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	<title>giovanni-allevi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/giovanni-allevi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "giovanni-allevi"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:29:20 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Torna «Questo piccolo grande amore». E diventa un affresco]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/11/25/torna-%c2%abquesto-piccolo-grande-amore%c2%bb-e-diventa-un-affresco/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 11:13:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: &#8220;Corriere Fiorentino&#8220; ROMA — Claudio Baglioni se la cava con una battuta: «Volevo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://replica.presstoday.com/corriere_fio/articolo.php?id=11543799&#38;sez=1862827" target="_blank">Corriere Fiorentino</a>&#8220;</p>
<p>ROMA — Claudio Baglioni se la cava con una battuta: «Volevo fare il collezionista d’assi».<br />
E per il doppio cd «Q.P.G.A.», nei negozi da venerdì, ha chiamato 69 («Il settantesimo sono io») fra musicisti e cantanti. Con un obiettivo: rileggere e ampliare il disco del 1972, «Questo piccolo grande amore », che raccontava la nascita e la fine della storia fra un ragazzo di periferia e una fanciulla borghese. «Più di una volta stavo per desistere — spiega — è un’opera troppo grossa per due spalle sole. Ma le prime canzoni di quel vecchio album le ho iniziate a scrivere nel ’69. Sono passati quarant’anni, così ho pensato a una festa di compleanno alla quale ho invitato gli amici, con l’imbarazzo di chiedere a volte cose infinitesimali». Dall’imbarazzo lo ha tolto Mina, interprete di una strofa della celebre canzone che dà il titolo al disco. </p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fsmnewsblog.wordpress.com%2F2009%2F11%2F25%2Ftorna-%C2%ABquesto-piccolo-grande-amore%C2%BB-e-diventa-un-affresco%2F&#38;linkname=Torna%20%C2%ABQuesto%20piccolo%20grande%20amore%C2%BB.%20E%20diventa%20un%20affresco"><img src="http://www.senzamusica.net/condividi.png" alt="Share" /></a></p>
<p><!--more--></p>
<p>«Mi ha detto: questo è il regalo più bello ed elegante. Così ha grazia, così ha bellezza». Con la «tigre di Cremona » ha discusso soltanto di come affrontare la «parte» a lei assegnata. «Non voleva che il suo fosse un trionfo, un’esibizione della grande cantante. In realtà sono stato un tiranno: non sono mai sceso a patti con i pensieri degli altri. E tutti sono stati generosi nell’accontentarmi ».<br />
Ogni «graffio» ha tante piccole storie da raccontare. Laura Pausini: «Le ho chiesto di cantare in una tonalità altissima: lei non ha battuto ciglio». Fiorello, invece, «soprattutto all’inizio, non ha resistito alla tentazione di imitarmi un po’». Ma la lista di nomi è lunghissima: Gianni Morandi, Giovanni Allevi, Renzo Arbore, Franco Battiato, Gigi D’Alessio, Anna Tatangelo, Jovanotti, Loredana Bertè. Claudia Gerini, Pino Daniele, Ivano Fossati, Enzo Jannacci, Riccardo Cocciante, Giorgia, Elio e le Storie Tese, Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni, Antonello Venditti, Ennio Morricone. Un segno, con la chitarra, lo ha lasciato anche Giovanni, figlio di Baglioni. «Non è un disco da karaoke — sottolinea Claudio — né un remake, né un album di duetti. È un affresco: 70 graffitari si sono uniti per sporcare il muro della memoria. Discograficamente non è un’opera che ha un senso, perché va fuori dalle logiche di mercato. Ma tutti noi siamo fieri di averla terminata». Manca più di un amico all’appello, qualcuno sottolinea l’assenza di Francesco De Gregori. «Gli dirò che è stata notata, riempirò così quella civetteria che ci accomuna », scherza Baglioni.<br />
Il nuovo album — quarta parte di un progetto che ha visto «Questo piccolo grande amore» diventare un film, un libro e un tour — contiene cinquantadue canzoni, di cui quindici sono la rivisitazione dei pezzi del vecchio album, altri sono inediti, invenzioni su testi o musiche diverse. C’è anche il recupero di «Lungo il viaggio» che, all’epoca, venne censurato: «Racconta di una manifestazione di piazza e i discografici lo considerarono troppo politico per uno come me che aveva scritto un album romantico. Quelli sono stati gli anni dell’ultimo sogno: per tutti c’era la speranza di un mondo migliore. Poi abbiamo continuato a sognare ma era una smania, un’ossessione, più che il tentativo di cambiare la realtà».<br />
Dalla primavera Baglioni riprenderà a lavorare all’album di inediti. Ma intanto, il 30 novembre sarà in concerto a Torino per il Fai. E il 5 dicembre, da Milano, partirà con il tour che presenterà l’integrale di «Q.P.G.A.». Toccherà Padova, Napoli, Firenze, Roma, Bologna e Genova. E il cantautore romano non esclude un musical ispirato all’opera, anche se «finora non c’è ancora un progetto concreto».<br />
Sandra Cesarale</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[70 artisti italiani per il doppio cd di Claudio Baglioni]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/11/24/70-artisti-italiani-per-il-doppio-cd-di-claudio-baglioni/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 22:10:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: &#8220;apcom&#8220; Da Mina a Battiato, esce venerdì il nuovo album del cantautore Roma, 24 n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.apcom.net/newscultura/20091124_182100_2ae2f30_76986.html" target="_blank">apcom</a>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>Da Mina a Battiato, esce venerdì il nuovo album del cantautore</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" src="http://www.apcom.net/bin/content_3/TopNews/imgs/C_3_TopNews_76986_foto.jpg" alt="" width="307" height="226" />Roma, 24 nov. (Apcom) &#8211; Un doppio cd con la partecipazione di settanta artisti della storia della musica italiana tra cui Andrea Bocelli, Enrico Ruggeri, Mina, Alex Britti, Irene Grandi, Riccardo Cocciante, Simone Cristicchi, Michele Zarrillo, Gigi D&#8217;Alessio, Anna Tatangelo, Pino Daniele, Elio e le Storie Tese, Renzo Arbore, Giorgia, Laura Pausini, Pooh, Loredana Bertè, Ivana Spagna, Giovanni Allevi, Antonello Venditti, Angelo Branduardi, Edoardo Bennato, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni, Jovanotti, Gianni Morandi, Franco Battiato, Alice.</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fsmnewsblog.wordpress.com%2F2009%2F11%2F24%2F70-artisti-italiani-per-il-doppio-cd-di-claudio-baglioni%2F&#38;linkname=70%20artisti%20italiani%20per%20il%20doppio%20cd%20di%20Claudio%20Baglioni"><img src="http://www.senzamusica.net/condividi.png" alt="Share" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; &#8216;Qpga&#8217;, il nuovo doppio album di Claudio Baglioni, contenente 52 brani, che uscirà venerdì. Non un remake, né la riedizione del disco del &#8216;72. Anche se ci sono tutte le quindici canzoni di allora, ma in una veste completamente diversa da quella originale. Non solo un &#8220;disco-storia&#8221;, anche se tutti i brani raccontano la storia di Giulia e Andrea: il primo grande amore, quello che non dura tutta la vita, ma te la cambia per sempre. Non una semplice raccolta di canzoni, ma l&#8217;inedito incontro tra molte forme musicali: ouverture, preludi, interludi, brani musicali, temi e melodie che si intrecciano e si rincorrono. Un&#8217;opera popolare moderna. Un lavoro corposo, che si è alimentato con le parole del romanzo, le immagini del film e le emozioni dei concerti, nei quali le canzoni sono state eseguite dal vivo, prima di essere incise. Un disco totalmente nuovo dal punto di vista musicale e letterario. Non una &#8217;semplice&#8217; riscrittura, ma una composizione musicale completamente rinnovata. Una partitura nella quale si fondono brani editi e inediti con brani e momenti musicali che nascono dalla contaminazione degli uni e degli altri. &#8220;Proprio come i personaggi della storia, anche i diversi caratteri melodici &#8211; si legge nelle note di Baglioni &#8211; cambiano posizionamento sulla &#8217;scena&#8217; della narrazione musicale, diventando, di volta in volta, protagonisti, antagonisti, comprimari, personaggi di seconda linea o semplici voci di coro&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Claudio baglioni, 70 guest star nel nuovo disco da Guiness]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/11/24/claudio-baglioni-70-guest-star-nel-nuovo-disco-da-guiness/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 21:56:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/11/24/claudio-baglioni-70-guest-star-nel-nuovo-disco-da-guiness/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;adnkronos&#8220; Roma, 24 nov. (Adnkronos) &#8211; Settanta guest star della musica it]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Spettacolo/MUSICA-CLAUDIO-BAGLIONI-70-GUEST-STAR-NEL-NUOVO-DISCO-DA-GUINESS_4033666786.html" target="_blank">adnkronos</a>&#8220;</p>
<p>Roma, 24 nov. (Adnkronos) &#8211; Settanta guest star della musica italiana per il nuovo doppio cd di Claudio Baglioni &#8220;Q.P.G.A.&#8221; che esce venerdi&#8217; e che contiene cinquantadue brani, di cui quindici sono la rivisitazione dei pezzi dell&#8217;album del &#8216;72 &#8220;Questo piccolo grande amore&#8221;, altri sono reinvenzioni totali o parziali con testi o musiche diverse, alltri ancora inediti. Ma tutti uniti dal tema primo grande amore, quello che non dura tutta la vita, ma te la cambia per sempre. Per questa &#8216;disco-storia&#8217; o opera popolare moderna, Baglioni ha voluto accanto a se&#8217; la gran parte degli artisti che hanno fatto la storia della musica italiana, dal pop alla canzone d&#8217;autore, dalla musica classica al jazz.</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fsmnewsblog.wordpress.com%2F2009%2F11%2F24%2Fclaudio-baglioni-70-guest-star-nel-nuovo-disco-da-guiness%2F&#38;linkname=Claudio%20baglioni%2C%2070%20guest%20star%20nel%20nuovo%20disco%20da%20Guiness"><img src="http://www.senzamusica.net/condividi.png" alt="Share" /></a></p>
<p><!--more--></p>
<p>L&#8217;elenco delle partecipazioni e&#8217; davvero da record: si va da Alice a Giovanni Allevi, da Renzo Arbore a Luis Bacalov, da Franco Battiato a Edoardo Bennato, da Loredana Berte&#8217; a Mario Biondi, da Andrea Bocelli a Stefano Bollani, da Riccardo Cocciante a Pino Daniele, da Fiorello a Ivano Fossati, da Giorgia a Enzo Jannacci, da Jovanotti a Mina, da Gianni Morandi a Morgan, da Ennio Morricone a Laura Pausini, da Gege&#8217; Telesforo a Ornella Vanoni, fino ad Antonello Venditti e Michele Zarrillo. Per citarne sono alcuni.</p>
<p>Ad ognuno loro, Baglioni ha affidato un pezzo di questa grande storia d&#8217;amore: ouverture, preludi, interludi, assolit, temi e melodie che fondono rock, pop, classico e jazz. Un disco totalmente nuovo dal punto di vista musicale e letterario. &#8220;Non una &#8217;semplice&#8217; riscrittura -spiega Baglioni nelle note autografe dell&#8217;album- ma una composizione musicale completamente rinnovata. Una partitura nella quale si fondono brani editi e inediti con brani e momenti musicali che nascono dalla contaminazione degli uni e degli altri. Temi melodici che vengono, di volta in volta, annunciati, abbozzati, suggeriti, sviluppati, enunciati, ripresi, smontati e rimontati&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Q.P.G.A., l'album record di Baglioni]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/11/24/q-p-g-a-lalbum-record-di-baglioni/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 21:49:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/11/24/q-p-g-a-lalbum-record-di-baglioni/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;repubblica.it&#8220; 70 artisti uniti per il grande amore Mina, Fiorello, Morricone, C]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/baglioni-qpga/baglioni-qpga/baglioni-qpga.html" target="_blank">repubblica.it</a>&#8220;</p>
<h2>70 artisti uniti per il grande amore</h2>
<p><strong><em>Mina, Fiorello, Morricone, Cocciante, Battiato, Giorgia, Bacalov, la musica italiana nel doppio cd in uscita venerdì. Il cantautore ripartirà in tournée dal 5 dicembre a Milano</em></strong></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/baglioni-qpga/baglioni-qpga/este_340693_24190.jpg" alt="" width="230" height="236" />ROMA &#8211; Claudio Baglioni fa le cose in grande. Da sempre ma soprattutto in questi ultimi anni. Da quando l&#8217;anno scorso ha ripreso in mano Questo Piccolo Grande Amore, il concept album uscito nel 1972, non si è più fermato. Ne ha tratto un libro, un film diretto dal regista Riccardo Donna, e un tour. Ha ritrovato le canzoni di allora, le ha rimodellate modernizzandole senza stravolgerle, se n&#8217;è innamorato di nuovo e oggi torna a presentare l&#8217;ultima fatica, quella che metterà la parola fine al progetto Q.P.G.A.. Un nuovo album, doppio, che esce venerdì 27 novembre e che contiene cinquantadue brani, di cui quindici sono la rivisitazione dei vecchi pezzi, altri sono reinvenzioni totali o parziali con testi o musiche diverse, altri ancora sono inediti. Uniti dal tema del primo amore: &#8220;quello che non dura tutta la vita ma te la cambia per sempre&#8221;, ha detto il cantautore.</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fsmnewsblog.wordpress.com%2F2009%2F11%2F24%2Fq-p-g-a-lalbum-record-di-baglioni%2F&#38;linkname=Q.P.G.A.%2C%20l%27album%20record%20di%20Baglioni"><img src="http://www.senzamusica.net/condividi.png" alt="Share" /></a></p>
<p><!--more--></p>
<p>Tra gli ospiti che hanno partecipato al concertopera, o all&#8217;opera rock &#8211; come la definisce Baglioni stesso &#8211; ci sono Mina (L&#8217;arcobaleno), Franco Battiato (Sembra il primo giorno), Elio e le storie tese, Fiorello, Antonello Venditti, il maestro Ennio Morricone (al piano in Questo piccolo grande amore), Renzo Arbore e Morgan (Buon compleanno), Riccardo Cocciante e nuovi talenti come Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso e Noemi. E ancora, Alice, Giovanni Allevi, Luis Bacalov, Edoardo Bennato, Loredana Berté, Mario Biondi, Andrea Bocelli, Stefano Bollani, Pino Daniele, Ivano Fossati, Giorgia, Enzo Jannacci, Jovanotti, Gianni Morandi, Laura Pausini, Gegè Telesforo, Ornella Vanoni, Michele Zarrillo. Un record, un grande amore che unisce la musica italiana, in tutto 70 artisti.</p>
<p>Musica rinata dunque tra ouverture, preludi, interludi, temi e melodie: &#8220;Q.P.G.A. è un disco talmente nuovo &#8211; ha spiegato Baglioni &#8211; dalle fondamenta al tetto, non una semplice riscrittura ma una scrittura musicale completamente rinnovata. Una partitura nella quale si fondono brani editi e inediti con brani e momenti musicali che nascono dalla contaminazione degli uni e degli altri. Temi melodici che vengono, di volta in volta, annunciati, abbozzati, suggeriti, sviluppati, enunciati, ripresi, smontati e rimontati&#8221;.</p>
<p>Lo sviluppo del doppio album è quasi sinfonico con diversi caratteri melodici che come i personaggi della storia d&#8217;amore, cambiano posizionamento sulla &#8220;scena&#8221; della narrazione musicale, diventando, di volta in volta, protagonisti, antagonisti, comprimari, personaggi di seconda linea o semplici voci di coro. &#8220;Al centro della narrazione musicale c&#8217;è &#8211; ha continuato Baglioni &#8211; la storia di Giulia e Andrea: lei alla vigilia della maturità, lui matricola di architettura, lei centro, lui periferia. Ma mentre il rapporto tra i due (sempre presenti, ma mai nominati nei dischi: nè in quello del &#8216;72, ne&#8217; in questo) è durato appena un anno, il mio rapporto con la loro storia è andato avanti per quarant&#8217;anni&#8221;.</p>
<p>Baglioni ripartirà in tournée con Q.P.G.A. concertopera a partire dal 5 dicembre a Milano al teatro degli Arcimboldi, con tappe poi a Padova, Napoli, Firenze, Roma, Bologna e Genova.</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Allevi, Cesare Cremonini, i Linkin Park e John Legend... «Porgy and Bess», i Black Eyed Peas, i Metro Station e Lady Gaga]]></title>
<link>http://calogeromira.wordpress.com/2009/11/17/a-roma-%c2%abporgy-and-bess%c2%bb-un-gran-concerto/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 21:17:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>calogeromira</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cari lettori saccensi, menfitani, sanmargheritesi e persone di quella zona della provincia di Agrige]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Cari lettori saccensi, menfitani, sanmargheritesi e persone di quella zona della provincia di Agrigento, ora mi rivolgo a voi, ma anche ad altri lettori in altre parti d&#8217;Italia. Giovanni Allevi in diretta in questo momento &#8211; martedì diciassette novembre, dopo le undici di sera &#8211; su una radio nazionale. Magari potreste anche votarlo più sotto, aggiungendo qualche sua canzone.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>13.11.09 </strong>Chissà se c&#8217;è ancora Salvatore Castelli a <em>Music Gate</em> di Raigulp, il programma in onda anche stasera, venerdì tredici novembre alle nove. Dovrebbe essere un ballerino empedoclino.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>13.11.09</strong> Peccato per i <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/11/06/niccolo-fabi-in-sudan-ed-un-giovanni-allevi-veronese" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Backstreet Boys</strong></span></a>, i Take That, eccetera eccetera, o tutti i bravi gruppi del <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/11/01/dacci-un-po-di-piu-a-roma-concerto-di-sergio-caputo-che-sara-in-tour-nelle-province-di-trieste-e-potenza" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>rock duro</strong></span></a>. Non dovrebbero andare in onda stasera, venerdì tredici novembre, i consueti programmi delle <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/11/05/vasco-e-pesaro-un-po-un-evento" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong><em>100 Greatest Hard Rock Songs</em></strong></span></a> e delle <em><a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/11/05/filippo-gambetta-e-carlo-pestelli-fausto-amodei-e-gianni-coscia" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>100 Greatest Songs of the 90&#8217;s</strong></span></a> </em>su Mtv. Ma ci sarà, comunque, il <em>World Stage</em> dopo le undici di sera con i Linkin Park e Jay Z. Inutile ricordarvi che potete votarli per questo blog più sotto? Eventualmente aggiungere loro canzoni&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>06.10.09</strong> Interessante, molto interessante&#8230; O no? Cesare Cremonini a <em>Playlist</em> di <a href="www.allmusic.tv" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>All Music</strong></span></a> alle nove di sera di martedì sei ottobre. Ottimo&#8230; E poi&#8230; L&#8217;<em>Isola</em> maltese di una famosa televisione musicale o, altrimenti scritto, un concerto che forse vale molto dopo le undici di sera&#8230; E c&#8217;era anche John Legend al <em>Mono</em> di All Music dalle dieci alle undici. Ottimo per il mondo delle canzoni. Davvero ottimo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho scoperto, comunque, che l&#8217;esibizione maltese comprende i <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/10/01/il-violoncellista-mario-brunello-dalla-dandini" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Black Eyed Peas</strong></span></a>, Lady Gaga (che ha eseguito <em>Poker Face</em>), i Metro Station (con <em>Shake It</em>?) e tale Esmée Denters con <em>Outta Here</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>05.10.09</strong> Qual è la loro canzone che vi piace di più? Su <a href="www.allmusic.tv" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>All Music</strong></span></a> lunedì cinque ottobre una nuova puntata di <em><a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/10/02/siete-fan-di-marco-paolini-uno-spettacolo-per-chi-ci-legge-dalla-provincia-di-pordenone-se-invece-vi-piacciono-franca-valeri-e-lella-costa-ecco-altri-due-monologhi-%c2%abfriulani%c2%bb" target="_blank"><strong>Mono</strong></a> </em>dedicata ai Linkin Park&#8230; <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/09/28/incontro-in-una-chiesa-di-palermo" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong><em>Da Nord a Sud&#8230; e ho detto tutto!</em></strong></span></a> (Raiuno, 21.10) ospita, invece, gli <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/10/04/regio-di-torino-aperto-per-protesta" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Zero assoluto</strong></span></a>&#8230; Il programma è condotto anche da Anna Falchi che, poveretta, è stata tormentata al tempo della storia con Ricucci.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>15.11.08</strong> Dovrebbe essere <strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/musiche" target="_blank">musica</a></span></strong> di alto valore, miei cari lettori <strong><a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/europa/ue/italia/lazio/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">romani</span></a></strong>, quella proposta stasera e nei prossimi giorni da una delle più note istituzioni di <strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/musiche/musica-colta/" target="_blank">musica colta</a></span></strong>. Oggi pomeriggio, infatti, alle 18, e poi lunedì alle 21 e martedì alle 19.30 nella sala Santa Cecilia l’orchestra ed il coro dell&#8217;Accademia nazionale di Santa Cecilia ed il coro di voci bianche di Roma suoneranno e canteranno <em>Porgy and Bess</em> di George Gershwin. Direttore Wayne Marshall, baritono Rodney Clarke, <strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/09/16/AR2008091603090.html" target="_blank">soprano Indira Mahajan</a></span></strong>, soprano Angela Renée Simpson e tenore Ronald Samm.</p>
<p>- Località turistiche straniere (<a href="http://answers.polldaddy.com/poll/2167830" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Vota</strong></span></a>)</p>
<p>- Quale di questi monumenti italiani vi piace di più? (<span style="text-decoration:underline;"><a href="http://answers.polldaddy.com/poll/2071680" target="_blank"><strong>Vota</strong></a></span>)</p>
<p>- La musica. Quale il vostro brano preferito? (<a href="http://answers.polldaddy.com/poll/1647596" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Vota</strong></span></a>)</p>
<p style="text-align:justify;">Un browser <a href="../category/europa-europe" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>europeo</strong></span></a> &#8211; <a href="www.opera.com" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Opera</strong></span></a> &#8211; e <a href="www.mozilla.com" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Mozilla</strong></span></a> o i sistemi operativi di <a href="www.linuxfoundation.org" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Linux</strong></span></a> ed <a href="www.neomedia.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Apple</strong></span></a><strong>.</strong> <a href="www.neomedia.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>N</strong><strong>eomedia.it</strong></span></a></p>
<p style="text-align:justify;">- <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A04/106/513/000111/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Crema al cacao con nocciole ed anacardi</strong></span></a>, <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/110/520/000459/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>cioccolato fondente con nocciole</strong></span></a> o <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/109/518/000367/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>gianduia con nocciole intere</strong></span></a> oppure al latte con <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/109/518/000054/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>nocciole</strong></span></a> e <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/109/518/000453/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>nocciole intere</strong></span></a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://about.spreadthesign.com/gb/to/about" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Spreadthesign, dizionario e linguaggio dei segni</strong></span></a>. <a href="http://ec.europa.eu/education/index_en.htm" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Commissione europea – Istruzione e formazione</strong></span></a></p>
<p style="text-align:right;">15 novembre ‘08 &#8211; <span style="color:#ff6600;">aggiornato 17 novembre   ‘09</span></p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com//" target="_blank"><strong><span style="text-decoration:underline;">calogeromira.wordpress.com</span></strong></a> &#8211; <a href="mailto:schoeneraltermannschaut@neomedia.it" target="_blank"><strong><span style="text-decoration:underline;">e-mail</span></strong></a></p>
<p style="text-align:right;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="www.blackr.it" target="_blank">Risparmio energetico (forse)?</a></span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PRESCRIZIONE BREVE]]></title>
<link>http://oscarferrari.wordpress.com/2009/11/15/prescrizione-breve/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 21:50:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Oscar Ferrari</dc:creator>
<guid>http://oscarferrari.wordpress.com/2009/11/15/prescrizione-breve/</guid>
<description><![CDATA[Agli italiani piace la galera, come una volta piacevano la gogna, la forca e la ghigliottina. A chie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://oscarferrari.wordpress.com/files/2009/11/manette.jpg"></a></p>
<p><a href="http://oscarferrari.wordpress.com/files/2009/11/manette1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1514" title="manette" src="http://oscarferrari.wordpress.com/files/2009/11/manette1.jpg" alt="manette" width="386" height="400" /></a></p>
<p>Agli italiani piace la galera, come una volta piacevano la gogna, la forca e la ghigliottina. A chiederla come pena, magari aiutato dai media che si buttano a pesce sull&#8217;emegenza di turno, un bel po&#8217; di gente riesci sempre a tirartela dietro. Certo c&#8217;è differenza, c&#8217;è la galera <strong>progressista e di sinistra</strong> invocata e ottenuta per gli evasori, i molestanti e gli stolcheri e c&#8217;è la galera <strong>reazionaria di destra</strong> contro i clandestini e i fumatori di canne.</p>
<p>E poi c&#8217;è quella <strong>bipartisan</strong>, succede di raro ma capita e per poco non ci cascavo dentro. Adesso sui media non le trovi più, ma qualche tempo fa non passava giorno che non ci fosse notizia dell&#8217;ubriaco al volante che aveva provocato un incidente. E la politica non tardò molto ad accontentare il popolo bue, furono varate leggi più restrittive. Per fortuna, col mio <strong>0,7 per mille</strong> mentre andavo a <strong>45 all&#8217;ora</strong>, me la sono cavata con due settimane di ritiro patente-corso di riabilitazione alla guida-ripetute visite di controllo con analisi del sangue-condanna penale a cinque giorni di arresto tramutati in ammenda. Era ancora la vecchia legge, ma non è di questo che volevo parlare, volevo fare un post sulla <strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-16/bersani-ddl/bersani-ddl.html" target="_blank">prescrizione breve</a></strong>.</p>
<p>In linea di principio sarebbe sacrosanta, lo stato per giudicarti non può avere un tempo infinito, sei anni devono bastare e strabastare anche in caso di accanimento e dovrebbe valere per qualsiasi reato, dalla strage al vilipendio delle istituzioni, senza eccezioni di alcun tipo. La <strong>rivoluzione francese</strong> (o chi per lei) ha stabilito che nessuna legge può essere retroattiva, e quindi i processi in corso si farebbero con le vecchie regole, non vedo il verme eppure c&#8217;è.</p>
<p>Il verme è la legge che stravolge il principio, il verme è la giustizia che non ha risorse e che perde il suo tempo in stronzate, ma il verme è anche la gente che chiede manette a vanvera</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Povero pianoforte, re dell'easy listening]]></title>
<link>http://federicocapitoni.wordpress.com/2009/10/29/povero-pianoforte-re-delleasy-listening/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 13:56:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Capitoni</dc:creator>
<guid>http://federicocapitoni.wordpress.com/2009/10/29/povero-pianoforte-re-delleasy-listening/</guid>
<description><![CDATA[Sarà la crisi, sarà che non c&#8217;è più voglia di impegno, sarà che l&#8217;umanità è stanca, sarà]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sarà la crisi, sarà che non c&#8217;è più voglia di impegno, sarà che l&#8217;umanità è stanca, sarà che la tv ha annichilito il pensiero e ogni tipo di <em>conatus</em> intellettuale&#8230; o forse è stato sempre così. Il fatto è che la musica facile trionfa, e il fatto più grave è che questa venga considerata di alto livello. E questo spesso è dovuto allo strumento principale utilizzato, che è il pianoforte.  Sono stanco di parlare (male) dei fenomeni di Allevi o Einaudi, però oltre a non arrestarsi il successo di questi bluff, non si ferma neanche il pudore di nuove leve che si affacciano al mondo musicale sulla scia dei bluff stessi. Ora c&#8217;è questa Federica Fornabaio, buona pianista e direttrice d&#8217;orchestra, che nel suo disco d&#8217;esordio non ha fatto altro che scrivere il già scritto. Attenzione, non riscrivere, che prevederebbe almeno un&#8217;opera di revisione, ma di scrivere <em>ancora</em> sotto spudorata dettatura di un orecchio abituato a suoni scontati e rassicuranti. Insomma ci costringe a riascoltare il piacevole già sentito.</p>
<p>E poi ieri che noia Sakamoto. Due ore di musichetta, di pianismo che &#8211; come quello di tanti di cui forse Sakamoto per certi versi è anche il padre &#8211; senza un acquario, uno spot, un&#8217;immagine, un ascensore, non dà nulla; solo una noia mortale. Questo è il problema della musica debole (prendo in prestito la definizione azzeccata ma non ancora esatta di Quirino Principe): senza supporti visivi (nel caso di chi scrive colonne sonore), ambientali (chi fa new age o musiche per rilassarsi come gli esempi suddetti) o semantici (le parole nella canzone leggera), non funziona. La musica, intesa come suono, è autosufficiente certo, ma come ogni cosa gode di fruibilità maggiore e di autossussitenza in proporzione al suo livello di complessità. Altrimenti&#8230; nun gliela fa&#8217;.</p>
<p>Diffidate di Sakamoto &#38; Co.: vanno bene a commento di un filmato suggestivo, ma un loro concerto può essere fatale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[26 Ottobre 2009 (6)]]></title>
<link>http://radioblog235.wordpress.com/2009/10/26/26-ottobre-2009-6/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 16:36:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucanisi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cambiamo adesso un po&#8217; genere. L&#8217;autore è sempre italiano, si tratta di Giovanni Allevi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cambiamo adesso un po&#8217; genere. L&#8217;autore è sempre italiano, si tratta di Giovanni Allevi il famoso pianista. Questa canzone che stiamo per sentire si intitola Go With the Flow. Ricordo a chiunque volesse partecipare come b-jay a questo radio-blog, di mandarmi un&#8217;email all&#8217;indirizzo radioblog235@live.it con scritto il tipo di programma che vi piacerebbe condurre. Vi ricordo inoltre che sono aperte sul sito di Mtv le votazioni per i nuovo Europe Music Award, e che votare è totalmente gratuito (come è totalmente gratuito votare per il sondaggio sulle migliori canzoni che vi ho proposto, se volete votare, il link diretto alla pagina del sondaggio è tra i link nel blogroll).<br />
Gustiamoci adesso Giovanni Allevi con Go With the Flow!</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Z9uBkt7nz_g&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Z9uBkt7nz_g&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Da Guccini a Baglioni aspettando Ramazzotti]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/10/23/da-guccini-a-baglioni-aspettando-ramazzotti/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 12:15:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Senzamusica</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: &#8220;Il Giornale&#8220; di Stefania Grazioso Il promoter Vincenzo Spera presenta la sua sta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.ilgiornale.it/genova/da_guccini_baglioni_aspettando_ramazzotti/23-10-2009/articolo-id=393270-page=0-comments=1&#38;PRINT=S" target="_blank">Il Giornale</a>&#8220;</p>
<p><em>di Stefania Grazioso</em></p>
<p>Il promoter Vincenzo Spera presenta la sua stagione numero 35 e non risparmia critiche ad una città avara di spazi per la musica</p>
<p>«&#8230; A 35 anni&#8230; di nuovo all’opera». Con questo annuncio, Vincenzo Spera ha presentato il nuovo cartellone della sua stagione musicale. Un evento che si rinnova da 35 anni. Il titolo non vuole essere una sorta di bilancio, semmai vuole contrappuntare l&#8217;ennesima ripartenza. «Da un lato è una nuova lotta contro la burocrazia, dall&#8217;altro il tentativo di portare avanti una programmazione di musica dal vivo a Genova &#8211; racconta Spera -. È dal 1974 che opero in questo settore e in questa città, le cose sono cambiate ma la sostanza no. Come, ad esempio, la difficoltà di trovare gli spazi giusti per le varie tipologie di spettacolo. Ho in mente una mostra, un libro e un Dvd per documentare questi 34 anni trascorsi».</p>
<p>Sei ipercritico verso la città?</p>
<p>«Qui prevale sempre la logica dell&#8217;appartenenza e non quella della proposta. Un esempio tra i tanti: sono mesi che ho concordato per il 17 febbraio la tappa genovese di Eros Ramazzotti, e non ho ancora ricevuto una risposta dal Vaillant Palace, semplicemente perché la struttura è opzionata per 2 mesi dall&#8217;atletica. Sono i cosiddetti diritti acquisiti».</p>
<p><!--more-->Così Genova si taglia fuori dal mercato del Live?</p>
<p>«Certo, da sempre, basta ricordare quando nel 1985 crollò il Vigorelli di Milano, erano state già fissate le date del tour degli U2, così si cercò una location alternativa e fu proposta Genova. Tali furono le lentezze burocratiche che alla fine gli U2 andarono a Bologna. La nostra città sarebbe potuta essere un punto di riferimento per la musica internazionale».</p>
<p>Internazionale? Non è un po&#8217; eccessivo?</p>
<p>«Nell&#8217;87 ho organizzato un festival jazz a Genova, e fu un successo strepitoso. Oggi a distanza di anni mi telefonano dall&#8217;America per sapere se lo organizzo ancora. Qui ho portato i concerti dal vivo di Ella Fitzgerald, Ray Charles, Eric Clapton, Joan Baez, Miles Davis per menzionarne solo una parte. Fu indimenticabile la standing ovation per Ella (Fitzgerald), o quando Pat Metheny mi disse: “Non avrei mai immaginato di suonare in un posto così bello”».</p>
<p>Lasciando la tua storia e i problemi della città, cosa presenta quest&#8217;anno il tuo cartellone 2009-2010?</p>
<p>«Esiste una programmazione definita e una in stand-by. Il nastro di partenza lo taglierà uno dei più affermati cantautori della musica italiana, Francesco Guccini, ospite al Vaillant Palace il 13 novembre. Nello stesso mese, il 20, sempre alla Fiumara arriverà in concerto Cristiano De André che contemporaneamente pubblicherà il suo nuovo album. Il 23 e 24 novembre, sarà tripudio e gioia per i “sorcini” genovesi, l&#8217;ever green Renato Zero, sarà a Genova al Vaillant. La prima data è già tutta esaurita, per la seconda ci sono ancora pochi biglietti. A dicembre, invece, sarà il Teatro Carlo Felice ad ospitare sul proprio palco la canzone d&#8217;autore: il 4 è atteso Ludovico Einaudi, il 5 Antonello Venditti, il 21 Francesco De Gregori. Il 2010 porterà nel teatro di piazza de Ferrari, per l&#8217;esattezza l&#8217;8 e il 9 gennaio, Claudio Baglioni, altro artista da soul out. Gli ultimi appuntamenti in programma per il momento saranno al Vaillant Palace, il 30 gennaio con Corrado Guzzanti e il 3 maggio con Elisa».</p>
<p>E del programma in stand-by, non sveli nulla?</p>
<p>«Forse la parte più interessante è proprio quella, sto aspettando l&#8217;ok da Giovanni Allevi, la Pfm con “La buona novella”, Paolo Conte, Carmen Consoli, Elio e le Storie Tese e come già detto prima da Eros Ramazzotti. Sarà una rinascita dalle ceneri del live in Genova, parola di Vincenzo Spera».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Como eres verdaderamente?]]></title>
<link>http://lasoledaddeunnumeroprimo.wordpress.com/2009/10/16/como-eres-verdaderamente/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 14:29:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>araina</dc:creator>
<guid>http://lasoledaddeunnumeroprimo.wordpress.com/2009/10/16/como-eres-verdaderamente/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Horror pulchritudinis]]></title>
<link>http://commonsenserevenge.wordpress.com/2009/10/10/horror-pulchritudinis/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 07:17:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>johnthesavage83</dc:creator>
<guid>http://commonsenserevenge.wordpress.com/2009/10/10/horror-pulchritudinis/</guid>
<description><![CDATA[Giovanni Allevi e Uto Ughi: storia di un dialogo a distanza. Con un errore di fondo. 21 Dicembre 200]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><img class="alignright" title="Allevi" src="http://nodini.com/Photogallery/Ricordi/slides/GIOVANNI_ALLEVI_jpg_big.jpg" alt="" width="169" height="252" />Giovanni Allevi e Uto Ughi: storia di un dialogo a distanza. Con un errore di fondo.</h3>
<p style="text-align:justify;">21 Dicembre 2008. Buongiorno, Italia, eccoti il tuo nuovo eroe, neanche quarantenne, simbolo della tua eccellenza, del tuo genio, di quella freschezza musicale che da più di mezzo secolo non ti appartiene più. Giovanni Allevi, <em>from zero to hero</em>, nell’aula del Senato, con un gesto studiato (<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/agosto/09/Direttore_Allevi_co_9_080809070.shtml" target="_blank">Toscanini, Muti, Oren, fino a Bernstein</a>) e con l’immancabile emozione di una debuttante al ballo, intreccia le proprie melodie che penetrano grazie al megafono dell’etere nel cuore delle famiglie italiane radunate nel sacro momento del pranzo.</p>
<p style="text-align:justify;">Applausi bipartisan scendono dai banchi del Senato come le celebri «gocce» di pioggia sulla finestra di Chopin, uno dei primi <em>grandi</em> scomodati da una sorridente Milly Carlucci chiamata a battezzare l’evento proprio per rappresentare quell’<em>italiano medio</em> che ignora cosa sia una «risoluzione ad inganno», ma che ha ancora vivo in sé quel gusto per il bello che gli hanno insegnato Arnolfo di Cambio con il Duomo, le colline toscane con gli splendidi colori autunnali, e soprattutto sua madre con un piatto di spaghetti al pomodoro.</p>
<p style="text-align:justify;">Mezza Italia impazzisce. Si scomoda addirittura la più grande catena di aree di ristoro del Belpaese, che inizia a intuire che il ragazzo ha talento e piazza i suoi dischi, con in copertina il suo faccione timido, tra una Rustichella e un Icaro, con quei ricci che «fanno tanto artista». E’ boom di vendite, 4 album in classifica contemporaneamente, neanche Lucione nazionale aveva osato tanto.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche l’altra mezza Italia impazzisce, ma per il verso opposto. Impazziscono gli studenti dei Conservatori, gli insegnanti, i solisti, gli orchestrali, e si forma naturalmente una sorta di cordone di musicisti a cui <em>dà il la</em> nientemeno che il grandissimo violinista Uto Ughi, il primo tra il pubblico festante ad alzare la mano e rivolgere parole in controtendenza al giovane compositore, dalle colonne de <em>La stampa</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">«Le composizioni sono musicalmente risibili e questa modestia di risultati viene accompagnata da dichiarazioni che esaltano la presunta originalità dell’interprete. Se cita dei grandi pianisti del passato, lo fa per rimarcare che a differenza di loro lui è <em>anche</em> un compositore. Così offende le interpretazioni davvero grandi: lui è un nano in confronto a Horowitz, a Rubinstein. Ma anche rispetto a Modugno e a Mina. Questo deve essere chiaro». Da un lato abbiamo quindi un giovane compositore che scalpita, dall’altro un dinosauro, un immenso interprete che inorridisce, apparentemente il <em>topos</em> della freschezza del nuovo di fronte al marcio della tradizione, stereotipo romantico sul quale si sono formate generazioni di studenti e sul quale si è, infatti, basata la vincente <a href="#_ftn3"></a><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200812articoli/39552girata.asp" target="_blank">apologia di Allevi</a>. Sembra la classica storia italiana: PCI contro DC, cappuccino contro caffè, Kebab contro lampredotto, difesa a zona  contro marcatura a uomo.</p>
<p style="text-align:justify;">Le accuse di Ughi, però, non si fermano all’affondo su Allevi, ma contengono una dura analisi sulla realtà della musica in Italia: «Tutto torna: è anche la modestia artistica e culturale di chi dirige alcuni dei nostri teatri d’opera, delle nostre associazioni musicali e di spettacolo a consentire lo spaventoso taglio alla cultura contenuto negli ultimi provvedimenti del governo<a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200812articoli/39479girata.asp" target="_blank">»</a>. Non è da leggersi tra queste righe – come invece molti hanno fatto – una semplice accusa ai tagli del governo Berlusconi, ma a tutto il sistema della musica italiana, basato sull’accertarsi dell&#8217;ignoranza e del gusto dell’ascoltatore, che permette promozione mediatica di artisti che di musicale hanno ben poco. Del resto se nessuno ha mai ascoltato <em>seriamente</em> Mozart, Schubert, Poulenc, Milhaud, ma anche Battisti e Springsteen, è ben manovrabile musicalmente.</p>
<p style="text-align:justify;">L’emergenza è quindi di tipo educativo, si tratta di una sorta di <em>horror pulchritudinis</em> che pervade la nostra società, piena di orecchi sintetici che stentano a distinguere il <em>piacevole</em> del <em>bello</em>. A dimostrazione di ciò, se si apre un CD di Allevi sicuramente non si ha la voglia immediata di chiuderlo: non è assolutamente brutto, si ascolta molto bene, come le basi finto-jazz che pullulano i locali in di Firenze all’ora dell’aperitivo. Come si dice: «Fa figo e non impegna».</p>
<p style="text-align:justify;">Noi, figli di quel ’68 che con un’esplosione di sintetica vitalità ha fatto uscire la musica dai morti teatri e l’arte dai morti musei, ci troviamo adesso immersi nella musica e nell’arte, avendo però smarrito l’organo percettivo che riconosce la bellezza. Chi è oggi che, per commentare un film o un album, dice o scrive la parola <em>bello</em>? I giornali sono pieni di altri termini: <em>interessante</em>, <em>innovativo</em>, <em>maturo</em>, <em>profondo</em>, <em>groove</em>…</p>
<p style="text-align:justify;">Quindi Allevi è quello che ci meritiamo? Ci meritiamo un’artista di plastilina, formato a stampo su quello che noi crediamo sia un artista? Finiremo ad accusare Shakespeare di non aver più la capacità di parlare all’uomo del XXI secolo sostituendolo con il <em>cinema odoroso</em>, come ne «Il mondo nuovo» di Aldous Huxley?</p>
<p style="text-align:justify;">No, perché l’uomo in quanto tale vive di Bellezza, cerca quella vera ed ancora, trovandosela davanti, la riconosce: solo la stessa Bellezza può abbattere il muro culturale che anni di contro-cultura le hanno costruito davanti; ed allora, Maestro Ughi, faccia uno sforzo e porti la Bellezza nelle piazze, così vedrà che l’odioso Allevi non potrà fare altro che stare lì in prima fila ad applaudirla, come sempre.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dis-attrazione]]></title>
<link>http://violaceo.wordpress.com/2009/09/29/dis-attrazione/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 08:35:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>violaceo</dc:creator>
<guid>http://violaceo.wordpress.com/2009/09/29/dis-attrazione/</guid>
<description><![CDATA[Comunicare ad una fan sfegatata di Giovanni Allevi che non si sopporta il suddetto e che gli si pref]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Comunicare ad una fan sfegatata di Giovanni Allevi che non si sopporta il suddetto e che gli si preferiscono di gran lunga i Back Street Boys (pur non avendo coscienza di ciò che suonano..) provoca una repentina ed irreversibile dis-attrazione. La tempesta di sms cessa immediatamente perchè lei non si sente ignorata, ma capisce di avere a che fare con una persona dalla sensibilità sottosviluppata.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Iper - comunicazione]]></title>
<link>http://violaceo.wordpress.com/2009/09/22/iper-comunicazione/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 15:44:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>violaceo</dc:creator>
<guid>http://violaceo.wordpress.com/2009/09/22/iper-comunicazione/</guid>
<description><![CDATA[Come posso comunicarle che una trentina di messaggi al giorno, sono&#8230;come dire..un po&#8217;opp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come posso comunicarle che una trentina di messaggi al giorno, sono&#8230;come dire..un po&#8217;opprimenti ? *</p>
<p>Devo fuggire, vorrei andare in Turchia.</p>
<p>* E che Giovanni Allevi proprio non lo sopporto</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ordinary day]]></title>
<link>http://parlaperlapirla.wordpress.com/2009/09/17/ordinary-day/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 19:02:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>acrimonia</dc:creator>
<guid>http://parlaperlapirla.wordpress.com/2009/09/17/ordinary-day/</guid>
<description><![CDATA[Ma una giornata (ieri) iniziata con la sveglia che mi desta alle 6.30 per andare al lavoro (dopo 3 o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ma una giornata <em>(ieri)</em> iniziata con la sveglia che mi desta alle 6.30 per andare al lavoro <em>(dopo 3 ore e qualcosa di sonno, facendo un rapido calcolo: ho scritto all&#8217;amore mio l&#8217;sms della buonanotte alle 3.07, quindi direi 3 ore e 22 minuti di sonno, sì, ecco)</em>, proseguita con l&#8217;apertura della cassa e la scoperta, lì dentro, di una banconota da 5 euro con su scritto a penna nera &#8220;LA VITA E&#8217; UN DONO&#8221; <em>(da quanto tempo non mi capitava di leggere qualcosa scritto sulle banconote&#8230; c&#8217;era un periodo, quand&#8217;ero piccola, che non ce n&#8217;era una immacolata, e io pure contribuii a metterne in giro alcune da me vergate, poi il fenomeno è scomparso [fra l'altro è illegale, vero?], mi ha fatto uno strano effetto, un po&#8217; come quando rivedi certe puntate di Drive-in o trovi in giro per casa foto tue di 20 anni fa, o un bigliettino scritto a scuola per la festa della mamma),</em> con il rovesciamento della mia tazza di tè sulla mia scrivania/dentro al cestino/per terra/sulla sedia della mia collega/ma quanto cazzzzzzzo è sto tèèèè!!!, con un panino divorato per fame più che per gusto al McDonald&#8217;s sulla statale <em>(giuro che non c&#8217;andrò più per lungo tempo, persino l&#8217;acqua m&#8217;ha fatto schifo stavolta, sapeva da kebab e non voglio indagare perché) </em>dove nella fila accanto alla mia per ordinare c&#8217;è un capellone che per un attimo penso abbia una parrucca, poi mi rendo conto che è Giovanni Allevi, e terminata infine con tre-corse-tre avanti e indietro da casa alla Conad perché mi dimenticavo le cose da comprare a metà strada <em>(se io fossi un proverbio, sarei &#8220;Chi non ha testa ha gambe&#8221;)</em>&#8230;</p>
<p>&#8230; ecco, una giornata così, come la posso definire?</p>
<p>(Vi piace Allevi? Io non lo sopporto, se po&#8217; di&#8217;? Preferisco <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Lxc3O4mQV74" target="_blank">Dolores O&#8217;Riordan</a>, anche se era meglio coi Cranberries.)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Me kompozitorin dhe pianistin e njohur në të  gjithë botën, Xhovani Alevi]]></title>
<link>http://anilakadija.wordpress.com/2009/09/10/me-kompozitorin-dhe-pianistin-e-njohur-ne-te-gjithe-boten-xhovani-alevi/</link>
<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 09:13:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>anilakadija</dc:creator>
<guid>http://anilakadija.wordpress.com/2009/09/10/me-kompozitorin-dhe-pianistin-e-njohur-ne-te-gjithe-boten-xhovani-alevi/</guid>
<description><![CDATA[Instrumentistët shqiptarë, më kanë mahnitur!  Xhovani Alevi, kompozitori dhe pianisti i talentuar i ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Instrumentistët shqiptarë, më kanë mahnitur!</strong></span> </p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong><em>Xhovani Alevi, kompozitori dhe pianisti i talentuar i muzikës klasike bashkëkohore, ka lindur në Itali më 9 prill 1969. Ka mbaruar konservatorin për Kompozim dhe Piano, me rezultate të shkëlqyera, si dhe ka mbaruar universitetin në degën e Filozofisë, me rezultate të shkëlqyera, duke e mbrojtur diplomën me tezën “Boshllëku në fizikën bashkëkohore”. Me muzikën për piano, të kompozuar nga ai, janë inçizuar katër përmbledhje: “13 gishtërinjtë” (1997), “Kompozimi” (2003), “Asnjë koncept” (2005) dhe “Joy” (2006), që kanë korrur sukses të jashtëzakonshëm, me më shumë se 250.000 kopje të shitura. Koncertet e tij përreth botës, e kanë shtuar numrin e fansave të tij dhe e kanë bërë atë të emërtohet nga kritika artistike si zëdhënësi i së resë krijuese muzikore, italiane!</em></strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong><em>Nuk isha takuar asnjëherë me të, kur dikush më  dhuroi një ftesë për në  koncertin që do të zhvillohej në  qytetin e Barit, në Pulia, ku kisha shkuar me pushime. Jam adhuruese e muzikës së tij dhe, kurrë nuk e mendoja se do të më jepej mundësia ta intervistoja. Do të më kishte mjaftuar një autograf, në librin dedikuar jetës së tij artistike dhe, për këtë, i kërkova ndihmë menaxheres së tij, Nada Bernardos. </em></strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong><em>- A mund t’ju kërkoj një nder? Jam fanse e Alevit dhe gazetare shqiptare në Itali&#8230; Një dedikim i tij në librin që kam me vete, do të më mjaftonte. Nuk pretendoj për intervistë, pasi duhet të kisha lënë takim më parë me ju&#8230; </em></strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong><em>- Ju jeni gazetare shqiptare?! Xhovani ka dhënë një koncert shumë të bukur në Tiranë&#8230; Do të jetë entuziast t’ju takojë. Pas pesë minutash do të vij t&#8217;ju marr për bisedën me të. Është një kënaqësi të flasim me gazetarët e huaj. Si mund t’i lërë ai pas dore dëgjuesit dhe fansat kudo në botë?!</em></strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong><em>Kur u gjenda përballë Xhovanit, nuk po u besoja syve. Sa herë  më kishte çlodhur me virtualitetin e tij artistik! </em></strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong><em>- Eshtë  nder për mua që një gazetë  shqiptare do të më pyesë, sot, në  prag të këtij koncerti që  bëhet në qytetin e Barit, në kufirin e emigracionit të viteve ‘92. Kalojnë kohët dhe gjërat ndryshojnë&#8230; – e nisi bisedën ai&#8230;</em></strong></span> </p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Anila KADIJA: &#8211; Ndjehem me fat që një  kompozitor dhe artist i madh si ju, po më  dedikon kohën e tij. Kur ju ka hyrë  në zemër muzika?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Xhovani ALEVI:</strong> &#8211; Prindërit e mi janë artistë dhe në shtëpinë time ka mbizotëruar gjithmonë pianoja, si një instrument i shenjtë. Një herë, kur isha i vogël, fillova të godisja tastierën me grushta, siç mund të bëjë çdo fëmijë kur kërkon të luajë&#8230; Nuk e harroj efektin e fjalës së tim eti, i cili, me një ton autoritar, më tha: “Pianoja është diçka serioze”. Këto fjalë, më përcollën një sinjal&#8230;</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>- Kështu nisi një rrugë, një pasion?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">- Fillova të  mësoja vetë, pasi askush nuk më mësonte&#8230; Vjedhurazi, kur nuk kisha njeri në shtëpi, fillova të luaja gishtat në tastierë dhe kështu, zbulova akordet. Nuk më interesonte muzika, më dukej shumë e vështirë për mua. Duke shtypur një tast po dhe një tast jo, kuptoja pak nga pak sekretin e muzikës, sekretin e kombinimit të notave.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>- Ju kujtohet hera e parë kur keni luajtur në  piano për të tjerët?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">- (Qesh) Posi jo?! Nuk do ta harroj kurrë! Në një koncert, në shkollën fillore, kisha një pjesë komike&#8230; Vështrimi im shkonte vazhdimisht në një qoshe të skenës e ndeshej pa pushim me një piano të vjetër. Dukej sikur po më bënte ftesë&#8230; kisha kohë që në shtëpi “luaja” me të dhe nuk e dinte asnjeri. Ajo më kishte trasformuar në një fëmijë shumë të mbyllur në vetvete. Nganjëherë, kur ishim duke ngrënë dhe në kuzhinë dëgjoja tingull gotash, ndërsa babai im thoshte: “Kjo është Si bemol!”, unë, në kokën time, mendoja: “Unë them se është La bemol!”. Kështu më ndodhi edhe në atë koncert. Pianoja e vjetër më thërriste me nota. Shkova drejt saj pa e kthyer kokën. U ula me pasigurinë e një fëmije, por në kokën time, notat ishin një himn&#8230; Zgjodha Shopenin, “Preludin” në La magiore. Që nga ajo kohë, muzika u fut në jetën time si një mike me të cilën bashkudhëtoj&#8230; ajo është shtriga kapriçioze!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>- Shtriga kapriçioze?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">- Po, kështu e quaj muzikën time sepse është e papritur, troket kudo në shpirtin tim, edhe kur ndodhem në një supermarket ku po bëj pazarin. Ajo nuk pranon rival; kur e ndjen që unë po i dedikohem diçkaje tjetër, vjen dhe më tërheq me notat e saj, kërkon vëmendje nga unë. Kjo ka ndodhur edhe kur fillova të merresha me librin tim që ka dalë kohët e fundit: “La musica in testa” (“Muzika në kokë”). Ishte gjithmonë e pranishme, kudo. Mua më duhet të kem gjithmonë një fletë pentagrami në xhep, për ta shkruar sa herë që ajo troket. Muzika ime nuk respekton minutat, ajo ka kohën e saj të papërcaktuar, nuk do t’i bëhet sfond asgjëje, nuk do padronë; është ajo dhe askush tjetër!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>- Të  ka zhgënjyer ndonjëherë?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">- Jo, asnjëherë&#8230; as kur kam provuar sfidën e skenës për herë të parë, në Napoli, më 9 Prill 1991. Atë ditë mbushja 22 vjeç dhe ai ishte koncerti im i parë. Në sallën Skalati të Napolit, afishet publikonin: “Mbrëmje xhaz me Xhovani Alevin”. Në sallë kishte vetëm pesë persona dhe unë i rashë pianos vetëm për ata, atë mbrëmje. Mund ta merrni me mend turpin që kam provuar, por e kisha shumë për zemër atë koncert, kështu që fillova me Bahun, “Sarabanda”, “Kapriço”&#8230; Atë të pestë ishin pak, por duartrokitjet, shumë, të shoqëruara me një buzëqeshje që nuk donte t’u ikte nga fytyra. Mbas pesëmbëdhjetë vjetësh, mbas suksesit në Kinë dhe në Amerikë, u riktheva në Napoli në të njëjtën skenë, por me një ndryshim; kësaj radhe njerëzit shtyheshin me shpresën se do të gjenin një vend në radhën e parë&#8230; Atje i kam gjetur përsëri ata të pestë, publikun tim të mrekullueshëm të atij koncerti të parë!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>- Ju keni bërë të pamundurën për të  takuar Mjeshtrin Muti, më 8 dhjetor 2000&#8230;</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">- Do ta quaja si një mision të pamundur të Xhejms Bondit! Në  jetën time nuk kisha qenë kurrë kamarier, por nuk kisha shans tjetër për të bërë që mjeshtër Muti, dirigjenti i madh i “Skalës” së Milanos, të njihte pak muzikën time. Kjo ishte shumë e rëndësishme për mua. Dukej tamam sikur të isha në skenën e një filmi, me ndihmën e mikeshës sime, znj. L., e cila më futi si kamarier në restorantin ku ai do të vinte për darkë. Kam kaluar gjithë kohën me tensionin e një adoleshenti që nuk di as të ecë, le pastaj të shërbejë, megjithatë, kur beson në misionin tënd, ia arrin gjithmonë qëllimit. Në fund të darkës, kur ai po ikte, munda ta ndaloja e të prezantohesha. I thashë se isha një pianist e kompozitor i ri dhe se kisha pranuar të shërbeja në atë restorant si kamarier, vetëm për ta takuar e për t’i dhënë CD-në e muzikës time. Ai u mahnit dhe e vlerësoi pa masë gjestin tim. Sopranoja që ishte në krah të tij dhe që e njihte muzikën time, më përshëndeti dhe më tha një frazë që nuk do ta harroj kurrë: “You vvill be famous!” (angl. Ju do të bëheni i famshëm!).</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>- Ju keni shumë eksperienca në fushën e muzikës. Cila prej tyre ka qenë më e vështira?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">- Puna me të rinjtë, në shkolla. Më kishin caktuar njëherë mësues në dispozicion, në një shkollë tetëvjeçare. Nuk kisha autoritet dhe të rinjtë bënin një rrëmujë të madhe në orën time. Isha i dëshpëruar, nuk mund t’i ndihmoja ata të më kuptonin, kështu që vendosa që në orën e muzikës, kushdo prej tyre të sillte një Cd me muzikën që i pëlqente. Unë ëndërroj për një shoqëri ku të gjithë të rinjve u jepet mundësia për t’iu afruar një instrumenti muzikor. Jeta e tyre afër muzikës do të ndryshojë shumë e ndoshta do të kenë më shumë respekt për kulturën, për ekzistencën tonë, pa mendimin e kotë për të jetuar ëndrrat e të tjerëve. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>- Amerika qe për ju kurorëzimi i një  karriere brilante. E patët të  lehtë të arrinit deri atje?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">- E pata shumë  të vështirë, por mua më kishte frymëzuar jeta e Maria Kalasit. Ajo, për t’u bërë e njohur në botë, kishte ëndërr një koncert në Nju Jork, koncert të cilin e realizoi dhe ai i hapi dyert e karrierës. Edhe unë mendova të bëja të njëjtën gjë. Kontratën e parë e shkrova te “Village” e “Blue Note”, një atmosferë e stilit të viteve shtatëdhjetë, ku ka interpretuar Miles Davis, Ela Fitcxherald, Duka Elington. Në atë skenë ka kaluar e gjithë historia e xhazit. Nuk ka qenë e lehtë&#8230; më kujtohet që flisja edhe me pianon. “Mos u shqetëso, më thoshte, se ankthi që po ndjen tani, në pritjet e gjata, nuk është asgjë para gëzimit të koncertit që do të bëjmë të dy”. Kur shikon botën nëpërmjet syve të muzikës e të ëndrrës, mund të flasësh me sendet pa asnjë problem. Atë 6 mars 2005, kam falënderuar qiellin për sfidën&#8230; Jeta ime nisi të merrte formën e plotë; muzika kishte buzëqeshur. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>- Nuk ke frikë kur je në skenë?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">- Unë  kam dhënë koncerte kudo në Itali, Kinë, Japoni, Amerikë, Europë, Rusi, Kanada&#8230; Kam interpretuar përballë një  publiku të pafund në shfaqje të drejtpërdrejta televizive e radiofonike dhe të gjithë të rinjtë më kanë bërë të njëjtën pyetje: “Po ti, nuk ke frikë kur ekzekuton në piano?”. Shumë njerëz i kanë lënë studimet për shkak të kësaj frike. Atëhere unë nuk e kuptoja përse duhet të ndjesh frikë, por tani e di! Nuk ka lidhje fare kapaciteti, impenjimi që i kemi dedikuar instrumentit; kjo frikë vjen nga gjykimi i të tjerëve. Kur studiohet një instrument, kalon vite e vite duke iu nënshtruar çdo ditë një gjykimi: Atij të mesuesve tanë, atij të prindërve, të prindërve të shokëve tanë e në fund, gjykimit tonë, që është më i keq dhe më i pashpirt se i kujtdo tjetër. Publiku duhet ta kuptojë se çdo artist ka të drejtën e një duartrokitjeje!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>- Po me fansat, si komunikoni?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">- Lexoj të  gjitha e-mailet që më dërgojnë personalisht. Ata janë me të vërtetë një burim gëzimi. Është jeta që të hap krahët dhe të përqafon kudo sepse ata janë frymë, gjak, lëvizje, vrapim, emocion. Një vajzë me emrin Axurra, më shkruante përpara disa kohësh: “I dashur Xhovani, nuk mund të bëj pa muzikën tuaj&#8230; Ju na lejoni të shkëputemi nga realiteti, të hyjmë në një përmasë hynore, që transformon në liri mendimet dhe frikën, bëni që të na vijë dëshira të jemi edhe më të mirë&#8230;”. Pa këto emocione, muzika mbetet letër. Vetëm kështu unë çdo herë që lexoj letrat dhe e-mailet e fansave të mi, kuptoj që shtriga kapricioze, injoruese dhe e pavarur, për të jetuar, ka nevojën e një zemre të motivuar që të di ta mbledhë, ta pranojë, ta ekzekutojë. Çdo individ është i vetëm, i papërsëritshëm dhe i jeton notat e mia në mënyrë personale, por çdokush ndihmon në realizimin e një vepre arti dhe, për këtë motiv, meriton të gjithë mirënjohjen time. Në fund të çdo koncerti, jam unë që dëshiroj firmën, autografin e dëgjuesve!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>- Pyetjet e mia janë të pafundme, por koha nuk na e lejon të vazhdojmë gjatë, ndaj kam për zemër që pyetjen e fundit t’jua bëj për muzikën dhe instrumentistët shqiptarë&#8230;</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">- Jam ndjerë  shumë optimist në koncertin që kam dhënë në  Tiranë. Nuk pata shumë kohë të shikoja vendin, pashë shumë pak Tiranën. Atje njerëzit janë të jashtëzakonshëm, kanë një ngrohtësi që e shprehin edhe me instrumente. Më ka bërë përshtypje një gjë që dua ta nënvizoj. Ju keni në muzikën tuaj nuanca ballkanase, orientale, që e bëjnë muzikën të komplikuar e të veçantë&#8230; si është edhe imja. Orkestra e Tiranës ka shfaqur një talent të veçantë në përballimin e ritmikës së parregullt të kulturës muzikore ballkanase dhe që orkestrat perëndimore e përballojnë me vështirësi. Kam parë një respekt të madh në drejtim të kulturës dhe këtë, shqiptarët e paraqesin me një mikpritje të jshtëzakonshme. Kam mbetur shumë i kënaqur me nivelin dhe aftësinë e instrumentistëve shqiptarë. Ju përgëzoj për këtë!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>- Atëhere, do të kemi rastin t’ju shohim sërish në skenën e Tiranës?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">- Atje kam mësuar një fjalë në shqip që nuk e harroj, sepse ka një kuptim universal në të gjitha gjuhët e botës: “shpresoj”! Sa ka shpresë, ka jetë dhe optimizëm. Faleminderit! </span> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ascoltatori]]></title>
<link>http://intercapedine.wordpress.com/2009/09/08/ascoltatori/</link>
<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 19:03:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>intercapedine</dc:creator>
<guid>http://intercapedine.wordpress.com/2009/09/08/ascoltatori/</guid>
<description><![CDATA[Ascoltatore 1: Bella fratè, stasera soneno i Bachi da Pietra all’Init, stamakkalà? Ascoltatore 2: ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><BR>Ascoltatore 1: Bella fratè, stasera soneno i Bachi da Pietra all’Init, stamakkalà?<br />
<BR><br />
Ascoltatore 2: veramente a me questi gruppi nuovi mi sembra che non facciano altro che copiarsi a vicenda, e poi non sanno neanche come si tengono in mano gli strumenti. Preferisco andarmene a casa ad ascoltare il cd degli Hatfield &#38; The North in versione rimasterizzata che ho appena comprato.<!--more--><br />
<BR><br />
Ascoltatore 1: Ettfirdendenò…? Ecchissò?<br />
<BR><br />
Ascoltatore 2: sono un gruppo della cosiddetta “scuola di Canterbury”, vale a dire una compagine di musicisti provenienti da Canterbury, nel Kent, o da altre zone dell’Inghilterra ma attivi in quell&#8217;area geografica, che a partire dalla seconda metà degli anni sessanta hanno iniziato a sviluppare un linguaggio comune caratterizzato da un certo modo di fondere jazz e rock e una certa tensione tra armonie complesse, improvvisazioni estese e un senso melodico più vicino al pop; di quella scena o scuola facevano parte gruppi come Egg, Soft Machine, Matc…<br />
<BR><br />
Ascoltatore 1 (interrompendolo): Sofmescìn… de questi qui mesà chemmeso’ scaricato cinque sei dischi l’artroggiorno ma numme ricordo bbene perché meso’ tirato ggiù tanta de qu’aa robba che mo’ncestò accapì più ggnente… ciò l’ardisc che me scoppia… tipopeddì, c’ho tutti i remix de Aphex Twin, trequattro titoli dìi Bardo Pond, poi i Sunburned Hand of The Man, Six organs of Admittance, quarcosa dìi Jackie-O Motherfucker, l’urtimo dìi Black Dice… ‘na figata… e poi Here We Go Magic, Sic Alps, Talibam!, Raccoo-oo-oon, dutré titoli dìi Excepter, quarcosa dìi Hair Police, chetrapparentesi, liso’ annatiassentì quanno sovvenuti assonà, gran ber concerto… anche se ‘nsesà a robba chemm’ero calato… magari sìi risento mo’ mefannocagà… e comunque guarda che io m&#8217;ascorto de tutto… me gusta pure er folktronica (c’hai presente, tipo glitch ma n’po’ diverso…), ‘a nu-nu-wave, poi er wyrd folk (qu’aa robba tipo Washti Bunyan…), poi m&#8217;ascorto pure parecchio ambient noise, robba tipo Orthrelm, Hella, Upsilon Acrux, Shit and Shine… anche se &#8216;neffetti quelli so’ più brutal-prog… evvabbè&#8230; e poi urtimamente me sto’ a sentì nacifra de prewar folk… a proposito, l’hai sentito l’urtimo de Bonnie Prince Billy? Me pare che j’anno dato 10/10 su Blow Up…<br />
<BR><br />
Ascoltatore 2: ma che vuol dire, su Blow Up danno 10/10 a tutto quello che gli arriva dai distributori… e poi, come si fa a trovare il tempo di ascoltare tutta quella musica? Voi giovani ascoltatori smidollati! Noi sì che eravamo davvero capaci di ascoltare con attenzione… bisogna dire che ai tempi nostri la musica era tutta un’altra cosa, e te lo dice uno che era a Piazza Navona nel ‘75, quando suonarono i Gong, Robert Wyatt e gli Henry Co…<br />
<BR><br />
Ascoltatore 1 (interrompendolo): Robberuaiatt, comenò, grandissimo, l’ho conosciuto attraverso er tribbuto che j’anno fatto i CSI, ‘a Donà e tutti quell’artri, comesechiama&#8230; “The Different You”…<br />
<BR><br />
Ascoltatore 2: AAAAAAAAARGHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!! MA QUELLA E&#8217; UNA MERDOSA OPERAZIONE COMMERCIALE!!!! E OPPORTUNISTICA!!!!!!<br />
E HANNO FRAINTESO COMPLETAMENTE SIA LA FORMA CHE LO SPIRITO DEI BRANI!!!!<br />
E POI&#8230; GIOVANNI LINDO FERRETTI E&#8217; SEMPRE STATO UN DEMAGOGO ESALTATO AFFLITTO DA MANIE DI GRANDEZZA, ANCHE QUANDO FACEVA IL PUNK STALINISTA&#8230;.<br />
Se non altro&#8230; le sue ultime esternazioni hanno fugato ogni eventuale dubbio sulla sua vera identità di reazionario&#8230;<br />
<BR><br />
Ascoltatore 1: evvabbè, mattuddevidacapì che Lindo è così, chemmostanna&#8217; n&#8217;televisione affa&#8217; er cattolico tradizzionalista antiabbortista filobberlusconiano ma è tutta &#8216;na provocazzione… è’ngioco! Nullodevipijattroppo sur &#8220;serio&#8221;&#8230; ma che nunsevede che nell’animo è rimasto er Lindo de ‘na vorta? E’ sempre uno d&#8217;iinostri, &#8216;nanarchico, &#8216;nvisionario, &#8216;n&#8217;poeta d&#8217;iinostritempi&#8230; comunque guarda che ‘a musica d’iivostritempi la conosco pure io… testòaddì cche m’ascorto de tutto… pedditte, Berlin de Lou Reed è stato ‘n disco che m’ha aperto veramente dii nuovi orizzonti… anche se er capolavoro assoluto pemmé resta Metal Machine Music… musica de ‘na radicalità assoluta… inarrivabbile…. poi che ne so’, sivvoio m&#8217;ascorto puro li Black Sabbath, pemmé sso’ ddìi grandi… tantodecappello…<br />
<BR><br />
Ascoltatore 2: Lou Reed? Black Sabbath??? ma è roba da tamarri&#8230; noi ascoltavamo la parte migliore e più evoluta del rock progressivo, King Crimson, Van Der Graaf Generator, Zappa, i Magma, i gruppi di Rock in Opposition, e poi il jazz inglese e sudafricano, la musica creativa e improvvisata europea, Anthony Braxton… e dopo abbiamo scoperto altre gemme preziose, come ad esempio i musicisti che facevano riferimento a etichette come Nato e Chabada, e alla RecRec…  certo, bisogna anche dire che noi come ascoltatori ci siamo formati in altri tempi, c’era l’impegno, il movimento, le manifestazioni… poi, sigh, sono arrivate le orde socialiste, la Milano da bere… meno male che qualche angolino di libertà creativa riuscì a sopravvivere… quei piccoli festival… mi ricordo ancora del deliziosamente ironico concerto d’esordio dei Melody Four nell&#8217;amabile contesto rurale del festival di Chantenay dell&#8217;81 e della squisita cena che degustammo quella sera… e cosa ne è di tutto questo ora? Ahinoi che disdetta&#8230; l&#8217;utopia è crollata e un mare escrementizio ci ha sommerso&#8230;<br />
<BR><br />
Ascoltatore 1: Mapporc&#8230;! m’è annat ‘aa brace d’aa cicca su ‘a manica d’aa ferpa…<br />
<BR><br />
(mentre i due discutono sopraggiunge un terzo che li ascolta in silenzio per un po’ e ad un certo punto interviene)<br />
<BR><br />
Richard Middleton: Le relazioni fra musica, cultura e società sono lontane dall&#8217;essere semplici, e il valore musicale diventa una questione ancora più difficile nel momento in cui viene sostituito dalla nozione pura e semplice di &#8220;onestà&#8221;. Se si conferisce la giusta complessità al rapporto fra pratiche musicali e pratiche di altro genere, i concetti semplicistici di &#8220;autenticità&#8221; non stanno più in piedi. Tali concetti presuppongono sempre che ci sia una musica &#8220;nostra&#8221; e una musica &#8220;loro&#8221;. Una è &#8220;falsa&#8221;, l&#8217;altra è invece &#8220;fedele all&#8217;esperienza&#8221;. Una è corrotta, manipolata, ipercomplessa, meccanica, consumistica o quant&#8217;altro, l&#8217;altra è più naturale, spontanea, tradizionale, e forse anche un&#8217;alternativa radicale o una protesta. Risulta difficile non collegare questa concettualizzazione ai vecchi schemi radicati nel periodo romantico e alle loro ramificazioni sociologiche fondate sul tipo di configurazione <em>gesellschaft/gemeinschaft</em>. (*)<br />
<BR><br />
Ascoltatore 1: ?!?<br />
<BR><br />
Ascoltatore 2: ?!?<br />
<BR><br />
(Ascoltatore 1 e Ascoltatore 2 si guardano smarriti in silenzio. Dopo un po’ Richard Middleton se ne va; nel frattempo squilla il cellulare di Ascoltatore 1 &#8211; la suoneria è “Chesley’s Little Wrists” dei Pavement &#8211; Ascoltatore 1 risponde)<br />
<BR><br />
Ascoltatore 1: bellasekké, allorakeffamo!? ‘namo a sentì ‘sti Bachi de Pietra?! Sinnò me sà checcestappure  ‘ninizziativa ar Buiakkarokkupato, anche se ‘a settimana scorza l’aveveno disokkupato ma mo’ l’anno riokkupato… cheinizziativa? machennesò, mesakkèninizziativa peerboicottaggiodiicibbioggiemme, &#8216;nsostegno der consumocritico eppaacriticadermodellodesviluppo… però doppo a’ serata continua cor diggeiset indastrial teccnoglitch… Come? Makemmestaiaddì!? Stasera soneno pure i We are Wolves?! Dapaura! Nàmo! O sinnò ‘namo allinizziativa, cioè aa’ serata… o annamo ‘npo’ dde qquà e ‘npo’ dde llà… Vabbè, sebbekkamollà, bellallì!<br />
<BR><br />
(chiude la chiamata. Si rivolge ad Ascoltatore 2)<br />
<BR><br />
&#8216;Nzomma ce stà sto concerto, anzi so&#8217;ddue i concerti, e c’è sta pure &#8216;ninizziativa… &#8216;na serata… iostoaannà… tustaiavvenì?<br />
<BR><br />
Ascoltatore 2: no, no, me ne vado a casa, domattina devo andare in ufficio… e poi mi fanno un po’ male le ossa… ohi ohi…<br />
<BR><br />
(Ascoltatore 1 e 2 se ne vanno in direzioni opposte. La scena rimane vuota e silenziosa. Fa buio. Da una finestra si odono dei suoni in lontananza, dapprima indecifrabili e poi sempre più distinti: è l’audio teletrasmesso del concerto di Giovanni Allevi all’Arena di Verona).<br />
<BR><br />
(<U>merci à F. pour l&#8217;inspiration</U>)</p>
<p>————————————————————————————————-</p>
<p>(*) Richard Middleton, &#8220;Studiare la popular music&#8221;, Feltrinelli 1990, pag. 238</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Allevi: sogno una vera sinfonia e di poter suonare alla Scala]]></title>
<link>http://luciobrignoli.wordpress.com/2009/09/05/allevi-sogno-una-vera-sinfonia-e-di-poter-suonare-alla-scala/</link>
<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 05:12:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciobrignoli</dc:creator>
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<description><![CDATA[MILANO—L’Arena di Verona è alle spalle. Il concerto con la All Stars Orchestra, 87 elementi che arri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>MILANO—L’Arena di Verona è alle spalle. Il concerto con la All Stars Orchestra, 87 elementi che arrivano dalle filarmoniche di mezzo mondo, è stato un trionfo: 10 mila persone, standing ovation, bis che si sono allungati ben oltre il previsto.<br />
Sono passati due giorni, ma Giovanni Allevi, 40 anni e due diplomi al Conservatorio, non riesce a dimenticare. «Sono in stato semiconfusionale: troppa emozione, non dormo, mi sveglio la notte e penso ancora alle prove», confessa il pianista e compositore. E poi ride: «Pochi mesi fa però mi è anche capitato di trovare una sala semideserta a un incontro pubblico a Losanna».</p>
<p><strong>A novembre uscirà il cd-dvd della serata con la All Stars Orchestra. A quando invece il prossimo album con delle composizioni inedite? </strong><br />
«Continuo a scrivere musica indipendentemente dai tempi discografici. Il prossimo lavoro è già tutto nella mia mente, devo fare la partitura scritta e poi trovare il momento adatto per registrare. Sarà un disco di pianoforte solo che farà tesoro dell’esplosione formale di &#8220;Evolution&#8221;».</p>
<p><strong>Facciamo un salto indietro. Ripercorriamo la sua carriera discografica che sarà in vendita col Corriere da oggi (9.90 euro più il prezzo del quotidiano ogni uscita). Come descriverebbe oggi «13 dita», il suo debutto che risale al 1997? </strong><br />
«È il disco dell’ebbrezza e dell’incoscienza. Il mio lavoro più estroverso. Si sente un giovane che si butta e scalpita. Ed è fortemente virtuosistico».</p>
<p><strong>Passano sei anni ed è la volta di «Composizioni». </strong><br />
«Il più contorto. Un Allevi completamente ripiegato su se stesso che esplora il proprio linguaggio compositivo più sperimentale. C’è anche una punta di malinconia».</p>
<p><strong>Dopo aver lasciato Soleluna, l’etichetta di Jovanotti col quale ha anche suonato dal vivo, se ne va a New York e scrive «No Concept». È il 2005 e inizia la sua scalata alla popolarità. </strong><br />
«Lo definirei uno sguardo luminoso verso il mondo. L’ho composto in attesa del mio debutto nella Grande Mela. Qui inizio a mettere a fuoco la mia idea di musica classica contemporanea che prima era soltanto un embrione».</p>
<p><strong>Inizia a girare il mondo con i suoi concerti e nel 2006 pubblica «Joy». </strong><br />
«Che scombina tutto. Nasce da un attacco di panico che ho avuto al ritorno da un tour in Cina. È il mio inno alla gioia, alla vita».</p>
<p><strong>«Evolution», uscito l’anno scorso, segna il passaggio dal piano solo all’orchestra. </strong><br />
«Dopo &#8220;Joy&#8221; era inevitabile un trasbordo verso forme più estese».</p>
<p><strong>Il suo sogno musicale? </strong><br />
«Non mi interessa il successo, ma la composizione musicale. Il sogno potrebbe essere una sinfonia o un concerto per pianoforte e orchestra. E per l’attività concertistica magari la Scala&#8230;».</p>
<p><strong>Lei ha definito lo spettacolo dell’Arena come una Woodstock contemporanea. </strong><br />
«L’idea mi è venuta pensando ai fan. Chi si avvicina alla mia musica è promotore di unmodo nuovo di rapportarsi alle cose e all’altro, di un taglio col passato, di una nuova sensibilità poetica. Questo fu anche Woodstock ».<br />
Allevi è un personaggio che divide. Da un lato i fan che adorano la sua musica (e il suo personaggio stralunato e quasi fiabesco) e hanno portato i suoi dischi dove nessun pianista era mai arrivato. Dall’altro, il mondo della classica che si rifiuta di considerarlo un collega. Valgano su tutte le dure parole del violinista Uto Ughi che definito «musicalmente risibili» le composizioni alleviane.</p>
<p><strong>Come vive le polemiche? </strong><br />
«Non mi importa. Le stesse parole vennero rivolte a Puccini, Mozart, Bernstein e a tutti quelli che hanno innovato senza passare attraverso i &#8220;sacerdoti&#8221;».</p>
<p><strong>Avrà una risposta per chi la attacca&#8230; </strong><br />
«Porto avanti con tutta la mia passione un’idea di nuova musica classica contemporanea. Per affermarla ci vorrà tempo e ci vorranno altri artisti perché non si può fermare tutto alla mia persona. Poggia però sui capisaldi musicali di Mozart, che resta il mio ideale compositivo: immediatezza della melodia che deve essere riconoscibile da tutti, positività del sentire, rigore della scrittura».</p>
<p><strong>La classica può essere contemporanea? </strong><br />
«Nietzsche considera la classicità non una categoria storica, ma una categoria dell’esistenza. È lui a dire che una classicità ci sarà sempre e non è quindi riferibile a un particolare periodo storico».</p>
<p><strong>Lei non ha un pianoforte in casa. Come fa? </strong><br />
«Per 25 anni l’ho studiato ogni giorno per ore ed ore. Adesso non ne posseggo uno. Da compositore la musica arriva già pronta nella mia testa. Come pianista quando ne sento il bisogno ho la fortuna di poter andare al Laboratorio Griffa di Milano dove si trova un Bösendorfer Imperial. Ce ne sono 9 esemplari in Europa e quello è l’unico in Italia. Sergio Griffa, un preparatore filosofo, lo mette a punto per le mie esigenze e per le caratteristiche della mia musica, come una Ferrari di Formula 1. Vado controcorrente: cerco un suono dolce, mentre i giovani pianisti oggi ne preferiscono uno freddo».</p>
<p><strong>Il fascino dello strumento? </strong><br />
«Lo riassumo così. Mi ha scritto un ragazzo che frequenta l’ultimo anno di liceo. Mi ha detto che qualche anno fa era emarginato perché suonava il pianoforte. E che ora è diventato figo per lo stesso motivo».</p>
<p><em>Andrea Laffranchi, dal Corriere della Sera del 4 settembre 2009</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Musica in Vetrina]]></title>
<link>http://puntopero.wordpress.com/2009/09/03/musica-in-vetrina/</link>
<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 11:08:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>puntopero</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da oggi in vetrina a PuntoPero sono esposti libri, guide e manuali sulla musica italiana e straniera]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://www.istitutocalvino.it/immagini/extra/musica/musica.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.istitutocalvino.it/immagini/extra/musica/musica.jpg" alt="" width="189" height="235" /></a></p>
<p style="text-align:center;">Da oggi in vetrina a PuntoPero sono esposti <strong>libri, guide e manuali sulla musica italiana e straniera per tutti i gusti</strong> (estratti dalla nostra piccola sezione dedicata a Musica Cinema e Spettacolo con documenti prestabili e in consultazione)!</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Vieni a trovarci o prenota la copia on line!</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://webopac.csbno.net/index.php?page=View.DocDetail&#38;id=376531" target="_blank">Duran Duran 1981 &#8211; 2006 Glam Pop Party</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/857/9788835958574g.jpg"><img class="aligncenter" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/857/9788835958574g.jpg" alt="" width="133" height="200" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://webopac.csbno.net/index.php?page=View.DocDetail&#38;id=376157" target="_blank">Pearl Jam 1991 &#8211; 2006 Atto di Rivolta</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788835958581"><img class="aligncenter" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788835958581" alt="" width="132" height="197" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://webopac.csbno.net/index.php?page=View.DocDetail&#38;id=413085" target="_blank">Rolling Stone &#8211; Le grandi interviste</a> <a href="http://webopac.csbno.net/coverimage.php?id=413085"></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://webopac.csbno.net/coverimage.php?id=413085"><img class="aligncenter" src="http://webopac.csbno.net/coverimage.php?id=413085" alt="" width="160" height="238" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://webopac.csbno.net/index.php?page=View.DocDetail&#38;id=414435" target="_blank">Il piccolo libro del Rock</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://webopac.csbno.net/coverimage.php?id=414435"><img class="aligncenter" src="http://webopac.csbno.net/coverimage.php?id=414435" alt="" width="129" height="127" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://webopac.csbno.net/index.php?page=View.DocDetail&#38;id=346262" target="_blank">La musica in valigia</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788883722325"><img class="aligncenter" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788883722325" alt="" width="160" height="248" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://webopac.csbno.net/index.php?page=View.DocDetail&#38;id=396481" target="_blank">Laura Pausini Fai quello che sei. Io canto</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788804559856"><img class="aligncenter" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788804559856" alt="" width="155" height="190" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://webopac.csbno.net/index.php?page=View.DocDetail&#38;id=413640" target="_blank">Giovanni Allevi in viaggio con la strega</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788817027342"><img class="aligncenter" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788817027342" alt="" width="153" height="235" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://webopac.csbno.net/index.php?page=View.DocDetail&#38;id=252458" target="_blank">Metallus. Il Libro dell&#8217;Heavy Metal</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788809022300"><img class="alignnone" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788809022300" alt="" width="165" height="207" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Woodstock dei peti]]></title>
<link>http://aghost.wordpress.com/2009/09/01/la-woodstock-dei-peti/</link>
<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 09:08:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>aghost</dc:creator>
<guid>http://aghost.wordpress.com/2009/09/01/la-woodstock-dei-peti/</guid>
<description><![CDATA[Giovanni Allevi racconta a Radiomontecarlo &#8220;tutte le sue emozioni&#8221; alla vigilia del gran]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Giovanni Allevi racconta a Radiomontecarlo &#8220;tutte le sue emozioni&#8221; alla vigilia del gran]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Giovanni, figlio d’arte con la musica nel sangue]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/08/27/giovanni-figlio-d%e2%80%99arte-con-la-musica-nel-sangue/</link>
<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 12:10:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/08/27/giovanni-figlio-d%e2%80%99arte-con-la-musica-nel-sangue/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;corrieredellumbria.it&#8220; Talento e passione Oltre alla tecnica, Giovanni Baglioni ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.corrieredellumbria.it/news.asp?id=16" target="_blank">corrieredellumbria.it</a>&#8220;</p>
<p><em><strong><a href="http://smnewsblog.wordpress.com/files/2009/08/g_baglioni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14951" title="g_baglioni" src="http://smnewsblog.wordpress.com/files/2009/08/g_baglioni.jpg?w=297" alt="g_baglioni" width="297" height="300" /></a>Talento e passione Oltre alla tecnica, Giovanni Baglioni mette l’anima nelle sue composizioni</strong></em></p>
<p>La prima volta che è arrivato in Umbria seguendo la musica è stato per Raul Midon a Umbriajazz. Torna sabato portandosi dietro questa volta le sue composizioni e la sua chitarra sul palco di “Life Gubbio”. Giovanni Baglioni, ventisei anni, nuovo talento della chitarrista acustica contemporanea, ha la musica nel sangue, non per niente il padre è Claudio, e dietro le spalle una formazione che ha già sondato le strade della passione attraverso la classica e l’elettronica per arrivare all’acustica trasformando l’hobby in professione.</p>
<p><!--more--></p>
<p> Come è avvenuto? “Non sono così chiari i confini &#8211; risponde Giovanni Baglioni -, ma quando mi sono accorto che la ‘mia’ musica era condivisibile perché padroneggiavo lo strumento così tanto da risultare appagante ed emozionante. E’ stato quello il momento in cui ho scelt senza però capire subito che potesse essere quella la mia strada professionale e potessi esprimermi come compositore”. Sul palco sabato sera sarà vicino a Nicola Piovani. Improvviserete un duo? “Mi auguro che ci succederemo. E’ un gran piacere per me che avvenga questo. Non mi aspetto altro, il mio approccio alla musica non è così interagente da metteremi al fianco di Piovani”. Le sue dita finiscono dove inizia la sua chitarra? ”Non ho un rapporto così fisico con lo strumento. E’ diverso. Altri hanno definito il contatto tra me e la chitarra, erotico. Ma non è la mia visione, io posso solo dire che non suonerei mai con altri strumenti che non siano la mia chitarra. E se me la rubassero sarebbe un vero dramma”. Giovanni Allevi ha rivelato di sentirsi a disagio davanti al pubblico. Lei, così giovane, come si sente ad affrontare il palco? “A mio agio. Catturare l’attenzione del pubblico entro in una dialogo continuo senza soluzione di continuità tra la musica e la parola. Le mie ansie si stemperano via via nel piacere di suonare e l’abbandono mi consente l’improvvisazione migliore”. Ha confidato di avere la passione per il cubo di Rubik. Come convive con la sua Anima meccanica? “E’ vero ho la passione per l’enigmistica, un passato da matricola di Ingegneria e anni miliati nella facoltà di Giurisprudenza. Ma la musica ha a che fare con tutto questo: l’organizzazione del brano usa regole matematiche, segue simmetrie, ha assetti geometrici e rapporti di causa ed effetto necessari. Nel mio album (“Anima meccanica” è uscito nel giugno socrso ndr) c’è un po’ tutto quello che ho ascoltato e sono. Probabilmente in maniera inconsapevole, quando uno cerca di esprimere la sua idea rielabora tutte le sue esperienze intese non solo come musicali”. Suo padre si ferma ad ascoltarlo? “E’ uno spettatore attento ma parco di intromissioni, non si abbandona mai in entusiastiche considerazioni. La prima volta che sono salito sul palco non mi ha detto che sarebbe venuto, l’ho intravisto tra il pubblico. E’ stato un regalo bellisimo”. Le ha regalato una chitarra? “Sì, quattro/cinque anni fa e da allora non mi sonoi mai separato dallo strumento”. Andando di questo passo gli ruberà la scena? “Penso sia orgoglioso e felice. Come mia madre. Magari mia madre è più aperta, più diretta e schietta, mio padre lo è altrettanto però in maniera più sporadica e inaspettata, quando non glielo si chiede. Mio padre è soprattutto stupito da questo percorso quanto lo sono stato io quando l’ho scoperto”. Insomma non si laurerà in Legge per ora? “Non cerco un pretesto per prendere tempo, posso dire che mia laurerò prima di quanto abbia fatto mio padre”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Settembre Musicale all'Arena di Verona]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/08/25/settembre-musicale-allarena-di-verona/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 13:50:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/08/25/settembre-musicale-allarena-di-verona/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;supereva.it&#8220; A parte l’ormai vicinissimo concerto di Giovanni Allevi, di cui già]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://guide.supereva.it/veneto/interventi/2009/08/settembre-musicale-allarena-di-verona-gianna-nannini-claudio-baglioni...-e-il-grande-e-lungo-finale-con-luciano-ligabue" target="_blank">supereva.it</a>&#8220;</p>
<p>A parte l’ormai vicinissimo concerto di Giovanni Allevi, di cui già avevamo parlato qui su Guide Supereva Veneto, altri concerti riguarderanno Verona e la sua Arena:</p>
<p>Domenica 13 settembre 2009, circondata dalla sempre straordinaria cornice dell’Arena di Verona, Gianna Nannini si esibirà nella prima data del “Giannadream Tour”, in un’anteprima di rock sinfonico italiano che già si preannuncia spettacolare.<br />
Per coloro che ancora non si siano accaparrati i biglietti, consigliamo vivamente di affrettarsi, visto che sono ormai disponibili solo gli ultimi in gradinata non numerata al prezzo di 40 euro.<br />
Il giorno seguente, lunedì 14 settembre 2009, sarà la volta di Claudio Baglioni; inizio del concerto alle 21.30…<br />
Ma attenzione! Anche in questo caso, sono ancora disponibili solo gli ultimi biglietti, anch’essi in gradinata non numerata, in vendita a 37 euro.<br />
Infine, quello che è senza dubbio alcuno l’evento di punta tra i concerti all’Arena: il concerto di Ligabue, che si esibirà per ben otto serate nella cornice dell’antica arena romana: il 24, 26, 27, 29, 30 settembre e il 2, 3, 4 ottobre. Tutto già rigorosamente sold out.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tre, due, uno: fuoco]]></title>
<link>http://discanto.wordpress.com/2009/08/18/tre-due-uno-fuoco/</link>
<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 09:03:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio</dc:creator>
<guid>http://discanto.wordpress.com/2009/08/18/tre-due-uno-fuoco/</guid>
<description><![CDATA[Sparate pure sul pianista.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://discanto.wordpress.com/files/2009/08/picture-1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1007" title="Picture 1" src="http://discanto.wordpress.com/files/2009/08/picture-1.png" alt="Picture 1" width="220" height="238" /></a>Sparate pure sul pianista.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia dei Festival da non perdere]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/08/03/litalia-dei-festival-da-non-perdere/</link>
<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 15:59:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/08/03/litalia-dei-festival-da-non-perdere/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;ansa.it&#8220; ROMA &#8211; Dal concerto evento degli Oasis a Milano all&#8217;incontr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_1623124471.html" target="_blank">ansa.it</a>&#8220;</p>
<p>ROMA &#8211; Dal concerto evento degli Oasis a Milano all&#8217;incontro con il premio Nobel Nadine Gordimer a Mantova, dalla tournee di Roberto Bolle al poker di cineasti italiani in concorso a Venezia: sono tanti gli appuntamenti da non perdere, in cartellone tra agosto e settembre nei numerosi festival in programma in Italia.</p>
<p>MUSICA &#8211; Il concerto degli Oasis del 30 agosto all&#8217;I-Dday Milano Urban Festival sarà l&#8217;ultima occasione per i fan europei per ascoltare la band di Manchester dal vivo: l&#8217;unica data italiana della band ne concluderà anche il tour mondiale, prima dell&#8217;annunciato stop di cinque anni. Grande attesa anche per i Coldplay, il 31 agosto allo stadio Friuli di Udine, mentre <strong>l&#8217;Arena di Verona ospiterà</strong> Giovanni Allevi il primo settembre, Gianna Nannini il 13 e <strong>Claudio Baglioni il 14</strong>. L&#8217;11 settembre gran ritorno a Napoli per Elton John dopo 36 anni, per il concerto evento, in piazza del Plebiscito, della Piedigrotta 2009. Per la musica classica, l&#8217;8 agosto in piazza del Campidoglio a Roma si chiuderà il festival Euro Mediterraneo con la CEI Youth Orchestra, diretta da Igor Coretti-Kuret. Per il 55/o Festival Pucciniano, a Torre del Lago, da segnalare tra l&#8217;altro le repliche della Manon Lescaut, in coproduzione con l&#8217;Opera di Nizza, l&#8217;8 e il 13 agosto. <!--more--></p>
<p>LETTERATURA &#8211; Tra i punti di forza del Festivaletterature di Mantova (9-13 settembre), il ritorno del premio Nobel Nadine Gordimer, di Luis Sepulveda, Alicia Gimenez-Bartlett e Amitav Gosh, che in tre incontri ripercorrerà tutta la sua produzione. Saranno invece a Mantova per la prima volta l&#8217;autrice dell&#8217;Eleganza del riccio Muriel Barbery, l&#8217;irlandese Brendan O&#8217;Carroll, il russo Viktor Erofeev, gli inglesi Alan Sillitoe e Sophie Kinsella e la tedesca Cornelia Funke. Tra gli autori italiani, sono attesi Roberto Calasso, Valerio Massimo Manfredi, Margaret Mazzantini, Melania Mazzucco, Umberto Galimberti, Bianca Pitzorno e Erri De Luca. Quest&#8217;ultimo è anche autore e protagonista di Fili, nuovo spettacolo teatrale ispirato alle sue opere, in anteprima il 28 agosto alla terza edizione di Life in Gubbio (ospiti anche Roberto Vecchioni e Carlo Lucarelli).</p>
<p>CINEMA &#8211; In un cartellone ricco di partecipazioni e di opere prime e seconde, alla mostra di Venezia (2-12 settembre) si segnala il poker italiano in concorso, con Il grande sogno di Michele Placido, Lo spazio bianco di Francesca Comencini, La doppia ora di Giuseppe Capotondi e Baaria di Giuseppe Tornatore, che aprirà la rassegna e arriverà nelle sale il 25 settembre. DANZA &#8211; Si chiude il 12 settembre a Napoli, all&#8217;Arena Flegrea, con una serata per l&#8217;Unicef, il tour da tutto esaurito di Roberto Bolle, che finora ha raccolto oltre 16.500 presenze. Il 5 settembre il galà sarà al Teatro Regio di Torino.</p>
<p>ATTUALITA&#8217; &#8211; Tra i prossimi protagonisti del salotto di Cortina inContra, in programma fino al 30 agosto, i sindaci di Roma Gianni Alemanno e di Firenze Matteo Renzi a confronto (il 14), il presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo (il 20), il ministro della Giustizia Angelino Alfano (il 27).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Boicottiamo Giovanni Allevi!]]></title>
<link>http://mattiafl.wordpress.com/2009/08/03/il-vaticano/</link>
<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 14:49:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>mattiafl</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8230;se ancora non siete convinti, ne ho per tutti! dall&#8217;Osservatore Romano al Sole24Ore e C]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8230;se ancora non siete convinti, ne ho per tutti! dall&#8217;Osservatore Romano al Sole24Ore e Classica, passando per un&#8217;intervista da brivido!</p>
<p><em>&#8221;Verdi, Wagner, Mozart, Puccini: Allevi li cita uno dopo l&#8217;altro ogni volta che<br />
qualcuno gli sottopone le critiche provenienti da ogni musicista<br />
minimamente avvertito delle cose dell&#8217;arte. Il problema non e&#8217; tanto<br />
la musica che il giovane pianista compone, ognuno e&#8217; pure libero di<br />
utilizzare il proprio tempo come crede, ma il tentativo di spacciarla<br />
come &#8216;classica contemporanea&#8217;. E allora giu&#8217; a ricordare<br />
all&#8217;accondiscendente intervistatore del quotidiano &#8216;La Stampa&#8217; che<br />
tutti i grandi del passato si sono trovati nelle sue condizioni,<br />
vessati e criticati perche&#8217; c&#8217;e&#8217; &#8216;un mondo accademico che vive come<br />
un&#8217;offesa personale il fatto che la musica colta possa diventare<br />
popolare senza passare attraverso loro&#8221;&#8217;.</em></p>
<p><em>&#8221;&#8217;Strambo e&#8217; strambo&#8217;, chiosa l&#8217;intervistatore Giancarlo Dotto<br />
sorvolando proprio sul dato essenziale del fenomeno. Perche&#8217; di questo<br />
e solo di questo si tratta. Giovanni Allevi non e&#8217; affatto &#8217;strambo&#8217;,<br />
e&#8217; costruito con una cura assoluta ed e&#8217; la rappresentazione<br />
oleografica del compositore, cosi&#8217; come se l&#8217;aspetta chi non ha molta<br />
consuetudine con le sale da concerto: genio, sregolatezza, aria da<br />
eterno bambino, tutto talento e niente regole, noncuranza per i<br />
guadagni &#8211; prosegue l&#8217;Osservatore romano &#8211; E&#8217; un po&#8217; come gli<br />
spaghetti alla bolognese serviti nei ristoranti del centro con le<br />
fotografie appese fuori: in realta&#8217; non esistono, non propongono un<br />
esempio di antico manicaretto rivisto in chiave industriale, ma<br />
replicano all&#8217;infinito la visione di una cucina italiana da cartolina<br />
venduta sui depliant delle agenzie turistiche&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8221;In un Paese come l&#8217;Italia, dove c&#8217;e&#8217; chi, come Alessandro<br />
Baricco, arriva a scrivere e dirigere film per spiegare che Beethoven<br />
e&#8217; sopravvalutato, e&#8217; abbastanza frequente che si cada nel tranello<br />
dell&#8217;artista svagato &#8211; continua il quotidiano della Santa Sede &#8211; Certo<br />
non e&#8217; colpa dell&#8217;artista in questione, ma di un sistema scolastico<br />
fatto di flauti dolci e Fra Martino campanaro che spesso non fornisce<br />
gli strumenti per distinguere Arisa da Billie Holiday, figuriamoci<br />
Puccini da Allevi&#8221;.</em></p>
<p>[L'Osservatore Romano, Marcello Filotei]</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1583" src="http://mattiafl.wordpress.com/files/2009/08/giovanni_allevi_aria.jpg" alt="" width="186" height="249" />Meglio il Vaticano che lo Stato Italiano! ricordo con grande &#8220;emozione&#8221; il concerto in Senato, dove per altro Allevi ha anche diretto (dopo aver dichiarato di aver studiato i grandi maestri su Youtube&#8230; non è uno scherzo, l&#8217;ha detto sul serio). Altra critica efficace e&#8217; quella di Piero Maranghi, direttore di Classica, «considero Allevi un’operazione di marketing. Non credo a quanti affermano che lui sia la risposta alla crisi della classica. Se così fosse, sarei preoccupato. Lui gioca molto sull’immagine di elfo, dell’artistoide e ingenuo, in realtà è un uomo molto concreto». Il Sole 24 Ore ha sostenuto, spiegandone il meccanismo, come il pianista marchigiano sia un fenomeno mediatico costruito a tavolino. Oppure il musicologo Stefano Biosa, presidente del <em>Centro di Documentazione &#8220;Arturo Benedetti Michelangeli&#8221; </em>di Brescia, che ha definito Allevi &#8220;inesistente&#8221; come direttore d&#8217;orchestra e la sua musica &#8220;nè classica nè nuova&#8221;. Della diatriba con Ughi ne abbiamo gia&#8217; parlato abbastanza&#8230;</p>
<p>GUARDATE QUESTO <a href="http://video.corriere.it?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&#38;vxChannel=Spotlight&#38;vxClipId=2524_3825a6ec-75d2-11de-95fa-00144f02aabc&#38;vxBitrate=300">VIDEO</a>!!!</p>
<p>Alla luce di questa &#8220;confessione&#8221; in video di Allevi, EyesOnTheRailRoad non ha davvero piu&#8217; peli sulla lingua. Basta! Che disgusto! ce n&#8217;e&#8217; per tutti i gusti: dal pop, alla &#8220;musica nuova&#8221;, dal &#8220;genio&#8221; alla &#8220;riforma dei conservatori&#8221;, la break dance, i suoi progetti &#8220;visionari&#8221;, ma un paio di concetti mi hanno particolarmente colpito: 1) &#8220;la musica di Giovanni Allevi e&#8217; tecnicamente musica classica contemporanea, perche&#8217; scritta e perche&#8217; scritta oggi, ma di fatto nella sostanza e&#8217; un grido d&#8217;amore, ecco, e&#8217; il mio modo di amare l&#8217;umanita&#8217; intera&#8221;, e 2) la musica non ha bisogno della manualita&#8217; del pianoforte perche&#8217; il mio procdimento compositivo avviene per deduzione, dal generale al particolare, la musica viene a trovarmi, bussa alla mia testa gia&#8217; perfettamente strutturata, poi la scrivo lentamente, la plasmo sul pentagramma, e solo infine la eseguo al piano o la faccio eseguire ad un&#8217;orchestra&#8221;, 3) quando c&#8217;e&#8217; un successo di pubblico molto importante e&#8217; perche si ha detto qualcosa di spessore&#8230; credo che in tutti i generi musicali ci sia il Genio, per esempio IO fin da piccolo dentro casa avevo pochissimi dischi di musica pop&#8230;&#8221;, 4) parlando dell&#8217;evento da lui organizzato all&#8217;Arena di Verona, sostiene che la citta&#8217; sara&#8217; quella sera il &#8220;cuore della musica contemporanea nel mondo&#8221;&#8230; ah, scomoda anche Hegel! da non perdere!</p>
<p>Invito tutti gli amanti della Musica, e  tutti gli accaniti degrinatori del &#8220;genialoide&#8221;, di entrare nei negozi di musica e nascondere i suoi dischi dietro a quelli di altri Direttori (Abbado, Celibidache, Maazel, Kleiber&#8230;), altri Pianisti (Brendel, Lupu, Bronfman&#8230;), altri Compositori&#8230;</p>
<p>BOICOTTIAMO LA SPAZZATURA! EVVIVA LA QUALITA&#8217; e L&#8217;ARTE VERA!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giovanni Allevi: Baglioni? Mi affascina]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/07/27/giovanni-allevi-baglioni-mi-affascina/</link>
<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 14:40:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberta</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/07/27/giovanni-allevi-baglioni-mi-affascina/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;La Stampa&#8220; GIANCARLO DOTTO NAPOLI Strambo è strambo. Da uno a dieci, otto. Già d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/musica/grubrica.asp?ID_blog=37&#38;ID_articolo=1477&#38;ID_sezione=62&#38;sezione=" target="_blank">La Stampa</a>&#8220;</p>
<p>GIANCARLO DOTTO</p>
<p>NAPOLI<br />
Strambo è strambo. Da uno a dieci, otto. Già da questo suo modo di arrivare sul palco svolazzando e sbattendo le ali come l&#8217;ape Maya, t-shirt nera, jeans e scarpe da ginnastica, testone cotonato, tra Battisti, Hendrix e Cristicchi, quella che regala i fiori. Così imbranato da scatenare all’istante il dubbio che è poi alla base del suo irresistibile glamour: «è vero o virtuale», da cui discende il più prosaico «c’è o ci fa». Il fatto è che quel cartoon barcollante e un po’ lezioso, emozionato e ispirato a tempo pieno, non è uscito da un fumetto Manga, non è lì per sbrodolare in playback l’ultimo successo pop e non è nemmeno l’ultimo vincitore di «Amici», bensì un compositore di musica classica che vende decine di migliaia di copie dei suoi album e i cui concerti fanno sold out in tutto il mondo.</p>
<p><!--more-->Siamo a Napoli, piazza del Plebiscito, dove si danno convegno da sempre i neomelodici, i figliocci di Nino D’Angelo, per rimediare un matrimonio o una serata. Giovanni Allevi è al quarto bis di solo piano e le ragazzine sono ancora lì a bordo palco, a decine, neanche fosse Vasco Rossi, che sbavano per il loro idolo, un incrocio tra un guru e un peluche. Se non è idolatria poco ci manca. Uno spartito di squittii e mugolii per questo ragazzo quarantenne che sparge baci, incassa fiori e firma autografi, schizzando ogni volta su carta il suo alter ego, un pupazzetto allucinato, appoggiandosi qua e la al Bosendorfer, il pianoforte feticcio, come ad ancorarsi. Un’ora e mezzo di concerto, lui, il piano e le sue storielle minimaliste, delle sue notti ad Harlem e della sua monocamera a Milano. Da laureato in filosofia, piazza impavido pure una citazione da Heidegger, dimostrando che non solo la musica classica ma anche l&#8217;ontologia più ostica può diventare pop.</p>
<p><strong>Di che umore ci si sveglia dopo un concerto trionfale?</strong>«Sono in paradiso. Ieri è stato il concerto più sconvolgente della mia vita. Riuscire a catturare l’attenzione di undicimila persone attraverso il suono di un pianoforte… Non credo ci siano precedenti… L’ho vissuta come la sfida di un gladiatore».</p>
<p><strong>Colazione in camera e giornali?</strong>«Non faccio mai colazione in camera. Cerco sempre di stare in mezzo alla gente. È il mio modo per rubare a questa felicità più secondi possibili. Non perdermi una sola delle persone che mi avvicinano, quasi fossi un eroe moderno».</p>
<p><strong>Che colazione si concede un eroe moderno?</strong>«Mi sono concesso come premio la Nutella. Mangio sempre una fetta di torta al cioccolato, ma solo prima dei concerti. Per il resto, cerco di evitare. Ho paura di ingrassare. Probabilmente sono diventato un compositore mediatico e temo di non uscire bene in qualche foto o video rubato…Credo sia umano».<br />
<strong><br />
Tra pochi giorni dirigerà all’Arena di Verona un’orchestra formata dai migliori musicisti del mondo. Un caso di megalomania?</strong>«Una simpatica megalomania. La mia megalomania visionaria si sposerà, già lo so, con la follia collettiva della gente. Chiamarlo affetto non basta».</p>
<p><strong>Come se la spiega questa follia?</strong>«Non me la spiego. Mi piace ripetermi che si tratta di un mistero. Il mio incubo è che possa finire da un giorno all’altro».</p>
<p>«La fragilità è la mia forza» ha detto anche ieri scatenando l’ovazione dei fan.<br />
«Questa frase ha fatto irruzione nei blog del mondo giovanile. Una testimonianza liberatoria in una società ipercompetitiva come la nostra. Il manifesto di un nuovo modo di stare al mondo».</p>
<p><strong>La spontaneità spesso diventa un marchio e dunque uno stereotipo industriale.</strong>«Oscar Wilde diceva che la società degrada i classici mettendoli in bacheca, costringendo la società ad adorarli come delle autorità indiscusse».</p>
<p><strong>C’è un modo opposto per degradare i classici, renderli troppo accessibili.</strong><br />
«Io cerco solo di sdrammatizzarmi in tutti i modi. Evito la vita mondana, a Milano giro i mezzi, prendo la metro solo per stare con la gente. Vado fiero della mia scassatissima Panda ad Ascoli Piceno. La sola cosa che m’interessa non è il culto della mia personalità, ma la composizione musicale. Sorprendere ogni volta il pubblico».</p>
<p><strong>Due minuti fa ha detto che il suo incubo è quello di perdere i fan.</strong><br />
«Si, ma solo perché loro mi danno la possibilità di essere libero. Grazie a loro posso andare a Sanremo e suonare al piano “Karate”, un mio brano dodecafonico. Grazie a loro mi sento libero di puntare sempre al più difficile».</p>
<p><strong>Il contrario di quello che dicono i suoi detrattori: Allevi è solo una molto astuta operazione di marketing.</strong><br />
«Devono costruire un cliché negativo qualunque cosa io faccia. Rispondo che a me interessa solo il mio rapporto con i fan. I detrattori non sono per me il minimo motivo di turbamento».</p>
<p><strong>Uto Ughi ci è andato giù pesante. «Allevi? Un nano… risibile come compositore. Meglio di lui anche Zucchero».</strong><br />
«Non credo abbia mai ascoltato un mio concerto. Quello di Ughi l’ho vissuto come un gesto violento di fronte a tanti anni di studio e di sacrifici».<br />
<strong><br />
Come se lo spiega?</strong>«Mi è bastato andare a rileggere che cosa dissero di Puccini, le critiche feroci a una sinfonia di Mozart, le stesse che rivolsero a Giuseppe Verdi. Tutti grandi compositori che hanno toccato il cuore della gente. C’è un mondo accademico che vive come un’offesa personale il fatto che la musica colta possa diventare popolare senza passare attraverso loro».</p>
<p><strong>Si sente il bersaglio scelto di certa élite?</strong>«C’è il rischio che questa polemica mi faccia entrare nella storia a pieno titolo. Nei panni di Ughi sarei stato più cauto. Non conoscendomi, non sapeva dell’enorme seguito che ho soprattutto da parte del pubblico giovane…Se mi hanno ferito? Da un punto di vista psicoanalitico ho superato tutto ed è molto bello perché adesso non mi ferma più nessuno».</p>
<p><strong>Ha detto: «Il giorno in cui mi vedrete collaborare con un altro musicista, significherà che non avrò più niente da dire». A proposito di megalomania.</strong>«Penso a grandi artisti come Puccini o Keith Jarrett. Di loro ho sempre una percezione univoca e monolitica. Non credo che Wagner abbia avuto bisogno di collaborare con altri per dare forza a ciò che faceva. Sono cresciuto con il mito che l&#8217;artista non ha bisogno di altro che della sua arte».</p>
<p><strong>Quanto funziona il personaggio e quanto la musica in questo feeling di massa?</strong>«Io non posso prescindere dalla mia fisicità, dai miei capelli ricci e dal mio sorriso. Ho scelto di essere tutt’uno con la mia musica, di portare sul palco la mia vita».</p>
<p><strong>È come se il personaggio eccedesse la musica. A prescindere da quello che suona, forse nonostante quello che suona.</strong>«Mi ostino a non vedere separate le due cose. Vorrei però lasciare alla musica buona parte del primato. Se facessi una musica che non tocca le corde profonde, tutto questo non si reggerebbe in piedi».</p>
<p><strong>C’è la forte tendenza da parte dei giovani a riconoscerle uno status da guru.</strong>«Mi è stato conferito un premio dal ministro Frattini. Su un campione di ottocentomila giovani, Giovanni Allevi è risultato il riferimento delle nuove generazioni… Stiamo parlando di un compositore di musica classica».</p>
<p><strong>Lei è nato nel ‘69, negli anni in cui gli artisti si sentivano obbligati al messaggio.</strong>«Il messaggio è la mia storia. Qualcosa che ricorda l’esempio di Rita Levi di Montalcini. Il mio successo aiuta i ragazzi a pensare che, se si persegue il proprio desiderio, i sogni si realizzano. Studiando da matti, come ho fatto io. Senza l’illusione delle facili scorciatoie, solo perché una telecamera ti si è accesa davanti».</p>
<p>Stagione di grandi concerti in Italia: U2, Springsteen, Pino Daniele, Baglioni.<br />
«<strong>Mi affascina la genialità di Claudio Baglioni, delle sue melodie.</strong> Però, rispetto a tutti loro, mi ritengo un extraterrestre. Sembra che sto riuscendo a ottenere gli stessi risultati, usando però un pianoforte solo e un’orchestra sinfonica».</p>
<p><strong>Dopo anni di stenti, oggi è un uomo ricco.</strong>«Il mio disinteresse per il denaro è totale. E poi non sono ricco. Ho un contratto con il mondo discografico da esordiente. Non dimentichiamo la pirateria. Aggiungiamoci gli imprevisti.L’organizzatore dell’ultimo concerto è scappato con l’incasso. Poco prima di scappare, però mi ha abbracciato con le lacrime agli occhi, ringraziandomi».</p>
<p><strong>Che rapporti ha con colleghi di successo come Einaudi, Bollani?</strong>«Apprezzo quello che fanno. Mi dispiace che Bollani si sia unito alla schiera dei detrattori… Che gioia misera quella di un artista che parla male di un altro. Gli artisti devono pensare a fare gli artisti».</p>
<p><strong>Che posto ha la pulsione sessuale nella vita di un musicista invaso a tempo pieno dalla musica?</strong><br />
«Ieri riflettevo che per affrontare una platea così grande io comunque mi dovessi trasformare in un animale. Era l&#8217;unico modo per farcela, diventare istinto puro. Il solo pensiero di affrontare undici mila persone sarebbe stato paralizzante».<br />
<strong><br />
C’è l’animale anche nella folla.</strong>«Scatta alla fine questo abbraccio sensuale, dove io sento proprio i fan che vogliono toccarmi le mani, baciarle, strapparmi i capelli per metterli in cornice. Considero questo l&#8217;erotismo, una fusione di sguardi e di intenti».<br />
<strong><br />
Ascolta l’iPod?</strong>«Mi piace accendere il mio i-pod mental. Faccio suonare la musica nella testa. Decido per il terzo movimento della “nona” di Beethoven e, tac, mi parte. Tre anni fa, quando fui preso da un attacco di panico, sull’ambulanza mi sono fatto avvolgere da una melodia dolcissima».</p>
<p><strong>Ha assicurato le sue mani?</strong>«Ancora no. Ho fatto telefonare a un’importante agenzia assicurativa di Londra ma loro, che mi conoscevano di fama, hanno risposto che, in realtà, bisognerebbe assicurarmi il cervello».</p>
</div>]]></content:encoded>
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