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	<title>giovani-polacchi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/giovani-polacchi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "giovani-polacchi"</description>
	<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 00:54:10 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Polonia chic and cool?]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/05/20/polonia-chic-and-cool/</link>
<pubDate>Tue, 20 May 2008 20:54:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>la donna con la valigia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sta per arrivare in Italia dalla Polonia l&#8217;amica di valigia che mi ha aiutò per le interviste ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sta per arrivare in <strong>Italia</strong> dalla <strong>Polonia</strong> l&#8217;amica di valigia che mi ha aiutò per le interviste e le segnalazioni giuste da <strong>Varsavia</strong> e mi ha appena scritto: Marina, perché non riesco a trovare il reportage che hai pubblicato? Dove lo hai archiviato e quando? Ok, per questo basta cliccare <strong>Varsavia</strong> in CERCA, ma ho deciso lo stesso in suo onore di ripostare qui parte del testo&#8230; (e in fondo trovate anche il link per leggerlo tutto!)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/vars4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-838" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/vars4.jpg" alt="" width="350" height="466" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;">(foto: <a title="Collegamento al album di ndemi" href="http://www.flickr.com/photos/ndemi/">ndemi</a>)</p>
<div>
<p class="MsoNormal"><span>Chi l’ha detto che <strong>Varsavia, Danzica o Cracovia</strong> siano città cupe, spente o poco interessanti? Prendiamo una nouvelle vague letteraria, aggiungiamoci una serie di boutique d’avanguardia, festival di visual art e un<span> </span>numero imprecisato d’ipermercati Auchan, Carrefour o Géant, condiamo il tutto con un pizzico di musica rap, e innaffiamo ben bene con una delle decine di nuove marche di vodka, la Chopin per esempio: ecco alcuni degli ingredienti a sorpresa della nuova dieta polacca. Altro che patate, santuari e cantieri navali Lenin (quelli da dove partirono le lotte sindacali di Solidarnosc, per intenderci). </span></p>
<p class="MsoNormal">E&#8217; entrato in Europa un Paese in bilico tra Est e Ovest, tra boom economico e nuove povertà, tra vecchi contadini (quasi un quarto della popolazione) che erano contrari all’ingresso nella Ue e nuovi ricchi attratti dal capitalismo occidentale: è una Polonia a due velocità, quella che vedo.</p>
<p class="MsoNormal"><span>E’ il Paese di una ristretta aristocrazia finanziaria dai nomi impronunciabili, come Gudzowaty, (un impero industriale fondato sul gas), Kulczyk (telecomunicazioni, petrolio, birra), Krauze (informatica, farmaceutica, banche), che vive accanto a quello dei disoccupati (oltre il 18 per cento) e delle centinaia di migliaia di piccole aziende agricole che rischiano sempre più di venire spazzate via dal vento e dal mercato europeo. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>“Siamo un libro vivente in cui leggere la complessa e tragica storia dell’Europa, con le sue distruzioni e ricostruzioni: la mia città è rifatta come in un set cinematografico” mi dice Monika, 22 anni, bionda studentessa di cinema a Varsavia. Rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale e orgogliosamente ricostruita pietra su pietra (gli architetti si sono ispirati ai dipinti settecenteschi di Belletto, allievo di Canaletto), tanto da entrare nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, la capitale polacca è l’emblema stesso della rinascita del Paese: a Stare Miasto<span>, il centro storico, la piazza principale e gli edifici medievali, barocchi e neoclassici si fondono insieme in un restyling che ha incluso negozi, musei e locali di tendenza, e ne ha fatto la mèta preferita anche del popolo della notte, della frenetica movida giovanile.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"> </p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:center;"><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/vars3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-837" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/vars3.jpg" alt="" width="400" height="288" /></a></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:center;">(foto: <a title="Collegamento al album di Bea Kotecka (*-*)" href="http://www.flickr.com/photos/bea_k63w-wa/">Bea Kotecka</a>)</p>
<p class="MsoNormal"><span><span>“Eppure da noi le ferite della memoria fanno ancora sentire il loro peso: la tomba al milite ignoto, i monumenti agli eroi del Ghetto, le statue lungo la Strada reale che scende dal Castello ancora ci commuovono – avverte Monika –. Non pensiate che i sogni della gente ora siano tutti a colori”.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText"><span>Davanti a una tazza fumante di tè nero un polacco potrebbe rimanere a parlare per delle ore. Di sicuro è uno dei modi per rompere il ghiaccio più facilmente, da queste parti. Per intuire spaccati di vita quotidiana di questi giovani neo-promossi europei, ma anche per cercare di individuare quella che, sulle pagine di un quotidiano storico come la “</span><em>Gazeta Wyborcza</em><span>”, è stata definita la “generazione nulla”. Ventenni, come Monika, che vedono la propria cultura ridotta a un caos di messaggi pubblicitari, dove il reale si fonde col virtuale, in una miscela di pregiudizi e risentimenti contro la società e le sue istituzioni.</span></p>
<p class="MsoBodyText"><span>Ragazzi cinici, passivi e disperati: così sono stati bollati. “Voi in Europa non ci conoscete ancora – si accalora Andrej, il suo ragazzo, biondo come lei e aspirante regista come i grandi maestri del suo Paese&#8230; (<strong><em><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/04/27/varsavia-e-la-nuova-vodka-chopin/">leggete il resto qui&#8230;</a></em></strong>)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;">(<em>Marina Misiti</em>)</p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Varsavia e la nuova vodka Chopin]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/04/27/varsavia-e-la-nuova-vodka-chopin/</link>
<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 21:51:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>la donna con la valigia</dc:creator>
<guid>http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/04/27/varsavia-e-la-nuova-vodka-chopin/</guid>
<description><![CDATA[Chi l’ha detto che Varsavia, Danzica o Cracovia siano città cupe, spente o poco interessanti? Prendi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span>Chi l’ha detto che <strong>Varsavia</strong>, <strong>Danzica</strong> o <strong>Cracovia</strong> siano città cupe, spente o poco interessanti? Prendiamo una nouvelle vague letteraria, aggiungiamoci una serie di boutique d’avanguardia, festival di visual art e un<span>  </span>numero imprecisato d’ipermercati Auchan, Carrefour o Géant, condiamo il tutto con un pizzico di musica rap, e innaffiamo ben bene con una delle decine di nuove marche di vodka, la Chopin per esempio: ecco alcuni degli ingredienti a sorpresa della nuova dieta polacca. Altro che patate, santuari e cantieri navali Lenin (quelli da dove partirono le lotte sindacali di <em>Solidarnos</em>c, per intenderci). E&#8217; entrato in Europa un Paese in bilico tra Est e Ovest, tra boom economico e nuove povertà, tra vecchi contadini (quasi un quarto della popolazione) che erano contrari all’ingresso nella Ue e nuovi ricchi attratti dal capitalismo occidentale: è una <strong>Polonia</strong> a due velocità, quella che vedo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/varsavia.jpg"></a><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/varsavia.jpg"></a><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/vars4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-838" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/vars4.jpg" alt="" width="350" height="466" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;">(foto: <a title="Collegamento al album di ndemi" href="http://www.flickr.com/photos/ndemi/"><strong>ndemi</strong></a>)</p>
<p class="MsoNormal"><span>E’ il Paese di una ristretta aristocrazia finanziaria dai nomi impronunciabili, come Gudzowaty, (un impero industriale fondato sul gas), Kulczyk (telecomunicazioni, petrolio, birra), Krauze (informatica, farmaceutica, banche), che vive accanto a quello dei disoccupati (oltre il 18 per cento) e delle centinaia di migliaia di piccole aziende agricole che rischiano sempre più di venire spazzate via dal vento e dal mercato europeo. “Siamo un libro vivente in cui leggere la complessa e tragica storia dell’Europa, con le sue distruzioni e ricostruzioni: la mia città è rifatta come in un set cinematografico” mi dice Monika, 22 anni, bionda studentessa di cinema a <strong>Varsavia</strong>. Rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale e orgogliosamente ricostruita pietra su pietra (gli architetti si sono ispirati ai dipinti settecenteschi di Belletto, allievo di Canaletto), tanto da entrare nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, la capitale polacca è l’emblema stesso della rinascita del Paese: a <em>Stare Miasto</em><span>, il centro storico, la piazza principale e gli edifici medievali, barocchi e neoclassici si fondono insieme in un restyling che ha incluso negozi, musei e locali di tendenza, e ne ha fatto la mèta preferita anche del popolo della notte, della frenetica movida giovanile.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/varsavia3.jpg"></a><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/varsavia3.jpg"></a><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/vars2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-836" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/vars2.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;">(foto: <a title="Collegamento al album di trincio" href="http://www.flickr.com/photos/trincio/"><strong>trincio</strong></a>)</p>
<p class="MsoNormal"><span><span>“Eppure da noi le ferite della memoria fanno ancora sentire il loro peso: la tomba al milite ignoto, i monumenti agli eroi del Ghetto, le statue lungo la Strada reale che scende dal Castello ancora ci commuovono – avverte Monika –. Non pensiate che i sogni della gente ora siano tutti a colori”.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText"><span>Davanti a una tazza fumante di tè nero un polacco potrebbe rimanere a parlare per delle ore. Di sicuro è uno dei modi per rompere il ghiaccio più facilmente, da queste parti. Per intuire spaccati di vita quotidiana di questi giovani neo-promossi europei, ma anche per cercare di individuare quella che, sulle pagine di un quotidiano storico come la “</span><em>Gazeta Wyborcza</em><span>”, è stata definita la “generazione nulla”. Ventenni, come Monika, che vedono la propria cultura ridotta a un caos di messaggi pubblicitari, dove il reale si fonde col virtuale, in una miscela di pregiudizi e risentimenti contro la società e le sue istituzioni.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:center;"> </p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:center;"><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/varsavia2.jpg"></a><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/varsavia2.jpg"></a><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/vars3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-837" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/vars3.jpg" alt="" width="400" height="288" /></a></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:center;">(foto: <a title="Collegamento al album di Bea Kotecka (*-*)" href="http://www.flickr.com/photos/bea_k63w-wa/"><strong>Bea Kotecka</strong></a>)</p>
<p class="MsoBodyText"><span>Ragazzi cinici, passivi e disperati: così sono stati bollati. “Voi in Europa non ci conoscete ancora – si accalora Andrej, il suo ragazzo, biondo come lei e aspirante regista come i grandi maestri del suo Paese – ma qui ci hanno chiamati il “pianeta nulla”, perché vittime consapevoli eppure inerti del consumismo. In parte è vero, ci sentiamo sconfitti dalla vacuità del mondo che nonostante tutto abbiamo scelto e di sicuro non possediamo la fermezza dei nostri genitori, né la loro spiritualità: in poco più di un decennio il capitalismo ha ucciso la fede molto più di quanto abbia fatto il comunismo in mezzo secolo”.</span></p>
<p class="MsoBodyText">Una risposta eloquente a questa perdita di aspettative per il domani, forse, la danno quei 250mila giovani che ogni anno lasciano la <strong>Polonia </strong>per l’estero: secondo i dati dell’Ufficio nazionale di statistica si tratta, infatti, della più importante ondata di emigrazione dai tempi degli scioperi di Solidarnosc nell’80-’81, quando, di fronte alle difficoltà materiali del regime in crisi, un milione di polacchi si trasferì in Occidente. Le contraddizioni però non mancano anche in questo settore: sembra, infatti, che numerosi palestinesi, siriani, iracheni, armeni, turchi si siano stabiliti con successo nel Paese. Lavorano come medici, veterinari, presentatori tivù, imprenditori.</p>
<p class="MsoNormal"><span>Chi ha in mente gli stereotipi dello squallore comunista con gli scaffali dei negozi desolatamente vuoti, resterà deluso. In <strong>Polonia</strong> oggi gli standard di vita sono migliorati, nella capitale le vetrine appaiono stracolme di merci, tra chi cena con i piatti d’argento all’esclusivo <em>Tsarina</em></span><span> o nel giardino d’inverno del <em>Belvedere</em></span><span> e chi invece ogni giorno fa la coda per elemosinare un pasto, c’è una nuova classe media che sta mettendo radici. Ancora poco conosciuta, ignorata dai sociologi, ma in rapidissima ascesa. A formarla sono soprattutto i 30-40enni intraprendenti, spesso manager, imprenditori o pubblicitari, che vivono in villette con giardino nei quartieri residenziali e alle tradizionali Fiat hanno preferito le auto giapponesi o coreane.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/mercato.jpg"></a><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/vars.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-835" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/vars.jpg" alt="" width="350" height="466" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;">(foto: <a title="Collegamento al album di trincio" href="http://www.flickr.com/photos/trincio/"><strong>trincio</strong></a>)</p>
<p class="MsoNormal"><span>La grande scommessa di questa nuova Polonia sembra però avere anche un’altra parola d’ordine: creatività. Varsavia con i suoi spettacolari grattacieli è ormai il cantiere-laboratorio più grande d’Europa dopo Berlino. Processo che iniziò con gli alberghi di lusso che svettano verso il cielo e che arriva fino ad oggi con il fantasioso progetto della biblioteca universitaria, un’ipertecnologica città nei boschi, circondata da piante e rampicanti. Restano delle ombre, certo, ma all’est le luci illuminano il nuovo che avanza: bisogno di cultura, eventi, incontri, trasgressioni per una colta e vivace intellighenzia cosmopolita. In ogni città, dalla capitale a <strong>Cracovia</strong>, da <strong>Breslavia</strong> a <strong>Danzica</strong> è tutto un tripudio di festival, mostre, iniziative: nuovi showroom di stilisti emergenti, happening internazionali del teatro di strada, biennale dei poster (che qui sono un’istituzione), e raffinate cucine etniche da poco trapiantate nel Paese. Si trova di tutto nella stagione estiva sulla ulica Mariacka, l’affascinante strada pedonale di <strong>Danzica</strong>, che con il suo centro storico appena recuperato, proprio dietro al famoso porto, fa a gara nell’attirare i turisti stranieri con quell’altro splendido e scenografico teatro all’aperto che è <strong>Cracovia</strong>, la più bella, l’unica a possedere un patrimonio artistico praticamente intatto. Dalla piazza del mercato alla suggestiva ulica Florianska, è tutto un via vai di giovani universitari, tra lo sfarzo dei palazzi antichi e i nuovi locali bohémien. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ancora poco conosciuta, mèta di un turismo non eccessivamente sviluppato, la <strong>Polonia </strong>possiede tutte le caratteristiche per sorprenderci piacevolmente e divenire una interessante mèta per tutte le &#8220;donne con la valigia&#8221; che ci leggono. Anzi, al di là dei facili stereotipi questo Paese, secondo gli osservatori, avrebbe già i connotati economici, il peso politico e &#8211; grazie al forte legame con gli Stati Uniti – strategico, per essere uno dei protagonisti dell’Unione europea. Sbrighiamoci a visitarlo, allora!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;">(<em>Testo: Marina Misit</em>i)</p>
<p><!--EndFragment--></p>
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