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	<title>giorgio-maffei &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/giorgio-maffei/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "giorgio-maffei"</description>
	<pubDate>Sun, 19 May 2013 04:14:02 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[The seller, the publisher &amp; the artist]]></title>
<link>http://apricotjuice.wordpress.com/2012/10/13/the-seller-the-publisher-the-artist/</link>
<pubDate>Sat, 13 Oct 2012 08:00:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>apricotjuice</dc:creator>
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<description><![CDATA[Three conferences dedicated to the thematic of editorial independence and artists books. October 15,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Three conferences dedicated to the thematic of editorial independence and artists books. October 15,]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[a Milano: "Cronache dal PIANETA FRESCO" (12 marzo - 7 aprile)]]></title>
<link>http://slowforward.wordpress.com/2012/03/18/a-milano-cronache-dal-pianeta-fresco-12-marzo-7-aprile/</link>
<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 19:09:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>mg</dc:creator>
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<description><![CDATA[CRONACHE DAL PIANETA FRESCO Riviste,  posters, fogli, libri, quaderni di viaggio e fotografie della]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CRONACHE DAL PIANETA FRESCO</strong><br />
<em>Riviste,  posters, fogli, libri, quaderni di viaggio e fotografie della cultura</em><br />
<em>alternativa in Italia 1964/1974.</em></p>
<p>quarto appuntamento del ciclo INTERMEDIA. Rassegna di altri media d’artista<br />
inaugurazione lunedì 12 marzo h.19.00<br />
fino al 7 aprile 2012<br />
lunedì &#8211; venerdì  h. 12.00­19.00, o su appuntamento</p>
<p>O’ &#124; <strong>via pastrengo 12 milano</strong> &#124; isola<br />
phone +39 02 66823357</p>
<p>O’ presenta Cronache dal Pianeta Fresco, quarto appuntamento del ciclo<br />
INTERMEDIA. Rassegna di altri media d’artista. La mostra è curata da<br />
Giorgio Maffei e Matteo Guarnaccia, artista e memoria storica della<br />
controcultura italiana.</p>
<p>L’esposizione raccoglie riviste, posters, fogli, libri, quaderni di<br />
viaggio e fotografie del decennio compreso tra il 1964 e il 1974 che<br />
ha visto fiorire, anche in Italia, una vera rivoluzione culturale e<br />
linguistica con profonde ripercussioni sui comportamenti sociali delle<br />
generazioni successive. Il materiale esposto rivela l’incontenibile<br />
urgenza creativa e comunicativa propria di quel periodo storico, il<br />
desiderio di condividere esperienze eversive nell’altrove interiore e<br />
geografico.<br />
Tra i materiali esposti spiccano Pianeta Fresco, Mondo Beat, Paria,<br />
Fallo!, Insekten Sekte, Ubu, Re Nudo, Robinud, Mondo Beat, Cerchio<br />
Magico, Hemicromis, Freak, Get Ready, Fuck.</p>
<p>Una sezione della mostra Cronache dal Pianeta Fresco, è dedicata a<br />
film e cortometraggi di cineasti e artisti indipendenti italiani che<br />
negli anni tra il 1967 e 1971, hanno dato il loro contributo a questa<br />
ricerca esistenziale, sociale ed estetica; la programmazione è a cura<br />
di Pia Bolognesi e Giulio Bursi. Le proiezioni (in formato digitale)<br />
si terranno da O’, in via Pastrengo 12 a Milano, i mercoledì 21 e 28<br />
marzo e 4 aprile, alle 20.30.<br />
Film di: Alfredo Leonardi, Pierfrancesco Bargellini, Massimo<br />
Bacigalupo e della Cooperativa Cinema Indipendente/CCI.</p>
<p><strong>programma</strong>: <!--more--><br />
Mercoledì 21 marzo, h. 20.30:<br />
Serata 1:<br />
- Alfredo Leonardi, Se l&#8217;inconscio si rivela/ribella, 16mm, b/n, 1967,<br />
21’</p>
<p>Questo film nasce con un&#8217;esigenza di fondo da soddisfare. È<br />
un&#8217;esigenza di carattere esistenziale, non cinematografica, almeno non<br />
in prima istanza cinematografica. È quella di riuscire nella mia vita,<br />
nelle mie relazioni, a raggiungere l&#8217;immediatezza e la capacità di<br />
pienezza di rapporti con la gente, quale è possibile ai bambini nelle<br />
loro relazioni.<br />
Io ho un bambino di tre anni e mezzo e sto parecchio con lui e ho<br />
visto che i bambini hanno una capacità di contatto immediato, con<br />
altri bambini sconosciuti, che è incredibile: hanno una possibilità di<br />
dialogo, di relazione, di vita in comune, di organizzazione, di<br />
amicizia, di amore, veramente incredibili. Quello che hanno di bello i<br />
bambini è l&#8217;assenza di esigenze, di filtri&#8230; non chiedono<br />
praticamente niente agli altri bambini: chiedono di giocare. Questo è<br />
meraviglioso e vorrei riuscire e ri-imparare ad avere<br />
quest&#8217;atteggiamento anch&#8217;io nelle mie relazioni.<br />
Per me il cinema è un mezzo autoanalitico, la relazione tra le cose<br />
che si vedono nei miei film e la mia vita è diretta e immediata, c&#8217;è<br />
un processo di trascrizione assolutamente fotografico, anche se esiste<br />
evidentemente un tipo di elaborazione derivato da tutta una serie di<br />
esigenze di carattere artistico. I personaggi che appaiono nello<br />
schermo sono assolutamente reali come sono reali i miei rapporti con<br />
loro.[...] Quello che io cerco di comunicare è uno stato d&#8217;animo, cioè<br />
un modo di essere, un modo di sentire del film uno spettatore riesce a<br />
capirlo; credo che la cosa più importante sia una serie di reazioni<br />
non chiaramente definite che vengono dalla natura formale del film.<br />
Cioè nel film è espresso un certo modo di vivere che è un modo di<br />
vivere, io credo, libero, immediato.<br />
Estratto da una Conversazione con Alfredo Leonardi, Michele Mancini e<br />
Renato Tomasino (a cura di), Ricerca e contestazione, «Filmcritica»,<br />
n. 187, marzo 1968</p>
<p>- Alfredo Leonardi, Libro di Santi di Roma eterna, 16mm, colore, 1968,<br />
13&#8242;<br />
Con Romano degli Amidei, Nanni Balestrini, Sylvano Bussotti, Pierre<br />
Clementi, Sandra Gardini, Marco Gherardi, Peter Hartmann, Jannis ed<br />
Efi Kounellis, Eliseo Mattiacci, Pino Pascali, Ettore Rosboch, Mario<br />
Schifano.</p>
<p>Il film, formalmente legato all’esperienza di Se l’inconscio si<br />
ribella, è una specie di commiato – temporaneo &#8211; da tanti amici che<br />
costituiscono il mio più vero paesaggio, nel tentativo di raccoglierli<br />
in una ideale “summa” che mi conforti durante la lontananza.<br />
È un bilancio (parziale), un saluto, un augurio, un ricordo, che ha<br />
già acquisito, così presto, il gusto della tragedia a causa di uno<br />
spirito folletto che nessuno di noi avrebbe mai immaginato perituro,<br />
Pino Pascali, protomartire di questa incompleta schiera di santi e<br />
taumaturghi, senza i quali la vita non sarebbe pensabile. Alfredo<br />
Leonardi</p>
<p>- Alfredo Leonardi, Organum multiplum, 1967, 16mm, b/n, 13’</p>
<p>Organum multiplum nasce dall’interesse e dall’amicizia del regista per<br />
il lavoro del gruppo “Musica Elettronica Viva”, composto da musicisti<br />
americani operanti a Roma, cui si univano saltuariamente altri<br />
musicisti anche italiani. Il film rappresenta la continuazione e sotto<br />
certi aspetti il superamento dei processi formativi del lungometraggio<br />
“Amore amore”. Quest’ultimo affidava il suo sviluppo ad associazioni<br />
formali ritmiche e di contenuti in parte abbastanza leggibili e<br />
diretti; “Organum multiplum”, che si vale di un materiale molto più<br />
unitario e compatto, cerca di articolarsi in modo più libero indiretto<br />
e sugge­stivo.</p>
<p>Mercoledì 28 marzo, h. 20.30<br />
Serata 2:</p>
<p>- Pierfrancesco Bargellini, Due silenzi e un’armonica, 1971, 8mm, col,<br />
23&#8242;<br />
Il film nasce come immagine parallela, testimone di una esperienza<br />
fisico-corporea che si conclude nella visualizzazione materializzata<br />
di un oggetto-elemento: la fiamma (che accende una candela). Raggiunto<br />
un certo stato psicofisico l&#8217;uomo vive in una comunione totale con il<br />
proprio cuore, diviene cioè &#8220;due silenzi e una armonica&#8221;, egli vive<br />
secondo un ritmo di pausa e uno di vibrazione la propria commozione.<br />
Pierfrancesco Bargellini</p>
<p>- Pierfrancesco Bargellini,  Morte all’orecchio di Van Gogh, 1968,<br />
8mm, col, 60&#8242;<br />
Un viaggio, il mio viaggio nel cromaottofilmico<br />
attraverso strutture sensibili nel simultaneo emulsione-supporto per<br />
stimoli reattivi di cadenza luce, tra fuoco-assorbimenti-diaframma<br />
rapporti tra retina-focale, stroboscopica visione<br />
per variazioni variate di otturazioni e il colore si espande e si<br />
accende.<br />
Il selettivo, filtro meraviglioso di quantità-qualità ora densità ora<br />
velatura ora spessore, la cromomania! rivela un altro senso O<br />
sdoppiamento<br />
di immagine-retina<br />
zone erogene erotizzate per mediazione del RealePresente nel presente<br />
è l&#8217;inevitabile inevitato in ogni rapporto.<br />
Pierfrancesco Bargellini</p>
<p>Mercoledi&#8217; 4 aprile,  h. 20.30<br />
Serata3:</p>
<p>- Massimo Bacigalupo, Coda, 16mm, b/n, 1970, 15&#8242;<br />
Frammento conclusivo e sommario tematico del ciclo Fiore d’eringio,<br />
rispetto al quale mantiene comunque una propria indipendenza. Affronta<br />
i diversi modi di porsi rispetto alla realtà riferendosi agli artisti<br />
che hanno coraggiosamente e tragicamente ritratto il vuoto dell’anima.<br />
Su tutti, Eric von Stroheim con Femmine folli di cui Coda vorrebbe<br />
essere un’estensione, ma anche Dante Alighieri, Pia Epremian nel coevo<br />
film Medea e il giovane Albrecht Dürer che nell’autoritratto del<br />
Louvre stringe un fiore d’eringio tra le mani. Massimo Bacigalupo</p>
<p>- Massimo Bacigalupo, Migrazione, 16mm, b/n, 1970, 56&#8242;<br />
La terza parte del ciclo Fiore d’eringio. Rassegna di migranti ideali<br />
che a tratti raccontano e impersonano schegge di miti, fra tutti la<br />
Grande Madre, che appare ora come la Sulamite di Stockhausen, ora come<br />
la prostituta pensionata cantata da Villon-Pound, ora come la regina<br />
di Candaule e Gige in Erodoto, ora come Kore o l’Annunciata del<br />
Magnificat. Visivamente, i ritratti individuali convergono in una<br />
forma di festa collettiva ispirata all’India (donde partì una delle<br />
prime migrazioni per popolare l’Europa). In seguito il parossismo<br />
emotivo si placa e riprende la serie dei migranti con le loro<br />
individualità solitaria. «Si guardano i compagni di viaggio, coloro<br />
che si incontrano per strada. Tutto è immobile (come la luce)&#8230;<br />
rumori di città nella sera, e sempre, come li sentì Rimbaud&#8230; di sere<br />
quando la storia del viaggio viene raccontata, e mutata: mito come<br />
semplice necessità, dalla memoria&#8230; storia delle innumerevoli forme,<br />
che non si possono raccontare, vicinanza e distanza: arte migratoria,<br />
se può essere film&#8230;» «L’influsso precipuo è l’India (verso l’inizio<br />
uso fotografie che vi avevo scattato nel 1969), che però si unisce a<br />
una visione medioevaleggiante (affreschi sbrecciati di cappelle).<br />
Tutto sommato Migrazione è un tentativo di sacra rappresentazione».<br />
Massimo Bacigalupo</p>
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<title><![CDATA[Allan Kaprow]]></title>
<link>http://slowforward.wordpress.com/2012/01/01/allan-kaprow/</link>
<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 16:25:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>mg</dc:creator>
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<description><![CDATA[Allan Kaprow: A Bibliography]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;"><a title="Permanent Link to Allan Kaprow: A Bibliography" href="http://www.manystuff.org/?p=15097" rel="bookmark">Allan Kaprow: A Bibliography</a></h2>
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<title><![CDATA[Allan Kaprow A bibliography]]></title>
<link>http://apricotjuice.wordpress.com/2011/11/22/allan-kaprow-a-bibliography/</link>
<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 08:35:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>apricotjuice</dc:creator>
<guid>http://apricotjuice.wordpress.com/2011/11/22/allan-kaprow-a-bibliography/</guid>
<description><![CDATA[More on www.moussepublishing.com/printed/kaprow/kaprow.php ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[More on www.moussepublishing.com/printed/kaprow/kaprow.php ]]></content:encoded>
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