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	<title>gomorra &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/gomorra/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "gomorra"</description>
	<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 14:13:02 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Gomorra on Set]]></title>
<link>http://lacile.wordpress.com/2009/11/24/gomorra-on-set/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 13:28:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>©cecile landman</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
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<title><![CDATA["Processo Breve" - Un titolo accattivante per una riforma agghiacciante]]></title>
<link>http://pdnwlodigiano.wordpress.com/2009/11/23/processo-breve-un-titolo-accattivante-per-una-riforma-agghiacciante/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:00:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il disegno di legge Gasparri-Quagliarello-Bricolo, meglio noto sotto il nome di “processo breve”, pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Il disegno di legge Gasparri-Quagliarello-Bricolo, meglio noto sotto il nome di “processo breve”, parte dal presupposto noto alla maggior parte della popolazione italiana: l’interminabilità dei processi civili e penali italiani. Leggendo sui giornali si può osservare che passando per i tre gradi di giudizio un processo può arrivare alla conclusione anche dopo diversi decenni. Come la premessa al disegno di legge ci ricorda, questa estrema lentezza ci è costata diversi richiami da parte della corte di giustizia europea e un danno finanziario e di immagine notevole all’estero.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Il disegno di legge prevede dunque, nell’articolo 2 punto 1, che per ogni grado di giudizio, la durata massima di ogni grado di giudizio sia di due anni, cosi da portare a sei anni massimo il protrarsi di un processo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Tuttavia nel disegno di legge sono presenti due punti controversi e di dubbia costituzionalità:</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">·Art. 2 punto 5: esclusione di alcuni reati dalla riforma</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">·Art. 3 punto 2: applicazione della legge ai processi in corso che non siano ancora giunti in Appello o Cassazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">La riforma non viene applicata in caso di recidività, e per i reati considerati gravi quali reati di mafia, pedofilia, sequestro di persona, reati violenti ma anche delitti commessi in violazione delle norme in materia di circolazione stradale, immigrazione e furto semplice. Tuttavia in questa lista non sono compresi reati considerati gravi all’estero ma che in Italia, a quanto pare sono considerate “ragazzate”, i cosiddetti reati dei “colletti bianchi”quali evasione fiscale, corruzione, bancarotta preferenziale ecc…</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">A quanto pare il processo di un’abituale ladro d’auto, che commette furti per qualche migliaio di euro, potrà durare anche trent’anni mentre quello per un manager che evada le tasse per quaranta milioni di euro sarà limitato a sei anni… Dov’è finita la norma costituzionale dell’articolo 111.1, che parla di <strong>EQUO PROCESSO, </strong>tanto sbandierata da questo disegno di legge( il cui nome completo è per l’appunto “Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione)? E il reato di immigrazione non è stato inserito solo per non turbare gli animi di una parte della maggioranza come la LEGA?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Tra i processi che cadrebbero in prescrizione ci sono i due ben noti processi Mediaset e Mills che coinvolgono direttamente il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Dobbiamo considerarlo un caso? E’ passato poco più di un mese dalla bocciatura del c.d. Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale, che già compare la diciannovesima legge ad personam del governo Berlusconi, il quale aveva affermato che si sarebbe “ difeso in tribunale come un leone”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Inoltre si estinguerebbero anche processi del calibro di Thyssen-Krupp, Cirio, Parmalat oltre che centinaia di piccoli e sconosciuti processi che da anni aspettando una sentenza definitiva. Che ne sarebbe della credibilità della giustizia italiana?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">In data 12 novembre l’associazione nazionale dei magistrati ha definito, con un comunicato, la riforma “Devastante”; diversi giuristi anche del centro-destra l’hanno definita “Imbarazzante”; Roberto Saviano ha presentato un appello apolitico per chiedere al Premier di ritirare il disegno di legge considerato un “privilegio”; ma il governo ha deciso di continuare per la sua strada.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Questo ennesimo atto sembra solo l’ultimo dei colpi di coda di un governo che comincia a perdere consensi ed il cui leader sembra sempre più ( come riportato in una lettera giunta al quotidiano “ La Repubblica” in data 18/11 ) “ il più grande poeta morente” che “ da me si ha smesso di governare il l’Italia, da settimane mena solo fendenti contro alleati e avversari, da giorni non riesce neanche più a parlare al suo paese” </span></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Valerio Colecchia (Circolo PD Castiraga Vidardo)</em></span></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Giovani Democratici del Nord-Ovest Lodigiano<br />
</em></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Gomorra on Set - Presentazione a Roma del libro di Mario Spada ]]></title>
<link>http://collettivowsp.wordpress.com/2009/11/23/gomorra-on-set-presentazione-a-roma-del-libro-di-mario-spada-officine-fotografiche-27-novembre-2009/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 08:00:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>collettivowsp</dc:creator>
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<description><![CDATA[Gli scatti di  Mario Spada sono il tassello mancante tra il romanzo di Roberto Saviano e la pellicol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Gli scatti di  Mario Spada sono il tassello mancante tra il romanzo di Roberto Saviano e la pellicola di Matteo Garrone. Un sapiente mosaico fatto di realtà e finzione che si mescolano tra loro. Officine fotografiche dopo aver presentato alla manifestazione fotografica di FotoLeggendo, gli scatti di uno dei set più importanti del 2008, presenta nella sede di Officine Fotografiche il primo libro del reporter napoletano Mario Spada. Un ricco volume, di oltre sessanta fotografie, che intrecciano lo squallore insanguinato di Scampia con il degrado della provincia casertana. Per Angelo Turretta maestro della fotografia di scena, Mario Spada, è stato è in grado di cogliere«l’essenza iconografica del Male». Il reporter aveva già lavorato in terra di camorra durante la sanguinaria faida di Scampia che si è svolta a cavallo tra il 2004 e il 2005. Questa volta però gli scatti documentano scene dove tutto è reale e finto, allo stesso tempo: veri tossici e spacciatori delle Vele, si mescolano infatti con le comparse. Così Scampia, con i suoi palazzoni grigi e la gente che li popola, offre la scenografia perfetta di una realtà così difficile, controversa e oscura. Gianluca Di Feo, caporedattore del settimanale L’Espresso ha descritto così, questo luogo distante pochi chilometri dalle vetrine patinate del centro di Napoli:«Scampia è un buco nero, comodo, pratico e conveniente. Perché dentro un buco nero ci puoi buttare di tutto».</p>
<div id="attachment_900" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://collettivowsp.wordpress.com/files/2009/11/gomorra-on-set.jpg"><img class="size-medium wp-image-900 " title="Gomorra on set" src="http://collettivowsp.wordpress.com/files/2009/11/gomorra-on-set.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Gomorra on Set - Mario Spada </p></div>
<p> “Gomorra on set”è un libro icastico che si traduce in un atto d’amore del fotografo per la sua problematica terra. Spada è stato in grado di descrivere in maniera limpida e viva una realtà drammatica, a tratti surreale, come quella campana.</p>
<p>Venerdì 27 novembre ore 18,00 &#8211; Officine Fotografiche &#8211; Interverranno l’autore e  fotografo Mario Spada, l&#8217;editore Claudio Corrivetti, la photoeditor Tiziana Faraoni. Il volume Gomorra on set è una pubblicazione POSTCART Edizioni</p>
<p> info: <a href="http://www.officinefotografiche.org">http://www.officinefotografiche.org</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["CANDIDATI IN MANETTE" - In un'intervista a Il Giornale Luigi Cesaro cita il suo caso e quello di Cosentino: "Ci accusano, ma i magistrati non ci hanno voluto ascoltare". Nel Pdl, gli uomini di FIni preparano il contrattacco e si avvicinano alla mozione di Idv]]></title>
<link>http://loravesuviana.wordpress.com/2009/11/19/candidati-in-manette-in-unintervista-a-il-giornale-luigi-cesaro-cita-il-suo-caso-e-quello-di-cosentino-ci-accusano-ma-i-magistrati-non-ci-hanno-voluto-ascoltare-nel-pdl-gli-uomini-di-f/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 10:23:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Perrotta</dc:creator>
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<description><![CDATA[NAPOLI &#8211; E&#8217; sui rapporti (veri o presunti, fino a quando la magistratura ordinaria non f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://loravesuviana.wordpress.com/files/2009/11/cosentino_cesaro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7467" title="cosentino_cesaro" src="http://loravesuviana.wordpress.com/files/2009/11/cosentino_cesaro.jpg" alt="" width="460" height="319" /></a></strong></p>
<p><strong>NAPOLI</strong> &#8211; E&#8217; sui rapporti (veri o presunti, fino a quando la magistratura ordinaria non farà il suo corso) che si muovono gli equilibri all&#8217;interno del Pdl. I vertici Provinciali (Luigi Cesaro) e quelli regionali (Nicola Cosentino), infatti combattono le accuse di &#8220;vicinanza&#8221; alla camorra e quelle del fuoco amico all&#8217;interno del Pdl. E Luigi Cesaro, deputato Pdl e presidente della provincia di Napoli si sente «candidato alle manette».</p>
<p><!--more-->Intervistato al Giornale denuncia la sua situazione e dice: «Il mio caso è in fotocopia a quello di Cosentino». Cesaro punta il dito contro la stampa, rea di aver rivelato «atti coperti dal segreto istruttorio» e contro i magistrati, che non lo hanno voluto ascoltare: «A sentire i pm ad oggi non sono nemmeno indagato. Non sono indagato e vogliono arrestarmi, bah, qualcosa non va». Per Cesaro le analogie tra il suo caso e quello di Cosentino sono evidenti: «La verità &#8211; osserva &#8211; è che ci troviamo di fronte a un&#8217;offensiva per far fuori una classe politica nuova, fortissima, che è cresciuta insieme e che ha ottenuto successi insperabili in Campania». E, anche in caso arrivasse alla Camera una richiesta di arresto per lui, non si farebbe indietro: «No, non mi dimetto perchè sono stato votato da oltre un milione di persone». Cesaro respinge tutti i sospetti sollevati intorno al suo nome e alla sua famiglia e ragiona: «Qui in realtà ci troviamo di fronte a un attacco violentissimo a Berlusconi e a un uomo di sua stretta appartenenza che in Campania ha fatto miracoli». Dall’altro lato, c’è il fuoco amico contro Nicola Cosentino, da parte dei colonnelli di AN legati a Gianfranco Fini, con a capèo l’editore parlamentare (ex An) Italo Bocchino. Una mozione parlamentare per chiedere le dimissioni del sottosegretario Nicola Cosentino dal Governo è stata presentata dall&#8217;Idv, primo firmatario Antonio Di Pietro e anche da parte del Pdl si reputa giusto fare «il passo indietro».  Secondo l&#8217;Idv, «ragioni di opportunità e di precauzione dovrebbero indurre il Governo ad evitare che una persona sottoposta ad indagini per così gravi delitti, espressivi di una collusione tra politica e sodalizi criminosi, in attesa di dimostrare la sua piena innocenza, possa continuare ad esercitare le proprie funzioni di Governo peraltro in un ruolo così delicato, concernente tra l&#8217;altro la funzionalità del CIPE». Per questo motivo, la mozione «impegna il Governo ad invitare l&#8217;onorevole avvocato Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da sottosegretario di Stato per l&#8217;economia e le finanze». A Porta a Porta, il rotocolaco di pèolitica e a approfondimenti condotto da Bruno Vespa, Cosentino aveva rimesso la decisione di candidarsi o meno alla presidenza della Regione Campania a Berlusconi. «Valuteremo, se ci sarà una mozione di sfiducia da parte dell&#8217;opposizione. Noi riteniamo sarebbe opportuno un passo indietro da parte del sottosegretario» Nicola Cosentino. Lo afferma il vicepresidente vicario dei deputati del Pdl Italo Bocchino, a proposito della vicenda del sottosegretario all&#8217;Economia, dopo la presentazione della mozione di sfiducia da parte dell&#8217;Italia dei Valori. «Riteniamo &#8211; aggiunge Bocchino &#8211; che la sua candidatura (a governatore della Campania per il Pdl, ndr) non sia più nell&#8217;ordine delle cose possibili. Poi si discuterà insieme quale candidato proporre agli elettori della Campania e sarebbe più opportuno che fino alla soluzione della vicenda ci fosse un passo indietro anche dal governo, per evitare che venga attaccato Berlusconi anche per questa vicenda». Ma con Di Pietro si è scontrato il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani. «Noi facciamo le nostre manifestazioni. Noi, lezioni di antiberlusconismo, non le prendiamo da nessuno», ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, replicando alle critiche di Di Pietro sulla posizione del Pd sul &#8216;No Berlusconi day&#8217;. «Il più antiberlusconiano &#8211; ha aggiunto &#8211; sarà quello che riesce a mandarlo a casa, non quello che grida di più».</p>
<p><strong>l’Ora Vesuviana on-line</strong></p>
<p><strong>redazione@loravesuviana.it</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sodom ve Gomorra]]></title>
<link>http://bpakman.wordpress.com/2009/11/18/sodom-ve-gomorra/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 11:10:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>bpakman</dc:creator>
<guid>http://bpakman.wordpress.com/2009/11/18/sodom-ve-gomorra/</guid>
<description><![CDATA[Tevrat Bölüm 19’da Sodom ve Gomora&#8217;nın yıkılışı böyle anlatılıyor:İki  adam akşamleyin Sodom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3>Tevrat Bölüm 19’da Sodom ve Gomora&#8217;nın yıkılışı böyle anlatılıyor:İki  adam akşamleyin Sodom&#8217;a gelirler. Kentin kapısında oturan Lut onları görür görmez karşılamak için ayağa kalkar Yere kapanarak, &#8220;Efendilerim&#8221; der, &#8220;Kulunuzun evine buyurun. Ayaklarınızı yıkayın, geceyi bizde geçirin. Sonra erkenden kalkıp yolunuza devam edersiniz.&#8221; Adamlar, &#8220;Olmaz, geceyi kent meydanında geçireceğiz.&#8221; Ama Lut diretir. Sonunda birlikte Lut’un evine giderler. Lut onlara yemek hazırlar, mayasız ekmek pişirir. Yerler. Onlar yatmadan, erkeğe meraklı, ancak birbirlerinde bıkmış olan kentin erkekleri yeni gelen parlak tüysüz erkeklerin haberini almış ve gözleri dönmüştür. Sodom&#8217;un her mahallesinden genç yaşlı bütün erkekler Lut’un evini sarar. Lut&#8217;a seslenerek, &#8220;Bu gece sana gelen adamlar nerede?&#8221; diye sorarlar, &#8220;Getir onları da yatalım.&#8221; Lut dışarı çıkar, arkasından kapıyı kapar. &#8220;Kardeşler, lütfen bu kötülüğü yapmayın, erkek yüzü görmemiş iki kızım var. Size onları getireyim, ne isterseniz yapın. Yeter ki, bu adamlara dokunmayın. Çünkü onlar konuğumdur, çatımın altına geldiler.&#8221; Adamlar, &#8220;Çekil önümüzden!&#8221; diye karşılık verirler, &#8220;Adam buraya dışardan geldi, şimdi yargıçlık taslıyor! Sana daha beterini yaparız.&#8221; Lut&#8217;u ite kaka kapıyı kırmaya davranırlar. Ama içerdeki adamlar uzanıp Lut&#8217;u evin içine, yanlarına alırlar ve kapıyı kaparlar. Nedense Sodomluların kapıyı açmaya güçleri yetmez.</h3>
<h3>İçerdeki iki adam Lut&#8217;a, &#8220;Senin burada başka kimin var?&#8221; diye sorarar, &#8220;Oğullarını, kızlarını, damatlarını, kentte sana ait kim varsa hepsini dışarı çıkar. Çünkü burayı yok edeceğiz. RAB bu halk hakkında birçok kötü suçlama duydu, kenti yok etmek için bizi gönderdi.&#8221; Lut dışarı çıkar ve kızlarıyla evlenecek olan damat adaylarına, &#8220;Hemen buradan uzaklaşın!&#8221; der, &#8220;Çünkü RAB bu kenti yok etmek üzere.&#8221; Ne var ki damat adayları onun şaka yaptığını sanırlar. Tan ağarırken adamlar Lut&#8217;a, &#8220;Karınla iki kızını al, hemen buradan uzaklaş, yoksa kent cezasını bulurken sen de canından olursun.&#8221; Lut ağır davranır, Adamlar Lut&#8217;la karısının ve iki kızının elinden tutup onları kentin dışına çıkarırlar. Kent dışına çıkınca, adamlardan biri Lut&#8217;a, &#8220;Kaç, canını kurtar, arkana bakma, bu ovanın hiçbir yerinde durma. Dağa kaç, yoksa ölür gidersin.&#8221;  Lut, &#8220;Aman, efendim!, ben kulunuzdan hoşnut kaldınız, canımı kurtarmakla bana büyük iyilik yaptınız. Ama dağa kaçamam. Çünkü felaket bana yetişir, ölürüm. İşte, şurada kaçabileceğim yakın bir kasaba var, küçücük bir kasaba. İzin verin, oraya kaçıp canımı kurtarayım.&#8221; Adamlardan biri, &#8220;Peki, O kasabayı yıkmayacağım. Çabuk ol, hemen kaç! Çünkü sen oraya varmadan bir şey yapamam.&#8221;</h3>
<h3>Lut bu kasabaya vardığında güneş doğmuştur. Sodom ve Gomora&#8217;nın üzerine gökten ateşli kükürt yağar. Bu kentler, bütün ovay, oradaki insanların hepsi ve bütün bitkiler yok olur. Ancak Lut&#8217;un peşisıra gelen karısı dönüp geriye bakınca kör olur.</h3>
<h3>İbrahim sabah erkenden kalkıp önceki gün RAB&#8217;bin huzurunda durduğu yere gider.Sodom ve Gomora&#8217;ya ve bütün ovaya bakar. Yerden, tüten bir ocak gibi duman yükselmektedir.</h3>
<h3><a href="http://www.turandursun.com/forumlar/archive/index.php/t-753.html" target="_blank">KAYNAK</a></h3>
<h3>Tevratın bu bölümü uzaylıların geçmişte Dünya ile yakından ilgilendikleri ve müdahalelerde bulunduklarını gösteren en iyi metindir. Sodom ve Gomorra&#8217;yı uzaylılar nükleer benzeri bir bombayla yok etmişlerdir.</h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[El malo de esta historia]]></title>
<link>http://artemusstella.com/2009/11/17/el-malo-de-esta-historia/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 20:01:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Artemus Stella</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un día vinieron a presentarse delante de Jehová los hijos de Dios, entre los cuales vino también Sat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un día vinieron a presentarse delante de Jehová los hijos de Dios, entre los cuales vino también Satanás.</p>
<p>Y dijo Jehová a Satanás: ¿De dónde vienes? Respondiendo Satanás a Jehová, dijo: De rodear la tierra y de andar por ella. Y Jehová dijo a Satanás: ¿No has considerado a mi creación, que no hay otra como ella en todo el Universo, hecha perfecta y hermosa, digna de su Dios?</p>
<p>Respondiendo Satanás a Jehová, dijo: ¿Acaso no matasté a millones de hombres, a sus esposas y a sus hijos y otros seres viviente en el Diluvio?, ¿Cuántos de tus hijos sobrevivieron al Diluvio?</p>
<p>Dijo Jehová a Satanás: En ese mismo día entraron Noé, y Sem, Cam y Jafet hijos de Noé, la mujer de Noé, y las tres mujeres de sus hijos, con él en el arca; solo ellos se salvaron.</p>
<p>Y dijo Satanás a Jehova: ¿Acaso no matasté a toda los hombres de Sodoma y Gomorra?, ¿Cuántos de tus hijos sobrevivieron?</p>
<p>Respondiendo Jehová a Satanás, dijo: Solo Lot y sus hijas.</p>
<p>Satanás dijo a Jehova: Entonces no me vengas con que amas al mundo y que es una creación hermosa, si Tú mismo la destruyes en cada mínimo error que cometen. ¿Y quién dice que yo soy el malo de esta historia?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[16.11.09]]></title>
<link>http://oldcock.wordpress.com/2009/11/16/16-11-09/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 11:52:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>old cock</dc:creator>
<guid>http://oldcock.wordpress.com/2009/11/16/16-11-09/</guid>
<description><![CDATA[uma segunda bem BUNDA pra vc&#8230;KKKKKK PS- o da esquerda? no pêlo?]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-205" title="oi (6)" src="http://oldcock.wordpress.com/files/2009/11/oi-6.jpg" alt="oi (6)" width="500" height="375" /></p>
<p>uma segunda bem BUNDA pra vc&#8230;KKKKKK</p>
<p>PS- o da esquerda? no pêlo?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gomorra]]></title>
<link>http://itzstreaming.wordpress.com/2009/11/15/gomorra/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 14:49:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>itzstreaming</dc:creator>
<guid>http://itzstreaming.wordpress.com/2009/11/15/gomorra/</guid>
<description><![CDATA[Gomorra è un film del 2008 diretto da Matteo Garrone, basato sul best-seller di Roberto Saviano Gomo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Gomorra è un film del 2008 diretto da Matteo Garrone, basato sul best-seller di Roberto Saviano Gomorra.
<p>Leggi altre notizie su: &#124; <a href="http://www.itz-streaming.com/tag/matteo-garrone">Matteo Garrone</a> &#124; <a href="http://www.itz-streaming.com/tag/toni-servillo">Toni Servillo</a> &#124; <a href="http://www.itz-streaming.com/tag/gianfelice-imparato">Gianfelice Imparato</a> &#124; <a href="http://www.itz-streaming.com/tag/maria-nazionale">Maria Nazionale</a> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ANNO UNO]]></title>
<link>http://pompiere.wordpress.com/2009/11/13/anno-uno/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:45:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>pompiere</dc:creator>
<guid>http://pompiere.wordpress.com/2009/11/13/anno-uno/</guid>
<description><![CDATA[Un film di Harold Ramis. Con Jack Black, Michael Cera, Oliver Platt, David Cross, Hank Azaria. Titol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Un film di Harold Ramis. Con Jack Black, Michael Cera, Oliver Platt, David Cross, Hank Azaria. Titol]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cosentino]]></title>
<link>http://marckuck.wordpress.com/2009/11/13/cosentino/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:46:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>marckuck</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non so se essere più disgustato o ammirato da Nicola Cosentino. Il sottosegretario all&#8217;Economi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non so se essere più disgustato o ammirato da Nicola Cosentino.</p>
<p>Il sottosegretario all&#8217;Economia è sotto inchiesta per i suoi (presunti) legami con la camorra e in particolare con il sanguinario e spietato clan dei casalesi, dei quali sarebbe il referente istituzionale nel governo. Insomma, lo si accusa di essere sodale con una manica di assassini, cose che fanno sembrare il processo Mills una bazzecola, poco più di una multa per divieto di sosta.</p>
<p>Lasciamo stare che addirittura uno come Scajola (Scajola!!!) considerava Cosentino &#8220;incandidabile&#8221; ancora prima della richiesta di arresto e lasciamo pure stare che Berlusconi continua a sostenerlo (sappiamo tutti chi è Berlusconi) e fermiamoci su un aspetto, presumendo &#8211; come doveroso che sia &#8211; che Consentino sia innocente.</p>
<p>Se una persona perbene, con un ruolo, un&#8217;immagine e una onorabilità pubblica fosse accusata all&#8217;improvviso di essere sodale di assassini, come reagirebbe? Ragioniamoci un istante. Io, ad esempio, nel mio piccolo sono una faccia un po&#8217; nota in certi ambienti (insegno all&#8217;Università, ho parlato in convegni vari, sono stato diverse volte ospite di tv locali&#8230;niente di che, ma è qualcosa) e se aprendo &#8220;<em>Il Messaggero Veneto</em>&#8221; si leggesse che sono sotto inchiesta per qualche peccatuccio veniale legato alla mia attività (poniamo favoritismi agli esami? oppure turbativa elettorale?) come reagirei?</p>
<p>Sono una persona onesta, una persona normale, una persona che tiene alla propria onorabilità. E quindi sarei disperato, darei in escandescenze, non dormirei la notte, mi vergognerei a farmi vedere in giro per paura della gente e delle sue malignità (&#8220;<em>si si è lui, quello che insegna all&#8217;Università e regalava 30 in cambio di favori sessuali&#8230;che schifo, che gente! dove andremo a finire&#8230;</em>&#8220;). E soprattutto ogni mia energia andrebbe spesa per dimostrare al mondo la mia totale innocenza, per pulire da qualsiasi macchia la mia veste immacolata.</p>
<p>Invece Cosentino, come nulla fosse, continua a fare i fatti suoi&#8230;Continua a lavorare per essere candidato presidente alla Regione Campania (che &#8211; per inciso &#8211; se lo vota, ha il presidente che si merita), rimane nel Governo, si fa vedere in giro, non da spiegazioni, appare addirittura fresco e riposato.</p>
<p>E allora, a costo di sembrare giustizialista, una sensazione voglio condividerla con chi passa da questo salotto: se uno di fronte a queste accuse rimane così indifferente, sereno, freddo e tronfio significa solo una cosa. Che è colpevole.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Francesca. La psicoterapia a livello nazionale della Romania]]></title>
<link>http://allucineazioninterviste.wordpress.com/2009/11/12/francesca-la-psicoterapia-a-livello-nazionale-della-romania/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 22:57:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>allucineazioni</dc:creator>
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<description><![CDATA[La penna ferisce più della spada, si dice. Già, le parole possono fare male. Fanno male all’Italia, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-326" title="francescaposteritaliano" src="http://allucineazioninterviste.wordpress.com/files/2009/11/francescaposteritaliano1.jpg" alt="francescaposteritaliano" width="419" height="600" />La penna ferisce più della spada, si dice. Già, le parole possono fare male. Fanno male all’Italia, ma forse ce le meritiamo, le parole che aprono <strong><span style="color:#00ffff;">Francesca</span></strong>, storia di una ragazza romena che sogna di venire nel Belpaese. “Non li vedi quegli stronzi degli Italiani? Non hai sentito quella puttana della Mussolini che vuole morti tutti i romeni? O quel grande sindaco di Verona che ha dichiarato la città libera dai romeni? Non li vedi i telegiornali? In Italia organizzano gruppi per picchiare i romeni. Per loro siamo tutti zingari, o ladri”. È questo che il padre le dice per dissuaderla dal venire da noi.</p>
<p style="text-align:justify;">Di sicuro le parole hanno fatto male ad Alessandra Mussolini, lo sappiamo dai tempi del Festival di Venezia, giorni nei quali è scoppiata la polemica. “L’Onorevole Mussolini ha fatto un esposto in cui chiede il sequestro del film, in pratica di non farlo uscire nelle sale” ci ha raccontato oggi a Roma <strong><span style="color:#00ffff;">Domenico Procacci</span></strong>, a capo della <strong><span style="color:#00ffff;">Fandango</span></strong> che distribuisce il film. “Non possono chiedere che venga cambiata una battuta, ma possono chiedere che il film non esca. Ci siamo appellati al diritto che l’autore ha che il suo film esca nelle sale come l’ha pensato. Lunedì c’è stata un’udienza con il nostro legale e quello della Mussolini. La cosa che mi ha colpito di più è che la frase ‘quella puttana della Mussolini che vuole morti tutti i romeni’, non viene contestata nella seconda parte, ma quello che interessa è l’epiteto con cui viene definita. In realtà quella parola è motivata da quello che segue, e che la rende non amata in Romania e la fa apostrofare così. Il giudice ha preso in visione il film e prenderà una decisione nell’arco di qualche giorno”. “Di fronte a noi ci sono due scenari” continua Procacci. “Il giudice può dare ragione a noi, cioè che decidere che l’insulto non va inteso in senso letterale, ma che è uno sfogo che implica il risentimento di un personaggio, e allora il film uscirà nella sua versione integrale. Nel caso dia ragione alla Mussolini, il film così non potrà uscire nelle sale. Una possibilità sarebbe intervenire su quella parola in doppiaggio, d’accordo con l’autore, che potrebbe anche dire di no”. Anche per questo è incerta la data di uscita del film: potrebbe essere il 20 o il 27 novembre.</p>
<p style="text-align:justify;">Polemiche a parte, <strong><span style="color:#00ffff;">Francesca</span></strong> è la prova che a ogni azione corrisponde una reazione. Le tante manifestazioni di xenofobia e razzismo verso i romeni degli ultimi anni non potevano rimanere in un microcosmo, riguardare solo il nostro paese. Ma è normale che siano rimbalzate oltre confine, suscitando un sentimento ostile nei nostri confronti. “Ho la coscienza pulita” ci spiega il simpatico regista <strong><span style="color:#00ffff;">Bobby Paunescu</span></strong>. “Ho scritto il film sentendo quello che in Romania si dice per la strada. Ho capito che potevano esserci dei<img class="alignright size-full wp-image-329" title="paunescu" src="http://allucineazioninterviste.wordpress.com/files/2009/11/paunescu.jpg" alt="paunescu" width="400" height="400" /> problemi a Roma, quando è terminata la traduzione italiana del film. Io non ho voluto attaccare la Mussolini, ma parlare di un problema in maniera bilanciata. Nel film c’è la situazione romena, che è molto più dura di quella italiana: in una scena sentiamo dire ‘quel tuo amico sembra uno zingaro’ che è un’espressione ancora peggiore”. “Eliminando certe battute il film forse si sbilancerebbe” continua Paunescu. “Non dimentichiamo che il padre di Francesca, un uomo discutibile, sta cercando in tutti i modi di non far partire la figlia, perché cambierebbe la sua vita, e così dice tutte queste cose”. “Ho voluto mettere nel film molti dei clichè sugli italiani che si sentono, proprio per prenderli in giro”aggiunge. Anche questo aspetto è evidente, e anche così si spiegano il nonno che pensa che gli italiani siano solo “mangia spaghetti che rubano le donne ai romeni” o chi crede che in Italia i romeni vengano aggrediti per il traffico degli organi.</p>
<p style="text-align:justify;">Polemiche, e qualità artistica, a parte, <strong><span style="color:#00ffff;">Francesca</span></strong> è un film utile, perché per la prima volta al cinema, dopo averla raccontata noi, vediamo una storia di migrazione dall’esterno, dal punto di vista di chi parte per arrivare da noi. E per vedere noi stessi dall’esterno, per capire come ci vedono gli altri. “Secondo me la percezione degli italiani sta cambiando” racconta il regista. “L’ottanta per cento dei romeni ama l’Italia come l’amava prima. C’è un venti per cento che forse ha dei problemi, ma sono persone che si pongono problemi su molte cose. Oggi c’è un gruppo di artisti romeni che mandano i film in giro per i festival per far vedere i problemi della Romania. Stiamo vivendo un periodo difficile: forse un giorno l’Italia sarà fiera di aver ospitato tanti romeni quando il paese era in difficoltà”. “Da distributore di film far vedere il ribaltamento del punto di vista per me è importante” ha aggiunto <strong><span style="color:#00ffff;">Domenico Procacci</span></strong>. “Mostrare cosa pensano di noi, senza che i romeni vengano trasformati in angioletti e gli italiani nei cattivi. Un conto è disapprovare certi comportamenti xenofobi stando seduti qui, un conto è farne vedere le conseguenze che avvengono lì”.</p>
<p style="text-align:justify;">Si è parlato tanto in questi anni di nouvelle vague romena, di autori che raccontano il passato recente e il presente della Romania, soprattutto da quando <strong><span style="color:#00ffff;">4 mesi, 3 settimane, 2 giorni</span></strong> di <strong><span style="color:#00ffff;">Cristian Mungiu</span></strong> ha vinto Cannes. “Sono orgoglioso di aver prodotto <strong><span style="color:#00ffff;">La morte del signor Lazarescu</span></strong> di <strong><span style="color:#00ffff;">Cristi Puiu</span></strong>, che ha dato inizio a tutto” afferma Paunescu. “Il cinema romeno ha trovato dei registi in grado di rappresentare i nostri problemi. In piccolo sta avvenendo quello che in Italia avveniva con il Neorealismo”. Paunescu ci racconta anche come in Romania la gente non sia abituata ad andare al cinema, perché negli anni Novanta i cinema sono stati venduti, trasformati in bingo o casinò, e che lui e altri artisti stanno girando il paese per presentare i film e riportare la gente nelle sale. Come ai tempi del Neorealismo (ma anche in quelli di <strong><span style="color:#00ffff;">Gomorra</span></strong>..) in Italia, anche in Romania oggi c’è qualcuno che pensa che i panni sporchi debbano essere lavati in famiglia. Ma la bella <strong><span style="color:#00ffff;">Monica Barladeanu</span></strong>, che interpreta <strong><span style="color:#00ffff;">Francesca</span></strong>, interviene e dà la sua visione delle cose. “Credo che il cinema sia una forma di psicoterapia a livello nazionale. Dobbiamo parlare del Comunismo, della Romania di oggi, dei nuovi ricchi. E quando vai dal terapista, non gli parli delle cose che vanno bene”.     </p>
<p style="text-align:justify;">(Pubblicato su <strong><span style="color:#00ffff;"><a href="http://www.moviesushi.it/html/intervista-Francesca_Paunescu_Non_ho_voluto_attaccare_la_Mussolini_ma_parlare_di_un_problema-3662.html" target="_self">Movie Sushi</a></span></strong>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Saviano ci porta prima all'inferno, per poi trovare la luce.]]></title>
<link>http://folius.wordpress.com/2009/11/12/saviano-semplicemente-un-grande/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 15:28:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gennaro Folius</dc:creator>
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<description><![CDATA[E’ difficile cercare di spiegare con quale accuratezza, con quale meticolosità e con quale saggezza ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-87" title="Roberto-Saviano" src="http://folius.wordpress.com/files/2009/11/roberto-saviano.jpg" alt="Roberto-Saviano" width="190" height="271" />E’ difficile cercare di spiegare con quale accuratezza, con quale meticolosità e con quale saggezza <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Saviano">Saviano</a> trovi le parole giuste per non essere retorico, per non essere banale e per non essere descritto come una persona da compatire per le scelte che ha fatto. Saviano racconta, non giudica è riuscire in questo intento non è facile perché la linea che divide queste due parole è sottilissima quasi inesistente. Ritorna da Fazio a “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Che_tempo_che_fa">Che tempo che fa</a>” dopo la puntata speciale del 25 Marzo ripetuta anche il giorno dopo, forse perché aveva smosso qualcosa, cosa, non si sa ancora.</p>
<p>Dall’Inferno alla Bellezza è così che si intitola la seconda puntata speciale dello scrittore napoletano. Si è visto un Saviano che sembrava sguazzare in queste oscenità. Chi semplicemente può riportare più fedelmente possibile tali atrocità? Risposta facile, a chi la vita il 13 ottobre 2006 è stata tolta mettendolo sotto scorta, come se fosse stata messa in un freezer a congelare sperando in un ipotetico giorno di poterla riprenderla scongelandola.</p>
<p>E&#8217; possibile che ancora oggi, l&#8217;Uomo, nella sua accezione più ampia, debba passare necessariamente attraverso l&#8217;inferno per raggiungere la bellezza? L’autore di Gomorra tenta di farci capire questo, passando dalla vita di autori, giornalisti e addirittura cantanti che hanno negato la loro vita vivendo nell’inferno, per tentare di dare quella bellezza che sembra così lontana.</p>
<p>Saviano riporta la storia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ken_Saro-Wiwa">Ken Saro- Wiva</a> autore nigeriano, impiccato a Lagos per la sua dura opposizione alle compagnie petrolifere che stavano uccidendo la sua terra lasciandola all’inquinamento e alla povertà. Continua con la cantante <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Miriam_Makeba">Miriam Makeba</a>, detta Mama Africa esiliata per 30 anni dal suo paese, il Sud Africa, per aver cantato una canzone “<em>Pata Pata”</em> che parlava di una ragazza che voleva solo ballare con spensieratezza, morì a Castel Volturno il 9 Novembre 2008 dopo un concerto per ricordare sei fratelli africani uccisi dalla camorra e per solidarietà a Saviano. Si parla ancora di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Politkovskaja">Anna Politkovkaja</a> uccisa perché andava controcorrente al suo governo affermando la semplice e pura verità sulla crudele guerra in Cecenia. Infine c’è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Varlam_%C5%A0alamov">Varlan Tichonovic Salamov</a> questo intervento mi ha colpito moltissimo e quindi ho deciso di chiudere con questo scrittore, anche se non è stato l’ultimo contributo della trasmissione, questo autore dice Saviano (che non riesce ad immedesimarsi in lui, perché leggendo con quale sapienza l’autore russo racconta la sua vita nei campi di lavoro forzato, lui si trova già li, non c’è bisogna di immaginare, si vede, si sente e si tocca perfettamente tutto) ci narra come dai <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gulag">gulag</a> siberiani è riuscito a dare voce alla sua anima, che nonostante le condizioni pietose dove era costretto a lavorare non sono riusciti nell&#8217;intento di svenderla. Ed una frase manifesta tutto ciò, riferendosi a quell’ anima che un soldato russo pretendeva a tutti i costi da Salamov:  “Stavo per morire, per qualcosa che non credevo neanche di avere, ma che nel momento in cui mi hanno chiesto, ho capito essere la cosa più preziosa che avessi”.</p>
<p>Ecco l’intervento di Roberto Saviano nella puntata speciale di “Che tempo che fa” del 11/11/2009 sullo scrittore russo Varlan Tinochovic Salamov. L’inizio è al minuto 3:10</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/7kMTk7GDbmA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/7kMTk7GDbmA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Seconda parte Varlan Tinochovic Salamov</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/AqCo3KUKaBI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/AqCo3KUKaBI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Terza e ultima parte Varlan Tinochovic Salamov, l’intervento finisce al minuto 6:10</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/gD5mQhy_yMo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/gD5mQhy_yMo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Grazie Roberto Saviano.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[roberto, talking about anna]]></title>
<link>http://berlinromexpress.wordpress.com/2009/11/12/roberto-talking-about-anna/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 22:43:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>stripedcat</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tonight Roberto Saviano reminds us that Anna Politkovskaja was a courageous journalist, but also a n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Tonight <a href="http://www.chetempochefa.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,303%5E1086927,00.html" target="_blank">Roberto Saviano</a> reminds us that <a href="http://www.chetempochefa.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,303%5E1086927,00.html" target="_blank">Anna Politkovskaja</a> was a courageous journalist, but also a normal woman, earning her life, shopping for groceries. She wanted to lead a normal life, and she tried to do that until her last day.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3431" title="Saviano" src="http://berlinromexpress.wordpress.com/files/2009/11/saviano.jpg" alt="Saviano" width="500" height="350" /></p>
<p><!--more-->Che tempo che fa torna in prima serata, mercoledì 11 novembre 2009, dalle h. 21.10 alle h. 23.30, su Rai Tre, con il primo speciale di questa settima edizione del programma:<strong> Dall&#8217;inferno alla bellezza </strong>di e con Roberto Saviano. Due ore con il trentenne scrittore napoletano, autore del best-seller <strong>Gomorra</strong>, tradotto in 50 paesi, caso letterario in tutto il mondo: con tre milioni e mezzo di copie diffuse dall’Australia all’Islanda, dalla Cina all’Arabia Saudita, ha ricevuto decine di premi in Italia e all’estero e da Gomorra è stato tratto uno spettacolo teatrale, insignito con gli Olimpici del Teatro 2008 e un film per la regia di Matteo Garrone, candidato per l’Italia agli Oscar, candidato ai Golden Globes, Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes e miglior film all’ European Film Awards 2008 oltre che Hessische Filmpreis alla Fiera del Libro di Francoforte come miglior adattamento cinematografico di un’opera letteraria.<br />
Dello Speciale <em><strong>Dall&#8217;inferno alla bellezza </strong></em>, dice Roberto Saviano: <em>Il titolo della serata vuole dire una cosa semplice, vuole ricordare che da un lato esistono la libertà e la bellezza necessarie per chi scrive e per chi vive, dall’altro esiste il loro contrario, la loro negazione: l’inferno che sembra continuamente prevalere. E’ possibile che ancora oggi, l’Uomo, nella sua accezione più ampia, debba passare necessariamente attraverso l’inferno per raggiungere la bellezza?<br />
</em>Al centro dello Speciale, ancora una volta, la forza della parola non nascosta né perduta, la parola scritta o detta che dà la possibilità di esistere e che vive attraverso le storie: <strong>Ken Saro-Wiva</strong>, autore nigeriano, impiccato a Lagos per la sua tenace opposizione alle compagnie petrolifere che spogliano di risorse e ricchezze la sua terra, lasciando solo povertà ed inquinamento; <strong>Anna Politkovskaja</strong>, uccisa perché non c’era altro modo per fermare la sua implacabile testimonianza sulla crudele guerra in Cecenia; <strong>Varlam T.Salamov </strong>che dai gulag siberiani è riuscito a fare arrivare i suoi scritti non svendendo l’anima né la dignità; <strong>Miriam Makeba</strong>, Mama Africa, la voce che ha cantato la libertà di un continente, morta a Castel Volturno dopo un concerto per ricordare sei fratelli africani uccisi dalla camorra.Tutto questo è  Dall’inferno alla bellezza: ma &#8211; come scriveva Albert Camus – l’inferno ha un tempo solo, la vita un giorno ricomincia.<br />
Dal 13 ottobre 2006, Roberto Saviano vive sotto scorta: l’11 novembre saranno esattamente 3 anni e 29  giorni di vita negata, 1125 giorni, 27.000 ore di vita blindata.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Io sono favorevole]]></title>
<link>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/11/11/io-sono-favorevole/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 16:31:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>elianigris</dc:creator>
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<description><![CDATA[Io sono favorevole alla candidatura di Roberto Saviano alla Regione Campania; trovo che in zone come]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Io sono favorevole alla candidatura di Roberto Saviano alla Regione Campania; trovo che in zone come quelle sia necessario proporre candidati sui quali non ci siano ombre o sospetti, al di la` delle opinioni politiche. Ovviamente bisognerebbe chiedere al diretto interessato che ne pensa&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Don Antonio", di Roberto Saviano]]></title>
<link>http://giudiziouniversale.wordpress.com/2009/11/11/don-antonio-di-roberto-saviano/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 15:05:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>giudiziouniversale</dc:creator>
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<description><![CDATA[In tempi di cocaina in Parlamento e Gomorra al Governo,  ripubblichiamo una recensione di Roberto Sa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>In tempi di cocaina in Parlamento e Gomorra al Governo,  ripubblichiamo una recensione di Roberto Saviano su Antonio Bardellino, capoclan dei casalesi</em></p>
<p>Antonio Bardellino, il mitico boss del casertano, l’uomo che ha sconfitto Cutolo, l’uomo che pur essendo nemico dei Corleonesi riuscì a non sfidarli e a non subire affronto alcuno nonostante la sua alleanza con le famiglie perdenti di Cosa Nostra legate a Tano Badalamenti. Antonio Bardellino non aveva soprannomi. E’ forse l’unico grande boss senza soprannomi. Forse questa assenza di contronomi, per il semplice e rispettoso “don Antonio”, era dovuta alla sua capacità di mediare su ogni conflitto e ogni contrasto. Don Antonio non voleva che fosse la crisi il perno di continuità degli affari di camorra, ma fossero gli incontri, le spartizioni, le mediazioni. Tutto ovviamente dopo la sua vittoria, e tutto ovviamente sotto la sua egemonia. Non c’è mediazione vera se il mediatore non è colui che realmente comanda. E questo Metternich l’aveva insegnato a Bardellino. E ogni volta che c’erano contrasti sapeva come risolverli. Le armi erano l’ultima ipotesi, quella al sapore dell’inevitabilità.</p>
<p><strong>L’intuizione della cocaina<br />
</strong>Antonio Bardellino era il capostipite delle famiglie casalesi, il cartello criminale più feroce e sconosciuto d’Italia. Era stato il primo in Italia a comprendere che sul lungo termine la cocaina avrebbe di gran lunga soppiantato l’eroina. Eppure per Cosa Nostra e molte famiglie di camorra, l’eroina continuava ad essere la merce prima. Gli eroinomani sono vere e proprie cassaforti di danaro, mentre la coca negli anni ’80 aveva la caratteristica di essere una droga d’élite. Antonio Bardellino aveva compreso però che il grande mercato sarebbe stato di una droga capace di non massacrare in breve tempo, in grado di essere come un aperitivo borghese: creò così una ditta di import-export di farina di pesce che esportava dal sudamerica ed importava nell’aversano. Farina di pesce che nascondeva tonnellate di coca. Bardellino l’eroina che trattava la smerciava in America mandandola a John Gotti, facendogli inserire la droga nei filtri di macchine per il caffè espresso. Una volta 67 chili di eroina vennero intercettati dalla narcotici americana, ma per il boss di San Cipriano d’Aversa non fu una disfatta. Fece telefonare a Gotti pochi giorni dopo: “Adesso ne mandiamo il doppio con altri mezzi”, il quintale non venne mai recuperato. Dall’agro aversano nacque il cartello criminale che seppe opporsi a Cutolo e la ferocia di quella guerra è ancora presente nel codice genetico dei clan casertani. Negli anni ’80 le famiglie cutoliane vennero eliminate con poche operazioni militari ma di potenza violentissima: i Di Matteo, quattro uomini e quattro donne, vennero massacrati in pochi giorni, i casalesi lasciarono vivo della famiglia solo un bambino di 8 anni. I Simeone invece furono uccisi in sette quasi tutti nel medesimo tempo, come dire al mattino la famiglia era viva, presente e potente, la notte stessa era scomparsa. Massacrata. A Ponte Annicchino nel marzo dell’82 i casalesi posizionarono una mitraglietta da campo, di quelle usate nelle trincee dai guerriglieri, e spararono massacrando quattro persone.</p>
<p><strong>Un carro armato alla stazione<br />
</strong>Antonio Bardellino era amico di Tommaso Buscetta, con cui aveva diviso una villa in Sudamerica. Il cartello dei casalesi è in assoluto il gruppo imprenditorialcriminale capace di fornire sul piano internazionale referenti non solo di gruppi ma di interi eserciti. Durante la guerra anglo-argentina del 1982, la guerra delle Falkland, l’Argentina visse il suo periodo di isolamento economico più cupo. Così don Antonio Bardellino capì che era il momento giusto e senza prender parte a questioni ideologiche o strategiche entrò in affari con la difesa argentina, divenendo l’imbuto attraverso cui far discendere le armi che nessuno avrebbe potuto vendere ufficialmente. I clan si erano equipaggiati per una lunga guerra, invece il conflitto era iniziato a marzo e a giugno già se ne vedeva la conclusione. Pochi colpi, pochi morti, pochi consumi. Una guerra che serviva più ai politici che agli imprenditori, più alla diplomazia che all’economia. Ai clan casertani non conveniva neanche venderle all’Argentina del generale Galtieri. Meglio attendere una nuova emergenza bellica che avrebbe impennato i prezzi, piuttosto che svendere per accaparrarsi un guadagno immediato. Il giorno stesso in cui venne decretata la fine del conflitto fu intercettata una telefonata intercontinentale tra l’Argentina e San Cipriano d’Aversa. Due sole frasi, sufficienti però a comprendere l’intera potenza delle famiglie casertane e la loro capacità diplomatica: &#8211; Pronto? &#8211; Sì. &#8211; Qua la guerra è finita, mo’ che dobbiamo fare? &#8211; Nun te preoccupa’, un’altra guerra ci sarà… La saggezza del potere di don Antonio possiede una pazienza che spesso gli imprenditori più abili non possiedono. I casalesi nel 1977 avevano trattato l’acquisto di carri armati, i servizi segreti italiani segnalarono che un Leopard smontato e pronto per essere spedito si trovava alla stazione di Villa Literno.</p>
<p><strong>Diplomazia con lo Stato<br />
</strong>Una volta, ero ragazzino, ci fu un assalto di massa alla caserma dei carabinieri di San Cipriano d’Aversa. Decine di persone volevano distruggere gli uffici e pestare gli ufficiali perché alcuni carabinieri avevano osato intervenire durante un litigio tra due ragazzi del paese nel bel mezzo di una serata di spettacolo per i festeggiamenti patronali. I ragazzi si stavano pestando. Uno aveva guardato in faccia l’altro. Da queste parti lo sguardo è territorio. Fissare troppo un viso significa invaderlo, entrare negli appartamenti dei propri occhi, offenderlo, come strizzargli le palle. E così i carabinieri intervennero, li divisero e per questo osarono intervenire in una disputa. Innescarono una rabbia collettiva, in poco tempo decine di ragazzi del paese volevano sfasciare la caserma. La caserma dei carabinieri di San Cipriano è schiacciata in un vicolo, non c’era via di salvezza per marescialli e appuntati. Dovettero intervenire i capizona del clan per sedare la rivolta, direttamente mandati dai boss a salvare il manipolo di carabinieri. Don Antonio Bardellino aveva suo fratello Ernesto sindaco del paese, ma fece intervenire i suoi uomini per salvare i carabinieri. Don Antonio, era sempre lui a mediare tra la necessità militare e la volontà di mantenere un clima disteso. Una volta misero una bomba sempre fuori dal commissariato. Sempre lo stesso. Un gesto di ribellione di un affiliato che era stato maltrattato dai carabinieri. In pochi giorni don Antonio fece consegnare i responsabili. Non semplicemente ordine pubblico aggiunto, ma una sorta di volontà di insegnare la prassi corretta d’azione, aveva iniziato la grande trasformazione del clan in azienda. E poi in fondo la caserma dei carabinieri era in fitto. E il fitto lo pagava ad un prestanome di Bardellino. Per don Antonio la diplomazia era un’arma. Come la falange per le truppe macedoni d’Alessandro. Mediare significava avere sotto controllo chi per evitare conflitto doveva rivolgersi a lui. E il conflitto è già di per sé perdita. Può valer la pena solo quando la perdita è una febbre salutare, una sorta di salasso terapeutico. Ma don Antonio dopo decenni di potere partì per Santo Domingo. Se ne andò dal trambusto italiano. E lì si fece una famiglia altra. Figli mulatti, ma tutti con gli stessi nomi dei figli aversani. Così non si sbagliava col chiamarli e con gli onomastici da festeggiare.</p>
<p><strong>La trappola mortale<br />
</strong>Usarono le spigolosità della diplomazia camorristica per raggiungere i loro scopi i suoi due pupilli Mario Iovine, detto Marittiell’, e Francesco Schiavone, detto Sandokan per la sua somiglianza a Kabir Bedi. Volevano diventare loro i nuovi capi e sapevano che l’avrebbero potuto essere solo facendo scoppiare una guerra interna al sodalizio. Come racconta il pentito Carmine Schiavone, i due boss pressarono Antonio Bardellino per farlo ritornare in Italia e cercare di eliminare Mimì Iovine, fratello del boss Mario Iovine, che aveva un mobilificio ed era formalmente estraneo alle dinamiche di camorra ma che secondo i due boss aveva per troppe volte svolto il ruolo di confidente dei carabinieri. Per convincere il boss gli avevano raccontato che persino Mario Iovine era disposto a sacrificare suo fratello pur di mantenere ben saldo il potere del clan. Bardellino si lasciò convincere e fece ammazzare Mimì mentre stava andando a lavoro nel suo mobilificio. Dopo l’agguato, nell’immediato, Sandokan fece pressione su Mario Iovine per eliminare Bardellino dicendogli che aveva osato uccidere suo fratello per un pretesto, soltanto per una voce. Un gioco doppio che sarebbe riuscito a mettere contro Mario Iovine il più maturo tra i delfini del boss e il boss stesso, Antonio Bardellino. I casalesi iniziarono ad organizzarsi, Schiavone avrebbe dato l’appoggio totale per l’eliminazione di ogni residuo bardelliniano, erano tutti d’accordo i suoi delfini per eliminare il capo dei capi, l’uomo che più di tutti in Campania aveva creato un sistema di potere criminal-imprenditoriale. Il boss fu convinto a spostarsi da Santo Domingo nella villa brasiliana, gli raccontarono la balla che aveva l’Interpol alle costole. In Brasile lo andò a trovare Mario Iovine con il pretesto di mettere a punto i loro affari circa l’impresa di import-export di farina di pesce/coca. Un pomeriggio Iovine non trovandosi più nei calzoni la pistola prese una mazzuola, sfondò il cranio di don Antonio e seppellì il corpo in una buca scavata sulla spiaggia brasiliana. Il corpo però non fu mai trovato. Eseguita l’operazione il boss telefonò immediatamente a Vincenzo De Falco per comunicare la notizia e dare inizio alla mattanza di tutti i bardelliniani. Paride Salzillo, nipote di don Antonio Bardellino, venne invitato ad un summit tra tutti i dirigenti del cartello casalese, lo fecero sedere al tavolo e poi d’improvviso Sandokan a mani nude lo strozzò, mentre suo cugino, suo omonimo conosciuto come Cicciariello, ed altri due affiliati, Raffaele Diana e Giuseppe Caterino, gli tenevano gambe e braccia. Con le mani lo doveva uccidere. Sandokan doveva mostrare a tutti i boss che lui era l’erede, che era lui per diritto di ferocia il nuovo leader del casalesi. Salzillo doveva finire strozzato come l’impero di Bardellino.</p>
<p><strong>La mediazione crocifissa<br />
</strong>Antonio Bardellino aveva creato un sistema complesso di dominio e tutte le cellule imprenditoriali che si erano generate nel suo seno non potevano restare ancora per lungo tempo compattate negli scompartimenti gestiti direttamente da don Antonio, avevano raggiunto maturazione e dovevano esprimere tutto il loro potere, senza più vincoli di gerarchia. E don Antonio a forza di mediare si trovò vittima dei suoi delfini, che sapevano che solo attraverso un conflitto vero avrebbero potuto sconfiggere il boss, la cui diplomazia lui credeva l’avrebbe salvato per sempre. Ma qualcuno ancora crede che don Antonio sia vivo. Il suo cadavere non è mai stato trovato. Quando scavarono nella sua tomba ufficiale, riesumarono il cadavere di un nero. Quando fu ucciso, in paese, a Casal di Principe come a San Cipriano d’Aversa, vecchi contadini crocifissero delle civette ai portoni delle masserie. Chiodi nelle ali e loro, le civette, lentamente ferme a morire. Urla così strazianti di dolore che avrebbero fatto allontanare gli spettri, i demoni, una vecchia usanza contadina aversana che non avrebbe evitato le centinaia di morti per faida. Quello strillo oggi è divenuto il simbolo della mediazione diplomatica fallita. Ad oggi si preferisce il conflitto, muscolo contro muscolo. Ferocia contro ferocia. E il trionfo di questa ferocia è l’unica garanzia di pace. </p>
<p><strong>&#62; Antonio Bardellino:</strong> sparito nel nulla nel 1988, è stato il padrino del cartello dei “casalesi”, confederazione delle famiglie camorriste del casertano che hanno affari legali ed illegali in Campania, basso Lazio, parte dell’Emilia Romagna, Umbria, Toscana, ed oltre 27 paesi al mondo tra cui Scozia, Santo Domingo, Spagna e Polonia</p>
<p><strong>&#62; Camorra:</strong> 3.600 morti in 26 anni è il gruppo criminale che ha ucciso di più in tutt’Europa. Più dell’Eta, più della mafia, più delle Brigate Rosse, più della somma di tutti i morti di tutti gli attentati terroristici avvenuti in Europa</p>
<p><strong>&#62; Il maxiprocesso contro il clan dei casalesi:</strong> svoltosi al tribunale di Santa Maria Capua Vetere e chiamato Spartacus, come il gladiatore ribelle che proprio da queste terre tentò la più grande insurrezione che Roma avesse conosciuto. Il più grande processo contro un cartello criminale per numero di imputati e condanne proposte, durato sette anni e ventuno giorni per seicentoventisei udienze complessive. Cinquecento testimoni sentiti, oltre ai 24 collaboratori di giustizia, di cui 6 imputati. Acquisiti 90 faldoni di atti, sentenze di altri processi, documenti, intercettazioni. Un processo conclusosi nel settembre 2005, con 110 condannati 70 dei quali all’ergastolo, nell’assoluta indifferenza della stampa nazionale</p>
<p><strong>&#62; Norimberga:</strong> mentre ero lì in attesa come tutti della sentenza, pensavo che quello non era un processo come altri, non un semplice e ordinario processo contro delle famiglie camorriste della provincia meridionale. Quello sembrava una sorta di processo alla storia, come una Norimberga di una generazione di camorra, ma a differenza dei generalissimi del Reich molti dei camorristi che lì erano in gabbia continuavano a comandare, ad essere i riferimenti dei loro imperi. Una Norimberga senza vincitori  </p>
<p><em>(dal numero 16 di Giudizio Universale, settembre 2006)</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cuore di Tenebra Tarantino]]></title>
<link>http://dylandave.wordpress.com/2009/11/11/cuore-nella-tenebra-tarantina/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 14:31:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>dylandave</dc:creator>
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<description><![CDATA[- Marpiccolo &#8211; 2009 &#8211; ♥♥ e 1\2 - di Alessandro Di Robilant E&#8217; stato da molti defin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Locandina Marpiccolo" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2009/10/168/locandina.jpg" alt="" width="294" height="441" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#333300;">- Marpiccolo &#8211; 2009 &#8211; ♥♥ e 1\2 -</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#333300;">di</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#333300;">Alessandro Di Robilant</span></strong></p>
<p style="text-align:left;">E&#8217; stato da molti definito il <em>Gomorra</em> Tarantino l&#8217; ultimo lavoro di <em>Alessandro Di Robilant</em>. Per alcuni versi è anche meglio (detto da chi come me ha sempre ritenuto il film di <em>Garrone</em> un lavoro decisamente sovrastimato), anche se non di certo per il valore moralistico e dottrinale che soprattutto nella parte finale vorrebbe comunicare agli spettatori. Al contrario del film tratto dall&#8217; ormai celebre romanzo di Saviano <em>Di Robilant</em> si concentra su una sola storia, su un unico protagonista: Tiziano (interpretato superbamente dal giovane <em>Giulio Beranek</em>) e i suoi amici e familiari. La Taranto di <strong>Marpiccolo</strong> è una città dove non è facile crescere. Sommersi dall&#8217; inquinamento dell&#8217; Ilva la criminalità sembra l&#8217; unica scappatoia per &#8220;sopravvivere&#8221;. La fotografia del film (i toni sono sempre contraddistinti dal grigio) mette ben in evidenza lo stacco che c&#8217;è appunto tra questa scelta di sopravvivenza criminale e quella che rappresenta il sogno di vivere andandosene via da un posto che non permette neanche di respirare. Il rosso del vestito della ragazza di Tiziano e l&#8217; arancione della sua moto sono gli unici colori accesi di tutto il film, simbolo degli unici due elementi &#8220;puliti&#8221; e vivi in una città che sta affondando nelle malattie che i suoi stessi abitanti hanno originato. Il film fa del suo punto di forza l&#8217; approccio psicologico ai personaggi. I personaggi sono infatti ben delineati. Soprattutto il protagonista Tiziano è ben disegnato nei suoi rapporti familiari con la madre impavida lottatrice di cause comuni come l&#8217; abbattimento di una torre ripetitore, con la sorellina piccola amatissima e con il padre fallito e giocatore disperato di videopoker. Tiziano prova a voler scappare da quel mondo ma ne viene risucchiato, forse in maniera fin troppo didascalica e prevedibile, costretto ad eseguire gli ordini del manipolatore boss di quartiere ( interpretato dal molto convincente <em>Michele Riondino</em>). Risultano estremamente forzate le allusioni alla cultura come possibile via d&#8217; uscita dal mondo della criminalità che la professorina <em>Valentina Carnelutti</em> sembra insistentemente voler far capire al nostro Tiziano regalandogli il Cuore di Tenebra di Joseph Conrad. Così come è fin troppo moralistico l&#8217; invito dell&#8217; educatore interpretato da  <em>Giorgio Colangeli</em> a non lasciarsi prendere in giro da un mondo che mette l&#8217; uno contro l&#8217;altro anzichè trovare nella cooperazione la via comune di miglioramento. Peccato per tutte queste forzature o alcuni erroracci, molti anche sceneggiativi (Tiziano uccide il suo uomo e dopo fugge a piedi anzichè in moto).  Sono complici della non totale completezza di quest&#8217; opera nostrana che vanta sicuramente di un ottimo realismo grazie soprattutto al suo notevole, ma non noto, cast.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2009/10/07/giulio-beranek-e-il-protagonista-del-film-marpiccolo-133529.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>( Omicidio e fuga a piedi con la moto appena dietro le spalle...errore grossolano!)</em></pre>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2009/10/07/una-scena-del-film-marpiccolo-in-cartellone-al-festival-del-film-di-roma-2009-133530.jpg" alt="" width="480" height="320" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>( Le pericolose uscite estive in riformatorio)</em></pre>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[This is the Question]]></title>
<link>http://marcomengoli.wordpress.com/2009/11/11/this-is-the-question/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:44:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcomengoli</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://marcomengoli.wordpress.com/files/2009/11/vignetta-97-web.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1057" title="Vignetta-97-Web" src="http://marcomengoli.wordpress.com/files/2009/11/vignetta-97-web.jpg" alt="Vignetta-97-Web" width="500" height="500" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La forza delle parole]]></title>
<link>http://panormitanus.wordpress.com/2009/11/11/la-forza-delle-parole/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 23:05:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tanus</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Tanus Stasera, 11 novembre alle 21.10, su Rai 3, ci sarà uno speciale di &#8220;Che tempo che fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Tanus Stasera, 11 novembre alle 21.10, su Rai 3, ci sarà uno speciale di &#8220;Che tempo che fa]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Ho mangiato “cinese” grazie alla Coop]]></title>
<link>http://glistregatti.wordpress.com/2009/11/10/ho-mangiato-%e2%80%9ccinese%e2%80%9d-grazie-alla-coop/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 08:30:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>glistregatti</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ero contenta di potermi fare un giro alla Coop di Avellino. Quella di Benevento non la frequento mai]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Ero contenta di potermi fare un giro alla <strong>Coop </strong>di Avellino. Quella di Benevento non la frequento mai perché insiste nel centro commerciale di un imprenditore affarista che lo ha costruito su un parco fluviale (che è <img class="alignright" style="margin:3px;" src="http://www.pricesharing.it/wp-content/uploads/coop2005.jpg" alt="" width="230" height="170" />anche di interesse archeologico), con la connivenza di una giunta di centro-destra prima, e l’arrendevole accondiscendenza di una giunta di centro-sinistra poi.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando ho proposto al mio Stregatto Zio JD di fare una sosta lì, si è quasi emozionato (lui mi odia, per il fatto di non andare mai alla Coop) e  ci siamo addentrati tra gli <strong>scaffali</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">La prima considerazione è stata proprio sui <strong>prezzi</strong>. Un livello medio-alto che corrisponde (a detta di chi vi fa compere) ad un discreto rapporto qualità/prezzo ed una selezione di prodotti che guarda molto, tra l’altro, alla territorialità del contesto in cui si trova. Era per questo, forse, che ho abbassato un po’ la guardia sulle <strong>etichette</strong>, che di solito controllo maniacalmente, nulla immaginando riguardo ciò che questa mia ingenua <em>confiance </em>mi avrebbe provocato..</p>
<p style="text-align:justify;">Io e JD,  quindi, dopo aver brillantemente dribblato l’agroalimentare casertano ed i pomodori del Porto di Salerno, dopo esserci divincolati tra pasta e confezioni varie dell’area vesuviana, ben attenti al prezzo e pressoché fedeli alla <strong>lista della spesa</strong>, ci apprestavamo alla cassa, addentrandoci nel tragitto che si è rivelato scientificamente tra i più pericolosi per il portafogli di quelli che scelgono rigorosamente 3&#215;2 e non di marca, per poi ridare al Supermercato tutto il margine risparmiato sugli altri prodotti, acquistandone uno solo, posizionato in bella evidenza alla fine del percorso, quando lo stomaco e le papille gustative, vostre e dei vostri figli, sono ormai stremati da tanta grazia..</p>
<p style="text-align:justify;">Anche io pensavo di appropinquarmi all’uscita pressoché illesa, se non fosse stato per quel luccichio blu di un sacchetto (neanche riciclabile) di <strong>Mexicano’s</strong>… Chi li conosce sa come sbavare al pensiero di quei dischetti di formaggio sapientemente infarciti di paprika..</p>
<p style="text-align:justify;">Cosa posso dire a mia discolpa se non che credevo di trovarmi presso il Gotha del consumo di qualità, per cui ho afferrato al volo il pacchetto e l’ho gettato nel carrello, sognando di sgranocchiarne il contenuto sul divano, mentre mi guardavo l’ennesimo episodio di <a href="http://fox.foxtv.it/lietome?gclid=CJrX9sD8_50CFQQ9ZgodV1JEpQ" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><em><strong>Lie to me</strong></em></span></a>?</p>
<p style="text-align:justify;">Solo a casa, e dopo un non meglio specificato fastidio allo stomaco (non dovuto alla quantità: lo giuro) mi salta il grillo di andare a guardare l’etichetta, qui disvelandomisi il più aberrante dei retroscena: importato dalla <strong>Cina</strong>, confezionato dall&#8217;impresa Caputo in provincia di Napoli.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-1015   aligncenter" style="margin:3px;" title="dalla cina col furgone 003" src="http://glistregatti.wordpress.com/files/2009/11/dalla-cina-col-furgone-003.jpg" alt="dalla cina col furgone 003" width="449" height="349" /></p>
<p style="text-align:justify;">Tutto, ma non questo. Anni di studi sui prodotti del territorio nel cesso.  Sette punti di tesi sull’agroalimentare sannita, nonchè la mia  stessa reputazione di Gourmet del cavolo, andati a farsi benedire in due <strong>chomp</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sento avvilita, ma mi sta bene, la prossima volta ci penserò due volte, prima di comprare schifezze, anzi, ci penserò due volte anche prima di andare alla Coop.</p>
<p style="text-align:justify;">A me non piace il cibo <em>cinese</em>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Co.Co.Cosentino]]></title>
<link>http://lacile.wordpress.com/2009/11/09/co-co-cosentino/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 21:09:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>©cecile landman</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nicola Cosentino hangt gevangenis, huisdetentie, of een diskwalificatie boven het hoofd, wat schorsi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nicola Cosentino hangt gevangenis, huisdetentie, of een diskwalificatie boven het hoofd, wat schorsi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La nuova resistenza: Saviano candidato governatore in Campania?]]></title>
<link>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/08/la-nuova-resistenza-saviano-candidato-governatore-in-campania/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 17:46:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubicamente</dc:creator>
<guid>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/08/la-nuova-resistenza-saviano-candidato-governatore-in-campania/</guid>
<description><![CDATA[Forse Saviano non accetter&agrave;, e non posso dargli torto. Ma la proposta di Claudio Fava &#8211;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Forse Saviano non accetter&#224;, e non posso dargli torto. Ma la proposta di Claudio Fava &#8211; Sinistra e Libert&#224; &#8211; di proporre Roberto Saviano, lo scrittore di Gomorra, che vive da anni nell&#8217;isolamento con una taglia della camorra sulla testa, alla candidatura di governatore della Campania, induce a una riflessione.<br />Ovvero, non posso non essere d&#8217;accordo con Fava sulla esigenza di una risposta alla deliquenza organizzata che si costituisce in potere pubblico sostituendosi a quello legittimo occupandone le istituzioni. In una parte del paese, lo Stato ha abdicato. Laddove non c&#8217;&#232; legalit&#224;, lo Stato ha compiuto passi indietro. Insieme ad esso, anche la societ&#224; civile si &#232; ritratta, impaurita dalle possibili ritorsioni, ha smesso di essere partecipe della cosa pubblica, lasciando che essa sia tradotta in mero fatto privato e criminoso. Il passo decisivo, in cui la fine dello Stato sar&#224; cosa fatta, verr&#224; compiuta alle Regionali. Il voto in Campania, in assenza di un forte candidato del centro-sinistra, potr&#224; premiare colui che passa al nome di Mr. Gomorra. L&#8217;uomo dei Casalesi.<br />Ma al centro-sinistra un candidato forte come pu&#242; esserlo Saviano potrebbe non bastare. Il centro-snistra deve porre al centro la questione della legalit&#224; in primis al proprio interno. In particolar modo, deve farlo il PD. Il PD non pu&#242; continuare a fare finta di nulla. Bersani non pu&#242; farlo. Al Sud &#8211; ma non solo, anche al Nord per molti suoi amministratori si pone la questione del conflitto di interessi &#8211; per il PD &#232; emergenza legalit&#224;: i casi della giunta Vendola in Puglia, di personaggi scomodi come Agazio Loiero in Calabria, che con tutta probabilit&#224; verr&#224; ricandidato, di Bassolino in Campania, sono sotto gli occhi di tutti e impediscono di risolvere la questione con la semplice assunzione di un candidato simbolo della lotta alle mafie. Bersani deve aprire il partito al rinnovamento, o sar&#224; la fine, che porta il nome di Mr. Gomorra. Occorre rompere il patto di non belligeranza fra Stato e Mafie. Occorre dare un segnale, introdurre una discontinuit&#224; con il passato. Abbiamo detto del PD. Abbiamo parlato in altre circostanze dell&#8217;Italia dei Valori. Di De Magistris e dell&#8217;istanza di legalit&#224; che esso raccoglie. Scegliere i candidati regionali di coalizione attraverso le primarie pu&#242; essere quel segno. Per una nuova resistenza, ispirata ai giovani partigiani del &#8216;43 che scelsero la lotta contro il nazifascismo anzich&#233; l&#8217;ignavia, servono innazitutto persone al di fuori di qualsiasi dubbio. Serve il coraggio di aprirsi al nuovo e di abbandonare logiche politiche di spartizione di cariche e di regalie attraverso le nomine. Serve anche ritrovare una nuova unit&#224; a sinistra. Serve ritrovarsi tutti sotto l&#8217;unica egida di un Partito dei Lavoratori, che sussuma in s&#233; le istanze ecologiste, socialiste e radicali. Serve abbandonare il campanilismo delle sigle e dei partiti personali, e in questo modo riprenderci la politica.
<ul class="diigo-linkroll">
<li>
<p class="diigo-link"><a href="http://www.unita.it/news/italia/90920/caro_saviano_scusa_se_insisto_questa_la_nuova_resistenza" rel="nofollow">Lettera di Claudio Fava a Roberto Saviano: &#34;Caro Saviano, scusa se insisto. Questa &#232; la nuova Resistenza&#34; &#8211; l&#8217;Unit&#224;.it</a></p>
<ul class="diigo-highlights">
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">ho chiesto pubblicamente la tua disponibilit&#224; a candidarti</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Non &#232; stato uno sgarbo n&#233; una forzatura ma una necessit&#224; civile. Perch&#233; a Napoli, fra qualche mese, ci giochiamo non solo il destino della tua regione ma un&#8217;idea di nazione.</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">se pensa cio&#232; di potersi riscattare dal giogo delle mafie e dei sospetti, dai furti di verit&#224; e di memoria, dall&#8217;impunit&#224; che s&#8217;&#232; fatta sistema. O, altrimenti, se questo paese si &#232; ormai arreso alla forza degli eventi, al corso inevitabile delle peggiori cose</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Il candidato che la destra quasi certamente presenter&#224; si chiama Nicola Cosentino, sottosegretario del governo Berlusconi, uomo forte del PDL in Campania e &#171;uomo a disposizione dei Casalesi&#187;, secondo le dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia, acquisite dalla Procura di Napoli. Falso, dice Cosentino. Vero, dicono i suoi accusatori.</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Chiunque al posto suo avrebbe fatto un passo indietro</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Chiunque: non Cosentino. Che continua a fare il sottosegretario e oggi si candida a governare la sua regione. Io c&#8217;ho i voti, fa sapere: e noi gli crediamo.</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Che si fa, dunque, se Cosentino e il suo partito sceglieranno di sfidare il senso della decenza? Gli si contrappone un notabile di segno politico contrario? Si va in cerca d&#8217;un candidato comunque, purch&#233; abbia il cartellino penale pulito? Si derubrica questa elezione come un fatto locale, una cosa di periferia?</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">caro Saviano, se Cosentino dovesse candidarsi, ti chiedo di fare la tua parte accettando di candidarti anche tu</div>
</p></div>
</li>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Conosco gi&#224; la tua obiezione che &#232; stata anche la mia per molti anni: che c&#8217;entro io con la politica? Quando ammazzarono mio padre, pensai la stessa cosa: la mia vita &#232; qui, mi dissi, continuare il mestiere suo e mio, scrivere, dire, capire.</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">la scrittura, una scrittura disposta a mettere in fila nomi e fatti, &#232; un impegno civile capace da solo di riempire una vita</div>
</p></div>
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<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">per&#242; arrivano momenti della vita in cui capisci che ti tocca far altro. E fare altro, fare di pi&#249;, a volte vuol dire la fatica della politica, affondare le mani e la vita in questa palude per provare a portarci dentro un po&#8217; d&#8217;alito tuo, un po&#8217; della tua storia</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Ci fu una generazione di ragazzi, nel &#8217;43, costretti dalla notte all&#8217;alba a improvvisarsi piccoli maestri delle loro vite. Lasciarono le case, le donne, gli studi e per un tempo non breve si presero sulle spalle il mestiere della guerra. Se siamo usciti dalla notte di quella barbarie, lo dobbiamo anche a loro.</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">che c&#8217;entra la resistenza con la lotta alle mafie? Che centrano i nazisti? Che c&#8217;entra Casal di Principe? Io invece credo che tu capisca. In gioco &#232; il diritto di chiamarci ancora nazione. Quel diritto oggi passa da Napoli, dalle cose che diremo, dalle scelte che faremo. O dai silenzi in cui precipiteremo.</div>
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<title><![CDATA[João Pina e a violência no Rio]]></title>
<link>http://acaoecontexto.wordpress.com/2009/11/07/joao-pina-e-a-violencia-no-rio/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 20:16:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lucas Sampaio</dc:creator>
<guid>http://acaoecontexto.wordpress.com/2009/11/07/joao-pina-e-a-violencia-no-rio/</guid>
<description><![CDATA[O fotógrafo português João Pina, do coletivo Kameraphoto, tem produzido um interessante trabalho sob]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>O fotógrafo português <a href="http://www.joao-pina.com/bio/" target="_blank">João Pina</a>, do coletivo <a href="http://www.kameraphoto.com/" target="_blank">Kameraphoto</a>, tem produzido <a href="http://www.joao-pina.com/features/violencerio/" target="_blank">um interessante trabalho sobre a cidade do Rio de Janeiro</a>. Publicado na revista estadunidense <a href="http://www.newyorker.com/reporting/2009/10/05/091005fa_fact_anderson" target="_blank">New Yorker</a> (só para assinantes) e no jornal espanhol <a href="http://www.elpais.com/fotogaleria/Rio/campo/batalla/6775-1/elpgal/" target="_blank">El País</a>, o ensaio P&#38;B <a href="http://www.joao-pina.com/features/violencerio/" target="_blank">disponível em seu site</a> retrata a vida das pessoas &#8211; e a violência que as cerca &#8211; nos morros da Cidade Maravilhosa.</p>
<p><a href="http://www.joao-pina.com/features/violencerio/"><img class="aligncenter size-full wp-image-169" title="Violência no Rio (João Pina)" src="http://acaoecontexto.wordpress.com/files/2009/11/pina.jpg" alt="Violência no Rio (João Pina)" width="700" height="465" /></a></p>
<p>Um trabalho que vem em boa hora, em tempos de ufania e entusiasmo por causa da Copa de 2014 e das Olimpíadas de 2016. A segurança pública e desigualdade social são os maiores desafios da cidade e do país para os próximos anos e chamar a atenção para a realidade é papel do repórter fotográfico.</p>
<p>Natural de Lisboa, Pina atualmente <a href="http://www.lightstalkers.org/joaopina" target="_blank">reside em Buenos Aires e trabalha no Rio</a>. É possível acompanhar os passos do fotógrafo português (e de outros profissionais da informação em constante trânsito pelo mundo) no <a href="http://www.lightstalkers.org/">Lights Talkers</a> e <a href="http://www.joao-pina.com/features/">ver outros ensaios de Pina em seu site oficial</a> (como o <a href="http://www.joao-pina.com/features/helicopteropolis/" target="_blank">Helicopterópolis</a>, sobre o transporte aéreo paulistano, e a <a href="http://www.joao-pina.com/features/roberto-saviano/" target="_blank">Não-vida de Roberto Saviano</a>, escritor do livro <a href="http://www.robertosaviano.it/section/0/120/134/" target="_blank">Gomorra</a> ameaçado de morte pela <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Camorra" target="_blank">Camorra</a> &#8211; máfia napolitana).</p>
<p>Via <a href="http://artephotographica.blogspot.com/2009/10/pina-no-el-pais.html" target="_blank">Arte Photographica</a>.</p>
<p><strong>Atualização: de 5 de novembro a 1 de dezembro a <a href="http://www.kameraphoto.com/kgallery/about.php?lang=pt" target="_blank">K Galeria</a></strong><strong> em Lisboa expõe &#8221;Gangland&#8221;, 30 fotografias do trabalho de Pina no Rio (via blog do <a href="http://blog.olhares.com/exposicao-fotografica-de-joao-pina-gangland/" target="_blank">Olhares</a>).</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[CINEMARK FLORIPA SHOPPING FLORIANOPOLIS. HORÁRIOS 06/11/09 al 12/11/09]]></title>
<link>http://cinemaflorianopolis.wordpress.com/2009/11/07/cinemark-floripa-shopping-florianopolis-horarios-061109-al-121109/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 06:10:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>travelmirele</dc:creator>
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<description><![CDATA[Filmes em cartaz Cinemark Floripa Shopping Florianópolis SC &#8211; 06/11/09 al 12/11/09Programação ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Filmes em cartaz Cinemark Floripa Shopping Florianópolis SC &#8211; 06/11/09 al 12/11/09Programação ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Η "Λευκή Κορδέλα" του Haneke]]></title>
<link>http://kakoskili.wordpress.com/2009/11/05/%ce%b7-%ce%bb%ce%b5%cf%85%ce%ba%ce%ae-%ce%ba%ce%bf%cf%81%ce%b4%ce%ad%ce%bb%ce%b1-%cf%84%ce%bf%cf%85-haneke/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:15:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>kako skili</dc:creator>
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<description><![CDATA[Αριστούργημα; Δε νομίζω. Η ταινία αποτελεί μία προσπάθεια του σκηνοθέτη να καταδείξει από πού προέρχ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Αριστούργημα; Δε νομίζω. Η ταινία αποτελεί μία προσπάθεια του σκηνοθέτη να καταδείξει από πού προέρχ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Neomelodica, wat is dat nou precies?]]></title>
<link>http://napelszien.wordpress.com/2009/11/05/neomelodica-wat-is-dat-nou-precies/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:24:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>napelszien</dc:creator>
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<description><![CDATA[Leuk, zo&#8217;n artikel over de Napolitaanse Neomelodica, maar nu weten we nog niet hoe het klinkt!]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Leuk, zo&#8217;n artikel over de Napolitaanse Neomelodica, maar nu weten we nog niet hoe het klinkt!]]></content:encoded>
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