<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>indagine &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/indagine/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "indagine"</description>
	<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 15:10:57 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[RU486: uso improprio istituzioni]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/25/ru486-uso-improprio-istituzioni/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 04:52:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/25/ru486-uso-improprio-istituzioni/</guid>
<description><![CDATA[Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali-Pd, segretario Commissione Igiene e Sanita]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali-Pd, segretario Commissione Igiene e Sanita]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Progetto Diventartigiano]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/23/progetto-diventartigiano/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 23:35:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/23/progetto-diventartigiano/</guid>
<description><![CDATA[Udine 24 novembre Ore 12 Sala Giunta (5° piano), Camera di Commercio. Quasi 300 ragazzi hanno rispos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Udine 24 novembre Ore 12 Sala Giunta (5° piano), Camera di Commercio. Quasi 300 ragazzi hanno rispos]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rapporto Annuale Regionale Inail]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/18/rapporto-annuale-regionale-inail/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 18:57:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/18/rapporto-annuale-regionale-inail/</guid>
<description><![CDATA[Roma.  Stamani si è svolta la presentazione del Rapporto Annuale Regionale Inail presso la Sede di R]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Roma.  Stamani si è svolta la presentazione del Rapporto Annuale Regionale Inail presso la Sede di R]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giovani e internet: un'indagine]]></title>
<link>http://profpedia.wordpress.com/2009/11/12/giovani-e-internet-unindagine/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:11:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>profpedia</dc:creator>
<guid>http://profpedia.wordpress.com/2009/11/12/giovani-e-internet-unindagine/</guid>
<description><![CDATA[Un&#8217;indagine Demos-Coop dimostrerebbe che le nuove generazioni s&#8217;informano via Internet e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Un&#8217;indagine Demos-Coop dimostrerebbe che le nuove generazioni s&#8217;informano via Internet e lo fanno in modo molto attivo</p>
<p>I giovani sono protagonisti importanti di questa dinamica. In sette casi su dieci utilizzano quotidianamente internet per informarsi, al pari della Tv. E molto più del giornale cartaceo (19%) o del satellite (37%). E&#8217; un dato interessante se consideriamo che vengono spesso rimproverati di informarsi poco. Evidentemente bypassano i canali tradizionali ricorrendo alla rete.</p>
<p>Tutto questo avviene, secondo l&#8217;indagine Demos-Coop, nel quadro di un utilizzo più diffuso delle tecnologie digitali per informarsi. Rispetto al 2007 è aumentato l&#8217;uso della Tv satellitare e, del digitale terrestre (dal 19% al 41%: +22 punti percentuali, dovuto anche al passaggio di alcune regioni a questa tecnologia) e di Internet (+13 punti percentuali, dal 25% al 38%). Gli altri media &#8211; tv, radio, stampa quotidiana e settimanale &#8211; sembrano ormai aver raggiunto un livello di saturazione.</p>
<p>I più giovani sono nativi digitali, come li ha definti Marc Prensky. Sono fruitori &#8220;impegnati&#8221; di questa tecnologia. Il 74% di chi ha un&#8217;età compresa tra 15 e 24 anni (+19 punti percentuali rispetto al 2007) e il 63% di quelli tra 25 e 34 anni (+15 punti percentuali rispetto al 2007) dichiarano che per informarsi utilizzano internet &#8220;tutti i giorni&#8221;. Questo stile, come prevedibile, si riduce progressivamente nelle successive coorti di età. Fino ad arrivare al 7% tra quanti hanno superato i 64 anni. Ciò è dovuto al fatto che le risorse individuali necessarie a fare di internet uno strumento di uso quotidiano &#8211; non solo di informazione ma anche di lavoro e svago &#8211; sono meno disponibili presso i settori più adulti della popolazione. I quali privilegiano la Tv o i giornali. La radio, invece, sembra essere utilizzata in particolare da chi ha un&#8217;età compresa tra 35 e 44 anni.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.demos.it/a00361.php">http://www.demos.it/a00361.php</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giornata nazionale della colletta alimentare ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/12/giornata-nazionale-della-colletta-alimentare/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 06:31:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/12/giornata-nazionale-della-colletta-alimentare/</guid>
<description><![CDATA[Sabato 28 novembre si svolgerà in tutta Italia la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare organ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sabato 28 novembre si svolgerà in tutta Italia la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare organ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inchiesta: torna di moda la verginità anche tra i maschi]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/11/inchiesta-torna-di-moda-la-verginita-anche-tra-i-maschi/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 04:55:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
<guid>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/11/inchiesta-torna-di-moda-la-verginita-anche-tra-i-maschi/</guid>
<description><![CDATA[Il 15% illibato a 25 anni, anche maschi Il sesso libero e a tutti i costi? Non abita più tra i giova]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il 15% illibato a 25 anni, anche maschi Il sesso libero e a tutti i costi? Non abita più tra i giova]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Indagine congiunturale nel settore cosmetico]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/07/indagine-congiunturale-nel-settore-cosmetico/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 05:42:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/07/indagine-congiunturale-nel-settore-cosmetico/</guid>
<description><![CDATA[Milano 15 dicembre 2009 alle ore 11.30 Via Meravigli 9/b presso la Sala Consiglio di Palazzo Turati.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Milano 15 dicembre 2009 alle ore 11.30 Via Meravigli 9/b presso la Sala Consiglio di Palazzo Turati.]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[✍ Un caso di coscienza]]></title>
<link>http://giampierofichera.wordpress.com/2009/10/27/%e2%9c%8d-un-caso-di-coscienza/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 16:57:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Knockout</dc:creator>
<guid>http://giampierofichera.wordpress.com/2009/10/27/%e2%9c%8d-un-caso-di-coscienza/</guid>
<description><![CDATA[Sergio Staiano dirigeva quello sportello bancario da oltre 10 anni. Era una piccola agenzia ma, situ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-450" title="caso" src="http://giampierofichera.wordpress.com/files/2009/10/caso.jpg?w=150" alt="caso" width="150" height="129" /></p>
<p style="text-align:justify;">Sergio Staiano dirigeva quello sportello bancario da oltre 10 anni. Era una piccola agenzia ma, situata in un punto nevralgico della città e con un parco clienti ben nutrito. Sergio era un uomo cosiddetto tutto di un pezzo e assolutamente abitudinario.</p>
<p style="text-align:justify;">Ogni mattina si svegliava alle 6, faceva colazione alle 7 e , dopo aver seguito lo stesso percorso, arrivava in banca alle 7:45. Alle 8:05 in punto pretendeva porte aperte ed impiegati al loro posto. Alle 8:15 un caffè fumante e una brioche dovevano corredare la sua scrivania.</p>
<p style="text-align:justify;">Non era assolutamente ben voluto dai propri sottoposti,  perchè il suo carattere intransigente e pignolo  lo portava ad attacchi collerici ed alterchi di una certa violenza verbale anche per inezie. Il turnover degli impiegati era, perciò, piuttosto elevato. Anche i clienti lo temevano  e  pochissimi erano stati coloro che erano riusciti ad ottenere finanziamenti o mutui. Staiano analizzava minuziosamente e personalmente ogni pratica riuscendo a trovare falle, anche minime, di solvibilità bocciando inesorabilmente la gran parte delle richieste. Se le pareti del suo ufficio avessero potuto parlare avrebbero raccontato di  umiliazioni e lacrime che si erano consumate in quell&#8217;angusto e spartano ambiente e di tante porte sbattute di gente frustrata, irritata e disperata.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Le cose non andavano meglio neanche in famiglia. Dispotico e collerico, qual’era, non poteva che raccogliere astio dai propri congiunti. La moglie, una donna di piccola statura ormai sfiorita e pingue, trovava nell&#8217;alcol la forza per sopportare e la figlia, l&#8217;unica figlia, assai somigliante al padre, cercava altrove ciò che non poteva avere in casa propria. Il che, spesso, si traduceva in  frequentazioni poco selezionate con gente ed uomini di ogni risma.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma Sergio andava dritto per la sua strada e sembrava o non voleva capire ciò che accadeva sotto i suoi occhi azzurri egoisti , disattenti e tirannici. Il suo sguardo  gelido e tagliente e il suo corpo massiccio e prorompente  incutevano timore e soggezione, se non addirittura paura.</p>
<p style="text-align:justify;">In giovane età era stato assiduo frequentatore di palestre e bodybuilding ma, superati i quarant&#8217;anni, aveva lasciato ogni attività fisica ed era ingrassato rimodellandosi in quella corpulenza opprimente e aggressiva.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Ambizioso ed arrivista aveva scalato la piramide gerarchica sgomitando e calpestando senza alcuno scrupolo. Molti suoi valenti colleghi erano stati scavalcati dalla sua astuzia, delle sue frequentazioni politiche o da spietate diffamazioni  e bassezze finalizzate a metterli in cattiva luce. Ed ora masticavano amaro dietro allo sportello a contar soldi. La sua brama di onnipotenza lo aveva portato a tralasciare incarichi nella filiale centrale: lì sarebbe stato uno dei tanti dirigenti, in una agenzia invece, sarebbe stato il capo assoluto ed incontrastato. A tempo debito avrebbe fatto il gran salto per la direzione generale.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Il bar Gino aveva le sue vetrine a pochi metri dalla agenzia. Gino, il proprietario, era già in attività da alcune ore e  si accingeva a preparare le ordinazioni del mattino tra cui quelle della vicina banca. Ogni volta che preparava il caffè e la brioche per il direttore non riusciva a trattenere un brivido che gli saliva lungo la schiena. Quell&#8217;uomo gli incuteva paura. Le rare volte che si era fermato al suo bancone, i suoi gelidi occhi azzurri sembrava lo penetrassero in profondità, sin nei recessi più reconditi dell&#8217;anima. E poi quel fare altezzoso, arrogante. Senza dimenticare quando gli aveva sbattuto in faccia la sua richiesta di un prestito accompagnata da una sguaiata risata e da un feroce commento sulla sua insolvibilità.  A volte aveva la tentazione di arricchire quel caffè con uno sputo: ma la sua onestà glielo aveva sempre impedito. Mentre Adele la donna delle pulizie, lavava il pavimento , puntuale come sempre arrivò il piccolo Khaled, il garzone di origini algerine che fischiettava allegro e felice come solo a quell&#8217;età si può essere. Khaled era un ragazzino sveglio di tredici anni. Bruno con dei bei capelli ricci e fitti e degli occhioni neri ed intelligenti. Era simpatico a tutti, in quella zona, anche perchè dovunque andasse portava una ventata di freschezza ed allegria.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Gino stava completando le consegne del mattino, quando  entrò Wanda. Wanda Staiano, la moglie del direttore. Gino conosceva le abitudini della signora che, seppur non frequentatrice assidua, di solito ordinava, a quell’ora, un caffè molto corretto. Se capitava intorno a mezzogiorno , invece, sapeva che avrebbe dovuto servirle un  aperitivo alcolico. Gli Staiano abitavano poco lontano, tanto che dal bar se ne vedevano le finestre che affacciavano sull’ingresso principale. La signora stava sorbendosi il suo caffè corretto quando arrivò anche la figliola, Gisella. Gino l’aveva vista solo qualche volta e sempre da lontano. Nel bar era la prima volta che entrava. Era una bella ragazza,  dai lineamenti delicati e dagli occhi azzurri come il padre. Ma i suoi occhi emanavano sensualità e dolcezza. Era truccata vistosamente ed aveva dei jeans a vita così bassa che era possibile, anche non volendo, intravedere lo slip e una parte delle natiche. Dopo aver ordinato un caffellatte, la ragazza trascinò la madre ad un tavolino e cominciarono a parlare fitto fitto.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Con la sua guantiera abilmente manovrata da una sola mano Khaled  caracollava canticchiando verso la banca. Dopo quella consegna , se avesse fatto in fretta, sarebbe potuto passare dall&#8217;amico Beppe per riprendersi la maglietta che qualche giorno prima aveva prestato all&#8217;amico del cuore.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Alle 8 e 14 minuti Khaled bussava alla porta del direttore e un “Avanti!” perentorio gli fece abbassare la maniglia. Al contrario di tutti Khaled non aveva alcun timore di quell&#8217;uomo, anzi lo trovava buffo e ridicolo, sembrava un grosso rospo gonfio pronto a scoppiare. E, talvolta, a stento tratteneva le risate che gli venivano fuori spontanee. Dopo aver salutato poggiò la guantiera sulla scrivania, intascò la mancia che “il rospo” era solito elargirgli e scappò via come un fulmine.</p>
<p style="text-align:justify;">Sergio Staiano allungò la mano, prese la brioche e gli diede un morso con avidità. Aveva fame. Era fragrante, squisita. Ne addentò un altro pezzo e poi prese la tazzina e sorseggiò il caffè. Ottimo anche quello, come sempre. Dopo alcuni secondi dal terzo sorso, avvertì una morsa allo stomaco. Passarono alcuni secondi e la morsa diventò violenta, come una tenaglia. Poi non ricordò più nulla, perchè era morto. Lo ritrovarono alcuni minuti dopo con la testa riversa sulla scrivania , la bava alla bocca e la tazzina ancora tra le dita.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">L&#8217;ispettore capo Roberti della Polizia di Stato , dopo i rilievi della scientifica , osservò ancora in silenzio quella stanza opprimente e nella quale si sentiva un cattivo odore, un odore acre che aveva già sentito, ma che non riusciva a definire. Era molto stanco l&#8217;ispettore, era stato impegnato tutta la notte in un appostamento e questa tegola alle otto del mattino proprio non ci voleva. Così lentamente, con la giacca appoggiata sulle spalle, uscì dalla banca e si avviò col fido agente Caruso in centrale.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Nella sala autoptica dell’Istituto di Medicina Legale il dott. Rocco Satriani operava alacremente sulla salma di Staiano. Nell’atrio la moglie e la figlia del defunto attendevano l’esito dell’esame per poter disporre del funerale. Il magistrato, su consiglio dell’ispettore capo, aveva predisposto il rilievo autoptico sebbene, in prima ipotesi, si pensasse a una morte naturale. Le due donne erano sedute in silenzio su un’anonima e gelida panca. I loro pensieri concordavano: nonostante fossero dispiaciute della fine del capo famiglia, in fondo si sentivano entrambe sollevate da un peso. Quell’uomo prepotente ed  egoista aveva finito di condizionare le loro vite. Sarebbero state finalmente libere di poter gestire la loro vita ed avrebbero abbandonato, probabilmente, l’alcol e le cattive frequentazioni</p>
<p style="text-align:justify;">Satriani, posati i ferri e sistemati gli occhialini sulla fronte si sedette pensieroso. No, non c’erano dubbi  e tutti i rilievi concordavano. E li aveva rifatti anche più volte : quell’uomo era stato ucciso, avvelenato. Alzò la cornetta del telefono e compose il numero dell’amico Roberti. Nello stesso momento l’agente speciale Franchini, della scientifica, dopo aver analizzato con attenzione i resti del caffè trovati nella tazzina , stava compiendo la stessa azione del medico legale. L’ispettore doveva immediatamente sapere che al direttore della banca era stato dato del cianuro nel caffè.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Il caso Sergio Staiano si presentava molto difficile. Dopo una prima carrellata di interrogatori era chiaramente emerso che quell’uomo era odiato da tutti e trovare l’assassino non sarebbe stato affatto facile visto che un movente potevano averlo in molti. L’ispettore capo Giulio Roberti era seduto alla sua scrivania ed era piuttosto perplesso. Fumava nervosamente una sigaretta dietro l’altra riempiendo, così, l’atmosfera, di una nube di fumo denso e azzurrognolo. Wanda e Gisella Staiano sarebbe arrivate a momenti ed era intenzionato a torchiarle per bene. Nel frattempo il fido agente Caruso stava rastrellando tutti i rivenditori di prodotti chimici nel tentativo di identificare acquisti sospetti.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Wanda e Gisella, impettite ma nervose, respinsero ogni sospetto: sì quella mattina erano state al bar, avevano del rancore nei confronti del morto, ma il pensiero di ucciderlo non le aveva mai sfiorate. D’altro canto come avrebbero potuto accedere a quel caffè o alla macchina del caffè se il proprietario era stato sempre presente e  dietro al bancone. E poi c’era la donna delle pulizie e il ragazzino e, mentre erano sedute, erano entrati altri avventori.</p>
<p style="text-align:justify;">Il caso, solo il beffardo caso aveva voluto che proprio quel giorno e a quell’ora le due donne si trovassero al bar.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Gino, il barista, sembrava seduto sui tizzoni ardenti. E sudava e gesticolava senza riposo. Ogni tanto con un grosso e sudicio fazzoletto si asciugava il cranio pelato sudato. Supplicava l’ispettore di credergli, nella sua vita non aveva mai fatto male a nessuno, nemmeno ad una mosca. Il direttore l’aveva umiliato, è vero, ed aveva anche pensato di spaccargli la testa con una randellata per la sua tracotanza. Ma erano solo pensieri e basta. Lui era innocente.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Adele e Khaled non ricordavano nulla di particolare. Il ragazzo era praticamente entrato e uscito nel bar più volte senza mai fermarsi e non aveva notato nulla di anormale. La donna, una prosperosa  popolana dagli occhi neri e penetranti e dai capelli corvini, ricordava ciò che faceva tutte le mattine di ogni santo giorno: alle 7 era arrivata al bar. Dopo un veloce caffè aveva preso secchio e spazzolone  ed aveva lavato il pavimento. Quindi , dopo aver pulito il banco, i tavolini e il bagno era andata via per proseguire il suo lavoro altrove.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Raffaele Pisano era il contabile che a suo tempo Staiano aveva fregato, scavalcandolo nelle promozioni. Gli alterchi tra i due erano memorabili e, da tempo , non si salutavano nemmeno. Pisano aveva oltre i cinquant’anni , occhialini cerchiati, magro come un’acciuga e con dei ridicoli baffettini sottili che gli ornavano il labbro superiore. Negò con fermezza e sdegno ogni sospetto. La famiglia Pisano aveva fatto dell’onestà e della lealtà i pilastri della sua esistenza e sebbene quel mascalzone di Staiano meritasse la fine che aveva fatto,lui certo non era responsabile.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Due giorni dopo l&#8217;omicidio si svolsero i funerali. Una semplice, sobria bara di faggio su una altrettanto sobria auto nera trasportavano la salma verso la sua ultima dimora. La cappella degli Staiano era quasi monumentale e troneggiava al centro del cimitero. Nelle nicchie occupate riposavano i resti dei genitori , degli avi e del figlio morto dopo pochi mesi di vita. Wanda , completamente vestita a lutto, con cappello e veletta che le nascondeva uno sguardo perduto nel vuoto, pensava ad altro. Pensava al suo futuro, ora che era ridiventata una donna libera. Aveva 48 anni, era ancora piacente e si sentiva in debito con la vita. Fino ad allora non aveva fatto che sopportare angherie e privazioni. Gisella, naturalmente, non aveva nulla addosso in nero, anzi ostentava una polo rossa e dei jeans sdruciti che, in ampie zone, mostravano l&#8217;incarnato sottostante. Masticava con aria indifferente un chewing gum col quale, quasi per dispetto al conformismo degli astanti, produceva grosse bolle che scoppiavano fragorosamente. Non vedeva l&#8217;ora che tutta quella farsa finisse per andare a fare i fatti suoi. Del padre non gliene fregava nulla. Era stato sempre un violento ma soprattutto un estraneo. Davanti alla cappella sostava un gruppetto sparuto di persone, tra cui Gino il barista, il direttore centrale della banca Adolfo Piselli con un paio di lacchè, una cugina  del morto, Rita Fattorini e Adele la donna delle pulizie.</p>
<p style="text-align:justify;">In disparte , con gli occhi coperti da scuri occhiali da sole, l&#8217;ispettore capo Roberti osservava con aria distratta lo scenario. Era solo, come sempre.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Gli interrogatori continuarono ancora per qualche mese. Ma non emerse nulla che potesse far chiarezza su quell&#8217;omicidio che rimaneva, così insoluto.</p>
<p style="text-align:justify;">Per l&#8217;ispettore Roberti era una vera e propria sconfitta. Anche se non aveva certo mollato l&#8217;osso. Aveva persino messo sotto controllo il telefono di casa Staiano, quello del bar e della banca. E per mesi aveva bazzicato quella zona, solitario, per conoscere meglio persone e cose. Per respirare ciò che aveva respirato Staiano per anni.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">E la tenacia, l&#8217;ostinazione dell&#8217;ispettore furono premiate dal caso, dalla fortuna.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Quella mattina si era attardato più del solito, seduto su una panchina che era diventata il suo osservatorio privilegiato. Era stanco e avvilito e la sua mente era come intorpidita. Il vociare allegro e rumoroso dei ragazzini dalla vicina scuola elementare lo riportò, sebbene lentamente, alla realtà. E ormai sveglio notò un bel ragazzino, dagli occhi azzurri e dai capelli lunghi e biondi correre con slancio verso la madre. E la madre era una sua conoscenza. L&#8217;aveva già vista e anche interrogata: era Adele, la donna delle pulizie.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">I due, madre e figlio, si avviarono verso casa e Roberti si mise alle loro calcagna. Il cammino non fu lungo, un centinaio di metri più avanti, in una traversa prospiciente al bar Gino, i due entrarono in un palazzetto basso. Al citofono non c&#8217;erano nomi, ma solo quattro pulsanti. Al terzo tentativo il rumore metallico-elettrico del congegno automatico fece aprire il vecchio cancello in ferro battuto. E l&#8217;ispettore si avviò su una rampa di scale che aveva conosciuto tempi migliori. Le mura erano scrostate, sporche e imbrattate qua e la da graffiti anonimi e volgari. E l&#8217;aria era impregnata dall&#8217;odore di cavoli. A Roberti i cavoli non erano mai piaciuti, anzi li detestava . Da piccolo, infatti, era stato costretto a mangiarli a forza, perché  la madre era convinta che bisognava abituarsi a mangiare ogni cosa.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Il bambino dalla lunga chioma bionda faceva capolino dietro una vecchia porta di noce. La targhetta di metallo, su un anta, portava il nome della casa: Minieri. L&#8217;ispettore si tolse gli occhiali per non intimorire il piccolo, il quale girandosi indietro gridò alla madre che non era Khaled. Adele apparve sulla soglia come per incanto e riconoscendo il poliziotto rimase attonita. La porta si aprì lentamente e Roberti fu invitato ad entrare. La casa era modestissima. Un cucinotto apriva direttamente su una camera da letto e sulla destra c&#8217;era il bagno.  Sul fuoco bolliva una pentola. Ma non erano cavoli ciò che era in cottura, altrimenti in quell&#8217;ambiente angusto l&#8217;odore sarebbe stato insopportabile. La visita dell’ispettore durò poco. Dieci minuti dopo era già in strada, ma col telefonino chiamava il fido Caruso per impartirgli delle disposizioni.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Una settimana dopo il rapporto di Caruso era sulla sua scrivania. Roberti lo lesse attentamente, due volte. Adele Minieri aveva un figlio di padre ignoto, Giuseppe di dodici anni. La donna viveva di lavori estemporanei: pulizia di scale, condomini e locali, stiratrice a domicilio e assistenza ad anziani. Ma la cosa interessante era che la donna era nata e vissuta fino all’adolescenza nello stesso paese dove era nato il direttore. Quindi i due, vista la microscopicità del luogo, dovevano conoscersi per forza.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Due giorni dopo Roberti era in viaggio. Con la sua vecchia e sgangherata R4 arrivò di buon mattino nel luogo dove sperava potesse trovare i frammenti per ricomporre il puzzle che lo impegnava da tempo.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Quattro giorni dopo Adele Minieri fu arrestata con l’accusa di omicidio premeditato. Fu portata nella vicina casa circondariale ed interrogata in più riprese. Negò sempre qualsiasi coinvolgimento. Finché stremata dall’insistenza dell’ispettore capo, capitolò.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Venti anni prima Sergio Staiano e Adele avevano avuto una relazione. I due si vedevano di nascosto perché la famiglia di lui non avrebbe mai accettato una moglie povera e priva di istruzione. Sergio ne era invaghito. Adele, allora, era di una bellezza sfolgorante: bruna, formosa, attraente, sensuale. Il paese intero si fermava al suo passaggio. L’incontro col futuro direttore fu causato dalla frequentazione della ragazza in casa Staiano dove periodicamente si recava per le pulizie domestiche. Un pomeriggio, soli in casa, alle insistenze di lui, un bel ragazzo atletico dagli occhi azzurri , la ragazza aveva ceduto e la storia iniziò. E si protrasse per molto tempo finchè il giovane non si trasferì in città a terminare gli studi. Da allora non si erano più visti. Ma  Adele cresceva in sé il frutto dell’amore col giovane Sergio e, dopo essersi trasferita da una cugina in un altro paese, alcuni mesi dopo partorì un bambino  molto, molto  somigliante al padre. Appena il bambino fu in età scolare lasciò il paese per trasferirsi in città e trovare un lavoro che le permettesse di sostenere lei ed il ragazzino.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Fu proprio al bar di Gino che Adele rivide Sergio. E in Sergio si riaccese l’antico fuoco. E la relazione rinacque più intensa e passionale di prima. Tuttavia al giovane Sergio era subentrato un altro uomo, duro, sprezzante ed egoista. Un uomo che non avrebbe mai lasciato la moglie né tanto meno accettato, riconosciuto il figlio naturale. Adele più volte lo aveva implorato di farsi carico di quella creatura. Ma il cinico Sergio con un sorriso beffardo troncava ogni dialogo e sporadicamente lasciava sul comodino del danaro. Somme anche cospicue che facevano comodo alla donna, ma che la umiliavano.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Questa storia, ormai sordida, aveva fatto sì che l’amore della donna si trasformasse in odio. Ormai si sentiva come una prostituta. Aveva tollerato tutto nella speranza che ritornasse il Sergio di vent’anni prima. Ma Sergio, invece, peggiorava sempre più. I loro incontri avvenivano in orari e con precauzioni meticolosamente studiate dal direttore in modo che nessuno potesse vederli insieme. Ed erano diventati sempre più fugaci. Il tempo di fare l’amore e via. E alle rimostranze e alle minacce della donna di spifferare tutto, Staiano con molta calma e freddamente le ricordava che nessuno sapeva della loro relazione e che nessuno avrebbe mai sospettato di lui se un giorno l’avessero trovata strangolata. Poi col solito sorriso beffardo sul volto, sbatteva la porta e canticchiando scendeva le scale.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Così maturò in lei, gradatamente, la soluzione al problema. Si sarebbe liberato di quell’essere infame. Di quel bastardo che le aveva rovinato la vita e che probabilmente avrebbe continuato a farlo. Il resto era storia nota.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Roberti nel suo ufficio , fumando come sempre, rifletteva sui fatti. C’era qualcosa che non quadrava. Dalle testimonianze raccolte e la costante presenza di Gino, al bancone, non potevano aver permesso alla donna di avvicinarsi alla macchina del caffè.  Confermato il fermo e poi giudicata, la Minieri avrebbe preso almeno venti anni. E il ragazzo sarebbe finito in pasto ai servizi sociali ed affidato a chissà chi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Il bar Gino stava chiudendo. Erano quasi le nove di sera, faceva freddo e per strada non c’era un’anima. Gino stava raccogliendo le sue cose e si accingeva a dare i soldi della giornata al buon Khaled, quando l’ispettore capo fece capolino dalla saracinesca chiusa a metà. Gino lo salutò senza mostrare alcuna meraviglia. Khaled, invece, sembrava avesse fretta di squagliarsela. Roberti dopo aver accettato un grappino, improvvisamente si rivolse al ragazzo invitandolo a seguirlo. E si alzò di scatto come per prenderlo da una mano. Khaled col volto atterrito, girò i tacchi e con scatto felino s’infilò sotto la saracinesca e sparì.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Una nube densa di fumo azzurrognolo avvolgeva come una cappa l’ufficio dell’ispettore. Roberti camminava su e giù e parlava. E i ragazzi seduti, a capo chino, ascoltavano. Ascoltavano la verità. Giuseppe e Khaled si guardavano continuamente ma, da quando erano arrivati , condotti dagli agenti, non avevano profferito parola. Roberti continuava ad andare su e giù e a parlare. Il piccolo Giuseppe, il sensibile Beppe come lo chiamavano gli amici, nonostante tutte le precauzioni prese dalla madre, aveva intuito della relazione con quell’omone dall’aspetto terrificante ma, soprattutto, aveva capito che da quell’individuo la madre riceveva umiliazioni e dolore. Parecchie volte aveva origliato e spiato. E la rabbia e l’odio verso quell’essere abominevole si erano accresciuti. Così decise che era venuto il momento della vendetta. Era giunto il momento in cui quella bestia doveva pagare. E la madre così sarebbe ritornata libera, dolce e serena come un tempo.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Procurarsi il veleno non fu difficile in quel condominio sporco e zeppo di topi. Nella portineria il vecchio Adelmo conservava sempre delle cialde al profumo di formaggio che quasi sempre avevano il potere di attrarre qualche topo inesperto il quale, dopo averle ingerite, stecchiva a pancia in su. Distrarre Adelmo e impadronirsi di qualche cialda fu facile come respirare. Bisognava trovare il modo però di fare arrivare quelle cialde nello stomaco di quel porco di Staiano. E qui entrò in gioco il fidato amico Khaled, garzone del bar.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">La mattina prestabilita Khaled si recò al bar come al solito puntuale. In tasca la cialda mortale. Presa la guantiera si avviò verso la banca speditamente. Ma prima di entrarvi, con molta destrezza, svuotò il veleno insieme con una zolletta di zucchero nella tazzina del direttore. Quindi depose la guantiera sulla scrivania, aspettò la mancia e sgattaiolò via più in fretta che poteva.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Quella notte Roberti non dormì. Il suo letto rimase immacolato. Ascoltò e riascoltò la sua coscienza. Doveva prendere una decisione e non era facile. La donna era innocente e non poteva lasciarla in galera. Arrestare quel ragazzo, Khaled non gli sembrava giusto. In fondo era un ragazzino incosciente  che istigato e caricato emotivamente aveva aiutato il suo miglior amico nel suo intento. Beppe poi materialmente non era l’autore dell’omicidio. E Khaled in quella storia tra Staiano e Adele c’entrava come i cavoli a merenda. Insomma non sapeva che fare. Quella notte raggiunse il record di fumo: sessanta sigarette accese l’una dopo l’altra nella speranza che potessero aiutarlo a decidere nel migliore dei modi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Il telefono del carcere giudiziario trillò alle nove del mattino. Il direttore ascoltò in silenzio ciò che la polizia stava trasmettendo e chiuse la conversazione in attesa di un fax.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Beppe era a scuola. Ma non ascoltava affatto ciò che l’insegnante di matematica stava dicendo.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Khaled , a capo chino, triste fin nella cima dei capelli portava la guantiera coi caffè e le brioches . Sembrava pesasse un quintale. E le sue gambe, di solito dinoccolate e svelte, erano come incollate.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Gisella e Wanda stavano godendosi il sole sulla spiaggia di Copacabana. La temperatura era oltre i 40° e loro due, sole, con degli occhialoni scuri che le proteggevano gli occhi non pensavano a nulla. La loro mente era sgombra. Si sentivano libere e svuotate. Erano partite da una settimana e chi avesse ucciso Sergio a loro non importava. Anzi le aveva fatte rinascere. Ora pensavano solo a godersi la vita e a recuperare il tempo sprecato. A giorni Wanda si sarebbe rifatto il seno e il sedere e avrebbe trascorso un mese in una beauty farm svizzera per ripristinare l’antica forma e ridarsi completamente alla vita. Ad una vita nuova. Gisella aveva deciso di mettersi con Mario,  in fondo  era un bravo ragazzo, un po’ impacciato, non bello, ma simpatico. E tutti gli altri li avrebbe mandati al diavolo. In fondo erano solo il risultato di una reazione alle angherie e alla tensione che si respirava in casa. E avrebbe ripreso gli studi interrotti e probabilmente in qualche anno si sarebbe pure sposata.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Un bel sole caldo accolse Adele appena il grosso cancello del carcere si aprì. Con gli occhi abbagliati e a passo incerto si avviò verso casa. Non capiva perché fosse stata liberata. Aveva anche confessato. E di Giuseppe nessuno sapeva nulla e nessun indizio avrebbe potuto portare a lui.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Il pugno chiuso picchiò delicatamente all’uscio del capo della polizia. Un Roberti stanco, provato ma sereno entrò nell’ufficio del suo superiore.</p>
<p style="text-align:justify;">“Roberti” esclamò il vecchio “allora il caso Staiano l’abbiamo chiuso o no ?”. Roberti sedette senza aspettare di essere invitato a farlo. E rispose: “ Il caso Staiano può considerarsi chiuso. Ma da archiviare. Nessuna prova certa è stata trovata a carico della donna. Sì ha confessato, ma secondo me perché torchiata e perché odiava quell’uomo. Ma non avrebbe mai avuto il coraggio di ucciderlo , ne aveva troppa paura. E poi nel bar non poteva muoversi senza destare sospetti”  “ e altri che avessero motivo di ucciderlo non ne ho trovati”.  Il vecchio rimase a guardarlo dietro gli occhialini pince-nez. “Ma Roberti questa è una disfatta ! In fondo non mi sembrava un caso così difficile”. L’ispettore si alzò e allargando le braccia disse: “Sì è una vera disfatta, direttore. Può capitare. Mi spiace”. E si allontanò.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Sette mesi dopo Giulio Roberti chiese ed ottenne di essere trasferito. Non era sposato, non aveva legami e di quella città  ne aveva piene le tasche. Era ora di cambiare aria. Come altre volte. Il suo ufficio era ormai disadorno. Gli scatoloni che contenevano le sue cose erano già in macchina. Salutò i colleghi, il capo e si avviò al parcheggio. Come ogni altra volta, sperava che nella nuova sede trovasse quel che cercava, che poi non sapeva nemmeno lui cosa fosse. Sistemò le ultime cose nel portabagagli ed indugiò con lo sguardo. Una panoramica su quella città della quale, forse, avrebbe avuto un po’ di nostalgia. Si era trovato bene. Ed era stato accolto bene. Stava per entrare in macchina quando sentì una mano sulla spalla. Si voltò e un’Adele in splendida forma si materializzò davanti ai suoi occhi. Era bellissima. Un leggero rossore di turbamento affiorò sulle sue guance. Chissà se la donna se ne accorse. Lo guardava senza parlare. E lui, zitto ed impacciato ad attendere. Dopo alcuni istanti che sembrarono un’eternità Adele si avvicinò e gli diede un bacio. Poi nell’allontanarsi si girò e con uno splendido sorriso lo ringraziò ancora. Rimase impalato finchè la sua figura non sparì tra la gente.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia;font-size:xx-small;"><span>☼ 1 marzo 2009</span></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia;font-size:xx-small;"><span><strong>☂ ogni riferimento a persone o fatti è puramente casuale</strong></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cure palliative]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/25/cure-palliative/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 08:13:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/10/25/cure-palliative/</guid>
<description><![CDATA[Per i 250 mila malati che in Italia si trovano ad avere necessità di cure palliative è quasi pronta ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Per i 250 mila malati che in Italia si trovano ad avere necessità di cure palliative è quasi pronta ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Uccidiamo Berlusconi]]></title>
<link>http://peolaborghese.wordpress.com/2009/10/21/uccidiamo-berlusconi/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 20:08:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dott.ssa Peola Borghese</dc:creator>
<guid>http://peolaborghese.wordpress.com/2009/10/21/uccidiamo-berlusconi/</guid>
<description><![CDATA[Uccidiamo Berlusconi Angelino Alfano ha chiesto ed ottenuto un&#8217;indagine su un gruppo facebook ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Uccidiamo Berlusconi" src="http://profile.ak.fbcdn.net/object3/1660/26/n35893291958_991.jpg" alt="Uccidiamo Berlusconi" width="120" height="120" /><p class="wp-caption-text">Uccidiamo Berlusconi</p></div>
<p>Angelino Alfano <a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-varie-2/killer-facebook/killer-facebook.html?rss">ha chiesto ed ottenuto un&#8217;indagine</a> su un gruppo facebook denominato <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=35893291958">&#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221;</a>. Le fabbriche chiudono una dopo l&#8217;altra e i ministri della Repubblica si occupano o di salvare berlusconi dalla galera, o di controllare su facebook che tutti gli vogliano bene. Scatenare la magistratura per un gruppetto di 13.000 persone fa veramente ridere, almeno avesse avuto il buongusto di non scatenare i media. Invece sembra che la guerra civile sia alle porte perché su facebook la gente scrive che ammazzerebbe volentieri un impunito puttaniere che passa metà del tempo a lodarsi e l&#8217;altra metà a insultare chi non crede alle sue favole.</p>
<p>Ora la volontà di ucciderlo è ancora maggiore.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I MASTELLA E L'UDEUR NELLA BUFERA: APPALTI E TRUFFE]]></title>
<link>http://wildgretapolitics.wordpress.com/2009/10/21/i-mastella-e-ludeur-nella-bufera-truffe/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 10:58:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
<guid>http://wildgretapolitics.wordpress.com/2009/10/21/i-mastella-e-ludeur-nella-bufera-truffe/</guid>
<description><![CDATA[Appalti e truffe, guai per i Mastella. Sandra Leonardo: &#8216;Il mondo addosso&#8217; Divieto di di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Appalti e truffe, guai per i Mastella. Sandra Leonardo: &#8216;Il mondo addosso&#8217; Divieto di di]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prezzi dei farmaci: Mister Prezzi chiede alla Guardia di Finanza di indagare ]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/14/prezzi-dei-farmaci/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 11:23:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/14/prezzi-dei-farmaci/</guid>
<description><![CDATA[La nostra indagine sull&#8217;aumento dei prezzi dei farmaci da banco ha scatenato un acceso dibatti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La <a title="leggi l'articolo" href="http://www.altroconsumo.it/farmaci-e-generici/i-prezzi-dei-farmaci-fanno-il-botto-gli-strani-effetti-della-liberalizzazione-s253033.htm">nostra indagine</a> sull&#8217;aumento dei prezzi dei farmaci da banco ha scatenato un acceso dibattito. I risultati hanno infatti dimostrato che nell&#8217;ultimo anno si è verificato un forte aumento dei prezzi e che esistono notevoli differenze tra un punto vendita e l&#8217;altro.</p>
<p><strong>Interviene Mister Prezzi</strong><br />
Sulla scia della nostra indagine il garante per la sorveglianza dei Prezzi, Roberto Sambuco, ha richiesto nei giorni scorsi alla Guardia di Finanza di effettuare ulteriori controlli presso farmacie, parafarmacie e corner della grande distribuzione delle principali città nelle diverse regioni.</p>
<p>Il Garante ha così accolto la nostra richiesta di maggior trasparenza in un settore non ancora abituato a comportarsi completamente in modo competitivo. Ci aspettiamo che i risultati vengano resi noti e che accanto ai prezzi troppo alti si pubblichino i prezzi medi rilevati per poter fornire al cittadino uno strumento per orientarsi nel mercato dei farmaci.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.altroconsumo.it/">www.altroconsumo.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LEGAMBIENTE E PROTEZIONE CIVILE-INDAGINE 2008 SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE]]></title>
<link>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/10/14/legambiente-e-protezione-civile-indagine-2008-su-tutto-il-territorio-nazionale/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 08:07:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirabilissimo100</dc:creator>
<guid>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/10/14/legambiente-e-protezione-civile-indagine-2008-su-tutto-il-territorio-nazionale/</guid>
<description><![CDATA[LEGAMBIENTE E PROTEZIONE CIVILE   INDAGINE 2008 SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE   http://www.protez]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;">LEGAMBIENTE E PROTEZIONE CIVILE</span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;">INDAGINE 2008 SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE</span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><a href="http://www.protezionecivile.it/cms/attach/copy_0_ecosistema_rischio_2008.pdf">http://www.protezionecivile.it/cms/attach/copy_0_ecosistema_rischio_2008.pdf</a></span></div>
<div> </div>
<div> </div>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;">Dall&#8217;indagine risulta che il 70% dei comuni italiani è a rischio frane e alluvioni.</span></div>
<div> </div>
<div> </div>
<div><strong>Ben 5.581comuni sono a rischio idrogeologico</strong>, ossia <strong>il 70% del totale</strong> dei comuni italiani, di cui <strong>1.700 a rischio frana</strong>,<strong> 1.285 a rischio di alluvione</strong> e <strong>2.596 a rischio sia di frana che di alluvione.</strong> Le cause? “Il nostro <strong>territorio è reso ancora più fragile dall’abusivismo</strong>, dal <strong>disboscamento dei versanti</strong> e dall’<strong>urbanizzazione irrazionale</strong>“, argomenta <a href="http://www.legambiente.it/" target="_blank"><span style="color:#000000;">Legambiente</span></a> e <a href="http://www.protezionecivile.it/" target="_blank"><span style="color:#000000;">Protezione civile </span></a>nello studio.<strong>Maglia nera alla Calabria, seguita da Umbria e Valle d’Aosta</strong>, ossia le regioni italiane con la più alta percentuale di comuni classificati a rischio (il 100% del totale). <strong>Poi le Marche</strong> (99%) <strong>e la Toscana</strong> (98%). Sebbene in molte regioni la percentuale di comuni interessati dal fenomeno possa apparire ridotta, la dimensione del rischio è comunque preoccupante: in Sardegna e in Puglia nonostante la percentuale dei comuni a rischio sia tra le più basse d’Italia, le frane e le alluvioni degli ultimi anni hanno provocato vittime e notevoli danni, prosegue lo studio. Oltre a tanti piccoli comuni, anche <strong>molte delle grandi metropoli e città italiane sono considerate a rischio</strong> idrogeologico.</p>
<p>Una situazione che deriva soprattutto dalla <strong>pesante urbanizzazione</strong> che ha subito l’Italia, in particolare <strong>lungo i corsi d’acqua</strong>. “Se <strong>al Sud</strong> la costante aggressione al territorio si manifesta principalmente con l’<strong>abusivismo edilizio</strong>, <strong>al Centro Nord</strong> si continuano a portare avanti interventi di difesa idraulica che seguono filosofie tanto vecchie quanto evidentemente inefficaci.</p>
<p> </p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/10/05/legambiente-il-70-dei-comuni-italiani-a-rischio-frane-e-alluvioni/">http://blog.panorama.it/italia/2009/10/05/legambiente-il-70-dei-comuni-italiani-a-rischio-frane-e-alluvioni/</a></span></p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una ragione per i “respingimenti”]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/14/una-ragione-per-i-%e2%80%9crespingimenti%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 08:05:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/10/14/una-ragione-per-i-%e2%80%9crespingimenti%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[Lettera al direttore. I “respingimenti” che il ministro Maroni ha recentemente posto in essere rinvi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Lettera al direttore. I “respingimenti” che il ministro Maroni ha recentemente posto in essere rinvi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Commercio al dettaglio]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/14/commercio-al-dettaglio/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 08:01:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/10/14/commercio-al-dettaglio/</guid>
<description><![CDATA[Nel secondo trimestre 2009, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, le vendite al dettaglio hann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nel secondo trimestre 2009, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, le vendite al dettaglio hann]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Annual EU healthcare index]]></title>
<link>http://alfredopascali.com/2009/10/12/annual-eu-healthcare-index/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 13:02:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfredopascali</dc:creator>
<guid>http://alfredopascali.com/2009/10/12/annual-eu-healthcare-index/</guid>
<description><![CDATA[29 September 2009 The Euro Health Consumer Index 2009 groups 38 indicators of quality into six categ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-582" title="ehci-2009" src="http://alfredopascali.wordpress.com/files/2009/10/ehci-20091.gif" alt="ehci-2009" width="147" height="210" /></p>
<p>29 September 2009</p>
<p>The Euro Health Consumer Index 2009 groups 38 indicators of quality into six categories: Patient rights and information, e-Health, Waiting time for treatment, Outcomes, Range and reach of services provided and Pharmaceuticals. There are general improvement trends among most of the measured healthcare systems but there is continuous decline in the Spanish, Portuguese and Greek healthcare systems which do not keep up with the improvement rate one can find in countries like the Netherlands, Denmark or Ireland. “With patient mobility growing around Europe, there is a strong need for transparency exposing the pros and cons of the national healthcare systems. The EU intends to introduce a crossborder care scheme which requires significantly better information to patients. This years´ measurement indicates that forward-looking governments start using healthcare information and choice to engage patients in the decision-making, building a pressure from below for improvement”.</p>
<p>Contact: <a href="mailto:brussels@healthpowerhouse.com">brussels@healthpowerhouse.com</a><br />
<a href="http://www.healthpowerhouse.com/">http://www.healthpowerhouse.com/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tolleranza a tempo]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/10/09/tolleranza-a-tempo/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 13:07:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
<guid>http://biblicamente.wordpress.com/2009/10/09/tolleranza-a-tempo/</guid>
<description><![CDATA[Al mondo un umano su quattro è di religione islamica: lo rivela una indagine del Pew Forum in Religi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Al mondo un umano su quattro è di religione islamica: lo rivela una indagine del Pew Forum in Religi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Liberté, Égalité...e open source]]></title>
<link>http://ercolinux.wordpress.com/2009/10/09/liberte-egalite-e-open-source/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 09:27:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>ercolinux</dc:creator>
<guid>http://ercolinux.wordpress.com/2009/10/09/liberte-egalite-e-open-source/</guid>
<description><![CDATA[Stando ad una statistica della Markness, una società di statistica francese, oltralpe il 96% del pub]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Stando ad una <a href="http://www.unixmen.com/news-today/425-almost-entire-public-sector-in-france-is-using-open-source-">statistica della </a><span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><a href="http://www.unixmen.com/news-today/425-almost-entire-public-sector-in-france-is-using-open-source-">Markness,</a> una società di statistica francese, oltralpe il 96% del pubbliche amministrazioni usa software </span></span>open source. In testa alla classifica database, CMS e software per il web. Anche le aziende private non se la cavano male con un 63%. I dati sono stati ricavati da un intervista fatta a 160 responsabili IT.</p>
<p>E i motivi per usarlo? Non l&#8217;economicità o motivi legati alla crisi in corso ma maturità dei programmi, stabilità, indipendenza dal fornitore e interoperabilità.</p>
<p>E da noi?</p>
<p>Da noi salvo volontà locali (vedi Piemonte, Trentino, Ferrovie dello Stato e simili) dal ministero fioccano milioni nelle tasche di Ballmer &#38; Co. attraverso <a href="http://punto-informatico.it/2529682/PI/News/microsoft-omaggia-pa.aspx">accordi commerciali</a> per lo meno discutibili&#8230;</p>
<p>Caro Brunetta se vuole veramente migliorare l&#8217;efficienza del governo provi a dare una sbirciatina oltre le Alpi per vedere cosa fanno i nostri vicini.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Crack Islanda: i vostri soldi sono rimasti congelati?]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/08/crack-islanda-i-vostri-soldi-sono-rimasti-congelati/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 14:14:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/08/crack-islanda-i-vostri-soldi-sono-rimasti-congelati/</guid>
<description><![CDATA[Un&#8217;indagine di Altroconsumo che richiede 2 minuti da parte dei consumatori interessati al prob]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un&#8217;indagine di Altroconsumo che richiede 2 minuti da parte dei consumatori interessati al problema.</p>
<p>A fine dell’anno scorso l’Islanda è praticamente fallita, seguendo  il collasso dei suoi principali tre istituti bancari: <em>Glitnir</em>, <em>Landsbanki</em> e <em>Kaupthing</em>.</p>
<p>I risparmiatori italiani che avevano acquistato obbligazioni emesse dalle suddette tre banche o che avevano comprato polizze vita contenenti questi titoli si ritrovano ora con in mano un pugno di mosche.</p>
<p>C’è la possibilità di recuperare almeno qualcosa? Sì, ma bisogna fare presto e iscriversi alla lista dei creditori. Che fanno le nostre banche? Non vi aiutano come per Lehman? Da quanto ne sappiamo noi al momento ancora cincischiano.</p>
<p>Meglio va per chi aveva acquistano le polizze. Alcuni gruppi assicurativi si sono già mossi e hanno offerto la sostituzione delle polizze “marce” con altre che garantiscano almeno il recupero di quanto investito. Ma gli altri? Che fanno, non si muovono?</p>
<p><strong>Aiutateci  a saperne di più.</strong> Se siete rimasti invischiati nel <em>crack</em> dell’Islanda, diteci come si è comportata la banca o l’assicurazione che vi ha venduto questi titoli compilando il questionario che trovate qui in basso. Anche chi ha acquistato obbligazioni denominate in corone islandesi ci racconti la propria esperienza: visto che la corona islandese non è più ufficialmente scambiata dal dicembre 2008, che fine ha fatto il vostro denaro?</p>
<p>Clicca qui &#62; <a href="http://www.altroconsumo.it/asp/SmartInquiry/SmartInquiry.aspx?src=256913" target="_blank">http://www.altroconsumo.it/asp/SmartInquiry/SmartInquiry.aspx?src=256913</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.altroconsumo.it/">www.altroconsumo.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Uomini che odiano le donne]]></title>
<link>http://gegio.wordpress.com/2009/10/08/uomini-che-odiano-le-donne/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 08:07:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>agegiofilm</dc:creator>
<guid>http://gegio.wordpress.com/2009/10/08/uomini-che-odiano-le-donne/</guid>
<description><![CDATA[Un finale così lungo non lo ricordavo dai tempi de Il signore degli anelli &#8211; Il ritorno del re]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un finale così lungo non lo ricordavo dai tempi de Il signore degli anelli &#8211; Il ritorno del re: dovuto, ma strano, come la durata di un thriller, 2h e 26m, in cui i livelli di paura, amoralità e voyerismo salgono e scendono drammaticamente. Se l&#8217;inizio del film, con la storia di Blomkvist, si parte quasi normalmente (qualcuno mi dica che c&#8217;è un prequel&#8230;), si alzano i toni con la storia di Lisbeth, in cui ci sono le scene più violente (e lì capisco perché Tarantino era interessato a un remake). Si continua poi tra ricconi con problemi familiari, si prosegue con la scoperta di collegamenti tra degli omicidi, fino a tornare al punto di partenza, in cui domina il nichilismo; ci sono poi continui riferimenti alla storia della Svezia, dove è ambientata la storia. Se per i romantici ricordi di una certa passione per il giornalismo devo stare dalla parte di Mikael, devo ammettere che Lisbeth fa una certa figura (quante donne si sono identificate nella scena di sesso tra i protagonisti?): le brave ragazze vanno in paradiso, mentre quelle cattive vanno dappertutto, diceva qualcuno&#8230;</p>
<p>Comunque era da tempo che non apprezzavo un thriller&#8230;</p>
<p>P.S. Nella <a href="http://www.new.facebook.com/pages/A-Gegio-film/114712391784">pagina del mio blog su Facebook</a> avevo annunciato con il trailer (più semplice inserirli lì, dove cercherò in futuro di sviluppare contenuti aggiuntivi o diversi rispetto al blog&#8230;) di Quantum of solace la recensione del film di 007, ma non ricordavo di aver noleggiato il film del titolo&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[nuovo libro, appena iniziato a leggere...]]></title>
<link>http://traccetrasparenti.wordpress.com/2009/10/07/nuovo-libro-appena-iniziato-a-leggere/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 16:20:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariopesce</dc:creator>
<guid>http://traccetrasparenti.wordpress.com/2009/10/07/nuovo-libro-appena-iniziato-a-leggere/</guid>
<description><![CDATA[Louis si alzò, prese l&#8217;ultima birra dal frigo e bevve a canna, a piccoli sorsi, in piedi. No, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Louis si alzò, prese l&#8217;ultima birra dal frigo e bevve a canna, a piccoli sorsi, in piedi. No, non ci cascava. Che la sua mente si accanisse sul fronte delle astuzie domestiche era un segnale da non sottovalutare. Per la verità lo conosceva bene: era un segnale di disfatta. Progetti falliti, idee in ritirata, considerevole miseria mentale. Non era tanto quel suo pensare alle scarpe a preoccuparlo: può capitare a tutti di pensarci così, di sfuggita, senza farne un dramma. No, il problema era che riusciva a trarne piacere.</p>
<p>Louis trangugiò due sorsate. E poi le camicie: aveva pensato di sistemare anche quelle, non più di una settimana prima.</p>
<p>Insomma, era proprio la fine. Solo chi non sa più che diavolo fare si preoccupa di riorganizzare da cima a fondo l&#8217;armadio, non potendo mettersi a rassettare il mondo. Louis posò la bottiglia e andò a esaminare quel dannato giornale.  Perchè in fin dei conti era a causa di quegli omicidi se si trovava sull&#8217;orlo della catastrofe domestica, di un radicale riordinamento della casa. Non era Bismarck, no. Anzi, Bismarck gli dava da vivere senza creargli troppi problemi. Non era quello il punto.</p>
<p>Il punto erano quei maledetti omicidi. Due donne assassinate in due settimane, di cui tutto il paese parlava e alle quali lui non faceva altro che pensare, come se occuparsi di quei cadaveri fosse una sua esclusiva, quando invece non lo riguardavano affatto.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Fred Vargas,  Io sono il Tenebroso</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli italiani sono i più “casanova”]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/07/gli-italiani-sono-i-piu-%e2%80%9ccasanova%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 07:46:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/10/07/gli-italiani-sono-i-piu-%e2%80%9ccasanova%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[Secondo l’indagine* di Hotels.com realizzata al termine di questa stagione estiva gli italiani si di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Secondo l’indagine* di Hotels.com realizzata al termine di questa stagione estiva gli italiani si di]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Truffe online ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/01/truffe-online/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 07:52:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/10/01/truffe-online/</guid>
<description><![CDATA[La Commissione europea ha annunciato recentemente  i risultati di un’indagine su scala UE (che ha in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La Commissione europea ha annunciato recentemente  i risultati di un’indagine su scala UE (che ha in]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le Camere di Commercio per la formazione ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/09/26/le-camere-di-commercio-per-la-formazione/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 22:24:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/09/26/le-camere-di-commercio-per-la-formazione/</guid>
<description><![CDATA[Dal 2001 al 2008, in Friuli, i cittadini stranieri sono aumentati dal 2,6% al 6,2%. Quasi il 9% degl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dal 2001 al 2008, in Friuli, i cittadini stranieri sono aumentati dal 2,6% al 6,2%. Quasi il 9% degl]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Educazione sessuale nelle scuole?]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/09/25/educazione-sessuale-nelle-scuole-2/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 16:47:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/09/25/educazione-sessuale-nelle-scuole-2/</guid>
<description><![CDATA[I giovani italiani sono ignoranti in materia di sesso. E lo sanno,.Chiedono a gran voce più informaz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[I giovani italiani sono ignoranti in materia di sesso. E lo sanno,.Chiedono a gran voce più informaz]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
