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	<title>istrid &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "istrid"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 01:27:53 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Scarronzoni per i "pappafichi"]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/08/22/scarronzoni-per-i-pappafichi/</link>
<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 09:50:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per capire le motivazioni ed il significato profondo delle dichiarazioni rilasciate di recente da La]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/08/soldati-allo-spinning.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3271" title="ISAF soldiers spinning" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/08/soldati-allo-spinning.jpg?w=300" alt="ISAF soldiers spinning" width="300" height="177" /></a></p>
<p>Per capire le motivazioni ed il significato profondo delle dichiarazioni rilasciate di recente da La Russa a Massimo Caprara sul <em>Corriere della Sera</em> in cui chiede una revisione del codice militare di pace attualmente cogente in Afghanistan per i militari italiani, servirà ricorrere più avanti a Wikipedia ed al “caso“ Calipari.  Il nesso tra il funzionario del SISMI ucciso da un marine USA a Baghdad ed <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/08/18/gli-effetti-lince-in-afghanistan/">il caporalmaggiore Alessandro Di Lisio morto a luglio per un esplosione che ha coinvolto il Lince su cui prestava servizio in Afghanistan</a>, si presta a più di una similitudine.<br />
Il Ministro della Difesa non ha detto esplicitamente di volere l’introduzione di un codice militare di guerra ma ha fatto capire che quello di pace è di intralcio. Di intralcio a chi? Ce lo faccia capire senza manfrine.<br />
Intervistato da <em>Sky Tg24</em>, La Russa ha fatto sapere all’opinione pubblica del Bel Paese che serve una “terza via“ ed il dissequestro urgente disposto dalla Procura di Roma di tre, dicasi 3, Lince. Volete sapere quanti LMV “bidone“ erano in forza, a gennaio 2009, al Comando Regionale di Herat? Duecentoquarantanove (249). Proprio così. Avete letto giusto.<br />
In Italia, come abbiamo già detto, a disposizione delle Forze Armate ce ne sono la bellezza di 1.270. Con un C-130, in otto-dieci ore, se ne possono far arrivare ad Herat due. Perdiamo efficienza sul terreno avendone operativi da quelle parti 246 anziché 249? Macchè. E allora?<br />
Dal 2002 al 2009, abbiamo movimentato Italia-Afghanistan e ritorno 29.000 tonnellate di logistica e materiali militari; 15, all’ingrosso, in più per rimpiazzare i LMV distrutti che differenza fanno? Semplicemente nessuna.<br />
Il nostro signor Auricchio, quello “piccante“, nasconde altri obbiettivi, anche economici, che potrebbero danneggiare la FIAT Iveco? Non è affatto escluso, anzi, a dirla tutta&#8230;<br />
A ben vedere potrebbero esserci profili penali. Che la FIAT Iveco possa vendere ad Inghilterra, Belgio, Croazia, Spagna, Repubblica Ceca, Slovacchia ed Austria degli scarronzoni ed a che costo unitario non è affare che riguarda la Procura di Roma, ma se i Lince rappresentano un pericolo per l’incolumità dei militari italiani la magistratura ha pieni titoli per accertarne i limiti operativi e la pericolosità per chi li ha in dotazione.<br />
O no?<br />
Se la magistratura lo dovesse accertare, gli affaroni della famiglia Elkann subirebbero una battuta d’arresto. E’ questo che non si vuole? A naso sembrerebbe proprio di sì.<br />
La Russa e Cossiga (Giuseppe, figlio di Francesco) sono del mazzo? Mai dire mai. L’ <a href="http://www.istrid.it/ita/index.asp">ISTRID</a> non lavora forse per lobby?<br />
Il ministrone auspica, inoltre, un nuovo codice che non sia di pace né di guerra, da rimaneggiare, per azzerare &#8211; questo lo diciamo noi con la certezza che questa sia la finalità che si prefigge di raggiungere il Governo &#8211; i poteri di indagine della magistratura italiana nel Paese delle Montagne.<br />
Governo e Difesa non tollerano, di fatto, occhi indiscreti sulla <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/06/04/missione-di-pace/">“missione di pace“</a>? La risposta anche in questo caso è affermativa. Vogliono conquistarsi forse gli stessi poteri di veto che servirono al Ministro della Giustizia dell’amministrazione Bush per mettere a pagliolo le rogatorie internazionali dei pm Franco Ionta e Pietro Saviotti?<br />
Angelino Alfano non ha forse annunciato che, a settembre, prenderà il via il ridimensionamento per legge dei poteri di indagine della magistratura inquirente? La Russa è uno dei colonnelli di Berlusconi. Allineato e coperto.<br />
Facciamo ora entrare in campo l’enciclopedia abbastanza “libera“ del web, la più affermata e conosciuta per la distribuzione di contenuti su internet, per quel che riguarda il funzionaro del SISMI ucciso dal marine Mario Lozano.<br />
“ …negli Stati Uniti è stata istituita una commissione d’inchiesta ai cui lavori sono stati ammessi osservatori italiani <em>(nessun inquirente legale &#8211; nda)</em> nominati dal Governo in carica di centrodestra. In Italia la magistratura ha incontrato impedimenti e difficoltà <em>(eufemismo &#8211; nda)</em> nelle svolgimento degli accertamenti a causa del particolare status in cui si sono svolti i fatti che risultava essere territorio dell’Iraq sottoposto a controllo del codice militare USA ed a sovranità, di fatto, assegnata al Segretario alla Difesa; negato anche il permesso di far analizzare a magistrati e tecnici della polizia scientifica italiana il veicolo su cui viaggiava Calipari. I giudici italiani hanno dovuto attendere la conclusione dell’inchiesta USA. Il diniego motivato da esigenze di natura militare ha di fatto provocato lo scadimento del valore probatorio del reperto <em>(leggasi manomissione intenzionale della Toyota Corolla &#8211; nda)</em>.&#8221;</p>
<p>La Procura di Roma dopo la morte del mitragliere Di Lisio ha sequestrato tre Lince per capire come stavano le cose.<br />
Il 9 agosto, il Cocer Esercito ha chiesto per bocca del generale Domenico Rossi &#8211; mai fidarsi degli altri gradi! -che i magistrati della Procura di Roma facciano con urgenza sopralluoghi in Afghanistan e tolgano i “sigilli“, senza cercare il pelo nell’uovo. Bel sindacalista, questo signore! Anche lui, come la Russa, chiede un intervento urgente di dissequestro degli Iveco perché servono i “pezzi di ricambio“.<br />
Si potrebbe fare, volendo, le pulci anche a lui.<br />
La sicurezza chi ci sta dentro interessa o no a questo signore? Sembrerebbe poco o nulla. <strong>Brunetta il nano cattivo ha previsto di tagliare dall’organico dell’Esercito 50.000 militari</strong> definendoli con disprezzo &#8220;pappafichi&#8221; e &#8220;pancioni in esubero&#8221;. La guerra della Repubblica Italiana delle Banane in Afghanistan costa sempre di più.<br />
Quanto?<br />
Ne riparleremo.<br />
<em><strong>Giancarlo Chetoni</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["La mia idea è nota ed ormai stantia"]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/03/20/la-mia-idea-e-nota-ed-ormai-stantia/</link>
<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 09:01:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[Con queste parole il generale di Corpo d’Armata in ausiliaria Fabio Mini definisce le proprie posizi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="mini1.jpg" href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/03/mini1.jpg"><img src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/03/mini1.thumbnail.jpg" alt="mini1.jpg" /></a></p>
<p>Con queste parole il generale di Corpo d’Armata in ausiliaria <strong>Fabio Mini</strong> definisce le proprie posizioni in merito all’assetto dell’esercito italiano e del futuro esercito europeo. Vi proponiamo al riguardo una citazione delle considerazioni essenziali che Mini ha svolto recentemente al convegno dell’Istituto Studi Ricerche Informazioni Difesa (ISTRID) e che saranno approfondite in un libro di prossima uscita.</p>
<p>&#8220;I ventisette paesi dell’Unione Europea hanno milioni di addetti alla sicurezza. L’esempio e i dati di riferimento europei così cari ai nostri contabili in uniforme quando vogliono dimostrare che siamo “i fanalini di coda” sono in verità le prove di uno scandalo di proporzioni enormi nella gestione delle risorse. Con i suoi 27 paesi, l’Unione ha 1.887.688 soldati e tre milioni di soldati di riserva: oltre il doppio delle forze americane. Ha 12.352 carri armati mentre Usa e Russia non superano gli 8.000 ciascuno; ha più navi e sommergibili &#8211; duecentottantotto &#8211; della Russia (81) e degli Stati Uniti (190) messi assieme, ha più aerei da combattimento (3.041) della Russia (2.242) e tanti quanti gli Usa (3.099), più aerei da trasporto (860) di Usa (550) e Russia (293) assieme. I 27 paesi spendono 200 miliardi di dollari per la Difesa. (…)<br />
Secondo i conti del nostro Ministero della Difesa, l’Italia, oggi, con i suoi dichiarati 16 miliardi di dollari di budget rappresenta l’8% del totale europeo per un costo di circa 84.000 dollari per uomo o donna alle armi. Tuttavia, quando tutti i paesi dell’Unione devono decidere un’operazione comune devono chiedere fondi straordinari riuscendo a malapena a mettere insieme qualche migliaio di uomini. Non riescono ad esprimere né una forza operativa credibile né una politica più dignitosa del comodo traino da parte degli Stati Uniti e della sudditanza nei loro riguardi.<!--more--> Questo vuol dire che in Europa veramente stiamo sprecando risorse, tempo e intelligenza. E’ perciò inevitabile che con questo tipo di politica si perda consenso, e anche per questo ogni anno siamo costretti ad assistere al gioco delle parti tra chi vuole tagliare e chi piange per avere. (…)<br />
In Europa ci si lamentava di non avere una politica estera e di sicurezza comune perché mancava un esercito europeo. Per varare il progetto di un esercito di 60.000 uomini ci sono voluti quasi dieci anni ed ancora non è completato. Quando vedrà la luce non sarà comunque un esercito né economico né integrato. Richiederà risorse aggiuntive, o da sottrarre ad altre esigenze, e sarà la sommatoria di varie disponibilità “compatibili”. Quello che uscirà, quando uscirà, sarà nel migliore dei casi lo strumento per “lavare i piatti” di qualcun altro e sarà “compatibile” nel senso che dovrà essere compatito. (…)<br />
All’Europa dei 27 paesi, o ai 24 paesi europei della Nato, serve una componente militare della sicurezza, professionale, integrata e permanente dell’ordine di 150.000 uomini, 1.000 carri armati, 30 navi e sommergibili da combattimento e 300 aerei. Uno strumento simile è in grado di garantire tutte le funzioni di sicurezza comuni con efficienza nel quadro di una politica comune qualsiasi, anche di vassallaggio. Mantenendo la proporzione d’impegno attuale, l’Italia dovrebbe fornire 15.000 uomini, 25 carri armati, 3 navi e 30 aerei. (…) Vale a dire che l’Italia dovrebbe destinare meno del 10 percento della spesa attuale per dare all’Europa e alla NATO un contributo molto superiore in uomini e qualità di quello attuale per uno strumento finalmente omogeneo e integrato. Se poi l’Italia volesse dotarsi di una forza nazionale da impiegare per le emergenze militari e civili e, soprattutto, per sottrarre le forze armate al controllo delle logge, delle cosche e dei comitati d’affari restituendole al territorio e al tessuto sociale al quale appartengono, il modello non è quello del ripristino della leva obbligatoria che ogni tanto qualcuno agita per assorbire altre risorse, ma quello della Riserva o della Guardia Nazionale. Questa componente può integrarsi con le strutture di protezione civile regionali, può essere il nucleo per la mobilitazione, può essere regionalizzata e federalizzata, può rispondere alle emergenze di qualsiasi tipo e sostenere le forze di polizia nell’ordine pubblico. (…)<br />
Si possono poi soltanto immaginare i vantaggi in efficienza e i risparmi che si realizzerebbero sui 30 miliardi di euro che oggi spendiamo in Italia per le varie polizie se si avviassero l’unificazione delle forze di sicurezza interna e la seria integrazione di alcuni settori della polizia e dell’intelligence a livello europeo. Più che perseguire un nuovo ed ennesimo modello di difesa si tratta di realizzare il primo modello integrato di sicurezza. Dove l’idea della sicurezza comprende il controllo del territorio, lo sviluppo, la solidarietà e la salvaguardia delle prerogative nazionali. (…)<br />
Cosa impedisce la realizzazione dell’integrazione? L’unica risposta plausibile è anche la più agghiacciante: le forze armate e di sicurezza, la loro dimensione e la loro qualità sono ormai indipendenti dalle reali esigenze operative e dalle risorse economiche. Non sono al servizio della sicurezza, ma di chi le vede come mucche da mungere, bacini clientelari, territori di caccia grossa per le lobby o modelli stravaganti e costosi come quelli esibiti nelle sfilate di moda. (…)<br />
Nei sistemi democratici, dove la sicurezza è un bene pubblico e non lo scudo dei potenti, la motivazione si ottiene con l’apprezzamento e lo stimolo costanti. Il controllo è principalmente quello che gli stessi cittadini operatori e fruitori della sicurezza come servizio pubblico riescono liberamente a manifestare. Il silenzio, l’indifferenza, la disattenzione, il malcelato imbarazzo di fronte ai problemi della sicurezza e della condizione militare, il periodico e distratto fervorino in occasione dei successi e persino la retorica di fronte alle bare dei Caduti sono altrettanti attentati alla motivazione.”</p>
</div>]]></content:encoded>
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