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	<title>guccini &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/guccini/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "guccini"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 02:30:16 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[buonanotte compagni]]></title>
<link>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/11/26/buonanotte-compagni-9/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 23:54:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>giusarn</dc:creator>
<guid>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/11/26/buonanotte-compagni-9/</guid>
<description><![CDATA[Buonanotte a Salvatore che domani ci rappresenta in consiglio comunale. Buonanotte ad Angelo e il no]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/aznmbLLacfY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/aznmbLLacfY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Buonanotte a Salvatore che domani ci rappresenta in consiglio comunale.</p>
<p>Buonanotte ad Angelo e il nocino.</p>
<p>Buonanotte a Raffaele e i suoi 14 anni.</p>
<p>Buonanotte a Beppe e alla sua passione politica.</p>
<p>Buonanotte Compagni</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[RU486... libere di scegliere]]></title>
<link>http://incognita2.wordpress.com/2009/11/26/ru486-libere-di-scegliere/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 22:24:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>incognita2</dc:creator>
<guid>http://incognita2.wordpress.com/2009/11/26/ru486-libere-di-scegliere/</guid>
<description><![CDATA[Perchè a decidere della vita e delle scelte delle donne ci devono sempre essere stuoli di moralisti,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" src="http://www.musicainfinita.org/contenuti/wp-content/uploads/2006/07/donna%20con%20ombrello1.jpg" alt="" width="495" height="495" />Perchè a decidere della vita e delle scelte delle donne ci devono sempre essere stuoli di moralisti, quasi sempre maschi, il più delle volte sessualmente frustrati  che non potranno mai comprendere i sentimenti  e le ragioni che portano ad una scelta simile!</p>
<p>La pillola abortiva, segno di civiltà e di rispetto per la donna, diverrà l&#8217;ennesimo moneta di scambio per salvare il governo da una fine annunciata?</p>
<p>E&#8217; ingiusto e barbaro costringere le donne a sottoporsi a sofferenze gratuite in nome di un presuntuoso moralismo!</p>
<p>Le donne del ventunesimo secolo hanno il diritto di scegliere  se diventare mamme o meno &#8230; ed hanno il diritto di farlo in perfetta autonomia e nella più assoluta tutela!</p>
<p>Ascolto: <a title="Guccini Piccola storia ignobile" href="http://www.youtube.com/watch?v=GYK4A1ryI6Y" target="_blank">PICCOLA STORIA IGNOBILE di Guccini</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UTOPIA]]></title>
<link>http://repubblicaindipendente.wordpress.com/2009/11/25/445/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 21:07:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>pietroperrone</dc:creator>
<guid>http://repubblicaindipendente.wordpress.com/2009/11/25/445/</guid>
<description><![CDATA[Ero ancora giovane. Eppure non ero ancora nato. Non ero ancora  nato, quando Gozzano sognava, pazzo,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:center;"><img src="http://www.urlonews.it/uploads/image/urlo/153/1968_ancona.jpg" alt="" /></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;"><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">Ero ancora giovane. Eppure non ero ancora nato. </span></span></span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">Non ero ancora  nato, quando Gozzano sognava, pazzo, la verità di sogno della sua Utopia. E intanto ero ancora troppo giovane per capire i versi di Francesco che prendeva a prestito Gozzano per cantare il nostro sogno. Sognavamo.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;"><span style="color:#993300;">I versi di Guccini si intrecciano con quelli di Gozzano.  L&#8217;età dell&#8217;adolescenza s&#8217;incrocia con quella degli studi liceali. L&#8217;età età d</span>ella incoscienza s&#8217;intralcia con quella della presa di coscienza.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">Nel 1971  avevo 12  anni. Troppo pochi per una coscienza che guardasse all&#8217;Utopia come ad una metà,  reale o irreale, dipende solo dalla capacità di sognare o dall&#8217;incapacità di sopportare l&#8217;illusione del sogno.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">Mi resi conto dell&#8217;importanza dell&#8217;Utopia solo più tardi. Crescendo. Tra una lezione di filosofia ed una canzone di Francesco. Guccini.  In quei giorni, quando a scuola avevo finalmente le lezioni di filosofia, ormai, raggiungevo i 16 anni. </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">Era il 1975.  Erano anni che duravano un&#8217;eternità. Erano anni che non tornano più. In quegli anni cambiava il mondo, mentre, dentro e fuori cambiavo io, per primo. Cercavo di diventare uomo. Di essere. Cosa avevo dentro, allora?</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">Era il 1975, allora. Dentro e fuori c&#8217;era un mondo che cresceva, si agitava, si contorceva, come i rami di un ulivo costretto a stare dentro una gabbia. Erano gli anni in cui si inseguivano i sogni, le utopie.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">I sogni, le utopie. I sogni, le utopie di un&#8217;intera nazione, di un popolo. Oltre che di un piccolo ragazzo che voleva diventare un uomo. Parlavamo, allora. Discutevamo. Non c&#8217;era una sola verità. Non c&#8217;era.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">La verità. Non c&#8217;era una verità. La dovevamo misurare. Dovevo essere io stesso la misura della mia verità. Dovevamo costruire tutti insieme la Verità. Una verità nella quale stare tutti, comodi. Nella quale viaggiare veloci.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">Era una macchina, un aereo supersonico, una capsula spaziale, il mezzo che ci spingeva verso quel sogno. Verso l&#8217;Utopia. Verso la Verità. Avevo fretta. Una fretta giustificata. La stessa fretta di un pazzo.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">Avevo fretta. E non ero il solo. Ero pazzo. E non ero solo.  Volevamo raggiungere la verità, il sogno l&#8217;utopia. Esistevamo per questo. Sbagliavamo per questo. Peccavamo per questo. Morivamo per questo.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">Morivamo dannati. Come Jim Morrison. Come Jimy Hendrix. Come Janis Joplin. Eravamo dannati. Pazzi. dannati. E disperati. Come Allen Ginsberg. Come Bob Dylan. Come Joan Baez. Eravamo pazzi. Come Syd Barret.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">Morivamo pazzi e dannati. Morivamo e diventavamo grandi, nel frattempo. Diventavamo adulti. Ci piaceva parlare. Discutere. Mettere tutto sottosopra. Niente era vero. Noi dovevamo misurare a grandi passi il mondo della verità.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">Gozzano impallidiva,  a vederci così, coi capelli arruffati dei ragazzi lentigginosi. Impallidiva, ma era felice di camminare al nostro fianco. Camminavamo, compatti. Marciavamo, nelle piazze. E urlavamo. Pazzi. Di gioia.</span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">Marciavamo e riempivamo le piazze. Urlavamo. Come un&#8217;onda inarrestabile conquistavamo lo spazio che avevamo davanti. Uno spazio immenso. Senza limiti. E avevamo al fianco poeti e filosofi. Pazzi di gioia. Cantavamo. Felici. </span></span></h3>
<h3><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;">Tutti insieme. Tutto il mondo era nostro. Tutto il futuro era squadernato davanti a noi. Era tutto nostro. Avevamo 12 anni. Nel 1971. Avevamo il vento nelle ali. Volavamo alto. L&#8217;Utopia era la nostra meta. La nostra verità.</span></span></h3>
<p style="text-align:center;"><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#993300;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/g6PnT7b5-s0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/g6PnT7b5-s0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></span></span></p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="326" valign="top"><strong><span style="color:#993300;">Guido   GOZZANO</span></strong><strong><span style="color:#993300;">La più   bella</span></strong><span style="color:#993300;">I.<br />
Ma bella più di tutte l&#8217;Isola Non-Trovata:<br />
quella che il Re di Spagna s&#8217;ebbe da suo cugino<br />
il Re di Portogallo con firma sugellata<br />
e bulla del Pontefice in gotico latino.</span><span style="color:#993300;">L&#8217;Infante fece vela pel regno favoloso,<br />
vide le fortunate: Iunonia, Gorgo, Hera<br />
e il Mare di Sargasso e il Mare Tenebroso<br />
quell&#8217;isola cercando&#8230; Ma l&#8217;isola non c&#8217;era.</span>
<p>&#160;</p>
<p><span style="color:#993300;">Invano le galee panciute a vele tonde,<br />
le caravelle invano armarono la prora:<br />
con pace del Pontefice l&#8217;isola si nasconde,<br />
e Portogallo e Spagna la cercano tuttora.</span></p>
<p><span style="color:#993300;">II.<br />
L&#8217;isola esiste. Appare talora di lontano<br />
tra Teneriffe e Palma, soffusa di mistero:<br />
&#8220;&#8230;l&#8217;Isola Non-Trovata!&#8221; Il buon Canarïano<br />
dal Picco alto di Teyde l&#8217;addita al forestiero.</span></p>
<p><span style="color:#993300;">La segnano le carte antiche dei corsari.<br />
&#8230;Hifola da &#8211; trovarfi? &#8230;Hifola pellegrina?&#8230;<br />
È l&#8217;isola fatata che scivola sui mari;<br />
talora i naviganti la vedono vicina&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#993300;">Radono con le prore quella beata riva:<br />
tra fiori mai veduti svettano palme somme,<br />
odora la divina foresta spessa e viva,<br />
lacrima il cardamomo, trasudano le gomme&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#993300;">S&#8217;annuncia col profumo, come una   cortigiana,<br />
l&#8217;Isola Non-Trovata&#8230; Ma, se il pilota avanza,<br />
rapida si dilegua come parvenza vana,<br />
si tinge dell&#8217;azzurro color di lontananza&#8230;</span></p>
<table border="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td><strong><span style="color:#993300;">Note:</span></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="color:#993300;">La poesia è stata pubblicata per la prima   volta nel 1913, sulla rivista &#8220;La lettura&#8221;.</span></td>
<td width="326" valign="top"><strong><span style="color:#333399;">Francesco   GUCCINI</span></strong><strong><span style="color:#333399;">L’ISOLA   NON TROVATA</span></strong><span style="color:#333399;">&#8230;Ma bella più di   tutte l&#8217; isola non trovata, quella che il Re di Spagna s&#8217; ebbe da suo cugino,<br />
il Re di Portogallo, con firma suggellata<br />
e &#8220;bulla&#8221; del pontefice in   Gotico-Latino&#8230;</span>Il Re di Spagna fece vela cercando l&#8217; isola   incantata,<br />
però quell&#8217; isola non c&#8217;era e mai nessuno l&#8217;ha   trovata:<br />
svanì di prua dalla galea come un&#8217; idea,<br />
come una splendida utopia, è andata via e non   tornerà mai più&#8230;
<p>&#160;</p>
<p>Le antiche carte dei corsari portano un segno   misterioso<br />
e ne parlan piano i marinai con un timor   superstizioso:<br />
nessuno sa se c&#8217;è davvero od è un pensiero,<br />
se, a volte, il vento ne ha il profumo è come il   fumo che non prendi mai!</p>
<p><span style="color:#333399;"> </span></p>
<p><span style="color:#333399;"> </span></p>
<p><span style="color:#333399;"> </span></p>
<p><span style="color:#333399;"> </span></p>
<p><span style="color:#333399;"> </span></p>
<p><span style="color:#333399;"> </span></p>
<p><span style="color:#333399;"> </span></p>
<p><span style="color:#333399;"> </span></p>
<p><span style="color:#333399;"> </span></p>
<table border="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td><span style="color:#333399;"><br />
</span><strong><span style="color:#333399;">Note:</span></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="color:#333399;">La canzone appartiene all’album “L’Isola   non trovata”, pubblicato per la prima  volta nel 1971.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<address>per questo post ringrazio : <a href="http://www.giuseppecirigliano.it/GuccioDisco.htm" target="_blank">http://www.giuseppecirigliano.it/GuccioDisco.htm</a></address>
<address></address>
<address></address>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Luna di Cirano e il Giove di Hal]]></title>
<link>http://topometallo.wordpress.com/2009/11/25/la-luna-di-cirano-e-il-giove-di-hal/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 05:18:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>topometallo</dc:creator>
<guid>http://topometallo.wordpress.com/2009/11/25/la-luna-di-cirano-e-il-giove-di-hal/</guid>
<description><![CDATA[Una vigliaccata. Non posso definirla altrimenti. Aver messo di fianco al guardaroba del teatro una s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:verdana;"><a href="http://topometallo.wordpress.com/files/2009/11/2001diz.jpg" target="_popup"><img style="float:left;margin:4px;" title="2001" src="http://topometallo.wordpress.com/files/2009/11/2001diz.jpg" alt="" width="128" /></a>Una vigliaccata. Non posso definirla altrimenti. Aver messo di fianco al guardaroba del teatro una stanzetta adibita a succursale di libreria, con vendita di libri perlopiù di carattere teatral-artistico è una vera vigliaccata. Nei miei confronti, voglio dire. Per tacere il fatto che rimane aperta nelle sere di recita. Giusto quando vado a vedermi, che so, un <em>Cirano </em>un po’ eterodosso con Massimo Popolizio.</p>
<p style="text-align:justify;font-family:verdana;">Un purchessia scaffale di libreria ha su di me, bibliodrogato ad uno stadio successivo a quello terminale, lo stesso effetto che può provocare una bottiglia di gin su un alcolista. Catastrofico, soprattutto per il portafoglio. Se poi anziché gin la bottiglia contiene armagnac, la fine è scontata.</p>
<p style="text-align:justify;font-family:verdana;">E quella sera l’armagnac che mi son trovato davanti e che ho scolato in un sorso attaccandomi alla bottiglia (ovvero che ho comprato senza un minimo e decente istante di esitazione, e non voglio ricordarmi del prezzo, nonostante il minimo sconto elargitomi) è lo (scomodo, visto il formato) volume di <strong><em>2001 Odissea nello spazio: dizionario ragionato</em></strong>, opera abbastanza recente di Giuseppe Lippi, attuale direttore di <em>Urania </em>(dopo un <em>cursus honorum</em> editoriale ben più che ragguardevole)</p>
<p style="text-align:justify;font-family:verdana;">Ammetto che qualche occhiata stranita nel pubblico l&#8217;ho incrociata, vedere un <em>Cirano</em> portandosi dietro un simile testo difficilmente celabile non &#232; esattamente il modo migliore per passare inosservati&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;font-family:verdana;">A casa, oltre a solluccherarmi (lo, so, il verbo non esiste, ma rende l’idea) fra le notizie più disparate sul <em>cast</em> (compresi i nomi di alcuni attori che interpretavano le scimmie nella prima parte), su quel folle di Kubrick e la sua famiglia, sulla storia e le varianti e i seguiti, su HAL 9000 (ovviamente!)&#8230; ritrovo, anzi trovo finalmente per esteso una cosa che da decenni avrei voluto leggere: le istruzioni per l’uso del gabinetto a gravità zero, presenti in una famosa breve scena del film. E che, come scopro sempre compulsando il “Lippi” avrei potuto trovare già in rete, <a href="http://www.in70mm.com/news/2003/zero_gravity/index.htm" target="_blank">ad esempio qui.</a> Nel libro sono (anche) tradotte in italiano (per la prima volta?)</p>
<p style="text-align:center;font-family:verdana;"><a href="http://topometallo.wordpress.com/files/2009/11/6a00e551ef28118834010536e33c7b970b-800wi.jpg" target="_popup"><img class="aligncenter" title="zeroG toilet" src="http://topometallo.wordpress.com/files/2009/11/6a00e551ef28118834010536e33c7b970b-800wi.jpg?w=150" alt="" width="200" /></a></p>
<p style="text-align:justify;font-family:verdana;">Fantastico. Da una settimana è il mio <em>livre de chevet</em>. E la sera mi addormento sorridendo. <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:justify;font-family:verdana;padding-left:30px;"><em>Ah, e <strong>Cirano</strong>?<br />
<!--more--></em></p>
<p style="text-align:justify;font-family:verdana;padding-left:30px;"><em>Il cadetto guascone è da sempre uno degli dèi del mio Olimpo personale, inutile racconti di quand’ero al Palaqualcheccosa la sera di una decina di giorni addietro a sentire il buon vecchio Guccini facendo il coro (</em>&#8230;io non perdono e tooooooccoooo<em>) assieme a tutto il pubblico.</em></p>
<p style="text-align:justify;font-family:verdana;padding-left:30px;"><em>Popolizio e compagnia me lo han però presentato con vesti ottocentesche, tagliando abbondantemente qua e là scene e battute (tradotte comunque in rima), ogni tanto guittando un po’ con l’uso del dialetto e a parte forse la scena del balcone dove, lì sì, ho ritrovato il mio amico Rostand, confesso che non mi ha per niente entusiasmato, mentre il pubblico genovese col quale sono spesso in disaccordo applaudiva entusiasta, puranco le classi liceali presenti&#8230; bah! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /><br />
</em></p>
<p style="text-align:justify;font-family:verdana;padding-left:30px;"><em>Oltretutto la giovine (e ovviamente carina) Roxanne prevista del cartellone, non so se per problemi di malanni stagionali e per altre cause (ho trovato in rete diverse critiche su questa </em>mise en scène<em>, che magari non ci andavan proprio giù duro come un maglio, ma riconoscevano comunque ben pochi meriti alla bionda giovinetta) era stata sostituita da altra attrice in gamba ma ben più matura in età, con ovvio e spiacevole effetto straniante, tacendo la delusione estetica per i miei lubrici occhi&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=':wink:' class='wp-smiley' /><br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non lasciamo che trabocchi.]]></title>
<link>http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2009/11/19/non-lasciamo-che-trabocchi/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 00:20:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>johnmaynard</dc:creator>
<guid>http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2009/11/19/non-lasciamo-che-trabocchi/</guid>
<description><![CDATA[Non la vedi, non la tocchi, oggi la malinconia, non lasciamo che trabocchi, vieni andiamo, andiamo v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/files/2009/11/01-gianni-berengo-gardin-al-lido.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1132" title="01 Gianni Berengo Gardin - Al Lido" src="http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/files/2009/11/01-gianni-berengo-gardin-al-lido.jpg?w=300" alt="" width="300" height="202" /></a></p>
<p>Non la vedi, non la tocchi, oggi la malinconia, non lasciamo che trabocchi, vieni andiamo, andiamo via.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Francesco Guccini, <em>Autogrill</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BOLOGNA ]]></title>
<link>http://speradisole.wordpress.com/2009/11/17/bologna/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 09:48:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>speradisole</dc:creator>
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<description><![CDATA[Una città, un cantante, un amore. Francesco Guccini]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Una città, un cantante, un amore.</p>
<p>Francesco Guccini</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/L5gZefYLBg4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/L5gZefYLBg4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Matteo Orsucci: io, Vecchioni e la sua ritrovata cristianità]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/11/15/matteo-orsucci-io-vecchioni-e-la-sua-ritrovata-cristianita/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 13:45:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>SMNews</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/11/15/matteo-orsucci-io-vecchioni-e-la-sua-ritrovata-cristianita/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;Musicalnews&#8220; [...] &#8220;Trovo che ‘Avrai’ di Baglioni sia una delle più belle ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=17335&#38;sz=3" target="_blank">Musicalnews</a>&#8220;</p>
<p><strong><em>[...] &#8220;Trovo che ‘Avrai’ di Baglioni sia una delle più belle canzoni che un padre possa scrivere per il proprio figlio&#8221; [...]</em><br />
</strong></p>
<p>È appena uscito in libreria “Roberto Vecchioni- L&#8217;uomo che si gioca il cielo a dadi”(Aliberti Editore) di Matteo Orsucci.</p>
<p>Un testo particolarmente abile e scorrevole dove l&#8217;autore analizza l&#8217;attività artistica del noto cantautore non da un punto di vista giornalistico bensì emotivo.</p>
<p>Ma che cosa ha spinto Orsucci ha scriverlo? E soprattutto com&#8217;è nata la sua passione per la musica del professore? Scopriamolo insieme&#8230;</p>
<p>Matteo perché un libro dedicato a Roberto Vecchioni? Avevo un rapporto irrisolto col Padreterno. Ce l’ho anche adesso. Siccome è impensabile parlare di Dio con Dio, ne parlo con chi ha la grazia della fede. Scrivo di questa gente, nata, cresciuta, riscoperta cristiana. Vecchioni è uno di questi, in più è dell’Inter!</p>
<p>Che cosa ha rappresentato e rappresenta tuttora la sua figura per te? Mah, dieci anni fa era una voce, un viso che vedevo a qualche concerto quando mi permettevano di andarci, se insomma la mattina dopo non avevo scuola, oppure era la colonna sonora dei pomeriggi liceali di studio… Cosa rappresenta? Mi ripeto, il pretesto, come ha scritto il vicedirettore di Libero Luigi Santambrogio nella splendida prefazione che mi ha concesso, per cercare risposte con l’occhio non da ateo.</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fsmnewsblog.wordpress.com%2F2009%2F11%2F15%2Fmatteo-orsucci-io-vecchioni-e-la-sua-ritrovata-cristianita%2F&#38;linkname=Matteo%20Orsucci%3A%20io%2C%20Vecchioni%20e%20la%20sua%20ritrovata%20cristianit%C3%A0"><img src="http://www.senzamusica.net/condividi.png" alt="Share" /></a></p>
<p><!--more--></p>
<p>Quando ti sei avvicinato alla sua musica? Era pessimo periodo. Ascoltavo di tutto, leggevo di tutto, per non pensare. Trovai una vecchia musicassetta in casa. L’ascoltai, iniziò da lì.</p>
<p>Quali sentimenti ti suscitano le sue canzoni quando le ascolti? Non sono democratico. Se mi girano le scatole ascolto alcune canzoni, so già cosa voglio sentire, altrimenti scelgo un cd dove ce ne sono altre. Non ascolto musica per calmarmi!</p>
<p>Brani preferiti? Quelli che non conosce nessuno! E assolutamente in toto gli album “Ipertensione” ed “Elisir”. ‘Alighieri’ ha un testo geniale, l’‘Ultimo spettacolo’ è gigantesca, ‘Canzone per Francesco’, beh, ad avercene amici che scrivono cose così su di te!</p>
<p>Vecchioni è un personaggio molto amato e nel contempo contestato. Secondo te perché talora viene considerato scomodo?Contestato bonariamente dal femminismo sdrucciolo di riporto. Poi contestato da chi? Forse per le idee politiche? Ma nemmeno più di troppo: la destra di An attraverso il suo giornale provò addirittura ad intrupparlo tra i suoi!Era il periodo che a loro serviva un pantheon di gente nuova, amata appunto, quindi basta non aver cantautori. Vuoi mettere rileggere Vecchioni e dire che sì alla fine un po’ di destra lo è pure lui? Operazioni che lasciano il tempo che trovano! Vecchioni è scomodo semmai sotto un altro aspetto: davanti alla liturgia permissivista della scuola cosiddetta di sinistra (occupazioni e tutto il resto) lui ha una visione da professore ideale, non autoritario, bensì autorevole, credibile. E’ scomodo perché essendo perbene è rimasto credibile: un paradosso!</p>
<p>Ogni canzone del maestro è venata da un grande sentimento di poesia. Ma quanta poesia c&#8217;è nella tua vita Matteo? Una dose ragionevole per consentirmi di vivere una noiosa e insana vita borghese.</p>
<p>Hai avuto modo di incontrarlo recentemente?  Che cosa ha detto del tuo libro? Non l’ho incontrato di recente anche perché stava in giro in tour. Spero di sentirlo a breve, anche per le condoglianze a seguito della morte della Merini. Erano molto amici. So che è piaciuto a molti colleghi che stimo, questo mi fa piacere.</p>
<p>E la prima volta che l&#8217;hai visto di persona che impressione ti ha fatto? La prima volta in assoluto, dodici anni fa ad un concerto. Evito di dire quello che pensai!</p>
<p>Vecchioni a parte quali altri cantautori ammiri particolarmente? Ti piacerebbe scrivere un libro anche su di loro?Ripeto, io sono un pessimo ascoltatore di musica. A me deve piacermi il testo; siccome sono pigro mica sempre posso tirar giù dalla libreria Hikmet o Saba, un cd è più pratico. <strong>Trovo che ‘Avrai’ di Baglioni sia una delle più belle canzoni che un padre possa scrivere per il proprio figlio, ma poi di Baglioni ascolto altre tre o quattro canzoni.</strong> Beh , Guccini senz’altro, incasinato, raffinato e profondamente solo nel suo materialismo, il male dell’uomo moderno con il suo fardello di dubbi; Max Pezzali che è il paladino degli anni Ottanta in cui sono nato e dei Novanta in cui son cresciuto. Insomma, di una canzone a me colpisce un verso, un’immagine! Poi apprezzo Jovanotti che in “Bella” dice che il fondoschiena della sua ragazza è rotondo come il mondo”: è talmente semplice che dici, accidenti non c’ho mai pensato! Poi Paolo Conte e Marco Masini ma&#8230; No, basta libri! È una solenne promessa: se no divento scemo! (ride di gusto)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A che punto è la notte?]]></title>
<link>http://shomermamillaylah.wordpress.com/2009/11/08/a-che-punto-e-la-notte/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 17:30:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>shomermamillaylah</dc:creator>
<guid>http://shomermamillaylah.wordpress.com/2009/11/08/a-che-punto-e-la-notte/</guid>
<description><![CDATA[Isaia 21,11-12: 11 Oracolo sull&#8217;Idumea. Mi gridano da Seir: «Sentinella, a che punto è la nott]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://shomermamillaylah.wordpress.com/files/2009/11/3349255005_70f7c034b7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-57" title="3349255005_70f7c034b7" src="http://shomermamillaylah.wordpress.com/files/2009/11/3349255005_70f7c034b7.jpg" alt="" width="500" height="355" /></a></strong></p>
<p><strong>Isaia 21,11-12:</strong></p>
<p><strong>11</strong> Oracolo sull&#8217;Idumea.<br />
Mi gridano da Seir:<br />
«Sentinella, <em>a che punto è la notte?<br />
</em>Sentinella, quanto resta della notte?».<br />
<strong>12</strong> La sentinella risponde:<br />
«Viene il mattino, poi ancora la notte;<br />
se volete domandare, domandate,<br />
convertitevi, tornate!».</p>
<p><strong>Francesco Guccini &#8211; Shomèr ma mi-llailah:</strong></p>
<p>La notte è quieta senza rumore, c&#8217;è solo il suono che fa il silenzio<br />
e l&#8217; aria calda porta il sapore di stelle e assenzio,<br />
le dita sfiorano le pietre calme calde d&#8217; un sole, memoria o mito,<br />
il buio ha preso con se le palme, sembra che il giorno non sia esistito&#8230;</p>
<p>Io, la vedetta, l&#8217; illuminato, guardiano eterno di non so cosa<br />
cerco, innocente o perchè ho peccato, la luna ombrosa<br />
e aspetto immobile che si spanda l&#8217; onda di tuono che seguirà<br />
al lampo secco di una domanda, la voce d&#8217; uomo che chiederà:</p>
<p>Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell<br />
shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell<br />
shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell&#8230;</p>
<p>Sono da secoli o da un momento fermo in un vuoto in cui tutto tace,<br />
non so più dire da quanto sento angoscia o pace,<br />
coi sensi tesi fuori dal tempo, fuori dal mondo sto ad aspettare<br />
che in un sussurro di voci o vento qualcuno venga per domandare&#8230;</p>
<p>e li avverto, radi come le dita, ma sento voci, sento un brusìo<br />
e sento d&#8217; essere l&#8217; infinita eco di Dio<br />
e dopo innumeri come sabbia, ansiosa e anonima oscurità,<br />
ma voce sola di fede o rabbia, notturno grido che chiederà:</p>
<p>Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell<br />
shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell<br />
shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell&#8230;</p>
<p>La notte, udite, sta per finire,<br />
ma il giorno ancora non è arrivato<br />
sembra che il tempo nel suo fluire resti inchiodato.<br />
Ma io veglio sempre, perciò insistete,<br />
voi lo potete: ridomandate!<br />
Tornate ancora se lo volete, non vi stancate!<br />
Cadranno i secoli, gli dèi e le dee,<br />
cadranno torri, cadranno regni<br />
e resteranno di uomini e idee polvere e segni.<br />
<em>Ma ora capisco il mio non capire,<br />
che una risposta non ci sarà<br />
che la risposta sull&#8217;avvenire<br />
è in una voce che chiederà:<br />
</em>- Shomér ma mi-llailah?<br />
Shomér ma mi-lell?<br />
Shomér ma mi-llailah, ma mi-lell?</p>
<p>&#8220;Un verso di Isaia (capitolo 21, versetti 11 e 12), shomér ma mi-llailah è alla base della canzone omonima. Il verso è misterioso. Significa: &#8220;Sentinella, a quanto della notte, a che punto è la notte?&#8221; Isaia, uno di quei profeti che minacciano in continuazione e lanciano fuoco e fiamme, all&#8217;improvviso si lascia andare in questo verso bellissimo e altamente poetico, di grande speranza. La sentinella risponde: &#8220;La notte sta per finire ma l&#8217;alba non è ancora arrivata. Tornate, domandate, insistete&#8221;.</p>
<p>&#8220;C&#8217;è sempre stata, pudica, sottile, nelle mie canzoni, una domanda sull&#8217;infinito, sul senso ultimo delle cose. Ma da agnostico, da vago panteista e spiritualista quale sono, da uomo che non crede nell&#8217;esistenza dell&#8217;anima ma forse coglie un fondo di infinitezza, di immortalità nel nostro destino, mi fermo alla domanda, all&#8217;interrogativo. <em>L&#8217;importante è, però, che questa domanda non cessi mai, perché è uno dei sintomi preziosi della nostra vitalità come uomini</em>.&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Van Loon - Francesco Guccini]]></title>
<link>http://shortmemories.wordpress.com/2009/11/03/van-loon-francesco-guccini/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 11:25:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabiodelogu</dc:creator>
<guid>http://shortmemories.wordpress.com/2009/11/03/van-loon-francesco-guccini/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/AeZfg3yX5EY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/AeZfg3yX5EY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come i treni a vapore, di stazione in stazione]]></title>
<link>http://digiblues.wordpress.com/2009/10/20/come-i-treni-a-vapore-di-stazione-in-stazione/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:54:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>digiblues</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pensavo alle stazioni. Son quei pensieri che arrivano, magari proprio quando ne stai cercando altri.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Pensavo alle stazioni. Son quei pensieri che arrivano, magari proprio quando ne stai cercando altri.]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[è l'autunno, bellezza!]]></title>
<link>http://lavaligiadigiulia.wordpress.com/2009/10/12/e-lautunno-bellezza/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 12:27:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ma che pioverà? Comunque direi che questo è veramente autunno! Che bello! Non vedevo l’ora, dopo tut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-163" title="faLL" src="http://lavaligiadigiulia.wordpress.com/files/2009/10/fall.jpg" alt="faLL" width="480" height="319" /></p>
<p><span style="color:#3366ff;">Ma che pioverà?<br />
Comunque direi che questo è veramente autunno! Che bello! Non vedevo l’ora, dopo tutto il caldo insopportabile dell’estate un po’ di fresco mi fa proprio piacere!<br />
Allora, da dove cominciamo questo post del lunedì? Di che vogliamo parlare? Di cinema, di cucina, di politica, di malattie, di libri, di lavoro? Eh si, mi sa che non parlo d’altro!</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">CINEMA<br />
Al cinema non ci siamo andati, mi pare.</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">CUCINA<br />
Cucinare… oddio… ho cucinato degli gnocchi che non credo si possano neanche definire tali.<br />
Non li avevo mai fatti e s’è visto il risultato… mia mamma si era raccomandata: cerca di non lavorare le patate troppo calde altrimenti assorbono troppa farina e vengono duri e gommosi.<br />
Allora le ho fatte freddare un po’ ed ho aggiunto poca farina… ma evidentemente era TROPPO POCA, e quindi si sono sfatti durante la cottura.<br />
Li abbiamo mangiati lo stesso, anzi abbiamo mangiato lo stesso quella specie di zuppa gnoccolosa condita con un buon sughetto, almeno quello era buono!</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">Che delusione però… manco un piatto di gnocchi so preparare!</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;"> </span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">POLITICA<br />
Non so cosa resta da dire, dice già tutto lui.</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">MALATTIE<br />
Per ora nessuna news dai molteplici fronti aperti. Meglio così.</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">LIBRI.<br />
Niente libri nuovi, ma Ciccio si è voluto comprare un CD, peraltro DOPPIO, di Baglioni, Oltre.<br />
A me proprio… voglio dire…. ascolto De Andrè da quando avevo 7 anni (me lo imponevano nel viaggi in macchina!) Guccini da quando ne avevo 15 (per mia scelta!), non ce la faccio proprio ad ascoltare uno che nel ’68 cantava del passerotto, e l’amore grande e la tipa con la maglietta fina, e su, andiamo!<br />
Poi s’è pure rifatto tutta la faccia, no no, non è il mio tipo.</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">LAVORO<br />
Era il week end, che devo parlà di lavoro pure sabato e domenica?</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">Ragazzi… piove piove piove! Che fico!<br />
Mi spiace solo che io stasera volevo andare a cercare gli stivali, e se continua così, dovrò rinunciare. Sfiga!<br />
Ma tanto io, come sai già, ho l&#8217;ombrello rosso super hi-tech comprato a Berlino!</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;"><br />
<strong>Del resto, è l’autunno, bellezza!</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ballo a due]]></title>
<link>http://nonsolozampetta.wordpress.com/2009/10/09/ballo-a-due/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 16:33:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mr. Cap</dc:creator>
<guid>http://nonsolozampetta.wordpress.com/2009/10/09/ballo-a-due/</guid>
<description><![CDATA[Capita di essere in ferie, di essere a casa e che la mamma debba fare una commissione qualsiasi. 2 o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Capita di essere in ferie, di essere a casa e che la mamma debba fare una commissione qualsiasi. 2 ore, non di più. Caso vuole che anche i nonni abbiano un impegno.</p>
<p>Beh, niente paura, si sta con il babbo!</p>
<p>Ciao Mamma, stai tranquilla, siamo una coppia inossidabile!</p>
<p>2 ore possono essere poche o davvero molte e ci si deve ingegnare per tenere a bada una zampetta scatenata che facilmente si annoia e cerca sempre cose da fare.  In questo momento siamo a oltre metà delle due ore ipotizzate e fino ad adesso io e la Zampetta ci siamo lasciati andare a folli balli su musiche di Guccini. La cosa strana che io ho sudato come un cammello e lei si è stancata fino a comunicarmi con i suoi mugugni &#8220;Babbo, fammi dormire che soono stanca di ballare&#8221;. Io ho eseguito e lei docile come una pecorella ha fatto la nanna.</p>
<p>Che brava Zampetta!</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/As4-RLiTyvg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/As4-RLiTyvg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>p.s.</p>
<p>Naturalmente il peggio arriva nell&#8217;ultima mezz&#8217;ora: Zampetta si sveglia affamata, comincia a piangere a squarciagola. Io scaldo il latte tirato dalla mamma per emergenza, arrivo veloce da lei in lacrime, inserisco i biberon nella bocca vorace che disintegra tutto il contenuto in 4 minuti, poi mi guarda con occhi smarriti &#8220;Era tutto qui??&#8221;, e ricomincia con le lacrime! Mamma, arriva presto&#8230;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quella piazzetta 29 settembre che invece del beat mi ricorda tanto Silvio]]></title>
<link>http://paz83.wordpress.com/2009/09/30/quella-piazzetta-29-settembre-che-invece-del-beat-mi-ricorda-tanto-silvio/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 13:29:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>paz83</dc:creator>
<guid>http://paz83.wordpress.com/2009/09/30/quella-piazzetta-29-settembre-che-invece-del-beat-mi-ricorda-tanto-silvio/</guid>
<description><![CDATA[Lo so, sono uno che va a cercare il pelo nell&#8217;uovo non trovando altri luoghi ove cercare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;">Lo so, sono uno che va a cercare il pelo nell&#8217;uovo non trovando altri luoghi ove cercare&#8230;il pelo. A differenza di noi sappiamo chi. Ecco, ora io mi chiedo cosa penserà il mio cervello tutte le volte che  nei weekend uscendo da casa di mio padre passerà davanti a quella piazzetta<a href="http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/modena/spettacoli/musica/2009/09/25/236485-rivive_epoca_beat_settembre.shtml" target="_blank"> che ora è intitolata</a> <strong>piazzetta 29 settembre</strong> (<a href="http://multimedia.quotidianonet.ilsole24ore.com/?tipo=photo&#38;media=12965" target="_blank">qui alcune foto</a> della giornata via quotidiano.net), a seguito di una giornata dedicata alla musica beat d&#8217;origine modenese degli anni 60. La canzone è quella famosa cantata da Battisti e dall&#8217;Equipe84&#8230;chi???? Ma si, l&#8217;Equipe84&#8230;quanto siete matusa voi che non conoscete questa musica giovvine!! Il problema sorge quando passandoci davanti, e io lo so, quella maledetta targa non ricorderà gli albori gucciniani, o dei nomadi e dell&#8217;equipe84 e via dicendo. No, paradossalmente quella targa mi ricorderà sempre che Silvio c&#8217;è. Ora, con tutte le canzoni che sono state prodotte in quel periodo proprio 29 settembre? Io non lo so&#8230;ho sempre pensato che avrei fatto una firma per avere Via Silvio Berlusconi, ma anche una piazza, una città intitolata al santo uomo, che si sa che quando questo accade vuole dire che il caro ricordato è appunto un ricordo. Fuori dai maroni insomma. Signori, ma non si poteva intitolare piazzetta L&#8217;avvelenata..o piazzetta Fiera di san Lazzaro? Per dire..eh?! No! Già che c&#8217;eravate potevate intitolarla piazzetta tanti auguri Silvio. Sarò polemico io, ma che ci posso fare. A me piace la musica, mi piace ascoltare, mi piace pure quella musica li. Ma è più forte di me, ogni volta che passerò di li penserò che Sfortuna che Silvio c&#8217;è.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/YcH6estjI6c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/YcH6estjI6c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Io non capisco la gente..]]></title>
<link>http://laragazzaconlavaligia.wordpress.com/2009/09/29/io-non-capisco-la-gente/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 12:36:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>laragazzaconlavaligia</dc:creator>
<guid>http://laragazzaconlavaligia.wordpress.com/2009/09/29/io-non-capisco-la-gente/</guid>
<description><![CDATA[..che non ci piacciono i fichi. &#8220;La canzone, onestamente, come testo non è un granchè. Però ci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="text-decoration:underline;">..che non ci piacciono i fichi.</span></p>
<p>&#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=lulsSPfzAxU&#38;feature=related"><span style="color:#ff3366;"><em>La canzone, onestamente, come testo non è un granchè. Però ci ho messo tutta&#8230; una grande ouverture musicale. Quindi attendete, vado ad eseguire l&#8217;ouverture.. L&#8217;ouverture mi è riuscita un&#8230;un 60%, che non è una brutta percentuale, percè&#8230;no, eeh, no no&#8230; E&#8217; che io a questo punto avrei dovuto fare un do, ma il do non è una nota facile, il do è una nota&#8230; E il tempo di questa canzone è un tempo&#8230; il tempo è un tempo: carina questa!<br />
Il tempo è un tempo, ma, il tempo un tempo era&#8230;  Ah, un momento: bisogna spiegare a quelli di sotto che il microfono che dovrebbe essere qui è qui e il microfono che dovrebbe essere qui è qui. Il fatto che qui e qui in italiano si dica nello stesso modo complica orrendamente le cose però&#8230;</em></span>&#8220;</a>.</p>
<p>Ma com&#8217;è che la gente si prende così tanto sul serio?</p>
<p>Mi era capitato, un po&#8217; di tempo fa, di avere a ridire con un mio amico riguardo le mie abitudini a tavola. Eravamo al mare (prego notare: al&#8217;bagno azzurro&#8217; a Milano Marittima, non al ristorante del Ritz), tutti in costume, a mangiare. Io ho afferrato una delle patate nel suo piatto &#8211; previa autorizzazione &#8211; con il coltello. E lui mi ha rimproverato dicendomi che le persone di classe mangiano con la forchetta. E io gli ho risposto &#8220;e noi da quand&#8217;è che siamo diventati persone di classe?&#8221;.</p>
<p>Questo non per giustificare la mia abitudine di mangiare come un maialetto, o per giustificare quello che per mesi è stato il sottotitolo del blog, &#8220;qui si mangia con i coltelli&#8221;. Io sono per le buone maniere, là dove sono necessarie, ma sono anche per il lasciarsi un po&#8217; andare, suvvia.</p>
<p>Mi ricordo di mie compagne al liceo che piagevano per un 9, perché si meritavano 9 e mezzo, penso a persone che anche adesso non sanno prendersi in giro, mi viene in mente un certo Presidente del Coniglio, penso anche a gente su Flickr che cancella i commenti negativi e fa dei manini per avere sempre le proprie foto su Explore (che è quell&#8217;affascinante strumento che vedete anche a destra sul mio blog, chiarisco per i non frequentatori di Flickr).</p>
<p>A me mi piacciono quelli che sanno mantenere un minimino di autoironia (e lo dico da persona che fino all&#8217;adolescenza è stata una seriosissima che non sapeva stare agli scherzi; beh, le persone così sono <span style="text-decoration:underline;">noiose</span>!). Anche quando le cose vanno male. Anche quando ti sei svegliato con la faccia da culo e non avevi voglia di mettere il piede giù dal letto: ti guardi allo specchio, ti dici &#8220;ve&#8217; mo&#8217; che faccia da culo!&#8221;, ti fai una risata e parti. Oh insomma.</p>
<p>Tutto questo ambaradan perché oggi volevo farmi un autoritratto, non mi veniva fuori nulla di decente, così ho pensato &#8220;Ma siiii!! Sputtaniamoci un po&#8217;!!&#8221; e ho pubblicato questa.</p>
<p style="text-align:center;">* * *</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-946" title="bleah 017hahahatimbrocornice" src="http://laragazzaconlavaligia.wordpress.com/files/2009/09/bleah-017hahahatimbrocornice.jpg" alt="bleah 017hahahatimbrocornice" width="310" height="460" /></p>
<p style="text-align:center;">* * *</p>
<p>Su Flickr, Facebook, e pure qua.</p>
<p>Tiè. Vado a vedermi Futurama.</p>
<h5>Photo <span style="text-decoration:underline;">evidentement</span> by me.</h5>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[come il ghiaccio va in acqua dentro al tumblr... :)]]></title>
<link>http://comese.wordpress.com/2009/09/17/come-il-ghiaccio-va-in-acqua-dentro-al-tumblr/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 11:20:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>michele</dc:creator>
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<description><![CDATA[A parte i complimenti ai tanti o pochi che avranno riconosciuto l&#8217;ennesimo verso alcolico da u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>A parte i complimenti ai tanti o pochi che avranno riconosciuto l&#8217;ennesimo <em>verso alcolico</em> da una canzone di Guccini, volevo (ri-?) segnalare che dentro al Tumblr (senza <em>E</em>, in questo caso!) da qualche tempo ci sono pure io -  se volete fare un giro sulla piattaforma di blogging più <em>multimedia</em> che io abbia trovato finora, mi trovate qui:</p>
<p><a href="http://michelefrost.tumblr.com">http://michelefrost.tumblr.com</a></p>
<p>Se passate, lasciate un saluto <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ballando con una sconosciuta]]></title>
<link>http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2009/09/11/ballando-con-una-sconosciuta/</link>
<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 17:18:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>johnmaynard</dc:creator>
<guid>http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2009/09/11/ballando-con-una-sconosciuta/</guid>
<description><![CDATA[Hopper, Summertime Con gesti da gatto infilava sui tetti le antenne, in alto d&#8217; estate sui gra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_536" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-536" title="hopper_summertime" src="http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/files/2009/09/hopper_summertime.jpg" alt="Hopper, Summertime" width="500" height="365" /><p class="wp-caption-text">Hopper, Summertime</p></div>
<p>Con gesti da gatto infilava sui tetti le antenne,<br />
in alto d&#8217; estate sui grattacieli della periferia<br />
come un angelo libero, in bilico sulla città.<br />
&#8220;Non c&#8217;è solo il vento&#8221;, diceva, &#8220;anche la luce può portarti via,<br />
se hai tempo da perdere e dentro la giusta elettricità,<br />
e se da sempre ti aspetti un miracolo.&#8221;</p>
<p>Captare è un mestiere difficile in questa città,<br />
nel cielo ricevere, trasmettere e poi immaginarsi qualunque cosa,<br />
per ferire il silenzio che tutti hanno dentro di sé.<br />
Ma lui credeva nelle ferite e si sfiorava, si toccava nel cuore con la mano nervosa,<br />
guardando le nuvole correre via impazienti da lì,<br />
da quel tetto sospeso sugli uomini&#8230;</p>
<p>Finchè un giorno un&#8217; antenna ribelle ai programmi di quiz<br />
fece sparire le strisce e nel cielo, trasmise l&#8217;immagine della Madonna,<br />
una donna normale, non male, che disse così:<br />
&#8220;Io spengo la luce, se vuole io posso fare una musica più forte del vento,<br />
posso anche uscire dal monitor, dalla gravità,<br />
potremmo ballare anche subito se lei non ha fretta e non vuole tornare laggiù.&#8221;</p>
<p>E noi siamo sempre veloci a cambiare canale,<br />
ma coi piedi piantati per terra, guardando la vita con aria distratta,<br />
senza entrare nel campo magnetico della felicità,<br />
felicità che sappiamo soltanto guardare, aspettare, cercare già fatta,<br />
quasi fosse anagramma perfetto di facilità,<br />
barando su un&#8217; unica lettera&#8230;</p>
<p>Conoscevo quell&#8217; uomo e per questo racconto di lui,<br />
è sparito da allora e nessuno ha scoperto dov&#8217;è,<br />
ma un dubbio, un sospetto od un sogno io almeno ce l&#8217; ho:<br />
provate a passare in una sera d&#8217; estate vicino ai grattacieli di periferia,<br />
provate a sentire, captare, trasmettere e poi raccontare qualcosa:<br />
se allora sentite una musica son loro che ballano in bilico sulla città&#8230;</p>
<p><strong>Francesco Guccini, 1990</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[e' difficile capire se non hai capito già]]></title>
<link>http://katres.wordpress.com/2009/09/09/e-difficile-capire-se-non-hai-capito-gia/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 23:53:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>katres</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vedi cara, certe crisi son soltanto segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire. Vedi cara c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">Vedi cara, certe crisi son soltanto<br />
segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.<br />
Vedi cara certi giorni sono un anno,<br />
certe frasi sono un niente che non serve più sentire.</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/rUAixFKAHew&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/rUAixFKAHew&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;">Tu sei molto, anche se non sei abbastanza,<br />
e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi,<br />
tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco,<br />
tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il decennio sta finendo e io sbrino il congelatore]]></title>
<link>http://lucaperetti.wordpress.com/2009/09/07/il-decennio-sta-finendo-e-io-sbrino-il-congelatore/</link>
<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 17:27:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaperetti</dc:creator>
<guid>http://lucaperetti.wordpress.com/2009/09/07/il-decennio-sta-finendo-e-io-sbrino-il-congelatore/</guid>
<description><![CDATA[Oggi ho letto su almeno due blog che il decennio sta finendo. Non ho mai capito molto la storia dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi ho letto su almeno due blog che il decennio sta finendo. Non ho mai capito molto la storia dell&#8217;anno zero che conta o meno, ma mi fido e quindi mi inquieta molto questa cosa. Occorrera&#8217; fare bilanci e tutto il resto, e ricordarli come &#8220;gli anni zero&#8221; (che suona anche male), quelli che si sono aperti con l&#8217;11 settembre e Genova e che si chiudono con il terremoto (almeno in Italia). Poi, casualmente coincide anche con un periodo della mia vita che mi portera&#8217;, proprio in corrispondenza dell&#8217;inizio del nuovo decennio, a prendere decisioni, a cambiare, ad uscire da una fase ed entrare in una nuova, e incidentalmente anche a raggiungere il problematico traguardo del quarto di secolo.</p>
<p>Intanto, sbrino il congelatore, attivita&#8217; che richiede un sacco di tempo ma che e&#8217; anche piuttosto divertente.</p>
<p>E poi siamo a settembre, e Guccini direbbe:</p>
<p>&#8220;Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull&#8217; età,<br />
dopo l&#8217; estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità&#8230;<br />
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,<br />
come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità&#8230;&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stoviglie color nostalgia]]></title>
<link>http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2009/09/05/stoviglie-color-nostalgia/</link>
<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 14:57:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>johnmaynard</dc:creator>
<guid>http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2009/09/05/stoviglie-color-nostalgia/</guid>
<description><![CDATA[Incontro E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei, la tristezza ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Incontro</strong></p>
<p>E correndo mi incontrò lungo le scale,<br />
quasi nulla mi sembrò cambiato in lei,<br />
la tristezza poi ci avvolse come miele,<br />
<span>per il tempo scivolato su noi due. </span><br />
Il sole che calava già rosseggiava la città<br />
già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:<br />
come un istante &#8220;<em>déjà vu</em>&#8220;, ombra della gioventù, ci circondava la nebbia&#8230;</p>
<p>Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,<br />
dieci anni da narrare l&#8217;uno all&#8217; altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:<br />
&#8220;cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi,<br />
ti ho scritto è un anno, mi han detto che eri ancor via&#8221;.<br />
E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia&#8230;</p>
<p>E le frasi, quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi,<br />
per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.<br />
I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,<br />
il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste:<br />
la mia America e la sua diventate nella via la nostra città tanto triste&#8230;</p>
<p>Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accesi forse per noi lì<br />
ed infine, in breve, la sua situazione uguale quasi a tanti nostri films:<br />
come in un libro scritto male, lui s&#8217; era ucciso per Natale,<br />
ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio:<br />
povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto&#8230;</p>
<p>E pensavo dondolato dal vagone &#8220;cara amica il tempo prende il tempo dà&#8230;<br />
noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa&#8230;<br />
restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,<br />
le luci nel buio di case intraviste da un treno:<br />
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>Francesco Guccini</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/5RE5egJ1Fak&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/5RE5egJ1Fak&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Settembre è il mese del ripensamento]]></title>
<link>http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2009/09/01/settembre-e-il-mese-del-ripensamento/</link>
<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 08:37:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>johnmaynard</dc:creator>
<guid>http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2009/09/01/settembre-e-il-mese-del-ripensamento/</guid>
<description><![CDATA[campi arati Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull&#8217;età dopo l&#8217;estate por]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_413" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-413" title="Campi arati" src="http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/files/2009/09/campi-arati.jpg" alt="By Stefano Berti" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">campi arati</p></div>
<p>Settembre è il mese del ripensamento<br />
sugli anni e sull&#8217;età<br />
dopo l&#8217;estate porta il dono usato<br />
della perplessità.<br />
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco<br />
della tua identità<br />
come scintille brucian nel tuo fuoco<br />
le possibilità.</p>
<p><strong>Francesco Guccini</strong>, <em>La canzone dei mesi</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nomadi e Pooh, aziende da palco]]></title>
<link>http://contentistheking.wordpress.com/2009/08/25/nomadi-pooh-danilo-sacco/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 11:20:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Ciavatta</dc:creator>
<guid>http://contentistheking.wordpress.com/2009/08/25/nomadi-pooh-danilo-sacco/</guid>
<description><![CDATA[La nostra Woodstock itinerante (ma più all’acqua di rose), l’oasi sentimental-impegnata dei Nomadi è]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-725" title="nomadi_15602" src="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/08/nomadi_15602.jpg?w=300" alt="nomadi_15602" width="300" height="187" /></p>
<p style="text-align:justify;">La nostra Woodstock itinerante (ma più all’acqua di rose), l’oasi sentimental-impegnata dei Nomadi è di nuovo di fronte a un bivio importante della sua carriera. Sempre in tour in giro per l&#8217;Italia anche nelle frazioni di paese e nelle manifestazioni più marginali, gli eterni Nomadi, fondati nel 1963, sopravvissuti alla stagione anni sessanta di Dio è morto, alla scissione interna del 1989 e al lutto del mitico cantante Augusto D&#8217;Aolio nel 1992, reinventati dall&#8217;altro patriarca Beppe Carletti che li ha traghettati inaspettatamente fino al 2000, devono fare i conti con la salute del frontman Danilo Sacco, che rientra sul palco per qualche data dopo aver annunciato il ritiro.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--><br />
Le sue dichiarazioni non hanno nascosto la polemica: «Ho 44 anni e devo cambiare vita. Me l’hanno ordinato i medici. Due angioplastiche e una trombosi sono segnali precisi. Non posso e non voglio più fare 600 chilometri al giorno, 150 concerti all&#8217;anno. L&#8217;ho fatto per 17 anni ma adesso sono costretto a chiudere. Non credo che i Nomadi accetteranno l’idea di avere un cantante part-time. I Nomadi sono un’azienda, non una famiglia, e tutti noi siamo dipendenti di Beppe Carletti». Ritiro che ora sia Carletti che Sacco smentiscono. Si profila un part time aziendalista come ribadisce sul loro sito lo stesso Sacco: «Come in tutte le aziende, anche nei Nomadi, ci sono un capo, dei quadri e dei dipendenti. Tutti devono lavorare armonicamente per fare in modo che alla fine del mese la busta paga arrivi alla propria famiglia».</p>
<p style="text-align:justify;">
È strano sentir parlare di azienda da uno dei leader di una band che nel corso degli anni &#8211; 46 per la precisione- all&#8217;idea di semplice pubblico ha affiancato quella di comunità. Nonni e nipoti sotto al palco a sostenere l&#8217;unione di musica e solidarietà, denuncia e impegno sociale (mai troppo politicizzato). Strano ma vero, oltretutto i Nomadi non sono le uniche aziende in tour.</p>
<p style="text-align:justify;">Un&#8217;altra azienda made in Italy, chiamata a reinventarsi dopo quarant&#8217;anni, sono i Pooh. L&#8217;uomo manager e batterista Stefano D&#8217;Orazio, l&#8217;unico romano e scapolo, dirà addio alla fine del tour estivo, lasciando però in piedi un&#8217;azienda affidabile: un loro show mette in scaletta 46 brani, per oltre 150 minuti di spettacolo. L&#8217;offerta Pooh incontra così la domanda, aggiungiamo la notizia dell&#8217;abbandono del ricciuto musicista, e viene fuori una tournè che conta più della metà delle date programmate da Jackson a Londra.</p>
<p style="text-align:justify;">
Una lunga scaletta di successo significa affidabilità: indispensabile per i promoter, in tempo di crisi e non. «Ogni anno da maggio a settembre i Nomadi fanno almeno 70 /80 serate più altre 20 tra teatri, convention e altro» racconta Maurizio Dinelli, promoter di ProgettoMusica. Spettatori? «Si va dai duemila paganti ai 15mila gratis. Quest&#8217;anno le proloco hanno avuto meno sovvenzioni, dai 30/40mila euro di una volta si è scesi del 30%. Oramai nessuno canta soltanto i 45 minuti di una volta, i costi sono aumentati per tutti, e almeno un paio d&#8217;ore di successi devono garantirli Però ora anche le major si sono messe a fare il management. Forse è giusto, ma non ci si inventa un mestiere dall’oggi al domani: non siamo in un megastorestore, ma nell&#8217;Italia di sagre e feste di partito».</p>
<p style="text-align:justify;">
A chi aveva l&#8217;esclusiva della promozione locale rimane il booking. Comunque una economia locale viene danneggiata. A sostenerla ci pensa il sud che coccola i suoi festival, le feste, le sagre, i santi patroni (ed è per questo che la pubblicità passa ancora spesso per i manifesti locali, «perchè le location spesso non sono ricettive»), meglio che il nord, come ricorda il promoter Salvio Pietroluongo della SP Productions, che ha lavorato con gli ex big di Sanremo (Albano, Oxa, Leali) e con i ragazzi di Amici: «Il giro di affari si è ridotto di metà, per fortuna in Campania feste, tradizioni e committenti sono sempre gli stessi. Lo stesso non si può dire per il nord Italia».</p>
<p style="text-align:justify;">E gli artisti? «Riducono i cachet ma anche le produzioni. Britti ha ridotto impianto e musicisti per le sue 35 date estive. Mentre Eduardo De Crescenzo ha fatto il contrario. Un ragazzino di Amici vuole 18/15 mila euro, ma uno come Riccardo Fogli con 12mila fa uno spettacolo di due ore e riempie le piazze». I Pooh e i Nomadi sono a rischio stop? «Non credo. Anche i New Trolls continuarono, ora esistono due gruppi da 30 date l’uno e lavorano. Ci sono troppe persone coinvolte nel business. È l’indotto che ha bisogno dei Pooh. Sono richiestissimi. Anche se hanno cachet proibitivi».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Capodanno, afa e altre storie]]></title>
<link>http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2009/08/17/capodanno-afa-e-altre-storie/</link>
<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 09:30:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>johnmaynard</dc:creator>
<guid>http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2009/08/17/capodanno-afa-e-altre-storie/</guid>
<description><![CDATA[Dennis Hopper, Ground swell Stamattina, girando a comprare pane e giornali (devo tenere su la classi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_269" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-269" title="hopper_ground_swell" src="http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/files/2009/08/hopper_ground_swell.jpg?w=300" alt="Dennis Hopper, Ground swell" width="300" height="215" /><p class="wp-caption-text">Dennis Hopper, Ground swell</p></div>
<p>Stamattina, girando a comprare pane e giornali (devo tenere su la classifica, Confcommercio dice che cala il consumo di libri e giornali: perchè, qualcuno li compra? e magari a Rimini?) in questa afa africana, ho pensato che, almeno psicologicamente, per me il Ferragosto è sempre stato una specie di San Silvestro dell&#8217;estate, che dopo cominciava l&#8217;anno sociale, che si scivolava lentamente verso l&#8217;inizio di tutto, quel settembre che Guccini definiva meravigliosamente nella canzone dei mesi&#8230;invece non è stato Capodanno, non è finita. Comincio a provare la stanchezza dell&#8217;estate (non credo che sia perchè non vivo di rendita, ma mi piacerebbe provare), eppure lei è ancora qua. E forse sarà meglio che prenda quello che ancora ha da darmi, anche se nella mia testa le cose vanno altrove ed io, in verità, devo occuparmi di mio figlio: oggi lo portiamo in ospedale per un controllo, e speriamo che tutto sia migliorato. Le cose non sono mai come le immaginiamo noi nei nostri schemi. Ed è molto più semplice stare di fronte alla realtà.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La lista nera: Battisti, Baglioni, Paoli vietati dai dittatori]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/08/06/la-lista-nera-battisti-baglioni-paoli-vietati-dai-dittatori/</link>
<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 09:35:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberta</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/08/06/la-lista-nera-battisti-baglioni-paoli-vietati-dai-dittatori/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;Corriere della sera&#8220; MILANO — «Canzoni il cui testo è considerato non adatto a e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="Battisti, Baglioni, Paoli vietati dai dittatori" target="_blank">Corriere della sera</a>&#8220;</p>
<p>MILANO — «Canzoni il cui testo è considerato non adatto a essere diffuso dai servizi di radiodiffusione». Così il regime argentino del generale Jorge Rafael Videla, quello dei desaparecidos, aveva bollato una lista di 200 pezzi che era meglio non far sentire. Nella lista nera della dittatura finirono anche molti artisti italiani. A essere proibiti non furono i brani di protesta e impegno dei vari Guccini e De Gregori, ma quelli d&#8217;amore di Lucio Battisti, Claudio Baglioni, Raffaella Carrà, Gino Paoli e altri.</p>
<p><!--more-->L&#8217;elenco è stato diffuso via internet dal Comfer, il Comitato federale della radiofonia argentina: sette pagine battute a macchina con i titoli censurati fra il 1978 e il 1983. Assieme a «Da Ya Think I&#8217;m Sexy?» di Rod Stewart, «Tie Your Mother Down» dei Queen, «Kiss, Kiss, Kiss» di John Lennon e Yoko Ono, «Another Brick in the Wall» dei Pink Floyd e «Cocaine» nella versione di Clapton, nell&#8217;elenco ci sono «Questo piccolo grande amore» di Baglioni, «Tanti auguri» della Carrà, «E penso a te» di Battisti, «Mia» di Nicola Di Bari, «La donna che amo» versione di Gino Paoli di una canzone di Joan Manuel Serrat, «Solo tu» dei Matia Bazar, «Un&#8217;età» scritta da Vandelli, Piccoli e Baldan Bembo per Mia Martini, «L&#8217;importante è finire» che in Italia creò qualche problema a Mina e «Si» di Toto Cutugno. «Ma noooo», commenta stupito Gianni Boncompagni, autore di «Tanti auguri», quella di «come è bello far l&#8217;amore da Trieste in giù». «Forse è un fatto di pruderie — aggiunge l&#8217;autore —.</p>
<p>Il successo di Raffaella in Argentina era spaventoso, di primissimo ordine. E lo vedo ancora oggi con i diritti che mi arrivano per quella canzone». Mai imbavagliato dalla Rai quando faceva «Alto Gradimento» o «Bandiera Gialla»? «All&#8217;epoca la censura era una commissione d&#8217;ascolto fatta da vecchi maestri che sceglieva se trasmettere o meno un disco in base a criteri soprattutto qualitativi. Arbore e io riuscimmo a convincere il direttore che era meglio lasciar decidere noi. Insomma, avevamo licenza di uccidere». Baglioni si ricorda dell&#8217;episodio: «Anche altri passaggi dell&#8217;album subirono censure. D&#8217;altronde anche in Italia era accaduto lo stesso. Spesso venivo male interpretato anche nelle interviste in spagnolo. Così decisi di imparare la lingua, per essere più libero e anche per poter leggere direttamente i poeti spagnoli e sudamericani». «E penso a te» fu uno dei successi della coppia Battisti-Mogol. «Provo a riflettere sul perché di quella scelta — analizza Mogol —. Il problema, forse, è che quelle parole venivano considerate un invito a distrarsi, a pensare ad altro&#8230; Ma nei regimi oppressivi si fanno cose folli e ogni forma di censura, esclusa quella che riguarda la pornografia, per me è intolleranza». La coppia Mogol-Battisti, però, venne sforbiciata anche da noi. «Forse era bigottismo, ma &#8220;Dio mio no&#8221; non poteva essere trasmessa dalla Rai». Scelte imperscrutabili, come nota anche il quotidiano argentino Clarin. Assieme a «canzoni di Armando Tejada Gómez e César Isella con temi rivoluzionari» c&#8217;erano anche «artisti più popolari e depoliticizzati».</p>
<p>Andrea Laffranchi</p>
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<title><![CDATA[Avati e De Sica: giochi di ruolo]]></title>
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<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 22:09:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>allucineazioni</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pupi Avati e Christian De Sica. Chi scrive non li conosce personalmente, ma l’impressione è che il p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#00ccff;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-138" title="PupiAvati" src="http://allucineazioninterviste.wordpress.com/files/2009/07/pupiavati.jpg" alt="PupiAvati" width="250" height="397" />Pupi Avati</strong> </span>e <strong><span style="color:#00ccff;">Christian De Sica</span></strong>. Chi scrive non li conosce personalmente, ma l’impressione è che il primo, data anche la sua provenienza bolognese, sia un buongustaio. E che il secondo sia una persona molto raffinata. Così l’incontro per la fine delle riprese de <strong><span style="color:#00ccff;">Il figlio più piccolo</span></strong> non può avvenire che in un buon ristorante di Roma, quartiere Trastevere. Nel giorno più caldo dell’anno <strong><span style="color:#00ccff;">Avati </span></strong>ci ha spiegato che quel posto gli portava fortuna. E <strong><span style="color:#00ccff;">Il figlio più piccolo</span></strong> potrebbe davvero essere un film fortunato. I motivi di attesa non mancano: <strong><span style="color:#00ccff;">Avati</span></strong> sembra tornare a quella cattiveria che nelle ultime prove, più intimiste o nostalgiche, sembrava mancare. E che forse è l’unico modo per raccontare i tempi in cui viviamo. In più c’è <strong><span style="color:#00ccff;">Christian De Sica</span></strong> alle prese con un ruolo drammatico, forse il primo veramente tale della sua carriera. Nelle prime scene del film che abbiamo visto si respira un’atmosfera tesa e tagliente, e l’interpretazione dell’attore, nei panni di un “furbetto del quartierino”, è realistica e convincente.</p>
<p style="text-align:justify;">“È un film che si ispira, almeno nelle intenzioni, alla commedia italiana degli anni d’oro” ci ha raccontato con modestia <strong><span style="color:#00ccff;">Avati</span></strong>. “Anni in cui c’era un mix fantastico dove registi, sceneggiatori e attori riuscivano a entrare nelle problematiche del presente senza sconti e in modo verosimile, concedendosi qualche lazzo e qualche risata. E gli attori, anche nella risata, erano sempre incisivi e reali. Penso a <strong><span style="color:#00ccff;">Una vita difficile</span></strong> di <strong><span style="color:#00ccff;">Dino Risi</span></strong>”. Entrare nelle problematiche del presente. Avati, dopo molti film che guardavano al passato, punta con forza proprio a questo. E va a toccare il nervo scoperto dell’oggi. “In questo film si parla di danaro (lo pronuncia proprio così, con la &#8220;a&#8221;, <em>ndr</em>), in un tempo come quello di oggi dove sei quello che hai” dichiara orgoglioso il regista. “A Bologna ‘sei quello che hai’ è un metro di giudizio che è in voga da molto tempo. E si sta spostando anche verso Sud, lungo tutta l’Italia”. È proprio <span style="color:#00ccff;"><strong>Avati</strong></span> a raccontarci la storia del film. “Il protagonista è un immobiliarista romano che ha sposato il suo opposto, una donna bellissima ma astratta. È stato un matrimonio riparatore: il giorno in cui la sposa la lascia, e lei gli intesta due appartamenti. Ma il vero protagonista della storia è il figlio più piccolo, a cui il padre intesta la sua holding in fallimento”.</p>
<p style="text-align:justify;">L’immobiliarista romano, come si può immaginare, è <strong><span style="color:#00ccff;">Christian De Sica</span></strong>. È visibilmente emozionato, e orgoglioso, il figlio del grande <span style="color:#00ccff;"><strong><span style="color:#00ccff;">Vittorio De Sica</span></strong></span>. Il suo ruolo è una di quelle sfide, di quelle occasioni che capitano una volta nella vita. Ed è curioso che a dargliela sia proprio quel Pupi Avati che qualche anno fa regalò il primo ruolo drammatico al suo ex sodale <strong><span style="color:#00ccff;">Massimo Boldi</span></strong>, in <strong><span style="color:#00ccff;">Festival</span></strong>. “Avevo già lavorato con <strong><span style="color:#00ccff;">Pupi Avati</span></strong> trent’anni fa, nel film <strong><span style="color:#00ccff;">Bordella</span></strong>” racconta divertito <strong><span style="color:#00ccff;">De Sica</span></strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">“Lui era un capellone, somigliava a <strong><span style="color:#00ccff;">Guccini</span></strong>, io pesavo cento chili. Poi lui è diventato un autore, e io ho fatto il comico”. È una prova attoriale diversa dal solito, quella di De Sica, giocata sui mezzi toni e lontana dalla sua recitazione sopra le righe tipica delle pochade natalizie. E l’attore romano rende merito al regista. “L’ho trovato un grande maestro di recitazione: ogni cosa che diceva era giusta” racconta <strong><span style="color:#00ccff;">De Sica</span></strong>. “Sono stato molto aiutato dai miei compagni, come <strong><span style="color:#00ccff;">Nicola Nocella</span></strong>, che interpreta mio figlio. E come <strong><span style="color:#00ccff;">Laura Morante</span></strong>, con cui ho recitato solo due scene: è un’attrice che sembra incutere timore, rispetto alle attrici con cui recito di solito. Ma fuori dalla scena è simpaticissima. E poi è nato un amore con <strong><span style="color:#00ccff;">Luca Zingaretti</span></strong>: penso che presto ci sposeremo…” “Credo che questo personaggio in molti l’avrebbero rifiutato” continua <strong><span style="color:#00ccff;">De Sica</span></strong>. “È un gran figlio di mignotta. Fa di <img class="alignright size-full wp-image-140" title="parlami-di-me" src="http://allucineazioninterviste.wordpress.com/files/2009/07/parlami-di-me.jpg" alt="parlami-di-me" width="289" height="434" />tutto, come intestare la sua holding fallimentare al figlio. Ma come tutti i mostri ha dei momenti magici: c’è una scena dove parla al figlio e dice come ha fatto a creare il suo impero, e quasi si commuove delle sue malefatte. Speriamo che arrivino altri registi a darmi ruoli di questo tipo, e che non faccia solo il ‘comicarolo’” conclude. Precisando di non rinnegare e di non rinunciare ai cinepanettoni. Proprio <strong><span style="color:#00ccff;">Avati </span></strong>sembra essere diventato ormai uno specialista nel convertire al drammatico i comici. Dopo <span style="color:#00ccff;"><strong>Abatantuono</strong> </span>e <strong><span style="color:#00ccff;">Boldi</span></strong>, ci sono stati <strong><span style="color:#00ccff;">Greggio</span></strong> e ora <strong><span style="color:#00ccff;">De Sica</span></strong>. “Andiamo a cercare la sfida, a cercare il rischio. Abbiamo dimostrato a <strong><span style="color:#00ccff;">Christian</span></strong> di avere due ottave in più sulla tastiera” aggiunge il regista bolognese, da buon musicista. “Ricordate che è molto più facile per un comico far piangere che per un attore drammatico far ridere”.</p>
<p style="text-align:justify;">Tra gli attori che sono stati così importanti ad aiutare <strong><span style="color:#00ccff;">De Sica</span></strong> a entrare nel ruolo c’è <strong><span style="color:#00ccff;">Laura Morante</span></strong>, immancabile quando si tratta di presentare mogli abbandonate e nevrotiche. “Il mio personaggio è una donna di un’ingenuità che rasenta l’idiozia” racconta. “Ha dato a questo marito un amore incondizionato e acritico, che ha attaccato anche al figlio più piccolo. Fa uso di psicofarmaci… è un po’ una disadattata”. Come spesso le capita di fare al cinema. Ma, a proposito dei ruoli giusti, anche la bella attrice sembra ricercare altro. “Mi offrono personaggi troppo poco forti per i miei gusti” confessa. “Mi piacciono i personaggi eccessivi: mi sento più vicina alla tragedia e alla commedia che a quel dramma intimista che spesso si fa in Italia”. E, ricordando film come Lo sguardo dell’altro, c’è da crederle. Ma non dimentichiamo l’esordiente <strong><span style="color:#00ccff;">Nicola Nocella</span></strong>, il “figlio più piccolo” del titolo. Il protagonista non doveva essere lui, ma un ragazzo dalla storia molto simile a quella del personaggio, che è stato anche di ispirazione al film. All’ultimo momento non è stato più disponibile, e, dice <strong><span style="color:#00ccff;">Avati </span></strong> “è avvenuto un miracolo”. Il Centro Sperimentale di Cinematografia ha segnalato al regista, dopo <strong><span style="color:#00ccff;">Alba Rohrwacher</span></strong>, questo giovane attore. <strong><span style="color:#00ccff;">Giancarlo Giannini</span></strong> dice che è straordinario. E, mentre lui ringrazia dell’occasione e dice di aver imparato molto da <strong><span style="color:#00ccff;">De Sica</span></strong>, l’attore romano ammette “sono io che ho imparato da lui”. È anche dall’umiltà che nascono i grandi ruoli. E questo lo sembra davvero.</p>
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