<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>isole &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/isole/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "isole"</description>
	<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:48:38 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[City Island, l’isola del Bronx]]></title>
<link>http://newyorkpuntocom.com/2009/11/20/city-island-l%e2%80%99isola-del-bronx/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 22:28:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>NewYorkit</dc:creator>
<guid>http://newyorkpuntocom.com/2009/11/20/city-island-l%e2%80%99isola-del-bronx/</guid>
<description><![CDATA[L&#39;imbocco del ponte che collega City Island alla terraferma Da Manhattan prendete la linea 6 del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_149" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a href="http://viaggionewyork.wordpress.com/files/2009/11/cityislandbridge2.jpg"><img class="size-full wp-image-149" title="cityislandbridge" src="http://viaggionewyork.wordpress.com/files/2009/11/cityislandbridge2.jpg" alt="" width="500" height="285" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;imbocco del ponte che collega City Island alla terraferma</p></div>
<p>Da Manhattan prendete la linea 6 della subway in direzione nord. Percorretela tutta fino al capolinea e uscite nella parte più periferica del Bronx. In mezz&#8217;ora a piedi attraversate il Pelhalm Bay Park, un tempo degradato, oggi più pulito e ordinato di Central Park. Ancora un piccolo sforzo e imboccate il corto ponte che vi conduce a City Island, un villaggio di pescatori del New England che anacronisticamente è parte integrante della Grande mela.</p>
<p>Ingiustamente ignorata dai turisti perché troppo fuori mano, troppo sperduta in un Bronx temuto e disprezzato, City Island si allarga nelle acque del Long Island Sound, lo stretto di mare tra il Bronx e  Queens. Lunga poco più di due chilometri e larga 5oo metri o giù di lì, l’isola è costituita da una via principale che la attraversa per tutta la lunghezza e da una serie di stradine senza uscita che, da entrambi i lati, conducono al mare. Nelle acque riparate dello stretto trovano oggi rifugio innumerevoli schiere di barche a vela e motoscafi che dondolano pigramente all’ancora.</p>
<p>Che il posto sia completamente differente dal famigerato Bronx, di cui pure è parte, lo si capisce subito guardando la gente per le strade e soprattutto, nei giardini dei cottage che fronteggiano l’acqua. Cottage all’inglese, con giardino e grandi alberi, ben tenuti che ispirano un senso di pace e benessere.</p>
<p> Anche i negozi sono diversi. All’imbocco dell’isola una bakery offre dolci fatti in casa, scaffali pieni di libri e tavolini su cui è piacevole sedersi a leggere e mangiare. Più oltre negozietti d’antiquariato e anticaglie e  tantissimi ristoranti.</p>
<p>L’isola fu acquistata da un inglese di nome Pell che la comprò dagli indiani Siwanoy nel 1655 e la lasciò ai suoi eredi che ne restarono proprietari per circa cento anni. Gli abitanti erano allora circa 1000, vivevano in case di campagna e si dedicavano all’allevamento. Nel 1761 il nuovo proprietario (tale Palmer), sfruttando la sua posizione strategica per il transito delle navi, avrebbe voluto trasformarla in una città commerciale e in un porto in grado di rivaleggiare con Manhattan. Questo grandioso progetto era però destinato a morire sul nascere, arrestato dallo scoppio della Rivoluzione americana.</p>
<p>L’sola cominciò a svilupparsi veramente solo all’inizio dell’Ottocento grazie alla pesca delle ostriche e a numerosi cantieri per la costruzione di imbarcazioni. Ancora durante la seconda guerra mondiale in questi cantieri si costruirono molte imbarcazioni da sbarco utilizzate in Europa. </p>
<p>I venerdì e sabato sera, la sonnacchiosa atmosfera da villaggio di pescatori che ha fatto di City Island un luogo particolarmente amato dai suoi residenti cede il posto alle folle di chi viene a gustare i prodotti di mare offerti dai numerosi ristoranti a buon mercato specializzati in aragoste e frutti di mare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ogni uomo è un paesaggio in riva all'acqua]]></title>
<link>http://andreapomella.wordpress.com/2009/11/13/ogni-uomo-e-un-paesaggio-in-riva-allacqua/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 08:14:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Pomella</dc:creator>
<guid>http://andreapomella.wordpress.com/2009/11/13/ogni-uomo-e-un-paesaggio-in-riva-allacqua/</guid>
<description><![CDATA[Camminando in mezzo a una folla di persone spesso mi soffermo a pensare come ciascuno di quegli scon]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Camminando in mezzo a una folla di persone spesso mi soffermo a pensare come ciascuno di quegli scon]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Derek Walcott, Isole -poesie scelte 1948 2004, Adelphi]]></title>
<link>http://buoneletture.wordpress.com/2009/11/11/derek-walcott-isole-poesie-scelte-1948-2004-adelphi/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 06:43:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>atlantidelibri</dc:creator>
<guid>http://buoneletture.wordpress.com/2009/11/11/derek-walcott-isole-poesie-scelte-1948-2004-adelphi/</guid>
<description><![CDATA[una magnifica raccolta di poesie del Nobel Derek Walcott. Un autore unico, &#8220;per la capacità di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Verdana,Geneva,Arial,Helvetica,sans-serif;color:#000000;font-size:x-small;">una magnifica raccolta di poesie del Nobel Derek Walcott. Un autore unico, &#8220;per la capacità di creare una grande poesia partendo da dati biografici, collegati alla sua terra nativa, le Indie Occidentali, dove storicamente si è realizzato un incredibile crogiolo di popoli, razze e culture&#8221; (da Wikipedia) E per essere in grado di innestare su tali suggestioni  il fascino della grande lirica occidentale (non per niente, una sua raccolta si chiama Omeros) e la lezione poetica del XX secolo.</p>
<p><strong>DEREK WALCOTT, ISOLE, ADELPHI</strong></p>
<p>Un paio di decenni fa Iosif Brodskij ebbe a scrivere di Walcott: «Per quasi quarant&#8217;anni, senza sosta, i suoi versi pulsanti e inesorabili sono arrivati nella lingua inglese come onde di marea, coagulandosi in un arcipelago di poesie senza il quale la mappa della letteratura moderna assomiglierebbe, di fatto, a una carta da parati». Un arcipelago al quale, da allora, non hanno mai smesso di aggiungersi nuove isole, ma le cui coordinate sono rimaste immutate: dalle promesse giovanili di In una notte verde &#8211; imparare «a soffrire in giambici accurati», «lodare finché amore duri, i vivi e i morti bruni» &#8211; alle riflessioni sull&#8217;arte e sulla vecchiaia del Prodigo. Una dedizione totale alla poesia e una preoccupazione per la condizione umana nate dalla volontà di rimanere fedele a un&#8217;epifania precoce &#8211; magistralmente narrata nel poema autobiografico Un&#8217;altra vita &#8211; che, alla maniera di Dante, ha segnato e continua a segnare il corso di un&#8217;intera esistenza. Ripercorrere l&#8217;avventura letteraria di Walcott significa assistere al dispiegarsi di un dono poetico capace, come forse nessun altro ai nostri giorni, di coniugare il lampo lirico dell&#8217;istante «in cui ogni sfaccettatura» è «còlta in un cristallo di ambiguità» con il gesto aperto e impersonale dell&#8217;epica. Il risultato, sulla pagina, è un&#8217;opera di straordinaria versatilità formale, magnificenza linguistica e precisione metaforica, costantemente illuminata da una compassione ampia, come nei grandi poeti di ogni tempo.</p>
<p><strong>Mappa del nuovo mondo di Derek Walcott</strong><br />
Tempo verrà<br />
in cui, con esultanza,<br />
saluterai te stesso arrivato<br />
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,<br />
e ognuno sorriderà al benvenuto dell&#8217;altro,</p>
<p>e dirà: Siedi qui. Mangia.<br />
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.<br />
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore<br />
a se stesso, allo straniero che ti ha amato</p>
<p>per tutta la vita, che hai ignorato<br />
per un altro e che ti sa a memoria.<br />
Dallo scaffale tira giù le lettere d&#8217;amore,</p>
<p>le fotografie, le note disperate,<br />
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.<br />
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.</p>
<p><strong>Arcipelaghi</strong><br />
Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia.<br />
All&#8217;orlo della pioggia una vela.</p>
<p>Lenta la vela perderà di vista le isole;<br />
in una foschia se ne andrà la fede nei porti<br />
di un&#8217;intera razza.</p>
<p>La guerra dei dieci anni è finita.<br />
La chioma di Elena, una nuvola grigia.<br />
Troia, un bianco accumulo di cenere<br />
vicino al gocciolar del mare.</p>
<p>Il gocciolio si tende come le corde di un&#8217;arpa.<br />
Un uomo con occhi annuvolari raccoglie la pioggia</p>
<p>e pizzica il primo verso dell&#8217;Odissea. </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Isole ECHINADI]]></title>
<link>http://ekokayak.wordpress.com/2009/11/03/isole-echinadi/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 02:33:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>eko</dc:creator>
<guid>http://ekokayak.wordpress.com/2009/11/03/isole-echinadi/</guid>
<description><![CDATA[Dal golfo di Astakos all&#8217;arcipelago delle E C H I N A D I Isole &#8220;Ricci di mare&#8221; Ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><span style="color:#0000ff;"> </span></h3>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;">Dal golfo di Astakos all&#8217;arcipelago delle </span></h2>
<h1 style="text-align:center;"><em><strong><span style="color:#0000ff;">E C H I N A D I</span></strong></em></h1>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;"><em>Isole &#8220;Ricci di mare&#8221;</em></span><strong><span style="color:#0000ff;"><br />
</span></strong></h2>
<h3 style="text-align:right;"><span style="color:#0000ff;"><img class="size-large wp-image-3574 aligncenter" title="A - Arcipelago di Echinades (15)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-15.jpg?w=750" alt="A - Arcipelago di Echinades (15)" width="600" height="398" />Mare Ionio &#8211; Grecia</span></h3>
<h6 style="text-align:right;"><span style="color:#3366ff;"><strong><em>agosto 2009</em></strong></span></h6>
<address>Premessa:</address>
<address>Dieci anni fa, mentre dall&#8217;isola di Itaca contemplavo il mare che ad est la separa dalla regione greca dell&#8217;Acarnania, la mia attenzione fu attratta da numerose terre, apparentemente sperdute nello Ionio greco. </address>
<address>Terre che sembravano isolate e sospese sull&#8217;acqua. </address>
<address>Identificai con certezza l&#8217;isola di Atokos, a circa 9 chilometri da Itaca, mentre altre, più lontane, si confondevano nella foschia, tra il continente, il mare ed il cielo.<br />
</address>
<address>Il desiderio di conoscenza mi spinse a consultare le mappe, così verificai che quanto osservato in lontananza, erano isole disabitate, senza strade nè paesi. </address>
<address>Erano molte isole, più di quante ne immaginassi.<br />
</address>
<address>Fu così che nacque in me il desiderio di conoscerle da vicino, tanto più che dopo aver vagabondato numerose volte nell&#8217;arcipelago del mare Ionio Greco (Corfù, Paxi, Lefkada, Cefalonia, Itaca, ecc.), di queste isole mai avevo avuto notizie e mai avevo sentito parlarne, sembravano inesistenti.<br />
</address>
<pre style="text-align:center;">Invece sono una ventina di isole, isolotti e qualche scoglio, e formano<span style="color:#3366ff;"><em><strong>
<span style="color:#0000ff;">l'arcipelago delle </span></strong></em></span><span style="color:#0000ff;"><em><strong><span style="color:#0000ff;">isole Echinadi</span><span style="color:#000000;">.</span></strong></em></span></pre>
<p style="margin-bottom:0;">
<div id="attachment_3493" class="wp-caption alignleft" style="width: 203px"><img class="size-thumbnail wp-image-3493" title="A - Traghetto Superfast Ancona-Patrasso(5)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/10/a-traghetto-superfast-ancona-patrasso51.jpg?w=183" alt="Sul traghetto da Ancona a Patrasso - i kayak sul tetto del camper" width="193" height="264" /><p class="wp-caption-text">sul traghetto da Ancona a Patrasso - i kayak sul tetto del camper</p></div>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></span></p>
<p>Il nostro viaggio inizia ad Ancona dove ci imbarchiamo su una nave della compagnia Superfast che in 21 ore di navigazione ci conduce a Patrasso, importante porto sulla costa nord del Peloponneso.<br />
Una nave splendida e pulita, e un viaggio comodo  sul ponte aperto, ove abbiamo soggiornato a bordo del nostro camper. Le lunghe ore del viaggio sono state allietate  dalla visione di alcuni film portati da casa, grazie al nostro PC portatile.</p>
<div id="attachment_3496" class="wp-caption alignright" style="width: 298px"><img class="size-thumbnail wp-image-3496" title="p1060569 la fortezza di Rio e il ponte" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/10/p1060569-la-fortezza-di-rio-e-il-ponte.jpg?w=250" alt="p1060569 la fortezza di Rio e il ponte" width="288" height="191" /><p class="wp-caption-text"> la fortezza di Rio e i pilastri del ponte</p></div>
<p>Sbarcati a Patrasso, percorriamo una decina di chilometri in direzione di Atene e ci fermiamo a <strong>Rio</strong> dove la fortezza merita una visita (orario di apertura dalle 8,30 alle 15).</p>
<p>E&#8217; forte il contrasto fra la fortezza antica ed il faraonico ponte stradale costruito in occasione delle olimpiadi del 2004.</p>
<div id="attachment_3550" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-thumbnail wp-image-3550" title="B - Ponte tra Rio e Antimor (9)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/b-ponte-tra-rio-e-antimor-9.jpg?w=250" alt="B - Ponte tra Rio e Antimor (9)" width="250" height="187" /><p class="wp-caption-text">il ponte tra Rio e Andirio</p></div>
<p>Il ponte, slanciato simbolo della modernità greca, congiunge il Peloponneso con la Grecia Centrale. In passato lo avevamo percorso altre volte in camper, ma per poter ammirare meglio l&#8217;architettura, decidiamo di contemplarlo dal mare e perciò ci imbarchiamo su uno dei numerosi traghetti che ogni dieci minuti, ancora come un tempo, congiungono le due sponde, qui dove termina il golfo di Patrasso e si apre quello di Corinto. Il breve viaggio in traghetto è molto panoramico e più economico del ticket per il diritto di transito sul ponte.</p>
<div id="attachment_3538" class="wp-caption alignright" style="width: 259px"><img class="size-thumbnail wp-image-3538" title="p1060582il ponte visto dal forte di Rio" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/p1060582il-ponte-visto-dal-forte-di-rio.jpg?w=249" alt="p1060582il ponte visto dal forte di Rio" width="249" height="182" /><p class="wp-caption-text">il ponte visto dal forte di Rio</p></div>
<div id="attachment_3502" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-thumbnail wp-image-3502" title="B - La fortezza di Antirio e il ponte (3)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/10/b-la-fortezza-di-antirio-e-il-ponte-3.jpg?w=250" alt="B - La fortezza di Antirio e il ponte (3)" width="250" height="135" /><p class="wp-caption-text">la fortezza di Andirio e il ponte</p></div>
<p>Sbarchiamo ad Andirio, nei pressi della fortezza turca.</p>
<p>In camper raggiungiamo la città di Messòlongi e oltrepassiamo il fiume Acheloos; la costa qui è bassa e paludosa e noi, che preferiamo un mare dal paesaggio più vario e movimentato, proseguiamo il viaggio sino al <strong><span style="color:#000080;">golfo di Astakos<span style="color:#000000;">.</span></span></strong></p>
<p><span style="color:#000080;"><span style="color:#000000;">Astakos è un villaggio situato in fondo all&#8217;omonimo golfo. Dal porto di Patrasso, fin qui, abbiamo percorso in camper un centinaio di chilometri su strade in buono stato e poco trafficate.</span></span></p>
<p><span style="color:#000080;"><span style="color:#000000;">Dalla strada costiera che prosegue dopo Astakos, alta sulla scogliera del versante occidentale del golfo, scorgiamo alcune calette adatte al campeggio libero ed altre con insediamenti nei pressi di grandi vasche marine adibite all&#8217;allevamento del pesce.</span></span></p>
<p><span style="color:#000080;"><span style="color:#000000;"> </span></span></p>
<div id="attachment_3520" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><img class="size-thumbnail wp-image-3520" title="A - Da Marathias verso astakos - ritorno (9)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-da-marathias-verso-astakos-ritorno-9.jpg?w=250" alt="A - Da Marathias verso astakos - ritorno (9)" width="250" height="108" /><p class="wp-caption-text">nel golfo di Astakos</p></div>
<p><span style="color:#000080;"><span style="color:#000000;"> </span></span></p>
<div id="attachment_3517" class="wp-caption alignleft" style="width: 313px"><img class="size-thumbnail wp-image-3517" title="A - Spiaggia di marathias" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-spiaggia-di-marathias.jpg?w=250" alt="A - Spiaggia di marathias" width="303" height="223" /><p class="wp-caption-text">campeggio libero sulla spiaggia di Marathias</p></div>
<p>Poco prima del promontorio che delimita il golfo prendiamo la deviazione che porta alla <span style="color:#0000ff;"><strong>spiaggia di Marathias</strong><span style="color:#000000;">, eccellente</span><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></span>base per varare i nostri kayak alla scoperta delle isole Echinadi. La baia è raggiungibile percorrendo una ripida ed ampia strada asfaltata. Tra la vegetazione e vicino alla spiaggia, alcuni greci, con un invadente senso di proprietà, hanno recintato alla bellemeglio la &#8220;loro&#8221; piazzuola sulla quale hanno sistemato le tende e le roulottes. Nonostante l&#8217;aspetto stanziale e un poco triste dell&#8217;accampamento, ci fermiamo  qui per tre giorni.</p>
<div id="attachment_3545" class="wp-caption alignright" style="width: 130px"><img class="size-thumbnail wp-image-3545" title="E - Pigs on Marathias" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/e-pigs-on-marathias.jpg?w=250" alt="E - Pigs on Marathias" width="120" height="114" /><p class="wp-caption-text"> i maialini scendono spesso a pascolare alla spiaggia di Marathias</p></div>
<div id="attachment_3523" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-thumbnail wp-image-3523" title="BZ - Da Marathias (7)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/bz-da-marathias-7.jpg?w=250" alt="BZ - Da Marathias (7)" width="250" height="184" /><p class="wp-caption-text">piccole spiagge nel golfo di Astakos</p></div>
<div id="attachment_3524" class="wp-caption alignright" style="width: 318px"><img class="size-thumbnail wp-image-3524" title="C - Da Marathias verso Astakos (1)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/c-da-marathias-verso-astakos-1.jpg?w=250" alt="C - Da Marathias verso Astakos (1)" width="308" height="230" /><p class="wp-caption-text">spiaggia nel golfo di Astakos e acque cristalline</p></div>
<p>La spiaggia di Marathias si trova in fondo ad una insenatura riparata dai venti estivi dominanti, mantendo così il mare calmo fino al promontorio.</p>
<p>Usciti dal golfo, in mare aperto, il vento si fa sentire specialmente nelle ore pomeridiane.</p>
<p>Dopo aver esplorato in kayak la bella costa del golfo di Astakos, in fondo alla quale è collocata la cittadina da cui partono i traghetti per le Isole di Itaca e di Cefalonia, e aver costeggiato un tratto a nord in direzione di Mitikas, ci siamo diretti verso le <span style="color:#0000ff;"><em><strong>isole Echinad<span style="color:#0000ff;">i</span></strong></em></span><span style="color:#0000ff;">-Drakoneres</span>.</p>
<div id="attachment_3528" class="wp-caption alignnone" style="width: 640px"><img class="size-full wp-image-3528" title="Mappa Arcipelago Isole Echinadi" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/mappa-arcipelago-isole-echinadi.jpg" alt="Mappa Arcipelago Isole Echinadi" width="630" height="909" /><p class="wp-caption-text">mappa dell&#39;Arcipelago delle isole Echinadi </p></div>
<div id="attachment_3560" class="wp-caption alignleft" style="width: 332px"><img class="size-medium wp-image-3560" title="A - Arcipelago di Echinades (2)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-2.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (2)" width="322" height="233" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<div id="attachment_3561" class="wp-caption alignright" style="width: 322px"><img class="size-medium wp-image-3561" title="A - Arcipelago di Echinades (3)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-3.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (3)" width="312" height="234" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<p>L&#8217;arcipelago delle Echinadi si estende dal largo della piana alluvionale del fiume Acheloos e si allunga in un susseguirsi di una ventina di isole per circa venticinque chilometri verso nord, sino all&#8217;imboccatura del golfo di Astakos.</p>
<p style="text-align:center;">
<div id="attachment_3570" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img class="size-large wp-image-3570" title="A - Arcipelago di Echinades (14)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-14.jpg?w=750" alt="A - Arcipelago di Echinades (14)" width="600" height="218" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<p>Considerate sacre nell&#8217;antichità, le Echinadi facevano parte del Regno di Ulisse e le troviamo citate da Omero nell&#8217;Iliade.</p>
<div id="attachment_3583" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-3583" title="A - Arcipelago di Echinades (39p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-39p.jpg?w=375" alt="A - Arcipelago di Echinades (39p)" width="225" height="299" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<p style="text-align:center;">
<div id="attachment_3578" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-3578" title="A - Arcipelago di Echinades (21)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-21.jpg?w=375" alt="A - Arcipelago di Echinades (21)" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<div id="attachment_3582" class="wp-caption aligncenter" style="width: 242px"><img class="size-medium wp-image-3582" title="A - Arcipelago di Echinades (37 p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-37-p.jpg?w=386" alt="A - Arcipelago di Echinades (37 p)" width="232" height="300" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<p>Nei tempi antichi le isole erano più numerose, ma i continui depositi alluvionali del fiume Acheloos hanno collegato alcune di esse al continente, questo processo è oggi evidente per l&#8217;isola di Petales, ormai quasi congiunta all&#8217;Acarnania.</p>
<p style="text-align:center;">
<div id="attachment_3587" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-3587" title="A - Arcipelago di Echinades (35p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-35p1.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (35p)" width="350" height="119" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<div id="attachment_3585" class="wp-caption alignleft" style="width: 307px"><img class="size-medium wp-image-3585" title="A - Arcipelago di Echinades (38p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-38p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (38p)" width="297" height="213" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<div id="attachment_3590" class="wp-caption alignright" style="width: 330px"><img class="size-medium wp-image-3590" title="A - Arcipelago di Echinades (34p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-34p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (34p)" width="320" height="216" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<p>Sono comunque ancora molte le isole e gli isolotti distanti dalla terraferma da 1 a 8 chilomerti.</p>
<div id="attachment_3600" class="wp-caption alignleft" style="width: 312px"><img class="size-medium wp-image-3600" title="A - Arcipelago di Echinades (19p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-19p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (19p)" width="302" height="228" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<div id="attachment_3601" class="wp-caption alignright" style="width: 325px"><img class="size-medium wp-image-3601" title="A - Arcipelago di Echinades (18p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-18p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (18p)" width="315" height="229" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<p>L&#8217;arcipelago è pressochè disabitato e deserto, nel Mediterraneo è una situazione non comune.</p>
<div id="attachment_3611" class="wp-caption alignleft" style="width: 234px"><img class="size-medium wp-image-3611" title="A - Arcipelago di Echinades (28p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-28p.jpg?w=374" alt="A - Arcipelago di Echinades (28p)" width="224" height="300" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<div id="attachment_3613" class="wp-caption alignright" style="width: 420px"><img class="size-medium wp-image-3613" title="A - Arcipelago di Echinades (29p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-29p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (29p)" width="410" height="302" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<p>Il nome Echinadi, deriva da echino: il riccio di mare in lingua greca. Infatti queste sono isole dai contorni rocciosi, taglienti e pungenti, che feriscono facilmente, come gli aculei dei ricci di mare, è perciò necessario affrontarle coi dovuti modi.</p>
<div id="attachment_3615" class="wp-caption alignleft" style="width: 304px"><img class="size-medium wp-image-3615" title="A - Arcipelago di Echinades (26p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-26p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (26p)" width="294" height="219" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<div id="attachment_3616" class="wp-caption alignleft" style="width: 351px"><img class="size-medium wp-image-3616" title="A - Arcipelago di Echinades (13p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-13p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (13p)" width="341" height="221" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres (la baia delle capre)</p></div>
<p>I luoghi in cui è possibile sbarcare col kayak sono pochissimi e spesso problematici.</p>
<div id="attachment_3631" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3631" title="A - Arcipelago di Echinades (8p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-8p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (8p)" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres (relitti)</p></div>
<div id="attachment_3632" class="wp-caption alignleft" style="width: 334px"><img class="size-medium wp-image-3632" title="A - Arcipelago di Echinades (11p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-11p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (11p)" width="324" height="225" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres (capre e baracca)</p></div>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></span></p>
<div id="attachment_3637" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-3637" title="A - Arcipelago di Echinades (6p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-6p.jpg?w=375" alt="A - Arcipelago di Echinades (6p)" width="225" height="299" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<div id="attachment_3639" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3639" title="A - Arcipelago di Echinades (23)p" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-23p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (23)p" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<p>L&#8217;arcipelago delle isole Echinodi è suddiviso in tre sottogruppi.<br />
A sud, al largo della piana alluvionale dell&#8217;Acheloos, c&#8217;è il gruppo delle isole Ouniades: l&#8217;isola di Oxia è la più alta e raggiunge i 421 metri s.l.m., le altre sono: Kouneli, Makri e Vromonas.<br />
A nord dell&#8217;arcipelago il gruppo più numeroso forma le <span style="color:#3366ff;"><strong>Drakoneres</strong></span>, che prende il nome dall&#8217;isola Drakonera, la più vasta e che raggiunge l&#8217;altezza di 137 metri s.l.m.; le altre isole sono: Kalogiros, Karlonisi, Provati, Pondiko, Tsakalonisi, Pistros, Filippos, Lambrinos, Sofia e Praso.</p>
<div id="attachment_3642" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img class="size-medium wp-image-3642" title="A - Arcipelago di Echinades (25p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-25p1.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (25p)" width="240" height="121" /><p class="wp-caption-text">alcune sperdute Isole Echinadi</p></div>
<div id="attachment_3644" class="wp-caption alignright" style="width: 324px"><img class="size-medium wp-image-3644" title="A - Arcipelago di Echinades (24p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-24p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (24p)" width="314" height="183" /><p class="wp-caption-text">L&#39;isola di Atokos di fronte a Itaca, vista dalle Drakoneres - più lontano, a destra, l&#39;isola di Arkoudi e i monti di Lefkada.</p></div>
<p>Tra i due gruppi si trova il gruppetto delle piccole isole di Modia: Gravaris, Soros, Apada e Modi, l&#8217;isola più grande di esse e che da il nome al gruppo.</p>
<div id="attachment_3647" class="wp-caption alignleft" style="width: 331px"><img class="size-medium wp-image-3647" title="A - Arcipelago di Echinades (40)p" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-40p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (40)p" width="321" height="240" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres</p></div>
<div id="attachment_3654" class="wp-caption alignright" style="width: 340px"><img class="size-medium wp-image-3654" title="A - Arcipelago di Echinades (4p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-4p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (4p)" width="330" height="230" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres (insediamento per l&#39;allevamento del pesce)</p></div>
<p>Tutte le isole dell&#8217;arcipelago fanno parte delle prefetture di Itaca o di Cefalonia.<br />
Molte isole sono private e alcune sembra siano attualmente in vendita con grossi rischi futuri per il patrimonio naturale dell&#8217;intero arcipelago.</p>
<p>Su alcune isole si scorgono caprette e piccole baracche apparentemente disabitate, forse servono come base per i pastori di capre che sporadicamente raggiungono l&#8217;arcipelago.</p>
<p>Dalla spiaggia di Marathias si raggiunge facilmente l&#8217;isola di Kalogiros, distante solo 1,5 km., la prima isola del gruppo delle Drakoneres.</p>
<p>E&#8217; bello pagaiare liberamente tra queste isole ancora selvagge e assolutamente silenziose nonostante l&#8217;alta stagione estiva. Di isola in isola si percorre a piacere tutto l&#8217;arcipelago, allungandosi verso sud e ritornando percorrendo altre &#8220;strade&#8221; tra altre isole.</p>
<div id="attachment_3672" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-3672" title="A - Arcipelago di Echinades (30p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-30p1.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (30p)" width="350" height="230" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres (allevamento del pesce)</p></div>
<div id="attachment_3675" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-medium wp-image-3675" title="A - Arcipelago di Echinades (31)p" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-31p1.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (31)p" width="500" height="210" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres (allevamento del pesce)</p></div>
<p>Colpiscono la nostra curiosità, alcuni enormi allevemanti di pesci tenuti da extracumunitari di origine asiatica e africana, spesso vestiti coi loro costumi e che vivono in fatiscenti baracche galleggianti,</p>
<div id="attachment_3677" class="wp-caption aligncenter" style="width: 509px"><img class="size-medium wp-image-3677" title="A - Arcipelago di Echinades (32p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-32p.jpg?w=499" alt="A - Arcipelago di Echinades (32p)" width="499" height="125" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres (vasche per l&#39;allevamento del pesce)</p></div>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<div id="attachment_3681" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-medium wp-image-3681" title="A - Arcipelago di Echinades (42p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-42p.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (42p)" width="500" height="374" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres, isole disabitate con acqua cristallina e spiagge di plastica</p></div>
<div id="attachment_3682" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-medium wp-image-3682" title="A - Arcipelago di Echinades (44p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-44p.jpg?w=500" alt="Arcipelago di Echinades" width="500" height="371" /><p class="wp-caption-text">Isole Echinadi - Drakoneres , una delle poche possibilità di sbarco</p></div>
<p style="text-align:left;">A sud/est dell&#8217;isola di Draconera c&#8217;è una baia rocciosa molto bella. Le altre cale, sopratutto quelle più esposte a nord, sono  invase da rifiuti plastificati portati dal mare, ma evidentemente &#8220;frutto&#8221; dell&#8217;inciviltà umana che li ha abbandonati a miglia di distanza da questo arcipelago, altrimenti incontaminato.</p>
<div id="attachment_3697" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-medium wp-image-3697" title="A - Arcipelago di Echinades (47p)" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-arcipelago-di-echinades-47p7.jpg?w=500" alt="A - Arcipelago di Echinades (47p)" width="500" height="299" /><p class="wp-caption-text">Il promontorio del Golfo di Astakos e a destra, in lontananza, la baia di Marathias, dalla quale siamo partiti, in kayak da mare,per l&#39;esplorazione dell&#39;arcipelago.</p></div>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-3698" title="A - Promontorio del Golfo di Astakos- ritorno (7)p" src="http://ekokayak.wordpress.com/files/2009/11/a-promontorio-del-golfo-di-astakos-ritorno-7p1.jpg?w=484" alt="A - Promontorio del Golfo di Astakos- ritorno (7)p" width="339" height="350" /></dt>
</dl>
</div>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<address></address>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Milano: Isole pedonali, progetti per 9 zone]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/27/milano-isole-pedonali-progetti-per-9-zone/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 11:06:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/27/milano-isole-pedonali-progetti-per-9-zone/</guid>
<description><![CDATA[Le università. E poi i quartie­ri dello shopping e quelli «a vo­cazione monumentale o cultu­rale». I]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Le università. E poi i quartie­ri dello shopping e quelli «a vo­cazione monumentale o cultu­rale». Il piano per pedonalizza­re Milano è pronto. L’assessore alla Mobilità, Edoardo Croci, ha una mappa dettagliata e preci­sa. Con obiettivo a doppia cifra: aumentare del 30 per cento le zone chiuse al traffico nei pros­simi anni. Le zone scelte sono nove. A loro volta divise in tre macro-ambiti.</p>
<p>Le università, in­tanto. Il campus Bocconi è già un progetto avviato. L’area in­torno a via Sraffa sarà isola pe­donale. Progetto del tutto analo­go in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico. Poi ci so­no i quartieri della cultura, spie­ga Croci. A Brera il via all’isola è questione di settimane.</p>
<p>Ma anche nella zona da­vanti alla biblioteca Am­brosiana c’è un antico progetto che presto uscirà dai cassetti. E poi la zona «ro­mana», via Brisa e via Gorani, con i resti della Milano imperiale che de­vono diventare percorso protetto a uso e consumo di turisti e milane­si appassionati. Terzo «ambito». Croci le chiama «zo­ne a forte domanda pe­donale».</p>
<p>Shopping, loca­li, movida. Dai Navigli (sulla pedonalizzazione c’è già il sì dei commercianti, ma il no dei residenti) a via Sarpi (i lavori partiranno con l’anno nuovo), fino al Quadrilatero, dove il dibattito è aperto da an­ni. «Si comincerà con via Borgo­spesso e con via Spiga — spie­ga Croci —, ma a noi piacereb­be estendere in futuro il divieto anche alla stessa Montenapo».</p>
<p>A Firenze si chiude alle auto piazza del Duomo, a New York Times Square. Milano seguirà l’onda, assicura Croci. Lo dico­no le statistiche: le isole pedo­nali fanno bene. Alla salute, alla qualità della vita e anche agli af­fari. Le isole salveranno la me­tropoli più motorizzata d’Italia. Dove oggi «solo» 362 mila me­tri quadrati sono chiusi al traffi­co privato. Aumenteranno del 30 per cento nel giro di un paio d’anni, assicura Croci. M</p>
<p>Milano è al 36˚ posto (su 103) nella spe­ciale classifica dei capoluoghi italiani liberati dalle auto. Isole pedonali, ma anche «aree residenziali». «Quartieri — spiega Croci — dove il traffi­co sarà fortemente ridotto, con dissuasori, limiti di velocità, sensi unici alternati». Anche qui, il piano si traduce in cifre: 260 mila metri quadrati. In Consiglio si gioca di spon­da.</p>
<p>Ieri è stata depositata una mozione a triplice firma: Lista Moratti (Paolo Gradnik), Verdi (Enrico Fedrighini) e Lista Fer­rante (Carlo Montalbetti). Si chiede, intanto, di raddoppiare la superficie liberata dalle auto (entro il 2015). E poi di avviare la pedonalizzazione flessibile: chiusura al traffico di notte (in Montenapoleone) o durante i giorni festivi (Baires).</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ancora il bosco dietro casa]]></title>
<link>http://ferrugnonudo.wordpress.com/2009/10/03/ancora-il-bosco-dietro-casa/</link>
<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 14:30:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferrugnonudo</dc:creator>
<guid>http://ferrugnonudo.wordpress.com/2009/10/03/ancora-il-bosco-dietro-casa/</guid>
<description><![CDATA[Il bosco dietro casa è decisamente una fortuna, lo riconosco. Il bosco dietro casa è come la zimmerf]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il bosco dietro casa è decisamente una fortuna, lo riconosco. Il bosco dietro casa è come la zimmerf]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Allarme tsunami alle isole Samoa]]></title>
<link>http://jeanzilla.wordpress.com/2009/09/29/allarme-tsunami-alle-isole-samoa/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 23:07:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gianluca De Bianchi</dc:creator>
<guid>http://jeanzilla.wordpress.com/2009/09/29/allarme-tsunami-alle-isole-samoa/</guid>
<description><![CDATA[Un potente sisma è stato registrato nelle isole pacifiche delle Samoa americane. Il terremoto, di ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un potente sisma è stato registrato <span id="U303826851439B4H" style="font-weight:bold;">nelle isole pacifiche delle Samoa americane</span>. Il terremoto, di <span id="U3038268514395mC" style="font-weight:bold;">magnitudo 8,3</span>, ha fatto scattare <span id="U303826851439RoD" style="font-weight:bold;">l&#8217;allarme tsunami da parte del centro delle Hawaii</span> per la zona delle isole americane nel Pacifico. Secondo fonti statunitensi, le onde generate dal sisma, che raggiungono anche i tre metri di altezza come confermato da Chip McCreery, direttore del Pacific Tsunami Warning Center ad Ewa Beach nelle Hawaii, <span id="U303826851439G6H" style="font-weight:bold;">avrebbe provocato alcuni morti</span> nelle isole colpite. Inoltre, sarebbero stati distrutti interi villaggi.</p>
<p>L&#8217;allarme tsunami interessa anche <span id="U303826851439Fa" style="font-weight:bold;">la Nuova Zelanda, le isole di Tonga, di Fiji ed altre nazioni del Pacifico</span>. L&#8217;epicentro del terremoto è stato registrato a circa 190 chilometri a sud ovest dalle coste delle isole Somoa a <span id="U303826851439rJI" style="font-weight:bold;">una profondita&#8217; di 33 chilometri</span>.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">Fonte: <a href="http://www.adnkronos.com/" target="_blank">www.adnkronos.com</a></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[il porto, la benzina, è tempo di città]]></title>
<link>http://micheledaflickr.wordpress.com/2009/09/13/il-porto-la-benzina-e-tempo-di-citta/</link>
<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 05:23:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>michele</dc:creator>
<guid>http://micheledaflickr.wordpress.com/2009/09/13/il-porto-la-benzina-e-tempo-di-citta/</guid>
<description><![CDATA[&quot;Io non tremo, è solo un po&#8217; di me che se ne va&quot; ° Large. Una volta avevo un amore c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.flickr.com/photos/35841942@N02/3910574918/" title="il porto di michele*palermitano [ma non troppo], su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2543/3910574918_75d107aa8c.jpg" width="500" height="375" alt="il porto" /></a></p>
<p>&#34;Io non tremo, è solo un po&#8217; di me che se ne va&#34; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=e8EipmV3TBE" rel="nofollow">°</a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/35841942@N02/3910574918/sizes/o/">Large</a>.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/35841942@N02/3911217149/" title="la benzina di michele*palermitano [ma non troppo], su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2584/3911217149_29939ff4d1.jpg" width="377" height="500" alt="la benzina" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/35841942@N02/3911226353/" title="il tiro di michele*palermitano [ma non troppo], su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2484/3911226353_12c775a8b2.jpg" width="375" height="500" alt="il tiro" /></a></p>
<p>Una volta avevo un amore ch&#8217;era come benzina.<br />
Ma per troppa diffidenza quell&#8217;amore finì. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=jUlqKJ2jl20#t=0m18s" rel="nofollow">°</a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/35841942@N02/3912419237/" title="è tempo di città di michele*palermitano [ma non troppo], su Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3503/3912419237_327841e38a.jpg" width="375" height="500" alt="è tempo di città" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/35841942@N02/3912421357/" title="il solito rituale di michele*palermitano [ma non troppo], su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2436/3912421357_2c21f28024.jpg" width="375" height="500" alt="il solito rituale" /></a></p>
<p>L&#8217;estate sta finendo,  un altro anno se ne va. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=7Z-bmmuAY-w#t=1m6s" rel="nofollow">°</a></p>
<p>*******************************************<br />
<i>E&#8217; la prima volta che esco da solo per fare fotografia. Piccoli principianti si divertono. <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
E accettano consigli&#8230;</i></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Immobili: ANCE stima 105 mld nel 2009 per settore non residenziale]]></title>
<link>http://1001casablog.com/2009/09/09/immobili-ance-stima-105-mld-nel-2009-per-settore-non-residenziale/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 12:28:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>andrea</dc:creator>
<guid>http://1001casablog.com/2009/09/09/immobili-ance-stima-105-mld-nel-2009-per-settore-non-residenziale/</guid>
<description><![CDATA[(ASCA) - Roma, 9 set &#8211; Il mercato immobiliare non residenziale in Italia, nel 2009, ricevera]]></description>
<content:encoded><![CDATA[(ASCA) - Roma, 9 set &#8211; Il mercato immobiliare non residenziale in Italia, nel 2009, ricevera]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ALBUM FOTOGRAFICO]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/09/04/album-fotografico/</link>
<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 14:02:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://ildelfino.wordpress.com/2009/09/04/album-fotografico/</guid>
<description><![CDATA[Le foto della vostra estate al Lido &#8220;Il Delfino&#8221; .. Pagina in costruzione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-177" title="album fotografico" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/09/album-fotografico.jpg" alt="album fotografico" width="316" height="300" /></p>
<h3 style="text-align:center;"><strong>Le foto della vostra estate al Lido &#8220;Il Delfino&#8221;</strong></h3>
<p><img src="http://campomarinofc.wordpress.com/files/2008/07/linea-sottile-nera.jpg?w=300" alt="" width="680" height="14" /></p>
<p>..</p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-173 aligncenter" title="pagina in costruzione" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/09/pagina-in-costruzione.png" alt="pagina in costruzione" width="304" height="273" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Pagina in costruzione</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Turismo a Termoli]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/31/turismo-a-termoli/</link>
<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 11:40:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/31/turismo-a-termoli/</guid>
<description><![CDATA[.. Il turismo cittadino è principalmente di tipo balneare e culturale. Le maggiori attrazioni cultur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-128" title="termoli borgo antico" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/termoli-borgo-antico.jpg" alt="termoli borgo antico" width="458" height="312" /></p>
<p><span style="color:#ffffff;">..</span></p>
<p><strong>Il turismo cittadino è principalmente di tipo balneare e culturale.</strong></p>
<p><strong>Le maggiori attrazioni culturali e turistiche della città sono:</strong></p>
<ul>
<li><strong>il Borgo Antico</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>il castello Svevo (Federico II) situato all&#8217;entrata dello stesso</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>la Basilica (contenente la reliquie di San Basso e San Timoteo)</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>i trabucchi (strumenti di pesca diffusi sulla costa adriatica da Termoli sino ad Ancona) situati a ridosso del borgo</strong></li>
</ul>
<p><strong>Riguardo al turismo balneare, Termoli ha visto aumentare ogni anno le presenze estive di turisti ed oggi è una delle più frequentate stazioni balneari dell&#8217;Adriatico centrale.</strong></p>
<p><strong>La costa termolese è divisa in due litorali: Nord e Sud.</strong></p>
<p><strong>Il primo, ove è sito il nostro </strong><strong>Lido &#8220;Il Delfino&#8221; (spiaggia di Sant&#8217;Antonio, Lungomare Cristoforo Colombo) è caratterizzato da un arenile non molto sviluppato, dalla presenza di frangiflutti e dalla splendida visuale del Borgo Antico di cui si può godere in ogni suo punto.</strong></p>
<p><strong>Il litorale Sud (spiaggia di Rio Vivo) è ideale per chi vuol praticare sport acquatici, grazie alla sua natura di baia che limita l&#8217;altezza delle onde e alla spiaggia larga più di 150 metri con un &#8220;circolo velico&#8221; attrezzato per vela, windsurf e canoa.</strong></p>
<p><strong>Sono presenti circa 30 lidi balneari, 7 dei quali sul litorale Sud (Rio Vivo); la capacità alberghiera delle città è di 1281 posti letto per 595 camere divise in 19 tra hotel e Residence, il 26% dei quali a 4 stelle.</strong></p>
<p><strong>Un attrezzatissima zona del porto ad indirizzo turistico accoglie complessivamente circa cinquecento imbarcazioni suddivise fra le varie iniziative sociali.</strong></p>
<p><strong>Le strutture ricettive della città e le acque limpide hanno consentito alla cittadina adriatica di guadagnare ben 14 Bandiere Blu d&#8217;Europa negli anni: 1990, 1991, 1992, 1993, 1997, 1998, 2000, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009. La bandiera blu non fu assegnata anche nell&#8217;anno 2002 solo a causa di un ritardo nell&#8217;invio della documentazione necessaria.</strong></p>
<p><strong>Un altro fattore che rende Termoli una meta ambita dai turisti è la cucina tipica a base di pesce con specialità di punta con </strong><strong><em>U&#8217;Bredette</em> alla termolese.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-136" title="alberto-baccari-trabucco-termolese-allalba" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/alberto-baccari-trabucco-termolese-allalba.jpg" alt="alberto-baccari-trabucco-termolese-allalba" width="490" height="671" /></strong></p>
<address><strong><a title="Alberto Baccari foto Termoli" href="http://www.pbase.com/alniyat/root" target="_blank">foto Alberto Baccari</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
</address>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Isole...]]></title>
<link>http://iviaggi.wordpress.com/2009/08/31/articolo-di-prova/</link>
<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 08:52:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>iviaggi</dc:creator>
<guid>http://iviaggi.wordpress.com/2009/08/31/articolo-di-prova/</guid>
<description><![CDATA[isole del Pacifico&#8230; isole dell&#8217;Oceano Indiano&#8230; isole delle Grecia&#8230; perché qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>isole del Pacifico&#8230; isole dell&#8217;Oceano Indiano&#8230; isole delle Grecia&#8230;</p>
<p>perché quando sogno di fuggire dalla quotidianità, e ricominciare da capo, la metà è sempre un&#8217;isola&#8230; da qualche parte?!</p>
<p>forse perché, normalmente, l&#8217;elemento MARE gestisce i ritmi di vita degli abitanti e tutti lo amano e lo rispettano; o forse perché genera sicurezza il fatto di avere un territorio &#8220;circoscritto&#8221; e si ha la senzazione di tenere sotto controllo la situazione.</p>
<p>forse perché l&#8217;isola la puoi scoprire in un solo viaggio&#8230;</p>
<p>non so!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Video]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/video/</link>
<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 19:00:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/video/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/feFm6QUDKBc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/feFm6QUDKBc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ht1-r6Fe04o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ht1-r6Fe04o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/2weIY03sbUE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/2weIY03sbUE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/qyqqVkmT63M&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/qyqqVkmT63M&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ordinanza per la Sicurezza Balneare]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/ordinanza-per-la-sicurezza-balneare/</link>
<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 18:18:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/ordinanza-per-la-sicurezza-balneare/</guid>
<description><![CDATA[Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti CAPITANERIA DI PORTO ORDINANZA DI SICUREZZA BALNEARE ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="center">Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti</p>
<p align="center"><em>CAPITANERIA DI PORTO </em></p>
<p align="center">
<p align="center"><strong>ORDINANZA DI SICUREZZA BALNEARE N. 10/09</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p>Il Capitano di Fregata (CP) sottoscritto, Capo del Circondario Marittimo e Comandante del porto di Termoli,</p>
<p><strong>Vista</strong> la legge del 14 luglio 1963, n. 963, e successive modifiche ed integrazioni, recante la disciplina nazionale della pesca marittima ed il d.P.R. del 2 ottobre 1968, recante il Regolamento di esecuzione alla predetta legge;</p>
<p><strong>Visto</strong> l’articolo 59 del d.P.R. 616/77, e successive modifiche ed integrazioni, recante il trasferimento di attribuzioni e competenze alle Regione ed agli Enti locali, in attuazione del decentramento delle funzioni amministrative;</p>
<p><strong>Visto </strong>il d.P.R. del 8 giugno 1982, n. 470, e successive modifiche ed integrazioni, concernente la segnalazione a cura dei Comuni delle zone ove vige il divieto di balneazione;</p>
<p><strong>Visto</strong> il Decreto Interministeriale del 14 luglio 1989, con il quale è stata istituita e regolamentata la Riserva Marina di Isole Tremiti;</p>
<p><strong>Visto </strong>il Decreto Legislativo del 18 agosto 2000, n. 267, recante il Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali, ed in particolar modo l’articolo 54 sulle attribuzioni del Sindaco nei servizi di competenza statale;</p>
<p><strong>Visto </strong>il d.P.R.<strong> </strong>del<strong> </strong>1 marzo 2005, n. 51, con il quale la giurisdizione del Circondario Marittimo di Termoli è stata estesa al Comune di Isole Tremiti (FG);</p>
<p><strong>Visto</strong> il Decreto Ministeriale del 29 luglio 2008, n. 146 recante il Regolamento di attuazione all’articolo 65 del Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n. 171 denominato Codice della Nautica da Diporto;</p>
<p><strong>Visto</strong> il titolo V della Costituzione della Repubblica Italiana;</p>
<p><strong>Recepite </strong>le linee di indirizzo impartite dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto in materia di disciplina delle attività balneari;</p>
<p><strong>Considerate</strong> le istanze rappresentante e gli avvisi espressi dal Parco Nazionale del Gargano (Ente Gestore della Riserva Marina di Isole Tremiti), dalla Regioni, dagli Enti locali e dalle Associazioni di categoria;</p>
<p><strong>Ritenuto </strong>necessario emanare disposizioni per la disciplina delle attività balneari comunque espletate &#8211; svolte nella giurisdizione del Circondario Marittimo di Termoli, comprendente il territorio dei Comuni di Montenero di Bisaccia (CB), di Petacciato (CB), di Termoli (CB), di Campomarino (CB) e di Isole Tremiti (FG) &#8211; finalizzate alla tutela dell’interesse primario alla sicurezza della navigazione ed alla salvaguardia della vita umana in mare;<strong> </strong></p>
<p><strong>Vista</strong> la precedente Ordinanza di Sicurezza Balneare n. 13/2007 del 15 maggio 2007;</p>
<p><strong>Visti </strong>gli articoli 30, 68, 81, 1161, 1164, 1174 e 1231 del Codice della Navigazione, nonché gli articoli 27, 28, 59 e 524 del Regolamento per la Navigazione Marittima;</p>
<h2 style="text-align:center;">ORDINA</h2>
<h3>ARTICOLO 1</h3>
<h3>DISPOSIZIONI GENERALI</h3>
<ol>
<li>1.    Nella giurisdizione del Circondario Marittimo di Termoli, in relazione alle attività balneari comunque espletate, che abbiano riflessi sulla sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare, la data di inizio della stagione balneare è fissata al 1° maggio, con termine della stessa il 30 settembre.</li>
<li>2.    Durante il periodo di cui sopra e negli orari di apertura al pubblico per la balneazione, gli stabilimenti balneari dovranno assicurare i servizi di salvataggio, con le modalità indicate nell’articolo 4.</li>
<li>3.     Nel seguito della presente Ordinanza, quando si farà riferimento a cartelli recanti avvisi connessi a situazioni di potenziali pericoli, laddove previsto, le indicazioni negli stessi riportate dovranno essere scritte in lingua italiana ed almeno in lingua inglese, allo scopo di informare correttamente anche l’utenza straniera. I cartelli dovranno essere realizzati in modo da essere ben visibili anche da una certa distanza, posizionati e conformati in modo da non costituire essi stessi potenziale pericolo, con lettere di colore a forte contrasto rispetto al colore di fondo del cartello.</li>
<li>4.    Ove lo stabilimento balneare non sia aperto al pubblico per la balneazione, dovrà essere segnalata la mancanza del servizio di salvataggio con l’esposizione della bandiera rossa, con le modalità e dimensioni indicate nell’articolo 4, comma 10, ed il posizionamento di uno o più cartelli di avviso, nel rispetto dei requisiti previsti nell’articolo 1, comma 3, da posizionarsi all’interno dello stabilimento, sia in un punto di transito per l’utenza che in prossimità della riva, con la seguente dicitura:</li>
</ol>
<p>“<strong>ATTENZIONE MANCANZA DEL SERVIZIO DI SALVATAGGIO &#8211;  STABILIMENTO CHIUSO AL PUBBLICO PER LA BALNEAZIONE.”</strong></p>
<p>Se una struttura è aperta al pubblico per la balneazione prima della data di inizio della stagione balneare, ovvero successivamente alla sua conclusione, il servizio di salvataggio dovrà essere comunque assicurato.</p>
<ol>
<li>5.     Per le spiagge libere i Comuni, qualora non venga assicurato il servizio di salvataggio, devono darne immediata comunicazione alla Capitaneria di porto e provvedere, contemporaneamente, ad apporre sulle relative spiagge cartelli di avviso, rispondenti ai requisiti indicati nell’articolo 1, comma 3, con la dicitura “<strong>ATTENZIONE BALNEAZIONE NON SICURA PER MANCANZA DEL SERVIZIO DI SALVATAGGIO”</strong>.
<ol>
<li><strong>1. </strong>La zona di mare ampia 300 (trecento) metri dalla battigia &#8211; 100 (cento) metri per l‘Arcipelago delle Isole Tremiti &#8211; e 50 (cinquanta) metri dalle coste a picco sul mare, è destinata alla balneazione, salvo quanto specificamente previsto per la tutela della Riserva Marina di Isole Tremiti.
<ol>
<li>Il limite di tale zona deve essere segnalato a cura dei concessionari di strutture balneari, con il posizionamento di gavitelli di colore rosso o arancione<strong> </strong>saldamente ancorati al fondo e posti a distanza di 50 (cinquanta) metri l’uno dall’altro, parallelamente alla linea di costa, in corrispondenza dell’estremità del fronte a mare della concessione, e comunque nel numero minimo di 2 (due).</li>
<li>Analogo obbligo è posto a carico dei Comuni per gli specchi acquei antistanti le spiagge libere. Qualora i Comuni non provvedano a mettere in opera tale sistema di segnalazione, devono apporre sulle relative spiagge uno o più cartelli, rispondenti ai requisiti di cui all’articolo 1, comma 3, recante la dicitura: “<strong>ATTENZIONE LIMITE ACQUE INTERDETTE ALLA NAVIGAZIONE NON SEGNALATO”</strong>, specificando il limite di interdizione.</li>
<li>I Comuni per le spiagge libere, ed i concessionari di strutture balneari per le aree in concessione, devono segnalare il limite entro il quale possono effettuare la balneazione i non esperti nel nuoto.<strong> </strong></li>
</ol>
</li>
</ol>
</li>
</ol>
<h2>ARTICOLO 2</h2>
<h2>ZONE DI MARE RISERVATE ALLA BALNEAZIONE</h2>
<p>Il limite di tali acque sicure (profondità massima di un metro) deve essere segnalato mediante l’apposizione di cartelli monitori, rispondenti ai requisiti previsti  nell’art. 1, comma 3, posti a distanza di almeno 50 (cinquanta) metri l’uno dall’altro, parallelamente alla linea di costa, ovvero, in caso di fronte a mare ampio esteso per meno di cinquanta metri, al centro delle specchio acqueo antistante la concessione o il tratto di spiaggia libera, recanti la dicitura: <strong>&#8220;ATTENZIONE LIMITE ACQUE SICURE, UN METRO DI PROFONDITA’&#8221;.</strong></p>
<p>d.  Sulle spiagge libere i Comuni, qualora non provvedano a tale sistema di segnalazione, devono apporre adeguati cartelli di avviso, rispondenti ai requisiti di cui all’articolo 1, comma 3, recanti la dicitura: <strong>&#8220;ATTENZIONE LIMITE ACQUE SICURE, UN METRO DI PROFONDITA’, NON SEGNALATO&#8221;.</strong></p>
<p>Eventuali ulteriori situazioni costituenti pericolo per i bagnanti dovranno essere parimenti segnalate con cartelli indicatori aventi le caratteristiche prescritte nell’articolo 1, comma 3, con dicitura riportante il tipo di pericolo individuato. Qualora non sia possibile il loro posizionamento sulla verticale del punto in mare da segnalare, essi dovranno essere posizionati sulla battigia, perpendicolarmente al pericolo da segnalare, con l’indicazione della distanza del medesimo dalla riva.</p>
<ol>
<li><strong>2. </strong>Nelle zone di mare riservate alla balneazione nelle ore comprese tra le 08.30 e le 19.30 <strong>E’ VIETATO:</strong>
<ol>
<li>Il transito, la partenza e l’atterraggio di qualsiasi unità navale, con esclusione di piccoli natanti da diporto a remi tipo jole, canoe, pattini, mosconi, pedalò e simili.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>Qualsiasi tipo di unità navale (compresi surf,  windsurf, kitesurf, seasurf, ecc.), che non possa utilizzare esclusivamente i remi per la propria propulsione, potrà raggiungere o lasciare la riva utilizzando tassativamente gli appositi corridoi di lancio disciplinati nell’articolo 5.</p>
<ol>
<li>L’ormeggio, l’ancoraggio o la sosta di qualsiasi unità navale.</li>
<li>L’esercizio di qualsiasi tipo di pesca, salvo quanto specificamente previsto per la tutela della Riserva marina di Isole Tremiti e quanto stabilito in materia di pesca subacquea.</li>
<li><strong>3. </strong>Durante la stagione balneare la pesca subacquea è sempre <strong>VIETATA</strong> fino a 500 (cinquecento) metri dalla riva. La pesca subacquea sportiva e ricreativa è regolamentata dagli articoli 128, 129, 130 e 131 del Regolamento della Pesca, approvato con d.P.R. 2 ottobre 1968, n. 1639 e successive modificazioni ed integrazioni. <strong>E’ VIETATO</strong> attraversare le zone frequentate dai bagnanti con arma subacquea carica.</li>
<li><strong>4. </strong>Durante tutto l’anno è sempre vietato salire, sostare e tuffarsi dalle scogliere frangiflutti e dai pennelli presenti sul litorale.</li>
</ol>
<h2>ARTICOLO 3</h2>
<h2>ZONE DI MARE VIETATE ALLA BALNEAZIONE</h2>
<p>1.   Salvo quanto specificamente previsto per la Riserva marina delle Isole Tremiti, la balneazione è comunque <strong>VIETATA</strong>:</p>
<ol>
<li>negli specchi acquei dei bacini portuali e degli approdi;</li>
<li>nel raggio di metri 100 (cento) dall’imboccatura dei porti e degli approdi;</li>
<li>in prossimità delle zone di mare interessate da lavori marittimi in genere, entro un raggio di 50 (cinquanta) metri dall’area, ovvero ad altra distanza diversamente stabilita in ulteriori provvedimenti;</li>
<li>a meno di 100 (cento) metri dalle navi all’ancora;</li>
<li>all’interno dei corridoi di lancio disciplinati dall’articolo 5 e nelle zone di mare circostanti le scogliere frangiflutti per un ampiezza di 30 (trenta) metri da esse;</li>
<li>entro 100 (cento) metri da insediamenti industriali che utilizzano strutture per prelievo e scarico di acqua. In tali luoghi è, altresì, vietata la pesca comunque esercitata. Detti impianti devono essere opportunamente segnalati a cura dei titolari degli insediamenti stessi con cartelli monitori, aventi i requisiti indicati nell’articolo 1, comma 3, che indichino i divieti di avvicinamento, balneazione e pesca;</li>
<li>negli specchi acquei antistanti le foci dei fiumi e dei canali navigabili per un raggio di 100 (cento) metri ;</li>
<li>in tutte le altre zone di mare interdette alla balneazione con provvedimenti emanati a vario titolo dalle Autorità competenti.</li>
</ol>
<h2>ARTICOLO 4</h2>
<h2>DISCIPLINA DEGLI STABILIMENTI BALNEARI</h2>
<ol>
<li>Durante l’orario di apertura al pubblico per la balneazione, i concessionari devono organizzare e garantire, secondo le modalità di seguito specificate, il servizio di assistenza e salvataggio con personale idoneo ed in possesso di specifica abilitazione al servizio, rilasciata dalla Società Nazionale di Salvamento o dalla Federazione Italiana Nuoto.</li>
<li>Dal 1° luglio al 31 agosto il servizio di assistenza e salvataggio dovrà essere assicurato dai concessionari impiegando un addetto al servizio per ogni 80 (ottanta) metri lineari di fronte mare, o frazione. I concessionari confinanti potranno consociarsi per l’ottimizzazione del servizio al fine di garantire un addetto ogni 80 (ottanta) metri di fronte mare, chiedendo specifica autorizzazione alla Capitaneria di porto.</li>
</ol>
<p>Se particolari conformazioni dell’arenile o della costa (esempio scogliere parallele alla battigia, pennelli imbonitori, etc.) impediscono la visibilità, in tutto o in parte, dello specchio acqueo antistante il fronte della concessione, il numero degli assistenti bagnanti deve essere opportunamente incrementato, anche in associazione con altri stabilimenti limitrofi, in modo tale da assicurare la vigilanza su tutto lo specchio acqueo.</p>
<ol>
<li> In relazione al minore afflusso di utenti, dal 1° maggio al 30 giugno e dal 1° al 30 settembre, ove lo stabilimento sia aperto al pubblico per la balneazione, il servizio di soccorso e salvataggio dovrà essere garantito dai concessionari, singolarmente o in associazione previa autorizzazione della Capitaneria di porto, con almeno un addetto ogni 120 (centoventi) metri di fronte mare, o frazione.</li>
<li> L’addetto all’assistenza ed al salvataggio, in possesso di brevetto di abilitazione in regolare corso di validità, deve indossare, per assicurare la propria visibilità, una maglietta di colore vivace (preferibilmente rossa o arancione) con la scritta <strong>&#8220;SALVATAGGIO&#8221; </strong>in contrasto. L’addetto, per lo svolgimento del servizio, deve avere prontamente disponibili ed impiegabili le seguenti dotazioni:</li>
</ol>
<p>a)      un fischietto;</p>
<p>b)      un binocolo (con ingrandimento ed obiettivo minimi 7 x 50);</p>
<p>c)      una coppia di pinne;</p>
<p>d)      un megafono;</p>
<p>e)      salvagente in plastica rigida (<em>rescue can</em>).</p>
<p>5.   L’addetto all’assistenza ed al salvataggio non può essere impegnato in altre attività o comunque destinato ad altro servizio. In caso di sua assenza o allontanamento, si dovrà provvedere alla pronta sostituzione con altro operatore abilitato, segnalando tempestivamente ai bagnanti la temporanea mancanza del servizio esponendo la bandiera rossa, con modalità e dimensioni previste dal comma 10, ed i previsti cartelli di avviso con la dicitura:“<strong>ATTENZIONE BALNEAZIONE NON SICURA PER MANCANZA DI APPOSITO SERVIZIO DI SALVATAGGIO”</strong>.</p>
<p>6.   Il servizio di salvataggio dovrà essere assicurato con una “postazione di salvataggio”, comunque in posizione baricentrica rispetto al fronte mare vigilato, dotata di idonea piattaforma di osservazione sopraelevata dal piano spiaggia di almeno due metri. La postazione di salvataggio deve essere equipaggiata con:</p>
<p>a)       un binocolo (con ingrandimento ed obiettivo minimi 7 x 50);</p>
<p>b)      300 metri di cavo di salvataggio di tipo galleggiante con cintura o bretelle, su rullo fissato saldamente al terreno;</p>
<p>c)      un natante, a remi, per disimpegnare il servizio di salvataggio recante la scritta “<strong>SALVATAGGIO</strong>” ed il nome dello stabilimento balneare, munito di cavetto a festoni e dotato di 2 (due) salvagenti anulari con sagola galleggiante di almeno 25 (venticinque) metri e di un mezzo marinaio o gaffa, di un paio di pinne, di una maschera e di un ancorotto. Tale natante non deve essere, in alcun caso, destinato ad altri usi.</p>
<p>7.   L’addetto all’assistenza ed al salvataggio deve stazionare nella postazione di salvataggio. Potrà inoltre effettuare ronde sulla battigia del tratto di spiaggia o nello specchio acqueo di propria competenza sul natante di servizio di cui sopra</p>
<p>8.   Analogamente a quanto disposto per le postazioni di salvataggio poste in prossimità della riva del mare, i titolari di stabilimenti balneari, che includano anche piscine realizzate su aree demaniali marittime devono, durante l’utilizzo della piscina, assicurare la presenza di un ulteriore addetto al salvataggio abilitato, in aggiunta a quelli previsti per l’arenile, che dovrà stazionare a bordo vasca. Qualora la piscina sia chiusa al pubblico, ne dovrà essere opportunamente precluso l’accesso.</p>
<p>9.   A ciascuna estremità dell’arenile in concessione, presso la battigia, deve essere posizionato un  salvagente anulare, munito di sagola galleggiante lunga almeno 25 (venticinque) metri.</p>
<p>10.     Quando le condizioni meteomarine possano risultare pericolose per i bagnanti, ovvero sussistono altre situazioni di pericolo o rischio per la balneazione (come avvistamento di squali, ordigni, o altro pericolo che non possa essere localmente segnalato), in ogni stabilimento deve essere issata, a cura degli addetti al salvataggio, una bandiera rossa di dimensioni adeguate in modo da essere ben visibile da qualsiasi parte dell’arenile, il cui significato deve intendersi come “<strong>AVVISO DI BAGNO A RISCHIO O PERICOLO”</strong>. Tale avviso deve essere ripetuto più volte anche per mezzo di megafono o impianto di diffusione sonora.</p>
<p>11.     In presenza di condizioni meteo marine non ottimali, segnalate come prescritto dal comma 10, è vietato il noleggio dei natanti da diporto comunemente denominati jole, pattini, sandolini, mosconi, pedalò, canoe e simili.</p>
<p>12.     Qualora in prossimità della battigia il fondale presenti pericoli per buche, fango, dislivelli improvvisi, ostacoli sommersi <em>etc</em>., questi devono essere segnalati, a cura dei concessionari, a mezzo di cartelli ben visibili montati su pali infissi sul fondo marino. Tali cartelli devono avere forma triangolare e stesse caratteristiche di quelli indicanti il “Pericolo Generico” ai sensi del Codice della strada, e recare al centro la figura di un bagnante con le braccia alzate in segno di invocazione di aiuto. Un cartello sottostante al primo deve riportare – con le modalità previste dall’articolo 1, comma 3, la dicitura: “<strong>ACQUE ALTE O PERICOLI GENERICI</strong>”. Nelle zone litoranee prospicienti le spiagge libere i predetti cartelli saranno posti a cura delle Autorità Comunali interessate.</p>
<p>13.     Ogni concessionario deve tenere in luogo ben visibile al pubblico cartelli indicanti i numeri telefonici di pronto intervento della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera (1530), della Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale e Vigili del Fuoco, nonché degli altri servizi di pronto intervento ed emergenza, quali Ospedali e Croce Rossa.</p>
<p>14.     Ogni concessionario deve dotarsi di materiale di primo soccorso costituito, almeno, da:</p>
<ol>
<li>tre bombole di ossigeno da un litro (piene ed integre), corredate da riduttore di pressione, tubo e mascherina per il pronto utilizzo;</li>
<li>una cannula di respirazione bocca a bocca;</li>
<li>un pallone “Ambu” o altra apparecchiatura riconosciuta equipollente dalle competenti Autorità Sanitarie;</li>
<li>una cassetta di pronto soccorso contenente le dotazioni prescritte dalla normativa vigente;</li>
<li>le dotazioni di cui sopra saranno tenute pronte all’uso in un apposito locale destinato esclusivamente a “presidio di pronto soccorso”.</li>
</ol>
<p>15.     Il concessionario deve segnalare immediatamente all’Autorità Marittima l’eventuale presenza, sulla spiaggia o in mare, di oggetti che possano in qualsiasi modo arrecare danno alle persone o alla sicurezza della navigazione, indicando, con appositi cartelli o segnali, la presenza di detti ostacoli.</p>
<p>16.     Il concessionario deve curare la chiusura degli ombrelloni in presenza di forte vento, allo scopo di salvaguardare l’incolumità dei bagnanti.</p>
<p>17.     Il concessionario deve avere disponibile e pronto all’uso presso il proprio stabilimento balneare un megafono o un impianto di diffusone sonora, per la divulgazione di notizie di pubblico interesse a tutta l’utenza balneare presente.</p>
<h1>ARTICOLO   5</h1>
<h1>CORRIDOI DI  LANCIO</h1>
<p>1    I concessionari, al fine di consentire l’atterraggio e la partenza di unità da diporto a motore, a vela, a vela con motore ausiliario, tavole a vela e moto d’acqua, possono delimitare lo specchio acqueo antistante la concessione realizzando appositi “corridoi di lancio”.</p>
<ol>
<li>I predetti corridoi devono avere le seguenti caratteristiche:</li>
</ol>
<p>a)            larghezza non inferiore a 20 (venti) metri.</p>
<p>b)            lunghezza non inferiore al limite esterno delle zone di mare riservate alla balneazione, come indicate nell’articolo 2;</p>
<p>c)            delimitazione costituita da gavitelli di colore giallo o arancione, collegati con sagola galleggiante, in numero adeguato, in modo da rendere ben visibile tale delimitazione;</p>
<p>d)            individuazione della fine del “corridoio” verso il mare mediante posizionamento di bandierine bianche ben visibili sui gavitelli di delimitazione più esterni.</p>
<p>3.   Qualora i corridoi di lancio siano destinati esclusivamente ai kite-surfisti, o comunque da questi utilizzati, essi dovranno essere conformi alle puntuali prescrizioni in materia.</p>
<p>4.   I corridoi di lancio devono essere posizionati in modo tale che non contrastino con l’attività di balneazione. Gli stessi devono essere individuati con un apposito segnale posto sulla battigia che rechi la dicitura: “<strong>CORRIDOIO RISERVATO AL TRANSITO DI UNITA’ DA DIPORTO,  DIVIETO DI BALNEAZIONE</strong>”.</p>
<p>5.   Le unità a vela, ivi comprese le tavole a vela, devono attraversare i corridoi mantenendo una velocità convenientemente ridotta in modo da evitare situazioni di potenziale pericolo.</p>
<p>6.   Le unità a motore, ivi comprese le moto d’acqua, devono attraversare i corridoi a lento moto e, comunque, alla minima velocità che consenta il governo dell’unità, facendo in modo da ridurre al minimo emissioni di gas di scarico e rumore.</p>
<p>7.   E’ fatto comunque divieto di ormeggiare e/o ancorarsi all’interno dei corridoi di lancio.</p>
<p>8.   Analoghi corridoi, conformi a quanto sopra indicato, potranno essere sistemati a cura delle Amministrazioni comunali nelle zone di mare che fronteggiano tratti di costa destinati alla libera fruizione.</p>
<h4><strong>ARTICOLO 6</strong></h4>
<h4><strong> DISPOSIZIONI FINALI</strong></h4>
<ol>
<li>La presente Ordinanza, che sostituisce ed abroga la propria Ordinanza n. 13/2007 del 15 maggio 2007, nonché ogni altra norma emanata nel tempo con essa in contrasto o incompatibile, deve essere esposta per pronta consultazione a cura dei Comuni, per le spiagge destinate alla libera fruizione, e dei concessionari di stabilimenti balneari in un luogo ben visibile dagli utenti e per tutta la durata della stagione balneare.</li>
</ol>
<p>L’utenza interessata può richiedere ulteriori informazioni o chiarimenti direttamente presso gli Uffici della Capitaneria di porto, ovvero all’indirizzo <em>e-mail</em> <strong>termoli@guardiacostiera.it,</strong> oppure consultare il sito internet <strong>www.termoli.guardiacostiera.it.<em> </em></strong></p>
<ol>
<li>E’ fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservare e fare osservare la presente Ordinanza.</li>
<li>Chiunque non osserva le norme stabilite nella presente Ordinanza è perseguito, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1161, 1164, 1174 e 1231 del Codice della Navigazione e dell’articolo 53 del decreto legislativo del 18 luglio 2005, n. 171, salvo che il fatto non configuri diverso illecito amministrativo o diversa ipotesi di reato ovvero non sia sanzionato da altra distinta norma.</li>
</ol>
<p>La presente Ordinanza sarà pubblicata all’Albo di quest’Ufficio ed agli Albi dei Comuni rivieraschi, nonché potrà essere consultata sul sito internet <strong>www.termoli.guardiacostiera.it.<em> </em></strong></p>
<p>Termoli lì, 30 Aprile 2009.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La cattedrale di Termoli]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/la-cattedrale-di-termoli/</link>
<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 17:52:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/la-cattedrale-di-termoli/</guid>
<description><![CDATA[STORIA La prima chiesa venne edificata verso il VI secolo sulle rovine del tempio dedicato a Castore]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-101" title="termoli-cattedrale" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/termoli-cattedrale.jpg" alt="termoli-cattedrale" width="495" height="570" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>STORIA</strong></p>
<p>La prima chiesa venne edificata verso il VI secolo sulle rovine del tempio dedicato a Castore e Polluce mentre di una chiesa maggiore dedicata a <em>Santa Mariae</em> si ha notizia 1037, pochi anni dopo il Sinodo tenuto da Giovanni XIII nel 969 dove partecipò il primo vescovo di Termoli. .</p>
<p>L&#8217;attuale edificio venne costruito a cavallo fra il XII ed il XIII secolo ed è attribuito ad Alfano di Termoli, forse lo stesso che eseguì il ciborio sito nel Duomo di Bari.</p>
<p>La Cattedrale subì alcuni restauri a seguito del terremoto del 1464 e all&#8217;attacco dei turchi del 1566. Durante altri lavori nel 1760 e nel 1962 vennero trovate le reliquie rispettivamente di San Basso e San Timoteo, patroni della città.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>DESCRIZIONE</strong></p>
<p>La facciata della Cattedrale, con un&#8217;altezza massima di 22 metri, poggia su di un basamento posto a circa due metri da terra ed è costituita da una parte inferiore, più antica e maggiormente arricchita di lavorazioni, ed una parte superiore, più recente ed avente solo un rosone.</p>
<p>Nella parte inferiore vi sono sette arcate a ghiera aventi delle bifore ognuna diversa dalle altre e decorate con foglie d&#8217;acanto e figure umane mentre l&#8217;arcata centrale, più grande rispetto alle altre, ha un portale a fasci di colonnine. L&#8217;iscrizione sita in una delle lunette delle bifore ricorda Stasio Grimaldi di Giovanni che contribuì finanziaramente al cantiere del Duomo.</p>
<p>L&#8217;interno è stato portato allo stato originario a seguito dei lavori di ristrutturazione iniziati sin dal 1932 e che hanno portato all&#8217;abbattimento delle volte e dei sostegni postumi. La pianta della Cattedrale è basilicale a tre navate e tre absidi semicircolari con pilastri a base circolare.</p>
<p>Lo spazio del presbiterio è amplissimo e appare eccessivamente rialzato rispetto            all&#8217;area assembleare. L&#8217;interno ha subito nei            secoli numerosi rimaneggiamenti, il più cospicuo e            devastante dei quali nel XVIII secolo, quando subì            una trasformazione barocca, rimossa negli anni &#8216;30            del XX secolo.</p>
<p>In quell&#8217;occasione vennero alla luce            i resti delle absidi e dei mosaici pavimentali dell&#8217;edificio            preesistente. Questo intervento, che fu realizzato            essendo vescovo Mons. Oddo Bernacchia            (1924-62) implicò un restauro stilistico radicale,            con ricostruzione delle capriate della navata centrale,            le colonne e il pavimento.</p>
<p>Il presbiterio fu ampliato            e sopraelevato di 170 cm rispetto al piano            dell&#8217;aula assembleare (si ipotizza che furono aggiunti            sei gradini rispetto alla quota originaria del presbiterio)            mentre fu abbassato il livello della chiesa            inferiore.</p>
<p>Gli undici gradini che separano la navata principale dal complesso presbiterio-absidi costituiscono l&#8217;immagine emergente dello spazio architettonico. L&#8217;intervento di adeguamento ha cercato di superare l&#8217;immagine di separazione introdotto dall&#8217;alta scalinata per ricomporre un&#8217;idea di unitarietà e di consentire un&#8217;individuazione visiva che esaltasse il &#8220;segno&#8221; costituito dai diversi poli liturgici. «Con dovuta umiltà &#8211; scrive il progettista dell&#8217;intervento,<br />
arch. Eugenio Abruzzini &#8211; si è cercato di comporre            le esigenze della &#8220;Chiesa oggi&#8221; evitando interventi            non corrispondenti a una filosofia di conservazione            del patrimonio, ma senza rinunciare ad innovare            la qualità dello spazio in relazione alle azioni            liturgiche».</p>
<p>Le due navate laterali terminano con piccole absidi            nelle quali sono stati collocati a destra il fonte battesimale            e a sinistra la custodia eucaristica. L&#8217;altare è            stato arretrato di circa 1,5 metri. L&#8217;ambone è stato            posto come mediazione dialogica nei pressi dell&#8217;assemblea.            Una loggia, posata sui gradini esistenti, ha            ridotto almeno visivamente la separazione tra aula            e presbiterio.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Castello di Federico II a Termoli ]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/castello-di-federico-ii-a-termoli/</link>
<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 09:37:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/castello-di-federico-ii-a-termoli/</guid>
<description><![CDATA[Termoli fu capoluogo di contea longobarda fino all’arrivo dei Normanni, i quali, con Roberto di Lori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-89" title="castello" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/castello.jpg" alt="castello" width="504" height="629" /></p>
<p><strong><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:x-small;">Termoli  fu capoluogo di contea longobarda fino all’arrivo dei Normanni, i quali, con  Roberto di Loritello, diedero origine alla contea omonima. Nel centro abitato i  Loritello eressero un <em>palatium</em>, nel quale, secondo le fonti, re Tancredi  avrebbe tenuto <em>solemnen curiam</em> con i suoi baroni. Nel periodo svevo la  città fu incorporata nel demanio regio; grande importanza doveva avere il porto,  che Federico II collocò all’interno di un più vasto programma di  riorganizzazione degli approdi dell’Adriatico, ridisegnando il ruolo della città  come porto commerciale e punto di imbarco per le crociate; e in tale contesto si  inserì la cinta muraria, probabilmente già esistente prima dei Normanni, ma  espressamente citata in un documento del 1239 in cui Federico II concedeva  l’apertura di un mercato fuori le mura; la presenza di strutture murarie  difensive viene confermata dal <em>Quaternus de excadenciis Capitanatae</em> in  cui vengono citati il porto, il suburbio e le mura.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">La maggior  parte degli studi tende ad attribuire la cinta muraria e il castello, posto ai  margini dell’insediamento urbano, proprio all’epoca federiciana, pur  riconoscendo l’ampio riutilizzo delle precedenti strutture normanne.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Nello <em> Statutum de reparatione castrorum</em> il <em>castrum </em>di Termoli appare  gravemente danneggiato e bisognoso di cure, a seguito del saccheggio veneziano  del 1240; ciò significa che le forme più vicine a quelle attuali risalgono più o  meno alla metà del XIII secolo (una lapide oggi scomparsa ma trascritta  nell’Ottocento segnalava la data del 1247). Bisogna tuttavia tenere conto anche  di numerose ristrutturazioni, tra cui quella all’indomani del terremoto del 1456  o quella del 1566 derivata da un’incursione turca; altri pesanti interventi  risalgono all’Ottocento e al periodo successivo alla seconda guerra mondiale.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Il castello rappresenta oggi nell’immaginario                collettivo di Termoli l’“icona” più nota e riconoscibile: è nello                stemma cittadino, ma viene anche utilizzato spesso come logo nelle                insegne di ristoranti e bar, per identificare prodotti commerciali                e associazioni, per segnalare manifestazioni turistiche e                culturali.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Naturalmente, ciò che osserviamo oggi è il risultato di                trasformazioni ed adattamenti anche sostanziali, dovuti a                mutamenti di funzioni nel corso dei secoli ed alla perdita delle                prerogative militari originarie in concomitanza con l’introduzione                delle armi da fuoco; ma è anche ciò che resta di un complesso                sistema di fortificazioni snaturato dalla perdita di alcuni                elementi caratterizzanti, nonché dall’espansione urbanistica                soprattutto degli ultimi due secoli.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Nelle                opere fortificate originarie restano oggi il castello, appunto, i                bastioni verso terra con la porta d’ingresso, alcuni tratti di                cortine murarie e sei torri.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Il                castello vero e proprio si presenta oggi come un torrione su base                troncopiramidale e munito di torrette angolari. Queste ultime sono                certamente da considerarsi aggiunte posteriori alla sua                fondazione, così come la base scarpata, secondo quanto                confermerebbero i recenti lavori di restauro</span></span><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">l                castello vero e proprio si presenta oggi come un torrione su base                troncopiramidale e munito di torrette angolari. Queste ultime sono                certamente da considerarsi aggiunte posteriori alla sua                fondazione, così come la base scarpata, secondo quanto                confermerebbero i recenti lavori di restauro.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Gli                aspetti costruttivi del castello furono ben delineati da A.                Haseloff, che pubblicò a suo tempo anche alcuni rilievi e                fotografie utili per capire le trasformazioni avvenute negli                ultimi cento anni. È evidente l’affinità stringente con opere                fortificate tipo il <em>palatium</em> federiciano di Lucera (tanto                che E. Bertaux ipotizzò per quest’ultimo una filiazione dal                modello molisano) o i torrioni di Arpaia, Adrano, Calascio e                Tertiveri, tutti caratterizzati dall’ispirazione al modello del <em> donjon</em> normanno.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">I restauri degli ultimi vent’anni hanno comportato anche una serie                di indagini archeologiche, dalle quali si è potuta delineare                meglio la sua struttura e confermare che la campagna di lavori di                epoca federiciana inglobò una precedente torre normanna. La                stratigrafia cronologicamente successiva ha confermato che le                modifiche successive alla campagna di lavori di età federiciana                sono state talora pesanti e sostanziali.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Il                corpo inferiore, fortemente a scarpata, è costituito da due                corridoi anulari sovrapposti e coperti a botte (quello inferiore                era probabilmente utilizzato come magazzino, quello superiore per                la difesa e l’alloggio) collegati oggi da due scale “moderne”.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">La                scoperta di mensole in pietra destinate all’appoggio del rullo e                di alloggiamenti dei pali, ci fanno supporre che l’ingresso antico                doveva essere protetto da un ponte levatoio.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Il corpo                superiore del castello, i cui vani interni sono stati trasformati                negli anni Venti del XX secolo, si sviluppa invece su tre piani                più la terrazza. All’esterno, sul lato dell’ingresso, sono stati                riportati in luce due tratti murari probabilmente ascrivibili alla                cinta federiciana, forse con funzione di battiponte. La struttura                della fabbrica di epoca federiciana, alla luce dei restauri e                degli scavi, appare caratterizzata da murature in pietrame misto                ed elementi informi di conglomerato naturale legati da malta;                elementi più regolari nella taglia e maggiormente curati                nell’esecuzione sono presenti nelle strutture d’angolo, negli                spigoli delle cortine inclinate della scarpa e negli elementi                difensivi sporgenti.</span></span></strong></p>
<p><em>Bibliografia</em>:</p>
<p align="justify">- A. Haseloff, <em>Die Bauten der Hohenstaufen in                Unteritalien</em>, Leipzig 1920, trad. it. <em>Architettura sveva                nell’Italia meridionale</em>, a cura di M.S. Calò Mariani, Bari                1992,<em> </em>pp. 357-365;</p>
<p>- A. Caruso, <em>Il castello di Termoli e la                difesa costiera molisana</em>, Ripamolisani 1995 (con bibliografia                precedente);</p>
<p>- L. Marino, <em>Il castello di Termoli alla                luce dei recenti restauri. Nota sui materiali e sulle strutture</em>,                in <em>Castra ipsa possunt et debent reparari: indagini conoscitive                e metodologie di restauro delle strutture castellane                normanno-sveve</em>, Atti del convegno internazionale di studio                promosso dall’Istituto Internazionale di Studi Federiciani,                Consiglio Nazionale delle Ricerche (Castello di Lagopesole, 16-19                ottobre 1997), a cura di C.D. Fonseca, Roma 1998, pp. 617-634</p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">- Danilo Susi, <em>TERMOLI racconto                fotografico di Danilo Susi, </em>Monografie FIAF  (Federazione                Italiana Associazioni Fotografiche), stampato con il contributo                del Comune di Temoli, marzo 2002.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Si ringraziano:</span></span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;"> STEFANIA MOLA per le ricerche storiche ed architettoniche</span></span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">DANILO SUSI per la fotografia</span></span></strong></li>
</ul>
<address>http://www.stupormundi.it/Termoli.htm</address>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[COMUNICATO STAMPA ASSILEA – AGENZIA DEL TERRITORIO: presentato oggi a Roma l’Osservatorio sugli Immobili non Residenziali: quotazioni stabili, ma compravendite in calo, specie nel primo trimestre 2009, per un mercato che vale 24 miliardi di euro. ]]></title>
<link>http://1001casablog.com/2009/08/13/comunicato-stampa-assilea-%e2%80%93-agenzia-del-territorio-presentato-oggi-a-roma-l%e2%80%99osservatorio-sugli-immobili-non-residenziali-quotazioni-stabili-ma-compravendite-in-calo-specie-nel-prim/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 06:43:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>andrea</dc:creator>
<guid>http://1001casablog.com/2009/08/13/comunicato-stampa-assilea-%e2%80%93-agenzia-del-territorio-presentato-oggi-a-roma-l%e2%80%99osservatorio-sugli-immobili-non-residenziali-quotazioni-stabili-ma-compravendite-in-calo-specie-nel-prim/</guid>
<description><![CDATA[E’ stato infine anticipato il trend delle compravendite del 1° trimestre 2009 che, in coerenza con i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[E’ stato infine anticipato il trend delle compravendite del 1° trimestre 2009 che, in coerenza con i]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Informazioni sullo stabilimento balneare]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/04/informazioni-sullo-stabilimento-balneare/</link>
<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 13:27:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/04/informazioni-sullo-stabilimento-balneare/</guid>
<description><![CDATA[Lido Il Delfino di Filippo Gianquitti Viale Colombo Cristoforo n. 54/A 86039 Termoli Tel.: (+39) 087]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://i25.tinypic.com/mawkfl.jpg" border="0" alt="Image and video hosting by TinyPic" width="534" height="398" /></p>
<h1 style="text-align:center;"><span style="color:#333399;"><strong>Lido Il Delfino di Filippo Gianquitti</strong></span></h1>
<p style="text-align:center;"><strong>Viale Colombo Cristoforo n. 54/A<br />
86039 Termoli</strong></p>
<h3 style="text-align:center;"><strong>Tel.: (+39) 0875.707138</strong></h3>
<h3><strong><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></strong></h3>
<h5 style="text-align:center;"><strong><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="font-family:Verdana;color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><img src="http://dottbaccari.wordpress.com/files/2007/10/barra.gif" alt="barra.gif" /></span></span></span></span></span></span></strong></strong></h5>
<h1><strong><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></strong></h1>
<h2><strong><img class="alignleft size-full wp-image-17" title="orologio" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/orologio.jpg" alt="orologio" width="127" height="127" /><span style="color:#333399;">ORARI DI APERTURA</span></strong></h2>
<p><strong><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span><br />
</strong></p>
<p><strong>dalle 8.00 alle 20.00</strong></p>
<p><strong>dal 15 maggio al 15 settembre</strong></p>
<h2><strong><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></strong></h2>
<h5 style="text-align:center;"><strong><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="font-family:Verdana;color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><img src="http://dottbaccari.wordpress.com/files/2007/10/barra.gif" alt="barra.gif" /></span></span></span></span></span></span></strong></strong></h5>
<h3><strong><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></strong></h3>
<h2 style="text-align:center;"><strong><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="font-family:Verdana;color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#333399;">LISTINO</span><br />
</span></span></span></span></span></span></strong></strong></h2>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-37" title="offerta balneare" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/offerta-balneare.jpg?w=178" alt="offerta balneare" width="209" height="416" /></strong></p>
<p><strong>OMBRELLONE + SDRAIO + LETTINO </strong></p>
<p>- Giornaliero € 13,00</p>
<p>- Settimanale € 78,00</p>
<p>- Mensile € 260,00</p>
<p><strong>OMBRELLONE + due LETTINI</strong></p>
<p>- Giornaliero € 15,00</p>
<p>- Settimanale € 90,00</p>
<p>- Mensile € 280,00</p>
<p><strong> Cabina</strong></p>
<p>- Giornaliero € 8,00</p>
<p>- Settimanale € 48,00</p>
<p>- Mensile € 90,00</p>
<p><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-45" title="pedalò" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/pedalo.jpg?w=300" alt="pedalò" width="209" height="87" /><strong> </strong></p>
<p><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></p>
<p><strong>Pedalo&#8217;</strong></p>
<p>€ 10,00/ora</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-48" title="canoa" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/canoa.jpg?w=300" alt="canoa" width="209" height="135" /><span style="color:#ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</span></p>
<p><strong>Rimessaggio Canoa</strong></p>
<p>(da concordare)</p>
<h2><strong><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></strong></h2>
<h5 style="text-align:center;"><strong><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="font-family:Verdana;color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><img src="http://dottbaccari.wordpress.com/files/2007/10/barra.gif" alt="barra.gif" /></span></span></span></span></span></span></strong></strong></h5>
<h5 style="text-align:center;"><strong><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="font-family:Verdana;color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><br />
</span></span></span></span></span></span></strong></strong></h5>
<p><img src="http://i32.tinypic.com/29pt4ch.jpg" border="0" alt="Image and video hosting by TinyPic" width="472" height="353" /></p>
<p><strong>Il Molise ha il 100% di coste balneabili. </strong></p>
<p><strong>Lo ha rivelato il rapporto nazionale sulla balneabilità delle acque 2009 del Ministero del Welfare. </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MARETTIMO - ISOLE EGADI]]></title>
<link>http://metevacanze.com/2009/08/01/marettimo-isole-egadi/</link>
<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 17:17:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>lauragulotta</dc:creator>
<guid>http://metevacanze.com/2009/08/01/marettimo-isole-egadi/</guid>
<description><![CDATA[Informazioni generali / Piantina Mappa di Marettimo Marettimo è un&#8217;isola bellissima ed inconta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Informazioni generali / Piantina</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">
<div id="attachment_381" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a target="_blank" href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&#38;ie=UTF8&#38;msa=0&#38;msid=100108917449785308852.000470888038f7936a0f2&#38;ll=37.96829,12.043762&#38;spn=0.07822,0.181789&#38;t=h&#38;z=13"><img class="size-medium wp-image-381" title="Mappa di Marettimo" src="http://metevacanze.wordpress.com/files/2009/08/mappa-marettimo.png?w=300" alt="Mappa di Marettimo" width="300" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa di Marettimo</p></div>
<p>Marettimo è un&#8217;isola bellissima ed incontaminata , misura circa 12 kmq e dista circa 30 km dalla costa siciliana.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">E&#8217; l&#8217;isola più montuosa dell&#8217;arcipelago delle Egadi ed il monte più alto è Monte Falcone che arriva a 686 metri di altezza sul livello del mare.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">A levante si trova il paesino di Marettimo che conta circa 1500 abitanti, mentre a ponente la montagna è più scoscesa.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Il suo antico nome greco era Hierà Nésos che significa “Isola Sacra”, mentre il nome attuale deriva dal latino “Maritima”.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Ha una storia ricca di avvenimenti ed è stata spesso attaccata e conquistata da popoli stranieri. Addirittura si pensa che sia stato firmato lì il trattato di pace tra Romani e Cartaginesi dopo la prima guerra punica.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">L&#8217;isola non è presa di mira dal turismo di massa, anzi una vacanza a Marettimo è consigliata al turista che vuole allontanarsi dal caos delle città e che vuole rigenerarsi, godere del suo bellissimo mare, ammirare l&#8217;incontaminata natura che la contraddistingue e percorrere sentieri alla scoperta delle bellezze che solo questa perla del Mediterraneo sa regalare.</p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Come arrivare</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">Marettimo è collegata con le altre isole dell&#8217;arcipelago e con la terraferma da <strong>aliscafi</strong> e <strong>traghetti</strong>.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-indent:.03cm;text-decoration:none;text-align:justify;">Nell&#8217;isola non sono presenti strade, quindi per muoversi all&#8217;interno bisogna far affidamento sulle proprie gambe.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><em>Per ulteriori informazioni vedere <a title="il post delle Isole Eolie in generale" href="http://metevacanze.com/2009/08/01/isole-egadi/#arrivare" target="_self">il post delle Isole Egadi in generale</a>.</em></p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">Cosa vedere</h2>
<h3 style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Giro dell&#8217;isola</h3>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">Per visitare al meglio l&#8217;isola, consigliamo innnanzitutto di effettuarne il <strong>periplo con la barca</strong> e poi di addentrarsi al suo interno percorrendo alcuni <strong>sentieri</strong> che portano alle sue cime.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">A Marettimo si approda allo <strong>Scalo Nuovo</strong>; da qui si possono ammirare le figure maestose ed incombenti delle montagne dell&#8217;isola. Oltre a <strong>Monte Falcone</strong> (686 metri sul livello del mare e cima più alta), a Marettimo si trovano altri rilievi importanti come il Pizzo Campana alto 630 metri, il Pizzo del Capraro di 627 metri di altitudine, il Pizzo Scaturro, il Monte Lissandro e il Pizzo dello Spalmatore.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">Sulla cima del monte Lissandro è ancora visibile il rudere di un edificio conosciuto come “Il Semaforo”; costruito nel 1888 per incarico del Genio Militare di Palermo fu però sgomberato nel 1912 dall&#8217;Autorità Militare Marittima visto che era inutilizzabile a causa della fitta nebbia.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">Dalla cima di queste vette si hanno delle vedute mozzafiato sul mare, sulle altre isole, su Trapani e sul Monte Cofano e nelle giornate limpide si riesce a scorgere in lontananza anche la costa dell&#8217;Africa.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">Proseguendo il giro, nella parte opposta rispetto allo Scalo Nuovo, si raggiunge lo <strong>Scalo Vecchio</strong> che è l&#8217;originario porticciolo dell&#8217;isola.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span><span style="text-decoration:none;">In seguito si raggiunge <span style="color:#000000;"><strong>Cala Manione</strong>, uno dei punti più suggestivi dell&#8217;isola e poi</span> <strong>Punta Troia con il suo castello</strong> di epoca normanna edificato sui resti di una precedente torre di avvistamento e utilizzato in seguito anche come prigione.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">Continuando il periplo dell&#8217;isola, si arriva alla <strong>Grotta del Tuono</strong> e poi a <strong>Punta Mugnone</strong>.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">Da qui poi ha inizio la costa occidentale dell&#8217;isola, con rocce altissime a picco sul mare turchese e ricca di grotte.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">Oltre alla Grotta del Tuono, ecco di seguito alcune delle più belle grotte di Marettimo:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span><span style="text-decoration:none;"><strong>Grotta del Presepio</strong>: ricca di stalattiti e stalagmiti e depositi calcarei che sembrano le figure di un presepe.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;" align="justify"><span style="color:#000000;"><strong>Grotta della Bombarda</strong>: così chiamata perchè le onde che si infrangono contro le rocce producono dei boati.</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;" align="justify"><span style="color:#000000;"><strong>Grotta del Cammello</strong>: famosa per il bellissimo mare color verde-turchese.</span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Alcune delle numerose grotte sono state rifugio della foca monaca, ora purtroppo scomparsa dalle acque dell&#8217;arcipelago.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Per chi ama il mondo sottomarino, dopo Punta Libeccio si trova la “secca del Cretazzo”, un meraviglioso punto di immersione e anche presso Punta Bassana il fondale è ricco di vita.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Le acque intorno a Marettimo sono un paradiso per gli amanti del mondo subacqueo.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;text-decoration:none;text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Finendo il giro, si giunge a Cala Marino dove vi sono alcune piccole spiagge e poi si arriva al paese, piccolo centro con poche case e pochi esercizi commerciali.</span></p>
<h2 style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-decoration:none;text-align:justify;">Dove alloggiare</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">A Marettimo non esistono hotel o residence e l&#8217;unico modo per soggiornarvi è affittare una camera nelle abitazioni degli isolani.</p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Ristoranti / Cucina tipica</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;"><em>Per le specialità gastronomiche vedere la <a title="cucina tipica delle Eolie" href="http://metevacanze.com/2009/08/01/isole-egadi/#mangiare" target="_self">cucina tipica delle Egadi</a>.</em></p>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;"><a title="Cerca ristorante" href="http://www.2spaghi.it/ricerca.php?strsearch=marettimo&#38;x=0&#38;y=0" target="_blank">Cerca ristorante</a></p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">Cosa acquistare</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span><span style="text-decoration:none;"><em>Vedere <a title="il post delle Eolie in generale" href="http://metevacanze.com/2009/08/01/isole-egadi/#acquistare" target="_self">il post delle Egadi in generale</a>.</em></span></span></p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Link / Numeri utili</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Sul sito del <a title="comune di Trapani" href="http://www.comune.trapani.it/turismo/dintorni.htm" target="_blank">Comune di Trapani</a>, trovate tutte le informazioni sull&#8217;isola.</p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-decoration:none;text-align:justify;">Foto</h2>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LEVANZO - ISOLE EGADI]]></title>
<link>http://metevacanze.com/2009/08/01/levanzo-isole-egadi/</link>
<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 17:00:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>lauragulotta</dc:creator>
<guid>http://metevacanze.com/2009/08/01/levanzo-isole-egadi/</guid>
<description><![CDATA[Informazioni generali / Piantina Mappa di Levanzo Levanzo con i suoi circa 6 kmq è l&#8217;isola più]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="margin-bottom:0;">Informazioni generali / Piantina</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">
<div id="attachment_379" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a target="_blank" href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&#38;ie=UTF8&#38;msa=0&#38;msid=100108917449785308852.0004708867440950b9a22&#38;ll=38.003313,12.335715&#38;spn=0.078183,0.181789&#38;t=h&#38;z=13"><img class="size-medium wp-image-379" title="Mappa di Levanzo" src="http://metevacanze.wordpress.com/files/2009/08/mappa-levanzo.png?w=300" alt="Mappa di Levanzo" width="300" height="195" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa di Levanzo</p></div>
<p>Levanzo con i suoi circa 6 kmq è l&#8217;isola più piccola dell&#8217;arcipelago delle Egadi e il suo monte più alto, Pizzo Monaco, raggiunge i 270 metri sul livello del mare.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">L&#8217;antico nome romano di Levanzo era Phorbantia, dal nome di una spezia particolare presente sul posto.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">E&#8217; un&#8217;isola incontaminata; c&#8217;è solo una strada che la percorre da nord a sud e il paese situato sulla riva di Cala Dogana è un piccolissimo centro con pochissimi abitanti ed un porticciolo.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Il paese vero e proprio nacque nel 1850 circa, mentre prima pare che gli abitanti adibissero a case le numerose grotte presenti sull&#8217;isola. La chiesa di Levanzo nel centro dell&#8217;abitato, fu benedetta nel 1883.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Ma è proprio questa sua “arretratezza” che rende Levanzo un&#8217;isola così unica ed affascinante.</p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Come arrivare</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-indent:.03cm;text-decoration:none;">Levanzo è collegata con le altre isole dell&#8217;arcipelago e con la terraferma da<strong> aliscafi</strong> e <strong>traghetti</strong>.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><em>Per ulteriori informazioni vedere <a title="il post delle Isole Eolie in generale" href="http://metevacanze.com/2009/08/01/isole-egadi/#arrivare" target="_self">il post delle Isole Egadi in generale</a>. </em></p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Cosa vedere</h2>
<h3 style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Giro dell&#8217;isola</h3>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-decoration:none;">Per ammirare tutte le bellezze naturalistiche che offre Levanzo consigliamo di fare un <strong>giro in barca</strong>.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="text-decoration:none;"><span style="font-style:normal;">Così vedrete nella parte nord dell&#8217;isola il faro di Capo Grosso e nel mare antistante </span>potrete andare alla scoperta di alcuni dei più bei fondali dell&#8217;isola. Altri belle immersioni potrete farle presso la Secca del Faraglione, Secca Scaletta e Secca Sichittella.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-decoration:none;">Da non perdere Cala Minnula con i suoi alberi che si specchiano sul mare, Cala Tramontana ed il Faraglione.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;">All&#8217;interno dell&#8217;isola è invece possibile fare trekking e percorrere tanti sentieri più o meno faticosi che conducono in suggestivi e panoramici luoghi.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;">Uno dei sentieri porta all&#8217;imperdibile <strong>Grotta del Genovese</strong> dove sono state scoperte importantissime incisioni e pitture rupestri risalenti a circa 11.000 anni fa.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;font-style:normal;text-decoration:none;"><span style="color:#000000;">Un&#8217;altra attrattiva dell&#8217;isola è la sua flora; camminando infatti per i sentieri, ci si imbatte in motissime specie vegetali endemiche (circa 400), alcune dal forte odore selvatico.</span></p>
<h2 style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-decoration:none;">Dove alloggiare</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">A Levanzo la scelta di hotel e luoghi dove soggiornare non è molto vasta visto la dimensione dell&#8217;isola.</p>
<h2 style="margin-bottom:0;">Ristoranti / Cucina tipica</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;"><em>Per le specialità gastronomiche vedere la <a title="cucina tipica delle Eolie" href="http://metevacanze.com/2009/08/01/isole-egadi/#mangiare" target="_self">cucina tipica delle Egadi</a>. </em></p>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;"><a title="Cerca ristorante" href="http://www.2spaghi.it/ricerca.php?strsearch=levanzo&#38;x=0&#38;y=0" target="_blank">Cerca ristorante</a></p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Cosa acquistare</h2>
<p style="margin-bottom:0;"><span><span style="text-decoration:none;"><em>Vedere <a title="il post delle Eolie in generale" href="http://metevacanze.com/2009/08/01/isole-egadi/#acquistare" target="_self">il post delle Egadi in generale</a>.</em></span></span></p>
<h2 style="margin-bottom:0;">Link / Numeri utili</h2>
<p style="margin-bottom:0;">Sul<a title="sito del Comune di Lipari" href="http://%20www.comunelipari.it/" target="_blank"> </a>sito del <a title="comune di Trapani" href="http://www.comune.trapani.it/turismo/dintorni.htm" target="_blank">Comune di Trapani</a>, trovate tutte le informazioni sull&#8217;isola.</p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Foto</h2>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FAVIGNANA - ISOLE EGADI]]></title>
<link>http://metevacanze.com/2009/08/01/favignana-isole-egadi/</link>
<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 16:50:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>lauragulotta</dc:creator>
<guid>http://metevacanze.com/2009/08/01/favignana-isole-egadi/</guid>
<description><![CDATA[Informazioni generali / Piantina Mappa di Favignana Favignana è l&#8217;isola principale dell&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Informazioni generali / Piantina</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">
<div id="attachment_377" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&#38;ie=UTF8&#38;msa=0&#38;msid=100108917449785308852.000470882bb47e2862766&#38;t=h&#38;z=13" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-377" title="Mappa di Favignana" src="http://metevacanze.wordpress.com/files/2009/08/mappa-favignana.png?w=300" alt="Mappa di Favignana" width="300" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa di Favignana</p></div>
<p>Favignana è l&#8217;isola principale dell&#8217;arcipelago delle Egadi; dista circa 7 Km da Trapani ed ha una superficie di circa 20 kmq.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">Il suo nome lo deve al vento Favonio, mentre nell&#8217;antichità era chiamata Aegusa ed è nota per la sua forma a farfalla con ali spiegate che si appoggia sul mare turchese.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Il centro abitato si trova nella parte orientale dell&#8217;isola che è la più pianeggiante mentre l&#8217;ala occidentale della farfalla è caratterizzata dal monte di Santa Caterina alto poco più di 300 metri.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">L&#8217;isola ha una storia antichissima: basti pensare che nelle acque che la circondano è stata combattuta la prima guerra punica tra Cartaginesi e Romani nel 241 a.C.. A Favignana si trova una bellissima cala, Cala Rossa, che secondo la leggenda fu così chiamata perchè fu proprio in quel braccio di mare che si ebbe il combattimento più sanguinoso e l&#8217;acqua divenne rossa per tutto il sangue dei soldati che lì trovarono la morte.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Favignana è anche un&#8217;isola ricca di tradizioni in particolare legate al mare come la “mattanza”, rito popolare durante il quale vengono pescati centinaia di tonni (vedere il dettaglio nel post delle Egadi in generale).</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Oltre alla pesca, l&#8217;altra risorsa principale per gli abitanti di Favignana è stata l&#8217;estrazione di tufo dalle cave a cielo aperto che tuttora si possono ammirare girando per l&#8217;isola.</p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Come arrivare</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">Favignana è collegata con le altre isole dell&#8217;arcipelago e con la terraferma da <strong>aliscafi</strong> e <strong>traghetti</strong>.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">Per muoversi poi nell&#8217;isola si può usufruire dei bus che collegano il centro alle più belle spiagge oppure affittare macchine, quad, motorini o biciclette.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><em>Per ulteriori informazioni vedere <a title="il post delle Isole Eolie in generale" href="http://metevacanze.com/2009/08/01/isole-egadi/#arrivare" target="_self">il post delle Isole Egadi in generale</a>. </em></p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">Cosa vedere</h2>
<h3 style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">Castello di Santa Caterina</h3>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">E&#8217; situato in cima al monte di Santa Caterina e domina l&#8217;isola di Favignana. Anticamente era una torre di avvistamento saracena che fu poi riedificata dal re normanno Ruggero II e venne in seguito ingrandita ed utilizzata come carcere. Ora il forte è presidio militare.</p>
<h3 style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">Palazzo Florio</h3>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">Situato alle spalle del piccolo porto di Favignana, è un palazzo in stile liberty che apparteneva ai Florio, famiglia di Marsala che acquistò l&#8217;arcipelago nel 1874 e contribuì al suo sviluppo.</p>
<h3 style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">Tonnara</h3>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">Fu costruita vicino al porto dalla famiglia Florio ed ebbe per molti anni un ruolo fondamentale per il sostentamento degli isolani e per la crescita economica dell&#8217;arcipelago.</p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Ora la tonnara è in disuso e si può solo ammirare dall&#8217;esterno anche se è in preventivo un progetto di ristrutturazione e recupero dell&#8217;edificio.</p>
<h3 style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Centro dell&#8217;isola</h3>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Il centro di Favignana ruota intorno a due piazze: Piazza Europa e Piazza Madrice</p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">E&#8217; in queste piazze e nelle vie circostanti che si concentrano i negozi, i locali e i ristoranti ed è il luogo dove trascorrere piacevoli serate. Nel centro del paese si trova anche la Chiesa Matrice dedicata all&#8217;Immacolata Concezione.</p>
<h3 style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Spiagge</h3>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Favignana è conosciuta prevalentemente per le sue bellissime spiagge, le calette ed il mare da cartolina.</p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Ecco le prinicipali spiagge dell&#8217;isola:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-decoration:none;" align="justify">Lido Burrone: bellissima ed ampia spiaggia di sabbia.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-decoration:none;" align="justify">Cala Azzurra: piccola spiaggia sabbiosa nella parte sud del centro abitato.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-decoration:none;" align="justify">Cala Rossa: indimenticabile caletta con una scogliera che si tuffa nell&#8217;acqua color turchese.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-decoration:none;" align="justify">Cala del Bue Marino: affascinante caletta rocciosa.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-decoration:none;" align="justify">Cala Rotonda</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-decoration:none;" align="justify">Cala Grande</p>
</li>
</ul>
<h3 style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Bagno delle donne</h3>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Antichissimo e situato presso la cala di San Nicola, è una grande buca quandrata in cui entra l&#8217;acqua del mare.</p>
<h3 style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Cave di tufo</h3>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">In passato l&#8217;estrazione di tufo era una delle principali attività degli isolani e nella parte orientale dell&#8217;isola (in particolare nei pressi di Cala Rossa e Cala del Bue Marino) è possibile ancora ammirare diverse cave a cielo aperto.</p>
<h3 style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Giro dell&#8217;isola in barca</h3>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Nella bella stagione, se vi recate al porto, troverete dei pescatori che organizzano delle uscite in barca per ammirare le cale, le spiagge e la stupenda vista di Favignana che si gode dal mare.</p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Inoltre vi porteranno alla scoperta di bellissime grotte situate nella parte occidentale dell&#8217;isola come la Grotta Azzurra (così chiamata per il colore dell&#8217;acqua), la Grotta dei Sospiri (così chiamata perchè sembra di sentire dei lamenti quando si entra), la Grotta degli innamorati (così chiamata per la presenza di due rocce identiche) e la Grotta Perciata.</p>
<h3 style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Immersioni</h3>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Il mare di Favignana offre anche dei bellissimi punti di immersione come: Punta Marsala, Secca del Toro, la grotta sommersa nei pressi di Cala Rotonda, Punta Ferro, Punta Ninfaio, Punta Fanfalo e il relitto a Cala Marasolo.</p>
<h3 style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Escursioni verso le altre isole</h3>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Da Favignana è anche possibile partecipare a delle escursioni giornaliere organizzate alla scoperta delle altre isole dell&#8217;arcipelago. Troverete in loco delle agenzie e dei gruppi di pescatori che portano i turisti a visitare Marettimo e Levanzo.</p>
<h2 style="margin-bottom:0;font-style:normal;text-align:justify;text-decoration:none;">Dove alloggiare</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">Favignana offre strutture ricettive di tutti i tipi: dagli hotel più lussuosi, ai Bed&#38;Breakfast ai campeggi.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">Per maggiori informazioni potete consultare i link suggeriti dal <a title="sito del Comune di Trapani" href="http://www.comune.trapani.it/2b4c6d/listing.php?cat=29" target="_blank">sito del Comune di Trapani</a>.</p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Ristoranti / Cucina tipica</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">I locali ed i ristoranti si trovano principalmente nel centro dell&#8217;isola, nella zona dove si trovano Piazza Europa e Piazza Madrice.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;"><em>Per le specialità gastronomiche vedere la <a title="cucina tipica delle Eolie" href="http://metevacanze.com/2009/08/01/isole-egadi/#mangiare" target="_self">cucina tipica delle Egadi</a>. </em></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;"><a title="Cerca ristorante" href="http://www.2spaghi.it/ristoranti/sicilia/tp/favignana/" target="_blank">Cerca ristorante</a></p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">Cosa acquistare</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span><span style="text-decoration:none;"><em>Vedere <a title="il post delle Eolie in generale" href="http://metevacanze.com/2009/08/01/isole-egadi/#acquistare" target="_self">il post delle Egadi in generale</a>.</em></span></span></p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Link / Numeri utili</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Sul<a title="sito del Comune di Lipari" href="http://%20www.comunelipari.it/" target="_blank"> </a>sito del <a title="comune di Trapani" href="http://www.comune.trapani.it/turismo/dintorni.htm" target="_blank">Comune di Trapani</a>, trovate altre informazioni sull&#8217;isola.</p>
<h2 style="margin-bottom:0;text-align:justify;text-decoration:none;">Foto</h2>
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">
<p style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
