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	<title>impollinazione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/impollinazione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "impollinazione"</description>
	<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 08:49:51 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[I primi insetti che impollinavano]]></title>
<link>http://oggiscienza.wordpress.com/2009/11/20/i-primi-insetti-che-impollinavano/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 08:16:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federica Sgorbissa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alcuni scienziati cinesi sostengono che l&#8217;origine dell&#8217;impollinazione attraverso gli ins]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><em><a href="http://oggiscienza.wordpress.com/files/2009/11/18159_web.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3857" title="Un fossile di mosca drago (Crediti: Wenying Wu)" src="http://oggiscienza.wordpress.com/files/2009/11/18159_web.jpg" alt="" width="170" height="170" /></a>Alcuni scienziati cinesi sostengono che l&#8217;origine dell&#8217;impollinazione attraverso gli insetti potrebbe essere più antica del previsto</em></h3>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">CRONACA</span> &#8211; Chi sono stati i primi animali impollinatori? Un nuovo studio cinese pubblicato su <em>Science</em> sostiene siano degli strani insetti dell&#8217;ordine dei mecotteri, chiamati anche mosche scorpione, e che la comparsa di questo metodo di impollinazione sia molto più antica di quel che si è creduto finora. Molti scienziati infatti ritengono che per riprodursi sessualmente le piante primitive – che dovevano esattamente come quelle moderne far arrivare il polline<!--more-->, il gamete maschile, sul pistillo, l&#8217;organo che contiene il gamete femminile – usassero mezzi meccanici come il vento, e che il metodo di impollinazione tramite insetti sia emerso solo verso la fine del cretaceo (da 99,6 a 65,5 milioni di anni fa). L&#8217;impollinazione attraverso insetti si basa sulle abitudini alimentari degli animali: andando di fiore in fiore per bere il nettare gli insetti si sporcano di polline e lo trasportano di corolla in corolla posandolo sui pistilli di altri fiori.</p>
<p style="text-align:justify;">Dong Ren, dell&#8217;Università Normale della Capitale di Pechino, crede invece che questo metodo sia stato messo a punto molto prima e cioè circa 167 milioni di anni fa. Gli esemplari fossili di mosca dragone esaminati dallo scienziato e dai suoi colleghi infatti porterebbero prove a favore di quest&#8217;ipotesi. Questi animali hanno bocche molto elaborate a forma di sifone, che potevano servire a sorbire il nettare dalle piante. Ren ha anche individuato alcuni tipi di pianta primitiva che avrebbero potuto essere visitate da questo insetto: conifere, felci da seme – un tipo di felce ormai estinto -, alberi della classe del ginko e di altri tipi di piante primitive estinte. Tutti questi vegetali avevano organi riproduttivi inadatti all&#8217;impollinazione tramite vento e perciò secondo Ren si affidavano invece agli insetti.</p>
<p style="text-align:justify;">Restano però dei dubbi: Ren e colleghi hanno infatti condotto un analisi sui resti fossili sperando di trovare del polline fossile sul corpo degli insetti, ma non hanno trovato traccia su nessuno dei reperti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[OGM ancora proteste a Bruxelles]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/16/ogm-ancora-proteste-a-bruxelles/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 05:49:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[“OGM [organismi geneticamente modificati] sono uno dei dossier dei più delicati sulla mia scrivania”]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“OGM [organismi geneticamente modificati] sono uno dei dossier dei più delicati sulla mia scrivania”, ha dichiarato il commissario europeo per la Salute Androulla Vassiliou durante un incontro con gli agricoltori organizzato da Greenpeace di fronte alla sede di Bruxelles della Commissione.</p>
<p>“La nostra priorità è quella di assicurarsi che quando ci autorizzano [OGM] non vi è alcun rischio per le persone, gli animali e l’ambiente”, ha aggiunto.</p>
<p>Ma non è così.</p>
<p><strong>L’agricoltore spagnolo </strong>Eduardo Garcia <strong>Campayo è stato costretto ad abbandonare </strong>la <strong>coltivazione del mais</strong>, dato che<strong> i suoi campi in Castilla centrale sono stati contaminati</strong> da colture <strong>OGM</strong>, quindi<strong> ha perso la sua etichetta Biofood.</strong></p>
<p>“<strong>Quando abbiamo scoperto la contaminazione abbiamo cercato l’origine</strong> e non abbiamo trovato <strong>nulla entro un raggio di 500 metri, il che dimostra che il polline viaggia a distanze molto più lunghe</strong> di <strong>quanto sostengono le multinazionali</strong> dell’agrobiotech”, ha detto.</p>
<p>La Spagna è il più grande produttore di mais geneticamente modificato nella UE, con circa 80.000ha coltivate.</p>
<p><strong>“Stiamo perdendo la nostra biodiversità.</strong> Aiutateci a mantenerla”<strong>, </strong>ha lamentato Campayo.</p>
<p>Lunedì prossimo <strong>la Commissione europea chiederà </strong>ai ministri dell’Agricoltura dell’Unione europea <strong>di autorizzare il commercio di diverse varietà di mais geneticamente modificato.</strong></p>
<p>Ma <strong>la maggior parte dei 27 paesi dell’UE sono contrari agli OGM</strong> a causa dei rischi per l’ambiente e del tipo di impollinazione incrociata di cui l’imprenditore spagnolo, e altri, si sono lamentati.</p>
<p>In occasione di questo incontro è stata consegnata al Commissario europeo una petizione di 180.000 firme, che invita l’esecutivo UE a fermare l’autorizzazione per riso geneticamente modificato, richiesta dal gigante farmaceutico tedesco Bayer.</p>
<p><strong>Fateci riprendere il controllo del nostro cibo.</strong></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.43zero58.com/">http://www.43zero58.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Importanza dell'Impollinazione-Curiosità]]></title>
<link>http://blogdelleapi.wordpress.com/2009/09/08/importanza-dellimpollinazione-curiosita/</link>
<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 15:31:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mascia</dc:creator>
<guid>http://blogdelleapi.wordpress.com/2009/09/08/importanza-dellimpollinazione-curiosita/</guid>
<description><![CDATA[Gli insetti che si nutrono di nettare trasportano anche il polline e vengono chiamati  &#8220;pronub]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'>
<p>Gli insetti che si nutrono di nettare <strong>trasportano anche il polline</strong> e vengono chiamati  &#8220;pronubi&#8221;, che alla lettera vuol dire  &#8221;<strong>favoriscono le nozze</strong>&#8221; (tra un granulo di polline ed un ovulo).<br />
Le api, quindi sono fondamentali e spesso indispensabili per favorire l&#8217;impollinazione e sono sicuramente tra gli insetti pronubi più importanti.</p>
<p><!--more-->Alcune <strong>caratteristiche delle api</strong> che le rendono indispensabili :</p>
<p><span style="font-size:x-small;">• la <strong>folta peluria</strong> che ricopre tutto il corpo, che facilita l&#8217;adesione dei granuli di polline;<br />
• l&#8217;elevato numero di <strong>fiori visitati</strong> in un giorno,</span><span style="font-size:x-small;"> <br />
• la &#8220;<strong>fedeltà</strong>&#8221; ad una specie dall&#8217;inizio alla fine della sua fioritura, poiché una volta che un&#8217;ape ha trovato una buona fonte di nettare continuerà a visitare quella specie fino a che il nettare è disponibile; è per questo che si riesce a fare il miele monoflora,<br />
• la capacità di <strong>comunicare </strong>alle compagne, danzando, la posizione e l&#8217;entità di una sorgente nettarifera.</span></p>
<p>Molte  specie di <strong>piante coltivate</strong> , ortaggi e alberi da frutto dipendono in parte o completamente dalle api per la loro impollinazione, infatti il <strong>polline </strong>di queste piante è generalmente <strong>troppo pesante</strong> e appiccicoso per essere disperso dal vento, sono le api che lo trasportano un pò nelle sacche del polline e un po&#8217; su tutto il corpo&#8230;&#8230;.si perchè si strusciano nel fiore e si sporcano tutte.</p>
<p>L’ape mellifera è l’unico <strong>insetto che può essere fisicamente spostato</strong> e trasferito nei campi con il preciso scopo dell’impollinazione, molti agricoltori che coltivano alberi da frutto ospitano con profitto alveari di apicoltori.</p>
<p>Il lavoro dell&#8217;ape quindi ha un <strong>valore economico</strong> oltre che per l&#8217;apicoltore anche e sopratutto per l&#8217;agricoltura,  allora si può dire che il miele è un vero e proprio <strong>&#8220;utile&#8221;</strong> energetico, produrre 1kg di miele comporta un utile intorno alle 300Kcal, produrre altrettanto zucchero comporta un deficit di circa 4.000 kcal&#8230;..mmm chiaro?</p>
<p><strong>Mangiate tanto miele</strong> .</p>
<p>ciao mesh</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[bzzzz.....scatti fugaci!!!!]]></title>
<link>http://alessiolopiccolo.wordpress.com/2009/08/30/bzzzz-scatti-fugaci/</link>
<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 17:01:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessio Lo Piccolo</dc:creator>
<guid>http://alessiolopiccolo.wordpress.com/2009/08/30/bzzzz-scatti-fugaci/</guid>
<description><![CDATA[Solo qualche veloce  scatto&#8230; - &#8211; - - &#8211; - Alla Prossima!!!]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Solo qualche veloce  scatto&#8230;</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://picasaweb.google.it/AleLopy/InsettiMolluschi#slideshow/5175518627241389250"><img class="size-full wp-image-902 aligncenter" title="20090716-_MG_4615-11" src="http://alessiolopiccolo.wordpress.com/files/2009/08/20090716-_mg_4615-11.jpg" alt="20090716-_MG_4615-11" width="509" height="340" /></a></p>
<p style="text-align:center;">- &#8211; -</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://picasaweb.google.it/AleLopy/InsettiMolluschi#slideshow/5175518627241389250"><img class="alignnone size-full wp-image-903" title="20090716-_MG_4595-8" src="http://alessiolopiccolo.wordpress.com/files/2009/08/20090716-_mg_4595-8.jpg" alt="20090716-_MG_4595-8" width="509" height="340" /></a></p>
<p style="text-align:center;">- &#8211; -</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://picasaweb.google.it/AleLopy/InsettiMolluschi#slideshow/5175518627241389250"><img class="alignnone size-full wp-image-904" title="20090716-_MG_4707-21" src="http://alessiolopiccolo.wordpress.com/files/2009/08/20090716-_mg_4707-21.jpg" alt="20090716-_MG_4707-21" width="401" height="601" /></a></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;">Alla Prossima!!!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il girasole]]></title>
<link>http://cubia.wordpress.com/2009/08/19/il-girasole/</link>
<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 20:24:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilredeire</dc:creator>
<guid>http://cubia.wordpress.com/2009/08/19/il-girasole/</guid>
<description><![CDATA[Tratto da Cubia n° 73 &#8211; Giugno/Luglio 2007 Il girasole è il fiore che ricorda l&#8217;estate p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/muuN4JGjrM8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/muuN4JGjrM8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Tratto da Cubia n° 73 &#8211; Giugno/Luglio 2007</p>
<p>Il girasole è il fiore che ricorda l&#8217;estate per eccellenza. Ha origini nel centro America e nel Perù, ed è qui che venne importato in Europa nel 1500 circa, come pianta decorativa.<br />
E&#8217; una pianta erbacea annuale ed il fusto può arrivare ad una altezza di tre metri.<br />
Quello che chiamiamo fiore in realtà è un insieme di numerosi fiori riuniti in grandi capolini e che possono essere di due tipi: quelli esterni, di forma oblungo-lanceolata e colore giallo-dorato, sono sterili, quelli interni sono piccoli e bruni.<br />
Il girasole arriva a maturazione in ottobre, i fiori si recidono e si lasciano asciugare, poi si sgranano i <a title="semi" href="http://cubia.wordpress.com/2009/05/11/i-semi/" target="_blank">semi</a> da cui si può ottenere un olio commestibile; i semi tostati possono essere mangiati e da questi si ricava acnhe un olio per motori, usato per produrre un biodisel.<br />
Una delle caratteristiche più affascinanti di questa pianta, che le dà anche il nome, è l&#8217;Eliotropismo, ovvero la particolartià di seguire il Sole. Questa caratteristica riguarda anche le foglie del cotone, del lupino e della soia. Il movimento del fiore o della foglia è dovuto allo spostamento di alcuni ormoni dal lato esposto al sole a quello che rimane in ombra. Gli ormoni modificano la quantità d&#8217;acqua contenute nelle cellule, facendone espandere alcune e rimpicciolire quelle contrapposte. Il risultato è che il picciolo della foglia, o la base del capolino del fiore, si ripiegano verso la direzione da cui arrivano i raggi più intensi.<br />
Le foglie e il fusto di queste piante si rivolgono al sole per ottenere la massima intensità di luce possibile. In questo modo possono effettuare nel migliore dei modi la fotosintesi, la reazione grazie alla quale vengono fabbricate le sostanze utili alla crescita della pianta.<br />
La fioritura avviene in modo tale da impedire l&#8217;auto-impollinazione: durante il primo giorno di fioritura le antere si aprono e liberano i granuli di polline; nel secondo giorno lo stilo si allunga fuoriuscendo e aprendo gli stimmi (le parti recettive del polline) al di sopra delle antere. A causa di questo meccanismo di fioritura, ed a causa dell&#8217;auto-incompatibilità esistente tra la maggioranza delle cultivar di girasole, gli insetti pronubi, ed in particolare le api, sono assolutamente indispensabili ai fini di una buona fecondazione: in assenza di <a title="insetti pronubi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insetti_pronubi" target="_blank">insetti pronubi</a> la produzione di semi è irrisoria.</p>
<p>di Marina Andruccioli</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il polline]]></title>
<link>http://cubia.wordpress.com/2009/06/17/il-polline/</link>
<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 04:17:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilredeire</dc:creator>
<guid>http://cubia.wordpress.com/2009/06/17/il-polline/</guid>
<description><![CDATA[Tratto da Cubia n° 63 &#8211; Giugno/Luglio 2006 Ci riempiamo gli occhi della Natura, delle sue mera]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-1053" title="polline" src="http://cubia.wordpress.com/files/2009/06/polline.jpg" alt="polline" width="500" height="333" /></p>
<p>Tratto da Cubia n° 63 &#8211; Giugno/Luglio 2006</p>
<p>Ci riempiamo gli occhi della Natura, delle sue meraviglie, e ne godiamo con tutti i nostri sensi. Ma Lei va oltre: ci sorprende in modi inaspettati e crea delle magie che, a volte, non possiamo neppure vedere ad occhio nudo.</p>
<p>Il polline è l&#8217;elemento fecondatore della pianta, si presenta come una polvere per lo più gialla, formata da minutissimi granuli che, presi singolarmente, non vediamo ad occhio nudo.</p>
<p>Molti di noi lo conoscono per le allergie che può causare, eppure queste sfere particolarissime sono una delle tante cose stupende che la Natura si è inventata.</p>
<p>Perché esiste il polline? Esso ha l&#8217;importante compito di garantire la vita vegetale, e, per portare a compimento la sua missione, affronta una quantità di insidie e di problemi nel suo avventuroso viaggio da un fiore all&#8217;altro, alla ricerca dell&#8217;ovulo giusto da fecondare.</p>
<p>Il viaggio ha inizio: immaginiamo di trovarci sulla corolla di un fiore, dove l&#8217;<em>antera (</em>la parte maschile, per intenderci, in cui si formano i granuli pollinici<em>) </em>è ricoperta di polline<em>. </em>Esso deve raggiungere gli altri fiori, per fecondare la cellula uovo contenuta nel&#8217;organo riproduttivo femminile, il <em>pistillo</em>, e depositare il suo prezioso carico di cellule sessuali maschili.</p>
<p>Sorge subito un primo problema: come fare per muoversi? La Natura ha creato ingegnosi sistemi per spostare il polline da un fiore all&#8217;altro: esso si lascia catturare dal vento per farsi trasportare lontano. Le piante che usano questo sistema di impollinazione, detto anemofilo, come il pino, producono in abbondanza un polline fornito di espansioni alari che ne favoriscono il volo.</p>
<p>E se c&#8217;è poco vento? La Natura mette in campo il &#8220;piano B&#8221;: gli insetti.</p>
<p>Tutti gli insetti pronubi (le api, i bombi, le farfalle), mentre si nutrono o raccolgono il nettare sulla corolla del fiore, strisciano il proprio corpo (spesso ricoperto di una fitta peluria, come le api, insetto impollinatore per eccellenza) sulle antere ricoprendosi di polline e, spostandosi di fiore in fiore, lo impollinano. Questa impollinazione è detta entomofila. I fiori ad impollinazione entomofila, proprio per attirare gli insetti, sono molto appariscenti, hanno colori sgargianti ed un intenso profumo, e spesso producono nettare, molto appetito dagli insetti.</p>
<p>Il polline prodotto, poi, presenta sporgenze adatte ad &#8220;ancorarlo&#8221;all&#8217;insetto.</p>
<p>Siamo partiti da un fiore e attraverso vari stratagemmi il polline è riuscito a spostarsi. Ma come fa il fiore ad identificare il polline giusto, quello della sua specie, tra i tanti pollini e polveri di ogni tipo che sono in sospensione nell&#8217;aria?</p>
<p>Vengono in aiuto particolari sostanze presenti nel polline stesso e sullo stimma, in modo da riconoscersi tra loro ed evitare la fecondazione tra specie diverse, le piante mettono in campo una serie di stratagemmi anche per evitare la fecondazione tra fiori della stessa pianta: infatti è fondamentale mantenere la fecondazione incrociata per salvaguardare il più possibile la vigoria della stirpe.</p>
<p>Così, alcune specie hanno separato i sessi su esemplari diversi: avremo piante con solo fiori maschili e piante che portano solo fiori femminili, come il pioppo, l&#8217;ortica, il salice. Altre portano sulla stessa pianta fiori maschili e fiori femminili. Altre ancora, come la lavanda, alcuni meli e peri, hanno fiori autosterili: se il polline della stessa pinata cade da un fiore all&#8217;altro, non germina.</p>
<p>Ed incredibilmente, a dispetto di tutti gli ostacoli, il polline arriva sullo stimma, un&#8217;espansione dell&#8217;organo femminile e, se è &#8220;quello giusto&#8221;, lo tratterà avvolgendolo con un liquido vischioso, fino a fondere gli elementi maschili e femminili, dando vita alla fecondazione.</p>
<p>Siamo partiti da una corolla e siamo arrivati a quel magico mistero che è la vita.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista ad Angelo Sommaruga]]></title>
<link>http://tolomeo.wordpress.com/2009/05/19/intervista-ad-angelo-sommaruga/</link>
<pubDate>Tue, 19 May 2009 09:39:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>calomelanoz</dc:creator>
<guid>http://tolomeo.wordpress.com/2009/05/19/intervista-ad-angelo-sommaruga/</guid>
<description><![CDATA[Non ero mai entrato in una cereria. Figurarsi poi farci un&#8217;intervista, il rumore dei macchinar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non ero mai entrato in una cereria. Figurarsi poi farci un&#8217;intervista, il rumore dei macchinari al lavoro ed il profumo della cera d&#8217;api fusa rendevano quella una sede un po&#8217; &#8220;originale&#8221; per scambiare quattro chiacchiere con qualcuno. Nessun luogo però sarebbe stato migliore di q<img class="alignright size-medium wp-image-385" title="Angelo Sommaruga" src="http://tolomeo.wordpress.com/files/2009/05/angelo-sommaruga.jpg?w=200" alt="Angelo Sommaruga" width="157" height="235" />uesto visto che si parlava con Angelo Sommaruga, uno dei più importanti apicultori del Verbano. La sua cereria Nord, attiva da più di vent&#8217;anni, è divenuta con il tempo un luogo di riferimento per gli apicultori della zona prima,  a livello nazionale, ora. Per questo motivo il sig. Sommaruga è uno dei più importanti collaboratori al progetto &#8220;nidi d&#8217;ape&#8221; sviluppato dall&#8217;ITI Cobianchi di Verbania che punta a far luce sullo stato delle popolazioni di apoidei nel Verbano Cusio Ossola e su come la CCD, la grande crisi delle api, abbia colpito anche la lontana provincia piemontese. In quest&#8217;intervista il sig. Sommaruga fa il punto sulla situazione nazionale, sulle possibili cause del problema e ci spiega cos&#8217;è un apoideo e perché questi piccoli animali siano così importanti per l&#8217;uomo e per l&#8217;ambiente. <span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/zLhz40advqw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/zLhz40advqw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Apicoltura che passione – collaboratrici instancabili]]></title>
<link>http://acciderba.wordpress.com/2009/05/04/apicoltura-che-passione/</link>
<pubDate>Mon, 04 May 2009 15:08:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>aaserni</dc:creator>
<guid>http://acciderba.wordpress.com/2009/05/04/apicoltura-che-passione/</guid>
<description><![CDATA[Arnie da nomadismo poste in collina Tra gli insetti che più ci affascinano in natura sicuramente ci ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_673" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://acciderba.wordpress.com/files/2009/05/api01.jpg"><img class="size-full wp-image-673" title="Arnie da nomadismo" src="http://acciderba.wordpress.com/files/2009/05/api01.jpg" alt="Arnie da nomadismo poste in collina" width="450" height="337" /></a><p class="wp-caption-text">Arnie da nomadismo poste in collina</p></div>
<p>Tra gli insetti che più ci affascinano in natura sicuramente ci sono le <strong>api</strong> che oltre a produrre un alimento unico come il miele svolgono in agricoltura un fondamentale lavoro di <strong>impollinazione</strong> che permette poi la nascita dei frutti.<br />
Per questi e per molti altri motivi già da un po’ anni questa attrazione è diventata passione ed abbiamo deciso di dedicarci all’<strong>apicoltura</strong>.<br />
Si tratta solo di una passione e la nostra produzione di miele è fatta solo per utilizzo personale, ma la soddisfazione è comunque molta e con piacere condividiamo con voi anche questa attività.</p>
<div id="attachment_678" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://acciderba.wordpress.com/files/2009/05/api12.jpg"><img class="size-full wp-image-678" title="Telaino con api e miele " src="http://acciderba.wordpress.com/files/2009/05/api12.jpg" alt="Telaino appena estratto con api e miele " width="450" height="337" /></a><p class="wp-caption-text">Telaino appena estratto con api e miele </p></div>
<p>Le nostre api sono allevate in arnie cosiddette da “<em>nomadismo</em>”, questo ci permette di sposare le casette in luoghi diversi nei vari periodi dell’anno. Generalmente in inverno vengono è portate in collina ai confini del bosco, mentre nella parte restante dell’anno vengono tenute vicino alle nostre colture: in prossimità dei peschi per aiutare l’impollinazione all’inizio della Primavera, più tardi vicino alle colture di zucche, poi ai bordi dei campi di girasoli e così via.<br />
Parte del miele da loro prodotto viene poi raccolto circa 2/3 volte l’anno ed <strong>estratto manualmente</strong> dai favi per essere poi lasciato a riposare in un grande contenitore per una decina di giorni fino all’inserimento nei barattoli.</p>
<p>!!!<!--Slide.com error: provide id, w, h--></p>
<p><em>(foto scattate da Alessandro Felicetti)</em></p>
<p><a href="http://www.addthis.com/bookmark.php?&#38;url=http://acciderba.wordpress.com/2009/05/04/apicoltura-che-passione/&#38;title=Acciderba Blog - Apicoltura che passione" target="_blank"><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://getsocialserver.files.wordpress.com/2008/05/gsat01m04.png" alt="Bookmark Acciderba Blog" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Intervista al prof. Ettore Pacini]]></title>
<link>http://tolomeo.wordpress.com/2009/03/31/intervista-al-prof-ettore-pacini/</link>
<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 12:45:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>calomelanoz</dc:creator>
<guid>http://tolomeo.wordpress.com/2009/03/31/intervista-al-prof-ettore-pacini/</guid>
<description><![CDATA[Quanto sono importanti gli insetti per le piante e quanto noi dipendiamo dal loro &#8220;sporco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Quanto sono importanti gli insetti per le p</strong><strong>iante e quanto noi dipendiamo dal loro &#8220;sporco&#8221; lavoro?</strong></p>
<div id="attachment_349" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-349" title="Ettore Pacini" src="http://tolomeo.wordpress.com/files/2009/03/img_23001.jpg?w=300" alt="Prof. Ettore Pacini" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Prof. Ettore Pacini</p></div>
<p>La CCD, la grande sindrome che ha colpito gli impollinatori di tutto il mondo è un problema noto a molti e di cui in questo blog ho già parlato.</p>
<p>Tuttavia oltre alle mie parole volevo che qualcuno di autorevole mi desse un parere e mi spiegasse un paio di cose. Ho subito pensato al prof. Pacini. Chi meglio di lui, un esperto di livello internazionale nel settore dei pollini e dei nettàri, che ha pubblicato i suoi lavori sulle ricerche di mezzo mondo, poteva darmi un parere autorevole?</p>
<p>Ecco quindi l&#8217;intervista (divisa in due parti) che con molta gentilezza mi ha concesso.</p>
<p>M. Affini</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/pFUlZHqXIxg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/pFUlZHqXIxg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_9CDpBnrhu8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/_9CDpBnrhu8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Cosa sta colpendo le api?]]></title>
<link>http://tolomeo.wordpress.com/2009/02/05/cosa-sta-colpendo-le-api/</link>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 17:47:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>calomelanoz</dc:creator>
<guid>http://tolomeo.wordpress.com/2009/02/05/cosa-sta-colpendo-le-api/</guid>
<description><![CDATA[31/01/09 &#8211; in un precedente articolo (http://tolomeo.wordpress.com/2009/01/03/la-scomparsa-del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>31/01/09 &#8211; in un precedente articolo (http://tolomeo.wordpress.com/2009/01/03/la-scomparsa-delle-api-un-ricerca-in-piemonte/) ho accennato alla grave situazione delle popolazioni mondiali di api e di impolli<img class="alignright size-full wp-image-260" title="api" src="http://tolomeo.wordpress.com/files/2009/02/api.jpg" alt="api" width="300" height="303" />natori. Da circa un paio d&#8217;anni una forte moria ha colpito indiscriminatamente gli alveari di mezzo mondo. Soprattutto negli Stati Uniti, un paese in cui l&#8217;agricoltura è una parte preponderante dell&#8217;economia, la crisi ha colpito più duramente. Ciò ha portato ad un notevole rincaro del costo degli alveari che vengono &#8220;noleggiati&#8221; per consentire l&#8217;impollinazione delle piante da frutto e degli ortaggi. Mentre questo potrebbe sembrare a prima vista un <em>business</em> ridotto, poco prolifico, informandosi (vedi &#8220;la scomparsa delle api&#8221; S. Guyaud) si viene a sapere che l&#8217;indotto di questa attività coinvolge cifre dell&#8217;ordine di milioni di dollari e soprattutto condiziona direttamente il costo di moltissimi prodotti alimentari, ovviamente.<img class="aligncenter size-full wp-image-258" title="buona parte della frutta dipende dall'impollinazione" src="http://tolomeo.wordpress.com/files/2009/02/anonymous-frutta-fresca-5000988.jpg" alt="buona parte della frutta dipende dall'impollinazione" width="329" height="246" /></p>
<p>Tutto questo fa capire come il problema possa avere una rilevanza così importante. Tralasciando le presunte citazioni attribuite un po&#8217; ovunque ad Einstein (&#8220;se le api si estinguono all&#8217;uomo restano 4 anni&#8221; &#8211; a grandi linee si dice che il grande scienziato disse questo) sta di fatto che il problema sia davvero grosso. Per questo vi sono in corso diversi studi per trovare un colpevole ed una soluzione. Vi sono già degli indiziati: i neonicotenoidi, un tipo di pesticidi impiegati per conciare le sementi e che, con la crescita della pianta, verrebbero poi ad esser espulsi attraverso gli essudati avvelenando gli animali che vi vengono a contatto; le onde elettromagnetiche che s&#8217;ipotizza potrebbero portare al disorientamento degli animali; l&#8217;azione di un parassita, il maggiore sospettato è l&#8217;acaro <em>Varroa destructor</em>; ed infine il riscaldamento globale.<img class="aligncenter size-full wp-image-257" title="varroa_destructor" src="http://tolomeo.wordpress.com/files/2009/02/varroa_destructor.jpg" alt="varroa_destructor" width="377" height="282" /></p>
<p>Da alcuni studi svolti in Germania sembrerebbe che le onde elettromagnetiche siano praticamente innoque però, inoltre negli Stati Uniti, dove la crisi delle api è molto forte, il numero di cellulari è minore che in Europa. L&#8217;effetto dei pesticidi, al contrario, è stato dimostrato ampiamente da diversi studi tuttavia il problema è che anche in aree dove l&#8217;utilizzo di queste molecole non c&#8217;è stato si è comunque avuta la flessione. Questo fa sì che gli antiparassitari non possano esser gli unici colpevoli. Riguardo l&#8217;effetto di <em>Varroa</em> <em>distructor</em> invece risulta evidente la forte incidenza dell&#8217;acaro sulle colonie infettate. Per contrastarlo già da tempo si ricorre ad una massiccia sanitatizzazione delle colonie con componenti chimici differenti e con i raggi gamma. Si è anche scoperto che alcune specie orientali di ape (<em>Apis cerana</em>) hanno imparato a rimuovere il parassita dalle colonie riducendone così l&#8217;incidenza. Resta inoltre il fattore climatico di fondo: da circa 30 anni il clima va riscaldandosi e da circa 30 anni si ha un costante declino delle popolazioni di api. Che sia un caso?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Help Api!]]></title>
<link>http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/06/09/api/</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 06:11:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Arcano Pennazzi</dc:creator>
<guid>http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/06/09/api/</guid>
<description><![CDATA[  Proseguendo a parlare di miele&#8230; Le api stanno morendo in massa a causa delle sostanze chimic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:12pt;"><a href="http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1791"></a></span></span><a href="http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1791"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:12pt;"><img src="http://arcanopennazzi.files.wordpress.com/2008/06/api.jpg?w=380&#038;h=285" alt="" width="380" height="285" /></span></span></a></p>
<h4 class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;">Proseguendo a parlare di miele&#8230;</span></h4>
<h4 class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;">Le api stanno morendo in massa a causa delle sostanze chimiche tossiche impiegate in agricoltura. Senza questi preziosi insetti ronzanti addio miele, propoli, cera&#8230;. ma soprattutto addio ad una buona parte dei frutti che raccogliamo nei campi che le api impollinano durante il loro ciclo di vita. Cliccate qui dentro per firmare la petizione &#8220;<a href="http://www.apitalia.net/it/liberidaiveleni.php" target="_blank">Liberi da veleni</a>&#8220;. Grazie a Francesca che mi ha girato questa informazione!</span></h4>
<h4 class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;">La sapete poi quella secondo cui Einstein avrebbe detto che morte tutte le api all&#8217;uomo non sarebbero rimasti da campare oltre ai quattro anni di vita? <a href="http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1791" target="_blank">Leggete qui</a> un interessante articolo in merito.</span></h4>
<h4 class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;"><a href="http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1791"></a></span></h4>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
