<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>giustificazione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/giustificazione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "giustificazione"</description>
	<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 23:55:57 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Rispetto per i vivi]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/06/rispetto-per-i-vivi/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 11:46:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
<guid>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/06/rispetto-per-i-vivi/</guid>
<description><![CDATA[I familiari di una docente atea, deceduta presso una struttura sanitaria padovana, «hanno protestato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[I familiari di una docente atea, deceduta presso una struttura sanitaria padovana, «hanno protestato]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GIOVANI E CULTURA - UN LIBRO DAL SERVIZIO NAZIONALE DELLA PASTORALE GIOVANILE ALLA FINE DEL TRIENNIO]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/10/22/giovani-e-cultura-un-libro-dal-servizio-nazionale-della-pastorale-giovanile-alla-fine-del-triennio/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 14:19:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
<guid>http://papaboys.wordpress.com/2009/10/22/giovani-e-cultura-un-libro-dal-servizio-nazionale-della-pastorale-giovanile-alla-fine-del-triennio/</guid>
<description><![CDATA[GIOVANI E CULTURA &#8211; Dopo il triennio dell&#8217;Agorà dei Giovani, il cui ultimo periodo era i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[GIOVANI E CULTURA &#8211; Dopo il triennio dell&#8217;Agorà dei Giovani, il cui ultimo periodo era i]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Relazioni pericolose]]></title>
<link>http://stressami.wordpress.com/2009/10/20/relazioni-pericolose/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 06:00:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>stressami</dc:creator>
<guid>http://stressami.wordpress.com/2009/10/20/relazioni-pericolose/</guid>
<description><![CDATA[Esistono soggetti in grado di sedurre, ammaliare le loro prede per poi utilizzarle per i loro intere]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-full wp-image-644" title="relazioni pericolose" src="http://stressami.wordpress.com/files/2009/10/relazioni-pericolose.jpg" alt="relazioni pericolose" width="71" height="100" />Esistono soggetti in grado di sedurre, ammaliare le loro prede per poi utilizzarle per i loro interessi, trascinandole inconsapevolmente in <strong>relazioni pericolose</strong>.</p>
<p>La cosa fondamentla è riuscire a riconoscere le relazioni pericolose prima ancora di lasciarsene coinvolgere, perchè è difficile uscirne indenni.</p>
<p>La <strong>vittima potenziale</strong> è un persona che in base ai <strong>fantasmi del proprio passato </strong>fanno tutto il contrario di quello che hanno fatto i loro genitori, scegliendo partner impossibili, per sfuggire ai compromessi e per fermarsi quando si dovrebbe fuggire.</p>
<p>Queste sono le persone che maggiormente subiscono <strong>abusi pscicologici</strong>, e che si convincono di dovere stare solo con una persona che rispecchi il proprio<strong> ideale</strong> cadendo però spesso nella trappola dell&#8217;ammaliatore che le farà creder di essere il suo ideale.</p>
<p>Le persone coinvolte in questi meccanismi spesso tendono a <strong>negare la realtà</strong>, attraverso:</p>
<ul>
<li>la <strong>minimizzazione:</strong> il manipolatore convince la vittima che lui non fa nulla di grave e che lei non deve accusarlo, finendo così col dargli ragione;</li>
<li>la <strong>razionalizzazione</strong>: la vittima permette all&#8217;ammaliatrore di mentire a se stesso;</li>
<li>la <strong>giustificazione</strong>: il manipolatore spiega alla vittima che il suo comportamento è stato provacato da lei; </li>
</ul>
<p>Alla base di tutto questo<strong> processo</strong> ci sono delle <strong>insicurezze affettive</strong> gravi da parte della vittima e non solo, che vanno chiarite prima di intraprendere un qualunque tipo di relazione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Giustificazione per Sola Fede]]></title>
<link>http://ideeriformate.wordpress.com/2009/10/10/la-giustificazione-per-sola-fede/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 21:57:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>calvinus86</dc:creator>
<guid>http://ideeriformate.wordpress.com/2009/10/10/la-giustificazione-per-sola-fede/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Nel frattempo, in quello stesso anno, 1519, avevo cominciato ad interpretare nuovamente i Sal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">&#8220;Nel frattempo, in quello stesso anno, 1519, avevo cominciato ad interpretare nuovamente i Salmi. Mi sentivo più sicuro avendo più esperienza, dal momento che nei corsi universitari avevo avuto a che fare con la Lettera di san Paolo ai Romani, ai Galati e la Lettera agli Ebrei. Avevo sviluppato un desiderio ardente di comprendere cosa Paolo intendesse nella sua lettera ai Romani, ma fino ad allora si era interposto nel mio cammino, non il freddo sangue intorno al mio cuore, ma quell’unica parola che è nel capitolo uno: &#8220;La giustizia di Dio è rivelata in esso.&#8221; Odiavo quella frase, &#8220;giustizia di Dio&#8221; che, secondo l&#8217;uso e il costume di tutti i miei professori, mi era stato insegnato ad intendere filosoficamente come un riferimento alla giustizia formale, o attiva, come la chiamano, cioè quella giustizia con cui Dio è giusto e con cui punisce i peccatori e gli ingiusti.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Ma io, da quel monaco innocente che ero, sentivo di essere davanti a Dio un peccatore con una coscienza estremamente turbata. Non riuscivo ad essere certo che Dio fosse placato dalla mia soddisfazione. Non amavo, no, piuttosto odiavo quel giusto Dio che punisce i peccatori. In silenzio, anche se non ero blasfemo, certamente mormoravo con veemenza e divenni in collera con Dio. Dicevo, &#8220;Non è abbastanza che noi miserabili peccatori, persi per l&#8217;eternità a causa del peccato originale, siamo oppressi da ogni genere di calamità attraverso i Dieci Comandamenti? Perché Dio accumula dolore su dolore attraverso il Vangelo e attraverso il Vangelo ci minaccia con la sua giustizia e la sua ira?&#8221; In questo modo io protestavo rabbiosamente con una coscienza selvaggia e turbata. Interrogavo costantemente san Paolo su quel passo in Romani 1 e desideravo ardentemente sapere cosa intendesse.</p>
<p style="text-align:justify;">Meditavo giorno e notte su quelle parole finché alla fine, per la grazia di Dio, feci attenzione al loro contesto: &#8220;La giustizia di Dio è rivelata in esso, perché è scritto: ‘La persona giusta vive per fede’.&#8221; Cominciai a comprendere che in quel verso la giustizia di Dio è quella grazie alla quale la persona giusta vive per un dono di Dio, che è la fede. Cominciai a comprendere che quel verso significa che la giustizia di Dio è rivelata attraverso il Vangelo, ma è una giustizia passiva, cioè quella attraverso cui Dio ci giustifica per fede, perché è scritto: &#8220;La persona giusta vive per fede.&#8221; Improvvisamente sentii che ero nato di nuovo ed entrato nel paradiso stesso per un cancello aperto. Immediatamente vidi l&#8217;intera Scrittura in una luce differente. Tornavo per le Scritture a memoria e trovavo altri termini che avevano significati analoghi, ad esempio l’opera di Dio</p>
<p style="text-align:justify;">Esaltavo queste dolcissime parole, &#8220;la giustizia di Dio,&#8221; con tanto amore quanto era stato l&#8217;odio con cui l&#8217;avevo odiata precedentemente. Questa frase di Paolo è stata per me il cancello stesso del paradiso. Dopo lessi &#8220;Spirito e Lettera&#8221; di sant&#8217;Agostino, nel quale trovai quello che io non avevo osato sperare. Scoprii che anch&#8217;egli aveva interpretato &#8220;la giustizia di Dio&#8221; in modo simile, ossia, come quella con cui Dio ci riveste quando ci giustifica. Nonostante Agostino l&#8217;avesse espresso in modo imperfetto e non spiegasse nel dettaglio come Dio ci imputa la giustizia, tuttavia mi fece piacere che insegnasse la giustizia di Dio attraverso cui noi siamo giustificati.&#8221;</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><em><span style="font-family:BakerSignet BT;"><em>Martin Lutero</em></span></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sandro Gozi giustifica l'assenza]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/10/05/sandro-gozi-giustifica-lassenza/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 22:18:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/10/05/sandro-gozi-giustifica-lassenza/</guid>
<description><![CDATA[A proposito delle assenze registrate tra i banchi del PD in questi giorni in occasione del voto del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify"><span style="font-family:Arial;font-size:small;">A proposito delle assenze  registrate tra i banchi del PD in questi giorni in occasione del voto  del provvedimento cosiddeetto “scudo fiscale”, vorrei fare qualche  precisazione.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Ci sono stati due momenti:  uno iniziale, con varie votazioni sulle pregiudiziali di costituzionalità,  martedì pomeriggio, 30 settembre; un altro, decisivo, venerdì 2 ottobre,  di mattina, su tutti i nostri ordini degl giorno e sul voto finale sull&#8217;intero  provvedimento (venerdì quindi era il momento più importante).</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Io non ho potuto partecipare  alle prime votazioni di martedì pomeriggio, mentre ho partecipato  alle restanti votazioni di martedì, ho fatto ostruzionismo passando  ore e ore in aula da martedì a venerdì, ho presentato il mio  ordine del giorno e ho partecipato a tutti i voti di venerdì.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Sarei stato in Aula anche  per i primi voti di martedì, se il treno che mi doveva riportare a  Roma fosse stato in orario. Non è vero, quindi, che non ero a  Roma martedì 30 settembre, nè che non ero in aula. E’ vero che ero  impegnato in un appuntamento congressuale la sera prima, ma è altrettanto  vero che la mia agenda era organizzata in modo tale da consentirmi di  arrivare per tempo alle votazioni se non avessi avuto questo contrattempo.  Mi è dispiaciuto molto, perchè considero imprescindibile la presenza  in aula e non ho certo aspettato articoli nei giornali o messaggi sulla  rete per dare pubblicamente conto di quanto mi era successo. L&#8217;ho fatto  subito, su facebook, senza invocare giustificazioni ma dando conto,  in piena trasparenza, di quanto mi era successo. Rendere conto, infatti,  di quanto faccio da quando sono entrato in politica &#8211; 3 anni fa &#8211; è  stata sempre la mia priorità. Peraltro, ho un tasso di presenza tra  i più alti, dell&#8217;84,4%. Ciò significa che i pochissimi voti che ho  saltato sono dovuti al fatto che stavo magari discutendo la linea da  tenere in successive importanti votazioni o stavo negoziando con altri  gruppi (come normalmente si fa sempre nelle attività parlamentari)  o magari ero uscito per, diciamo così, attività &#8220;non delegabili&#8221;.<!--more--></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Arial;font-size:small;">E&#8217; troppo facile per  tutti coloro che non aspettano altro che gettare fango sul PD e sulla  politica strumentalizzare questi episodi.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Arial;font-size:small;">A parte il ritardo di  martedì, dunque, ho partecipato pienamente all&#8217;ostruzionismo deciso  dal mio gruppo rinunciando, per poter assicurare la mia partecipazionne  al dibattito e all&#8217;ostruzionismo in aula, alla presenza ad una importante  trasmissione RAI e rinviando degli appuntamenti politici. Tutto normale,  perchè dobbiamo continuare a spingere contro un monolite berlusconiano  che non è più tale, che comincia a mostrare le prime crepe ma che  non si combatte col facile populismo e facendoci la guerra tra diverse  forze di opposizione..D&#8217;altra parte, anch&#8217;io ritengo che le assenze  ripetute, non giustificate nè spiegate, che portano dei deputati ad  avere addirittura un tesso di presenza bassissimo o a non essere praticamente  mai in aula &#8211; sono casi molto rari ma esistono in tutti i gruppi, nessuno  escluso &#8211; vadano sanzionate e sono quindi d&#8217;accordo con la linea annuniciata  dal presidente del nostro grupo alla Camera, Antonello Soro.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Sempre per onestà  intellettuale tengo a precisare alcune cose sulla vita parlamentare  che i giornalisti, spesso all&#8217;inseguimento dello scoop o del titolone  non raccontano. In casi come quello del provvedimento all&#8217;esame i giorni  scorsi alla Camera, numeri a parte (siamo ahimè veramente minoranza  all&#8217;interno del parlamento 270 deputati PDL + 60 della Lega contro 216  deputati del PD) vi sono infatti alcuni “trucchetti” che si adottano,  quando i numeri lo consentono, per evitare di “andare sotto” nei  voti. Uno è la fuoriuscita in massa dall&#8217;aula facendo cadere il numero  legale e rinviano cosi la votazione giusto il tempo necessario per chiamare  a raccolta i vari ministri e sottosegretari, spesso assenti in aula  al momento del voto ma in numero tale da risollevare la maggioranza.  E&#8217; quello che ha fatto la maggioranza durante tutte queste votazioni,  e solo per una nostra &#8211; del PD &#8211; mossa siamo riusciti a far passare  un ordine del giorno(alcuni dei nostri deputati non avevano appositamente  votato un ordine del giorno precedente per far credere alla maggioranza  che eravamo in minoranza; sioamop così riusciti a metterla &#8220;sotto&#8221;  nel voto successivo, senza dare loro il tempo di chiamare i loro &#8220;rinforzi&#8221;).  Un altro espediente è quello di allungare in modo spropositato i tempi  del dibattito parlamentare facendo intervenire ogni deputato della maggioranza  a titolo personale, un minuto a testa&#8230;prendendo così tutto il tempo  necessario, anche più di due ore, per richiamare i loro assenti.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Insomma, mi piacerebbe  che anche su questi episodi si informasse veramente i nostri cittadini  su come si svolge la vita parlamentare, anzichè limitarsi a raccontare  solo un aspetto e non &#8220;l&#8217;intera storia&#8221;. Oggi, sabato, vedo  che le polemiche rivampano per le assenze di PD, IDV e UDC di ieri.  Io c&#8217;ero, ma non cambia nulla e anche ieri la maggioranza avrebbe adottato  questi stratagemmi. Una sola cosa è infatti certa nel parlamento italiano:  è impossibile conoscere esattamente l&#8217;ora delle votazioni e spesso  in aula passano le ore in attesa di un voto. Concludo ribadendo la piena  trasparenza delle mie attività parlamentari e politiche, molto intense,  e lasciando a tutti coloro che le seguono la facoltà di giudicarmi  alla fine della legislatura. Io continuerò a impegnarmi come e ancora  più di prima, perchè credo che ora sia possibile veramente un&#8217;alternativa  al disastro autoritario di Berlusconi &#38; co.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rave party e danza della sordità ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/09/12/rave-party-e-danza-della-sordita/</link>
<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 01:46:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/09/12/rave-party-e-danza-della-sordita/</guid>
<description><![CDATA[Da più  parti si vuole insinuare un dubbio: i giovani sono vuoti a perdere, inutile prendersela con ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Da più  parti si vuole insinuare un dubbio: i giovani sono vuoti a perdere, inutile prendersela con ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[556]]></title>
<link>http://pensiericollaterali.wordpress.com/2009/08/25/556/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 18:34:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>vindab</dc:creator>
<guid>http://pensiericollaterali.wordpress.com/2009/08/25/556/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;immobilità non ha più alcuna giustificazione morale.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>L&#8217;immobilità non ha più alcuna giustificazione morale.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quel gran genio di Calvino]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/07/03/quel-gran-genio-di-calvino/</link>
<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 10:41:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
<guid>http://biblicamente.wordpress.com/2009/07/03/quel-gran-genio-di-calvino/</guid>
<description><![CDATA[Regalo di compleanno per Calvino: il Vaticano si unisce indirettamente ai festeggiamenti per i suoi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Regalo di compleanno per Calvino: il Vaticano si unisce indirettamente ai festeggiamenti per i suoi ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Consigli per la crescita]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/06/23/consigli-per-la-crescita/</link>
<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 10:44:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
<guid>http://biblicamente.wordpress.com/2009/06/23/consigli-per-la-crescita/</guid>
<description><![CDATA[Se la manualistica educativa ha ampi riscontri di vendite e i decaloghi mantengono il loro fascino d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Se la manualistica educativa ha ampi riscontri di vendite e i decaloghi mantengono il loro fascino d]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Questione di stile]]></title>
<link>http://terradiconfine.wordpress.com/2009/06/20/questione-di-stile/</link>
<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 19:32:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>terradiconfine</dc:creator>
<guid>http://terradiconfine.wordpress.com/2009/06/20/questione-di-stile/</guid>
<description><![CDATA[Al presidente USA Barack Obama non mancano le idee. Non mancano i consensi. In particolare, non manc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Al presidente USA Barack Obama non mancano le idee. Non mancano i consensi. In particolare, non manca lo stile.<br />
Nell&#8217;ultima settimana l&#8217;ha dimostrato alle persone&#8230;</p>
<p><a href="http://www.rainews24.rai.it/it/video.php?id=13787"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2142" title="01" src="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2009/06/01.jpg?w=300" alt="01" width="393" height="292" /></a></p>
<p>&#8230; agli animali&#8230;</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/zYwC-_zMhag&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/zYwC-_zMhag&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<em>(sembra che il partito degli insetti si sia dissociato da questo gesto)</em></p>
<p>&#8230; e dopo aver assicurato ancora lucentezza alla propria immagine con queste risolute improvvisazioni, è del tutto naturale che la maggioranza degli satunitensi sia entusiasta di tanto savoir faire. Lo testimonia l&#8217;ottimistica parodia sulle capacità del capo di Stato americano presentata ieri durante l&#8217;annuale cena dell&#8217;Associazione dei corrispondenti radio e televisivi che si è svolta al Convention Center a Washington D.C.. Il magistrale corto animato, intitolato &#8220;He&#8217;s Barack Obama&#8221; è stato prodotto dalla <a href="http://sendables.jibjab.com/">Jib  Jab Media</a>:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/BRfs4qMQpCw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/BRfs4qMQpCw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span>
</p>
<p style="text-align:right;">NoComment!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Motivi presidenziali]]></title>
<link>http://weaktie.net/2009/06/12/motivi-presidenziali/</link>
<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 15:33:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
<guid>http://weaktie.net/2009/06/12/motivi-presidenziali/</guid>
<description><![CDATA[Obama ha fatto la giustificazione a una bambina che non era andata a scuola, per andare ad ascoltarl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Obama ha fatto la giustificazione a una bambina che non era andata a scuola, per andare ad ascoltarlo col padre.</p>
<p><a href="http://voices.washingtonpost.com/44/2009/06/11/obama_writes_fourth_grader_a_m.html?hpid=artslot">Obama Writes Fourth Grader a Memorable Absence Note &#124; 44 &#124; washingtonpost.com</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una presenza eterea]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/06/04/una-presenza-eterea/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 16:02:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
<guid>http://biblicamente.wordpress.com/2009/06/04/una-presenza-eterea/</guid>
<description><![CDATA[«Non credo che accettino di vendere Kakà perché devono fare cassa, ma perché quando un giocatore chi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[«Non credo che accettino di vendere Kakà perché devono fare cassa, ma perché quando un giocatore chi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libertà, Differenza, Combustione (seconda parte)]]></title>
<link>http://amalapena.wordpress.com/2009/04/10/liberta-differenza-combustione-seconda-parte/</link>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 11:35:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>amalapena</dc:creator>
<guid>http://amalapena.wordpress.com/2009/04/10/liberta-differenza-combustione-seconda-parte/</guid>
<description><![CDATA[Ma il fuoco non viene nemmeno solamente dal vuoto. Viene anche dal combustibile, dalla materia piena]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ma il fuoco non viene nemmeno solamente dal vuoto. Viene anche dal combustibile, dalla materia piena. Il fuoco è mistero, il fuoco scaturisce. Il fuoco è così efficace come metafora del vivente perchè è movimento, ed è il prodursi dell&#8217;energia; l&#8217;energia, anche nelle cellule, si produce col bruciare la materia. La scintilla è sempre scoppio. Se pensiamo che la scienza ci dice che il nostro universo è nato da uno scoppio, il fuoco diventa una metafora cosmica. Gli esseri viventi sono esseri portatori del fuoco, che custodiscono il fuoco dentro di loro grazie alla loro natura cava.<br />
Questo bruciare ciò che arriva da fuori è trasformare il dato, morto e necessario, in energia, quindi in potenzialità, in libertà.<br />
L&#8217;energia che è prodotta dalla combustione è libertà solo se c&#8217;è un soggetto cavo che la custodisce, se cioè c&#8217;è qualcosa che sa e può usarla. L&#8217;energia è solo la materia della libertà. Quindi l&#8217;organismo vitale è un trasformatore che prende il morto, il necessario, ciò che è pieno, costretto e lo scompone; da questa scomposizione ricava libertà, energia, potenza.<br />
Il vivente è una forza che trasforma la necessità in libertà, mediante la combustione. Ecco perchè i termini linguistici associano spesso la combustione con la liberazione (catarsi, purificazione-da pùr, fuoco). Ora, la combustione interna del vivente cos&#8217;è se non un negare interno ad un identità esteriore che si mantiene?<br />
Nel dividere la materia si libera l&#8217;energia: in questo c&#8217;è tutto (scissione dell&#8217;atomo). Ecco che non c&#8217;è libertà senza forza, e non c&#8217;è forza senza libertà. Nel senso che la forza, l&#8217;energia, nasce da una liberazione, una scissione di ciò che era identico, da una creazione di un intervallo: dalla creazione di una differenza. Ma anche la libertà non è reale senza la forza, cioè senza la possibilità, senza la materia necessaria ad esercitare la libertà. Insomma, la differenza è la mera esistenza della possibilità, ed è quindi l&#8217;aspetto formale della libertà. Mentre invece la forza è la &#8220;possibilità di cogliere la possibilità&#8221;, l&#8217;aspetto materiale della libertà, che altrimenti sarebbe mero arbitrio. Lo stesso discorso per la definizione di movimento: nella nozione di movimento sono tutt&#8217;uno il vuoto, lo spazio necessario al movimento, e la forza che mi permette di spostarmi. Dire movimento implica l&#8217;esistenza di uno spazio e di una forza.<br />
Tornando al piano della distinzione mondo dell&#8217;essere/mondo del fare, vediamo che quando si produce la differenza del mondo del fare, ne consegue la sua libertà; ma con questo si libera anche il mondo dell&#8217;essere. Il fatto è che con la differenza si è creato un intervallo, cioè uno spazio entro il quale ci si può muovere. Io sono libero perchè dico: &#8220;Io non sono ciò che sto facendo&#8221;; c&#8217;è un intervallo fra ciò che faccio e ciò che sono. E&#8217; precisamente questo divario (che è un divario nell&#8217;unità, perchè sono io che faccio e io che sono) lo spazio che utilizza il movimento ironico.<br />
Questo è dato dal fatto che quando io faccio, comunque continuo ad essere. Grazie al fatto che in quel momento io sono anche quello che non sono, nel senso che sono anche quello che non sto facendo, l&#8217;esistenza di questo divario mi permette di essere libero, cioè di liberarmi dall&#8217;essere identico al mio essere; e liberarsi dall&#8217;identità vuol dire creare una differenza.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[Audio Streaming] La giustificazione]]></title>
<link>http://butindaro.wordpress.com/2009/04/07/audio-streaming-la-giustificazione/</link>
<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 05:48:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>illuminato</dc:creator>
<guid>http://butindaro.wordpress.com/2009/04/07/audio-streaming-la-giustificazione/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; stato messo on line il file audio dell’insegnamento di Giacinto Butindaro dal titolo “La gi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">E&#8217; stato messo on line il file audio dell’insegnamento di Giacinto Butindaro dal titolo “<strong>La giustificazione</strong>” trasmesso in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 107 MB (128 Kbps), 20 MB (24 Kbps). L&#8217;audio dura circa 114 minuti. L&#8217;archivio delle registrazioni è alla seguente <a href="http://www.diretta.lanuovavia.org/archivio-registrazioni-06.html">pagina</a>. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.</p>
<p><span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fwww.diretta.lanuovavia.org%2Fi-06-giustificazione.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fbutindaro.wordpress.com%2F2009%2F04%2F07%2Faudio-streaming-la-giustificazione%2F&#38;linkname=%5BAudio%20Streaming%5D%20La%20giustificazione"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ermeneutica e erotismo]]></title>
<link>http://amalapena.wordpress.com/2009/04/01/ermeneutica-e-erotismo/</link>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 13:22:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>amalapena</dc:creator>
<guid>http://amalapena.wordpress.com/2009/04/01/ermeneutica-e-erotismo/</guid>
<description><![CDATA[Quando io provo desiderio, la cosa si libera dal resto (da quello che si configura come resto solo t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Quando io provo desiderio, la cosa si libera dal resto (da quello che si configura come resto solo tramite l’emancipazione della cosa). Questa percezione dello svincolarsi della cosa dal resto rompe il mio equilibrio percettivo, e mi crea un impulso a ristabilirlo, quindi a ricacciare quella cosa nella schiavitù dello sfondo. La voglio consumare perché è un mistero; la sua libertà, l’atto con cui si è emancipata dall’anonimato dello sfondo, mi getta nell’angoscia dolce, erotica della libertà.<br />
Quando una cosa si libera dal resto è come se si svestisse: la cosa astratta, liberata è la cosa nuda, spogliata dal resto. È come nella scollatura: per suscitare desiderio, curiosità, la cosa deve essere nel mezzo, deve essere un po’ vestita (dello sfondo) e un po’ libera, nuda. </p>
<p>Il fatto stesso che la verità si dia in modo ermeneutico, cioè inesauribilmente, implica che si conceda sempre negandosi, non concedendosi mai definitivamente: ecco che si ha nei confronti della verità un desiderio erotico. Tutto il discorso esistenzialista dell’essere che non si dà, che non si oggettiva completamente, però parzialmente sì…è un discorso erotico.&#160; </p>
<p>Il desiderio è pensare liberamente a una cosa (fede, fine a se stesso). Infatti è un prenderla come fine; fine—limite. Il desiderio è la profondità del mondo che si curva, che si piega su una cosa singola. Questa cosa singola si pone come da dispiegare, e si pone come punto di fuga della realtà. </p>
<p>Giustificarsi, necessitarsi sono una forma di sparizione. Di identità, di metamorfosi nell’altro. Non si vede la differenza, quindi non c’è libertà.</p>
<p>Differenziarsi è liberarsi: “lui può, è diverso”. La differenza è la licenza ironica, di poter fare senza essere.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libertà, differenza, combustione]]></title>
<link>http://amalapena.wordpress.com/2009/04/01/liberta-differenza-combustione/</link>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 12:43:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>amalapena</dc:creator>
<guid>http://amalapena.wordpress.com/2009/04/01/liberta-differenza-combustione/</guid>
<description><![CDATA[La volontà di giustificazione è anche l’istinto totalizzante del pensiero umano (eguaglianza, contra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La volontà di giustificazione è anche l’istinto totalizzante del pensiero umano (eguaglianza, contrappeso). L’ingiustificato è parziale, è squilibrato, sbilanciato, ed è come se rimanesse a metà; l’ingiustificato può infatti essere inteso anche come resto, come di più o come di meno. Il giustificato è sempre 0.<br />
Ogni cosa, nel suo apparire, provoca uno squilibrio. È lo stesso presentarsi della cosa, il suo liberarsi dallo sfondo, dalla catena uniforme di fenomeni, che fa tutt’uno con la mia astrazione. Non ha molto senso chiedersi se sono io a liberare la cosa con il mio astrarre o la cosa si libera da sé nella sua configurazione: il fatto è che questa cosa avviene, succede, e lo esprimo in termini impersonali perché anche nel caso che fossi io a liberare la cosa non lo farei in modo conscio; il desiderio di una cosa mi viene, sicuramente non dalla mia volontà; al massimo avviene a causa mia ma nel senso di a causa del mio inconscio.<br />
La cosa, in questo suo presentarsi, si astrae e si libera (per approfondire il discorso del darsi/liberarsi della cosa, continuare quello sulla facciata) dal contesto-sfondo-concreto, dall’essere-assieme-con, dal confondersi. Liberandosi, mi colpisce, perché si libera solo in quanto io le do spazio, in quanto io sono un vuoto che la accoglie (due mondi: fuori e dentro); la cosa trova spazio, via di fuga in me, e attraverso questo fuggire in me si libera dal pieno-costretto che la incatenava immobile allo sfondo. L’uomo si abitua gradualmente a non considerare le continue astrazioni che lo bombardano, specialmente nel mondo moderno (il troppo pieno di stimoli come una delle cause del risparmiarsi patologico).<br />
Nel loro offrirsi le cose sono squilibrate, ingiustificate, astratte, sospese e quindi irrisolte, insolute. Il quotidiano, il normale è lo stesso sfondo, l’anonimo-uniforme, l’indifferenziato (punto da chiarificare). Ora, da questo sfondo si astraggono, si liberano delle cose (generalmente ciò che si libera è ciò che io desidero, ciò che mi eccita, che stimola la mia curiosità; mi attira perché è simile a me però non è esattamente me—aufheben—per esempio la donna per l’uomo; la donna è della stessa specie dell’uomo, però è differente da lui; è uguale e differente nello stesso tempo). Dire: identico e differente è ciò che si dovrebbe dire di ogni Altro; e questo concetto di identico-differente (aufheben) può costituire anche una definizione del concetto di libertà, nel senso di distinguerla dal puro arbitrio.<br />
La libertà esce (proprio nel senso fisico dello scaturire) dall’essere differente, dalla differenza; perché la differenza è sempre una trascendenza, quindi è un abisso, un salto nel quale può aver luogo l’inesauribilità, il non-definitivo (che è l’impesabilità, l’irriducibilità di una cosa ad un&#8217;altra cosa).<br />
Il dire: questa cosa è differente dall’altra, vuol dire che non è riducibile, non è esauribile, non è identificabile con l’altra.</p>
<p>È questo il resto, il sovrappiù della differenza (vedi il rapporto fra resto così concepito ed essenza nella concezione aristotelica—la peculiarità dell’individuo è il suo aspetto irriducibile), che uno vorrebbe sempre giustificare, quindi annullare.<br />
Nei rapporti umani, il riconoscimento di questa irriducibilità si chiama rispetto. Il rispetto è esattamente il riconoscimento della differenza fra me e l’altro, con l’impegno di non chiedere all’altro di risolversi in me, di non voler ridurre l’altro a me. In questo senso, come non-chiedere-di-più, è molto vicino al concetto di fede (il chiedere qualcosa in più è esattamente la volontà di eliminare, di azzerare il resto che contraddistingue l’ingiustificato).<br />
Qui c’è il discorso del possesso: possedere non è acquisire, nel senso di andare in positivo, ma è giustificare, azzerare, riportare all’equilibrio, al livello 0 qualcosa che mancava, che si era configurato come negativo, come sovrappiù nella sua astrazione dallo sfondo.<br />
È quindi il nulla, il vuoto che permette la differenza e quindi la libertà.<br />
Ciò che è pieno è necessariamente identico. Non vi è libertà dove non vi è vuoto, perché libertà è libertà di movimento, libertà è la via di fuga.<br />
Ciò che invece ha dei vuoti, ha delle parti, è differente. Ed è solamente il vuoto che mi permette la libertà. Per capirlo, basta visualizzarci i due modi in cui si dà concretamente il vuoto: il vuoto spaziale e il vuoto temporale, che si riducono comunque ad un unico tipo.<br />
È solo perché c’è del vuoto intorno a me che io posso muovermi, come solamente grazie a quel vuoto temporale che è il futuro io posso avere ancora tempo, che è la condizione per il mio agire, quindi per la mia libertà.<br />
Essere circondato dal vuoto: ecco la mia libertà. Grazie al vuoto, io posso muovermi; del resto è semplice capire che senza vuoto io sarei tutto, sarei pieno. Questo equivale a dire che non c’è libertà senza possibilità; la libertà sconnessa dalla possibilità intesa come reale occasione, è mero arbitrio, è astrazione.<br />
Anche biologicamente, non vi è vita nelle cose piene. Dentro al sasso non si muove nulla. Il sasso infatti non è cavo, non ha spazio al suo interno; è completamente pieno, in esso non può accadere nulla perché ci vuole un luogo dove qualcosa accada, uno spazio, e nel sasso questo spazio non è disponibile.<br />
Le cose piene sono quindi prive di vita. Per diventare vita, una cosa deve vuotarsi, fare spazio dentro di sé, diventare cava; il che non vuol dire diventare vuoto, vuol dire avere un interno e un esterno o meglio essere un vuoto delimitato, un nulla positivo. Anche l’unità base della vita, la cellula, ha la sua caratteristica principale nel fatto di essere una membrana, e quindi nel fatto di costituire un interno, in cui le cose possono entrare e uscire.</p>
<p>Da qui sarebbe interessante parlare del mito ebraico della creazione dell’universo da parte di Dio. Il problema è: se egli non ha nulla al di fuori di sé, come fa a creare? Per creare bisognerebbe creare qualcosa fuori di sé; il problema è “risolto” dicendo che Dio inspira e si ritrae in sé stesso, in modo da generare un vuoto dentro di sé. Dall’Uno ne vengono Due, che comunque rimangono nell’Uno. Ecco che io pur rimanendo Uno posso essere sia vuoto che pieno.<br />
Allo stesso modo la vita deve essere cava. Non c’è niente che sia vivo senza essere cavo, senza avere una differenza fra interno ed esterno.<br />
Solo con dei vuoti che intervallano il tutto si può dare la parzialità; dato che nel Tutto non c’è alcuna libertà, perché il Tutto è finito, non ha alcun vuoto fuori di sé, nel senso che non ha nemmeno il nulla fuori di sé; il tutto è sempre identico, il tutto non dura, non ha tempo. Solamente la parzialità non è finita, è infinita, nel senso che non è mai tutto, quindi non è mai esaurita. In quanto non è finita, la parzialità dispone del vuoto; ora, questo disporre del vuoto (o del tempo) è precisamente la libertà.<br />
Ecco in che cosa la libertà è possesso. Libertà è poter disporre del vuoto, del tempo e quindi della potenzialità. È sostanzialmente libertà di movimento in senso ampio.<br />
Dunque io non è che essendo libero sia vuoto; è che il vuoto è l’immagine stessa della possibilità, un non ancora che esiste concretamente come posto non occupato, disponibile.<br />
L’immagine del fuoco è forse quella che rende meglio: senza spazio, senza vuoto, il fuoco non può bruciare.</p>
<p>(Continua. Fine prima parte)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vivere intanto]]></title>
<link>http://amalapena.wordpress.com/2009/04/01/vivere-intanto/</link>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 12:38:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>amalapena</dc:creator>
<guid>http://amalapena.wordpress.com/2009/04/01/vivere-intanto/</guid>
<description><![CDATA[Vivere intanto= presente in funzione, schiavo del futuro. Esplorare il concetto di facciata intesa c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Vivere intanto= presente in funzione, schiavo del futuro. </p>
<p>Esplorare il concetto di facciata intesa come maschera. La chiamo facciata invece di maschera perché il termine maschera ha oggi un connotato negativo, mentre le mie intenzioni sono quelle di epurarla da questa connotazione negativa.<br />
Il discorso è che le cose si danno solo in termini di facciate, che vuol dire anche pieghe, e questo non è negativo o positivo, è quello che è.<br />
La facciata è ciò che si dà e assieme non si dà, che si concede ma nello stesso tempo si risparmia. Il dire che ciò che vedo è facciata, vuol dire che ciò che vedo si dà ma non completamente, cioè si concede e si risparmia nello stesso tempo, o meglio, il suo concedersi è anche il suo risparmiarsi. Il fatto è che dipende dal modo in cui guardiamo una cosa il considerarla come cosa che si concede o come cosa che si risparmia. La concessione e il risparmio della cosa sono due astrazioni, due punti di vista parziali dettati da una considerazione prospettivistica della cosa. Quello che è reale è solo la cosa come facciata, cioè come unione di concedersi e risparmiarsi. Più precisamente, il risparmiarsi è l’aspetto temporale-dinamico della cosa, se si vuole la potenza della cosa. Il concedersi invece è l’aspetto atemporale-statico, l’atto della cosa. Una cosa è sempre insieme atto e potenza, nella misura in cui diviene, cioè è ma è anche quello che non è, cioè è e nello stesso tempo può (esattamente il gioco di parole di Cusano, quando dice che l’essere delle cose è il possest). Il possest è la cosa che è, in quanto si concede, e assieme che può, in quanto si risparmia, nel medesimo attimo e in tutti gli attimi dell’esistenza dell’uomo.<br />
(c’è qui anche il solito discorso che niente si risparmierebbe se qualcosa non si concedesse; la coincidenza delle due dimensioni è data dall’interdipendenza, dall’interrelatività dei termini: senza concessione non c’è risparmio, e senza risparmio non c’è concessione—per spiegare ques’ultimo vedi in Pareyson il discorso sull’essere che è essere solo perché è inesauribile: essere è il nome che si dà all’inoggettivabile; l’essere infatti è inoggettivabile in quanto è tempo, quindi in quanto non finisce mai; il fatto che le cose esistano vuol dire che non sono finite).&#160; </p>
<p>Ricongiungere la vita scissa, disgraziata, il vivere e il vivere intanto. Ecco perché il quotidiano è così legato al lavoro, perché è la necessità di guadagnarmi da vivere, cioè la necessità di risparmiarmi per il futuro, che mi fa vivere intanto. Vivere intanto è il vivere in funzione del Vivere (con la maiuscola si intende il vivere in cui si è ottenuta la licenza di esaurirsi—ponte di collegamento fra questo discorso e il discorso sul giustificato: il Vivere è il vivere giustificato; l’ingiustificato si risparmia, il giustificato si può esaurire). (per es. intanto che si pensa a come vivere bisogna vivere).<br />
Oppure: aspetto di decidere, ma mentre aspetto devo vivere intanto.<br />
Il vivere intanto implica già il risparmiarsi, fa tutt’uno con esso. Vivere intanto è aspettare di Vivere, risparmiare la Vita. È vivere aspettando di Vivere. </p>
<p>C’è una vita nella Vita. C’è la vita che si cerca di vivere, e la vita che si vive intanto che non si è trovato come.<br />
È come se fosse una conversazione continuamente interrotta: cerco come vivere, poi devo vivere intanto che cerco (interruzione della Vita prodotta dalla vita). Questo “intanto” è l’abbandonarsi all’anonimato, al quotidiano. Questa visione implica la convinzione che si possa riscattare la Vita per mezzo della vita, lo straordinario per mezzo del quotidiano, ma questo non avviene, perché si finisce per risparmiare sempre, e non ci si vuole mai esaurire.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'ingiustificato]]></title>
<link>http://amalapena.wordpress.com/2009/04/01/lingiustificato/</link>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 10:49:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>amalapena</dc:creator>
<guid>http://amalapena.wordpress.com/2009/04/01/lingiustificato/</guid>
<description><![CDATA[L’uomo è presenza ingiustificata, ovvero potenza fine a se stessa. Anche l’Altro è ingiustificabile ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L’uomo è presenza ingiustificata, ovvero potenza fine a se stessa.<br />
Anche l’Altro è ingiustificabile nella sua presenza, soprattutto nella casualità, nell’incidentalità con cui lo incontra il Sé.<br />
La presenza è irriducibile, inoggettivabile, inesauribile (Pareyson), ingiustificabile.<br />
Lo stesso presente è inafferrabile, inesauribile, irrappresentabile (Bene), in quanto luogo della differenza, in quanto è la differenza stessa fra passato e futuro.<br />
L’uomo è questa differenza (Pareyson la chiamava rapporto) fra l’Io (passato) e l’Altro (futuro), l’uomo sta in mezzo, non perché faccia la spola continuamente da un polo all’altro, ma perché è lo stesso confine. In questa accezione, come punto di contatto fra l’Io e l’Altro, intendo l’uomo; chiamo il punto di contatto convenzionalmente come Sé, per distinguerlo dall’Io, che è l’identità, il sedimento del Sé, in quanto passato.<br />
L’uomo è dunque presenza inoggettivabile, irrappresentabile: non è il corpo, non è il nome, non è il pensiero; è sempre qualcosa di più, perché egli è inesauribile.<br />
I fenomeni, come l’uomo, sono presenze ingiustificabili e inesauribili. L’inesauribilità deriva dalla potenza infinita che caratterizza la presenza, che coincide con la presenza. (La presenza coincide però anche con un atto, che in quanto atto è finito; si può dire che nella presenza coincidono paradossalmente la potenza e l’atto. Non si può dire infatti che l’essere presente non sia un atto, ma questo stesso atto è l’atto di essere continuamente presente, e quindi potente. )<br />
L’uomo è consapevole di questa presenza; è proprio il fatto di esserne consapevole che qualifica la presenza come ingiustificabile, che la intende come una domanda (la presenza inconsapevole è come un affermazione; quella consapevole è già domanda) a cui manca la risposta, o meglio: una domanda che si risolve nel silenzio, che non si risolve (irriducibile, irrisolvibile…). La presenza ingiustificata, che è potenza fine a se stessa, produce tensione. Questa tensione è il peso della stessa potenza, della libertà. L’ingiustificato resta come sospeso, squilibrato. Ciò che non si giustifica non si risolve.<br />
Il movimento e la comunicazione, l’atto in generale, tenta di risolvere continuamente l’ingiustificato giustificandolo mediante il collocamento nella rete dell’utile, ciò che logicamente è la rete dei significati; ogni cosa ha senso solo in quanto rimanda ad altro, e così via in una catena infinita.<br />
Ogni cosa che è pesa. Pesa perché è ingiustificata. Giustificandosi, connettendosi alla rete dell’utile, si fornisce una risposta, e si elimina parte del peso e della tensione.<br />
Quando io sono bambino, sono ingiustificato. Vedo un mondo da spettatore che è completamente giustificato, perché tutti agiscono, tutti tendono ad un fine; quello che appare è la rete dell’utile. Per imitazione quindi comincio anche io a giustificarmi (movimenti riflessi- giustificazioni; tutti riflessi, risposte), inizio a provare l’angoscia e il disagio quando non lo sono.<br />
Gli uomini, però, pur lavorando incessantemente per giustificarsi, desiderano sempre tornare il più possibile all’ingiustificato. È un discorso parallelo a quello di Bataille sulla trasgressione organizzata; si cerca cioè di tornare all’ingiustificato all’interno della giustificazione, dopo che la vita organizzata secondo la giustificazione ha tolto la tensione, la paura dell’ingiustificato. (in questo caso al mio ingiustificato corrisponde l’inutile di Bataille) Si cerca un ingiustificato giustificato (trasgressione organizzata—morire vivendo, erotismo—aufheben)<br />
Gli uomini vorrebbero guardarsi e parlarsi senza giustificazione, ma non riescono a reggere il peso della domanda della presenza. Devono rispondersi continuamente (“ciao.” “ciao”.”Come va?” “bene”…) così si scarica il peso, giustificando l’unica domanda che è quella che pone la presenza ingiustificata.<br />
Il resto che si scarica quando si ritorna al livello 0 del possedere è proprio questa giustificazione. La presenza è come un fiume che deposita il suo peso, i detriti, sull’uomo; egli deve disfarsene giustificandoli.</p>
<p>L’attimo preso in sé non ha nessuna utilità, o senso, né giustificazione. Ha senso solo se gli si da una direzione, un utilità, se lo si inserisce in una catena di attimi che vanno da un passato a un futuro, se lo si colloca. L’attimo è sovrano, inutile, ingiustificato, come il presente, l’esistenza.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[EPPURE LO HA FATTO.]]></title>
<link>http://giannianto.wordpress.com/2008/11/09/eppure-lo-ha-fatto/</link>
<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 22:48:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>giannianto</dc:creator>
<guid>http://giannianto.wordpress.com/2008/11/09/eppure-lo-ha-fatto/</guid>
<description><![CDATA[Poteva evitarlo. Nessuno glielo ha imposto. E&#8217; stata una libera scelta che va rispettata. Tu p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Poteva evitarlo. Nessuno glielo ha imposto. E&#8217; stata una libera scelt</span><a href="http://giannianto.wordpress.com/files/2008/11/gesu-sulla-croce.jpg"><span style="color:#000080;"><img class="alignleft size-full wp-image-22" title="gesu-sulla-croce" src="http://giannianto.wordpress.com/files/2008/11/gesu-sulla-croce.jpg" alt="gesu-sulla-croce" width="160" height="140" /></span></a><span style="color:#000080;">a che va rispettata. Tu potresti dire che non sei stato certamente tu a volerlo, il fatto è che secondo le leggi spirituali che regolano l&#8217;universo intero se non c&#8217;è spargimento di sangue non può esserci il perdono di Dio. E la cosa straordinaria che Dio ha dovuto sodisfare la sua giustizia non reclamando la morte di individui ma consentendo che la giustizia fosse sodisfatta attraverso la morte di suo figlio stesso. Infatti lui non ha mai chiesto sacrifici umani a differenza di altre pseudo religioni. Insomma Dio ha stabilito che la tendenza insita nell&#8217;uomo a fare il male fosse in un certo senso sanata con il suo stesso sacrificio. Ma ora a noi cosa toccherebbe fare, se c&#8217;è qualcosa da fare? Non è semplice credere in qualcosa di semplice perché dobbiamo in un senso giustificare il nostro affidamento a qualcosa che renda non scontato il nostro affidamento medesimo. Ma questa è invece la reale difficoltà. Difatti dal momento che è tutto troppo semplice non sembra neanche vero. Possibile che Dio creda in qualcuno che crede in Lui. Ma non è vivo da sempre e conosce quindi le persone? Ebbene si, lui ha investito nell&#8217;umanità ed ancora, dopo tanti anni, ci crede ancora. Perché poi, alla fine, è lui che crede in noi. Penso sinceramente che sia un pò illuso&#8230;ma non si riesce a fargli cambiare opinione. Ci crede&#8230;(continua)</span></h5>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[certe notti]]></title>
<link>http://davidissimo.wordpress.com/2008/11/07/certe-notti/</link>
<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 23:44:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>davidissimo</dc:creator>
<guid>http://davidissimo.wordpress.com/2008/11/07/certe-notti/</guid>
<description><![CDATA[certe notti non si riesce a dormire, non importa dove sei, nel letto di casa tua, su un traghetto, d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>certe notti non si riesce a dormire, non importa dove sei, nel letto di casa tua, su un traghetto, dentro un treno o in volo per chissà dove. Certe volte non hai sonno e basta. Puoi esserti svegliato alle 5, alle 7 o alle 9, non importa, il sonno è in ritardo, si è perso per strada, sembra non trovarti più. A casa mia, la mia vera casa intendo, quella a centocelle, in questi momenti guardavo la tv, ma non la sentivo nemmeno&#8230; cercavo solo una giustificazione per non chiudere gli occhi. A casa nuova tutto era diverso, la tv l&#8217;avrò accesa una decina di volte&#8230; e allora facevo ricerche online, leggevo, mi informavo&#8230; ora che sono qui devo inventarmi un nuovo approccio&#8230; probabilmente la scelta ricadrà sulla lettura, non per mancanza di alternative, ma perchè questo ambiente ti invoglia a leggere&#8230; è tutto così poetico. Sta notte mi dò alla scrittura e aggiorno il blog. Tra l&#8217;altro sta avendo molti contatti, questo mi fa molto piacere, spero possano aumentare un po&#8217; i commenti&#8230; così tanto x prova del fatto che qualcuno legge <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[Audio Streaming] Io non mi vergogno dell’Evangelo]]></title>
<link>http://butindaro.wordpress.com/2008/10/25/audio-streaming-io-non-mi-vergogno-dell%e2%80%99evangelo/</link>
<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 07:54:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>illuminato</dc:creator>
<guid>http://butindaro.wordpress.com/2008/10/25/audio-streaming-io-non-mi-vergogno-dell%e2%80%99evangelo/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; stato messo on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Io n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E&#8217; stato messo on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “<strong>Io non mi vergogno dell’Evangelo</strong>” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 19 MB (128 Kbps), 3.5 MB (24 Kbps). L&#8217;audio dura circa 20 minuti. L&#8217;archivio delle registrazioni è alla seguente <a href="http://www.diretta.lanuovavia.org/archivio-registrazioni-04.html">pagina</a>. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.</p>
<p><span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fwww.diretta.lanuovavia.org%2Fm-04-non-mi-vergogno-del-vangelo-24.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fbutindaro.wordpress.com%2F2008%2F10%2F25%2Faudio-streaming-io-non-mi-vergogno-dell%E2%80%99evangelo%2F&#38;linkname=%5BAudio%20Streaming%5D%20Io%20non%20mi%20vergogno%20dell%E2%80%99Evangelo"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una volta per tutte]]></title>
<link>http://alasehir.wordpress.com/2008/08/09/una-volta-per-tutte/</link>
<pubDate>Sat, 09 Aug 2008 09:43:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>alasehir</dc:creator>
<guid>http://alasehir.wordpress.com/2008/08/09/una-volta-per-tutte/</guid>
<description><![CDATA[Uno degli aspetti più discussi e causa di divisione all&#8217;interno del Corpo di Cristo, e&#8217; ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-left:20pt;">Uno degli aspetti più discussi e causa di divisione all&#8217;interno del Corpo di Cristo, e&#8217; la teoria della giustificazione attraverso la fede (sola fide).</p>
<p style="margin-left:20pt;">La Chiesa Cattolica, con il <em>Decretum de Iustificatione </em> proclamato dal Concilio di Trento (1)  e ancora fondamento del Catechismo,  lancia un anatema a chiunque sostenga che l&#8217;empio sia giustificato dalla sola fede. <span style="color:black;"><br />
</span></p>
<p style="margin-left:20pt;">Montagne di volumi sono stati scritti da chi e&#8217; pro o contro questa dottrina,  a mio modesto parere la cosa e&#8217; assai semplice per chiunque da&#8217; credito solo ed esclusivamente alla Parola di Dio, la Bibbia.</p>
<p style="margin-left:20pt;">I riferimenti alla giustificazione attraverso la fede sono diversi, il primo nel Nuovo Testamento e&#8217; nel Vangelo secondo Giovanni, e chi parla e&#8217; il Signore Gesù:</p>
<ul>
<li>  <span style="color:black;"><span style="color:#ff0000;"><strong>&#8220;</strong></span></span><span style="color:red;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.</strong></span></span><span style="color:black;"><span style="color:#ff0000;"><strong> &#8230; </strong></span></span><span style="color:red;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio</strong></span></span><span style="color:black;"><span style="color:#ff0000;"><strong>&#8220;</strong></span> (Giovanni 3: 16,21)</span>L&#8217;affermazione di Gesù  Cristo viene ripresa  dall&#8217;apostolo Paolo nella lettera alla chiesa di Efeso:</li>
<li>
<div><span style="color:black;">&#8220;<strong>Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio;  né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. </strong></span><span style="font-size:12pt;"><br />
</span></div>
<p><span style="color:black;"><strong>Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo</strong>.&#8221; </span> (Efesini 2:18-10)</p>
<p>Questo passaggio indica a chiare tinte che la salvezza:</p>
<ul>
<li>e&#8217; un dono della grazia di Dio;<span style="font-size:12pt;"><br />
</span></li>
<li>si ottiene mediante la fede, non attraverso le opere;</li>
<li>
<div>le opere buone sono conseguenza della rinascita in Cristo Signore.</div>
</li>
</ul>
<p>Ora, se consideriamo che tutti gli uomini tranne Cristo Gesù  sono stati, sono e saranno peccatori,  la Chiesa Cattolica ha un serio problema, perché l&#8217;anatema del Concilio di Trento  di fatto si rivolge contro Gesù Cristo, gli apostoli Paolo e Giovanni,  nonché  lo Spirito Santo, ispiratore delle Sacre Scritture.</p>
<p>Infatti, altri riferimenti alla giustificazione attraverso la sola fede, si trovano sia nelle lettere di Paolo ai Romani, ai Corinzi e ai Filippesi:</li>
<li>
<div><span style="color:black;"><strong>&#8220;Io infatti non mi vergogno del vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco.  È in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: Il giusto vivrà mediante la fede.&#8221;</strong>   (Romani 1:16-17)</span></div>
<div><span style="color:black;"> </span></div>
</li>
<li>
<div><span style="color:black;"><strong>&#8220;A chi lavora, il salario non viene calcolato come un dono, ma come debito;   a chi invece non lavora (commette opere), ma crede in colui che giustifica l&#8217;empio, la sua fede gli viene accreditata come giustizia. &#8221; </strong>(Romani 4:4-5)<br />
 </span></div>
</li>
<li><span style="color:black;"><strong>&#8220;Ecco perché gli fu accreditato come giustizia. E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato come giustizia,  ma anche per noi, ai quali sarà egualmente accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore,  il quale è stato messo a morte per i nostri peccati ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione. &#8221; </strong>(Romani 4:22-25) <br />
 <span style="font-size:12pt;"><br />
</span></span></li>
<li>
<div><span style="color:black;"><strong>&#8220;Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l&#8217;opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita.  <span style="font-weight:normal;"><strong>Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l&#8217;obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.&#8221;</strong>  (Romani 5:18-19)<br />
 </span></strong></span></div>
</li>
<li>
<div><span style="color:black;"><strong>&#8220;Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione&#8221;</strong> (1 Corinzi 1:30)<br />
 </span></div>
</li>
<li>
<div><span style="color:black;"><strong>&#8220;e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede.&#8221;</strong>   (Filippesi 3:9)</span></div>
<p><span style="color:black;">E ancora nella prima lettera di Giovanni:</span></li>
<li>
<div><span style="color:black;"><strong>&#8220;Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto&#8221;</strong>.  (1 Giovanni 2)</span></div>
<p>Come abbiamo visto in uno <a title="studio precedente" href="http://alasehir.wordpress.com/2008/07/27/la-sacra-bibbia-e-le-tradizioni/" target="_blank">studio precedente</a>, il Vaticano sostiene che la Bibbia non e&#8217; sufficiente a guidare i fedeli, a questa bisogna aggiungere la &#8220;sacra tradizione&#8221; della Chiesa Cattolica .</p>
<p>Che impone, ai fini della salvezza, una serie di rituali  paragonabili alle raccolte premio di molti  prodotti di consumo:  la liturgia, i rituali, i sacramenti,  che traggono le loro origini  da fondamenti antibibilici, perlopiù  da tradizioni e pratiche pagane.</p>
<p>Il risultato e&#8217; un rapporto con Dio di meticolosa operosità ,  basata più sull&#8217;amor proprio che verso Dio e il prossimo: il compimento di opere per colmare un debito che  in realtà non esiste, perche il sacrificio é stato pagato una volta per tutte da Cristo Nostro Signore sulla croce.</p>
<p>Al contrario, l&#8217;unicità della Nuova Alleanza in Cristo Signore,  sta nel fatto che non dobbiamo più preoccuparci di ottenere la salvezza, bensì di conoscere la volontà, il cuore del Padre attraverso Gesù.</p>
<p>Non é il terrore della dannazione che deve governare il nostro rapporto con Lui e con il nostro prossimo, ma un amore privo di condizioni, il cui prodotto naturale sono opere buone, che scaturiscono dal desiderio di fare quello che piace al Signore: amarlo con tutto il nostro cuore e la nostra mente (Deuteronomio 6:5) e amare il prossimo come noi stessi (Levitico 19:18).</p>
<p> </p>
<p><strong>Riferimenti</strong></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><em>(1)  Si quis dixerit sola fide impium justificari, ita ut intelligat nihil aliud requiri, quod ad justificationis gratiam consequendam cooperetur, et nulla ex parte necesse esse eum suae voluntatis motu praeparari atque disponi; anathema sit</em></span><span style="font-family:Verdana;"> . <span style="font-family:'Lucida Grande';"> </span><span style="font-family:'Lucida Grande';"><span style="font-family:Verdana;">Sess. VI. De Justificatione, Canon. IX . — </span><span style="font-family:Times New Roman;"><em>Vana haec et ab omni pietate remota fiducia</em></span><span style="font-family:Verdana;"> . Ibid. Decretum de Iustificatione, cap. IX</span></span></span></p>
<p> </li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[G8, i pm: nessuna giustificazione, alla Diaz fu un massacro]]></title>
<link>http://ficlefa.wordpress.com/2008/07/08/g8-i-pm-nessuna-giustificazione-alla-diaz-fu-un-massacro/</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 16:11:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>ficlefa</dc:creator>
<guid>http://ficlefa.wordpress.com/2008/07/08/g8-i-pm-nessuna-giustificazione-alla-diaz-fu-un-massacro/</guid>
<description><![CDATA[Il portavoce del Social Forum Agnoletto la notte dell&#8217;irruzioneBotte e insulti. Alla Diaz fu u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il portavoce del Social Forum Agnoletto la notte dell&#8217;irruzioneBotte e insulti. Alla Diaz fu un &#171;massacro&#187;. I pm ripercorrono la tragica notte del luglio del 2001 quando 29 poliziotti fecero irruzione nella sede del Genoa Social Forum picchiando a sangue 93 manifestanti che dormivano nella scuola Armando Diaz.L&#8217;accusa contesta agli agenti delle forze dell&#8217;ordine la violenza privata, le lesioni, il falso e la calunnia, nonch&#233; la perquisizione arbitraria e il porto d&#8217;armi da guerra di quella notte. Loro &#8211; anzi, i loro avvocati, visto che nessuno dei poliziotti si &#232; presentato in aula &#8211; si difendono parlando di una &#171;sassaiola&#187; inscenata dai manifestanti, che sarebbe stata la causa scatenante della loro sanguinosa irruzione. Ma i pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini replicano che quel lancio di pietre non &#232; mai esistito: &#171;Fu un pestaggio, e non venne mai fornita alcuna prova che vi fosse una giustificazione al comportamento degli uomini che entrarono alla Diaz. Non fu posta alcuna resistenza da parte dei manifestanti, non ci fu alcun lancio di oggetti e non c&#8217;&#232; alcuna prova sul luogo specifico del ritrovamento di armi all&#8217;interno della scuola. Anzi &#8211; ha sottolineato Cardona &#8211; abbiamo provato la provenienza esterna delle due molotov&#187;.Il pm si riferisce alle due bottiglie incendiarie che la polizia sostenne di aver ritrovato nella scuola, ma che invece furono appositamente piazzate all&#8217;interno della Diaz.</p>
<p>Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76859 </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
