<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>groenlandia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/groenlandia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "groenlandia"</description>
	<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 10:34:46 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Kalaallisut. Groenlandés. Vocabulario básico (2)]]></title>
<link>http://monttse.wordpress.com/2009/11/25/kalaallisut-groenlandes-vocabulario-basico-2/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 14:10:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>monttse</dc:creator>
<guid>http://monttse.wordpress.com/2009/11/25/kalaallisut-groenlandes-vocabulario-basico-2/</guid>
<description><![CDATA[Una nueva entrega de cultura groenlandesa, niños y niñas. Hoy os hablaré un poco mas sobre el Kalaal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Una nueva entrega de cultura groenlandesa, niños y niñas. Hoy os hablaré un poco mas sobre el Kalaal]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Canada appoggia l'impegno ecologico scandinavo]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/24/il-canada-appoggia-limpegno-ecologico-scandinavo/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:22:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/24/il-canada-appoggia-limpegno-ecologico-scandinavo/</guid>
<description><![CDATA[Una immagine dell&#39;Alaska. Apparentemente lontane, le zone artiche si trovano al centro degli int]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="color:#008000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#008000;"><strong></p>
<div id="attachment_1561" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/alaska.jpg"><img class="size-medium wp-image-1561" title="alaska" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/alaska.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Una immagine dell&#39;Alaska. Apparentemente lontane, le zone artiche si trovano al centro degli interessi anche strategico economici di molti paesi, inclusi Italia e Francia che fanno parte, come osservatori, del Consiglio Artico</p></div>
<p>La Presidenza Svedese della Ue si caratterizza per il suo sforzo in direzione di politiche economiche ecosostenibili. Danimarca, Finlandia e Norvegia ne condividono la storia di valorizzazione ecocompatibile delle risorse naturali. L&#8217;ambasciatore canadese James Fox, nel corso di un incontro sull&#8217;Artico che ha avuto luogo a Roma il 19 novembre, ha espresso l&#8217;appoggio del Canada a strategie di lungo periodo a tutela del Polo Nord. Con questa breve cronaca dell&#8217;incontro introduciamo una serie di brevi articoli sulle questioni aperte e sul ruolo dei singoli paesi nordici, specialmente europei</p>
<p>&#160;</p>
<p></strong></span></p>
<p>Nella Unione Europea la Svezia, la Danimarca, la Finlandia e, nello spazio dell&#8217;European Free Trade Agreement, la Norvegia, promuovono politiche di sviluppo compatibile con le esigenze dell&#8217;ambiente nell&#8217;area dell&#8217;Artico. La regione del Polo Nord è al centro di un crescente interesse, non soltanto in Italia, a causa dei cambiamenti (peraltro molto problematici per più di un aspetto) indotti dalle trasformazioni del clima in questi ultimi decenni. Lo scioglimento dei ghiacci rappresenta una incognita per molti abitanti della zona (e del pianeta) ma anche una possibilità di accresciuti traffici e attività economiche, opportunità che come si intuisce facilmente hanno un rovescio molto difficile dal punto di vista della sostenibilità. Ed i paesi che si affacciano sulla regione ovviamente non sfuggono alla ricerca della valorizzazione economica delle risorse.</p>
<p>Nel corso di un incontro che si è svolto la scorsa settimana presso l&#8217;ambasciata del Canada a Roma, i rappresentanti di Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e del paese che ospitava l&#8217;iniziativa nella propria ambasciata (cioè il Canada) hanno voluto sottolineare il ruolo che la consapevolezza di sedere letteralmente sopra le risorse di cui si parla gioca per questi paesi. Molti mass media spesso mettono l&#8217;accento sulla corsa alle risorse, ma le nazioni nordiche sanno bene che la loro vita dipende dall&#8217;ambiente, molto ricco ma estremamente fragile, nel quale le loro culture si sono sviluppate.</p>
<p>L&#8217;ambasciatore del Canada, James Fox, ha ricordato che quest&#8217;anno la legge di bilancio del suo paese ha stanziato 350 milioni di euro per l&#8217;Artico, per promuovere la costruzione di infrastrutture, la ricerca scientifica, lo sviluppo delle fonti energetiche ed il commercio delle risorse ittiche. Altri fondi saranno destinati alla formazione, all&#8217;occupazione della popolazione locale, ai servizi sociali ed al sostegno ai popoli aborigeni, che nutrono una serie di preoccupazioni, fondate data l&#8217;esiguità numerica e la debolezza &#8220;politica&#8221; che ne deriva e di cui nei prossimi giorni si parlerà su queste pagine in un articolo specifico, così come verranno illustrati diversi aspetti (da quello ambientale a quello culturale) della questione dibattuta nell&#8217;incontro e approfondito l&#8217;impegno dei singoli paesi nella regione, in particolare di quelli europei.</p>
<p>Il dibattito della scorsa settimana a Villa Grazioli si è snodato in quattro tavoli dedicati ai seguenti argomenti: &#8220;La realtà artica &#8211; sviluppo economico e sociale delle comunità autoctone&#8221;, &#8220;Materie prime, sviluppo energetico e considerazioni geopolitiche&#8221;, &#8220;La realtà artica &#8211; Impatto e sfide del cambiamento climatico&#8221; , &#8220;Il Consiglio Artico &#8211; Un modello per la collaborazione internazionale nella Regione dell&#8217;Artico&#8221;.</p>
<p>Oltre agli ambasciatori delle nazioni interessate e ai rappresentanti delle popolazioni autoctone citati nell&#8217;articolo apparso il 20 novembre qui su Skapegoat, sono intervenuti molti esperti e specialisti come Dag Claes, Professore di Politiche Nazionali ed Economia presso l&#8217;Università di Oslo (Norvegia), Dante Casati (del dipartimento Affari Internazionali dell&#8217;ENI), Margaret Johansson (del Dipartimento di Fisica geografica ed analisi dell&#8217;ecosistema dell&#8217;Università di Lund, in Svezia), Giuseppe Cavarretta, Direttore del Dipartimento Terra ed Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il CNR italiano; Daniele Verga, inviato speciale per l&#8217;Artico del Ministero Affari Esteri e Francesco Eugenio Negro, il viaggiatore di lungo corso nell&#8217;area e medico.</p>
<p>Il dibattito ha toccato moltissimi argomenti e chiarito che in questa regione abbiamo molto di più del ghiaccio da proteggere, ragion per cui rimandiamo ad altre parti del servizio che appariranno su queste pagine ed in altri spazi web nelle prossime due settimane. Vi saranno proposti diversi spunti per inquadrare vari aspetti dell&#8217; Artico, un articolo sui progetti ecocompatibili della Danimarca, uno sulle iniziative svedesi in favore dell&#8217;area, un pezzo sulle problematiche dei popoli autoctoni come i Sami e gli Gwich&#8217;in, opinioni e  politiche finlandesi per l&#8217;ambiente ed almeno due articoli sul ruolo della Norvegia nella regione. L&#8217;incombente vertice sul clima di Copenaghen rende il tema molto attuale.</p>
<p><strong>Aldo Ciummo</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Groenlândia]]></title>
<link>http://boppe.wordpress.com/2009/11/21/groenlandia/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 09:00:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>boppë</dc:creator>
<guid>http://boppe.wordpress.com/2009/11/21/groenlandia/</guid>
<description><![CDATA[Os jornais passam o tempo a requentar matérias alarmistas que anunciam que o aquecimento dos pólos é]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Os jornais passam o tempo a requentar matérias alarmistas que anunciam que o aquecimento dos pólos é]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le risorse del grande Nord vanno scoperte e non danneggiate]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/20/le-risorse-del-grande-nord-vanno-scoperte-e-non-danneggiate/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:17:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/20/le-risorse-del-grande-nord-vanno-scoperte-e-non-danneggiate/</guid>
<description><![CDATA[  Gli ambienti naturali del grande Nord, che affascinano tanti occidentali da sempre, sono in realtà]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#008000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#008000;"><strong></p>
<div id="attachment_1510" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/alaska-brown-bear_7791.jpg"><img class="size-medium wp-image-1510" title="Orso bruno dell'Alaska" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/alaska-brown-bear_7791.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Gli ambienti naturali del grande Nord, che affascinano tanti occidentali da sempre, sono in realtà una delle parti più fragili del pianeta di fronte alle trasformazioni indotte dalle attività umane</p></div>
<p>Presso l&#8217;ambasciata del Canada si sono incontrati anche i rappresentanti di Svezia, Danimarca, Finlandia e Norvegia: con la partecipazione anche degli USA e del Governo Italiano gli ambasciatori del Nord hanno tracciato una mappa delle sfide che attendono una delle aree più fragili e ricche di diversità ecologiche del pianeta, l&#8217;Artico.</p>
<p>&#160;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Abbiamo all&#8217;estremo Nord del mondo cose preziose, che non vanno aggredite ma trattate con cura, dal momento che fanno parte dell&#8217;ecosistema e quindi anche degli equilibri sociali, dell&#8217;economia e della vita sul pianeta come la conosciamo. Riportiamo a questo proposito alcuni degli spunti emersi nella giornata di ieri presso la rappresentanza canadese che si trova ai Parioli a Roma, prima di affrontare l&#8217;argomento con altri servizi più dettagliati, dato che il tema è esteso e merita una riflessione anche in altri spazi e mirata anche ai singoli paesi europei interessati dai fenomeni artici.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Nella giornata di ieri sono stati in particolare gli ambasciatori di Svezia, Finlandia, Danimarca e Norvegia che hanno fornito al pubblico molte ragioni per difendere questa area e l&#8217;intero equilibrio ambientale, delle cui trasformazioni con il processo di scioglimento dei ghiacci non solo il nord del continente europeo risente, ma tutto il globo ed in maniera speciale quelle zone, ricche di storia e intensamente popolate come sono le coste italiane, che, se sommerse, da una parte creerebbero immensi problemi socioeconomici in uno spazio geograficamente ristretto come la nostra penisola, dall&#8217;altro ci metterebbero di fronte al trauma della perdita di tradizioni e abitudini di vita secolari nel Mediterraneo.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">La Svezia, in quanto Presidente di turno dell&#8217; Unione Europea, sta investendo molto politicamente perchè l&#8217;Europa si affermi come potenza ambientale, rispettando i patti e rilanciandoli, in vista di un cambio di registro nei modi di produzione che non è una polemica di nicchia, ma una esigenza da cui dipende la stessa praticabilità di una economia efficiente e capace di effetti positivi sulla qualità della vita nell&#8217;età attuale. La Finlandia ha nella propria cultura, anche popolare, un rapporto realistico con l&#8217;ambiente naturale, che si esprime anche nei recenti progetti di infrastrutture come il porto di Vuosaari, opere attentissime all&#8217;impatto futuro sulle specie animali presenti. La Danimarca continua a implementare progetti concreti in campo energetico sostenibile (come sta avvenendo a Copenaghen) e ne fa la migliore introduzione al vicinissimo vertice sul clima che avrà per teatro la capitale danese sebbene molte questioni siano aperte e l&#8217;accordo non sarà facile.</span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;"> </span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Nel corso del dibattito, sono intervenuti l&#8217;ambasciatore di Finlandia Pauli Makela ed il suo collega svedese Anders Bjurner, l&#8217;ambasciatore di Danimarca Gunnar Ortmann e quello della Norvegia Einar Bull. Tra gli ospiti più importanti, i più interessanti per il piccolo pubblico dei partecipanti sono stati senz&#8217;altro i portavoce delle comunità che vivono nelle aree meno densamente popolate dei paesi più vicini all&#8217;Artico: persone come Tomas Aslak Juuso, che porta avanti le iniziative istituzionali dei giovani Saami finlandesi e Bridget Laroque che in modo simile rappresenta gli interessi del popolo che invece vive tra i ghiacci nell&#8217;estremo nordamerica, i Gwich&#8217; in, hanno approfondito tematiche poco note anche agli addetti ai lavori, ad esempio i rapporti delle minoranze con i diversi stati in cui vivono.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">L&#8217;ambasciatore Lars Moeller, danese che presiede il Consiglio Artico, il Sottosegretario agli Esteri del Governo Italiano Alfredo Mantica e Pernille Moller, caposezione del Ministrero Affari Esteri del Governo Groenlandese, da parte loro hanno messo l&#8217;accento sulla necessità di trattare l&#8217;Artico per quello che è, dedicando fondi, persone e ricerche alla valorizzazione economica di un&#8217;area che può creare sviluppo soltanto nel rispetto e nella conoscenza dell&#8217;ecosistema che la protegge e delle popolazioni, anche numericamente esigue e quindi politicamente poco influenti che la abitano.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">L&#8217;ambasciatore del Canada, James Fox, naturalmente ha aperto i lavori, ospitati appunto dall&#8217;ambasciata di via Salaria, dato che la nazione nordamericana ha promosso l&#8217;iniziativa e che trova nelle terre del Nord una gran parte della propria identità culturale, etnica e geografica.  </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Ha parlato anche l&#8217;ambasciatore statunitense Liam Wasley, con l&#8217;Alaska infatti gli USA si affacciano alla zona naturale in questione e sono quindi pienamente parte in causa. Il pomeriggio si è svolta una serie di proiezioni ed iniziative culturali che hanno permesso alle persone presenti di approfondire le reciproche differenze nell&#8217;esperienza delle società nordiche, sviluppatesi in ambienti naturali anche molto diversi tra loro. E&#8217; bene quindi non fermarsi agli aspetti istituzionali e rimandare ad una serie di articoli in questi giorni e nella prossima settimana per toccare diverse questioni (l&#8217;ambiente, i rapporti con il nostro continente, le iniziative dei vari paesi coinvolti), gli interventi di alcuni esperti ed esponenti che hanno partecipato all&#8217;incontro ed il lato umanistico delle aree artiche.</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Aldo Ciummo</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Degelo acelerado surpreende na Groenlândia e Antártida ]]></title>
<link>http://esteeomeusangue.wordpress.com/2009/11/19/degelo-acelerado-surpreende-na-groenlandia-e-antartida/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:35:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>roque</dc:creator>
<guid>http://esteeomeusangue.wordpress.com/2009/11/19/degelo-acelerado-surpreende-na-groenlandia-e-antartida/</guid>
<description><![CDATA[Uma recente pesquisa publicada pela revista Science demonstra que a calota polar da Groenlândia está]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Uma recente pesquisa publicada pela revista Science demonstra que a calota polar da Groenlândia está derretendo em ritmo acelerado há pelo menos dois anos. O mais assustador é que o degelo vem sendo confirmado através de imagens de satélites, independente de qualquer modelo ou previsão climática.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-1294 aligncenter" title="Iceberg de 500 metros é avistado entre a Austrália e a Antártida. Crédito: Murray Potter" src="http://esteeomeusangue.wordpress.com/files/2009/11/iceberg.jpg" alt="" width="420" height="284" /></p>
<p>No período entre 2006 e 2008, o derretimento do gelo alcançou 273 km³ por ano resultando num aumento de 0,75 mm no nível dos oceanos.</p>
<p>&#8220;Está claro, que observações confirmam a aceleração da perda da massa de gelo da Groenlândia desde o final dos anos 90 e as causas deste fenômeno permitem pensar que provavelmente continuará em um futuro próximo&#8221;, afirma um dos autores o estudo, o glaciologista Jonathan Bamber, da Universidade de Bristol.</p>
<p>As projeções futuras são preocupantes. O derretimento total do gelo da Groenlândia elevaria em 7 metros o nível atual de nossos oceanos, dizem os especialistas. Desde 2000, a calota polar da Groenlândia perdeu 1.500 km³, o que gerou um aumento de 5 mm no nível dos oceanos em quase uma década.</p>
<p>De acordo com os cientistas, a situação ainda é compensada pois uma parte do gelo derretido na superfície das geleiras volta a congelar sob a neve a cada inverno. Sem esse processo natural, o volume de água perdido na calota teria sido o dobro observado desde 96.</p>
<p><strong>Iceberg Antártida</strong><br />
Na última quinta-feira (12), um iceberg de 500 metros de comprimento foi descoberto a 8 quilômetros da ilha Macquarie, situada entre a Austrália e a Antártida. Segundo os pesquisadores, a massa de gelo tem cerca de 50 metros de altura e provavelmente faz parte de outro iceberg maior que se desprendeu da costa antártica.</p>
<p>A divisão australiana da Antártica informou que outros icebergs já foram levados em direção ao norte pelas correntes marítimas, mas nunca tinham chegado tão próximo à ilha, onde as águas são mais quentes.</p>
<p style="text-align:right;">Via Apolo 11</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Zombies -"Groenlandia"-]]></title>
<link>http://lamanzanaingravida.wordpress.com/2009/11/16/zombies-groenlandia/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 20:05:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Blefuscus</dc:creator>
<guid>http://lamanzanaingravida.wordpress.com/2009/11/16/zombies-groenlandia/</guid>
<description><![CDATA[Banda sonora de &#8220;Castillos de Cartón&#8221; y single de la movida madrileña.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Banda sonora de &#8220;Castillos de Cartón&#8221; y single de la movida madrileña.]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CIVILIZACIONES PERDIDAS]]></title>
<link>http://calamb.wordpress.com/2009/11/05/civilizaciones-perdidas-2/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 20:19:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>AMBER</dc:creator>
<guid>http://calamb.wordpress.com/2009/11/05/civilizaciones-perdidas-2/</guid>
<description><![CDATA[¿Existen los reinos subterráneos?, es decir, intraterrestres. Según la tradición budista, Agartha es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://calamb.wordpress.com/files/2009/11/shambala.jpg"></a><a href="http://calamb.wordpress.com/files/2009/11/shambala1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1713" title="SHAMBALA" src="http://calamb.wordpress.com/files/2009/11/shambala1.jpg" alt="SHAMBALA" width="264" height="272" /></a>¿Existen los reinos subterráneos?, es decir, intraterrestres. Según la tradición budista, Agartha es uno de ellos, cuya capital principal sería Shambala, ubicada en el Desierto de Gobi. Para Helena Blavastky, estaría situada sobre el Mar de Gobi, donde tiempo atrás llegaron los Señores de la Llama (semi-dioses). Según la teoría de Chaney hace muchas Eras, almas avanzadas llegaron a la Tierra desde otros planetas, fueron los Anunaki, cuyos descendientes, los Annus, serían los que “ayudaron” a construir las grandes civilizaciones. Ayudaron a construir las Pirámides de Egipto y construyeron además ciudades subterráneas a las que se accedía a través de la Gran Pirámide donde se refugiaron del Diluvio. Los Annus sellaron la entrada para evitar que se les descubriera. Las ciudades y galerías subterráneas estarían por todo el mundo. Sus habitantes serían muy longevos, científicamente muy avanzados y de gran estatura. En ocasiones saldrían a la superficie para ayudar a los humanos. Habría una colonia en la selva del río Amazonas en Brasil y, de hecho, allá por los años sesenta y tantos, cuando yo aún vivía en Brasil fue avistada en el Amazonas una niña de unos doce años de aproximadamente unos tres metros de altura. Cuando leí la noticia en el periódico, en aquella época yo era pequeña y nada sabía de todo esto,  no sabía nada de la posibilidad de que existieran civilizaciones bajo tierra, así que vuelvo a repetir la frase de Sócrates: Sólo sé que no sé nada. Adolf Hitler estaba más enterado que yo, ya que él si creía en los mundos intraterrestres y los buscaba afanosamente. A propósito de Adolf Hitler, de todos es sabido su afán por demostrar que la raza aria procedía de un continente perdido, y así pasó a formar parte de la Sociedad Thule, un grupo de estudio ocultista creado en 1918 por Rupdolf von Seborttendorff que creían en la teoría intraterrestre; siendo uno de sus deseos demostrar que la raza aria procedía de un continente perdido, a lo que contribuyó María Orsic, psíquica que consiguió convencer al grupo que el origen de la raza aria provenía de la estrella Aldebarán y no de la Tierra. Adoptaron el nombre de Thule en honor a la Ultima Thule, Tulé  o Tile, nombre utilizado para designar un lugar lejano en el norte o cualquier lugar situado más allá del mundo conocido, considerando a Thule la capital de la Hiperbórea. En la mitología griega, Hiperbórea era una región ubicada en las tierras septentrionales aún desconocidas, al norte de Tracia, siendo sus habitantes gigantes inmortales. Su nombre en latín, Hyper Bóreas, (más allá de Bóreas) viene de la creencia que el dios del viento del norte, Bóreas vivía en Tracia, siendo también la residencia invernal del dios Apolo. En la antigüedad era el nombre dado a la parte más al norte de Europa, donde supuestamente el navegante griego Piteas de Massalia la descubrió en el siglo IV a. C., cuenta este navegante que llegó a Thule tras seis días de navegación desde Britania y que el sol de verano nunca se ponía. Los antiguos la situaron en el extremo norte cerca de Groenlandia o Islandia. Los romanos utilizaron la expresión Ultima Thule al referirse a la tierra desconocida más lejana y que se ha convertido en mito relacionándola con la Atlántida.</p>
<p>Richard E. Byrd, contralmirante de la marina de los Estados Unidos, relata que en 1947, voló al Polo Norte, pero al parecer, realmente entró en el interior hueco de la Tierra donde fue saludado por objetos voladores nunca antes vistos por él. Recibieron indicaciones de cómo aterrizar  y fueron entonces amistosamente saludados por emisarios de Agharta. Nos cuenta que encontró una próspera civilización y que vio animales parecidos a los mamuts de un inmenso tamaño. En su libro La Tierra Hueca, el Doctor Raymund Bernard, nos confirma la historia de Byrd a través del Dr. Cotton, el cual le relata como uno de sus pacientes que viviía en Noruega, le había contado que hizo una excursión junto a un amigo de aproximadamente un mes de duración y que al finalizar el mes habían viajado hacia el norte donde se encontraron navegando hacia un cañón que les llevaba al interior de la Tierra. Allí vieron un sol dentro de la Tierra, abundante vida animal y vegetal de enorme tamaño y que navegando más hacia dentro encontraron personas de tamaño gigante muy amistosas con las que convivieron durante un año.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CIVILIZACIONES PERDIDAS]]></title>
<link>http://calamb.wordpress.com/2009/11/05/civilizaciones-perdidas/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 19:57:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>AMBER</dc:creator>
<guid>http://calamb.wordpress.com/2009/11/05/civilizaciones-perdidas/</guid>
<description><![CDATA[¿Existen los reinos subterráneos?, es decir, intraterrestres. Según la tradición budista, Agartha es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>¿Existen los reinos subterráneos?, es decir, intraterrestres. Según la tradición budista, Agartha es uno de ellos, cuya capital principal sería Shambala, ubicada en el Desierto de Gobi. Para Helena Blavastky, estaría situada sobre el Mar de Gobi, donde tiempo atrás llegaron los Señores de la Llama (semi-dioses). Según la teoría de Chaney hace muchas Eras, almas avanzadas llegaron a la Tierra desde otros planetas, fueron los Anunaki, cuyos descendientes, los Annus, serían los que “ayudaron” a construir las grandes civilizaciones. Ayudaron a construir las Pirámides de Egipto y construyeron además ciudades subterráneas a las que se accedía a través de la Gran Pirámide donde se refugiaron del Diluvio. Los Annus sellaron la entrada para evitar que se les descubriera. Las ciudades y galerías subterráneas estarían por todo el mundo. Sus habitantes serían muy longevos, científicamente muy avanzados y de gran estatura. En ocasiones saldrían a la superficie para ayudar a los humanos. Habría una colonia en la selva del río Amazonas en Brasil y, de hecho, allá por los años sesenta y tantos, cuando yo aún vivía en Brasil fue avistada en el Amazonas una niña de unos doce años de aproximadamente unos tres metros de altura. Cuando leí la noticia en el periódico, en aquella época yo era pequeña y nada sabía de todo esto,  no sabía nada de la posibilidad de que existieran civilizaciones bajo tierra, así que vuelvo a repetir la frase de Sócrates: Sólo sé que no sé nada. Adolf Hitler estaba más enterado que yo, ya que él si creía en los mundos intraterrestres y los buscaba afanosamente. A propósito de Adolf Hitler, de todos es sabido su afán por demostrar que la raza aria procedía de un continente perdido, y así pasó a formar parte de la Sociedad Thule, un grupo de estudio ocultista creado en 1918 por Rupdolf von Seborttendorff que creían en la teoría intraterrestre; siendo uno de sus deseos demostrar que la raza aria procedía de un continente perdido, a lo que contribuyó María Orsic, psíquica que consiguió convencer al grupo que el origen de la raza aria provenía de la estrella Aldebarán y no de la Tierra. Adoptaron el nombre de Thule en honor a la Ultima Thule, Tulé  o Tile, nombre utilizado para designar un lugar lejano en el norte o cualquier lugar situado más allá del mundo conocido, considerando a Thule la capital de la Hiperbórea. En la mitología griega, Hiperbórea era una región ubicada en las tierras septentrionales aún desconocidas, al norte de Tracia, siendo sus habitantes gigantes inmortales. Su nombre en latín, Hyper Bóreas, (más allá de Bóreas) viene de la creencia que el dios del viento del norte, Bóreas vivía en Tracia, siendo también la residencia invernal del dios Apolo. En la antigüedad era el nombre dado a la parte más al norte de Europa, donde supuestamente el navegante griego Piteas de Massalia la descubrió en el siglo IV a. C., cuenta este navegante que llegó a Thule tras seis días de navegación desde Britania y que el sol de verano nunca se ponía. Los antiguos la situaron en el extremo norte cerca de Groenlandia o Islandia. Los romanos utilizaron la expresión Ultima Thule al referirse a la tierra desconocida más lejana y que se ha convertido en mito relacionándola con la Atlántida.</p>
<p><strong>Richard E. Byrd, Contralmirante de la marina de los Estados Unidos, relata que en 1947, voló al Polo Norte, pero realmente entró en el interior hueco de la tierra, donde fue saludado por objetos voladores nunca antes vistos por él, recibieron indicaciones de  cómo aterrizar en lugar seguro y fueron entonces amistosamente saludados por emisarios de Agharta. Nos cuenta que encontró una próspera civilización con animales enormes parecidos a los mamuts. En su libro La Tierra Hueca, el Doctor Raymund Bernard, nos confirma la historia de Byrd a través del Dr. Cotton, el cual le relata como uno de sus pacientes que vivía en Noruega le había contado que fue hacer una excursión en bote junto a un amigo con provisiones para un mes y que al finalizar el mes habían viajado hacia el norte, donde se encontraron navegando hacia un cañón que les llevaba al interior de la Tierra. Allí vieron un sol dentro de la Tierra, abundante vida animal y vegetal de tamaño gigante, y que navegando más hacia dentro encontraron personas muy amistosas de tamaño gigante con los que convivieron durante un año.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Music from the Moon, música desde el polo norte]]></title>
<link>http://hachetemele.wordpress.com/2009/10/27/music-from-the-moon/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 19:48:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>pepe garcia</dc:creator>
<guid>http://hachetemele.wordpress.com/2009/10/27/music-from-the-moon/</guid>
<description><![CDATA[Music from the Moon es una película documental sobre la cultura y primeras experiencias de la música]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-587" title="Music from the Moon" src="http://hachetemele.wordpress.com/files/2009/10/bbb.jpg" alt="Music from the Moon" width="460" height="202" /><br />
<BR><br />
<strong>Music from the Moon</strong> es una película documental sobre la cultura y primeras experiencias de la música en vivo. El film está relatado desde el punto de vista de la compañía <em>Hypnotic Theatre</em>, que en 2006 emprendió una gira por Islandia y Groenlandia con su espectáculo &#8216;Music from the Moon&#8217; destinado fundamentalmente a niños.<br />
<BR></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><br />
<object type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4862353&amp;server=www.vimeo.com&amp;fullscreen=1&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=01AAEA"><param name="quality" value="best" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="scale" value="showAll" /><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4862353&amp;server=www.vimeo.com&amp;fullscreen=1&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=01AAEA" /></object><br />
</span></p>
<p><BR><br />
El documental <em>Music from the Moon</em> incluirá las actuaciones de Emilíana Torrini, Benni Hemm Hemm, Sigur Rós, Múm, Eiríkur Orri, Helmus und Dalli, Hildur Ingveldardóttir Guðnadóttir, Dagur Kári, Slowblow, Ole Kristiansen, Naneruaq, Hypno Theatre, Hjörleifur Jónsson, Magdalena Mayas, Jan Terstegen, Ravi Srinivasan, Frances Jane Ball, Mandy Burton&#8230;</p>
<p>En España también existen proyectos musicales destinados a niños en los festivales <em>Sonar</em> y <em>Primavera Sound</em>: <a href="http://www.sonarkids.com/" target="_blank">Sonar Kids</a> y <a href="http://www.sones.es/minimusica" target="_blank">Minimúsica</a>.</p>
<p><em>Music from the Moon</em> se estrenará próximamente, según sus productores entre finales de 2009 y principios de 2010. Más información:<br />
<a href="http://www.musicfromthemoon.com" target="_blank">www.musicfromthemoon.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Groenlandia. Vocabulario básico (1)]]></title>
<link>http://monttse.wordpress.com/2009/10/23/groenlandia-vocabulario-basico-1/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 20:00:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>monttse</dc:creator>
<guid>http://monttse.wordpress.com/2009/10/23/groenlandia-vocabulario-basico-1/</guid>
<description><![CDATA[Hoy niños y niñas, vamos a aprender unas palabras en groenlandés moderno. Ya os habia hablado de alg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Hoy niños y niñas, vamos a aprender unas palabras en groenlandés moderno. Ya os habia hablado de alg]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fotoblog y Groenlandia.]]></title>
<link>http://monttse.wordpress.com/2009/10/14/fotoblog-y-groenlandia/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 09:17:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>monttse</dc:creator>
<guid>http://monttse.wordpress.com/2009/10/14/fotoblog-y-groenlandia/</guid>
<description><![CDATA[Recuperando una entrada antigua he vuelto a leer algunos comentarios y he vuelto a visitar algunos b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Recuperando una entrada antigua he vuelto a leer algunos comentarios y he vuelto a visitar algunos b]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Os pillé! Video de Groenlandia]]></title>
<link>http://monttse.wordpress.com/2009/10/14/os-pille-video-de-groenlandia/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 01:12:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>monttse</dc:creator>
<guid>http://monttse.wordpress.com/2009/10/14/os-pille-video-de-groenlandia/</guid>
<description><![CDATA[Estaba tan ricamente a las tres menos cuarto de la madrugada viendo videos en youtube edu cuando de ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Estaba tan ricamente a las tres menos cuarto de la madrugada viendo videos en youtube edu cuando de ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Groenlandia desde satélite]]></title>
<link>http://amazingsnow.wordpress.com/2009/10/14/groenlandia-desde-satelite/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 00:09:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>jmarqui</dc:creator>
<guid>http://amazingsnow.wordpress.com/2009/10/14/groenlandia-desde-satelite/</guid>
<description><![CDATA[Imagen captada el 7 de octubre desde el satélite Terra, apreciándose con nitidez el blanco de nieve ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Imagen captada el 7 de octubre desde el satélite Terra, apreciándose con nitidez el blanco de nieve ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Brindar en el Qooroq]]></title>
<link>http://monttse.wordpress.com/2009/10/06/brindar-en-el-qooroq/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 21:56:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>monttse</dc:creator>
<guid>http://monttse.wordpress.com/2009/10/06/brindar-en-el-qooroq/</guid>
<description><![CDATA[Hace días que no cuento nada sobre Groenlandia, y aún tengo tema para rato Hoy os voy a contar una d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Hace días que no cuento nada sobre Groenlandia, y aún tengo tema para rato Hoy os voy a contar una d]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Viaggi sì, ma antropologici]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/2009/10/02/viaggi-si-ma-antropologici/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 17:40:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>la donna con la valigia</dc:creator>
<guid>http://donneconlavaligia.wordpress.com/2009/10/02/viaggi-si-ma-antropologici/</guid>
<description><![CDATA[Parlando con un viaggiatore e antropologo come Gianluca Frinchillucci, ho sempre la sensazione di tr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Parlando con un viaggiatore e antropologo come <strong>Gianluca Frinchillucci</strong>, ho sempre la sensazione di trovarmi ancora in &#8220;<em>missione antropologica sul campo</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2009/10/g-f.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5095" title="G. F." src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2009/10/g-f.jpg" alt="G. F." width="234" height="350" /></a></p>
<p>Sarà perché lui dei viaggi ne ha fatto uno stile di vita, una professione da svolgere con rara perizia e passione (tra l&#8217;altro è direttore dei Musei Scientifici di Fermo, ricercatore esperto di popoli indigeni e uno dei massimi esploratori polari italiani) ma quando, ultimamente, mi ha parlato della <a href="http://www.perigeo.org/" target="_blank"><strong>Perigeo</strong> (l&#8217;associazione di cui è responsabile dei progetti &#8211; una onlus nata nel 2002 nelle Marche e impegnata per l’autodeterminazione culturale, la salvaguardia dei popoli e dell’ambiente e la promozione della pace</a>) e delle sue recenti ricerche, non ho potuto trattenermi dal chiedergli materiale e foto inedite da postare qui sul blog-magazine.</p>
<p><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2009/10/ragazzo-surma.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5097" title="Ragazzo Surma" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2009/10/ragazzo-surma.jpg" alt="Ragazzo Surma" width="400" height="266" /></a></p>
<p>Tra i progetti internazionali dell&#8217;associazione, infatti, oltre alla <strong>Carta dei Popoli Artici</strong>, mi ha colpita quello sui <strong>“Musei Senza Frontiere”</strong> che si propone di creare una rete transnazionale di musei etnografici dedicati alla salvaguardia del patrimonio culturale tradizionale di alcuni popoli. Se da una parte ciò rappresenta uno <strong>strumento per la salvaguardia dei patrimoni culturali</strong> dei popoli indigeni, attraverso la sua opera di studio, raccolta, conservazione e valorizzazione, dall’altra questo progetto costituisce un innovativo <strong>metodo per la</strong> <strong>costruzione di ponti e di promozione del dialogo</strong> tra realtà spesso in conflitto tra loro (vedi le lotte interetniche in seno ai popoli indigeni dell’Etiopia), o troppo isolate e distanti per poter comunicare.</p>
<p><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2009/10/disegno-nency.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5098" title="Disegno Nency" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2009/10/disegno-nency.jpg" alt="Disegno Nency" width="400" height="280" /></a></p>
<p><strong>Conoscere gli altri disegnando la &#8220;casa&#8221;</strong>, è un suo altro progetto molto innovativo e originale: si tratta di uno scambio di disegni per la conoscenza reciproca tra bambini appartenenti a diverse etnie indigene di vari paesi del mondo. Se disegnare è un po’ raccontarsi, con questo progetto si invitano i bambini a raccontare le storie, le tradizioni, gli usi e i costumi che popolano il proprio mondo, per poi metterli a confronto con quelli di altri. Questo momento di confronto apre a universi inaspettati, che ricordano a piccoli e adulti, che ogni cultura ha la sua perfezione e che la diversità non va mai temuta.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="../files/2009/10/bimba-nency.jpg"></a><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2009/10/bimba-nency.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5096" title="Bimba Nency" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2009/10/bimba-nency.jpg" alt="Bimba Nency" width="263" height="350" /></a></p>
<p>Partito nel 2002 con i bambini <strong>inuit della Groenlandia orientale</strong>, lo scambio di disegni è arrivato oggi a coinvolgere bambini appartenenti a popolazioni autoctone che spaziano dai ghiacci della regione artica alle calde <strong>savane dell’Etiopia meridionale</strong>. Al momento infatti sono coinvolti, accanto ai bambini di alcune scuole italiane di Marche e Liguria, i bambini <strong>Inuit</strong> del distretto di Ammassalik nella Groenlandia Orientale; i <strong>Nency</strong> della penisola di Jamal, nella Siberia Occidentale; e quelli di quattro etnie indigene etiopi: gli <strong>Oromo</strong> di Kofale (<em>Oromya Region</em>), i <strong>Surma</strong> del villaggio di  Kibish (<em>Southern Nations, Nationalities and People&#8217;s Region</em>), gli <strong>Ongota</strong> di Weyt’o e gli <strong>Hamer</strong> di Turmi (sempre nella <em>SNNP’S Region</em>). <em><a href="http://www.perigeo.org/" target="_blank">Per tutte le info potete contattare Laura Bacalini della Perigeo, che tra l&#8217;altro fa parte della nostra community di &#8220;donne con la valigia</a>&#8220;.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cuidado con sacar las garras.]]></title>
<link>http://monttse.wordpress.com/2009/09/26/cuidado-con-sacar-las-garras/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 17:33:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>monttse</dc:creator>
<guid>http://monttse.wordpress.com/2009/09/26/cuidado-con-sacar-las-garras/</guid>
<description><![CDATA[En Groenlandia se venden objetos de artesanía tallados a mano que a simple vista no son muy vistosos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[En Groenlandia se venden objetos de artesanía tallados a mano que a simple vista no son muy vistosos]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Degelo na Antártica e na Groenlândia surpreende cientistas]]></title>
<link>http://temasinternacionais.wordpress.com/2009/09/24/degelo-na-antartica-e-na-groenlandia-surpreende-cientistas/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 11:38:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Helen Schossler</dc:creator>
<guid>http://temasinternacionais.wordpress.com/2009/09/24/degelo-na-antartica-e-na-groenlandia-surpreende-cientistas/</guid>
<description><![CDATA[Noruega &#8211; Reuters &#8211; 23/09/2009 Cientistas estão surpresos com a extensão do degelo na An]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Noruega &#8211; Reuters &#8211; 23/09/2009 Cientistas estão surpresos com a extensão do degelo na An]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La altimetría láser por satélite muestra el adelgazamiento del hielo en los polos]]></title>
<link>http://francisthemulenews.wordpress.com/2009/09/24/la-altimetria-laser-por-satelite-muestra-el-adelgazamiento-del-hielo-en-los-polos/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 00:08:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>emulenews</dc:creator>
<guid>http://francisthemulenews.wordpress.com/2009/09/24/la-altimetria-laser-por-satelite-muestra-el-adelgazamiento-del-hielo-en-los-polos/</guid>
<description><![CDATA[La altimetría láser de alta resolución mediante el satélite ICESat (Ice, Cloud and land Elevation Sa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5873" title="Dibujo20090923_Rate_change_surface_elevation_Antarctica_and_Greenland_over_period_2003–2007" src="http://francisthemulenews.wordpress.com/files/2009/09/dibujo20090923_rate_change_surface_elevation_antarctica_and_greenland_over_period_2003e2809320072.jpg" alt="Dibujo20090923_Rate_change_surface_elevation_Antarctica_and_Greenland_over_period_2003–2007" width="782" height="552" /></p>
<p>La altimetría láser de alta resolución mediante el satélite ICESat (<em>Ice, Cloud and land Elevation Satellite</em>) muestra que las capas de hielo sobre Groenlandia y la Antártida están decreciendo de forma acelerada, no sólo en la costa, sino también en todas las latitudes. La contribución global de esta pérdida de hielo al nivel del mar es estima en 1.8 mm. al año, pero podría aumentar ya que la pérdida de hielo se está acelerando. Este fenómeno es muy complejo y actualmente es impredecible cómo evolucionará. Los resultados del satélite corresponden al promedio entre 2003 y 2007. La figura muestra la tasas de cambio en la elevación de la superficie de la Antártida y de Groenlandia. Las medidas han sido tomadas cada 3 km y han sido filtradas con la mediana utilizando un radio de 10 km. En Groenlandia, los glaciares que fluyen a más de 100 m. por año están adelgazando con una tasa media de 0.84 m. por años y en algunos glaciares al oeste de la Antártica se observa un adelgazamiento que excede los 9.0 m. por año. Los resultados muestran que el adelgazamiento del hielo es mucho mayor en la costa, pero ni mucho menos despreciable en el interior. El artículo técnico es de Hamish D. Pritchard, Robert J. Arthern, David G. Vaughan, Laura A. Edwards, &#8220;<a href="http://dx.doi.org/10.1038/nature08471" target="_blank">Extensive dynamic thinning on the margins of the Greenland and Antarctic ice sheets</a>,&#8221; Nature, Advance online publication 23 September 2009.</p>
<p>PS (28 septiembre 2009): Un vídeo espectacular (en inglés) de la NASA sobre el deshielo de los polos.</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/PjAXoETeVIc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/PjAXoETeVIc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Degelo na Ant&aacute;rtica e na Groenl&acirc;ndia surpreende cientistas]]></title>
<link>http://wedesigner.wordpress.com/2009/09/23/degelo-na-antrtica-e-na-groenlndia-surpreende-cientistas/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 21:37:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>wedesigner</dc:creator>
<guid>http://wedesigner.wordpress.com/2009/09/23/degelo-na-antrtica-e-na-groenlndia-surpreende-cientistas/</guid>
<description><![CDATA[Análises de milhões de imagens a laser de satélites da Nasa revelaram que a maior perda de gelo foi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img title="Em foto de 2007, geleira derrete na ilha de Ammassalik, na Groelândia" style="display:inline;margin-left:0;margin-right:0;" height="189" alt="Em foto de 2007, geleira derrete na ilha de Ammassalik, na Groelândia" src="http://img199.imageshack.us/img199/9320/6723429degelomundo26639.jpg" width="283" align="left" /> Análises de milhões de imagens a laser de satélites da Nasa revelaram que a maior perda de gelo foi causada pela aceleração do fluxo das geleiras em direção ao mar, de acordo com cientistas do Grupo Britânico de Pesquisas Antárticas (BAS, na sigla em inglês) e da Universidade de Bristol.</p>
<p>&#34;Estamos surpresos em ver um padrão tão forte de diminuição de espessura das placas de gelo por áreas tão grandes da costa &#8211; é um fenômeno amplo e em alguns casos se estende por centenas de quilômetros em terra&#34;, disse Hamish Pritchard, do BAS, que liderou o estudo.</p>
<p>&#34;Nós acreditamos que as correntes oceânicas aquecidas que atingem a costa e derretem o gelo são a causa mais provável da aceleração do fluxo das geleiras&#34;, afirmou em comunicado.</p>
<p>&#34;Esse tipo de derretimento do gelo é tão pouco compreendido que continua sendo a parte mais imprevisível do aumento futuro do nível do mar&#34;, acrescentou. O BAS afirma que o estudo deu o &#34;quadro mais amplo&#34; até aqui do derretimento do gelo.</p>
<p>O aumento do nível do mar causado pelo degelo de grandes quantidades de gelo na Antártica e na Groenlândia pode ameaçar ilhas do Pacífico, áreas litorâneas em todo o mundo e cidades como Londres e Buenos Aires.</p>
<p>O secretário-geral da Organização das Nações Unidas (ONU), Ban Ki-moon, disse neste mês que o aquecimento global, provocado principalmente pela queima de combustíveis fósseis, pode aumentar o nível do mar de 0,5 a 2 metros neste século &#8211; mais do que a maioria dos especialistas tem antecipado.</p>
<p>Fonte: <a href="http://ultimosegundo.ig.com.br/" target="_blank">Último Segundo</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Se derrite el hielo en Groenlandia]]></title>
<link>http://infocatamarca.wordpress.com/2009/09/19/se-derrite-el-hielo-en-groenlandia/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 18:45:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>webmaster</dc:creator>
<guid>http://infocatamarca.wordpress.com/2009/09/19/se-derrite-el-hielo-en-groenlandia/</guid>
<description><![CDATA[La extensión del hielo marino alcanza su tercer mínimo en treinta años Quedara abierta la ruta del n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" title="deshielo" src="http://www.vistaalmar.es/images/stories/foto/deshielo-groenlandia-nasa.jpg" alt="" width="408" height="288" /></p>
<p>La extensión del hielo marino alcanza su tercer mínimo en treinta años<br />
Quedara abierta la ruta del norte bordeando la costa de Siberia, el llamado Pasaje del Noroeste.<br />
Entender por qué los glaciares de Groenlandia aceleraron su velocidad es crucial para saber qué rápido se elevará el nivel del mar</p>
<p>La gran masa de hielo del Glaciar Helheim, duplicó su velocidad en apenas unos cuantos años, fluyendo a través de una hendedura de las estériles montañas costeras a un ritmo sorprendente, de 30 metros por día.</p>
<p>Las señales de alarma sonaron por la misma razón en otros glaciares de Groenlandia: ¿Acaso los inmensos hielos que cubren la isla -un depósito de agua helada que si se derritiera podría elevar el nivel del mar seis metros- estaban en peligro de desplomarse?</p>
<p>Media década después, hay buenas noticias, combinadas con mucha incertidumbre.</p>
<p>&#8220;Parece que las velocidades altas sólo se mantuvieron por un periodo corto de tiempo, aunque ninguno de estos glaciares han vuelto todavía a sus velocidades &#8216;normales&#8217; de flujo&#8221;, afirmó Gordon Hamilton, un glaciólogo de la Universidad de Maine, quien desde 2005 ha medido la velocidad del Helheim por medio de receptores GPS en el sitio.</p>
<p>fuente:http://www.vistaalmar.es/</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Recordatorio.]]></title>
<link>http://monttse.wordpress.com/2009/09/09/recordatorio/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 12:57:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>monttse</dc:creator>
<guid>http://monttse.wordpress.com/2009/09/09/recordatorio/</guid>
<description><![CDATA[Os voy a recordar una cosita, por si no os acordais o teneis la suerte de que acabais de conocer est]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Os voy a recordar una cosita, por si no os acordais o teneis la suerte de que acabais de conocer est]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Momento ecológico en Groenlandia: el momento pala.]]></title>
<link>http://monttse.wordpress.com/2009/09/04/momento-ecologico-en-groenlandia-el-momento-pala/</link>
<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 12:52:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>monttse</dc:creator>
<guid>http://monttse.wordpress.com/2009/09/04/momento-ecologico-en-groenlandia-el-momento-pala/</guid>
<description><![CDATA[Estabamos en fletanes y allí acampabamos cuatro días y tres noches. Es la base de varias excursiones]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Estabamos en fletanes y allí acampabamos cuatro días y tres noches. Es la base de varias excursiones]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[É hora de ver a Aurora Boreal]]></title>
<link>http://outromododeviajar.wordpress.com/2009/08/28/e-hora-de-ver-a-aurora-boreal/</link>
<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 03:17:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Claudia Carmello</dc:creator>
<guid>http://outromododeviajar.wordpress.com/2009/08/28/e-hora-de-ver-a-aurora-boreal/</guid>
<description><![CDATA[{Aurora boreal em Yellowknife, Canadá. Foto de Dave Dyet} Semana corridáça, não tá fácil de escrever]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-421" title="aurora boreal" src="http://outromododeviajar.wordpress.com/files/2009/08/aurora-boreal.jpg" alt="aurora boreal" width="445" height="296" /><br />
{Aurora boreal em Yellowknife, Canadá. Foto de Dave Dyet}</p>
<p>Semana corridáça, não tá fácil de escrever <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Mas com o mês de setembro na porta, me lembro que vai começar a temporada de um troço que morro de curiosidade de ver: a Aurora Boreal. Falei isso esses dias a uma amiga e ela me disse que também queria ver essa dança maluca de luzes no céu, mas que está deixando essa viagem para a terceira idade. hahaha.</p>
<p>Ela acha que há coisas mais urgentes a conhecer agora, e que a aurora dá pra fazer perfeitamente quando formos velhotas sem muita energia física. Polêmico? Achei a lógica interessante.</p>
<p>Enfim, ressucito um post antigo sobre isso: </p>
<p><strong><em>É tempo de ver a Aurora Boreal</em></strong></p>
<p><em>Essas luzes coloridas que ficam dançando no céu negro rolam em vários países do norte, de setembro a abril. É preciso ir longe, mas nem tanto. Canadá, Escandinávia, Rússia, todos têm as Luzes do Norte.</em></p>
<p><em>Não tem muito como prever em que noite ela vai acontecer - o que gera uma ansiedade louca nos turistas -, mas noite de muito frio, céu bem preto e sem nuvens é um bom sinal. Perto da meia-noite é o horário.</em></p>
<p><em>Parece mágica, mas é só um fenômeno ótico. É como um “choque” no céu. Uma colisão do campo magnético da Terra com partículas elétricas vindas dos ventos solares. Em resumo: se quem tomar o choque forem as partículas de oxigênio, o céu fica verde. Se forem de nitrogênio, vermelho/lilás. As luzes dançam porque&#8230; são luzes – pense na chama de uma vela. É mais ou menos isso.</em></p>
<p><em>Vai passar o ano novo num país do norte? Então descubra a latitude e longitude do lugar – o Google Earth faz isso –, e coloque-as nesse </em><a href="http://sprg.ssl.berkeley.edu/htbin/forecast/AuroralKp.pl" target="_blank"><em>site</em></a><em>  da Universidade de Berkeley, que faz uma espécie de previsão meteorológica do fenômeno.Você põe lá as coordenadas, e ele te diz se você tem ou não chance de ver a Aurora, e se é pra olhar o céu pro Norte ou pro Sul.</em></p>
<p><em>Deu vontade? Preparei  uma listinha dos lugares mais legais pra ver essa mágica (ainda é tempo de se planejar, na verdade: de fevereiro a abril ela é até mais freqüente):</em></p>
<p><em>1- </em><a href="http://www.greenland.com/content/english/tourist" target="_blank"><em>Groenlândia</em></a><em><br />
A capital, Nuuk, no sudoeste, é um bom lugar. Uma lenda do povo nativo, os Inuits, diz que quando as luzes dançam no céu é porque os mortos estão jogando futebol com crânios de morsa. (Hahahahaha, muito bom!). Ainda hoje algumas tribos de lá acham que a criança que nasce numa noite dessas vai ser um ás da inteligência.</em></p>
<p><em>2- </em><a href="http://www.icetourist.is/" target="_blank"><em>Islândia</em></a><br />
<em>A terra da Björk (nesse caso, eu não acredito em coincidência) é toda esquisita – tem, não só a Aurora, mas terremoto, vulcões ativos, gêiseres, campos e até praias de lava preta. Tem tanta coisa pra ver lá que mesmo se você não conseguir ver as luzes, não vai sair aborrecido &#8211; mas na capital, Reykjavík, elas acontecem, sim.</em></p>
<p><em>3- </em><a href="http://www.travelalaska.com/" target="_blank"><em>Alasca</em></a><br />
<em>A província do Interior, bem no meio do Alasca, onde fica Fairbanks, a maior cidade, e o pico mais alto da América do Norte, o Mt. McKinley (6194 metros), é o melhor lugar pra ver a Aurora. </em></p>
<p><em>4- </em><a href="http://www.canada.travel/selectCountry.html" target="_blank"><em>Canadá</em></a><br />
<em>Nos estados do extremo norte, seja a leste, em Nunavut, ou no oeste, em Yukon, dá pra ver as Luzes do Norte em muito lugar. Mas cuidado que o Canadá vai mais longe do que você pensa – em lugares como Pond Inlet, lá no finzão do país, não dá pra ver Aurora, não. A cidade tá tão no norte, que até já passou do cinturão magnético.</em></p>
<p><em>5- </em><a href="http://www.visitfinland.com/" target="_blank"><em>Finlândia</em></a><br />
<em>Na Lapônia, no norte do país, a Aurora chega a aparecer até 200 vezes por ano. Se não agüentar tanto frio, dá pra vê-la até na capital, Helsinki, em áreas menos iluminadas – mas só umas 20 noites.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un robo en las alturas 3ª parte]]></title>
<link>http://monttse.wordpress.com/2009/08/19/un-robo-en-las-alturas-3%c2%aa-parte/</link>
<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 12:52:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>monttse</dc:creator>
<guid>http://monttse.wordpress.com/2009/08/19/un-robo-en-las-alturas-3%c2%aa-parte/</guid>
<description><![CDATA[politi, policia en danés. Entro y me dirijo a uno de los policias que me pregunta que ocurre y le di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[politi, policia en danés. Entro y me dirijo a uno de los policias que me pregunta que ocurre y le di]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Groenlandia de verano]]></title>
<link>http://amazingsnow.wordpress.com/2009/08/18/groenlandia-de-verano/</link>
<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 16:51:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>jmarqui</dc:creator>
<guid>http://amazingsnow.wordpress.com/2009/08/18/groenlandia-de-verano/</guid>
<description><![CDATA[Ahora que el calor aprieta de verdad, con la inercia propia del avance de la estación, que mejor que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ahora que el calor aprieta de verdad, con la inercia propia del avance de la estación, que mejor que]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
