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	<title>honeythief &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/honeythief/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "honeythief"</description>
	<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 16:55:24 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Halou / Honeythief]]></title>
<link>http://dailytrackreport.wordpress.com/2008/02/14/halou-honeythief/</link>
<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 22:47:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>ricky</dc:creator>
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<description><![CDATA[TITOLO: Honeythief AUTORE: Halou ALBUM: Wholeness &amp; Separation (2006) ASCOLTALA!: http://www.mus]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><b>TITOLO</b>: Honeythief<br />
<strong>AUTORE:</strong> Halou<br />
<b>ALBUM</b>: Wholeness &#38; Separation (2006)<br />
<b>ASCOLTALA!: </b><a target="_blank" href="http://www.musicwebtown.com/jacopax/172599">http://www.musicwebtown.com/jacopax/172599</a></p>
<p>Certe canzoni sono di gran lunga migliori del gruppo che le ha composte. Fortuna, caso, divina ispirazione: non importa quale sia la spiegazione. La storia della musica è piena di band che sono sparite dopo aver scritto uno o due pezzi straordinari. Nel Regno Unito, patria di una buona percentuale di questi fenomeni &#8220;usa e getta&#8221;, vengono scherzosamente chiamate &#8220;<strong>One hit wonder</strong>&#8220;. Noi, altrettanto scherzosamente, abbiamo definito &#8220;<strong>capolavori preterintenzionali</strong>&#8221; tutte quelle canzoni di cui non ci si capacita da quale cilindro siano sbucate, tanto erano mediocri gli autori.</p>
<p>Ascoltando i tre album che gli<strong> Halou</strong> hanno all&#8217;attivo sembra davvero incredibile che si tratti dello stesso gruppo che ha partorito un gioiello del calibro di <em>Honeythief</em>. Non c&#8217;è molto da dire su questo trio di San Francisco, nato nel 2001 e assestatosi ben presto nel solco di un <strong>trip-hop</strong> molto convenzionale e fortemente influenzato, nelle atmosfere e nelle melodie, dal sound dei Portishead. Eppure con <em>Honeythief </em>ogni cosa sembra andare al posto giusto: la voce di <strong>Rebecca Coseboom</strong> comincia in equilibrio su un tappeto elettronico, per poi crescere di intensità quando irrompono le chitarre fortemente riverberate del fratello<strong> Ryan</strong>. La canzone ha uno sviluppo semplicissimo, ma gli strumenti trovano un&#8217;alchimia davvero magica, purtroppo irripetibile. Dal cilindro degli Halou esce così un capolavoro, sì, ma preterintenzionale. Fino a prova contraria, naturalmente.</p>
<p><strong>LINK:</strong> <a target="_blank" href="http://www.lyricsdir.com/halou-honeythief-lyrics.html">testo</a> della canzone, <a target="_blank" href="http://www.myspace.com/halou">pagina </a>su MySpace</p>
</div>]]></content:encoded>
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