo periodo. Le cifre indicano i rendimenti annuali composti dell’indice Comit (inclusi pure lo stacco dei dividendi) compresi tra il 1972 e il 2008. Il grafico si legge come la distanza in Km tra le città sulle mappe stradali. Ad es. chi ha investito alla fine del 1973 (colonna verticale) e ha venduto a fine 1974 (riga orizzontale) ha perso il 29 percento. Se invece avesse venduto  a fine 1986, avrebbe guadagnato il 18,7 per cento medio annuo.</em></p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[FIFM 2009 NEWS]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/19/fifm-2009-news/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 20:52:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/19/fifm-2009-news/</guid>
<description><![CDATA[Tra meno di due settimane avrà inizio la 9a Edizione del Festival Internazionale del Film di Marrake]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/festivalcinema091.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7021" title="festivalcinema09" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/festivalcinema091.jpg" alt="" width="479" height="120" /></a>Tra meno di due settimane avrà inizio la 9a Edizione del <strong>Festival Internazionale del Film di Marrakech</strong> (FIFM). Registi da utto il mondo saranno presenti al <strong>rendez-vous</strong> dal <strong>4 al 12 dicembre</strong> e prenderanno parte a diverse attività in programma. Il realizzatore e scenografo messicano <strong>Alfonso Cuaron</strong>, il  regista australiano <strong>Christopher Doyle</strong>, il regista<strong> Jim Jarmusch</strong> e il regista/attore serbo <strong>Emil Kusturica</strong> daranno vita ad un<strong> Master Class</strong> che avrà luogo nelle sale degli <strong>Ambasciatori </strong>al Palais des Congres, sede ufficiale del Festival, <strong>red carpet incluso</strong>. Ricordo che il Presidente della giuria è <strong>Abbas</strong> <strong>Kiarostami</strong>, regista, scenografo e produttore<strong> iraniano</strong>, premiato con una Palma d&#8217;oro per &#8220;<strong>Il gusto delle ciliegie</strong>&#8220;. Kiarostami sarà circondato da uomini e donne del cinema internazionale. Cito l&#8217;attrice francese <strong>Fanny Ardant</strong>, il regista <strong>palestinese Elia Suleiman</strong>, l&#8217;attrice nostrana<strong> Isabella</strong> <strong>Ferrari</strong> e il regista/scrittore francese <strong>Christophe Honore</strong>. Membri della giuria l&#8217;attrice spagnola<strong> Marisa Redes</strong>, il regista britannico<strong> Mike Figgis</strong>, l&#8217;attrice indiana<strong> Nandita Das</strong> e l&#8217;argentino<strong> Pablo Trapero</strong>. Nella cerimonia di chiusura prevista per <strong>sabato 12 dicembre</strong>, la giuria premierà con quattro <strong>Stelle d&#8217;Oro</strong> (Grand Prix) i migliori films, oltre ad un premio della Critica e un premio per la miglior interpretazione femminile e maschile. Nel quadro dell&#8217;omaggio reso al cinema asiatico, il FIFM ha previsto un programma dedicato al cinema<strong> thailandese</strong>. Questo settore in Thailandia sta conoscendo una<strong> florescenza artistica</strong> che dura da alcuni anni con numerosi giovani attori come<strong> Nonzee Nimibutr</strong>, <strong>Pen Ek</strong> <strong>Ratanaruang</strong> e<strong> Oxide Pang</strong>. Lo sguardo sul cinema thailandese avrà inizio <strong>giovedi&#8217; 10 dicembre</strong>, in presenza di una delegazione di registi thailandesi. Una selezione dei films sarà proiettata durante tutta la durata del Festival, secondo programma della manifestazione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Acqua: un bene privato]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/19/acqua-un-bene-privato/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 07:15:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/19/acqua-un-bene-privato/</guid>
<description><![CDATA[Nel settore dell’acqua convivono realtà pubbliche gestite in modo esemplare ed altre  gestite in mod]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nel settore dell’acqua convivono realtà pubbliche gestite in modo esemplare ed altre  gestite in mod]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Torino: protesta dei lavoratori dell'Amiat]]></title>
<link>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/18/torino-protesta-dei-lavoratori-dellamiat/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 14:30:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>nove2nove1</dc:creator>
<guid>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/18/torino-protesta-dei-lavoratori-dellamiat/</guid>
<description><![CDATA[Le proteste mirano a chiedere che si torni alla gestione dei servizi pubblici da parte degli enti lo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Le proteste mirano a chiedere che si torni alla gestione dei servizi pubblici da parte degli enti locali, con relative garanzie sul piano occupazionale.</p>
<p><a title="Protesta lavoratori dell'Amiat" href="http://torino.repubblica.it/dettaglio/amiat-scatta-protesta-selvaggia-spazzatura-davanti-al-municipio/1782317">Qui</a> il link all&#8217;articolo</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cosa abbiamo imparato dalla crisi economica]]></title>
<link>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/18/cosa-abbiamo-imparato-dalla-crisi-economica/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 14:16:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononcicascopiu</dc:creator>
<guid>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/18/cosa-abbiamo-imparato-dalla-crisi-economica/</guid>
<description><![CDATA[La crisi finanziaria ha travolto tutti noi e ha messo in discussione l’intero sistema economico-soci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-535" title="Cosa abbiamo imparato dalla crisi - Il Blog di Azimut" src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_crisi_finanziaria.jpg?w=150" alt="" width="164" height="144" />La crisi finanziaria ha travolto tutti noi e ha <strong>messo in discussione l’intero sistema economico-sociale</strong>. Però nonostante tutte le difficoltà, le problematiche, i momenti di sconforto, questa crisi, se si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno, è stata utile perché ci ha permesso di trarre importanti insegnamenti per il futuro.</p>
<p>Ecco cosa abbiamo capito/imparato:</p>
<ul>
<li><strong>Il mondo non finisce</strong>, probabilmente si formerà un nuovo equilibrio, ci saranno nuovi attori e nuove regole. Ma andremo avanti. Più forti e “puliti” di prima.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Non è necessariamente detto che il mondo debba essere sempre economicamente dominato dalle stesse superpotenze</strong>. Gli equilibri possono cambiare, perché i popoli più poveri alla lunga si stancano, giustamente, di vivere nella miseria e iniziano a lottare e lavorare più che mai. Nello stesso tempo i popoli più ricchi si adagiano, si abituano al benessere (chi più chi meno) e vogliono lavorare sempre meno. Probabilmente, non siamo in questa fase ma dobbiamo essere preparati, potrebbe succedere che un’America ridimensionata sia costretta a cedere parte dello scettro di unica superpotenza e ad accontentarsi del ruolo di grande potenza, in mezzo ad altre ugualmente potenti (Cina, Russia, India e forse altre ancora). La “distruzione creatrice” che è tipica del procedere del capitalismo finirà, eliminando ciò che non è più vitale e risanando il sistema finanziario, per dare rinnovato vigore all’economia globale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Siamo tutti uniti da una catena invisibile</strong>: il mondo ormai è uno solo ed è bene che iniziamo a interessarci a cosa succede dall’altra parte della Terra, se non vogliamo farci trovare improvvisamente impreparati quando un ricercatore indiano scopre una nuova formula della giovinezza che, in due ore, fa crollare o salire tutte le borse del pianeta.</li>
</ul>
<ul>
<li> Così come tutti i Paesi del mondo, anche mercati finanziari, banche ed economia reale sono strettamente interconnessi, quindi, il problema irrisolto in un settore può velocemente trasmettersi agli altri.</li>
</ul>
<ul>
<li> Se è vero che la Borsa anticipa spesso ciò che accade nella vita di tutti i giorni, la cosiddetta economia reale, allora forse il peggio potrebbe ancora dover arrivare. Anche se adesso si inizia a intravvedere la luce in fondo al tunnel. Ci piace vivere nell’illusione che tutto, prima o poi, si sistemerà in fretta, ma non sempre è così. Purtroppo, forse, dovremo soffrire ancora un po’. Pensate a chi vive in una roulotte a Los Angeles, e fino a pochi mesi fa aveva una villetta a due piani, con tanto di giardino, cane, barbecue (quello non manca mai) e station wagon colorata in giardino.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La gente inizia a capire ed è stanca di dar fiducia incondizionata a chi ha dimostrato di non meritarsela</strong>. Inizia a essere finalmente un po’ più chiaro che ci sono società e operatori capaci e altri meno e, soprattutto, che la storia può insegnare anche in questo campo. Chi opera nel settore bancario e finanziario non è necessariamente qualcuno che vuole guadagnare alle spalle del prossimo. Come per ogni settore, anche in questo ci sono molte persone che hanno dimostrato con i fatti di meritare la nostra fiducia (e i nostri soldi). Questa crisi ha aiutato a evidenziare queste differenze.</li>
</ul>
<ul>
<li> Così come un buon avvocato non è quello che vince tutte le cause, ma chi si pone con chiarezza, trasparenza e professionalità nei confronti del cliente, dedicandogli tempo ed energie, allo stesso modo nel mondo finanziario un <strong>buon consulente non vi farà guadagnare tutti gli anni, ma metterà i vostri obiettivi al primo posto</strong>, senza condizionamenti e conflitti di interesse e soprattutto si preoccuperà di non rifilarvi porcherie. Di cui, tra l’altro, nessuno capisce il contenuto.</li>
</ul>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Souks in the city]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/souks-in-the-city/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:58:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/souks-in-the-city/</guid>
<description><![CDATA[New York destinazione Marrakech!. E&#8217; in Marocco, nella Ville Rouge, che le fashion protagonist]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/article-1224200-07062f5d000005dc-207_468x545.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6980" title="article-1224200-07062F5D000005DC-207_468x545" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/article-1224200-07062f5d000005dc-207_468x545.jpg?w=257" alt="" width="257" height="300" /></a>New York</strong> destinazione<strong> Marrakech</strong>!. E&#8217; in Marocco, nella <strong>Ville Rouge</strong>, che le<strong> fashion</strong> protagoniste hanno posato le loro valigie <strong>Louis Vuitton</strong>, per girare alcune scene del secondo film di &#8220;<strong>Sex &#38; the City</strong>&#8220;. Forse finalmente si potrà vedere un cambio di look, abbandonando i<strong> tacchi a spillo</strong> &#8220;Jimmy Choo&#8221; per indossare delle <strong>babouches</strong>?. &#8220;Mai&#8221; dichiara<strong> Carrie</strong> <strong>Bradshaw</strong>. Accompagnate da tutta l&#8217;equipe delle riprese, le quattro attrici si sono installate per circa<strong> sei settimane</strong> a Marrakech, sorseggiando <strong>thé alla menta</strong> e <strong>Bloody Mary</strong>&#8230;le riprese si sono svolte in alcuni Hotels della città tra cui il <strong>Mandalina Resort</strong>, in fase di costruzione, con apertura prevista per il 2010. Mobili, suppellettili e quant&#8217;altro sono stati trasportati dall&#8217;<strong>America</strong> per poter ricostruire parti del set nell&#8217;Hotel-Resort, praticamente work in progress.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Marocco coraggioso ]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/il-marocco-coraggioso/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:23:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/il-marocco-coraggioso/</guid>
<description><![CDATA[Ancora scandali, rumors, forse censure per la martoriata stampa marocchina. Questa volta si tratta d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/couv11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6971" title="couv11" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/couv11.jpg?w=213" alt="" width="266" height="342" /></a>Ancora scandali, rumors, forse <strong>censure</strong> per la martoriata stampa marocchina. Questa volta si tratta di una rivista femminile a finire sotto i proiettori<strong> infuocati</strong> dei <strong>benpensanti</strong>. La rivista si chiama &#8220;<strong>Femmes du Maroc</strong>&#8220;, molto seguita dal ceto medio- alto borghese del Paese e, se l&#8217;inchiesta sul<strong> parto</strong> in Marocco non scandalizza, la fotografia di <strong>copertina</strong> crea imbarazzi e discussioni accese, invocanti la <strong>messa al bando</strong> del mensile. Una fotografia, una semplice e bella fotografia che ritrae <strong>Nadia</strong> <strong>Larguet</strong>, incinta, con la mano sinistra che copre il seno e la destra appoggiata sul ventre arrotondato. La sola cosa che indossa è un<strong> anello</strong> con sei piccoli cuori. Se non conoscete<strong> la coraggiosa Nadia Larguet</strong> vi dico chi è: moglie di<strong> Nourredine Saïl</strong>, direttore del Centro Cinematografico Marocchino, di mestiere è <strong>produttrice</strong>/presentatrice di una trasmissione per<strong> bambini</strong>, <strong>Entr&#8217;act</strong>, sul canale privato marocchino<strong> 2M</strong>. La fotografia è stata scattata sul modello della celebre immagine di <strong>Demi Moore</strong>, datata 1991, per la rivista americana<strong> Vanity Fair</strong>. Tutto il mondo<strong> islamico</strong> si è sollevato e a dichiarato guerra a questa &#8220;<strong>infamia</strong>&#8220;. Questa copertina audace rischia di far colare tonnellate di<strong> astio</strong> nei prossimi giorni senza dimenticare che il mensile <strong>Femmes du Maroc</strong> è disponibile in tutte le edicole del Marocco, fianco a fianco della stampa arabofona o delle riviste inneggianti la famiglia. Quale sarà la reazione del <strong>Governo</strong> e dei partiti politici come il Partito della <strong>Giustizia </strong>e dello<strong> Sviluppo</strong> davanti a questa<strong> provocazione</strong>?. Quello che è certo è il<strong> risvolto pubblicitario</strong> <strong>gratuito </strong>del mensile che sta imperversando sui media del Paese. L&#8217;immagine di Nadia ha provocato e provocherà un <strong>forte choc</strong> in certune persone ma per altre ha offerto un <strong>soffio di modernità</strong> inaspettato. Sicuramente, fatto salvo i risvolti della censura, questo mensile femminile ha avuto la <strong>capacità</strong> di far riflettere un intero Paese su aspetti <strong>troppo a lungo</strong> nascosti, demolendo un<strong> tabù</strong> anacronistico, mettendo in risalto<strong> la bellezza</strong> e la poesia di un corpo femminile fuori da schemi preconcetti, gettando alle fiamme veli, jellaba e tradizioni ancestrali.<strong> Bravi!</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Just a Photo]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/17/just-a-photo-34/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 18:18:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/2064296792_354a2bb122.jpg"></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6966" title="2064296792_354a2bb122" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/2064296792_354a2bb122.jpg?w=199" alt="" width="256" height="345" /></p>
<p></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Voglio vivere cosi'...]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/14/voglio-vivere-cosi/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 07:36:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/14/voglio-vivere-cosi/</guid>
<description><![CDATA[Invito tutti a cliccare sul sito di Alessandro, che ha avuto la bella idea di mettere insieme e far ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-6955" href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/14/voglio-vivere-cosi/header/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6955" title="header" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/header.jpg?w=300" alt="header" width="327" height="114" /></a>Invito tutti a cliccare sul sito di <strong>Alessandro</strong>, che ha avuto la bella idea di mettere insieme e far conoscere le esperienze di vita di tanti espatriati come me..mi ha chiesto<strong> una testimonianza</strong> e, prontissimo, gli ho inviato il mio racconto, la mia esperienza di vita a<strong> Marrakech</strong>. Il mio primo incontro con la città, le sue emozioni, i suoi abitanti e il mio primo Riad.  Oltre alla mia esperienza tante<strong> storie di italiani</strong> che hanno cambiato vita, che hanno voltato pagina, <strong>emozionati</strong> da un nuovo stile di vita, da un panorama, da un aria nuova; fate un giretto sul sito e fatemi sapere cosa ne pensate&#8230;.</p>
<p><a href="http://www.voglioviverecosi.com">www.voglioviverecosi.com</a><a href="http://www.voglioviverecosi.it"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Meteo Marrakech 12/11/2009]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/12/meteo-marrakech-12112009/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:08:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sole...28°]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_6950" class="wp-caption aligncenter" style="width: 296px"><a rel="attachment wp-att-6950" href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/12/meteo-marrakech-12112009/meteo-4/"><img class="size-full wp-image-6950" title="meteo" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/meteo1.jpg" alt="meteo" width="286" height="264" /></a><p class="wp-caption-text">Sole...28°</p></div>
<p><a rel="attachment wp-att-6949" href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/12/meteo-marrakech-12112009/meteo-3/"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[FIFM 9a Edizione]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/12/fifm-9a-edizione/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 15:44:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Conto alla rovescia per la 9a Edizione del Festival Internazionale del Film di Marrakech che si svol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a rel="attachment wp-att-6926" href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/12/fifm-9a-edizione/festivalcinema09/"><img class="alignleft size-full wp-image-6926" title="festivalcinema09" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/festivalcinema09.jpg" alt="festivalcinema09" width="466" height="138" /></a>Conto alla rovescia</strong> per la <strong>9a Edizione</strong> del Festival Internazionale del Film di<strong> Marrakech</strong> che si svolgerà dal <strong>4 al 12 Dicembre 2009</strong>. La programmazione dei films in gara<strong> non è ancora</strong> stata pubblicata (appena sarà disponibile la postero&#8221;) ma sono a disposizione della stampa gli <strong>omaggi </strong>che verranno attribuiti a <strong>diversi attori e registi</strong> del panorama mondiale cinematografico. Il primo omaggio al grande <strong>Ben Kingsley</strong> con la presentazione di una<strong> filmografia</strong> selettiva che parte dal<strong> 1972</strong> con &#8220;Fear is the key&#8221; di Michel Tuchner passando per &#8220;<strong>L&#8217;amore necessario</strong>&#8221; di Fabio Carpi, terminando con &#8220;<strong>The love guru</strong>&#8221; di <strong>Marco Schnabel</strong>. Secondo omaggio dedicato a <strong>Emir Kusturica</strong> con due sezioni, una dedicata ai suoi films come<strong> regista</strong>, da&#8221; <strong>Underground</strong>&#8221; a &#8220;Arizona Dream&#8221; sino al recente &#8220;<strong>Maradona by Kusturica</strong>, e una sezione dedicata al suo lavoro di attore con titoli come &#8220;<strong>La veuve de Saint Pierre</strong>&#8220;, &#8220;Super 8 stories&#8221;, &#8220;Viaggio segreto&#8221; e &#8220;Hermano&#8221;.<a rel="attachment wp-att-6929" href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/12/fifm-9a-edizione/festivalcinema3/"><img class="alignright size-full wp-image-6929" title="festivalcinema3" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/festivalcinema3.jpg" alt="festivalcinema3" width="205" height="277" /></a> Terzo incontro con<strong> Said Taghmaoui</strong>, grande attore di origini<strong> marocchine</strong> che ha al suo attivo films come &#8220;<strong>La Haine</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Il</strong> <strong>tempo dell&#8217;Innocenza</strong>&#8221; di Vincenzo Terraciano, &#8220;<strong>Last minute Kasbah</strong>&#8221; di Michael Venning, &#8220;<strong>O Jerusalem</strong>&#8221; di  Elie Chouraqui (vedi anche alla<strong> Cat.</strong> <strong>Portraits</strong>). Infine un omaggio a <strong>Christopher Walken</strong> con &#8220;Me and my brothers&#8221; di Rober Frank, &#8220;<strong>Basquiat</strong>&#8221; di <strong>Julian Schnabel</strong>, &#8220;<strong>Pulp Fiction</strong>&#8221; di Tarantino sino ad arrivare al 2009 con &#8220;<strong>The lonely maiden</strong>&#8220;. <strong>Presidente</strong> della giuria internazionale (mancano ancora i nomi) il regista iraniano <strong>Abbas Kiarostami</strong>. Il <strong>red carpet</strong> è pronto davanti al <strong>Palazzo dei</strong> <strong>Congressi </strong>dove si svolgerà il Festival in concomitanza con alcune sale cinematografiche della città e ovviamente il mega schermo piazzato sulla <strong>Place Jemaa el Fna</strong> che renderà le proiezioni magiche.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[LE NOTE DI ROBERTO BELLUCO - Una burocrazia sostenibile, a misura d’uomo e territorio]]></title>
<link>http://robertobelluco.wordpress.com/2009/11/12/le-note-di-roberto-belluco-una-burocrazia-sostenibile-a-misura-d%e2%80%99uomo-e-territorio/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:43:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertobelluco</dc:creator>
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<description><![CDATA[La centralità dei rapporti che il singolo cittadino ha con l&#8217;ente pubblico, e loro stessi tra ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La centralità dei rapporti che il singolo cittadino ha con l&#8217;ente pubblico, e loro stessi tra di loro, è governata dalla burocrazia.<br />
E&#8217; sicuramente utile e necessaria perché regolamenta il modo e i metodi di accesso a prerogative e doveri verso la comunità. Il problema si pone quando situazioni possono diventare pesanti a causa di lentezza o farraginosità del contatto. Oltremodo, i tempi che si dedicano alla burocrazia, al districarsi tra nome e regolamenti, fanno bloccare sviluppo e produttività, in un momento storico che impone scelte strategiche per il rilancio dell&#8217;economia.<br />
Il tema è importante e difficile da affrontare, al punto che il movimento politico valdostano Union Valdotaine, lo affronterà il 28 novembre nel prossimo Congresso.<br />
Da queste situazioni, parlo soprattutto per la mia esperienza legata strettamente alla comunità valdostana, che è numericamente piccola, ma frammentata sul territorio, si deve pensare che spostarsi, specie per gli anziani e per chi ha difficoltà motorie, è difficile soprattutto dalle valli laterali, nasce la necessità di colmare i fossati e fare in modo che ci siano accessi guidati.<br />
Il processo di superamento del divario burocratico deve essere affidato a grandi capacità di gestione dei rapporti e alle nuove tecnologie, che porterebbero a ridurre ulteriormente il divario digitale.<br />
Al Legislatore, sia Statale che Regionale si chiede di “snellire” e compattare in modo giuridicamente armonico il patrimonio legislativo e regolamentare, dando un nuovo assetto all&#8217;accesso del cittadino alla gestione delle sue attività.<br />
Punto nodale è la scelta e la formazione del personale che abbia spiccata predisposizione per il contatto con il pubblico.<br />
Questo personale, dislocato sul territorio, impiegato in centri polifunzionali di gestione, avrebbe il compito di istruire in modo digitale la pratica e fissare l’eventuale appuntamento con il preposto ufficio centrale, darebbe quindi supporto e canalizzazione. Non dimentichiamoci che spesso il cittadino non ha le competenze utili per accedere e/o comprendere in modo autonomo il servizio.<br />
Il loro lavoro sarebbe quello di soddisfare, in quella sede, molte richieste e di ridurre i tempi morti di presenza del cittadino nelle sedi centrali.<br />
Nel contempo i vari Enti devono adoperarsi per essere accessibili, ai cittadini che ne sono capaci, in rete e che si possa produrre documentazione digitalizzando la propria pratica. Solo dopo l&#8217;assolvimento dei necessari step ci sarà l&#8217;eventuale appuntamento dedicato presso l&#8217;ufficio di competenza.<br />
La digitalizzazione dei documenti è comunque un punto nodale per rendere accessibile la storia del singolo, da ogni postazione informatica.<br />
La spinta all&#8217;uso del pc deve essere netta, tanto quanto la disponibilità al contatto con l&#8217;impiegato.<br />
Così facendo si avrebbero anche un potenziamento della rete di trasmissione dei dati sul territorio regionale, che non farebbe che giovare alle esigenze di contatto dei singoli e delle aziende.<br />
La PA nazionale ha, in questi giorni, messo a punto con l&#8217;Inps un sistema di Posta Elettronica Certificata. Praticamente un sigillo di autentica alla email inviata. Questo, ma non solo questo, potrebbe essere un ulteriore sprono all&#8217;uso della gestione digitale della burocrazia.<br />
Di una cosa sono certo: ognuno di noi ha una storia che smantella il mio ragionamento. Ma se non si pensa a scenari futuribili, non si inizia a cambiare.<br />
Pertanto spero che i cittadini usino gli URP per far valere i propri diritti e le amministrazioni si adoperino per “pensare” all’esterno.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Informazioni]]></title>
<link>http://imeldaantonicelli.wordpress.com/2009/11/12/informazioni/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:00:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>imeldaantonicelli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Spero di non avervi abituato male, lasciando un post al giorno. Questo blog sarà strutturato con una]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Spero di non avervi abituato male, lasciando un post al giorno. Questo blog sarà strutturato con una]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Pochi fondi per la cultura a Roma]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/11/pochi-fondi-per-la-cultura-a-roma/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 07:44:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Indubbiamente per un città come Roma, sapere che ci sono cosi pochi fondi a disposizione per ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Indubbiamente per un città come Roma, sapere che ci sono cosi pochi fondi a disposizione per ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Convegno sui sistemi gestionali integrati ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/10/convegno-sui-sistemi-gestionali-integrati/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 00:01:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/10/convegno-sui-sistemi-gestionali-integrati/</guid>
<description><![CDATA[Brescia 12 Novembre alle 9,30 Novotel Via Pietro Nenni, 22. Il convegno che è giunto alla sua terza ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Brescia 12 Novembre alle 9,30 Novotel Via Pietro Nenni, 22. Il convegno che è giunto alla sua terza ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Finanze: controllare movimenti bancari, depositi e prelievi]]></title>
<link>http://jacopofarina.wordpress.com/2009/11/08/finanze-controllare-movimenti-bancari-depositi-e-prelievi/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 23:01:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>jacopofarina</dc:creator>
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<description><![CDATA[Finanze é un&#8217;utility freeware per Mac che consente di gestire in maniera semplice e rapida con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Finanze é un&#8217;utility freeware per Mac che consente di gestire in maniera semplice e rapida con]]></content:encoded>
</item>

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