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	<title>incidenti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/incidenti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "incidenti"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 05:54:09 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Incidenti nella fine settimana]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/30/incidenti-nella-fine-settimana/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:17:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono 29 le vittime degli incidenti stradali avvenuti sulle strade e le autostrade italiane nel fine ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sono 29 le vittime degli incidenti  stradali avvenuti sulle strade e le autostrade italiane nel  fine settimana appena trascorso. E&#8217; lo stesso numero di due  anni fa e 4 in piu&#8217; del 2008.</p>
<p>Dai dati di Ps e Cc emerge un  calo degli incidenti &#8211; 1.025 nell&#8217;ultimo week-end, 1.105 nel  2008, 1.038 nel 2007 &#8211; e un aumento dei feriti: 786  quest&#8217;anno, 768 nel 2008, 782 nel 2007.</p>
<p>Polizia e Crabinieri  hanno schierato 38.217 pattuglie che hanno contestato 20.714  violazioni del codice della strada.</p>
<p>Ansa.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Monitoraggio degli incidenti stradali in città]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/30/monitoraggio-degli-incidenti-stradali-in-citta/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:25:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/30/monitoraggio-degli-incidenti-stradali-in-citta/</guid>
<description><![CDATA[Nota di Pao: Leggo che il 77% degli incidenti (ed il 44% dei morti) si concentra in ambito urbano. I]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Nota di Pao:</strong> Leggo che il 77% degli incidenti (ed il 44% dei morti) si concentra in ambito urbano.</p>
<p>Il <em>divertente</em> (si fa per dire) è che ancor oggi senti molti dire che <em>le cinture in città non le metto, perchè non servono</em>. <strong>Appunto!</strong></p>
<p>°°°</p>
<p>Parte il monitoraggio degli incidenti stradali in città. L&#8217;accordo è stato firmato oggi dal capo della polizia Antonio Manganelli, dal segretario generale dell&#8217;Anci, l&#8217;associazione dei comuni italiani, Angelo Rughetti e dal direttore generale della sicurezza stradale del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti Sergio Dondolini.</p>
<p>L&#8217;accordo prevede la creazione di una piattaforma informatica che consentirà a Polizia stradale e ministero delle Infrastrutture, che già dispongono dei dati dei Carabinieri, di acquisire anche quelli di pertinenza delle Polizie locali dei più importanti Comuni italiani.</p>
<p>L&#8217;accordo appare implicitamente confermare la recente denuncia dell&#8217;Anvu (vedi link), il sindacato della Polizia locale, e del sito Poliziamunicipale.it, secondo cui dalle statistiche ufficiali sugli incidenti mancano almeno 120 mila sinistri con lesioni, proprio quelli rilevati dalle Polizie locali.</p>
<p>Vedi &#62; <a href="http://paoblog.wordpress.com/2009/11/18/se-alle-statistiche-ufficiali-mancano-120mila-incidenti/" target="_blank">http://paoblog.wordpress.com/2009/11/18/se-alle-statistiche-ufficiali-mancano-120mila-incidenti/</a></p>
<p>Secondo le statistiche, il 77% degli incidenti stradali, con il 73% dei feriti e il 44% dei morti, pari a 2.076 persone, si concentra nella viabilità cittadina</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.quattroruote.it/">www.quattroruote.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Che razza di ... SCOOTER]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/11/28/che-razza-di-scooter/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 20:12:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
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<description><![CDATA[OGNI GIORNO PER LE VIE DI TERMOLI &#8230; &#8230; decine e decine di ragazzi ci sfrecciano sistemati]]></description>
<content:encoded><![CDATA[OGNI GIORNO PER LE VIE DI TERMOLI &#8230; &#8230; decine e decine di ragazzi ci sfrecciano sistemati]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anziano guida contromano provocando due incidenti sulla ss 280]]></title>
<link>http://tuttosulamezia.wordpress.com/2009/11/28/anziano-guida-contromano-provocando-due-incidenti-sulla-ss-280/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 19:46:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttosulamezia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ha provocato due incidenti, senza conseguenze per le persone, un pensionato, T.A., di 76 anni, che h]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ha provocato due incidenti, senza conseguenze per le persone, un pensionato, T.A., di 76 anni, che ha percorso contromano per alcuni chilometri, alla guida della sua Fiat Uno, la strada statale 280 tra Catanzaro e Lamezia Terme. Il pensionato, dopo essersi immesso sulla statale, si è accorto di avere sbagliato strada ed ha deciso di fare inversione, percorrendo un tratto contromano, per raggiungere lo svincolo. Per evitare di scontrarsi con la Uno condotta da T.A., due automobili sono finite contro la barriera di protezione. I conducenti delle vetture, comunque, non hanno riportato ferite. Sul posto, per i rilievi, sono intervenuti i carabinieri. </p>
<p><a href="http://tuttosulamezia.files.wordpress.com/2009/11/l_290_226_bf5e3474-63d5-4a8d-a763-85e7e360b67e.jpeg"><img src="http://tuttosulamezia.files.wordpress.com/2009/11/l_290_226_bf5e3474-63d5-4a8d-a763-85e7e360b67e.jpeg?w=290&#038;h=226" alt="" width="290" height="226" class="alignnone size-full wp-image-364" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Tiger Woods ferito in un incidente d'auto: portato in ospedale il campione di golf sta bene, subito dimesso.]]></title>
<link>http://squeezermag.wordpress.com/2009/11/27/tiger-woods-ferito-in-un-incidente-dauto-portato-in-ospedale-il-campione-di-golf-sta-bene-subito-dimesso/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 22:54:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tiger Woods, il campione di golf americano è rimasto ferito in un incidente d&#8217;auto in Florida.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Tiger Woods, il campione di golf americano è rimasto ferito in un incidente d&#8217;auto in Florida.]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[In arrivo le isole salva pedoni]]></title>
<link>http://ilnostropaese.wordpress.com/2009/11/27/in-arrivo-le-isole-salva-pedoni/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:27:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilnostropaese</dc:creator>
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<description><![CDATA[Primi lavori la settimana prossima, si proseguirà poi secondo il grado di pericolosità Subito dopo c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ilnostropaese.wordpress.com/files/2009/11/strisce-pedonali.jpg"><img src="http://ilnostropaese.wordpress.com/files/2009/11/strisce-pedonali.jpg" alt="" title="strisce pedonali" width="200" height="150" class="aligncenter size-full wp-image-231" /></a><br />
Primi lavori la settimana prossima, si proseguirà poi secondo il grado di pericolosità<br />
Subito dopo cantiere al campo sportivo e in piazza Umberto I L&#8217;elenco degli attraversamenti a rischio conta 30 diversi punti<br />
È annunciato per la prossima settimana l&#8217;avvio degli interventi per mettere in sicurezza gli attraversamenti pedonali realizzando isole che consentano maggiore sicurezza. La notizia viene da Giuseppe Stoppato, vicesindaco e assessore comunale ai lavori pubblici.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il treno e le porte che si aprono all'improvviso]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/27/il-treno-e-le-porte-che-si-aprono-allimprovviso/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 07:17:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Cosa ci fa il carrello bar sui binari?» si sarà chiesto il macchinista a cui era stata comandata pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>«Cosa ci fa il carrello bar sui binari?» si sarà chiesto il macchinista a cui era stata comandata per tempo la «marcia a vista». In questo caso tutto si è risolto solo con una gran paura e con i soliti ritardi accumulati a catena. Ma il problema delle porte dei treni che si aprono o si chiudono all&#8217;improvviso sta facendo montare la preoccupazione e lo sconcerto tra i viaggiatori e soprattutto tra il personale Fs.</p>
<p>L&#8217;ultimo caso che segnalano i delegati Rsu-Rls dell’Assemblea Nazionale dei Ferrovieri è accaduto lunedì scorso alle 12 al treno intercity 704 (Napoli-Venezia). Il treno era fermo sulla direttissima Roma-Firenze nella galleria in prossimità di Orvieto quando all&#8217;improvviso, a causa del colpo di pressione causato da un treno Eurostar Alta velocità che procedeva in senso opposto, si sono spalancate quattro porte, risucchiando sul binario il carrello bar in servizio a bordo.</p>
<p>Altro che «colpo di pressione» rispondono le Fs. «È da escludere che l’apertura delle porte sia stata determinata dal passaggio dell’Eurostar. L’apertura è dunque collegabile solo ad un intervento manuale dall’interno del treno». Insomma è stato qualcuno, magari un fumatore, che le ha aperte dall&#8217;interno tant&#8217;è che, aggiunge Fs «anche a seguito dei controlli effettuati successivamente al fatto, le porte sono risultate regolarmente funzionanti». Comunque Fs ha aperto un’indagine per verificare l’esatta dinamica dei fatti e accertare le eventuali responsabilità.</p>
<p>Foto-sequenza di una signora incastrata nella porta &#62; <a href="http://www.corriere.it/gallery/cronache/11-2009/porta-killer/1/fotosequenza-choc_969c5c18-daa2-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml#1" target="_blank">http://www.corriere.it/gallery/cronache/11-2009/porta-killer/1/fotosequenza-choc_969c5c18-daa2-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml#1</a></p>
<p>Il problema è che, indipendentemente dal carrellino bar, i sindacati di base segnalano numerosi incidenti dovuti alle porte. Anzi citano i dati della Polfer di Bologna che nei soli anni 2005-2006 hanno censito ben <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2007/dicembre/05/sindacati_porte_pericolose_sui_treni_co_9_071205007.shtml" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">800 incidenti (con quattro morti)</span></a> riferiti tutti alle porte malfunzionanti.</p>
<p>E mettono <a rel="nofollow" href="http://www.macchinistisicuri.info/ms/docusicur/archivio/portevetture/segnalazioni.php" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">online l&#8217;elenco degli incidenti </span></a>dovuti anche per il malfunzionamento delle porte definendole «killer». Dolorose e drammatiche sono le storie delle persone coinvolte. In tutti i casi la trame è quasi identica: le porte si chiudono di colpo con il braccio dentro e il corpo fuori e trascinano il malcapitato fino a quando le urla non fanno breccia. Come quelle della signora Rosalba Garibaldi che nel 2006 da Bologna stava andando a trovare la figlia in attesa di partorire a Mantova e che si è ritrovata, invece, in ospedale senza le gambe.</p>
<p>Così come il capotreno Antonio Di Luccio che il 9 marzo del 2006 a Piacenza ha perso anch&#8217;egli gli arti inferiori. Vicenda simile per Antonella Tanzi a Pietrasanta il 6 settembre del 2007 : anche lei ha perso le gambe. Invece Maria Nanni, capotreno, il 26 giugno del 2007, ha scampato il peggio grazie alla prontezza dei riflessi dopo esser rimasta incastrata con il braccio tra le porte. Grazie all&#8217;esperienza è riuscita a mantenere i piedi sul predellino evitando così di essere risucchiata sotto le ruote.</p>
<p>Ma ci sono anche le storie recenti di persone rimaste incastrate nelle porte che raccontano di morte. Come quella di una donna di 77 anni, (24 settembre 2008). Si chiamava Giuseppina Tagliente che, dopo essere rimasta bloccata in una porta, è stata investita sotto gli occhi del marito, alla stazione ferroviaria di Fasano, dall&#8217;Eurocity Bolzano-Lecce dal quale stava scendendo.</p>
<p>In questo caso (riporta l&#8217;Ansa) «il treno si era fermato regolarmente in stazione per far scendere i passeggeri. La coppia di anziani era nell&#8217;ultima carrozza: l&#8217;uomo è sceso per primo, la moglie qualche attimo dopo proprio mentre il macchinista rimetteva in marcia il treno, senza accorgersi di nulla. La donna è rimasta schiacciata tra la carrozza e il marciapiede della stazione.</p>
<p>Sono stati alcuni passeggeri appena scesi a dare l&#8217;allarme, ma per l&#8217;anziana non c&#8217;era più nulla da fare». Andrei Mihail Velescu, un ragazzo romeno, ha perso la vita il 15 novembre 2007 a Perugia. Mary Miriana Jabed, racconta Valentina Avon su La Stampa, è morta alla stazione di Verona davanti a marito e figlia di sette mesi.</p>
<p>Da qui l&#8217;appello di Dante De Angelis, macchinista e delegato sindacale alla sicurezza, <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_26/deangelis-ferrovie_388e652a-c22f-11de-b592-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">appena reintegrato dal Tribunale del lavoro dopo il licenziamento da parte delle Fs</span></a>: «Bisogna tener conto, oltre alla parte estetica, anche alla sicurezza di viaggiatori e personale Fs. Gli Eurostar City sono stati riammodernati, riverniciati e ritappezzati ma presentano alcuni problemi di sicurezza come quello delle porte».</p>
<p>La contestazione dei sindacati («come il carrellino del servizio bar di bordo poteva allo stesso modo essere risucchiata una persona») va oltre l&#8217;incidente di lunedì scorso. I delegati Rsu-Rls dell’Assemblea Nazionale dei Ferrovieri ammettono che Trenitalia ha varato un piano di ristrutturazione dei treni di media distanza (i più utilizzati dai pendolari), per impedire dall&#8217;esterno di poter aprire le porte quando il treno è fermo, ma sottolineano «che non è stato fatto abbastanza.</p>
<p>Infatti sono ancora esclusi dalla messa in sicurezza delle porte gli Intercity, gli Eurostar City e i treni Espresso. Cioè un quarto dei treni in circolazione non hanno ancora avuto installato il dispositivo (un circuito elettrico) che fa accendere la luce verde che segnala al macchinista che le porte sono chiuse e che quindi può ripartire».</p>
<p>E i sindacati di base si chiedono: «Perché continuano a circolare queste vere e proprie “porte killer” le stesse che hanno ferito, mutilato e ucciso tante persone?». Le Ferrovie dello Stato, che &#8211; bisogna ricordarlo &#8211; primeggiano in sicurezza «dato che l&#8217;Italia è il Paese con lo standard più altro in Europa con indice che doppia addirittura quello del secondo in classifica», ribattono: «Stiamo rispettando la normativa vigente e stiamo ristrutturando tutto il parco macchine sebbene l&#8217;Europa non ce lo chieda».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Precipita C130-J dell'Aeronautica Militare]]></title>
<link>http://aviazione.wordpress.com/2009/11/24/precipita-c130-j-dellaeronautica-militare/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 19:16:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>guzzo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il fatto è avvenuto ieri, 23 Novembre, poco dopo le 14 nei pressi dell&#8217;aeroporto di Pisa. Tutt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" title="C130" src="http://cdn-www.airliners.net/aviation-photos/small/0/8/5/1473580.jpg" alt="" width="200" height="133" />Il fatto è avvenuto ieri, 23 Novembre, poco dopo le 14 nei pressi dell&#8217;aeroporto di <strong>Pisa</strong>.<br />
Tutti i membri dell&#8217;equipaggio, <strong>cinque persone</strong>, sono deceduti. L&#8217;aeromobile, appartenente alla <strong>46esima Brigata Aerea</strong>, era impegnato in una missione addestrativa.<br />
L&#8217;incidente sembra essere avvenuto in fase di decollo e non, come inizialmente si credeva, in seguito ad un touch-and-go (una particolare manovra in cui, successivamente all&#8217;atterraggio, l&#8217;aereomobile prosegue la sua corsa per decollare nuovamente).</p>
<p>L&#8217;aeroporto di Pisa è rimasto chiuso a tutti i traffici per circa 3 ore dopo l&#8217;incidente. Sulle cause stanno indagando due commissioni distinte: una della magistratura ordinaria ed una dell&#8217;Aeronautica.</p>
<p>Ancora è presto per capire cosa sia andato storto e se le cause possano attribuirsi ad un&#8217;avaria piuttosto che ad un errore. Le <strong>scatole nere</strong> sono state recuperate e nei prossimi mese se ne saprà sicuramente di più.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Latina: indiani senza luci travolti sulle strade]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/23/latina-indiani-senza-luci-travolti-sulle-strade/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 07:08:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Li chiamano invisibili, perchè sono clandestini senza documenti della cui esistenza pochi sanno e po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Li chiamano invisibili, perchè sono clandestini senza documenti della cui esistenza pochi sanno e pochi vogliono sapere. <strong>Ma sono invisibili anche fisicamente, almeno di notte</strong>, quando percorrono <strong>senza luci</strong> &#8211; a piedi o<strong> in bicicletta</strong> &#8211; le strade dell&#8217;Agro Pontino, nelle cui serre lavorano. <strong>Così invisibili da morire investiti da un&#8217;auto o un camion</strong>, come è accaduto, venerdì 20 novembre ad uno di loro. Si chiamava Jaswinder Singh, aveva 40 anni ed era originario del Punjab.</p>
<p>Jaswinder Singh, citadino indiano, è morto sulla statale Pontina venerdì sera, investito tra Sabaudia e Terracina.<strong> La dinamica è sempre la stessa: tornava a casa in sella alla bicicletta, senza luci, senza alcun segnale luminoso, senza documenti indosso.</strong> E adesso c&#8217;è chi chiede controlli sulle strade.</p>
<p>Jaswinder Singh, lavorava a San Vito, nei pressi di Sabaudia: aveva preso in affitto una stanza dove dormiva con cinque connazionali. L’altra sera aveva appena terminato il lavoro in una azienda agricola della zona; rientrando a casa, insieme ad un amico, è stato travolto da una macchina.</p>
<p>I dati ufficiali della Polizia stradale parlano di tre morti nel 2009 e due feriti gravi tra la comunità di braccianti impiegata nelle campagne tra Latina, Sabaudia e Terracina. Ma questi numeri non rendono l’idea dell’effettiva emergenza e pericolosità del fenomeno degli incidenti causato da ciclisti che ogni sera tornano presso i loro giacigli senza uno straccio di fanale. Di incidenti ce ne sono ogni giorno, ma sfuggono alle statistiche (si stima possano essere tre volte più dei numeri ufficiali) così come la reale consistenza della comunità sikh che abita in provincia di Latina.</p>
<p>Ora le istituzioni locali hanno deciso di intervenire: con un&#8217;iniziativa di educazione stradale. Si chiama «Ruote luminose» la campagna &#8211; realizzata da Polstrada e amministrazione provinciale &#8211; che prevede la distribuzione di giubbini catarifrangenti.</p>
<p>«Da quando è iniziata la campagna &#8211; riferisce la sala operativa sociale di Prefettura e Provincia &#8211; sono stati distribuiti 1300 gilet ad alta luminosità. Un numero cospicuo, ma poca cosa se si considera che solo gli indiani sono settemila da queste parti».</p>
<p>A contattare la comunità indiana sono gli operatori ribattezzati «Angeli custodi», che si avvalgono della collaborazione di volontari della stessa etnia. «I ciclisti che sono privi di gilet &#8211; racconta Guglielmo Bove &#8211; vengono fermati, si consegna il gilet e si fanno ripetuti ammonimenti. E’ una buona pratica di prevenzione che nasce dal consenso e la collaborazione delle comunità degli immigrati e dei cittadini».</p>
<p>Ma occorre fare di più per scongiurare che altro sangue venga versato sulle strade, servono pattuglie di volontari «per fermare i ciclisti privi di segnalazione luminosa e quelli, come l’indiano investito venerdì che, scesi dalla bici, percorrono a piedi strade e superstrade ad alta velocità, senza alcun dispositivo di sicurezza». Agli immigrati vengono distribuiti migliaia di volantini che spiegano con quali luci dovrebbe essere accessoriata la bicicletta.</p>
<p>Il problema è che «mancano le automobili per gli angeli custodi: e dire che i fondi della Provincia ci sono. Sarebbero sufficienti piccole auto usate&#8230;». Intanto prosegue la campagna di educazione sulle strade, sperando di evitare altre morti.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ciclohasard!]]></title>
<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/19/ciclohasard/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 13:39:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>md</dc:creator>
<guid>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/19/ciclohasard/</guid>
<description><![CDATA[Mi hanno sempre colpito il concetto di caso (e quello collaterale anche se non coincidente di contin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://mariodomina.wordpress.com/files/2009/11/bicycle.jpg"><img class="size-full wp-image-3792 aligncenter" title="bicycle by ro_buk" src="http://mariodomina.wordpress.com/files/2009/11/bicycle.jpg" alt="" width="160" height="240" /></a></p>
<p>Mi hanno sempre colpito il concetto di <strong>caso</strong> (e quello collaterale anche se non coincidente di <strong>contingenza</strong>), così come la categoria logica di <strong>necessità</strong> (piuttosto freddina e austera) e quella un po&#8217; irrazionale, ma tanto utilizzata dagli umani, di <strong>destino</strong>. Sia in ambito storico che nelle nostre piccole e poco importanti vicende quotidiane, ne facciamo abbondante uso. Il nostro esserci, in quanto esser nati, è molto contingente (l&#8217;estro  momentaneo o la sbronza di una sera, più l&#8217;incontro del tutto casuale di materia organica), ma una volta che siamo al mondo ci sentiamo legati dalla necessità (<em>dobbiamo</em> nutrirci, respirare e prima o poi morire). Tra l&#8217;inizio e la fine, poi, arzigogoliamo e ricamiamo ed immaginiamo non poco su quell&#8217;arco vitale, cui cerchiamo di dare un senso, una direzione, farfugliando talvolta la parola &#8220;destino&#8221;.<br />
Io credo tanto poco al destino quanto a babbo natale &#8211; se per destino si intende una sorta di pre-scrittura della trama, un disegno anche solo abbozzato. Certo, le condizioni date ci faranno andare in una direzione piuttosto che in un&#8217;altra, ma poi c&#8217;è sempre quell&#8217;elemento contingente e casuale (il lucreziano <em><strong>clinàmen</strong></em>) ad intervenire e a scompaginare i piani: l&#8217;incontro con una persona, con un evento &#8211; od anche con un macigno che ci cade sulla testa&#8230;</p>
<p>Il cappello serviva ad introdurre una specie di riflessione <em>generale</em> su questi temi, che parte dall&#8217;analisi <em>particolare</em> del mio quarto incidente (non devastante) in bicicletta, e che intende usarlo, insieme ai tre precedenti, come ausilio esemplificativo. Non so dove condurrà, ma mi affascina sapere che anche tale minuscolo fatto occorsomi, sottosta alle categorie di cui sopra, e nonostante si tratti  di una cosetta da nulla  (visto che ne sto scrivendo qui e ora). Tanto più che è accaduta contemporaneamente ad altri miliardi di fatti (altra cosa sorprendente), una pressoché illimitata serie che va dalla caduta di una briciola alla chiusura di una fabbrica alla morte per fame di un certo numero di persone, fino all&#8217;esplosione dovuta a una supernova in qualche remoto angolo dell&#8217;universo. Dal punto di vista di quelle categorie (così come dell&#8217;essere) tutti quei fatti, ci piaccia o no, si equivalgono.</p>
<p><!--more--><em>Primo incidente</em>: ero ragazzo, e come tanti ragazzi piuttosto distratto e maldestro. Andai a sbattere contro un&#8217;automobile in sosta, solo perché stavo guardando da tutt&#8217;altra parte. Ricordo ancora lo <em>sciak</em> fortissimo e sonoro della botta, il rintronare della testa insieme alla sorpresa e allo sconcerto per essere scaraventato a terra dopo avere picchiato la fronte.</p>
<p><em>Secondo incidente</em>: ero studente alle superiori, andavo a scuola e un tizio aprì la portiera dell&#8217;auto senza guardare. Io finii lungo disteso sull&#8217;asfalto e l&#8217;automobile che veniva nell&#8217;altro senso di marcia inchiodò a pochi centimetri dalla mia testa.</p>
<p><em>Terzo incidente</em>: non molti anni fa, in una giornata grigia e piovigginosa, me ne andavo in bicicletta con l&#8217;ombrello incautamente appoggiato al manubrio. Quello finiva tra i raggi e faceva finire me con la faccia e la fronte aderenti all&#8217;asfalto e, subito dopo, al pronto soccorso. Ricordo di aver firmato per farmi dimettere, visto che mi avrebbero voluto trattenere almeno per una notte.</p>
<p><em>Quarto incidente</em>: ieri, andando al lavoro, si è staccata la ruota anteriore e, di nuovo, finisco con il mento e la bocca a saggiare la rocciosa durezza dell&#8217;asfalto. Non troppo agitata attesa al pronto soccorso, e per fortuna nulla di rotto. Solo la parte inferiore del viso ridotta a maschera tumefatta, e un incisivo lievemente scheggiato.</p>
<p>Ho riportato le cronache degli incidenti perché ci vedo all&#8217;opera alcune delle categorie di cui sopra, con un ordine, una mescolanza ed una combinazione che non smettono di sorprendermi.<br />
Cominciamo dal livello piuttosto evidente della <strong>causalità</strong>: nel primo caso, il principale responsabile sono io con la mia distrazione. Che io ricordi, non mi pare ci fosse un fatto laterale che avrebbe potuto condizionarmi (una punizione, un amico che mi chiamava da una finestra, o simili). Ho fatto tutto da solo. Nel secondo caso è evidente che la responsabilità causale maggiore ce l&#8217;ha il tizio che ha aperto la portiera &#8211; d&#8217;altra parte non possiamo sapere se a sua volta non ci fosse nel suo gesto distratto qualche retrocausa o retropensiero.<br />
Il caso, però, comincia qui a giocare le sue carte: arriva l&#8217;altra automobile (pericolo), io cado proprio nella sua direzione (doppio pericolo), ma il conducente frena in tempo (salvezza). Tutto stava per convergere verso la catastrofe (mia, non certo universale), ma poi una serie di contingenze (che potevano accadere come non accadere) l&#8217;hanno deviata all&#8217;ultimo momento: il conducente era vigile, aveva dormito bene, la visibilità era buona, i freni funzionavano bene, il meccanico gli aveva fatto una buona revisione poco tempo prima, io ero caduto quel decimo di secondo prima atto ad evitare l&#8217;impatto, ecc. ecc. &#8211; insomma, ci si può sbizzarrire nell&#8217;esplorazione e supposizione di combinazioni e probabilità.<br />
Terzo incidente: si torna al caso numero uno. Causa del mio male sono ancora io, con un&#8217;aggravante: non c&#8217;è cosa più imbecille dell&#8217;agganciare un oggetto lungo e penzolante al manubrio di una bicicletta in movimento. Anche senza conoscere le leggi della fisica, bastano l&#8217;intuito o l&#8217;esperienza per capire che la probabilità che quell&#8217;oggetto finisca tra i raggi della ruota bloccandola di colpo e scaraventando a terra in modo secco ed imprevedibile il ciclista, è piuttosto alta. Certo, anche qui il caso e la contingenza hanno giocato il loro ruolo: ma una volta che l&#8217;ombrello si è infilato tra i raggi, le leggi fisiche hanno proceduto con ferrea necessità fino all&#8217;epilogo. Il caso, poi, ha voluto che non passassero altri mezzi in quel momento e che la parte colpita del mio cranio reggesse bene all&#8217;urto, o viceversa che l&#8217;urto fosse insufficientemente violento per incrinare il mio osso parietale. Ci sarebbe potuta essere una emorragia interna &#8211; e di fatti i medici avrebbero voluto trattenermi per maggior sicurezza &#8211; ma io ho preferito sfidare&#8230; la <strong>sorte</strong>? (ecco un altro elemento, non molto chiaro, di cui ci serviamo per parlare del corso delle nostre vite).<br />
Ultimo incidente: qui la responsabilità sembra un po&#8217; più &#8220;oggettiva&#8221; e il caso ci ha potuto marciare alla grande. Qualcuno sa dirmi quante probabilità c&#8217;erano che si sganciasse la ruota di una bicicletta in corsa? Però, anche in questo caso, la commistione di elementi e di contingenze risulta difficile da sbrogliare: potrei essere stato incurante della manutenzione della bicicletta, o aver fatto una manovra avventata, o avere sottovalutato i segnali che mi venivano dalla frenatura difettosa&#8230; nel qual caso, il caso c&#8217;entrerebbe poco, e tornerebbe ad esserci una responsabilità causale soggettiva.<br />
Dopo di che, nell&#8217;architettura dell&#8217;evento e nelle sue conseguenze, il caso torna a danzare in maniera prepotente: avrei potuto rompermi, nell&#8217;ordine, la mandibola, qualche dente o la stessa arcata dentaria e forse anche il setto nasale, persino l&#8217;osso del collo &#8211; ma non è avvenuto. E&#8217; stato un caso che non sia avvenuto? Sì certo, poiché <em>poteva essere </em>(era una concretissima possibilità, <em>non a caso</em> indagata dai radiografi del pronto soccorso), ma <em>non è stato</em>. Pura contingenza.<br />
Così come è stato un caso che accadesse la caduta anzi che no, visto che subito prima mi ero fermato a controllare la ruota e, solo nel ripartire, quella si è perfidamente staccata: se mi fossi fermato a controllare meglio non sarei nemmeno qui a scriverne. D&#8217;altro canto, poiché ero in leggero ritardo, avrei potuto prendere il sottopasso delle automobili (talvolta lo faccio) anziché quello ciclopedonale, e allora la dinamica dell&#8217;incidente sarebbe quasi sicuramente stata diversa e più dolorosa. Ma non lo potremo <em>mai</em> sapere. Il non-accaduto della contingenza, quella linea tratteggiata che si biforca immaginariamente di continuo negli accadimenti della nostra vita, ha il tratto dell&#8217;assoluta irrevocabilità. O meglio, cecità ed inconoscibilità. Se si vuole, una sua forma di necessità, esattamente come l&#8217;accaduto <em>una volta che è accaduto.<br />
</em><br />
Conclusione?<br />
Non saprei bene che lezione teorica trarre da tutto ciò. Quella pratica mi direbbe forse di fare più attenzione alla mia quotidiana attività ciclistica &#8211; ma so a priori che tutte le cautele, le previsioni e le prevenzioni che dovessi mettere in conto o in atto, non mi proteggerebbero mai <em>in toto</em> dall&#8217;avvento del caso e della contingenza. Il distacco della ruota era una delle mie paure ed ossessioni ricorrenti, ed è avvenuto davvero. Anche se quel che pavento di più è di finire schiacciato sotto le due tonnellate e mezzo di un suv (prepotente per necessità) &#8211; ma ciò non è avvenuto. Non ancora, per lo meno. Per non correre rischi dovrei sigillarmi in casa, ma potrebbe sempre cadermi il tetto in testa. Insomma si finirebbe in una ridicola quanto inconcludente spirale dell&#8217;assurdo.<br />
Ma uscendo dalla banalità e dalla contingenza, mi verrebbe da concludere così: ci appare casuale e contingente ciò che non siamo in grado di prevedere e di conoscere (è una delle spiegazioni classiche), soprattutto perché la nostra mente funziona in modo causale e secondo modalità temporali determinate (prioritariamente sequenziali). Ciò che poco prima ci appariva improbabile o solo possibile, una volta avvenuto diventa necessario, irrevocabile. Se avessimo un altro punto di vista (quello di Dio o della totalità, ad esempio, e dunque dell&#8217;eternità e della atemporalità), è piuttosto probabile che il caso e la contingenza sparirebbero dalla nostra mente, per far posto alla sola necessità. Saremmo così dei deterministi perfetti.</p>
<p>Ma siamo per lo più esseri temporali e parecchio limitati. E, nonostante tutto, ci aggrappiamo al caso e alla contingenza come ad ancore di salvezza. Non potremmo mai accettare un mondo e una catena fattuale interamente necessitati ad essere così e non altrimenti. Oltreché funzionare in tal modo la nostra mente, funzionano così anche le nostre determinazioni psichiche ed esistenziali: la necessità (che pure sarebbe comoda) ci fa molto più orrore della contingenza!<br />
La parola francese <em><strong>hasard</strong></em> (da cui l&#8217;italiano <em>azzardo</em> e l&#8217;inglese <em>hazard</em>, ma che in origine è l&#8217;arabo <em>az-zahr), </em>designa molto bene<em> </em>la situazione di incertezza e di rischio cui siamo perennemente esposti: l&#8217;imprevedibile intrico di casi fortuiti e contingenze, il capriccio delle combinazioni, quel che talvolta definiamo come sorte o fortuna &#8211; ebbene, temo si tratti di un nostro ineliminabile tratto costitutivo e, forse, persino un po&#8217; necessario.</p>
<p style="text-align:right;">(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/ro_buk/">ro_buk</a>)</p>
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<title><![CDATA[Negli Usa si va piano e si muore di più]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/19/negli-usa-si-va-piano-e-si-muore-di-piu/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 08:45:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Maurizio Caprino Mentre l&#8217;attenzione della grande stampa italiana è tutta per i risultati d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
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<p>di Maurizio Caprino</p>
<p>Mentre l&#8217;attenzione della grande stampa italiana è tutta per i risultati dei summit mondiali sull&#8217;alimentazione (Fao a Roma) e l&#8217;energia (gli incontri di Obama in Cina), nessuno ricorda che da oggi a Mosca si è tenuta la prima conferenza intergovernativa Onu sulla sicurezza stradale (<a href="http://www.etsc.eu/documents/11.18%20-%20UN%20Conference%20in%20Moscow.pdf">http://www.etsc.eu/documents/11.18%20-%20UN%20Conference%20in%20Moscow.pdf</a>), aperta anche alle organizzazioni non governative di 40 Paesi.</p>
<p>Le differenze tra l&#8217;uno e l&#8217;altro sono abissali e non sempre nel senso che ci aspetteremmo: la mortalità degli Stati Uniti è superiore a quella dell&#8217;Europa a 27 (sì, compresi anche gli Stati dell&#8217;Est che sono un disastro in grado di alzare la media continentale), segno che non basta andar piano come loro per risolvere i problemi se poi non si è rigorosi su cinture e alcol e si costringe la gente a guidare tanto lentamente da farle credere che si possa tranquillamente mandare sms durante la marcia. Così altri Paesi enormi, come Australia e Canada, fanno meglio, con una mortalità più favorevole anche rispetto all&#8217;Europa.</p>
<p>Altro punto dolente che vi segnalo è però la scarsa omogeneità e/o attendibilità delle statistiche (di quelle italiane in primis, come vi ho scritto più volte).</p>
<p>Come leggete nel comunicato, il programma del vertice prevede dichiarazioni più o meno solenni. Si fa presto a dire che non servono a nulla, anche considerando quanta fatica si fa poi a livello nazionale a tradurle in pratica (vi ricordo che molti Paesi europei non hanno raggiunto l&#8217;obiettivo fissato dalla Ue di dimezzare i morti nel 2010 rispetto al 2001, nonostante i dieci anni di tempo e la maggior pressione che l&#8217;Europa può fare sui suoi membri rispetto all&#8217;Onu).</p>
<p>Se poi pensiamo a quanto sia difficile far passare norme di buonsenso nelle tante tornate di modifica del Codice della strada italiano, viene da lasciar perdere. Ma, se si riuscirà a mobilitare l&#8217;opinione pubblica internazionale come si è fatto negli ultimissimi anni sulla CO2 (purtroppo non ancora per la fame nel mondo), un po&#8217; di speranza ritorna. Certo, molto dipende da quanto business le grandi aziende vedranno nella sicurezza stradale: se ce ne sarà abbastanza da giustificare gli investimenti, vedremo poderose campagne pubblicitarie e di opinione. Vedremo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/">http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/</a></p>
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<title><![CDATA[Buccinasco, iniziativa shock sulla sicurezza stradale]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/18/buccinasco-iniziativa-shock-sulla-sicurezza-stradale/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:35:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp; Nota di Pao: Iniziativa che mi trova totalmente d&#8217;accordo. Già quando ero un bambino, a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<p><strong>Nota di Pao:</strong> Iniziativa che mi trova totalmente d&#8217;accordo. Già quando ero un bambino, andando sulla riviera adriatica ricordo che sulla Statale si incontravano vetture incidentate lasciate lì, ritengo appositamente, come monito. Posso in ogni caso affermare che le immagini di incidenti visti in prima persona, restano in mente molto più di tanti blandi inviti alla prudenza. Per la stessa ragione come pena accessoria per chi causa incidenti (perchè ubriaco o spericolato) obbligherei a fare il barelliere sulle ambulanze per un tot di serate, durante la fine settimana. Devono <em>toccare con mano</em> il dolore (altrui) e le situazioni che si creano, magari per un sorpasso azzardato come per un bicchiere di troppo. A me basta sentire ogni tanto i racconti della nipote che guida l&#8217;ambulanza del 118.</p>
<p>°°°</p>
<p>Un articolo a cura della Redazione di <a href="http://www.giornalelibero.com" target="_blank">www.giornalelibero.com</a></p>
<div><img src="http://www.giornalelibero.com/public/Incidente%20mortale%20Albairate%20Ottorino%20Banzani%204.jpg" alt="Un'auto incidentata" hspace="5" width="290" height="215" align="left" /><strong>Un cimitero di auto incidentate. </strong>Questo lo scenario che cittadini e passanti si troveranno di fronte a Buccinasco, da domani mattina per i prossimi tre giorni. Carcasse di autovetture o quel che ne resta dopo incidenti stradali saranno posizionate nelle principali rotonde della città accompagnate dal <em>claim</em>: &#8220;Scegli la vita, no alle stragi del sabato sera&#8221;. Un&#8217;iniziativa d&#8217;impatto, volutamente cruenta che il Comune di Buccinasco ha deciso di organizzare, insieme all&#8217;Associazione Arcadia, per sensibilizzare i cittadini, e soprattutto i giovani, sul fenomeno, purtroppo in costante aumento, delle stragi del sabato sera. Molte, troppe, infatti, le vittime, spesso adolescenti, che ogni week end perdono la vita anche nel Sud Milano.</p>
<p>&#8220;Chiunque legga le pagine di cronaca sui quotidiani &#8211; commenta il sindaco Loris Cereda &#8211; non può rimanere insensibile di fronte alle numerose vite umane che ogni giorno e, soprattutto ogni wend, si spengono negli incidenti stradali. Da qui la decisione di craere un evento shock, crudo, reale. Un&#8217;idea forse un po&#8217; azzardata, ma se grazie a queste immagini macabre riusciremo ad infondere un po&#8217; più di prudenza, bhè, il disagio forse creato alle persone più sensibili, sarà stato ben ripagato&#8221;.</p>
<p>La campagna di sensibilizzazione si chiuderà con una tavola rotonda che avrà luogo domenica 22 novembre, dalle 10.30 alle 12, a Cascina Robbiolo, in via Aldo Moro. Tra i relatori. oltre al sindaco di Buccinasco Loris Cereda: Angelo Burroni, Associazione Nazionale Vittime della strada di Milano, Alfonso Guardia, comandante capo nucleo Radiomobile della Compagnia di Corsico, Angelo Cospito, medico chirurgo, Romano La Russa, assessore regionale Attività Produttive, piccole e medie imprese.</p>
<p><img src="http://www.giornalelibero.com/public/Auto%20rib%20%285%29.JPG" alt="Un'auto ribaltata a Trezzano sul Naviglio" hspace="5" align="absBottom" /></div>
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<p>Fonte: <a href="http://www.giornalelibero.com/">www.giornalelibero.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[Se alle statistiche ufficiali mancano 120mila incidenti]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/18/se-alle-statistiche-ufficiali-mancano-120mila-incidenti/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:47:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Maurizio Caprino Li stavano aspettando al varco. Da un anno l&#8217;Anvu (associazione profession]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
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<p>di Maurizio Caprino</p>
<p>Li stavano aspettando al varco. Da un anno l&#8217;Anvu (associazione professionale di vigili urbani) ha deciso di denunciare uno (e solo uno) degli aspetti carenti delle statistiche italiane sugli incidenti: la &#8220;sparizione&#8221; di migliaia di sinistri rilevati dalle polizie locali.</p>
<p>Così hanno fatto un&#8217;indagine campionaria sui dati 2008 rilevati nei Comuni in cui lavorano i loro associati più volenterosi e già nei primi mesi di quest&#8217;anno avevano denunciato (<a href="http://mauriziocaprino.typepad.com/files/denuncia-anvu-del10.02.2009-1.pdf">Scarica Denuncia Anvu DEL10.02.2009</a>) che ne uscivano cifre che &#8211; estrapolate per il totale delle municipalità italiane &#8211; erano sensibilmente superiori rispetto a quelle ufficiali del 2007 (in un Paese normale, invece, sarebbero state superiori, dato che c&#8217;è un indiscutibile trend al ribasso).</p>
<p>Ora che Aci e Istat hanno diramato le statistiche ufficiali 2008, si può fare un raffronto più compiuto e ne esce un quadro peggiore di quello stimato a febbraio: all&#8217;epoca l&#8217;Anvu parlava di 90mila incidenti mancanti, oggi di 120mila (<a href="http://mauriziocaprino.typepad.com/files/anvu-a-istat-mancano-120mila-incidenti.pdf">Scarica Anvu a Istat mancano 120mila incidenti</a>).</p>
<p>Non ho particolari motivi per mettere in dubbio le stime dell&#8217;Anvu e in ogni caso, se fossero sbagliate, mi aspetterei una replica stizzita dell&#8217;Istat o del ministro dell&#8217;Interno, di cui non ho invece notizia. Contesto solo l&#8217;ultima frase del comunicato Anvu, secondo cui i piccoli Comuni sarebbero dimenticati dal sistema statistico.</p>
<p>Non è proprio così, perché a rigore è il contrario: sono i piccoli Comuni a dimenticare il sistema, perché non inviano all&#8217;Istat i propri dati. Certo, date le loro dimensioni hanno spesso corpi di polizia municipale composti da due-tre persone, che hanno da fare e magari non sono nemmeno tanto versate per la statistica e quindi i sindaci vorrebbero una mano dall&#8217;Istat anziché dovergliene dare una loro.</p>
<p>Come finirà? Sapevo che la Polstrada si stava muovendo per fare accordi coi Comuni. Vedremo. In ogni caso, mi sento di precisare che la sottovalutazione attuale dei dati è grave, ma non trucca le carte riguardo all&#8217;obiettivo imposto dalla Ue (e ormai fallito da molti Stati, tra cui l&#8217;Italia) di dimezzare le vittime della strada nel 2010 rispetto al 2001.</p>
<p>Infatti, le cifre italiane sballate erano nel 2001 e sballate sono ora. Certo però è che, se si risolvesse il problema proprio ora, ci tireremmo la zappa sui piedi: dovremmo registrare un inatteso aumento delle vittime&#8230;</p>
<p>Fonte: <a href="http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/">http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/</a></div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Quando la donna non è più una velina ma una disabile]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/17/quando-la-donna-non-e-piu-una-velina-ma-una-disabile/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:48:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Maurizio Caprino Da mesi siamo impegnati nei vari scandali a base di aspiranti veline, escort, tr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>di Maurizio Caprino</p>
<p>Da mesi siamo impegnati nei vari scandali a base di aspiranti veline, escort, trans e semplici poveracce in cerca di lavoro. Per questo, si argomenta molto &#8211; in modo rozzo o raffinato che sia &#8211; sul ruolo che il corpo femminile sta avendo nella società, come chiave per raggiungere il potere (per le donne) o per esercitarlo (per i maschi utilizzatori, finali e non).</p>
<p>Oggi invece vi propongo un altro discorso sulle donne e sul loro corpo. Si basa sulle statistiche presentate stamattina dalla Fondazione Ania (<a href="http://mauriziocaprino.typepad.com/files/donne-comunque-vittimedati-incidenti-stradali-a-milano.htm">Scarica DONNE COMUNQUE VITTIMEDATI INCIDENTI STRADALI A MILANO</a>), secondo cui è più frequente che sia una donna a riportare invalidità permanenti dopo un incidente stradale.</p>
<p>E, anche quando l&#8217;infortunato è maschio, spesso la maggior parte della fatica per stargli accanto la fa proprio una donna: noi uomini di solito non siamo molto bravi nell&#8217;assistenza.</p>
<p>Fonte: <a href="http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/">http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Incidenti stradali ... è un dovere sociale fare qualcosa, io contribuisco divulgando questo video ..]]></title>
<link>http://campibisenzio.wordpress.com/2009/11/17/incidenti-stradali-e-un-dovere-sociale-fare-qualcosa-io-lo-faccio-con-questo-video/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:35:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>campibisenzio</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; gia trascorsa la giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada e su i giornali co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">E&#8217; gia trascorsa la <strong>giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada</strong> e su i giornali compare la notizia di un ennesimo grave incidente stradale, credo veramente anche io che sia un dovere sociale fare qualcosa.. perchè qualsiasi mezzo in movimento rappresenta un&#8217;arma se usata in modo improprio e come tale quindi deve essere usato in modo corretto. Vi inserisco un video, veramente ben fatto ad opera della <a href="http://www.provincia.bergamo.it/Provpor/portalProcess.jsp" target="_blank">Provincia di Bergamo</a> per la regia di Bruno Bozzetto, che se trasmesso su i canali televisivi potrebbe far riflettere tanti cittadini. Il messaggio ed il video sono stati segnalati dal caro amico <strong>Sergio Cianti</strong> (<a href="http://www.unaretepernonmorire.org" target="_self">Associazione la Strada per Amica</a>), che da anni si batte per questa causa e che mi trova sempre disponibile a divulgare messaggi importanti come questo.</p>
<h2 style="text-align:center;">LA TUA VITA NON HA IL REPLAY !</h2>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/DI8do1fIuTY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/DI8do1fIuTY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inail: calano del 10% gli infortuni sul lavoro]]></title>
<link>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/17/inail-calano-del-10-gli-infortuni-sul-lavoro/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:46:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>nove2nove1</dc:creator>
<guid>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/17/inail-calano-del-10-gli-infortuni-sul-lavoro/</guid>
<description><![CDATA[Ma questo dato non deve trarre in inganno. Si riducono gli infortuni perchè si riducono, e fortement]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ma questo dato non deve trarre in inganno. Si riducono gli infortuni perchè si riducono, e fortemente, la produzione e quindi l&#8217;occupazione.</p>
<p><a title="Inail: -10% infortuni sul lavoro" href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/incidenti-lavoro-5/dati-inail/dati-inail.html">Qui</a> il link all&#8217;articolo</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[crash, di david cronenberg]]></title>
<link>http://comeunorgasmotragico.wordpress.com/2009/11/16/crash-david-cronenberg/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 18:37:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>williamdollace</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Abolire la morte è il nostro fantasma che si ramifica in tutte le direzioni” Baudrillard &#8220;Il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[“Abolire la morte è il nostro fantasma che si ramifica in tutte le direzioni” Baudrillard &#8220;Il ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il razzismo di Canale 5.]]></title>
<link>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/11/15/il-razzismo-di-canale-5/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 17:20:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>giusarn</dc:creator>
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<description><![CDATA[Guardando la televisione ad ora di pranzo mi ha colpito la trasmissione “Domenica 5” che mandava in ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/yXss4Qwhz-s&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/yXss4Qwhz-s&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Guardando la televisione ad ora di pranzo mi ha colpito la trasmissione “Domenica 5” che mandava in onda un servizio sui Rom da Alba Adriatica.<strong> </strong><strong>Come è noto</strong><strong> </strong>un commerciante di Alba Adriatica, Emanuele Fadani, 37 anni è stato ucciso per una rissa davanti ad un bar. Sospettati dell&#8217;omicidio sono <strong>tre giovani nomadi stanziali</strong>, cittadini italiani: due sono stati fermati. Uno di loro, è lo zio di un minorenne arrestato per l&#8217;omicidio di un cameriere di 23 anni, Antonio De Meo, aggredito il 9 agosto scorso in un paese vicino a Teramo. L’episodio ha suscitato violente reazioni da parte della popolazione locale che nella serata di ieri hanno  prima <strong>circondato la caserma dei carabinieri della cittadina</strong>, poi ha cercato di raggiungere i parenti dei tre rom accusati dell&#8217;omicidio, che risiedono in una zona al confine con il paese di Martinsicuro.  Inoltre e<strong>&#8216; </strong><strong>stata rovesciata e bruciata un&#8217;auto</strong><strong> </strong><strong>appartenente al padre di uno dei due cugini coinvolti</strong>, danneggiata anche la sua abitazione. Nei pressi della stazione danneggiate auto appartenenti a rom e a cittadini cinesi residenti nella zona. Nella trasmissione erano presenti vari personaggi dello spettacolo e della politica Tutti ad eccezione dell’ex  ministro Martelli si sono esibiti in una gara a chi era più antirom.  Trasmissioni come queste di domenica pomeriggio servono soltanto ad alimentare un clima di odio e di paura verso il diverso. La <strong>Xenofobia</strong> (dal <a title="Lingua greca" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_greca">greco</a> ξενοφοβία, <em>xenophobia</em>, ossia &#8220;paura del diverso&#8221;;, ossia la <a title="Paura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paura">paura</a> di ciò che è distinto per <a title="Natura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Natura">natura</a>, <a title="Razza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Razza">razza</a> o <a title="Specie" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Specie">specie</a>. Intolleranza e discriminazione erano le note della trasmissione per nulla obbiettiva ed assolutamente squilibrata al fine di mostrare un’Italia in cerca di sicurezza a danno di un popolo di delinquenti e di ladri.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Gli incidenti 2008: dati prevedibili, la stoccata dell'Istat no. ]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/14/incidenti-2008-dati/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 16:55:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Maurizio Caprino La notizia sembra di quelle importanti in sé: sono state presentate le statistic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>di Maurizio Caprino</p>
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<p>La notizia sembra di quelle importanti in sé: sono state presentate le statistiche Aci-Istat più aggiornate sugli incidenti stradali, quelle relative al 2008 (<a href="http://mauriziocaprino.typepad.com/files/aci-istat.doc">Scarica Aci-Istat</a>).</p>
<p>A ben guardare, però, le cose più interessanti stanno in un paio di dettagli che con questi dati hanno poco a che vedere: i numeri, infatti, danno gli esiti che prevedevamo ampiamente (il calo di incidenti e morti continua ma non basta per centrare l&#8217;obiettivo-dimezzamento imposto dalla Ue entro l&#8217;anno prossimo, la mortalità sale nei weekend, luglio è il mese nero, i dati rilevati dalle assicurazioni sono più preoccupanti soprattutto in città come rileva la Fondazione Ania <a href="http://mauriziocaprino.typepad.com/files/comunicato-stampa-fondazione-ania-_aci---istat20091.doc">Scarica Comunicato Stampa Fondazione ANIA _Aci &#8211; Istat2009(1)</a> e così via).</p>
<p>La novità sta nel fatto che siamo di circa un mese in anticipo rispetto ai tempi soliti di divulgazione dei dati: era ora, visto che siamo tra i più lenti d&#8217;Europa nel raccogliere ed elaborare i dati. Ma, soprattutto, sconcerta l&#8217;esordio in questo settore del nuovo presidente dell&#8217;Istat, Enrico Giovannini, in carica appena da agosto: non ha fatto il solito discorso paludato a una platea paludata, ma si è permesso di far capire che le cifre disponibili in Italia lasciano il tempo che trovano, rafforzando il concetto con la constatazione che le decisioni politiche si basano su &#8220;evidenze aneddotiche&#8221;.</p>
<p>Tutti argomenti non nuovi a voi che mi seguite: altre volte vi ho scritto della mancanza di rilevazioni statistiche sulle velocità medie tenute dagli italiani, dell&#8217;impossibilità di ottenere dati dettagliati chilometro per chilometro, dell&#8217;incompletezza delle rilevazioni delle forze dell&#8217;ordine eccetera.</p>
<p>Ma che ora ne parli persino chi quei dati li elabora offrendoli poi al pubblico è un segnale da non sottovalutare. Innanzitutto da parte di alcuni enti proprietari di strade che pare inviino meno informazioni possibile su cosa accade sulla propria rete.</p>
<p>Sia come sia, al confronto fa rabbia l&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;Etsc ( <a href="http://www.etsc.eu/documents/copy_of_PIN%20Flash%2015.pdf">http://www.etsc.eu/documents/copy_of_PIN%20Flash%2015.pdf</a> ), che si permette il lusso di pensare a questioni ben più avanti di noi: ora che la mortalità si abbassa, il problema più serio sta diventando quello dei feriti gravi, che si stima siano almeno 300mila all&#8217;anno in Europa: molti di quelli ieri sarebbero morti &#8220;diventano&#8221; feriti gravi negli incidenti di oggi.</p>
<p>Solo che non se ne accorge nessuno: non ci sono statistiche precise, perché ovunque mancano collegamenti efficicaci tra uffici di polizia e ospedali. Solo la Svezia ha fatto stime agghiaccianti: per ogni morto, ci sono 23 feriti gravi, di cui però solo otto rilevati nei rapporti di polizia (e quindi nella contabilità nazionale delle vittime e degli infortunati).</p>
<p>Per questo in Svezia si sta rafforzando lo scambio di dati tra ospedali e forze dell&#8217;ordine e si vuole che negli altri Paesi si cominci a fare altrettanto. Avranno il coraggio di chiederlo anche a noi italiani?</p>
<p>Fonte: <a href="http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/">http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/</a></div>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Speed Riding - Antoine Montant in CLAIM]]></title>
<link>http://sottomarinakite.wordpress.com/2009/11/12/speed-riding-antoine-montant-in-claim/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 10:15:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>AiR</dc:creator>
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<description><![CDATA[Guardate un po&#8217; che razza di valanga ha tirato giù sto tipo!]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Guardate un po&#8217; che razza di valanga ha tirato giù sto tipo!]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Crusty Demons Thirst 4 Destruction]]></title>
<link>http://sottomarinakite.wordpress.com/2009/11/12/crusty-demons-thirst-4-destruction/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 10:03:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>AiR</dc:creator>
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<description><![CDATA[C&#8217;è poco di &#8220;marino&#8221; in questo video, ma un po&#8217; di cadute di quelle doc fa s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[C&#8217;è poco di &#8220;marino&#8221; in questo video, ma un po&#8217; di cadute di quelle doc fa s]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Kitesurfer muore a Varcaturo, Napoli]]></title>
<link>http://sottomarinakite.wordpress.com/2009/11/09/kitesurfer-muore-a-varcaturo-napoli/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 15:06:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>AiR</dc:creator>
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<description><![CDATA[Annuncio con tristezza l&#8217;ennesimo incidente mortale successo a causa del nostro amato sport. R]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Annuncio con tristezza l&#8217;ennesimo incidente mortale successo a causa del nostro amato sport. R]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Volo Delta perde un pezzo vicino a Long Island. ]]></title>
<link>http://worldflyer.wordpress.com/2009/11/07/volo-delta-perde-un-pezzo-vicino-a-long-island/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 16:24:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>worldflyer</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un pezzo di un aeromobile sarebbe precipitato in un prato nei pressi di Long Island venerdì 6 novemb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un pezzo di un aeromobile sarebbe precipitato in un prato nei pressi di Long Island venerdì 6 novembre.</p>
<p>Il volo in questione sarebbe il volo DL 799 operante tra New York JFK e Tokyo, che appena partito dall&#8217;aeroporto Kennedy avrebbe perduto un pezzo. L&#8217;aeromobile, un B777, ha proseguito il suo volo e soltanto quando i tecnici l&#8217;hanno controllato nello scalo nipponico si sono accorti della parte mancante.</p>
<p><img src="http://media2.myfoxny.com//photo/2009/11/06/plane1_20091106082025_320_240.JPG" alt="null" /></p>
<p>foto: <a href="http://www.myfoxny.com/dpp/news/local_news/new_york_state/091106-Airplane-Part-Falls">New York Fox News</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Incrocio “maledetto” via Tolstoj – Zuara – Rondoni (III) - IL TESTO DELLA DELIBERA]]></title>
<link>http://massimilianobombonati.wordpress.com/2009/11/06/incrocio-%e2%80%9cmaledetto%e2%80%9d-via-tolstoj-%e2%80%93-zuara-%e2%80%93-rondoni-iii-il-testo-della-delibera/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 13:50:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Massimiliano Bombonati</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ecco il testo ufficiale della delibera (qui)]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ecco il testo ufficiale della delibera (qui)]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Camion: A conti fatti siamo peggio noi automobilisti. Almeno in Germania]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/06/camion-a-conti-fatti-siamo-peggio-noi-automobilisti-almeno-in-germania/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 07:16:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/06/camion-a-conti-fatti-siamo-peggio-noi-automobilisti-almeno-in-germania/</guid>
<description><![CDATA[Un articolo di Maurizio Caprino Una settimana fa la Dekra ha presentato il suo rapporto annuale sull]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un articolo di Maurizio Caprino</p>
<div>
<div>
<p>Una settimana fa la Dekra ha presentato il suo rapporto annuale sulla sicurezza stradale, incentrato stavolta sui mezzi pesanti (<a href="http://mauriziocaprino.typepad.com/files/dekra-rapporto-camionistiautomobilisti.doc">Scarica Dekra rapporto camionisti=automobilisti</a>).</p>
<p>Devo leggerlo con calma, ma vi segnalo un dato che loro stessi evidenziano: se consideriamo il numero di chilometri percorsi, il rischio d&#8217;incidente che corre un automobilista è sensibilmente maggiore rispetto a un camionista.</p>
<p>Traducendo: se le percorrenze fossero uguali per tutti, i camionisti ne uscirebbero vincitori in sicurezza, perché se la loro sinistrosità è superiore lo è solo per il fatto che circolano molto di più. Peraltro, risulta che le infrazioni commesse più di frequente da loro siano diverse da quelle degli automobilisti. C&#8217;è da riflettere.</p>
<p>Vi preciso che come sempre, i dati sono perlopiù riferiti alla Germania, che è il Paese in cui c&#8217;è la testa di questa grande organizzazione peritale europea che si occupa di servizi tecnici nel mondo dei trasporti (in Italia è nota per la catena di centri revisione). Chissà che cosa verrebbe fuori se anche in Italia ci fossero abbastanza dati per fare uno studio analogo (pia illusione).</p>
<p>Articolo correlato: <a href="http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/2009/11/ieri-le-tangenti-oggi-la-mafia-cos%C3%AC-i-camionbara-continuano-a-circolare.html" target="_blank">http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/2009/11/ieri-le-tangenti-oggi-la-mafia-cos%C3%AC-i-camionbara-continuano-a-circolare.html</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/">http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/</a></div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
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