<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>inversione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/inversione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "inversione"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 15:11:48 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[L’estate preferita dai turisti italiani]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/07/07/l%e2%80%99estate-preferita-dai-turisti-italiani/</link>
<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 22:16:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/07/07/l%e2%80%99estate-preferita-dai-turisti-italiani/</guid>
<description><![CDATA[Dove vanno in vacanza gli italiani quest’anno? Quanto ha influito la crisi sulla scelta delle ferie ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Dove vanno in vacanza gli italiani quest’anno? Quanto ha influito la crisi sulla scelta delle ferie delle famiglie italiane? Ci si aspettava una brusca inversione di rotta, una tendenza al risparmio e la volontà ferrea di risparmiare, soprattutto su ciò non definibile come strettamente necessario. E invece, nonostante tutto, le famiglie italiane hanno deciso sì di risparmiare, ma non sulle vacanze. Quelle rimangono un must irrinunciabile, una giusta ricompensa dopo un anno di lavoro. L’unica cosa che cambia è la scelta della destinazione. La tendenza è quella di prediligere mete più vicine, che permettano una spesa più contenuta, magari per una vacanza mordi e fuggi, ma pur sempre vacanza. In questo senso, Govolo.it, agenzia di viaggi online affiliata di GO Voyages, azienda leader in Francia per la vendita di biglietti aerei e pacchetti dinamici (volo+hotel), ha stilato una Top Ten delle destinazioni preferite e scelte dagli italiani per l’estate 2009. Forse proprio a causa della crisi, ben 8 città italiane occupano la lista delle dieci destinazioni più prenotate dagli utenti italiani e in particolare sono risultate vincenti la Sicilia e il sud Italia. A riprova del fatto che in tempi di ristrettezze economiche, il Bel Paese si dimostra valida alternativa a destinazioni più esotiche. Fra le mete a lungo raggio, New York e Bangkok hanno registrato l’interesse degli italiani. Govolo.it ha potuto preparare questa classifica raggruppando le preferenze e i trend di una buona fetta d’italiani che quest’anno hanno deciso di prenotare le tanto agognate ferie estive proprio tramite il portale lanciato sul mercato italiano lo scorso giugno e che si sta rapidamente inserendo tra i siti utilizzati dal popolo di internet per la prenotazione di viaggi online. La Top Ten delle destinazioni per l’estate 2009 ha registrato al primo posto la magnifica città siciliana di Palermo, culla di arte e cultura, storia e fascino, meta ideale per un’immersione nell’arte barocca, seguita da Lamezia Terme, comune calabrese famoso per le cure termali, Milano, destinazione scelta soprattutto per lo shopping e la vita notturna, Reggio Calabria, antica colonia greca le cui origini risalgono addirittura al 744 a.C. una cui visita al Museo Nazionale dove ammirare i Bronzi di Riace, risalenti al V secolo, è assolutamente imperdibile. Seguono nella classifica New York, destinazione cult per gli italiani, Lampedusa, piccola isola considerata una delle migliori destinazioni in Italia per le immersioni, Brindisi, pregevole esempio di città dalle influenze aragonesi, dove non può mancare una visita al Castello Aragonese o alle Colonne romane, Catania, la Silicon Valley italiana per eccellenza, Roma, il cui fascino eterno è esercitato sui turisti in qualsiasi stagione dell’anno e per ultima Bangkok, perla della Thailandia, metropoli moderna che combina perfettamente stili architettonici del presente a templi del passato.<br />
Govolo è un’agenzia di viaggi online, filiale di Go Voyages, leader francese della vendita di biglietti aerei su internet, con oltre 8 anni di esperienza nel mercato. Tra la gamma di prodotti turistici offerti, Govolo si occupa di trovare hotel, voli, pacchetti dinamici volo+hotel. I vantaggi di scegliere Govolo sono molteplici, dal servizio ottimale garantito da oltre 320 professionisti, alle destinazioni proposte al miglior prezzo www.adam.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Multe più care di notte ]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/05/17/multe-piu-care-di-notte/</link>
<pubDate>Sun, 17 May 2009 13:28:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/05/17/multe-piu-care-di-notte/</guid>
<description><![CDATA[Il sottosegretario Carlo Giovanardi (delega al contrasto della tossicodipendenza) ha già un&#8217;id]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il sottosegretario Carlo Giovanardi (delega al contrasto della tossicodipendenza) ha già un&#8217;idea sull&#8217;utilizzo dei soldi che presto verranno rastrellati grazie alla maggiorazione notturna delle sanzioni per le infrazioni al codice della strada. L&#8217;«aggravante temporale» riguarda tutte gli illeciti compiuti alla guida nella fascia oraria 22-7 e comporta l&#8217;aumento medio di 1/3 delle sanzioni.</p>
<p>Il meccanismo introdotto dal ddl sicurezza, destinato diventare legge a fine maggio dopo il sì del Senato, sbloccherà il Fondo contro l&#8217;incidentalità notturna, spiega Giovanardi: «Lo utilizzeremo per acquistare unità mobili sulle quali effettuare i test sull&#8217;abuso di alcol e di droga anche fuori dalle discoteche. <strong>Se dovessimo adottare uno slogan, è meglio che un figlio torni a casa senza patente piuttosto che solo la patente venga riconsegnata ai genitori». </strong></p>
<p>All&#8217;«aggravante temporale» (per esempio, di notte la sanzione massima per la guida in stato di ebbrezza passa da 6 a 9 mila euro) si aggiunge un&#8217;aggravante anagrafica che riguarda i neo patentati e i possessori minorenni di «patentino» per i ciclomotori.</p>
<p><strong></strong> Tutto questo, però, apre un dibattito su eventuali profili di incostituzionalità della norma per diversità di trattamento. Secondo Piero Alberto Capotosti, «non ci sono profili di incostituzionalità». Si spiega meglio il presidente emerito della Consulta: «Mi sembra che ci siano gli estremi per un giudizio e di congruità e di ragionevolezza che è alla base della differenza tra la sanzione applicata per esempio alle 15 e quella prevista ora per la fascia oraria notturna».</p>
<p>Invece, Michele Ainis dice di essere saltato sulla seggiola: «È come argomentare che lo stupro consumato di domenica viene punito con il doppio della pena». Aggiunge il giovane costituzionalista: «Mi sembra pericoloso perché, tenendo presente la parità di trattamento, bisognerebbe applicare le sanzioni maggiorate anche quando sulla strada ci sono 40 gradi e quando la pioggia è battente&#8230;».</p>
<p>E l&#8217;aggravante per i neopatentati? «Perché si dovrebbe ritenere più pericoloso un diciottenne alla guida piuttosto che un vecchietto?». Il giro di vite inserito nel ddl Maroni, tuttavia, rischia di essere indebolito da alcune norme contenute nel testo unificato sulla sicurezza stradale all&#8217;esame della commissione Trasporti della Camera.</p>
<p>È già passato un emendamento della Lega che impone l&#8217;allestimento di dispositivi luminosi per segnalare gli autovelox. «Così — dice Giordano Biserni, presidente dell&#8217;Associazione amici della polizia stradale — si consentirà all&#8217;automobilista di effettuare un rapido pit-stop e poi di ripartire a razzo».</p>
<p>Ma questa filosofia dell&#8217;«intransigenza permissiva», aggiunge Biserni, produce altro: «In commissione si sta anche discutendo un emendamento che mira ad eliminare la decurtazione dei punti dalla patente attualmente prevista per chi fa le inversioni di marcia in autostrada».</p>
<p><strong>In questo modo</strong> per la violazione dell&#8217;articolo 176 del codice la sanzione accessoria della <strong>decurtazione di 10 punti sparirà </strong>e rimarrà solo quella pecuniaria, sebbene ritoccata da 7.369 a 9.825 euro. Lo spezzatino legislativo, poi, rischia di creare un caso politico. Avverte infatti Aurelio Misiti (Idv): «Dopo lo scippo delle norme inserite nel ddl sicurezza, non so se autorizzeremo la sede legislativa per il varo in commissione del testo unificato».</p>
<p>Dino Martirano &#8211; www.corriere.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Distorsione della caviglia]]></title>
<link>http://francescobarbato.wordpress.com/2009/05/14/distorsione-della-caviglia/</link>
<pubDate>Thu, 14 May 2009 13:27:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francesco Barbato</dc:creator>
<guid>http://francescobarbato.wordpress.com/2009/05/14/distorsione-della-caviglia/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;articolazione tibio-tarsica è un’ articolazione assai esposta al rischio di lesioni acute al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-246" title="Caviglia" src="http://francescobarbato.wordpress.com/files/2009/05/caviglia1.jpg" alt="Caviglia" width="245" height="184" />L&#8217;articolazione tibio-tarsica è un’ articolazione assai esposta al rischio di lesioni acute al complesso legamentoso sia interno (mediale) che esterno (laterale), visto il sostegno che deve garantire all’intero corpo, e la stabilità che deve mantenere coadiuvata dagli organi di senso. L’articolazione è composta dal complesso tibio-peroneale entro cui bascula, nei movimenti di flesso estensione e rotazione del piede, l&#8217;astragalo</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">L’astragalo posto al di sotto della volta tibiale si articola con:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>il calcagno (posteriormente)</li>
<li>Lo scafoide (antero-medialmente)</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">La stabilità e la congruità articolare di queste ossa durante l’esecuzione del movimento è assicurata dall’integrità di complessi complessi legamentosi quali:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Deltoideo (medialmente)</li>
<li>Fibulocalcaneare (lateralmente)</li>
<li>Talofiburare ant. (anterolateralmente)</li>
<li>Talofibulare post. (posteriormente)</li>
<li>Malleolare (posterolateralmente)</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">I movimenti principali possono esaurirsi in:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Flessione dorsale</li>
<li>Flessione plantare</li>
<li>Adduzione</li>
<li>Abduzione</li>
<li>Rotazione interna (coadiuvata dalla coxofemorale)</li>
<li>Rotazione esterna (coadiuvata dalla coxofemorale)</li>
<li>Inversione (flessione plantare + adduzione + rotazione interna)</li>
<li>Eversione (flessione dorsale + abduzione + rotazione esterna)</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Questi movimenti sono garantiti da potenti muscoli. Tra i principali si distinguono:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>ANTERIORMENTE</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Posti  in una loggia delimitata dalla membrana interossea della gamba e dai margini anteriori della tibia e della fibula.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo tibiale anteriore.</strong> É il piú mediale dei quattro muscoli anteriori. Origina dal condilo laterale e dalla metá superiore della faccia laterale della tibia, dalla porzione superomediale della membrana interossea della gamba, dalla fascia crurale che avvolge tutti i muscoli della gamba e dal vicino setto intermuscolare. I suoi fasci si portano verticalmente in basso e, giunti nella porzione inferiore della gamba, continuano nel tendine d’inserzione; questo si dirige medialmente e va a fissarsi al tubercolo del 1° cuneiforme e alla base del 1° osso metatarsale. Il muscolo tibiale anteriore, nella gamba, ha rapporto superficialmente con la fascia crurale, profondamente con la membrana interossea; medialmente é applicato contro la tibia e lateralmente ha i muscoli estensori delle dita e dell’alluce. Nel piede, il tendine d’inserzione passa sotto ai retinacoli dei muscoli estensori che lo separano dalla cute, sormonta l’articolazione tibiotarsica e discende medialmente all’arteria dorsale del piede. Flette dorsalmente, adduce e ruota medialmente il piede.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo estensore lungo delle dita.</strong> Si trova lateralmente al tibiale anteriore. Origina dal condilo laterale della tibia, dalla testa e dai 2/3 superiori della faccia mediale della fibula, dalla porzione laterale della membrana interossea, dalla fascia crurale e dai setti intermuscolari circostanti. I fasci muscolari volgono in basso e continuano con un robusto tendine che, passato sotto ai retinacoli dei muscoli estensori, si divide in quattro tendini secondari. Ciascuno di essi, destinato a ognuna delle quattro ultime dita, si suddivide, a livello dell’articolazione metatarsofalangea, in tre linguette di cui quella intermedia termina sulla faccia dorsale della base della 2a falange, mentre quella laterale e quella mediale si riuniscono per fissarsi alla base della 3a falange. Nella gamba il muscolo corrisponde superficialmente alla fascia crurale e profondamente alla membrana interossea e alla fibula; lateralmente é affiancato dai muscoli peronieri e medialmente dai muscoli tibiale anteriore ed estensore lungo dell’alluce. Nel piede i tendini sono separati dalla cute mediante la fascia dorsale superficiale e, profondamente, sono in rapporto con il muscolo estensore breve delle dita. Contraendosi, estende le ultime quattro dita e contribuisce alla flessione dorsale, all’abduzione e alla rotazione esterna del piede.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo estensore lungo dell’alluce</strong>. Origina dal terzo medio della faccia mediale della fibula e dalla corrispondente porzione della membrana interossea. Si porta in basso, proseguendo nel tendine d’inserzione a livello del terzo inferiore della gamba. Questo tendine passa sotto ai retinacoli e va ad inserirsi alla faccia dorsale della 1a falange e alla base della 2a falange dell’alluce. Nella sua parte superiore il muscolo occupa una posizione profonda, tra il tibiale anteriore e l’estensore lungo delle dita. Nella parte inferiore della gamba si fa superficiale ed é ricoperto dalla fascia crurale. Nel piede il tendine d’inserzione é ricoperto dalla fascia dorsale e passa sull’astragalo, sullo scafoide, sul 10 cuneiforme e sul 10 osso metatarsale. Estende l’alluce e partecipa ai movimenti di flessione dorsale e di adduzione del piede.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo peroniero anteriore.</strong> Occupa la parte inferolaterale della regione anteriore della gamba ed é posto lateralmente al muscolo estensore lungo delle dita con il quale é fuso. Origina dal terzo inferiore della faccia mediale della fibula e dalla corrispondente porzione della membrana interossea. Il suo tendine passa al di sotto dei retinacoli dei muscoli estensori e si inserisce alla superficie dorsale della base del 5° osso metatarsale. Il muscolo peroniero anteriore, nella gamba, é in rapporto anteriormente con la fascia crurale, posteriormente con la fibula, lateralmente con il muscolo peroniero breve e medialmente con l’estensore lungo delle dita. Il suo tendine d’inserzione decorre, nel piede, al di sopra del muscolo estensore breve delle dita. Flette dorsalmente, abduce e ruota esternamente il piede.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LATERALMENTE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo peroniero lungo.</strong> É il piú superficiale e il piú lungo dei due. Origina dalla porzione anterolaterale della testa della fibula, dal terzo superiore della faccia e del margine laterale dello stesso osso, nonché dal condilo lateraledella tibia, dalla fascia crurale e dai circostanti setti intermuscolari. I fasci muscolari si portano verticalmente in basso; continuano in un lungo tendine d’inserzione che passa dietro al malleolo laterale, lo circonda da dietro in avanti, attraversa in direzione anteromediale la faccia plantare del piede e va a terminare sulla tuberositá del 10 osso metatarsale, sul 10 cuneiforme e sulla base del 2° metatarsale.</p>
<p style="text-align:justify;">Nella gamba é in rapporto anteriormente con i muscoli estensore lungo delle dita e peroniero anteriore; posteriormente corrisponde al soleo e al flessore lungo dell’alluce. Nel collo del piede ricopre il peroniero breve, con il quale é contenuto in una guaina fibrosa (retinacoli dei muscoli peronieri) nella quale i tendini possono scorrere grazie alla presenza di una guaina mucosa. Con la sua azione il muscolo peroniero lungo flette plantarmente, abduce e ruota all’esterno il piede. Agisce anche sulla volta plantare accentuandone la curvatura.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo peroniero breve.</strong> Occupa una posizione piú profonda rispetto al precedente. Origina dal terzo medio della faccia laterale della fibula nonché dai circostanti setti intermuscolari. I fasci decorrono verticali in basso, continuando in un tendine che passa dietro al malleolo laterale, lo circonda in basso e in avanti e va a fissarsi alla parte dorsale della base del 50 osso metatarsale. É ricoperto dal peroniero lungo e medialmente é in rapporto con la fibula. Contraendosi,abduce e ruota all’esterno il piede.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>POSTERIORMENTE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo tricipite della sura:</strong> è un muscolo situato nella parte posteriore della gamba ed è un importante flessore plantare del piede (anatomia).</p>
<p style="text-align:justify;">È costituito da tre ventri:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>ventre mediale o gemello mediale, la cui origine è immediatamente al di sopra del condilo mediale del femore, posteriormente;</li>
<li>ventre laterale o gemello laterale, che origina immediatamente al di sopra del condilo laterale del femore, posteriormente;</li>
<li>ventre anteriore o muscolo soleo, che origina sulla superifcie posteriore della testa del perone e sul terzo superiore della diafisi peroneale, sulla linea poplitea della tibia e sull&#8217;arcata del soleo, struttura fibrosa tesa tra la testa del perone e la linea poplitea.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">I tre tendini si uniscono a formare il tendine di Achille, che si inserisce sulla superficie posteriore del calcagno.I due gemelli nel loro insieme son detti gastrocnemio.</p>
<p style="text-align:justify;">Entrambi i tendini di origine del gastrocnemio sono separati dal ginocchio tramite una borsa mucosa; la borsa mucosa del capo mediale è in comunicazione, di solito, con la cavità atricolare del ginocchio e con una borsa posta fra il capo mediale stesso ed il muscolo semimembranoso. I due capi formano i corrispondenti margini inferiori della fossa poplitea.</p>
<p style="text-align:justify;">Il tricipite è innervato dal nervo tibiale e vascolarizzato dalle arterie gemellari</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo plantare.</strong> É un piccolo muscolo posto profondamente al gemello laterale, sulla faccia posteriore dell’articolazione del ginocchio. Origina dal ramo laterale della linea aspra del femore e capsula articolare del ginocchio. Il breve corpo muscolare é seguito da un tendine lungo e sottile che decorre tra il gastrocnemio e il soleo inizialmente e quindi sul margine mediale del tendine calcaneale, per terminare sulla faccia mediale del calcagno. Ha un’azione simile a quella del tricipite della sura, anche se meno potente.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo popliteo. </strong>É un muscolo appiattito, posto sotto al plantare e ai gemelli. Origina dalla faccia esterna del condilo laterale del femore e dalla corrispondente porzione della capsula articolare del ginocchio. Si inserisce sul labbro superiore della linea obliqua e sulla faccia posteriore della tibia, al di sopra di tale linea. É in rapporto anteriormente con il condilo laterale del femore, con l’articolazione del ginocchio e con la parte alta della faccia posteriore della tibia; posteriormente gli si pongono i muscoli plantare e gastrocnemio. Il muscolo popliteo con la sua azione flette e ruota all’interno la gamba.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo flessore lungo delle dita. </strong>É il piú mediale dei muscoli dello strato profondo. Origina dalla linea obliqua e dal terzo medio della faccia posteriore della tibia e dai circostanti setti intermuscolari. I fasci muscolari si portano in basso e, in corrispondenza del terzo inferiore della gamba, proseguono in un lungo tendine. Questo circonda in dietro il malleolo mediale e scorre nella doccia calcaneale mediale, mantenuto nella sua sede dal retinacolo dei muscoli flessori. Attraversa quindi la regione plantare del piede obliquamente in avanti e lateralmente, incrocia il tendine del muscolo flessore lungo dell’alluce e infine si divide nei quattro tendini terminali che si fissano alla base della 3a falange delle ultime quattro dita. Il muscolo flessore lungo delle dita é in rapporto anteriormente con la tibia e con il muscolo tibiale posteriore, posteriormente con il muscolo soleo. Nella pianta del piede il tendine d’inserzione decorre tra l’abduttore dell’alluce e il flessore breve delle dita. Il muscolo flessore lungo delle dita flette le ultime quattro dita e concorre alla flessione plantare del piede.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo flessore lungo dell’alluce</strong>. É il piú laterale dei muscoli dello strato profondo. Origina dai 2/3 inferiori della faccia posteriore e del margine laterale della fibula, dalla membrana interossea e dai setti intermuscolari circostanti. I fasci si portano in basso e finiscono su un lungo tendine che, passato sotto al malleolo mediale, decorre dapprima in un solco della faccia posteriore dell’astragalo e quindi della faccia mediale del calcagno. Giunto nella regione plantare, il tendine d’inserzione si porta in avanti e medialmente, incrocia il tendine del muscolo flessore lungo delle dita e va a fissarsi alla base della falange distale dell’alluce. All’incrocio tra i tendini del muscolo flessore lungo delle dita e del muscolo flessore lungo dell’alluce si trova una lacinia fibrosa di connessione;pertanto la contrazione del muscolo flessore lungo dell’alluce determina una flessione delle altre quattro dita. Con la sua azione, flette l’alluce e concorre alla flessione delle altre quattro dita e alla flessione plantare del piede.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo tibiale posteriore. </strong>É situato profondamente rispetto ai due muscoli flessori lunghi delle dita e dell’alluce. Origina dal labbro inferiore della linea obliqua e dalla faccia posteriore della tibia, dalla parte superiore della membrana interossea, dalla faccia mediale della fibula e dai setti intermuscolari circostanti. Continua quindi in un tendine d’inserzione che, passato dietro al malleolo tibiale, va a terminare sul tubercolo dello scafoide, sulla superficie plantare dei tre cuneiformi e dell’estremitá prossimale del 20, 30 e 40 osso metatarsale. É in rapporto anteriormente con le facce posteriori della tibia e della fibula e corrisponde alla membrana interossea; posteriormente é ricoperto dai muscoli soleo, flessore lungo delle dita e flessore lungo dell’alluce. Agisce flettendo plantarmente il piede e pertecipa ai movimenti di adduzione e di rotazione interna del piede; accentua anche la curvatura della volta plantare.</p>
<p style="text-align:justify;">La fascia della gamba o fascia crurale avvolge in superficie i muscoli della gamba, manca soltanto in corrispondenza della faccia mediale della tibia.</p>
<p style="text-align:justify;">La fascia crurale continua in alto con la fascia lata e prende inserzione sull’estremitá prossimale della tibia, sulla testa della fibula e sulla rotula. In basso continua con la fascia del piede e prende parte alla costituzione dei retinacoli dei muscoli estensori, peronieri e flessori. Dalla sua superficie interna si distaccano due setti intermuscolari che terminano l’uno sul margine anteriore e l’altro sul margine laterale della fibula. La gamba viene cosí divisa in tre logge che accolgono i muscoli anteriori, laterali e posteriori. I tendini d’inserzione di alcuni muscoli della coscia (bicipite, gracile, sartorio e semitendinoso) inviano fasci all’estremitá superiore della fascia crurale sulla quale possono cosí esercitare una tensione.</p>
<p style="text-align:justify;">I tendini che dalla gamba si portano al piede si inflettono in corrispondenza del collo del piede, formando un angolo che, in posizione di riposo del piede stesso, si aggira sui 100° -110°.</p>
<p style="text-align:justify;">A livello dell’articolazione tibiotarsica si trovano dispositivi legamentosi di contenzione dei tendini che prendono il nome di retinacoli. Si distinguono retinacoli dei muscoli estensori, dei muscoli peronieri e dei muscoli flessori.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>MUSCOLI DEL PIEDE</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Si distinguono in:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>dorsali</li>
<li>plantari.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Questi ultimi, a loro volta, occupano le regioni mediale, intermedia e laterale della pianta del piede.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>MUSCOLI DORSALI DE PIEDE<br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;">La regione dorsale contiene un solo muscolo, l’estensore breve delle dita o pedidio.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo estensore breve delle dita (pedidio).</strong></p>
<p style="text-align:justify;">É un muscolo piatto che origina dalla faccia superiore e laterale del calcagno, si porta in avanti e medialmente per suddividersi in quattro capi muscolari ciascuno dei quali termina con un tendine proprio. Quello del 10 dito si inserisce alla base della falange prossimale dell’alluce; gli altri tre si fondono con i tendini dell’estensore lungo delle dita destinati al 2° , 3° e 4° dito. Contraendosi estende le prime quattro dita.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>MUSCOLI PLANTARI MEDIALI<br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo abduttore dell’alluce.</strong> É il piú superficiale e il piú lungo dei muscoli della regione mediale. Origina dal processo mediale della tuberositá del calcagno, dal retinacolo dei muscoli flessori, dalla facciaprofonda della fascia plantare e dal setto intermuscolare che lo separa dal muscolo flessore breve delle dita; si insersce sulla porzione laterale della base della falange prossimale dell’alluce. Abduce e flette l’alluce.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo flessore breve dell’alluce.</strong> Origina dalla faccia plantare dei tre cuneiformi nonché dal legamento calcaneocuboideo plantare. Il muscolo si porta in avanti e si divide in due fasci di cui uno mediale va ad unirsi al tendine del muscolo abduttore e uno laterale raggiunge il capo obliquo dell’adduttore. Contraendosi flette l’alluce.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo adduttore dell’alluce.</strong> É il piú profondo dei muscoli plantari mediali. Origina con un capo obliquo e un capo trasverso. Il capo obliquo sorge dal cuboide, dal 30 cuneiforme, dalla base del 2°, del 3° e 4° metatarsale, dal legamento plantare lungo e si porta in avanti e medialmente. Il capo traverso origina dalla 3a, 4a e 5a articolazione metatarsofalangea e continua medialmente. Le inserziooni sono indipendenti per i due capi. Il tendine del capo obliquo si fonde con il tendine del fascio laterale del muscolo flessore breve dell’alluce raggiungendo la base della 1a falange; il tendine del capo trasverso si unisce al tendine del muscolo flessore lungo dell’alluce. Contraendosi flette e adduce l’alluce.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>MUSCOLI PLANTARI LATERALI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo abduttore del 5° dito</strong>. É il piú superficiale della regione. Origina dal processo laterale della tuberositá del calcagno, dalla fascia plantare e dal setto intermuscolare che lo separa dal flessore breve delle dita. Di qui i fasci si portano in avanti, seguendo il margine laterale del piede e vanno a terminare su un tendine che prende inserzione alla tuberositá del 5° osso metatarsale e alla base della falange prossimale del 5° dito. Con la sua azione flette e abduce il 5° dito.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo flessore breve del 5° dito</strong>. Occupa una posizione profonda rispetto al precedente. Nasce dalla base del 5° metatarsale e dal legamento plantare lungo; si porta in avanti e si inserisce alla base della 1a falange del 5° dito e sulla corrispondente articolazione metatarsofalangea. Contraendosi flette il 5° dito.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo opponente del 5° dito</strong>. Si trova medialmente al precedente con il quale é parzialmente unito; origina dal legamento plantare lungo e termina sul margine laterale del 5° osso metatarsale. Con la sua azione flette e adduce il 5° dito.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>MUSCOLI PLANTARI INTERMEDI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo flessore breve delle dita.</strong> É il piú superficiale della regione. Origina dal processo mediale della tuberositá calcaneale, dalla fascia plantare e dai circostanti setti intermusclari. Le sue fibre si portano in avanti e, giunte circa a metá del piede, si dividono in quattro fasci muscolari cui seguono altrettanti tendini. Ciascuno di essi termina con due linguette sul margine laterale e su quello mediale della faccia plantare della 2a falange delle ultime quattro dita. Agisce flettendo la 2a falange delle ultime quattro dita.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscolo quadrato della pianta.</strong> Origina mediante due capi, laterale e mediale. Il primo nasce dalla faccia inferiore del calcagno, in prossimitá del processo laterale della tuberositá calcaneale, il secondo dalla faccia mediale del calcagno. I due capi convergono e si fondono in una lamina che va ad inserirsi sul tendine del muscolo flessore lungo delle dita. La sua azione coopera con quella del muscolo flessore lungo delle dita.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Muscoli lombricali</strong>. Sono in numero di quattro; ciascuno di essi nasce dai tendini contigui del muscolo flessore lungo delle dita, con l’eccezione del 10, il piú mediale, che origina esclusivamente dal margine mediale del tendine destinato al 2° dito. Dall’origine, essi si portano in avanti e terminano sul lato mediale dell’estremitá prossimale della 1a falange delle ultime quattro dita e sui tendini del muscolo estensore lungo delle dita. I muscoli lombricali flettono la 1a falange ed estendono la 2a e la 3a delle ultime quattro dita.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>MUSCOLI INTEROSSEI DEL PIEDE</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Sono sette muscoli distinti in:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>tre plantari</li>
<li>quattro dorsali;</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Questi occupano gli spazi intermetatarsali.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I tre muscoli interossei plantari</strong> occupano il 2° , il 3° e il 4° spazio intermetatarsale. Originano dalla faccia mediale del 3°, 4° e 5° osso metatarsale. Si portano in avanti e vanno a terminare sulla porzione mediale della base della falange prossimale del dito corrispondente. Con la loro azione flettono la 1a falange ed estendono le restanti due falangi del 3°, 4° e 5° dito.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I quattro muscoli interossei dorsali</strong> occupano la parte dorsale dei quattro spazi intermatatarsali. Originano dalle facce affrontate delle ossa metatarsali e si inseriscono alla base delle falangi prossimali. Il 1° e il 2° muscolo terminano rispettivamente sui lati mediale e laterale della falange prossimale del 2° dito; il 3° e il 4° vanno alla faccia laterale della falange prossimale del dito corrispondente. Contraendosi flettono la 1a falange ed estendono le altre due falangi del 2°, 3° e 4° dito; allontanano il 3° e 4° dito dal 2°.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-245" title="Distorsione di caviglia" src="http://francescobarbato.wordpress.com/files/2009/05/distorsione-di-caviglia.jpg" alt="Distorsione di caviglia" width="200" height="216" />LA DISTORSIONE</strong> è la perdita momentanea ed incompleta dei rapporti articolari fra due capi ossei. Nella distorsione alla caviglia quasi sempre rimane un dolore residuo abbastanza significativo che comporta una limitazione funzionale. Anche dopo che il trauma è stato curato si ha una percentuale variabile di pazienti, che va dal 10% al 30%, che lamentano una sintomatologia cronica caratterizzata da sinoviti, tendinopatie, rigidità, aumento di volume, dolore ed insufficienza muscolare, associati o meno ad instabilità del collo del piede con difficoltà a deambulare su terreni irregolari o episodi distorsivi recidivanti, a prescindere dal trattamento dell’episodio acuto. Questo avviene perché il danno del trauma distorsivo non avviene solo a carico del tessuto legamentoso, ma anche del tessuto nervoso e muscolo-tendineo, intorno al complesso della caviglia.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>FATTORI FAVORENTI UNA DISTORSIONE DELLA CAVIGLIA</strong></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Una precedente instabilità (spesso procurata da un&#8217;altra distorsione)</li>
<li>Un&#8217;instabilità costituzionale</li>
<li>Un&#8217;impropria condizione muscolare &#8220;muscoli freddi&#8221;</li>
<li>Calzature non idonee</li>
<li>Superficie di giogo rischiosa</li>
<li>Alterato allineamento (avampiede iper pronato &#8211; piede cavo etc.)</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Il tempo necessario per il recupero funzionale completo, qualunque sia il trattamento riservato al paziente (chirurgico o conservativo), varia dalle 3 alle 5 settimane; il tempo necessario prima di tornare al lavoro varia dalle 4 alle 7 settimane; e prima che il paziente possa ritornare alla pratica sportiva occorrono 10 settimane. I tempi di recupero, di solito, negli sportivi professionisti sono più corti perché il tempo riservato alla riabilitazione è molto maggiore rispetto ad esempio ad uno sportivo amatoriale.</p>
<p style="text-align:justify;">I traumi distorsivi possono essere acuti (in seguito ad urti, contrasti, scontri o improvvisi cambi di direzione) o cronici (dopo carichi notevoli e prolungati).   L&#8217;evento traumatico può portare, nella caviglia di un atleta, ad una patologia articolare, suddivisa in due quadri:</p>
<p style="text-align:justify;">quello della lassità, con lesioni capsulari, distensioni e lacerazioni del comparto legamentoso laterale e mediale della tibiotarsica e della sottoastragalica, che determinano una escursione articolare oltre i limiti fisiologici; quello dell’ instabilità, che l&#8217;atleta avverte come un segno di cedimento articolare durante il gesto sportivo ed anatomopatologicamente obiettivabile in una rottura più o meno totale dei legamenti.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>CLASSIFICAZIONE DELLE DISTORSIONI</strong></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Grado 0: tilt astragalico inferiore a 8°, non rotture legamentose;</li>
<li>Grado 1: tilt astragalico (10°- 20°), rottura legamento peroneo- astragalico anteriore;</li>
<li>Grado 2: tilt astragalico (20°- 30°), rottura legamento peroneo- astragalico anteriore e peroneo calcaneare;</li>
<li>Grado 3: tilt astragalico superiore a 30°, rottura di tre legamenti</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong>SINTOMATOLOGIA DELLA DISTORSIONE</strong></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Dolore vivo, localizzato a livello della zona anteriore del malleolo peroneale, che insorge durante la palpazione;</li>
<li>Tumefazione modesta o cospicua a livello periarticolare ed articolare, segno della rottura della piccola arteriola passante al di sopra del legamento peroneo-astragalico anteriore (segno di Robert-Jaspert);</li>
<li>Limitazione funzionale causata dal dolore che il paziente avverte durante i movimenti dell’articolazione;</li>
<li>Instabilità dell’ articolazione tibio-tarsica</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong>IL TRATTAMENTO CONSERVATIVO</strong></p>
<p style="text-align:justify;">E’ diviso in 3 fasi: Acuta Sub-acuta Di Rieducazione Funzionale</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1. FASE ACUTA</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Il protocollo più accreditato per le lesioni acute è il P.R.I.C.E. Protection Rest Ice Compression Elevation   In fase acuta gli obiettivi sono:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li> L’immobilizzazione</li>
<li>Diminuzione degli &#8220;irritanti chimici&#8221; che causano dolore e favoriscono la &#8220;stasi tissutale&#8221; (ovvero l’edema)</li>
<li>La prevenzione di ulteriori sollecitazioni meccaniche della struttura lesa.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong>2. FASE SUBACUTA</strong></p>
<p style="text-align:justify;">In fase sub-acuta lo scopo del trattamento è quello di sottoporre il tessuto leso ad una serie di sollecitazioni meccaniche, utili per promuovere l’orientamento fisiologico delle fibre collagene.   Gli obbiettivi in questa fase sono:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>L’eliminazione del dolore</li>
<li>Il recupero della particolarità</li>
<li>L’eliminazione dello spasmo muscolare</li>
<li>L’eliminazione dell’edema</li>
<li>Il recupero della forza muscolare.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Per raggiungere questi obbiettivi si utilizzano massaggi, terapie fisiche, tecniche di mobilizzazione e la cinesiterapia.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>3. FASE DI RIEDUCAZIONE FUNZIONALE</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Nella fase di rieducazione funzionale si mira al:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Recupero della propriocettività</li>
<li> Recupero della forza</li>
<li>Prevenzione delle recidive.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong>4. IL BENDAGGIO FUNZIONALE</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Viene utilizzato molto spesso in differenti discipline sportive in quanto permette:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>dopo lesioni capsulo legamentose, una ripresa dell’attività sportiva più rapida;</li>
<li>in condizioni di instabilità cronica dell’articolazione, l’effettiva pratica dell’attività sportiva stessa;</li>
<li>negli sports caratterizzati da intense sollecitazioni alle caviglie, un’efficace prevenzione alle lesioni.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Con il bendaggio funzionale si dà stabilità all’articolazione senza ostacolare la circolazione sanguigna, impedendo le lesioni in trazione, soprattutto a carico del legamento collaterale laterale, il più frequentemente danneggiato e assicurando, comunque, un’azione preventiva per tutti possibili movimenti abnormi.</p>
<p style="text-align:justify;">Il bendaggio deve essere applicato, o auto applicato, con caviglia allineata e flessa a 90 gradi; è consigliabile, prima di procedere, l’avere già svolto parte del riscaldamento. Occorre del cerotto adesivo anelastico ipoallergico, del tensoplast e una benda elastica o autoaderente.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>5. RIEDUCAZIONE PROPRIOCETTIVA</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Con il termine di rieducazione propriocettiva, come appare chiaro dal termine stesso, si intendono tutte le metodiche e gli esercizi mirati a stimolare e rieducare la sensibilità propriocettiva, quella, cioè, che ci permette di conoscere anche ad occhi chiusi la posizione del nostro corpo e dei suoi segmenti nello spazio.</p>
<p style="text-align:justify;">Particolari recettori raccolgono i segnali di origine periferica, trasmettendoli al sistema nervoso centrale che elabora le informazioni ricevute e le integra con altre afferenze (visive, labirintiche), per organizzare adeguate risposte motorie.</p>
<p style="text-align:justify;">La funzione dei propriocettori è quindi fondamentale per regolare il tono muscolare, la postura e la corretta esecuzione dei movimenti.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>6. PROPRIOCEZIONE ATTIVA</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Sono quindi quelle attività che vanno a stimolare il sistema propriocettivo, con l&#8217;obbiettivo di allenarlo a fornire delle risposte rapide ed adeguate in situazioni destabilizzanti e potenzialmente pericolose, coscientizzando l&#8217;individuo nei confronti del proprio corpo. In particolare la rieducazione propriocettiva nel caso della caviglia deve proporsi come fine quello di far acquistare all’ articolazione tibio-tarsica una maggiore coordinazione nelle contrazioni muscolari e delle leve ossee, in relazione al movimento .</p>
<p style="text-align:justify;">Inizialmente la rieducazione propriocettiva si effettua in scarico o in maniera passiva, per abituare il paziente a percepire le diverse caratteristiche del movimento indotto e coscientizzarlo riguardo alle sue possibilità di reazione motoria.</p>
<p style="text-align:justify;">Successivamente, prima di eseguire gli esercizi propiocettivi in stazione eretta andremo a fare recuperare, se non ancora presente, un’equa distribuzione del carico.   Successivamente si propongono esercizi su superfici instabili, come i piani circolari, le tavolette quadrate e le semisfere Il paziente deve imparare a mantenere l’equilibrio con semplici movimenti delle caviglie, inizialmente ad occhi aperti e con l’aiuto del terapista, successivamente senza aiuto e senza il controllo visivo.   Il lavoro prosegue poi in monopodalica sia sull’arto leso sia su quello sano. In questa fase il terapista può aiutare il paziente, o destabilizzarlo con delle spinte quando ha raggiunto un buon controllo dell’equilibrio.   Quando il paziente ha recuperato una buona deambulazione si procede con l’eseguire un percorso propriocettivo composto da cuscini che hanno una diversa consistenza e deformabilità, in modo da adattare il passo e stimolare i recettori propriocettivi durante la camminata su un terreno non omogeneo</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>7. RINFORZO MUSCOLARE</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Nella riattivazione motoria, dopo un qualsiasi trauma, distorsivo o meno, ricopre un ruolo fondamentale il rinforzo muscolare, in quanto un buon trofismo dei muscoli riduce il rischio di lesioni recidivanti e permette al paziente di riprendere a pieno regime le attività che svolgeva prima dell’incidente.   Nella rieducazione della caviglia dopo una distorsione dobbiamo prestare particolare attenzione ai movimenti che andremo a far compiere al paziente, in modo tale da non procedere subito con esercizi che possono recare danni al comparto che ha subito il trauma.   Per questo motivo è meglio cominciare con esercizi molto leggeri, divisi in più serie con poche ripetizioni</p>
<p style="text-align:justify;">Lo strumento più utilizzato per il rinforzo muscolare è l’ elastico, in quanto permette di dosare il carico ed è molto versatile per questo tipo di esercizi.   Gli stessi esercizi possono essere effettuati con l’ausilio di una tender-ball . Quando il paziente è in grado di camminare senza evidenziare zoppia e senza accusare dolore nella zona interessata si può procedere con l’esecuzione di esercizi a carico completo.     Possiamo dividere questi esercizi in due categorie.   La prima è per il potenziamento dei muscoli della gamba, più precisamente per quelli della loggia posteriore.   La seconda invece è mirata al potenziamento dei muscoli della coscia.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>8. RECUPERO DEL MOVIMENTO</strong></p>
<p style="text-align:justify;">La fase successiva è quella del recupero del gesto atletico, che è mirata non solo a l recupero della meccanica del passo normale, ma al recupero ottimale per tornare a svolgere attività fisiche come prima dell&#8217;infortunio.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>ESERCIZI PROPRIOCETTIVI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1a fase</strong></p>
<p style="text-align:justify;">La rieducazione propriocettiva deve essere iniziata precocemente, anche quando ancora al paziente non è concesso il carico sull&#8217;arto traumatizzato. In questa fase gli esercizi sono eseguiti da seduto, ad arto quasi completamente in scarico.</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong>Esercizio 1.</strong> Appoggiando il piede leso su una tavoletta basculante (con un solo asse di movimento), si esegue il movimento di flesso-estensione della caviglia, mantenendo un range angolare in cui non sia presente dolore. Il movimento è lento, graduale e controllato per tutto l&#8217;arco di esecuzione. Si effettuano 10-20 ripetizioni x 3 set</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;esercizio si ripete variando l&#8217;asse di movimento (orientare le mezzelune della tavoletta trasversalmente, con obliquità a destra e poi a sinistra. Si introducono così i movimenti di prono-supinazione e inversione-eversione per poi passare all&#8217;uso della tavoletta a base semisferica che permette movimenti combinati (circonduzione).</p>
<p style="text-align:justify;">Le esercitazioni vengono effettuate  anche ad occhi chiusi</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong>Esercizio 2.</strong> Da eseguire con l’ausilio di alcune  apparecchiature (ad esempio il DELOS POSTURAL SYSTEM o il PRO KIN) in grado di fornire un feed-back visivo tramite il software dedicato che permette di disegnare sullo schermo dei tracciati o seguire dei percorsi prestabiliti, muovendo la pedana con il piede, verificando in tempo reale la precisione o gli errori che si commettono.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Anche in questo caso vengono proposti esercizi a occhi chiusi</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong>Esercizio 3.</strong> In questa fase può diventare importante l&#8217;uso della terapia manuale Osteopatica, nella quale il terapeuta stesso può percepire la qualità della risposta neuromuscolare dell&#8217;atleta, variando sempre gli schemi di movimento proposti.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong>2a fase</strong></p>
<p style="text-align:justify;">In questa fase gli esercizi (1 e 2) proposti in precedenza, vengono eseguiti dalla stazione eretta, con il piede in buona salute poggiato al suolo e quello infortunato sulla tavoletta. Il carico sul piede traumatizzato viene aumentato progressivamente sempre comunque in un range di assenza di dolore.</p>
<p style="text-align:justify;">Si inizia il lavoro in acqua dove grazie alla spinta idrodinamica, è possibile anticipare gli esercizi in ortostatismo a pieno carico.</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong>Esercizio 4. </strong>Affondi e/o piegamenti e distensioni sugli arti inferiori, a occhi chiusi, dove le piccole instabilità che si generano durante l&#8217;esecuzione (proprio a causa dell&#8217;assenza della visione) sono in grado di stimolare la risposta propriocettiva.</li>
<li><strong>Esercizio 5. </strong>Si effettuano gli esercizi 1-2 sulle tavolette (in alluminio per l&#8217;uso in acqua), in carico stavolta bipodalico e con gli occhi prima aperti e poi chiusi.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong>3a fase</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Esercizi dinamici, dove oltre ai movimenti attivi eseguiti in precedenza, viene chiesto al paziente di mantenere l&#8217;equilibrio in situazioni di sempre maggiore instabilità (destabilizzazione propriocettiva).</p>
<p style="text-align:justify;">Si ripetono gli esercizi sulle tavolette sia in appoggio bipodalico che monopodalico, eseguendo, oltre ai movimenti attivi della caviglia, anche dei piegamenti sugli arti inferiori, cercando in questo caso di mantenere orizzontale la tavoletta stessa durante il piegamento. Gli esercizi si eseguono anche ad occhi chiusi.</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong>Esercizio 6.</strong> In appoggio monopodalico su una tavoletta, deve mantenere la posizione ad occhi chiusi, mentre il terapeuta imprime piccole spinte destabilizzanti sul paziente, da angolazioni multivettoriali; l&#8217;esercizio si ripete a vari gradi di piegamento degli arti inferiori.</li>
<li><strong>Esercizio 7.</strong> In appoggio monopodalico su una tavoletta semisferica, mantiene l&#8217;equilibrio a gradi diversi di piegamento del ginocchio, quindi esegue esercizi con l&#8217;arto superiore (ad esempio lanciare una palla contro il muro e riprenderla). Oltre all&#8217;effetto destabilizzante, si distoglie in tal modo l&#8217;attenzione dall&#8217;arto infortunato automatizzando le risposte neuromuscolari.</li>
<li><strong>Esercizio 8.</strong> Balzi prima con atterraggio su due piedi e poi su un piede solo, sul tappeto elastico e sulle tavolette; il balzo viene eseguito da varie direzioni in avanti, in direzione obliqua, di lato e così via. Per ultimo vengono effettuati dei percorsi composti da tavolette diverse e tappeti elastici, nei quali il paziente balza da una superficie all&#8217;altra.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Francesco Barbato OMT</strong></p>
<p style="text-align:justify;">E-mail: <a href="mailto:francescobarbato@therapist.net">francescobarbato@therapist.net </a></p>
<p style="text-align:justify;">Blog: <a href="http://francescobarbato.blog.com">francescobarbato.blog.com </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'APOCALISSE RIMANDATA- di Dario Fo  ]]></title>
<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/03/23/lapocalisse-rimandata-di-dario-fo/</link>
<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 16:41:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/03/23/lapocalisse-rimandata-di-dario-fo/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;APOCALISSE RIMANDATA ovvero Benvenuta catastrofe! Con 65 disegni di Dario A cura di Franca R]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="Stile17" align="left"><a href="http://www.commercioetico.it/libri/immdario/apocalisse-rimandata.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.commercioetico.it/libri/immdario/apocalisse-rimandata.jpg" alt="" width="187" height="282" /></a></p>
<p class="Stile17" align="left"><span class="Stile20">L&#8217;APOCALISSE<br />
RIMANDATA</span><br />
ovvero<br />
Benvenuta catastrofe!</p>
<p class="Stile17" align="left"><span class="Stile21"><strong>Con 65 disegni di Dario</strong><br />
A cura di Franca Rame e Gessica Di Giacomo </span>
</p>
<p class="Stile21" align="left">&#8220;Il dramma dell&#8217;inarrestabile surriscaldamento terracqueo non sembra sollevare timori e preoccupazioni eccessivi nella gran parte della popolazione del pianeta, ma esiste un certo numero di cittadini per i quali al contrario il problema sta diventando una disperata ossessione. Io personalmente, lo devo ammettere, faccio parte da tempo di quest&#8217;ultima tormentata categoria.&#8221;</p>
<p align="left"><span class="Stile26"><span class="Stile25">Inizia così questa accorata riflessione di Dario Fo sulla catastrofe ecologica a cui andiamo incontro in una quasi totale, e colpevole, mancanza di consapevolezza. <!--more--></span></span></p>
<p align="left"><span class="Stile26"><span class="Stile25">Ma ecco il capovolgimento del comico&#8230; E se la catastrofe si rivelasse in realtà una salvezza, addirittura una rinascita per il pianeta?</span></span></p>
<p align="left">
<p class="Stile21">Un bel mattino, a Milano, a Roma, o in qualsiasi altra città del mondo, le lampadine non si accendono, il frigorifero è spento, niente caffè al bar, niente benzina alle pompe. In un batter d&#8217;occhio crollano banche e assicurazioni, il denaro non vale più. Il panettiere con forno a legna è preso d&#8217;assalto, tornano in auge le biciclette e l&#8217;energia prodotta dal sole, dal vento e dai combustibili vegetali finalmente si afferma. Le guerre del petrolio non hanno più ragione di esistere. I potenti di turno rimangono intrappolati nelle loro ville superprotette e superaccessoriate, mentre i politici e i religiosi paludati smettono di fare chiacchiere inutili e razzolano insieme agli altri affamati. Le città si svuotano e si riempiono di nuovo le campagne.<br />
E ovunque si ritorna spontaneamente a riunirsi, a discutere&#8230; Fantasie?<br />
La nuova, geniale &#8216;opera buffa&#8217; di un grande e imprevedibile Premio Nobel? &#8220;Mi rendo conto solo ora che, trascinato da una specie di catarsi immaginifica, mi sono lasciato trasportare dentro una simulazione di follia&#8221; dice Fo. Ma &#8211; ed è questa la vera conclusione &#8211; l&#8217;apocalisse verrà, per quanto ci rifiutiamo di vederla.<br />
Se l&#8217;umanità non rinsavisce, nella sua corsa cieca va dritta verso la fine.
</p>
<p class="Stile28">
<p class="Stile28"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/GhjuKlFZuP8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/GhjuKlFZuP8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p class="Stile28">
<p class="Stile28">ESTRATTO</p>
<p class="Stile21">&#8220;La Terra possiede risorse sufficienti per provvedere ai bisogni                       di tutti, ma non all’avidita’ di alcuni.”<br />
GANDHI</p>
<p class="Stile21">Ogni tanto, su quotidiani e riviste scientifiche, si legge di convegni                       che si svolgono in centri diversi dell’Asia e dell’Europa                       ai quali, oltre a rappresentanti dei massimi Stati e governi, partecipano                       geologi, astrofisici e ricercatori tra cui diversi premi Nobel.<br />
Si propongono regole e programmi per migliorare la condizione del pianeta                       ma, immancabilmente, puntuali gli Stati Uniti, l’Australia, Cina,                       Giappone e altri importanti paesi dell’Onu non offrono la propria                       adesione; per di piu’ ci sembra che il dramma dell’inarrestabile                       surriscaldamento terracqueo non sollevi timori e preoccupazioni eccessivi                       nella gran parte della popolazione del pianeta, ma esiste un certo numero                       di cittadini per i quali al contrario il problema sta diventando una                       disperata ossessione.<br />
Io personalmente, lo devo ammettere, faccio parte da tempo di quest’ultima                       tormentata categoria.<br />
Non perdo occasione, appena incontro qualcuno, sia maschio che femmina,                       sia giovane che anziano, di sollevare il problema e di tentare il loro                       coinvolgimento col classico approccio: “Ha notato? Non c’e’ proprio                       piu’ stagione… un momento si scoppia dal caldo… all’istante                       c’e’ tempesta, grandine e perfino neve nella quale affondano                       immense regioni dallo Stato di New York fino al Canada, e l’intera                       Cina.”<br />
I piu’ scantonano, ma se l’interlocutore abbocca e’ spacciato!                       Gli tengo una concione sugli effetti dell’inquinamento da stordirlo…<br />
Ci provo anche in taxi col conducente e perfino in autobus sia con i                       passeggeri sia con il responsabile che controlla i biglietti! Non parliamo                       poi di quando mi ritrovo a viaggiare in treno… guai se qualcuno                       mi chiede di essere fotografato con me mostrando il cellulare! Lo faccio                       subito accomodare nella poltrona vicino, se non c’e’ posto                       lo prendo addirittura sulle ginocchia, e qui al par d’un ragno,                       inizio a tesser la tela. Qualcuno, pur di salvarsi dall’aggancio,                       scende qualche fermata prima!<br />
Un giorno sull’aereo Palermo-Milano, ho agganciato una bellissima                       signora, anziana ma di un’eleganza raffinata… sembrava uscita                       da una sequenza del Gattopardo di Visconti. Appena ho accennato al disastro                       atmosferico, mi ha afferrato una mano e accarezzandola mi ha supplicato: “Oh                       si’, me ne parli…! Mi interessa moltissimo.”<br />
Ho iniziato la mia lezione con entusiasmo: “Vede, il problema e’ complesso                       e articolato. Ormai non c’e’ quasi piu’ nessuno che                       non ammetta la responsabilita’ dell’uomo riguardo alla condizione                       del pianeta e al suo surriscaldamento. Ma esplode una feroce diatriba                       appena si comincia a discutere del come salvare la Terra e ridurre drasticamente                       le emissioni di anidride carbonica… tonnellate di gas tossico                       che letteralmente intasano l’atmosfera.”<br />
La signora mi seguiva come incantata, io incalzavo: “Sorgono tre                       categorie di pensiero. C’e’ chi dice ‘Basta diminuire                       per gradi ma drasticamente l’uso dei motori a scoppio con propellente                       fossile… Eliminare le vecchie caldaie per il riscaldamento delle                       case e degli uffici e installare nuovi impianti di eolico, solare… E                       perche’ no?, anche nucleare.”<br />
La signora ha un sussulto. “Certo &#8211; la tranquillizzo schioccandole                       un piccolo bacio sulla fronte &#8211; non si preoccupi… Oggi come oggi,                       riprendere col nucleare e’ una soluzione improponibile! A parte                       la produzione di scorie radioattive che tuttora non sappiamo dove e come                       sistemare… sto parlando delle centinaia di migliaia di tonnellate                       che l’America e l’Europa, Russia compresa, hanno prodotto                       dall’inizio del nucleare e che non siamo ancora riusciti a smaltire,                       se non collocandole in luoghi e spazi provvisori come lo Stato dello                       Utah, che e’ diventata un’orrenda discarica di morte, operazione                       con un costo all’infinito di miliardi di dollari. Ma lo sa che                       per riuscire a produrre energia pulita sufficiente per il 50 per cento                       del fabbisogno globale dovremmo costruire una centrale nucleare alla                       settimana per i prossimi 63 anni?” (*Jeremy Rifkin, Repubblica                       22 settembre 2007).<br />
La signora, con un sorriso dolcissimo stampato in viso, accenna a un                       abbraccio poi si ricompone imbarazzata.<br />
“Quindi non ci resta &#8211; incalzo io &#8211; che scegliere le cosiddette                       energie eco-compatibili che produrrebbero elettricita’, e altre                       energie accettabili ma in grado purtroppo di soddisfare solo una percentuale                       minima del nostro fabbisogno.”<br />
“E quindi? &#8211; mi chiede la deliziosa creatura che ormai pende letteralmente                       dalle mie labbra &#8211; E allora?”<br />
“Se l’intiera umanita’, i governi, i produttori, gli                       Stati, non s’impegnano in un’azione stravolgente, creando                       nuovi sistemi produttivi potenti e non inquinanti, siamo alla fine.”<br />
La signora, con un’espressione addolorata implora: “Oh… salvaci!” E                       si butta fra le mie braccia.<br />
“Faremo l’impossibile… &#8211; balbetto, leggermente imbarazzato                       per quell’approccio appassionato, ma poi mi riprendo &#8211; vede signora,                       dando per certo il cambio di rotta definitivo dei Paesi occidentali altamente                       industrializzati e all’avanguardia, il problema saranno poi i Paesi                       orientali emergenti, che vogliono assolutamente raggiungere il nostro                       livello di vita e di ammodernamento tecnologico, quindi si rifiutano                       di aborrire i propellenti fossili.”<br />
“Oh, che ambiziosi!” esclama la dama.<br />
“Non dimentichiamo che la Cina sta superando ormai i due miliardi                       di abitanti e che l’India sta raggiungendo a sua volta il miliardo… forse                       l’ha superato, e poi c’e’ l’Indonesia… e                       via dicendo…”<br />
La signora, sconvolta, si stringe sempre piu’ a me tremante, e                       mi inonda di lacrime.<br />
Non posso fare a meno di tranquillizzarla “Ma vedra’ che                       si trovera’ il modo di uscire indenni da questa tragedia.”<br />
Giungiamo a Milano.<br />
“La prego, parli con i miei figli. Sarei felicissima di poter vivere                       con lei.”<br />
Dal fondo del corridoio appaiono un medico e un infermiere; caricano                       su una sedia a rotelle la signora che non abbandona mai la mia mano.<br />
“Grazie di avermi regalato questo stupendo viaggio &#8211; dice mentre                       la legano alla poltrona mobile, poi aggiunge &#8211; lei dovrebbe fare l’attore.”<br />
Il medico si rivolge a me e chiede: “Non l’ha importunata,                       spero? Purtroppo, ogni tanto, esce letteralmente di senno.”<br />
La signora e’ gia’ in fondo al corridoio e, rivolgendosi                       al suo accompagnatore, esclama: “Che bella storia mi ha raccontato                       quel signore. Era cosi’ romantica! Mi ha fatto piangere… Peccato                       non sapere come finisce.”<br />
E’ proprio vero: il mestiere del divulgatore scientifico e’ carico                       di insidie e delusioni!</p>
<p class="Stile21">Un uomo preistorico camminava spedito nella tundra.<br />
Incappo’ in un mammut e gli ando’ a sbatter contro.<br />
Indispettito grido’: “Ma con tutta la piana che hai a disposizione,                       proprio di qui dovevi passare?”<br />
E se ne ando’ imprecando.<br />
Quel primitivo non era un temerario, era soltanto cieco
</p>
<p class="Stile21">
<p class="Stile21">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[racconto del nord. "terre natale". tutti fermi, prego]]></title>
<link>http://luoghisensibili.wordpress.com/2009/02/12/racconto-del-nord-terre-natale-tutti-fermi-prego/</link>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 10:09:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>sensingplace</dc:creator>
<guid>http://luoghisensibili.wordpress.com/2009/02/12/racconto-del-nord-terre-natale-tutti-fermi-prego/</guid>
<description><![CDATA[Still da Aleksandr Sokurov, Povinnost &#8211; Confessione 1998 &#8211; film a puntate per la tv russ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://luoghisensibili.wordpress.com/files/2009/02/nord.jpg" alt="nord" title="nord" width="400" height="990" class="alignnone size-full wp-image-2023" /><br />
<BR><br />
Still da Aleksandr Sokurov, Povinnost &#8211; Confessione 1998 &#8211; film a puntate per la tv russa<br />
<BR><br />
<BR><br />
Una prima domanda: perché un racconto del nord? Il motivo è semplice: cI sono parole che sono come grandi contenitori di spazi e di racconti. La parola &#8220;nord&#8221; è una di queste. Normalmente uso la parola &#8220;racconto&#8221; per recuperare una dimensione narrativa e descrittiva e per uscire dalla dimensione di <em>notizia, informazione, numero, statistica</em> sulla quale si sta appiattendo e uniformando la nostra esperienza, conoscenza e trasmissione del mondo; in particolare la riduzione della costruzione di una sua coscienza in noi.<br />
Dico questo dopo aver visitato la mostra alla <a href="http://fondation.cartier.com/main.php?lang=4&#38;small=0">Fondation Cartier &#8220;Terre Natale&#8221;</a>, dove il mondo è ridotto ad un dato non più sensibile ma ad un dato numerico introdotto in una affascinante teatralizzazione della geografia dove i punti cardinali segnano le ordinate e le ascisse dello spostamento continuo e ineluttabile delle popolazioni, come spinte da &#8220;perturbazioni&#8221; delle quali &#8220;nessuno è responsabile&#8221;. Come dire: <em>un terribile amore per la catastrofe</em> (recuperando e parafrasando da James Hillman un titolo per un &#8220;verosimile&#8221; Paul Virilio). Anche la parte di &#8220;immagini&#8221; di Depardon al piano superiore presenta i suoi contenuti come &#8220;dati visivi&#8221; o &#8220;dati acustici&#8221; ormai visivamente consumati.<br />
Il problema non è dire se è bella o se è brutta questa mostra ma a cosa ci serve, cosa ci lascia dopo che l&#8217;abbiamo visitata. Quale è il suo contributo per spostare ciò che già sappiamo, per spostare il nostro immaginario, per fare cresecere la nostra coscienza sul mondo anche solo di un centimetro?<br />
Me lo sto ancora chiedendo.<br />
<BR><br />
Per questo ragiono sullo &#8220;spostamento&#8221; di un punto cardinale, il nord, lasciando ferme le popolazioni.<br />
<BR><br />
<em>Dov’è il Nord? A York è sul Tweed.<br />
Sul Tweed è nelle Orcadi, ma lì<br />
è in Groenlandia, a Zembla, o Iddio sa dove…</em><br />
Alexander Pope<br />
<BR><br />
Ma dove sta il nord?<br />
Ci sono stati giorni in cui era come se il nord geografico fosse scivolato lungo le pareti del globo per portarsi al centro della pianura padana. Si è spostato con tutto ciò che di sublime si porta dietro: non solo il freddo ma una dimensione <a href="http://luoghisensibili.wordpress.com/2009/01/17/racconto-di-un-insolito-viaggiare-ancora-in-viaggio/">cromatica della luce</a>, della quale ho scritto, e una relazione di attrazione e rigetto per il nostro corpo: la neve e il gelo sono comunque una condizione di sorpresa nel paesaggio che scardina le abitudini ne &#8220;inverte&#8221; i significati e fa percepire la propria terra natale come ostile, lontana dalle abitudini e dalle consuetudini. Questa &#8220;inversione&#8221; di condizioni del paesaggio dalla comodità all&#8217;ostilità forgia e consolida la nostra individualità nei confronti della natura e della sua ormai rivalutata superiorità.<br />
I passi attutiti nella neve e i suoni ovattati, ripuliti dal riverbero, saranno una memoria di quest&#8217;inverno. Memoria registrata nei nostri corpi oltre che nei nostri pensieri.<br />
<BR><br />
Ma il nord, come punto cardinale, resta sempre fermo ed è innanzitutto il centro intorno al quale ci orientiamo. E&#8217; una certezza. Ha in se una dimensione sublime seppur ostile e minacciosa. Remo Bodei nel suo ultimo volume &#8220;<a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978884526138.html">Paesaggi sublimi</a>, gli uomini davanti alla natura selvaggia&#8221; parla di questa natura del sublime in relazione ai territori inadeguati ad ospitare l&#8217;uomo.<br />
Il lavoro di Sokurov racconta di questo sublime, di questa ostilità e dell&#8217;ineluttabilità di questo nord. Quasi a volerlo in qualche modo farlo passare come &#8220;archetipo&#8221;.<br />
Il film mostra i pensieri di un capitano di marina che, conducendo la propria nave nel più estremo nord, approfitta delle lunghe notti artiche, dell&#8217;indefinitezza del paesaggio per riflettere a lungo e profondamente sulla propria natura di uomo, di soldato, di marinaio. Sokurov fa sospendere l&#8217;emozione tra la contemplazione del mondo esterno e l&#8217;universo compresso della nave popolato da volti di marinai che portano i suoi pensieri alla sua gioventù. Il mondo esterno è un mondo che non può conoscere e che immagina statico, insopportabile senza il conforto della letteratura. E di letteratura, il nord ne è piena. Il nord è un punto che si dilata per diventare contenitore infinito di immaginari. Ma, come visto, è anche un punto che si sposta e come dice <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/idea-nord-davidson-peter-donzelli/libro/9788879899673">Davidson nell&#8217;Idea di Nord</a>  &#8220;dovunque lo situiamo il nord sta più a nord. altrove&#8230;&#8221; anche se quest&#8217;anno questo nord è sceso abbastanza al sud.<br />
MORALE: Per concludere, il nord ballerino, il nord che ci gioca gli scherzi, che si avvicina e si allontana, che si offre come sicurezza nella geopolitica che si nasconde e riappare ci suggerisce una diversa attitudine verso di esso (come parte del TUTTO globale) e una rinnovata coscienza geografica.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CHIAPPADV]]></title>
<link>http://gruppopigreco.wordpress.com/2009/02/10/chiappadv/</link>
<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:35:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>gruppopigreco</dc:creator>
<guid>http://gruppopigreco.wordpress.com/2009/02/10/chiappadv/</guid>
<description><![CDATA[Il sagace gioco dell&#8217;inversione nella comunicazione di un prestigioso club della Liga. Un bel ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il sagace gioco dell&#8217;inversione nella comunicazione di un prestigioso club della Liga.<br />
Un bel modo per essere esibizionisti ma anche ironici.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/1QZ0CsPqMco&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/1QZ0CsPqMco&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[2012: cosa ci sta aspettando? - http://www.lamentemente.com]]></title>
<link>http://lamentemente.wordpress.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando-httpwwwlamentementecom/</link>
<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 09:30:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>alepom</dc:creator>
<guid>http://lamentemente.wordpress.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando-httpwwwlamentementecom/</guid>
<description><![CDATA[http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/ Calen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">http://www.lamentemente.com/2008/12/15/</a><span title="Fare click per modificare questa parte del permalink"><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">2012-cosa-ci-sta-aspettando</a></span><span><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">2012-cosa-ci-sta-aspettando</a></span><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">/</a></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><img title="Calendario Maya" src="http://www.lamentemente.com/immagini_articoli/calendario-maya.jpg" alt="Calendario Maya" width="125" height="125" /><p class="wp-caption-text">Calendario Maya</p></div>
<p>Il <strong>calendario</strong> <strong>Maya</strong> annuncia la fine del mondo per dicembre <strong>2012</strong>.<br />
<span style="font-style:italic;">&#8220;Secondo studi da noi effettuati ed <strong>informazioni </strong>pervenuteci da svariate fonti, il 21 <strong>dicembre</strong> del 2012 la <strong>rotazione</strong> della nostra <strong>Terra</strong> sul proprio asse subirà una fermata che durerà 72 ore per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente <strong>inversione</strong> dei <strong>poli</strong> <strong>magnetici</strong>. Questa fermata darà probabilmente luogo a <strong>eventi</strong> <strong>climatici</strong> e <strong>sismici</strong> anomali di grandi proporzioni e l’<strong>umanità</strong> subirà molte <strong>perdite</strong>.&#8221;</span><br />
Esordiscono così molti siti dedicati al <strong>catastrofismo</strong> incentrato sulla presunta &#8220;fine del calendario Maya&#8221;, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo.</p>
<p style="text-align:left;">Visualizza le risposte di <strong>Swami Veda Bharati,  Avikal Costantino, Stefania Montagna, Marco Massignan, Agnese Sartori </strong>su <a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">http://www.lamentemente.com/2008/12/15/</a><span title="Fare click per modificare questa parte del permalink"><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">2012-cosa-ci-sta-aspettando</a></span><span><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">2012-cosa-ci-sta-aspettando</a></span><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">/</a></p>
<p><strong>Letture consigliate</strong></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="500">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="250">
<tbody>
<tr valign="top">
<td rowspan="3" width="90"><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__serpente_di_luce.php?pn=652" target="_blank"><br />
<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/cop/serpente-di-luce.jpg" border="0" alt="" /><br />
</a></td>
<td rowspan="3" width="4"><!--spacer--></td>
<td class="Autore"><a class="Autore" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_drunvalo_melchizedek.php?pn=652" target="_blank">Drunvalo Melchizedek</a> <a class="TitoloSmall" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__serpente_di_luce.php?pn=652" target="_blank">Il Serpente di Luce</a></p>
<p><span class="Sottotitolo">Oltre il 2012. Il movimento della Kundalini della Terra e il risveglio della Luce Femminile</span></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><a class="Editore" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_macro_edizioni.php?pn=652" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Macro Edizioni</span></a><br />
<em>ISBN: 9788875079376</em> </p>
<div class="Sottotitolo">Prezzo € 16,50</div>
<p><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__serpente_di_luce.php?pn=652" target="_blank">Compralo su Macrolibrarsi</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
<td valign="top">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="250">
<tbody>
<tr valign="top">
<td rowspan="3" width="90"><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_mistero_del_2012.php?pn=652" target="_blank"><br />
<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/cop/mistero-2012.jpg" border="0" alt="" /><br />
</a></td>
<td rowspan="3" width="4"><!--spacer--></td>
<td class="Autore"><a class="Autore" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_autori_vari.php?pn=652" target="_blank">Autori Vari</a> <a class="TitoloSmall" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_mistero_del_2012.php?pn=652" target="_blank">Il Mistero del 2012</a></p>
<p><span class="Sottotitolo">Cataclismi e sconvolgimenti naturali o l&#8217;alba di una nuova umanità?</span></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><a class="Editore" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_punto_dincontro.php?pn=652" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Punto d&#8217;Incontro</span></a><br />
<em>ISBN: 9788880935919</em> </p>
<div class="Sottotitolo">Prezzo € 16,90</div>
<p><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_mistero_del_2012.php?pn=652" target="_blank">Compralo su Macrolibrarsi</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="250">
<tbody>
<tr valign="top">
<td rowspan="3" width="90"><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sopravvivere_al_2012.php?pn=652" target="_blank"><br />
<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/cop/sopravvivere-2012.jpg" border="0" alt="" /><br />
</a></td>
<td rowspan="3" width="4"><!--spacer--></td>
<td class="Autore"><a class="Autore" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_patrick_geryl.php?pn=652" target="_blank">Patrick Geryl</a> <a class="TitoloSmall" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sopravvivere_al_2012.php?pn=652" target="_blank">Sopravvivere al 2012</a></p>
<p><span class="Sottotitolo">La rinascita di una nuova civiltà</span></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><a class="Editore" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_macro_edizioni.php?pn=652" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Macro Edizioni</span></a><br />
<em>ISBN: 9788862290166</em> </p>
<div class="Sottotitolo">
Prezzo € 14,50</div>
<p><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sopravvivere_al_2012.php?pn=652" target="_blank">Compralo su Macrolibrarsi</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
<td valign="top">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="250">
<tbody>
<tr valign="top">
<td rowspan="3" width="90"><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__2012-fine-del-mondo-o-fine-di-un-mondo.php?pn=652" target="_blank"><br />
<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/cop/2012-fine-del-mondo.jpg" border="0" alt="" /><br />
</a></td>
<td rowspan="3" width="4"><!--spacer--></td>
<td class="Autore"><a class="Autore" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_paola_giovetti.php?pn=652" target="_blank">Paola Giovetti</a> <a class="TitoloSmall" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__2012-fine-del-mondo-o-fine-di-un-mondo.php?pn=652" target="_blank">2012 Fine del Mondo o Fine di un Mondo?</a></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><a class="Editore" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_edizioni_mediterranee.php?pn=652" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Mediterranee</span></a><br />
<em>ISBN: 9788827219966</em> </p>
<div class="Sottotitolo">
Prezzo € 14,50</div>
<p><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__2012-fine-del-mondo-o-fine-di-un-mondo.php?pn=652" target="_blank">Compralo su Macrolibrarsi</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un Mondo Che Cambia]]></title>
<link>http://seipernove42.wordpress.com/2008/12/12/un-mondo-che-cambia/</link>
<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 16:05:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>scardax</dc:creator>
<guid>http://seipernove42.wordpress.com/2008/12/12/un-mondo-che-cambia/</guid>
<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo post (L&#8217;Elica della Vita) abbiamo visto, in linea molto generale, come é org]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nell&#8217;ultimo post (<a href="http://seipernove42.wordpress.com/2008/12/08/elica-della-vita/" target="_blank">L&#8217;Elica della Vita</a>) abbiamo visto, in linea molto generale, come é organizzata l&#8217;informazione genetica all&#8217;interno del nostro corpo e quali effetti ha, ma molte domande sono rimaste aperte: come abbiamo ottenuto i nostri geni? E come si collega il DNA alla tanto chiacchierata teoria dell&#8217;<strong>evoluzione</strong>?</p>
<p>In realtà un piccolo accenno lo avevamo già dato: abbiamo detto che ciascuno di noi possiede un corredo genetico formato da 46 cromosomi, metà dei quali provenienti dal padre e metà dalla madre. Qui vale la pena di aprire una rapidissima parentesi: ciascuno dei due corredi di 23 cromosomi basterebbe, da solo, a formare l&#8217;intero individuo. In effetti, due porzioni di DNA che si trovano una su un cromosoma <em>a</em> paterno (ad esempio il quarto) e l&#8217;altra sullo stesso cromosoma <em>a</em> materno hanno gli stessi effetti a livello macroscopico: ad esempio, agiscono sul colore degli occhi o sulla lunghezza delle gambe: é la loro combinazione a dare il carattere fenotipico effettivamente risultante. I due cromosomi a del padre e della madre vengono detti <strong>omologhi</strong>, e le stesse porzioni di DNA di due cromosomi omologhi vengono dette <strong>alleli</strong>.</p>
<p>Detto questo, torniamo al problema della creazione del corredo genetico: se noi prendessimo i 23 cromosomi di una persona, li unissimo semplicemente ai 23 di un&#8217;altra persona e inserissimo il tutto all&#8217;interno del nucleo della prima cellula embrionale, otterremo, in generale, ben poca variabilità: avremmo dei figli molto simili ai genitori o, in alcuni casi, addirittura uguali! Per fortuna, in natura si sono sviluppate diverse tecniche per evitare questo, fra cui il <strong>crossing over</strong> e l&#8217;<strong>inversione</strong>.</p>
<p>Quest&#8217;ultima é la più semplice: durante l&#8217;unione, alcuni cromosomi si spezzano in un punto, uno dei due segmenti si inverte e quindi si riunisce all&#8217;altro segmento. Ad esempio, considerando un gene ATTCGT (A, T, C, G indicano i quattro diversi nucleotidi), puo&#8217; capitare che questo si spezzi dopo la seconda Timina: ATT &#124; CGT, che CGT diventi TGC e che quindi i due segmenti si riuniscano ottenendo ATTTGC.</p>
<p>Il crossing over, invece, é molto più frequente dell&#8217;inversione ma coinvolge due cromomi omologhi: questi si allineano, si spezzano in uno o più punti ed i vari pezzi si ricombinano fra loro. Ad esempio, considerando il gene paterno GTCTATAG e l&#8217;allele corrispondente materno CCCGTATG, puo&#8217; succedere che questi si spezzino dopo la quinta base e il primo segmento paterno si unisca al secondo segmento materno, e viceversa: <span style="color:#ff0000;">GTCTA</span> &#124; <span style="color:#ff0000;">TAG</span> + <span style="color:#339966;">CCCGT</span> &#124; <span style="color:#339966;">ATG</span> &#8211;&#62; <span style="color:#ff0000;">GTCTA</span><span style="color:#339966;">ATG</span> + <span style="color:#339966;">CCCGT</span><span style="color:#ff0000;">TAG</span>.</p>
<p>Questi meccanismi, insieme, aumentano di molto la variabilità di gran parte dei nostri tratti: il colore degli occhi, ad esempio, o l&#8217;altezza media, ma non intaccano quasi per niente i tratti che, all&#8217;interno di una specie, sono fissi: il numero di dita delle mani, il numero di vertebre, la struttura degli occhi&#8230; Non permettono una vera e propria evoluzione! Fra l&#8217;altro, sono meccanismo molto complessi, che non potevano esistere agli albori della Vita, quando solo poche cellule riproduttive nuotavano nel brodo primordiale.</p>
<p>In effetti, gran parte dell&#8217;evoluzione viene da quelle che vengono dette &#8220;<strong>mutazioni</strong>&#8220;: casualmente, alcune porzioni di DNA possono mutare in modo del tutto casuale, stravolgendo parte del corredo genetico. Nonostante molto di queste mutazioni non abbiano quasi effetto a livello macroscopico, alcune possono dar vita a figli con una qualche caratteristica diversa dai genitori: un accenno di dito in più, un&#8217;iride più efficace, una gamba conformata meglio per la corsa (o l&#8217;esatto opposto in negativo: un occhio che ci vede peggio o gambe che corrono di meno).</p>
<p>Tutto questo messo assieme (ed un po&#8217; di fantasia), ci fa capire perché le persone siano tutte cosi diverse fra loro e come, a partire da una popolazione di cellule più o meno uniformi milioni di anni fa si siano sviluppate specie di ogni genere, ma ancora non ci dice nulla sul perché ci debba essere, complessivamente, un&#8217;evoluzione: perché le specie di oggi siano cosi tremendamente più complesse di quelle di diverse centinaia di milioni di anni fa. Per capirlo, proviamo a seguire il destino di un&#8217;animale &#8220;mutante&#8221;: durante la sua formazione, un gene ha improvvisamente mutato, questo si é ripercosso sulla produzione di alcune proteine, e l&#8217;effetto complessivo é che l&#8217;animale si ritrova con delle gambe leggermente più lunghe rispetto al resto della sua specie, e quindi riesce a correre leggermente più veloce.</p>
<p>Le gambe più lunghe faranno si&#8217; che, mediamente, l&#8217;animale mutato riesca a sopravvivere un po&#8217; di più rispetto al resto della specie: quindi, sempre in media, avrà più figli. Ciascun figlio erediterà il 50% dei suoi geni: quindi c&#8217;é una grande probabilità che il gene mutato stesso si diffonda nella nuova generazione. Supponendo, ad esempio, che quattro figli lo acquisiscano, ciascuno di questi quattro avrà le gambe leggermente più lunghe e quindi (nuovamente, e sempre in media) correrà di più, sopravviverà di più, farà più figli e passerà di più i suoi geni. Morale: dopo molte generazioni, il gene mutato si sarà diffuso in quasi tutta la popolazione, e la specie sembrerà &#8220;migliore&#8221; rispetto a prima (no, in effetti sarà migliore). C&#8217;é anche una situazione speculare: se la mutazione fa accorciare le gambe, l&#8217;animale sopravviverà di meno, farà meno figli ed il gene mutato scomparirà in fretta. Questo é il meccanismo della <strong>selezione naturale</strong>.</p>
<p>Quindi, in definitiva: prendete qualche cellula autoreplicante iniziale, con la possibilità di piccole mutazioni fra un genitore ed un figlio. Fate passare MOLTO tempo, e cosa ottenete? Pesci, uccelli, leoni, tigri&#8230; ed i Leghisti. Nessuno é perfetto.</p>
<p>Adesso vi lascio che devo <a href="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2008/12_Dicembre/11/ROM/09.JPG" target="_blank">nuotare</a> fino a casa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Autunno caldo in valigia]]></title>
<link>http://lavaligia.wordpress.com/2008/09/20/autunno-caldo-in-valigia/</link>
<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 22:34:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>lavaligia</dc:creator>
<guid>http://lavaligia.wordpress.com/2008/09/20/autunno-caldo-in-valigia/</guid>
<description><![CDATA[La valigia torna, senza orologi né calendari. Persa nel labirintico intrigo delle sensazioni estive,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La valigia torna, senza orologi né calendari. Persa nel labirintico intrigo delle sensazioni estive, si tuffa in quest&#8217;autunno 2008 di pagine che scottano. Zigzagando in un settembre caldo tra sindacati in lotta e cronaca nera sempre all&#8217;ingrasso, la valigia si apre ai climi, soprattutto mentali, in calda ascesa.. praticamente bollente.</p>
<p>In settembre si strillano sempre una gran quantità di parole d&#8217;ordine. Tra le belle pagine ruvide di una rivista fine stagione mi attende una lista di cose da fare per iniziare bene l&#8217;autunno. Buttare, buttare, buttare.</p>
<p>Sì, parola d&#8217;ordine: alleggerirsi. Buttare i vestiti vecchi, buttare le cose inutili, eliminare le persone negative e i contatti noiosi. Buttare e alleggersi.</p>
<p>Bene, reset per pulire le cervella. Ma per il reset serve la punta di matita. E allora rievoco le scatole di pennarelli lasciate a metà. Giocattoli con il naso scolorito, calzini spaiati, forchette e scatole di cartone piene di fotografie e cartoline fuori moda. Polvere.</p>
<p>Invito a entrare nella polvere. Quella delle vecchie soffitte che da piccoli si sognano inevitabilmente, territorio di matrigne di carta e eroi che volano fuori dalle finestre. Invito a un&#8217;inversione di tendenza: sovrabbondanza.</p>
<p>Perchè no? Dopo tutto si vive in mondo caotico. Ma forse proprio nella polvere delle vecchie soffitte, tra cassetti troppo pieni e oggetti che non usiamo, possiamo .. pensare. Riflettere. Trovare agende troppo vecchie con telefonate da fare in ritardo.</p>
<p>Possiamo trovare tempo. Trovare stagioni, sopratutto mentali. E essere semplici. O, almeno tentare.</p>
<p>Buon autunno!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ci sono ]]></title>
<link>http://grisbi.wordpress.com/2008/09/04/ci-sono/</link>
<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 19:37:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>grisbi</dc:creator>
<guid>http://grisbi.wordpress.com/2008/09/04/ci-sono/</guid>
<description><![CDATA[giornate no. come oggi . Anche se ricevi un pensiero carino da un amico, una email inaspettata e sen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>giornate no. come oggi . Anche se ricevi un pensiero carino da un amico, una email inaspettata e senti un paio di amici cari al telefono. Domani si guida in Italia e sabato in deriva. Vento in poppa!!!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Evoluzioni]]></title>
<link>http://claudiavittoria.wordpress.com/2008/02/14/evoluzioni/</link>
<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 10:33:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Disordinat@Mente</dc:creator>
<guid>http://claudiavittoria.wordpress.com/2008/02/14/evoluzioni/</guid>
<description><![CDATA[Da quanto c’è stata l’inversione dei Ruoli?? Vorrei tanto saperlo, da quando la Donna ci prova e l’U]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Da quanto c’è stata l’inversione dei Ruoli?? Vorrei tanto saperlo, da quando la Donna ci prova e l’U]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[InVersione, una bella sorpresa italiana]]></title>
<link>http://batos.wordpress.com/2007/09/28/inversione-una-bella-sorpresa-italiana/</link>
<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 08:49:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>bato</dc:creator>
<guid>http://batos.wordpress.com/2007/09/28/inversione-una-bella-sorpresa-italiana/</guid>
<description><![CDATA[Finalmente. Dopo tanto che me lo riprometto riesco a scrivere un post su questo gruppo (InVersione) ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Finalmente. Dopo tanto che me lo riprometto riesco a scrivere un post su questo gruppo (<a href="http://www.we7.com/public/artistDetails/InVersione?artistId=1214" title="http://www.we7.com/public/artistDetails/InVersione?artistId=1214" target="_blank">InVersione</a>) che ho scovato fin dalle mie prime frequentazioni in quel di <a href="http://batos.wordpress.com/2007/05/12/we7-free-music-download-ecco-di-cosa-si-tratta/" title="http://batos.wordpress.com/2007/05/12/we7-free-music-download-ecco-di-cosa-si-tratta/">we7</a>. Ricordo di averli incontrati nella sezione <em>Tastemaker</em>, stupendomi tra l&#8217;altro di trovarci così presto una band italiana, e di aver subito avuto un pensiero positivo nei loro confronti votando positivamente le loro canzoni.</p>
<p>Una volta entrati nella sezione download mi sono immediatamente scaricato il loro EP <a href="http://www.we7.com/public/albumDetails/Fumatore-di-Pipa?albumId=620" title="http://www.we7.com/public/albumDetails/Fumatore-di-Pipa?albumId=620" target="_blank">&#8220;Fumatore di Pipa&#8221;</a> e l&#8217;ho ascoltato con molto interesse. Davvero bravi questi ragazzi di Torino che sembrano aver assimilato molto bene la lezione impartita dai primi <em>Marlene Kuntz</em> e così <strong>testi intelligenti e ricercati</strong> ornano una struttura melodica che può essere un continuo crescendo (<em>&#8220;Battimenti&#8221;</em>, &#8220;<em>Il poeta ha colpa</em>&#8220;) come un alternanza di ritmica (&#8220;<em>Paul Cezanne&#8221;</em><sup><strong>1</strong></sup>, <em>&#8220;Per stare a parlare&#8221;</em>) di grande impatto.</p>
<p>Davvero <strong>una serie di brani ben riusciti</strong> e ben equilibrati tra di loro che acquistano presa e potere ad ogni nuovo ascolto e ti avvolgono nel loro vortice sonoro ed emozionale.</p>
<p>Gran bel lavoro <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><sup><strong>1</strong></sup> <em>la mia preferita? Oggi sì, ma domani sarà un altra</em> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
