<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>il-secolo-xix &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/il-secolo-xix/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "il-secolo-xix"</description>
	<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 13:59:08 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Il consigliere comunale Romeo interroga il Sindaco Giorgi sulla struttura polivalente ex campo sportivo]]></title>
<link>http://romeosindaco.wordpress.com/2009/11/18/il-consigliere-comunale-romeo-interroga-il-sindaco-giorgi-sulla-struttura-polivalente-ex-campo-sportivo/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 18:44:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
<guid>http://romeosindaco.wordpress.com/2009/11/18/il-consigliere-comunale-romeo-interroga-il-sindaco-giorgi-sulla-struttura-polivalente-ex-campo-sportivo/</guid>
<description><![CDATA[Gruppo consigliare  “Lista civica per Arcola&#8221; Al Sindaco Ai Consiglieri Alla Segretaria comuna]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Gruppo consigliare  <strong>“Lista civica per Arcola&#8221;</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Al Sindaco</p>
<p>Ai Consiglieri</p>
<p>Alla Segretaria comunale</p>
<p>Oggetto: <strong>Interpellanza</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Visto l’<strong>articolo di stampa </strong>pubblicato sul quotidiano<strong> Il Secolo XIX il giorno 15 cm</strong>. dove <strong>il Sindaco afferma le modalità di apertura dell’area polivalente</strong>,</p>
<p>Letto che l’apertura e la chiusura di tale impianto verrebbe affidata all’opera  volontaria di un residente,</p>
<p><strong>si chiede al Sindaco</strong>:</p>
<p>1 – se è giuridicamente corretto che sia un<strong> qualsivoglia cittadino volontario ad essere incaricato delle procedure di apertura e chiusura di una struttura pubblica</strong>,</p>
<p>2 – <strong>se su questo cittadino possono ricadere responsabilità</strong> circa l’utilizzo della struttura,</p>
<p>3 – <strong>se è previsto un qualsiasi rimborso economico</strong> da parte dell’Amministrazione Comunale,</p>
<p>4 – <strong>se non ritiene necessario regolamentare l’utilizzo della struttura attraverso un regolamento da sottoporre al Consiglio Comunale</strong> previo un passaggio nella Commissione consigliare competente,</p>
<p>5 – se<strong> non ritiene assurdo chiudere un’area pubblica </strong>(fra l’altro l’unica nella zona)<strong> alle ore 22 nel periodo estivo</strong>.</p>
<p>Arcola, 16 novembre 2009</p>
<p>Il Capogruppo</p>
<p><strong>Salvatore Romeo</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Secolo XIX: "2012 l’ultima profezia"]]></title>
<link>http://wordpress2012.com/2009/11/03/il-secolo-ultima-profezia/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 11:25:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Asterion2012</dc:creator>
<guid>http://wordpress2012.com/2009/11/03/il-secolo-ultima-profezia/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; &nbsp; &nbsp; di Andrea Carugati Los Angeles. Nessuno ha la minima idea di come sarebbe la fi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-100" title="Secolo XIX e" src="http://wordpress2012.wordpress.com/files/2009/11/secolo-xix-e.gif" alt="Secolo XIX e" width="348" height="68" /></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>di <strong>Andrea Carugati</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Los Angeles. Nessuno ha la minima idea di come sarebbe la fine del mondo, ma è presumibile che le scene memorabili viste in anteprima di “2012”, dal 13 novembre in Italia, ne diano una rappresentazione verosimile. Non ci sarà uno tsunami in grado di sommergere l’Everest né il continente africano si innalzerà di duemila metri, o forse non ci sarà una coalizione di governi che tenterà di salvare i ricchi e di costruire una flotta di arche per il nuovo millennio, ma l’impatto che aspetta lo spettatore dell’ultimo film di Roland Emmerich è di quelli da ricordare.<a href="http://adv.ilsole24ore.it/5c/ilsecoloxix.ilsole24ore.com/08/ros/944675618/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/35643931373236353461656566323730" target="_top"><img src="http://adv.ilsole24ore.it/5/ilsecoloxix.ilsole24ore.com/08/ros/944675618/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/35643931373236353461656566323730" border="0" alt="" width="2" height="2" /></a></p>
<p><!--more--></p>
<p><!--INCLUDE ULTIMI PUBBLICATI--></p>
<p style="text-align:justify;">Quello che una volta sarebbe stato definito kolossal, due ore e mezza dominate da effetti speciali e scene di distruzione, non manca di umorismo, critica sociale e politica. Poi c’è l’aspetto umano, il coraggio e l’abnegazione che rendono utili questi film di devastazione globale. C’è una famiglia, un padre che deve recuperare il rapporto con i figli, piuttosto che con la moglie: insomma una persona si trova a vivere situazioni straordinarie, diventando eroe per caso.</p>
<p style="text-align:justify;">In questo caso l’eroe è John Cusack, per la prima volta in un vero blockbuster dopo commedie sentimentali e film indipendenti. Al suo fianco Danny Glover, nel ruolo di un presidente afroamericano. Nel film, Cusack è uno scrittore che si mantiene guidando limousine dopo un divorzio che l’ha lasciato infelice e solo. In un crescendo di effetti speciali le prime avvisaglie di ciò che sta per accadere sconvolgono il mondo: terremoti, tsunami ed eruzioni colpiscono varie parti del globo. Il governo, a conoscenza da anni della catastrofe imminente, pensa a salvare opere d’arte, animali e una minoranza di uomini. Ovviamente privilegiata.</p>
<p style="text-align:justify;">Il film si basa sulla profezia Maya secondo la quale il 21 dicembre 2012 finirà il mondo così come lo conosciamo. L’antica popolazione mesoamericana aveva inventato un calendario basato su diversi cicli terrestri: il tredicesimo si conclude proprio in quella data senza prevedere un seguito. Una profezia che ispira tutte quelle per cui uno speciale allineamento di pianeti e un’attività anomala del sole avranno conseguenze devastanti sul pianeta Terra, sconvolgendone poli, rotazione, massa e assetto. A questo punto il regista tedesco Roland Emmerich, già autore visionario di “Independence Day” e “The Day After Tomorrow”, non poteva perdere l’occasione per dare libero sfogo al suo desiderio di catastrofi, cataclismi e distruzioni varie.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Perché è tornato al genere catastrofico?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Volevo dare un nuovo messaggio su questo tema. ”Independence Day” parlava di alieni, per cui considero “The Day After Tomorrow” il mio primo vero film catastrofico. Il riscaldamento globale e il modo in cui trattiamo il pianeta sono argomenti che meritano un approfondimento. Volevo rendere il pubblico conscio dei problemi cui andiamo incontro».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Con distruzioni e terremoti?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Sì, è un modo per spiegare quali potrebbero essere le conseguenze dei nostri errori. In “The Day After Tomorrow” la Terra tornava a un’era glaciale. Mutava radicalmente, ma non era la fine. Qui invece non c’è scampo».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Crede nella profezia Maya?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«La trovo affascinante, posso anche crederci. Poi la mia natura scientifica la esclude. Certo, è molto strano che questo popolo così lontano avesse una data così precisa, un giorno prestabilito, per la fine del mondo».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Qualcosa succederà quindi?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Ci saranno cambiamenti, questo è certo. Il mondo sta andando a pezzi e se non facciamo qualcosa finirà presto. Se non fermiamo le guerre di religione, l’inquinamento, la paura che cresce e tutti questi aspetti negativi dell’umanità, il mondo come lo conosciamo adesso non ci sarà più».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>È già stato detto in passato.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Non sempre. Negli anni ’50 e ’60 si aveva una visione positiva del futuro. Nei ’70 i giovani pensavano di poter cambiare, ma non è successo. Io sono di quella generazione e volevo fare un film sul pessimismo. Se il mondo sta finendo, cos’è degno di essere salvato? Questo è ciò di cui parla il film».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Gli attori si adeguano a effetti speciali molto raffinati?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Negli ultimi anni a Hollywood si usa un tecnica diversa con gli attori: non si manda solo il copione ma anche una specie di fumetto con le scene più complesse. Così da immedesimarsi prima con quello che dovranno recitare. Inoltre sul set c’era un pavimento che imitava gli effetti dei terremoti e per la scena della distruzione di Los Angeles lo abbiamo portato a 10.5 della scala Richter. Impressionante».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La tecnologia ormai è tutto?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Per nulla. Avevamo pensato di girare il film in 3D, solo che le parti recitate avrebbero perso troppo. I personaggi sono importanti e così le loro storie. Ogni tanto basta dire all’attore: “Corri come se avessi un aereo infuocato alle tue spalle” e non c’è nessun bisogno degli effetti speciali».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Nel film ci sono vari riferimenti alla religione. Simboli come la basilica di San Pietro crollano…</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Credo che chiunque, in situazioni di grande pericolo, si mette a pregare. Ma cosa si può fare quando anche i simboli religiosi vengono distrutti? Nel film la gente prega e le chiese crollano: è la fine dei tempi».<strong>Fa anche uccidere il Papa… </strong></p>
<p style="text-align:justify;">«No, magari si salva, sono tedesco anche io, non potrei mai ucciderlo».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Però non distrugge la Mecca, c’è un motivo?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Se facessi una cosa del genere, sarei condannato a morte, basta vedere che cosa è accaduto per un fumetto su Maometto. Ecco perché sono vicino al buddismo, dove non c’è un dio e ma si divide con l’esistenza».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Perché ha scelto un attore poco abituato a questo genere di film e tutto sommato non famosissimo?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Nelle tragedie la gente comune diventa eroica e si concentra su ciò che ama davvero. Non c’è nulla di materiale, ma solo i sentimenti. Per cui è difficile immaginare star come Bruce Willis o Mel Gibson nel mio film. Cusack invece è l’ideale: un uomo comune che diventa eroe senza che nemmeno sapere come».</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/cultura/2009/11/03/AMMnXb4C-ultima_profezia.shtml">Articolo Originale</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In Liguria il DTT va a piedi]]></title>
<link>http://tvdigitaldivide.wordpress.com/2009/07/03/in-liguria-il-dtt-va-a-piedi/</link>
<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 08:08:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>quezal</dc:creator>
<guid>http://tvdigitaldivide.wordpress.com/2009/07/03/in-liguria-il-dtt-va-a-piedi/</guid>
<description><![CDATA[Domenica 28 giugno è uscito sul quotidiano locale Il Secolo XIX, con il titolo “TV digitale, saranno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Domenica 28 giugno è uscito sul quotidiano locale <strong>Il Secolo XIX</strong>, con il titolo <strong>“TV digitale, saranno guai per chi avrà problemi”</strong>, un comunicato stampa  diffuso dalla RSU dell’<strong>Ispettorato Liguria del Ministero dello sviluppo economico </strong>– Dipartimento per le comunicazioni. Il <strong>comunicato</strong> spiega in poche semplici parole qual’è il ruolo e lo stato degli Ispettorati nella delicata fase di passaggio delle trasmissioni televisive allo standard digitale. Il testo è a disposizione di chiunque lo voglia diffondere, pubblicare, riutilizzare e modificare adattandolo alle proprie esigenze e situazioni (penso ad esempio agli altri Ispettorati).</p>
<p style="text-align:justify;">Riporto qui sotto il documento:</p>
<p><strong>IL DIGITALE TERRESTRE VA A PIEDI</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">Il Ministero dello Sviluppo Economico è fortemente impegnato di questi tempi a far sapere ai teleutenti italiani che è in arrivo la “rivoluzione” del digitale terrestre. Gli spot televisivi fanno intravvedere un futuro di favolose moltiplicazioni di canali TV “facili da ricevere”.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel frattempo, chi lavora nelle sedi periferiche dello stesso Ministero prevede tempi molto meno rosei per sé stesso e per gli utenti. Gli Ispettorati Territoriali, ovvero le strutture che, presenti in tutte le regioni d’Italia, dovrebbero rappresentare il punto di contatto dei cittadini alle prese con la “rivoluzione”, versano in condizioni disastrose.</p>
<p style="text-align:justify;">In dieci anni i finanziamenti agli Ispettorati si sono ridotti di oltre il 90%. I mezzi attrezzati per gli interventi tecnici sono quasi sempre fermi perché manca il carburante o i pezzi di ricambio. Negli uffici manca il materiale di cancelleria e il toner per le fotocopiatrici. Si rischia ogni giorno di rimanere al buio o senza riscaldamento perché il Ministero non è in grado di pagare le bollette.</p>
<p style="text-align:justify;">Il personale, pur vantando migliaia di euro di crediti verso l’amministrazione per rimborsi non pagati, continua a lavorare e ad anticipare di tasca propria per  cercare di non interrompere i servizi alle imprese e a i cittadini, ogni giorno schivando le accuse di “fannullone” e di “parassita” ai danni della comunità.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli addetti ai lavori e la stampa specializzata sono seriamente preoccupati per l’impatto che il passaggio definitivo al digitale avrà tra la popolazione dei grandi centri urbani. Quando questo avverrà, agli sventurati teleutenti che chiederanno l’intervento dei tecnici ministeriali non resterà che augurarsi di abitare vicino alla sede dell’Ispettorato. Solo in questo caso potremo garantire un rapido intervento, grazie all’apporto di volenterose squadre di… appiedati!</p>
</blockquote>
<p><strong>R.S.U. Ispettorato Territoriale Liguria</strong></p>
<p><strong>GENOVA</strong></p>
<p>fonte: <a href="http://comliguria.wordpress.com/2009/07/01/il-digitale-terrestre-va-a-piedi/">comliguria.wordpress.com/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il digitale terrestre va a piedi]]></title>
<link>http://comliguria.wordpress.com/2009/07/01/il-digitale-terrestre-va-a-piedi/</link>
<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 09:26:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
<guid>http://comliguria.wordpress.com/2009/07/01/il-digitale-terrestre-va-a-piedi/</guid>
<description><![CDATA[Domenica 28 giugno è uscito sul quotidiano locale Il Secolo XIX, con il titolo &#8220;TV digitale, s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Domenica 28 giugno è uscito sul quotidiano locale <em>Il Secolo XIX</em>, con il titolo<strong><em> &#8220;TV digitale, saranno guai per chi avrà problemi&#8221;,</em></strong> un <a href="http://comliguria.wordpress.com/files/2009/07/il-digitale-terrestre-va-a-piedi1.doc" target="_blank">comunicato stampa</a>  diffuso dalla RSU dell&#8217;Ispettorato Liguria del Ministero dello sviluppo economico &#8211; Dipartimento per le comunicazioni. Il comunicato spiega in poche semplici parole qual&#8217;è il ruolo e lo stato degli Ispettorati nella delicata fase di passaggio delle trasmissioni televisive allo standard digitale.</p>
<p>Il testo è a disposizione di chiunque lo voglia diffondere, pubblicare, riutilizzare e modificare adattandolo alle proprie esigenze e situazioni (penso ad esempio agli altri Ispettorati).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Da cosa nasce cosa]]></title>
<link>http://schoolstorming.wordpress.com/2009/06/26/da-cosa-nasce-cosa/</link>
<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 08:42:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Schoolstorming</dc:creator>
<guid>http://schoolstorming.wordpress.com/2009/06/26/da-cosa-nasce-cosa/</guid>
<description><![CDATA[Leggiamo sul Secolo XIX che il teatro stabile ha in cartellone, ma guarda il caso, “La parola ai giu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Leggiamo sul Secolo XIX che il teatro stabile ha in cartellone, ma guarda il caso, <a href="http://www.teatro.org/spettacoli/recensioni/la_parola_ai_giurati_7223">“La parola ai giurati” di Alessandro Gassman. </a>Detto fatto, la sera dello spettacolo tutta la classe è a teatro, nessuno escluso. Andare a teatro non è male, siamo vestiti di tutto punto, perché ci hanno spiegato che il teatro è un rito con le sue regole e i costumi valgono anche per il pubblico. Però alla fine dello spettacolo ci scappa pure una birra al pub con l&#8217;abito da sera. In aula riflettiamo sulle differenze tra il testo filmico e quello teatrale, sull&#8217;interpretazione degli attori, sulla resa dei personaggi che ormai conosciamo come le nostre tasche.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E' arrivato il momento del "redde rationem"]]></title>
<link>http://biancoeblu.wordpress.com/2009/06/06/e-arrivato-il-momento-del-redde-rationem/</link>
<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 17:08:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>perricominciare</dc:creator>
<guid>http://biancoeblu.wordpress.com/2009/06/06/e-arrivato-il-momento-del-redde-rationem/</guid>
<description><![CDATA[Ho perduto troppo tempo tra la mia incoerenza dietro cui ho trascorso giorni. Tutto intorno per il f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/nE_1jO-jNDc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/nE_1jO-jNDc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><em>Ho perduto troppo tempo tra la mia incoerenza dietro cui ho trascorso giorni. Tutto intorno per il fondo giù per questa scala contro un&#8217;esistenza vana.</em></p>
<p>Ora, fallita la trattativa per l&#8217;ingresso di soci genovesi nel Savona calcio, ci si interroga sul solito problema: a chi dare la colpa? E c&#8217;è chi, naturalmente, la butta in politica, sparando a zero contro il partito di riferimento, mentre a ben vedere non c&#8217;entra granché, o chi prende spunto dal ridimensionamento dello stadio savonese per ricominciare la solita tiritera degli 80000 posti necessari per il nuovo Maracanà.</p>
<p>Il giornale che più è vicino alla attuale società prova alcuni equilibrismi tra il continuare a fare la ola al presidente Romani e il raccontare che i Genovesi, tutto sommato, non sono <em>così</em> colpevoli. I blog, che hanno fatto interviste su interviste ai nuovi non-proprietari del Savona, tra le quali si ricorda quella, meravigliosa e in ginocchio, a Geremia Armienti, sono stati entusiasti, cavalcando gli umori versatili della tifoseria; poi, improvvisamente, si sono resi conto delle brutte figure e hanno cantato la loro palinodia.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Una ritrattazione, comunque, piuttosto lenta nei modi: ancora ieri pomeriggio, annunciavano trionfanti <em>è fatta</em>, per poi cambiare definitivamente posizione, per quanto <em>definitive</em> possano essere le coerenti posizioni di un <em>blog</em>.</p>
<p>Le solite cose, insomma. Pandemonio, iniezioni di fiducia, basta con il passato, viva il futuro, magari anche qualche sprazzo simpatico di viva la pappa col pomodoro. La serietà di questa allegra messinscena, con annesso anche l&#8217;annuncio del <em>Secolo</em>: &#8220;forse non è ancora finita lì&#8221;, si misura da sola e dà ragione, purtroppo, alle nostre perplessità, nutrite da tempo, cioé dal primo annuncio del solito giornalista del solito quotidiano.</p>
<p>Al tempo, ci siamo presi gli insulti di chi, non riuscendo ad articolare altrimenti una critica, ama spendere parole a caso. E adesso, come dovremmo rispondere a quel simpaticone? Sarebbe anche simpatico scendere al suo livello dialettico.</p>
<p>La cosa divertente è che ci accusano di non essere una redazione e di non firmarci.</p>
<p>Belandi, e cosa dovremmo dire di chi si firma e scrive ca***te?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[<em>Titolo di prova</em>, quando Google News è più veloce del giornalista]]></title>
<link>http://circospetto.net/2009/05/07/titolo-di-prova-quando-google-news-e-piu-veloce-del-giornalista/</link>
<pubDate>Thu, 07 May 2009 10:30:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>piazzamanin</dc:creator>
<guid>http://circospetto.net/2009/05/07/titolo-di-prova-quando-google-news-e-piu-veloce-del-giornalista/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-5142" title="titolo di prova" src="http://circospetto.wordpress.com/files/2009/05/titolo-di-prova.jpg" alt="titolo di prova" width="662" height="294" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[«Aumenteranno le classi a tempo pieno»]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/25/%c2%abaumenteranno-le-classi-a-tempo-pieno%c2%bb/</link>
<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 21:18:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/25/%c2%abaumenteranno-le-classi-a-tempo-pieno%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[Da Il Secolo XIX del 22 aprile 2009 ROMA. «Le classi a  tempo pieno in prima elementare l&#8217;anno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;">Da <em>Il Secolo XIX</em> del 22 aprile 2009</p>
<p>ROMA. «Le classi a  tempo pieno in prima elementare l&#8217;anno prossimo saranno quasi 2.500 in più:  si passerà quindi dalle attuali 7.000 a più di 9.000 classi prime che l&#8217;anno prossimo potranno usufruire del modello orario di 40 ore settimanali». È quanto comunica il ministero dell&#8217;Istruzione, <!--more-->spiegando che «questo aumento sarà possibile grazie a una serie di azioni messe in atto: il dimensionamento della rete scolastica che è andata meglio del previsto con circa 250 scuole sono state accorpate grazie anche all&#8217;impegno delle Regioni; la parziale soppressione delle compresenze effettuata comunque assicurando la mensa scolastica». Questo significa che «per ogni classe a tempo pieno vengono nominati due docenti che devono assicurare 22 ore di insegnamento ciascuno. La classe in cui insegnano ha però un orario di 40 ore. Ognuno dei docenti, quindi, ha 2 ore del proprio orario da poter utilizzare nella scuola. Inoltre, quasi il 50% degli insegnanti della scuola primaria non è ancora formato per insegnare l&#8217;inglese e sarà necessario prevedere quindi che 2 o 3 ore dell&#8217;orario scolastico saranno coperte dall&#8217;insegnante di inglese e da quello di religione».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nudo d'autorità]]></title>
<link>http://negroski.wordpress.com/2009/04/20/nudo-dautorita/</link>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 09:44:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>negroski</dc:creator>
<guid>http://negroski.wordpress.com/2009/04/20/nudo-dautorita/</guid>
<description><![CDATA[Il reuccio è nudo.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il reuccio è nudo.]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Terremoto Piemonte: avvertito anche in Liguria]]></title>
<link>http://loriscosta.wordpress.com/2009/04/19/terremoto-piemonte-avvertito-anche-in-liguria/</link>
<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 17:35:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>loriscosta</dc:creator>
<guid>http://loriscosta.wordpress.com/2009/04/19/terremoto-piemonte-avvertito-anche-in-liguria/</guid>
<description><![CDATA[Da Il SecoloXIX: Una scossa di terremoto è stata avvertita a Torino e in altre zone del Piemonte all]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Da <a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/italia_e_mondo/2009/04/19/1202230857654-terremoto-piemonte-avvertito-anche-liguria.shtml">Il SecoloXIX</a>:</p>
<p>Una scossa di terremoto è stata avvertita a Torino e in altre zone del Piemonte alle 14.39.<a href="http://adv.ilsole24ore.it/5c/ilsecoloxix.ilsole24ore.com/08/ros/52341006/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/35316430356265323439333734663030" target="_top"><img src="http://adv.ilsole24ore.it/5/ilsecoloxix.ilsole24ore.com/08/ros/52341006/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/35316430356265323439333734663030" border="0" alt="" width="2" height="2" /></a>La Protezione civile segnala come epicentro i comuni di Bra, Sanfrè e Pocapaglia, tutti in provincia di Cuneo. La scossa di terremoto «nettamente» avvertita dalla popolazione nel torinese è stata di magnitudo 3.9. Lo ha rilevato la Protezione civile. L’epicentro, secondo i primi dati, è tra Asti e Torino, nella zona di Bra.</p>
<p><!--INCLUDE ULTIMI PUBBLICATI-->La scossa è stata avvertita anche in alcune zone della Liguria, Genova compresa. Molte le segnalazioni ai vigili del fuoco arrivate dalla Valbormida, in particolare nella zona di Cengio, ma anche da Savona.</p>
<p>Momenti di paura sono stati vissuti tra i detenuti del carcere di Fossano (Cuneo) durante la scossa: tutti i reclusi del terzo piano hanno abbandonato le celle, che erano aperte, e si sono precipitati nel corridoio. L’epicentro, peraltro, è stato localizzato a pochi chilometri di distanza. Nel carcere di Alba (Cuneo), anch’esso vicino all’epicentro, alcuni presenti hanno riferito che i monitor della sala riunioni «a forza di vibrare si toccavano».</p>
<p>Una sola richiesta di verifica statica di edificio è giunta finora al comando dei vigili del fuoco di Torino. La richiesta proviene da Carmagnola (Torino), cittadina a pochi chilometri dal punto in cui è stato localizzato l’epicentro. Una seconda proviene da Lanzo (Torino), un centro che però si trova nelle montagne verso la parte nordoccidentale della provincia. Molto numerose sono state le telefonate dei cittadini ai vigili urbani. «Alla luce dei primi dati &#8211; spiegano alla centrale &#8211; abbiamo cercato di essere rassicuranti il più possibile. Noi non abbiamo invitato nessuno a uscire di casa, ma nemmeno lo abbiamo sconsigliato». Nei primi minuti dopo la scossa, peraltro, alla periferia meridionale della città parecchie persone sono scese in strada.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quando la stampa "ruba" le foto dal web (<em>Il Secolo XIX</em>)]]></title>
<link>http://circospetto.net/2009/04/16/quando-la-stampa-ruba-le-foto-dal-web-il-secolo-xix/</link>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 11:15:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>piazzamanin</dc:creator>
<guid>http://circospetto.net/2009/04/16/quando-la-stampa-ruba-le-foto-dal-web-il-secolo-xix/</guid>
<description><![CDATA[16 aprile 2009, il giornale su carta 5 novembre 2008, il post Palazzo Ducale e rifiuti elettronici: ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>16 aprile 2009, il giornale su carta</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5047" title="tecno-spazzatura" src="http://circospetto.wordpress.com/files/2009/04/650-rifiuti-digitali.jpg" alt="tecno-spazzatura" width="650" height="488" /></p>
<h2>5 novembre 2008, il post</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5048" title="che fare dei computer obsoleti?" src="http://circospetto.wordpress.com/files/2009/04/650-rifiuti-digitali-circo.jpg" alt="che fare dei computer obsoleti?" width="650" height="488" /></p>
<p><a href="http://circospetto.net/2008/11/05/palazzo-ducale-e-rifiuti-elettronici-che-fare-dei-computer-obsoleti/" target="_blank">Palazzo Ducale e rifiuti elettronici: che fare dei computer obsoleti?</a></p>
<h2>7 marzo 2008, la foto su Flickr</h2>
<p><img class="alignnone" title="Technologys Refuse" src="http://farm3.static.flickr.com/2034/2360695866_d22861d0bf.jpg" alt="" width="500" height="334" /></p>
<p><em><a href="http://flickr.com/photos/annnna/2360695866/" target="_blank">Technology’s Refuse</a> di <a href="http://flickr.com/photos/annnna/" target="_blank">annnna.</a> da Flickr, <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/deed.it" target="_blank">Creative Commons</a></em></p>
<h2>Puntate precedenti</h2>
<p><a href="http://circospetto.net/2009/04/08/quando-la-stampa-ruba-foto-dal-web-di-nuovo-la-repubblica/" target="_blank">Quando la stampa &#8220;ruba&#8221; foto dal web (di nuovo <em>la Repubblica</em>)</a></p>
<p><a href="http://circospetto.net/2008/05/27/vita-digitale-quando-la-stampa-ruba-foto-dal-web-la-repubblica/" target="_blank">Vita digitale: quando la stampa “ruba” foto dal web (<em>la Repubblica</em>)</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il secolo XIX prima scrive e poi smentisce:vergogna!]]></title>
<link>http://busalla2013.wordpress.com/2009/04/13/il-secolo-xix-prima-scrive-e-poi-smentiscevergogna/</link>
<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 07:55:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>emanuele piccardo</dc:creator>
<guid>http://busalla2013.wordpress.com/2009/04/13/il-secolo-xix-prima-scrive-e-poi-smentiscevergogna/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; vergognoso come le notizie vengano manipolate da Lodovico Prati costringendo il suo giornal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-418" title="secoloxix9-041" src="http://busalla2013.wordpress.com/files/2009/04/secoloxix9-041.jpg" alt="secoloxix9-041" width="704" height="986" /></p>
<p>E&#8217; vergognoso come le notizie vengano manipolate da Lodovico Prati costringendo il suo giornale in data 12 aprile ha pubblicare una smentita sulle affermazioni riportate nell&#8217;articolo qui sopra. Il fine di un giornalista che si definisca tale è riportare la cronaca reale dei fatti e compiere inchieste, non travisare la realtà come accaduto nell&#8217;articolo incriminato.  Perchè scrivere che il PUC è stato approvato, che senso ha quando non è vero? E poi come più volte ribadito dal blog, la fantomatica consultazione popolare non è affidabile, in quanto la &#8220;partecipazione&#8221;, finta, attuata dal Sindaco-Dottore poneva questioni in merito ad interventi ex novo di privati o aziende nel territorio busallese.<br />
La partecipazione implica interviste alla popolazione fatte dai sociologi per individuare i desideri e le necessità della comunità, organizzare incontri pubblici per comunicare lo stato di avanzamento del Puc e poi la consultazione pubblica in cui è possibile da parte dei cittadini, comitati, associazioni, muovere le obiezioni alle scelte urbanistiche.<br />
Il resto è demagogia, complimenti al Sindaco e al Signor Prati.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[«Noi insegnanti precari licenziati per sempre»]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/03/08/%c2%abnoi-insegnanti-precari-licenziati-per-sempre%c2%bb/</link>
<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 17:17:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/03/08/%c2%abnoi-insegnanti-precari-licenziati-per-sempre%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[Da IL SECOLO XIX del 24 febbraio 2009 Una prof destinata a non avere più cattedra né alunni si fa po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;">Da <em>IL SECOLO XIX </em>del 24 febbraio 2009</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/03/obama_school515.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2939" title="Obama" src="http://beataignoranza.wordpress.com/files/2009/03/obama_school515.jpg" alt="Obama" width="468" height="330" /></a><strong><em>Una prof destinata a non avere più cattedra né alunni<br />
si fa portavoce della drammatica condizione dei &#8220;senza futuro&#8221;</em></strong></p>
<p style="text-align:left;">SUI QUOTIDIANI di alcuni giorni fa leggiamo che il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato nei giorni scorsi il piano salva- economia, nel quale trova ampio spazio quello che lui stesso ha definito &#8220;il principale investimento sull&#8217;istruzione e sulla scuola che mai sia stato fatto nella storia americana&#8221;: 100 miliardi di dollari per l&#8217;istruzione e la scuola; ciò rappresenta, secondo le parole del Presidente, da una parte il salvataggio di un numero altissimo di posti di lavoro, dall&#8217;altra un indispensabile intervento in settori critici per la vita americana del futuro.<!--more--><br />
Capito come si fa? Per far girare un&#8217;economia ridotta allo stremo si cerca di limitare la disoccupazione, si &#8220;investe&#8221; in occupazione, insomma; se un settore è considerato &#8220;critico&#8221; si impegnano risorse in quel settore.<br />
Si pensa ad un &#8220;futuro&#8221; del Paese.<br />
Sembrerebbe una ricetta semplice.<br />
Sembrerebbe logico.<br />
Eppure qui da noi è diverso.<br />
Da noi &#8220;si taglia&#8221;.<br />
Se l&#8217;economia non gira, da noi si attua l&#8217;ecatombe dei precari della scuola: non licenziati, oh no!, così non si potranno annoverare nelle statistiche;  semplicemente non assunti; dopo decenni di incarichi a tempo determinato, così, da un giorno all&#8217;altro, tutti a casa!<br />
Là 100 miliardi di dollari di investimento; qui un taglio da 8 miliardi di euro nella scuola pubblica, soltanto con l&#8217;ormai avvenuta conversione in legge del Decreto 112/08.<br />
Eppure proprio la crisi economica globale dovrebbe indurre il Governo a riconsiderare la questione: alle centinaia di migliaia di cassaintegrati e disoccupati dell&#8217;industria si aggiungeranno i non-assunti precari della scuola; sono state fatte &#8211; con grande amplificazione dei media &#8211; &#8220;cordate&#8221; per l&#8217;Alitalia; mille operai di Mirafiori faranno una settimana in meno di cassa integrazione &#8211; si legge &#8211; grazie agli incentivi stanziati per la Fiat.<br />
Benissimo, ben venga ogni iniziativa atta a ridurre il disastro sociale.<br />
L&#8217;amarezza deriva però dalla constatazione, una volta di più, di appartenere ad una categoria bistrattata: dove sono gli ammortizzatori sociali per chi ha accumulato decenni di servizio precario nella scuola? Chi &#8211; per noi &#8211; investe in occupazione?<br />
Orfani di una qualche Confindustria che, tutelandosi, ci tuteli, figliastri di uno Stato che da anni, con passione e competenza, serviamo, sentiamo anzi su di noi l&#8217;ala di un&#8217;altra, più implacabile, scure: non solo, infatti, è stato disatteso il provvedimento della Finanziaria 2006, che prevedeva l&#8217;immissione in ruolo (e quindi la tranquillità economica, la possibilità di fare progetti di vita, l&#8217;aspettativa legittima di una vecchiaia serena con una pensione dignitosa) di 150.000 docenti precari; anzi, la nuova manovra economica, messa in atto da progetti di legge, come l&#8217;Aprea, attualmente in discussione, sostenuta da rapporti, come quello (a che titolo?) della Fondazione Agnelli, prevede il definitivo allontanamento dalla scuola dei precari, non già stabilizzandoli, conferendo loro dignità ed autonomia economica: semplicemente non assumendoli; convogliando, peraltro, il risparmio così ottenuto sui colleghi di ruolo, sottoforma di incentivi attribuiti in base ad un non meglio definito &#8220;merito&#8221;, in una logica di cannibalismo che, specie in un momento così delicato, nulla sembra avere di educativo né di esemplare.<br />
Sarebbe come mettersi nel piatto, come contorno, il pane degli altri, proprio di quei colleghi con i quali l&#8217;anno prima si era collaborato, nei consigli di classe, nei collegi docenti, nelle riunioni per materia, nei progetti; anziché, quindi, stipulare per i colleghi, come sarebbe buono e giusto, contratti di solidarietà, gli insegnanti dovrebbero accettare aumenti con la consapevolezza che rappresentavano l&#8217;altrui stipendio.<br />
E, mentre da noi si sta perpetrando tutto questo, Obama, per salvare il Paese dalla crisi, incomincia dalla scuola, dall&#8217;istruzione, dalla cultura; il Presidente Obama decide di far ripartire l&#8217;economia americana assumendo nuovi insegnanti&#8230;</p>
<p style="text-align:right;"><em>Stefania Pagliero &#8211; Direttivo Comitato Precari Liguri della Scuola</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'ordinanza sulla sicurezza rende "insicura" la giunta]]></title>
<link>http://nicoloscialfa.wordpress.com/2009/02/11/l-ordinanza-sulla-sicurezza-rende-insicura-la-giunta/</link>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 13:10:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicolò Scialfa</dc:creator>
<guid>http://nicoloscialfa.wordpress.com/2009/02/11/l-ordinanza-sulla-sicurezza-rende-insicura-la-giunta/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;ordinanza sulla sicurezza rende &#8220;insicura&#8221; la giunta L&#8217;assessore Carlo Sen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>L&#8217;ordinanza sulla sicurezza rende &#8220;insicura&#8221; la giunta</h2>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;">L&#8217;assessore Carlo</span><span style="text-decoration:underline;"> Senesi: «Va riscritta». Antonio Bruno, Rc: «Va ritirata»</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">NEPPURE il tempo di applicarla e sull&#8217;ordinanza omnibus scoppia il caos politico. All&#8217;interno della stessa maggioranza. Che non ci sta a trovarsi riassunto in un unico provvedimento firmato lunedì dal sindaco, Marta Vincenzi, altri diktat già emessi dai sindaci leghisti nella famosa estate dei divieti. E se l&#8217;opposizione plaude, la maggio- ranza minaccia di far saltare il banco se non arrivano sostanziose modifiche. Caduta come un meteorite persino sulla giunta comunale &#8211; gli assessori giurano che non ne sapevano nulla &#8211; l&#8217;ordinanza vieta di tutto un po&#8217;: l&#8217;accattonag- gio, il consumo «indecoroso e indecente, seduti o sdraiati» di «bevande e alimenti»;  il commercio dei vu cumprà, l&#8217;assalto dei lavavetri &#8211; o dei «posteggiatori abusivi» secondo un&#8217;altra interpretazione &#8211; e il bivacco.<br />
Ma soprattutto, rischia di creare un percorso a ostacoli per la stessa Marta Vincenzi. Che ieri &#8211; mentre l&#8217;universo mondo politico la cercava per avere <img class="alignleft size-full wp-image-271" title="jpg4" src="http://nicoloscialfa.wordpress.com/files/2009/02/jpg4.jpg" alt="jpg4" width="213" height="428" />chiarimenti e spiegazioni &#8211; se n&#8217;è volata a Bruxelles alla riunione dei sindaci. Lasciando tutti con un palmo di naso a commentare la sua ordinanza omnibus. Una paginetta che ha però ottenuto il plauso incondizionato dell&#8217;opposizione &#8211; dal leghista Francesco Bruzzone a Gianni Bernabò Brea della Destra di Francesco Storace, passando per Aldo Praticò di An &#8211; facendo però venire più d&#8217;un mal di pancia agli alleati con i quali governa la città. Ma su un punto, il sindaco pare aver ottenuto l&#8217;unanimità: l&#8217;ordinanza, così com&#8217;è, proprio non va. In sintesi: «Troppo generica, dunque troppo arbitraria per chi la deve far rispettare». Ovvero, i vigili urbani, che devono multare &#8211; da 25 a 500 euro &#8211; chi non si attiene alla cinquina dei divieti.<br />
Ergo: l&#8217;ordinanza omnibus dev&#8217;essere modificata. «Riscritta» scandisce Carlo Senesi, assessore alla Città sostenibile, con il piglio sottile da ingegnere. E se non proprio riscritta, va accompagnata al più presto da un codicillo esplicativo, che l&#8217;incardini entro paletti ben precisi, «senza lasciare troppa libertà a chi è poi chiamato a farla rispettare» a colpi di sanzioni amministrative. «Pagate poi da chi, dai senzatetto?»<br />
Antonio Bruno, capogruppo di Rifondazione Comunista a Tursi, è netto: «Va ritirata. In caso contrario, non ci sono le condizioni per continuare un percorso comune. Sarà chiaro già dalla giunta di giovedì». Bruno Pastorino, assessore al Patrimonio, non sembra troppo d&#8217;accordo: «Ho già detto la mia. No comment». Il collega Carlo Senesi premette: «In giunta non l&#8217;abbiamo proprio vista. Sapendo però come la pensa il sindaco e come ha reagito alle ordinanze, leghiste e non, emesse in altre città d&#8217;Italia non penso ci possano essere dubbi sull&#8217;intenzione politica». Però ribadisce: «Va riscritta e specificata meglio. Il bivacco, ad esempio, che cos`è? Come va interpretato? Certamente non credo ci fosse alcun intento repressivo. Ma non vorrei che questa eccessiva discrezionalità unita all&#8217;indeterminatezza portasse a inevitabili omissioni. E troppo generica Tant&#8217;è che ognuno la interpreta a modo suo: per me un punto si riferisce ai posteggiatori abusivi, per altri invece riguarda i lavavetri. Boh. Per questo va modificata. O accompagnata da una circolare esplicativa». Una pausa e Senesi conclude: «Verrà cambiata o integrata. Ne sono certo».<br />
Nicolò Scialfa, vicepresidente del consiglio comunale e responsabile nazionale di università e scuola per l&#8217;Italia dei valori, la prende in modo meno britannico: «Voglio sentire un po&#8217; i miei e capire com&#8217;è successa questa cosa, che proprio non mi va giù. Poi chiederemo spiegazioni al sindaco. Così, è un&#8217;ordinanza estremamente generica e si può prestare a un inaccettabile arbitrio. Certo &#8211; considera &#8211; sono a dir poco imbarazzato per un provvedimento del genere. Ma prima voglio sentire i miei. Mi devono spiegare che cosa vuol dire tutta questa roba». E s&#8217;infervora: «Certo che se è contro i clochard non mi va bene. No, che non mi va bene. Non voglio che si colpiscano categorie di persone inermi e deboli. Scherziamo? Valuteremo il da farsi con gli altri». Tradotto? «Il significato politico dev&#8217;essere chiaro &#8211; insiste il responsabile nazionale Idv &#8211; Un&#8217;amministrazione di sinistra queste cose qui non le può fare. Voglio capire e poi prendere posizione. Perché potrebbe essere una posizione pesante. Molto pesante».<br />
<strong>PATRIZIA ALBANESE</strong><br />
albanese@ilsecoloxix.it</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>(Articolo pubblicato su Il Secolo XIX in data 11-02-2009, pag.28)</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SUICIDI IN CARCERE, IDENTIKIT DELLA DISPERAZIONE]]></title>
<link>http://nicoloscialfa.wordpress.com/2009/02/11/suicidi-in-carcere-identikit-della-disperazione/</link>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 12:49:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicolò Scialfa</dc:creator>
<guid>http://nicoloscialfa.wordpress.com/2009/02/11/suicidi-in-carcere-identikit-della-disperazione/</guid>
<description><![CDATA[Suicidi in carcere, identikit della disperazione La fascia di età più a rischio è fra i venti e i tr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>Suicidi in carcere, identikit della disperazione</h2>
<p><strong>La fascia di età più a rischio è fra i venti e i trent`anni di età.  II caso di una detenuta che ha tentato di impiccarsi a Pontedecimo</strong></p>
<p style="text-align:justify;">GIOVANI. Maschi. Alla prima detenzione. Colpevoli di gravi delitti di sangue,  dopo 4/5 anni di detenzione. Sono gli identikit dei reclusi a più alto rischio suicidario, secondo gli studi criminologici più recenti citati dal dottor Paolo Peloso, psichiatra della ASL 3 genovese, impegnato nel mondo carcerario. Chi è alla prima esperienza detentiva, chi soffre di gravi disturbi psichici, gli alcolisti, i tossicodipendenti, e chi deve scontare una lunga condanna sono le categorie più esposte alla tentazione di &#8220;uscire&#8221; dal carcere togliendosi la vita. Nelle carceri italiane, nel 2008 si sono contati 48 casi di suicidio, tre in più dei suicidi del 2007. Un terzo erano detenuti in attesa di giudizio, la maggior parte di loro si trovava, per motivi diversi, in cella di isolamento. La fascia di età più colpita si è attestata fra i venti e i trent`anni di età. Nessun detenuto oltre i 60 anni si è tolto la vita. Ogni guardia carceraria potrebbe riferire di salvataggi all`ultimo istante come quello capitato tempo fa nel carcere di Genova-Pontedecimo. Una detenuta è stata trovata in cella, il collo serrato da un fascio di corde che lei aveva inumidito, stirandosi a terra in modo da favorirne la stretta. Suicidi commessi inventandosi forche improvvisate con pezzi di sedia e lenzuola; atti di autolesionismo, provocati ingoiando batterie, oggetti metallici (un tempo le molle delle reti del letto), appartengono alla letteratura carceraria. Suicidi e atti autolesionistici rappresentano una piaga che va sul conto delle sofferenze che rendono dura, spesso insopportabile, la vita dietro alle sbarre. Se n`è discusso nel convegno &#8220;Prevenzione e sostegno della fragilità psicosociale delle persone detenute&#8221;, organizzato nel carcere genovese di Marassi, diretto da Salvatore Mazzeo. Dirigenti e guardie penitenziarie, operatori sanitari, amministratori, esponenti del volontariato, magistrati si sono confrontati alla ricerca di una ricetta praticabile per alzare gli standard della convivenza forzata, mettere al riparo i detenuti più deboli, gli ammalati, i più fragili psicologicamente. Alessandra Scarzella, giudice di sorveglianza del tribunale di Genova, deve spesso decidere se non al buio nella penombra. La legge fissa ovviamente parametri e regole ma ogni caso è diverso dall`altro e quando si tratta di ammettere un detenuto ammalato al regime alternativo alla detenzione o decretarne la sospensione temporanea della pena, si procede con i piedi di piombo. «Un ergastolano affetto da Aids conclamato sta seguendo un trattamento antiretrovirale sperimentale all`ospedale Galliera &#8211; ha raccontato il giudice Scarzella &#8211; Ho chiesto una perizia, desidero capire se quel trattamento sarebbe praticabile anche dentro le mura di un carcere». Della scuola all`interno dei carcere ha parlato Nicolò Scialfa, dirigente scolastico dell`Istituto Vittorio Emanuele, che a Marassi tiene corsi regolari. «Duecento detenuti sono impegnati in questo carcere in attività scolastiche. La scuola coniuga una parola-chiave nell`universo carcerario, che è un luogo di sofferenza: la speranza». Spesso però la delusione è in agguato proprio fuori dalle porte del carcere. Privi di affetti e appoggi familiari, tenuti ai margini dalla società, gli ex reclusi si lasciano risucchiare di nuovo nel gorgo del crimine. Il criminologo Giovanni Folco ha messo l`accento sulla necessità di cogliere i segnali che preannunciano il gesto fatale. «Ricordo una detenuta, una fotografa. Mi consegnò delle sue foto di moda, bellissime. &#8220;Le pubblichi sul giornalino dei carcere&#8221;, mi disse. Quindici giorni dopo si lanciò dalla finestra. Si ruppe le mani ma si salvò. Andai a trovarla. &#8220;Io le avevo detto tutto ma lei non s`è accorto di nulla&#8221;, mi disse. Le foto erano il suo testamento e il suo modo di dire addio».<br />
Nessuno più delle guardie penitenziarie ha il polso dell`umore dei detenuti.<br />
Non sono specialisti, ma si trasformano, giocoforza, in sentinelle avanzate. In una curiosa rivisitazione della sindrome di Stoccolma i reclusi rivolgono a loro, prima che a chiunque altro, domande e petizioni. Vincenzo Ventura, guardia penitenziaria nelle &#8220;Case Rosse&#8221; genovesi, ha fatto un outing di splendida efficacia emotiva. «Quando ho cominciato a fare questo mestiere mi sono ritrovato a pensare: &#8220;E se ci fossi io dall`altra parte delle sbarre?&#8221; Lavoro nei due reparti occupati da detenuti affetti da Aids conclamata e percepisco la disperazione, soprattutto di chi entra in carcere per la prima volta. Occorre migliorare il modello organizzativo, prevenire situazioni di sofferenza che conducono a crolli psicologici. Serve più professionalità ma anche più umanità».<br />
<strong>Renzo Parodi</strong><br />
parodi@ilsecoloziz.it</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-255" title="jpg2" src="http://nicoloscialfa.wordpress.com/files/2009/02/jpg2.jpg" alt="jpg2" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><strong>&#62;&#62;I RACCONTI</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Luca e stefania, due storie dietro le sbarre</strong></p>
<p style="text-align:justify;">LUCA, un detenuto, ha spiegato perché talvolta si ricorra in carcere ad atti di autolesionismo. «Lo chiamo generoso orgoglio. Vedere scorrere il proprio sangue è come riappropriarsi del libero arbitrio; si cancella l`invisibilità alla quale ti condanna lo stare in cella: Qui tutti danno il massimo: direzione, polizia penitenziaria, strutture sanitarie, volontari, ma le ferite sono enormi». Anche Stefania, detenuta a Pontedecimo, si è confessata. Via da casa, un paesino della Sardegna, perché si sentiva diversa dagli altri. La droga, il carcere, la disintossicazione. E finalmente un lavoro, di giorno, che la fa sentire libera. E guarita.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>(Articolo pubblicato su Il Secolo XIX in data 11-02-2009, pag.26)</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[En el bus (II)]]></title>
<link>http://elogiodelalocura.wordpress.com/2009/02/02/en-el-bus-ii/</link>
<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 12:12:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Erasmo</dc:creator>
<guid>http://elogiodelalocura.wordpress.com/2009/02/02/en-el-bus-ii/</guid>
<description><![CDATA[Yo tonteando y al final va a ser verdad.  Bueno, no exactamente como yo pensaba. Si algo compartimos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Yo <a href="http://elogiodelalocura.wordpress.com/2009/02/02/en-el-bus/">tonteando</a> y al final va a ser verdad.  Bueno, no exactamente como yo pensaba.</p>
<p style="text-align:justify;">Si algo compartimos con los italianos, además de nuestro descarado encanto, es la sensación de ser países con fuerte tradición  católica.  Y es que tener a la sede de San Pedro a <a href="http://maps.google.es/maps?f=d&#38;source=s_d&#38;saddr=Piazza+San+Pietro,+00120+Ciudad+del+Vaticano,+Santa+Sede+(Vaticano)&#38;daddr=Palazzo+Quirinale,+Roma&#38;hl=es&#38;geocode=&#38;mra=pe&#38;mrcr=0&#38;dirflg=w&#38;sll=41.900928,12.471681&#38;sspn=0.030536,0.055275&#38;ie=UTF8&#38;ll=41.900935,12.471457&#38;spn=0.030536,0.055275&#38;z=14">dos pasos</a> del <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Palacio_del_Quirinal">Palazzo Quirinale</a> conlleva lo que conlleva.  Con todo, como en España, hay una <a href="http://www.uaar.it/">asociación</a> de ateos/agnósticos/humanistas/librepensadores.  Que por cierto, según tengo comprobado, <a href="http://www.uaar.it/uaar/fai-da-te/cartello4.pdf">idolatran</a> a Zapatero.  Y es que en Italia puede que lo único que conozcan de nuestra política sea a nuestro presidente, pero éste no les es indifirente.  Para un italiano progresista es el nuevo mesías laico, para uno conservador es el anticristo o un pariente cercano.  No hay punto medio.</p>
<p style="text-align:justify;">El caso es que aquí también quisieron apuntarse a la ya famosa campaña del <a href="http://news.google.es/news?hl=es&#38;tab=wn&#38;ned=&#38;q=bus+ateo&#38;btnG=Buscar+en+Noticias">bus ateo</a> empezada en Londres.  Su mensaje inicial <em>&#8220;La mala noticia es que Dios no existe; la buena, que no era necesario&#8221;</em>, fue vetado por un órgano de control de la publicidad.  Parece ser que su nuevo mensaje, <em>&#8220;La buena noticia es que en Italia somos millones de ateos, la mejor es que creemos en la libertad de expresión&#8221;</em>, ha sido ya autorizada.  Al final solo circulará un bus y no dos como estaba previsto, y en Génova, al parecer.  A pesar de que el lema inicial era más cortante que el de la campaña original, que  deja lo de la existencia divina en un sutil <em>probablemente</em>, resulta un poco triste que una religión, por mayoritaria que sea, pueda ejercer tal presión que obligue a modificar el discurso de otro grupo de creyentes.  Bueno, de no-creyentes, de a-creyentes, de&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Para saber más:</p>
<ul>
<li><a href="http://abordodelottoneurath.blogspot.com/2009/02/el-bus-ateo-en-italia.html">A bordo del Otto Neurath: <em>El bus ateo en Italia</em></a></li>
<li><a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2009/01/29/1202050954773-modificato-messaggio-l-ateo-bus-puo-circolare.shtml">Il Secolo XIX: <em>Modificato il messaggio, l&#8217;ateo-bus può circulare</em></a></li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lamberti, Il Secolo XIX e qualche scomoda verità]]></title>
<link>http://biancoeblu.wordpress.com/2008/12/01/lamberti-il-secolo-xix-e-qualche-scomoda-verita/</link>
<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 12:04:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>perricominciare</dc:creator>
<guid>http://biancoeblu.wordpress.com/2008/12/01/lamberti-il-secolo-xix-e-qualche-scomoda-verita/</guid>
<description><![CDATA[Paolo Lamberti è un grande uomo. La redazione di questo blog non ha mai fatto mistero della ammirazi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://biancoeblu.wordpress.com/files/2008/12/lamberti1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-177" title="lamberti1" src="http://biancoeblu.wordpress.com/files/2008/12/lamberti1.jpg" alt="lamberti1" width="217" height="294" /></a>Paolo Lamberti è un grande uomo. La redazione di questo <em>blog</em> non ha mai fatto mistero della ammirazione che nutre per questo giocatore, che è sempre stato straordinario in campo, dando l&#8217;anima per i colori biancoblù e al quale tutta la città e la tifoseria devono moltissimo, visto che passarono al tempo proprio dai suoi piedi le azioni più importanti che consentirono al Savona calcio di salire in C2.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>A leggere le cronache di ieri, di quest&#8217;ammirazione resta poca traccia. Uno dei giornalisti che seguono il Savona domenicalmente è talmente velenoso da aggiungere accanto al nome di Lamberti un&#8217;annotazione che definire fastidiosa è poco.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Del resto, lo stesso giornalista s&#8217;era più volte permesso sul giocatore giudizi assurdi, come quando definì Lamberti &#8220;cavallo pazzo&#8221;. Che, però, ancora a distanza di tempo egli se ne esca con questa cattiveria gratuita, è un mistero buffo. Al tempo, c&#8217;era da difendere la scelta di mettere fuori dai titolari Lamberti per farvi accomodare Giacchino (decisione che si rivelò masochistica, tanto che il Savona che lottava per il primo posto si salvò alla fine a fatica, all&#8217;ultima giornata); ora, sinceramente, non si vede il perché di tanta recrudescenza.</p>
<p>Se, poi, si allarga il discorso agli altri che hanno ieri calpestato il campo da calcio, forse se ne troverebbero almeno altri tre o quattro che si meritano davvero qualche rimbrotto, anche per lo scarso impegno, che hanno palesato non solo domenica, ma anche spesso e volentieri in altre circostanze.</p>
<p>A Paolo Lamberti, che ha firmato con i suoi gol pagine di gioia per il Savona calcio (ciò che non si può dire, per la verità, né del suddetto giornalista né della scalcinata squadra che si ostina a difendere), ancora il segno della nostra ammirazione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alcune considerazioni sui risultati IRIS]]></title>
<link>http://nicoloscialfa.wordpress.com/2008/11/17/alcune-considerazioni-sui-risultati-iris/</link>
<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 12:09:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicolò Scialfa</dc:creator>
<guid>http://nicoloscialfa.wordpress.com/2008/11/17/alcune-considerazioni-sui-risultati-iris/</guid>
<description><![CDATA[Alcune considerazioni sui risultati IRIS (Articolo apparso su &#8220;Il Secolo XIX&#8221; di Genova,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!--[if gte mso 9]&#38;gt;     Normal   0      --><!--  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-update:auto; 	mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	mso-bidi-font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:DE; 	mso-fareast-language:DE;} p.Tabellanormale, li.Tabellanormale, div.Tabellanormale 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-style-update:auto; 	mso-style-parent:""; 	mso-style-next:"Normal\,Normale"; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} p.Nessunelenco, li.Nessunelenco, div.Nessunelenco 	{mso-style-name:"Nessun elenco"; 	mso-style-update:auto; 	mso-style-parent:""; 	mso-style-next:"Normal\,Normale"; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:72.0pt 90.0pt 72.0pt 90.0pt; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;}  /* List Definitions */ @list l0 	{mso-list-id:1970626613; 	mso-list-type:hybrid; 	mso-list-template-ids:-1252633154;} @list l0:level1 	{mso-level-text:"%1\)"; 	mso-level-tab-stop:36.0pt; 	mso-level-number-position:left; 	text-indent:-18.0pt;} ol 	{margin-bottom:0cm;} ul 	{margin-bottom:0cm;} --></p>
<p><strong>Alcune considerazioni sui risultati IRIS</strong></p>
<p>(Articolo apparso su &#8220;Il Secolo XIX&#8221; di Genova, Domenica 16 Novembre 2008 )</p>
<p>Da una succinta analisi dei dati IRIS visti dalla parte della scuola secondaria superiore emergono questi risultati:</p>
<p>lievissimo miglioramento in un quadro clinico pessimo</p>
<p>nel quadro clinico pessimo sembrano in difficoltà alcuni istituti genovesi mentre risultati mediamente migliori si registrano in provincia</p>
<p>costante è lo scarso rendimento della scuola privata.</p>
<p>Va detto che i meri dati statistici non possono essere letti come immagine della sola scuola superiore bensì come sommatoria di scuola, famiglia e relative motivazioni personali, università. Il successo universitario di uno studente non deriva soltanto dalla preparazione scolastica ma anche dalla motivazione. Famiglie iperaccuditive e situazioni di largo benessere possono incidere negativamente sulla motivazione. La fame, intesa in tutti i sensi, è la migliore motivazione. In una situazione di preoccupazione per il futuro e di apparente mancanza di lavoro, le facoltà di ingegneria non riescono a trovare gli studenti che servirebbero alla società italiana e che avrebbero un posto di lavoro garantito; non a caso il governo italiano ha intenzione di modificare la legge Bossi-Fini allo scopo di far entrare in Italia migliaia di ingegneri formati all&#8217;estero, in parte precipua indiani. Questi ingegneri non provengono da scuole superiori migliori delle nostre ma sono spinti da motivazioni senz&#8217;altro più forti. Tutto ciò non sminuisce le responsabilità della scuola superiore spesso incapace di fornire gli strumenti necessari per affrontare l&#8217;età adulta e studi di alto livello. I provvedimenti del ministro Gelmini si inseriscono nell&#8217;alveo delle pseudoriforme che affliggono la scuola italiana da ormai lungo tempo e ricordano coloro che si occupano delle tendine degli oblò mentre la nave affonda. La contrapposizione tra schieramenti partitici non affronta nessuna seria questione politica ma appare per quello che è da decenni: terreno di scontro elettorale in mancanza di idee chiare e distinte e di una seria intenzione di dedicare risorse all&#8217;unico futuro del paese: la scuola. Non pare che nella classe politica trasversalmente intesa emerga la volontà di sottrarre la scuola a questo gioco al massacro. Mentre si discute di Alitalia e di improbabili ponti sullo stretto di Messina, si riducono le risorse per la scuola italiana. Solo una comune volontà politica di cambiamento effettivo che poggi sul convincimento della centralità del problema può divenire premessa per l&#8217;elaborazione di una radicale e necessaria riforma della scuola. Occorre, vista la gravità del momento e della questione, un compromesso alto ed onorevole sul modello della carta costituzionale del 1948.</p>
<p><strong>Nicolò Scialfa</strong></p>
<p><em>Presidente provinciale associazione nazionale presidi.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Contro l'Entella molte scuse e poche attenuanti]]></title>
<link>http://biancoeblu.wordpress.com/2008/11/17/contro-lentella-molte-scuse-e-poche-attenuanti/</link>
<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 10:48:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>perricominciare</dc:creator>
<guid>http://biancoeblu.wordpress.com/2008/11/17/contro-lentella-molte-scuse-e-poche-attenuanti/</guid>
<description><![CDATA[Il Savona di questa domenica, trovandosi davanti ad una squadra tosta e combattiva, si scioglie come]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://biancoeblu.wordpress.com/files/2008/11/nikolaj_recke_sorry.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-158" title="nikolaj_recke_sorry" src="http://biancoeblu.wordpress.com/files/2008/11/nikolaj_recke_sorry.jpg" alt="nikolaj_recke_sorry" width="315" height="210" /></a></p>
<p>Il Savona di questa domenica, trovandosi davanti ad una squadra tosta e combattiva, si scioglie come neve al sole, visto che non può giocare in contropiede. E&#8217; la solita partita abulica, senza testa, con l&#8217;attenuante (scarsina, in verità) dell&#8217;assenza di Salafrica, del quale s&#8217;è parlato molto a sproposito ultimamente, da parte di tutti, società inclusa, e di Borracino, che, però, è stata decisione di Bortolas non schierare (del resto, annunciata dal solito articolo scritto-in-ginocchio in settimana).</p>
<p>Il giornale che fa da megafono alle (presunte) verità societarie proprio la mattina del giorno del <em>match</em> usciva con un titolone che già metteva sul chi va là tutti quanti gli attori del teatrino biancoblù: &#8220;Savona al derby con i giovanissimi&#8221;, come dire: abbiamo già una scusa pronta.</p>
<p><!--more--></p>
<p>In realtà, come quasi tutti hanno capito, non è che la lista degli infortunati o degli indisponibili fosse tanto terribile: mancavano, infatti, Scugugia (che, se avesse giocato come ha fatto nelle prime partite, sarebbe stato meglio mettere in panchina o addirittura in tribuna), Vago (che titolare non è, visto che i nostri allenatori sono intelligentissimi), Storno (che al massimo potrebbe fare la lottatrice nel fango), Recagno (che, se non sbagliamo, ha giocato sì e no dieci minuti dall&#8217;inizio del campionato e ora contare come prima scelta sarebbe perlomeno come insultare la nostra intelligenza). </p>
<p>Per la verità, il Savona comincia anche bene, con qualche folata che sembra quasi costruzione (la prima volta dopo tanto tempo). La difesa addirittura sembra tenere l&#8217;urto di un&#8217;Entella schierata senza due o tre dei suoi uomini migliori, visto che Basilico entra solo a partita praticamente conclusa.</p>
<p>Ma è solo una illusione che dura poco, come certi amori estivi: a centrocampo, i Chiavaresi, dopo aver capito l&#8217;antifona, dominano (e a ragione l&#8217;allenatore Terzulli lo sottolinea quando è davanti ai microfoni dei giornalisti alla fine della partita-farsa), anche perché dall&#8217;altra parte ci sono Salis e Di Pietro, che fanno qualcosa a tempi alterni, anche se in genere ne azzeccano una ogni tremila. In difesa, i biancoblù ballano clamorosamente: schierare Sofrà in difesa, quando è un centrocampista, lo espone a figuracce davanti al brasiliano Bodini che lo salta sistematicamente, se non quando è fermato con il fallo. I due centrali continuano a fare del loro peggio, lasciando spazi invitanti al solo Croci, ex di lusso, tra l&#8217;altro, il quale è spesso talmente sorpreso dalle papere dei due che non segna.</p>
<p>E così, a parte i dieci minuti iniziali del primo tempo, il Savona naufraga nel suo nulla, affidandosi ai soli esterni di centrocampo, poco supportati dai difensori di fascia, i quali, quando riescono a spazzare fuori dalla propria area, devono ringraziare tutti i Santi del Paradiso. Se, poi, alla pochezza del gioco si assomma anche l&#8217;appannamento dei due attaccanti, in particolare di Giglio, è chiaro che alla fine Bortolas, invece che ululare per i punti persi, dovrebbe intonare un canto di vittoria per il punto guadagnato.</p>
<p>Intanto, mentre i biancoblù si impaperano, mostrando tutti i loro attuali limiti, le altre macinano punti. La Biellese resta sempre a +9, lo Spezia allunga a +4. La società non avrà paura di nessuno, ma forse dovrebbe cominciare un po&#8217; a temere il ritorno di Albese e Pro Settimo, che sono solo a -3, così tanto per non finire nei <em>play-out</em> senza prima aver almeno provato ad evitarli.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista al Secolo XIX]]></title>
<link>http://nicoloscialfa.wordpress.com/2008/10/17/intervista-al-secolo-xix/</link>
<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 13:59:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicolò Scialfa</dc:creator>
<guid>http://nicoloscialfa.wordpress.com/2008/10/17/intervista-al-secolo-xix/</guid>
<description><![CDATA[GENOVA. &#8220;Per piacere &#8211; dice il leader dei presidi genovesi Nicolò Scialfa &#8211; non co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>GENOVA. &#8220;Per piacere &#8211; dice il leader dei presidi genovesi Nicolò Scialfa &#8211; non cominciamo a farneticare di occupazioni. Il governo si aspetta proprio questo, il triste rituale di sempre, per affossare definitivamente la scuola pubblica&#8221;.</p>
<p><strong>Professor Nicolò Scialfa, lei è vicepresidente del Consiglio comunale in quota Rifondazione.</strong></p>
<p>&#8220;La scuola è teatro di scontro della lotta politica fin dagli anni Sessanta, basta: è ora di capire che non si tratta di un serbatoio di voti o tessere sindacali, bisogna fare un patto bipartisan per il bene dei nostri figli.&#8221;</p>
<p><strong>E&#8217; in gioco il futuro di un Paese.</strong></p>
<p>&#8220;La riforma Gentile aveva una finalità precisa, creare un&#8217;élite. Poi, il problema è stato accrodare una cultura alta ad una società di massa&#8221;.</p>
<p><strong>Mazzini voleva formare il Giovinetto italico.</strong></p>
<p>&#8221; E oggi chi formiamo? Non abbiamo più obiettivi. La tragedia è questa. Tra il 1974 e il 1982 sono stati messi in ruolo 550 mila insegnanti senza concorso, andando contro l&#8217;articolo 97 della Costituzione&#8221;.</p>
<p><strong>La scuola ammortizzatore sociale?</strong></p>
<p>&#8220;Sì. Ora, io non dico che questi 550 mila fossero tutti incapaci. Ma si è pensato a garantire il posto di lavoro, non all&#8217;insegnamento&#8221;.</p>
<p><strong>Tanto meno agli studenti.</strong></p>
<p>&#8221; A parte che l&#8217;ultima tornata di precari rischia di restare fuori e paradossalmente è l&#8217;unica che abbia superato un concorso, il problema dei numeri non esiste. Ci sono 90 mila insegnanti di sostegno? Consentono a chi ha un handicap di andare a scuola, spero che questo non sia ritenuto uno spreco.&#8221;</p>
<p><strong>Lei propone?</strong></p>
<p>&#8221; Di pagare chi vuol passare alle dipendenze di un&#8217;altro ministero. Insegnare deve tornare ad essere un fatto di cultura e di passione.&#8221;</p>
<p><strong>A 1300 euro? Per Brunetta, troppi.</strong></p>
<p>&#8221; Brunetta è un lupo dalla mala coscienza che come opera pensa&#8221;.</p>
<p><strong>Proverbio siciliano. E stipendi da fame.</strong></p>
<p>&#8221; Un insegnante non può vivere con quella cifra, ha bisogno di 3000 euro al mese. Perchè deve informarsi, comprare libri, viaggiare: e avere il riconoscimento sociale, l&#8217;orgoglio di essere un docente.&#8221;</p>
<p><strong>Lo ha scritto anche Piero Citati.</strong></p>
<p>&#8221; Il dramma è che vogliono distruggere la sanità, la previdenza sociale e la scuola, i capisaldi del welfare. Ma il welfare non è assistenzialismo, è una cosa nobile sostenere chi ne ha bisogno. Ed è profondamente giusto, oltre un valore della sinistra, consentire a tutti di studiare ad alto livello. Chi è nato con il cucchiano in bocca, nella vita, se la cava comunque&#8221;.</p>
<p><strong>Alla pubblica istruzione mettono sempre le seconde schiere.</strong></p>
<p>&#8220;Per forza. Così l&#8217;educazione rimane salda nelle mani dei ricchi e di chi può permettersi le scuole private.&#8221;</p>
<p><strong>Della Chiesa cattolica, magari?</strong></p>
<p>&#8221; Lo sapevate che ci sono 25 mila insegnanti di religione che possono passare ad un&#8217;altra materia con una semplice domanda? E che se accorpate una delle loro cattedre insorge la Curia?&#8221;</p>
<p><strong>Lo sospettavamo.</strong></p>
<p>&#8220;La scuola deve essere pubblica e laica. Su questo non si transige.&#8221;</p>
<p><strong>Una cosa di sinistra l&#8217;ha detta, alla fine.</strong></p>
<p>&#8220;La sinistra ha sbagliato molto, sulla scuola. Velleitaria, retorica, demagogica come il ministro Berlinguer. E poi la Cgil ha sempre considerato prioritari i posti di lavoro e non il fatto che si tratta della più importante risorsa del Paese. Concetti come merito e serietà sono stati svenduti, e invece sono i valori morali della sinistra. La superficialità va contro chi non nasce garantito.&#8221;</p>
<p>intervista di Paolo Crecchi</p>
<p>dal Secolo XIX del 16 ottobre 2008</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Entomologia erotica, la mappa delle lucciole del <em>Secolo XIX</em> ]]></title>
<link>http://circospetto.net/2008/10/09/entomologia-erotica-la-mappa-delle-lucciole-del-secolo-xix/</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 06:39:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>piazzamanin</dc:creator>
<guid>http://circospetto.net/2008/10/09/entomologia-erotica-la-mappa-delle-lucciole-del-secolo-xix/</guid>
<description><![CDATA[&#8230;o, meglio, dei divieti. &#8220;Sesso a pagamento vietato a piano terra&#8221;: tutti i dettag]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-1932" title="lucciole" src="http://circospetto.wordpress.com/files/2008/10/lucciole.jpg" alt="" width="650" height="488" /></p>
<p>&#8230;o, meglio, dei divieti. &#8220;Sesso a pagamento vietato a piano terra&#8221;: tutti i dettagli dell&#8217;ordinanza del Sindaco contro la prostituzione nel centro storico nell&#8217;articolo di Daniele Grillo sull&#8217;edizione (cartacea) del Decimonono di oggi.</p>
<p>Tempo fino al 7 novembre per visionare gli atti e provare a fare ricorso. Poi scatteranno denunce e sequestri per chi contravviene al divieto di &#8220;allestire o mantenere locali al piano strada attrezzati come camere da letto, soggiorni, sale da pranzo, cucine e simili entro l&#8217;ambito delimitato dalle strade indicate&#8221; ed elencate nell&#8217;articolo. Molte ragazze si sono già sistemate ai piani superiori, però, fa notare Aldo Siri, presidente del Municipio Centro Est.</p>
<p>Simone Schiaffino si spinge a controllare la Riviera di levante <a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/levante/2008/10/07/1101800187472-lucciole-decimate-multe-dateci-strada-rossa.shtml" target="_blank">nell&#8217;articolo (online) di due giorni fa</a> e parla con una diretta interessata:</p>
<blockquote><p>«Una strada&#8230; Vogliamo solo una strada dove poter fare il nostro lavoro. Siamo sempre esistite, punirci è un&#8217;ipocrisia. Se siamo qui, ed eravamo decine e decine prima della nuova legge, è perché in moltissimi si rivolgono a noi». Manuela è, si direbbe, una lucciola &#8220;di lungo corso&#8221;: non è più una ragazza, ma è ancora nel pieno dell&#8217;antica attività. Prima dell&#8217;estate &#8220;batteva&#8221; a Chiavari tra via San Francesco e viale Marconi. Ora ha passato il ponte, e lavora a Lavagna.</p></blockquote>
<p>(Il supplemento dell&#8217;edizione di oggi, a € 9.90, è &#8211; ironicamente &#8211; <em>L&#8217;avvocato nel cassetto</em>: un suggerimento editoriale?)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Novese non infierisce e Biffi limita i danni]]></title>
<link>http://biancoeblu.wordpress.com/2008/09/08/la-novese-non-infierisce-e-biffi-limita-i-danni/</link>
<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 11:16:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>perricominciare</dc:creator>
<guid>http://biancoeblu.wordpress.com/2008/09/08/la-novese-non-infierisce-e-biffi-limita-i-danni/</guid>
<description><![CDATA[  Una brutta, bruttissima partita, questa dell&#8217;esordio nel nuovo campionato del nuovo Savona t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://biancoeblu.files.wordpress.com/2008/09/giglio_raffaele_3_-_sangiovannese_0506.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-43" title="Raffaele Giglio, nella vecchia maglia della Sangiovannese" src="http://biancoeblu.wordpress.com/files/2008/09/giglio_raffaele_3_-_sangiovannese_0506.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p> </p>
<p>Una brutta, bruttissima partita, questa dell&#8217;esordio nel nuovo campionato del nuovo Savona targato Biffi. Purtroppo, i limiti di una squadra costruita senza intenzionalità, ma solo per far piacere ai tifosi si sono fatti vedere immediatamente. Non si può invocare, anche per questo fortunosissimo pareggio, la scusa dei novanta minuti-non-ancora-nelle-gambe. Il problema è che questi giocatori non solo non hanno i novanta minuti, ma proprio sono scarsi.</p>
<p>A fine partita, il presidente Marletti ha avuto parole poco simpatiche nei confronti dell&#8217;arbitro e ci può stare. La Novese ha preso due pali e probabilmente in alcune occasioni è stata anche maltrattata dal fischietto di Scozzafava e dunque ha tutte le ragioni per recriminare.</p>
<p> </p>
<p><!--more--></p>
<p>Meno credibili, invece, le dichiarazioni dello staff biancoblù. Come si fa a minimizzare il pareggio fortunoso, quando si è partiti con l&#8217;idea di &#8220;spezzeremo le reni alla Grecia&#8221;? Come si fa a sostenere d&#8217;essere soddisfatti, quando il capitano (il vecchio cuore biancoblù) aveva lanciato la carica, come poteva fare solo un irresponsabile, o uno che di calcio non capisce un&#8217;acca?</p>
<p>La sicumera con cui tutti, dai tifosi all&#8217;ultimo raccattapalle, hanno affrontato la stagione è foriera di cattive notizie. Si deve fin da subito ricominciare ad avere un altro atteggiamento: altro che schiacciasassi, altro che &#8220;dobbiamo cercare il bandolo della matassa&#8221;. Qui serve ben altro e serve presto, immediatamente.</p>
<p>Nella rosa attuale, i giocatori che sembrano ad oggi di categoria sono pochi. Gli altri non solo non sono brillanti fisicamente, ma sono dotati di scarsa tecnica e questo si può giudicare anche da una sgambata, perfino da un incerto incontro di Coppa Italia.</p>
<p>Poi, effettivamente, ci sono i giornali (nella pratica, un giornale), ci sono le dichiarazioni roboanti, ci sono i grandi nomi buttati lì, tanto serve solo a vendere. Ma una squadra di calcio è altro che un prodotto da pubblicizzare: è un organismo vivente, che deve essere tutelato, costruito oculatamente. L&#8217;investimento non sta tanto nel mettere nero su bianco qualche piccola o grande follia (&#8220;asfalteremo tutti&#8221;, &#8220;solo lo Spezia ci potrebbe fare concorrenza&#8221; e amenità di questo tipo), quanto nel far crescere l&#8217;ambiente, poco alla volta, non buttando soldi (pochi) e immagine (tanta, tanto non costa niente) in operazioni senza futuro.</p>
<p>Giglio, Scucugia: sulla carta tutto bello, tutto magnifico. Ma i due fanno insieme quasi ottant&#8217;anni. Quanto durerà la vena del primo? Ieri ci ha pensato Cavallo a farlo ruggire un po&#8217; di meno. Maisano ci aveva messo quattro difensori per ingabbiarlo. Non è possibile non credere che anche la Pro Settimo non lo conosca e non tenti di non farlo giocare.</p>
<p>Quanto, invece, è tragico l&#8217;acquisto del secondo? Prendere un giocatore a mezzo servizio, con un piede già in pensione e sperare che fornisca la classe che mancava alla difesa o che possa sostituire due, tre giocatori mandati via, perché uno si doveva operare un dente, l&#8217;altro è sempre stato antipatico ai tifosi, l&#8217;altro ancora non credeva nel progetto&#8230; non è da irresponsabili, è da folli.</p>
<p>Si fa fatica a vedere un capo e una coda in questa squadra che al massimo può limitare i danni. Si fa fatica a vedere perfino la mano di un Monteforte qualsiasi in quest&#8217;accozzaglia di giocatori pieni di limiti, tanto che alla fine si fa entrare Di Pietro, sperando (pensa te dove arriva la speranza umana) che sistemi il centrocampo! Si fa fatica anche a vedere uno schema che sia uno, magari su una palla piazzata, magari su un contropiede.</p>
<p>Quando i cantori della gestione-Romani la finiranno di raccontarci che tutto è bello, anzi che tutto è altamente bello e che chi non si allinea non crede nel progetto, forse il Savona racconterà una nuova stagione. Per ora, quello che racconta è una partita fortunosa, un punto rapinato, il gioco di una squadra di eccellenza che lotta per evitare la retrocessione e che ha l&#8217;unico merito di avere un rapinatore di gol.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[3#risarcimento]]></title>
<link>http://busalla2013.wordpress.com/2008/09/07/3risarcimento/</link>
<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 10:09:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>emanuele piccardo</dc:creator>
<guid>http://busalla2013.wordpress.com/2008/09/07/3risarcimento/</guid>
<description><![CDATA[La parola risarcimento fa paura ogni volta che viene usata ma durante un processo di contrattazione ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://busalla2013.files.wordpress.com/2008/09/ottoboni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41" title="ottoboni" src="http://busalla2013.wordpress.com/files/2008/09/ottoboni.jpg" alt="" width="435" height="614" /></a></p>
<p>La parola risarcimento fa paura ogni volta che viene usata ma durante un processo di contrattazione tra una comunità di cittadini e un&#8217;industria rappresenta un nodo da approfondire. In questa sessantennale vicenda tra Iplom e Busalla non si è mai parlato di un risarcimento economico per la presenza &#8220;ingombrante&#8221; della raffineria e nella omertà diffusa si accetta che l&#8217;azienda invece sponsorizzi la squadra di calcio e il volley. Noi non vogliamo un risarcimento mascherato sotto forma di sponsorizzazione, perchè poco trasparente e lede la dignità dei cittadini busallesi. Ogni azienda dal forte impatto ambientale cerca di mettere a tacere la propria coscienza offrendo generosi contributi alle attività sociali e sportive nel territorio sul quale agisce, è una prassi consolidata. Questo atteggiamento non è chiaro quanto il versamento di un risarcimento annuo all&#8217;amministrazione comunale che può, così, re-investire, se ha un progetto politico, in opere per la comunità. Molti cittadini pensano che l&#8217;accettazione di un risarcimento economico sia un atto di debolezza e svendita della propria coscienza ma non è vero. Nessuno potrà mai comprare le nostre coscienze, però tu, Azienda che offri dei disagi alla cittadinanza ogni volta che accade un incidente rilevante, non cospargerti il capo di cenere nelle pagine a pagamento di Secolo XIX e La Repubblica/Genova, ma dimostra la tua buona volontà e destina una quota annuale del tuo profitto alla comuità dismettendo il finanziamento alle attività sportive.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vita digitale, il <em>Secolo XIX</em> fa autocritica (sul web)]]></title>
<link>http://circospetto.net/2008/07/14/vita-digitale-il-secolo-xix-fa-autocritica/</link>
<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 03:54:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>piazzamanin</dc:creator>
<guid>http://circospetto.net/2008/07/14/vita-digitale-il-secolo-xix-fa-autocritica/</guid>
<description><![CDATA[Succede. Non quando la stampa &#8220;ruba&#8221; le foto da Flickr (come Repubblica)  ma quando, fac]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-1093" style="border:1px solid black;" src="http://circospetto.wordpress.com/files/2008/07/vita-digitale-secolo-080712.jpg" alt="" width="687" height="268" /></p>
<p>Succede. Non quando la stampa &#8220;ruba&#8221; le foto da Flickr (come <a href="http://circospetto.net/2008/05/27/vita-digitale-quando-la-stampa-ruba-foto-dal-web-la-repubblica/" target="_blank"><em>Repubblica</em></a>)  ma quando, facendolo, &#8220;ruba&#8221; clamorosamente quella sbagliata (come il <em><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/04_Aprile/30/errore_scuse_blogger.shtml" target="_blank">Corriere</a>):</em></p>
<blockquote><p>abbiamo inserito erroneamente a corredo dell&#8217;articolo una foto pixelata tratta da un blog in Internet. La persona ritratta non ha niente a che vedere con l&#8217;articolo in questione. Ce ne scusiamo con lei e con tutti i lettori del blog. Per evitare qualsiasi possibile futura confusione, abbiamo provveduto a cancellare anche dal nostro database il pezzo in oggetto</p></blockquote>
<p>Anche <a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/imperia/2008/07/12/1101623740023-frustato-ragazzine.shtml" target="_blank">il <em>Secolo</em> fa autocritica</a> (<a href="http://www.webcitation.org/5ZIUTlKcF" target="_blank">WebCitation</a>), dicevamo, in questo caso per aver pubblicato le foto di una persona accusata di reati con minorenni. Parte della &#8220;vita digitale&#8221; e quotidiana dei suoi lettori dal mugugno facile (ovvio) è infatti il commento agli articoli pubblicati sul web: a portata di clic, è semplice e ha reso visibile quel pensiero che si affaccia alla mente di molti quando si legge il giornale.</p>
<p>Perché certi finiscono in cronaca, una volta presi con le mani nel sacco, solo con le iniziali di nome e cognome, altri ancora addirittura con l&#8217;indirizzo (cosa che fanno spesso i cronisti &#8220;all&#8217;antica&#8221;, alcuni dei quali in pensione ma ancora attivissimi), e qualcuno addirittura con la foto?</p>
<p>Qual è il criterio che porta alla scelta? I lettori (online) se lo chiedono (sempre online) e il <em>Secolo</em> rimuove la foto dal sito. Con la pagina di carta, invece, probabilmente la nostra lattaia ci sta incartando le uova.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
