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	<title>immaginazione-simbolica &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "immaginazione-simbolica"</description>
	<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 09:44:00 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[MITI E ARCHETIPI di Carl Gustav Jung]]></title>
<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/2008/06/28/miti-e-archetipi-di-carl-gustav-jung/</link>
<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 16:17:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
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<description><![CDATA[(Da: C.G. Jung e K. Kerényi, Prolegomeni allo studio scientifico della mitologia, Boringhieri 1972) ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://adreampuppet.files.wordpress.com/2007/02/jung.jpg" alt="Jung" /></p>
<p>(Da: C.G. Jung e K. Kerényi, <em>Prolegomeni allo studio scientifico della mitologia</em>, Boringhieri 1972)</p>
<p><em>Legittimo erede della psicologia romantica, Jung ha contribuito a correggere in senso finalistico l&#8217;impostazione unilateralmente meccanicistica della psicoanalisi freudiana, facendo della psicologia del profondo uno studio del divenire psichico prima che un&#8217;analisi delle sue deviazioni patologiche. Ritrovando le radici dello psichismo negli archetipi dell&#8217;inconscio collettivo, Jung ha riportato in auge il carattere salvifico e normativo delle rappresentazioni mitologiche e religiose, che l&#8217;illuminismo aveva liquidato come aborti del pensiero razionale. Con Jung l&#8217;immaginazione simbolica torna ad essere la base fondamentale del linguaggio e della conoscenza di sè e del mondo.</em></p>
<p>Lo spirito primitivo non inventa i miti: li vive. I miti sono, originariamente, rivelazioni dell&#8217;anima pre-cosciente, involontarie testimonianze di processi psichici inconsci e tutt&#8217;altro che allegorie di processi fisici. Allegorie di questo genere non sarebbero che giuochi oziosi di un intelletto non scientifico. I miti, invece, hanno un significato vitale. Essi non esprimono soltanto, ma sono essi stessi a costituire la vita psichica della tribù primitiva che si disgrega e tramonta, non appena viene a perdere la sua eredità mitica, come un uomo che perda la propria anima. La mitologia di una tribù è la sua religione viva e la perdita di questa è sempre e dovunque, anche presso l&#8217;uomo incivilito, una catastrofe morale.<br />
<!--more--><br />
La religione però è un rapporto vivo con processi psichici che non dipendono dalla coscienza, ma si svolgono, di là di questa, nell&#8217;oscurità dello sfondo psichico. Molti di questi processi sorgono, è vero, dietro a una occasione data dalla coscienza, ma nessuno per un arbitrio cosciente. Altri sembrano nascere spontaneamente, vale a dire senza cause che si possano riconoscere e dimostrare nella coscienza.<br />
La psicologia moderna considera i prodotti dell&#8217;attività fantastica inconscia come auto-raffigurazioni di processi dell&#8217;inconscio o testimonianze della psiche inconscia su di se stessa.<br />
Si distinguono due categorie di simili prodotti. Primo: fantasie (inclusi in esse i sogni) di carattere personale che risalgono indubbiamente ad esperienze, dimenticanze, rimozioni personali e perciò si possono spiegare interamente in base all&#8217;anamnesi individuale. Secondo: fantasie (inclusi in esse i sogni) di carattere non personale che quindi non si possono far risalire alla &#8220;preistoria&#8221;  individuale, né spiegare con acquisizioni individuali. L&#8217;analogia più stretta per questa seconda categoria di formazioni fantastiche si trova nei tipi mitologici. È perciò da supporre che esse corrispondano a certi elementi strutturali collettivi (e non personali) dell&#8217;anima umana in generale e, come gli elementi morfologici del corpo umano, si trasmettano in via ereditaria. Benché la tradizione e la diffusione per migrazione abbiano la loro parte, vi sono tuttavia, come si è detto sopra, casi molto numerosi che non si possono spiegare con una derivazione di questo genere, ma ci costringono ad ammettere un rivivere &#8220;autoctono&#8221;. Tali casi sono così frequenti che non si può fare a meno di ammettere l&#8217;esistenza di uno strato-base psichico-collettivo. Io ho denominato questo strato l&#8217;inconscio collettivo.<br />
I prodotti di questa seconda categoria somigliano talmente ai tipi strutturali dei miti e delle favole, che si deve considerarli affini ad essi. È dunque assolutamente possibile che ambedue, tipi mitologici e tipi individuali, nascano da condizioni molto simili. Come si è detto, i prodotti di fantasia della seconda categoria (come del resto anche quelli della prima) sorgono in uno stato di degradata intensità di coscienza (in sogni, deliri, allucinazioni, visioni ecc.). In simili stati cessa quell&#8217;inibizione che la concentrazione di coscienza esercita sui fatti inconsci, e, di conseguenza, il materiale fino allora inconscio, precipita, come attraverso porte laterali, nello spazio della  coscienza. Questa maniera di prodursi costituisce la regola.<br />
Il principio metodologico da cui parte la psicologia per trattare i prodotti dell&#8217;inconscio, va formulato in questi termini: fatti di natura archetipica rivelano processi nell&#8217;inconscio collettivo. Essi non si riferiscono quindi a qualcosa di cosciente o a qualcosa che una volta è stato cosciente, bensì all&#8217;essenzialmente inconscio. […]<br />
Ora se si procede secondo il principio sopra formulato, non si presenta più la questione, se un mito riguardi il sole o la luna, il padre o la madre, la sessualità o il fuoco o l&#8217;acqua, ma si tratta sempre di circoscrivere e caratterizzare approssimativamente un nucleo di significato pre-cosciente. Il senso di questo  nucleo non è mai stato, né sarà mai cosciente. Esso fu sempre e sarà sempre soltanto interpretato ed ogni interpretazione che si avvicini alquanto al senso recondito (o, parlando dal punto di vista dell&#8217;intelletto scientifico, al non-senso, il che, in fondo, non fa differenza), non solo pretende per sé un&#8217;assoluta verità e validità, ma nello stesso tempo anche rispetto e devozione religiosa.  Gli archetipi furono e sono forze vitali psichiche che pretendono di venir prese sui serio e anzi, nella maniera più singolare, provvedono anche a farsi valere. Essi erano sempre garanti di protezione e salvezza e l&#8217;offesa recata ad essi porta la conseguenza ben nota dalla psicologia dei primitivi, dei perils of the soul. Essi sono, infatti, moventi infallibili dei disturbi nevrotici e anche psicotici, dato che essi si comportano esattamente come gli organi del corpo o i sistemi funzionali organici trascurati o lesi.</p>
</div>]]></content:encoded>
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