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	<title>il-diario-dei-sogni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "il-diario-dei-sogni"</description>
	<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 08:17:33 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Intervista a Marco Candida]]></title>
<link>http://dalleprimebattute.wordpress.com/2008/06/23/intervista-a-marco-candida/</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 22:39:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nuovo appuntamento che le interviste di DPB. Oggi ha accettato di rispondere alle mie domande Marco ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1348/540930162_acfbf941a0.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:justify;">Nuovo appuntamento che le interviste di DPB. Oggi ha accettato di rispondere alle mie domande <a href="http://lamaniaperlalfabeto.splinder.com/">Marco Candida</a>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ciao Marco, grazie di avere accettato il mio invito. Domanda di rito con la quale apro le mie interviste. Questo Blog si chiama &#8220;Dalle prime battute&#8221;; a quando risalgono le tue prime battute nel mondo letterario?<br />
</strong><br />
Ho cominciato a dodici anni con una Lettera 22. In classe a noi alunni facevano scrivere fiabe e racconti e spesso le fiabe e i racconti che scrivevo io venivano letti e apprezzati. Questo mi ha spinto a incominciare. Da allora ho scritto molto. Non ho mai scritto tanto per scrivere, però. Ho sempre cercato di scrivere storie: romanzi o racconti.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ogni scrittore segue un suo metodo di lavoro. Stephen King ha diviso rigidamente la sua giornata in funzione della scrittura. Tu quale metodo usi?<br />
</strong><br />
Non ho un metodo. Ho una quantità. Se non scrivo almeno quattro o cinque pagine al giorno – e queste pagine devono essere ben rifinite – allora giudico la mia giornata poco produttiva.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Che cosa significa per te scrivere?<br />
</strong><br />
C’è un lato prettamente personale e un lato titanico. Il lato personale è: scrivere certifica la mia esistenza. Scrivere mi dà la possibilità di illudermi che quello che faccio, anche quando non sembra possedere un senso immediato, può essere utile alle mie storie, ai miei pensieri, alla mia scrittura. Il lato titanico è: scrivere può rendermi utile agli altri.<br />
<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Sono convinta che la lettura sia importantissima, soprattutto per chi vuole tentare la strada della scrittura. Qual è la tua opinione al riguardo?<br />
</strong><br />
Sono d’accordo con te.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quali sono gli autori che più ti hanno influenzato?<br />
</strong><br />
Credo che la febbre per la scrittura mi sia venuta per <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jack_London">Jack London</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ernest_Hemingway">Ernest Hemingway</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_King">Stephen King</a>. Quanto alle influenze, cerco di non lasciarmi influenzare troppo dagli stili dei molti autori che ho letto e riletto negl’anni. Magari è solo che non voglio ammetterle…</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>C&#8217;è chi si rivolge al Pod, chi invece cede alle lusinghe degli editori a pagamento. Cosa pensi di questi due metodi offerti oggi dal mercato a chi aspira alla pubblicazione?<br />
</strong><br />
Penso che se un aspirante scrittore dopo aver incassato un centinaio di rifiuti da grandi, medie e piccole case editrici, e minuscole case editrici, crede ancora nel suo lavoro può rivolgersi al pod, rivolgersi agli editori a pagamento oppure può stamparsi il libro da solo che immagino sia anche più economico.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Oggi il web è considerato uno strumento molto importante. La maggior parte di coloro che aspirano a scrivere aprono un sito o un blog da utilizzare come vetrina personale, come mezzo per far conoscere il proprio lavoro. Cosa pensi di questa tendenza?<br />
</strong><br />
Sono sempre stato terrorizzato dall’idea di far conoscere il mio lavoro attraverso il blog o la rete. Di solito non sono disposto a mettere le cose scrivo in rete. Penso che il mio lavoro sia così bello e convincente che qualcuno potrebbe rubarmelo. Dipende. Se la forza del proprio lavoro è soprattutto lo “stile”, allora potrebbe essere un buon modo. Se è fatto di idee, contenuti, potrebbe essere rischioso</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:kPbuiWI1NBspUM:http://files.splinder.com/123ed8919dfa51b8811b51baa8c0556f.jpeg" alt="" /><strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Nel corso di quest&#8217;anno hai pubblicato già due libri. “<a href="http://www.libreriauniversitaria.it/diario-sogni-candida-marco-las/libro/9788895744025?a=395754">Il diario dei sogni</a>”, Las Vegas Edizioni uscito a gennaio e “Domani avrò trent&#8217;anni”, Edizioni Eumeswil, praticamente appena uscito, a maggio. Due libri a così breve distanza sono un bel primato. Segno che hai davvero molte cose da dire. Ci racconti la genesi di queste tue ultime fatiche?<br />
</strong><br />
<img class="alignleft" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:XIKwag-OQkGgJM:http://files.splinder.com/6b18bba532ebd651df5ab071398ce007.jpeg" alt="" /> Ho scritto Il diario dei sogni in sei mesi soprattutto per liberarmi di alcuni pensieri che avevo in testa. Domani avrò trent’anni l’ho finito, invece, in cinque mesi ed è un omaggio ad alcuni autori di letteratura horror di serie B.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A cosa stai lavorando ora?<br />
</strong><br />
Sto raccogliendo le idee per un altro romanzo. Sto scrivendo una raccolta di racconti. Sto finendo un romanzo. Sto cercando un editore per il quarto romanzo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Per concludere, quali consigli daresti a chi ambisce diventare scrittore?<br />
</strong><br />
Di cercare di non scrivere per compiacere. Se scrivi per compiacere, vivi nel dubbio che quel che hai scritto un giorno potrà non piacere più. Se non scrivi per compiacere, invece, se scrivi quello che senti e che ti sembra più giusto e più utile, puoi sperare che un giorno quello che hai scritto finalmente piacerà.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Grazie Marco e buon lavoro.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Grazie a te.</p>
</div>]]></content:encoded>
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