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	<title>gianfranco-fini &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/gianfranco-fini/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "gianfranco-fini"</description>
	<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 15:45:35 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Memoria corta]]></title>
<link>http://mondopiccolo.wordpress.com/2009/11/27/memoria-corta/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:11:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>ringo83</dc:creator>
<guid>http://mondopiccolo.wordpress.com/2009/11/27/memoria-corta/</guid>
<description><![CDATA[Gira voce che i finiani abbiano sullo stomaco il documento uscito dall&#8217;ufficio di presidenza d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Gira voce che i finiani abbiano sullo stomaco il documento uscito dall&#8217;ufficio di presidenza di ieri sera del Popolo della libertà. Silvio Berlusconi ha dettato delle condizioni (chi non concorda, può anche andarsene), ribadendo il concetto di disciplina di partito.</p>
<p>Ma di che si lamentano lor signori? Si sono già scordati degli anni di Gianfranco Fini a capo di Alleanza nazionale?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Cavaliere leninista e il Giornale che si contraddice.]]></title>
<link>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/27/il-cavaliere-leninista-e-il-giornale-che-si-contraddice/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 12:02:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Chiusi</dc:creator>
<guid>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/27/il-cavaliere-leninista-e-il-giornale-che-si-contraddice/</guid>
<description><![CDATA[Secondo la testimonianza dei presenti alla riunione dell&#8217;Ufficio di Presidenza del Pdl di ieri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/lenin.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1302" title="lenin" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/lenin.jpg" alt="" width="480" height="342" /></a></p>
<p>Secondo la testimonianza dei presenti alla riunione dell&#8217;Ufficio di Presidenza del Pdl di ieri, Silvio Berlusconi avrebbe <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo467080.shtml">pronunciato</a> la seguente frase:</p>
<blockquote><p>&#8220;Il partito decide su tutto a maggioranza, chi non si adegua è <strong>fuori</strong>&#8220;.</p></blockquote>
<p>Strano sentire la <a href="http://ilnichilista.wordpress.com/2009/07/25/debora-serracchiani-comunista/">tesi fondamental</a>e del <strong>centralismo democratico </strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Centralismo_democratico">teorizzato</a> da <strong>Lenin </strong>in <em>Che fare</em>? espressa (e in modo impeccabile) da un <strong>anticomunista</strong> viscerale come il Cavaliere. Come si legge su <em><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/3918">Il Foglio</a>, </em>non si tratta di una uscita estemporanea del Premier, ma di una tesi <strong>condivisa</strong> <strong>dai berlusconiani</strong> Verdini e Quagliarello, per cui tuttavia sarebbe più corretto parlare di centralismo democratico <em><strong>postmoderno</strong></em>. Sarà.</p>
<p>Meno strano cogliere in contraddizione <em>Il Giornale </em>di Feltri. Secondo cui se a parlare di centralismo democratico è <strong>Debora Serracchiani</strong> è un vizio, ma se a farlo è il <strong>Premier</strong> è una virtù.</p>
<p>Il 24 luglio Alberto Taliani <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/ora_serracchiani_riscopre_virtu_del_centralismo_democratico_stile_pci/marino-serracchiani-bersani-giornale-franceschini-congresso-pd/24-07-2009/articolo-id=369273-page=0-comments=5">scriveva</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Centralismo democratico? Se così si chiama recuperiamolo se serve&#8221;. Debora Serracchiani alla Festa del Pd alle Terme di Caracalla a Roma non ha dubbi, se serve<strong> il &#8220;vecchio&#8221; metodo del Pci</strong>, si torni al vecchio per governare il &#8220;nuovo&#8221; partito. Poprio così, l&#8217;antico rito del governo comunista del partito applicato ai <em>democrats</em> all&#8217;italiana. Insomma, il nuovo per affermarsi deve applicare le virtù del <strong>&#8220;metodo&#8221; del partito che fu di Togliatti</strong>, anche se sulla home page del sito di dell&#8217;europarlamentare campeggia lo slogan &#8220;Semplicemente Democratica&#8221;&#8230;</p></blockquote>
<p>Nell&#8217;<a href="http://www.ilgiornale.it/interni/berlusconi_fini_me_o_fuori/27-11-2009/articolo-id=402113-page=0-comments=1">editoriale</a> di Alessandro Sallusti di oggi scompare ogni riferimento al partito comunista:</p>
<blockquote><p>Berlusconi ha deciso. <strong>Il tempo dei dibattiti e dei distinguo dentro il Pdl è finito</strong>. Un avviso chiaro a Gianfranco Fini e alla sua pattuglia di dissidenti. O dentro o fuori. E se si sta dentro bisogna adeguarsi a quanto gli organi di partito decideranno a maggioranza,<strong> come avviene in ogni struttura democratica</strong>. </p></blockquote>
<p>Dunque il Cavaliere si rifà a Lenin, e l&#8217;organo di famiglia ringrazia (nel nome della democrazia, sia chiaro). Provocando l&#8217;<strong>ironia</strong> del quotidiano &#8220;nel Pdl&#8221; (e non <em>del</em>) dei finiani, <em>Il Secolo d&#8217;Italia</em>, che oggi a pagina 5 usa una <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#38;currentArticle=OG6FQ">intervista</a> all&#8217;ex comunista Gavino Angius per titolare: &#8220;ma <strong>persino il PCI tollerava il dissenso</strong>&#8220;. </p>
<p>Ma non doveva essere Fini, a guardare a sinistra?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una domanda a Silvio: sei il MANDANTE DELLE STRAGI? | Il blog di Daniele Martinelli]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/27/una-domanda-a-silvio-sei-il-mandante-delle-stragi-il-blog-di-daniele-martinelli/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:06:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/27/una-domanda-a-silvio-sei-il-mandante-delle-stragi-il-blog-di-daniele-martinelli/</guid>
<description><![CDATA[Una domanda a Silvio: sei il MANDANTE DELLE STRAGI? | Il blog di Daniele Martinelli. Altro che cazza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.danielemartinelli.it/2009/11/27/una-domanda-a-silvio-sei-il-mandante-delle-stragi/">Una domanda a Silvio: sei il MANDANTE DELLE STRAGI? &#124; Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/38ubpGGMI-Q&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/38ubpGGMI-Q&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<blockquote><p>Altro che cazzate, come ci raccontava qualche giorno fa <strong>Marcello Dell’Utri</strong>! Altro che presidente del consiglio che passerà alla storia per aver sconfitto la mafia! <strong>E’ cominciata la guerra</strong> civile, o meglio, penale. Per lui! il privato corruttore ed evasore fiscale <strong>Silvio Berlusconi</strong>. E’ cominciato un momento storico per l’Italia. Ora non so cosa succederà. O meglio, spero di sbagliare profezia. Se mi dicessero che Berlusconi si è già dato alla fuga col suo jet per qualche atollo sconosciuto non mi meraviglierei. Se mi dicessero che ha già allertato i servizi segreti deviati per far fuori determinati giornalisti e determinate voci libere (blogger compresi), piuttosto che oppositori politici o parenti di altri mafiosi, non mi meraviglierei altrettanto. Le minacce di morte al presidente del Senato Renato Schifani e sembra anche a Marcello Dell’Utri, non mi meraviglierei se si rivelassero deviate per creare confusione (un po’ alla <a href="http://www.unita.it/rubriche/fornario/91838" target="_blank">Francesco Guzzardi</a>). La crisi ha colpito anche i vertici della mafia. Si sono <strong>decisi a parlare in coro</strong>. Tengono tonalità e ritmo. Per il privato corruttore il ballo si fa difficile. <strong>Insostenibile</strong>.</p>
<p>Qui in rete è da tempo che discutiamo con allegra libertà ciò che aspettavamo in grande evidenza sui giornali. Ci siamo permessi il capriccio e in parte il lusso, di cantare da solisti e di anticipare ciò che oggi, alcuni di quei giornali scrivono. Benché pilotati quei giornali hanno ancora il loro effetto sulle masse. Come il quotidiano <strong>Repubblica</strong>, il più incisivo, oggi, nel costringere il governo a dimettersi o il presidente della Repubblica a prevedere di <strong>sciogliere presto le camere</strong>, e le forze dell’ordine di vigilare su Berlusconi affinché non scappi. Attendiamoci da un momento all’altro che il privato corruttore col riporto venga convocato in aula per rispondere di tutte quelle accuse coincidenti, di bel po’ di pentiti, che anziché darsi degli infami sono <strong>tutti concordi</strong> e tutti in reciproco rispetto. In doppia stereofonia dalle aule dei tribunali di Milano, Firenze, Palermo e Caltanissetta per le stragi di Firenze, Milano e di Roma del 1993. Quindi anche delle stragi dei giudici FALCONE e BORSELLINO.</p>
<p>Repubblica oggi in prima pagina titola “<em>Cosa nostra e la resa dei conti del Cavaliere</em>“.  Inizia un lungo articolo che va a riempire le pagine 2 e 3, col <strong>resoconto degli interrogatori dei pentiti</strong> che inchiodano il presidente del consiglio piduista, assieme a Marcello Dell’Utri.<br />
Sono proprio curioso di vedere cosa accade. Vorrei essere una mosca per vedere le facce di quei milioni di italiani che oggi, nonostante i filtri minchiolini, dovranno pur sapere qualcosa dai telegiornali. Mi piacerebbe vedere le facce di Emilio Fede, Littorio Feltri e Maurizio Belpietro. Oltre che di Claudio Brachino.<br />
Riporto, di nuovo, in estrema sintesi, i punti focali che <strong>segnano la fine</strong> dell’incredibile personaggio camuffato da capo del governo di cui, forse, l’Italia <strong>potrà liberarsi molto presto</strong>. Ripeto: forse prima di quel famigerato 5 dicembre del nobday.<br />
Ecco alcuni stralci di articolo pubblicati oggi (dai contenuti non nuovi per chi legge questo blog) assolutamente cruciali.</p>
<p><em>Gaspare Spatuzza indica nel presidente del consiglio e nel suo braccio destro (Marcello Dell’Utri) i <strong>suggeritori della campagna stragista</strong> di sedici anni fa.<br />
…la famiglia di Brancaccio </em>(fratelli Giuseppe e Filippo Graviano ndr)<em> ha deciso di aggredire in pubblico e servendosi di un processo chi “non ha mantenuto gli impegni”. Ci sono anche i messaggi di morte. Al presidente del Senato, Renato Schifani, siciliano di Palermo (…) le “voci di dentro” di Cosa Nostra, avvertimenti che sarebbero piovuti su Marcello Dell’Utri…<br />
</em></p>
<p><em>Sono sintomi che devono essere considerati oggi un corollario della <strong>resa dei conti tra Cosa Nostra e il capo del governo</strong>… tra Cosa Nostra e gli uomini (<strong>Berlusconi, Dell´Utri</strong>) che, a diritto o a torto, è tutto da dimostrare, i mafiosi hanno considerato, dal 1992/1993 e per quindici anni, gli <strong>interlocutori di un progetto</strong> che, dopo le stragi, avrebbe rimesso le cose a posto: i piccioli, il denaro, al sicuro; i «carcerati» o fuori o dentro, ma in condizioni di tenere il filo del loro business; mediocri e distratte politiche della sicurezza; lavoro giudiziario indebolito per legge…</em>(come dal Piano di rinascita piduista ndr)<em>.<br />
</em></p>
<p><em><strong>La campana suona per Silvio Berlusconi</strong> perché, nelle tortuosità che sempre accompagnano le cose di mafia, è evidente che il 4 dicembre, quando Gaspare Spatuzza, mafioso di Brancaccio, testimonierà nel processo di appello contro Marcello Dell’Utri, avrà inizio la resa dei conti della famiglia dei fratelli Graviano contro il capo del governo…</em></p>
<p><em>È un fatto sorprendente che i mafiosi abbiano deciso di parlare con i pubblici ministeri di quattro procure. Vogliono contribuire “alla verità”. Lo dice anche Giuseppe Graviano, “muto” da quindici anni. Quattro uomini della famiglia offrono una collaborazione piena. Sono <strong>Gaspare Spatuzza, Pietro Romeo, Giuseppe Ciaramitaro, Salvatore Grigoli</strong>.</em></p>
<p>Racconta Gaspare Spatuzza:<em> “Giuseppe Graviano mi ha detto che tutto si è chiuso bene, abbiamo ottenuto quello che cercavamo; le persone che hanno portato avanti la cosa non sono come quei quattro crasti dei socialisti che prima ci hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Si tratta di persone affidabili. A quel punto mi fa il nome di Berlusconi e mi conferma, a mia domanda, che si tratta di <strong>quello di Canale 5</strong>; poi mi dice che c´è anche un paesano nostro e mi fa il nome di <strong>Dell’Utri</strong> (…) Giuseppe Graviano mi dice [ancora] che comunque <strong>bisogna fare l’attentato all’Olimpico</strong> perché serve a dare il “colpo di grazia” e afferma: ormai “abbiamo il Paese nelle mani”».</em></p>
<p><em><strong>Pietro Romeo</strong>, interrogatorio del 30 settembre 2009: «… In quel momento stavamo parlando di armi e di altri argomenti seri. [Fu chiesto a Spatuzza] se il politico dietro le stragi fosse Andreotti o Berlusconi. Spatuzza rispose: <strong>Berlusconi</strong>. La motivazione stragista di Cosa Nostra era quella di <strong>far togliere il 41 bis</strong>. Non ho mai saputo quali motivazioni ci fossero nella parte politica. Noi eravamo [soltanto degli] esecutori».<br />
<strong>Salvatore Grigoli</strong>, interrogatorio 5 novembre 2009: «Dalle informazioni datemi (…), le stragi erano fatte per costringere lo Stato a scendere a patti (…) Dell’Utri è il nome da me conosciuto (?), quale contatto politico dei Graviano (…) Quello di Dell’Utri, per me, in quel momento era un nome conosciuto ma neppure particolarmente importante. Quel che è certo è [che me ne parlarono] come [del nostro] contatto politico».</em></p>
<p><em>E’ una scena che trova conferme anche in parole già dette, nel tempo. I ricordi di <strong>Giuseppe Ciaramitaro</strong> li si può scovare in un verbale d´interrogatorio del 23 luglio 1996: “Mi [fu] detto che bisognava portare questo attacco allo Stato e che c’era un politico che indicava gli obiettivi, quando questo politico avrebbe vinto le elezioni, si sarebbe quindi interessato a far abolire il 41 bis (?).<br />
<strong>Si rispettano, sorprendentemente. Non era mai capitato. Senza considerarsi infami.</strong></em></p>
<p><em>…ma la dirompente novità è nei cauti passi dei due boss di Brancaccio, i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, <strong> i più vicini a Salvatore Riina</strong>. Hanno guidato con mano ferma la loro “batteria” fino a progettare la strage, per fortuna evitata per un inghippo nell´innesco dell’esplosivo, di un centinaio di carabinieri all’Olimpico il 23 gennaio del 1994. Sono in galera da quindici anni. Hanno studiato (economia, matematica) in carcere. Dal carcere si sono curati dell’educazione dei loro figli affidati ai migliori collegi di Roma e di Palermo e ora sembrano <strong>stufi, stanchi di attendere</strong> quel che per troppo tempo hanno atteso. Spatuzza racconta che, alla fine del 2004, Filippo Graviano, 48 anni, sbottò: “Bisogna far sapere a mio fratello Giuseppe che se non arriva niente da dove deve arrivare, è bene che anche noi cominciamo a parlare con i magistrati”.</em></p>
<p><em><strong>C´è un accordo.</strong> Chi lo ha sottoscritto, non ha rispettato l´impegno. Per cavarsi dall´angolo, c´è un solo modo: dissociarsi, collaborare con la giustizia, svelare le responsabilità di chi, estraneo all´organizzazione, si è tirato indietro.</em></p>
<p><em>Interrogatorio del 28 luglio 2009: <strong>Filippo Graviano</strong> durante il confronto con Gaspare Spatuzza gli dice: “Io non ho mai parlato con ostilità nei tuoi riguardi. I discorsi che facevamo erano per migliorare noi stessi. Già noi avevamo allora un atteggiamento diverso, già volevamo agire nella legalità. Noi parlavamo di un nostro futuro in un’altra parte d´Italia».<br />
<strong>Filippo Graviano ai pm</strong>: «Mi dispiace contraddire Spatuzza, ma devo dire che non mi aspetto niente adesso e nemmeno nel passato, nel 2004. Mi sembra molto remoto che possa avere detto una frase simile perché, come ho detto, non mi aspetto niente da nessuno. Avrei cercato un magistrato in tutti questi anni, se qualcuno non avesse onorato un presunto impegno».<br />
Filippo Graviano usa senza timore parole vietate come “legalità”, “cercare magistrati”. Si spinge anche a pronunciare: «dissociazione». Dice: «Da parte mia è una dissociazione verso le scelte del passato (?). Oggi sono una persona diversa. Faccio un esempio. Nel mio passato, al primo posto, c´era il denaro. Oggi c´è la cultura, la conoscenza. (?) Io non rifarei le scelte che ho fatto».</em></p>
<p><em><strong>Ecco perché ha paura Berlusconi.</strong> Quegli uomini della mafia non conoscono soltanto “la verità” delle stragi (che sarà molto arduo rappresentare in un racconto processuale ben motivato), ma soprattutto <strong>le origini oscure della sua avventura imprenditoriale</strong>, già emerse e documentate dal processo di primo grado contro Marcello Dell´Utri (condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa). Di denaro, di piccioli minacciano allora di parlare i Graviano e gli uomini della famiglia di Brancaccio. <strong>Dice Spatuzza</strong>: “I Graviano sono ricchissimi e il loro patrimonio non è stato intaccato di un centesimo. Hanno investito al Nord e in Sardegna e solo così mi spiego perché durante la latitanza sono stati a Milano e non a Brancaccio. È anomalo, anomalissimo”. Se a Milano ? dice il testimone ? Filippo e Giuseppe si sentivano più protetti che nella loro borgata di Palermo vuol dire che chi li proteggeva a Milano era più potente e affidabile della famiglia.</em></p>
<p>Il privato corruttore ha detto che chi non sta col Popolo delle laidità è fuori dal governo. Attendiamo con ansia il presidente della Camera Gianfranco Fini al varco. Oggi, o al massimo domani. Salvo cazzate.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Ei-S0yFQGh4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Ei-S0yFQGh4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Presidente, sveglia!]]></title>
<link>http://mondopiccolo.wordpress.com/2009/11/26/presidente-sveglia/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 19:24:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>ringo83</dc:creator>
<guid>http://mondopiccolo.wordpress.com/2009/11/26/presidente-sveglia/</guid>
<description><![CDATA[Una volta tanto, dati i precedenti, Gianfranco Fini se n&#8217;è uscito con un&#8217;affermazione ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" title="Silvio Berlusconi" src="http://www.repubblica.it/popup/servizi/2005/politica/dorme.jpg" alt="" width="280" height="328" />Una volta tanto, dati i precedenti, Gianfranco Fini se n&#8217;è uscito con un&#8217;affermazione che dovrebbe far ragionare attentamente sia Silvio Berlusconi sia tutta la maggioranza: il processo breve non è la riforma della giustizia. Vero, sacrosanto: perché non basta una legge che preveda due anni per ogni grado di giudizio di fronte reati che comportano pene fino ai dieci anni, piuttosto occorre ribaltare molto altro. E dato che la guerra con l&#8217;Anm è cominciata, tanto vale portarla avanti. Purtroppo quella battuta di Fini è caduta nel silenzio, soffocata dalle risse Tremonti &#8211; Brunetta e dai guai privati del presidente del Consiglio. Il Cavaliere, dalla sua, avrebbe detto nel corso del vertice di presidenza del Pdl che è in atto una persecuzione giudiziaria che potrebbe portare addirittura alla guerra civile. L&#8217;ufficio stampa del partito ha prontamente negato, ma il senso rimane, anche senza quella guerra civile tra i piedi.</p>
<p>L&#8217;immobilità dell&#8217;esecutivo è, d&#8217;altra parte, imbarazzante: questa mattina, intervenendo su La 7, l&#8217;abile direttore di Italia Oggi, Pierluigi Magnaschi, ha ricordato come in tempi di crisi le aziende per campare abbiano eliminato le spese inutili, mentre questo governo non lo ha fatto. Il riferimento era soprattutto all&#8217;abolizione delle Province e di tutti gli enti che rendono il nostro Paese burocratico, lento, vecchio. A parte la riforma dell&#8217;istruzione, dalla scuola all&#8217;università, non si registra molto altro di significativo.</p>
<p>L&#8217;ennesima chance arriva, guarda caso, dalla giustizia che non deve essere vista solo come un&#8217;occasione per permettere ad un capo di governo di svolgere il suo lavoro, ma anche come la possibilità di dare uno scossone ad un sistema che interessa la vita dei cittadini nel profondo, ogni giorno. Quindi facciano pure questo processo breve, ma non si limitino a quello.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nessun Governo nella storia della Repubblica è riuscito fare un così straordinario salto mortale all'indietro come quello guidato da Silvio Berlusconi. E' sparito tutto, pure il bonus famiglia; sono sparite anche quelle poche centinaia di euro che l'esecutivo regalava ai bambini appena nati. Al Senato è stata smontata pezzo per pezzo la famiglia italiana, presa a schiaffi dal Governo e dalla sua maggioranza dopo esser già stata messa duramente alla prova dalla crisi economica]]></title>
<link>http://vitaliquida.wordpress.com/2009/11/26/nessun-governo-nella-storia-della-repubblica-e-riuscito-fare-un-cosi-straordinario-salto-mortale-allindietro-come-quello-guidato-da-silvio-berlusconi-e-sparito-tutto-pure-il-bonus-famiglia-sono/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:56:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>colas</dc:creator>
<guid>http://vitaliquida.wordpress.com/2009/11/26/nessun-governo-nella-storia-della-repubblica-e-riuscito-fare-un-cosi-straordinario-salto-mortale-allindietro-come-quello-guidato-da-silvio-berlusconi-e-sparito-tutto-pure-il-bonus-famiglia-sono/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Il problema &#8211; ha detto Franco Frattini &#8211; è come evitare esternazioni che potrebbe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://vitaliquida.wordpress.com/files/2009/11/tremonti1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-410" title="tremonti1" src="http://vitaliquida.wordpress.com/files/2009/11/tremonti1.jpg" alt="" width="500" height="361" /></a>&#8220;Il problema &#8211; ha detto Franco Frattini &#8211; è come evitare esternazioni che potrebbero avere negli organi di partito il luogo migliore per esprimere opinioni. Certo, se un ministro se la prende col titolare dell&#8217;Economia all&#8217;inizio della discussione sulla Finanziaria, non è un bel vedere&#8221;. Ma Frattini si sbaglia perché il problema non è questo!</p>
<p><strong>In molti si sono chiesti cosa c’è dietro l’attacco di Renato Brunetta</strong> a Giulio Tremonti. Qualcuno ha ipotizzato l’epilogo di una querelle personale lunga almeno un decennio, altri hanno ipotizzato il movimento della punta di un iceberg, il “partito della spesa”, ovvero la maggioranza dei ministri del Governo che continuano a vedersi cassare dal titolare dell’economia ogni timido tentativo di ipotizzare investimenti, altri ancora, infine, hanno supposto un oscuro complotto per ridimensionare le mire di Giulio Tremonti nella lotta per la successione.</p>
<p><strong>Brunetta non è particolarmente coraggioso</strong>, è intelligente, furbo, preparato, ma senza una “copertura” non sarebbe mai andato allo sbaraglio. Certo, lui che ha passato tante notti sulle sudate carte, che si considera di poco al di sopra della genialità, che si ritiene capace di governare qualsiasi situazione, non deve avere apprezzato troppo l’ascesa di un “commercialista furbetto” al rango di ministro dell’economia. Ma purtroppo per lui l’altro si è portato in dote qualcosa di molto più importante della capacità di reggere il dicastero economico, ovvero la garanzia di un accordo di ferro con la Lega Nord. Bossi ha ragioni da vendere quando, tra il serio ed il faceto, ricorda che senza la Lega non ci sarebbe nessun governo Berlusconi. Insomma Brunetta non ama Tremonti, ma non si sarebbe mai esposto così tanto se non avesse avuto la certezza di cadere in piedi. Non c’è dubbio che molti ministri hanno mal digerito la politica di tagliare tutto il possibile. Si racconta di sfoghi fatti a latere delle riunioni del Consiglio dei ministri, di esternazioni disperate manifestate direttamente al “capo”, di litigate furiose tra le ministre e l’ineffabile Giulio. Brunetta non può essere estraneo a questo clima di tensione, anzi deve esserci stato dentro fino al collo, deve averlo elaborato e deve averne tratto considerazioni. Tuttavia nessuno lo ha nominato “portavoce” del malcontento che serpeggia tra i ministri in carica. La sua è stata una scelta apparentemente solitaria.</p>
<p><strong>Nei fatti Brunetta ha capito una cosa che appare poco chiara solo a chi crede ancora in Babbo Natale</strong>. Giulio Tremonti ha fatto incazzare il capo. La richiesta di un appoggio esplicito di Umberto Bossi per pretendere (senza successo) l’imprimatur di numero due del governo non è piaciuta molto, ma soprattutto – in questo momento di difficoltà politica – non è piaciuto il gioco delle tre carte di cui il titolare dell’economia sembra servirsi per nascondere i miliardi. Ma come – avrà pensato Mister B – invece di bruciare tutto il possibile per dimostrare agli italiani che il peggio è passato, Giulio continua a farci tirare la cinghia? I consiglieri del capo, a digiuno di conoscenze economiche, ma molto ferrati in mediologia (la magica scienza per conquistare consensi), lo vanno ripetendo da mesi “serve più coraggio!”. Mister B, che di solito dei consiglieri se ne frega beatamente, deve aver iniziato a prendere in considerazione lamentele e critiche. D’altra parte – ormai è certo – il “furbetto” le poche risorse disponibili le nasconde anche a lui! C’è Natale in arrivo e sarà il secondo Natale di ristrettezze e di rinunce per gli italiani. E Mister B, in debito d’ossigeno per la mancanza di una exit strategy per le traversie personali e giudiziarie che lo perseguitano da aprile, ha bisogno urgente di vendere un Paese felice. Ecco dunque spiegato il mistero.</p>
<p><strong>Brunetta si è fatto interprete di un sentimento di sfiducia</strong> nei confronti del commercialista che scrive libri senza nemmeno accorgersi di essere in debito intellettuale nei confronti di intellettuali del calibro di Jaques Attali e di Jeremy Rifkin, covato niente popò di meno che dal capo in persona. Tant’è che alla fine il capo lo ha ripreso, ma solo per dirgli che i panni sporchi si lavano in famiglia. Ovvero all’interno del PdL.</p>
<p><strong>Nel partito del Presidente c’è un altro economista</strong> che rappresenta molto meglio di Renato Brunetta le preoccupazioni della nascente “nuova destra” italiana. Si chiama Mario Baldassarri ed è attualmente il presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato. Ho scritto “attualmente” perché i soliti bene informati preconizzano una imminente entrata nel Governo. Collocato in un’area intermedia, ovvero non troppo lontano da Gianfranco Fini, ma nemmeno tutto dalla parte del Presidente della Camera, esprime critiche decisamente più sensate ed articolate di quelle fatte da Brunetta all’operato di Giulio Tremonti, tanto che Giulio lo ha classificato tra i <em>guaritori</em> che sanno produrre unicamente <em>ricette magiche</em> e lo ha chiamato il <em>dottor Stranamore</em>.</p>
<p><strong>Mario Baldassarri fa parte di un gruppo di senatori</strong>, per lo più provenienti da Alleanza Nazionale, ma non solo, che assieme all’astro nascente della destra romana, Andrea Augello, hanno costituito una agguerrita componente. In attesa degli eventi che verranno. Dicevo che le critiche di Baldassarri sono sensate, o almeno lo sono per una certa destra. Tremonti ha chiesto ed ottenuto che venissero respinte in toto le richieste articolate dal presidente della Commissione Finanze e Tesoro della Senato, ovvero il mini taglio dell’Irap per le imprese sotto i cinquanta dipendenti, la cedolare secca del 30 per cento sugli affitti, la deduzione dell’Irpef in favore delle famiglie. Ma la partita non sembra finirà così. Ora la finanziaria passerà alla Camera e là potrebbe esserci qualche spina nascosta tra i fiori.</p>
<p><strong>Intanto il settimanale Famiglia Cristiana ha scritto</strong>: “<em>Nessun Governo nella storia della Repubblica è riuscito fare un così straordinario salto mortale all&#8217;indietro come quello guidato da Silvio Berlusconi. E&#8217; sparito tutto, pure il bonus famiglia; sono sparite anche quelle poche centinaia di euro che l&#8217;esecutivo regalava ai bambini appena nati. Al Senato è stata smontata pezzo per pezzo la famiglia italiana, presa a schiaffi dal Governo e dalla sua maggioranza dopo esser già stata messa duramente alla prova dalla crisi economica</em>”.</p>
<p>Non credo che la “caciara” montata attorno all’uso della pillola RU486 basterà a placare quel complesso ed articolato mondo collocato tra <em>Famiglia Cristiana</em> e l’<em>Avvenire</em>.</p>
<p>by Colas</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il decalogo di Fini]]></title>
<link>http://silvanascricci.wordpress.com/2009/11/24/il-decalogo-di-fini/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 22:04:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>silvanascricci</dc:creator>
<guid>http://silvanascricci.wordpress.com/2009/11/24/il-decalogo-di-fini/</guid>
<description><![CDATA[Il decalogo del &#8220;compagno Gianfranco&#8221; 01) Lo stato è laico e non comanda la chiesa 02) B]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il decalogo del &#8220;compagno Gianfranco&#8221;</p>
<p>01) Lo stato è laico e non comanda la chiesa</p>
<p>02) Bisogna rispettare le leggi e le istituzioni</p>
<p>03) La Costituzione è di tutti e non di uno solo</p>
<p>04) Gli immigrati non sono tutti delinquenti e i profughi devono avere il diritto d&#8217;asilo</p>
<p>05) Si deve indagare sulle stragi di  mafia</p>
<p>06) Le camere le scioglie il Presidente della Repubblica e non quello del Consiglio</p>
<p>07) Chi ha unm andato di cattura per camorra  non è il caso che presieda una giunta regionale</p>
<p>08) Rinuncio al lodo Alfano in un processo che ho per diffamazione</p>
<p>09) Chi è razzista è uno stronzo</p>
<p>10) Per abbreviare i processi bisogna dare più soldi ai tribunali e alle forze dell&#8217;ordine</p>
<p>Una volta era rivoluzionaria la verità e non la normalità; ma ad aggravare la situazione teniamo conto del fatto che il bolscevico Fini non ha:</p>
<p>- una banca</p>
<p>- una televisione</p>
<p>- un&#8217;assicurazione</p>
<p>- una squadra di calcio</p>
<p>- non ha processi per corruzione</p>
<p>- non si fa fotografare con Ghedaffi o con Putin</p>
<p>- non racconta barzellette al vertice sulla fame nel mondo</p>
<p>Decisamente non ci si può fidare di quest&#8217;uomo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dopo lo "stronzo", palla al centro]]></title>
<link>http://lerane.wordpress.com/2009/11/24/dopo-lo-stronzo-palla-al-centro/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 09:17:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>lerane</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dopo lo strappo, il Trap. Per marcare sempre più la sua diversità ora Gianfranco Fini indossa anche ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://lerane.wordpress.com/files/2009/11/mario_balotelli_italia_germania_548x345.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1326" title="mario_balotelli_italia_germania_548x345" src="http://lerane.wordpress.com/files/2009/11/mario_balotelli_italia_germania_548x345.jpg?w=300" alt="" width="300" height="188" /></a>Dopo lo strappo, il <strong>Trap</strong>. Per marcare sempre più la sua diversità ora <strong>Gianfranco Fini</strong> indossa anche la tuta di allenatore della nazionale. &#8221;L’idea di avere <strong>Mario Balotelli</strong> ai campionati del mondo, originario del Ghana ma italiano &#8211; scrive il magazine della sua fondazione - metterebbe con le spalle al muro chi crede che non si possa indossare la nostra casacca per via di un fatto meramente biologico”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Meglio l'insulto.]]></title>
<link>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/23/meglio-linsulto/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:54:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Chiusi</dc:creator>
<guid>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/23/meglio-linsulto/</guid>
<description><![CDATA[Lo &#8220;stronzo&#8221; di Fini a chi discrimina ha suscitato un vivace (e inutile) dibattito (esem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/482f69ed8e7c1_normal.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1258" title="482f69ed8e7c1_normal" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/482f69ed8e7c1_normal.jpg" alt="" width="520" height="382" /></a></p>
<p>Lo &#8220;<a href="http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/21/vai-con-lo-zoppo/">stronzo</a>&#8221; di Fini a chi discrimina ha suscitato un vivace (e inutile) <a href="http://www.unita.it/notizie_flash/65711/immigratilegagiornale_e_libero_contro_finitanti_gli_stronzi">dibattito</a> (esemplare in proposito il <a href="http://www.libero-news.it/articles/view/595481">pezzo</a> di Mario Giordano di ieri su <em>Libero</em> che, tanto per ricordarlo, titolava &#8220;<strong>volano gli stronzi</strong>&#8220;). </p>
<p>Una persona sola, tuttavia, è riuscita a esprimersi <strong>pro </strong><em><strong>e </strong></em><strong>contro</strong> l&#8217;affondo del Presidente della Camera in soli due giorni: Altero Matteoli. Almeno, secondo il <em>Corriere. </em>Che ieri a pagina 2 scriveva:</p>
<blockquote><p>Altero Matteoli ha <strong>difeso le parole del Presidente della Camera</strong>: &#8220;Ormai alcuni vocaboli, purtroppo, sono entrati nel linguaggio comune&#8221;. E ha aggiunto: &#8220;Bisogna capire il contesto: Fini parlava in una borgata romana, davanti a molti figli di immigrati&#8221;.</p></blockquote>
<p>Sostanzialmente ricalcando quanto scritto nel pezzo disponibile in <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_21/fini-stronzo-calderoli-stranieri_95b863e0-d6ac-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml">rete</a>. </p>
<p>Passa un giorno, e Matteoli, secondo il quotidiano di via Solferino, ha un atteggiamento completamente diverso:</p>
<p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-46.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1257" title="Immagine 4" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-46.png" alt="" width="604" height="117" /></a></p>
<blockquote><p>Ma anche nell&#8217;ambito dello stesso Pdl non sono mancati i &#8220;distinguo&#8221; rispetto alle posizioni di Fini. «Le questioni politiche e culturali sollevate da Gianfranco Fini non appartengono alla storia di An. Il testamento biologico, l&#8217;<strong>immigrazione</strong>, erano più un humus di Forza Italia» ma lo «strappo» di Fini indica che «il suo retroterra è cambiato». sottolinea il ministro delle Infrastrutture ed ex dirigente di An Altero Matteoli.</p></blockquote>
<p>E sì che solo qualche ora prima aveva dichiarato in una intervista a <em>Il Giornale</em>:</p>
<blockquote><p><strong>Chi dice che gli stranieri sono diversi è uno stronzo?</strong><strong><br />
</strong>Lo penso anch’io.</p></blockquote>
<p>Quindi secondo Matteoli si può dare dello stronzo a chi discrimina, ma senza che questo giustifichi sollevare il tema immigrazione a livello politico.</p>
<p>Meglio l&#8217;insulto.</p>
<p>&#160;</p>
<blockquote><p>&#160;</p>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Si potrebbe forse, un giorno, diventare Finisti?]]></title>
<link>http://bianciardi82.wordpress.com/2009/11/23/si-potrebbe-forse-un-giorno-diventare-finisti/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:29:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>bianciardi82</dc:creator>
<guid>http://bianciardi82.wordpress.com/2009/11/23/si-potrebbe-forse-un-giorno-diventare-finisti/</guid>
<description><![CDATA[Il presidente della Camera Gianfranco Fini in un incontro pubblico con cinquanta ragazzi extracomuni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il presidente della Camera Gianfranco Fini in un incontro pubblico con cinquanta ragazzi extracomunitari ha affermato che &#8216;chiunque vi considera diversi è uno stronzo&#8217;. Quindi nel mio piccolo reticolato intellettivo desumo che:<br />
Umberto Bossi: sei uno stronzo.<br />
Roberto Maroni: sei uno stronzo.<br />
Ignazio La Russa: sei uno stronzo.<br />
Roberto Calderoli: sei uno stronzo.<br />
Joseph Ratzinger: sei uno stronzo.<br />
Silvio Berlusconi: sei uno stronzo.<br />
Francesco Storace: sei uno stronzo.<br />
Ok, onorevole Fini. Se dichiara a viva voce che Almirante fu una mattana di gioventù, Berlusconi se l&#8217;è fatto amico per svuotarlo dall&#8217;interno e Gasparri è una barzelletta sporca di cui si è perso il controllo (ma che verrà presto soppressa), bè&#8230;alle prossime elezioni avrà il mio voto. Chiedo troppo? E&#8217; solo una patetica illusione partorita da questi anni marci? Un ex-fascista si può riscoprire un cuore?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stronzo è chi stronzo fa.]]></title>
<link>http://anonimoateniese.wordpress.com/2009/11/22/stronzo-e-chi-stronzo-fa/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 23:38:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>anonimoateniese</dc:creator>
<guid>http://anonimoateniese.wordpress.com/2009/11/22/stronzo-e-chi-stronzo-fa/</guid>
<description><![CDATA[Vorrei capire meglio cos&#8217;è uno stronzo. Gianfranco Fini dice che chi discrimina gli stranieri ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-medium wp-image-7" title="stronzo" src="http://anonimoateniese.wordpress.com/files/2009/11/stronzo.jpg?w=233" alt="" width="233" height="300" /></p>
<p>Vorrei capire meglio cos&#8217;è uno<a href="http://it.wiktionary.org/wiki/stronzo" target="_blank"> stronzo</a>. Gianfranco Fini dice che chi discrimina gli stranieri <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_21/fini-stronzo-calderoli-stranieri_95b863e0-d6ac-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml" target="_blank">è uno stronzo</a>. Diciamo che ci è andato leggero. Quasi galante. Poteva dire che chi discrimina uno straniero è un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Borghezio" target="_blank">Borghezio</a> e allora si che molti italiani si sarebbero dovuti sentire offesi. Ma essere uno stronzo è tutto sommato passabile. In ogni caso c&#8217;e&#8217; da dirlo: nemmeno Pasolini sarebbe stato più poetico e più paradossale nell&#8217;offendere l&#8217;italiano medio. Tutto sommato stronzo ha quasi una connotazione buona: delicata.Si è stronzi quanto basta, lo si scrive nel Curriculum Vitae, si è alquanto orgogliosi della propria stronzaggine. L&#8217;essere stronzi aiuta. Fa bene.</p>
<p>Fini come molti scrivono non ha detto una parolaccia. Pietosi anche i<a href="http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&#38;Art=2985&#38;Cat=1&#38;I=immagini/Foto%20A-C/bambini_africani_int.jpg&#38;IdTipo=0&#38;TitoloBlocco=Il%20Corsivo&#38;Codi_Cate_Arti=44" target="_blank"> corsivi di FFW</a> che lo difendono. Tutto sommato non ha offeso nessuno, ha solo dipinto di marrone la maggioranza degli italiani ovvero l&#8217;italiano medio. Ed ecco il paradosso: l&#8217;italiano medio è lo stesso che vota il suo partito e la sua coalizione, che per mettere a posto la badante scala 200 euro dal suo stipendio già da fame o che compra SUV e licenzia due operai nello stesso mese. Un popolo di furbi, un popolo di mediocri. Un popolo di stronzi, mio caro Fini.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[QUANDO UN TITOLO VALE PIU' DI MILLE EDITORIALI]]></title>
<link>http://rivistapop.wordpress.com/2009/11/22/quando-un-titolo-vale-piu-di-mille-editoriali/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 17:35:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Collettivo Mauro Repetto</dc:creator>
<guid>http://rivistapop.wordpress.com/2009/11/22/quando-un-titolo-vale-piu-di-mille-editoriali/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://rivistapop.wordpress.com/files/2009/11/quando_un_titolo_vale_piu_di_mille_editoriali1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2741" title="quando_un_titolo_vale_piu_di_mille_editoriali" src="http://rivistapop.wordpress.com/files/2009/11/quando_un_titolo_vale_piu_di_mille_editoriali1.jpg" alt="" width="468" height="683" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Detto non Detto]]></title>
<link>http://marcomengoli.wordpress.com/2009/11/22/detto-non-detto/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 15:41:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcomengoli</dc:creator>
<guid>http://marcomengoli.wordpress.com/2009/11/22/detto-non-detto/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://marcomengoli.wordpress.com/files/2009/11/vignetta-102-web.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1143" title="Vignetta-102-Web" src="http://marcomengoli.wordpress.com/files/2009/11/vignetta-102-web.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diritti Universali e Politica secondo Gianfranco Fini. Anatomia di un discorso.]]></title>
<link>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/22/diritti-universali-e-politica-secondo-gianfranco-fini-anatomia-di-un-discorso/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 15:36:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubicamente</dc:creator>
<guid>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/22/diritti-universali-e-politica-secondo-gianfranco-fini-anatomia-di-un-discorso/</guid>
<description><![CDATA[Colpisce l&#8217;alto profilo politico del discorso di Gianfranco Fini alla Conferenza sui Diritti U]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Colpisce l&#8217;alto profilo politico del discorso di Gianfranco Fini alla Conferenza sui Diritti Umani, tenutasi a Roma lo scorso 20 Novembre. Un discorso fortemente influenzato dal giuspositivismo di Norberto Bobbio &#8211; cita infatti il testo fondamentale in tema di diritti naturali e positivi, &#8216;L&#8217;età dei diritti&#8217; &#8211; attraverso il quale Fini tenta un ragguaglio intorno alla crisi della universalità dei diritti umani e al prevalere del relativismo culturale e della sua idea fondate, ovvero la inconfrontabilità delle culture e la irrimediabile connessione dei diritti alla storia e allo spirito del popolo. E&#8217; chiaro che l&#8217;universalità dei diritti è una idea, è un costrutto; l&#8217;universalità dei diritti dell&#8217;uomo deriva da un fatto storico, inizia a farsi largo nelle menti degli uomini quando qualcuno ha deciso di affermarli solennemente, emergendo alla luce dopo il conflitto e la rivoluzione.<br />
Da allora continuano a emergere nuove istanze, a delinearsi nuovi cataloghi di diritti individuali: se quaranta anni fa, essi emergevano prevalentemente dalla sfera sociale, oggi è nuovamente il campo della sfera privata a chiedere strumenti normativi a tutela della propria facoltà di autodeterminazione. Fini cita ad esempio il caso del fine vita e dei temi &#8216;eticamente sensibili&#8217;: se da un lato la politica è latitante e si è configurato un vuoto normativo che minaccia l&#8217;effettività del diritto di scelta delle cure mediche, dall&#8217;altro il potere politico legislativo non può superare il limite della sfera individuale, quindi deve astenersi dall&#8217;intervenire &#8211; evitando di prefigurarsi come potere totalizzante &#8211; normando solo le modalità di espressione della scelta, prevedendo i casi in cui l&#8217;individuo è nelle condizioni di farlo, ovvero è nella pienezza delle informazioni necessarie, oppure in caso contrario, disponendo chi deve sostituirsi a esso &#8211; famiglia, medico, giudice, stato.</p>
<ul>
<li><a rel="nofollow" href="http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&#38;Art=2960&#38;Cat=1&#38;I=immagini/Foto%20D-F/dirittiumani3_int.jpg&#38;IdTipo=0&#38;TitoloBlocco=NEWS%20FfMagazine&#38;Codi_Cate_Arti=7">Ffwebmagazine &#8211; I diritti dell&#8217;uomo e il ruolo della legge</a>
<p>Da un punto di vista storico, la democrazia e i diritti umani sono stati sempre considerati come fenomeni distinti, relativi ad aree differenti della sfera politica: la democrazia come una questione che attiene all&#8217;organizzazione del governo, i diritti umani, invece, come un problema relativo alla dignità della persona e alla sua tutela. Quando parliamo di democrazia, abbiamo imparato a pensare soprattutto a questioni di ordine costituzionale e di organizzazione del potere pubblico, quali, ad esempio, la separazione dei poteri, la competizione elettorale, il pluripartitismo e così via. Nel caso, invece, dei diritti umani, <em>quest&#8217;ultimi assumono l&#8217;individuo come punto di riferimento e sono volti a garantire ai singoli le condizioni minime necessarie per una vita libera e dignitosa</em>. <em>Come implica il termine &#8220;umano&#8221;, il riconoscimento di tali diritti è stato sempre inteso in senso universale</em> ed è stato oggetto di apposita regolamentazione internazionale; al contrario, <em>le vicende costituzionali dei singoli governi sono state tradizionalmente considerate come elemento costitutivo della &#8220;sovranità&#8221; di ogni Stato</em>. Queste distinzioni sono state ulteriormente rafforzate da una divisione disciplinare che ha assegnato lo studio della democrazia alla scienza politica e quello dei diritti umani alla legge e allo sviluppo della giurisprudenza: due campi di ricerca che, in molte parti del mondo, a partire da quello anglosassone, hanno avuto scarsa connessione l&#8217;uno con l&#8217;altro. <em>Oggi questa separazione non è più sostenibile se mai lo è stata</em>. Il crollo dei regimi totalitari sotto la pressione popolare ha dimostrato che <em>la democrazia, insieme ai diritti umani, è una aspirazione universale</em>, piuttosto che una complessa formula politica e giuridica. I dati sulle violazioni dei diritti umani perpetrate sotto i regimi dittatoriali, quale sia stata l&#8217;ideologia, hanno dimostrato che il tipo di sistema politico all&#8217;interno di un paese è lungi dall&#8217;essere irrilevante per lo standard dei diritti umani goduti dai suoi cittadini. D<em>a questo punto di vista, pertanto, solo la democrazia è il sistema di governo più idoneo a difendere i diritti umani, dal momento che i principi basilari su cui essa poggia garantiscono, per definizione, il pieno sviluppo di quei diritti che noi chiamiamo &#8220;civili&#8221; e &#8220;politici&#8221;.</em> <strong>Le nuove sfide derivanti dalla &#8220;età dei diritti&#8221; denotano, tuttavia, una irresistibile inclinazione dei diritti fondamentali ad espandersi oltre i confini dei singoli ordinamenti democratici.</strong> Il fenomeno non è nuovo: dopo la seconda guerra mondiale un&#8217;intera stagione politica è stata caratterizzata dal moltiplicarsi degli strumenti internazionali dei diritti umani, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell&#8217;Onu del 1948, alla Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali del 1950, ai Patti sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali degli anni &#8216;60, alla Carta &#8211; infine &#8211; dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea approvata nel 2000. Eppure, negli anni più recenti, i diritti fondamentali sono stati sottoposti a nuove e, in parte, contraddittorie sfide. Da un lato, infatti, <em>vi è una forte accelerazione verso l&#8217;universalizzazione dei diritti fondamentali nel cui nome si discutono questioni come la crescita demografica, l&#8217;immigrazione, le nuove forme di povertà, la tutela dell&#8217;infanzia, la condizione femminile, le scelte di fine vita tra etica e diritto, la moratoria sulla pena di morte, l&#8217;emergenza ambientale, fino ad arrivare alle più disparate forme di rivendicazione individualistica</em>. Dall&#8217;altro lato, invece, paradossalmente, <strong>mai come oggi l&#8217;idea stessa dei diritti umani è stata posta radicalmente in discussione dalle critiche filosofiche post-moderne e relativiste</strong>. <em>L&#8217;avanzare dei diritti umani è stato accompagnato dal dubbio sulla loro universalità</em>, un dubbio che li colpisce alla radice, mettendo in discussione il fatto che essi possano essere riconosciuti ed applicati ovunque. È interessante notare come <strong>lo stesso Norberto Bobbio, che auspicava l&#8217;avanzare dell&#8217;&#8221;età dei diritti&#8221; sul piano universale, denunziasse poi, nel contempo, «l&#8217;illusione del fondamento assoluto» dei diritti fondamentali, dal momento che, cito testualmente, «non si vede come si possa dare un fondamento assoluto a diritti storicamente relativi, variabili di luogo in luogo e di tempo in tempo»</strong>. Nel pensiero di Bobbio è, dunque, racchiusa tutta la profonda tensione interna che spinge per l&#8217;effettivo riconoscimento di diritti universali, ma che, allo stesso tempo, dubita del loro fondamento assoluto. Ben <em>altra cosa, ovviamente, sono le critiche al cosiddetto &#8220;pseudo-universalismo&#8221; dei diritti umani alimentate da alcune tendenze individualiste che, tradendo lo spirito della Dichiarazione universale, hanno iniziato a promuovere una visione dei diritti umani solo parziale, espressione di una cultura incentrata su un individuo isolato ed astratto dalla società, un individuo concentrato su se stesso e totalmente autodeterminato</em>. Al riguardo, se è vero che <strong>il ragionamento di fondo del relativismo culturale ruota intorno all&#8217;affermazione della inconfrontabilità delle culture, non si deve dimenticare che la prospettiva del relativismo culturale si intreccia profondamente con la pretesa dell&#8217;Occidente di essere la cultura dominante e di incarnare il &#8220;<em>telos</em>&#8221; della cultura universale</strong>. Quali possono essere allora le strade per ricomporre questa tensione tra universalità e storicità dei diritti umani? Di fronte alle sfide del multiculturalismo contemporaneo, in cui si incontrano per convivere culture basate su valori a volte inconciliabili, <em>dobbiamo forse arrenderci alla rassegnazione relativista, ampiamente diffusa, che ostacola il riconoscimento dei diritti universali della persona, oppure dobbiamo adoperarci per favorire l&#8217;incontro fra le culture così da costruire un patrimonio umano universale che accomuna tutti gli uomini?</em> La storia, dal canto suo, ha già fornito alcune importanti risposte: <strong>il potenziamento del ruolo internazionale dei diritti umani, la transmigrazione dei concetti costituzionali da un paese all&#8217;altro e da un continente all&#8217;altro, la funzione di garanzia svolta dalle Corti, nazionali ed europee</strong>, dimostrano come vi sia una spinta verso il giusto riconoscimento del valore della persona e della sua libertà di autodeterminarsi. Sotto quest&#8217;ultimo aspetto, è sempre più frequente leggere espressioni come &#8220;i diritti delle generazioni future&#8221;, &#8220;i diritti riproduttivi&#8221;, &#8220;il diritto a morire&#8221;, &#8220;il diritto ad ammalarsi&#8221;, &#8220;il diritto ad avere un figlio&#8221; e così via. <strong>Se nei decenni passati il terreno più fertile per lo sviluppo dei nuovi diritti era quello economico-sociale, oggi i &#8220;nuovi diritti fondamentali&#8221; nascono dall&#8217;esigenza di garantire il diritto al rispetto della vita privata che, a volte, però, tende a trasformarsi in una assoluta &#8220;pretesa&#8221; all&#8217;autodeterminazione e alla libertà individuale.</strong> Se, infatti, all&#8217;origine, tale diritto si configurava come u<em>no spazio privato nei cui confronti non poteva fare irruzione il potere pubblico, attualmente esso esige, invece, che l&#8217;autorità pubblica assicuri il soddisfacimento di desideri ed aspirazioni riguardanti la sfera più personale, riservata ed intima</em>. L&#8217;esito di questa evoluzione è che <strong>si è generata nel tempo una forte confusione, se non addirittura una rischiosa sovrapposizione, tra l&#8217;affermazione dei desideri privati e il riconoscimento dei diritti fondamentali</strong>. Quale punto di equilibrio dobbiamo allora cercare di raggiungere? A questo interrogativo, che racchiude in sé <strong>la questione dei limiti cui è soggetta la libertà di autodeterminazione</strong>, cercherò di rispondere constatando, in primo luogo,     <strong>come uno degli aspetti da sempre più problematici per la tutela dei diritti fondamentali sia rappresentato proprio dal rapporto che intercorre tra il ruolo del potere giudiziario e il ruolo delle istituzioni politiche</strong>. Il progressivo <em>ampliamento del campo di azione del giudice e l&#8217;affermazione di modelli di definizione del diritto in via giurisdizionale diretti a colmare lacune legislative</em> hanno portato, soprattutto nel nostro paese, sia ad <strong>identificare nel diritto giurisprudenziale una nuova via, un &#8220;diritto mite&#8221;, &#8220;flessibile&#8221;, maggiormente in grado di soddisfare le esigenze di tutela dei diritti individuali, sia, al contrario, a denunciare una stagione di latitanza della politica</strong> con conseguente abbandono di questioni delicate e cruciali nelle mani degli stessi giudici. D&#8217;altronde, <strong>se il legislatore non riesce ad intervenire nelle cosiddette materie &#8220;eticamente sensibili&#8221; non può che spettare al giudice la ricerca della soluzione ragionevole applicabile al caso di specie, alla luce del quadro normativo e giurisprudenziale d&#8217;insieme</strong>. Tra le questioni più complesse che ci troviamo, quindi, ad affrontare oggi vi è <em>la crisi degli strumenti tradizionali delle libertà, dei diritti fondamentali e dei diritti umani</em>. <em>La legge, che è stata a lungo lo strumento non solo tecnico, ma anche istituzionale, di progressiva tutela sempre più ampia ed effettiva delle libertà e dei diritti</em>, deve recuperare la sua funzione centrale perché è soltanto attraverso il libero e ampio confronto parlamentare che si può raggiungere un alto livello di mediazione politica e sociale tra le legittime visioni contrapposte. Va da sé, ad esempio, per venire all&#8217;attualità dei nostri giorni, che <em>ogni decisione sulla vita deve essere rigorosamente assunta sulla base dei princìpi costituzionali, tenendo presente però che l&#8217;autodeterminazione non vive in una dimensione astratta e che le condizioni materiali incidono profondamente sui modi di scegliere, di autodeterminarsi delle persone</em>. Per questo, a mio avviso, <strong>il ruolo delle istituzioni deve avere come finalità quella di rendere la decisione effettivamente libera, vale a dire una finalità opposta a quella di espropriare qualcuno della sua sovranità sulla propria vita</strong>. Una componente essenziale dell&#8217;azione pubblica è infatti quella di costruire le condizioni perché l&#8217;autodeterminazione viva nell&#8217;ambiente sociale che la rende libera e che consente poi il pieno esercizio di questo diritto. Questo è un terreno su cui il Parlamento, se vi riesce, può sensatamente riaffermare una sua centralità qualitativa. Questo è quello che chiedono con forza tutti gli italiani al di là di ogni distinzione di parte.</li>
<li>Gianfranco Fini, Presidente della Camera. <em>Intervento pronunciato in occasione della Conferenza sui Diritti umani, Roma,</em> <em>20 novembre 2009<br />
</em></li>
</ul>
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</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Finalmente una notizia!]]></title>
<link>http://lottantanove.wordpress.com/2009/11/22/finalmente-una-notizia/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 14:50:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>L&#39;89</dc:creator>
<guid>http://lottantanove.wordpress.com/2009/11/22/finalmente-una-notizia/</guid>
<description><![CDATA[Articolo di Ungormìte Stronzi e professionisti. Sarebbe del tutto superfluo elencare i ripetuti diet]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Articolo di <strong>Ungormìte</strong></p>
<p><a href="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/giornale-22-nov-09.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1978" title="giornale 22 nov 09" src="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/giornale-22-nov-09.png" alt="" width="539" height="395" /></a></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Stronzi e professionisti. </span></strong><br />
Sarebbe del tutto superfluo elencare i ripetuti <strong>dietrofront </strong>ai proclami annunciati dal governo, o ribattere con logica inoppugnabile alle affermazioni prodotte dalle statuine di governo. Che so, rispondere a <strong>B. </strong>che, malgrado <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/berlusconi-varie-3/governo-tiene/governo-tiene.html">lui dica</a> che le assenze dei suoi in parlamento siano dettate dalla provenienza professionale e non politica dei parlamentari del <strong>pdl</strong> (&#8220;non come quelli di sinistra&#8221;), che in verità in verità gli dico di ricordare l&#8217;estrazione partitica e polverosa degli scagnozzi che ha sparpagliato per le due camere (<strong>socialisti</strong> amnistiati, <strong>voltagabbana </strong>atavici, <strong>democristiani </strong>solubili, ex e post <strong>fascisti </strong>via &#8216;68 e così dicendo). Ma va bene così, dicevo d&#8217;evitare. Stessa cosa per gli attriti palesi tra lui e <strong>Galeazzo Fini</strong>, che a rigor di logica e fino a prova contraria ha <a href="http://www.apcom.net/newspolitica/20091121_152800_304eca8_76782.html">definito </a><strong>stronzo </strong>il capo del suo governo (maggio 09, vigilia elettorale, <strong>B.</strong> per le vie di <strong>Milano</strong>, <em>son tutti neger</em>: <strong>no alla società multietnica</strong>. <a href="http://www.unita.it/news/84640/berlusconi_no_allitalia_multietnica_e_bufera">Do u remember</a>?). Ma no e no, avevamo deciso di glissare.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">L&#8217;esclusiva di regime e la bolla feltrina. </span></strong><br />
Glissare perchè? Perchè consci di tanta cremaglia anale inconsistente, della quale nessuno o tutti stanno già chiedendo conto (inutilmente), è più &#8211; molto più &#8211; interessante e giocoso tirare le somma apprendendo il celeste verbo  dal celeste foglio règio, il <strong>Giornale</strong>. E perchè? Perchè il plotone, apprese notizia e bisogna, le spara preventivamente. A parte l&#8217;ecumenica, imperdibile e benevola ritrattazione di scomunica officiata da <strong>Feltri</strong> nei confronti di <strong>Boffo </strong>(&#8220;a questo punto torni pure lui&#8221;. S&#8217;avvicina Natale, par di capire), l&#8217;esempio sbroglierà il dubbio: Giornale di oggi: <strong><em>Prossima puntata: Berlusconi Mafioso</em></strong>. E benvenuti. Leggiamo avidi.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Il prossimo &#8220;scoop&#8221;? Il premier mafioso. </span></strong><br />
<em>Il tam tam cresce ora dopo ora e preannuncia<strong> una nuova offensiva contro </strong><strong>Silvio Berlusconi</strong>. Un <strong>copione </strong>già visto in altre occasioni. Partono i giornali amici delle procure politicamente schierate con articoli che introducono scenari loschi e sospetti. Ogni giorno spunta un nuovo tassello che infrange, <strong>senza l’indignata protesta dell’associazione nazionale magistrati o del Capo dello Stato</strong>, il segreto istruttorio. In un crescendo di veleni, allusioni e ipotesi suggestive, la morsa si stringe secondo copione. Ci siamo. A giorni scoppierà un nuovo presunto scandalo. <strong><span style="color:#0000ff;">Ve lo anticipiamo. Silvio Berlusconi è mafioso e responsabile delle stragi avvenute agli inizi degli anni Novanta. Non è uno scherzo.</span></strong> O meglio, è uno scherzo che i soliti noti stanno cercando di trasformare in una accusa giudiziar-politica. <span style="font-style:normal;">[...] </span>Ad abbattere Berlusconi ci hanno provato con le escort e hanno fatto un buco nell’acqua sia giudiziario che politico. Poi<strong> hanno brigato per impedire l’approvazione del Lodo Alfano e lasciare il premier in balia dei pm alla De Magistris.</strong> Ora, <strong>alla vigilia dell’approvazione della legge sui processi brevi, ci riprovano con la mafia. </strong>Per l’accusa di rapina a mano armata e sequestro di persona stanno studiando ma non sono ancora pronti. <span style="font-style:normal;"><span style="color:#888888;">[<a href="http://www.ilgiornale.it/interni/il_prossimo_scoop_il_premier_mafioso/22-11-2009/articolo-id=401061-page=1-comments=1">leggi tutto</a>]</span></span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><span style="font-style:normal;"><strong><span style="color:#ff0000;">E bravo Littorio! </span></strong></span><br />
<span style="font-style:normal;">Eccetera, che ho appena finito di mangiare e non ho alcuna voglia di rileggere. Dunque, ci si pensa e si esclama: ecco il perchè di tanta fretta. <strong>Mills</strong> e <strong>Mediaset</strong> cadrebbero comunque, prescrizione, processo breve o immunità che siano o non. Il </span>comando<span style="font-style:normal;">, evidentemente, <strong>sa</strong>. E a giudicare dal nervosismo del capo e dal linciaggio stampa preventivo di <strong>Sallusti </strong>(l&#8217;uomo che giurà di non capire il nesso esistente tra <strong>Dell&#8217;Utri</strong> e <strong>Berlusconi</strong>)</span> <span style="font-style:normal;">la paura non è poca. Le cronache ci parlano di un <strong>B.</strong> corrugato con<a href="http://lottantanove.wordpress.com/2009/11/19/le-quattro-notizie-piu-cool-della-rete/"> L&#8217;Espresso</a> in mano, di un <strong>Alfano </strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-18/garazie-alfano/garazie-alfano.html">intimato </a>con assonanza-ultimatum, di alcune esternazioni contro <strong><a href="http://news.kataweb.it/pdl-contro-ingroia-non-ha-credibilita-per-suo-ruolp-534684">Ingroia</a></strong>, <strong><a href="http://news.kataweb.it/intimidazione-ai-giudicinon-indagate-sulle-stragi-92-93-425163">Caltanissetta</a></strong><a href="http://news.kataweb.it/intimidazione-ai-giudicinon-indagate-sulle-stragi-92-93-425163">, </a><strong><a href="http://news.kataweb.it/intimidazione-ai-giudicinon-indagate-sulle-stragi-92-93-425163">Palermo</a></strong><a href="http://news.kataweb.it/intimidazione-ai-giudicinon-indagate-sulle-stragi-92-93-425163"> e </a><strong><a href="http://news.kataweb.it/intimidazione-ai-giudicinon-indagate-sulle-stragi-92-93-425163">Firenze</a> </strong>non prive di </span>quid<span style="font-style:normal;">. Non crucciatevene: il brutto è dover aspettare. La cosa buona è che finalmente in <strong>via Negri </strong>hanno tirato fuori una notizia.</span><br />
<strong><span style="font-weight:normal;">[In <span style="color:#0000ff;">blu </span>le frasi che mi hanno procurato ridarella a motrice]</span><br />
U<span style="color:#008000;">&#8216; </span></strong></em></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">[</span></strong><a href="http://oknotizie.virgilio.it/info/8d41ad1c76cbe8d/il_giornale_di_feltri_ve_lo_anticipiamo._silvio_berlusconi_e_mafioso_e_responsabile_delle_stragi_avvenute_agli_inizi_degli_anni_novanta._non_e_uno_scherzo._.html">vota </a>il Sallusti su <strong><span style="color:#99cc00;">Ok</span><span style="color:#ff6600;">No</span>tizie</strong><strong><span style="color:#ff0000;">]</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;"><a href="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/telelungo12.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1979" title="telelungo" src="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/telelungo12.gif" alt="" width="294" height="71" /></a></span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una coerenza da prima pagina.]]></title>
<link>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/22/una-coerenza-da-prima-pagina/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 10:42:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Chiusi</dc:creator>
<guid>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/22/una-coerenza-da-prima-pagina/</guid>
<description><![CDATA[Dalla home di Corriere.it di stamane: Ma il Premier non è preoccupato: Con o senza Alfano? (Repubbli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dalla <em>home </em>di <em>Corriere.it</em> di stamane:</p>
<p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-63.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1230" title="Immagine 6" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-63.png" alt="" width="406" height="170" /></a><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-83.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1231" title="Immagine 8" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-83.png" alt="" width="406" height="121" /></a><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-73.png"></a></p>
<p>Ma il Premier non è preoccupato:</p>
<p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-73.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1232" title="Immagine 7" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-73.png" alt="" width="403" height="47" /></a>Con o senza Alfano?</p>
<p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-92.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1233" title="Immagine 9" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-92.png" alt="" width="385" height="53" /></a>(<em>Repubblica</em>)</p>
<p>Chissà.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stronzo è chi stronzo lo fa.]]></title>
<link>http://liberalblog.eu/2009/11/22/stronzo-e-chi-stronzo-lo-fa/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 06:45:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
<guid>http://liberalblog.eu/2009/11/22/stronzo-e-chi-stronzo-lo-fa/</guid>
<description><![CDATA[Adesso ch l&#8217;ha detto il presidente Fini, non è reato dare dello stronzo ad un politico della L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Adesso ch l&#8217;ha detto il presidente Fini, non è reato dare dello stronzo ad un politico della L]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli immigrati e gli stronzi]]></title>
<link>http://alybabafaye.wordpress.com/2009/11/21/gli-immigrati-e-gli-stronzi/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 16:19:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Aly Baba Faye</dc:creator>
<guid>http://alybabafaye.wordpress.com/2009/11/21/gli-immigrati-e-gli-stronzi/</guid>
<description><![CDATA[Durante un&#8217;iniziativa al centro Semina a Tor Pignatara, un quartiere periferico di Roma, il pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Durante un&#8217;iniziativa al centro Semina a Tor Pignatara, un quartiere periferico di Roma, il pr]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vai con lo zoppo...]]></title>
<link>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/21/vai-con-lo-zoppo/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 13:01:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Chiusi</dc:creator>
<guid>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/21/vai-con-lo-zoppo/</guid>
<description><![CDATA[Silvio Berlusconi, 4 aprile 2006: Gianfranco Fini, oggi: Vai con lo zoppo&#8230; PS: tre anni fa Fin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/482f69856c063_zoom.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1213" title="482f69856c063_zoom" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/482f69856c063_zoom.jpg" alt="" width="500" height="374" /></a></p>
<p>Silvio Berlusconi, <a href="http://www.repubblica.it/2006/04/dirette/sezioni/politica/confront/mar4aprile/index.html">4 aprile 2006</a>:</p>
<p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-34.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1205" title="Immagine 3" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-34.png" alt="" width="382" height="86" /></a></p>
<p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-26.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1206" title="Immagine 2" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-26.png" alt="" width="604" height="90" /></a></p>
<p>Gianfranco Fini, <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/11/21/visualizza_new.html_1619484233.html">oggi</a>:</p>
<p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine41.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1211" title="immagine4" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine41.jpg" alt="" width="352" height="130" /></a></p>
<p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-45.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1212" title="Immagine 4" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-45.png" alt="" width="441" height="131" /></a></p>
<p>Vai con lo zoppo&#8230;</p>
<p>PS: tre anni fa Fini difese il Premier</p>
<p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-54.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1210" title="Immagine 5" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-54.png" alt="" width="604" height="86" /></a></p>
<p>Oggi Berlusconi farà altrettanto?</p>
<p>PPS: Mi ero dimenticato di altri &#8220;cattivi maestri&#8221;: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mj9kEkkusZs&#38;feature=related">questo</a> , <a href="http://www.macchianera.net/2002/06/29/scaiola-quel-rompicoglioni-di-biagi/">questo</a> e <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/20/brunetta-sinistra-golpista-vada-morire-ammazzata.html">questo</a>. Grazie a Michele Gardini e Marco Ghiotti per avermi rinfrescato la memoria.</p>
<p><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quattro sfumature, un colore solo.]]></title>
<link>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/19/quattro-sfumature/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 23:22:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Chiusi</dc:creator>
<guid>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/19/quattro-sfumature/</guid>
<description><![CDATA[La prima:  &#8220;La conferenza stampa congiunta dell&#8217;On. Perina e dell&#8217;On. Veltroni nel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/il-popolo-dlela-liberta11.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1178" title="il-popolo-dlela-liberta1" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/il-popolo-dlela-liberta11.jpg?w=300" alt="" width="300" height="300" /></a><br />
</span></p>
<p>La prima: </p>
<blockquote><p>&#8220;La <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_18/immigrati-legge-bipartisan-veltroni-perina-bossi-contrario_04db24a6-d455-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">conferenza stampa</a> congiunta dell&#8217;On. Perina e dell&#8217;On. Veltroni nel corso della quale è stata illustrata una proposta di legge sulla cittadinanza <strong>non deve destare scandalo</strong>. E&#8217; una notizia, ed è una notizia degna di riflessione. E&#8217; avvenuta, infatti, <strong>una saldatura, innanzitutto sul piano culturale</strong> [...] <strong>tra la sinistra e alcuni esponenti della destra</strong> italiana provenienti dalla storia del Msi e poi di Alleanza nazionale. E&#8217; un dato nuovo della situazione politica italiana <strong>da valutare con attenzione</strong>&#8221; (Sandro <a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_16906.htm">Bondi</a>).</p></blockquote>
<p>La seconda:</p>
<blockquote><p>&#8220;[...] constatiamo come una parte minoritaria del Pdl, sui temi <strong>fondanti</strong> il rapporto di fiducia con il nostro elettorato, quali l’immigrazione, <strong>preferisca stringere alleanze organiche con l’intera opposizione</strong>, dall’ex leader del Pd, Walter Veltroni, sino al dipietrista Orlando. Si tratta di un fatto grave, che amareggia tutti coloro che lavorano con entusiasmo per la costruzione del Pdl e per un bipolarismo finalmente maturo. [..] Certe iniziative legislative sono una provocazione politica. L’intellettualismo di retroguardia di una vecchia Nuova Destra anni ’80 che condiziona così fortemente una piccola parte della maggioranza <strong>non aiuta l’elaborazione di una comune cultura politica</strong> ma distoglie il Pdl dal rapporto con la realtà, rendendo difficile qualsiasi azione di governo. Il Pdl si è presentato davanti agli elettori proponendo loro un patto basato su un programma definito e sottoscritto. <strong>Se qualcuno ha cambiato idea si comporti di conseguenza</strong>, senza creare malsane confusioni&#8221; (Deborah <a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_16911.htm">Bergamini</a>).</p></blockquote>
<p>La terza:</p>
<blockquote><p>&#8220;Vedo che nel Popolo della Libertà c’è chi considera una priorità difendere il voto degli italiani dall’assolto politico-mediatico-giudiziario <strong>e chi invece pensa che venga prima il voto agli immigrati</strong>. [...] <strong>E&#8217; come se Churchill, mentre il nazismo trionfava in Europa, si fosse occupato della pulizia delle strade a Londra</strong>. Complimenti e auguri&#8221; (Giorgio <a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_16904.htm">Stracquadanio</a>).</p></blockquote>
<p>La quarta:</p>
<blockquote><p>&#8220;E’ <strong>inaccettabile</strong> che su un tema così delicato quale quello riguardante il tema della concessione del voto alle elezioni amministrative agli immigrati residenti in Italia da cinque anni alcuni colleghi appartenenti al gruppo del PDL abbiano preso l’iniziativa di presentare un disegno di legge firmato con esponenti di tutti i gruppi dell’opposizione, <strong>senza che la presidenza del gruppo sia stata minimante interpellata</strong> e tenendo conto che questa proposta <strong>non è contenuta nel programma</strong> di governo&#8221; (Fabrizio <a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_16909.htm">Cicchitto</a>).</p></blockquote>
<p>Ma il colore è lo stesso: </p>
<p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-38.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1176" title="Immagine 38" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-38.png" alt="" width="524" height="52" /></a>(Silvio <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_18/casini-richiama-schifani-elezioni-anticipate_3500814e-d432-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">Berlusconi</a>)</p>
<p>Lo stesso giorno (18 novembre) quattro compagni di partito rilasciano, nel giro di ottanta minuti, altrettante eloquenti dichiarazioni. Secondo cui nel PDL manca una cultura condivisa. Anzi no, una parte del partito condivide una cultura <em>antagonista</em>. E dunque vota con l&#8217;opposizione senza interpellare il resto del partito e contro il patto con gli elettori. Il tutto senza &#8220;sconfiggere il nazismo&#8221;, ma ramazzando (e male) &#8220;le strade di Londra&#8221;. </p>
<p>Vero, non c&#8217;è nulla da chiarire. Infatti è tutto chiaro: <strong>l&#8217;esperienza del PDL è finita</strong>. </p>
<p>A quando le conseguenze? Non abbiate fretta. Lasciate che ognuno calcoli come tutelare al meglio i propri interessi.</p>
<p>[<em>Nb: mentre postavo ho sentito Sallusti dire a </em>Porta a Porta<em>: "del resto <strong>nessuno ha interesse</strong> che si tengano elezioni anticipate". In effetti, si tratta dell'unico argomento realmente valido.</em>]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rumoroso silenzio]]></title>
<link>http://leoman3000.wordpress.com/2009/11/20/rumoroso-silenzio/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 23:08:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>leoman3000</dc:creator>
<guid>http://leoman3000.wordpress.com/2009/11/20/rumoroso-silenzio/</guid>
<description><![CDATA[Dura proseguire con ordine. È pacifico che la situazione politica italiana non viva bellissimi momen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://leoman3000.wordpress.com/files/2009/11/silence.jpg"><img src="http://leoman3000.wordpress.com/files/2009/11/silence.jpg?w=300" alt="" title="silence" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-544" /></a>Dura proseguire con ordine.</p>
<p>È pacifico che la situazione politica italiana non viva bellissimi momenti. L&#8217;opposizione è perennemente vittima di contrasti interni, lotte <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_17/bersani_dipietro_corteo_0c8cfaa2-d37f-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">più o meno intestine</a> e separazioni <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_11/rutelli-nuovo-partito-alleanza-italia_c461f498-cea7-11de-9c90-00144f02aabc.shtml">non propriamente consensuali</a>, anche a livello locale. D&#8217;altro canto, la maggioranza non se la passa altrettanto meglio, nonostante ogni giorno qualcuno cerca di gettare acqua sul fuoco. O sulla <i>fiamma</i>.</p>
<p>Ulteriori scintille sono schizzate, più di recente, per la discussione del ddl sulla <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_12/giustizia-ddl-senato-prescrizione-due-anni_49ccf1f2-cf7d-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml?fr=correlati">riforma del processo penale</a>, firmato da noti esponenti di PdL e Lega (come Quagliariello, Bricolo e Gasparri) e supervisionato da Ghedini. In appena <a href="http://www.corriere.it/Media/pdf/ddl_giustizia.pdf">3 articoli</a> verrebbe cancellato uno dei dubbi dottrinali che sempre ha afflitto i giuristi: la &#8220;ragionevole durata del processo&#8221;, stabilita definitivamente in 2 anni per ogni singolo grado (salvo particolari eccezioni). In breve, <b>durata sforata = estinzione del processo</b>. Questa regola vale per tutti i giudizi la cui pena finale risulta essere fino a 10 anni di reclusione per il reo, eccezion fatta, in ogni caso, per le fattispecie di &#8220;associazione per delinquere, incendio, pornografia minorile, sequestro di persona, atti persecutori, circonvenzione di persone incapaci, violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all&#8217;igiene sul lavoro e delle norme in materia di circolazione stradale, reati previsti nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell&#8217;immigrazione e norme sulla condizione dello straniero e traffico illecito di rifiuti&#8221;.</p>
<p>Confrontando la nascenda legislazione con la cosiddetta &#8220;blocca-processi&#8221; (proposta anch&#8217;essa da Niccolò Ghedini nell&#8217;estate 2008), le differenze non sono poi <a href="http://www.corriere.it/politica/08_giugno_25/mancino_richiama_csm_09bb025e-429b-11dd-94ab-00144f02aabc.shtml">così tante</a>. Nel caso di cui sopra si legittimerebbero le attuazioni dell&#8217;art. 111 Cost. (quello della &#8220;ragionevole durata&#8221;, appunto) e dell&#8217;art. 6 della Convenzione Europea dei diritti umani, contrariamente alla precedente pronuncia, sparita di punto in bianco dai dibattiti, ma aspramente contestata dal <a href="http://www.corriere.it/politica/08_giugno_25/mancino_richiama_csm_09bb025e-429b-11dd-94ab-00144f02aabc.shtml">CSM</a> proprio (guarda caso) sull&#8217;antinomia nei confronti della solita &#8220;ragionevole durata&#8221;. Correzioni o no, sta di fatto che, se il testo dovesse divenire legge, <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_11/parlamento-processo-breve_e96823c4-cea8-11de-9c90-00144f02aabc.shtml?fr=correlati">è molto difficile</a> che procedimenti più intricati (Calciopoli? Fondi Cirio? Corruzione <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-12/ora-cosa-succede/ora-cosa-succede.html?ref=search">Mills</a>?) riescano a rientrare nei termini ed arrivare a conclusione, per la quantità di atti, perizie o testimonianze da analizzare.</p>
<p>Infatti, se persino <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_15/pecorella-nella-legge-cose-irragionevoli-dino-martirano_8609522e-d1c0-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">Gaetano Pecorella</a>, uno dei legali del nostro attuale premier, dichiara la propria opposizione all&#8217;atto così come formulato, qualche interrogativo dovrebbe sorgere. L&#8217;altra onorevole avvocatessa, Giulia Bongiorno, si è mostrata molto perplessa. Per mettere a tacere i dubbi del Presidente della Camera, poi, è stato necessario un <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_10/paola_di_caro_processo_breve_prove_d_intesa_oggi_il_vertice_berlusconi_fini_04961712-cdc5-11de-9a32-00144f02aabc.shtml">summit</a> tra i vertici. Chi dà garanzie è il Guardasigilli Alfano, che <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_19/alfano-processo-breve_06a53920-d518-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">promette</A>: «Andrà in prescrizione solo l&#8217;1% dei processi pendenti». Ma, «a causa della particolare complessità della materia è molto difficile avere stime più precise». Rispetto per il Ministro, però su quale basi concrete riesce a tirare queste statistiche?</p>
<p>Di conseguenza, è deducibile che tra i fondatori effettivi del PdL, tra i sinistri (in senso lato) silenzi del mentore, ci siano alcuni <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_08/fini-pdl-fazio_8993be02-cca2-11de-b450-00144f02aabc.shtml">disaccordi</a>. Addirittura illustri rappresentanti del partito hanno rilasciato alla stampa lugubri <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_17/elezioni-carta-sorpresa-premier-verderami_a40d2bf4-d343-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">ipotesi</a> di <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_17/schifani_maggioranza_elezioni_66d17438-d399-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml?fr=correlati">elezioni anticipate</a> se la maretta dovesse continuare. Il Capo del Governo, a questo punto, è costretto ad intervenire in prima persona, smentendo, tramite <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_18/casini-richiama-schifani-elezioni-anticipate_3500814e-d432-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">una nota</a>, tutte le voci.</p>
<p>Cicchitto <a href="http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&#38;Art=65019&#38;Cat=1&#38;I=immagini/Politica/Cicchitto.jpg&#38;IdTipo=0&#38;TitoloBlocco=Politica&#38;Codi_Cate_Arti=27">abbraccia subito</a> le frasi del Presidente del Consiglio: onde evitare rischi, è indispensabile chiudere «la ricreazione delle parole in libertà e del fuoco amico». Ma non si parlava del &#8220;Popolo della Libertà&#8221;? Per giungere a misure tanto drastiche, evidentemente, i battibecchi rischiano di divenire fratture e un &#8220;tutti a casa&#8221; per Camere ed Esecutivo non converrebbe all&#8217;intero Stato, a prescindere. L&#8217;altra patata bollente, concausa scatenante dei confronti tra blocchi del centro-destra, riguarda Nicola Cosentino, sottosegretario all&#8217;Economia e nella lista dei possibili candidati al governatorato della Campania, accusato di <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_09/cosentino_campania_misura_cautelare_c19693be-cd5c-11de-b7a9-00144f02aabc.shtml">collusioni camorristiche</a>.</p>
<p>Anche in questo frangente Fini ha esposto la propria contrarietà alla <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_10/ghedini_cosentino_pdl_fdc8fa30-cddd-11de-9a32-00144f02aabc.shtml">corsa</a> del politico casertano. Subito è stato seguito da un nutrito gruppo di parlamentari. In tutto questo, nel salotto buono di Rai Uno e tramite la carta stampata, Cosentino trasuda fermezza, nonché fiducia rivolta ad una sola persona: «Rimango al mio posto: solo il Primo Ministro può decidere sul mio destino personale ma anche su quello della Campania». Le mozioni di sfiducia, quindi, non lo tangerebbero minimamente, al momento, così come le opinioni diverse nel suo schieramento. Per ora, comunque, chi decide del &#8220;suo destino personale&#8221; rimane nuovamente muto.</p>
<p><i>Pensando all&#8217;ultim&#8217;ora dell&#8217;uom fatale</i>?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le quattro notizie più cool della rete]]></title>
<link>http://lottantanove.wordpress.com/2009/11/19/le-quattro-notizie-piu-cool-della-rete/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 18:05:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>L&#39;89</dc:creator>
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<description><![CDATA[Uoh! Sono le quattro notizie più fighe del cyberspazio! Abbassa le tapparelle, piccola! 1. Un Fini i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/fonzie.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1962" title="fonzie" src="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/fonzie.png" alt="" width="382" height="560" /></a> Uoh! Sono le quattro notizie più fighe del cyberspazio! Abbassa le tapparelle, piccola!</p>
<p><strong>1. </strong>Un <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/un+fini+immaginario+ribatte+colpo+su+colpo+alle+cose+toste+e+indicibili+del+cav..0081965">Fini immaginario</a> su <strong>L&#8217;Occidentale</strong> ribatte ad un <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/intervista+(impossibile)+a+berlusconi+piena+di+cose+toste+e+indicibili.0081853">Berlusconi immaginario</a> su <strong>L&#8217;Occidentale</strong>. Da non perdere i cambi lessicali. E la faccia del primo che dirà &#8220;sì perchè siamo coesi&#8221; .</p>
<p><strong>2.</strong> Messaggio ai redattori di <strong>France-Soir</strong>: evitare le smancerie <strong>Russia-Italia</strong>. Ripeto, evitare <strong>Russia-Italia</strong>.<br />
Chiedere della <strong>Ouvaroff </strong>per sapere perchè è stata licenziata dal suo giornale (comprato dai russi. Ergo <em><strong>P&#38;B non si toccano<span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">)</span></span><span style="font-weight:normal;">. </span></strong><span style="font-style:normal;">[fonte: <a href="http://danielesensi.blogspot.com/2009/11/corrispondente-francese-critica.html">L'Anticomunitarista</a>]</span></em></p>
<p><em><span style="font-style:normal;"><strong>3.</strong> Le parole più <strong><em>in </em></strong>del <strong>2009</strong>? Secondo un <a href="http://www.corriere.it/appsSondaggi/votazioneDispatch.do?method=risultati&#38;idSondaggio=6238">sondaggio</a> dell&#8217;imperdibile <strong>Corrierone </strong>sarebbero <strong>papello</strong>, <strong>escort </strong>e <strong>papi</strong>. Appena fuori dal podio <strong>z</strong><strong>eru tituli</strong>. Il termine <strong>ripresa </strong>è stato scelto dal <strong>3,8%</strong> dei votanti. Iddio solo sa chi l&#8217; abbia messo in nomination.</span></em></p>
<p><em><span style="font-style:normal;"><strong>4. Lirio Abbate</strong> su<strong> <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/indagine-esplosiva/2115069/8/1">L&#8217;Espresso</a></strong> (da domani)<strong>:</strong> &#8220;I pm pronti a riaprire l&#8217;inchiesta sul <strong>premier </strong>per le <strong>stragi</strong>. Mentre altri boss potrebbero parlare. E provocare un terremoto politico. [...] Adesso il premier ha paura di quegli spettri che <strong>16 anni </strong>fa lo avrebbero accompagnato nella sua discesa in politica&#8221;. Sì, quarta: questa è un po&#8217; meno figa.<br />
<em>U&#8217;</em></span></em></p>
<p><em><em> </em></em></p>
<p><em><em><span style="font-style:normal;">[<a href="http://lottantanove.wordpress.com/2009/11/19/le-quattro-notizie-piu-cool-della-rete/">vota </a>le coolest-news su OkNotizie] </span></em></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I FILI FINI CHE DA 16 ANNI TENGONO INSIEME I NOSTRI EROI MAL-DESTRI ]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/11/19/i-fili-fini-che-da-16-anni-tengono-insieme-i-nostri-eroi-mal-destri/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 13:11:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[De Mita osservò Berlusconi e Fini in Transatlantico, li vide sfiorarsi senza nemmeno scambiarsi uno ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><a href="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/11/38752_tn.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8457" title="38752_tn" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/11/38752_tn.jpg" alt="" width="240" height="126" /></a>De Mita osservò Berlusconi e Fini in Transatlantico, li vide sfiorarsi senza nemmeno scambiarsi uno sguardo, rivolgersi un saluto: &#8220;Quei due sono come fratelli siamesi, che pur volendo staccarsi sono costretti a stare insieme&#8221;&#8230; -</h2>
<p><strong>Francesco Verderami </strong>per &#8220;<a href="http://www.corriere.it/">il Corriere della Sera</a>&#8220;</p>
<p>De Mita osservò Berlusconi e Fini in Transatlantico, li vide sfiorarsi senza nemmeno scambiarsi uno sguardo, rivolgersi un saluto: «Quei due sono come fratelli siamesi, che pur volendo staccarsi sono costretti a stare insieme».</p>
<p>Infatti sono sedici anni che Berlusconi e Fini vivono una storia tormentata, da quando si strinsero la mano per una foto che sarebbe rimasta a lungo segreta, e che precedette l&#8217;endorsement del Cavaliere per il segretario dell&#8217;Msi, candidato a sindaco nella Capitale. Il 23 novembre del 1993 a Casalecchio di Reno &#8211; dicendo che «se fossi cittadino di Roma voterei per Fini » &#8211; Berlusconi affisse le pubblicazioni delle nozze con il capo della destra, un anno prima di quell&#8217;incredibile operazione di bigamia politica con cui conquistò Palazzo Chigi insieme anche a Umberto Bossi.</p>
<p>L&#8217;unione tra «Silvio» e «Gianfranco» dura da allora, unica coppia che nel centrodestra abbia resistito ai rovesci della fortuna. Ma il loro legame non è frutto di un&#8217;attrazione, ed è inutile quindi cercare un prima e un dopo. Le liti iniziarono già nel &#8216;94, quando il governo appena nato entrò subito in agonia. Si detestavano sapendo di non potere fare a meno l&#8217;uno dell&#8217;altro, troppo diversi per storia e per carattere.<!--more--></p>
<p>La sera del 31 dicembre, vigilia del «ribaltone», Berlusconi chiamò Fini per cercar conforto. «Silvio» era al caldo, a casa sua a Milano. «Gianfranco » al gelo in una piazzetta di Copenaghen. «Silvio» iniziò a lamentarsi, seduto in poltrona. «Gianfranco» prese a fumare, raggomitolato su una panchina. Il primo non smetteva di inveire contro Scalfaro. Il secondo non riusciva a farlo smettere e aveva anche finito le sigarette. Finché la batteria del cellulare non salvò Fini: «Per fortuna. È quasi l&#8217;ora del cenone».</p>
<p>La crisi di governo innescò subito la sfida per la leadership. Il capo della destra si era già stufato dei modi dell&#8217;alleato, e un giorno &#8211; nella storica sede di via della Scrofa &#8211; disse con una battuta ad alcuni colleghi di partito: «Ci leviamo di torno questo cavaliere e ci teniamo il nostro».</p>
<p>A Fiuggi, nel gennaio del &#8216;95, dove si spense la Fiamma e nacque An, toccò alla Poli Bortone far scoccare sul palco del congresso la scintilla: «La guida del Polo da parte di Fini è nei fatti». A Berlusconi fu come toccargli Mediaset. «Quei fascisti li ho sdoganati io». E da lì uno scambio di buone maniere, culminate nella frase di «Gianfranco»: «Silvio è solo un piazzista ».</p>
<p>Le pratiche di divorzio sembravano pronte l&#8217;indomani della vittoria ulivista alle elezioni del &#8216;96, dopo che Fini si era opposto alla nascita del governo Maccanico, quello dell&#8217;«inciucio ». In fondo era stato il Cavaliere a perdere con Prodi, mentre An aveva ottenuto il 15,7% nelle urne, suo massimo storico.</p>
<p>Fu così che il leader della destra pensò di avviare un&#8217;Opa su Forza Italia, convocò il partito e annunciò «una battaglia per conquistare il voto degli elettori di centro». Berlusconi preparò la contromossa. Iniziò a incontrare segretamente D&#8217;Alema, considerato «il vero capo del centrosinistra», mentre pubblicamente fece finta di meditare un passo indietro.</p>
<p>«Cominciate a riflettere sulla mia successione», esordì con voce rotta al comitato di presidenza di Forza Italia il 13 maggio del &#8216;96: «Ho 60 anni ormai e non è detto che voglia andare avanti in eterno». Una sceneggiata simile a quella fatta dieci anni dopo davanti ad Aznar, al quale indicò Casini e disse: «Ti presento il mio erede».</p>
<p>Berlusconi non se n&#8217;è mai andato e la coppia con Fini non è mai scoppiata. Ma quando il «dalemone » prese forma, si sentì rumor di piatti rotti. Nacque la Bicamerale e il Cavaliere ufficializzò il suo voto a favore di D&#8217;Alema presidente, che organizzò in fretta e furia un congresso del Pds così da presentare ai «compagni» l&#8217;ex acerrimo nemico.</p>
<p>Fini gridò al tradimento, disse che la commissione per le riforme era «aria fritta»: «E comunque presidenzialismo e federalismo (proprio così, federalismo) sono per An punti irrinunciabili. Non si può dare il via libera solo perché c&#8217;è un&#8217;assonanza sulla giustizia ». Proprio così, giustizia. E a Berlusconi fu come rimuovere una carie senza anestesia: «Il retaggio di una vecchia politica, figlia della cultura del sospetto, stenta a morire. Fini sta percorrendo vecchie vie».</p>
<p>La liaison tra «Silvio» e «Massimo» sembrava non incontrare ostacoli, finché gli ostacoli non la mandarono in frantumi. La sera della famosa cena a casa Letta, dopo che si era giunti a un compromesso su semipresidenzialismo e legge elettorale, D&#8217;Alema e Marini stavano per congedarsi. Quando Berlusconi richiamò la loro attenzione: «Scusatemi, ma c&#8217;è da risolvere il problema della giustizia.</p>
<p>Non si può andare avanti così, avete letto cosa facevano alla procura di Milano». Fini prese la strada del bagno, mentre Marini diceva a D&#8217;Alema: «Guarda che ha ragione Berlusconi». «Lo so», fu la risposta: «Ma il mio partito è diviso. Al massimo potremo arrivare alla libertà di voto».</p>
<p>Non ci si arrivò perché la Bicamerale cadde, non prima che tra il Cavaliere e il leader di An si fossero invertite le parti, e che «Gianfranco» si schierasse con D&#8217;Alema, ormai mollato da «Silvio». Di lì a poco il segretario del Pds avrebbe scambiato la presidenza della commissione parlamentare con la presidenza del Consiglio.</p>
<p>Anche in quella fase la coppia del centrodestra sembrò sul punto di saltare. Casini, che allora stava dentro il Polo, spiegò perché il divorzio non ci sarebbe stato: «Fini senza Berlusconi dove andrebbe? Crede davvero di raccoglierne l&#8217;eredità? Farebbe l&#8217;opposizione a sua maestà D&#8217;Alema per i prossimi vent&#8217;anni. E Berlusconi senza Fini? Verrebbe inghiottito dalle sabbie mobili del centro».</p>
<p>In vista delle Europee del &#8216;99 tra i due si apparecchiò una nuova sfida. Il capo di An, sempre con la voglia del sorpasso, s&#8217;inventò l&#8217;Elefantino, imbarcando nell&#8217;impresa Mario Segni e una pattuglia di radicali. Berlusconi, che aveva appena fatto bingo con il Partito popolare europeo, riunì il partito e commentò: «Questa me la voglio proprio godere». L&#8217;Elefantino prese una tale sveglia che «Gianfranco» venne processato dai colonnelli.<strong> </strong></p>
<p>«Non possiamo allearci con i nemici e litigare con gli amici», urlò Gasparri. «Ci sono più berlusconiani in An che dentro Forza Italia», disse Fini. Che riprovò comunque a battagliare per la leadership del Polo, invocando le primarie. «Le primarie le hanno già fatte gli elettori alle Europee», si sentì rispondere.</p>
<p>Però, se è vero che tra i due non c&#8217;è mai stato amore, se è vero che litigarono anche sui referendum elettorali, è altrettanto vero che in quella stagione furono capaci di grandi successi e grandi intese. Strapparono per la prima volta Bologna alla sinistra, e soprattutto trovarono l&#8217;accordo per votare Ciampi al Quirinale. Operazione avviata da Fini, che così la raccontò: «Ne parlammo io e Veltroni, più un&#8217;altra persona di cui non farò mai il nome».</p>
<p>Il Cavaliere, che in una prima fase era propenso ad appoggiare un popolare, fu lesto a metterci il cappello sopra. E il giorno dell&#8217;elezione, durante un brindisi, lasciò cadere una battuta: «Peccato che Ciampi non l&#8217;abbia votato pure Bossi». «Bossi? che c&#8217;entra Bossi?», s&#8217;incuriosì Fini.</p>
<p>Perché era dal &#8216;95 che il leader di An non prendeva un caffè insieme al Senatur, quello che aveva rotto con il Polo, che nelle piazze gridava al «Berluskaz» e inveiva contro «la porcilaia fascista». «Allora, Silvio: che c&#8217;entra Bossi?». Silvio stava per mantenere la promessa a cui nessuno nel &#8216;96 aveva creduto: «Ragazzi ho un piano. Vi porto tutti con me a Palazzo Chigi». Altro che mollare, Berlusconi stava per fare piatto alle Regionali.</p>
<p><a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-11009.htm" target="_blank">Dagospia</a></p>
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<title><![CDATA[Tutti a caccia del grosso grasso premio di maggioranza. Due possibili scenari sulle elezioni anticipate.]]></title>
<link>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/17/tutti-a-caccia-del-grosso-grasso-premio-di-maggioranza-due-possibili-scenari-sulle-elezioni-anticipate/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 23:52:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Chiusi</dc:creator>
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<description><![CDATA[A chi gioverebbero le elezioni anticipate?  Potrebbero giovare a Berlusconi e alla Lega, se solo riu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/urna-elezioni-europee-2009.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1151" title="urna-elezioni-europee-2009" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/urna-elezioni-europee-2009.jpg" alt="" width="414" height="331" /></a></p>
<p>A chi gioverebbero le <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_17/schifani_maggioranza_elezioni_66d17438-d399-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">elezioni anticipate</a>? </p>
<p>Potrebbero giovare a Berlusconi e alla Lega, se solo riuscissero a mettere a tacere il coro di voci dissonanti alzatosi nella maggioranza in seguito alla <a href="http://ilnichilista.wordpress.com/2009/10/08/le-reazioni-alla-sentenza-di-bocciatura-del-lodo-alfano-una-storia-di-ordinaria-follia/">bocciatura del Lodo Alfano</a>.</p>
<p>La domanda è questa: se Berlusconi riuscisse a <strong>far fuori gli oppositori interni al PDL</strong> (Fini e i finiani, principalmente, ma anche forse Giulio <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/39392/berlusconi-tremonti-complotto/">Tremonti</a>), sapendo di poter contare sull&#8217;appoggio della Lega (che non ha alcun interesse a tradire l&#8217;alleanza col Premier, soprattutto ora che si inizia a parlare di decreti attuativi del <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2009/11/17/visualizza_new.html_1618443252.html">federalismo fiscale</a>) e sull&#8217;<a href="http://www.ilgiornale.it/interni/la_santanche_corre_pdl_fatto_laccordo/15-11-2009/articolo-id=399121-page=0-comments=1">accordo</a> appena raggiunto con Storace e Santanchè, quante possibilità avrebbe di presentarsi alle elezioni con una coalizione tale da risultare <strong>la più votata</strong>?</p>
<p>Forse i politologi e i sondaggisti del Premier è a questo che stanno pensando. Se la sua coalizione riuscisse a ottenere il maggior numero di voti, infatti, godrebbe (per tutti i partiti interni alla coalizione con almeno il 2%) del <strong>premio di maggioranza</strong> previsto dalla &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Calderoli">porcellum</a>&#8220;. E cioè di 340 seggi alla Camera e del 55% dei seggi stabiliti per ogni regione al Senato (sempre che non prenda abbastanza voti da non averne nemmeno bisogno, il che appare al momento improbabile). Il che gli consentirebbe  di governare, magari ricorrendo all&#8217;aiuto, in alcune specifiche votazioni, dei ribelli emendati. Che, a quel punto, sarebbero un eventuale supporto <em>esterno</em> alla coalizione, un benvenuto <em>surplus </em>di consensi, e non più una fonte di attrito <em>interna</em> alla coalizione. </p>
<p>Ma allora perché non averci pensato prima? Semplice: perché gli avversari potrebbero prendere <strong>più voti</strong> di lui, e godere loro del premio.</p>
<p>Si possono immaginare almeno due scenari in cui il primato della coalizione di Berlusconi viene messo in discussione. </p>
<p>1. La <strong>prima e più probabile ipotesi</strong> è che le opposizioni comprendano l&#8217;opportunità storica di sbarazzarsi una volta per sempre di Berlusconi e ritrovino, in occasione di nuove elezioni, amalgama e coesione, dando vita a quello che l&#8217;Espresso qualche tempo fa chiamava un <em><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/2009/10/16/il-regime-il-complotto-e-limprevedibilita-degli-eventi/">nuovo CNL</a> </em>composto da PD, IDV, sinistra radicale e UDC (più Rutelli).</p>
<p>Fini e i finiani, usciti dal PDL (a meno che non si pensi che possano rimanere all&#8217;interno del partito dopo aver causato la caduta dell&#8217;attuale governo), fondano un nuovo soggetto politico (in sostanza, una nuova <em>Alleanza Nazionale</em>), mirando a ottenere un risultato <strong>superiore alla soglia di sbarramento</strong>, ovvero quanto basta per ottenere dei seggi, essere presenti in Parlamento e fungere da ago della bilancia nei momenti decisivi. Bastano il 4% alla Camera e il 3 o l&#8217;8 (a seconda che si presenti come &#8220;lista coalizzata&#8221; o meno) al Senato. Soffrirebbero una legislatura (forse meno) di Purgatorio, ma alle successive elezioni si sarebbero <strong>sbarazzati di Berlusconi</strong>, e potrebbero mirare a dare una loro decisa impronta al Paese. </p>
<p>2. Questa ultima considerazione dà il là a un <strong>secondo scenario</strong>, meno probabile ma tuttavia non impossibile: Fini e i finiani escono dal PDL e si coalizzano con Casini, Rutelli e i transfughi centristi del PD per formare <em>subito</em> una <strong>alternativa di centro-centrodestra a Berlusconi</strong>, la cui coalizione apparirebbe agli occhi degli italiani, a quel punto, come una lista tutt&#8217;altro che moderata (essendo composta da leghisti, ex fascisti e da un (ex) Premier accusato di essere un dittatore a ogni piè sospinto). Il PD si allea con l&#8217;IDV e le sinistre radicali (il che appare molto più probabile sotto la direzione attuale di Bersani che sotto quella precedente di Franceschini), per formare così una seconda coalizione alternativa a Berlusconi.</p>
<p>In questo scenario, dominato da <strong>tre coalizioni</strong>, una di centrodestra moderata (Casini-Rutelli-Fini), una incentrata sulla figura del Premier (Berlusconi-Bossi-Storace) e una di stampo chiaramente progressista (Bersani-Di Pietro-Vendola), l&#8217;esito del voto appare incerto. Di certo una sconfitta di Berlusconi aprirebbe un periodo di forte ingovernabilità, e gli italiani lo sanno, ma è altrettanto vero che il rischio di perdere per il Cavaliere è reale.</p>
<p>Che cosa accadrà? Difficile dirlo. Quello che è certo è che, nel caso di elezioni anticipate, <strong>tutti</strong> andrebbero a caccia di quel grosso grasso premio di maggioranza.</p>
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<title><![CDATA[Leggiero rivuole la Answers]]></title>
<link>http://answerspistoia.wordpress.com/2009/11/17/leggiero-rivuole-la-answers/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 21:43:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>answerspistoia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Manifestazione nazionale dei dipendenti del gruppo Omega, oggi a Roma. E mentre la protesta sale, l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Manifestazione nazionale dei dipendenti del gruppo Omega, oggi a Roma. E mentre la protesta sale, l&#8217;ex presidente Answers Salvatore Leggiero ha reso noto pubblicamente il suo interesse per l&#8217;azienda</strong></p>
<p><strong></strong><strong><a href="http://answerspistoia.wordpress.com/files/2009/11/sl.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-91" title="sl" src="http://answerspistoia.wordpress.com/files/2009/11/sl.jpg?w=169" alt="" width="169" height="300" /></a>PISTOIA.</strong> Leggiero, manager milanese specializzato in investimenti immobiliari, è stato a guida del gruppo Answers fino al 2006 (anno in cui ha ceduto la proprietà al gruppo Raf-Phonemedia). Domenica pomeriggio ha partecipato al buffet di solidarietà nella sede del call center.</p>
<p>Una visita inattesa per molti. Tanti dipendenti della &#8220;sua&#8221; gestione si sono guardati sorpresi in viso e l&#8217;hanno salutato con un misto di perplessità e stupore. Leggiero ha parlato con molti, ha salutato le istituzioni e i sindacati. E ha lasciato una generosa offerta.</p>
<p>Il giorno dopo è di nuovo al call center. «Non rimettevo piede qua dentro da tre anni &#8211; dice &#8211; Ho provato una sensazione strana&#8230; Ero abituato al brusio, alle voci degli operatori. Ho trovato silenzio, facce tristi. La cosa più importante adesso è far ripartire il lavoro. Dobbiamo ridare dignità a queste persone, che in fondo chiedono solo e soltanto di poter tornare a lavorare»Da due mesi e mezzo i dipendenti non ricevono più lo stipendio. Una situazione di precarietà che ha indotto prima allo sciopero ad oltranza, e poi al presìdio dell&#8217;azienda. Nonché all&#8217;organizzazione di una serie di iniziative collaterali per dare visibilità alla vicenda Answers.</p>
<p>Ieri pomeriggio una delegazione di lavoratori è stata ricevuta al Comune di Prato dal presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha assicurato il suo impegno nelle sedi istituzionali.</p>
<p>E lui, Salvatore Leggiero, che ruolo può avere in tutto questo? «Ho espresso pubblicamente &#8211; afferma il manager &#8211; la voglia di dare una mano. Ho energie, esperienza, e anche un po&#8217; di capitale per cimentarmi in questa impresa. Sono disposto a costituire una cordata di imprenditori &#8211; non più di 4 o 5, alcuni li ho già individuati &#8211; per rilevare i call center del gruppo Phonemedia. Le difficoltà della trattativa sono legate all&#8217;evanescenza del nostro interlocutore. Omega non si fa viva e, soprattutto, non ha mai detto «Apriamo un concordato»</p>
<p><strong>Non ha nemmeno presentato, ricorda Leggiero, un piano industriale. «Indispensabile alla ripresa dell&#8217;attività. Dobbiamo riattivare al più presto le commesse Tim ed Enel, per rispetto dei contratti con i clienti». Poi, sarà necessario recuperare il rapporto con le banche e attivare nuove linee di credito. «Non sarà secondario il rapporto con le istituzioni locali, Comune e Provincia, per capire come costituire gli ammortizzatori sociali in grado di traghettare l&#8217;azienda da una situazione di crisi alla ripresa dell&#8217;attività».</p>
<p>Ma il primo obiettivo resta il diretto interessamento del governo alla vicenda Omega: «Non possiamo pensare di risolvere la questione a Pistoia». La speranza è che la manifestazione odierna porti dei frutti. Il Comune e la Provincia di Pistoia parteciperanno con i gonfaloni, e il consiglio provinciale sarà rappresentato dal presidente Silvano Calistri. E il sindacato, come ha preso la notizia dell&#8217;interessamento di Leggiero? «È uno degli imprenditori che si è fatto avanti &#8211; conferma Michele Gargini, responsabile Flai-Cgil &#8211; Non l&#8217;unico. So di altri interessi, anche da parte di aziende importanti a livello nazionale. Ne prendiamo atto, a conferma della verità che sosteniamo da tempo: il lavoro e le professionalità ci sono, non è un&#8217;azienda da buttare. Ma questi interessi non sono spendibili perché Omega non manifesta le sue intenzioni».</p>
<p>Intanto è annunciata per domani mattina alle 9,30 la visita dell&#8217;assessore regionale Enrico Rossi, candidato del Pd alle prossime elezioni regionali.<br />
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