<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>golfo-persico &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/golfo-persico/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "golfo-persico"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 05:39:49 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Dubai, delirios de grandeza]]></title>
<link>http://cubaout.wordpress.com/2009/11/28/dubai-delirios-de-grandeza/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 23:07:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubaout</dc:creator>
<guid>http://cubaout.wordpress.com/2009/11/28/dubai-delirios-de-grandeza/</guid>
<description><![CDATA[Expansion.com Las esperanzas de Dubai de convertirse en un centro financiero mundial están demostran]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Expansion.com Las esperanzas de Dubai de convertirse en un centro financiero mundial están demostran]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Deserto vs petrodollari: 3-0]]></title>
<link>http://30secondi.wordpress.com/2009/11/27/deserto-vs-petrodollari-3-0/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:11:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
<guid>http://30secondi.wordpress.com/2009/11/27/deserto-vs-petrodollari-3-0/</guid>
<description><![CDATA[Non voglio dire &#8220;l&#8217;avevo detto&#8221; perché effettivamente l&#8217;avevo solo pensato. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non voglio dire &#8220;l&#8217;avevo detto&#8221; perché effettivamente l&#8217;avevo solo pensato.</p>
<p>Poi, parlando con un po&#8217; di amici mi sono reso conto che il pensiero era comune, intuitivo: fare isole  artificiali &#8211; a forma di palma o di mappamondo poco importa &#8211; di fronte a Dubai per poi venderne pezzi a cifre stratosferiche non era un&#8217;ottima idea.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Dubai" src="http://www.e-architect.co.uk/dubai/jpgs/gulf_dubai_satellite_oma300807.jpg" alt="" width="249" height="186" /></p>
<p>Infatti, nonostante l&#8217;architettura dinamica e creativa, l&#8217;hotel a 7 stelle, lo skyline e la torre e il campo da tennis in cima al palazzo, alla fine chi doveva comprare si è guardato intorno e non si è trovato bene.</p>
<p>Perché nessuno che abbia un po&#8217; di buon senso compra un pezzo di isola, seppur lussuoso, al centro di un disastro ambientale di proporzioni bibliche.</p>
<p>Dubai è un posto dove l&#8217;acqua costa più del petrolio e ultimamente <a href="http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20091007142034958818.html" target="_blank">insolite quantità di pesci giacevano paralizzate sul bagnasciuga</a>.</p>
<p>Dove una <a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&#38;art=444&#38;size=" target="_blank">nube di caligine</a> a 300 metri dal suolo, si mescola con la polvere del deserto e con l&#8217;inquinamento della città.</p>
<p>A nulla è servito <a href="http://www.lisolaweb.com/it/a/le-torri-del-vento-nell-incanto-di-bastakia" target="_blank">riprendere in chiave contemporanea antiche intuizioni architettoniche come le torri del vento</a> o <a href="http://web.vita.it/news/view/97216" target="_blank">fare metropolitane per evitare le emissioni dei SUV</a>: <a href="http://www.ecoblog.it/post/8216/dubai-lurbanizzazione-vista-dalla-nasa" target="_blank">l&#8217;urbanizzazione di Dubai</a> è un <a href="http://www.ecoblog.it/post/8134/lecocidio-di-dubai" target="_blank">ecocidio</a>, non il paradiso degli architetti.</p>
<p>Dubai è pura monnezza petrolifera. Costruita sulla pelle di migliaia e migliaia di persone <a href="http://www.mafiwasta.com/italian.htm" target="_blank">ridotte in stato di schiavitù</a>.</p>
<p>E io, anche se avessi tutto l&#8217;oro del mondo, non mi ci fermerei nemmeno per sbaglio.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Iran e la bomba, gerovital dei dittatori]]></title>
<link>http://comitatostudigeopolitici.wordpress.com/2009/11/09/liran-e-la-bomba-gerovital-dei-dittatori/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 18:21:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>comitatostudigeopolitici</dc:creator>
<guid>http://comitatostudigeopolitici.wordpress.com/2009/11/09/liran-e-la-bomba-gerovital-dei-dittatori/</guid>
<description><![CDATA[Tratto da Aprileonline.info Geopolitica Forse la leadership iraniana vuole davvero la bomba atomica.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Tratto da <a href="http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=13429">Aprileonline.info </a></strong></p>
<p><strong>Geopolitica     Forse la leadership iraniana vuole davvero la bomba atomica. Il suo obiettivo però non è distruggere lo stato ebraico, ma preservare il loro dominio cleptocratico</strong></p>
<p>Il 6 novembre il quotidiano britannico &#8220;Daily Mail&#8221; ha pubblicato un articolo dal titolo clamoroso: &#8220;L&#8217;Iran ‘potrebbe aver già collaudato testate nucleari avanzate&#8217; &#8220;.<br />
Forse Teheran vuole davvero la bomba atomica. Ma non per distruggere lo Stato di Israele, a dispetto dei farneticanti discorsi del presidente Ahmadinejad (che in mancanza di argomenti migliori eccita il suo rozzo elettorato con una bieca propaganda antisionista e negazionista). Teheran vuole la bomba atomica perché è un&#8217;assicurazione sulla vita.<br />
Lo stesso Robert Gates, attuale segretario alla difesa statunitense, lo ha riconosciuto: &#8220;[gli iraniani] sono circondati da potenze con armi nucleari: il Pakistan a est, i russi a nord, gli israeliani a ovest e noi nel Golfo Persico&#8221;.<br />
I leader iraniani sono terrorizzati, anche se non lo danno a vedere. Si ricordano benissimo che nel 2003, mentre al potere c&#8217;era il presidente riformista Khatami, gli americani hanno invaso l&#8217;Iraq con la scusa menzognera delle &#8220;armi di distruzione di massa&#8221; (WMD). E si ricordano anche che nei mesi precedenti all&#8217;invasione i neocon amavano dire a Bush che &#8220;chi ha davvero cojones non va a Baghdad, va a Teheran&#8221;. Inoltre sanno benissimo che forze di terra americane sono presenti in Iraq e soprattutto in Afghanistan (due paesi confinanti con l&#8217;Iran), e che Washington ha basi e strutture d&#8217;appoggio in Turchia, nel Golfo Persico e nell&#8217;Asia centrale.</p>
<p>Chiunque abbia mai giocato a Risiko o a un qualsiasi altro gioco di strategia sa che quando il tuo avversario circonda la tua provincia con tanti piccoli carri-armati verdi è il caso di iniziare a preoccuparsi.</p>
<p>I leader iraniani forse non hanno mai giocato a Risiko, ma senza dubbio sono molto preoccupati. Sanno che il popolo iraniano è stufo delle loro continue ruberie, della corruzione diffusa, dell&#8217;economia che non funziona. Le rivolte scatenate dalla contestata vittoria elettorale di Ahmadinejad a giugno hanno dimostrato quanto sia fragile il regime, che infatti vorrebbe spostare la capitale: non più Teheran, con i suoi coraggiosi giovani telefonino-muniti e la sua plebe indocile, ma una roccaforte blindata da qualche parte tra Qom e Delijan. Birmania docet: meglio Naypyidaw che Rangoon, meglio un imperscrutabile &#8220;gated community&#8221; governativa di una metropoli vivace e ribelle.</p>
<p>Ormai la teocrazia iraniana è una cleptocrazia conclamata in salsa nazional-religiosa: Rafsanjani, capo del Consiglio per il discernimento e presidente dell&#8217;Assemblea degli Esperti, è l&#8217;uomo più facoltoso dell&#8217;Iran; il generale Nurali Shushtari, ucciso nella recentissima &#8220;strage dei pasdaran&#8221; a Zahedan, era non solo un uomo di punta delle Guardie della Rivoluzione, ma un imprenditore ricco e potente; e persino la Guida Suprema Khamenei, ammalata di cancro, briga per lasciare il posto al suo secondogenito Mojtaba, che si è particolarmente distinto nella repressione delle rivolte.</p>
<p>I leader iraniani conoscono la storia patria, soprattutto il colpo di stato organizzato dalla CIA contro Mossadeq. E sono consapevoli che una grande rivolta popolare, sostenuta dalle intelligence angloamericane e dai media internazionali, potrebbe trascinarli per sempre nella polvere. Perderebbero tutto, i soldi e le donne come i privilegi e le immunità.</p>
<p>Conoscono il destino degli sconfitti: Saddam Hussein alla fine è stato processato e giustiziato; ma se avesse davvero avuto le famigerate WMD, probabilmente sarebbe ancora in uno dei suoi palazzoni kitsch, a ingozzarsi di hamburger e patatine fritte (il suo cibo preferito) e a ordinare omicidi.</p>
<p>In fondo Kim-Jong-il può governare indisturbato la Corea del Nord solo perché possiede qualche bomba atomica. E in Pakistan l&#8217;esercito è intoccabile perché controlla i silos nucleari.</p>
<p>La verità è che l&#8217;arma atomica è il Gerovital dei dittatori. Neanche il più guerrafondaio dei presidenti ordinerebbe di invadere l&#8217;Iran se le Guardie della Rivoluzione avessero qualche testata nucleare. Né si sognerebbe di sostenere una rivolta popolare, sapendo che un Iran nel caos vorrebbe dire un arsenale nucleare senza padrone, perdipiù in Medio Oriente.</p>
<p>In poche parole, forse l&#8217;Iran vuole davvero la bomba atomica, ma ciò non ha nulla a che fare con la distruzione di Israele. A Teheran sanno che lanciare una testata nucleare contro la periferia di Tel Aviv provocherebbe, come rappresaglia, la disintegrazione immediata dei maggiori centri urbani iraniani. Ma i leader iraniani non vogliono il martirio, quello lo lasciano volentieri ai kamikaze sunniti. Quello che vogliono è potere, sesso e denaro. Strano?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aécio Neves acerta vinda de missão árabe ao Brasil]]></title>
<link>http://psdbnazareno.wordpress.com/2009/10/09/aecio-neves-acerta-vinda-de-missao-arabe-ao-brasil/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 13:59:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>psdbmg</dc:creator>
<guid>http://psdbnazareno.wordpress.com/2009/10/09/aecio-neves-acerta-vinda-de-missao-arabe-ao-brasil/</guid>
<description><![CDATA[Ministra da Economia dos Emirados Árabes, Lubna Al Qasimi, e o governador Aécio Neves Uma missão de ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_64" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-64" title="Aécio Neves na Arábia Saudita" src="http://psdbnazareno.wordpress.com/files/2009/10/aecio-neves-na-arabia-saudita.jpg?w=300" alt="Ministra da Economia dos Emirados Árabes, Lubna Al Qasimi, e o governador Aécio Neves" width="300" height="214" /><p class="wp-caption-text">Ministra da Economia dos Emirados Árabes, Lubna Al Qasimi, e o governador Aécio Neves</p></div>
<p>Uma missão de investidores e membros do governo dos Emirados Árabes virá a Minas Gerais, em 2010, para discutir novas possibilidades de negócios entre o Estado, o Brasil e o país do Golfo Pérsico. O anúncio foi feito pelo governador <a href="http://www.mg.gov.br/portalmg/do/governador?op=estruturaConteudo&#38;coConteudo=62906&#38;coSeqEstrutura=374&#38;coEstruturaPai=9" target="_blank">Aécio Neves</a>, nesta quinta-feira, dia 8, em Abu Dhabi, após o primeiro dia da agenda oficial que cumpre no Oriente Médio. Ele apresentou os potenciais econômicos de Minas Gerais durante encontros que teve com a ministra da Economia dos Emirados, Lubna Al Qasimi, e com o sheik Ahmed bin Zayed, presidente do Abu Dhabi Investment Authority (ADIA), um dos maiores fundos de investimentos do mundo, com uma carteira de US$ 1 trilhão.</p>
<p>Leia matéria completa <a href="http://www.agenciaminas.mg.gov.br/detalhe_noticia.php?cod_noticia=28620" target="_blank">Aécio Neves acerta vinda de missão árabe ao Brasil</a></p>
<p>Leia também <a href="http://www.agenciaminas.mg.gov.br/detalhe_entrevista.php?cod_entrevista=1138" target="_blank">Transcrição da entrevista do governador Aécio Neves nos Emirados Árabes </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Guerra do Golfo Pérsico: O Conflito Entre Kuwait e Iraque]]></title>
<link>http://whataversity.wordpress.com/2009/09/12/a-guerra-do-golfo-persico/</link>
<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 16:53:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>whataversity</dc:creator>
<guid>http://whataversity.wordpress.com/2009/09/12/a-guerra-do-golfo-persico/</guid>
<description><![CDATA[A Guerra do Golfo Pérsico: O Conflito Entre Kuwait e Iraque Artigo do Segmento &#8220;Grandes Guerra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>A Guerra do Golfo Pérsico: O Conflito Entre Kuwait e Iraque</p>
<blockquote><p>Artigo do Segmento &#8220;Grandes Guerras&#8221; # <strong>Whataheal University</strong><br />
<strong>Publicado</strong> &#8211; Sábado, 12 de setembro de 2009.</p></blockquote>
<p style="text-align:center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-2000" title="guerra-do-golfo copy" src="http://whataversity.wordpress.com/files/2009/09/guerra-do-golfo-copy.jpg" alt="guerra-do-golfo copy" width="670" height="425" /></strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;"><strong>BREVE RESUMO<br />
</strong></p></blockquote>
<p><span style="font-size:x-small;"> A crise teve início em 2 de agosto de 1990, quando o Iraque, sob a liderança do presidente Saddam Hussein, anexou o Kuwait com o objetivo de controlar as reservas petrolíferas. O Conselho de Segurança da Organização das Nações Unidas (ONU) exigiu a retirada incondicional do Iraque até 15 de janeiro de 1991. Um exército composto por meio milhão de soldados, chefiado pelos Estados Unidos, lançou uma forte ofensiva terrestre, libertando o Kuwait em 27 de fevereiro. Em abril o Iraque aceitou o cessar fogo, porém sofreu duras sanções econômicas por não entregar seu armamento químico e bacteriológico. </span></p>
<p align="justify"><strong>Introdução</strong></p>
<p><strong> </strong>A Guerra do Golfo foi um conflito armado que começou em agosto de 1990, após as tropas iraquianas terem invadido o Kuwait.</p>
<p align="justify"><strong>Causas da Guerra</strong></p>
<p>Um dos motivos da invasão alegado pelo presidente iraquiano, Saddam Hussein, foi que o Kuwait estava prejudicando o Iraque no comércio de petróleo, vendendo o produto por um preço muito baixo. Com isso, o Iraque estaria perdendo mercado consumidor e precisando baixar o preço de seu <a href="http://www.suapesquisa.com/geografia/petroleo/"> petróleo</a> no mercado internacional. Para diminuir os prejuízos, o Iraque pediu uma indenização milionária ao governo do Kuwait. O governo do Kuwait não aceitou a reivindicação de indenização e não efetuou o pagamento.</p>
<p>Havia também outro problema envolvendo os dos países do Oriente Médio. O <a href="http://www.suapesquisa.com/paises/iraque/"> Iraque</a> reivindicava a devolução de um território que pertencia ao Kuwait, mas que o governo iraquiano afirmava que fez parte do Iraque no passado.</p>
<p>Como o Kuwait não pagou a indenização pretendida pelo Iraque e não entregou o território, o governo iraquiano enviou tropas que ocuparam o Kuwait, tomando os poços de petróleo.</p>
<p><strong>O desenvolvimento da guerra</strong></p>
<p>A ONU (Organização das Nações Unidas) condenou a invasão e emitiu um documento exigindo a retirada imediata das tropas iraquianas do Kuwait. Ao mesmo tempo, os Estados Unidos deslocaram tropas e aviões para a Arábia Saudita, preparando-se para uma ação militar.</p>
<p>Como o Iraque não retirou seu exército do Kuwait, a ONU autorizou a invasão militar do Iraque por um grupo de países (Inglaterra, França, Egito, Síria, Arábia Saudita), liderados pelos Estados Unidos. O ataque ao Iraque teve inicio em janeiro de 1991 e durou um mês e meio.</p>
<p><strong>Fim da Guerra</strong></p>
<p>O Iraque foi derrotado (o cessar fogo foi aceito em abril de 1991) e teve que retirar suas tropas do vizinho Kuwait, além de sofrer com o embargo econômico imposto pela <a href="http://www.suapesquisa.com/geografia/onu.htm">ONU</a>.</p>
<p align="justify">Milhares de soldados e civis morreram ou ficaram mutilados nesta guerra e os prejuízos econômicos também foram gigantescos. Porém, Saddam Hussein continuou no poder do Iraque e reorganizou, com o passar dos anos, a economia e o exército iraquiano.</p>
<blockquote><p><span style="font-size:x-small;"><strong>WIKIPÉDIA</strong></span></p></blockquote>
<p>A <strong>Guerra do Golfo</strong> foi um conflito militar iniciado em <a title="2 de agosto" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/2_de_agosto">2 de agosto</a> de <a title="1990" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/1990">1990</a> na região do <a title="Golfo Pérsico" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Golfo_P%C3%A9rsico">Golfo Pérsico</a>, com a invasão do <a title="Kuwait" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Kuwait">Kuwait</a> por tropas do <a title="Iraque" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Iraque">Iraque</a>. Esta guerra envolveu uma <a title="ONU" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/ONU">coalização de forças de países</a> ocidentais liderados pelos <a title="Estados Unidos da América" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Estados_Unidos_da_Am%C3%A9rica">Estados Unidos da América</a> e <a title="Grã Bretanha" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Gr%C3%A3_Bretanha">Grã Bretanha</a> e países do <a title="Médio Oriente" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/M%C3%A9dio_Oriente">Médio Oriente</a>, como a <a title="Arábia Saudita" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Ar%C3%A1bia_Saudita">Arábia Saudita</a> e o <a title="Egito" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Egito">Egito</a>, contra o Iraque.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/k46AS1LnHhI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/k46AS1LnHhI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Depois da <a title="Guerra Irã-Iraque" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Guerra_Ir%C3%A3-Iraque">Guerra Irã-Iraque</a>, a <strong>Guerra do Golfo</strong> foi possivelmente um dos maiores massacres da história do <a title="Médio Oriente" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/M%C3%A9dio_Oriente">Médio Oriente</a>. Mais de 100 mil soldados iraquianos foram mortos contra cerca de mil baixas das forças da coalizão.</p>
<p><span style="font-size:x-small;">Guerra ocorrida em 1991, contra o Iraque, para libertação do Kuwait, liderada pelos Estados Unidos, os aliados europeus e a Arábia Saudita. </span></p>
<blockquote><p><strong>LOCALIZAÇÃO GEOGRÁFICA DO CONFLITO<br />
</strong></p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1994" title="0,,9251836-EX,00" src="http://whataversity.wordpress.com/files/2009/09/09251836-ex00.jpg" alt="0,,9251836-EX,00" width="535" height="335" /></p>
<blockquote><p><strong>WHATAVIDEO EXPERIENCE </strong><em>- Tenha a sensação de estar dentro da Guerra do Golfo, sequência de vídeos.</em></p></blockquote>
<p>Imagens diversas do conflito, o vídeo apresenta uma falha no áudio, ou por determinação do autor, o vídeo é mudo.<strong><br />
</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/sog84X3CyVU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/sog84X3CyVU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>First Strike Gulf War Air Campaign 1991</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/TsncQ6O4wYw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/TsncQ6O4wYw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Registros Militares da U.S. Marines na Guerra do Golfo<br />
</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/jW1Xds4lP5U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/jW1Xds4lP5U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Cobertura da ABC News Parte 1 &#8211; </strong>Sequência de Imagens Reais da Guerra do Golfo<strong><br />
</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/XOMRPia8NeM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/XOMRPia8NeM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Cobertura da ABC News Parte 2 &#8211; </strong>Sequência de Imagens Reais da Guerra do Golfo<strong> </strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ZB-JutwqsRY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ZB-JutwqsRY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Cobertura da CNN na Guerra do Golfo</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/wlC60Kef9Mg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/wlC60Kef9Mg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<h1>General Norman Schwarzkopf</h1>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/7BaSwaBPg6M&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/7BaSwaBPg6M&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Kuwait oil fields burning Gulf War 1991</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/2DoxBG5zdxg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/2DoxBG5zdxg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Escravidão moderna ainda domina no Golfo Pérsico]]></title>
<link>http://refunitebrasil.wordpress.com/2009/08/23/escravidao-moderna-ainda-domina-no-golfo-persico/</link>
<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 20:29:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>refunitebrasil</dc:creator>
<guid>http://refunitebrasil.wordpress.com/2009/08/23/escravidao-moderna-ainda-domina-no-golfo-persico/</guid>
<description><![CDATA[No Golfo Pérsico a situação de centenas de milhares de trabalhadores estrangeiros está atrelada ao e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>No Golfo Pérsico a situação de centenas de milhares de trabalhadores estrangeiros está atrelada ao empregador. Bahrein e Kuwait concederam-lhes agora mais direitos. A &#8220;escravidão moderna&#8221; chegou ao fim?</p>
<p>Ilhas das Palmeiras em Dubai, torres reluzentes em Qatar, plataformas de extração de petróleo em Abu Dhabi: tudo isso não seria possível sem as centenas de milhares estrangeiros que lá trabalham.</p>
<p>As economias das monarquias do petróleo no Golfo Pérsico se baseiam no trabalho de imigrantes. Seu visto de trabalho está acoplado ao emprego: quem quiser procurar outro trabalho necessita da permissão do empregador, que é denominado &#8220;garante&#8221; ou &#8220;patrocinador&#8221;. Em árabe, o sistema se chama kafala.</p>
<p>Um trabalhador que é maltratado pode reclamar, mas arrisca-se a perder tudo. Sarah Leah Whitson, ativista da organização de defesa dos direitos humanos Human Rights Watch (HRW), explica que &#8220;Consequentemente ele talvez perca o emprego – e o direito de viver no país. E como o visto está atrelado ao patrão, o empregado não tem direito de ir e vir nem de escolher um emprego&#8221;.</p>
<p><strong>O sistema kafala</strong><br />
O ministro do Trabalho do pequeno reino de Bahrein compara isso à escravidão e quer mudanças. Desde o início deste mês, entrou em vigor uma nova lei, segundo a qual estrangeiros têm o direito de trabalhar onde quiserem. O imigrante não precisa mais da anuência do antigo empregador para trocar de emprego.</p>
<p>Tarek Yousef, reitor da Escola de Governo de Dubai, diz que não é nenhuma surpresa que Bahrein seja precursor na questão. Segundo Yousef, de todos os Estados do Golfo, Bahrein é o que apresenta mais abertura política, respeita a liberdade de imprensa e tem um Parlamento que funciona, tem voz, e é receptível a opiniões externas.</p>
<p>O sistema kafala é criticado mundialmente como a grande mácula na imagem dos países do Golfo. O rei de Bahrein quer ir mais além e pretende adotar mais regras internacionais, como no direito trabalhista. Assim, ele pretende atenuar também o elevado nível de desemprego.</p>
<p><strong>Mercado de trabalho mais eficiente</strong><br />
O desemprego é, aliás, um problema que atinge todos os Estados do Golfo Pérsico. Para os habitantes locais, a maioria dos trabalhos executados por migrantes do Paquistão ou Bangladesh são muito mal remunerados. E os melhores empregos são ocupados, geralmente, por trabalhadores ocidentais com melhor formação profissional.</p>
<p>Por esse motivo, a partir de agora em Bahrein, quem empregar estrangeiros tem que pagar uma taxa. Esse dinheiro será destinado à formação profissional da população local.</p>
<p>No entanto, a resistência dos empregadores em Bahrein é grande, afirma o reitor da Escola de Governo de Dubai, Tarek Yousef. &#8220;Eles não estão nada satisfeitos, pois agora têm que ser muito mais competitivos em termos de remuneração. Para que as pessoas continuem a trabalhar para eles, não adianta mais negar a permissão para a troca de emprego. Em minha opinião, o mercado de trabalho agora ficará mais dinâmico e eficiente&#8221;.</p>
<p><strong>Bom e velho capitalismo</strong><br />
Recentemente, o Kuwait também anunciou reformas. Quem passar dois anos trabalhando de forma íntegra no país poderá trocar o posto de trabalho à vontade, disse o ministro responsável pela questão.</p>
<p>Para Yousef, os Emirados Árabes Unidos (EAU) poderão ser os próximos. &#8220;No momento eles estão, segundo me consta, avaliando as opções. E se os EAU forem nesta direção, então talvez Omã e Qatar os acompanhem.&#8221;</p>
<p>Contudo, nem todos compartilham o otimismo do politólogo. A indústria da construção civil, por exemplo, não se dará facilmente por vencida, já que o antigo sistema trazia óbvias vantagens para o setor.</p>
<p>Eckhart Woerz, diretor do departamento de Economia do Centro de Pesquisas do Golfo em Dubai, explica que no antigo sistema: &#8220;Não se paga pela formação profissional da força de trabalho, não se paga quando ficam desempregados, não se paga aposentadoria. Todos os encargos sociais são terceirizados, por assim dizer, de forma brutalmente capitalista. Admitamos: é o &#8216;bom e velho&#8217; capitalismo, não há outra definição&#8221;.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.jornalfeirahoje.com.br/materia.asp?id=10148">Jornal Feira Hoje</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pseudoconflicto de Civilizaciones]]></title>
<link>http://sinfuturoysinunduro.com/2009/08/20/pseudoconflicto-de-civilizaciones/</link>
<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 12:00:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redacción SinFuturo</dc:creator>
<guid>http://sinfuturoysinunduro.com/2009/08/20/pseudoconflicto-de-civilizaciones/</guid>
<description><![CDATA[Por: El Jaguar. Debutante como Cronista Político. Soy un trabajador ennajenado de la Telecomunicacio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Por: <strong>El Jaguar.</strong> Debutante como Cronista Político.</p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"><strong>Soy un trabajador ennajenado de la Telecomunicaciones con sus ideas políticas y, que desde el análisis de los acontecimientos del siglo XX y XXI trato de dar un paso más allá y, contemplar las miserias del mundo. </strong><strong>Claro está desde un punto de vista modestísimo. </strong><strong>Me defino como un Socialista-Libertario  que algún dia espera que desde la autogestión se solventen muchos problemas del mundo.</strong></span></h5>
<p style="text-align:justify;">Actualmente nos llenamos la boca con los Foros sobre el Pseudoconflicto de civilizaciones, formamos foros foros y mas foros.</p>
<p style="text-align:justify;">El Foro <strong>Turquía-España</strong> es un elemento ilustrativo de la tremenda ineficacia del evento y sus posibles soluciones.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8469" title="zapatero-alianza-civilizaciones" src="http://sinfuturoysinunduro.wordpress.com/files/2009/08/zapatero-alianza-civilizaciones.jpg" alt="zapatero-alianza-civilizaciones" width="500" height="330" />Es cierto que tanto España como Turquía son países bisagra entre el mundo occidental y el mundo musulmán pero, no por ello van a solucionar los problemas relativos al nudo gordiano de la cuestión sobre los casuística bélica entre estos dos mundos.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Como países bisagra junto con las potencias militar-económicas y los poderes fácticos del mundo deberían fomentar la integración de la cultura/política y, por tanto, convivencia  de ambos mundos en aras de un mejor entendimiento.  Esto es verdad pero no van a solucionar los problemas reales del mundo <strong>Occidental- Oriental</strong> que, desde mi punto de vista son los siguientes:</p>
<p style="text-align:justify;">La instauración (por imposición) de la democracia como sistema, que entendemos en la Europa salida del sistema <strong>Estado-Nación</strong> que, por otra parte ha quedado absolutamente obsoleta debido a la globalización, no pueden ser aún comprendidos por los países musulmanes puesto que la moral religiosa y la ética civil aún no han sido separados.</p>
<p style="text-align:justify;">De hecho, en naciones como <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Ir%C3%A1n" target="_blank"><strong>Irán</strong></a> se evolucionó a una <strong>Revolución Islámica</strong> con una jefatura del Estado por parte de los clérigos.</p>
<p style="text-align:justify;">Precisamente esta vuelta a la moral religiosa y, este es el nudo de la cuestión respecto de esta crónica, está producida por la mundialización/globalización a través del modelo de economía especulativa transnacional que, por otra parte, ha empobrecido al mundo.</p>
<p style="text-align:justify;">Países sin recursos y empobrecidos debido al apartheid comercial ejercido por parte del Primer Mundo se han concentrado en sus creencias religiosas. Puesto que en  la vida real no tienen esperanzas, recurren a la deidad como última salida.</p>
<p style="text-align:justify;">O, ¿por el contrario existe algún problema de civilizaciones con países como por ejemplo <strong>Arabia Saudí</strong> o los emiratos del <strong>Golfo Pérsico</strong>? Allí no parece haber  ningún conflicto de civilizaciones, es más, <strong>Arabia Saudí </strong>es el principal socio en el <strong>Nasdaq</strong> y en el <strong>Down Jones</strong>, hasta el punto de que una retirada de acciones produciría el crack más inmenso del Imperio.</p>
<p style="text-align:justify;">Y eso que Arabia Saudí es uno de los países mas integristas que existen pero, qué casualidad señores, es amigo de Occidente.</p>
<p style="text-align:justify;">El conflicto, señores, para concluir, no es un conflicto de civilizaciones si no mas bien, un conflicto derivado de la globalización, el consiguiente empobrecimiento global de la humanidad, la imposición de nuestras <strong>democracias occidentales</strong>, como por ejemplo, en Irak y Afganistán (cuando a nosotros mismos nos fallan debido a la globalización) y, por último, la esquilmación de los recursos propios de estos países como son sus combustibles fósiles, tan necesarios para la sobreproducción y el modelo hiperconsumista de nuestros países.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuke 'em all!]]></title>
<link>http://peruesbabel.wordpress.com/2009/08/19/nuke-em-all/</link>
<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 05:10:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Kalki</dc:creator>
<guid>http://peruesbabel.wordpress.com/2009/08/19/nuke-em-all/</guid>
<description><![CDATA[Este es un rebote de una noticia que para mí es novedad y nos llega vía nuestro amigo &#8216;Vince B]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Este es un rebote de una noticia que para mí es novedad y nos llega vía nuestro amigo &#8216;Vince B]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sepa porqué usted está parado sobre la tercera guerra mundial]]></title>
<link>http://chemtrailsevilla.wordpress.com/2009/08/12/sepa-porque-usted-esta-parado-sobre-la-tercera-guerra-mundial/</link>
<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 11:21:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>zass7</dc:creator>
<guid>http://chemtrailsevilla.wordpress.com/2009/08/12/sepa-porque-usted-esta-parado-sobre-la-tercera-guerra-mundial/</guid>
<description><![CDATA[Las razones estratégicas que convierten al &#8220;triángulo petrolero&#8221; Eurasia-Cáucaso-Medio O]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://chemtrailsevilla.wordpress.com/files/2009/08/5_africa_petroleo_1a.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2021" title="5_africa_petroleo_1a" src="http://chemtrailsevilla.wordpress.com/files/2009/08/5_africa_petroleo_1a.jpg" alt="5_africa_petroleo_1a" width="300" height="197" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Las razones estratégicas que convierten al &#8220;triángulo petrolero&#8221; Eurasia-Cáucaso-Medio Oriente en el teatro obligado de la tercera guerra mundial intercapitalista (desarrollada posiblemente con armamento nuclear) por el control de los recursos claves para la supervivencia futura de las potencias capitalistas.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Por Manuel Freytas (*)<br />
<strong>manuelfreytas@iarnoticias.com<br />
<a href="http://www.iarnoticias.com/2009/secciones/contrainformacion/0029_desenlace_3aguerramundial_18may09.html">Informe especial</a><br />
</strong>
</p>
<p style="text-align:justify;">En el Gran Tablero geopolítico militar del &#8220;orden mundial&#8221; vigente, la generación de una <strong>próxima guerra intercapitalista</strong> (como emergente de diversos teatros de conflicto armado escalonados) cuenta con tres elementos detonantes interactivos:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A)</strong> La necesidad de EEUU y de las potencias aliadas (eje USA-UE) de generar por medio de un conflicto militar un <strong>nuevo polo de desarrollo productivo</strong> (economía de guerra) con empleo de mano laboral masiva para superar la crisis financiera recesiva que colapsa las economías del sistema a escala global.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>B) </strong>Asegurar el <strong>control militar sobre el petróleo y los recursos estratégicos</strong> perecederos del planeta que le asegure su supervivencia como potencia hegemónica.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>C) </strong>Impedir que los enemigos fundamentalistas de Israel y del sionismo <strong>cuenten con un gatillo nuclear</strong> capaz de lanzar un Apocalipsis sobre sus metrópolis imperiales.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more-->Estos tres preceptos centrales guían la estrategia exterior de las potencias sionistas del eje USA-UE que utilizan diversas tácticas de &#8220;camouflage&#8221;  para evitar enfrentamientos armados en el gran juego de la diplomacia internacional con que hoy disfrazan sus guerras por áreas de influencia.</p>
<p style="text-align:justify;">Estas tres cuestiones estratégicas (y de desenlace conflictivo) que definen y priorizan las líneas matrices del <strong>orden capitalista internacional en crisis</strong> tiene claramente tres protagonistas centrales:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A)</strong><strong><span style="color:#0000ff;"> EEUU, Unión Europea y el &#8220;eje occidental&#8221;</span></strong> (bloque dominante del capitalismo que extiende sus tentáculos para apoderarse de los recursos energéticos, rutas y mercados de Eurasia, Africa y Medio Oriente).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>B)</strong> <strong><span style="color:#0000ff;">Rusia, China y el &#8220;eje asiático&#8221; </span></strong>(Bloque del capitalismo emergente que disputa una (por ahora) guerra comercial por áreas de influencia con el eje USA-UE que genera roces y conflictos militares como el de Gerogia, en el Cáucaso).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>C)</strong> <strong><span style="color:#0000ff;">Irán y el &#8220;eje islámico&#8221; </span></strong>(Bloque de países asentados sobre más del 80% de las reservas mundiales del petróleo y de los recursos estratégicos en disputa).</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;"><span style="color:#000000;">Estos tres bloques centrales van a definir (a modo de desenlace, y cuando la </span><strong>crisis económica global</strong> <span style="color:#000000;">se retroalimente con la</span> <strong>crisis energética global</strong> <span style="color:#000000;">) un escenario estratégico de</span> </span><strong><span style="color:#000000;">tercera guerra mundial intercapitalista</span></strong><span style="color:#0000ff;"> <span style="color:#000000;">que tendrá como detonante claves los distintos frentes de conflicto que hoy se extienden por Eurasia, Africa y Medio Oriente.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;">El elemento fundamental que define y da sustento a la contradicción fundamental (que va a precipitar el desenlace) es <strong>el petróleo junto con los recursos estratégicos</strong>, como es el caso del agua y la biodiversidad, claves y esenciales para el funcionamiento global del sistema capitalista, cuyas reservas se agotan sin que todavía se hayan conseguido alternativas para sustituirlo.</p>
<p style="text-align:justify;">Todos los conflictos que hoy se desarrollan en el planeta (sean de orden político, militar o social) abrevan en forma subsidiaria en esa <strong>guerra subterránea intercapitalista por el control de los recursos estratégicos claves</strong> para la supervivencia futura de las potencias capitalistas.</p>
<p style="text-align:justify;">En general, todo los que EEUU y la UE presentan como <strong>&#8220;guerra contra el terrorismo&#8221;</strong> en los escenarios de Asia, Africa o Medio Oriente, son conflictos fabricados (por la CIA y los servicios occidentales) como estrategia de <span style="color:#000000;"><strong>posicionamiento sobre determinadas fuentes de recursos o zonas de control geopolítico militar</strong></span>.</p>
<p style="text-align:justify;">Por ejemplo, <strong>el exterminio en masa de miles de civiles en Sri Lanka</strong> no fue determinado por una guerra contra el &#8220;terrorismo tamil&#8221;  como se intentó hacer creer sino por intereses geoeconómicos y geopolíticos militares estratégicos que tienen que ver con el control del Océano Índico y de las rutas del petróleo. Tampoco se trató de un genocidio por cuestiones de origen &#8220;racial&#8221; sino de una matanza sistemática que se encuadró en el escenario de la llamada &#8220;guerra energética&#8221; que disputa el eje sionista USA-UE con el bloque Rusia-China-Irán por la supervivencia futura.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo mismo que hoy sucede en Sry Lanka (y con distintas características), esta sucediendo en Somalía, el Tibet, Sudán, el Cáucaso, Chad, Etiopía, entre otros, donde las potencias arman y financian <strong>&#8220;guerras civiles&#8221;</strong> o &#8220;guerras religiosas&#8221; para justificar intervenciones o invasiones armadas.</p>
<p style="text-align:justify;">En la realidad (extinguida la Unión Soviética y los procesos de la revolución armada setentista), <strong>hoy el sistema capitalista ya no tiene enemigos estratégicos</strong> que planteen su reemplazo por otro sistema, y, consecuentemente, todos los conflictos que existentes en los cinco continentes son emergentes exclusivos de las contradicciones y de las competencias intercapitalistas.</p>
<p style="text-align:justify;">El sistema capitalista <strong>se ha quedado solo</strong>, y su dinámica irreversible de destrucción histórica solamente llegará de la mano de sus propias contradicciones (íntercapitalistas) dentro de una dialéctica de<strong> &#8220;autodestrucción&#8221;</strong> marcada por la búsqueda de rentabilidad y de la concentración del poder mundial en pocas manos.</p>
<p style="text-align:justify;">En suma, todos los conflictos existentes, son la sumatoria de la lucha de las potencias capitalistas que compiten entre sí por apoderarse de mercados y de recursos estratégicos, ya sea por medio de conflictos armados o de conflictos sociales activados con fines de control político.</p>
<p style="text-align:justify;">El petróleo y el gas (bienes cada vez más escasos y en extinción), el motor de los motores de la economía mundial, configuran el <strong>recurso básico esencial para la supervivencia de las potencias centrales</strong> y representan el eje detonante estratégico de los conflictos militares en marcha que pueden convertir a Wall Street y a los &#8220;mercados&#8221; en tierra arrasada y en llamas.</p>
<p style="text-align:justify;">Como producto de los conflictos intercapitalistas por el control del planeta, en el escenario geopolítico militar mundial hay cuatro frentes de inevitable desenlace a corto plazo:</p>
<p style="text-align:justify;">A) <strong>La  resolución de la crisis recesiva mundial,</strong> B) <strong>el ataque militar a las usinas iraníes</strong>, C) <strong>la ampliación del conflicto en Afganistán</strong>, D)<strong> la ocupación militar de Pakistán por EEUU</strong>, E) <strong>otro conflicto armado en el Cáucaso o en Eurasia</strong> (como parte del teatro de la guerra fría EEUU-Rusia) y F) <strong>un ataque &#8220;terrorista&#8221; (o varios) similar al 11-S en Europa o EEUU</strong> (que servirá como argumento justificatorio de acciones militares de EEUU y de la OTAN).</p>
<p style="text-align:justify;">Un nuevo estallido militar de la <strong>guerra energética</strong>, tanto en el Cáucaso (con Rusia como protagonista) como en Medio Oriente (con Irán como protagonista) se complementa con el cuadro de la <strong>crisis económica estructural del sistema capitalista</strong> que ya se proyecta con una amenaza de crisis y estallidos sociales con peligro  para la gobernabilidad del sistema escala global.</p>
<p style="text-align:justify;">Por las líneas geopolíticas de Afganistán, Pakistán o Irán,  se trasmiten y retransmiten los teatros de conflicto que atraviesan la escala comprendida entre Eurasia y Medio Oriente, cuyos desenlaces<strong> impactan directamente en las fronteras energéticas ubicadas entre el Mar Caspio y el Golfo Pérsico</strong>, las llaves estratégicas del petróleo y la energía mundial.</p>
<p style="text-align:justify;">Luego de la caída la URSS, EEUU y la Unión Europea se abalanzaron sobre los mercados y los recursos energéticos de las ex republicas soviéticas en Europa del Este, y el área caucásica y centroasiática, tradicional esfera de influencia rusa, ampliando su red de accesos y bases militares en toda la región.</p>
<p style="text-align:justify;">La importancia estratégica de Irán, Afganistán y Pakistán, en el tablero de la <strong>guerra energética</strong> se da por dos razones principales:</p>
<p style="text-align:justify;">A) Tanto Pakistán (un gigante islámico con poder nuclear) y Afganistán (dominado por un conflicto armado con los talibanes) conforman una <strong>llave estratégica para el dominio y control militar</strong> del llamado &#8220;triángulo petrolero&#8221; (Mar Negro-Mar Caspio-Golfo Pérsico), donde se concentra más del 70%  la producción petrolera y gasífera mundial, un elemento clave para la supervivencia futura de las potencias capitalistas del eje USA-UE.</p>
<p style="text-align:justify;">B) Irán, que controla el Estrecho de Ormuz, por donde pasa el 40% de la producción mundial petrolera, además -con su posibilidad de tener un bomba nuclear- <strong>pone en peligro la supervivencia del Estado de Israel</strong> y la supremacía del control económico, geopolítico y militar estratégico del poder imperial USA-UE en la decisiva región del Medio Oriente y del Golfo Pérsico.</p>
<p style="text-align:justify;">Así como Rusia representa para el eje USA-UE la &#8220;barrera&#8221; geopolítica y militar a vencer para la conquista de Eurasia y de sus recursos energéticos (vitales para la supervivencia futura del eje USA-UE), <strong>Irán es la piedra que hay que remover </strong>para complementar el control sobre las rutas y  las reservas energéticas del Medio Oriente.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://chemtrailsevilla.wordpress.com/files/2009/08/5_misil_irani_jul_08.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2023" title="5_misil_irani_jul_08" src="http://chemtrailsevilla.wordpress.com/files/2009/08/5_misil_irani_jul_08.jpg" alt="5_misil_irani_jul_08" width="344" height="240" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Estas son las razones estratégicas que convierten al &#8220;<strong>triángulo petrolero&#8221; </strong>Eurasia-Cáucaso-Medio Oriente en el <strong>teatro obligado de la tercera guerra mundial intercapitalista</strong> (desarrollada posiblemente con armamento nuclear) por el control de los recursos del planeta claves para la supervivencia.</p>
<p style="text-align:justify;">Y al final (y si es que queda algo vivo y en pie) los ganadores se repartirán el botín y un nuevo &#8220;orden mundial&#8221; como en 1918 y en 1945.</p>
<p style="text-align:justify;">EEUU solo puede satisfacer un 25% de sus necesidades energéticas (con recursos que se agotan), y la Unión Europea es totalmente dependiente en provisión de gas y petróleo. China (al igual que India, Japón y las potencias asiáticas) necesitan del petróleo y el gas (bombeados principalmente por los corredores rusos) para supervivir como superpotencias industriales.</p>
<p style="text-align:justify;">En consecuencia, como ya dijimos, Rusia, <strong>la única superpotencia nuclear que se autoabastece de gas y petróleo</strong> (además de controlar la mayoría de las redes euroasiáticas)  representa para el eje USA-UE la &#8220;barrera&#8221; geopolítica y militar a vencer para la conquista de Eurasia y de sus recursos energéticos.</p>
<p>Y el gigante petrolero socio de Rusia, <strong>Irán</strong>, es a su vez la piedra que hay que remover para complementar el control sobre las rutas y  las reservas energéticas del Golfo Pérsico y de Medio Oriente.</p>
<p>¿Se entiende porqué hay que destruir a la capital del &#8220;eje del mal&#8221;?</p>
<p>El desenlace de la tercera guerra mundial no es, en síntesis, un producto de la visión de los profetas sino un resultante histórico (inevitable) de los cálculos matemáticos de la supervivencia capitalista. Que es la madre de todas las guerras.</p>
<p style="text-align:justify;">*****</p>
<p><em>(*) Manuel Freytas es periodista, investigador y analista, especialista en inteligencia y comunicación estratégica. Es uno de los autores más difundidos y referenciados en la Web.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Omã]]></title>
<link>http://vivamissoes.wordpress.com/2009/07/14/oma/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 13:56:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Joice Habermann</dc:creator>
<guid>http://vivamissoes.wordpress.com/2009/07/14/oma/</guid>
<description><![CDATA[O isolamento natural que o país tem por causa da região montanhosa próxima ao Golfo de Omã transform]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">O isolamento natural que o país tem por causa da região montanhosa próxima ao Golfo de Omã transformou-o em uma das mais distintas culturas da região do Golfo Pérsico.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-469 aligncenter" title="bandeira-de-oma" src="http://vivamissoes.wordpress.com/files/2009/07/bandeira-de-oma1.gif" alt="bandeira-de-oma" width="500" height="250" /></p>
<p>A população omani, composta por 2,6 milhões de pessoas (71,5% urbana) é extremamente jovem. Mais de 40% dela tem menos de 14 anos de idade. Apesar de a expectativa de vida ser alta (74 anos), poucos omanis ultrapassam os 65 anos de idade.</p>
<p>Em torno de 600 mil estrangeiros vivem em Omã. A maioria destes são trabalhadores que imigraram do Sudeste Asiático, Egito, Jordânia e das Filipinas. Devido a esse fato, a atmosfera religiosa em Omã é muito menos tensa do que em outros países muçulmanos.</p>
<p>Embora as comunidades cristãs já estivessem presentes na antiga Arábia desde o 1º século da era cristã, é muito pouco provável que alguma delas tenha se estabelecido em Omã já naquela época.</p>
<p>No século VII, o triunfo do islamismo resultou na total erradicação do cristianismo da região. Assim, Omã só foi receber seus primeiros missionários, um grupo de padres católicos do Iêmen, em 1841.</p>
<p>As missões protestantes chegaram ao país com Samuel Zwemer, um missionário presbiteriano norte-americano, em 1889.</p>
<p>Hoje, a comunidade cristã no país é quase que inteiramente formada por estrangeiros e o número de cidadãos omanis convertidos ao cristianismo é estimado em apenas cem.</p>
<p>Não se tem informação sobre grupos de missionários, mas várias organizações humanitárias religiosas operam no país. Estão estabelecidas as igrejas Anglicana e a Reformada da América, grupos protestantes, católicos e ortodoxos.</p>
<p>A Constituição, conforme a tradição, provê liberdade para praticar ritos religiosos se essas práticas não perturbarem a ordem pública. O governo geralmente respeita isso; contudo, há limitações no que diz respeito à evangelização e à distribuição de material religioso. A Constituição ainda declara que o islã é a religião oficial e que a sharia é a fonte de toda a legislação.</p>
<p>Os cidadãos e os estrangeiros são livres para discutir suas crenças religiosas dentro dos limites da lei; contudo, o Governo proíbe a conversão de muçulmanos.</p>
<p>De acordo com a lei islâmica, um muçulmano que abandona o islamismo é considerado apóstata e está sujeito aos procedimentos legais islâmicos.</p>
<p>Assim, ex-muçulmanos são severamente perseguidos pela família e sociedade. Podem ser expulsos de casa, perder o emprego e até a vida.</p>
<p>O governo se mostra moderado em seu tratamento para com os ex-muçulmanos a menos que as famílias peçam medidas contra eles. Nesses casos, os ex-muçulmanos são considerados e tratados como deficientes mentais.</p>
<p>Grupos não-muçulmanos também são proibidos de publicar material religioso, embora publicações impressas no exterior possam ser importadas.</p>
<p><em>Fonte: Portas Abertas</em></p>
<p>Apresentemos Omã em nossas orações.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'eredità di Jaap]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/07/09/leredita-di-jaap/</link>
<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 16:25:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
<guid>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/07/09/leredita-di-jaap/</guid>
<description><![CDATA[Il Segretario Generale uscente della NATO, l’olandese Jaap De Hoop Scheffer, è in procinto di lascia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/rasmuscheffer.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2403" title="rasmuscheffer" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/rasmuscheffer.jpg" alt="rasmuscheffer" width="217" height="123" /></a></p>
<p>Il Segretario Generale uscente della NATO, l’olandese Jaap De Hoop Scheffer, è in procinto di lasciare il posto ad <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/04/02/60/">Anders Fogh Rasmussen</a>, che si è dimesso da Primo Ministro danese per subentrare nell’incarico il prossimo 1 agosto.<br />
Durante le ultime settimane, De Hoop Scheffer ha tributato una serie di visite d’addio nei Paesi membri NATO di recente acquisizione (Bulgaria, Romania, Slovenia, Albania e Croazia) e presso altri che sono tuttora sulla soglia di ingresso (Macedonia e Finlandia). Durante il suo mandato quale rappresentante dell’unico blocco militare esistente nel mondo, la NATO ha ingrossato le proprie file con 9 nuovi Stati (oltre a quelli citati appena sopra, anche le tre repubbliche baltiche e la Slovacchia), pari a tre quarti dei Paesi fondatori sessant’anni fa.<br />
Tutte le nuove acquisizioni sono in Europa orientale, tre confinano con la Russia e due terzi di esse erano precedentemente parte dei tre Paesi multietnici dell’Europa (e nei primi due casi, anche multiconfessionali) disgregatisi nel periodo 1991-1993: Unione Sovietica, Jugoslavia e Cecoslovacchia. I bocconi piccoli sono più facili da ingoiare.<br />
In coerenza con ciò, lo scorso 9 maggio De Hoop Scheffer ha reso pubblica la propria soddisfazione circa il fatto delle nove adesioni realizzatesi durante il suo mandato, auspicando che la Macedonia diventi presto la decima, una volta che sia risolto il contenzioso in corso con la Grecia sul nome da assegnare costituzionalmente all’ex territorio jugoslavo.<br />
Si tenga presente che il fattore determinante nella designazione di De Hoop Scheffer quale Segretario Generale della NATO fu il suo sostegno all’invasione dell’Iraq quando era Ministro degli Esteri dell’Olanda ed il suo impegno per il dispiegamento di truppe olandesi in quel Paese. Il suo successore, Rasmussen, ha svolto un ruolo simile come capo del governo in Danimarca a partire dal 2003.<br />
Si noti, inoltre, che tutte le nove nazioni che De Hoop Scheffer ha contribuito a portare dentro la NATO hanno inviato i propri soldati sia in Iraq che in Afghanistan, in diversi casi prima del loro ingresso nell’Alleanza Atlantica e come precondizione per l’adesione alla stessa.<br />
E’ stato sempre durante il suo mandato che la NATO ha lanciato l’Iniziativa per la Cooperazione di Istanbul, per aumentare la cooperazione e il dislocamento di militari con gli Stati partecipanti al Dialogo Mediterraneo (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Mauritania, Marocco e Tunisia) ed alla Cooperazione del Golfo (Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti), rafforzando così la presa dell’alleanza dalla costa atlantica dell’Africa al Golfo Persico.<br />
Il suo canto del cigno è rappresentato dal consolidamento dell’integrazione militare di quella zona dell’Europa sudorientale dove, al termine della Guerra Fredda, iniziò l’espansione della NATO: i Balcani. Quale sia il grado di sovranità dei nuovi membri dell’alleanza e degli attuali canditati ad entrarvi, è ben delineato dalla notizia di stampa dello scorso 7 maggio secondo cui il governo albanese sta svolgendo negoziati con la NATO affinché essa prenda pieno controllo dello spazio aereo dell’Albania.<br />
Al che, viene in mente la favola di Esopo del lupo che si offre di liberare la pecora dalla rude guida del cane pastore.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Modelos climáticos deixam de fora metano libertado pelos oceanos ]]></title>
<link>http://biogilde.wordpress.com/2009/07/09/modelos-climaticos-deixam-de-fora-metano-libertado-pelos-oceanos/</link>
<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 15:07:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>biogilde</dc:creator>
<guid>http://biogilde.wordpress.com/2009/07/09/modelos-climaticos-deixam-de-fora-metano-libertado-pelos-oceanos/</guid>
<description><![CDATA[Até agora, a contribuição do metano oceânico para o efeito de estufa tem sido grandemente subestimad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Até agora, a contribuição do metano oceânico para o efeito de estufa tem sido grandemente subestimad]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MANOVRE PER LA CONQUISTA DEL GOLFO PERSICO!]]></title>
<link>http://kiriosomega.wordpress.com/2009/06/26/manovre-per-la-conquista-del-golfo-persico/</link>
<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 12:24:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>kiriosomega</dc:creator>
<guid>http://kiriosomega.wordpress.com/2009/06/26/manovre-per-la-conquista-del-golfo-persico/</guid>
<description><![CDATA[MANOVRE PER LA CONQUISTA DEL GOLFO PERSICO! Non sono filo iraniano&#8230; non approvo le teocrazie, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- BODY { 	MARGIN-TOP: 20px; FONT-FAMILY: Arial, Helvetica; COLOR: #006666; MARGIN-LEFT: 50px; FONT-SIZE: 10pt } --></p>
<p align="center"><span><span style="color:#ff0000;font-size:small;"><strong>MANOVRE PER LA CONQUISTA DEL GOLFO  PERSICO!</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size:small;">Non sono filo iraniano&#8230; non approvo le teocrazie, le  ierocrazie, le clericocrazie&#8230; sono contro ogni imposizione religiosa<span>, credenza</span><span> che  considero appartenente solo all&#8217;intimo della persona.</span> <img src="http://www.italiainformazioni.com/fckeditor/editor/images/smiley/msn/sad_smile.gif" alt="" /><strong>HO<span> PERCIO&#8217;</span> LA NETTA CONVINZIONE<span>, PER LA CAMPAGNA MEDIATICA SCATENATA DALLA STAMPA  OCCIDENTALE,</span> CHE E&#8217; INIZIATA LA GUERRA DELL&#8217;OCCIDENTE CONTRO IL SOVRANO  STATO DELL&#8217;IRAN.</strong><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"><strong>LA CAMPAGNA MEDIATICA SCATENATA E&#8217; IDENTICA A QUELLA  MESSA IN OPERA <span>ANCHE </span>CONTRO SADDAM HUSSEIN  E L&#8217;IRAQ DEL PARTITO &#8220;BAT&#8221;, EPOCA IN CUI QUEL POPOLO <span>ALMENO </span>NON SOFFRIVA PER UNA GUERRA FRATRICIDA  VOLUTA E SCATENATA DAGLI OCCIDENTALI.</strong><span style="text-decoration:underline;"><strong> E SADDAM HUSSEIN NON  ERA PEGGIORE DI TANTI ALTRI SEDICENTI DEMOCRATICI  PREMIER</strong></span>!</span></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;font-size:small;">I<span>DENTICA STRATEGIA FU POSTA IN OPERA CON  L&#8217;ITALIA DEL DUCE, CON LA GERMANIA NAZIONALSOCIALISTA E IL GIAPPONE IMPERIALE,  ALLORCHÉ CI COSTRINSERO A SCENDERE IN GUERRA PER COMBATTERE <em><span style="color:#0000ff;">LA GUERRA DELL&#8217;IDEA SOCIALE CONTRO LA GUERRA DEL  DOLLARO</span></em> ACCUSANDO I TRE PAESI DI AVERE VOLUTO LA STESSA GUERRA.  MA E&#8217; MAI PENSABILE CHE TRE PULCI VOLESSERO COMBATTERE CONTRO IL MONDO  INTERO?</span><br />
</span></strong></p>
<p><span style="font-size:small;"><span style="color:#0000ff;">Infatti,<span> oggi,</span> ANCORA UNA VOLTA E&#8217; STATA ATTESA  L&#8217;OCCASIONE SCATENANTE LA LIBIDO SIONISTA/AMERICANA: &#8220;La rielezione del  presidente Ahmadinejad che tanto scomodo è ai sionisti americani e ebrei; e ciò  per scatenare la prima tappa della prossima guerra pro colonialismo americano  che li condurrà ad appropriarsi del Golfo Persico<span>, </span>del petrolio e minerali contenuti nelle cinque  repubbliche<span> </span>esterne ex sovietiche<span>.</span></span><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"><strong>Insomma<span>.</span> la  tattica è sempre la stessa<span>:</span> <span>&#8220;</span>Pagare qualcuno filo giudaico/americano con un  certo carisma e gruppo al seguito, e lasciargli combattere una guerra interna di  destabilizzazione del governo in carica&#8221;.</strong><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;">La studentessa iraniana di cui si accenna in un articolo<span> dal titolo:<br />
</span></span></p>
<h2><span style="font-size:small;">“Adesso il mondo ha visto come si  governa nel mio paese”<span>.</span> Parla una  studentessa iraniana che vive a Palermo<span>-</span><span> </span></span><span style="font-size:x-small;"><strong>di Giulio Giallombardo</strong><span>&#8220;</span></span></h2>
<p><span style="font-size:small;">non è certo figlia del popolo, ma di una classe agiata,  altrimenti non sarebbe in Italia pagandosi gli studi<span>.</span> <span>C</span>lasse  agiata che amerebbe un regime di libero mercato<span> per propri prioritari interessi. [<span style="text-decoration:underline;">Ma la studentessa che ha rilasciato le  dichiarazioni riportate nell'articolo esiste davvero, (il mio è solo un periodo ipotetico del terzo tipo)? E se esiste è così  sciocca con le sue dichiarazioni, visto che il regime è feroce, da porre a repentaglio la vita dei propri  parenti rimasti in Iran"? Inoltre, che valore possiamo attribuire alle parole di  una sedicente studentessa senza alcuna carica rappresentativa del proprio  Paese?]</span></span><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;">In conclusione<span>,</span> la storia  della vicenda U$A-SION/IRAN è sempre quella che ha come soggetto la suddivisione  dei beni in parti similari tra i cittadini del mondo!<span> Suddivisione cui una minoranza detestabile si oppone  anche con la forza delle armi.</span><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;">Sono utopico<span> nel credere in una  migliore società</span>? No! <span>Perché c</span>redo  nella GIUSTIZIA, e non me ne riempio la bocca per comodità.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;">kiriosomega agnostico per grazia ricevuta</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La famiglia nucleare]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/06/15/la-famiglia-nucleare/</link>
<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 13:16:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
<guid>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/06/15/la-famiglia-nucleare/</guid>
<description><![CDATA[Alla vigilia del G8 sull’energia, gli Stati Uniti hanno firmato un importante accordo con gli Emirat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/06/vengoanchio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2857" title="vengoanchio" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/06/vengoanchio.jpg" alt="vengoanchio" width="152" height="152" /></a></p>
<p>Alla vigilia del G8 sull’energia, gli Stati Uniti hanno firmato un importante accordo con gli Emirati Arabi Uniti. Non per importare petrolio, di cui gli EAU sono terzo esportatore mondiale, ma per fornirgli altra energia. Nucleare. Con le tecnologie e il materiale fissile fornito dagli USA, gli Emirati disporranno di reattori nucleari entro dieci anni. L’accordo, stipulato dall’amministrazione Bush in gennaio, è stato approvato il 19 maggio dal presidente Obama, il quale garantisce che «non comporterà alcun rischio irragionevole, ma promuoverà la comune difesa e sicurezza». Ora dovrà essere approvato dal Congresso.<br />
(&#8230;)<br />
Esso frutterà almeno 40 miliardi di dollari, il grosso dei quali andrà alle multinazionali General Electric, Westinghouse, Bechtel e altre che costruiranno gli impianti nucleari negli Emirati. Accordi analoghi, stipulati con Arabia Saudita, Bahrain, Egitto, Marocco, Algeria, saranno certamente approvati dall’amministrazione Obama.<br />
(&#8230;)<br />
Ma perché un paese come gli Emirati, che possiede riserve di petrolio e gas sufficienti per oltre un secolo, vuole dotarsi di un’industria nucleare? Ufficialmente perché ha bisogno di produrre più elettricità. Per fornire energia pulita a una popolazione che non raggiunge i 5 milioni, basterebbe però sviluppare gli impianti solari che ha cominciato a costruire. Scopo della casa regnante è in realtà un altro: entrare nel club dei paesi nucleari acquisendo la capacità di poter un giorno costruire armi nucleari. Formalmente gli EAU e le altre monarchie del Golfo aderiscono al Trattato di Non-Proliferazione (TNP). Nessuno può sapere, però, quale sarà la loro decisione in futuro. Da parte loro, <strong>il governo USA e altri, mentre accusano l’Iran (che aderisce al TNP) di usare il nucleare civile per fini militari, aiutano Israele (che non aderisce al TNP) a potenziare il proprio arsenale nucleare</strong>, tacendo sul fatto che, essendo l’unico in Medio Oriente a possedere armi nucleari, spinge gli altri nella stessa direzione. Ora, per mantenere sotto la loro influenza quest’area strategica, gli USA aiutano le monarchie del petrolio a imboccare la via del nucleare.</p>
<p>Da <em><a href="http://www.disarmiamoli.org/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=347&#38;Itemid=146">Washington semina centrali nucleari tra le signorie arabe del Golfo</a></em>, di <strong>Manlio Dinucci</strong>.<br />
[grassetto nostro]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Um lugar no mundo - Emirados Árabes Unidos ]]></title>
<link>http://bloguete.wordpress.com/2009/05/28/um-lugar-no-mundo-emirados-arabes-unidos/</link>
<pubDate>Thu, 28 May 2009 15:03:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>fatimad</dc:creator>
<guid>http://bloguete.wordpress.com/2009/05/28/um-lugar-no-mundo-emirados-arabes-unidos/</guid>
<description><![CDATA[Há pouco mais de uma década, Dubai era um lugar desconhecido. Nos últimos cinco anos, passou a um do]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_52rzVhT3GHI/Shvr93qcoMI/AAAAAAAACGs/nHkDQ3m-hKQ/s320/dubai3-762934.JPG" class="aligncenter" width="320" height="239" /></p>
<p>Há pouco mais de uma década, Dubai era um lugar desconhecido. Nos últimos cinco anos, passou a um dos roteiros preferidos das “peruas”, “socialities” e afins e nos últimos meses é vista com freqüência na tela da Globo na novela Caminho das Índias. Por conta da super-exposição há quem confunda Índia e Dubai, e Dubai com outras cidades e países de cultura islâmica. Além de se tornar “sinônimo” de Emirados Árabes, assim como para muita gente o México se resume a Cancun e os Estados Unidos a Miami e Nova York.<br />
            Mas não é bem como acham. Os Emirados Árabes Unidos é uma federação de sete emirados na costa do Golfo Pérsico formado em 1971. Sua capital, apesar de Dubai aparecer mais na mídia e nos roteiros de viagem, é Abu Dabi que também é o maior dos integrantes da federação.  Cada emirado é uma monarquia controlada por uma família real, com uma certa soberania sobre o território regional. Os outros emirados (alem de Dubai e Abu Dabi) são Sharjah, Ras Al Khaimah, Umm Al Qwain, Ajman e a Fujairah.<br />
             A economia do país está baseada na extração de petróleo, mas nos últimos anos têm sido feitos investimentos na área turística. Shoppings, arranha-céus, complexos turísticos, praias e ilhas artificiais tem mudado as feições de alguns emirados, em especial a Dubai que aparece nas novelas. A moderna Dubai tem muitas características interessantes e seus principais marcos atuais, como as altíssimas Emirates Towers e o magnífico Burj Al Arab, fazem com que até os mais renitentes fiquem de queixo caído. Há também muitas atrações encantadoras no centro antigo da cidade, desde os tradicionais souks de Deira e as casas com torres de vento de Bastakia até o belo Creek.<br />
             Abu Dhabi tem um litoral que estende por mais de 400 quilômetros e é dividido para propósitos administrativos em três regiões principais. A primeira região cerca a cidade de Abu Dhabi que é o capital do emirado e a capital federal. Os edifícios do governo, universidade, complexos culturais fazem parte da cidade. Ajman é o menor emirado, com a capital, Ajman e duas cidades princiais, Masfut e Manama e economia agrícola. Fujairah é um dos emirados menos povados e de território quase todo montanhoso. Os outros emirados são quase todos desérticos. Sarjah é o terceiro emirado em extensão e o único com praias no Golfo Pérsico e Golfo e Omã. O emirado de Sharjah é reconhecido como a Capital Cultural dos Emirados Árabes Unidos. No território de Sharjah podem-se encontrar amplos oasis. O mais conhecido deles é Dhaid, lugar onde se cultivam uma ampla variedade de frutas e vegetais. Ras Al Khaimah está na fronteira com o Sultanato de Omã (que todos dizem ser mais bonito do que os emirados) e tem as mesmas feições modernistas de Dubai e Abu Dhabi. Localizado ao norte, Umm Al Qwain é o sétimo emirado, e tem uma área de 777 quilômetros quadrados.</p>
<p>Fontes: Wikipedia e Folha Ilustrada </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Francia amplía su área de influencia al golfo Pérsico ]]></title>
<link>http://temasinternacionais.wordpress.com/2009/05/27/francia-amplia-su-area-de-influencia-al-golfo-persico/</link>
<pubDate>Wed, 27 May 2009 16:17:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Emilia C. de Paula</dc:creator>
<guid>http://temasinternacionais.wordpress.com/2009/05/27/francia-amplia-su-area-de-influencia-al-golfo-persico/</guid>
<description><![CDATA[Sarkozy inaugura laprimera base militar gala en los Emiratos Árabes Unidos. El presidente francés, N]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sarkozy inaugura laprimera base militar gala en los Emiratos Árabes Unidos. El presidente francés, N]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[France opens military base in Persian Gulf]]></title>
<link>http://temasinternacionais.wordpress.com/2009/05/26/france-opens-military-base-in-persian-gulf/</link>
<pubDate>Tue, 26 May 2009 11:17:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ariel  Boldrini</dc:creator>
<guid>http://temasinternacionais.wordpress.com/2009/05/26/france-opens-military-base-in-persian-gulf/</guid>
<description><![CDATA[Emirados Arabes Unidos &#8211; RIA Novosti &#8211; 26/05/2009 France opened on Tuesday a permanent m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Emirados Arabes Unidos &#8211; RIA Novosti &#8211; 26/05/2009 France opened on Tuesday a permanent m]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Emires, jeques y magnates del Golfo adquieren edificios emblemáticos en el centro de París]]></title>
<link>http://apolotorrevieja.wordpress.com/2009/05/25/emires-jeques-y-magnates-del-golfo-adquieren-edificios-emblematicos-en-el-centro-de-paris/</link>
<pubDate>Mon, 25 May 2009 09:39:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>apolotorrevieja</dc:creator>
<guid>http://apolotorrevieja.wordpress.com/2009/05/25/emires-jeques-y-magnates-del-golfo-adquieren-edificios-emblematicos-en-el-centro-de-paris/</guid>
<description><![CDATA[ElPeriodico.com &#8211; ELIANNE ROS PARÍS Las limusinas aparcadas en hilera ante las tiendas de lujo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>ElPeriodico.com &#8211; ELIANNE ROS PARÍS</p>
<p>Las limusinas aparcadas en hilera ante las tiendas de lujo delatan su presencia. También el despliegue de guardaespaldas impecablemente trajeados, cargando montones de bolsas estampadas con logos de las marcas más caras del mercado. Son las esposas de los emires, jeques y hombres de negocios de los países del golfo Pérsico que periódicamente aterrizan &#8211;en jet privado, naturalmente&#8211; en los palacios más suntuosos de la capital francesa. No en vano, los Campos Elíseos son conocidos como La ruta de los árabes del Golfo. Solo las más rutilantes estrellas de cine reciben tantas atenciones en los establecimientos de la calle de Montaigne &#8211;sede histórica de firmas como Chanel, Gucci, Louis Vuiton&#8230;.&#8211;, que desemboca en la gran avenida. Todo esfuerzo es poco para satisfacer a unos clientes que no miran los precios y que escogen los artículos por duplicado o incluso por triplicado. «De momento, la crisis no parece afectarles. Siguen gastando sus petrodólares como si crecieran en los árboles», admite una dependienta de una reputada tienda de los Campos Elíseos. Aunque haya cola para entrar, los servicios de seguridad de la puerta tienen orden de «no hacer esperar ni un segundo» a las ricas herederas árabes, muchas de ellas tocadas con el velo. Su recatado aspecto no les impide hacerse con los modelos más atrevidos y recargados, que lucen en fiestas privadas. En verano, cuando el calor aprieta más en el Golfo, las familias árabes desembarcan en tropel en los míticos hoteles del vecindario: Fouque’s, George V, Marriott, Crillon&#8230; donde una noche puede costar hasta 2.500 euros. Los habituales no son solo saudís o kuwaitís. En los últimos años, París se ha convertido en la meca comercial de las familias más influyentes de Qatar. Empezando por el emir de la antigua colonia británica independizada en 1971, Hamed ben Khalifa al Thani. El gobernante, que gestiona la tercera reserva mundial de gas, ha pagado 250 millones de euros por el espléndido palacio Evreux, en la plaza de la Vendôme, donde se concentran las joyerías más lujosas del mundo. ‘Diplomacia inmobiliaria’ La llamada diplomacia inmobiliaria de los qatarís extiende sus tentáculos por los lugares más emblemáticos de la capital, desde la exclusiva isla de Saint Louis hasta el antiguo centro internacional de conferencias de la avenida Kléber, por el que Qatari Diar, un fondo soberano del emirato, ha desembolsado 404 millones de euros. Las antiguas dependencias del Ministerio de Exteriores reabrirán sus puertas en el 2012, reconvertidas en hotel de lujo. La compra del Hotel Lambert &#8211;80 millones de euros&#8211; por parte del hermano del emir constituye uno de los golpes más sonados. Sus polémicas reformas &#8211;poco apropiadas para los expertos, que lo consideran «el más bello de los edificios que sobrevivieron al siglo XVII»&#8211; han sido rápidamente objeto de un pacto al más alto nivel. Las razones de Estado son prioritarias. Nicolas Sarkozy mantiene una relación muy estrecha con Qatar. El emirato ha sacado de apuros a Airbus realizando un pedido de 80 aviones A-350, ha firmado acuerdos con las principales empresas de energía y telecomunicaciones galas, y el 80% del material de su Ejército ha sido fabricado en Francia. Por no mencionar los servicios de mediación con los gobiernos de la zona, que permitieron a Sarkozy colgarse la medalla de la liberación de las enfermeras búlgaras. Para facilitar la ambiciosa política de inversiones de los qatarís, el Parlamento francés ratificó el pasado mes de febrero una convención fiscal que exonera a los representantes del emirato de los impuestos sobre las plusvalías inmobiliarias y las ganancias de capital realizadas en territorio francés. Un privilegio que estaba reservado, hasta ahora, a los kuwaitís. Frivolidad y deporte El país en el que conviven la televisión árabe Al Jazira &#8211;fundada por el emir&#8211; y la base estadounidense desde la que se lanzaron los ataques a Irak no se limita a comprar segundas residencias de ensueño en el corazón de París. Sus petrodólares han empezado a comprar acciones de empresas y a subvencionar acontecimientos mundanos y deportivos. La bandera de Qatar y el decorado oriental presidieron la última edición del premio Arco de Triunfo en el hipódromo de Longchamp &#8211;reducto de la alta sociedad parisina&#8211;, patrocinado por el jeque Mohamed ben Faleh al Thani, primo del emir.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Crisis Mundial - Globalización VI]]></title>
<link>http://chamero.wordpress.com/2009/05/13/crisis-mundial-globalizacion-vi/</link>
<pubDate>Wed, 13 May 2009 17:07:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>chamero</dc:creator>
<guid>http://chamero.wordpress.com/2009/05/13/crisis-mundial-globalizacion-vi/</guid>
<description><![CDATA[  Serie Globalización Extraída de la Sección Geopolítica de La Enciclopedia Latinoamericana Actualiz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> </p>
<p align="center"><strong>Serie Globalización</strong></p>
<p align="center">Extraída de la Sección <a href="http://www.aunmas.com/geopolitica/"><span style="text-decoration:underline;">Geopolítica</span></a> de <a href="http://www.aunmas.com/"><span style="text-decoration:underline;">La Enciclopedia Latinoamericana</span></a></p>
<p align="center">Actualizada a Mayo  2009</p>
<p align="center"> <img class="aligncenter size-full wp-image-237" title="glob2_anm2" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/05/glob2_anm2.gif" alt="glob2_anm2" width="50" height="50" /></p>
<p align="center">By <a title="Juan Chamero" href="mailto:jach_spain@yahoo.es" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Juan Chamero</span></a>, <a title="Caece University" href="http://www.caece.edu.ar/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Caece University</span></a> at Buenos Aires, Argentine,May 14<sup>th</sup>  2009</p>
<p align="center"> <strong>Globalización VI</strong></p>
<p align="center"><strong>Debajo de Jesús y de Mahoma corre un río de petróleo</strong><strong></strong></p>
<p align="center">Colonialismo y otros conceptos conexos y antagónicos</p>
<p align="center">Oro Negro y Oro Azul</p>
<p>Extendemos el análisis realizado en el año 2001 para el “oro negro” al muy reciente “oro azul”, emblema del vital recurso “agua potable”. No es que a esa altura (2001) se desconociera el valor de supervivencia y estratégico del agua potable sino que no existía aún información global confiable disponible, tal como un “Mapa Mundial de Acuíferos”.</p>
<p align="center"> </p>
<p><strong>El oro negro</strong></p>
<p><strong>Estado del recurso</strong></p>
<p>No queremos ser simplistas diciendo que todo lo que ocurre en el Medio Oriente y ahora en Asia Central y con peligro de extenderse al Islam, roguemos fervientemente que eso no ocurra, es cuestión de intereses económicos, pero si que el componente material es quizá la variable más importante de todos estos conflictos. Al respecto, hemos extraído del sitio de la <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.bp.com/"><span style="text-decoration:underline;">Brittish Petroleum</span></a></span> el siguiente Mapa de Reservas de Petróleo en el mundo.</p>
<p style="text-align:center;"> <img class="aligncenter size-full wp-image-264" title="oil_map_2000" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/05/oil_map_2000.jpg" alt="oil_map_2000" width="450" height="285" /></p>
<p> Donde se aprecia la importancia estratégica del Golfo Pérsico, centro de gravedad de los conflictos. De esa región, que prácticamente no consume energía, se extraen los dos tercios de la principal fuente de energía que necesita el mundo para vivir y desarrollarse, con unas reservas  estimadas en casi 700.000 millones de barriles de petróleo.</p>
<p style="text-align:center;"> <img class="size-full wp-image-265  aligncenter" title="oil_distr_2000" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/05/oil_distr_2000.jpg" alt="oil_distr_2000" width="140" height="296" /></p>
<p>  Esa tremenda riqueza natural no se estaría usando en provecho de las principales naciones productoras de petróleo, he ahí uno de los ingredientes motivadores del descontento general de los pueblos de esa región.</p>
<p><strong>Actualización 2001-2009</strong></p>
<p align="center"> <img class="aligncenter size-full wp-image-266" title="oil_chart_map_proved_oil_reserves_375" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/05/oil_chart_map_proved_oil_reserves_375.gif" alt="oil_chart_map_proved_oil_reserves_375" width="375" height="242" /></p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-267" title="oil_consumption" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/05/oil_consumption.gif" alt="oil_consumption" width="375" height="253" /></p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-268" title="oil_prices" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/05/oil_prices.gif" alt="oil_prices" width="375" height="271" /></p>
<p align="center"> </p>
<p style="text-align:left;"><strong></strong> </p>
<p align="center"> </p>
<p>Obsérvese el comportamiento irregular de los precios de este recurso y como arrastra a las monedas del mundo en sus muchas veces imprevistas subidas y bajadas. Analice a la luz de este gráfico los efectos – causas de la Guerra del Yom Kippur y la Revolución Irania. Retornemos ahora, luego de esta necesaria actualización al hilo del artículo escrito hace ya ocho años.</p>
<p> <strong>Los líderes de los sectores más radicalizados de los países del primer mundo</strong>, que en gran parte malgasta ese precioso recurso no-renovable, afirman que los países productores de petróleo no aprovechan los recursos monetarios producidos por la venta de esa riqueza por su incapacidad para unirse y organizarse para el bien común de sus pueblos.</p>
<p> <strong>Los líderes de los sectores más radicalizados de esos pueblos,</strong> no necesariamente terroristas, opinan que sufren una forma de neo-colonialismo, que sus gobiernos son corruptos y dilapidan la riqueza que Dios les dio.</p>
<p> Si a eso se lo condimenta con un poco de historia, antiguos resquemores y odios provocados por el viejo colonialismo europeo en esas regiones y se lo condimenta con ofensas religiosas del pasado y del presente, aparecen embrionarios caldos de cultivo de reacciones extremas como el terrorismo.</p>
<p><strong>Estados Unidos hereda un resquemor de siglos</strong></p>
<p> A partir del año 1989, y unos pocos años después con la desaparición de la bipolaridad, Estados Unidos hereda ese resentimiento anticolonialista, que a lo largo de la historia de los dos últimos siglos ha experimentado diversos estadios de odio. Estados Unidos ha sido menos imperialista y menos “colonialista” con las naciones árabes que Inglaterra o Rusia pero los tiempos son distintos: el mundo es ya uno, no hay cultura ni raza superior y por lo tanto los pueblos detestan toda forma de colonialismo.</p>
<p> Últimamente los centros de inteligencia política, social y económica de Occidente, están febrilmente desenterrando ensayos históricos y escribiendo artículos alrededor del tema “Colonialismo” e incluso los más atrevidos se animan a hablar de Colonialismo y Terrorismo. Por ejemplo, <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.economist.com/"><span style="text-decoration:underline;">The Economist</span></a></span> y su <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://store.eiu.com/index.asp?promo=economist"><span style="text-decoration:underline;">Unidad de Inteligencia Económica</span></a></span> en Inglaterra, <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.monde-diplomatique.fr/"><span style="text-decoration:underline;">Le Monde Diplomatique</span></a></span> en Francia, el <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.foreignaffairs.com/"><span style="text-decoration:underline;">Consejo sobre las Relaciones Internacionales, Diplomacia y Asuntos Internacionales</span></a></span>  que tratan sobre democracia, derechos humanos, racismo y colonialismo, y los centros de investigaciones políticas y sociales de casi todas las universidades importantes del mundo se están expidiendo sobre éste acuciante tema. Invitamos a nuestros amigos a informarse sobre los siguientes conceptos clave relacionados al conflicto y que por la globalidad del mundo, nos guste o no, vamos todos a ser actores.</p>
<p><strong>Micro glosario elemental</strong><strong></strong></p>
<p>A fin de revisar la importancia relativa de algunos conceptos relacionados a este tema en la Web tal_como_se_muestra_ hoy y su evolución a lo largo del tiempo  presentamos sus respectivas popularidades para los años 2001 &#8211; 2009.  Los números corresponden al buscador <a href="http://www.google.com/">Google</a>, sitios que tratan sobre los temas consultados, en español y en inglés respectivamente.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Colonialismo/colonialism: 33.000/146.000 =&#62; 1.600.000/5.830.000</span></p>
<p>Terrorismo/Terrorism: 196.000/1.050.000 =&#62; 12.800.000/48.800.000</p>
<p><span style="color:#000000;">Colonialismo y Terrorismo/Colonialism and terrorism: 2.060/11.300 =&#62; 205.000/701.000</span></p>
<p>Neo-capitalismo/Neo-capitalism: 8.930/60.100 =&#62; 180.000/334.000</p>
<p>Globalidad/Globality: 15.200/4.920 =&#62; 283.000/623.000</p>
<p>Mundo Uno/World One: 140.000/194.000 =&#62; 741.000/485.000</p>
<p><em><span style="color:#0000ff;">Nota: en el año 2001 aún no percibíamos en forma clara la importancia de “dar con la o las palabras justas” para representar un concepto y además en función de las lenguas. Por ejemplo los anglosajones no emplean la palabra “globality” como descriptiva de la globalización sino “gloabalization”. Apréciese la importancia adquirida en solo ocho años por el término colonialismo, sobre todo en habla hispana, tema muy sensible en la esfera de los países latinoamericanos. </span></em></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Colonialismo:</strong> Generalmente toma la forma de ocupación física del territorio de una nación sojuzgada, poniendo generalmente a gobiernos dependientes, como la más difícil etapa de expansión de un imperio posterior a la conquista. Pueden darse formas más sutiles de colonialismo: cultural, político, económico.</span></p>
<p> <strong>Globalidad &#8211; Globalización</strong>: Un fenómeno mundial. El mundo cada vez más tiende a comportarse como una gran “Villa” profusamente interconectada y comunicada, de modo que nada ni nadie es ajeno a las acciones de grupos, comunidades y hasta de personas. La globalidad se refiere a los efectos de ese fenómeno que básicamente produce concentración de recursos, de poder y marginación de personas, procedimientos y recursos. El planeta se administra con un sistema de administración y control cada vez más pequeño. Iremos incorporando a esta serie el drama de los que quedan “afuera” de este sistema hasta ahora perverso.</p>
<p><strong>Capitalismo:</strong> Una ideología fundamentada en el instinto del hombre en enriquecerse, en gozar de esa riqueza y en concentrar recursos para la optimización de la producción. Todo, absolutamente todo, se subordina al crecimiento de la riqueza, que en términos técnicos se expresa como rentabilidad del capital. Ha perdido su ideología contrapuesta o complementaria, contribuyendo a agudizar las contradicciones y deformidades provocadas por la globalidad. Con una globalidad más equilibrada, al menos bipolar, tendríamos un mundo más equilibrado.</p>
<p><strong>Capitalismo salvaje:</strong> Neologismo calificando una deformación ideológica del capitalismo que consiste en dejar de lado los más elementales derechos humanos, individuales y colectivos en aras del beneficio a ultranza del factor capital y de su crecimiento.</p>
<p><strong>Islamismo:</strong> Religión monoteísta que tiene un origen común con el Judaísmo y el Cristianismo y que postula además vivir en un Estado Islámico, en una categoría superior a la de estado nacional o supranacional. Ver nuestra sección sobre <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.aunmas.com/religion"><span style="text-decoration:underline;">Religiones del Mundo</span></a></span></p>
<p><strong>Guerra Santa:</strong> Una instancia política extrema planteada por muchas religiones a lo largo de la historia de la humanidad en defensa de sus fieles, de sus privilegios y de sus principios.</p>
<p><strong>Guerra Santa contra los infieles:</strong> Una deformación religiosa que propugna el exterminio total de los infieles.</p>
<p><strong>Guerra Total:</strong> Estado exacerbado de cualquier guerra. Los contendientes se exacerban hasta llegar a extremos de crueldad con el enemigo. Algunas culturas condicionan a sus soldados a entrar rápidamente en éste estado.</p>
<p><strong>Terrorismo:</strong> Arte de guerra despiadado y de crueldad extrema, antihumano, destinado a paralizar por horror al enemigo. Es un paso de deshumanización que va más allá del concepto de “guerra total”.</p>
<p>Aprendamos de la historia sus enseñanzas, cómo los imperios vencieron, conquistaron,  colonizaron y decayeron. Cuáles fueron, evolucionaron  y son sus argumentos colonizadores: evangelización, educación, salvación, protección. Aprendamos de Roma, uno de los imperios más globales y duraderos, que colonizó en base al principio de la benevolencia civil.</p>
<p>Analicemos el colonialismo europeo en América, África y Asia, sin dejar de ver el colonialismo en Europa Central. Para algunos historiadores el terrorismo es el rezago de un colonialismo mal instrumentado. En ese sentido, para muchos analistas las FARC de Colombia es un ejemplo equivalente de al Qaeda en Afganistán.</p>
<p><strong> </strong><strong>El Oro Azul</strong></p>
<p>Veamos ahora lo que es un acuífero y un Mapa Global de Acuíferos a través del siguiente artículo: <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.newscientist.com/article/dn15030"><span style="text-decoration:underline;">Mapa de Acuíferos otrora ocultos hacen temer “Guerras del Agua”</span></a></span>, 24 de Octubre del 2008, por <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.newscientist.com/search?rbauthors=Catherine+Brahic"><strong><span style="text-decoration:underline;">Catherine Brahic</span></strong></a></span></p>
<p>Por primera vez la UNESCO ha presentado un <strong>Mapa de Acuíferos del Mundo</strong>, que muestra en detalle las reservas acuíferas del mundo. El “<span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.whymap.org/cln_092/nn_1055978/whymap/EN/Downloads/Global__maps/whymap__125__pdf,templateId=raw,property=publicationFile.pdf/whymap_125_pdf.pdf"><span style="text-decoration:underline;">Mapa del Oro Azul</span></a></span>” (4 MB) representa un tremendo esfuerzo de relevamiento a lo largo de una década lidiando con los gobiernos por los que corren subterráneamente los acuíferos.</p>
<p style="text-align:center;"> <img class="aligncenter size-full wp-image-269" title="world_aquifers_map" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/05/world_aquifers_map.jpg" alt="world_aquifers_map" width="450" height="271" /></p>
<p align="center"><a href="//www.igrac.net/dynamics/modules/SFIL0100/view.php?fil_Id=121">Mapa Acuífero mundial</a> (4MB), de IGRAC.Net</p>
<p> Los acuíferos son capas subterráneas de rocas o sedimentarias a partir de las cuales el agua puede ser extraída, normalmente mediante perforaciones y “pozos”. Esta reserva representa 100 veces el volumen de agua potable disponible en ríos y corrientes superficiales.</p>
<p>El mapa muestra 273 acuíferos que cruzan fronteras, denominados TBA, por Acuíferos de Trans Borde en inglés. De este total 68 están en América, 38 en África, 155 en Europa y 12 en Asia.</p>
<p>Cada acuífero TBA es, sin lugar a dudas, una fuente potencial de conflictos: si por ejemplo varios países comparte un acuífero la extracción de agua por parte de uno de ellos afecta a los países vecinos.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p align="center"> <img class="aligncenter size-full wp-image-270" title="aquifer_profile" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/05/aquifer_profile.png" alt="aquifer_profile" width="400" height="389" /></p>
<p align="center">Sección Transversal Típica de un <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Aquifer"><span style="text-decoration:underline;">Acuífero</span></a></span>, Wikipedia</p>
<p><strong>El acuífero Guaraní</strong></p>
<p align="center"> <img class="aligncenter size-full wp-image-271" title="guarani_aquifer" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/05/guarani_aquifer.jpg" alt="guarani_aquifer" width="250" height="253" /></p>
<p align="center">Fuente <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Guaran%C3%AD_Aquifer"><span style="text-decoration:underline;">Acuífero Guaraní</span></a></span>, de Wikipedia</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>El <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Guaran%C3%AD_Aquifer"><span style="text-decoration:underline;">Acuifero Guarani</span></a></span> corre por debajo de la superficie de Argentina, Brasil, Paraguay y Uruguay y es uno de los más grandes del mundo. Cubre una extensión de 1.200.000 km², con un volumen de 40,000 km³, un “espesor” de 50 a 800 metros y una máxima “profundidad” de 1.800 metros. Su contenido total se estima en 37.000 km³ de agua con una tasa de “recarga” de aproximadamente 166 km³/año debido a precipitaciones, Esta reserva es tan vasta que podría abastecer de agua potable a toda la población mundial durante 200 años. Debido a una esperada falta de agua potable a escala global que se tornaría crítica en 20 años hace a este recurso muy politizado y controvertido.</p>
<p> </p>
<p>Tags: Jesús, Mahoma, oro negro, oro azul, petróleo, agua potable, acuíferos, acuífero Guaraní, mapa mundial de acuíferos, brittish petroleum, mapa de reservas de petróleo, golfo pérsico, opep, opec, producción de petróleo, consumo de petróleo, precios del petróleo, Yom Kippur, revolución irania, colonialismo, globalidad, globalización, globalization, guerra total, bipolaridad, terrorismo, colonialismo y terrorismo, the economist, Le monde diplomatique, EIU, Economical Intelligence Unit, UIE, Consejo sobre Relaciones Internacionales, council of foreign relations, web tal_como_se_muestra, neo-capitalismo, neo-capitalism, mundo uno, world one, mundo bipolar, capitalismo salvaje, islamismo, guerra santa, guerra total, Imperio Romano, benevolencia civil, farc, al qaeda, Afganistán, Irán, guerras del agua, water wars, catherine Brahic, mapa del oro azul, IGRAC,  </p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"> </p>
<p><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Geração Dubai]]></title>
<link>http://vaivirarmar.wordpress.com/2009/04/08/geracao-dubai/</link>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 20:15:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tiago</dc:creator>
<guid>http://vaivirarmar.wordpress.com/2009/04/08/geracao-dubai/</guid>
<description><![CDATA[    A atual geração de jovens do Golfo Pérsico é empreendedora. No passado a exploração pura e simpl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> </p>
<p> </p>
<p><span lang="EN"></p>
<p style="text-align:justify;">A atual geração de jovens do Golfo Pérsico é empreendedora. No passado a exploração pura e simples do petróleo não gerou muitos empregos que eram compensados pelo setor público que figurava como uma &#8220;mãe&#8221;. A geração de Dubai, é a geração das cidades fantásticas que brotaram no deserto da noite para o dia. Os jovens que estão vivenciando isso tudo sabem que apesar da crise financeira, o futuro é promissor em termos de oportunidades.</p>
<p style="text-align:justify;">Mas esses jovens podem ir além de criar seu próprio negócio ou trabalhar em empresas globais. Daqui a 3 anos, a economia mundial tende a reassumir ritmos de crescimento maiores, carregando consigo duas questões: repensar o modelo de desenvolvimento e lidar com jovens tentando definir seu papel no espaço, num espaço de trajetórias extremamente pragmáticas, linhas retas e volume de consumo como forma de conferir identidade.</p>
<p style="text-align:justify;">Esses pontos são mais relevantes a longo prazo do que a certeza se o petróleo vai ou não continuar correndo nas veias do planeta por mais algum tempo. Pois um grande crescimento econômico e cidades construídas sobre o deserto ou mar podem chamar a atenção do mundo, mas também gerar um esvaziamento das riquezas telúricas produzidas através de um encontro de numerosas jovens trajetórias desses jovens. Um esvaziamento de suas almas?</p>
<p style="text-align:justify;">A geração de Dubai está importando conhecimento. Conhecimento que nesse blog têm sido colocado como uma oportunidade de ruptura na construção do universo social. As oportunidades estão lançadas não somente para as pragmáticas escolas de MBA, mas também para as sodalidades conscientes do papel do indivíduo no espaço.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></p>
<p> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stare a casa propria, mai?!]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/03/20/stare-a-casa-propria-mai/</link>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 16:25:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
<guid>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/03/20/stare-a-casa-propria-mai/</guid>
<description><![CDATA[Un sottomarino nucleare americano e un&#8217;altra nave USA si sono scontrati oggi nello stretto di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/03/hartford.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-2264" title="hartford" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/03/hartford.gif?w=300" alt="hartford" width="300" height="298" /></a></p>
<p>Un sottomarino nucleare americano e un&#8217;altra nave USA si sono scontrati oggi nello stretto di Hormuz, senza provocare danni all&#8217;unità di propulsione atomica.<br />
Lo ha riferito la Marina USA, aggiungendo che 15 marinai a bordo del <strong>sottomarino USS Hartford</strong> sono rimasti lievemente feriti nella collisione con la nave anfibia USS New Orleans.<br />
&#8220;Non ci sono danni all&#8217;impianto di propulsione nucleare dell&#8217;Hartford&#8221;, ha detto a Reuters il portavoce della Marina Nathan Christensen.<br />
Lo stretto di Hormuz, tra Oman e Iran, collega i più grossi produttori di petrolio del Golfo, come l&#8217;Arabia Saudita, con il Golfo di Oman e il Mare arabico.<br />
Circa il 40% del petrolio lascia la regione attraverso lo stretto.<br />
&#8220;Non ci sono state ripercussioni sul traffico nello stretto. Entrambe le navi stavano operando nell&#8217;ambito del loro potere e sono passate attraverso lo stretto&#8221;, ha aggiunto il portavoce.<br />
La collisione è avvenuta alle prime ore dell&#8217;alba e ha provocato la fuoriuscita di 25.000 galloni (circa 95.000 litri) di carburante.<br />
&#8220;Il New Orleans ha riportato la rottura del serbatoio, che ha provocato la fuoriuscita di circa 25.000 galloni di diesel&#8221;, si legge in una nota della Marina USA, aggiungendo che sull&#8217;accaduto è stata aperta un&#8217;indagine.<br />
(Reuters)</p>
<p><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/USS_Hartford_(SSN-768)">Quel sottomarino lo conoscono bene in Sardegna, dalle parti de La Maddalena&#8230;</a></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Brasil promueve eliminación del Dólar]]></title>
<link>http://holismoplanetario.wordpress.com/2009/02/19/brasil-promueve-eliminacion-del-dolar/</link>
<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 00:52:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>holismoplanetario</dc:creator>
<guid>http://holismoplanetario.wordpress.com/2009/02/19/brasil-promueve-eliminacion-del-dolar/</guid>
<description><![CDATA[De: renato longato &lt;sipan4@yahoo.com&gt; Fecha: Mar, 17 de Feb, 2009 11:42 pm Asunto: Brasil prom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="msgheader">
<table class="wide" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="headers"><span class="smalltype"><strong><span style="font-size:xx-small;font-family:Verdana;">De:</span></strong></span> renato longato &#60;sipan4@yahoo.com&#62;<br />
<span class="smalltype"><strong><span style="font-size:xx-small;font-family:Verdana;">Fecha:</span></strong></span> Mar, 17 de Feb, 2009 11:42 pm<br />
<span class="smalltype"><strong><span style="font-size:xx-small;font-family:Verdana;">Asunto:</span></strong></span> Brasil promueve eliminacion del Dolar</td>
<td class="info"><span class="name"><a href="http://espanol.profiles.yahoo.com/sipan4"><span style="color:#247cd4;">sipan4</span></a> </span><br />
<a class="smalltype ygrp-nowrap" title="Sin conexión" href="sendIM?sipan4"><img src="http://us.i1.yimg.com/us.yimg.com/i/mesg/notonline.gif" alt="Sin conexión" width="12" height="12" /><span style="font-size:xx-small;color:#247cd4;font-family:Verdana;"> Sin conexión</span></a><br />
<a class="smalltype ygrp-nowrap" title="Enviar mensaje" href="http://holismoplanetario.wordpress.com/group/Ciber_Etica_Holistico_Planetaria/post?postID=cqPsDtTz43IXOd_xlshaCUMKPYLjUDAzmBMidcp0CLjxDvxpJirkT39npiivKEFmM7d9tCn_OxKPYg"><img src="http://us.i1.yimg.com/us.yimg.com/i/yg/img/ui/send2.gif" alt="Enviar mensaje" width="12" height="12" /><span style="font-size:xx-small;color:#247cd4;font-family:Verdana;"> Enviar mensaje</span></a><br />
<a class="smalltype ygrp-nowrap" title="Modificar membresía" href="http://holismoplanetario.wordpress.com/group/Ciber_Etica_Holistico_Planetaria/member_detail?id=195684326&#38;Referer=/group/Ciber_Etica_Holistico_Planetaria/pending%3fview%3d1%26msg%3d25460"><img src="http://us.i1.yimg.com/us.yimg.com/i/yg/img/ui/gr_12_edit.gif" alt="Modificar membresía" width="12" height="12" /><span style="font-size:xx-small;color:#247cd4;font-family:Verdana;"> Modificar membresía</span></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div class="form-rowb20">
<div class="msgarea">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2">
<tbody>
<tr>
<td>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<div><strong>Primeras senhales del descoplamiento del Dolar promovido por Brasil. Como se conoce Brasil forma parte del &#8220;BRIC Group&#8221; (brasil-rusia-india-china) consideradas como futuras potencias en un mundo multipolar. </strong><strong>El Dolar esta perdiendo de manera gradual el papel de moneda estable en el mundo financiero en camino a perder su rol preponderante. Vale recordar que el rescate promovido por Paulsen y Bernanke en Septiembre del 2008 incremento la deuda norteamericana en US$ 990 millones de dolares. </strong></div>
<div><strong></strong> </div>
<div><strong>De la misma manera varios paises del Golfo Persico ( Petro-Estados) estan en todas las negociaciones para lanzar su nueva monedaa mas tardar en el 2010 y crear un bloque economica en el area. Estos son los preludios de un reordinamiento en la economia internacional&#8230;.leer breve articulo lineas abajo.</strong></div>
<div><strong></strong> </div>
<div><strong>Renato </strong></div>
<div></div>
<h2><span style="background-color:#80ff00;">Brasil y Venezuela también intentarán eliminar dólar en comercio bilateral</span></h2>
<div class="node"><span class="submitted">Mar, 17/02/2009 Diario La Republica &#8211; Lima &#8211; Peru</span></div>
<div class="node"> </div>
<div class="content">
<div>
<div><img src="http://www.larepublica.pe/files/image/2009/febrero/17/DIRE170209CHAVE.jpg" alt="" align="left" /></div>
<p>El presidente brasileño, Luiz Inácio Lula da Silva, y su homólogo venezolano, Hugo Chávez, acordaron &#8220;estudiar&#8221; la posible sustitución del dólar por las monedas de sus países en el comercio bilateral.</p>
<div>Portavoces del Palacio de Planalto, sede del Ejecutivo brasileño, dijeron que Lula telefoneó a Chávez para felicitarle por su victoria en el referendo del pasado domingo y le comentó algunos de los asuntos tratados durante el encuentro que tuvo en Brasilia con el jefe de Estado colombiano, Álvaro Uribe.</div>
<div><span style="background-color:#ffff00;">En esa reunión, el mandatario de Brasil le propuso a Uribe adoptar para el comercio bilateral un mecanismo que Brasil ya aplica con Argentina y elimina el dólar de las transacciones, que son realizadas en las monedas de ambos países.</span></div>
<div><span style="background-color:#ffff00;">Lula le expresó a Chávez el interés manifestado por Uribe y el presidente venezolano declaró &#8220;su apoyo a esa iniciativa&#8221;, a la que Venezuela podría plegarse, al menos en su intercambio con Brasil.</span></div>
<div>Según las fuentes, el gobernante brasileño también dijo que el presidente colombiano hizo &#8220;declaraciones muy positivas&#8221; sobre Chávez, quien a su vez le aseguró que &#8220;las dificultades&#8221; que Colombia y Venezuela tuvieron en el pasado &#8220;están superadas&#8221; y que las relaciones entre ambos países &#8220;están muy bien ahora&#8221;. (Brasilia, EFE).<br />
 </div>
</div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[De Quilmes a Qatar]]></title>
<link>http://candombera.wordpress.com/2009/02/18/de-quilmes-a-qatar/</link>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 05:31:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>candombera</dc:creator>
<guid>http://candombera.wordpress.com/2009/02/18/de-quilmes-a-qatar/</guid>
<description><![CDATA[Un amigo me sugirió que escriba una autobiografía y que el título del libro debería ser “De Quilmes ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Un amigo me sugirió que escriba una autobiografía y que el título del libro debería ser “De Quilmes ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“New York Times” revela ataques secretos de EU contra Al Qaeda]]></title>
<link>http://igaritouch.wordpress.com/2008/11/10/%e2%80%9cnew-york-times%e2%80%9d-revela-ataques-secretos-de-eu-contra-al-qaeda/</link>
<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 23:19:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Garito</dc:creator>
<guid>http://igaritouch.wordpress.com/2008/11/10/%e2%80%9cnew-york-times%e2%80%9d-revela-ataques-secretos-de-eu-contra-al-qaeda/</guid>
<description><![CDATA[Las Fuerzas Armadas norteamericanas recibieron una amplia orden firmada en 2004 por el secretario de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Las Fuerzas Armadas norteamericanas recibieron una amplia orden firmada en 2004 por el secretario de]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
