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	<title>giuffre &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/giuffre/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "giuffre"</description>
	<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 07:30:46 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Frontiera transgender]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/11/03/frontiera-trangender/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 14:01:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Simona Maggiorelli Perché la transessualità è diventata un fenomeno così attraente e con un merca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>di Simona Maggiorelli</p>
<p>Perché la transessualità è diventata un fenomeno così attraente e con un mercato così florido oggi in Italia?». Si chiede il vicedirettore de <em>La Repubblica</em> Massimo Giannini sulla web tv del quotidiano fondato da Scalfari. Domanda che non nasce solo dai fatti di cronaca che hanno portato alla luce relazioni pericolose fra personaggi della politica, prostituzione e droga. Ma anche dalla constatazione delle centinaia e centinaia di annunci che ogni giorno campeggiano su internet e che riguardano il mercato della prostituzione trans. Ma accanto all’attenzione che i media più democratici giustamente dedicano al tema dei diritti civili dei trans e a quella legittimazione del personaggio Vladimir Luxuria che &#8211; per dirla con Filippo Ceccarelli &#8211; «è stata inverata in quel laboratorio di consenso che sono i reality» assistiamo anche a un fenomeno culturale, che in Italia (diversamente da Paesi come la Francia o gli Stati Uniti) è ancora di nicchia e riguarda l’incontro fra le “nuove frontiere” del femminismo e la galassia transgender; un intreccio di cui si è fatto bandiera in passato il quotidiano<em> Liberazione</em> e oggi il quotidiano diretto da Piero Sansonetti, proponendo l’universo queer come avanguardia di un nuovo pensiero di sinistra. Un fenomeno che riguarda piccole testate, si dirà, ma che ha alle spalle la forza di iniziative che raccolgono un largo pubblico come la rassegna Gender Bender, nata per iniziativa di una delle realtà gay più forti e radicate, il Cassero di Bologna.</p>
<p>Un colpo di grazia sferrato da un’energica “karateka” dal piede laccato di rosa è l’immagine guida della settima edizione di questa kermesse internazionale che &#8211; recita il programma &#8211; «presenta i prodotti della cultura contemporanea, legati alle nuove rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale». Così, dal 3 al 7 novembre, negli spazi del Cassero, cinema danza e teatro, performance, mostre e installazioni di arti visive, ma anche una ridda di incontri e convegni per aprire una finestra su quella che il gay lesbian center emiliano definisce l’umanità prossima ventura, quella più aperta, più emancipata. «Realizzando percorsi di senso inediti tra fenomeni culturali e comunicativi apparentemente lontani e contraddittori &#8211; spiegano gli organizzatori &#8211; ci proponiamo di andare oltre le norme e gli stereotipi del maschile e del femminile, per raccontare le trasformazioni divenute parte integrante del nostro immaginario». Le immagini scelte per illustrare il programma propongono patinati scatti di incontri lesbo e omosex, messinscene en travesti e variopinte performance trans, ma anche immagini choc come quella che era stata scelta a simbolo dell’edizione 2008: una donna travestita da uomo che assomiglia sinistramente a Hitler.</p>
<p>Per rispondere a questa congiuntura politica che ha portato escort e trans alla ribalta, la scelta tematica dell’edizione di quest’anno riguarderà, invece, «le molteplici letture che ruotano attorno all’identità femminile contemporanea». Nel mirino di Gender Bender 2009, insomma, c’è in primis l’immagine della donna proposta dai media e che in Italia appare quanto mai «schiacciata su due dimensioni altrettanto riduttive: da una parte corpo rappresentato come una merce di seduzione e di scambio economico, dall’altra vittima senza parola». Quella che parte dal Cassero, dunque, vuole essere una dichiarazione di guerra per la definitiva rottamazione di tutte le stereotipie e delle figure ipostatizzate in cui si è cercato di rinchiudere la donna. Quanto mai auspicata e auspicabile dopo secoli e secoli di condanna del desiderio della donna, di cancellazione del corpo e di negazione dell’identità femminile contro la quale logos occidentale e Chiesa, in alleanza, sono andati con armi al napalm.</p>
<p>Ma il mezzo scelto per compiere questa storica rivoluzione lascia più di qualche dubbio. Almeno in chi scrive. Può il “gioioso” naufragare in identità multiple, in transito fra maschile femminile, essere davvero pensiero nuovo, progressista e rivoluzionario? Rilanciando ad altri, più esperti, il compito di andare a fondo nel descrivere lo specifico della sessualità umana, noi qui ci limitiamo a notare macroscopicamente che dietro la “cultura” del transgender torna, estremizzata, certa annosa confusione sessantottina, un pensiero contraddittorio, antiscientifico e antidentitario che ha già fatto abbastanza danno alla Sinistra, senza contare che, negli ultimi quarant’anni, è stato messo radicalmente in discussione da nuove scoperte nell’ambito della psichiatria e sul funzionamento della mente umana.</p>
<p>Così nell’elogio dell’indifferenziato proposto dai teorici del transgender, echi del modello Cohn-Bendit si mescolano ai discorsi sul corpo di Foucault allievo di Heidegger (per l’autore di<em> Essere e tempo, </em>val la pena di ricordare, non esiste un universale dell’uomo, esiste solo una <em>f</em>rantumazione delle pratiche). Quella proposta dal transgender ci appare, al fondo, come l’ultima frontiera del pensiero debole e postmoderno. Pensatrici femministe come Judith Butler stigmatizzano qualsiasi affermazione che riguardi l’identità sessuata degli esseri umani come «residuo di essenzialismo identitario», mentre giovani filosofe in ascesa come Michela Marzano (che <em>Nouvel Observateur</em> include fra i cinquanta pensatori più influenti di Francia e attesissima per una lectio magistralis a Gender Bender) affida a libri come <em>Straniero nel corpo. Le passioni e gli intrighi della ragione </em>(Giuffré) e al monumentale <em>Dictionnaire du corps</em>, pubblicato nel 2006 per i tipi delle Presses Universitaires de France, le sue riflessioni,  a sostegno dellle tesi foucultiane e a latere del transgender.</p>
<p>Su un punto tutti gli ospiti del Cassero sembrano essere d’accordo: il rapporto di desiderio, irrazionale, dialettico, fra due identità diverse di uomo e di donna è un fardello da cui liberarsi. E torna a occhieggiare l’idea lacaniana che l’oggetto del desiderio e la sua soddisfazione non possano esistere. Mentre con Freud si celebrano le forme “inevitabilmente” polimorfe della sessualità. Dagli epigoni di Foucault, poi, un invito a fare buio sull’identità sessuata di ciascuno di noi. E la domanda torna insistente: può un pensiero di questo tipo dirsi una ricerca progressista e d’avanguardia sulla realtà più profonda dell’essere umano?</p>
<p>da <span style="color:#993300;">left-avvenimenti</span> Italia borderline del 30 ottobre 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Forza Italia, il partito costruito per venire incontro alle esigenze di Cosa Nostra]]></title>
<link>http://ale1980italy.wordpress.com/2009/03/11/forza-italia-il-partito-costruito-per-venire-incontro-alle-esigenze-di-cosa-nostra/</link>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 03:41:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Forza Italia venne costruito anche per venire incontro alla esigenze di Cosa Nostra&#8230; &#8230; i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Forza Italia venne costruito anche per venire incontro alla esigenze di Cosa Nostra&#8230; &#8230; i]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[STEFANIA MAZZONE STATO E  ANARCHIA,GIUFFRE' 2000   EURO 15,49 ]]></title>
<link>http://recensionilibertarie.wordpress.com/2009/01/10/stefania-mazzone-stato-e-anarchiagiuffre-2000-euro-1549/</link>
<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 18:00:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>prupitto69</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il saggio della autrice costitui&#8217; quando apparve una delle prime pubblicazioni italiane su Rot]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il saggio della autrice costitui&#8217; quando apparve una delle prime pubblicazioni italiane su Rothbard e certamente una delle piu&#8217; penetranti.A distanza di anni rimane-a nostro avviso-uno dei migliori contributi nel panorama della politologia italiana sul libertarismo.Dopo aver presentato al lettore italiano alcuni avvenimenti salienti della biografia del politologo americano,l&#8217;autrice si sofferma sulla formazione varia e complessa di Rothbard:quella  liberale e giusnaturalistica con Locke,quella livellatrice,quella anarcoindividualista che il politologo americano assimilo&#8217; attraverso le letture di Hutchison,Paine,Spooner e Nock,quella della scuola austriaca con Von Mises  e infine l&#8217;influenza determinante esercitata dalla Old Right .In secondo luogo,appare evidente come dal saggio della Mazzone emerga il ruolo determinante per la riflessione rothbardiana del concetto di diritto naturale e di liberta&#8217;:la legge naturale infatti fornisce all&#8217;uomo la scienza della felicita&#8217; e la via per raggiungerla,conseguimento possibile attraverso la liberta&#8217; intesa in senso assai piu&#8217; ampio di quella tradizionale perche&#8217; relativa alla non aggressione alla persona e alla proprieta&#8217; privata anche se questa liberta&#8217; dovesse essere riprovevole sul piano della moralita&#8217; comunemente accettata.Al d la&#8217; dei riferimenti presenti nel saggio sia alla scuola austriaca-per quanto concerne il concetto di mercato-sia a Leoni e a Hume ,l&#8217;autrice in modo originale pone l&#8217;enfasi sulla particolare importanza attribuita da Rothbard alla propaganda necessaria per influenzare i giovani,i piccoli imprenditori e le minoranze etniche.Infatti le riflessioni  dell&#8217;autore sulla fondamentale importanza della propaganda  sono per molti versi  analoghe a quelle di Lenin e Stone tanto quanto analoghe  a quelle di Machiavelli sono le riflessioni di Rothbard sulla dinamica del potere e sulla necessita&#8217; di sapere approfittare in modo spregiudicato delle sue debolezze distruggendo per esempio la fiducia che la societa&#8217; civile ripone nella ideologia dominante.Paradossalmente- nonostante le critiche impietose e radicali che Rothbard rivolse alla politica imperialista degli Usa e a quella dello stato moderno-le tecniche di guerra psicologica alle quali il libertario dovrebbe far ricorso per portare a termine con successo il suo proselitismo,  sono analoghe a quelle portate a compimento dagli stati moderni per indottrinare i propri cittadini.Ad ogni modo,il radicalismo politico disinibito di Rothbard si spinge al punto di  auspicare l&#8217;organizzazione di un ampio movimento libertario-che rifiutando in modo deciso ogni gradualismo proprio come avevano fatto Marx e Lenin-sia in grado di attuare la secessione, la sola tattica in grado di erodere il potere dello stato decentralizzandolo e decomponendolo.<br />
GAGLIANO GIUSEPPE</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'esilarante conferenza stampa di fine anno di Berlusconi, vaf (valutazioni a freddo)]]></title>
<link>http://pausacafe.wordpress.com/2008/12/21/lesilarante-conferenza-stampa-di-fine-anno-di-berlusconi-vaf-valutazioni-a-freddo/</link>
<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 10:43:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>fb23</dc:creator>
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<description><![CDATA[Riprendo l&#8217;articolo di Stefano Corradino da articolo21.info su &#8220;La &#8220;birichina]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" title="Silvio" src="http://www.enzocosta.net/images/corna.jpg" alt="" width="184" height="180" /></p>
<p>Riprendo l&#8217;articolo di Stefano Corradino da articolo21.info su <a href="http://www.articolo21.info/7838/notizia/la-birichina-conferenza-stampa-del.html">&#8220;La &#8220;birichina&#8221; conferenza stampa del Presidente del Consiglio&#8221;</a>.</p>
<p>Eccone alcuni punti chiave:</p>
<p>Alla conferenza stampa promossa ieri sera dal Consiglio nazionale dell&#8217;Ordine dei Giornalisti il presidente del Consiglio ha esordito ringraziando i promotori per aver avuto l&#8217;occasione, rara, di parlare in televisione con gli italiani. Per cominciare siamo noi a ringraziarlo per questa rara opportunità: sappiamo che lui non possiede 3 televisioni di proprietà diretta più quelle del servizio pubblico acquisite in quanto presidente del Consiglio, e quindi non gli è permesso di essere presente in tv&#8230;[...]</p>
<p><strong>Berlusconi: ci occuperemo del contratto dei giornalisti anche se spesso sono birichini. E quindi qualche volta facciamo i birichini anche noi.</strong> <br />
<em>Peccato abbia avuto poco tempo per approfondire questo particolare. Avremmo gradito che ci spiegasse quali le rispettive &#8220;birichinate&#8221;&#8230; Si riferirà ai giornalisti &#8220;birichini&#8221; che si permettono di provocare ansia&#8230; Le sue &#8220;birichinate&#8221; saranno probabilmente quelle di aver tuonato contro i giornalisti sgraditi.</em></p>
<p><strong>Berlusconi: in questi ultimi vent&#8217;anni abbiamo ereditato una situazione catastrofica. Dal raddoppio del debito pubblico ad una giustizia e una pubblica amministrazione che rallentano il Paese.<br />
</strong><em>Anche da questo punto di vista concordiamo con Berlusconi: non essendo lui mai stato prima d&#8217;ora Presidente del Consiglio non è affatto responsabile dei ritardi e delle disfunzioni che questo Paese ha accumulato negli anni.</em></p>
<p><strong>Berlusconi: le intercettazioni vanno assolutamente ristrette.</strong><br />
<em>Ci dispiace sinceramente non l&#8217;abbia fatto prima. Oggi saremmo ancora in piacevole compagnia di persone rispettabili come Giuffre&#8217; e Provenzano&#8221; o i campioni di Calciopoli (o Tangentopoli).</em></p>
<p><strong>Berlusconi: il nucleare rappresenta la svolta energetica per il Paese. Purtroppo la sinistra ecologista e ambientalista hanno sempre remato contro.</strong><br />
<em>Vorremmo ricordargli che nel 1987 venti milioni di italiani (e quindi non solo i Verdi) hanno votato un referendum contro il nucleare&#8230;</em></p>
<p><strong>Berlusconi: scandaloso il dato dell&#8217;evasione fiscale in Italia.</strong><br />
<em>Vorremmo ancora ricordargli, come puro esercizio mnemonico, una sua frase recente (aprile 2008) nella quale affermò che &#8220;le aliquote elevate giustificano l&#8217;evasione fiscale&#8230;&#8221;</em></p>
<p><strong>Berlusconi: troppe trasmissioni diffondono pessimismo e ansia</strong><br />
<em>Siamo sicuri che molti nelle tv e nei giornali (speriamo non tutti) recepiranno le preoccupazioni del premier e ci mostreranno le immagini dei tanti italiani che alla quarta settimana sono tutti felici e hanno ancora un sacco di soldi da spendere.</em></p>
<p>Nient&#8217;altro da aggiungere. Non vorrei di Domenica parlare di politica, ma questa non potevo lasciarla così, inosservata. A presto. Fabrì</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La mancata perquisizione del covo di Riina]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2008/10/18/la-mancata-perquisizione-del-covo-di-riina/</link>
<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 18:49:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2008/10/18/la-mancata-perquisizione-del-covo-di-riina/</guid>
<description><![CDATA[http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9268/78/ Più passa il tempo più anche sulla cattura di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9268/78/">http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9268/78/</a></p>
<blockquote><p>Più passa il tempo più anche sulla cattura di Riina, Giuffré andò formandosi un’opinione che andava al di là della mera ipotesi ricollegando eventi che si dispiegavano sotto i suoi occhi e vecchi discorsi.<br />
<strong>“C’era una divinità che dovevano essere offerti dei sacrifici umani”</strong>, sintetizza con questa vivida metafora, oggi a distanza di anni, tutti quei ragionamenti per spiegare ciò che ritiene di aver compreso: <strong>se si voleva salvare Cosa Nostra occorreva consentire ad una cessione straordinaria.<br />
“Quello era il sacrificio più importante, per quel momento per cercare, da un lato di mettere fine alla figura di Riina come la persona che aveva scatenato il finimondo, … diciamo principalmente diciamo Totò Riina lo sapevano gente nostra dov’è che stava… e per l’intento che era ben preciso, sacrifichiamo Riina per salvare Cosa Nostra e tutto il resto”.</strong><br />
Nella stessa logica quindi, secondo Giuffré, va inserita la questione della mancata perquisizione.<br />
<strong>“Nel momento in cui ci danno il tempo ai familiari di andarsene, di ripulire tutto, mi consenta, abbiamo ben capito tutti che il discorso era stato perfettamente pilotato. (…) Perché non ci sono andati, ci siamo chiesti  noi quando parlavamo, nella casa? Perché appositamente nel momento in cui andavano nella casa … ci potevano essere delle tracce, degli appunti che potevano portare agli stessi….a funzionari dello Stato, a Ministri cioè a discorsi ben in alto cioè fatti, non chiacchiere… perché chiacchiere in Cosa Nostra non ce ne sono, su’ fatti c’hanno a essere i fatti, chista è a documentazione… ci sono tante persone ca sunnu sutta stipendio e per quanto riguarda tutte le Forze dell’Ordine politici e cosi via dicendo”.</strong><br />
Oggi che anche Provenzano è sparito dalla scena la domanda più logica è dove siano questi documenti che, se Giuffré ha ragione, contengono in sé un potere di ricatto non indifferente.<br />
“Ce li ha Matteo Messina Denaro”, risponde il collaboratore, l’unico cui Bagarella, dopo averli presi in consegna dalla sorella, avrebbe potuto affidarli.<br />
L’ultimo dei “corleonesi” rimasto, quello che era nel cuore di Riina sin da ragazzo e che era ed è in grado di gestire il suo mandamento in totale autonomia.<br />
All’appello però non mancano solo quei documenti, ma anche due agendine elettroniche che Giuffré ha visto con i suoi occhi su cui Provenzano annotava i suoi conti e che chiaramente non aveva con sé al momento della cattura a Montagna dei Cavalli.<br />
Chi le custodisce?<br />
Matteo Messina Denaro rimane l’ultimo baluardo di una Cosa Nostra lontana dai tempi dello stragismo eversivo. Difficile comprendere se una sua cattura rappresenti davvero la fine o se inauguri un nuovo inizio senza più volti noti e invece molti volti insospettabili.<br />
Per il momento il boss di Trapani è riuscito a dribblare anche l’ultima trappola, proprio grazie a quell’archivio di Provenzano di cui si era tanto scandalizzato nella lettera alla spia, suo tanto amico, che lo voleva incastrare.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ old bird in the nest ]]></title>
<link>http://aloredelam.com/2008/05/26/old-bird-in-the-nest/</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 17:44:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>lan</dc:creator>
<guid>http://aloredelam.com/2008/05/26/old-bird-in-the-nest/</guid>
<description><![CDATA[Jimmy Giuffre , je ne l&#8217;ai appris qu&#8217;aujourd&#8217;hui , est mort le 25 avril 2008 , soi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><strong><span style="color:#888888;">Jimmy Giuffre , </span></strong></h1>
<p><strong><span style="color:#888888;">je ne l&#8217;ai appris qu&#8217;aujourd&#8217;hui , est mort le 25 avril 2008 , soit le lendemain de mon anniversaire , j&#8217;avais le cœur gros et je ne savais pas pourquoi !</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#888888;"> le <a href="http://www.iht.com/articles/2008/04/25/arts/25cndgiuffre.php">IHT</a> s&#8217;en fait l&#8217;écho<br />
Old free white bird toi qui a été comme un phare dans ma formation artistique ,  chantre de la liberté ,  toi , après Jeanne Lee , tu nous a quitté !</span></strong></p>
<p>un poème que tu m&#8217;avais inspiré douze ans déjà :</p>
<h5><strong>Il y a les fibres du devenir<br />
dans le présent<br />
de ce qui était hier</strong></h5>
<h5><strong>je suis neuf<br />
emplit de sève renouvellée<br />
vierge et hors du temps</strong></h5>
<h5><strong>oiseau sur une branche qui rit<br />
regard vert dans une chevelure noire qui luit</strong></h5>
<h5><strong>dans son regard<br />
la nuit des temps renouvellée</strong></h5>
<h5><strong>dans cet instant<br />
cet éclair<br />
qui explose en un monde nouveau</strong></h5>
<h5><strong>qui se détache d’hier<br />
un à un<br />
dans un équilibre instable</strong></h5>
<h5><strong>libre<br />
voletant<br />
bulle<br />
qui tournoie sur elle même</strong></h5>
<h5><strong>de gauche<br />
de droite<br />
dans un mouvement espiègle<br />
imprévisible</strong></h5>
<h5><strong>ce monde<br />
qui brille de vivre<br />
libre<br />
en …suspend<br />
léger léger<br />
et devient …………<br />
l’oiseau</strong></h5>
<p><a href="http://aloredelam.files.wordpress.com/2008/05/poeta_5001.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-435" src="http://aloredelam.wordpress.com/files/2008/05/poeta_5001.jpg" alt="" width="500" height="666" /></a></p>
<h6>© L S, el poeta, 2004</h6>
<p><strong><span style="color:#888888;">fly fly away little bird ! and come back to us any time we&#8217;ll feel freedom &#8217;s at large !</span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Reggio Calabria, immobile confiscato alla criminalità consegnato a Croce Rossa ed associazione Riferimenti]]></title>
<link>http://massimocalabro.wordpress.com/2008/03/19/reggio-calabria-immobile-confiscato-alla-criminalita-consegnato-a-croce-rossa-ed-associazione-riferimenti/</link>
<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 15:42:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Massimo Calabrò</dc:creator>
<guid>http://massimocalabro.wordpress.com/2008/03/19/reggio-calabria-immobile-confiscato-alla-criminalita-consegnato-a-croce-rossa-ed-associazione-riferimenti/</guid>
<description><![CDATA[   Le chiavi di un immobile confiscato alla criminalità organizzata, sito in via XXV luglio, sono st]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a target="_blank" href="http://img394.imageshack.us/my.php?image=immobile1finalrh9.jpg"><img border="0" src="http://img394.imageshack.us/img394/9396/immobile1finalrh9.th.jpg" alt="Free Image Hosting at www.ImageShack.us" /></a> <a target="_blank" href="http://img245.imageshack.us/my.php?image=immobile2finalas0.jpg"><img border="0" src="http://img245.imageshack.us/img245/296/immobile2finalas0.th.jpg" alt="Free Image Hosting at www.ImageShack.us" /></a> <a target="_blank" href="http://img155.imageshack.us/my.php?image=cerimoniafinaldw4.jpg"><img border="0" src="http://img155.imageshack.us/img155/8294/cerimoniafinaldw4.th.jpg" alt="Free Image Hosting at www.ImageShack.us" /></a></p>
<p align="justify">Le chiavi di un immobile <strong>confiscato</strong> alla criminalità organizzata, sito in via XXV luglio, sono state consegnate questa mattina dal sindaco Giuseppe Scopelliti alla sezione reggina della <strong>Croce Rossa</strong> ed all’associazione antimafia “<strong>Riferimenti</strong>”.<br />
L’immobile, per la cui ristrutturazione il comune ha stanziato cinquantaquattromila euro, aveva subito gravi danneggiamenti a seguito di un atto vandalico che ha richiesto un ulteriore finanziamento di centomila euro per il completamento dei lavori.  Lo stabile è diviso in due piani. Quello inferiore sarà occupato dalla C.r.i., quello superiore dall’associazione.<br />
Alla cerimonia di consegna, oltre al primo cittadino, erano presenti, tra gli altri, il prefetto Francesco Musolino, il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria Giovanni <strong>Marletta,</strong> il coordinatore della DDA reggina Salvatore <strong>Boemi,</strong> il questore della città Santi <strong>Giuffrè,</strong> il capo di gabinetto del Sindaco Franco <strong>Zoccali,</strong> l’assessore alle politiche sociali Tilde <strong>Minasi,</strong> i consiglieri comunali Michele <strong>Marcianò </strong>e Leandro <strong>Savio</strong>, il presidente del comitato provinciale della croce rossa Giuseppina Cuzzocrea, il presidente dell’associazione antimafia “Riferimenti” Adriana <strong>Musella </strong>ed altri rappresentanti delle forze dell’ordine, della magistratura e delle associazioni di volontariato.<br />
 “Con questa cerimonia non vogliamo esaltare l’operato della nostra amministrazione, ma dare un segnale concreto ai cittadini &#8211; ha sottolineato il sindaco Scopelliti – perché se c’è coesione e sinergia tra le istituzioni si  potranno raggiungere ancora altri importanti traguardi per la collettività. Abbiamo ritenuto doveroso ed opportuno investire tanto, sia in termini di risorse umane che finanziare, in questo delicato settore poiché l’azione della nostra amministrazione si è sempre caratterizzata per il ripristino della legalità”. <br />
Gratitudine è stata espressa dai componenti delle due associazioni per la consegna dell’immobile da parte del comune e per la forte azione di contrasto alla criminalità organizzata da parte dell’ente di palazzo san Giorgio. Al termine della cerimonia i rappresentanti della croce rossa hanno consegnato al sindaco Scopelliti, al prefetto Musolino ed all’assessore Minasi  una targa ricordo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Sindaco di Reggio Calabria incontra il neo questore Santi Giuffrè]]></title>
<link>http://massimocalabro.wordpress.com/2008/01/09/il-sindaco-di-reggio-calabria-incontra-il-neo-questore-santi-giuffre/</link>
<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 16:09:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Massimo Calabrò</dc:creator>
<guid>http://massimocalabro.wordpress.com/2008/01/09/il-sindaco-di-reggio-calabria-incontra-il-neo-questore-santi-giuffre/</guid>
<description><![CDATA[Visita istituzionale a palazzo san Giorgio del neo questore di Reggio Calabria Santi Giuffrè che è s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a target="_blank" href="http://img136.imageshack.us/my.php?image=sindacoscopellitiequestoe0.jpg"></p>
<div style="text-align:center;"><img border="0" src="http://img136.imageshack.us/img136/4384/sindacoscopellitiequestoe0.th.jpg" alt="Free Image Hosting at www.ImageShack.us" /></div>
<p></a></p>
<p align="center" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0 70.9pt 0 42.55pt;" class="MsoNormal">Visita istituzionale a palazzo san Giorgio del neo <strong>questore </strong>di Reggio Calabria <strong>Santi Giuffrè</strong> che è stato ricevuto dal Sindaco <strong>Giuseppe Scopelliti</strong>. Nel corso dell’incontro che è stato cordiale e proficuo, il primo cittadino ed il neo questore hanno preso in esame la situazione del territorio, passando in rassegna gli argomenti di maggiore attualità e sottolineando che la collaborazione tra l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine è stata e continuerà ad essere sempre massima. Una sinergia che ha già dato in passato ottimi risultati. Il Sindaco Giuseppe Scopelliti ha inoltre illustrato al questore Santi Giuffrè i progetti di sviluppo che il comune sta portando avanti, sottolineando in particolare le opere già realizzate nella precedente legislatura.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Falstaff: la sconfitta di una generazione]]></title>
<link>http://erdos.wordpress.com/2007/12/20/falstaff-la-sconfitta-di-una-generazione/</link>
<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 17:06:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mirko Di Martino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Se non ci fossero di mezzo quattro secoli, verrebbe il dubbio che Shakespeare abbia scritto la parte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://bp2.blogger.com/_ImfhnAuaZFM/R2qhVmGQSeI/AAAAAAAAAKI/EQcHWXD4T9o/s1600-h/falstaff_1_med.jpg"><img border="0" src="http://bp2.blogger.com/_ImfhnAuaZFM/R2qhVmGQSeI/AAAAAAAAAKI/EQcHWXD4T9o/s200/falstaff_1_med.jpg" style="float:left;cursor:hand;margin:0 10px 10px 0;" /></a><strong>Se non ci fossero di mezzo quattro secoli, verrebbe il dubbio che Shakespeare abbia scritto la parte di Falstaff pensando a Renato Carpentieri</strong>. Grasso, goffo, spaccone, bugiardo, beone, ladro, eppure dotato di una grandissima umanità, Carpentieri-Falstaff porta in giro la sua enorme pancia tra le risate e gli scherzi dei suoi giovani compagni di bevute e scorribande.</p>
<p><strong>Lo spettacolo, nato da un corso di formazione per giovani attori e dalla collaborazione con il laboratorio teatrale dell’Istituto Minorile di Nisida, è molto divertente ma anche sottilmente inquietante</strong>. Merito soprattutto della scelta di Martone di utilizzare diversi registri espressivi, a partire dall’alternanza, anzi, dal rimescolio, di lingua letteraria scespiriana, dialetto napoletano e slang giovanile.</p>
<p>Certo, qualche sbavatura nella recitazione qua e là è evidente, ma tutto scompare davanti all’energia e alla vitalità di cui i giovani attori hanno riempito la scena, trasformando lo spettacolo in un piccolo evento, arricchito dalla trascinante prova di <strong>Anna Redi</strong>, un’ostessa Quickly di irresistibile comicità.</p>
<p>Sir John Falstaff vive a suo agio in mezzo a ladruncoli e truffatori che, in generale, non fanno altro che divertirsi alle sue spalle. Egli ballonzola da un’avventura all’altra alla ricerca di una vita che finalmente gli restituisca quanto gli spetta. Ma questi sogni non potranno che restare tali davanti al cinismo delle nuove generazioni, di cui il giovane principe Heny incarna alla perfezione lo spirito. Falstaff lo ha seguito e accudito per anni stringendo col ragazzo un legame che crede di amicizia e rispetto ma quando Henry, alla fine dello spettacolo, diventa re con il nome Enrico V, il suo primo atto è rinnegare il suo vecchio compagno. Falstaff non aveva capito che i loro mondi sarebbero sempre stati lontani, separati dal confine invalicabile del potere.</p>
<p><strong>La sua morte in solitudine è il segno di una sconfitta, non solo della sua, ma di tutta una generazione, incapace di trasmettere ai giovani gli antichi e obsoleti valori del rispetto e dell’onore.</strong></p>
<p>Mi pare che lo stesso desolante senso di sconfitta sia alla base anche di un altro spettacolo (non a caso) napoletano attualmente in scena: <strong><i>Il Sindaco del rione</i> <em>Sanità</em> di Eduardo De Filippo, diretto da Carlo Giuffrè</strong>. Anche qui (non a caso) il protagonista è un vecchio malavitoso circondato da giovani ai quali non ha più nulla da dire. Anche qui c’è una tristissima e irrimediabile distanza generazionale che fa più paura di qualunque altra violenza.</p>
<p>Questo spettacolo non parla di Napoli, ha detto Martone. Ed è vero. Ma Napoli parla attraverso il teatro.</p>
<address><a target="_blank" href="http://www.teatrostabilenapoli.it">Teatro San Ferdinando</a></address>
<address>Napoli</address>
<address>Dal 19/12/07 al 2/1/08</address>
<address></address>
<h4>Pubblicato su <a href="http://www.teatroteatro.it/">www.teatroteatro.it</a></h4>
<h5>Vedi la <a target="_blank" href="http://www.teatroteatro.it/scheda.asp?idscheda=1316://">scheda</a></h5>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Carlo Giuffrè in scena ad Avellino con “Il Sindaco del rione Sanità']]></title>
<link>http://erdos.wordpress.com/2007/11/13/carlo-giuffre-in-scena-ad-avellino-con-%e2%80%9cil-sindaco-del-rione-sanita/</link>
<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 21:02:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mirko Di Martino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sabato 17 novembre e domenica 18 il Teatro Carlo Gesualdo di Avellino proporrà al suo pubblico “Il S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://bp0.blogger.com/_ImfhnAuaZFM/RzoRGti-hmI/AAAAAAAAAGY/e1KjLv4Gy9M/s1600-h/giuffre.jpg"><img border="0" width="160" src="http://bp0.blogger.com/_ImfhnAuaZFM/RzoRGti-hmI/AAAAAAAAAGY/e1KjLv4Gy9M/s200/giuffre.jpg" height="166" style="float:left;cursor:hand;margin:0 10px 10px 0;" /></a><br />
Sabato 17 novembre e domenica 18 il Teatro Carlo Gesualdo di Avellino proporrà al suo pubblico “Il Sindaco del Rione Sanità” di Eduardo De Filippo, con la regia di Carlo Giuffrè, che rivestirà anche i panni di Antonio Barracano, il capoquartiere e “uomo d&#8217;onore” che amministra la giustizia nella celebre zona di Napoli.</p>
<p><span><br />
Per Giuffrè si tratta di un gradito ritorno al Gesualdo, un teatro dove gà lo scorso anno ha riscosso molto successo con un classico della commedia napoletana, “Il Medico dei Pazzi” di Scarpetta.</span><span>Fra legge e giustizia, ignoranza e prepotenza, “Il Sindaco del rione Sanità” è un dramma d’ambientazione tipicamente napoletana che disegna una vicenda umana e civile tra le più desolate e sofferte del teatro eduardiano. Scritta nel 1960, è una delle commedie più amare di De Filippo, ma anche una delle più amate. Eduardo stesso aveva indicato “Il Sindaco” come il suo ruolo preferito.</p>
<p>Ad affiancare Giuffrè sul palcoscenico ci saranno Alfonso Liguori, Piero Pepe, Aldo De Martino, Antonella Lori, Massimo Masiello, Gennaro Di Biase, Vincenzo Borrino, Roberta Misticone, Enzo Romano. Le scene e i costumi sono di Aldo Terlizzi, le musiche originali di Francesco Giuffrè.</p>
<p></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[6G Needled to Death]]></title>
<link>http://modestypress.wordpress.com/2007/11/07/6g-needled-to-death/</link>
<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 15:50:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>modestypress</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp; &nbsp; The history of technology is complex and fascinating, especially as it applies to the ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal">&#160;</p>
<p class="MsoNormal">&#160;</p>
<p class="MsoNormal">The history of technology is complex and fascinating, especially as it applies to the reproduction of sound. When CDs began to replace phonographs, my wife and I were happy to stop dealing with phonograph needles, which damaged a record slightly every time we played it, even though we cleaned the record and changed our needles and so on.</p>
<p class="MsoNormal">Although my wife is much more discriminating in regard to music than I am, CDs are good enough for us. <a href="http://findarticles.com/p/articles/mi_m0FXG/is_12_12/ai_63973540" title="CDs vs. Phonograph Records" target="_blank">There are, however, audiophiles who believe that the analog technology of the phonograph reproduces music with much more fidelity and warmth than the digital technology of the CD.</a></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://findarticles.com/p/articles/mi_m0FXG/is_12_12/ai_63973540" title="CDs vs. Phonograph Records" target="_blank"></a>OP (our daughter’s Out of Law partner) recently told us that they had replaced their home music system with a system based around iPod technology. I am bewildered.</p>
<p class="MsoNormal">When my family moved from Wisconsin back to Rockland, County New York (a suburb of New York City), I was eager to find a copy of Jimmy Giuffre’s <em>Traveling Light</em> album I had only heard <span> </span>once on am radio in the middle of the night. One day my father took me into NYC to visit my aunt Henriette and my uncle-in-law Morton.</p>
<p class="MsoNormal">I had already called some big record stores in the “City” and located one with a copy of the album. We stopped at the record store, I purchased the album,  and brought it with me to Henriette and Morton’s apartment.</p>
<p class="MsoNormal">Most of my family detested Morton. He didn’t like my family very much, either. I found him a bit supercilious and condescending, but aside from that I got along with him OK.</p>
<p class="MsoNormal">Both Henriette and Morton were great lovers of the arts. Of course, opera was their greatest love. Clutching my still sealed Jimmy Giuffre album, I was eager to play it as soon as I could. (I was a teenage boy, a type of creature that does not do well with delayed gratification.) It has been over a year since I had heard this album. I wondered: would I still love it?)</p>
<p class="MsoNormal">Henriette and Morton had no interest in jazz, but they were willing to indulge their nephew. They explained to me that they had a collection of several thousand opera albums. <a href="http://www.gracyk.com/opera.shtml" title="78 Opera records" target="_blank">They explained to me that they considered “modern” (at that time, 33 1/3 rpm was considered modern) recordings inferior to classic recordings of such luminaries as Caruso on 78 rpm records. </a>Almost all of their albums were on 78 rpm albums. They explained to me that they used a special phonograph needle, designed to play such old records. They weren’t really sure it would play my 33 1/3 album properly.</p>
<p class="MsoNormal">&#160;</p>
<p class="MsoNormal">Did teenage Random listen? Of course not. I ripped the plastic shrink wrap off the album. Morton placed it on his phonograph. As the music emerged from the speakers, I listened eagerly. It was as wonderful as I remembered, but something was wrong. I am not a person of fast reflexes. I am slow to react in an emergency. The first track was almost finished playing before it dawned on me that the needle was destroying my precious brand-new record.</p>
<p class="MsoNormal">&#160;</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://modestypress.wordpress.com/2007/07/27/4b-redeemed-from-the-foul-rag-and-bone-shop-of-the-heart/" title="Gold Watch and Chain" target="_blank">I previously told the story of how I had searched for a “lost” album containing the song “Gold Watch and Chain” for my wife.</a></p>
<p class="MsoNormal">I had searched for years for this record. One day I found it had been re-issued on CD and was able to surprise her with it.</p>
<p class="MsoNormal">The story of the Jimmy Giuffre record has a similar happy ending.<span>  </span>I spent years searching through used record stores trying to find an undamaged copy of <em>Traveling Light</em> to no avail.</p>
<p class="MsoNormal">Eventually, there was a modest revival (perhaps too strong a word) of interest in Jimmy Giuffre and several of his albums were reissued on CD, including <em>Traveling Light. </em>It was combined with another old “jazz” album, a recording of jazz singer Mabel Mercer. I listened to her part once. It’s OK, but not of much interest to me. The record company’s thinking in this regard was opaque to me.</p>
<p class="MsoNormal">You can&#8217;t always go home again, but sometimes you can visit a re-issued old abode.</p>
<p class="MsoNormal">Next: Death and the Calendar</p>
<p class="MsoNormal">&#160;</p>
<p class="MsoNormal">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MAFIA BERLUSCONI E GIUFFRE']]></title>
<link>http://ale1980italy.wordpress.com/2007/01/05/mafia-berlusconi-e-giuffre/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jan 2007 10:02:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel mirino di Giuffrè c&#8217;è anche Berlusconi (da ilnuovo.it) L&#8217;ex numero due di Cosa Nostr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nel mirino di Giuffrè c&#8217;è anche Berlusconi (da ilnuovo.it) L&#8217;ex numero due di Cosa Nostr]]></content:encoded>
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