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	<title>hastur &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "hastur"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 16:27:02 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[SEBASTIAN CLAW: La Fine]]></title>
<link>http://willoworld.wordpress.com/2008/09/27/sebastian-claw-la-fine/</link>
<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 14:14:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>willoworld</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il caffè è più forte del solito. La notte è stata lunga, ma ha dato i suoi frutti. Tornerò alla baia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://willoworld.wordpress.com/files/2008/09/byakhee_by_tonyhough.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-353" title="byakhee" src="http://willoworld.wordpress.com/files/2008/09/byakhee_by_tonyhough.jpg" alt="" width="344" height="460" /></a></p>
<p><span class="postbody">Il caffè è più forte del solito. La notte è stata lunga, ma ha dato i suoi frutti. Tornerò alla baia nel pomeriggio, per finire il lavoro.<br />
La Spirale era chiamata. Il più influente ed aberrante agglomerato di individui che abbia mai messo piede a Providence, o per quello che ne so, in tutto lo stato. Provo ancora ribrezzo nel ricordare le cose che si muovevano sopra la spiaggia, mentre quel gruppo di scellerati si riuniva dentro le grotte, a salmodiare le parabole di un libro perverso. Ne succedono di cose strane a soli venti chilometri dalla città.<br />
La notte nascondeva l’orrore. Le creature coprivano le stelle coi loro corpi gibbosi, assurda progenie di insetti e corvi, ed io non potevo continuare ad ingannare la mia sanità mentale. Ho alzato gli occhi quel tanto per non dormire più una sola notte.<br />
Dopo aver rovesciato sulla sabbia i resti di una misera cena a base di tonno in scatola e bourbon, mi sono mosso velocemente oltre gli scogli. Dalla caverna fuoriusciva una luce malata, la stessa che vidi quella notte a casa del professore. Mi sembrano passati secoli.<br />
Sapevo cosa stava succedendo là dentro. Sapevo del tentativo di traduzione di quel testo cinese. La Spirale era piena di musi gialli, ma non erano loro a comandare. C’era Sunshade, l’uomo con la frusta. Lo intravidi alla prima delle adunanze che si tenevano in città. Quasi certamente era lui la mente dietro tutta la combriccola. Poi c’era Amelia, sacerdotessa del senza nome. Si, proprio lui. Cosa credete che ci facessero più di cento illustri personaggi del New England in una grotta a venti chilometri da Providence, insieme a una mandria di cinesi e a dei corvinsetti giganti? Chiamavano lui, che non si potrebbe nominare. Hastur…<br />
Il fascio di dinamite era avvolto nei giornali. Avevo paura che l’aria salmastra potesse compromettere l’effetto dell’esplosivo. L’entrata della grotta non era molto ampia. Il piano era quello di bloccarli là dentro; sepolti vivi. Neanche i loro amici corvi sarebbero riusciti a tirarli fuori, e senza di loro l’evocazione non sarebbe stata mai completa.<br />
Ho piazzato il pacchetto un paio di metri oltre la soglia. Poi mi sono allontano quel tanto da rimanere incolume. Un colpo, un solo dannatissimo colpo. La mano era ferma, nonostante il whisky che mi girava nelle vene. Il dito sul grilletto. Un bacio di buon augurio alla canna del mio fedele shotgun., e poi… bang!<br />
Devo tornare a finire il lavoro. Ve l’ho già detto. Devo accertarmi che non siano riusciti a scappare. Questo è il mio ultimo lavoro, e voglio che sia fatto bene.<br />
Si, avete capito bene. Queste sono le ultime righe di Randy Coleman, ovvero Sebastian Claw. Non tornerò in questo maledetto monolocale, a passare le notti con gli occhi sbarrati, la boccia di whisky in una mano ed il fucile a canne mozze nell’altra. Basta.<br />
È l’ora di farla finita.<br />
Vi lascio alle follie di questo mondo. Ho cercato di ostacolarle, per quanto potevo. Ho venduto cara la pelle. Ho fatto assaggiare un po’ di sano piombo.<br />
Adesso però voglio dormire.<br />
Un ultima cosa…<br />
…poi la spiaggia, il mare, l’abisso.<br />
Addio. </span></p>
<p><em><strong>Saranno davvero finite qui le avventure del mitico Sebastian Claw? Staremo a vedere!</strong></em></p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://willoworld.googlepages.com/jonathanmacini">Jonathan Macini</a></p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://www.lagiostradidante.co.nr/"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-202" title="logo-scritta-p" src="http://willoworld.wordpress.com/files/2008/06/logo-scritta-p.jpg?w=128" alt="" width="128" height="46" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SEBASTIAN CLAW: Melvin]]></title>
<link>http://willoworld.wordpress.com/2008/07/24/sebastian-claw-melvin/</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 11:41:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>willoworld</dc:creator>
<guid>http://willoworld.wordpress.com/2008/07/24/sebastian-claw-melvin/</guid>
<description><![CDATA[Melvin era una zecca, come si dice in gergo. Tu lo pagavi e lui ti dava le informazioni, succhiate d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://willoworld.files.wordpress.com/2008/07/melvin.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-244" src="http://willoworld.wordpress.com/files/2008/07/melvin.jpg?w=300" alt="" width="300" height="216" /></a></p>
<p><span class="postbody">Melvin era una zecca, come si dice in gergo. Tu lo pagavi e lui ti dava le informazioni, succhiate direttamente dalle profondità più recondite ed aberranti della razza umana. Niente di strano, se si stesse parlando di informazioni normali. Ma Melvin non era normale… Chiunque avesse assistito a metà della roba che è passata davanti ai suoi occhi, si sarebbe fatto un tuffo di diversi metri, tanto per non pensarci più. Capite quello che vi voglio dire… </span></p>
<p><span class="postbody">Sono due mesi che viaggio tra Providence ed Arkham. L’aria di Boston mi ha già cambiato. Le cose sono e le cose restano. Chi non ha più il velo davanti agli occhi è bene si cerchi un nuovo pretesto per andare avanti. Io ce l’ho… un bel po’ di piombo da commissionare. Il lavoro è solo all’inizio…<br />
Melvin, vi dicevo. Un vecchio pazzo con la gobba, la bava alla bocca e la cute piena di chiazze glabre. Si aggirava nel parco di Arkham, proprio dietro la Miskatonic, insieme a un vecchio cagnolino cieco, un incrocio poco piacevole che non la smetteva mai di abbaiare. Lui diceva che gli teneva lontane le creature… Idiota! </span></p>
<p><span class="postbody">L’ho conosciuto quasi per caso circa un mese fa. Uscivo dalla biblioteca dell’università e me lo sono ritrovato tra i piedi. Aveva adocchiato i libri che tenevo sottobraccio. “Se hai bisogno di qualche informazione, chiedi pure… Faccio dei buoni prezzi…” mi disse. Poi il cagnolino incominciò ad abbaiare, e lui se ne tornò verso il parco, con uno strano ghigno sul volto. Quella notte tornai a Providence, e continuai a pensare a quel vecchio. Mi ci volle mezza boccia di bourbon per riuscire a prendere sonno, e non fu facile trovarla. Il giorno dopo, con la testa appesantita dall’alcol ed in bocca un sapore non piacevole, iniziai a consultare i due testi per i quali avevo viaggiato più di cento miglia: la pubblicazione Bridewell di Culti Innominabili e un libro di poesie di Justin Geoffrey intitolato Il Popolo del Monolito. Il professor Richardson ne accennava nei suoi appunti. No, non quelli di casa sua. Non ci sono più ritornato dopo quella notte, ma ho fatto un salto nel suo ufficio, in città. A parte un paio di note sul retro dell’agenda, non ho trovato nulla che riguardasse il mistero della sua scomparsa. Mi faccio ridere, ancora non riesco a chiamare tutta questa follia per il suo nome… eppure che nome potrei mai dargli? Occultismo? Mitologia? Potrei parlare semplicemente di deliri, ecco cosa… No, non sono curioso. Voglio solo riuscire a dormire la notte, senza l’aiuto del vecchio whisky. </span></p>
<p><span class="postbody">Ho letto i due libri ma non ho approfondito. La maggior parte di quella roba non riesco neanche a capirla. Il resto invece mi attanaglia le budella, e mi fa venire sete. Ma stavo cercando una traccia, un segno. Non l’ho trovato, così li ho riportati ad Arkham. È stato allora che ho rivisto Melvin, ma questa volta sono stato io ad avvicinarmi a lui. Appena uscito dalla Miskatonic ho sentito l’inconfondibile verso di quel brutto meticcio. Mi sono avvicinato agli alti platani che delimitavano l’inizio del parco. L’ho intravisto su una panchina, curvo ed immobile. Sembrava stesse dormendo, così mi sono avvicinato lentamente, e lui si è rivolto a me senza neanche voltarsi. La sua voce era vecchia e gracchiante. “Melvin fa degli ottimi prezzi… se si vogliono conoscere gli abomini della città…”<br />
“Di che diavolo stai parlando?” </span></p>
<p><span class="postbody">È iniziato così, ed è andato avanti per più di un mese. La strage alla baia di Arkham, il mattatoio alla fattoria Renfield, l’omicidio Portman. Prelibati sonniferi per il sottoscritto. Non sto a raccontarvi le nefandezze perpetuate da queste creature (non posso certo chiamarli uomini!). Ne hanno parlato i giornali e hanno parlato anche di me. Ovviamente non sanno chi io sia, né che relazione ci sia tra le tre carneficine e l’efferata morte di un barbone di Arkham, trovato ieri notte appeso ad un cancello del parco. Le sue viscere, unite alle cervella del suo cagnolino, formavano un complicato disegno ai suoi piedi. Nessuno conosce il senso di tutte queste morti. O almeno me lo auguro. </span></p>
<p><span class="postbody">Non ho paura della polizia. Se mi dovessero beccare mi metterei lo shotgun in bocca senza esitare un attimo. Vi posso assicurare che tutta quella gente si meritava molto di più di una morte veloce come quella che ho riserbato loro. No, ho paura di altro, degl’incubi tentacolari che stritolano, privandoti anche del tempo per toglierti la vita. Una follia eterna, accompagnata da un imponderabile suono di flauti…<br />
Per fortuna Providence sembra ancora abbastanza tranquilla… se ci si tiene lontani dalla casa del professore. </span></p>
<p><span class="postbody">Povero Melvin. I suoi prezzi erano davvero buoni. Ho messo da parte del buon piombo per vendicarlo. Ma ho bisogno di una nuova zecca adesso. Domani parto per Boston. Ho un contatto. Ve ne parlerò…<br />
Addio Melvin. Addio cagnolino. Quasi quasi vi invidio…</span></p>
<p style="text-align:right;"><span class="postbody"><span style="font-style:italic;"><span style="font-weight:bold;"><a href="http://willoworld.googlepages.com/jonathanmacini">Jonathan Macini</a> &#8211; 1995</span></span></span></p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://www.lagiostradidante.co.nr/"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-202" src="http://willoworld.wordpress.com/files/2008/06/logo-scritta-p.jpg?w=128" alt="" width="128" height="46" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[STAFFETTA DIVINA 8]]></title>
<link>http://isilenti.wordpress.com/2008/07/15/staffetta-divina-8/</link>
<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 19:11:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>willoworld</dc:creator>
<guid>http://isilenti.wordpress.com/2008/07/15/staffetta-divina-8/</guid>
<description><![CDATA[Clikka sulla striscia per ingrandire. Vedi le altre puntate della saga.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://isilenti.files.wordpress.com/2008/07/staffetta-divina-8.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-690" src="http://isilenti.wordpress.com/files/2008/07/staffetta-divina-8.jpg?w=300" alt="" width="300" height="142" /></a></p>
<p><em>Clikka sulla striscia per ingrandire.</em></p>
<p><a href="http://isilenti.wordpress.com/2008/07/06/staffetta-divina-7/">Vedi le altre puntate della saga.</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[JESSICA]]></title>
<link>http://isilenti.wordpress.com/2008/07/13/jessica/</link>
<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 10:39:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>willoworld</dc:creator>
<guid>http://isilenti.wordpress.com/2008/07/13/jessica/</guid>
<description><![CDATA[Procede in sordina il progetto &#8220;La Giostra di Dante&#8221;. Ecco qui un breve racconto chtuloi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://willoworld.files.wordpress.com/2008/07/jessica-copy.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-229" src="http://willoworld.wordpress.com/files/2008/07/jessica-copy.jpg?w=221" alt="" width="221" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:left;"><strong><em>Procede in sordina il progetto &#8220;La Giostra di Dante&#8221;. Ecco qui un breve racconto chtuloide dal sapore pulp firmato Jonathan Macini. </em></strong></p>
<p style="text-align:left;">Un sogno, nient’altro che un sogno.<br />
Eppure ancora mi pare di riviverlo. Il profumo di orchidee, la bocca carnosa che mi sfiora la schiena, il respiro caldo sul mio corpo. E poi gli artigli, accarezzanti sulle costole, lenti ma inarrestabili verso il linguine. Il sesso nelle sue mani, ed io completamente perduto nel suo gioco.<br />
Vorrei potermi convincere che solo di un sogno si è trattato. Vorrei riuscire a credere che le lenzuola, che adesso stringo tra le mani, non sono macchiate del mio sangue. Ed in realtà non lo sono, ma che importanza ha la realtà in una storia come questa… Io continuo a vederle, e questo mi basta.</p>
<p>Ieri sera sono tornato a casa tardi. Mentre aprivo il portone già si vedevano i riverberi mattutini. La sbornia stava passando. Succede sempre così. Quando la stanchezza prende il sopravvento, i fumi dell’alcol si dissolvono. La notte perde significato. Quel che è stato è stato…<br />
Il Charlie, la barista, tre giri di rum, e poi a casa del Gringo per un paio di freghi, il temporale, la corsa in auto, le amichette, e infine lei: Jessica.<br />
Che cosa ci faceva Jessica con quei tipi lì?<br />
Quando la vidi non me lo chiesi. Le misi la lingua in bocca e ci perlustrammo sul divano. La coca funzionava. Potevo assaggiare i lamponi tuffandomi nelle sue tonsille. Mi afferrò il cazzo e mi sorprese un’erezione. A quell’ora, dopo tutto che avevo buttato giù, ci voleva altro che un bacio e una sega per svegliarlo.<br />
Jessica.<br />
Mi disse: “vado in bagno”. Ed io la seguii. Volevo farmela da dietro, appoggiata al lavabo, guardarla in faccia nello specchio mentre la facevo godere. Ma lei aveva chiuso a chiave la porta. Che avessi capito male?<br />
Jessica aveva capelli neri e lisci, un trucco vistoso, eccentrico ma piacevole. Mi ricordava Cleopatra interpretata dalla Taylor. Ed io volevo essere il suo cobra.<br />
Bussai alla porta del bagno. Nessuno rispose. Mi si avvicinò il Gringo, porgendomi una birra. Mi chiese se andava tutto bene, se mi piaceva la tipa. Io gli risposi di si. Gli domandai se la conosceva, e lui mi disse semplicemente che era nuova. Già, proprio così. Nuova. Che cazzo voleva dire! Comunque lui se ne tornó in camera dalle amichette, mentre io provai a chiamarla da oltre la porta. Sentivo l’acqua scorrere. Nient’altro.<br />
L’erezione era andata. Anche la coca era andata. Mi ero stancato di quel giochetto. Afferrai la giacca e corsi fuori. Jessica poteva anche essere una gran bella scopata, ma ne avevo le palle piene di quella situazione. Montai in macchina. L’orologio sul cruscotto segnava le 4:59. “Fanculo”, pensai. E me ne tornai a casa.</p>
<p>Poi il sogno.<br />
Era lei, Jessica. Apparsa in una notte imbrogliona, gustata per sbaglio su un divano di pelle. Esistono creature che lasciano il segno, come agenti segreti disseminano cimici per spiarci. Jessica, donna obliata ed obliante, blasfemia evocata per esercitare il male, in nome di assurde entitá. Non ha ucciso me, ma una parte di me. Quel sangue che suzza le lenzuola non è roba organica. Viene da qualche parte distante, qualcosa che noi umani, narcisisticamente, chiamiamo Umanità. Lei me l’ha portata via.<br />
Il vento smuove le tende della camera da letto. Un vento strano. Porta con se un nauseante profumo di orchidee rancide. Qualcuno ci cammina sopra. Hastur è il suo nome.<br />
Stanno arrivando. Jessica è una di loro. Quante ce ne sono a giro la notte…<br />
Non fatevi trovare.<br />
Stanno arrivando.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://willoworld.googlepages.com/jonathanmacini">Jonathan Macini</a></p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://www.lagiostradidante.co.nr"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-202" src="http://willoworld.wordpress.com/files/2008/06/logo-scritta-p.jpg?w=128" alt="" width="128" height="46" /></a></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:left;">FONTE: <a href="http://willoworld.wordpress.com/">Willoworld Creativity</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[JESSICA]]></title>
<link>http://willoworld.wordpress.com/2008/07/13/jessica/</link>
<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 10:32:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>willoworld</dc:creator>
<guid>http://willoworld.wordpress.com/2008/07/13/jessica/</guid>
<description><![CDATA[Un sogno, nient’altro che un sogno. Eppure ancora mi pare di riviverlo. Il profumo di orchidee, la b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://willoworld.files.wordpress.com/2008/07/jessica-copy.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-229" src="http://willoworld.wordpress.com/files/2008/07/jessica-copy.jpg?w=221" alt="" width="221" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:left;">Un sogno, nient’altro che un sogno.<br />
Eppure ancora mi pare di riviverlo. Il profumo di orchidee, la bocca carnosa che mi sfiora la schiena, il respiro caldo sul mio corpo. E poi gli artigli, accarezzanti sulle costole, lenti ma inarrestabili verso il linguine. Il sesso nelle sue mani, ed io completamente perduto nel suo gioco.<br />
Vorrei potermi convincere che solo di un sogno si è trattato. Vorrei riuscire a credere che le lenzuola, che adesso stringo tra le mani, non sono macchiate del mio sangue. Ed in realtà non lo sono, ma che importanza ha la realtà in una storia come questa… Io continuo a vederle, e questo mi basta.</p>
<p>Ieri sera sono tornato a casa tardi. Mentre aprivo il portone già si vedevano i riverberi mattutini. La sbornia stava passando. Succede sempre così. Quando la stanchezza prende il sopravvento, i fumi dell’alcol si dissolvono. La notte perde significato. Quel che è stato è stato…<br />
Il Charlie, la barista, tre giri di rum, e poi a casa del Gringo per un paio di freghi, il temporale, la corsa in auto, le amichette, e infine lei: Jessica.<br />
Che cosa ci faceva Jessica con quei tipi lì?<br />
Quando la vidi non me lo chiesi. Le misi la lingua in bocca e ci perlustrammo sul divano. La coca funzionava. Potevo assaggiare i lamponi tuffandomi nelle sue tonsille. Mi afferrò il cazzo e mi sorprese un’erezione. A quell’ora, dopo tutto che avevo buttato giù, ci voleva altro che un bacio e una sega per svegliarlo.<br />
Jessica.<br />
Mi disse: “vado in bagno”. Ed io la seguii. Volevo farmela da dietro, appoggiata al lavabo, guardarla in faccia nello specchio mentre la facevo godere. Ma lei aveva chiuso a chiave la porta. Che avessi capito male?<br />
Jessica aveva capelli neri e lisci, un trucco vistoso, eccentrico ma piacevole. Mi ricordava Cleopatra interpretata dalla Taylor. Ed io volevo essere il suo cobra.<br />
Bussai alla porta del bagno. Nessuno rispose. Mi si avvicinò il Gringo, porgendomi una birra. Mi chiese se andava tutto bene, se mi piaceva la tipa. Io gli risposi di si. Gli domandai se la conosceva, e lui mi disse semplicemente che era nuova. Già, proprio così. Nuova. Che cazzo voleva dire! Comunque lui se ne tornó in camera dalle amichette, mentre io provai a chiamarla da oltre la porta. Sentivo l’acqua scorrere. Nient’altro.<br />
L’erezione era andata. Anche la coca era andata. Mi ero stancato di quel giochetto. Afferrai la giacca e corsi fuori. Jessica poteva anche essere una gran bella scopata, ma ne avevo le palle piene di quella situazione. Montai in macchina. L’orologio sul cruscotto segnava le 4:59. “Fanculo”, pensai. E me ne tornai a casa.</p>
<p>Poi il sogno.<br />
Era lei, Jessica. Apparsa in una notte imbrogliona, gustata per sbaglio su un divano di pelle. Esistono creature che lasciano il segno, come agenti segreti disseminano cimici per spiarci. Jessica, donna obliata ed obliante, blasfemia evocata per esercitare il male, in nome di assurde entitá. Non ha ucciso me, ma una parte di me. Quel sangue che suzza le lenzuola non è roba organica. Viene da qualche parte distante, qualcosa che noi umani, narcisisticamente, chiamiamo Umanità. Lei me l’ha portata via.<br />
Il vento smuove le tende della camera da letto. Un vento strano. Porta con se un nauseante profumo di orchidee rancide. Qualcuno ci cammina sopra. Hastur è il suo nome.<br />
Stanno arrivando. Jessica è una di loro. Quante ce ne sono a giro la notte…<br />
Non fatevi trovare.<br />
Stanno arrivando.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://willoworld.googlepages.com/jonathanmacini">Jonathan Macini</a></p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://www.lagiostradidante.co.nr"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-202" src="http://willoworld.wordpress.com/files/2008/06/logo-scritta-p.jpg?w=128" alt="" width="128" height="46" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Why vote for the lesser evil?]]></title>
<link>http://marschflugkoerper.wordpress.com/2008/01/28/why-vote-for-the-lesser-evil/</link>
<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 14:49:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mark</dc:creator>
<guid>http://marschflugkoerper.wordpress.com/2008/01/28/why-vote-for-the-lesser-evil/</guid>
<description><![CDATA[Es musste ja kommen. Dieser Insider-Witz. Mit ihm. Neben Lolcats und schriftlicher Kommunikation mit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Es musste ja kommen. Dieser Insider-Witz. Mit ihm. Neben Lolcats und schriftlicher Kommunikation mit verwirrender Grammatik einer, der trotz seiner eigentlich schlimmen Absichten zu den bekanntesten Internet-Celebrities gehört. Und jetzt kandidiert &#8211; zusammen mit seinem weniger bekannten Vize &#8211; in den Vereinigten Staaten der olle Cthulhu auch noch als Präsident, zumindest wenn man <a href="http://www.cafepress.com/giftsforgeeks/2968973">diesem T-Shirt</a> glauben darf. [<a href="http://thegreatgeekmanual.com/blog/why-vote-for-the-lesser-evil">Via</a>]</p>
<p>Bei dem Wahlslogan hätte man aber auch durchaus bei Roland Koch sein Kreuzchen machen können. Wenn man Hesse gewesen wäre, was prinzipiell schlimmer sein kann, als von den Großen Alten zum Vesper verspeist zu werden. Der einzig gute Hesse ist Hermann Hesse, hört man manchmal die Leute auf der Straße flüstern, wenn sie meinen, keiner höre ihrem abgefeimten Pläneschmieden zu. Ich hab da ja eine differenziertere Meinung, auch wenn man die mir als Exil-Schwaben vielleicht nicht zutraut.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The Limerick Which Must Not Be Named]]></title>
<link>http://archiearchive.wordpress.com/2007/11/22/the-limerick-which-must-not-be-named/</link>
<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 20:09:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>archiearchive FCD</dc:creator>
<guid>http://archiearchive.wordpress.com/2007/11/22/the-limerick-which-must-not-be-named/</guid>
<description><![CDATA[I found this in an ancient and arcane document about undersea horrors. Of soul stealing and unspeaka]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> I found this in an ancient and arcane document about undersea horrors.</p>
<p>Of soul stealing and unspeakable cults and their mis-shapen acolytes.</p>
<p>I know not who the author was nor of his fate.</p>
<p>Although I have a dark uneasiness.</p>
<p><strong><font color="red" size="4">There was once a magickal caster,<br />
Who learned his art faster and faster.<br />
But what does it mean<br />
That he&#8217;s not been seen<br />
Since he uttered the name of Hast&#8211;urk!!!</font></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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