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	<title>impatto &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/impatto/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "impatto"</description>
	<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 15:36:23 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Meteorite in Sudafrica]]></title>
<link>http://waxflower.wordpress.com/2009/11/28/meteorite-in-sudafrica/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 16:02:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>ghironding</dc:creator>
<guid>http://waxflower.wordpress.com/2009/11/28/meteorite-in-sudafrica/</guid>
<description><![CDATA[                       21/11/2009:un meteorite precipita verso la Terra ed esplode sopra i cieli del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>                       <img class="alignnone size-medium wp-image-1174" title="Esplosione" src="http://waxflower.wordpress.com/files/2009/11/esplosione.jpg?w=300" alt="" width="300" height="236" /></p>
<p><span style="color:#ffffff;">21/11/2009</span>:un <span style="color:#ffffff;">meteorite</span> precipita verso la Terra ed esplode sopra i cieli del <span style="color:#ffffff;">Sudafrica</span>. Sembra uno scenario da <span style="color:#ffffff;">film catastrofico</span> ma é realtà. Dopo i <span style="color:#ffffff;">casi </span>riportati della <span style="color:#ffffff;">Lituania </span>e dell&#8217;<span style="color:#ffffff;">Indonesia</span>,é toccato al Sudafrica vedere questo spettacolo affascinante quanto inquietante. <!--more-->Si pensava che il corpo celeste fosse <span style="color:#ffffff;">precipitato</span> in una zona disabitata del <span style="color:#ffffff;">Botswana </span>ma dopo ricerche si é scoperto che il missile proveniente dall&#8217;universo si é <span style="color:#ffffff;">disintegrato</span> al contatto con l<span style="color:#ffffff;">&#8216;atmosfera</span>. Ecco qui lo spettacolare <span style="color:#ffffff;">video dell&#8217;evento</span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/8UOcRCSxeS4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/8UOcRCSxeS4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Che il <span style="color:#ffffff;">cielo</span> stia aggiustando la mira perché <span style="color:#ffffff;">stufo</span> di noi?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il vino nell'alluminio]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/24/il-vino-nellalluminio/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 13:09:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/24/il-vino-nellalluminio/</guid>
<description><![CDATA[In arrivo nel canale horeca le bottiglia di vino in alluminio. Quest&#8217;estate, infatti, è stato ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In arrivo nel canale horeca le bottiglia di vino in alluminio. Quest&#8217;estate, infatti, è stato presentato il brand W! [AL generation]. Wl come Wine, AL per richiamare il simbolo chimico dell&#8217;alluminio e Generation per identificare un consumatore giovane che rispetta le esigenze del vivere &#8220;green&#8221;.</p>
<p>Un nuovo approccio &#8230; al mondo del vino attraverso l&#8217;utilizzo, per la prima volta in Italia, di un contenitore di alluminio che rivoluziona l&#8217;estetica della bottiglia e ne consente il riutilizzo dopo il consumo. Per promuovere questo nuovo brand di Casa Vinicola Caldirola è stato lanciato il progetto pilota &#8220;W! Tour a Zero C02&#8243;: hostess equipaggiate con le ecologiche riciclette, le biciclette in alluminio riciclato, hanno animato per un mese stabilimenti balneari, wine bar e locali di 17 località marittime. in 8 diverse regioni italiane.</p>
<p>Per l&#8217;occasione sono stati organizzati anche un sondaggio sul mondo dell&#8217;alluminio, un concorso fotografico, una capillare campagna di affissioni e un sito internet appositamente realizzato per sfruttare al meglio la forza del viral in rete attraverso le funzioni del social network.</p>
<p>L&#8217;originale evento in chiave edutainment è stato organizzato grazie alla collaborazione del consorzio Cial, che ha ideato le riciclette, e di AzzeroC02, società che consentirà l&#8217;azzeramento delle emissioni di gas serra prodotte dal tour attraverso la piantumazione di alberi nell&#8217;ambito del progetto di riqualificazione del Parco Nord di Milano.</p>
<p>Per info vedi: <a href="http://www.wwine.it/algen.asp" target="_blank">http://www.wwine.it/algen.asp</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[International Dan David Prize 2010 ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/19/international-dan-david-prize-2010/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 06:41:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/19/international-dan-david-prize-2010/</guid>
<description><![CDATA[Tel Aviv, Israele, 30 novembre 2009  Tre premi da un milione di dollari. Il Dan David Prize, che ass]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Tel Aviv, Israele, 30 novembre 2009  Tre premi da un milione di dollari. Il Dan David Prize, che ass]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Detersivi, è l'ora del "green"]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/17/detersivi-e-lora-del-green/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:50:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/17/detersivi-e-lora-del-green/</guid>
<description><![CDATA[Detergenti e ambiente: incompatibilità infinita Negli anni ’90 sono stati privati dei fosfati, ma og]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Detergenti e ambiente: incompatibilità infinita </strong></p>
<p>Negli anni ’90 sono stati privati dei fosfati, ma oggi continuano a inquinare soprattutto per i loro tensioattivi: la lunga strada verso l’eco-compatibilità dei detersivi è appena cominciata. <a href="http://www.forplanet.org/news2009_10.asp" target="_self"><span style="color:green;">LEGGI IL SEGUITO SU FORPLANET.ORG</span></a></p>
<p>°°°</p>
<p><strong>Ecopulisci! </strong></p>
<p>Cucinare e gustare una buona cena dà grandi soddisfazione e anche tante stoviglie da lavare! Un lavandino pieno spesso significa un grande impiego di detersivo… È proprio questo il momento migliore per far uscire “l&#8217;animo green” che si annida in ognuno di noi!  <a href="http://www.greeness.it/ecorisparmi_161109.html" target="_self"><span style="color:green;">LEGGI IL SEGUITO SU GREENESS.IT </span></a></p>
<p>°°°</p>
<p><strong>Lavare con le noci</strong></p>
<p>In India, entrando in una casa, potreste assistere a qualcosa di apparentemente bizzarro: una donna intenta a mettere delle noci nella lavatrice per fare il bucato: il miracolo igienico delle noci del sapone. <a href="http://www.greeness.it/noci_del_sapone.html" target="_self"><span style="color:green;">LEGGI IL SEGUITO SU GREENESS.IT</span></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ALTO LAGO: MONTAGNA ABBANDONATA E MASSACRATA   ]]></title>
<link>http://pdaltolago.wordpress.com/2009/11/15/alto-lago-montagna-abbandonata-e-massacrata/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 10:28:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>pdaltolago</dc:creator>
<guid>http://pdaltolago.wordpress.com/2009/11/15/alto-lago-montagna-abbandonata-e-massacrata/</guid>
<description><![CDATA[Pubblichiamo una sintesi per punti del discorso introduttivo al Convegno sui problemi della montagna]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Pubblichiamo una sintesi per punti del discorso introduttivo al Convegno sui problemi della montagna alto lariana tenuto dal Partito Democratico il 30 di ottobre a Dongo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;">Qualcuno parla di “problemi” della montagna. In realtà sono minacce serie che, ormai in piena fase di attuazione, si configurano come veri e propri DANNI.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;"> 1)      CINGHIALI: danneggiano il bosco e i residui prati che vengonono ancora tagliati, spingendo all’abbandono definitivo da parte dell’uomo. Manca una strategia risolutiva, ma anche solo di contenimento.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;">2)      PRESE D’ACQUA SUI TORRENTI per l’energia elettrica: alcuni Sindaci  continuano a vendere a privati la “nostra” acqua (pensando sia la loro!). Vanno fermati, ma niente di concreto si muove. I due consiglieri provinciali dell’alto lago a parole si dichiarano contrari poi, arrivati a Como, il silenzio. Ma non sono anche assessori e quindi con possibilità di contare nelle decisioni della Giunta provinciale? Sveglia, allora!</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;">3)      STRADE DI MONTAGNA: la devastazione a colpi di ruspa in Valle Albano è purtroppo lì da vedere. Le strade che servono vanno fatte ma bene, con criteri che rispettino la natura e lo stato del terreno. Poi c’è la loro manutenzione: e chi l’ha vista mai?</span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008000;">Il PD propone di mettere i Sindaci su un bus e portarli in” viaggio di istruzione” in Trentino o in Svizzera: magari imparerebbero come si può lavorare bene in questi e in altri settori.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;">4)      MONTAGNA ABBANDONATA e PASCOLI DESERTI: in realtà ultimamente alcuni pascoli si stanno ripopolando con pecore, vitelli, ecc. che arrivano su TIR da altre Province. Chi li porta prende un bel po’ di euro ad animale, il Comune incassa qualcosa e tutti sono contenti. Un po’ meno il territorio (ci pensate a un migliaio di pecore non controllate?). E ancora di meno la “nostra” agricoltura.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;"> 5)     RIFUGI: perché quando li gestisce il CAI di Dongo funzionano, mentre quando cadono in altre mani restano chiusi o quasi?</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">LE PROPOSTE/RICHIESTE DEL PD:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">a)      <strong><span style="text-decoration:underline;">alla Comunità Montana</span></strong>: ricostituire la squadra di persone che periodicamente tiene puliti i sentieri e parte del sottobosco (squadra operativa negli anni ’80).</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">b)      <strong><span style="text-decoration:underline;">alla Provincia</span></strong>:  bloccare immediatamente tutte le domande esistenti di prese d’acqua in attesa di una ricognizione seria dell’esistente e dei rischi per i corsi d’acqua e per il territorio.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"> c) </span><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="text-decoration:underline;">alla Regione</span></strong>: dare i contributi a chi lavora, anche part-time, in montagna agli agricoltori e allevatori dell’alto lago e non ai trafficanti fuori provincia.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["Scientiae Munus" sul mistero di Tunguska]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/09/scientiae-munus-sul-mistero-di-tunguska/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 06:39:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Parma 10 novembre alle 17,30 nell’Auditorium di Banca Monte Parma (via Bruno Longhi, 9), il fisico n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Parma 10 novembre alle 17,30 nell’Auditorium di Banca Monte Parma (via Bruno Longhi, 9), il fisico n]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Salvia? Gardenia? No, Toyota Flowers ]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/03/salvia-gardenia-no-toyota-flowers/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 15:08:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/03/salvia-gardenia-no-toyota-flowers/</guid>
<description><![CDATA[Non è un mistero (ne pubblicità) che Toyota è una delle aziende automobilistiche più impegnate sul f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non è un mistero (ne pubblicità) che Toyota è una delle aziende automobilistiche più impegnate sul fronte ecologico. Tanto che la sua <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-06/22/nuova-prius-toyota-punta-ancora-sull%27ibrido.aspx">Prius</a> è uno dei modelli ibridi più apprezzati al mondo. E proprio per suggellare lo spirito verde di quest’auto, la casa giapponese ha deciso di abbattere buona parte delle emissioni di gas generate dalla sua catena di montaggio. Una notizia certamente positiva, ma che acquista ancor più valore quando si viene a sapere la soluzione escogitata dai geniacci del Sol Levante: fiori. Due, per la precisione.</p>
<p>I ricercatori Toyota, infatti, hanno creato due nuove specie, in grado di assorbire gas inquinanti prodotti dalla catena di montaggio della Prius, rilasciando semplice calore. I due nuovi arrivati, derivati da piante di salvia e gardenia, saranno impiantati, in grandi quantità, nei giardini che adornano gli spazi aperti dell’impianto Prius, a Toyota City.</p>
<p><a title="Salvia? Gardenia? No, Toyota Flowers " href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-11/03/salvia-gardenia-no,-toyota-flowers-.aspx"><img src="http://www.wired.it/_/media/continue-arrow.gif" alt="" /><em>Continua a leggere &#8220;Salvia? Gardenia? No, Toyota Flowers &#8221; </em></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La casa a impatto zero o quasi]]></title>
<link>http://ilronny.wordpress.com/2009/10/29/la-casa-a-impatto-zero-o-quasi/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 15:13:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilronny</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non solo sono in alto a Bolzano, sono avanti, molto avanti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Non solo sono in alto a Bolzano, sono avanti, molto avanti]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Convegno sulla montagna in Lombardia]]></title>
<link>http://pdaltolago.wordpress.com/2009/10/28/convegno-sulla-montagna-in-lombardia/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 22:37:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>pdaltolago</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-203" title="locpdvenerdi" src="http://pdaltolago.wordpress.com/files/2009/10/locpdvenerdi3.jpg" alt="locpdvenerdi" width="500" height="718" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La Aroi contraria a costruzione ponte di Messina]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/22/la-aroi-contraria-a-costruzione-ponte-di-messina/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 22:17:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[La responsabile per la Calabria dell&#8217;Italia dei Diritti: &#8220;Esistono interventi molto più ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La responsabile per la Calabria dell&#8217;Italia dei Diritti: &#8220;Esistono interventi molto più ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diamante, la centrale a impatto zero]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/16/diamante-la-centrale-a-impatto-zero/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 10:59:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il fascino leonardesco dell’uomo vitruviano ti avvolge appena ti avvicini alla centrale. Tanto bella]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il fascino leonardesco dell’uomo vitruviano ti avvolge appena ti avvicini alla centrale. Tanto bella quanto atipica perché mix tra opera d’arte e sistema energetico, che da sabato “illuminerà” i viali del parco naturale di Pratolino, nel comune di Vaglia, non lontano da Firenze e la statua del Gigante dell’Appennino, capolavoro del Giambologna, che in questi luoghi troneggia.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14611" title="0137" src="http://paoblog.wordpress.com/files/2009/10/0137.jpg" alt="0137" width="240" height="154" /></p>
<p>La centrale-scultura si chiama Diamante ed è un impianto, unico al mondo nel suo genere, progettato con tecnologie solari e a idrogeno all’avanguardia, per essere inserito all’interno di parchi naturali con impatto zero, sia dal punto di vista delle emissioni inquinanti, sia da un punto di vista estetico. Diamante è nato da un progetto congiunto tra Università di Pisa ed Enel pensato con l’obiettivo di fornire energia elettrica a centri di particolare valore ambientale o artistico. In un primo momento sarebbe dovuto sorgere all’interno del Parco naturale di Migliarino San Rossore tra Pisa e Viareggio, poi, grazie anche all’impegno del sindaco di Firenze Matteo Renzi (allora presidente della provincia) è stato deciso di installarlo a Pratolino.</p>
<p>«La centrale funziona anche in mancanza di sole – spiega Luigi Maffei, ordinario di Architettura tecnica della facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa &#8211; grazie alla produzione e accumulo di idrogeno ed ha una struttura versatile sulla quale sarà possibile sperimentare nel tempo i più evoluti sistemi fotovoltaici. ll modello estetico segue invece antichi modelli, sintesi evolutiva del dodecaedro di Leonardo-Pacioli e delle cupole geodetiche dell’architetto Richard Fuller e rispetta le tre categorie vitruviane: utilitas, firmitas, venustas. La forma classica nasce da considerazioni matematiche e geometriche con il ricorso alle dimensioni auree per consentire di essere in armonia con la natura e con l’ambiente».</p>
<p>Visto da vicino Diamante è un impianto in vetro e acciaio alto 12 metri con un diametro di 8 formato da 38 pannelli fotovoltaici a celle monocristalline, orientati a sud, e 42 facce in vetro temprato. Ma il segreto più affascinante si nasconde all’interno del dodecaedro hi-tech dove si trovano tre sfere di vetroresina.</p>
<p>«Queste sfere – continua Maffei &#8211; contengono innovativi serbatoi a idruri metallici e a bassa pressione per l’accumulo energetico di idrogeno. Si tratta di un sistema integrato di produzione e stoccaggio di energia da fonte solare che assicura l’autosufficienza energetica di un piccolo condominio».</p>
<p>Nella parte inferiore della struttura si trova la sala apparati con le macchine necessarie al processo energetico e spazi per apprendere il funzionamento (education) da parte di scolaresche e da tutti quelli che vorranno avvicinarsi a capire il funzionamento. E anche desiderosi di non perdere l’emozione di qualcosa di unico, un po’ tecnologia e un po’ arte, nella terre del grande Leonardo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un festival (davvero) a impatto zero]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/14/un-festival-davvero-a-impatto-zero/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 11:36:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/14/un-festival-davvero-a-impatto-zero/</guid>
<description><![CDATA[Dal 22 Ottobre al 2 Novembre, invece, a Rimini si tiene un festival pronto a dimostrare che ci si pu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="Un festival (davvero) a impatto zero" href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-10/14/un-festival-%28davvero%29-a-impatto-zero.aspx"><img src="http://services.condenetint.com/dam/674x281/d_f/festival_1.jpg" alt="Un festival (davvero) a impatto zero" /></a></p>
<p>Dal 22 Ottobre al 2 Novembre, invece, a Rimini si tiene un festival pronto a dimostrare che ci si può divertire in modo assolutamente ecosostenibile. Questo è l&#8217;obiettivo di Ambiente Festival, una manifestazione che lascia da parte proclami e tecnologie fin troppo future, per abbracciare strumenti &#8220;green&#8221; attuali, e miscelarli a un sano divertimento.</p>
<p><a title="Un festival (davvero) a impatto zero" href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-10/14/un-festival-%28davvero%29-a-impatto-zero.aspx"><img src="http://www.wired.it/_/media/continue-arrow.gif" alt="" /><em>Continua a leggere &#8220;Un festival (davvero) a impatto zero&#8221; </em></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[dei suoi passi il movimento riconosco]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/10/11/dei-suoi-passi-i-movimenti-riconosco/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 18:57:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/10/11/dei-suoi-passi-i-movimenti-riconosco/</guid>
<description><![CDATA[l&#8217;estrema    lievissima     sequela come di pioggia fresca    la pianta in un boschetto di bet]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/uCNyVfSm4-Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/uCNyVfSm4-Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>l&#8217;estrema    lievissima     sequela</p>
<p>come di pioggia fresca    la pianta</p>
<p>in un boschetto di betulle    un soffio</p>
<p>e una danza raffinata e svelta</p>
<p>il tallone  all&#8217;orlo che  la mia veste  sfiora</p>
<p>come di erbe un coro    l&#8217; alito di cento fanciulle</p>
<p>la sua eco mi ricanta.</p>
<p>E  l&#8217; andatura   è  un manto</p>
<p>che quieta  ne decanta tratto e incanto</p>
<p>come di un bacio    il tenero contatto</p>
<p>di foglie     sul velo dell&#8217;acqua</p>
<p>luci e cerchi ne segnano il mosaico  e leggerissimo l&#8217;impatto</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Faccio l'olio più verde che c'è]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/10/faccio-lolio-piu-verde-che-ce/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 03:28:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/10/faccio-lolio-piu-verde-che-ce/</guid>
<description><![CDATA[CHIP D&#8217;IDENTITÀ Ogni olivo della tenuta è dotato di un tag che utilizza la tecnologia Rfid, un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://services.condenetint.com/dam/674x281/o_r/olio.gif" alt="Faccio l'olio più verde che c'è" /><strong>CHIP D&#8217;IDENTITÀ Ogni olivo della tenuta è dotato di un tag che utilizza la tecnologia Rfid, una sorta di codice a barre di nuova concezione (Epc) che viene scansito da un lettore Rfi d Uhf a onde radio.</strong>- Foto: Stefano Dal Pozzolo</p>
<p>Un articolo di Daniele Cassandro &#8211; www.wired.it</p>
<p>«È stato mio nonno a trasmetterci l&#8217;amore per gli alberi», ricorda Andrea Fasola Bologna, il patriarca della famiglia che gestisce l&#8217;azienda agricola Castello di Monte Vibiano Vecchio. «Molto prima che andasse di moda parlare di CO2 o di impatto zero. E quando, durante la guerra, si era costretti a disboscare perché c&#8217;era la confisca sulla legna da ardere, mio padre ha preferito comprarla apposta. Per risparmiare i suoi alberi». Il rispetto per la natura è un valore antico in Umbria e, dal 2003, si è arricchito di una moderna veste tecnologica.</p>
<p>Proprio in quell&#8217;anno Lorenzo Fasola Bologna, figlio di Andrea e giovane Ceo dell&#8217;azienda, decideva di far partire una rivoluzione verde nella tenuta di famiglia. «L&#8217;amore per la terra e per la qualità dei nostri prodotti lo avevamo già nel sangue», racconta. «Si trattava solo di aggiornarlo». La prima mossa è stata passare alle energie rinnovabili: ma non bastava certo un tetto fotovoltaico per mandare avanti un&#8217;azienda che, per quanto piccola, gestisce 12mila olivi: a seconda delle annate, vuol dire circa 10 milioni di bottigliette mignon di olio venduto essenzialmente alle linee aeree. Oltre a ricoprire di pannelli i tetti di una vecchia cascina, dunque, Fasola si è rivolto a una ditta austriaca (la CellStrom) per farsi installare una stazione elettrica solare di rifornimento al centro di quello che un tempo era uno spiazzo accanto agli orti. Come un girasole (se ne vedono a perdita d&#8217;occhio intorno al castello di Monte Vibiano) il pannello ruota a caccia di raggi. Ricarica una grande batteria che dà energia ai mezzi di trasporto (tutti elettrici) che spostano i lavoratori da una parte all&#8217;altra della tenuta.</p>
<p>Fa uno strano effetto vedere (e sentire nel silenzio della campagna) tante macchinette elettriche arrampicarsi per le vigne e gli uliveti. Essere puliti al cento per cento è anche, e soprattutto, una questione di ottimizzazione: per questo la cantina è dotata di un sistema di aerazione naturale e i due grandi silos per il grano sono coperti da una speciale vernice bianca che respinge i raggi più caldi del sole.</p>
<p>Ottimizzare vuol dire anche informatizzare. Monte Vibiano si è rivolta alla Microsoft per avviare nella tenuta un programma di gestione integrata delle informazioni tra amministrazione e produzione agricola. In pratica un filo diretto tra la produzione (i campi, il frantoio e le cantine) e gli uffci in cui si smistano gli ordini, si concludono gli affari e si prendono le decisioni. Perfino i singoli alberi di ulivo sono &#8220;taggati&#8221; e il loro stato di salute e la loro produttività sono monitorate costantemente. Gestire i dati in tempo reale, comunicare e concludere affari telematicamente da una parte all&#8217;altra del mondo è, secondo Fasola, un modo in più per essere verdi: «Ci porta a spostarci di meno, a volare di meno per concludere un affare. Accelerare le informazioni ci permette il lusso di essere più lenti nelle cose che contano davvero».</p>
<p>Ma, alla fine, questa rivoluzione verde è redditizia? «Non nell&#8217;immediato», ammette Fasola. «Ma è soprattutto un investimento culturale, un piccolo esempio per tutti gli altri e un segnale per i nostri clienti più attenti. Prima o poi il mondo sarà costretto a responsabilizzarsi. Quando succederà, magari tra dieci anni, noi ci troveremo avvantaggiati». Quindi, per il momento, a Monte Vibiano ci si gode il lusso della lentezza: «Vedi come vanno piano queste macchinette elettriche?», dice Fasola mentre ci arrampichiamo verso gli uliveti. «Può sembrare un andare indietro rispetto agli altri che cercano di arrivare più veloci. Per me invece è un andare avanti».</p>
<p><strong>L&#8217;EXTRAVERGINE CHE VOLA</p>
<p>Olive-oil Airlines </strong><br />
È risaputo: le compagnie aeree inquinano. Ma non quando scelgono l&#8217;olio per la first class&#8230;</p>
<p>Buona parte dell&#8217;olio prodotto a Monte Vibiano viene confezionato, appena spremuto, in bottigliette monodose e congelato immediatamente. Il risultato è un blocchetto di olio ghiacciato verde-smeraldo pronto a scongelarsi (ci mette 10 minuti) appena c&#8217;è un&#8217;insalata da condire nelle first class di linee aeree come British Airways ed Emirates.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Impatto lunare oggi!]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/09/impatto-lunare-oggi/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 10:28:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/09/impatto-lunare-oggi/</guid>
<description><![CDATA[La NASA fa il botto: un botto silenzioso, visto che non c&#8217;è atmosfera per propagare il suono, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La NASA fa il botto: un botto silenzioso, visto che non c&#8217;è atmosfera per propagare il suono, ma un botto visibile da quattrocentomila chilometri di distanza.</p>
<div>Oggi, infatti, la sonda automatica LCROSS è destinata a colpire il polo sud lunare a circa 9000 chilometri l&#8217;ora, sollevando una nube di polvere che sarà visibile direttamente dalla Terra attraverso un buon telescopio per chi si trova alle longitudini giuste (principalmente negli Stati Uniti). I meno fortunati potranno vedere l&#8217;evento tramite <a href="http://www.nasa.gov/multimedia/nasatv/index.html">NASA TV</a> e seguire le informazioni nella <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/LCROSS/main/index.html">pagina apposita</a> dell&#8217;ente spaziale statunitense.</p>
<p>Lo scopo dell&#8217;esperimento è analizzare la nube di polvere generata dallo schianto in modo da decifrarne il contenuto chimico, soprattutto in considerazione della recente conferma della presenza d&#8217;acqua sulla Luna. Lo spettacolo dovrebbe essere notevole: la NASA ha scelto un cratere al polo sud che sarà in ombra, in modo che la nube sia illuminata dalla luce radente del Sole quando si solleva e offra il massimo contrasto.</p></div>
<div></div>
<div>Tutti i principali telescopi professionali e amatoriali del mondo sono puntati sull&#8217;obiettivo, e una visuale molto speciale verrà offerta dalla sonda vera e propria, che riprenderà l&#8217;ìmpatto. La sonda è infatti composta da due parti: l&#8217;impattatore principale (circa 2500 chilogrammi), che è in realtà un stadio del missile Centaur che ha portato LCROSS alla Luna, e la sonda vera e propria, che va a schiantarsi anch&#8217;essa pochi minuti più tardi, attraversando la nube di polvere e analizzandola in tempo reale.</p>
<p>Niente panico: come <a href="http://lcross.arc.nasa.gov/observation/amateur.htm">spiega</a> anche la NASA, l&#8217;impatto non causerà danni permanenti al nostro satellite naturale (produrrà un cratere di circa 5 metri di profondità e 20 di larghezza) né lo sposterà dalla sua orbita (sì, è stato necessario scrivere una FAQ anche per questo genere di dubbi), anche perché la natura bombarda la Luna con oggetti ben più consistenti da milioni di anni. Per chi invece teme che questo bombardamento artificiale scateni una guerra con gli alieni che abitano la Luna, va ricordato che vari veicoli, non solo statunitensi ma anche russi, indiani e giapponesi, si sono già schiantati sulla Luna e non è successo nulla. <a href="http://nssdc.gsfc.nasa.gov/planetary/lunar/apollo_impact.html">Qui</a>, per esempio, trovate la lista dei veicoli delle missioni Apollo caduti sulla Luna.</div>
<div></div>
<p>Fonte: <a href="http://attivissimo.blogspot.com/">http://attivissimo.blogspot.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Poche ore all'impatto]]></title>
<link>http://oggiscienza.wordpress.com/2009/10/08/poche-ore-allimpatto/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 12:41:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federica Sgorbissa</dc:creator>
<guid>http://oggiscienza.wordpress.com/2009/10/08/poche-ore-allimpatto/</guid>
<description><![CDATA[La NASA si prepara a scoprire se sulla Luna c&#8217;è l&#8217;acqua Domani all&#8217;una e mezzo cir]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><em><a href="http://lcross.arc.nasa.gov/images/cabeusmap.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3350" title="Crediti: NASA" src="http://oggiscienza.wordpress.com/files/2009/10/cabeusmap.jpg" alt="Crediti: NASA" width="191" height="247" /></a>La NASA si prepara a scoprire se sulla Luna c&#8217;è l&#8217;acqua</em></h3>
<p style="text-align:justify;"><em> </em><br />
Domani all&#8217;una e mezzo circa del pomeriggio, la NASA lancerà un razzo contro la Luna. Non si tratta di un incidente ma di un esperimento scientifico: il satellite Lunar CRater Observation and Sensing Satellite, LCROSS, lanciato dalla Terra il giugno scorso e attualmete in orbita intorno alla Luna, farà cadere nel cratere Cabeus, al polo sud lunare, un modulo esausto di razzo per sollevare una nuvola di detriti nella quale si spera di trovare tracce di ghiaccio. L&#8217;ingegnoso esperimento dovrebbe svelare i misteri delle aree in ombra del nostro satellite, che si pensano abbastanza fredde per trattenere l&#8217;acqua sotto forma di ghiaccio.<br />
In <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/LCROSS/impact/index.html" target="_blank">questa pagina</a> potete trovare tutte le informazioni per seguire l&#8217;evento in diretta.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un test sul Disturbo da deficit dell’attenzione (un regalino del multitasking)]]></title>
<link>http://sentimentodigitale.wordpress.com/2009/09/26/un-test-sul-disturbo-da-deficit-dell%e2%80%99attenzione-un-regalino-del-multitasking/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 16:03:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>iloveusb</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ricerche scientifiche dimostrano che il multitasking è spesso alla radice della sindrome del Disturb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1926" title="ritalin" src="http://sentimentodigitale.wordpress.com/files/2009/09/ritalin.jpg?w=217" alt="ritalin" width="217" height="300" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;">Ricerche scientifiche dimostrano che il <strong>multitasking</strong> <strong>è spesso alla radice della sindrome del Disturbo da deficit dell’attenzione</strong> e di molti altri malesseri, come ad esempio la stanchezza cronica, lo stress, l’ansia, la sensazione che la memoria non sia più così efficiente come lo era una volta. Il multitasking può indurre una risposta di stress producendo adrenalina. Se questo processo va avanti per un periodo prolungato nel tempo, può danneggiare le cellule che producono la memoria a breve termine.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;"><strong>Soffrite già del </strong><strong>Disturbo da deficit dell’attenzione</strong><strong>?</strong> Io sì. Non rispetto i turni di parola, temo di dimenticare cosa sto per dire, annuisco anche se non seguo, mi annoio maledettamente. Tante altre cose, e soprattutto questa strana sensazione di palline-che-rimbalzano-nella-testa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;"><strong>La conferma arriva da un test</strong> trovato <a href="http://www.nienteansia.it/test/test-disturbo-attenzione.html">in questo sito</a>. Per fortuna Google e Delicious fungono da strumenti compensativi e mi aiutano a recuperare i link, visto che la memoria non è più efficiente come lo era una volta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;">La soluzione? Posso assumere del <strong>Ritalin</strong>, somministrato in gran quantità agli studenti negli USA. Ma non so se riuscirei a sopportare la tossicodipendenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;">In compenso, gli psicologi cognitivi hanno trovato che c’è un <strong>rapporto inversamente proporzionale fra concentrazione e creatività. </strong>Gli individui più bravi nel focalizzarsi su un compito e nel filtrare le distrazioni tendono a essere meno creativi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;">Queste e altre considerazioni farmaceutiche sono disponibili su una rivista di carta, Wired del mese scorso. Me ne ricordo, l’ho letto lì, me ne ricordo. Anche senza Google.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Forse non tutto è perduto.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Studere, studere, post quam valere? ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/09/09/studere-studere-post-quam-valere/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 20:12:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Editoriale fidest. E’ il ritornello che almeno una generazione si è sentita di ripetere con insisten]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Editoriale fidest. E’ il ritornello che almeno una generazione si è sentita di ripetere con insisten]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cent'anni di Futurismo in mostra alla Magnani Rocca]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/09/06/centanni-di-futurismo-in-mostra-alla-magnani-rocca/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 06:38:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Parma Magnani Rocca dal 6 settembre all&#8217;8 dicembre 2009, nella grande mostra &#8220;FUTURISMO!]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Parma Magnani Rocca dal 6 settembre all&#8217;8 dicembre 2009, nella grande mostra &#8220;FUTURISMO!]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scarpe &amp; Cervello 6.9.2009: Il corridoio infrastrutturale della Val Canale-Canal del Ferro visto dalla vecchia ferrovia Pontebbana]]></title>
<link>http://purplestain.wordpress.com/2009/09/03/scarpe-cervello-6-9-2009-il-corridoio-infrastrutturale-della-val-canale-canal-del-ferro-visto-dalla-vecchia-ferrovia-pontebbana/</link>
<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 11:35:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>purplestain</dc:creator>
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<description><![CDATA[Corridoio infrastrutturale della Val Canale-Canal del Ferro visto dalla vecchia ferrovia Pontebbana ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Corridoio infrastrutturale della Val Canale-Canal del Ferro visto dalla vecchia ferrovia Pontebbana ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Carceri]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/08/29/carceri/</link>
<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 07:10:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Intervento dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, Radicali – Pd Ben vengano le sollecitazio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Intervento dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, Radicali – Pd Ben vengano le sollecitazio]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[APPUNTI - IL MOMENTO DEL BISOGNO]]></title>
<link>http://ritrattidignoti.wordpress.com/2009/08/20/appunti-il-momento-del-bisogno/</link>
<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 11:38:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>sbloggato</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Ogni fine è diversa dalle altre, ma è solo il momento, il punto in cui la linea s&#8217;interrompe.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;"><em><strong>“Ogni fine è diversa dalle altre, ma è solo il momento, il punto in cui la linea s&#8217;interrompe. Prima, siamo ciucciati e consumati, dopo, il nulla. E&#8217; un quadro di Escher. Sali e scendi quelle cazzo di scale, avanti e indietro, su e giù, modifichi prospettive, orientamenti, piani d&#8217;appoggio e rapporti gravitazionali consumando in idiozie la tua energia, poi un bel dì (ma poi perché sempre un bel dì? mica lo so io&#8230;) ZAC!  ti si apre una botola sotto ai piedi, scatta una trappola o qualcosa del genere, magari mentre stai al cesso leggendo la gazzetta, e crepi davanti alla foto dei calciatori con un espressione imbarazzata in faccia perché non ti sei pulito il culo.<br />
Non va bene.<br />
A proposito del buco con la menta intorno: Io sto avanti. Infilo una sigaretta nel buco la appiccio e me la fumo. Delizioso.<br />
Sa di pesto.”</strong></em></p>
<p style="text-align:right;"><em><strong>(Luigi Clapis, “Profondo come una pozzanghera”)</strong></em></p>
<p style="text-align:left;"><em>Plof<br />
- Sciocco</em></p>
<p>Nel mentre<br />
In panchina<br />
Sotto l’afa<br />
Una vecchia<br />
Si essicca.</p>
<p><em>Plaf<br />
- Che stronzo</em></p>
<p>Nel frattempo<br />
Sopra un albero<br />
Giorgio gioca<br />
All’astronauta<br />
Alle radici<br />
Due amici<br />
In guerra<br />
Incrociano i bastoni</p>
<p><em>Plif<br />
- Ma… avremmo vinto!</em></p>
<p>In quel momento<br />
Uno zombie<br />
Smette di giocare<br />
Per non perdere<br />
Per non sudare<br />
Per il tempo:<br />
Non asciuga<br />
Non ferisce<br />
Aggiusta<br />
Marcia<br />
Caccia<br />
<em><br />
Pluf<br />
- Hai rotto… si sono invertiti i ruoli!</em></p>
<p>Nel tempo<br />
Che lui si dice<br />
Di esser matto<br />
Nel tempo<br />
Del tramonto<br />
Più veloce<br />
Della storia<br />
Corre giù<br />
In dieci secondi<br />
Gira veloce<br />
Sporge<br />
Si toccano<br />
Tramonto ad est<br />
Prende fuoco<br />
Non smorza<br />
L’acqua non smorza<br />
<em><br />
Plef<br />
- Dimmi… sei innamorato di me?</em></p>
<p>Mentre ad est<br />
Tutto prende fuoco<br />
Con due dita<br />
Tengo il pene basso<br />
Per pisciare<br />
Dentro<br />
Con altre due<br />
Tengo una smoncia<br />
Perché il lavoro sia completo<br />
E spingo giù<br />
Soddisfatto<br />
Dell’acqua<br />
Che esplode<br />
E mi bagna<br />
Mentre la stanza<br />
Si riempie<br />
Di odori nauseabondi<br />
Io leggo<br />
Di un poeta<br />
Scrittore<br />
Quel che sia<br />
Non importa<br />
Premo il tasto verde<br />
Nel momento del bisogno<br />
E mi dò 15 minuti<br />
Il tempo di una seduta<br />
Ben fatto<br />
<em><br />
Prrrrrrrrrr<br />
- Non dà soddisfazione una risposta del genere,soprattutto a una curiosa come me… è tutto e niente&#8230; mi fa girare le palle</em></p>
<p>E ora penso<br />
Che se Bell<br />
O Marconi<br />
O chi per loro<br />
Si fosse fatto i cazzi suoi<br />
Un secolo fa<br />
E forse più<br />
Nel momento del bisogno<br />
Avrei avuto un amico davanti<br />
E non te<br />
Coi tuoi 15 minuti<br />
A perdere<br />
Dentro un orecchio</p>
<p style="text-align:left;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/4LayWmo7rOM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/4LayWmo7rOM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:left;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
Now playing: <a title="'Neutral Milk Hotel - Holland, 1945' - open on FoxyTunes Planet" href="http://www.foxytunes.com/artist/neutral+milk+hotel/track/holland%2c+1945">Neutral Milk Hotel &#8211; Holland, 1945</a><br />
<span style="color:#999999;font-style:italic;font-size:10px;">via <a style="color:#666666;" title="FoxyTunes - Web of music at your fingertips" href="http://www.foxytunes.com/signatunes/">FoxyTunes</a></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LEGA E FORMIGONI CONTRO L'OSPEDALE DI GRAVEDONA]]></title>
<link>http://pdaltolago.wordpress.com/2009/08/19/lega-e-formigoni-contro-lospedale-di-gravedona/</link>
<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 16:25:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>pdaltolago</dc:creator>
<guid>http://pdaltolago.wordpress.com/2009/08/19/lega-e-formigoni-contro-lospedale-di-gravedona/</guid>
<description><![CDATA[Il Circolo Democratico dell&#8217;Alto Lago richiama l&#8217;attenzione sulla situazione dell&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff0000;"><em>Il Circolo Democratico dell&#8217;Alto Lago richiama l&#8217;attenzione sulla situazione dell&#8217;ospedale di Gravedona, visto il silenzio di chi sostiene di aiutare il territorio (in campagna elettorale) e poi non lo fa mai. Inviate commenti ed interventi all&#8217;indirizzo mail </em><strong>pd.altolago@email.it</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;">Il PD dell’Alto Lago esprime netto disaccordo sul comportamento della <strong>maggioranza di centro destra in Regione</strong> Lombardia che, nella seduta del Consiglio regionale del 30 luglio scorso, <strong>ha respinto</strong> la proposta del consigliere democratico Luca Gaffuri di assegnare anche all’Ospedale “Moriggia-Pelascini” di Gravedona <strong>maggiori fondi</strong> per le attività svolte (così come fatto per il “Valduce” di Como e per il “Sacra Famiglia” di Erba) e a riconoscere il ruolo essenziale che lo stesso ospedale svolge nel nostro territorio e non solo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;">L’Ospedale di Gravedona infatti, pur essendo di proprietà privata,  realizza un’importante funzione pubblica quale presidio sanitario di una zona, la nostra,  già fortemente disagiata nei servizi e nei collegamenti viari con i centri maggiori.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;">E’ incredibile come forze politiche come la Lega Nord, che a parole difende i bisogni e le realtà locali, nei fatti abbiano comportamenti completamente opposti assumendo decisioni che penalizzano un ospedale che ha nel radicamento territoriale il proprio punto di forza e la propria ragion d’essere.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;">Il PD dell’Alto Lago ribadisce il proprio impegno nel controllare costantemente la situazione dell’ospedale altolariano visto non solo come  soggetto fondamentale per la salute pubblica ma anche quale importante fonte di occupazione in un’area che, con la crisi della ex-Falck, ha visto progressivamente diminuire le possibilità di lavoro per le nuove generazioni.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;">Il Partito Democratico, infine, richiama con fermezza i locali Sindaci dei partiti di centro destra, ad <strong>attivarsi seriamente</strong> per garantire il ruolo e la sopravvivenza dell’Ospedale di Gravedona, chiedendo ai loro rappresentanti politici in Provincia e Regione scelte coerenti.<span id="_marker"> </span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Audit clinico per assistenza post-infarto]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/07/26/audit-clinico-per-assistenza-post-infarto/</link>
<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 06:41:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/07/26/audit-clinico-per-assistenza-post-infarto/</guid>
<description><![CDATA[Nell’ambito dello sviluppo della rete cardiologica metropolitana, i medici di medicina generale esam]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nell’ambito dello sviluppo della rete cardiologica metropolitana, i medici di medicina generale esam]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Speculazione dell'Eolico: i Palazzinari dell'Energia]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/07/17/la-speculazione-delleolico-i-palazzinari-dellenergia/</link>
<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 19:05:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucabattista</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo sviluppo delle energie rinnovabili è necessario per un futuro libero da ricatti energetici e da r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-6881" title="scavo_eol" src="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/files/2009/07/scavo_eol.jpg?w=300" alt="scavo_eol" width="300" height="223" />Lo sviluppo delle energie rinnovabili è necessario per un futuro libero da ricatti energetici e da rischi incontrollati per il clima e l’ambiente del Pianeta e per la società. Tuttavia non ci sarà alcuno sviluppo positivo consentendo speculazioni e spreco di denaro degli utenti per installazioni, come le torri eoliche, che non potranno fornire alcun contributo risolutivo al fabbisogno dell’energia, mentre, già oggi, danneggiano in modo irreversibile il paesaggio naturale, culturale e agricolo su cui si fonda l’identità della nazione. Un gravissimo pericolo incombe sull’immagine, il significato e l’economia di boschi, colline, coste lacustri, montagne, fauna selvatica, borghi storici, testimonianze archeologiche. Per consentire un adeguato sviluppo delle energie rinnovabili utili e promettenti (ad esempio solare, biomasse e mini-idrico), senza devastazione ambientale e senza speculazione, occorre subito riformare le regole di incentivazione, stabilire rigorose linee guida a tutela del paesaggio e investire il più possibile in efficienza energetica. È necessario fermare uno sviluppo selvaggio dell’eolico, l’ultima delle speculazioni territoriali, la più insidiosa rispetto a quelle tradizionali perché dipinta di verde.</p>
<p>La difesa del paesaggio irpino parte anche e soprattutto da queste considerazioni.</p>
<p>Luca Battista</p>
<p>Perché il gioco dell’eolico non vale la candela</p>
<p>Sintesi dell’intervento di Rosa Filippini, Presidente degli Amici della Terra in occasione della Conferenza Stampa La Speculazione dell&#8217;Eolico: I Palazzinari dell&#8217;Energia</p>
<p>I dati attuali e futuri della produzione elettrica da fonte eolica e il suo contributo effettivo all’obiettivo europeo di <!--more-->fonti rinnovabili L’eolico rappresenta oggi un contributo del tutto marginale al bilancio energetico, pari al 5,3% dei consumi finali di energia prodotta da fonti rinnovabili e allo 0,25% dei consumi finali complessivi. Questo marginalità resterà tale anche in futuro: in base alla Position Paper del Governo italiano che stima il contributo massimo di ogni fonte rinnovabile agli obiettivi europei, nel 2020 la produzione eolica, pur triplicando i propri impianti, sarà pari al 7,9% dei consumi di energia prodotta da fonti rinnovabili e al 1,3% di consumi finali complessivi. Quanto costano e quanto costeranno in bolletta gli incentivi alle fonti rinnovabili L’onere per l’incentivazione delle fonti rinnovabili, invece, non sarà marginale e, nel 2020 arriverà a pesare per 7 miliardi sulle bollette degli utenti (cittadini e imprese). Nell’opinione pubblica c’è forse disponibilità a pagare cifre così elevate per tutelare l’ambiente ma non per incentivi inutili o dannosi. Il potenziale delle fonti rinnovabili: quelle utili, quelle promettenti, quelle inutili e dannose Abbiamo visto, nella scheda 1, che le stime di potenziale delle biomasse per il raggiungimento dell’obiettivo europeo, arrivano al 40% dei consumi finali di energia da fonti rinnovabili. Gli operatori del settore confermano queste potenzialità, prevedendo l’uso dei residui agricoli e un marginale ricorso a colture dedicate. L’incentivazione di questa fonte risulta dunque utile e giustificata se si eviterà di finanziare impianti a filiera lunga che utilizzano oli vegetali o biomasse importati dall’estero. Per ciò che riguarda il potenziale energetico accessibile per il solare fotovoltaico, Domenico Coiante sostiene che “basterebbe l’utilizzo di 3.700 km2 (cioè il 19% dei terreni marginali abbandonati del centro-sud, o l’1,2% del territorio nazionale) per produrre l’intero fabbisogno elettrico nazionale (circa 310 TWh). Pur trattandosi di un esercizio puramente teorico, visto che il potenziale accessibile è indipendente dalle limitazioni tecniche (problemi di connessione in rete, accumulo) ed economiche, esso serve a illustrare quanto questa fonte sia promettente e quanto risultino giustificati gli ingenti incentivi destinati al suo sviluppo. Infine, per illustrare il potenziale limitato dell’eolico, abbiamo scelto un grafico dell’Anev, l’associazione di produttori eolici, che ammette una curva discendente nello sviluppo degli impianti eolici a partire dal 2014 e una potenza che non potrà superare i 16.200 MW al 2020 (2% dei consumi finali lordi) anche considerando i ripotenziamenti degli impianti più vecchi. I livelli di incentivazione dell’eolico in Europa E’ difficile addentrarsi in questo argomento a causa della scarsità di dati ufficiali sul costo degli impianti e del fatto che i produttori di energia eolica in Italia stimano costi sempre crescenti allo scopo, presumiamo, di mantenere alti e stabili i contributi percepiti attraverso i certificati verdi. Per questo motivo abbiamo preferito riprodurre un grafico della Commissione europea che ha posto a confronto le rendite dell’eolico (incentivo + prezzo di vendita, sottraendo i costi) nei diversi paesi europei: il livello della rendita dei produttori è massimo per l’Italia fra tutti i paesi dell’Unione (circa 100 euro/MWh per un sito eolico di media produttività). Tanto per evidenziare le differenze, la rendita in Germania è inferiore a 10 euro/MWh, e vale solo per i siti con maggiore ventosità. In Spagna, la rendita è inferiore a 20 euro/MWh, quindi è un quinto circa di quella italiana. E’ noto che gli incentivi possono indurre fenomeni occulti di “ritocco” dei prezzi dell’offerta, a danno dei consumatori. Ma quando il livello di incentivazione è eccessivo, come in Italia, la distorsione è smaccatamente evidente e di notevole entità. Quando l’incentivo è necessario e quando diventa speculazione Prendendo a riferimento il costo medio degli impianti eolici stimato in Europa, Domenico Coiante ha elaborato un grafico che mostra come gli impianti con ventosità equivalente a circa 1.600 ore risultino già competitivi in assenza di incentivi. Con l’incentivazione vigente in Italia risultano redditizi anche i siti con appena 900 ore. Ciò spiega il gran numero di nuove autorizzazioni richieste (52.000), in parte già approvate, in parte in fase istruttoria, addirittura eccedenti le previsioni dell’Anev. Il consumo territoriale dell’eolico in confronto alle altre rinnovabili Comunemente si considera che gli impianti di energia rinnovabile abbiano bisogno solo di sole e vento, risorse primarie gratuite. Purtroppo non è così. Occorre anche una risorsa importante come il territorio. In un paese, come l’Italia, ad alta intensità abitativa, il territorio è un bene prezioso, sia per la sua relativa scarsità per gli usi primari, agricoli, silvicoli e zootecnici, sia per la conservazione di habitat necessari alla biodiversità. La figura elaborata indica per l’eolico un uso di territorio sette volte superiore a quello del fotovoltaico integrato. Se è vero che l’uso del suolo non è esclusivo per l’eolico (consente altri usi, agricoli o pastorali), occorre ricordare che questo indicatore non risolve il problema più grave di questa fonte: l’impatto paesaggistico. Infatti la visibilità si estende ben oltre il territorio compromesso direttamente o indirettamente per l’installazione delle torri. La maggior convenienza e necessità di una politica di incentivi per l’efficienza energetica Diversamente dagli incentivi per le fonti rinnovabili, che generalmente comportano un maggior esborso in bolletta e, quindi, generano costi per la collettività, gli incentivi per l’efficienza energetica riducono i costi in bolletta e comportano benefici economici per la collettività. Una politica di forte incremento ed incentivazione dell’efficienza energetica consentirebbe: · di ridurre la dipendenza energetica dall’estero; · di raggiungere più agilmente l’obiettivo europeo di fonti rinnovabili, espresso in percentuale sui consumi finali di energia; · di ottenere vantaggi economici e occupazionali derivanti dalla diffusione di tecnologie e servizi innovativi; · di conseguire un’effettiva riduzione di emissioni di CO2 con strumenti domestici. Infine, senza contare il contributo in settori diversi dall’elettricità, l’Enea stima in 73 TWh l’energia elettrica che può essere risparmiata nel 2020. Questo dato corrisponde alla produzione elettrica di circa 7 grandi centrali nucleari della taglia ipotizzata dal nostro governo (1.300 MW), che dovrebbero essere realizzate nei prossimi anni per poter entrare in funzione a partire dal 2020. Detto con parole semplici, il potenziale di risparmio energetico realizzabile nel nostro paese è a portata di mano e rende del tutto inutile realizzare nuove centrali nucleari.</p>
<p>http://www.amicidellaterra.it/adt/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=619&#38;Itemid=1 http://www.viadalvento.org/ http://www.radioradicale.it/scheda/283556</p>
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