<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>gilles-clement &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/gilles-clement/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "gilles-clement"</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 06:54:16 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Sotto il segno del mattone]]></title>
<link>http://patuasia.wordpress.com/2009/09/05/sotto-il-segno-del-mattone/</link>
<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 08:40:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>buzzobuono</dc:creator>
<guid>http://patuasia.wordpress.com/2009/09/05/sotto-il-segno-del-mattone/</guid>
<description><![CDATA[Caro bimbo, in fatto di protezione io non valgo più un tubo! Finché c&#8217;è un prato c&#8217;è spe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Caro bimbo, in fatto di protezione io non valgo più un tubo! Finché c&#8217;è un prato c&#8217;è spe]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mi piacciono le erbe giganti (però...)]]></title>
<link>http://attraversogiardini.it/2009/08/30/erbe-giganti/</link>
<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 14:50:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://attraversogiardini.it/2009/08/30/erbe-giganti/</guid>
<description><![CDATA[Le erbe giganti: sono tornato dalle vacanze con questo chiodo fisso. *burp*, inserito originariament]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><hr />
<p style="text-align:center;"><strong>Le erbe giganti: sono tornato dalle vacanze con questo chiodo fisso.</strong> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<hr />
<div style="text-align:left;padding:3px;"><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/paulobrabo/3523506388/"><img class="aligncenter" style="border:2px solid #000000;" src="http://farm4.static.flickr.com/3645/3523506388_cca12406f1.jpg" alt="" width="500" height="362" /></a><span style="font-size:.8em;margin-top:0;"><a href="http://www.flickr.com/photos/paulobrabo/3523506388/">*burp*</a>, inserito originariamente da <a href="http://www.flickr.com/people/paulobrabo/">Paulo Brabo</a>.</span></div>
<p>Se la passione per i giganti d&#8217;erba mi ha invaso è colpa innanzitutto di Libereso con i suoi <a href="http://www.ortidipace.org/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=391&#38;Itemid=26">racconti sulle Gunnere</a> che corrono e dilagano lungo le aree umide delle sue amate Isole Azzorre. Le gunnere sono piante maliarde, seducono e incantano, ma è bene rinsavire in fretta e non cedere alle lusinghe di un tuffo nella loro apparente morbidezza: le spine ricurve a proteggere la natura esuberante giurano sanzioni indimenticabili. Ho ancora i segni di una manutenzione sovrapensiero (come ogni bravo giardiniere o bimbo selvatico ho sulla pelle  &#8220;tatuaggi naturali&#8221; che ricordano i miei verdi azzardi e&#8230; le pietà mancate <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_surprised.gif' alt=':eek:' class='wp-smiley' />  )</p>
<div style="text-align:left;padding:3px;"><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/sallybear/186311959/"><img class="aligncenter" style="border:2px solid #000000;" src="http://farm1.static.flickr.com/53/186311959_7c319d27f0.jpg" alt="" width="350" height="263" /></a><span style="font-size:.8em;margin-top:0;"><a href="http://www.flickr.com/photos/sallybear/186311959/">leaf</a>, inserito originariamente da <a href="http://www.flickr.com/people/sallybear/">Sally Bear</a>.</span></div>
<p>Ma l&#8217;amicizia con i giganti d&#8217;erba non è  complicata solo da minacciose spine, ad esempio la bellissima <em><a href="http://www.rhs.org.uk/Advice/profiles0705/gianthogweed.asp">Heracleum mantegazzianum</a>, </em>è una vera &#8220;polpetta&#8221;. Con il suo <a href="http://www.rhs.org.uk/Advice/profiles0705/gianthogweed.asp">liquido urticante</a> è capace di procurarci bolle sulla pelle dalle dimensioni e l&#8217;aspetto di patate: le conseguenze sono spesso permanenti e gravi. Eppure è una pianta magnifica, in grado di creare volumi improvvisi seguiti da altrettanto improvisi vuoti: effetti comuni a tante ombrellifere ma che con queste dimensioni (supera i tre metri di altezza) offre scene mutanti inusitate e magnetiche.</p>
<div style="text-align:left;padding:3px;"><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/14684343@N00/3190938916/"><img class="aligncenter" style="border:2px solid #000000;" src="http://farm4.static.flickr.com/3314/3190938916_975b43d49a.jpg" alt="" width="500" height="372" /></a><span style="font-size:.8em;margin-top:0;"><a href="http://www.flickr.com/photos/14684343@N00/3190938916/">SILENT WORLD III</a>, inserito originariamente da <a href="http://www.flickr.com/people/14684343@N00/">ESOX LUCIUS</a>.</span></div>
<p>Lo scatto a seguire preso in un parcheggio poco mantenuto vi dà l&#8217;idea della sua incredibile forza. Sembrerebbe la pianta perfetta per la monellata verde del mia amata lampadina Edi, ricordate la storia? (Ehi, è ancora valido il mio appello!   <a href="http://attraversogiardini.it/2007/11/07/io-edi/">http://attraversogiardini.it/2007/11/07/io-edi/</a> )</p>
<p><em><br />
</em></p>
<div style="text-align:left;padding:3px;"><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/evaekeblad/570409548/"><img class="aligncenter" style="border:2px solid #000000;" src="http://farm2.static.flickr.com/1155/570409548_a1f83b5e71.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a><span style="font-size:.8em;margin-top:0;"><a href="http://www.flickr.com/photos/evaekeblad/570409548/">Heracleum mantegazzianum &#8211; spreading</a>, inserito originariamente da <a href="http://www.flickr.com/people/evaekeblad/">Eva the Weaver</a>.</span></div>
<p>Il punto comunque è che questi stupendi vegetali non sono poi così tanto amichevoli come vorremmo o come le loro sembianze possono indurre a credere. Tra le loro fila si annidano un numero impressionante di caratteracci. E il giardinier cortese che è in noi si inquieta anche perchè oltre alle  puntute e velenose questioni c&#8217;è un altro fatto: alcuni giganti d&#8217;erba sono tra i principali e più pericolosi alieni vegetali presenti sul globo terracqueo.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Alieni vegetali, sì, avete letto bene, così si definiscono coloro i quali non stanno al loro posto e peggio dei migranti umani minacciano invasioni sottili e subdole. Questa storia delle piante aliene sta catturando sempre più l&#8217;opinione pubblica e per alcuni versi ha preso pieghe inquietanti. Prendiamo ad esempio il <a href="http://dnr.wi.gov/invasives/">Dipartimento risorse naturali del Wisconsis</a><span style="font-style:normal;"> in particolare le pagine rivolte ai bambini<em>:</em> un vero manifesto di pedagogia moderna. Dal loro <a href="http://dnr.wi.gov/org/caer/ce/eek/earth/aliens.htm">sito</a> riporto tradotto il brano d&#8217;apertura:</span></p>
<blockquote>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.dnr.state.wi.us/org/caer/ce/eek/earth/images/aibanner.gif"><img class="aligncenter" src="http://www.dnr.state.wi.us/org/caer/ce/eek/earth/images/aibanner.gif" alt="" width="318" height="176" /></a></p>
<p><strong>Erkkk!. Gli </strong><strong>alieni sono sbarcati i</strong><strong>n Wisconsin! <span style="direction:ltr;text-align:left;"> </span>Li puoi  vedere e non sai nemmeno che sono stranieri.<span style="direction:ltr;text-align:left;"> </span> Questi invasori sono in realtà piante esotiche e animali che sono state introdotte nel nostro stato da altri paesi o habitat di proposito o per caso.<span style="direction:ltr;text-align:left;"> </span> Essi possono causare ogni genere di problemi per le piante e gli anima</strong><strong>li che hanno <span style="text-decoration:underline;">sempre</span> vissuto nel nostro stato. <span style="direction:ltr;text-align:left;"> </span> Leggete queste storie e scoprire come riconoscere gli stranieri in una popolazione, imparate a identificare gli impostori, e come aiutare lo sterminio degli invasori alieni prima che sia troppo tardi! </strong></p></blockquote>
<div style="text-align:left;padding:3px;">Impariamo impariamo ragazzi, impariamo a non andar tanto per il sottile, a non far troppi distingui e sentir campane (vade retro signor <a href="http://www.gillesclement.com/">Gilles Clement</a>), impariamo a selezionare, estirpare, salvare chi ci pare a seconda spesso di quel poco che ci pare&#8230;</div>
<div style="text-align:left;padding:3px;">Continuo  la mia carrellata delatrice segnalandovi un&#8217;altra bellissima e pericolosa (e aliena naturalmente): <em>Macleaya cordata. </em>La Macleaya è un vero spettacolo della natura che verrebbe voglia di abbracciare se non fosse per quella sua <a href="http://www.pfaf.org/database/plants.php?Macleaya+cordata">linfetta in grado di accoppare un cavallo</a>. A sua raffazzonata difesa possiamo dire che, oltre ad insindacabili pregi estetici, l&#8217;<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12575049">imputata và offrendo alla m</a><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12575049">edicina ufficiale</a> sorprese di tutto rispetto.</div>
<div style="text-align:left;padding:3px;">Per apprezzarla vi lascio il link a un set fotografico della mia <em>Flickrmate</em> <a href="http://www.flickr.com/photos/doctor_holmes/">Tölgyesi Kata</a> da cui ho preso la foto che vedete.</div>
<div style="text-align:left;padding:3px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/doctor_holmes/sets/72157606923909825/">http://www.flickr.com/photos/doctor_holmes/sets/72157606923909825/</a></div>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" style="border:2px solid #000000;" src="http://farm2.static.flickr.com/1249/806058530_d0e2c9663d.jpg" alt="" width="500" height="500" /></p>
<p>Coraggio miei cari, non di sole spine e veleni è il nostro rapporto con i vegetali e poi tra i giganti d&#8217;erba ci sono anche i gentili puri.  <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   Ad esempio questa meravigliosa Rudbeckia laciniata che nello scatto qui sotto si lascia abbracciare (senza incidenti) dalla nostra <a href="http://it.wordpress.com/tag/gabriella-buccioli/">Gabriella</a>.</p>
<p>Bene, la famiglia mi reclama, ma di queste storielle di erbe aliene e giganti ancora vi parlerò <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:center;"><a title="Gabriella e Rudbeckia di Paolo Tasini, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/attraversogiardini/2681733719/"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3181/2681733719_1bc7632288_o.jpg" alt="Gabriella e Rudbeckia" width="536" height="800" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuages (nuvole)]]></title>
<link>http://attraversogiardini.it/2009/08/06/nuages-nuvole/</link>
<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 13:20:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Emanuela</dc:creator>
<guid>http://attraversogiardini.it/2009/08/06/nuages-nuvole/</guid>
<description><![CDATA[Giorno di Hiroshima. Dicono i numeri 21.500 vittime: le decine in più o in meno, a fronte di un nume]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Giorno di Hiroshima. Dicono i numeri 21.500 vittime: le decine in più o in meno, a fronte di un numero così spaventoso, perdono il loro valore di vita unica, insostituibile.<br />
Spariti in una nuvola che rimane nella memoria storica dell’umanità e che come tutte le altre nuvole, ha avuto il suo portato di  vita e di morte sulla superficie della Terra.<br />
Che cosa c’è dentro le nuvole? Che cosa riversano sui giardini e sui campi, condensando le goccioline d’acqua intorno a particelle che noi umani contribuiamo a diffondere nell’atmosfera?<br />
Il giardiniere dunque non dovrebbe occuparsi anche delle nuvole, esigendone una corretta coltivazione?<br />
E’ il tema che attraversa il libro Nuages di Gilles Clément  (ebbene sì, ancora lui ma per conoscere un pensiero, bisogna leggerne più che si può).  L’editore è Bayard, specializzato anche in bellissimi libri per bambini. Il libro si può acquistare attraverso Amazon france, perché in Italia non è stato tradotto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trem e i fiori di prato]]></title>
<link>http://mimmapallavicini.wordpress.com/2009/06/11/trem-e-i-fiori-di-prato/</link>
<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 15:57:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mimma</dc:creator>
<guid>http://mimmapallavicini.wordpress.com/2009/06/11/trem-e-i-fiori-di-prato/</guid>
<description><![CDATA[“Ma chi sarà mai Gilles Clément” dice Emilio Tremolada inviandomi una sua foto non da esibire come p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-2346" href="http://mimmapallavicini.wordpress.com/2009/06/11/trem-e-i-fiori-di-prato/prato_fiorito-interpretato-dal-fotografo-emilio-tremolada/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2346" title="prato_fiorito-interpretato-dal-fotografo-Emilio-Tremolada" src="http://mimmapallavicini.wordpress.com/files/2009/06/prato_fiorito-interpretato-dal-fotografo-emilio-tremolada.jpg" alt="prato_fiorito-interpretato-dal-fotografo-Emilio-Tremolada" width="500" height="332" /></a></p>
<p>“Ma chi sarà mai Gilles Clément” dice Emilio Tremolada inviandomi una sua foto non da esibire come professionista della fotografia, ma come amante della natura e dei giardini. I prati di collina e di montagna come magico ed eterno <em><strong>jardin en mouvement</strong></em>: ieri c’era questa scena esuberante di colori, oggi il sole secca gli steli e tinge di un biondo uniforme il prato. Domani, prima che secchi proprio tutto (in modo da conservare al massimo le proprietà nutritive dell’erba), il contadino sfalcerà per farne fieno e quando avrà rastrellato i dolci pendii il prato sarà un tappeto ordinato, verde chiaro un po’ spento: una pioggia e due giorni di sole lo trasformeranno in verde vivo. Poi tra un mese sarà pronto il secondo taglio da fienare. Su queste montagne piemontesi si chiama <em>riorda</em> ed è più pregiato del fieno del primo taglio perché più tenero e più appetito dal bestiame. Per chi considera i prati altrettanti giardini spontanei di infinita armonia, i fiori di questa foto nel loro magnifico cromario bianco-blu-rosa-giallo resteranno a ricordo di una stagione precisa: la primavera avanzata. Nel giardino in movimento i semi germinano ora, ma quasi tutte le specie formano solo una rosetta di foglie a livello del terreno, sicché più avanti in stagione la falce non riuscirà a distruggere ciò che dovrà andare a fiore il prossimo anno. Qualche specie, come la salvia dei prati che è perenne (lo sa chi la coltiva in giardino anche nelle varietà proposte dal <a href="http://www.priola.it">vivaio Priola</a>),  si rigenera rapidamente e torna a punteggiare il prato con i suoi fiori, infiorescenze su infiorescenze senza sosta sino all’autunno.<br />
Nota botanica: il blu è quello di <em>Salvia pratensis</em>; il rosa di una leguminosa, <em>Onobrychis viciaefolia</em>; il bianco è quello delle margherite (<em>Chrysantemum leucanthemum</em>); il giallo in basso a sinistra è quello di una piantina semiparassita che talvolta forma grandi colonie, <em>Rhinanthus alectorolopus</em>, mentre la punteggiatura gialla che si intravede sul fondo appartiene ad un <em>Senecio</em> o ad un <em>Hieracium</em> (mai azzardare il nome della specie, se non si è visto con cura, soprattutto nel caso di piante difficili da determinare come queste composite).<br />
Nota tecnica: la foto è stata scattata con una Nikon D300, obiettivo grandangolare 24 mm, diaframma f 8 e tempo 1/500.<br />
Nota epicurea: immagino che Trem si sia molto rilassato a sprofondare nel prato, a immergersi nel mare di fiori e a scattare questa foto ad altezza d’erba, con l’obiettivo praticamente  addosso alle corolle: il grandangolo fa sembrare tutto un po’ distante, ma allarga gli orizzonti e conserva a fuoco la scena in profondità se lo si desidera. Una scelta, quella di Trem, che condivido, per documentare con un abbraccio il jardin en mouvement che sfugge alle teorizzazioni di Gilles Clément ma non all’arte consumata della natura.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ancora Gilles Clément]]></title>
<link>http://giardinaggioirregolare.wordpress.com/2009/03/27/ancora-gilles-clement/</link>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 21:09:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lidia Zitara</dc:creator>
<guid>http://giardinaggioirregolare.wordpress.com/2009/03/27/ancora-gilles-clement/</guid>
<description><![CDATA[Gilles (gli do del tu) va molto di moda. L&#8217;establishment culturale giardinicolo va assolutamen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Gilles (gli do del tu) va molto di moda. L&#8217;establishment culturale giardinicolo va assolutamente pazzo per lui, lo trovano &#8220;divino&#8221;. Ne parlano, lo citano, lo accarezzano, lo blandiscono, ma non lo comprendono.</p>
<p>Neanche il servizio di <em>Rosanova</em>, seppur bellissimo (di gran lunga l&#8217;analisi più sensata del suo pensiero mai fatta nella nostra italietta giardinicola) riesce a far emergere le conseguenze  della enorme portata di quello che Clément ha scritto.</p>
<p>Dopo Clément il giardino  è come un personaggio di Italo Svevo o Pirandello: completamente dissolto, smaterializzato, annientato.</p>
<p><em>Cosa rimane</em>? E&#8217; anche la domanda che si fa Giubbini.</p>
<p>Rimangono la campagna e i giardini degli altri. La campagna (la foresta, gli incolti, i prati, ecc.) come &#8220;giardino planetario&#8221;; i giardini degli altri come &#8220;giardino sociale&#8221;.</p>
<p>Ma attenzione, Clément lascia ben viva un&#8217;altra opportunità, che non riesco a capire come non sia stata individuata:  se il minimo artificio è comunque fasullo, e l&#8217;assenza di artificio esiste solo in Natura, il massimo artificio (nel rispetto della biodinamicità e della biodiversità), non è toccato dalle tesi di Clément. La grande rappresentazione scenica rimane. L&#8217;aspetto ludico, di illusione cosciente, è più che ben desto.</p>
<p>Mangio sano, ma nessuno mi vieta di prendere un po&#8217; di mescalina, ogni tanto. Una mescalina che guarda caso, non fa neanche male.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Mostro di Loch Ness non esiste]]></title>
<link>http://giardinaggioirregolare.wordpress.com/2009/03/17/il-mostro-di-loch-ness-non-esiste/</link>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 18:56:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lidia Zitara</dc:creator>
<guid>http://giardinaggioirregolare.wordpress.com/2009/03/17/il-mostro-di-loch-ness-non-esiste/</guid>
<description><![CDATA[Era l&#8217;episodio Il Club dell&#8217;Orrore, di Dylan Dog, in cui i membri del Club si riunivano ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Era l&#8217;episodio <em>Il Club dell&#8217;Orrore</em>, di Dylan Dog, in cui i membri del Club si riunivano in una casa sulle sponde del lago per raccontare storie di paura sul mostro che lo abita.<br />
Quando il presidente del Club viene invitato da Dylan Dog a raccontare la sua storia dell&#8217;orrore, lui semplicemente dice :&#8221;Il mostro di Loch Ness non esiste&#8221; ed è questo l&#8217;orrore più grande. </p>
<p><strong>La verità su Gilles Clément</strong><br />
Senza farla troppo lunga, Gilles Clément è uno che si è un po&#8217; rotto le palle del solito andazzo giardinicolo. Ci ha scritto sopra qualcosa, ma scrivendo quel che ha scritto, in pratica ha detto &#8220;il giardino non può più esistere,  se volete il verde, dovete andare in campagna o accontentarvi di guardare i giardini degli altri&#8221;.<br />
Bene, sono d&#8217;accordo.<br />
Ora: sta di fatto che però che chi ama i giardini non può fare a meno di pensarli, farli e sognarli, e -soprattutto- che lui di lavoro fa proprio il progettista, e questo gli causa un piccolo conflitto di interessi con il suo se stesso scrittore.<br />
Ma i turisti sono affamati di queste cose, gli dai in pasto un giardino di Gilles Clément e quelli se lo divorano. E lui lo sa.<br />
Insomma, fermo restando che la totale coerenza è solo dei Santi, un po&#8217; &#8220;ce fa&#8221;. Diciamocelo. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LA 5ª BIENAL DEL PAISAJE]]></title>
<link>http://moodfactories.wordpress.com/2008/09/30/la-5%c2%aa-bienal-del-paisaje/</link>
<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 10:35:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>moodfactories</dc:creator>
<guid>http://moodfactories.wordpress.com/2008/09/30/la-5%c2%aa-bienal-del-paisaje/</guid>
<description><![CDATA[Cada dos años se da la bienvenida al otoño con la Bienal del Paisaje de Barcelona y el premio Rosa B]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cada dos años se da la bienvenida al otoño con la <a title="5ª Bienal europea del paisaje" href="http://www.coac.net/landscape/" target="_blank">Bienal del Paisaje de Barcelona </a>y el premio Rosa Barba. El slogan para esta convocatoria era &#8220;Tempestad e Impetu&#8221;. Este año el país invitado fue Estados Unidos. La Bienal ha congregado a cerca de 600 interesados en la proyección del paisaje.</p>
<p>Los tres días han sido de gran interés para todos nosotros. Durante el primer día se presentaron los 11 proyectos finalistas del premio Rosa Barba, de gran variedad y de diverso valor. Al final del día se inauguró en el Colegio de Arquitectos de Barcelona la exposición de los todos los proyectos presentados para el premio. Desgraciadamente, el espacio no era lo suficientemente grande para poder disfrutar de ellos.</p>
<p>El segundo día constituyó el más aburrido de los tres: las ponencias demasiado teóricas y filosóficas, en ocasiones dificiles de seguir. Sin embargo, el día lo salvó el siempre fantástico <a href="http://www.gillesclement.com/" target="_blank">Gilles Clement</a>. Al final del día, se descubrió el proyecto ganador del jurado y del público. El jurado premió el proyecto de la danesa Kristine Jensen, un proyecto de transformación del antiguo centro educativo Nicolai en un espacio cultural emergente.  El premio del público, de mayor interés por su valor paisajístico, fue otorgado al portugués <a href="http://www.gap.pt/port/paginas/cj.html" target="_blank">Joao Gomes da Silva </a>con su proyecto de las piscinas en las Salinas en Madeira. Una vez más, los portugueses nos dan clases sobre cómo hacer actuaciones coherentes pasando de puntillas por el paisaje.</p>
<p>El tercer día dió paso a las intervenciones de los americanos convidados. De destacar, la aportación de Elizabeth K. Meyer (profesora de la Universidad de Virginia) sobre la experiencia estética como parte de un diseño sostenible. Estuvo arropada por sus compañeros Gary Hilderbrand y Ken Smith dirigidos en el coloquio por Perico Pastor.</p>
<p>De organización impecable, quizás habría que criticar el exceso de información en formato papel regalada a los asistentes a la Bienal. Si bien los paisajistas no somos por definición ecologistas, posiblemente habría que hacer un esfuerzo en buscar una solución coherente entre publicidad y medio ambiente en este tipo de encuentros.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gilles Clément, Guillaume Bonnel, et moi ]]></title>
<link>http://vdegalzain.wordpress.com/2008/09/25/gilles-clement-guillaume-bonnel-et-moi/</link>
<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 10:16:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>vpg</dc:creator>
<guid>http://vdegalzain.wordpress.com/2008/09/25/gilles-clement-guillaume-bonnel-et-moi/</guid>
<description><![CDATA[Petite auto promo pour une fois : la sortie d&#8217;un livre* dont j&#8217;ai le plaisir de signer l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Petite auto promo pour une fois : la sortie d&#8217;un livre* dont j&#8217;ai le plaisir de signer les textes; les photos sont de Guillaume Bonnel. Voyage au coeur du Domaine du Rayol, un site conçu par un homme que j&#8217;admire profondément, le paysagiste <strong><a href="http://www.dailymotion.com/relevance/search/gilles%2Bclement/video/x5cnvx_gilles-clement2_news">Gilles Clément</a> </strong>(qui signe la préface), représentation d&#8217;une écologie humaniste plaçant le vivant au coeur de toute préoccupation. Un concentré de la beauté du monde, révélateur des enjeux de la survie planétaire. En vente dès aujourd&#8217;hui en librairie !</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://vdegalzain.wordpress.com/files/2008/08/pages-int_rayol-1.jpg"><img class="size-large wp-image-1206 aligncenter" title="pages-int_rayol-1" src="http://vdegalzain.wordpress.com/files/2008/08/pages-int_rayol-1.jpg?w=500" alt="" width="500" height="270" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://vdegalzain.wordpress.com/files/2008/08/pages-int_rayol-2.jpg"><img class="size-large wp-image-1207 aligncenter" title="pages-int_rayol-2" src="http://vdegalzain.wordpress.com/files/2008/08/pages-int_rayol-2.jpg?w=500" alt="" width="500" height="269" /></a></p>
<p style="text-align:left;"><img class="size-full wp-image-1205 aligncenter" title="couv_rayol_la martiniere aubanel" src="http://vdegalzain.wordpress.com/files/2008/08/couv_rayol.jpg" alt="" width="483" height="545" /><br />
*<em>Les jardins du Domaine du Rayol. Voyage en Méditerranées.</em><br />
Ed°. AUbanel/La Martinière. 160 p. 32 euros.<br />
Un immense merci à Caroline Petit, Gilles Clément et Anne Serroy, qui nous ont confié ce superbe projet.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riscaldamento del pianeta: siamo tutti coinvolti]]></title>
<link>http://mimmapallavicini.wordpress.com/2008/02/23/riscaldamento-del-pianeta-siamo-tutti-coinvolti/</link>
<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 18:36:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mimma</dc:creator>
<guid>http://mimmapallavicini.wordpress.com/2008/02/23/riscaldamento-del-pianeta-siamo-tutti-coinvolti/</guid>
<description><![CDATA[Girovagando su internet in cerca di informazioni suplementari sul paesaggista Gilles Clément (dice c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Girovagando su internet in cerca di informazioni suplementari sul paesaggista Gilles Clément (dice che la Francia gli va stretta per via di Sarkozy e platealmente ha deciso di andarsene a lavorare altrove, in primis in Italia) sono finita in un blog francese di geografia legato all’Università di Saint Etienne. Se si ama la natura e si hanno a cuore le sorti del pianeta non si può vivere di sole piante, così mi sono fermata a leggere. Per esempio questo, che tradotto suona così: “Per comprendere l’impasse in cui si trova il dibattito sul riscaldamento del pianeta, basta considerare i lettori mp3. La maggior parte di essi viene fabbricata in Cina, dove la principale fonte energetica è il carbone. Per ogni lettore mp3 fabbricato, nell’atmosfera vengono liberato circa 8,5 kg di diossido di carbonio&#8230;. Si tratta allora di sapere se il governo cinese è responsabile dell’inquinamento atmosferico quando un gadget è fabricato in Cina per conto di una azienda americana che poi lo esporta ad uso di consumatori di Stoccolma o di San Paolo del Brasile.”  Riportando questo punto di vista di Jane Spencer del Wall Street Journal, il blog conclude che, comunque la si voglia pensare, siamo tutti coinvolti perché, anche se le emissioni di CO2 in Europa diminuiscono, il motivo è solo il trasferimento delle produzioni inquinanti: “L’incidente nucleare di Cernobyl ci ha insegnato, e il riscaldamento atmosferico lo conferma, che l’innalzamento di temperatura toccherà zone geografiche precise secondo una logica molto complessa, ma l’innalzamento degli oceani sarà globale”. Tutti coinvolti, insomma, anche noi dei giardini che pratichiamo qualche consumismo in meno.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Conferenza di Gilles Clement]]></title>
<link>http://waaa.wordpress.com/2008/02/07/conferenza-di-gilles-clement/</link>
<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 15:49:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>paghna07</dc:creator>
<guid>http://waaa.wordpress.com/2008/02/07/conferenza-di-gilles-clement/</guid>
<description><![CDATA[Sabato 9 Febbraio 2008 &#8211; ore 10 Auditorium &#8220;Josef Svoboda&#8220; Accademia delle Belle A]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sabato 9 Febbraio 2008 &#8211; ore 10 Auditorium &#8220;Josef Svoboda&#8220; Accademia delle Belle A]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[AULAGARDEN: taller sobre intervenciones sostenibles en entornos urbanos]]></title>
<link>http://guadalmedina.wordpress.com/2007/12/20/aulagarden-taller-sobre-intervenciones-sostenibles-en-entornos-urbanos/</link>
<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 09:19:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>guadalmedina</dc:creator>
<guid>http://guadalmedina.wordpress.com/2007/12/20/aulagarden-taller-sobre-intervenciones-sostenibles-en-entornos-urbanos/</guid>
<description><![CDATA[Otro post de catarqsis.blogspot.com: Este fin de semana hemos estado participando en las jornadadas ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Otro post de <a href="http://catarqsis.blogspot.com/" target="_blank">catarqsis.blogspot.com</a>:</p>
<p><span style="color:#33ccff;">Este fin de semana hemos estado participando en las jornadadas &#8220;aulagarden&#8221;, <span style="font-weight:bold;">intervenciones sostenibles en el espacio urbano, </span>que ha organizado la asociación <a href="http://www.aulabierta.info/">aulabierta</a> junto con la Universidad de Granada y que se han desarrollado en la facultad de Bellas Artes. </span></p>
<p><a href="http://bp1.blogger.com/_jJh1kLKHl4o/R2lc0QNhy3I/AAAAAAAAAvE/AyoUymP-MMM/s1600-h/cartel+definitivo.jpg"><img src="http://bp1.blogger.com/_jJh1kLKHl4o/R2lc0QNhy3I/AAAAAAAAAvE/AyoUymP-MMM/s400/cartel+definitivo.jpg" style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;margin:0 auto 10px;" border="0" /></a></p>
<div style="text-align:left;">De los pontentes cabe destacar por orden de participación a <span style="font-weight:bold;">Alberto Matarán</span>, doctor ambientólogo y profesor de la universidad de Granada que nos puso en situación del planteamiento de &#8220;lo ambiental del territorio&#8221; reflexionando sobre las estructuras sistémicas (el gato y el reloj) y la forma que tienen de interaccionar lo urbano , con lo agrario, con lo natural y como lo social gestiona sobre estos aspectos. Por otra parte señaló cuales son las partes de la que está compuesto un ecosistema:<span style="color:#33ccff;"> corredores, teselas o manchas y matriz <span style="color:#000000;">y sus</span></span> funciones :<span style="color:#33ccff;"> conducir, habitar, filtrar, barrer, fuente y sumidero.<span style="color:#000000;"><span style="font-weight:bold;color:#333333;"> Rocío Pérez </span><span style="color:#333333;">que tiene una beca de investigación en el departamento de urbanismo y ordenación del territorio de la universidad de Granada y experta en paisaje, intervino esbozando ciertas metodologías a la hora de actuar en el paisaje y la arquitectura, señaló como aspectos fundamentales a tener en cuenta:</span> <span style="color:#33ccff;">la demanda de usos, preexistencias, adaptación y el tiempo.  <span style="color:#333333;font-weight:bold;">José Tito Rojo </span><span style="color:#333333;">experto paisajista y director del Carmen de la Victoria de la ciudad de Granada entre otras cosas, hizo un exhaustivo recorrido por la evolución de los jardines de Granada, pasando desde la aparición de la tipología &#8220;carmen&#8221; como huerto de subsistencia tras la expulsión morisca de la ciudad al jardín tratado que es hoy, la importancia de estos asuntos recaen sobre la lectura que se puede hacer de la evolución de una ciudad respecto al  paisaje . Pasó también por los jardines nazaríes de la Alhambra y el Generalife reivindicándolos como uno de los únicos ejemplos de jardines medievales que siguen vigentes y activos. Por úlitmo <span style="font-weight:bold;">Eduardo Pérez, </span>biólogo y profesor de instituto contó además de un acelerado esquema de tipos de suelo, especies, regadíos, abonos &#8230; su experiencia en la <span style="color:#33ccff;">&#8220;jardinería como metódo pedagógico&#8221;<span style="color:#666666;">: <span style="color:#333333;">herramientas y métodos con los cuales se pueden introducir en la educación de jóvenes y adolescentes para el cuidado y el conocimiento del paisaje y el medio ambiente.</span></span></span></span><br />
</span></span></span></div>
<p><a href="http://bp2.blogger.com/_jJh1kLKHl4o/R2lXngNhy0I/AAAAAAAAAus/h1M3j8V0oVA/s1600-h/DSCF0152.JPG"><img src="http://bp2.blogger.com/_jJh1kLKHl4o/R2lXngNhy0I/AAAAAAAAAus/h1M3j8V0oVA/s400/DSCF0152.JPG" style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;margin:0 auto 10px;" border="0" /></a><br />
Por otra parte el taller práctico de proyectos lo dirigió <span style="font-weight:bold;">Íñigo Segurola</span> que dirige el estudio de paisajismo <a href="http://www.lurpaisajistak.com/">Lur Paisajistak</a>  y que todos conocereis seguramente por la sección de jardinería del programa televisivo Bricomanía y sus briconsejos.</p>
<p>Íñigo, además de contar todo el trabajo práctico y las colaboraciones que están haciendo en su estudio,  presentó a dos individuos que están proponiendo soluciones  prácticas y creativas en el mundo del paisajismo, por un lado <span style="color:#ff99ff;">Gilles Clement</span> autor del libro <a href="http://guadalmedina.wordpress.com/2007/12/09/el-tercer-paisaje/">&#8220;manifiesto del tercer paisaje&#8221;</a> que mostró el proyecto del <span style="font-weight:bold;">&#8220;jardin en movimiento&#8221; </span>como experiencia dentro de su propia casa, y por otro lado el extravangante <span style="color:#ff99ff;">Patrick Blanc</span>, inventor del muro vegetal hidropónico, llevado a cabo en proyectos renombrados de arquitectura como el &#8220;caixa forum&#8221; en Madrid o el &#8221; museo del quai Branly&#8221; en París.<br />
El susodicho taller de diseño del entorno de aulabierta, el que visitaron y participaron colectivos de la actual escena de la arquitectura y el arte como: <a href="http://www.recetasurbanas.net/">recetas urbanas</a>, <a href="http://www.ludotek.net/">ludotek</a>, <a href="http://www.straddle3.net/">straddle3</a>, <a href="http://www.lafundicio.net/">la fundició</a> o <a href="http://www.catarqsis.blogspot.com/">catarQsis</a>, desarrollaron posibles estrategias de intervención y de gestión del espacio además de iniciativas que ya están puestas en marcha para activar un jardin dentro del ámbito de la universidad y gestionado por alumnos, administración y naturaleza.</p>
<p>En: <a href="http://catarqsis.blogspot.com/" target="_blank">catarqsis.blosgpot.com</a></p>
<p>by: Ppda Campos</p>
<p><a href="http://guadalmedina.wordpress.com/2007/12/09/el-tercer-paisaje/"><span style="color:#ff99ff;"><span style="color:#333333;"> </span></span></a><span style="color:#33ccff;"><span style="color:#333333;"><span style="color:#ff99ff;"><span style="color:#333333;"> </span></span></span> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gilles Clément]]></title>
<link>http://jardins.wordpress.com/2007/12/15/gilles-clement/</link>
<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 10:45:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>PeWeck</dc:creator>
<guid>http://jardins.wordpress.com/2007/12/15/gilles-clement/</guid>
<description><![CDATA[Conférence de Gilles Clément sur le thème : &#8220;Les Jardins partagés, comment devenir des jardini]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Conférence de Gilles Clément sur le thème : &#8220;<font color="#008000">Les Jardins partagés, comment devenir des jardiniers planétaires</font>&#8220;, le samedi 15 décembre, à 14h30 au Chai de Bercy, dans le parc de Bercy (Paris 12è), métro Bercy ou Cour St-Emilion.</p>
<p><img src="http://jardins.wordpress.com/files/2007/12/gillclemmmmm1.jpg" alt="gillclemmmmm1.jpg" /></p>
<p><img src="http://jardins.wordpress.com/files/2007/12/gillclemmmmm2.jpg" alt="gillclemmmmm2.jpg" /></p>
<p><img src="http://jardins.wordpress.com/files/2007/12/gillclemmmmm3.jpg" alt="gillclemmmmm3.jpg" /></p>
<p><img src="http://jardins.wordpress.com/files/2007/12/gillclemmmmm4.jpg" alt="gillclemmmmm4.jpg" /></p>
<p><img src="http://jardins.wordpress.com/files/2007/12/gillclemmmmm5.jpg" alt="gillclemmmmm5.jpg" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[fabriquer des nuages [2]]]></title>
<link>http://mobilome.wordpress.com/2007/10/23/fabriquer-des-nuages-2/</link>
<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 11:47:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>ivantozzi</dc:creator>
<guid>http://mobilome.wordpress.com/2007/10/23/fabriquer-des-nuages-2/</guid>
<description><![CDATA[Pour continuer sur le thème du nuage. Forme à la mode on dirait. Franck Gehry qui nous avait habitué]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Pour continuer sur le thème du nuage. Forme à la mode on dirait. Franck Gehry qui nous avait habitué]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[fabriquer des nuages]]></title>
<link>http://mobilome.wordpress.com/2007/10/16/fabriquer-des-nuages/</link>
<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 10:11:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>ivantozzi</dc:creator>
<guid>http://mobilome.wordpress.com/2007/10/16/fabriquer-des-nuages/</guid>
<description><![CDATA[Quand vient l&#8217;hiver on s&#8217;amuse à souffler dans l&#8217;air notre chaleur, faisant naître]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Quand vient l&#8217;hiver on s&#8217;amuse à souffler dans l&#8217;air notre chaleur, faisant naître]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lire les nuages]]></title>
<link>http://mobilome.wordpress.com/2007/10/04/lire-les-nuages/</link>
<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 11:57:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>ivantozzi</dc:creator>
<guid>http://mobilome.wordpress.com/2007/10/04/lire-les-nuages/</guid>
<description><![CDATA[Plusieurs livres sur les nuages Le guide du chasseur de nuages ( Gavin Pretor-Pinney ) En vente sur ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Plusieurs livres sur les nuages Le guide du chasseur de nuages ( Gavin Pretor-Pinney ) En vente sur ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pensierino sulle garanzie al consumatore e altro]]></title>
<link>http://mimmapallavicini.wordpress.com/2007/09/24/pensierino-sulle-garanzie-al-consumatore-e-altro/</link>
<pubDate>Mon, 24 Sep 2007 23:06:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mimma</dc:creator>
<guid>http://mimmapallavicini.wordpress.com/2007/09/24/pensierino-sulle-garanzie-al-consumatore-e-altro/</guid>
<description><![CDATA[Il garden centre Webbs di Wychbold, nel Worchestershire, dove ho acquistato il libro di Hillier, mi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il garden centre Webbs di Wychbold, nel Worchestershire, dove ho acquistato il libro di Hillier, mi ha rilasciato lo scontrino che contiene anche questa frase: “Tutte le nostre piante sono vendute con cinque anni di garanzia. Per favore conservi questo scontrino per sua memoria”. Non so come funziona se, dopo quattro anni e mezzo, un cliente torna nel punto vendita reggendo un arbusto per i capelli e lamentandone la cattiva riuscita. Certo è che gli inglesi non sono gli italiani e conoscono un numero minore di vie traverse per eludere i doveri e la parola data. Mi piacerebbe che i garden center nostrani più quotati e ambiziosi aggiungessero una frase del genere sui loro scontrini. Mi basterebbe che garantissero per un anno. In un secondo tempo sarebbe bello facessero ciò che ha fatto Oltremanica il garden Webbs sin dall’anno 2000: un grande giardino dimostrativo diviso per ambienti (steppa, macchia mediterranea, bosco, prateria, bordure a bassa manutenzione e per situazioni estreme ecc) perché i clienti possano imparare tutti i modi per rinnovare l’aspetto del loro giardino, ridurre gli interventi di manutenzione e le necessità di acqua, richiamare gli insetti utili e via discorrendo. L’ultima aggiunta si chiama New Wave Gardens; disegnata da Noel Kingsbury, è stata inaugurata nell’estate 2004 e per quanto io abbia capito è qualcosa sullo stile del “giardino in movimento” teorizzato e praticato del paesaggista francese Gilles Clément.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[3 Degrees of Jean Nouvel]]></title>
<link>http://arkhitekton.net/2007/07/31/3-degrees-of-jean-nouvel/</link>
<pubDate>Tue, 31 Jul 2007 12:14:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Matt</dc:creator>
<guid>http://arkhitekton.net/2007/07/31/3-degrees-of-jean-nouvel/</guid>
<description><![CDATA[This week we have the &#8220;3 degrees of Jean Nouvel&#8221;, a thinly-veiled attempt at a thematic ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>This week we have the &#8220;3 degrees of Jean Nouvel&#8221;, a thinly-veiled attempt at a thematic post set out in three parts; The Architect, The Botanist and The Photographer.</p>
<p align="center"><a href="http://www.thomas-mayer-photo.de/photos/people/proarch/Seite%201/proarch14C.jpg"><img src="http://arkhitekton.wordpress.com/files/2007/08/jnouvel.jpg" border="0" alt="Jean Nouvel (photograph by Thomas Mayer)" hspace="10" vspace="5" align="middle" /></a></p>
<p><strong>The Architect</strong> : <a title="Jean Nouvel (aka Dr Evil look-a-like)" href="http://www.designboom.com/eng/interview/nouvel.html">Jean Nouvel</a><br />
Every architect&#8217;s favourite Dr. Evil look-a-like, Jean Nouvel, reveals all in a personal interview. Learn about his seasonal dressing habits, his small &#8220;pets&#8221;, and his love of silence. Apart from that, he does get to express why his architecture is so evocative:</p>
<blockquote><p>there is the desire to analyze and understand the world but this should not prevent us from expressing something, from inventing, and in that sense &#8216;utopia&#8217; is a part of our work.</p></blockquote>
<p>More on the the man behind the utopian architecture <a title="A night out with Jean Nouvel" href="http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?sec=travel&#38;res=950DE3D8133EF932A15753C1A9679C8B63">here</a>. Alternatively, have a look at <a title="Slideshow of Jean Nouvel's buildings" href="http://flickr.com/search/show/?q=%3Djean+nouvel&#38;s=int">a slideshow of Nouvel buildings</a> by a bunch of talented photographers.</p>
<p><strong>The Botanist</strong> : <a title="Patrick Blanc Vertical Garden" href="http://www.verticalgardenpatrickblanc.com/">Patrick Blanc</a><br />
Next is an interview by PingMag about the <a title="The art of organic architecture" href="http://pingmag.jp/2006/12/08/vertical-garden-the-art-of-organic-architecture/">amazing vertical green walls and gardens</a> by Nouvel collaborator, Patrick Blanc, a French botanist. Blanc worked with Nouvel on the vertical gardens of the <a href="http://www.quaibranly.fr/">Musée du Quai Branly</a> in Paris, however, the main landscape design is by <a title="Gilles Clément (in French)" href="http://www.gillesclement.com/">Gilles Clément</a>. Whilst these &#8220;living walls&#8221; are intriguing, there is <a title="Inhabitat" href="http://www.inhabitat.com/2007/01/15/vertical-gardens-by-patrick-blanc/">some discussion</a> about their environmental viability and general maintenance. although it&#8217;s hard to argue against Blanc&#8217;s objective; “<em>The city needs urban nature. There are masses of places one can create greenery without needing to take up large spaces.</em>”[<a href="http://www.svenskform.se/english/tidskriften/index.asp?artid=200">1</a>] Takes me back to university and <a title="The Granite Garden by Anne Whiston Spirn" href="http://web.mit.edu/spirn/www/gg/">The Granite Garden</a> published in almost a quarter of a century ago.</p>
<p>A photo essay on the landscape of the Quai Branly museum is available <a href="http://www.aila.org.au/projects/europe/branly/index.htm">here</a>.</p>
<p><strong>The Photographer</strong> : <a title="Thomas Mayer Archive" rel="nofollow" href="http://www.thomasmayerarchive.de/maincat.php?l=english">Thomas Mayer</a><br />
A huge gallery of photographs from an archive spanning 35 years by professional German photographer, <a title="Thomas Mayer Archive" rel="nofollow" href="http://www.thomasmayerarchive.de/maincat.php?l=english">Thomas Mayer</a>. His archive is well worth visiting as there are over 10,000 architectural photos alone, including buildings by Frank Gehry, Zaha Hadid, Peter Zumthor, Richard Meier and of course, Nouvel.<a title="Torre Agbar photos by Thomas Mayer" href="http://thomasmayerarchive.de/categories.php?cat_id=880&#38;l=english"><br />
</a></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://arkhitekton.wordpress.com/files/2007/08/torreagbar.jpg" border="0" alt="Torre Agbar, Barcelona" hspace="10" vspace="5" align="middle" /></p>
<p>Mayer&#8217;s <a title="Torre Agbar photos by Thomas Mayer" href="http://thomasmayerarchive.de/categories.php?cat_id=880&#38;l=english">Torre Agbar set</a> shows the building rising from the gritty urban surrounds of Barcelona like a umm&#8230; well, let&#8217;s just say looks a bit suspect. Nouvel&#8217;s description of the Torre Agbar (aka. Agbar Group tower) is a little more poetic; &#8220;<em>a distant echo of old Catalan obsessions, carried on the winds that blow in from Montserrat</em>&#8221; but, really, it must be a homage to his love of Cuban cigars.</p>
<p>Also check out the official <a title="Torre Agbar (official site)" href="http://www.torreagbar.com/prehome.asp?id=3">Torre Agbar</a> site which has a wealth of information &#8211; all embedded in Flash unfortunately (gee it does horrible things to text legibility).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
