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	<title>identita &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/identita/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "identita"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 00:59:49 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Castelli, il Massone Crociato]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/30/castelli-il-massone-crociato/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 19:42:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si sentiva la mancanza delle sparate di quel genio di Castelli e difatti ieri ha visto bene di illum]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Si sentiva la mancanza delle sparate di quel genio di Castelli e difatti ieri ha visto bene di illuminarci la serata.<br />
Commentando il vittorioso referendum anti-islamico in Isvizzera, il Pontidese ad honorem s&#8217;è lasciato sfuggire un&#8217;autentica castroneria: inserire la croce cristiana nel tricolore.<br />
Ma come? Non era lui a canticchiare &#8220;Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore&#8221;?<br />
Non era lui il pacato laico della Lega, in mezzo ai deliri oscurantisti di Borghezio e Calderoli?<br />
Il tempo passa, la fase celodurista è finita ed ora van di moda solo le derive fasciste e berlusconiane. Buonanotte Identità.<br />
Il Lecchese degenere farnetica di politiche massoniche e filo-islamiche anti-europee, da fronteggiare con il tricolore (bandiera giacobina e massonica per eccellenza) e il crocifisso (simbolo di un&#8217;eresia ebraica, extraeuropea). Davvero illuminato questo Castelli&#8230; per aria, ha delle intuizioni fenomenali e molto coerenti con il suo passato e l&#8217;ideologia che dice di difendere. E la difende davvero bene se confonde l&#8217;Italia con i territori padano-alpini, i simboli identitari con quelli rivoluzionari, e il cristianesimo con le vere radici europee, quelle ariane e pagane.<br />
Non è una sorpresa, sia chiaro. Castelli è l&#8217;ennesimo omino verde ubriacato da poltrone e potere, l&#8217;ennesimo legaiolo di pasta frolla con la memoria corta e la lingua lunga, sia per blaterare che per leccare zampe (per non dir di peggio) universaliste.<br />
Questa sua magnifica trovata è un&#8217;inezia, ma significativa per capire come la Lega sia completamente in balia dei veleni mondialisti e finto identitari; si associa al mito degli alpini, dell&#8217;Europa romana e cristiana, del presepe, dell&#8217;italianità buona del &#8220;Nord&#8221; contro l&#8217;italianità malvagia del &#8220;Sud&#8221; ed altre amenità partorite dai luminari padani.<br />
In ogni caso speriamo che la proposta leghista passi. Un tricolore crociato dal sapore savoiardo-democristiano val bene un doppio falò, in onore del principale partito italianista attualmente in circolazione: la Lega Nord.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nessuno mi conosce]]></title>
<link>http://cantierepoesia.wordpress.com/2009/11/30/nessuno-mi-conosce/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 06:05:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>bugianen55</dc:creator>
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<description><![CDATA[Solo la pelle mi impedisce di fuggire, questa pulsione all&#8217;infinito che ogni giorno mi stratto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" src="http://www.renatadurando.com/tinamodotti/Programma_2005/IDENTITA.jpg" alt="" width="177" height="274" /></p>
<p><em><br />
Solo la pelle<br />
mi impedisce di fuggire,<br />
questa pulsione all&#8217;infinito<br />
che ogni giorno mi strattona<br />
è una strana malattia<br />
che con terribile dolcezza<br />
mi consuma<br />
e se davvero non<br />
usassi le parole<br />
forse sarei un pazzo<br />
o un maratoneta<br />
o un barbone<br />
o un assassino<br />
alla continua ricerca<br />
di qualcuno con cui parlare,<br />
senza voce,<br />
qualcuno che<br />
nel guardarmi negli occhi<br />
mi riconosca<br />
senza sapere<br />
il mio nome.</em></p>
<p><a href="http://www.poetare.it/sechi.html" target="_blank"><strong><span style="color:#800000;">Gian Luca Sechi</span></strong></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E Ora i Campanili]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/29/e-ora-i-campanili/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 18:37:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Buone notizie dalla Confederazione Elvetica. Il popolo dice no, tramite referendum, ai minareti, ed ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Buone notizie dalla Confederazione Elvetica. Il popolo dice no, tramite referendum, ai minareti, ed appioppa un gigantesco ceffone alle suicide politiche xenofile europee.<br />
È un grande trionfo della vera Libertà contro il libertinaggio progressista e il becero terzomondismo di benpensanti, illuminati e pretaglia.<br />
La posizione di quest&#8217;ultima è senz&#8217;altro la più scandalosa. Dimentichi del loro status di &#8220;rifugiati&#8221;, preti e cristiani vogliono il genocidio della popolazione europea d&#8217;Europa, come se fossero loro i padroni del Continente e come se le sue radici fossero davvero giudaico-cristiane.<br />
I cristiani, sempre a casa nostra, tollerano tutti: islamici, ebrei, buddisti, settaioli vari, ma paradossalmente, solo una forma di religiosità condannano, ossia il paganesimo ariano. Paradossalmente poiché i legittimi proprietari d&#8217;Europa erano i nostri ariani Padri, non certo le tonache diversamente ebraiche.<br />
Però si sa, la Chiesa li sterminò, li cancellò assieme alla loro Cultura e per duemila anni imbastardì l&#8217;Europa con germi semitici di eresia giudaica.<br />
Per via di questo, ancora oggi parecchi sprovveduti, confondono il cristianesimo con la vera Identità europea e credono che Europa significhi cristianità. Questa è una bestemmia mortale.<br />
L&#8217;Europa è solo europea, aria e &#8220;pagana&#8221;, come sprezzantemente la nostra Gente veniva definita da demoni romani e cristiani; se, giustamente, prendiamo a pedate, molto democraticamente perché tramite referendum, l&#8217;invasione islamica, così dobbiamo cacciare, rispedire in Palestina l&#8217;eresia cristiana e la peste ebraica, in nome dell&#8217;Europa e dei nostri gloriosi Padri, massacrati dalla Chiesa.<br />
La Svizzera è un virtuoso esempio di genti indoeuropee confederate, libere e patriottiche. Dopo i minareti però, comincino la buona battaglia dell&#8217;Identità contro la genocida occupazione cristiana.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fini e Affini]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/28/fini-e-affini/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 19:04:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
<guid>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/28/fini-e-affini/</guid>
<description><![CDATA[Fini è l&#8217;incarnazione del neoconservatorismo alla giudeo-americana: liberaldemocrazia qualunqu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Fini è l&#8217;incarnazione del neoconservatorismo alla giudeo-americana:<br />
liberaldemocrazia qualunquista intrisa di mondialismo, di politicamente corretto, di terzomondismo dilaganti.<br />
Una perversa idea politica che punta a defenestrare i valori e l&#8217;ideologia a vantaggio delle logiche di mercato capitalistiche, sull&#8217;esempio delle politiche statunitensi che senza fondamento etnico e culturale mirano solo al benessere materiale e all&#8217;alimentazione di falsi miti universalisti apprezzati da cani e porci.<br />
Purtroppo, senza tirare in ballo il cospirazionismo, l&#8217;Europa è travolta dall&#8217;onda neoconservatrice. Fini, Berlusconi, Sarkozy, Merkel, tanto per citarne alcuni, sono neocon &#8220;europei&#8221; (gli ultimi due hanno bizzarre origini dal fortore israelitico) che, idolatrando gli States, vogliono un&#8217;Europa delle banche e delle lobby rappresentata degnamente dal carrozzone funebre di Bruxelles; tale carrozzone, privo di credibilità ma ricco di anti-identitarismo (funebre, appunto), ha visto bene di inventarsi il Trattato di Lisbona per tenere buoni gli Europei turbolenti, perché identitari, trattato che schiaccia i popoli, li umilia e li beffa impedendo loro di difendere la propria Identità e la propria libertà, di realizzarsi dunque.<br />
Nel delirante piano sovietico della Ue rientra anche l&#8217;ingresso della Turchia e forse di Israele, che darebbero il colpo di grazia all&#8217;agonizzante cultura europea.<br />
Tutto questo a che pro? Per leccare i piedi al sistema-mondo, per continuare a fare i lacchè ben retribuiti degli Usa, per non restare fuori dai disegni criminali di un mondo globalizzato e appestato dall&#8217;universalismo finanziario.<br />
Entrando in queste logiche si capisce la conversione di Fini, che comunque anche prima meritava un&#8217;epurazione essendo un estremista italiano postfascista. Estremista italiano lo è ancora ma ora è molto peggio poiché assieme al culto giacobino dell&#8217;italianità c&#8217;è il culto dell&#8217;integrazione-distruzione degli immigrati, una mistura micidiale.<br />
Possiamo fermare il delirio di Fini e affini? Con un&#8217;Europa europea fatta di nazioni e non di massoni, senza ombra di dubbio.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[quello che su facebook non si può dire]]></title>
<link>http://laragazzadellottantuno.wordpress.com/2009/11/28/quello-che-su-facebook-non-si-puo-dire/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 17:42:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>la ragazza dell&#39;ottantuno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Facebook è il re dei social network. Sono scorsi fiumi di inchiostro e sono state scritte pagine e p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Facebook è il re dei social network. Sono scorsi fiumi di inchiostro e sono state scritte pagine e pagine on-line sull&#8217;argomento, quindi non starò troppo a ripetere ovvietà.</p>
<p>Sono un&#8217;utilizzatrice accanita dello strumento, ma al tempo stesso ne riconosco i limiti e i rischi. E però non riesco a staccarmene, non ho intenzione di farne a meno.</p>
<p>Ora, non voglio fare la moralista della situazione. C&#8217;è però un fatto che ho provato sulla mia pelle, e che vorrei condividere con voi, o forse solo ammettere e riconoscere con me stessa: in tutto questo esporsi, esibirsi, cliccare e aggiungere amici, contatti, figurine di conoscenti, ci perdiamo per strada un elemento forse non del tutto secondario: la verità di noi stessi. Se è vero che l&#8217;identità è una costruzione, e che ogni giorno abbiamo facoltà di bluffare con tutti quelli che ci circondano, atteggiandoci in un modo piuttosto che in un altro per trasmettere di noi l&#8217;idea che di volta in volta vogliamo che gli altri si facciano, è però anche vero che su Facebook questa costruzione viene esasperata a livelli senza precedenti. Tutto questo succede perché la condivisione di messaggi, immagini, contenuti è totale e indiscriminata (o può essere discriminata, ma sempre entro certi limiti: dividendo gli amici in gruppi, diversificando le impostazioni della privacy, etc.), e ci porta quindi a riflettere a priori su chi vorremmo che vedesse o non vedesse, sapesse o non sapesse, qualcosa di noi nell&#8217;attimo che precede la pubblicazione del materiale.</p>
<p>Ma insomma, andiamo nel concreto&#8230; Su Facebook non posso dire che per un anno e mezzo sono stata vittima di mobbing, fino a un licenziamento (anzi, risoluzione anticipata di contratto) ingiusto, non posso dire che i miei datori di lavoro mi devono ancora 5 mesi di stipendio part-time arretrati. Perché il mio capo è tra i miei contatti, e se facessi accenni alla situazione mi rovinerebbe sul già difficile mercato del lavoro. Al tempo stesso non posso dire che cerco lavoro e che sono disperata e indigente (o meglio, c&#8217;ho le pezze al culo!), perché fa tanto sfigata, non è cool, non si assume una persona che fa certi sfoghi. Non posso inveire contro la mia (ex) amica che da un giorno all&#8217;altro ha iniziato a scoparsi l&#8217;uomo con cui ho avuto un difficile tira e molla per due anni e per cui sono stata fisicamente e psicologicamente male fino all&#8217;altro ieri. Non posso farlo perché sarebbe fuori luogo, sembrerei la psycho killer della situazione. E questi sono solo alcuni esempi.</p>
<p>Tutto questo nascondere la polvere sotto il tappeto e mostrare solo quello che ci fa belli di fronte agli altri ci porta alla ricerca di un massimo comun divisore tra le caratteristiche della nostra personalità, tra le storie della nostra vita, tra le sfumature dei nostri gusti e via dicendo.</p>
<p>Ecco in che senso Facebook impoverisce le nostre interazioni sociali, favorendo l&#8217;appiattimento verso quello che di noi piace a tutti, che va bene per tutti, ciò che è comodo, che non turba e non disturba nessuno. In Facebook prevale l&#8217;immagine di un mondo felice e armonioso, dove si sorride e si cerca di ottenere un consenso plebiscitario, apparire il più possibile rassicuranti per tutti, passare a pieni voti il vaglio di gradevolezza sociale portato avanti ogni giorno ad opera del proprio network.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dolore e Sofferenza]]></title>
<link>http://ilcorpo.wordpress.com/2009/11/28/dolore-e-sofferenza/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 14:57:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>nouk</dc:creator>
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<description><![CDATA[La sofferenza può essere subita, sopportata fintanto che questo male che si è abbattuto su di me non]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#000000;">La sofferenza può essere subita, sopportata fintanto che questo male che si è abbattuto su di me non è diventato completamente &#8220;me&#8221;, fintanto che ferisce. La tortura mira a produrre qualcosa di più profondo. Vi sono delle forme di dolore che alienano la vittima del supplizio così completamente che egli non può più riconoscere che &#8220;questa cosa che mi stringe in una morsa non sono io&#8221;. Quando succede questo, la vittima del supplizio non può più sopportare se stesso. Egli non soffre, il dolore lo sommerge; non sa più vivere a lungo con se stesso. Questo stato è più del semplice risultato di una tecnica efficace. George Orwell lo dice bene quando, in <em>1984</em>, da del tradimento dell&#8217;amore la condizione necessaria dell&#8217;estinzione dell&#8217;io, dell&#8217;io minacciato dalla paura dei ratti. La confessione a cui mira la tortura è il riconoscimento che gli strumenti dello Stato hanno creato una realtà nuova alla quale l&#8217;individuo, uomo o donna, deve conformarsi.</span></p>
<p style="text-align:right;">[L'origina cristiana dei servizi - Ivan Illich]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Balotelli e l'immaginario razzista ]]></title>
<link>http://alybabafaye.wordpress.com/2009/11/28/balotelli-e-limmaginario-razzista/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 12:47:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Aly Baba Faye</dc:creator>
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<description><![CDATA[La vicenda dei cori razzisti contro Mario Balotelli sta animando un dibattito contradittorio e peric]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La vicenda dei cori razzisti contro Mario Balotelli sta animando un dibattito contradittorio e peric]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Avanti per Berghem]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/27/avanti-per-berghem/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 17:59:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi, costruttivo incontro con l&#8217;associazionismo universitario, in vista della seduta del sena]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Oggi, costruttivo incontro con l&#8217;associazionismo universitario, in vista della seduta del senato accademico prevista per lunedì.<br />
Ho parlato con esponenti della destra universitaria e della sinistra e ho avuto modo di conoscere meglio la realtà politica dell&#8217;università di Bergamo, e i divertenti retroscena della mia nomina.<br />
A questo proposito, vorrei mettere il cuore in pace agli amici rossi: non ho intenzione di presentarmi alle sedute del consiglio studentesco e del senato vestito da Ss, di proporre la segregazione razziale o di aprire in università un&#8217;osteria per soli Orobici denominata &#8220;Egia Berghem&#8221;; ho accettato la nomina, senz&#8217;altro per visibilità, ma anche per, se ne avrò occasione, collaborare e contribuire nel mio piccolo allo sviluppo lombardo ed europeo del nostro ateneo, uno dei migliori delle terre cisalpine e d&#8217;Italia.<br />
Uno dei migliori perché Bergamo è una città profondamente europea e civile.<br />
Non c&#8217;era quindi bisogno, compagni, di demonizzarmi, di carpire massonicamente informazioni dai blog e sbatterle in faccia a chiunque con tanto di astiose lettere. Dovreste sapere meglio di me che dobbiamo essere tolleranti e pacati, che una persona va giudicata in base al suo operato e che l&#8217;Università di Bergamo non può perdersi in queste sterili e inutili polemiche. Se volete discutere sapete come trovarmi, gli intrighi lasciateli al B&#8217;nai B&#8217;rith.<br />
Ribadisco anche che i problemi che affliggono Bergamo e la Lombardia non sono da me cagionati, ma da qualcun altro.<br />
Quindi, mettete da parte gli scontri ideologici e impegnamoci per il bene della nostra università e della nostra città, consci che la Patria è ciò che di più concreto abbiamo, per renderle grandi e sempre più protagoniste, non solo nel mondo dell&#8217;istruzione e della ricerca, ma anche della vita d&#8217;Europa.<br />
Lo dobbiamo a chi ci ha consentito di essere Bergamaschi, oggi, lo dobbiamo a noi stessi e al nostro Onore, lo dobbiamo a chi verrà dopo di noi, poiché la scuola è fondamentale e il patriottismo passa anche per essa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ologrammi per la carta d'identità]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/27/ologrammi-per-la-carta-didentita/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 07:07:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ologrammi animati per la carta d&#8217;identità del futuro. Attraverso i quali sarà possibile memori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Ologrammi animati per la carta d&#8217;identità del futuro.</strong> Attraverso i quali sarà possibile memorizzare &#8211; e controllare &#8211; fotografie in 3-D e impronte digitali. Mettendo più al sicuro i propri dati personali. La novità &#8211; realizzata dal centro di ricerca di General Electric &#8211; sarà disponibile sul mercato dal 2010 e dovrebbe rendere l&#8217;identificazione più sicura.</p>
<p>Gli ologrammi, infatti, potranno essere inseriti in tutti i documenti personali: dalla carta d&#8217;identità alla patente, dai badge alle carte di credito, fino alla tessera sanitaria.</p>
<p><strong></strong> Rispetto agli ologrammi attualmente in uso, che vengono stampati sulla superficie dei tesserini identificativi rimanendo quindi &#8220;vulnerabili&#8221;, quelli sviluppati da GE &#8211; sostiene l&#8217;azienda &#8211; possono essere direttamente incorporati nei materiali con cui vengono fabbricati i supporti, rendendo impossibile l’alterazione e la duplicazione del documento.</p>
<p>«Infinite tessere di plastica sono ormai protagoniste del nostro quotidiano – dalla spesa al supermercato, dal check in all’aeroporto, o ancora la tessera sanitaria che mostriamo in occasione di visite mediche», spiega Moitreyee Sinha, responsabile del laboratorio di materiali ottici di GE.</p>
<p>«Garantirne la sicurezza è dunque essenziale, e noi vogliamo farlo in un mondo altamente digitalizzato e quindi più sicuro. La tecnologia che abbiamo sviluppata insieme a SABIC è una svolta importante: sarà praticamente impossibile rubare l&#8217;identità di una persona o contraffare una qualunque carta»</p>
<p>Clicca qui per vedere l&#8217;ologramma &#62; <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_novembre_26/ologramma_carta_identita_f6559db8-dab1-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_novembre_26/ologramma_carta_identita_f6559db8-dab1-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ancora sul crocifisso...]]></title>
<link>http://neroassenso.wordpress.com/2009/11/26/ancora-sul-crocifisso/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 06:57:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>rosalbas</dc:creator>
<guid>http://neroassenso.wordpress.com/2009/11/26/ancora-sul-crocifisso/</guid>
<description><![CDATA[Cari amici, ritorno a postare dopo un bel po&#8217; di giorni di assenza. Cambiare gestore telefonic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;">Cari amici, ritorno a postare dopo un bel po&#8217; di giorni di assenza. Cambiare gestore telefonico oggi è diventata un&#8217;impresa ardua, ma finalmente ce l&#8217;ho fatta! Continuo a pubblicare testi con l&#8217;argomento più discusso in questo periodo, sempre per offrire una visione diversa da quella che ci propinano i media. Questo è un articolo della referente del circolo Uaar di Verbania, la prof. Dessolis. Buona lettura!</span></p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff6600;">Il crocifisso che ci crocifigge</span></h2>
<p style="text-align:center;">di Antonietta Dessolis-verbania@uaar.it</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="profileimage" style="text-align:center;"><img src="http://profile.ak.fbcdn.net/object2/1810/97/n165890724380_7700.jpg" alt="Crocifisso? No, grazie!" /></div>
<p style="text-align:justify;">La Lega “crociata” fa i banchetti al grido “ Prova a togliere qui il crocifisso!” sopra una “raccolta firme per non rimuovere il crocifisso dalle aule scolastiche e dagli uffici pubblici”. Altri sindaci leghisti fanno ordinanze per renderlo obbligatorio, qualcuno persino nei bar. “Il diritto ha calpestato il buon senso”, dicono esponenti del PD, fingendo di ignorare che dopo la revisione del Concordato del 1984, quella cattolica non è più la religione dello Stato italiano, finalmente.  Queste  reazioni e altre simili  dimostrano ancora una volta la confusione che si fa, sia in buona fede che in mala fede, tra la presenza del crocifisso in un’istituzione statale  simbolo del ruolo pubblico della Chiesa cattolica, e l’attaccamento, legittimo, allo stesso simbolo nella vita religiosa e nei luoghi di culto di molti, che evidentemente nessuno mette in discussione. Chi ne ha chiesto la rimozione, che sia da una scuola o da un tribunale, da un seggio elettorale o da altro ufficio pubblico, contesta appunto quel ruolo, indebito in un paese costituzionalmente laico,  e niente ha a che vedere con la libertà religiosa che deve essere garantita , con pari dignità, a tutte le confessioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi lo vorrebbe imporre come simbolo identitario lo fa contro chi in quello non si riconosce, negando cittadinanza morale a chi non ne ha nessuno o ne ha uno diverso, altro che simbolo d’amore e di inclusione: con l’esclusione e la discriminazione si alimenta un conflitto di cui faremmo volentieri a meno. Semplificando il concetto si potrebbe dire che il crocifisso sta alla religione di Stato come la sua rimozione sta alla laicità.</p>
<p style="text-align:justify;">Un’altra considerazione riguarda l’ambivalenza del simbolo, costitutiva dall’origine, ma poco visibile agli ingenui: rappresenta metaforicamente sia una persona crocifissa, sia i torturatori che l’hanno messa in croce; sia la vittima che il carnefice; la solidarietà per chi soffre e l’alleanza con il potere che fa soffrire; la volontà di alleviare la sofferenza  e l’esaltazione della sofferenza come valore.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi dice “crocifisso nelle istituzioni pubbliche” dice “Chiesa cattolica nelle stesse istituzioni “, con l’obiettivo di zittire minoranze sgradite che rifiutano l’esaltazione della sofferenza come valore; in nome della sacra tradizione si vorrebbe far credere che tutte le tradizioni sono buone, perché allora, tanto per fare solo un esempio, non continuiamo a chiamare “bastardi” e “illegittimi” i figli nati fuori dal matrimonio?</p>
<p style="text-align:justify;">Il richiamo ossessivo alla tradizione e alle radici cristiane dell’Italia e dell’Europa, ancora una volta,  confermano quella religione come è stata nella storia dall’imperatore Teodosio in poi: a chi ha la memoria corta e fa del revisionismo storico pratica militante, non è mai troppo tardi ricordare che in nome del crocifisso si sono perpetrati i peggiori crimini, in cui Gesù Cristo non c’entra un bel niente. Non c’è dubbio che  per tanti cattolici sinceri sia simbolo di amore e solidarietà, se riferito alle singole persone che liberamente aderiscono alla  religione cristiana in un certo spirito evangelico. Non è un caso che alcuni gruppi di cattolici, come le Comunità di base o Noi siamo Chiesa, insieme ai protestanti  che si sono pronunciati a favore della sentenza della Corte, non hanno voce pubblica e se non sono tacciati di eresia è solo perché oggi non c’è più bisogno dei roghi, basta la congiura del silenzio, come per noi apostati.</p>
<p style="text-align:justify;">Partendo dall’aspetto simbolico per arrivare alla presenza ben più sostanziale della religione cattolica nel nostro paese, la sentenza si può leggere come  direzione di marcia da prendere  affinché un’etica di parte non sia imposta a tutti, attraverso leggi-crocifisso che ben conosciamo, dal testamento biologico al catechismo di Stato con l’ora di religione, dal divieto di riconoscere diritti alle coppie omosessuali ai privilegi economici e fiscali che danneggiano l’erario statale a spese di tutti i contribuenti. Infatti un giorno sì e l’altro pure la CEI e il capo di uno Stato assolutista, oltre che capo della Chiesa, battono cassa, mai contenti di tutte le prerogative che già hanno abbondanti: vogliamo discutere dell’8 per mille, degli oneri di urbanizzazione secondaria e di tutti i rubinetti aperti dalle amministrazione locali, del finanziamento agli oratori e alle scuole cattoliche? Per concludere, un promemoria e un invito pacato: le esasperazioni identitarie hanno sempre provocato pericolosi conflitti, armati o no, e i vicini Balcani dovrebbero insegnarci qualcosa. Chi dice di volere la pace dovrebbe favorire la convivenza delle istanze culturali e religiose diverse; ma non c’è democrazia senza laicità dello Stato-arbitro, il modo più efficace ed incruento per costruire una società concretamente pluralista e per prevenire tutti i fondamentalismi, compreso quelli nostrani autoctoni: è da smascherare la «sana laicità» promossa dal pontefice romano che in realtà è la forma moderna del clericalismo.</p>
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<div><a href="http://www.facebook.com/groups/edit.php?members&#38;gid=165890724380"><br />
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</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Chi È il Nemico?]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/25/chi-e-il-nemico/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 19:02:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come era prevedibile, i compagni di Officina 33 (associazione studentesca sinistrorsa dell&#8217;uni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Come era prevedibile, i compagni di Officina 33 (associazione studentesca sinistrorsa dell&#8217;università di Berghem) non hanno preso bene la mia nomina essendo il sottoscritto un troglodita, un becero razzista, nazista, satanista.<br />
Voci di corridoio dicono che vorrebbero mobilitare Anpi, Curia e stampa (scusate se mi scappa da ridere) per sollevare il caso e fare un po&#8217; di gazzarra comunista.<br />
Chiamate anche l&#8217;Onu, Babbo Natale e Gesù Cristo già che ci siete.<br />
Vi rendete conto? Sono stato regolarmente nominato senatore accademico dall&#8217;università, il rettore ha approvato, e questi vogliono alzare un polverone semplicemente perché non sono stati abbastanza furbi da candidare uno che potesse durare e non che decadesse a novembre, e perché sui miei blog scribacchio qualche articoletto identitario.<br />
Avete sbagliato obiettivo compagni, io non farei del male nemmeno a un Negro, cioè, a una mosca.<br />
Questa inezia mi consente una considerazione più generale e importante, rossi a parte: la gente, di chi ha realmente paura? Chi realmente odia? È verosimile che tema gli identitari, cioè coloro che la difendono? È verosimile che odi i volontari di Lombardia? Penso proprio di no.<br />
La gente ha paura degli allogeni, italici e non, che irrompono nelle nostre terre uccidendo, stuprando, rubando, spacciando, inquinando etnicamente e culturalmente, distruggendo insomma.<br />
La gente ha paura del nemico, dell&#8217;invasore, non di chi fa il suo interesse e il suo bene, anche solo a parole come me (per ora).<br />
Il Popolo però è traviato dai tricolori, dai preti, dai rossi, e allora sì che comincia la caccia al nazionalista, ma solo se a seminare zizzania ci pensano i giacobini.<br />
Dunque smettiamola di demonizzare i lombardisti e cerchiamo invece di capire chi realmente siano i nostri veri avversari.<br />
La Lombardia è tutto ciò che abbiamo. Basta scontri fratricidi fomentati dalle ideologie, uniamoci e lottiamo compatti contro l&#8217;occupazione italiana e mondialista.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Face to Face! - Katherine Dunn]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/25/face-to-face-katherine-dunn/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 05:36:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
<guid>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/25/face-to-face-katherine-dunn/</guid>
<description><![CDATA[Con Katherine Dunn, tra sigarette rollate con del tabacco fortissimo, the e sguardi carichi di intes]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;"><img class="alignleft" src="http://www.elliotedizioni.com/catalog/cover/a/9788861920194a.jpg" alt="" width="124" height="165" /><strong><em>Con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Katherine_Dunn" target="_blank">Katherine Dunn</a>, tra sigarette rollate con del tabacco fortissimo, the e sguardi carichi di intesa abbiamo parlato del suo “<a href="http://www.elliotedizioni.com/catalog/title/title_card.php?title_id=29" target="_blank">Carnival Love</a>” (<a href="http://www.elliotedizioni.com/catalog/pags/" target="_blank">Eliott edizioni</a>).</em></strong></span><strong><em><span style="font-size:x-small;"> Anche a registratore spento ho continuato a respirare un’aria che aveva in sé una sorta di misticismo metropolitano, una specie di lungo racconto umano che nelle pagine del romanzo galleggia invischiando il lettore in un vortice emotivo crescente.</span></em></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Chick (uno dei protagonisti del libro nda.) dice “ Il volersi spostare fa parte delle cose stesse”. Cosa si è spostato in te con la scrittura di <em>Carnival Love</em>?</strong></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;">Chick è la mia personale interpretazione dell’energia che è contenuta nella materia. Questo libro è un luogo dove sono andata e ho vissuto per moltissimo tempo, per moltissimi anni. Un posto in cui ho raccolto tante cose della mia vita.<br />
C’è stato un processo di crescita, di mutamento che ha accompagnato la scrittura del mio romanzo, ma io per prima ancora non mi rendo conto perfettamente di quali siano questi cambiamenti.<br />
Fatto sta che l’energia contenuta nella materia scritta ha mutato qualcosa di profondo, talmente profondo da essere “insondabile”.<br />
Ci sono sentimenti molto privati che sono davvero cambiati.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Quella dei Bineswki è una saga familiare, corale, che prende il via dalla scelta di due genitori che per creare dei freaks usano droghe durante la gravidanza. Saga che poi continua con le varie esistenze egotiche dei figli. Cos’è l’ego per te?</strong></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;">Credo in una specie di imposizione innata nel DNA dell’ego, e infatti la scelta di Al e Lil di assumere le droghe è legata proprio a questa idea che mi sono fatta vedendo svilupparsi i personaggi e le loro caratteristiche umorali. Padre e madre cercano di creare la prossima generazione seguendo i loro sogni e i loro desideri, arrivando, durante i primi “esperimenti”, ad uccidere molti dei loro figli, ma proseguendo lo stesso nel loro intento.<br />
Ogni scelta del personaggio poi è differente. All’inizio avevo deciso di mettermi al loro posto e poi immaginare il loro sviluppo. Ma tutto questo è cambiato in corso d’opera, le riflessioni che nascevano durante la produzione letteraria erano frutto di una battaglia interna tra vanità e identità che affliggeva i protagonisti.<br />
La scrittura è un’imposizione egotica che mi permette di cambiare continuamente il materiale che ho a disposizione, quindi credo che l’ego sia semplicemente una parte dell’uomo con cui convivere.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Tutte le vicende ruotano attorno al concetto di “normale”, “freak”, “diverso”, eppure nel libro spesso queste idee si confondono, si mescolano, capovolgendosi: esistono davvero per te la diversità e la normalità?</strong></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;">Come dici tu, nel libro cerco di capovolgere il concetto di normalità. La famiglia circense di cui parlo, normalmente non è auspicabile nella nostra società, non è desiderabile, ma nella mentalità dei Bineswki il concetto si ribalta e loro sono “auspicabili”, “desiderabili”, guardano con tristezza e compassione i normali.<br />
Come in un gioco mentale ho cercato di confondere il sistema dei valori sociali che muovono le nostre scelte, i nostri pensieri e i nostri giudizi.<br />
Non parlo di cose nuove, se ci pensi bene, ma cerco di dare una “prospettiva nuova”, un nuovo modo di vedere la normalità e per farlo il punto di vista deve nascere dall’interno del “diverso”, del comunemente ritenuto “diverso”, per andare verso il normale.<br />
Da questo gioco ne esce fuori che la normalità è un prodotto, un brand, una serialità in cui questi freaks si ergono come unici, come pezzi unici diversi da quelli della fabbrica sociale.<br />
Anche i giovani, americani e non, si raggruppano in tribù sociali in cui pensano di poter esternare la loro unicità, non rendendosi perfettamente conto che fanno parte di una macchina comportamentale ben precisa, che illude di essere “fuori dagli schemi” inglobando invece anche quella falsa libertà espressiva in una gabbia sociale che non permette l’espressione dell’io più vera.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;">Si coglie un senso quasi religioso nei personaggi, nella storia: Chick è una specie di Cristo silenzioso, Artie un Lucifero che si ribella al padre, fonda un suo culto e offre affabulazione.<br />
È una dimensione consapevole questa, perché la religione ti appartiene o è nata con lo sviluppo narrativo?</span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;">Io sono atea, individualista e solitaria.<br />
All’inizio credevo di essere cosciente di questa costruzione religioso/familiare, di questa sorta di archetipo, anche se poi, durante la scrittura, mi sono resa conto che non ero davvero consapevole di questa idea di partenza, di questo costrutto che stava vivendo la sua evoluzione.<br />
Per quel che mi riguarda, io non sono molto favorevole ai culti in generale. In America ci sono moltissime sette, chiese, culti che spesso sfociano in suicidi di massa o omicidi.<br />
La cosa che mi fa rabbrividire è che le persone che ne fanno parte sono quasi sempre molto istruite, hanno avuto una buona educazione e non capisco come possano compiere queste azioni, o far parte di queste congregazioni avendo una coscienza e una conoscenza dignitosa.<br />
Per la creazione del culto arturiano ho cercato di entrare profondamente nella testa di Arturo e dei suoi seguaci all’inizio e credevo di esserci riuscita, smentendomi in seguito, perché entrare in quelle menti è davvero complicato.<br />
La famiglia in senso lato ha un profondo senso religioso poi, è un misto tra una casta piramidale, una società ben definita, un’orda e un un’unione di individualità. Forse questo senso “religioso” di cui parli viene fuori anche grazie a questa sensazione che abbiamo della famiglia: un luogo in cui si può essere paria, santi e peccatori, un luogo in cui tutto si condanna e tutto si assolve. Una storia fatta di errori, cadute e risalite sempre tenute insieme dal legame di sangue… nel bene e nel male di questo.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Individualista e solitaria? Quindi nella solitudine siamo davvero liberi?</strong><br />
</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;">No assolutamente. Non dico niente di nuovo dicendo che le grandi conquiste dell’umanità sono frutto della collaborazione, che tendenzialmente ci si raggruppa anche in piccoli gruppi per darsi un senso di appartenenza comune in cui poi davvero capire il proprio sé.<br />
L’individuo ha bisogno dell’altro, tutti abbiamo dei piccoli bisogni che riescono ad essere soddisfatti solo dagli altri o con gli altri.<br />
Nella solitudine troviamo il nostro io evinto dalla massa, dalla moda, dagli influssi sociali, hai mai pensato al fatto che ti chiedano “Che tipo sei e non chi sei?”, una volta trovato questo io si deve semplicemente trovare una via di mezzo capace di regalarci la convivenza con la società e i suoi dettami. Per vivere sereni, per vivere in pace.<br />
</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Dietro<em> Carnival Love</em> si percepisce un altro personaggio di cui non si parla mai o con cui ho parlato fino adesso. Hai detto che hai messo dentro il libro molte cose di te… quante davvero?</strong></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;">Ogni storia raccontata è frutto del narratore, quindi sì, in ogni riga ci sono io, c’è questo “personaggio”… però non creo nulla di nuovo con il mio scrivere, con la mia esperienza. Mi piace dare il <em>point of view</em>, il mio punto di vista personale riunendo così il lato biografico con quello dell’invenzione letteraria.<br />
Come diceva Einstein “La materia occupa lo spazio” allo stesso modo io, in ogni mia piccola parte, occupo i miei personaggi e le vicende che si trovano a vivere.<br />
</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Se dovessi paragonare il tuo stile di scrittura ad un pugile (la Dunn adora la boxe.nda) chi sceglieresti tra questi nomi: Alì, Tyson o Carnera?</strong></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;">Mmm, credo nessuno di questi nomi, però c’è un proverbio inglese che dice che in ogni scrittura c’è combattimento e quindi scrivo lottando.<br />
</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Faccio un ultimo tiro dalla sigaretta offerta e mi esce spontaneo</em>: <strong>Sai che mi è sembrato di leggere la Bibbia sotto acido con <em>Carnival Love</em>?</strong></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;">Quando torno a casa questa me la faccio tatuare qui sulla pancia..<br />
</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Ridendo ci salutiamo abbracciandoci.</strong><br />
</span></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:x-small;"><a href="http://www.thebackinblack.splinder.com/" target="_blank"><em>Alex Pietrogiacomi</em></a></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italia, Stato Comunista Senza Nazione]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/24/italia-stato-comunista-senza-nazione/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 19:19:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
<guid>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/24/italia-stato-comunista-senza-nazione/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;Italia, stato artificiale senza Nazione, creato da criminali a svantaggio dei veri popoli, p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">L&#8217;Italia, stato artificiale senza Nazione, creato da criminali a svantaggio dei veri popoli, può rientrare nel novero di diverse nomee: stato fascista, stato mafioso, stato dittatoriale, stato confessionalista.<br />
Oggi come oggi però, l&#8217;etichetta che calza di più è quella di stato giacobino e comunista, nonostante al governo ci siano i neoconservatori di Berlusconi e i guitti verdi di via Bellerio.<br />
Quindi, perché rosso? Innanzitutto per omaggiare le sue basse origini in vista del 150°: a mettere in piedi la sgangherata baracca tricolore, con l&#8217;ausilio di Francesi ed Inglesi (grandi produttori di intrighi e logge), ci pensarono cospirazionisti, massoni ed Ebrei; del resto solo con l&#8217;inganno e il lavorio sotterraneo si poteva creare un mostro come l&#8217;Italia, utile ai soliti pochi o alle arretrate masse italiche ma dannoso ai popoli padano-alpini, che con l&#8217;Italia non c&#8217;entrano nulla e hanno solo da perderci.<br />
In secondo luogo, è uno stato giacobino e comunista perché l&#8217;attuale assetto dello stato italiano è relativista, progressista, mondialista, liberticida in chiave universalista, un po&#8217; come tutti gli stati europei naturalmente, schiacciati come sono dagli euromassoni di Bruxelles, se non fosse però che in più va considerata la schiavitù anti-identitaria a cui i Subalpini sono sottoposti.<br />
Gli unici &#8220;valori&#8221; pseudo-identitari tollerati sono i rituali giacobini conditi con tricolori, nastri azzurri, e altre false insegne come lo straccio europeista, tutto a scapito delle vere nazioni quali noi siamo, relegate nella stalla per essere munte e macellate a beneficio di istituzioni pizzaiole ed Italiani etnici.<br />
L&#8217;Italia è una sottospecie di Unione Sovietica in tredicesimi, di Jugoslavia titina, tenuta assieme (si fa per dire) da una dittatura apparentemente moderata fatta di malcostume, degrado ed arretratezze tutti mediterranei che le consentono di andare a braccetto con stati semitizzati come Portogallo, Spagna e Grecia.<br />
L&#8217;unica soluzione a questo sconquasso non è l&#8217;artificiale alimentazione di un ridicolo patriottismo di cartapesta, bensì la distruzione dello stato canaglia e l&#8217;indipendenza di tutti i popoli soggiogati e costretti ad essere ciò che non sono: Italiani.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IL BIANCO NATALE E L'IDENTITA' SBIADITA]]></title>
<link>http://ricostituente.wordpress.com/2009/11/23/il-bianco-natale-e-lidentita-sbiadita/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:40:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raffaele</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;amministrazione di centrodestra di Coccaglio, piccolo comune nel bresciano, ha lanciato l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->L&#8217;amministrazione di centrodestra di Coccaglio, piccolo comune nel bresciano, ha lanciato l&#8217;operazione <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/natale-a-coccaglio/natale-a-coccaglio/natale-a-coccaglio.html">“Bianco Natale”</a>, finalizzata all&#8217;individuazione ed espulsione degli extracomunitari clandestini presenti nel territorio comunale. Chi ha giustamente osservato che un&#8217;operazione del genere nulla ha a che vedere con il Natale e ha ben poco di cristiano, ha incontrato la pronta risposta di un leghista componente la giunta locale: <em>&#8220;Per me il Natale non è la festa dell&#8217;accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità&#8221;</em>. Il ragionamento dell&#8217;amministratore evidenzia la sua assoluta ignoranza dei principi fondanti il Cattolicesimo e conferma, a mio avviso, la carenza di un&#8217;identità culturale nella Lega Nord e nei suoi sostenitori.</p>
<p>I leghisti richiamano la tradizione cristiano-cattolica, ma dimostrano spesso di non avere interiorizzato alcuno dei valori che l&#8217;identificano. Non si tratta di essere o meno buoni cristiani, c&#8217;è qualcos&#8217;altro. La religione viene ridotta a simboli da difendere e non viene riconosciuta come un insieme di dogmi e valori.</p>
<p>Per il leghista sono le tradizioni, intese spesso come abitudini, e non i valori, a fondare la sua identità. Del cristianesimo va difeso il crocifisso nelle scuole, non ne vanno vissuti i principi. E ciò perché detti principi non rientrano nel sistema dei valori della Lega. Il leghista che scrive su <em>facebook</em> che è legittimo torturare i clandestini e quello che considera il Natale una tradizione che nulla ha a che fare con l&#8217;accoglienza non credono nei valori del cristianesimo.</p>
<p>E un&#8217;identità basata su tradizioni, tra loro distanti e magari inventate, come le feste celtiche nei capannoni, e non su un sistema di valori, non è un&#8217;identità.</p>
<p>Se quanto ho scritto è vero, il vasto consenso di cui gode la Lega, soprattutto nella mia regione, il Veneto, può essere sintomo, almeno in parte, di una carenza identitaria nella popolazione?</p>
<p>Più volte ho sentito proporre la <a href="http://libreriarizzoli.corriere.it/libro/copiello_gigi-manifesto_per_la_metropoli_nordest.aspx?ean=9788831791823">seguente immagine</a>: se sali su una delle montagne venete e guardi la pianura di sotto, vedi Los Angeles. Più che una metropoli, direi che vedi, rubando le parole a  Calvino, <em>“una <a href="//www.cittainvisibili.it/index.php?option=com_content&#38;task=category&#38;sectionid=7&#38;id=24&#38;Itemid=52">zuppa di città</a> diluita nella pianura”</em>. Il punto è, probabilmente, tutto qui.</p>
<p>In territori dove, qualche decennio fa, nell&#8217;arco di poco tempo si è passati da un&#8217;economia contadina a un&#8217;economia industriale, dove i campi hanno lasciato spazio, senza criterio, alla cementificazione e ai capannoni, dove sono arrivati migliaia di stranieri, dove la vita è cambiata radicalmente senza che la politica governasse il cambiamento, senza che l&#8217;identità perduta fosse accompagnata da una nuova consapevolezza, un partito che fondi le sue politiche sulla difesa di abitudini, tradizioni e lingua dei tempi andati – non sui valori, perché non gli appartengono più &#8211; e rifiuta il cambiamento, fomentando la diffidenza in ciò che, all&#8217;apparenza, è altro, può trovare consenso, finché non maturino, un po&#8217; alla volta, una nuova identità e una nuova idea di comunità.</p>
<p>Raffaele</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[People and Company search engine]]></title>
<link>http://valericcione.wordpress.com/2009/11/23/people-company-search-engine/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:45:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Valerio Riccione</dc:creator>
<guid>http://valericcione.wordpress.com/2009/11/23/people-company-search-engine/</guid>
<description><![CDATA[Utile web tool  per  trovare documenti, video, indirizzi e-mail, fatti, tag e numeri di telefono in ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Utile web tool  per  trovare documenti, video, indirizzi e-mail, fatti, tag e numeri di telefono in ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["No all'ora di Islam, sì al Crocefisso". Firmano anche i mussulmani]]></title>
<link>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/11/22/no-allora-di-islam-si-al-crocefisso-firmano-anche-i-mussulmani/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 12:28:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>gibobononia189ac</dc:creator>
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<description><![CDATA[Persone in fila per firmare la petizione “Dopo l’azione notturna che ci ha visto apporre croci di le]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_2563" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/fileperfirmare.jpg"><img class="size-full wp-image-2563" title="Fileperfirmare" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/fileperfirmare.jpg" alt="" width="460" height="613" /></a><p class="wp-caption-text">Persone in fila per firmare la petizione</p></div>
<p style="text-align:justify;">“Dopo l’azione notturna che ci ha visto apporre croci di legno presso i cancelli delle scuole nelle quali manca il Crocefisso, ieri in piazza Minghetti a Bologna abbiamo dato seguito alla petizione popolare “No all’ora di Islam, sì al Crocefisso. Bologna, difendi la tua identità”: raccolte <strong>257 firme certificate e verificabili</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche alcune persone di religione mussulmana hanno voluto sottoscrivere il nostro messaggio, dimostrando, qualora ce ne fosse bisogno, l’evidente strumentalità di una proposta e di una sentenza che si propongono scopi diversi dall’integrazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo Stato costituisce la dimensione formale e giuridica della Nazione, la quale si fonda su una Cultura, che a sua volta definisce una identità. Il Crocefisso è indubbiamente un simbolo importante della nostra cultura, e caratterizza, quindi, l’identità Italiana; lo Stato fa bene a riconoscerlo e ad imporne l’affissione nelle aule scolastiche ”.</p>
<p style="text-align:justify;">Bologna, 22 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Antonio Del Prete</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Segretario regionale Gioventù Italiana</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<div id="attachment_2565" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><strong><strong><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/immag0110.jpg"><img class="size-full wp-image-2565" title="Immag0110" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/immag0110.jpg" alt="" width="460" height="613" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Giulio, Jader, Antonio, Bruno, Eugenio</p></div>
<p><strong><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/piazza-minghetti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2566" title="piazza Minghetti" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/piazza-minghetti.jpg" alt="" width="460" height="374" /></a><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/immag0108.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2567" title="Immag0108" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/immag0108.jpg" alt="" width="460" height="284" /></a><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi vogliamo essere]]></title>
<link>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/11/22/chi-vogliamo-essere/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:19:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>legvaldicornia</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Barbara Spinelli La Stampa, 22/11/2009 Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? La domanda, anti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Barbara Spinelli La Stampa, 22/11/2009 Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? La domanda, anti]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Coprolalico Fini]]></title>
<link>http://longobardotiratore.wordpress.com/2009/11/21/il-coprolalico-fini/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 19:24:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fini ogni tanto si ricorda delle sue origini politiche e lo fa sfoderando turpiloquio razzista (al c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Fini ogni tanto si ricorda delle sue origini politiche e lo fa sfoderando turpiloquio razzista (al contrario): oggi ha definito &#8220;odioso&#8221;, ma con un termine più colorito, colui che discrimina gli immigrati per questioni, dice lui, &#8220;di pelle&#8221;.<br />
Questa è la dimostrazione di quanto banale e qualunquista sia Fini.<br />
Va a visitare dei giovani allogeni e per ingraziarseli estrae il solito, noioso pistolotto antirazzista, condito con volgarità e buonismo gratuito.<br />
Alla Lega rinfaccia che il problema dell&#8217;immigrazione non lo si risolve con gli anatemi; a quanto pare lo si risolve con la sua scurrilità imbellettata con retorica di finto galantuomo quale è.<br />
Il presidente della camera ormai si è abbonato alle uscite da neocon-ato di vomito tricolore, ma dovrebbe ricordarsi più spesso che se è arrivato dove è ora è grazie alla fossa biologica fascista (tanto per rimanere in tema con la sua coprolalia) in cui ha sguazzato per decenni, e grazie ai soldi del suo padrone arcorese.<br />
La smetta con quest&#8217;aria spocchiosa e professorale dunque, e si ficchi in testa che il razzismo è l&#8217;unica via di salvezza per l&#8217;Europa, prostrata com&#8217;è da società multirazziale, mondialismo e autogenocidio, e non consiste in questioni di &#8220;pelle&#8221; ma consiste nella Razza, ossia nel Sangue e nello Spirito, fondamento dell&#8217;Uomo.<br />
Non siamo tutti uguali, e non tutti siamo Uomini a pieno titolo: solo gli Europei lo sono, se solo la smettessero di comportarsi come subumani giocando all&#8217;autolesionismo e di lasciarsi plagiare da gente insulsa come il disonorevole Gianfranco Fini.<br />
Egli è la prova vivente del degrado che l&#8217;Italia sta subendo, sempre più arroccata su posizioni giacobine e anti-identitarie e sempre più bisognosa di essere annientata dall&#8217;indipendentismo lombardo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Immigrazione: Fini, dare identita']]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/21/immigrazione-fini-dare-identita/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 17:44:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8216;Non si puo&#8217; condannare una persona a non avere una identita&#8221;. Lo ha detto Fini ri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8216;Non si puo&#8217; condannare una persona a non avere una identita&#8221;. Lo ha detto Fini riferendosi ai diritti degli immigrati.&#8217;Sono necessarie politiche di lunga durata oltre a quelle che mirano a garantire la legalita&#8221;.&#8217;Spero che sull&#8217;ipotesi di una sorta di &#8216;ius solis&#8217; temperato, per un arco di tempo di un intero ciclo scolastico, si riesca a ragionare senza anatemi&#8217;, si e&#8217; augurato Fini. Perche&#8217; &#8216;una battuta liquidatoria,&#8217;si&#8217; lasciamoli a casa loro&#8217;, non risolve il problema&#8217;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Memoria e Percezione]]></title>
<link>http://ilcorpo.wordpress.com/2009/11/21/memoria-e-percezione/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 17:15:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>nouk</dc:creator>
<guid>http://ilcorpo.wordpress.com/2009/11/21/memoria-e-percezione/</guid>
<description><![CDATA[Oh Paul, la nostra memoria può essere molto inaffidabile. Anche se ci piace pensare che i ricordi de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="_mcePaste"><span style="color:#000000;">Oh Paul, la nostra memoria può essere molto inaffidabile.</span></div>
<div><span style="color:#000000;">Anche se ci piace pensare che i ricordi del nostro passato siano indelebili&#8230;</span></div>
<div><span style="color:#000000;">Sai, ogni volta che tiriamo fuori una scena ci giochiamo un po&#8217; prima di rimetterla al suo posto;</span></div>
<div><span style="color:#000000;">alteriamo continuamente i nostri ricordi perchè il passato non sia in conflitto con il presente.</span></div>
<p style="text-align:right;">[Gina - In treatment]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ribalta nazionale per l'azione di GI Bologna sul Crocefisso nelle scuole - dal "Quotidiano.net"]]></title>
<link>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/11/20/ribalta-nazionale-per-lazione-di-gi-bologna-sul-crocefisso-nelle-scuole-dal-quotidiano-net/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 15:33:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>gibobononia189ac</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;azione di Gioventù Italiana Bologna &#8211; Bononia 189 a.C.  sul Crocefisso nelle scuole ha]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">L&#8217;azione di Gioventù Italiana Bologna &#8211; Bononia 189 a.C.  sul Crocefisso nelle scuole ha avuto una ribalta nazionale: vi proponiamo l&#8217;articolo uscito ieri mattina su &#8220;<strong>Quotidiano.net</strong>&#8220;, portale del &#8220;<strong>Quotidiano nazionale</strong>&#8220;, terzo giornale in Italia per tiratura ed espressione nazionale dei &#8220;fogli&#8221; macro-regionali &#8220;Il Giorno&#8221;, &#8220;La Nazione&#8221; e &#8220;Il Resto del Carlino&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_2557" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/quotidianonetcrocefisso1.jpg"><img class="size-full wp-image-2557" title="QuotidianonetCrocefisso" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/quotidianonetcrocefisso1.jpg" alt="" width="460" height="491" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Novità dagli Usa: spoof! ti rubo l’identità]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/20/novita-dagli-usa-spoof-ti-rubo-l%e2%80%99identita/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 07:24:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/20/novita-dagli-usa-spoof-ti-rubo-l%e2%80%99identita/</guid>
<description><![CDATA[Nota di Pao: Non riesco a capire come sia possibile pensare che vi sia un uso lecito di questa card ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Nota di Pao: </strong>Non riesco a capire come sia possibile pensare che vi sia un uso lecito di questa card e, di conseguenza, permetterne la vendita. Tra l&#8217;altro, considerando tutte le falle che esistono circa la sicurezza (Vedi: terrorismo) non vedo eprchè facilitare la vita a criminali &#38; c. Non è assurdo pensare poi che questo sistema possa essere utilizzato proprio per delinquere a spese altrui. Pensiamo alle molestie telefoniche fatte da X con il numero telefonico di Y. Che idiozia.</p>
<p>°°°</p>
<p>Spie come noi. È il titolo di un articolo pubblicato sull’ultimo numero di <em>Manhattan</em>, rivista bimestrale di New York, uno dei tanti che sono stati scritti sul caso Ali Wise.</p>
<p>Negli Stati Uniti se ne parla da giugno, da quando la <strong>trentenne newyorchese ex p.r. di Dolce &#38; Gabbana è stata arrestata, con l’accusa di aver fatto ripetute telefonate fantasma</strong> ed essere entrata centinaia di volte nella segreteria telefonica della sua rivale in amore, Nina Freudenberger, per ascoltare i messaggi e cancellarne alcuni. Soprattutto quelli del suo ex, Josh Deutsch, fondatore della Downtown Records e attuale fidanzato della Freudenberger.</p>
<p><strong>La cosa sorprendente non è tanto l’accanimento </strong>con cui Ali Wise si è dedicata alla guerra virtuale contro l’ex e la fidanzata, né il fatto che rischia quattro anni di carcere per stalking, <strong>quanto che abbia potuto farlo grazie al semplice utilizzo di una card formato tessera</strong>. Una carta dall’aspetto innocuo e divertente, con un nome che ricorda l’onomatopea di un cartone animato, in vendita negli Stati Uniti da cinque anni e usata da 3 milioni di americani.</p>
<p><strong>Da un mese, attraverso il sito internet</strong> è disponibile anche nel resto del mondo, Italia compresa. Si chiama <em>spoof card </em>e invita a «essere chi vuoi essere»: <strong>chiamando un numero gratuito ed inserendo un pin precedentemente acquistato con 10 dollari</strong> (sì, tutto qui), è possibile scegliere quale numero far comparire sul telefono di chi chiamate.</p>
<p>Abracadabra: qualsiasi numero. Non solo: si ha anche l’opzione di modificare la propria voce in modo irriconoscibile o, anche, di farla sembrare quella di una persona del sesso opposto. Ogni conversazione, oltretutto, può essere registrata. «È perfettamente legale» spiega Meir Cohen, ventottenne di origine israeliana che cinque anni fa ha creato la spoof card assieme a Eli Finkelman, suo amico “hacker nato”.</p>
<p>Quel che rischia di essere illegale è l’utilizzo che si decide di farne. Nel 2007 una ragazza americana ha scelto di usare la <em>spoof card</em> per ricomparire nella vita di una “vecchia amica” chiamandola sul cellulare nel cuore della notte, e facendole credere che un uomo le stesse telefonando da dentro casa, mentre la stava «guardando dormire ».</p>
<p>Uno scherzo da film horror, e un reato. Come quel tale che, fingendosi un sequestratore, ha convinto la polizia a fare irruzione nell’abitazione dei presunti ostaggi, facendo apparire sul display il loro numero di casa. Oggi non si possono più usare i numeri di telefono di banche, istituzioni, forze dell’ordine: Cohen è stato costretto a bloccarne lo <em>spoofing</em> a tutela della sicurezza. Ma tutto il resto è ancora possibile.</p>
<div id="rectangle right"><!-- OAS AD '180x150'begin --> //  <!-- OAS AD '180x150' end --></div>
<p><strong>Il problema è che con una spoof card</strong> in mano ti senti come un bambino davanti a un barattolo di marmellata: puoi usarla per proteggere la tua privacy, o infilare il dito dove non dovresti. Un piacere misto a senso di colpa, irresistibile. Perché è facile cedere alla tentazione di entrare nelle segreterie telefoniche americane non protette da password, cui puoi accedere chiamando il tuo destinatario con il suo stesso numero.</p>
<p>Dopotutto lo ha fatto anche Kim Kardashian nel suo reality show <em>Keeping up with the Kardashians</em>, per controllare se il fidanzato di sua sorella stesse ricevendo telefonate da altre. <strong>Può andarti bene come a Paris (Hilton), che per fare i dispetti alla sua amica Lindsay (Loan)</strong> ha ascoltato ed eliminato alcuni suoi messaggi vocali: una volta scoperta, le è stato semplicemente sospeso il servizio. Ma può anche andarti male, visto che è inequivocabilmente reato, soprattutto se ti fai prendere la mano come è successo ad Ali Wise.</p>
<p>Puoi chiamare una persona che non vuole parlarti, costringendola a risponderti perché le telefoni dal numero del suo datore di lavoro, o di sua moglie. Puoi chiamare la tua migliore amica con una voce femminile diversa, fingendo di essere l’amante del suo ragazzo, e farle prendere un colpo. Puoi perfino chiamare con il numero del tuo uomo la donna che temi sia la tua rivale, per vedere come ti risponde al telefono. Che risponda «amore» o no, sappi che comunque tu stai rischiando. Grosso.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rutelli e Bersani, stessa voglia di identita']]></title>
<link>http://ilpicco.wordpress.com/2009/11/19/rutelli-bersani-identita/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:30:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gianluca Galotta</dc:creator>
<guid>http://ilpicco.wordpress.com/2009/11/19/rutelli-bersani-identita/</guid>
<description><![CDATA[Ulivo, Quercia, Garofano. Fino a pochi anni fa, il centrosinistra sembrava scegliere i suoi simboli ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ulivo, Quercia, Garofano. Fino a pochi anni fa, il centrosinistra sembrava scegliere i suoi simboli ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GI Bologna (La Destra): Sì al Crocefisso nelle scuole - da "Il Resto del Carlino", "Il Bologna", il sito nazionale dell'UAAR]]></title>
<link>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/11/19/si-al-crocefisso-nelle-scuole-da-il-resto-del-carlino-il-bologna-il-sito-nazionale-delluaar/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 12:46:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>gibobononia189ac</dc:creator>
<guid>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/11/19/si-al-crocefisso-nelle-scuole-da-il-resto-del-carlino-il-bologna-il-sito-nazionale-delluaar/</guid>
<description><![CDATA[Il Resto del Carlino Il Bologna Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla Sito nazionale UAAR Clicca ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Il Resto del Carlino</strong></span></p>
<p><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/carlinocrocefissotestata.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2542" title="CarlinoCrocefissotestata" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/carlinocrocefissotestata.jpg" alt="" width="432" height="30" /></a><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/carlinocrocefisso1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2544" title="CarlinoCrocefisso" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/carlinocrocefisso1.jpg" alt="" width="459" height="226" /></a></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Il Bologna</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong> </strong></span></p>
<div id="attachment_2545" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><span style="text-decoration:underline;"><strong><strong><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/ilbolognacrocefisso.jpg"><img class="size-full wp-image-2545" title="IlBolognaCrocefisso" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/ilbolognacrocefisso.jpg" alt="" width="460" height="283" /></a></strong></strong></span><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Sito nazionale UAAR</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong> </strong></span></p>
<div id="attachment_2546" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><span style="text-decoration:underline;"><strong><strong><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/uaarcrocefisso.jpg"><img class="size-full wp-image-2546" title="UAARCrocefisso" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/uaarcrocefisso.jpg" alt="" width="460" height="348" /></a></strong></strong></span><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Abitare la vita senza violenza | 21 / 29 novembre 2009]]></title>
<link>http://nadirpro.wordpress.com/2009/11/20/abitare-la-vita-senza-violenza-21-29-novembre-2009/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 16:56:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>nadirpro</dc:creator>
<guid>http://nadirpro.wordpress.com/2009/11/20/abitare-la-vita-senza-violenza-21-29-novembre-2009/</guid>
<description><![CDATA[Abitare la vita senza violenza Per esperienza diretta o indiretta le donne sanno che cos’è la violen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.provincia.trieste.it/percorsi-di-donne/casa-internazionale-delle-donne/action=news-dettaglio&#38;id=81" target="_blank"><img alt="Abitare la vita senza violenza" src="http://www.provincia.trieste.it/images/DG%20-%20Pari%20Opportunit%C3%A0%20e%20Progetti%20Speciali/depli%5B1%5D_provincia_copertina.jpg" title="Abitare la vita senza violenza" width="400" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Abitare la vita senza violenza</p></div>
<blockquote><p>Per esperienza diretta o indiretta le donne sanno che cos’è la violenza. Molestie, stalking, violenza psicologica e fisica restano per lo più confinate nel silenzio, mentre c’è bisogno di denuncia e di impegno delle donne, degli uomini e delle istituzioni per modificare comportamenti e mentalità che anche nelle nostre società cosiddette evolute sono responsabili della violenza maschile sulle donne, la quale troppo di frequente conduce a gesti estremi di dominio e di sopraffazione, quali l’omicidio.<br />
Crimini contro l’umanità sono definibili simili comportamenti. Consapevole di ciò, ho voluto promuovere e sostenere un programma di interventi pubblici per la sensibilizzazione della cittadinanza a iniziare proprio dalle scuole, con l’auspicio e la speranza che, più di quanto sinora è avvenuto, le giovani generazioni sappiano costruire relazioni non violente e autenticamente paritarie tra i sessi.</p>
<p><strong>Maria Teresa Bassa Poropat</strong><br />
Presidente della Provincia di Trieste</p></blockquote>
<p><strong>In collaborazione con:</strong><br />
Commissione Pari Opportunità e Comitato Pari Opportunità della Provincia di Trieste<br />
Liceo Scientifico Galileo Galilei<br />
Istituto Magistrale Giosuè Carducci<br />
Centro Antiviolenza di Trieste<br />
Casa Internazionale delle Donne – Trieste<br />
Casa dei Teatri – Trieste<br />
Associazione culturale Accademia Amiata Mutamenti – Grosseto<br />
Associazione Rete DPI &#8211; Nodo di Trieste<br />
Azienda Servizi Sanitari n. 1 &#8211; Triestina</p>
<p><strong>Sabato 21 novembre</strong>, ore 16<br />
Officina delle Rose, via Bottacin 4  &#124; <a href="http://ohpoeticoparco.wordpress.com/parco/" target="_blank">c7</a><br />
(Parco San Giovanni &#8211; Trieste)</p>
<p>Inaugurazione della mostra <strong>Le donne viste da noi</strong>,<br />
a cura della Associazione Rete DPI &#8211; Donne Politica Istituzioni &#8211; Nodo di Trieste.<br />
La mostra resterà aperta sino a domenica 29 novembre.</p>
<p><a href="http://www.provincia.trieste.it/allegati/news/brochure-x-sito.pdf" target="_blank">Scarica il programma completo</a> (formato. pdf &#124; 229 Kb)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
