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	<title>granducato-di-toscana &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/granducato-di-toscana/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "granducato-di-toscana"</description>
	<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 06:24:20 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Toscana, avanguardia dei Diritti Umani]]></title>
<link>http://puprato.wordpress.com/2009/05/26/toscana-avanguardia-per-i-diritti-umani/</link>
<pubDate>Tue, 26 May 2009 15:41:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<description><![CDATA[I due milioni di euro che la Regione Toscana si presume spendera&#8217; per aiutare i clandestini ad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-268" title="VolantinoGisbyCardiamo" src="http://puprato.wordpress.com/files/2009/05/volantinogisbycardiamo.jpg?w=211" alt="VolantinoGisbyCardiamo" width="211" height="300" />I due milioni di euro che la Regione Toscana si presume spendera&#8217; per aiutare i clandestini ad avere un posto dove dormire, sanità, e cibo non peseranno sui Toscani. Fare propaganda dicendo che Prato sarà invasa è una menzogna, perchè Prato è già &#8220;invasa&#8221;, come piace dire ai Leghisti. E il fenomeno dell&#8217;immigrazione non sarà controllato con esercito, filo spinato e leggi repressive.</p>
<p>Se pensiamo che il primo Stato ad abolire la pena di morte fù nel 30 novembre 1786 il Granducato di Toscana, si capisce che viviamo nella regione all&#8217;avanguardia per i Diritti Umani, con una storia di grande spessore umanista. Per questo sembra opportuno fare una politica verso i diritti umani. In questo periodo storico l&#8217;immigrazione è uno dei temi più grandi da affrontare, e certamente vederlo dal punto di vista di una nazione umana universale e quindi dell&#8217;accoglienza e dei diritti per tutti del non sfruttamento delle risorse altrui, della fine delle guerre e della violenza, fa parte del miglior bagaglio storico della nostra Regione. Non è  assistenzialismo  ma  giustizia sociale.</p>
<p>Le risorse levate a Prato ( e non solo) sono quelle date agli armamenti, alla costruzione degli inceneritori a tutte le S.P.A. che controllano i servizi pubblici, alle l&#8217;hobby del cemento. Vogliamo vivere in una città che rispetti la vita degli esseri umani e che per quanto riguarda l&#8217;immigrazione dia risposte veramente coraggiose: accoglienza, incontro tra culture e cooperazione internazionale le priorità della città. Abbiamo questa grande opportunità vale la pena sfruttarla.</p>
<p>Gisberto Gallucci candidato Umanista per il Comune di Prato con Sinistra Rosso Verde</p>
<p><a title="30 novembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/30_novembre"></a><a title="Granducato di Toscana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Granducato_di_Toscana"><br />
</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[INSORGENZA TOSCANA ]]></title>
<link>http://mazingazeta.wordpress.com/2009/05/17/insorgenza-toscana/</link>
<pubDate>Sun, 17 May 2009 19:20:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mazinga Z</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il 13 maggio anche Arezzo ha avuto la sua giornata del ricordo La rievocazione dell’insorgenza del V]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><em>Il 13 maggio anche Arezzo ha avuto la sua giornata del ricordo</em></h2>
<p><strong>La rievocazione dell’insorgenza del Viva Maria </strong></p>
<p><img src="http://www.identitanazionale.it/corteoarezzo.jpg" alt="" /></p>
<div class="corpotesto"><span class="capolettera">N</span> el maggio del 1799 la città di Arezzo fu epicentro di una grande rivolta anti-giacobina e antifrancese (le truppe francesi repubblicane avevano occupato da poco l’intero Granducato di Toscana, insediandovi muncipalità filo-rivoluzionarie), che vide un’armata «trasversale», formata da contadini, cittadini e nobili, scacciare gli eserciti transalpini da quasi tutta l’Italia centrale, arrivando a liberare Firenze e Perugia e spingendosi fino alla costa toscana e alle propaggini della limitrofa Romagna. Fu una delle principali insorgenze che «accesero» l’Italia del 1799 dal Nord al Sud e che dimostrarono come la stragrande maggioranza degli abitanti della Penisola non fosse disposta ad accettare passivamente i saccheggi e le angherie che immancabilmente seguivano l’arrivo dei nuovi «liberatori».</div>
<div class="corpotesto"><!--more--></div>
<div class="corpotesto">
<p>Anche ad Arezzo l’insorgenza fu causata da fenomeni diversi: la scarsità di alcuni prodotti di prima necessità, le requisizioni arbitrarie di beni e servizi a favore delle truppe occupanti, gli arruolamenti coatti. Ma sicuramente l’aspetto religioso è fondamentale, anche perché — ad Arezzo come altrove — i francesi si mostrarono subito ostili alla religione, saccheggiarono gli arredi sacri di molte chiese, dileggiarono i sacerdoti e progettarono il furto della sacra immagine della Madonna del Conforto, già allora molto venerata dopo il miracolo avvenuto in occasione del terremoto del 1796.</p>
<p>L’insorgenza si dette subito degli organi politico-militari — la cosiddetta «Suprema Deputazione»<em> </em>— per cercare di mantenere l’ordine nelle terre liberate e per guidare al meglio un’armata che era arrivata a comprendere alcune decine di migliaia di persone, delle più diverse provenienze; anche grazie a questa struttura le violenze furono ridotte al minimo, considerando l’epoca dei fatti e il tipo di formazioni armate coinvolte.</p>
<p>Purtroppo, poco prima dell’entrata delle truppe aretine a Siena, nella città toscana alcuni popolani locali assaltarono il <strong>ghetto ebraico </strong>e uccisero brutalmente tredici senesi di religione ebraica, probabilmente per motivazioni venali di natura privata, cioè per approfittare della <em>vacatio legis</em> per evitare di pagare debiti contratti con alcune delle vittime. Gli insorgenti non furono per nulla coinvolti nel massacro; i processi celebrati dopo il ripristino dell’ordine videro condannati unicamente cittadini senesi. Anzi il comandante delle truppe insorgenti aretine ordinò di posizionare delle sentinelle alle porte del ghetto per evitare il ripetersi di simili fatti di sangue.</p>
<p>Però, questo unico massacro perpetrato da soggetti che poco o nulla avevano a che fare con i veri ideali che animarono l’insorgenza aretina, è stato sempre utilizzato dai giacobini e da tutta la storiografia risorgimentale e laico-marxista per gettare discredito sull’intero moto del Viva Maria, descritto alla stregua di un episodio di truce brigantaggio razzista.</p>
<p>Gli anni sono passati, ma certi stereotipi sono duri a morire anche perché, è ormai risaputo, una bugia ripetuta cento volte diventa, nella percezione comune, limpida verità. Ovviamente non sono mancati studiosi locali che, partendo dai documenti e non dai luoghi comuni, hanno cercato di ricostruire la storia dell’insorgenza, arrivando sempre di più a comprendere come il Viva Maria sia stato forse il primo moto popolare aretino, che vide realmente coinvolte tutte le classi sociali della città, e uno dei più imponenti movimenti di popolo — assai più ampio di tante sollevazioni risorgimentali dove il popolo vero ben di rado fece la sua comparsa — mai verificatisi nella storia d’Italia.</p>
<p>Anche sulla scia delle risultanze di questi studi, alcuni anni addietro venne avanzata la richiesta di intitolare una strada, una piazza o comunque un luogo significativo al Viva Maria, affinché potesse rimanere traccia nel territorio di un fenomeno che è parte integrante della storia di Arezzo e degli aretini. Tale istanza venne avanzata anche dal vescovo, mons. Gualtiero Bassetti, a nome del consiglio pastorale diocesano, in data 7 settembre 2000, e nel 2002 una piazza centrale della città venne intitolato al <em>«Viva Maria &#8211; Insorgenza Popolare, 1799-1800»</em>.</p>
<p>All’inizio di quest’anno, una nuova giunta municipale, espressione di una maggioranza di centro-sinistra, ha deciso di rimuovere la targa e di mutare la denominazione della piazza in <em>«Piazza Madonna del Conforto»</em>.</p>
<p>Il dibattito non si è per questo ovviamente concluso e anzi, alcuni mesi addietro, è sorto il Comitato Viva Maria, che ha come scopo statutario proprio la valorizzazione, lo studio e l’approfondimento di quella grande insorgenza popolare del 1799-1800 passata alla storia con tale nome.</p>
<p>Domenica 13 maggio si è svolta la prima iniziativa pubblica del Comitato, che ha animato alcune piazze e strade centrali di Arezzo con una rievocazione storica in costume dell’insorgenza.</p>
<p>Una trentina di figuranti, provenienti anche da paesi limitrofi, hanno dato vita a un corteo che ha percorso la città, mentre alcuni attori rappresentavano figure tipiche della società aretina di fine 1700 — un popolano, un sacerdote, un giacobino, un nobile, ecc. — e ricostruivano alcune scene dell’epoca, cercando di ricreare per il pubblico il clima sociale e culturale nel quale si generò l’insorgenza, rappresentando le ragioni dei filo-rivoluzionari e degli insorgenti.</p>
<p>L’iniziativa, che gli organizzatori vogliono riproporre con cadenza annuale, ha avuto un discreto successo di pubblico ed ha destato l’interesse degli aretini, nonostante il tentativo di disturbarla attuato da una quindicina di «contestatori», appartenenti a partiti e movimenti di sinistra radicale, che hanno dato a tutti i presenti una dimostrazione del significato che hanno per questi soggetti le altisonanti parole di cultura, di democrazia e di libertà.</p></div>
<div class="firmatesto">Fabio Giannini</div>
<p><em><br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stato civile di Toscana 1808-1865: guida alla consultazione del fondo]]></title>
<link>http://filosofiastoria.wordpress.com/2009/03/05/stato-civile-di-toscana-1808-1865-guida-alla-consultazione-del-fondo/</link>
<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 08:14:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>EF</dc:creator>
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<description><![CDATA[Certificato di nascita di Giacomo Puccini L&#8217;archivio dello Stato civile di Toscana conserva le]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Certificato di nascita di Giacomo Puccini L&#8217;archivio dello Stato civile di Toscana conserva le]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alessandro Pavolini]]></title>
<link>http://secondaguerramondiale.wordpress.com/2008/05/15/alessandro-pavolini/</link>
<pubDate>Thu, 15 May 2008 15:08:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>turistiinitalia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nato a Firenze il 27 settembre 1903, fucilato a Dongo (Como) il 28 aprile 1945. Appartenne, con Buff]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">Nato a Firenze il 27 settembre 1903, fucilato a Dongo (Como) il 28 aprile 1945.</p>
<p align="justify">Appartenne, con Buffarini Guidi, al &#8220;granducato di Toscana&#8221;, come venne chiamato dagli stessi fascisti quel sodalizio che fu il ceppo più solido del vecchio squadrismo, del gerarchismo del ventennio, come dell&#8217;ultima reviviscenza di Salò.<br />
Figlio del glottologo Paolo Emilio, docente di sanscrito e filologia all&#8217;Università di Firenze, anche il futuro ministro della cultura popolare, mostrò dapprima interessi culturali e, durante gli studi ginnasiali, una forte inclinazione per il giornalismo e pubblicò novelle e romanzi. Attività non disgiunta da quella politica che lo portò, dopo l&#8217;iscrizione al partito fascista, a essere parte importante delle più famigerate, violente e sanguinarie squadre d&#8217;azione fiorentine. Con queste premesse (con analogia col detto &#8220;semel sacerdos semper sacerdos”, usava dire che una volta diventati squadristi, squadristi si resta), poté scalare rapidamente i gradi gerarchici e diventare segretario della federazione fascista di Firenze nel 1929.<br />
In divisa di aviatore partecipò ai bombardamenti contro la popolazione etiopica, pressoché inerme, nel corso della guerra coloniale fascista d&#8217;Abissinia (1935). Dopo la prova di spirito guerriero e di impegno militare che ogni gerarca era tenuto a dare, insieme a una ripresa di interessi letterari, assunse incarichi che, al contrario, lo portarono a compiti di repressione della libera manifestazione del pensiero. Prese parte, infatti, alla creazione della <em>Commissione di bonifica</em> che doveva mettere al bando, pur non organizzando roghi i libri, tutte le opere non strettamente corrispondenti all&#8217;ideologia mussoliniana. Le vittime più illustri di questa drastica censura furono gli autori russi e, inutile quasi dirlo, quelli ebrei. Era il 1938, l&#8217;anno delle leggi razziali.<br />
Nel 1939, Alessandro Pavolini compie, protetto dal ministro degli esteri Galeazzo Ciano, genero di Mussolini, un altro importante passo avanti: viene nominato ministro della cultura popolare e inaugura la stagione delle grottesche &#8220;veline&#8221;, cioè impartisce alla stampa indicazioni obbligatorie per la presentazione degli avvenimenti, di politica interna o estera o di economia; direttive non solo censorie e distorcenti, ma anche tanto stravaganti e ridicole che divennero oggetto di scherno e derisione all&#8217;interno dello stesso apparato fascista. E quel ministero, nello stesso linguaggio usuale tra gerarchi, venne <em>tout court</em> definito Minculpop. Esonerato da quell&#8217;incarico nel febbraio 1943 con il solito &#8220;cambio della guardia&#8221;, Pavolini venne nominato direttore del quotidiano romano <em>Il Messaggero</em>.<br />
Alla defenestrazione di Mussolini, il 25 luglio 1943 con il voto del &#8220;gran consiglio del fascismo&#8221; si rifugiò nell&#8217;ambasciata tedesca trasformata, come scrisse il colonnello della SS Dollman, in un&#8217;agenzia di viaggi, tanti erano i gerarchi fascisti che vi si erano rifugiati chiedendo protezione. Pavolini, con Ciano e altri, venne fatto espatriare e rifugiare in Germania, da dove ritornò soltanto dopo la liberazione di Mussolini dalla prigionia del Gran Sasso per partecipare all&#8217;ultima incarnazione del fascismo in quella larva di stato che fu la &#8220;repubblica sociale italiana&#8221;.<br />
Pavolini divenne segretario generale del <em>partito fascista repubblicano</em>, assommando altri incarichi e ruoli. Fu uno dei più pertinaci accusatori dei &#8220;traditori&#8221; del 25 luglio, cioè di Ciano e di coloro che votarono contro Mussolini, fucilati dopo il processo-farsa che venne imbastito a Verona.<br />
In quel periodo agonico del fascismo, Pavolini riuscì ad accumulare grande potere nella sua persona, muovendosi abilmente tra le faide interne. Si schierò con coloro che vollero impedire la coscrizione obbligatoria, contro la tesi del generale Rodolfo Graziani che voleva creare un esercito &#8220;apolitico&#8221;. Fondò la sua polizia, le <em>brigate nere</em>, che sparsero a piene mani, nelle città e nelle campagne, tortura e morte.<br />
Nei giorni finali della tragedia della rsi, insieme a Mussolini, sempre più abulico e conscio  del suo fallimento e della sconfitta definitiva, si immaginò di poter finalmente realizzare l&#8217;ultima difesa in un ridotto alpino, in Valtellina e lì resistere all&#8217;offensiva partigiana concentrando tremila &#8220;camicie nere&#8221;. Ma il 26 aprile 1945, quando Mussolini decise la fuga avviandosi verso Menaggio, Pavolini con i suoi cosiddetti 5.000 uomini non c&#8217;era, né nessuno sapeva dove fosse.<br />
La colonna di Mussolini venne fermata dai partigiani, Mussolini e i gerarchi arrestati. Pavolini riesce a fuggire e nascondersi per breve tempo. Catturato, venne fucilato a Dongo con altri gerarchi, secondo l&#8217;ordinanza del Comitato di liberazione nazionale.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://secondaguerramondiale.files.wordpress.com/2008/05/pavolini.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-78" src="http://secondaguerramondiale.wordpress.com/files/2008/05/pavolini.gif?w=212" alt="" width="212" height="237" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fortificazioni costiere di Castiglione della Pescaia e dintorni]]></title>
<link>http://maremmastyle.wordpress.com/2008/04/27/fortificazioni-costiere-di-castiglione-della-pescaia-e-dintorni/</link>
<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 10:17:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>maremmapromotion</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Forte delle Rocchette [abitazione privata] Il Forte delle Rocchette è una fortificazione costiera]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Il Forte delle Rocchette [abitazione privata]</span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Il Forte delle Rocchette è una fortificazione costiera situata sull&#8217;omonimo promontorio tra </span><a title="Castiglione della Pescaia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castiglione_della_Pescaia"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Castiglione della Pescaia</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> e </span><a title="Punta Ala" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punta_Ala"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Punta Ala</span></span></a><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Cenni storici </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Il complesso venne costruito come </span><a title="Torre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">torre</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> di avvistamento nel corso del </span><a title="XII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XII_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">XII secolo</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> e notevolmente fortificato nella seconda metà del </span><a title="XVI secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Cinquecento</span></span></a><span style="font-size:x-small;">, per volere di </span><a title="Cosimo I de' Medici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cosimo_I_de%27_Medici"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Cosimo I de&#8217; Medici</span></span></a><span style="font-size:x-small;">, al fine di implementare e rendere maggiormente efficiente il sistema difensivo lungo questo tratto costiero del </span><a title="Granducato di Toscana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Granducato_di_Toscana"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Granducato di Toscana</span></span></a><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La struttura fu dismessa progressivamente tra la fine del </span><a title="XVIII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Settecento</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> e gli inizi dell&#8217;</span><a title="XIX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Ottocento</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> e, nei decenni successivi, una serie di lavori di ristrutturazione hanno ulteriormente ampliato il complesso, trasformandolo in abitazione privata.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><a name="Aspetto_attuale"></a><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Aspetto attuale </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Il Forte delle Rocchette è delimitato da una serie di cortine </span><a title="Mura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mura"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">murarie</span></span></a><span style="font-size:x-small;">, munite di alcune merlature sommitali, che racchiudono un&#8217;area di forma quadrangolare. L&#8217;accesso è possibile attraverso una porta ad </span><a title="Arco (architettura)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arco_%28architettura%29"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">arco</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> a tutto sesto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Il complesso si caratterizza per una tozza </span><a title="Torre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">torre</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> a sezione quadrata, priva di coronamento sommitale, e per un fabbricato di altezza minore a pianta rettangolare che ospita le unità abitative.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Il Castello di Punta Ala [abitazione privata]</span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Il Castello di Punta Ala si trova alla sommità del promontorio che domina, da sud-est, l&#8217;omonima </span><a title="Punta Ala" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punta_Ala"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">località</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> del comune di </span><a title="Castiglione della Pescaia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castiglione_della_Pescaia"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Castiglione della Pescaia</span></span></a><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Cenni storici </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La fortificazione fu fatta costruire attorno alla metà del </span><a title="XVI secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Cinquecento</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> da </span><a title="Cosimo I de' Medici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cosimo_I_de%27_Medici"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Cosimo I de&#8217; Medici</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> per difendere il tratto costiero del </span><a title="Granducato di Toscana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Granducato_di_Toscana"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Granducato di Toscana</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> da eventuali minacce via mare.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La costruzione si trovava non lontano dal confine con il </span><a title="Principato di Piombino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principato_di_Piombino"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Principato di Piombino</span></span></a><span style="font-size:x-small;">, nella cui giurisdizione rientrava, invece, la <a title="Torre degli Appiani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_degli_Appiani"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Torre</span><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"> degli Appiani</span></a> sull&#8217;<a title="Isolotto dello Sparviero (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Isolotto_dello_Sparviero&#38;action=edit&#38;redlink=1"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Isolotto dello Sparviero</span></a>, situato proprio di fronte a questo tratto di costa.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">L&#8217;edificio venne ristrutturato ai </span><a title="Lorena (dinastia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lorena_%28dinastia%29"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Lorena</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> nella seconda metà del </span><a title="XVIII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Settecento</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> e trasformato nel corso del </span><a title="XIX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">secolo</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> successivo in abitazione privata.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Il luogo è noto per essere divenuto residenza di </span><a title="Italo Balbo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Balbo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Italo Balbo</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> a partire dal </span><a title="1932" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1932"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">1932</span></span></a><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Aspetto attuale </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Il Castello di Punta Ala sorge su un </span><a title="Baluardo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Baluardo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">baluardo</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> poligonale racchiuso da cortine </span><a title="Mura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mura"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">murarie</span></span></a><span style="font-size:x-small;">. Il complesso presenta un corpo di fabbrica a sezione rettangolare, disposto su due livelli con un possente basamento a scarpa in pietra, che si articola attorno alla </span><a title="Torre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">torre</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> centrale; quest&#8217;ultima risulta di epoca precedente ed è caratterizzata da alcuni merli sommitali.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">L&#8217;originaria porta di accesso al complesso è situata al piano rialzato della torre ed è raggiungibile attraverso una rampa di scale esterna</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Dal </span><a title="Castello" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castello"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">castello</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> era possibile comunicare con la </span><a title="Torre Hidalgo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_Hidalgo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Torre Hidalgo</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> a nord-ovest e con la <a title="Torre di Cala Galera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_di_Cala_Galera"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Torre</span><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"> di Cala Galera</span></a> a sud-est, entrambe ancora oggi ben visibili dalla sommità della <a title="Torre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">torre</span></a>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:x-small;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-family:Arial;">La Torre Hidalgo</span></span></strong><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-family:Arial;"> [abitazione privata]</span></span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;">La Torre Hidalgo</span><span style="font-family:Arial;"> si trova sul promontorio di <a title="Punta Ala" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punta_Ala"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Punta Ala</span></a>, nel territorio comunale di <a title="Castiglione della Pescaia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castiglione_della_Pescaia"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Castiglione della Pescaia</span></a>, a poca distanza dal <a title="Porto di Punta Ala" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Porto_di_Punta_Ala"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">porto</span></a> e dal moderno abitato.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Cenni storici </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La fortificazione venne costruita nella seconda metà del </span><a title="XVI secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Cinquecento</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> nel luogo dove probabilmente sorgeva una preesistente struttura per difendere il tratto costiero meridionale del </span><a title="Principato di Piombino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principato_di_Piombino"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Principato di Piombino</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> da eventuali incursioni </span><a title="Pirati" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pirati"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">piratesche</span></span></a><span style="font-size:x-small;">; proprio nell&#8217;area compresa tra la Torre Hidalgo e il vicino </span><a title="Castello di Punta Ala" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Punta_Ala"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Castello di Punta Ala</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> vi era il confine con il </span><a title="Granducato di Toscana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Granducato_di_Toscana"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Granducato di Toscana</span></span></a><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La </span><a title="Torre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">torre</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> poteva comunicare a vista con la <a title="Torre degli Appiani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_degli_Appiani"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Torre</span><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"> degli Appiani</span></a> situata sull&#8217;<a title="Isolotto dello Sparviero (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Isolotto_dello_Sparviero&#38;action=edit&#38;redlink=1"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Isolotto dello Sparviero</span></a> e con la <a title="Torre Civette" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_Civette"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Torre Civette</span></a> situata più a nord lungo la costa, che costituivano punti di riferimento fondamentali per il sistema difensivo del <a title="Principato di Piombino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principato_di_Piombino"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">principato</span></a>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Nella prima metà dell&#8217;</span><a title="XIX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Ottocento</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> l&#8217;intera zona entrò a far parte del </span><a title="Granducato di Toscana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Granducato_di_Toscana"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Granducato di Toscana</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> e, così, la </span><a title="Torre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">torre</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> venne trasformata ed adibita ad abitazione; nella prima metà del </span><a title="XX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XX_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">secolo</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> scorso fu acquistata da </span><a title="Italo Balbo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Balbo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Italo Balbo</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> assieme al </span><a title="Castello di Punta Ala" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Punta_Ala"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Castello di Punta Ala</span></span></a><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Aspetto attuale </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;">La Torre Hidalgo</span><span style="font-family:Arial;"> è immersa nella rigogliosa <a title="Macchia mediterranea" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Macchia_mediterranea"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">macchia mediterranea</span></a> e si presenta come un edificio a sezione quadrata, poggiante su una base a scarpa appena abbozzata; le pareti intonacate presentano alcune feritoie che si aprono su vari livelli.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">L&#8217;accesso alla </span><a title="Torre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">torre</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> è possibile attraverso un portone situato al piano rialzato, raggiungibile attraverso una rampa di scale, alla quale è congiunto attraverso un piccolo </span><a title="Ponte" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ponte"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">ponte</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> levatoio. Alla sommità della </span><a title="Torre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">torre</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> è presente una </span><a title="Caditoia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caditoia"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">caditoia</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> che sporge sopra il </span><a title="Ponte" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ponte"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">ponte</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> levatoio a difesa della porta d&#8217;ingresso.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:x-small;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-family:Arial;">La Torre</span></span></strong><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-family:Arial;"> degli Appiani </span></span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;">La Torre</span><span style="font-family:Arial;"> degli Appiani si trova sull&#8217;<a title="Isolotto dello Sparviero (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Isolotto_dello_Sparviero&#38;action=edit&#38;redlink=1"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Isolotto dello Sparviero</span></a> (<a title="Mar Tirreno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mar_Tirreno"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Mar Tirreno</span></a>) di fronte alla località balneare di <a title="Punta Ala" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punta_Ala"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Punta Ala</span></a>, nel territorio comunale di <a title="Castiglione della Pescaia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castiglione_della_Pescaia"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Castiglione della Pescaia</span></a>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Cenni storici </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La </span><a title="Torre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">torre</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> fu fatta in epoca </span><a title="Medioevo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">medievale</span></span></a><span style="font-size:x-small;">, divenendo in seguito una delle fortificazioni fondamentali per il sistema difensivo del </span><a title="Principato di Piombino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principato_di_Piombino"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Principato di Piombino</span></span></a><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Il luogo fu tuttavia scenario di alcune violente scorribande </span><a title="Pirati" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pirati"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">piratesche</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> che causarono gravi danni all&#8217;edificio e perdite umane che scoraggiarono i militari a prestarvi sevizio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La </span><a title="Torre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">torre</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> dell&#8217;</span><a title="Isolotto dello Sparviero (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Isolotto_dello_Sparviero&#38;action=edit&#38;redlink=1"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Isolotto dello Sparviero</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> andò così incontro ad un lento ed inesorabile declino che ha ridotto l&#8217;originaria struttura in ruderi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Aspetto attuale </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;">La Torre</span><span style="font-family:Arial;"> degli Appiani, ben visibile anche dalla terra ferma, presenta una sezione circolare poggiante su una base a scarpa; le pareti sono rivestite in pietra.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La parte alta è quella che presenta maggiormente i segni del lungo periodo di abbandono, essendo caratterizzata da un coronamento, parzialmente distrutto, di mensole e archetti ciechi dove, probabilmente, trovava appoggio la merlatura che delimitava la terrazza sommitale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Torre Civette [abitazione privata]</span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Torre Civette si trova presso l&#8217;omonima fattoria lungo la fascia costiera del comune di </span><a title="Scarlino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scarlino"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Scarlino</span></span></a><span style="font-size:x-small;">, su un promontorio a sud di </span><a title="Cala Violina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cala_Violina"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Cala Violina</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> nei pressi della foce del torrente </span><a title="Alma (fiume) (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Alma_%28fiume%29&#38;action=edit&#38;redlink=1"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Alma</span></span></a><span style="font-size:x-small;">, nel cuore dell&#8217;area protetta delle </span><a title="Bandite di Scarlino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bandite_di_Scarlino"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Bandite di Scarlino</span></span></a><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Cenni storici </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La </span><a title="Torre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">torre</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> venne fatta ricostruire nel corso del </span><a title="XVI secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Cinquecento</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> al posto di una preesistente fortificazione </span><a title="Medioevo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">medievale</span></span></a><span style="font-size:x-small;">, ed era un punto di riferimento fondamentale nell&#8217;ambito del sistema difensivo del </span><a title="Principato di Piombino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principato_di_Piombino"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Principato di Piombino</span></span></a><span style="font-size:x-small;">, svolgendo prevalentemente funzioni di avvistamento.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">L&#8217;edificio ha subito alcuni interventi di ristrutturazione nel corso del </span><a title="XVIII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">Settecento</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> ed è stato dismesso dalle sue funzioni originarie nella prima metà del </span><a title="XIX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">secolo</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> successivo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">In seguito, la fortificazione è stata trasformata in abitazione privata, venendo incorporata nella vicina tenuta; durante il </span><a title="XX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XX_secolo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">secolo</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> scorso ha subito ulteriori interventi di restauro che hanno completamente modificato il suo aspetto iniziale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Aspetto attuale </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;">La Torre Civette</span><span style="font-family:Arial;">, immersa nella <a title="Macchia mediterranea" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Macchia_mediterranea"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">macchia mediterranea</span></a>, si articola su più livelli, presentando una sezione quadrangolare e pareti completamente intonacate, a seguito degli ultimi interventi di restauro.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La parte alta della </span><a title="Torre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">torre</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> è stata completamente modificata con la costruzione di un </span><a title="Tetto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tetto"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:x-small;">tetto</span></span></a><span style="font-size:x-small;"> a 4 spioventi poco pronunciati al posto dell&#8217;originaria terrazza sommitale.</span></span></p>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> <span style="font-weight:normal;font-size:10pt;font-family:Arial;"></p>
<h3 style="vertical-align:top;margin:0 3.75pt;"><span style="font-weight:normal;font-size:10pt;font-family:Arial;">Per informazioni e prenotazioni turistiche contattare il Consorzio Turistico Maremma Promotion:</span></h3>
<h3 style="vertical-align:top;margin:0 3.75pt;"><span style="font-weight:normal;font-size:10pt;font-family:Arial;">Tel. +39 0564 93 54 34</span></h3>
<h3 style="vertical-align:top;margin:0 3.75pt;"><span style="font-weight:normal;font-size:10pt;font-family:Arial;">Fax +39 0564 93 20 78</span></h3>
<h3 style="vertical-align:top;margin:0 3.75pt;"><span style="font-weight:normal;font-size:10pt;font-family:Arial;">e-mail:   <a href="mailto:info@maremmapromotion.it"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">info@maremmapromotion.it</span></a></span></h3>
<h3 style="vertical-align:top;margin:0 3.75pt;"><span style="font-weight:normal;font-size:10pt;font-family:Arial;">sito ufficiale: <a title="Sito Ufficiale di Maremma Promotion" href="http://www.maremmapromotion.it/" target="_blank"><strong><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="color:#333399;">www.maremmapromotion.it</span></span></strong></a> </span></h3>
<p></span></span></span></div>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p> </p>
<p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Campioni di strade: cartografia del Granducato di Toscana]]></title>
<link>http://filosofiastoria.wordpress.com/2008/01/03/campioni-di-strade-cartografia-del-granducato-di-toscana/</link>
<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 09:23:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>EF</dc:creator>
<guid>http://filosofiastoria.wordpress.com/2008/01/03/campioni-di-strade-cartografia-del-granducato-di-toscana/</guid>
<description><![CDATA[La cartografia oggi conosciuta come ‘Campioni di strade’ fu pensata e voluta da Pietro Leopoldo negl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La cartografia oggi conosciuta come ‘Campioni di strade’ fu pensata e voluta da Pietro Leopoldo negl]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[30 novembre 1786 - il primo no alla pena di morte]]></title>
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<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 16:32:29 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Il Granducato di Toscana, in data 30 novembre 1786, sotto il regno di Pietro Leopoldo Asburgo Lorena]]></description>
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