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	<title>giuseppe &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "giuseppe"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 18:27:41 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[LEGGENDE MEDIOVALI  SU SAN GIUSEPPE D'ARIMATEA]]></title>
<link>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/11/27/leggende-mediovali-su-san-giuseppe-darimatea/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 17:57:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirabilissimo100</dc:creator>
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<description><![CDATA[LEGGENDE MEDIOVALI  SU SAN GIUSEPPE D&#8217;ARIMATEA E IL SANTO GRAAL    Altre leggende di origine o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><strong><span style="font-size:medium;color:#808000;">LEGGENDE MEDIOVALI  SU SAN GIUSEPPE D&#8217;ARIMATEA E IL SANTO GRAAL</span></strong></div>
<div><strong> </strong> </div>
<div><strong><span style="font-size:medium;color:#808000;">Altre leggende di origine orientale riferiscono che Giuseppe fu il fondatore della Chiesa di Lydda, la cui cattedrale fu consacrata da s Pietro.</span></strong><br />
<strong><span style="font-size:medium;color:#808000;">Un racconto del sec. IX riferisce che il patriarca Fortunato di Gerusalemme per non essere catturato dai pagani, fuggí in Occidente al tempo di Carlo Magno portando con sé le ossa di Giuseppe d&#8217;Arimatea; nel suo peregrinare si fermò per ultimo nel monastero di Moyenmoutier, di cui divenne abate. Le reliquie del santo furono poi trafugate dai canonici.</span></strong></div>
<div><strong><span style="font-size:medium;color:#808000;">Il culto piú antico sembra però stabilito in Oriente. In alcuni calendari georgiani del sec. X la festa è menzionata il 30, 31 agosto o anche la terza domenica dopo Pasqua. Per i Greci invece la commemorazione era il 31 luglio.</span></strong></div>
<div><strong> </strong> </div>
<div><strong><span style="font-size:medium;color:#808000;">Nel Martirologio Romano fu inserito al 17 marzo dal Baronio. Al compilatore degli Annali l&#8217;inserimento fu suggerito dalla venerazione che i canonici della basilica vaticana davano ad un braccio del santo, proprio il 17 marzo. Al tempo del Baronio la più antica documentazione della reliquia era uno scritto del 1454. Tuttavia nessun martirologio occidentale prima di tale data faceva menzione di culto a s. Giuseppe d&#8217;Arimatea. </span></strong><br />
<strong><span style="font-size:medium;color:#808000;">Nello pseudo-Vangelo di Pietro (sec. II) la narrazione non si distacca da quella del Vangelo; l&#8217;unica differenza sta nel fatto che Giuseppe chiese a Pilato il corpo di Cristo ancora prima della Crocifissione. Ricchi di nuovi fantastici racconti sono inveci gli Atti di Pilato o Vangelo di Nicodemo (sec. V), in cui si narra che i Giudei rimproverarono a Nicodemo e a Giuseppe il loro comportamento in favore di Gesú e che proprio per questo, Giuseppe venne imprigionato, ma, miracolosamente liberato, fu ritrovato poi ad Arimatea. Riportato a Gerusalemme narrò la prodigiosa liberazione. Ancora piú singolare è una narrazione denominata Vindicia Salvatoris (sec. IV?), che ebbe poi larghissima diffusione in Inghilterra ed Aquitania. Anzi, a questo opuscoletto si è voluto dare un intento polemico contro Roma, giacché il Vangelo sarebbe stato diffuso in quelle zone non da missionari romani, ma da discepoli di Gesú. Il racconto si dilunga nel descrivere l&#8217;impresa di Tito, figlio dell&#8217;imperatore Vespasiano, che partí da Bordeaux con un grande esercito per recarsi in Palestina a vendicare la morte di Gesú, voluta ingiustamente dai Giudei. Occupata la città, trovò Giuseppe in una torre dove era stato rinchiuso dai Giudei perché morisse di fame e di stenti; egli era invece sopravvissuto per nutrimento celeste. Già Gregorio di Tours faceva menzione di questa prigionia di Giuseppe. </span></strong></div>
<p><strong><span style="font-size:medium;color:#808000;">Ma nell&#8217;ambiente francese ed inglese dei secc. XI-XIII la leggenda si colorí di nuovi particolari inserendosi e confondendosi nel ciclo del Santo Graal e del re Artú. Secondo una di queste narrazioni Giuseppe, prima di seppellire Gesú, ne lavò accuratamente il corpo tutto cosparso di sangue, preoccupandosi di conservare quest&#8217;acqua e sangue in un vaso, il cui contenuto fu poi diviso fra Giuseppe e Nicodemo. Il prezioso recipiente si tramandò da Giuseppe ai suoi figli e cosí per varie generazioni fino a quando venne in possesso del patriarca di Gerusalemme. Questi nel 1257, temendo cadesse in mano degli infedeli, su consiglio dei suffraganei, lo consegnò ad Entico III d&#8217;Inghilterra, perché lo tutelasse.<br />
Altre leggende, pur collegandosi alla precedente, riferiscono che Giuseppe, con il prezioso reliquiario, peregrinò accompagnato da vari cavalieri per evangelizzare la Francia (alcuni racconti dicono che sarebbe sbarcato a Marsiglia con Lazzaro e le sue sorelle Marta e Maria), la Spagna (dove sarebbe andato con s. Giacomo, che lo avrebbe creato vescovo!), il Portogallo ed infine l&#8217;Inghilterra. Quivi il vaso (il Santo Graal) andò smarrito e solo un cava]iere senza macchia e senza paura l&#8217;avrebbe ritrovato. Questa leggenda del Santo Graal fa parte del ciclo di Lancillotto e specialmente della Este ire du Graal, che non è altro che una versione in prosa del poema di Roberto di Boron.</span></strong><br />
<span style="color:#808000;"><span style="font-size:medium;"><strong>Autore: </strong></span><span style="font-size:medium;"><strong>Gian Domenico Gordini </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#808000;font-family:Arial;"><a rel="nofollow" href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/45850"><strong>http://www.santiebeati.it/dettaglio/45850</strong></a></span></p>
<p><strong><span style="font-size:medium;color:#008000;font-family:Verdana;">La leggenda narra che la prima chiesa cristiana d&#8217;Inghilterra fu fondata a Glastonbury da <em>Giuseppe d&#8217;Arimatea</em> nel I secolo d C. Giunto sull&#8217;isola conficcò il suo bastone nel terreno, questo mise radici e germogliò dando origine all&#8217;albero di biancospino che si trova di fonte alla cappella della Madonna e che tutt&#8217;oggi fiorisce due volte l&#8217;anno (natale e pasqua). E&#8217; qui che Giuseppe edificò la chiesa che in epoche successive fu ampliata fino a divenire nel XVI secolo una cattedrale.<br />
 Secondo la leggenda Giuseppe aveva con se il Graal che gettò in un pozzo e l&#8217;acqua assunse immediatamente un colore rosso che conserva ancora. In realtà l&#8217;acqua del pozzo era sempre stata rossa, ed il luogo era meta di pellegrinaggi in epoca precristiana. Vi furono due tentativi di cristianizzare la collina di Glastonbury, prima fu edificata una chiesa consacrata a San Michele e distrutta da un terremoto, della chiesa che fu edificata sulle rovine della precedente rimane oggi solo la torre sulla sommità della collina. Secondo le tradizioni pagane si credeva che qui vi fosse l&#8217;accesso al regno di Anwen, il regno sotterraneo delle tradizioni celtiche. Per la chiesa era l&#8217;equivalente dell&#8217;inferno, e quindi un pericoloso antagonista alla &#8220;vera&#8221; fede.</span></strong></p>
<p><strong> </strong> </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://amici-in-allegria.spaces.live.com/Blog/cns!752AC0CB40CEB938!537.entry"><span style="font-size:medium;color:#008000;"><strong>http://amici-in-allegria.spaces.live.com/Blog/cns!752AC0CB40CEB938!537.entry</strong></span></a></p>
<div>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>Giuseppe d’Arimatea</strong>, santo, la reliquia di un suo braccio è a S. Pietro in Vaticano, documentata dal 1454.<br />
<em>M.R.: 17 marzo &#8211; A Gerusalemme san Giuseppe d’Arimatea, che fu nobile Decurione e discepolo del Signore, e seppellì nel suo sepolcro nuovo il corpo dello stesso Signore, deposto dalla croce.</em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;">[ Tratto dall'opera <a href="http://www.enrosadira.it/santi/reliquie.htm"><strong>«Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma»</strong></a> di Giovanni Sicari ] </span></p>
<p> <span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><a href="http://www.enrosadira.it/santi/g/giuseppearimatea.htm">http://www.enrosadira.it/santi/g/giuseppearimatea.htm</a></span></p>
<div>
<h1 id="firstHeading">Giuseppe di Arimatea</h1>
<div id="bodyContent">
<h3 id="siteSub">Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.</h3>
</div>
</div>
<div> </div>
<div>Leggende medioevali</div>
<p>Durante il <a title="Medioevo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo">Medioevo</a>, la figura di Giuseppe fu al centro di due gruppi di leggende, quella che lo vedeva come fondatore della cristianità britannica e quella che lo voleva primo custode del Santo Graal.</p>
<p>Queste leggende nacquero nel XII secolo, quando Giuseppe fu messo in relazione al <a title="Materia di Britannia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Materia_di_Britannia">ciclo arturiano</a> come primo custode del Santo Graal; il primo riferimento è presente nel <em>Joseph d&#8217;Arimathie</em> di <a title="Robert de Boron" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_de_Boron">Robert de Boron</a>, in cui Gesù appare a Giuseppe consegnandogli il Graal e questi lo manda con i suoi seguaci in Britannia. Questo tema fu sviluppato nelle opere successive di Boron e del ciclo arturiano, finché, in opere tarde, si affermò che Giuseppe stesso di recò in Britannia diventandone il primo vescovo.</p>
<p>Giuseppe in Britannia</p>
<p>In nessuno dei più antichi racconti dell&#8217;arrivo del cristianesimo in Britannia si menziona Giuseppe di Arimatea. È solo nella <em>Vita di Maria Maddalena</em> di <a title="Rabano Mauro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rabano_Mauro">Rabano Mauro</a> (780-856), arcivescovo di Magonza, che compare il primo collegamento tra Giuseppe e la Britannia: secondo il racconto di Rabano, Giuseppe fu inviato in Britannia, e fino in Francia fu accompagnato da «le due sorelle di Betania, Maria e Marta, Lazzaro (che fu risorto dai morti), sant&#8217;Eutropio, santa Salomé, san Cleone, san Saturnino, santa Maria Maddalena, Marcella (serva delle sorelle di Betania), san Massio o Massimino, san Marziale, e san Trofimo o Restituto».</p>
<p>In Britannia, sempre secondo i racconti, morì e fu sepolto sull&#8217;isoletta di San Patrizio <sup><a title="^ San Colombano d'Irlanda - Abate d'Europa, Renata Zanussi, Bobbio 2007. " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_di_Arimatea#cite_note-8">[9]</a></sup> poco distante dall&#8217;Isola di Man.</p>
<h1 id="firstHeading"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_di_Arimatea"><span style="font-size:medium;">http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_di_Arimatea</span></a></h1>
<div>
<h1 id="firstHeading">Robert de Boron</h1>
<div id="bodyContent">
<h3 id="siteSub">Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.</h3>
<div id="jump-to-nav">Vai a: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_de_Boron#column-one">Navigazione</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_de_Boron#searchInput">cerca</a></div>
<p><!-- start content --><strong>Robert de Boron</strong> (anche <strong>Bouron</strong> e <strong>Beron</strong>) (fine <a title="XII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XII_secolo">XII secolo</a> – inizio <a title="XIII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XIII_secolo">XIII secolo</a>) è stato un <a title="Poeta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Poeta">poeta</a> <a title="Francia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francia">francese</a>, originario del villaggio francese di <a title="Boron" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Boron">Boron</a>, nell&#8217;odierno <a title="Arrondissement" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arrondissement">arrondissement</a> di <a title="Montbéliard" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montbéliard">Montbéliard</a>.</p>
<p>Di lui restano due <a title="Poema" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Poema">poemi</a> in ottosillabi: <em><a title="Giuseppe d'Arimatea (poema) (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giuseppe_d%27Arimatea_(poema)&#38;action=edit&#38;redlink=1">Giuseppe d&#8217;Arimatea</a></em> e <em><a title="Merlino (poema) (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Merlino_(poema)&#38;action=edit&#38;redlink=1">Merlino</a></em> (di quest&#8217;ultimo restano frammenti e successive versioni in <a title="Prosa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prosa">prosa</a>). Si pensa che facessero parte di una trilogia o di una tetralogia di poemi che comprendeva anche un <em><a title="Perceval (poema) (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Perceval_(poema)&#38;action=edit&#38;redlink=1">Perceval</a></em> e, forse, una <em>Morte di <a title="Re Artù" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Re_Artù">Artù</a>).</em></p>
<p>Robert de Boron fu il primo autore a dare un&#8217;esplicita dimensione <a title="Cristianesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo">cristiana</a> al Sacro <a title="Graal" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Graal">Graal</a>. Secondo la sua versione, Giuseppe d&#8217;Arimatea utilizzò il Graal per raccogliere il sangue di <a title="Cristo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristo">Cristo</a>. La sua famiglia portò poi il Graal ad <a title="Avalon" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Avalon">Avalon</a>, identificata con <a title="Glastonbury" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Glastonbury">Glastonbury</a>, dove lo custodirono fino all&#8217;ascesa di Artù e all&#8217;arrivo di Perceval.</p>
<p>Notizie sulla sua vita si deducono da brevi menzioni presenti nelle sue opere: lui si definisce <a title="Chierico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chierico">chierico</a> e <a title="Cavalleria medievale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cavalleria_medievale">cavaliere</a> e dice di essere al servizio di Gautier di &#8220;Mont Belyal&#8221;, identificato da <a title="Pietro il Gentile (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pietro_il_Gentile&#38;action=edit&#38;redlink=1">Pietro il Gentile</a> con un Gautier de Montbéliard (signore di Montfaucon), che nel <a title="1202" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1202">1202</a> prese parte alla Quarta Crociata e che morì in <a title="Palestina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palestina">Palestina</a> nel <a title="1212" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1212">1212</a>. Pietro il Gentile sostiene anche che la menzione di Avalon nell&#8217;opera di Boron dimostra che egli la scrisse dopo il <a title="1191" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1191">1191</a>, anno in cui <a title="Monachesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monachesimo">monaci</a> sostennero di avere trovato a <a title="Glastonbury" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Glastonbury">Glastonbury</a> le tombe di Artù e <a title="Ginevra (letteratura)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ginevra_(letteratura)">Ginevra</a>. Non si sa niente sulla sua famiglia, sebbene il secondo autore del <em><a title="Tristano in prosa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tristano_in_prosa">Tristano in prosa</a></em> sostiene di essere nipote di Boron, anche se ciò sembra più che altro essere solo un modo per darsi una patente di credibilità.</p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_de_Boron">http://it.wikipedia.org:80/wiki/Robert_de_Boron</a></span></p>
</div>
</div>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;">IL SANTO GRAAL-WIKIPEDIA</span></p>
<p>Il Graal appare per la prima volta sotto forma letteraria nel <em>Perceval ou le conte du Graal</em> di <a title="Chrétien de Troyes" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chrétien_de_Troyes">Chrétien de Troyes</a> (<a title="XII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XII_secolo">XII secolo</a>). In questo racconto il Graal non viene mai definito &#8220;santo&#8221; e non ha niente a che vedere col Calice che avrebbe contenuto il sangue di Cristo. Non si sa neppure di preciso che forma abbia perché Chrétien, descrivendo il banchetto nel castello del <a title="Re Pescatore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Re_Pescatore">Re Pescatore</a>, dice semplicemente che «un graal antre ses deus mains / une dameisele tenoit» (un graal tra le sue due mani / una damigella teneva) e descrive le pietre preziose incastonate nell&#8217;oggetto d&#8217;oro. Il Graal viene citato di nuovo in una delle scene finali, quella in cui un eremita rivela a Perceval che il Graal porta al padre del <a title="Re Pescatore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Re_Pescatore">Re Pescatore</a> un&#8217;ostia, nutrimento spirituale (secondo alcuni però questa scena potrebbe essere una aggiunta spuria <sup><a title="^ J.Vendryes, Il Graal nel ciclo bretone, in Luce del Graal, a cura di Reneé Nelli, Mediterranee, Roma, 2001, p.73. " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santo_Graal#cite_note-0">[1]</a></sup>).</p>
<p>Una successiva interpretazione del Graal è quella che si trova nel <em>Parzival</em> di <a title="Wolfram von Eschenbach" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wolfram_von_Eschenbach">Wolfram von Eschenbach</a>, secondo il quale il Graal sarebbe una pietra magica (lapis exillis) che produce ogni cosa che si possa desiderare sulla tavola in virtù della sua sola presenza.</p>
<p>Fu <a title="Robert de Boron" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_de_Boron">Robert de Boron</a>, nel suo <em>Joseph d&#8217;Arimathie</em> composto tra il <a title="1170" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1170">1170</a> ed il <a title="1212" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1212">1212</a>, ad aggiungere il dettaglio che il Graal sarebbe la coppa usata nell’Ultima Cena, nella quale Giuseppe di Arimatea avrebbe poi raccolto le gocce di sangue del Cristo sulla croce. Giuseppe avrebbe poi portato la coppa nelle Isole britanniche e lì fondato la prima chiesa cristiana. La cristianizzazione della leggenda del Graal è proseguita dalla <em>Queste del Saint-Graal</em>, romanzo anonimo scritto verso il <a title="1220" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1220">1220</a>, probabilmente da un monaco, che fa del Graal la Grazia divina.</p>
<p>Vari cavalieri intrapresero la ricerca del Graal in racconti annessi al ciclo arturiano. Alcuni di questi racconti presentano cavalieri che ebbero successo, come Percival o Galahad; altri raccontano di cavalieri che fallirono nell’impresa per la loro impurità, come Lancillotto. Nell’opera di Wolfram, il Graal fu messo in salvo nel castello di Munsalvaesche (<em>mons salvationis</em>) o <a title="Montsalvat (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Montsalvat&#38;action=edit&#38;redlink=1">Montsalvat</a>, affidato a Titurel, il primo re del Graal. Alcuni hanno identificato il castello con il <a title="Monastero di Montserrat" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monastero_di_Montserrat">Monastero di Montserrat</a> in <a title="Catalogna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Catalogna">Catalogna</a>.</p>
<p>La leggenda del Graal è riportata anche in racconti popolari <a title="Galles" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galles">gallesi</a>, dei quali il <em><a title="Mabinogion" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mabinogion">Mabinogion</a></em> è il più vecchio dei manoscritti sopravvissuti (<a title="XIII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XIII_secolo">XIII secolo</a>). Esiste anche un poema inglese <em>Sir Percyvelle</em> del <a title="XV secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XV_secolo">XV secolo</a>. In seguito le leggende di re Artù e del Graal furono collegate nel XV secolo da <a title="Thomas Malory" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Malory">Thomas Malory</a> nel <em>Le Morte d&#8217;Arthur</em> (anche chiamato <em>Le Morte Darthur)</em> che diede al corpus della leggenda la sua forma classica.</p>
<p>Secondo il racconto dei <a title="Vangeli sinottici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vangeli_sinottici">Vangeli sinottici</a> (<a title="Vangelo secondo Matteo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vangelo_secondo_Matteo">Matteo</a> 26,26-29; <a title="Vangelo secondo Marco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vangelo_secondo_Marco">Marco</a> 14,22-25; <a title="Vangelo secondo Luca" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vangelo_secondo_Luca">Luca</a> 22,15-20), durante l&#8217;<a title="Ultima Cena" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ultima_Cena">Ultima Cena</a> Gesù prese il pane, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: &#8220;Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi&#8221;; poi prese il calice, rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse: &#8220;Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell&#8217;alleanza versato per tutti in remissione dei peccati&#8221;.</p>
<p>Il giorno dopo, Venerdì di Passione, Gesù fu <a title="Crocifissione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crocifissione">crocifisso</a>. Quando venne deposto dalla croce uno dei suoi discepoli, Giuseppe d&#8217;Arimatea, lo avvolse in un lenzuolo e lo portò nella tomba di famiglia che si era da poco fatta costruire lì vicino. <a title="Robert de Boron" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_de_Boron">Robert de Boron</a>, autore del <em>Roman dou l&#8217;Estoire de Graal ou Joseph d&#8217;Arimathie</em> (secolo XIII) aggiunge a queste vicende un episodio che non compare né nei vangeli canonici né negli <a title="Vangeli apocrifi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vangeli_apocrifi">apocrifi</a><sup><a title="^ Jessie Weston afferma che la storia dell’origine cristiana del Graal «non regge di fronte al fatto sconcertante che non c'è nessuna leggenda cristiana riguardo a Giuseppe d'Arimatea ed il Graal. Non vi è nessuna traccia della storia né nel mito né nell’arte; essa non esiste al di fuori della letteratura del Graal, è una invenzione romanzesca senza una autentica tradizione» (Jessie L. Weston, Indagine sul Santo Graal, Sellerio, Palermo, 1994, pag. 24) " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santo_Graal#cite_note-1">[2]</a></sup>: mentre il corpo di Gesù veniva lavato e preparato per essere sepolto, alcune gocce di sangue uscirono dalla ferita infertagli dal centurione; Giuseppe le raccolse nella stessa coppa che era servita per la consacrazione dell&#8217;Ultima Cena. Giuseppe lasciò poi la Palestina e si rifugiò in <a title="Britannia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Britannia">Britannia</a><sup><a title="^ Freculfo di Lisieux nel suo Chronicon racconta che Giuseppe d’Arimatea, nel 63 d.C., si recò da San Filippo in Gallia e da qui, si spostò in Inghilterra. (Freculfus Chronicorum libri duo a cura di E.Grunauer con il titolo di De fontibus historiae Freculfi, Winterthur 1864) " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santo_Graal#cite_note-2">[3]</a></sup> con il Santo Graal, raggiungendo la valle di <a title="Avalon" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Avalon">Avalon</a> (identificata già con <a title="Glastonbury" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Glastonbury">Glastonbury</a>) che sarebbe diventata il primo centro cristiano oltre la Manica.</p>
<p>Il racconto del <a title="Re Pescatore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Re_Pescatore">Re Pescatore</a> riguarda un re zoppo la cui ferita alla gamba rende la terra sterile. L&#8217;eroe (<a title="Gawain" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gawain">Gawain</a>, Percival, o <a title="Galahad" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galahad">Galahad</a>) incontra il re pescatore ed è invitato ad una festa al castello. Il Graal è ancora presentato come un vassoio di abbondanza ma è anche parte di una serie di <a title="Reliquia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reliquia">reliquie</a> mistiche, che includono anche una <a title="Lancia (arma)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lancia_(arma)">lancia</a> che stilla sangue (da alcuni interpretata come la Lancia di Longino) ed una <a title="Spada (arma)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spada_(arma)">spada</a> spezzata. Lo scopo delle reliquie è di incitare l’<a title="Eroe" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eroe">eroe</a> a porre domande circa la loro natura e quindi rompere l’<a title="Incantesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Incantesimo">incantesimo</a> del re infermo e della terra infruttuosa, ma l’eroe invariabilmente fallisce nell’impresa.</p>
<p>La storia del Re pescatore ed il Graal fu più tardi incorporata nel ciclo arturiano. In principio il racconto del re pescatore fu un episodio inserito prima dell’arrivo di Percival a <a title="Camelot" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Camelot">Camelot</a>, per poi evolvere in una esplicita ricerca del Graal da parte dei dodici cavalieri della <a title="Tavola Rotonda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tavola_Rotonda">Tavola Rotonda</a>.</p>
<p>Già nel <a title="Medioevo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo">Medioevo</a> esistono testimonianze relative al luogo dove sarebbe conservato il Graal. Le più importanti sono:</p>
<ol>
<li>La fonte più antica sulla coppa dell’Ultima Cena parla di un calice <a title="Argento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Argento">argenteo</a> a due manici che era rinchiuso in un <a title="Reliquiario" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reliquiario">reliquiario</a> di una cappella vicino <a title="Gerusalemme" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gerusalemme">Gerusalemme</a> tra la basilica del Golgotha e il Martirio. Questo Graal appare solamente nel racconto di Arculfo, un pellegrino anglo-sassone del <a title="VII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/VII_secolo">VII secolo</a>, che l’avrebbe visto ed anche toccato. Questa è la sola testimonianza che il calice fosse conservato in Terra Santa.</li>
<li>Un’altra fonte della fine del XIII secolo parla di una copia del Graal a <a title="Costantinopoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costantinopoli">Costantinopoli</a>. La testimonianza si trova nel romanzo tedesco del <a title="XIII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XIII_secolo">XIII secolo</a> <em>Titurel il giovane</em>. Questo Graal sarebbe stato trafugato dalla chiesa del Boucoleon durante la <a title="Quarta crociata" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quarta_crociata">quarta crociata</a> e portata da Costantinopoli a <a title="Troyes" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Troyes">Troyes</a> da Garnier de Trainel, decimo vescovo di Troyes, nel <a title="1204" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1204">1204</a>. Viene ricordato lì ancora nel <a title="1610" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1610">1610</a>, ma sarebbe scomparso durante la <a title="Rivoluzione francese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_francese">Rivoluzione francese</a>.</li>
<li>Dei due calici sopravvissuti fino ad oggi e creduti essere il Graal, uno si trova a <a title="Genova" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genova">Genova</a>, nella cattedrale di san Lorenzo. La coppa esagonale genovese è conosciuta come il <em>sacro catino</em>. Il calice è di <a title="Vetro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vetro">vetro</a> egiziano verde e la tradizione vuole che sia stata intagliata in uno <a title="Smeraldo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Smeraldo">smeraldo</a>. Fu portata a <a title="Parigi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parigi">Parigi</a> dopo la conquista napoleonica dell’<a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a> e tornò rotta. La sua origine è incerta; secondo <a title="Guglielmo di Tiro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_di_Tiro">Guglielmo di Tiro</a>, che scrive verso il <a title="1170" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1170">1170</a>, fu trovato nella <a title="Moschea" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moschea">moschea</a> a <a title="Cesarea" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cesarea">Cesarea</a> nel <a title="1101" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1101">1101</a>. Secondo un’altra versione di una cronaca spagnola fu trovato quando Alfonso VII di Castiglia prese Almeria ai Mori nel <a title="1147" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1147">1147</a> con l’aiuto genovese; questi in cambio avrebbero voluto solo questo oggetto dal saccheggio di Almeria. L’identificazione del <em>sacro catino</em> con il Graal non è comunque tarda, dato che si trova nella cronaca di Genova scritta da Jacopo da Varagine, alla fine del XIII secolo.</li>
<li>L’altro calice identificato col Graal è il <em>santo cáliz</em>, una coppa di <a title="Agata (minerale)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agata_(minerale)">agata</a> nella cattedrale di <a title="Valencia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valencia">Valencia</a><sup><a title="^ http://www.catedraldevalencia.es/el-santo-caliz_historia.php " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santo_Graal#cite_note-7">[8]</a></sup>. Essa è posta su un supporto medievale e la base è formata da una coppa rovesciata di <a title="Calcedonio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calcedonio">calcedonio</a>. Sopra c’è una iscrizione <a title="Lingua araba" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_araba">araba</a>. Il primo riferimento certo al calice spagnolo è del <a title="1399" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1399">1399</a>, quando fu dato dal monastero di <a title="San Juan de la Peña (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=San_Juan_de_la_Pe%C3%B1a&#38;action=edit&#38;redlink=1">San Juan de la Peña</a> al re <a title="Martino I di Aragona" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martino_I_di_Aragona">Martino I di Aragona</a> in cambio di una coppa d’<a title="Oro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oro">oro</a>. Secondo la leggenda il calice di Valencia sarebbe stato portato a Roma da San Pietro.</li>
</ol>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santo_Graal">http://it.wikipedia.org:80/wiki/Santo_Graal</a></span></div>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"> </span></div>
<div>
<div>Giuseppe in Britannia-WikipediaIn nessuno dei più antichi racconti dell&#8217;arrivo del cristianesimo in Britannia si menziona Giuseppe di Arimatea. È solo nella <em>Vita di Maria Maddalena</em> di <a title="Rabano Mauro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rabano_Mauro">Rabano Mauro</a> (780-856), arcivescovo di Magonza, che compare il primo collegamento tra Giuseppe e la Britannia: secondo il racconto di Rabano, Giuseppe fu inviato in Britannia, e fino in Francia fu accompagnato da «le due sorelle di Betania, Maria e Marta, Lazzaro (che fu risorto dai morti), sant&#8217;Eutropio, santa Salomé, san Cleone, san Saturnino, santa Maria Maddalena, Marcella (serva delle sorelle di Betania), san Massio o Massimino, san Marziale, e san Trofimo o Restituto».</div>
<p>In Britannia, sempre secondo i racconti, morì e fu sepolto sull&#8217;isoletta di San Patrizio <sup><a title="^ San Colombano d'Irlanda - Abate d'Europa, Renata Zanussi, Bobbio 2007. " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_di_Arimatea#cite_note-8">[9]</a></sup> poco distante dall&#8217;Isola di Man</p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_di_Arimatea">http://it.wikipedia.org:80/wiki/Giuseppe_di_Arimatea</a></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;">Il racconto di Rabano Mauro è pura fantasia:</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"> </span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"></p>
<div><span style="font-family:Verdana;"><strong>S.M.MADDALENA-STORICAMENTE VISSE E MORI&#8217;  AD EFESO-ANCORA ESISTE LA SUA TOMBA-S.GREGORIO DA TOURS LA VISITO&#8217; E SCRISSSE DI QUESTO.</strong></span></div>
<div>
<div><strong>S.Gregorio Da Tours,viveva in Francia e frequentava la corte dei Franchi di cui scrisse libri,i Franchi sono i figli dei Merovingi,ora chi meglio di S.Gregorio da Tours,poteva saperre se S.M.Maddalena visse in Francia?</strong></div>
<div><strong>Le leggende delle S.Marie del mare non hanno nessun fondamento,sono tardive,inventate dai provenzali,dopo i presunti ritrovamenti dei resti di S.M.Maddalena,siccome da Efeso erano stati spostati a Costantinopoli e poi forse a Marsiglia,quando i  crociati cercavano di salvare le relique dal saccheggio dei musulmani.</strong></div>
<div><strong>Sebbene molti ancora raffigurino la Maddalena come la peccatrice che unse Gesù e la considerino uguale a Maria di Betania, tale confusione è in realtà opera successiva del Papa S. Gregorio Magno. L&#8217;Oriente le ha sempre mantenute separate e ha sempre affermato che la Maddalena, &#8220;apostola degli apostoli&#8221;, morì a Efeso. La leggenda del suo viaggio in Provenza non è anteriore al IX secolo, e i suoi resti non vi furono riportati fino al XIII secolo. I critici cattolici, inclusi i Bollandisti, hanno sfatato la leggenda e distinto le tre donne fin dal XVII secolo.</strong></div>
</div>
<p></span></div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un reclutamiento con mucho fundamento]]></title>
<link>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/24/un-reclutamiento-con-mucho-fundamento/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 06:19:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>mivipra</dc:creator>
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<description><![CDATA[Es muy interesante a la par de ejemplarizante parar un instante en la tarea que Grasasol desarrolló ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/contratador.gif"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/contratador.gif" alt="" title="Contratador" width="253" height="257" class="alignleft size-full wp-image-2257" /></a>Es muy interesante a la par de ejemplarizante parar un instante en la tarea que Grasasol desarrolló como contratante. Eran momentos de seducción en los que el capo buscaba desplegar sus sueños de ambición. Necesitaba una mayoría para poder desarrollar su felonía, pero mira por donde de ésta no disponía, se puso a cavilar y dijo: <em>ya lo tengo, le doy un carguillo al Peppitillo y come en mis manos como un chiquillo</em>.<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/presidente-de-la-comunidad-de-bienes.jpg"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/presidente-de-la-comunidad-de-bienes.jpg?w=300" alt="" title="Presidente de la Comunidad de Bienes" width="300" height="242" class="alignright size-medium wp-image-2264" /></a> Lo nombró Presidente comunero con funciones de contratar al personal que fuera menestero en la finca comunal.<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/orondo-grasasol1.jpg"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/orondo-grasasol1.jpg" alt="" title="orondo grasasol" width="154" height="232" class="alignleft size-full wp-image-2278" /></a> Aquí se cumple el aforismo con mucho oportunismo que dice: <em>si quieres conocer a Pepillo dale un carguillo.</em> El capo no da sin hilo puntada, esta jugada le propició la adhesión inquebrantable de este personaje tan notable y de camino la holgada mayoría que le permitía hacer valer su villanía, con el elemento se anexionó un 33 por ciento, ósea el respaldo necesario para su deseo visionario.<br />
Fueron momentos memorables por los personales contratables que acudieron a la finca hurraqueña a realizar tareas notables. <a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/cantaor.jpg"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/cantaor.jpg" alt="" title="cantaor" width="181" height="280" class="alignleft size-full wp-image-2267" /></a>Aparece un día un artista de la limpieza a fondo que como buen gitano le tiraba el cante jondo. Limpiar, lo que se dice limpiar, no limpiaba ná de ná pero a la finca le costaba un dineral. Utilizaba una alta tecnología, pues más que limpiar practicaba en la finca una limpieza de cirugía, con una escoba mochada y un caldero limpiaba todo el feudo comunero, eso sí, con mucho arte y salero. Cuando los Visentinis hacían púbica su disconformidad por esta calamidad, el capo y su hermano salían en defensa del maestro limpiador y de su profesionalidad. Ya que era su aliado el que lo había contratado.<br />
<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/rumanos.jpg"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/rumanos.jpg?w=300" alt="" title="rumanos" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-2268" /></a>En otro momento aparecen dos hermanos rumanos contratados por las mismas manos, las de Grasasol el contratador. El uno era parlante y oyente y el otro era mudo y teniente, lo que daba lo mismo pues parlaban una jerga dialecto que sólo cabía comunicación a través del gesto. Lo mismo te cosían un huevo que te frían una corbata, formaban una buena compañía de la chapucería los que venían de Rumanía.<br />
<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/cocina_vieja.jpg"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/cocina_vieja.jpg?w=300" alt="" title="Cocina_Vieja" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-2269" /></a>En ocasión postrera contrata el amueblamiento de unas cocinas a un profesional con mucho conocimiento, tanto que le vende unos retales de exposición a precio de millón, claro que el gordo trinca una buena comisión. Inmediatamente viene de los Visenntinis una protesta, a la que el capo y el de la cabeza descapotable dan como respuesta, <em>en vez de cocinas son una obra maestra.</em> Más vaselina para afianzar su mayoría ladina.<br />
Ahora, que la contratación estelar del gordo colosal, vino cuando contrató al administrador de la mariconera para llevar las cuentas de la finca comunera. No existe alocución utilizable para describir a un ser tan deleznable.<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/administrador-de-la-mariconera.jpg"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/administrador-de-la-mariconera.jpg?w=148" alt="" title="administrador de la mariconera" width="148" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2270" /></a> El muy miserable sólo a las heces fecales es comparable. Por un puñado de dinero ejerce de trilero, recadero o escudero de cualquiera de los del trío tabernero, en dos palabras es un ser rastrero. Y también es un inconsciente pues está haciendo las veces de delincuente diligente a las órdenes del Gordo indecente que las ejecuta al dictado de Giuseppe el demente. Los Visentinis ya se lo hemos advertido a este personaje mal nacido, estamos en un proceso judicial y en consecuencia te van a endosar todos los actos por ellos cometidos de delincuencia y el juez contigo no tendrá clemencia. El capo lo ha pringado en el robo que con Candelaria han obrado, en la doble contabilidad que han ejecutado con notable habilidad, creando una cuenta disociada de la mancomunada en la que ingresan los beneficios juncales de todas las mensualidades, y de la que los Visentinis no vemos ni dos reales. Eso si en las pesquisas periciales deben aparecer estas prácticas criminales. Y entonces, Administrador de la Mariconera, ¿te merecerá la pena dedicarte a esta labor tan rastrera? Hubo otro administrador que te precedió que una vez que el percal guipó, tomó las de Villadiego y para ello esgrimió: en mi hambre mando yo. Esa es la diferencia entre la decencia de uno y la tuya pestilencia.<br />
<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/manojo-de-llaves-2.jpg"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/manojo-de-llaves-2.jpg?w=200" alt="" title="manojo de llaves 2" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2271" /></a>Los Visentinis cuando advertimos es porque tenemos motivos y estamos hartos de timos, y por eso igualmente te decimos, las llaves que guardas con tanto celo y que nos las has negado como un lelo, harán que se te caiga el pelo. Te las solicitamos en presencia de la arquitecta municipal, también ante el tasador judicial y mediante mensajes a tu teléfono celular, sabiendo que estamos en un proceso judicial, te has metido tu solito en un berenjenal. Pues todo eso son pruebas evidentes de la connivencia que prácticas con el trío de delincuentes, y que serán hábilmente utilizadas cuando en el juicio sean necesitadas. Preferirás no haber nacido cuando seas consciente del lio en el que te has metido. Por las cuatro perras gordas que te contrató el gorderas, te puedes ver en el banquillo de los acusados sentado sobre tus posaderas.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Según el taoismo la vida y los problemas son lo mismo]]></title>
<link>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/22/segun-el-taoismo-la-vida-y-los-problemas-son-lo-mismo/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 00:40:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>mivipra</dc:creator>
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<description><![CDATA[Puertohurraco en sí mismo es un problema que se plantea por mor del egoísmo. Aquellos que conforman ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/puertohurraco.jpg"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/puertohurraco.jpg?w=225" alt="" title="Puertohurraco" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2230" /></a>Puertohurraco en sí mismo es un problema que se plantea por mor del egoísmo. Aquellos que conforman el trío tabernero dominaron durante generaciones el feudo comunero. Por esa misma razón el capo y sus adláteres han vivido con normalidad que la finca hurraqueña cambiara de titularidad. No repararon que ésta, la normalidad, entró en crisis cuando el capo decidió, una vez que su madre murió, que todo debía cambiar de situación y eso, ya se sabe, significa que él siempre sale ganando mientras a los Visentinis perjudica. No comprendió que se había generado un problema, y ahí comenzó su equivocación, no pensar y hacer una adecuada definición del conflicto, se la dio como siempre de listo y quiso conseguir lo que tenía en su imaginario en un visto y no visto. Nunca reparó en la capacidad de sus adversarios, pues pretendía engañarlos tal y como lo hacen los corsarios. Y el tiro le salió por la culata pues mira que los Visentinis le están dando la lata.<br />
Los Visentinis si que comprendieron que había un problema y en su explicación no tuvieron dilema. Querían echar a su madre del lugar en el que nació, vivió y en el que, ojala que sea muy tarde, un día puedan decir con orgullo que murió.<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/tirano.jpg"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/tirano.jpg?w=296" alt="" title="tirano" width="296" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2231" /></a> El problema estaba fielmente interpretado e igualmente por ellos debía ser adecuadamente gestionado. Aquí, en este extremo, el capo vuelve en su soberbia a pecar de blasfemo, pues como ser superior no supo valorar el potencial de su rival. Y optó por cometer tropelía tras tropelía apoyado en su villanía y la mayoría que detentó con tiranía. Ante tal situación el conflicto o problema agudizó la inteligencia de los Visentinis de manera extrema  y gestionamos el mismo de forma suprema. El capo basó todo su gestión en el engaño y aprovechando sus influencias en el apaño y amaño, pensó que los Visentinis éramos rebaño, y que no tendríamos para salirnos de él reaños.<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/granada-ayuntamiento.gif"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/granada-ayuntamiento.gif?w=300" alt="" title="granada-ayuntamiento" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-2232" /></a> Y si que los hemos tenido, y en menudo lío lo hemos metido al muy malnacido, pues ha pasado de ser en sus lugares de influencia valorado a un apestado. Su nombre nadie quiere que sea pronunciado en ningún negociado donde otrora era respetado, él se lo ha ganado y con el tesón y la razón los Visentinis a ello hemos ayudado.<br />
Cuando en urbanismo o en el Ayuntamiento se escucha el nombre de este elemento, todos los funcionarios hacen común juramento de procurar tener de él un prudente distanciamiento. Igual desafección mantienen los políticos de cualquier formación, pues no quieren verse asociados al felón. No está el horno para bollos, en estos tiempos que corren, después de todos los embrollos, piensan para sus adentros, <em>me relacionan con este personaje y me aparcan en el siguiente peaje</em>. ¡Ay Giueseppe, tú que con soberana jactancia hacías gala de tu relevancia! ahora todo el mundo te trata desde y a distancia. <a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/taoismo.jpg"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/taoismo.jpg?w=300" alt="" title="taoismo" width="300" height="226" class="alignright size-medium wp-image-2233" /></a>Los Visentinis nunca nos hemos dado importancia, pero nuestra constancia y perseverancia en afrontar el problema nos ha hecho fuertes y hemos salido fortalecidos cuando tú pretendías que saliéramos jodidos. Eso mismo plantea el taoísmo los problemas se resuelven siempre en otro escenario distinto al que fueron planteados y quien los afronta y de ellos no sale pitando acaba fortalecido y ganando.<br />
Nos tildabas de tragaldabas y por tu soberbia las cuentas no nos dabas, y mira por donde ahora estás instalado en la desesperación buscando documentos contables para el auditor judicial que te los demanda pues duda de tus actos inconfesables. Ahora cuando te pida las cuentas, vas y le cuentas que todos los años a tu hermano el profesional contable y a ti os daban un premio cuanto presentabais la declaración de las rentas. Por lo que nos cuenta un pajarillo andáis buscando facturas, hasta la del lebrillo. Y es que eso es lo que tiene, que él que en economía se pasa al lado oscuro, le cuesta sudores, te lo juro, encontrar las facturas inexistentes que puedan documentar las actuaciones pestilentes e indecentes.<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/blason.jpg"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/blason.jpg?w=227" alt="" title="blasón" width="227" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2234" /></a><br />
Mira por dónde, que aquel que pensaba como un conde, que todo era normalidad, y no consideró como problema echar a Candelaria sino una oportunidad apoyándose en la impunidad que le daba su supuesta autoridad y superioridad. Ahora se ve afectado de intranquilidad como consecuencia de su enorme maldad. Puede que ahora seamos los Visentinis los que te digamos que tu intranquilidad y desasosiego son sólo daños colaterales de todos tus actos inmorales. Al día de hoy se te esfumaron las condecoraciones y los blasones, pasaste a ser pueblo llano, por gestionar el problema como un villano junto a tu hermano. Y es que capo demente solo fuiste consciente del problema de forma postrera mientras que nosotros lo pillamos a la primera. En ésta te pillamos la delantera. Y ahora ve y se lo cascas al administrador de la mariconera.</p>
<p><strong>Para finalizar un chiste hurraqueño que pueda quitar hierro a un asunto que no es pequeño</strong>.<br />
El ingeniero ordenó a su perro:<br />
¡Escalímetro, muestra tus habilidades!<br />
El perro agarró un martillo, unas tablas y se armó el solo una perrera.<br />
Todos admitieron que era increíble. </p>
<p>El contador dijo que su perro podía hacer algo mejor:<br />
¡Cash Flow, muestra tus habilidades!<br />
El perro fue a la cocina, volvió con 24 galletas y las dividió en 8 pilas de 3 galletitas cada una.<br />
Todos admitieron que era genial. </p>
<p>El químico dijo que su perro podía hacer algo aún mejor:<br />
¡Óxido, muestra tus habilidades!<br />
Óxido caminó hasta la refrigeradora, tomó un litro de leche, peló un banano, usó la licuadora y se hizo un batido.<br />
Todos aceptaron que era impresionante. </p>
<p>El informático sabía que podía ganarles a todos:<br />
¡Megabyte, hazlo!<br />
Megabyte atravesó el cuarto, encendió el ordenador, controló si tenía virus, mejoró el sistema operativo,<br />
mandó un e-mail e instaló un juego excelente. Todos sabían que esto era muy difícil de superar.</p>
<p><a href="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/orondo-grasasol.jpg"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/orondo-grasasol.jpg?w=199" alt="" title="orondo grasasol" width="199" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2241" /></a>Miraron de reojo al capo de Puertohurraco y le dijeron:<br />
Y su perro, ¿qué puede hacer&#8230;?<br />
El capo llamó a su perro y dijo:<br />
¡Grasasol, muestra tus habilidades!<br />
Grasasol, se paró de un salto, se comió las galletas, se tomó el batido, borró todos los archivos del ordenador, armó pelea con los otros cuatro perros, se robó la perrera con un título de propiedad falso<br />
y alegó inmunidad por pertenecer a la cosa nostra&#8230;¡<br />
¡¡¡Insuperable!!! </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La lista delle vittime dello stato si allunga ancora: è la volta di Giuseppe Saladino]]></title>
<link>http://thefabrix.wordpress.com/2009/11/21/la-lista-delle-vittime-dello-stato-si-allunga-ancora-e-la-volta-di-giuseppe-saladino/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 12:51:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>thefabrix</dc:creator>
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<description><![CDATA[Parma. Giuseppe Saladino aveva 32 anni. Era finito in galera prima, ai domiciliari dopo, per aver sc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://thefabrix.wordpress.com/files/2009/11/0kswwz4a-140x180.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-149" title="Giiuseppe Saladino" src="http://thefabrix.wordpress.com/files/2009/11/0kswwz4a-140x180.jpg" alt="" width="140" height="180" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#66ccff;">Parma. Giuseppe Saladino aveva 32 anni. Era finito in galera prima, ai domiciliari dopo, per aver scassinato qualche parchimetro e rubato le monetine. Dei reati, evidentemente, di troppo bassa levatura ed un sangue più rosso che blu per poter sperare di passarla liscia come i nostri politici. Viene sorpreso dai carabinieri per aver violato i domiciliari e viene riaccompagnato al carcere di via Burla. Dopo quindici ore viene trovato morto nella sua cella. In ospedale durante l&#8217;autopsia i medici riscontrano un trauma cranico e 200 ml di sangue nel fegato. La madre, quando è stata chiamata a riconoscere il cadavere del figlio, ha notato degli ematomi sulla fronte e sulle tempie.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#66ccff;">Stavolta però tutto ciò non è stato causato da una caduta dalle scale ma da un &#8220;attacco cardiaco&#8221;.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#66ccff;">Ancora vergogna a chi sostiene questo sistema di stato, politici, legge, sbirri e carceri.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#66ccff;">Per approfondimenti:<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;">http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_11/parma-giovane-cella-alberti_798311c8-ce89-11de-9c90-00144f02aabc.shtml&#8221;&#62;</p>
<p style="text-align:justify;">http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_12/parma-morto-cella-legato-letto-alberti_78da781a-cf56-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml</p>
<p style="text-align:justify;">a&#62;http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=9158&#38;Itemid=51&#8243;&#62;</p>
<p style="text-align:justify;">http://mirkoreggiani.blogspot.com/2009/11/facciamo-manutenzione.html&#8221;&#62;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Centinaia di presepi viventi a Coccaglio (per non parlar delle crocifissioni...)]]></title>
<link>http://unpodimondo.wordpress.com/2009/11/21/centinaia-di-presepi-viventi-a-coccaglio-per-non-parlar-delle-crocifissioni/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 06:04:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>unpodimondo</dc:creator>
<guid>http://unpodimondo.wordpress.com/2009/11/21/centinaia-di-presepi-viventi-a-coccaglio-per-non-parlar-delle-crocifissioni/</guid>
<description><![CDATA[foto: &quot;Hand Carved African Creche&quot; by Suzba - flickr Non so se avete letto la notizia sul ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Hand Carved African Creche" src="http://farm4.static.flickr.com/3294/3121378773_c679028bda.jpg" alt="Hand Carved African Creche" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">foto: &#34;Hand Carved African Creche&#34; by Suzba - flickr</p></div>
<p style="text-align:justify;">Non so se avete letto la notizia sul &#8220;Bianco Natale&#8221; organizzato dall&#8217;amministrazione  leghista del paese di Coccaglio (Bs). Vi riporto alcuni estratti da due articoli di Sandro De Riccardis pubblicati sul sito di &#8220;Repubblica&#8221;. In fondo segue  una mia banale riflessione&#8230; (tristemente comica&#8230;)</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>La notizia</strong></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il diktat della Lega contro i clandestini. &#8220;E&#8217; Natale, cacciamo tutti gli irregolari&#8221;.</strong> di Sandro De Riccardis</p>
<p style="text-align:justify;">A Coccaglio (Brescia) l&#8217;assessore leghista Abiendi ha aperto la caccia agli immigrati irregolari con l&#8217;operazione denominata &#8220;White Christmas&#8221; perché &#8211; spiega &#8211; &#8220;il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana e della nostra identità&#8221;. Il sindaco Claretti: &#8220;Il nostro obiettivo è fare pulizia&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L’amministrazione di destra — sindaco e tre assessori leghisti, altri tre assessori targati Pdl — ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l’operazione &#8220;White Christmas&#8221; per ripulire la cittadina dagli extracomunitari. Un nome scelto proprio perché l’operazione scade il 25 dicembre. E perché, spiega l’ideatore dell’operazione &#8211; l’assessore leghista alla Sicurezza, Claudio Abiendi &#8211; &#8220;per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità&#8221;. È così che fino al 25 dicembre, a Coccaglio, poco meno di settemila abitanti, 1.500 stranieri, i vigili vanno casa per casa a suonare il campanello di circa 400 extracomunitari. Quelli che hanno il permesso di soggiorno scaduto da sei mesi e che devono aver avviato le pratiche per il rinnovo.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Se non dimostrano di averlo fatto — dice il sindaco Franco Claretti — la loro residenza viene revocata d’ufficio&#8221;. [...]  L’idea di accostare la caccia agli irregolari al Natale, ha provocato le proteste di un pezzo di città, del mondo cattolico e del volontariato. &#8220;Io sono credente, ho frequentato il collegio dai Salesiani. Questa gente dov’era domenica scorsa? Io a Brescia dal Papa&#8221;, replica Abiendi, che si definisce &#8220;tra i fondatore della Lega Nord, nel 1992&#8243;. Poi enumera i risultati dell’o perazione &#8220;Bianco Natale&#8221;: &#8220;Dal 25 ottobre abbiamo fatto 150 ispezioni. Gli stranieri irregolari sono circa il 50 per cento dei controllati&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">E ora al modello Coccaglio guardano anche i sindaci leghisti dei comuni vicini. Quelli di Castelcovati e Castrezzato hanno già copiato il provvedimento. [...]&#8220;.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/il-diktat-della-lega-contro-i-clandestini-e-natale-cacciamo-tutti-gli-irregolari/1781696" target="_blank"><em>Tratto dall&#8217;articolo &#8220;Il diktat della Lega contro i clandestini<br />
&#8220;E&#8217; Natale, cacciamo tutti gli irregolari&#8221;" di Sandro De Riccardis pubblicato sul sito di &#8220;La Repubblica del 18 novembre 2009.</em></a></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Altro articolo sempre di di Sandro De Riccardis</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>Natale senza immigrati, è rivolta Il Pd: Maroni spieghi in Parlamento.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">MILANO &#8211; Per la Caritas è &#8220;il segno di un&#8217;intolleranza parossistica&#8221;. Per FareFuturo, la fondazione vicina al presidente della Camera Gianfranco Fini, si tratta di &#8220;una strumentalizzazione inutile e volgare&#8221;. Per il Partito democratico siamo di fronte a &#8220;un&#8217;idea vergognosa, incivile, incostituzionale&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;operazione White Christmas, due mesi di controlli a tappeto nelle abitazioni degli extracomunitari con permesso di soggiorno in scadenza, pianificata dalla giunta leghista di Coccaglio, piccolo comune bresciano, ha scatenato reazioni indignate. [...] Una scelta amministrativa che Ffwebmagazine. it, il sito della fondazione FareFuturo, considera &#8220;un&#8217;offesa al gusto e alla sensibilità dei cristiani&#8221;. &#8220;Giù le mani dal Natale (almeno)&#8221;, titola il giornale telematico vicino a Fini. [...] Scatenando l&#8217;indignazione della chiesa bresciana e un editoriale molto duro apparso sul sito del settimanale diocesano &#8220;La Voce del popolo&#8221;: &#8220;Caro assessore francamente il cristianesimo è un&#8217;altra cosa &#8211; risponde padre Mario Toffari, direttore dell&#8217;Ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Brescia &#8211; Emarginando il povero, emarginiamo lo stesso Cristo e la cosiddetta identità, sbandierata a sostegno di politiche non affatto cristiane, sa solo di strumentalizzazione, oltre che di improprietà interpretativa del Vangelo&#8221;.<br />
Una critica radicale che si affianca a quella della Caritas che parla di &#8220;segno di intolleranza parossistica&#8221;. Un progetto &#8220;fascista&#8221; dicono Cgil e Cisl. &#8220;Ritorna alla memoria il rumore degli stivali dei soldati fascisti nel ghetto di Roma alla caccia dei cittadini ebrei&#8221; accusa Kurosh Danesh, coordinatore nazionale Immigrati per la Cgil.</p>
<p style="text-align:justify;">A capo dei tredici senatori democratici che chiedono al ministro Maroni di riferire in Parlamento, la presidente del gruppo in Senato Anna Finocchiaro usa parole durissime: &#8220;L&#8217;idea del nostro Paese che ha la Lega è xenofoba, razzista, violenta e retrograda. L&#8217;introduzione del reato di clandestinità è un&#8217;aberrazione che sta già dando i suoi frutti velenosi, come dimostra il caso di Coccaglio, dove si vogliono cacciare per le festività natalizie tutte le persone immigrate alle quali sta scadendo il permesso di soggiorno&#8221;. [...]</p>
<p style="text-align:right;"><em><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/immigrati-13/immigrati-13/immigrati-13.html" target="_blank">tratto dall&#8217;articolo &#8220;Natale senza immigrati, è rivolta. Il Pd: Maroni spieghi in Parlamento&#8221; di Sandro De Riccardis pubblicato su &#8220;Repubblica&#8221; il 19/11/2009. </a></em></p>
</blockquote>
<p>A questo <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/immigrati-13/viaggio-paese/viaggio-paese.html" target="_blank">link un terzo articolo</a> uscito ieri.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">La mia umile riflessione tragicomica&#8230;</span><br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Dopo che su questa vicenda si sono espressi in tanti, vorrei scrivere anch&#8217;io due  righe &#8230; e visto che gli amministratori leghisti si appellano alle tradizioni, partiamo dal racconto del Natale (reperibile nella versione &#8220;ufficiale&#8221; nei <a href="http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/05_03.htm" target="_blank">Vangeli di Luca</a> e di <a href="http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/05_01.htm" target="_blank">Matteo</a>).</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;autorità di Roma indice un censimento e Giuseppe e Maria partono  dalla città di Nàzaret e dalla Galilea per andare in  Giudea a Betlemme per farsi registrare.  Si tratta quindi di una coppia di immigrati che si muovono per  entrare e registrarsi in un altro stato (purtroppo nessuno storico ci precisa se per il censimento romano serviva il permesso di soggiorno oppure no). Arrivati a destinazione Maria depone il proprio figlio in una mangiatoia perchè per loro non c&#8217;era posto nell&#8217;albergo. Ora se tradizione dev&#8217;essere che sia fino in fondo e perciò nei comuni padani pare che abbiano deciso che gli extracomunitari non in regola, non possono stare meglio di Maria e Giuseppe e quindi devono passare anch&#8217;essi la notte di Natale (e quelle seguenti) al freddo e al gelo&#8230; sotto i ponti, nelle stalle, in baracche e  ritrovi di fortuna&#8230; Così facendo si rinnovano le tradizioni e contemporaneamente si ottengono centinaia di presepi viventi&#8230; Gli assistenti sociali, in nome delle pari opportunità con la famiglia di Nazaret, si starebbero attrezzando per fornire a tutti gli irregolari un asino e un bue, mentre per le stelle comete pare che ammettano di avere qualche difficoltà.</p>
<p style="text-align:justify;">In questi presepi viventi anche le autorità locali sembra che abbiano deciso di recitare il loro ruolo e non è colpa loro se l&#8217;unica autorità nel copione è un certo Erode che fa la parte del cattivo. I celoduristi del Carroccio, che non vogliono essere più teneri delle autorità di 2000 anni fa, non si limiteranno ai bambini sotto i due anni ma estenderanno la caccia alle famiglie intere degli immigrati e, non fidandosi dei soldati di &#8220;Roma ladrona&#8221;, sostituiranno i legionari romani con le ben più fidate pattuglie dei locali vigili urbani. Per rendere più reale la rappresentazione sono stati interpellati alcuni storici per ricostruire i costumi di Erode e per sapere se,  secondo le tradizioni delle sante feste, anch&#8217;egli passava il Natale nel triclinio gustando el panetùn.</p>
<p style="text-align:justify;">In vista dell&#8217;Epifania sembra che verrà emessa un&#8217;ordinanza in cui si chiederà che i Magi che verranno a visitare i presepi viventi debbano necessariamente provenire da paesi Scandinavi e debbano essere alti, bianchi e biondi, per preservare il &#8220;candore&#8221; del Natale&#8230; Eventuali Re Magi con la pelle mora o soltanto olivastri saranno respinti indietro o internati 6 mesi  presso centri di identificazione ed espulsione e pertanto non vedranno i bambinelli perchè arriveranno alle stalle fuori tempo massimo&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Infine si raccomanda agli  extracomunitari irregolari, provenienti dal Medio oriente, di fuggire in Egitto perchè pare che, per rispettare le tradizioni del  prossimo Venerdì Santo ed incentivare il turismo, le autorità padane stiano pensando di sostituire i &#8220;presepi viventi&#8221; con le&#8230; &#8220;crocefissioni viventi&#8221;&#8230; e qui saran dolori&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">P.s. La Befana, notoriamente laica, femminista e di sinistra, manda a dire agli autori di &#8220;White Christmas&#8221; che passeranno una &#8220;Very black Epiphany&#8221;. Carbone NERO, anzi NERISSIMO per tutti!</p>
<p style="text-align:justify;">A parte gli scherzi mi resta una sola cosa da dirvi: Vergogna, giù le mani dal Natale!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A casa loro,per Dio !]]></title>
<link>http://donfrengo.wordpress.com/2009/11/20/gesu-tornatene-a-casa-tua/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 15:09:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>donfrengo</dc:creator>
<guid>http://donfrengo.wordpress.com/2009/11/20/gesu-tornatene-a-casa-tua/</guid>
<description><![CDATA[A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L&#8217;amministrazione  ha inaugurat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L&#8217;amministrazione  ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l&#8217;operazione &#8220;<strong>Bianco Natale</strong>&#8220;. Obiettivo: <em>ripulire</em> la cittadina dagli extracomunitari.</p>
<p>Un nome scelto dal suo ideatore  Claudio Abiendi,assessore leghista alla <span style="text-decoration:underline;"><strong>Sicurezza</strong></span>,proprio perché scade il 25 dicembre.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://donfrengo.wordpress.com/files/2009/11/gesu-clandestino3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1029" title="gesu' clandestino" src="http://donfrengo.wordpress.com/files/2009/11/gesu-clandestino3.jpg" alt="" width="590" height="361" /></a></p>
<p>I primi effetti dell&#8217;introduzione del <strong>reato di clandestinità</strong>:</p>
<p><strong>Giuseppe</strong> (anziano falegname) e la moglie (ancora minorenne) <strong>Maria</strong>, all&#8217;ottavo mese di gravidanza, costretti a lasciare il Presepe perchè clandestini.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Conhecendo a família (Luigi e Maddalena)]]></title>
<link>http://lagranfamigliamanzatto.wordpress.com/2009/11/15/conhecendo-a-familia-luigi-e-maddalena/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 19:19:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabiomanzatto</dc:creator>
<guid>http://lagranfamigliamanzatto.wordpress.com/2009/11/15/conhecendo-a-familia-luigi-e-maddalena/</guid>
<description><![CDATA[A descendência de Luigi Manzato e Maddalena Ortolan Quando o blog surgiu há um ano, um dos objetivos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em><span style="color:#003366;">A descendência de Luigi Manzato e Maddalena Ortolan</span></em></p>
<p style="text-align:justify;">Quando o blog surgiu há um ano, um dos objetivos era ampliar descobrir parentes, histórias. A intenção, enfim, era transformar um blog, que começou com trocas de informações de um grupo de irmãos, primos, tios, todos de um mesmo galho de uma árvore familiar, e que hoje reúne, para troca de comentários e visualizações históricas, Manzat(t)os de não se sabe quantas cidades ou regiões deste Brasil.</p>
<p style="text-align:justify;">Durante a visita ao Museu do Imigrante, no início deste ano e contamos aqui, em três capítulos a história da chegada de italianos e de eventuais parentes, surgiu Sandro Manzato, descendente da família formada por Luigi Manzato e Maddalena Ortolan. Vale aqui, dois comentários, o primeiro de que Manzato tem maiores registros históricos do que Manzatto, mas o número de “ts” nada mais é do que um detalhe: todos somos originários de uma mesma raiz que ainda buscamos. Se descobrimos um Manzato, filho de Manzati, pode ser o primeiro que originou o sobrenome, buscamos – e vamos continuar fazendo isso – o maior número possível de descendentes desta raiz. O segundo comentário é sobre Maddalena, um nome comum, pelo jeito, na Itália, naquela época. Se Miguel Manzato e Maddalena Ferretto chegaram ao Brasil em 1887, Luigi Manzato e Maddalena Ortolan chegaram em 1892. Não temos registro de parentesco entre ambos, mas dentro dos objetivos do blog, vamos em busca desta informação. Segue relato de Sandro Manzato. Sandro é filho de Dirceu, que era filho de Paulino, que era filho de Giuseppe, que era filho de Luigi e Maddalena:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#003366;"><strong>“Luigi Manzato</strong> e sua esposa Maddalena Ortolan saíram de Chiarano província de Treviso e desembarcaram no navio Colombo em 01/05/1892. Foram para a cidade de Charqueada SP trabalhar na fazenda de Raul Ferraz do Amaral.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#003366;">O Casal trouxe seus filhos: Carlo, Adele, Luigia, <strong>Giuseppe</strong>, Leopoldina, Luigi e Giovanni, além de Maddalena, sogra de Luigi Manzato. Tiveram também outros filhos no Brasil: Natale casado com Maria Del Carmem Viunesa; Madalena casada com Miguel Contineli ; Maria casada com sobrenome Prata; Paulina casada com Jacinto; Carolina?????; Mariana?????. Estabeleceram-se na região de Piracicaba.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#003366;">Meu bisavô <strong>Giuseppe Manzato</strong> casou-se em 25/07/1914 com Anna Dorisoto na região de Piracicaba. Giuseppe faleceu em 12/12/1939 com 49 anos em um acidente de caminhão.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#003366;">Tiveram 07 filhos, entre eles, meu avô, <strong>Paulino Manzato</strong>, que nasceu em junho de 1915 em Charqueada.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#003366;">Paulino Manzato casou-se com Amália Manzato em 1948 em Santo André e tiveram 2 filhos: meu pai <strong>Dirceu Manzato</strong> e meu tio Edson Manzatto.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#003366;">Meu avô faleceu em 1990 e minha avó em 1992.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#003366;"><strong>Dirceu Manzato</strong> nasceu em 15/09/1946 em Santo André onde vive até hoje. Meu tio nasceu em agosto de 1953 em Santo André e atualmente mora em Mogi Guaçu SP.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#003366;">Dirceu Manzato casou-se com Luccia Coccaro em 05/09/1970. Tiveram 2 filhos: eu (<strong>Sandro Manzato</strong> nascido em 28/08/1971) e Alexandre Manzato nascido em 02/06/1975.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#003366;">Casei-me com Carla Cristina Siola Manzato em 22/09/2000 e moramos em São Bernardo do Campo, São Paulo.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#003366;">Meu tio, Edson Manzato casou-se com Mara Manzato e tiveram duas filhas: Fabíola e Francinni.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#003366;">Temos contato com alguns primos na região de Americana, Piracicaba e Nova Odessa, além de nossos parentes mais próximos que residem no Grande ABC SP.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#003366;">Meu tio esteve em Chiarano e conheceu a casa da família Manzato, onde moravam Luigi e Maddalena. Esta casa existe até hoje<strong>”</strong>.</span></p>
</blockquote>
<p>&#160;</p>
<p><img class="size-full wp-image-1007 alignnone" src="http://lagranfamigliamanzatto.wordpress.com/files/2009/11/paulino-e-amalia.jpg" alt="" width="269" height="425" /><br />
<strong><em>Paulino e Amália (Avós Paternos de Sandro)</em></strong></p>
<p style="text-align:left;"> <img class="aligncenter size-full wp-image-1008" src="http://lagranfamigliamanzatto.wordpress.com/files/2009/11/dirceu-e-luccia.jpg" alt="" width="450" height="355" /><strong><em> Dirceu e Luccia (Pais de Sandro)</em></strong></p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1009" src="http://lagranfamigliamanzatto.wordpress.com/files/2009/11/sandro-e-carla.jpg" alt="" width="450" height="308" /><strong><em>Sandro com sua esposa Carla</em></strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong>Texto e </strong><strong>Fotos:</strong> Sandro Manzatto</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ayer me encontré de repente con el Capo frente a frente]]></title>
<link>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/11/ayer-me-encontre-de-repente-con-el-capo-frente-a-frente/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 21:45:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>mivipra</dc:creator>
<guid>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/11/ayer-me-encontre-de-repente-con-el-capo-frente-a-frente/</guid>
<description><![CDATA[Puertohurraco tuvo en su fin como protagonista las escopetas, manejadas por aquellos que la venganza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/escopeta.jpg?w=300" alt="escopeta" title="escopeta" width="300" height="188" class="alignleft size-medium wp-image-2172" />Puertohurraco tuvo en su fin como protagonista las escopetas, manejadas por aquellos que la venganza envenenada los transformó en majaretas. En nuestro Puertohurraco particular aun no han hecho acto de presencia las referidas escopetas, sobre todo por parte de los Visentinis que sólo podemos y queremos manejar contra la injusticia la razón y las letras. No es descartable que puedan ser usadas por el clan mafioso que lidera el Capo avaricioso. Por todo lo hasta el presente relatado, de manera sistemática y contundente, se puede poner a cada protagonista la etiqueta de demente o la de prudente paciente de los acontecimientos acaecidos en el pasado y en el presente, pues la locura sí que es concomitante con el suceso ilustrante. Hubo un momento en el que Giuseppe confundido, porque por la situación fue trascendido, en la que el siguiente párrafo fue por él expelido: ¡<em>Esta situación es de dementes</em>! A lo que Mikel respondió con prontitud, cierta es la apreciación y conviene utilizar el término con exactitud y no dejarlo al albur de una azarosa interpretación, <em>el demente eres tú y tu acompañante el que tiene en propiedad un apelativo semejante</em>. Aquel día el Capo quedó aturdido por todo lo sucedido, pues fue el día en que quedó cosificado pues como cosa fue tratado, <em>Giuseppe sabemos lo que eres</em> y además del pedestal quedó descendido y ya caído se sintió destruido, perdido y envejecido.<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/busqueda.jpg?w=256" alt="busqueda" title="busqueda" width="256" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2173" /><br />
No se le ha visto desde ese día, le ha podido su cobardía, está desaparecido en combate, en su cuartel de invierno ha seguido tramando y urdiendo sus celadas propias de un loco de remate, pero ante los Visentinis no ha tenido la valentía de mostrarse en persona sino a través de sus fieles escuderos que le rinden pleitesía, en la creencia que le ayudará a llenar su alcancía.<br />
<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/felon1.png" alt="felón" title="felón" width="268" height="279" class="alignleft size-full wp-image-2175" />Uno siempre ha tenido presente una cuestión a modo de interrogante ¿Qué hará este ser demente cuando me lo encuentre frente a frente? Y dejando volar la imaginación aparecen distintos vocablos que se podrían utilizar para tan esperada ocasión. Los más comedidos serían el de felón, trincón, bribón y otros muchos con esa misma terminación, otros más intensos pero al mismo tiempo más adecuados al referirse a este venado podrían con indigno ser iniciados, y continuados con inmoral, sinvergüenza, indecente, demente y muchos más para los que esta terminación sería conveniente. Y se me representan aquellos que más fielmente califican a este personaje tan malaje: Mafioso, corrupto, prevaricador, soberbio y muchos más que no harían justicia a un ser que lleva sobre su espalda tanta inmundicia. Aunque en este imaginario de aquello que pudiera por mi boca proferir si es que con el capo pudiera coincidir, sin lugar a vacilación mi alocución tendría la siguiente evocación para el felón: que tu codicia te lleve al mismo final que tuvo tu figura paternal.<br />
<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/bulevar.jpg?w=300" alt="bulevar" title="bulevar" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-2176" />Casualidades de la vida, ya ni siquiera practicaba esta vía imaginativa, y ayer caminando y meditando con mi fiel compañera veo en la lontananza una figura decrépita, encorvada y con soberana panza. Adapto mi visión haciendo una mejor acomodación y me doy cuenta que ante mis ojos tengo al felón, ¡qué casualidad después de tres años tengo en la proximidad a la personalización de la malignidad!<br />
La ocasión la pintan calva según la popular expresión, ahora tengo la ocasión que desde hace tiempo tenía sólo en mi imaginación. Lo tengo al alcance, debe suceder el percance, a medida que se acerca lo veo titubear, el muy cobarde se quiere escapar, pero el bulevar no tiene atajo por el que se pueda escamotear ¡qué situación tan mollar¡ de ésta no sale indemne el carcamal. <img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/decrepito.jpg?w=204" alt="decrépito" title="decrépito" width="204" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2177" />Mi compañera que es muy sensata, me inquiere ¡no metas la pata! que este ser se ha arrastrado más que la suela de una alpargata y no merece la pena, la indiferencia debe ser su mejor condena. Se va aproximando y por momentos lo veo como un alma en pena, casi levitando, está viejo su cara está ajada y llena de pellejo, tiene enormes ojeras que son rastros y piezas de evidencia de la huella que le deja su avaricia, codicia y su demencia ¡qué decrepitud se ha concentrado en este venado que le ha llegado de pleno la senectud! Ya lo tengo frente a frente, oriento el caminar para poderme al Capo aproximar, él no puede su paso ya modificar, está contra el pretil del bulevar, ya lo puedo directamente espetar. Qué cara más abotagada, espalda encorvada, tripa abultada y mirada extraviada, le mantengo la mirada mientras que el otrora ser superior y prepotente humilla la suya de forma contundente. Ya está todo dicho, qué más le puedo decir a este bicho. Yo lo miro y él humilla esa es la diferencia que existe entre el que tiene y el que no tiene decencia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Foto del Giorno]]></title>
<link>http://collettivowsp.wordpress.com/2009/11/11/la-foto-del-giorno-19/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 16:50:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>collettivowsp</dc:creator>
<guid>http://collettivowsp.wordpress.com/2009/11/11/la-foto-del-giorno-19/</guid>
<description><![CDATA[Rajasthan © Giuseppe Chiantera - Collettivo WSP]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_670" class="wp-caption aligncenter" style="width: 388px"><a href="www.giuseppechiantera.eu"><img class="size-full wp-image-670 " title="Rajasthan" src="http://collettivowsp.wordpress.com/files/2009/11/dsc0033.jpg" alt="Rajasthan" width="378" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Rajasthan © Giuseppe Chiantera - Collettivo WSP</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Maometto era pedofilo?]]></title>
<link>http://neuro74.wordpress.com/2009/11/10/maometto-era-pedofilo/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 18:29:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Neuro</dc:creator>
<guid>http://neuro74.wordpress.com/2009/11/10/maometto-era-pedofilo/</guid>
<description><![CDATA[Questo secondo la Santanchè: però non tutti sanno che Maria è stata data in sposa a Giuseppe all]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Questo secondo la Santanchè:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/zUz-4WxVJJw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/zUz-4WxVJJw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>però non tutti sanno che Maria è stata data in sposa a Giuseppe all&#8217;età di 12 anni, grazie ad un segno del Signore e rimane incinta (per opera del Signore) all&#8217;età di 16 anni. <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protovangelo_di_Giacomo">Dal Protovangelo di Giacomo</a>: <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0446/_P8.HTM">http://www.intratext.com/IXT/ITA0446/_P8.HTM</a></p>
<p>Da wiki: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protovangelo_di_Giacomo#1-8:_nascita_di_Maria_e_presentazione_al_tempio">http://it.wikipedia.org/wiki/Protovangelo_di_Giacomo#1-8:_nascita_di_Maria_e_presentazione_al_tempio</a></p>
<p>Chi lo dice alla Santanchè e a quei 4 beoti di canale 5? ^__^</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La prova 1 di tante]]></title>
<link>http://piscinadizocca.wordpress.com/2009/11/09/la-prova-1-di-tante/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 21:48:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>piscinazocca</dc:creator>
<guid>http://piscinadizocca.wordpress.com/2009/11/09/la-prova-1-di-tante/</guid>
<description><![CDATA[ciao Monica// piscinazobo001@gmail.com]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>ciao Monica//</p>
<p><strong>piscinazobo001@gmail.com</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6" title="Chuck" src="http://piscinadizocca.wordpress.com/files/2009/11/980.jpg" alt="Chuck" width="300" height="300" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Si nos salen las cuentas a precio familiar las fincas podemos comprar]]></title>
<link>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/08/si-nos-salen-las-cuentas-a-precio-familiar-las-fincas-podemos-comprar/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 23:02:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>mivipra</dc:creator>
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<description><![CDATA[A ver si nos organizamos y las fincas comuneras compramos. Lo primero que hay que dilucidar es el pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/precio.jpg?w=300" alt="precio" title="precio" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-2136" />A ver si nos organizamos y las fincas comuneras compramos. Lo primero que hay que dilucidar es el precio que podemos pagar por un conjunto comunero tan mollar y que si lo compramos los Visentinis, tendrá un precio familiar, así que ya podéis echaros a temblar. Si fuera un tercero se quitarían el sombrero los del trío tabernero y el precio fijado por el tasador judicial les parecería muy zalamero, pero siendo un comunero para ellos sería poco dinero.<br />
Así que vamos a ver a groso modo que nos pedirían los exégetas de Cuasimodo. El tasador ha fijado un precio básico de 1.890.000 euros al que habría que incrementar con el <em>pos ya que</em> clásico, que si 40.000 euros por aquí de la devolución de la subvenciones que no es cuestión baladí, 150.000 euros por allá de una hipoteca del haba que nos es moco de pava, 18.000 euros de obra civil para que de modo diligente se le dé solución al cableado indecente, más otros 50.000 euros para  lo que nos diga la ITE que hay que reparar y que en su día se quiso escamotear y entre gastos notariales, registrales y escriturales vamos a echarle otros 50.000 euros a los morrales. Hacen un total de 2.200.000 euros redondeando, que para eso estamos cavilando y un precio familiar arreglando. <img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/manual-crisis.jpg?w=300" alt="manual-crisis" title="manual-crisis" width="300" height="248" class="alignright size-medium wp-image-2137" />Ya tenemos un buen precio para quedarnos con las fincas comuneras ahora que las coyunturas son tan ventureras.<br />
Bien, puestos a cavilar vamos a especular la forma de juntar esta cantidad tan mollar: podemos poner a la venta parte de nuestro patrimonio ¡qué demonio¡ la ocasión merece hacerlo con encomio. <img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/crisis.jpg?w=300" alt="crisis" title="crisis" width="300" height="241" class="alignleft size-medium wp-image-2138" />Malín, vende algunos de los pisillos, para qué quieres tantos ladrillos, Trinificación, has lo propio con el chalet, otra ocasión como esta no vas a tener, Xavier igual debes proceder, que el tren sólo pasa una vez y yo viendo vuestra disposición tendré que tomar la misma decisión. Total habréis visto que tampoco cuesta tanto trabajo para aquellos que tenemos capital para darle un pequeño tajo. Es sólo calderilla comparada con la finquilla que es toda una maravilla. Y además hacemos un acto de caridad con aquellos que con nosotros se han comportado con tanta bondad.<br />
Con nuestros queridos y amantísimos Titos Degollador y la Veneno que podrían ver cumplidas sus aspiraciones de llevarse para el campo de San José algunas provisiones, quién sabe si para este último viaje deben llevarlo de equipaje, y además con el resto pueden hacer dos particiones para los dos moscones que llevan implorándolas años en sus oraciones <img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/botero.png?w=260" alt="botero" title="botero" width="260" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2139" />¡ay nuestro primo Grasasol¡ haría una locura en su finca de Otura y se compraría un balón gástrico aunque falta no le haría al hombre alcancía. Y nuestro Bizcolatex y su Troli, qué me dices, nada más pensar en el dinero a trincar, sus ojos orbitan y sus cuerpos levitan, en esta angelical espera igual se le arregla la bizquera.<br />
Y con nuestros primicos, los dos hermanicos, le podemos arreglar a ciencia cierta una vejez perfecta con  nuestra oferta. <img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/convento.jpg?w=225" alt="convento" title="convento" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2140" />Nuestro primo Marmolillo, igual el calvillo funda un Convento, con sus dos monjas de clausura dentro, sor Natilla y sor Fallera, Cecilia la madre abadesa y él como padre prior, y quién sabe si con el tiempo lo nombran Beato o Santo, ¡ay dios mío que espanto!<br />
Y hemos dejado para el final a nuestro queridísimo Giuseppe el demencial, una vez que pierda su título nobiliario como capo de Puertohurraco, le podemos facilitar uno honorífico, que es bastante magnifico, el de propietario del panteón familiar que lo puede con el dinero de la heredad comprar en propiedad. Le viene muy bien al felón, pues su senil condición le hace oler ya a panteón.<br />
Ya tenemos a nuestros parientes echando babas por sus bocas y dientes, están segregando adrenalina debido a su hambre canina, pues creen que las fincas hurraqueñas para ellos son una mina. <img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/borromeo.jpg?w=231" alt="Borromeo" title="Borromeo" width="231" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2141" />Ahora bien, los Visentinis, pensamos que se nos hará extraño tener la propiedad en soledad, habiendo sido condueños desde antaño, igual no encontramos apaño, así que ¿qué os parece que aunque la situación lo merece y dinero tenemos con creces, que no compremos las fincas? y esperemos con mucha familiaridad a que aparezca el mirlo blanco en hermandad, año tras año, pues se trataría de un mirlo muy extraño, que compre las hurraqueñas fincas comuneras todas enteras, aunque la espera llegue a tener solera. Y además otra mayor motivación tenemos para avalar esta decisión, no vamos mediante nuestra inversión a favorecer la santificación de San Charly Borromeo, patrón del <em>de gratis</em> y <em>el gorroneo</em>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[No me des más rebotes dividiendo la finca en lotes.]]></title>
<link>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/07/no-me-des-mas-rebotes-dividiendo-la-finca-en-lotes/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 23:01:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>fjvicente</dc:creator>
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<description><![CDATA[Haciendo honor a su título del mayor de los trileros don Guissepe preparó tres lotes comuneros. En s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/07/no-me-des-mas-rebotes-dividiendo-la-finca-en-lotes/0trilero/" rel="attachment wp-att-2118"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/0trilero.jpg" alt="0trilero" title="0trilero" width="250" height="246" class="alignleft size-full wp-image-2118" /></a>Haciendo honor a su título del mayor de los  trileros don Guissepe preparó tres lotes comuneros. En su mesa de trabajo colocó tres cubiletes y en uno de ellos metió el mejor de los tres lotes. A Don Josep María remitió su propuesta de partición e invitó a los Visentinis a escoger el cubilete donde solo estaba un almacen y un retrete. El abogado con buen juicio no nos hace participes del artificio para nuestra inteligencia no desmerecer y no obligarnos a las escopetas coger.<br />
¡Ah! Don Guiseppe en qué historias te metes!, con la avanzada edad que ostentas no nos trates como chiquillos pues ya tenemos algunos añillos. Cómo puedes pensar que con la casa morisca te vas a quedar, al orondo y al bizco con una promesa de buenos euros te los ibas a quitar del medio pero los Visentinis ya te habiamos demostrado que es muy difícil quitartelos de tu lado, en el salón del despacho del abogado te lo habiamos claro dejado <a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/07/no-me-des-mas-rebotes-dividiendo-la-finca-en-lotes/imagen322/" rel="attachment wp-att-2119"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/imagen322.jpg?w=300" alt="Imagen322" title="Imagen322" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-2119" /></a>.<br />
La tasación judicial, esa que habéis tenido que costear, os ha venido a demostrar que la finca no es un erial,  que cuesta un capital y que Jack y a la veneno con el higo seco no van a tener consuelo y no le podéis meter el meco, ellos van a exigir los 100 millones que la tasación propone. Os ha salido otra pupa y esta es difícil de sanar pues con los trincones habeis topado y estos ya se relamen con los 50 millones que se reparten. <a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/07/no-me-des-mas-rebotes-dividiendo-la-finca-en-lotes/ojo/" rel="attachment wp-att-2120"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/ojo.jpg?w=300" alt="ojo" title="ojo" width="300" height="124" class="alignleft size-medium wp-image-2120" /></a>Al Orondo Grasasol los ojos de sus orbitas le salen y el signo del dolar en sus pupilas aflora. Para Bizcolatex y la Troly la pasta es fundmental pues siempre han temido el quedarse sin heredar.<br />
Cómo le vas a explicar las cantidades a descontar de la suma tan mollar. Cómo le dices ahora que las subvenciones se deben devolver a la hora de vender, que cara pondrá doña Filipa cuando buena parte de guita se le quita. Cómo le vas a pedir pasta para ejecutar la obra civil, como pondrán dineros a raudales para acometer las humedades y como le explicarán que tras años de dimes y diretes no han conseguido los dineretes y que estamos en la misma situación que cuando Mariana de esta vida se marchó. Ahí capo, en tu pellejo no quisiera yo estar, esto con tu trilerismo magistral no vas a solucionar y al paso que vas tendrás que realizar juegos malabares tirado por los portales.<br />
<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/07/no-me-des-mas-rebotes-dividiendo-la-finca-en-lotes/a-bomb/" rel="attachment wp-att-2122"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/a-bomb.jpg" alt="a-bomb" title="a-bomb" width="208" height="271" class="alignleft size-full wp-image-2122" /></a>En otro orden de cosas suponemos que en tus manos habrá explotado la bomba que desde Urbanismo han lanzado. La remite la arquitecta pizpireta si bien fueron tus queridos Visentinis los que le quitaron la espoleta. Cómo vas a solucionar las cuestiones que te plantean en Urbanismo, con nosotros no cuentes y las solucionas tu mismo. No se te ocurra convocar reunión comunera y tu con tu mayoría resuelves la felonía. Esta celada te la teniamos preparada y tarde o temprano caería sobre tu mano. Pero no te preocupes en exceso pues detras viene otra con igual o más peso, nuestro amigo el Taliban ya mismo te va a visitar con gran afán.<br />
Por último te felicitamos por los dos Azetas que habéis preparado, el señor Dacosta nos comunicó que están a disposición del auditor judial.<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/07/no-me-des-mas-rebotes-dividiendo-la-finca-en-lotes/az/" rel="attachment wp-att-2123"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/az.jpg" alt="az" title="az" width="260" height="260" class="alignright size-full wp-image-2123" /></a> Nosotros esperamos que éste actúe como el tasador medidor y que del sentido común haga su virtud, pues la tercera vía de la economía no puede funcionar salvo en la finca familiar y en los juzgados de instrucción vuestra actuación solo os puede llevar a la prisión.<br />
Las vista del nueve de noviembre no se puede celebrar pues la búsqueda de las facturas no se ha hecho con ligereza, muchas servilletas se habran buscado por las mesas, las facturas con IVA serán escasas y las cascaras de melón serán el lugar de la anotación. <a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/07/no-me-des-mas-rebotes-dividiendo-la-finca-en-lotes/face_off/" rel="attachment wp-att-2124"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/face_off.jpg?w=219" alt="face_off" title="face_off" width="219" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2124" /></a>Además para nuestra satisfacción nuestro abogado nos ha prometido una reunión con el auditor judicial al que cara a cara le podremos exponer las felonías urdidas y perpetradas por el capo y su manada que con sus maniobras fizcales  la pensión de Candelaria han convertido en un desatino.    </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[No es bueno para la salud que te dé un consejo el mayor pendejo]]></title>
<link>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/03/no-es-bueno-para-la-salud-que-te-de-un-consejo-el-mayor-pendejo/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 09:53:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>mivipra</dc:creator>
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<description><![CDATA[Consejo es un vocablo con un significado bien definido sobre todo cuando a consultivo va unido. El c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/consejo-de-ancianos-1.jpg?w=279" alt="consejo de ancianos (1)" title="consejo de ancianos (1)" width="279" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2058" />Consejo es un vocablo con un significado bien definido sobre todo cuando a consultivo va unido. El consejo se hace al que está desorientado o al que tiene varias opciones a la hora de tomar buenas decisiones, igualmente el consejo es requerido cuando las instituciones para su funcionamiento necesitan que sus normas sean visadas con el asesoramiento del que tiene mayor conocimiento, aquí obtienen el productivo maridaje entre el vocablo consejo y el término consultivo sin que ninguno pueda sentirse del otro cautivo, más bien son completivos.<br />
Las personas que dan consejos deben caracterizarse por su ética e integridad, también por su conocimiento que lo aplican con oportunidad siempre que del consejo haya necesidad. La experiencia indica que aquel que predica no debe dar consejo sin previa consulta, ya que suele ser éste muy arriesgado al no ser demandado por aquel al que se le ha dado. Creo que de forma elocuente ha quedado patente que consejo y consultivo son dos palabras condenadas a ir siempre bien hermanadas. Lo que sería incomprensible es que aquel que desarrolla su papel de consejero consultivo sea un ser ladino, mezquino y altivo, es un craso error sin paliativo.<br />
Giuseppe, reúne esta última condición tanto en su familiar situación como en su profesión, y uno no sabe que es peor, que ejerza de consejero con sus parientes, o que lo haga en el lugar donde se visan las normas que rigen la convivencia en Andalucía para todas sus gentes. <img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/ruptura.jpg?w=300" alt="ruptura" title="ruptura" width="300" height="270" class="alignright size-medium wp-image-2059" />Cuando esto sucede ocurre la desafección, que en lo familiar se traduce en la ruptura de la relación, pero cuando ocurre en lo institucional el mal tiene riesgo especial pues los ciudadanos se transforman en descreídos de sus representantes y se aferran a la abstención o a cualquier populista que de forma oportunista funda la ideología pancista.<br />
Existen varios consejos que Giuseppe dio, tratando con ellos, a sus familiares como a pendejos. Transcurren momentos de rehabilitación en la finca comunera y hay que hacer inspección ocular de lo obrado de albañilería en la finca que es la niña de sus ojos a la que más quería, aquí aparece la palabra consejo que en este caso no es consultivo pues los Visentinis no lo hemos requerido,<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/mal-de-san-vito.jpg" alt="mal de san vito" title="mal de san vito" width="133" height="176" class="alignleft size-full wp-image-2060" /> tener cuidado hoy con mi hermano y con el tito, pues hoy viene frito y seguro que interpreta el baile de San Vito. Ya ha cometido el Capo su doble delito, el primero inyectar veneno en su carnal hermano y tito para crear la tensión necesaria que le ayude a desarrollar adecuadamente su trama falsaria, y el segundo, acudir en el mismo coche con los Visentinis para acojonarlos con derroche y ganarse su voluntad como un fantoche. El muy felón de ambas parte obtiene la admiración, a unos porque le ha prometido bajo cuerda su adhesión inquebrantable y juntos permanecerán de forma inseparable hasta que a los Visentinis les hinquen el sable, y, a éstos últimos, como seres confiados, que jamás de su bondad han desconfiado, al menos antes que del pedestal fuera arrojado, porque les ha prometido que su madre de su vivienda jamás habrá salido y porque les ha seducido con su verbo florido haciéndoles ver que participa de sus mismos ideales por ser éstos seres tan geniales. Actúa como doble agente aprovechándose de su gente de forma indecente.<br />
Como la soldadesca que tiene el capo, últimamente anda comprometida de forma permanente con la gresca, a los Visentinis les parece que cualquier día a su madre le sueltan una fresca, acuden al Gran Capo, previa citación, a la vivienda que con Adelaida tiene en cohabitación, para buscar una solución a la peligrosa situación.<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/degollador.jpg?w=283" alt="degollador" title="degollador" width="283" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2061" /> En este caso sí que el consejo fue consultivo, pues veían a su madre en un riesgo consecutivo, pues el degollador estaba a punto de explotar y podía sacar contra nuestra madre su brazo ejecutor. ¡Qué candidez la nuestra¡ fuimos a pedir consejo consultivo para demandar lo propio al ser que todo lo tenía urdido. Los colmillos el capo tenía afilados y le goteaba la baba en el momento de darnos la mortífera dentellada, pero el capo como buen camaleón pone en macha su interpretación cual histrión y pone encima de su faz de lobo la careta de oveja, que le hace parecer un ser bonachón que hace creíble su sermón: como sois seres razonables estoy más con vosotros que con los miserables y bla, bla, bla, desde pequeño tengo en vosotros puesto mi empeño, y bla, bla, bla, que en vosotros no haya preocupación que ya estoy detrás de esta cuestión, bla, bla, bla, que me hago cargo de vuestra aflicción y la hago mía sin dilación, bla, bla, bla. Lo de siempre actúa como oportunista ventajista, sin querer dar pista de que todo lo tiene liado el artista.<br />
Pone la cara adecuada según al que tenga de frente para ejecutarle la segura emboscada, de fascista, de progresista, de dama apostólica de la iglesia católica o de pacifista ecologista se hace activista. <img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/el_diablo.jpg?w=292" alt="el_diablo" title="el_diablo" width="292" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2062" />Lo dicho, todo un artista del histrionismo camaleónico que practica con mucho oficio para sacar rédito y beneficio.<br />
Venos mal que hay más días que ollas y fuimos viendo poco a poco del capo sus paranoillas, así vendrían expresiones tales: ¿<em>cómo os habéis atrevido? </em> o <em>Esto es demencial</em>, que permitieron descubrir debajo de la careta que el capo era un majareta que solo pretendía hacernos la puñeta. Fueron las piezas de evidencia que nos hicieron construir el puzle de la demencia del Capo de Puertohurraco y que nos hicieron ver al caco que había detrás del saco.<br />
En la sociedad civil ya lo tienen calado como un ser hostil y bastante vil. En las redacciones de prensa, tanto escrita como radiofónica, saben de sus patrañas, y nadie se extraña que sea de esta calaña. Por allí donde ha pasado ha dejado fama de venado una vez que lo han desenmascarado. En las Cajas de Ahorros lo ponen hecho unos zorros.<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/capo-arribista.gif?w=300" alt="capo arribista" title="capo arribista" width="300" height="208" class="alignright size-medium wp-image-2072" /><br />
De esta calaña es la alimaña que engaña a toda España, en la institución que se erige para nuestra protección. ¡Qué decepción¡ así es comprensible que exista la desafección en la población. El tiempo pone a cada cual en su lugar aunque para ello tengamos que esperar. Eso sí, el día nueve en la Audiencia y emulando al fallecido Don Sabino Fernández Campo, cabría decir que: <em>ni está, ni se le espera</em>.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Giuseppe]]></title>
<link>http://regallico.wordpress.com/2009/11/01/giuseppe/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 17:50:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>regallico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il recentissimo ritrovamento nelle forre che circondano alcuni villaggi della Vallagarina (Trentino,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il recentissimo ritrovamento nelle forre che circondano alcuni villaggi della Vallagarina (Trentino,]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[A una semana de la vista reflexiones sobre el artista]]></title>
<link>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/31/auna-semana-de-la-vista-reflexiones-sobre-el-artista/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 23:09:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>fjvicente</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pasan los días de forma inexorable, lo que parecía que nunca iba a llegar a la vuelta de la esquina ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Pasan los días de forma inexorable, lo que parecía que nunca iba a llegar a la vuelta de la esquina está. Tras más de siete décadas de convivencia Puertohurraco llega a la Audiencia. En el Juzgado de Instrucción número cinco de la capital se le pondrá a este proceso punto y final.<br />
El nueve de noviembre los Visentinis bien pertrechados acudiran a los juzgados, no sabemos si enfrente estarán los felones, lo más posible es que no acudirán pues la cara no  nunca la darán. Hace más de dos años que Charly no sale de la madriguera, el capo en su guarida de su persona ni la perilla asoma. Biscolatex es un ser astuto y escurridizo que como siempre se muestra huidizo, nunca se le ve sino es porque tiene un interés. Al orondo grasasol se le deja para otros menesteres y acompañado de su vasallo asiste a los encuentros a recibir aquello que el capo no quiere para sí.<br />
<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/31/auna-semana-de-la-vista-reflexiones-sobre-el-artista/punji-encantador/" rel="attachment wp-att-2006"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/punji-encantador.jpg?w=225" alt="punji-encantador" title="punji-encantador" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2006" /></a>En estas condiciones cuando se mira hacia atrás uno recuerda momentos y situaciones que han ido cimentando  la leyenda de Puertohurraco y sus alrededores. El auténtico protagonista del clan urdió de manera antológica su maquiavélico plan. De ser un personaje afable y respetable pasó a convertirse en un autentico malaje. Del consenso y la negociación pasó y se erigió en el gran dictador. De la soberbia y el desprecio a los demás se  ha hecho adicto este truhán. De ser el faro de occidente que iluminaba a toda su gente se convierte en un ser taimado y uraño que se dedica a infrigir daño. A su tía Candelaria ha tratado con desprecio y ruindad, eso, si, siempre preocupado por su bienestar. Siempre intentó engañar a esta rama familiar, como un encantador de serpientes nos iba sacando hasta los dientes como un autentico estilete nos utilizó para clavarlo en el pecho del Degollador. Recuerdo con la frialdad que observaba como sus tios el baile de San Vito interpretaban como adulaba a la veneno cuando a una papillas lo invitaban. Sin embargo igual que a todo cerdo le llega su San Martín a su reinado los Visentinis pusieron fin. Desde ese preciso instante no se ha sabido nada de él, se escuda en el orondo y el paleto que le sirven de parapeto y en el abogado se escudará para su cara no dar.<br />
<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/31/auna-semana-de-la-vista-reflexiones-sobre-el-artista/mortadelo/" rel="attachment wp-att-2008"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/mortadelo.jpg?w=300" alt="mortadelo" title="mortadelo" width="300" height="214" class="alignright size-medium wp-image-2008" /></a><br />
Una perla para no perderla, hoy mientras corría, no por cobardía, la siguiente noticia en la radio oía, el señor Juan Cano Hueso, presidente del Consejo Consultivo hoy ha presentado en tono muy efusivo el informe memoria del ejercicio dos mil ocho a dos mil nueve, en el que destaca el gran volumen de dictámenes que han confeccionado habiendo puesto el acento de su precaución en dos asuntos: evitar los delitos urbanísticos y la prevaricación. El señor Hueso no debe ser buen sabueso pues en los dictámenes puede que haya firmillas que en este sentido se la dan con queso pues detrás de ellas hay quien se dedica de pleno a dichos desmanes. ¡Qué pena y qué aflicciones! no poder confiar ni en las instituciones.<br />
Otro ser perdido en combate es el Marmolillo descapotable. Este se perdió antes de que lo hiciera su hermano mayor.  Hace más de tres años que su calva no hemos visto ni su verbo fluido y fácil e ilustrado a nuestros oidos ha llegado. Yo a este ser de tebeo en la audiencia provincial no lo veo, pues su sitio debe ser una película de Buñuel. Mortadelo y Filemón tienen más crédito que este felón. Su vida debe discurrir como siempre, de casa al trabajo y del trabajo a la casa y mientras ninguna de sus alajas se le casa. Doña Cecilia punto sobre punto va dejando su vida algún que otro encargo del que seguir trincando. Una familia sin igual todos juntos hasta el final.<br />
<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/31/auna-semana-de-la-vista-reflexiones-sobre-el-artista/bizco1/" rel="attachment wp-att-2009"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/bizco1.jpg?w=248" alt="bizco1" title="bizco1" width="248" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2009" /></a>Biscolatex es otro ser de extraño proceder escudado en la diabetes en problemas no se mete. En la retaguardia siempre estuvo este besugo, nunca dió la cara hasta que el ser superior no lo necesitara. Su secundario papel le viene dado por ser poco ilustrado, sin embargo el muy zoquete piensa que en la medicina provincial es toda una autoridad. A todos los galenos granadinos conoce y con esta condición piensa que todas las puertas tiene abiertas. Su indigno hermano ante los doctores se presenta como el hermano del Guanichi, pues esta condición le puede ofrecer ciertos beneficios al muy trincón, como muestra un botón: la mujer de Grasasol presenta una dolencia trivial, y en el Servicio de Urología ha llegado a parar, la única gran enfermedad que tiene esta criatura es el  marido que la acompañará hasta la sepultura. Para conseguir parabienes y privilegios al Dr. Campaña se presenta como hermano de Biscolatex que en el Colegio de Médicos de Granada realiza sus peonadas. El galeno con sorna le pregunta: estudió en la Sorbona pues de la Universidad de Granada no le sonaba su cara. A la  señora se le oferta una exploración bajo anestesia para lo cual en lista de espera con sus huesos ha dado y con la recomendación del cuñado el tiempo de espera puede ser muy prolongado.<br />
<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/31/auna-semana-de-la-vista-reflexiones-sobre-el-artista/borrego/" rel="attachment wp-att-2010"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/borrego.jpg?w=300" alt="borrego" title="borrego" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-2010" /></a>En último lugar la estrella del lugar, este si es verdad que no lo hemos dejado de aguantar no lo hemos perdido de vista. Su obesidad descomunal nos persigue sin piedad. De las fincas hurreñas en reiteradas ocasiones hemos expulsado, en los diferentes foros hemos anulado, le hemos negado el pan y la sal; casi el oxigeno para respirar le hemos quitado a este ejemplar. Hasta en el Cementerio nos lo hemos encontrado y salió como un borrego esquilado.  En en acto final es posible que no acuda sin embargo no me importaría ver su esbelta figura, acompañado de su vasallo con mariconera en mano para que otra vez de patitas en la calle lo podamos poner.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ojo a visor, debemos seguir mirando por el retrovisor]]></title>
<link>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/29/ojo-a-visor-debemos-seguir-mirando-por-el-retrovisor/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 17:31:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>mivipra</dc:creator>
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<description><![CDATA[Se retuerce cual rabo de lagartija pero no podemos quedarnos relajados pues el felón es una sabandij]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/lagartija.jpg?w=300" alt="lagartija" title="lagartija" width="300" height="291" class="alignleft size-medium wp-image-1969" />Se retuerce cual rabo de lagartija pero no podemos quedarnos relajados pues el felón es una sabandija. Seguro que nos tiene preparada una nueva celada aprovechando el momento en el que tengamos la guardia bajada. Después de todo lo tramado y urdido por este ser malvado, no cuela que ahora arroje la toalla en la orilla de la playa, esto no es lógico cuando hablamos de un canalla.<br />
<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/master.jpg?w=300" alt="máster" title="máster" width="300" height="219" class="alignright size-medium wp-image-1971" />Nos ha obligado a hacer un máster en urbanismo, otro en contabilidad y economía y otro en lo fiscal y la abogacía para poder librarnos de su felonía. Ahora no debemos de tener la osadía de confiar en la letra que le ha puesta a su nueva sinfonía. Me suena la melodía, seguro que nos la vuelve a meter con alevosía. No olvidéis que todo lo que nos ha pasado ha sido porque somos seres confiados que actuamos con bondad, nuestro buenismo ha sido aprovechado por el ser despiadado que ha actuado con cinismo, llevándonos primero al ostracismo y luego al abismo.<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/mesias.jpg?w=222" alt="mesias" title="mesias" width="222" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1972" /> No olvidéis que hasta hace dos días pensábamos que era la reencarnación del mecías, mientras que él llenaba sus alcancías dejando las nuestras vacías.<br />
Sigue siendo lobo que no cordero y por tanto la historia familiar debe ser adecuadamente interpretada, si es que no queremos caer en una nueva celada. No debemos ofrecerle un puente de plata cuando deberíamos practicarle la colombiana corbata, pues debemos remontarnos al principio de la historia cuando vuestros padres recogían resignados las piedras después de su jornada laboral por mor de la soberbia del capo Milán en su delirio demencial. Recordar que en nuestro relato este fue el principio y ahora que llegamos al final podemos con otra faena completar el ripio: a sabiendas de lo que hacían cometieron la tropelía que conduce a Candelaria a cobrar una pensión de porquería. En medio de estos dos extremos bien delimitados hemos sido maltratados, humillados, ultrajados, robados y vilipendiados. No cabe aquí ni olvidar y mucho menos perdonar, debemos llegar hasta el final. La subasta pública ha sido el comodín utilizado primero por Milán y después por Giuseppe su delfín, para infundir el miedo necesario para poder tratarnos como rebaño y conducirnos por los andurriales llenos de patrañas donde nos han sacado hasta las entrañas.<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/subasta.jpg?w=300" alt="subasta" title="subasta" width="300" height="270" class="alignright size-medium wp-image-1973" /> Pues ahora ha llegado la hora de nuestra venganza atronadora, convirtamos al cazador en casado, tratándolo como lo que es, un venado, y alentemos a los ciudadanos para que saquen la pasta y que nos compren las fincas en una linda subasta. Que miren el periódico con canguelo como lo hacía Candelaria en otro tiempo con desconsuelo, por si aparecía su finca convocada a subasta en algún lugar del periódico infernal. ¡ay Candelaria! Mira que eres cándida, que aun hoy, sigues pensando en que la sangre de unos que te han destrozado y robado a manos llenas te corre por las venas.<br />
Malín, deja de hacer lotes, y de repartir en porciones la finca puertohurraqueña, o es que quieres tenerlos siempre a tu lado y a la greña. No le des salida a los que nos han jodido durante toda la vida. Quieres quedarte con un tercio del torreón para tener a un lado al felón y al otro al trincón del gorderas, para que te alegre el día cuando te lo encuentres en las escaleras. Tampoco debemos comprarle a cada una su porción, pues les estas dando una solución. Hay que conducirlos al precipicio, el mismo lugar a donde nos han tenido a nosotros de oficio, por ello si tenemos juicio, quedan dos opciones que negociar con estos trincones.<br />
Son dos buenas soluciones que harían justicia real y pondría un buen broche a una historia donde los robos, celadas y otras mariconadas se han practicado a troche y moche y con gran derroche.<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/higo-seco.jpg" alt="higo seco" title="higo seco" width="161" height="236" class="alignleft size-full wp-image-1974" /><br />
La número uno que para mí es lo más oportuno, hacerle la oferta de compra a mi juicio perfecta, vamos a trasladarle a la Veneno y al degollador nuestra intención de compra por su porción a precio de tasación, asea el valor del higo seco al que se refería nuestra tía Merced con mucha sensatez, y nos quedamos en mayoría hasta que la muerte nos separe, con el Capo y su hermano el Marmolillo, en perfecta armonía. Con las vigas preparadas para cuando fueran necesitadas.<br />
Y la número dos, ya que vamos cuesta abajo y sin frenos acabemos donde debemos, con cuatro perras gordas en los bolsillos, todos, nosotros y también los que robaron los lebrillos, después de la pública subasta. ¡Oh que bendición poner fin a este culebrón!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Entre celada y celada el felón ofrece una salida negociada.]]></title>
<link>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/25/entre-celada-y-celada-el-felon-ofrece-una-salida-negociada/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 16:19:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>fjvicente</dc:creator>
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<description><![CDATA[El tiempo avanza de forma inexorable hasta la vista oral que en el juzgado tendrá lugar. En ella el ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>El tiempo avanza de forma  inexorable hasta la vista oral que en el juzgado tendrá lugar. En ella el juez de instrucción número cinco dictará sentencia en relación a la trama de la separación. De su boca saldrá si la finca hurraqueña es finalmente divisible aunque esto es algo poco previsible pues en este sentido el tasador judicial ya se pronunció con sinceridad.<br />
Para la parte demandante este proceso ya no resulta tan boyante, sobre todo cuando desde el juzgado se les invitó a hacer frente a la previsión que puso el tasador. En 6900 Euros se cifró la broma de la tasación y esto  supone nada más que la primera imposición. Al frescor del oxigeno que le ofrece su bombona Jack reflexiona:“Giuseppe cómo puede ser esto en esta historia, si tu nos prometiste la gloria. Van dos años desde que se inició el proceso de la división que tu anunciaste que no sería lento, y al paso que vamos palmo sin ver ni un solo euro gracias a tu talento”.<br />
Don Giusepe piensa y medita cual malabarista y no sabe la explicación que va a dar al artista. Es consciente que su astuta maniobra inicial ya no le va a funcionar, desde el día que en el despacho de Josep Maria sus primos se dieron cuenta de su atentica valía y que era un sinverguenza de los pies a la cabeza. <a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/25/entre-celada-y-celada-el-felon-ofrece-una-salida-negociada/palos/" rel="attachment wp-att-1916"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/palos.jpg?w=300" alt="palos" title="palos" width="300" height="265" class="alignleft size-medium wp-image-1916" /></a>Desde entonces se ha dedicado a dar palos de ciego con ataques agudos de soberbia y vanidad haciendo de su tía Candelaria el objetivo de su maldad. Se dedica a castigarla y robarla con el fin de que los Visentinis pierdan la paciencia y que cometan alguna tropelía de la que se puedan arrpentir y que él utilice en su contra con alevosía.<br />
Como todo ladrón el piensa que todos son de su misma condición, al muy tieso le acongoja y asusta la púbilca subasta y piensa que lo mismo acontece con Candelaria y su gente. Sin embargo como ya se comenta en este ideario a los Visentinis no les atormenta ni siquiera un embargo.<br />
Por todo ello el Capo en este punto del camino viendo que los Visentinis no tienen freno solicita la negociación para ello ha puesto en conocimiento de nuestro abogado la consideración de ofrecer las casas a un tercero y no descarta la opción de a los Visentinis vender su porción.<br />
<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/25/entre-celada-y-celada-el-felon-ofrece-una-salida-negociada/f1/" rel="attachment wp-att-1917"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/f1.jpg?w=300" alt="f1" title="f1" width="300" height="195" class="alignleft size-medium wp-image-1917" /></a>Es curiosa esta decisión pues nos lleva al mismo punto de partida cuando hace años nos ofrece con un simpático papel una oferta para la venta del vergel. Allí impuso unas leoninas condiciones y yo me pregunto si éstas mismas serán ahora sus ambiciones. En los deportes de motor el que apura más la frenada se convierte en vencedor de la jornada, en el tenis gana la partida el que más cerca manda de la raya la bola listada y en Puertohurraco vence el que más cerca del precipicio se para y así convence. Don Guiseppe se ha parado a medio metro del precipio pero los Visentinis lo han hecho a medio centimetro con más oficio, han sabido apurar mucho más la situción procesal.<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/25/entre-celada-y-celada-el-felon-ofrece-una-salida-negociada/precipicio/" rel="attachment wp-att-1918"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/precipicio.jpg?w=300" alt="precipicio" title="precipicio" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-1918" /></a><br />
De este modo, ahora se me aventura, que en las nuevas situaciones, seremos nosotros quienes podamos imponer las leoninas condiciones y que si éstas no son aceptadas la publica subasta será utilizada.<br />
Se me ocurren en estos momentos muchas posibilidades, todas ellas llenas de maldades. Como le sentaría a los Fernandes que optaramos a todo menos a sus partes y que tuvieran que convivir con los Visentininis hasta el morir, eso si, ahora en minoría tendrían que malvivir. Que al administrador de la mariconera se sustituyera por uno de nuestra cuerda que velara por nuestros afanes, que guardara nuestras llaves y se las negara a los truhanes. Que al final de cada mes mendigaran por las cuentas conocer y que en las reuniones que por nosotros fuesen convocadas se convertieran en autenticas celadas. <a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/25/entre-celada-y-celada-el-felon-ofrece-una-salida-negociada/cartilla/" rel="attachment wp-att-1919"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/cartilla.jpg?w=233" alt="cartilla" title="cartilla" width="233" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1919" /></a>Una Cartilla en Caja Granada a nombre de Candelaria y su prole donde todos los ingresos se abonen. Esto que parece un esperpento es lo que practican estos dementes en este momento.<br />
Otra buena opción es la venta a un tercero, con ello volvemos a aquella situación de disgusto en la que nos encontrabamos hace un lustro. Supongamos, y es una remota suposición, que dabamos nuestra aprobación;  pero encuentrame a un tercero que pague un buen dinero, carge con una buena hipoteca, devuelva con optimismo las subvenciones de Urbanismo, cargue con agrado con unos moradores tan ilustrados y ejecute de forma diligente las reformas de las que la casa está pendiente para conseguir el visto bueno de la ITE del Ayuntamiento de forma anuente. <a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/25/entre-celada-y-celada-el-felon-ofrece-una-salida-negociada/precio/" rel="attachment wp-att-1920"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/precio.jpg?w=300" alt="precio" title="precio" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-1920" /></a><br />
Eso si, el valor de la finca deberá ser a precio de mercado como en su día profetizó con convicción el calvo con su magnifica dicción.  </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giuseppe - Un racconto di Enzo Ferrari]]></title>
<link>http://rebstein.wordpress.com/2009/10/18/giuseppe-un-racconto-di-enzo-ferrari/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 14:00:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
<guid>http://rebstein.wordpress.com/2009/10/18/giuseppe-un-racconto-di-enzo-ferrari/</guid>
<description><![CDATA[GIUSEPPE      Gli uccelli bisogna conoscerli, apprezzare le loro sfumature e le loro debolezze. Biso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="center"><a href="http://www.macalu.it/resistenza/resistenza.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-17490" title="resistenza" src="http://rebstein.wordpress.com/files/2009/10/resistenza.gif" alt="resistenza" width="357" height="410" /></a></p>
<p align="center"><strong>GIUSEPPE</strong></p>
<p>     Gli uccelli bisogna conoscerli, apprezzare le loro sfumature e le loro debolezze. Bisogna essere attenti a scrutare le loro più piccole divagazioni, di gioia o di paura, nelle fresche mattine come nelle tiepide serate autunnali. Incantarsi con eguale emozione di fronte ad un semplice fruscio d’ali, alla perfezione di un volo nell’alto dell’azzurro o quando li vediamo oziare su un ramo frondoso.<br />
     Era proprio il prodigio di un volo quello che Giuseppe preferiva. Nascosto o seduto dietro una pietra, ammirando la cincia saltare o il fringuello cantare gli pareva di sognare viaggi di suoni. Un comune fringuello gli esprimeva con calma una porzione di vita. Una gazza sulla cima di un faggio, tuffandosi spaventata tra i rami, gli frullava la fantasia. <!--more--><br />
     Verso sera il verde del muschio si spegneva nella penombra del fondo del bosco. La luce arrivava a sfiorare il terreno, mentre l’aria densa e sudata, profumava d’erba e di tronchi. I colori del bosco annunciavano l’eternità e un nuovo paradiso. Quiete che era inquietudine. Giuseppe, lungo il sentiero, si attardava a scoprire se stesso. Alto e magro, un portamento sinceramente spigliato, capelli fulvi, occhi celesti, aveva il paesaggio dentro di lui. Il fumo di una sua sigaretta dal pessimo trinciato si alzava nell’aria. Giuseppe era solo, scandiva il suo verso in uno struggente abbandono, spezzato dal tramonto. La sera s’incorniciava di scaglie dorate.<br />
     In silenzio era giunto sotto l’ultima salita. Gli altissimi gradini del sentiero lo spronavano a spicciarsi in quest’ultima fatica della giornata. Tornava a baita, mentre gli arbusti diventavano ad ogni suo passo sempre più carichi d’ombre e di mistero. Finita l’ultima salita, ritrovava davanti a sé i suoi monti, morbidi, affettuosi e rosati. Una brezza gli accarezzava il volto. Stanco per lo zaino pesante e il fucile, si mise a guardare le mani, notando le dita sporche. Aveva la barba lunga, le gambe pesanti e la gola secca. Sotto le scarpe, le foglie scricchiolavano, la terra era soffice, brillante, i rametti degli alberi si sbriciolavano. I fili che cucivano la trama dei suoi pensieri, nascondevano momenti di stanchezza, di passato dolore, sbarravano di traverso la voce. Tanti i mesi di guerra trascorsi tra questi monti in clandestinità e in estrema precarietà. Giuseppe aveva condiviso con i suoi compagni la fame, spartendo la gavetta di polenta e castagne. Aveva accettato rischi comuni, lottando con poche armi un sistema banditesco indifferente alle leggi della natura e dell’uomo, con l’idea di recuperare per sé e per gli altri la libertà e la giustizia.<br />
     La meta era una casa di pietra scura tipica di queste colline. Lungo la mulattiera, poco prima, s’incontrava una fontana gocciolante circondata da un tappeto d’erba morbida e scivolosa. Un folto gruppo di pioppi, noccioli e piccole querce, faceva da contorno a quattro torreggianti cipressi accanto alla casa. La baita era stata scelta a suo tempo da Giuseppe e dai suoi compagni come base e rifugio per la sua posizione adatta al controllo della vallata e della strada di fondovalle. Il mattino dopo, dietro la casa, si sarebbe aperto alla vista il terreno coltivato a vite. Prima della guerra venivano da fuori altri contadini, ragazze, studenti per la vendemmia. Mentre gruppi affiatati e rumorosi coglievano grappoli di luce, acini gonfi di sforzi e di sudore, forti braccia li trasportavano in ceste e bigonce per la torchiatura.  Piedi, resi neri dai tannini, li pigiavano. Frutto finale di tante fatiche era un buon vino, imbottigliato con cura e infine affidato al fresco buio della cantina, scavata sotto la casa.<br />
     In quella campagna tranquilla aveva soffiato per molti mesi un vento strano di guerra, un turbine di polvere, scompaginando regole antiche. La vite era stata quasi del tutto abbandonata, le radici franate. I campi erano divenuti stoppie e le stoppie filari. La gente passata e morta.<br />
     Alla fine d’aprile del 1945, dopo tanti momenti di paura e di fame, la guerra aveva ufficialmente terminato il suo corso.</p>
<p>     A Giuseppe quella sera, varcata la soglia del rifugio, odori, luci e suoni gli sembravano finalmente diversi. L’aria che attraversava con lo sguardo era frusciante di buono e d’antico. Il fucile e lo zaino li aveva riposti sulla seggiola, accanto al camino. Nello zaino un potente binocolo da marina, una borraccia in metallo e un tozzo di pane avanzato.  Nel fuoco bruciava un grosso ceppo di quercia, la legna migliore. Una giovane ragazza di montagna, tarchiata, rosea e appetitosa, capelli lunghi e castani, in piedi accanto al camino, con un cucchiaio di legno, rimestava della polenta gialla. La pentola sul fuoco lasciava una colonna di vapore. La ragazza indossava un abito di fustagno non bello, che faceva intuire i contorni di un seno alto ed esuberante. Le sue vesti odoravano di campagna e di prodotti della terra. Un buon intingolo di salsiccia insaporiva l’ambiente. Un massiccio tavolo rotondo campeggiava nella stanza. Era di castagno, imbevuto di vino perché ricavato da un vecchio fondo di botte. Sprigionava ancora un tenace odore di mosto, uno squisito profumo che quasi dava alla testa.<br />
     La stanza era illuminata da due grosse candele appoggiate sul tavolo, riposte in altrettanti bossoli di granata.  Giuseppe era seduto con le spalle al fuoco per asciugarsi la schiena sudata. Versato in un bicchiere del vino rosso bevuto a piccoli sorsi, assaporava con soddisfazione il suo afrore sottile che gli allargava la bocca e gli occhi. Tossiva, il suo cuore si ravvivava. Il vino delicato e suadente, saporoso di terra grassa, profumato d’erba, il palato lo accoglieva generoso, lo percepiva amico, portatore di fresco e caldo benefici, ideali in questi momenti di quiete apparente. Giuseppe ci aggiungeva il suo spirito, un sapore di conquista. Passati erano gli ordini che aveva urlato con tono deciso.<br />
     Al terzo bicchiere si alzò il vento. Un vento che preannunciava un cambiamento del tempo.<br />
     Al quarto arrivarono i compagni, scarponi consumati e pelli bruciate dal sole. Occhi cupi e sospettosi di “banditi”.  Erano contadini ma anche operai e studenti. Indossavano pantaloni sostenuti da cinghie e bretelle, cappellacci di feltro, maglioni scuri, mantelli neri e imponenti che li difendevano dal freddo delle notti. Deposti gli zaini e le armi all’ingresso, si sistemarono intorno al tavolo, occupando le traballanti panche. Giuseppe attizzava il fuoco, facendo scivolare altra legna sulle braci. In pochi attimi le sue grosse dita erano riuscite ad aprire una certa quantità di scatolame e a mettere sul tavolo il giusto numero di stoviglie. La polenta, insaporita col latte, era cotta al punto giusto. Era il momento di mettersi a tavola. Fuori le nuvole passavano, quasi scivolavano sulla luna. Il vento era cresciuto. Gustavano con piacere la polenta, respirando i profumi della stanza.<br />
     A stomaco pieno, cominciarono a fare qualche progetto, a parlare di casa, del conflitto finalmente concluso, delle loro donne, di quelle passate e anche di quelle future, curiosando foto ingiallite.<br />
     Dopo tanti mesi vissuti insieme sui monti, era giunta l’ora di ricordare cosa erano stati. Giravano intorno ai rimasugli dei loro ricordi, con precauzione, per non correre il rischio d’inceppare la memoria. Molte cose erano andate diversamente da come avevano desiderato. Troppi i compagni morti o feriti, troppi i paesi aggrediti e avviliti.  Come molti altri, avevano scelto di disobbedire, di opporsi, disertando i bandi d’arruolamento, rifugiandosi in montagna, entrando nello schieramento partigiano, insomma prendendo partito senza reticenze e con molti timori.  La montagna era stata il loro rifugio da un mondo che li voleva perseguitare. Tra scontri armati, marce estenuanti a trasportare munizioni, pentole e vettovaglie per decine di persone, avevano cercato di recuperare la dignità, la loro e quella degli altri e l’affermazione di un bisogno di decenza.<br />
     Decisero di lasciare un segno, una testimonianza di quei momenti, della loro terribile esperienza. Volevano mandar via le nuvole di sangue affondate nella cenere. Percepivano la necessità e l’urgenza di mantenere viva la memoria degli amici perduti in pochi attimi, in insidiosi trabocchetti, nei boschi, su radure innevate, su strade sterrate.<br />
     Finita la cena, Giuseppe per primo tirò fuori dal sacco un lapis, un temperino e un quaderno sgualcito dalla copertina nera. Fatta la punta alla matita, cominciò la sua opera. Il profumo e il tepore della stanza lo accompagnavano. Con delicatezza tracciava dei segni sul foglio bianco. In questi mesi già altre volte Giuseppe aveva realizzato dei disegni, nei momenti di riposo dalle azioni, negli scarsi attimi di pace che gli eventi gli avevano concesso. Amava con brevi cenni disseminare di nuvole e uccelli i suoi fogli, creare radure e piccole boscaglie, innestare con candore e rispetto case e campanili nei paesaggi. Disegni che contenevano tanto spazio, molto di più di quello contenibile nel foglio di carta, attraversando, valicando colline e montagne. Disegni che parlavano di dubbi, di solitudini, di sentimenti e di dolori. Certi alberi stretti al cielo in un idillio. La terra che gridava vendetta per essere stata calpestata. Nuvole bianche attaccate alle montagne. Persone ferite nella loro libertà. Cieli che s’insinuavano nelle brecce delle finestre sotto forma di macchie azzurre. Intere avventure e qualche dispiacere.<br />
     Con il pensiero tornava indietro, incespicando nelle sporgenze delle rocce. Le idee le sputava fuori marciando per la campagna, senza rinunciare ad usare la fantasia e il cuore per entrare nei luoghi e negli eventi che facevano paura.<br />
     Non era il solo a rappresentare questi momenti. Altri tenevano nei portafogli e nelle giberne tracce di questi passaggi, scene vissute sulle colline. Rimestando negli zaini e nelle tasche, spuntavano disegni, schizzi, bozze di storie.  Linee verticali e trasversali di monti, scambi d’idee e di gesti tra uomini e donne che avevano dedicato la loro esistenza per una causa di libertà. Semplici oggetti di vita quotidiana, urlati nelle loro asprezze, nei loro spigoli vivi.<br />
     Proprio perché erano immagini e sensazioni provate da molti, sentiva la necessità di farle conoscere. Giuseppe voleva raccogliere tutte queste esperienze in una mostra collettiva. Un’esposizione d’arte, nonostante gli scarsi mezzi a disposizione e le obiettive difficoltà, per dare fiato alla sincerità e all’intelligenza.<br />
     Decise di radunare tutti questi appunti, reperiti in mesi di lotta, di fatiche e di massacri, anche per dare un senso e uno scopo a quello che avevano compiuto. Non fu difficile trovare l’accordo degli altri compagni. La preoccupazione di tutti era quella di cogliere con rapidità e di fissare sulla carta i fatti accaduti, afferrando l’essenza della violenza, della brutalità, dell’eroismo e della sofferenza. Lo stile spesso spoglio, crudo, essenziale, certamente non prezioso, rendeva le opere degne di essere vissute. Nessun velo di lacrime copriva le loro piccole storie.<br />
     Nel frattempo Giuseppe aveva terminato il suo di disegno, con il quale a suo modo voleva commemorare.<br />
     Lungo la mulattiera alcuni partigiani salivano con fatica verso la cima della collina. A tracolla mitra e fucili da caccia, bandoliere di cartucce, bombe a mano che spuntavano dalle cinture. Un paio d’uomini era attardato per il carico di una pesante mitragliatrice. Un mulo li precedeva brucando tenere foglie di un cespuglio. A qualche metro di distanza un fringuello volava via, disturbato dai loro passi. Ai lati del sentiero campi coltivati, delimitati da muri a secco, le cui pietre fiorivano in una geometria bizzarra. La terra era scura, stirata dai troppi colpi ricevuti. Nessun muscolo svettante da ammirare. Si vedeva solo la rabbia dei partigiani. Su un grosso sasso, adatto a poggiarvi zaini e sacchi, stava seduto uno di loro, asciugandosi il sudore. Con l’immaginazione nel suo disegno, gli uomini non solo si muovevano, odoravano. Le persone emanavano un sentore di campagna, un misto di spighe di grano, di fumo, di stalle e soprattutto di fastidiosa fatica. I partigiani, lungo la strada che lentamente percorrevano, con gli occhi persi tra sassi, erba e polvere, alzando lo sguardo, speravano in futuro di continuare a trovare i medesimi venti.<br />
     Questo almeno Giuseppe vedeva nei suoi personaggi.</p>
<p>     Le immagini degli altri compagni erano più scheletriche ed immediate. Giuseppe le aveva scelte per la loro schiettezza.<br />
     C’era il fugace schizzo di un partigiano accovacciato in mezzo alle rocce. Si nascondeva o forse semplicemente si riposava. Brevi le linee del suo corpo e del suo volto che si confondevano con le pietre e gli arbusti. Un berretto e un passamontagna di lana lo proteggevano dal freddo e dal vento.</p>
<p>     C’era il volto distrutto dalla morte di un altro partigiano caduto in combattimento. La fronte allargata da una cospicua calvizie. Bocca leggermente aperta e illividita, senza un nome da pronunciare. Accanto al corpo pregava l’anziana madre, lo scialle nero sulla testa e una coperta sulle spalle come un sudario. La donna, senza più lacrime, pareva una figura scolpita in un’antica arca mortuaria.</p>
<p>     C’era la raffigurazione di tre partigiani appoggiati ad un muro, ritratti in conversazione tra loro, mitra a tracolla e sigaretta in mano. La potente luce di un giorno d’estate li coglieva diafani in una situazione di riposo. Si scambiavano storie ed opinioni come tra vecchi compagni, sciolti momentaneamente dai loro impegni. L’atmosfera era serena e leggera, senza rumori. Pareva quasi di sentire il respiro uscire dalle loro bocche.</p>
<p>     C’erano i tre prigionieri tedeschi seduti per terra. Nei volti non riuscivano a nascondere la loro sconfitta. Gli sguardi di tutti e tre erano persi nel vuoto, straniti e stanchi, infagottati nelle loro divise sporche ma perfette. Teschi e tibie incrociati sui berretti.</p>
<p>     C’era la rappresentazione del corpo flagellato e contorto di un giovane uomo legato e torturato. Sanguinante, inginocchiato, scalzo, era colto di spalle, per risparmiare alla nostra vista le brutali percosse che sicuramente gli sfiguravano il viso.</p>
<p>     C&#8217;era un gruppo di partigiani prigionieri dei fascisti, che camminava lentamente, lacrimando dalla fatica e dal freddo, i corpi curvati dal peso delle ferite. I partigiani s&#8217;inerpicavano per il viottolo del cimitero sfiorati dal vento.  Una piazzola a ridosso del muro perimetrale del camposanto era cosparsa di fiori secchi. Un cane ammutolito cercava la luce in cielo. Un poco di neve nascondeva i piedi dei prigionieri. Il cielo appariva semplicemente nudo. Era la bolla della morte. Da lì a poco, il loro sguardo, le loro labbra avrebbero evocato le fattezze di bestie terrorizzate quando le pallottole le uccidono.</p>
<p>     C’era il disegno dell’interno di una baita di montagna. Atmosfera semplice, in un ambiente senza mobilia. Al centro dell’unica stanza una stufa con tanto di tubo per lo scarico dei fumi adibito ad asciugare i calzini. Un solo sgabello, occupato da un uomo, che pareva dormire, col cappello in testa. Alcuni partigiani erano in piedi. Altri seduti su un semplice pavimento ad assi di legno, impegnati a sistemarsi scarponi e berretti. Tutti attendevano un piatto di minestra. Poche le armi a disposizione. Fuori dell’uscio sporgeva una casacca scura di un uomo affaccendato nella pulizia di un mitragliatore.</p>
<p>     C’era la descrizione di una fucilazione. Erano due giovani e un’anziana donna, mani alzate in segno di resa, spalle al muro di una casa diroccata. Il plotone di pochi soldati lo comandava un perfetto ufficiale imbustato nel suo cappotto a doppio petto, braccio alzato nella gelida sera.</p>
<p>     C’era il disegno della distruzione totale per rappresaglia di un gruppo di case, frantumate e snervate. Un crocefisso giaceva riverso sulle macerie accanto ad un uomo e a un bambino, abbracciati insieme e trafitti dalla morte. Per loro era rimasta la prossima neve, che li avrebbe coperti senza un nome.</p>
<p>     L’acqua di una brocca trasparente appoggiata sul tavolo rinfrancava gli animi di tutti. Giuseppe e i suoi compagni erano convinti che il paese e la gente avrebbero apprezzato la mostra. La vita era destinata a riprendere.<br />
Nelle viuzze sarebbe ritornata la voglia di girare, a capo scoperto, confusi tra le persone, finalmente liberi. La malattia del silenzio che aveva assalito i sassi, le strade, le persone, si sarebbe finalmente dissolta. La sera tutti sarebbero tornati a uscire, le abitazioni si sarebbero riprese, prendendo nuovo fresco, mentre bimbi a sciami, piccoli e grandi, avrebbero nuovamente corso chiassosi per le piazze, vestiti di niente. Sarebbero ripresi gli scambi di parole libere e cordiali nelle strade di terra e ciottoli, tra le crepe e le macchie degli archi murati, accanto alla torre del campanile finalmente sciolto. Sarebbe ritornata la processione per la festa patronale, il frastuono, il baccano, le allegre bevute, i fuochi artificiali. A piedi nudi la gente avrebbe bevuto la pioggia, l’acqua delle colline, la montagna. L’erba non sarebbe più stata violata da lingue straniere.<br />
     La loro gioventù era felice di questa novità, salutata da un brindisi in vecchie tazze, tra un piatto di polenta e una sigaretta. Dopo tanti mesi che erano stati di follia e di terrore, assaporare una zuppa e un sorso di vino o parlare di donne, erano delle grandi conquiste. La paura sembrava loro quasi una specie di raffreddore da cui erano completamente guariti. Non vedevano l’ora di tornare ad essere curiosi della normalità.<br />
     La ragazza della polenta, con il suo sguardo, confondeva le ombre. La sua bella bocca larga e calda, i suoi occhi grandi ed infantili, punteggiavano l’ambiente di note alte e di risate sincere. La stanza si sarebbe riempita di figure, lo spazio colmato di ricordi, di tratti, d’immagini.<br />
     Il vento aveva chiuso i battenti. La notte si era arresa. Le montagne assistevano impassibili.</p>
<p align="center"> </p>
<p><em>(Racconto secondo classificato al Concorso Nazionale di Narrativa “Ossi di Seppia” indetto dal Comune di Taggia (IM), 1° edizione, giugno 2009, con il titolo “La mostra della memoria”.)</em></p>
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<p align="center"><strong>***</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La caza del Zorro: el Cazador cazado]]></title>
<link>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/18/la-caza-del-zorro-el-cazador-cazado/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 08:50:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>mivipra</dc:creator>
<guid>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/10/18/la-caza-del-zorro-el-cazador-cazado/</guid>
<description><![CDATA[Una nueva aportación de Liria la ilustradora que hiciera la introducción. Zorro, rra 1. m. y f. Nomb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Una nueva aportación de Liria la ilustradora que hiciera la introducción.</strong><br />
Zorro, rra<br />
1.	m. y f. Nombre común de diversas especies de mamíferos carnívoros de menos de 1 m. de longitud incluida la cola, hocico alargado y pelaje color pardo rojizo y muy espeso, especialmente en la cola, de punta blanca.<br />
También se usa el femenino para referirse al animal genérico.<br />
2.Persona astuta, persona fuerte, persona inteligente.<br />
3.m. Piel de este animal, empleada en peletería.<br />
4.f. vulgar. Despectivo: Prostituta. Mujer que acostumbra a mantener relaciones sexuales con hombres diferentes.<br />
5.loc. adv. coloquial. Hecho unos zorros. En muy malas condiciones.<br />
6.loc. adv. coloquial. No tener ni zorra (idea) No saber nada del tema que se trata.<br />
7.Sinónimos: zorra, raposa, vulpeja, alimaña, astuto, ladino, pícaro, sagaz, taimado.<br />
8.Antónimos: ingenuo, cándido, franco.<br />
Diccionario de sinónimos y antónimos © 2005 Espasa-Calpe: </p>
<p><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/caza-del-zorro-1.jpg?w=260" alt="Caza del Zorro 1" title="Caza del Zorro 1" width="260" height="300" class="alignright size-medium wp-image-1795" />Con sus chaquetas rojas, botas y gorras negras, montados a caballo y acompañados por sus perros, los cazadores gozan de este deporte campestre, disfrutado por reyes, príncipes, nobles y buena parte de la clase terrateniente del Británico país. Lo mismo sucedió durante años y años en el territorio puertohurraqueño, tradición que paso hasta el actual Capo, que sigue cazando zorros a la vieja usanza, desafiando la prohibición y las leyes no escritas de la compasión, para con sus colas hacerse una buena estola (que regalará a su señora, en forma de Casa Morisca).<br />
Antaño, los miembros de este exclusivo club de caza se reunían para disfrutar paso a paso del ritual de la partida, desde el encuentro en el bar familiar para tomar el vino que entonará sus almas ladinas, hasta que el sonido de una trompeta imaginaria anunciara el inicio de la cacería. Hoy, el ritual comienza con un rico refrigerio de papillas fritas y gambillas con unas cervecillas (sangría y limonada no, que eso es lo que toma la plebe). Llegado el día los jinetes y sus perros (también conocidos por “los tontos necesarios”), al son de cornetas y con toda la parafernalia de las cacerías tradicionales, recorren las fincas hurraqueñas, en un abierto desafío &#8220;legal&#8221;. La prohibición dejará sin empleo al orondo Grasasol y al Administrador maricón (perdón: de la mariconera). El Juzgado será escenario de la última cacería de zorros con perros, que dejará atrás años de historia y una larga batalla del bien contra el mal (por muy pueril que pueda sonar). A partir del próximo 9 de noviembre cambiarán las tornas, al igual que les pasó a los Hijos de la Gran Bretaña que la ley les prohibió la caza del raposo; el careo con el auditor y el juicio final, acabarán con el clan de Giuseppe y sus zorreros. ¿Significará esto el fin del deporte más antiguo del mundo para este clan? (Utilizamos aquí la palabra &#8220;deporte&#8221;* en su tradicional sentido de &#8220;recreación, pasatiempo, placer, diversión o ejercicio físico, por lo común al aire libre&#8221;, en vez del moderno &#8220;actividad física, ejercida como juego o competición, cuya práctica supone entrenamiento y sujeción a normas&#8221;.*). <img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/caza-del-zorro-2.jpg?w=300" alt="Caza del Zorro 2" title="Caza del Zorro 2" width="300" height="215" class="alignleft size-medium wp-image-1796" />No lo sabemos, pero será una gran victoria para los defensores de los ideales, que veían en esta caza una práctica sanguinaria y brutal, más de tiempos medievales que del siglo XXI. Pese a todo, muchos cazadores están dispuestos a desafiar la legislación y participarán en esta cacería ilegal, con pleno conocimiento de que pueden ser arrestados, pero cómo son órdenes del Sr. D. Capo, no hay tu tía, que diría aquel.<br />
Este asunto tiene muchas más colas que un zorro, en concreto 5, Candelaria y los cuatro Vicentinis. No se trata simplemente de una disputa entre defensores de la tradición y personas que repudian la crueldad de la actuación. También es una cuestión cultural (que a los Vicentinis los educaron en valores como el no trincarás y a los tuyos amaras), una cuestión económica (todos unidos por el parné, por el no te preocupe que para tu chico tengo yo un puesto en la Administración y para el Capo la Casa Morisca, que es una cosa fija), <img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/mozilla1.jpg" alt="Mozilla" title="Mozilla" width="285" height="277" class="alignright size-full wp-image-1802" />una cuestión política (que el Capo de eso sabe un montón, como el camaleón), una cuestión de clases sociales (el gran señor, los males necesarios y nosotros, el resto del planeta, el pueblo llano), un choque entre una forma de vida con amor y honor, y los prejuicios de los trincones trincados (vaya juego de palabras que nos ha resultado).<br />
El antecedente más importante de esta pronta ilegalización, se remonta a la reunión comunitaria donde del pedestal el Capo se cayó, cuando los Vicentinis prohibieron que les tomarán más el pelo y que con la verdad fueran de cara por &#8220;particularmente crueles” las actuaciones que hacía ellos se dirigían y especialmente se materializaban en los feos y pesares ocasionados a Candelaria (algo así como el antiguo deporte de los civilizados ingleses del “bearbaiting” que consistía en lanzar los perros contra osos encadenados, en ese caso sustituido el oso por octogenaria). Hasta entonces, nos encontrábamos con la aristocracia cazadora del Capo Giuseppe, sus lugartenientes y sus tributarios, que por entonces dominaban la política hurraqueña, casi todos con las mismas raíces que los Vicentinis. El Capo creía que esta diversión la tenía merecida y que a nadie explicaciones debía, de los pobres vasallos minaba la integridad moral y estimulaba la inopia total con el halago y el engaño aquí y allá. Por eso promovió la cacería aunque alego que su motivación era el repudio a la crueldad y el bien de la Familia Comunal.<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/zorro-cazando-conejos.jpg?w=300" alt="zorro cazando conejos" title="zorro cazando conejos" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-1798" /><br />
Lo que los demás no sabían es que en esta cacería el zorro no era otro que el Gran Capo, el Histrión, que se creía heredero de los tributos del querido raposo: la astucia, la fuerza y la inteligencia para todos los de su corte engañar y por ese aire a lo “Voltaire”, a lo franchute de su perilla y cara afilada… ¿o quizás tenga más de zorra? Lo digo por lo de hijo de puta…, No lo sabemos, pero lo que nadie había descubierto es que en realidad, el zorro es un criminal endurecido, uno de los animales más desagradables y crueles del inventario. Cuando un zorro entra a un gallinero, destroza todo lo que encuentra, en vez de contentarse con la primera gallina gorda. Así, será astuto cuando quiera obtener un queso, se convertirá en un animal débil si con ello obtiene un beneficio; en definitiva, se adapta a las situaciones según las necesidades del momento para obtener el objetivo conscientemente aunque los medios utilizados no sean demasiado decentes. Pero al mismo tiempo el zorro y su cacería, es una excusa para un ajuste de cuentas y envidias. Lo que el Capo no tuvo en consideración fueron los misterios de la democracia y la inteligencia de los Vicentinis. Los descendientes de aquellos pobres infelices que fueron correteados y abatidos (aunque el tiro de gracia nunca el Capo, ni su padre dio…, para eso los sicarios están), ahora en el poder por esas cosas de la vida y la santa Inquisición de Hacienda y las cuentas mal hechas, se alzarán con la autoridad moral y judicial, y así prohibirán el deporte &#8220;civilizado&#8221; y &#8220;tradicional&#8221; de las antiguas clases dominantes. Cuidado Giuseppe, que te has convertido en el cazador cazado. <img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/matar-por-matar-zorro.jpg?w=300" alt="matar por matar zorro" title="matar por matar zorro" width="300" height="199" class="alignright size-medium wp-image-1799" /><br />
Y para finalizar una bonita fábula le quiero al Capo regalar:<br />
LA ZORRA Y EL GRAJO<br />
Era una zorra (como todas, muy pilla) y un grajo. De manera que se hicieron muy amigos. Y le dice la zorra al grajo: “Ven, que vamos a celebrar una boda”; y lo convidó. Pero le puso comida en un plato de ésos llanos&#8230;, de manera que le grajo estaba allí picoteando nada más&#8230; y la zorra venga a comer con la lengua, y el grajo hacía así con el pico y lo mojaba, pero no sacaba nada.<br />
Y la zorra le dice: “¡Qué! ¿Ha quedado usted satisfecho?”<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/10/zorra-y-las-uvas.jpg?w=300" alt="Zorra y las uvas" title="Zorra y las uvas" width="300" height="250" class="alignleft size-medium wp-image-1800" /><br />
El grajo contestó: “He quedado&#8230; ¡pero tan satisfecho, que voy a reventar! Para el domingo que viene pues, le invito yo a usted”.<br />
Y el domingo la invitó. Y, ahora, le puso la comida en una botella, de manera que el grajo metía el pico y se hartaba, pero la zorra no hacía más que mirar. Y le dice el grajo: “¡Qué! ¿Ha visto usted que donde las dan las toman?”.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ANTICIPAZIONI UOMINI E DONNE – TRONO BLU di Giuseppe e Marco - Puntata del 14 ottobre 2009]]></title>
<link>http://unduetreblog.wordpress.com/2009/10/14/uomini-e-donne-anticipazioni-trono-blu-puntata-del/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 12:04:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>dream866</dc:creator>
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<description><![CDATA[Continuiamo a dare anticipazioni su Uomini e donne. Oggi parliamo del trono blu . Gli spoiler, come ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Continuiamo a dare anticipazioni su Uomini e donne. Oggi parliamo del trono blu . Gli spoiler, come ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Seri dubbi sulle monete egiziane di Giuseppe]]></title>
<link>http://butindaro.wordpress.com/2009/10/12/seri-dubbi-sulle-monete-egiziane-di-giuseppe/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 09:45:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>illuminato</dc:creator>
<guid>http://butindaro.wordpress.com/2009/10/12/seri-dubbi-sulle-monete-egiziane-di-giuseppe/</guid>
<description><![CDATA[Due archeologi evangelici hanno espresso riserve in merito alla notizia del ritrovamento di monete d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Due archeologi evangelici hanno espresso riserve in merito alla notizia del ritrovamento di monete dell’antico Egitto, che recano il nome e l’immagine di Giuseppe, figlio di Giacobbe, tra manufatti non ancora classificati del Museo d’Egitto.</p>
<p>Steven Ortiz, professore associato di archeologia e contesti biblici al Southwestern Baptist Theological Seminary a Fort Worth (Texas), ha dichiarato che gli studiosi dovranno rivedere l’intero rapporto e le immagini dei manufatti per poter dare un giudizio sugli oggetti in questione. Lo studioso pensa che molto probabilmente questi oggetti siano amuleti o articoli di gioielleria. I primi dati diffusi, osserva, tendono a cercare un riferimento in versi del Corano in cui si menzionano monete legate alla figura di Giuseppe, ma non si basano su un’indagine completa dei ritrovamenti.</p>
<p>Il giornale Al Ahram del Cairo è stata la prima fonte a riportare un articolo su questo argomento, e uno successivo è apparso sul Jerusalem Post (25 settembre), che dipende dalla traduzione dell’articolo originale a cura del Middle East Media Research Institute (MEMRI). La ricerca non è apparsa su una rivista accademica. Il JP ha affermato che l’importanza del ritrovamento sta nel fatto che gli archeologi hanno trovato una prova scientifica che smentisce la tesi di alcuni storici secondo i quali le monete non furono usate nell’antico Egitto per il commercio, che invece avveniva tramite baratto.</p>
<p><a href="http://butindaro.wordpress.com/files/2009/10/egypt-coins.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9895" style="margin:5px;" title="egypt-coins" src="http://butindaro.wordpress.com/files/2009/10/egypt-coins.jpg" alt="egypt-coins" width="154" height="190" /></a>Secondo la traduzione del MEMRI, inizialmente si credeva che i manufatti fossero amuleti, ma un esame approfondito ha rivelato che gli oggetti recano l’anno in cui furono coniati insieme al loro valore. Si è appreso ancora che alcune monete sono del periodo del soggiorno di Giuseppe in Egitto e recano il suo nome e la sua effige.</p>
<p>La scoperta ha spinto i ricercatori a leggere i versi coranici che parlano di monete usate nell’antico Egitto. Robert Griffin, studioso di storia egiziana antica dell’Università di Memphis, ha riferito che non ha potuto offrire una valutazione senza vedere i manufatti o consultare le relazioni dei ricercatori. Perciò non è stato favorevole alla divulgazione della scoperta. Griffin ha dichiarato che la sua posizione è scettica, perché l’”interpretazione” di quegli oggetti come monete è molto soggettiva.</p>
<p>Nell’articolo di Al Ahram si legge che le monete provengono da diversi periodi e tra di esse ci sono monete che recano diversi segni che si fanno risalire al tempo di Giuseppe. Tra queste ce n’è una che ha un’iscrizione e un’immagine di una mucca, che ricorda il sogno del faraone delle sette mucche grasse e delle sette magre.</p>
<p>Una delle più popolari divinità nell’Egitto mitologico, ha osservato Griffin, era Hathor, rappresentata da una mucca o da una donna che indossa una corona con le corna. Lo studioso sostiene che Hator era ben conosciuta nell’ultima parte del Regno Medio e del Secondo Periodo Intermedio (circa 1800-1600 a.C.), epoca che corrisponde a quella della permanenza di Giuseppe.</p>
<p>Il quotidiano Al Ahram ha riferito che il nome di Giuseppe appare due volte su questa particolare moneta. Vi appaiono scritti in caratteri geroglifici sia il nome originale, Giuseppe, sia quello egiziano, Saba Sabani, che gli fu dato dal faraone quando divenne tesoriere del regno.</p>
<p>Per Griffin sarebbe interessante poter prendere visione in prima persona dell’iscrizione (leggenda ndr.) della moneta che gli studiosi pretendono siano i nomi (ebraico ed egizio ndr.) di Giuseppe. La translitterazione offerta in inglese del “nome egiziano” di Giuseppe è vicina nella forma ma non esattamente come sarebbe dovuta essere translitterata dal testo ebraico.</p>
<p>Tenendo conto di quanto si conosce fino a questo punto, Griffin dice che avrebbe avuto più di qualche perplessità nel sostenere che i suddetti manufatti costituiscono una prova inequivocabile della presenza di Giuseppe in Egitto.</p>
<p>Adattamento: R.P.<br />
Fonte: <a href="http://www.custodia.org//spip.php?article6578">SBF Taccuino</a> / <a href="http://www.sbcbaptistpress.org/BPnews.asp?ID=31388">Baptist Press</a> ( 5 ottobre 2009 )</p>
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<title><![CDATA[Restaurante Giuseppe - $$$$$]]></title>
<link>http://carocodeazeitona.wordpress.com/2009/10/07/restaurante-giuseppe/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 23:11:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>dudaitajahy</dc:creator>
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<description><![CDATA[Para comemorar a inauguração do blog decidimos juntar um pouquinho mais de dinheiro e conhecer o Res]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-19" title="Giuseppe-Centro" src="http://carocodeazeitona.wordpress.com/files/2009/10/giuseppe-centro2.jpg" alt="Giuseppe-Centro" width="477" height="300" /></p>
<p>Para comemorar a inauguração do blog decidimos juntar um pouquinho mais de dinheiro e conhecer o <a title="Restaurante Giuseppe" href="http://centro.restaurantegiuseppe.com.br/" target="_blank">Restaurante Giuseppe</a> do centro.</p>
<p>Passando pela rua, já dá para ver que não é uma refeição barata como a que estamos acostumados a comer todo dia com o nosso TR. Mas, em ocasiões especiais e reuniões importantes, vale bastante a pena degustar as opções do cardápio da casa.</p>
<p>O Giuseppe tem um clima super reservado e o atendimento foi super discreto. Com chão acarpetado [D: Parecia que eu estava pisando num carpete revestido de marshmallow] e decoração clássica, sentamos e  de primeira pedimos um antipasto e duas limonadas suíças. As pastinhas e os pães estavam deliciosos e vale destacar as conservas de abobrinha com pimentões e a de berigela. [D: "De todas as opções não gostei muito do "creme de queijo", pois  me deixou na dúvida se era catupiry, requeijão vagabundo ou manteiga clarificada com creme de leite"] [ L:"Eu acho que era manteiga clarificada!]. Fora isso tudo estava ótimo. Após um bom papo, uma taça de tinto Chianti Rocca delle Macie 04 [D:"Encorpado, forte e marcante. Vinho do bom!"] e outra de branco italiano [L:"Leve, suave e na medida certa para um almoço de um dia de trabalho"] foram os preparativos para os pratos principais.</p>
<p>Mesmo não sendo fã de massas, abro excessões para ocasiões como essas, pois &#8220;estando em Roma, coma-se massa&#8221;. Sem pestanejar pedi Penne alla Campagnola, composto por penne com molho de berinjelas, brócolis, abobrinhas, tomates frescos, cebola, cenoura e pimentão. [D:"Tudo encaixou bem. O penne estava al dente, o molho equilibrado com os legumes e do jeito que eu gosto uma massa beeeeeem molhadinha!]. O Lucas já preferiu cair dentro de um Filetto al Pepe Verde onde se via dois medalhões de filé mignon grelhados com molho de pimenta verde, acompanhado de arroz de brócolis. [L:"A carne estava bem preparada, ao ponto, exatamente como ele pediu. Diferentemente de outros restaurantes onde a gente pde ao ponto e ela vem crua!"]</p>
<p>Fica a dica para aqueles que não se incomodam de abrir um pouco mais a carteira para ter um almoço especial.</p>
<p><strong>Restaurante  Giuseppe</strong><br />
Rua Sete de Setembro, 65 &#8211;  Centro/RJ<br />
Reservas &#8211;  (21) 3575-7474<br />
Site: <a title="Restaurante Giuseppe" href="http://centro.restaurantegiuseppe.com.br/" target="_self">http://centro.restaurantegiuseppe.com.br/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Capaccio: si schianta contro un albero, muore un giovane]]></title>
<link>http://agropolilive.com/2009/11/03/capaccio-si-schianta-contro-un-albero-muore-un-giovane/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 09:03:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>feliciano1979</dc:creator>
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<description><![CDATA[Doveva rientrare a casa a Roccadaspide da Agropoli, dove lavora in farmacia. Quando i familiari hann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Doveva rientrare a casa a Roccadaspide da Agropoli, dove lavora in farmacia. Quando i familiari hanno visto che tardava e non rispondeva al cellulare hanno iniziato subito a cercarlo, allertando anche i carabinieri. Purtroppo i loro timori si sono trasformati in certezza quando nella tarda serata l&#8217;auto del giovane, una Toyota Yaris, è stata ritrovata in un canale in via Gaiarda. Per il giovane, Giuseppe I., non c&#8217;era più nulla da fare. Forse a causare l&#8217;incidente è stata la pioggia che proprio nel tardo pomeriggio di ieri ha inziato a cadere copiosa sulla piana del Sele.</p>
</div>]]></content:encoded>
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