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	<title>invasa &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/invasa/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "invasa"</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 21:29:29 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Naples: spaghetti, moustache and rubbish]]></title>
<link>http://gringoire.wordpress.com/2008/01/08/naples-spaghetti-moustache-and-rubbish/</link>
<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 14:34:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sebastian</dc:creator>
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<description><![CDATA[8 Gennaio 08 Un punto di riferimento (l&#8217;ultimo?) nel trash, nel calderone del rubbish televisi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>8 Gennaio 08</p>
<blockquote><p align="justify"><font size="2">Un punto di riferimento (l&#8217;ultimo?) nel trash, nel calderone del <em>rubbish</em> televisivo. <a href="http://www.blob.rai.it//R2_HPprogramma/0,,1067022,00.html">Blob, Raitre</a>. Nei suoi montaggi caleidoscopici propone scampoli di realtà (vera) quotidiana, attraverso immagini e &#8220;re-immagini&#8221; di repertorio reingegnerizzate attraverso un particolare <em>leitmotiv</em> giornalistico. Il mondo parla di <em>&#8220;cittadini che camminano nei propri escrementi&#8221;</em>, del fatto che &#8220;Naples garbage mountain continues to grow&#8221; (EuroNews) e che &#8220;Naples&#8217;s trash is a challenge politicians are flunking&#8221; (International Herald Tribune Europe), evidenziando in alcuni casi (e come potrebbe essere diversamente, vista l&#8217;opinione di cui all&#8217;estero gode la città di Napoli) che il &#8220;business at Pizzeria Napoli Nord is down 70 percent&#8221; (riferendosi alla diossina che può infestare il latte e quindi la mozzarella campani).<br />
La puntata del giorno 7 gennaio 2008 di un &#8220;Blob che mostro non è&#8221; è dedicata anima e corpo agli scontri di Pianura, all&#8217;emergenza rifiuti, alle voci (più o meno) politicizzate e politicizzanti &#8211; oltre a quelle politiche &#8211; che dibattono acri sul tema. Ecco la prima </p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Dmd99XCv-3Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Dmd99XCv-3Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>e la seconda parte</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/uQqAwB9LbUg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/uQqAwB9LbUg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p align="justify">
della puntata, qui integralmente riportata. Alle immagini e alle urla dei cittadini che costituzionalmente affermano i propri diritti (le accese proteste dei cittadini di Pianura, illuse ieri e deluse oggi, 8 Gennaio), contrappunti al limite del macchiettismo (non maccartismo, attenzione!) per una situazione su cui si pronunciano &#8220;peste e corna&#8221; e sulla quale già si intravedono i bagliori di un&#8217;ironia rassegnata tipicamente partenopea: <em>&#8220;accattateve o biglietto della lotteria, accussì ve ne iate a dinto a &#8217;sta munnezza&#8221;</em> (<em>&#8220;acquistate un biglietto della lotteria, cosicchè possiate andar via da questa immondizia&#8221;</em>).<br />
Ascoltate la conclusione della puntata. Le parole di Italo Calvino, tratte da &#8220;Le città invisibili&#8221; (libro pubblicato per la prima volta nel 1972 e da me letto qualche estate fa), che qui vi riporto, non sono frutto del caso:</p>
<blockquote><p align="justify"><em>&#8220;La città di Leonia <strong>rifà se stessa tutti i giorni</strong>: ogni mattina la popolazione <strong>si risveglia tra lenzuola fresche</strong>, si lava con saponette appena sgusciate dall&#8217;involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae <strong>dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi</strong>, ascoltando le ultime filastrocche dall&#8217;ultimo modello d&#8217;apparecchio.<br />
Sui marciapiedi, <strong>avviluppati in tersi sacchi dì plastica, i resti della Leonia d&#8217;ieri aspettano il carro dello spazzaturaio</strong>. Non solo tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d&#8217;imballaggio, ma anche <strong>scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana</strong>: più che dalle cose che ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l&#8217;opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che <strong>ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l&#8217;espellere, l&#8217;allontanare da sé, il mondarsi d&#8217;una ricorrente impurità</strong>. Certo è che <strong>gli spazzaturai sono accolti come angeli</strong>, e il loro compito di rimuovere i resti dell&#8217;esistenza di ieri è circondato d&#8217;un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché una volta buttata via la roba nessuno vuole più averci da pensare.<br />
<strong>Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede</strong>: fuori della città, certo; ma ogni anno la città s&#8217;espande, e gli immondezzai devono arretrare più lontano; l&#8217;imponenza del gettito aumenta e le cataste s&#8217;innalzano, si stratificano, <strong>si dispiegano su un perimetro più vasto</strong>. Aggiungi che più l&#8217;arte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, <strong>più la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermentazioni e combustioni</strong>. È una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne.<br />
Il risultato è questo: che più Leonia espelle roba più ne accumula; le squame del suo passato <strong>si saldano in una corazza che non si può togliere</strong>; rinnovandosi ogni giorno la città conserva tutta se stessa nella sola forma definitiva: quella delle spazzature d&#8217;ieri che s&#8217;ammucchiano sulle spazzature dell&#8217;altroieri e di tutti i suoi giorni e anni e lustri.<br />
Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell&#8217;estremo crinale, immondezzai d&#8217;altre città, che anch&#8217;esse respingono lontano da sé montagne di rifiuti. Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. <strong>I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell&#8217;una e dell&#8217;altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano.</strong><br />
Più ne cresce l&#8217;altezza, <strong>più incombe il pericolo delle frane</strong>: basta che un barattolo, un vecchio pneumatico, un fiasco spagliato rotoli dalla parte di Leonia e una valanga di scarpe spaiate, calendari d&#8217;anni trascorsi, fiori secchi sommergerà la città nel proprio passato che invano tentava di respingere, mescolato con quello delle città limitrofe, finalmente monde: <strong>un cataclisma spianerà la sordida catena montuosa, cancellerà ogni traccia della metropoli sempre vestita a nuovo</strong>. Già dalle città vicine sono pronti coi rulli compressori per spianare il suolo, estendersi nel nuovo territorio, ingrandire se stesse, allontanare i nuovi immondezzai.&#8221;</font></em></p></blockquote>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
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