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	<title>infinity-computing &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/infinity-computing/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "infinity-computing"</description>
	<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 03:06:53 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Infinity computing: dammi un problema, dimmi dove vuoi arrivare, e (se paghi) te lo risolverò]]></title>
<link>http://emanuelecipolla.net/2007/03/29/infinity-computing-dammi-un-problema-dimmi-dove-vuoi-arrivare-e-se-paghi-te-lo-risolvero/</link>
<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 14:07:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Emanuele Cipolla</dc:creator>
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<description><![CDATA[Preparatevi ad un post lungo, che probabilmente non vi interessa. Potete anche andare da un&#8217;al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Preparatevi ad un post lungo, che probabilmente non vi interessa. Potete anche andare da un&#8217;altra parte.</p>
<h2>La conferenza</h2>
<p>Nella giornata di ieri, il prof. <a HREF="http://wwwinfo.deis.unical.it/~yaro/">Yaroslav Sergeyev</a>, <em>intisu</em> Yaro(s?), ha tenuto una conferenza alla facoltà di <a HREF="http://www.csai.unipa.it/cclinfo">Ingegneria Informatica</a> dell&#8217;<a HREF="http://www.unipa.it/">Università di Palermo</a>. Lo scopo della conferenza era presentarci la sua creazione, l&#8217;<a HREF="http://wwwinfo.deis.unical.it/~yaro/arithmetic.html"><em>arithmetic of infinity and infinity computers</em></a>.</p>
<p>Senza scendere troppo nei dettagli, Sergeyev sostiene che bisogna superare le concezioni di infinitudine che fanno parte dell&#8217;analisi matematica classica, introducendo un nuovo ente matematico fondamentale, il <em>grossone</em>, e riconducendo le risposte a tutti i problemi a una questione di precisione dei risultati.</p>
<p>OK. Dico subito che sull&#8217;organizzazione della conferenza non ho nulla da eccepire &#8211; a parte, forse, qualche battutaccia fatta dalla <em>mascotte</em> della nostra facoltà, cui, oramai, siamo tristemente abituati (potere del nepotismo), e il fatto che siamo stati &#8220;militarizzati&#8221;, nel senso che o si veniva alla conferenza o ci si poteva scordare di fare un paio d&#8217;esami.</p>
<p>Sull&#8217;interesse che noi, futuri ingegneri informatici, possiamo avere per questa nuova, possibile evoluzione della matematica, ho però i miei dubbi.<br />
Con questo non voglio dire che il prof. Sergeyev spari panzane: voglio soltanto dire che, forse, dovremmo concentrarci su come funzionano gli strumenti che dobbiamo usare, prima che su come chiamare l&#8217;infinito matematico.</p>
<p>Non ho mai capito il perchè, ma sembra che gli ingegneri informatici abbiano una passione per i lambiccamenti cerebrali matematici che supera ogni umana comprensione: è facilissimo entrare al dipartimento di Informatica e vedere <em>orde</em> di ricercatori / ricercatrici / generici leccaculo del potere costituito, professori non si sa bene di che qualifica, o anche semplici ospiti, che si vantano di aver scritto in <a HREF="http://it.wikipedia.org/wiki/Linguaggio_C">C</a> una funzione che calcola il prodotto tra due matrici in 3,2 secondi invece dei 10 necessari normalmente (sto buttando queste statistiche di tempo un po&#8217; lì, è tanto per far capire il concetto).</p>
<p>Quando però poi si tratta di risolvere problemi concreti &#8211; perchè, anche per rispondere alla nostra <em>mascotte</em>, noi <strong>non</strong> siamo</p>
<blockquote><p> ingegneri, prima che informatici, con tutto il rispetto per gli smanettoni</p></blockquote>
<p>ma ingegneri informatici, ossia coloro che devono rendere l&#8217;informatica che, di per sè, non serve a nulla, qualcosa che sia in grado di aiutare a risolvere i problemi delle altre discipline.</p>
<p>Noi non dobbiamo costruire strade, far funzionare bilance, o dimostrare teoremi &#8211; i matematici e i fisici esistono per questo (mi dovete, quindi, spiegare a che cacchio serve fare un numero assurdo di materie matematiche e fisiche, mentre le pochissime di tenore informatico sono fatte velocemente e male.</p>
<p>Rendetevi conto (io l&#8217;ho già fatto &#8211; anzi, in realtà credo di averlo sempre saputo) che <strong><em>la vita vera non è l&#8217;informatica</em></strong>: noi, al massimo, possiamo fornire una strada più facile per porre rimedio ai guai, di qualunque tipo siano. E, cara <em>mascotte</em>, se non ci fossero stati quelli che tu chiami smanettoni, e che io chiamo, più correttamente, <a HREF="http://it.wikipedia.org/wiki/Hacker">hacker</a>, tu non saresti in grado di usare la tua schifosa workstation winzozz per vederti i film porno o per scrivere codice scadente. Porta rispetto, e inchinati &#8211; anzi, inchiniamoci, di fronte a gente che sarà sempre due o tre spanne avanti a noi.</p>
<p>In soldoni: l&#8217;infinity computing riuscirà a farmi elaborare una base di dati più velocemente di quanto possa fare adesso? Ok, imparerò come usarla.<br />
Se invece mi serve solo per farmi le pippe a scrivere una calcolatrice che esamina le proprietà dell&#8217;<a HREF="http://it.wikipedia.org/wiki/Insieme_di_Cantor">insieme di Cantor</a>, allora non me ne frega punto. Datela in pasto ai matematici.</p>
<h2>Il brevetto</h2>
<p>E qui casca l&#8217;asino. Bella presentazione quella fatta dal professor Sergeyev, non c&#8217;è che dire. Il problema è che nel &#8220;mondo finito&#8221; bisognerà tenere conto di un brevetto, depositato dal professore, che copre ogni possibile applicazione pratica &#8211; leggi: sfruttabile commercialmente. aaargh &#8211; delle teorie, cosa che equivale a dire: ok, se lo faccio io che sono l&#8217;autore, va bene; se invece io reimplemento, anche solo per capire meglio come funziona (e dimmi tu, o <em>mascotte</em>, non è questo che fanno i veri ingegneri?), cacchio, potrei violare un brevetto!</p>
<p>Suggerirei ad un certo tal professore &#8211; come anche al professori ordinari presenti alla conferenza, e lacchè vari &#8211; che dice che</p>
<blockquote><p> nuovi brevetti devono venire dai giovani</p></blockquote>
<p>una visita a <a HREF="http://eff.org/">questo</a> sito. Forse scoprirebbero che la vera libertà che cercano in economia e in politica (non ho intenzione di schierare la mia opinione in questo frangente: se mi seguite da un po&#8217;, sapete già quali sono <a HREF="http://emanuele2.wordpress.com/2006/11/13/il-compasso-politico/">i miei orientamenti</a>) non ce l&#8217;hai, se ingabbi la mente.</p>
<p>Peace out.</p>
</div>]]></content:encoded>
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