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	<title>jaap-de-hoop-scheffer &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "jaap-de-hoop-scheffer"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 07:59:34 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[La NATO del Terzo Millennio tra guerra ed affari]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/11/26/la-nato-del-terzo-millennio-tra-guerra-ed-affari/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 13:36:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[La NATO del terzo millennio, l’unico blocco militare esistente al mondo, dopo essersi espansa da 16 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/10/rasmussen-lloyds.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3562" title="rasmussen lloyd's" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/10/rasmussen-lloyds.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>La NATO del terzo millennio, l’unico blocco militare esistente al mondo, dopo essersi espansa da 16 a 28 membri nello scorso decennio, è ora impegnata nella sua prima guerra terrestre e nella sua prima guerra asiatica, in <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/category/versione-italiana/afghanistan/">Afghanistan</a>.<br />
Con la frammentazione del Patto di Varsavia e l’implosione sovietica degli anni 1989-1991, la NATO – lungi dal ridimensionare il suo potere militare in Europa e tantomeno dal dissolversi &#8211; ha visto l’opportunità di espandersi in tutto il continente e nel mondo.<br />
A cominciare dalla campagna di bombardamenti in Bosnia nel 1995, essa ha prontamente ed inesorabilmente dispiegato la sua forza militare verso est e sud, nei <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/category/versione-italiana/balcani/">Balcani</a>, in <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/category/versione-italiana/africa-versione-italiana/">Africa nordorientale e centrale</a>, nell’intero <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/category/versione-italiana/vicino-e-medio-oriente/">bacino del Mediterraneo</a>, in <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/category/versione-italiana/asia-centrale/">Asia centrale</a>. Così come nel <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/category/versione-italiana/caucaso/">Caucaso</a>, in Scandinavia includendo le tradizionalmente neutrali <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/09/09/la-fine-della-neutralita-scandinava/">Svezia e Finlandia</a>, e nella regione Asia-Pacifico dove ha avviato dei rapporti individuali di cooperazione con <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/08/30/laustralia-nella-nato-asiatica/">Australia</a>, <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/06/18/la-promozione-della-pace-nel-paese-di-hiroshima/">Giappone</a>, Nuova Zelanda e Corea del Sud. Oggi la NATO ha le proprie forze armate ed accordi di cooperazione con i Paesi di tutti i sei continenti. <strong>Una macchina militare che può vantare due milioni di truppe ed i cui Stati membri contano per oltre il 70% della spesa mondiale in armamenti.</strong><br />
Dopo aver condotto la guerra in Europa, contro la ex Jugoslavia nel 1999, ed in Asia (in Afghanistan, con sconfinamenti in Pakistan) a partire dal 2001 fino a non si sa bene quando, <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/08/17/operazione-ocean-shield/">la NATO attualmente è protagonista di operazioni navali al largo delle coste africane nel Golfo di Aden</a>. Essa è inoltre impegnata nella definizione di un nuovo Concetto Strategico che prenda il posto di quello risalente al 1999.<br />
Già nel 2008, l’allora Segretario Generale Jaap de Hoop Scheffer aveva invitato a sviluppare una strategia per affrontare le sfide del nuovo millennio, domandando un incremento di bilancio vista “la crescente lista di responsabilità”. E riferendosi a queste ultime, “miriade” è la parole esatta usata lo scorso 1 ottobre - nell’ambito di una conferenza organizzata congiuntamente dalla NATO e dai Lloyd’s di Londra - dal presidente di questi ultimi Peter Levene: “Il nostro sofisticato, industrializzato e complesso mondo è sotto attacco da parte di una miriade di determinate e mortali minacce”.<br />
Il medesimo giorno della conferenza, sul quotidiano <em>The Telegraph</em> è comparso un articolo a firma dello stesso Levene e dell’attuale segretario generale della NATO, il danese Anders Fogh Rasmussen. In esso si afferma che “i dirigenti industriali, inclusi quelli dei Lloyd’s, sono stati coinvolti nell’attuale processo di elaborazione della nuova linea direttiva della NATO, il Concetto Strategico; il vice-capo del gruppo è l’ex amministratore delegato della Shell <em>[la compagnia petrolifera anglo-olandese, ndr]</em>, Jeroen van der Veer”.<br />
Levene e Rasmussen sono stati molto espliciti nel dichiarare <strong><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/05/16/nato-per-restare-ricchi-fra-yankees/">la necessità che la NATO protegga gli interessi economici occidentali</a></strong>, affermando che “gli uomini hanno sempre combattuto per le risorse e la terra. Ma adesso stiamo vedendo queste pressioni in una scala più grande… Dobbiamo prepararci a pensare l’impensabile”. L’elenco delle “minacce mortali” comprende: pirateria, sicurezza informatica, cambiamenti climatici, eventi meteorologici estremi, spostamenti improvvisi di popolazioni, scarsità di acqua, siccità, cali nella produzione di cibo, ritiro del ghiaccio artico, sicurezza degli approvvigionamenti energetici e diversità delle loro fonti…<br />
Nel suo discorso alla conferenza, Rasmussen ha auspicato che la cooperazione con gli oltre 40 Paesi con cui la NATO ha accordi individuali o collettivi venga estesa anche a queste nuove “minacce”. Il loro crescente numero rappresenta una appropriazione, da parte della NATO, di responsabilità e funzioni che sono propriamente quelle dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), non certo quelle di un blocco militare non eletto da nessuno ed i cui Paesi membri, messi insieme, rappresentano solo una piccola frazione della popolazione mondiale.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La fine della neutralità scandinava]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/09/09/la-fine-della-neutralita-scandinava/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 13:36:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[Finlandia e Svezia sono, soprattutto la seconda, i più celebrati Paesi neutrali d’Europa. Nell’ultim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/06/scandinavia.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2774" title="scandinavia" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/06/scandinavia.gif?w=135" alt="scandinavia" width="135" height="150" /></a></p>
<p>Finlandia e Svezia sono, soprattutto la seconda, i più celebrati Paesi neutrali d’Europa. Nell’ultimo anno e mezzo, pressioni vieppiù intense sono state esercitate, sia all’interno che all’esterno, per integrarli pienamente nella NATO.<br />
La piena integrazione di Finlandia e Svezia nel dispositivo militare atlantico pone naturalmente una minaccia ancora maggiore alla Russia, ormai circondata da un “cordone sanitario” occidentale che prevede crescenti dispiegamenti aerei, navali, terrestri, missilistici e di spionaggio dai mari di Barents e Baltico fino al mar Nero.<br />
Russia e Finlandia condividono un confine di 1.200 chilometri, con la Finlandia posta di fronte o vicino a tre mari – Baltico, di Barents e Norvegese – che ospitano regolari sorvoli aerei NATO, i Battaglioni Nordici dell’Unione Europea (legati alla stessa NATO) ed altre formazioni militari, di recente costituzione, che guardano a est verso la Russia ed a nord verso <a href="http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&#38;aid=13836">il nuovo campo di battaglia dell’era globale, l’Artico</a>.<br />
Nell’autunno 2007, il ministro della Difesa finlandese Jyri Hakamies, in visita negli Stati Uniti, ha pubblicamente affermato che la più grande sfida alla sicurezza del suo Paese è rappresentata dalla “Russia, Russia, e Russia! E non solo per la Finlandia, ma per tutti noi”. Chiaro.<br />
Finlandia e Svezia &#8211; entrambe con truppe inviate in Afghanistan – sono state cooptate nella NATO direttamente od attraverso meccanismi come il Consiglio Nordico (una struttura di cooperazione militare avviata dopo la seconda guerra mondiale insieme a Danimarca, Islanda e Norvegia), i già citati Battaglioni Nordici dell’UE e <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/03/16/nato-ue-unalleanza-globale-per-il-21%c2%b0-secolo/">la crescente integrazione fra i ruoli militari di NATO ed Unione Europea</a>. Nel gennaio 2008, il segretario generale del Consiglio Nordico Jan-Erik Enestam, in un articolo di stampa, ha sostenuto l’opinione secondo cui “la NATO è l’unica importante organizzazione internazionale della quale la Finlandia non sia membro. Potrebbe essere che siano maturi i tempi per l’adesione. Nel frattempo sarebbe importante stabilire una cooperazione più stretta nel campo della difesa con Svezia e Norvegia. Quest’ultima, dopo tutto, appartiene alla NATO”.<br />
A partire da quel momento, una successione ininterrotta di dichiarazioni – ed azioni, per fare il paio – è stata rilasciata dalle bocche e dalle penne dei più importanti esponenti governativi e di partito finlandesi e svedesi, suscitando il gradimento dei funzionari della NATO e del governo statunitense. In maniera rapida ed inesorabile, la NATO ha ormai preso il controllo completo della politica estera dell’Europa e del suo apparato militare, senza lasciare spazio a nessun caso di neutralità. La fine della neutralità militare della Scandinavia ha un importante significato in sé stessa, ma ancora di più rispetto a ciò di cui è esempio. L’integrazione atlantica di Finlandia e Svezia è il dettaglio finale di un “grande” paesaggio composto da nazioni europee – grandi e piccole, occidentali ed orientali, continentali ed insulari – tutte incorporate in un blocco militare in espansione globale controllato da una potenza di un altro emisfero. <!--more--><br />
Nel marzo 2008, in relazione al dispiegamento di truppe finlandesi nel quadro di ISAF in Afghanistan, il Comando Centrale del Pentagono ha assicurato la fornitura regolare di informazioni riservate all’alleata Finlandia ed un riassunto settimanale circa la situazione militare delle aree di responsabilità del Comando Centrale stesso (Iraq, Iran, Sudan, Somalia fra gli altri). Pochi giorni dopo il parlamento finlandese ha destinato un contingente di truppe alla <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/10/16/nato-response-force/">NATO Response Force (NRF)</a>.<br />
Lo stesso mese, il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt ad un incontro dell’Unione Europea ha annunciato che, dopo la decisione della Finlandia, si aspettava che anche la Svezia si unisse alla NRF quale ulteriore passo nella crescente cooperazione con la NATO. Del resto, il collega Sten Tolgfors, ministro della Difesa, nel precedente mese di febbraio aveva dichiarato che l’adesione alla NATO è un passo “naturale” per la Svezia…<br />
Negli stessi giorni, Kurt Volker – allora membro del governo USA, oggi ambasciatore statunitense presso la sede della NATO a Bruxelles – si trovava in Scandinavia per assicurare il contributo di Finlandia e Svezia al teatro afghano ed alla NRF. Contemporaneamente, venivano svolte esercitazioni al largo delle coste settentrionali norvegesi con la partecipazione di forze provenienti da dieci Paesi, tutti membri NATO tranne la Svezia. Si aggiunga, infine, che in quel periodo la Finlandia ha ospitato un corso a livello di ufficiali, per personale NATO, con tema la pianificazione e la gestione delle &#8220;missioni per il mantenimento della pace&#8221;. E’ stata la prima volta che un corso della scuola NATO di Oberammergau in Germania si è tenuto in un luogo diverso.<br />
Dato che l’opposizione pubblica all’adesione alla NATO rimane forte sia in Finlandia che in Svezia, pressoché contemporaneamente in entrambe i Paesi è partita una campagna di stampa favorevole all’opzione atlantista. Così, a maggio 2008, il già citato Jyri Hakamies – parlando al Consiglio Atlantico di Finlandia – ha detto che con le altre nazioni nordiche già parte della NATO, l’adesione di Finlandia e Svezia renderebbe il blocco scandinavo una forza d’influenza all’interno dell’alleanza, aggiungendo “rispetto al potere crescente della Russia”. Nello stesso mese, insieme al collega Tolgfors, è stato autore di un articolo apparso su una rivista svedese per perorare la causa della partecipazione dei due Paesi alle operazioni di sorveglianza aerea svolte dalla NATO.<br />
A giugno 2008, la Finlandia ha ospitato la più grande esercitazione internazionale mai tenuta nel Paese, con circa mille soldati da 25 Paesi membri o associati NATO. Il nuovo ministro degli Esteri Alexander Stubb si è poi incontrato con il Segretario Generale De Hoop Scheffer, in vista del cambio al comando della forza NATO in Kosovo (KFOR), contestualmente al quale il numero dei militari finnici ad essa assegnati è salito a 500.<br />
Ad agosto, il Pentagono ha annunciato l’apertura del suo primo ufficio di rappresentanza in Finlandia. A settembre, giunge la dichiarazione di Martti Ahtisaari &#8211; ex negoziatore per il Kosovo prima dell’aggressione NATO alla ex Jugoslavia del 1999 &#8211; secondo cui il fatto che alcuni Paesi che affermano di appartenere alle democrazie occidentali non siano parte di tutte le relative organizzazioni sarebbe una stranezza, riferendosi poi esplicitamente alla non ancora pervenuta adesione di Svezia e Finlandia alla NATO. Nel successivo mese di ottobre, Ahtissari si è visto assegnare il Premio Nobel per la Pace, il che è molto eloquente circa il Comitato del Nobel piuttosto che riguardo la figura del premiato.<br />
Di lì a poco arriva anche un rapporto governativo finlandese che, per la prima volta nella storia del Paese, presenta l’adesione alla NATO in una luce positiva. Sono gli stessi giorni in cui Finlandia e Svezia diventano gli unici Stati non appartenenti all’Alleanza Atlantica a sottoscrivere un accordo con altri dieci Paesi membri (Bulgaria, Estonia, Ungheria, Lituania, Olanda, Norvegia, Polonia, Romania, Slovenia e Stati Uniti) per l’acquisto e l’utilizzo congiunto di tre vettori per il trasporto aereo Boeing C-17 Globemaster III.<br />
A novembre 2008, quarantaquattro esponenti della cultura e politica svedesi firmano un appello comparso sul quotidiano Svenska Dagbladet che mette in guardia rispetto al tentativo, concertato ma coperto, di trascinare la Svezia nella NATO. Essi lanciano un monito: “Il processo è così maturo che i suoi sostenitori possono dire che ormai la Svezia è già un membro al 90% e che quindi rimane da fare soltanto l’ultimo passo per una piena adesione”.<br />
Ad ulteriore consolidamento del puntello scandinavo-baltico della NATO, a dicembre è diffusa la notizia secondo cui gli Stati baltici sarebbero interessati ad avviare colloqui con i Paesi nordici al fine di gettare le basi per una strategia comune di difesa regionale, rispettosa degli accordi che gli stessi Baltici stanno prendendo con la NATO nel campo della difesa aerea.<br />
A gennaio 2009, la Finlandia rende pubblico l’impegno a raddoppiare l’impiego di truppe in Afghanistan. Essa annuncia anche di stare sostituendo i propri sistemi di difesa contraerea di produzione russa, acquistati solo una decina di anni fà, con missili USA per assicurare l’interoperabilità in ambito NATO. Il Primo Ministro Matti Vanhanen afferma testualmente: “Obiettivi, compiti ed obblighi della NATO corrispondono alle finalità di politica estera e di sicurezza della Finlandia e dell’Unione Europea. E’ e sarà fortemente il caso di valutare l’adesione della Finlandia alla NATO nel futuro. La Finlandia considera la NATO la più importante organizzazione per la cooperazione nel campo della sicurezza militare”. Il titolare degli Esteri Stubb, dal canto suo, propone una scadenza molto ravvicinata per l’adesione, il 2011.<br />
Ed a metà marzo, la NATO ha svolto un’esercitazione nel nord della Norvegia alla quale hanno partecipato 7.000 soldati, simulando un intervento dell’alleanza nei confronti di un tentativo di invasione da parte di un fittizio Stato del Nord, in uno scenario la cui descrizione suggerisce che si possa trattare della Russia.<br />
Gli unici Paesi partecipanti a non essere già membri della NATO sono stati, guardacaso, Finlandia e Svezia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Defensie: opnieuw collega verloren]]></title>
<link>http://quallekop.wordpress.com/2009/09/07/defensie-opnieuw-collega-verloren/</link>
<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 21:15:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Quallekop</dc:creator>
<guid>http://quallekop.wordpress.com/2009/09/07/defensie-opnieuw-collega-verloren/</guid>
<description><![CDATA[Er zijn mensen die beweren dat het aan de kaak stellen van het nut van ‘onze’ aanwezigheid in Afghan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Er zijn mensen die beweren dat het aan de kaak stellen van het nut van ‘onze’ aanwezigheid in Afghanistan gelijk zou staan met het niet steunen van ‘onze’ jongens (en meiden) die uitgezonden zijn naar Afghanistan en andere plaatsen. Dat is een bizarre en tevens een onterechte vergelijking.</strong></p>
<p><strong>Nederland wil – politiek gezien – meedoen als ‘grote jongen’ met de ‘kerels’ van deze wereld. Dat levert aanzien op, in zoverre je daarover kunt praten, want in materieel opzicht en in vergelijk met andere landen hebben we niet zoveel in te brengen. Het levert wel internationaal politieke topfuncties op. </strong></p>
<p><strong>Jaap de Hoop Scheffer, als secretaris-generaal van de NATO, is een goed en recent voorbeeld dat deze bewering ook inderdaad waar is. Zo’n functie lijkt op zich heel wat, maar men moet niet vergeten dat hoe dan ook, de Amerikanen het voor het zeggen hebben binnen de NATO.</strong></p>
<p><strong>We hebben een defensief leger en voor zover de wetgeving daarover duidelijkheid verschaft, zijn de Nederlandse Strijdkrachten er om het Koninkrijk der Nederlanden te verdedigen. Het is dan ook een simpel gegeven dat in Afghanistan geen halve vierkante millimeter te vinden is dat tot het Koninkrijk behoort.</strong></p>
<p><strong>We hebben daar niks te zoeken, en elke militair die daar sneuvelt, geeft zijn leven voor een politieke zaak. Dat is zeer te betreuren. Niettemin verdienen ze onze steun, maar dan om andere redenen dan Den Haag ons telkens voorhoudt.</strong></p>
<p><strong>Hoeveel ‘zeer ervaren en gewaardeerde militairen’ moeten opgeofferd worden voor de zinloze strijd in Afghanistan? Het lijkt wel of elke generatie zo zijn eigen oorlog wil hebben omwille van de zogenaamde wereldvrede, die alleen maar op papier bestaat. In werkelijkheid is er geen vrede…</strong></p>
<p align="center"><a href="http://www.telegraaf.nl/binnenland/4780262/__Defensie__opnieuw_collega_verloren__.html" target="_blank">De Krant:</a></p>
<p>DEN HAAG -&#160; „Vandaag hebben we opnieuw een collega verloren.” Minister Eimert van Middelkoop en staatssecretaris Jack de Vries (Defensie) reageerden zo maandag op het sneuvelen van de 44-jarige sergeant-majoor Mark Leijsen in de Afghaanse provincie Uruzgan. Zondag sneuvelde korporaal Kevin van de Rijdt (26) in Uruzgan, maar in een heel ander gebied. De bewindslieden zijn opnieuw diep geraakt. </p>
<ul></ul>
<p><a href="http://www.telegraaf.nl/"><img style="display:inline;margin:0 5px 0 0;" align="left" src="http://images2-telegraaf.nl/multimedia/archive/00382/middelkoop_anp_382491d.jpg" /> </a><em><font size="1">Minister van defensie Eimert van Middelkoop. Foto: ANP</font></em></p>
<p>Volgens hen heeft Leijsen een belangrijke rol gespeeld „bij het creëren van een veilige omgeving” voor de Afghaanse bevolking en het opleiden van het Afghaanse leger. „Hij was een zeer ervaren en gewaardeerde militair. De krijgsmacht verliest met hem een bijzonder mens.” </p>
<p>Leijsen behoorde tot het 101e Geniebataljon, dat is gelegerd op de Prinses Margrietkazerne in Wezep. Zijn woonplaats is nog niet bekendgemaakt. Van Middelkoop en De Vries laten weten dat hun gedachten bij zijn vrouw, zoon, familie, vrienden en collega&#8217;s zijn. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Afghanistan: sex or starve! What's the issue?]]></title>
<link>http://keitherice.wordpress.com/2009/08/17/afghanistan-sex-or-starve-whats-the-issue/</link>
<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 13:03:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>keitherice</dc:creator>
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<description><![CDATA[If the stories are true - and there does seem to be some confusion in the accounts &#8211; then Hami]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>If the stories are true - and there does seem to be some confusion in the accounts &#8211; then <strong>Hamid Karzai’s</strong> government sneaked into law on 27 July an amended version of the <em>Personal Status Law </em>for Afghanistan’s minority Shi’ite population. (Around 15% of the country’s 30 million citizens &#8211; the vast majority of whom are Sunnis, to whom the new law does not apply.) </p>
<p>The coming into law of this measure certainly does seem ‘sneaked’. With the likes of <strong>Barrack Obama</strong>, <strong>Gordon Brown</strong>, France&#8217;s Human Rights Minister <strong>Rama Yade</strong> and <strong>NATO</strong> boss <strong>Jaap de Hoop Scheffer</strong> joining the international chorus of protest against the original version of the bill in the Spring, Karzai promised to review the measure before implementing it. Now, just days before the increasingly tightly-contested elections, he appears to have sneaked it into law with some different words but the same meanings.</p>
<p><a title="Human Rights Watch" href="http://www.hrw.org/" target="_blank">Human Rights Watch</a> says it has seen a copy of the final law that requires Shia women to satisfy their husbands’ sexual appetites at least every 4 days, an article which critics have said could be used to justify marital rape. It enshrines a husband&#8217;s right to withdraw basic maintenance from his wife, including food, if she refuses to comply with his sexual demands. (Cue: Western media frenzy about frustrated husbands starving their wives&#8230;!)</p>
<p>The law also requires women to get permission from their husbands to work and grants guardianship of children exclusively to their fathers and grandfathers. Additionally, it is claimed that it effectively allows a rapist to avoid prosecution by paying ‘blood money’ to a girl who was injured when he raped her.</p>
<p>The law was designed, initially in secret, by a powerful, hard-line Shia leader, <strong>Ayatollah Asif Mohseni</strong>, and is supported by conservative Shia leaders in parliament. And it is clearly the votes of Shia fundamentalists Karzai is hoping to win with this measure.</p>
<p>The fact the new law is actually in flagrant contravention of Afghanistan’s post-Taliban constitution simply doesn’t seem to bother Karzai. Small wonder that the Pashtun people, who comprise most of the <strong>Taliban’s</strong> cannon fodder, regard Karzai’s people as far less trustworthy than the fundamentalists.</p>
<p>Which leads to the question: has the West once again, through an inability to understand cultural differences - different memes for the BLUE <a title="vMEMES" href="http://www.integratedsociopsychology.net/vmemes.html" target="_self">vMEME</a> - inappropriately backed unhealthy, corrupt RED? (In recent history just think: the <strong>Shah</strong> in Iran&#8230;<strong>Saddam Hussein</strong> in Iraq&#8230;.)</p>
<p><strong>Perspective needed?</strong><br />
Of course, to Western GREEN, Karzai’s new law is horrendous &#8211; a betrayal of both the rights of Afghanistan’s post-Taliban women (supposedly protected by the constitution) and the democratic values the West’s costly military mission is meant to support.</p>
<p>But maybe some perspective is needed here&#8230;?</p>
<p>Certainly Karzai’s regime is riddled with corruption. The man himself appears neither to have the dread authority of a feudal lord nor the understanding of Western-style <strong>Democracy</strong> and the commitment to make it work. As such, he seems unfit to lead Afghanistan through the transition from primitive <strong>theocracy</strong> vs warlord banditry (pre-2001 invasion) to multicultural Democracy, the West’s avowed aim for this society. Yet the West, by its espousal of the bloodstained warlords of the <strong>Northern League</strong> and its use of their men as its footsoldiers in the 2001 invasion, approved corruption, blood lust, rape, torture, war crimes, etc, by small-minded leaders. What kind of people did the West really expect to emerge from the dust of battle to assume power in its new regime?</p>
<p>Karzai’s record shows him to be a formidable operator but he seems completely at sea at times in mastering his own government. It’s not beyond possibility that he personally is relatively clean; it’s just his regime, born from the Western-backed excesses of the Northern League, seems irredeemably corrupt.</p>
<p>If Karzai is becoming more and more a weakling desperately trying to cling to power through foul means or fair, then let’s not forget WHERE he came from and WHO put him where he is.</p>
<p>As to <em>marital rape</em> - and Mohseni denies his law explicitly authorises this as Islam is against women being forced to have sex &#8211; how ever offensive the very concept might be to sophisticated Western thinkers in the first decade of the 21st Century, let’s not get too precious about this. It was only in 1994 that the <em>Criminal Justice Act</em> made marital rape illegal in the UK.</p>
<p>Though there’s a good deal of no-consequences RED driving decisions at the personal level – eg: the recent expenses scandals – at the strategic/policy level British political thinking tends to have been dominated post-1960s by the BLUE, ORANGE and, increasingly, GREEN vMEMES. Afghanistan is largely dominated by the PURPLE, RED and, to some extent, BLUE vMEMES. So it’s perhaps unreasonable to expect Afghans overall to share the same values as a modern Western democracy. On the Spiral their thinking overall, as a society, is just not where much of the West is&#8230;yet.</p>
<p>(Which is not to say there aren’t individuals and even sections of Afghan society with much more complex thinking, just as there many parts of Britain where PURPLE and RED dominate the thinking of local populations, rather than BLUE or ORANGE.)</p>
<p>Using the Lower Quadrants of <a title="4Q/8L" href="http://www.integratedsociopsychology.net/4q8l.html" target="_self">4Q/8L</a>, therefore, we can see that, if there is to be balance - <strong>homeostasis</strong> &#8211; then the thinking of the people in terms of what is socially acceptable behaviour (Lower Left) – has to be reflected in the laws under which they are governed (Lower Right). Actually, when you think of the <em>Personal Status Law</em> in these terms, Karzai has matched a law specifically to the <strong>sub-culture</strong> concerned. How ever offensive GREEN-led Westerners might find this law, in terms of 4Q/8L, it may not be too bad a match.</p>
<p>As to males having exclusive guardianship of children, as any <strong><em>Social Anthropologist</em></strong> will tell you, pre-industrial societies in Africa and the East often have had ways of managing <strong>descent</strong> and parenting which seem at odds with modern Western values - yet these ways have worked successfully for their societies for generations.</p>
<p>When the Western media work themselves up into the kind of outraged frenzy they have over the past 48 hours, it does nothing for the causes of our troops and diplomats in Afghanistan. All it does is drive another wedge between the Afghan government and the West and convince the hardliners that we have no understanding or respect for their values.</p>
<p>Of course, the <em>Personal Status Law</em> should be reported on - as should the marches against it in Kabul in April by women protestors (and the rough treatment they received) - but in ways that seek to understand it in terms of <em>their</em> culture primarily, rather than ours. Otherwise, we operate from what cross-cultural researcher <strong>John Berry</strong> (1969) called an <strong>imposed etic</strong> – treating other <strong>cultures</strong> as though they should be operating from our values and then judging them negatively because they don’t.</p>
<p><strong>Afghanistan has greater priorities – first things first!</strong><br />
In the grand scheme of things, allowing a smallish <strong>ethnic minority</strong> to conduct their marital relations in a way many Westerners consider offensive <em>these days</em> is proverbial ‘small beer’.</p>
<p>What is ‘big beer’ is defeating the Taliban militarily while sucking their less ardent supporters into more mainstream politics. Using the <a title="Assimilation-Contrast Effect" href="http://www.integratedsociopsychology.net/assimilation-contrast_effect.html" target="_self">Assimilation-Contrast Effect</a>, we need to draw the moderates into consensus, not drive them into the arms of the extremists by condemning their values.</p>
<p>Does that mean I would condone a woman being faced with having to give in to her husband’s demands or going without food? Does that mean I want women being controlled by men?</p>
<p>Not a bit of it! But I don’t have to share Ayatollah Asif Mohseni’s values to appreciate that they are what we have to work with for that group of people.</p>
<p>From <strong>Abraham Maslow’s</strong> <a title="Hierarachy of Needs" href="http://www.integratedsociopsychology.net/assimilation-contrast_effect.html" target="_self">Hierarchy of Needs</a> (1943) through the <a title="Graves Model" href="http://www.integratedsociopsychology.net/graves_model.html" target="_self">Graves Model</a> (1971) to <strong><em>Spiral Dynamics</em></strong> (1996), the principle is clear: lower level needs and aspirations need to be met before people can move onto higher level needs and aspirations. First things first! PURPLE tribes need safety and security and good intra-tribal health which their leaders’ RED does not abuse to the point where trust in them becomes compromised. BLUE needs to really get into the machinery of the state to make it more efficient and less corrupt. BLUE also needs to dump the RED-BLUE zealots out of the mosques and make sure what is taught is focussed on those Pillars of Islam, such as <em>Zakah</em> (charity), which build up community cohesion.</p>
<p><em>Then</em> ORANGE entrepreneurship can get on with wealth creation and the development of future-focused leaders, allowing GREEN to start to work its way through with the egalitarianism which will undermine male control of women and eventually outlaw marital rape.</p>
<p>Working through 4Q/8L’s Lower Quadrants, we need to make sure every level is developed healthily&#8230;organically. We can’t jump levels or apply incredible pressure and expect it all suddenly just to fall in place. Each level needs to be nurtured to its nodal peak and then encouraged to give way to the vMEME which is next.</p>
<p>Thanks to <strong>Don Beck’s </strong><a title="MeshWORKS" href="http://www.integratedsociopsychology.net/meshworks.html" target="_self">MeshWORKS</a> (1998) concept, it is possible to work with multiple vMEMES at once, thus making the process both faster and much more integrated. But close attention still needs to ensure that, as one vMEME’s health is developed, it supports the development of the health of the next vMEME above it on the Spiral.</p>
<p>Thus, from an <a title="Integrated SocioPsychology" href="http://www.integratedsociopsychology.net/integrated_sociopsychology.html" target="_self">Integrated SocioPsychology</a> perspective, through gritted teeth, we can let Hamid Karzi introduce his ‘obnoxious law’ as a means to an end, knowing the respect it shows Shia traditions and values will help to minimise drift to the Taliban. And we know also that, eventually, GREEN will be strong enough in Afghanistan to dissemble that law.</p>
<p>But only if we work with the values those people have now – what is – rather what we think they should be. As John Berry undoubtedly would say, healthy cultural development is grown, not imposed. It’s a mistake the West has been making for 600 years – and it’s time we stopped!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Montenegro diventa una base]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/08/11/il-montenegro-diventa-una-base/</link>
<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 06:22:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
<guid>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/08/11/il-montenegro-diventa-una-base/</guid>
<description><![CDATA[A seguito di una consultazione referendaria, il Montenegro ha dichiarato la propria indipendenza il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2008/04/montenegro.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-249" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/04/montenegro.jpg" alt="" width="136" height="142" /></a></p>
<p>A seguito di una consultazione referendaria, il Montenegro ha dichiarato la propria indipendenza il 21 maggio 2006. Con un territorio di 14.000 kmq (meno della Puglia) e 650.000 abitanti, è stato il 192° ed ultimo Stato ad entrare nell’ONU.<br />
A distanza di soli sette mesi, aveva già aderito al Partenariato per la Pace della NATO. I montenegrini però non sono mai stati interpellati sulla questione, ed alcuni sondaggi suggeriscono che un 70% di loro voterebbe contro l’ingresso nell’Alleanza Atlantica se avesse l’opportunità di farlo. <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/03/24/al-castello-di-rambouillet/">La principale ragione di questa ostilità sta nell’aggressione della NATO alla ex Jugoslavia del 1999.</a><br />
Nel giugno dell&#8217;anno scorso, la NATO ha svolto un proprio seminario a Podgorica, capitale del Paese. Dopo solo due settimane, è stato lanciato un cosiddetto “Dialogo Intensificato” tra la NATO ed il Montenegro. A novembre 2008, il Presidente Milo Djukanovic – dopo esser stato rassicurato che “la NATO non è stanca di allargarsi” (testuali parole dell&#8217;ex segretario generale Jaap de Hoop Scheffer) – ha presentato formale domanda di ingresso nell’alleanza, tradottasi in un Piano d’Azione Individuale per l’Adesione.<br />
Il mese successivo, il Montenegro e la Bosnia sono stati accolti nella “Catena Adriatica” (Adriatic Charter), il meccanismo di cooperazione intrapreso sotto l’egida statunitense nel 2003 per coordinare gli sforzi di Albania, Croazia e Macedonia durante il loro cammino di avvicinamento alla NATO <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/04/02/albania-e-croazia-sono-pronte/">(conclusosi solo per i primi due Paesi)</a>.<br />
Il 17 dicembre scorso, l’ambasciatore negli Stati Uniti Miodrag Vlahovic ha firmato un <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/11/18/status-of-force-agreement-sofa/">SOFA</a> che stabilisce termini e condizioni per lo stazionamento di forze militari di tutti i Paesi membri NATO in Montenegro.<br />
Ad inizio febbraio 2009, Frank Boland, direttore della Pianificazione per la Politica di Difesa della NATO, ha dichiarato ad un quotidiano balcanico che il Montenegro potrebbe diventare un membro dell’alleanza nel 2012, una volta che il Paese si sia adeguato agli standard NATO per quanto riguarda l’addestramento delle truppe.</p>
<p>Lo scorso 28 luglio, il Montenegro ha annunciato di stare assegnando un contingente iniziale di 40 soldati alla missione <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/09/25/isaf/">ISAF</a> in Afghanistan.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Time of Change for the NATO?????]]></title>
<link>http://puschiii.wordpress.com/2009/08/02/390/</link>
<pubDate>Sun, 02 Aug 2009 18:39:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Julie</dc:creator>
<guid>http://puschiii.wordpress.com/2009/08/02/390/</guid>
<description><![CDATA[Rasmussen,new GS of the NATO and potential EU President Blair: a strong alliance?? Since the beginni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_401" class="wp-caption alignleft" style="width: 400px"><img class="size-full wp-image-401 " title="z6u7i8ko" src="http://puschiii.wordpress.com/files/2009/08/z6u7i8ko.jpg" alt="Rasmussen,new GS of the NATO and potential President Blair: a strong alliance??" width="390" height="270" /><p class="wp-caption-text">Rasmussen,new GS of the NATO and potential EU President Blair: a strong alliance??</p></div>
<p>Since the beginning of the month, <strong>Anders Fogh Rasmussen</strong>, former Danish Prime Minister, is  the new <strong>General Secretary </strong>of the <strong>NATO</strong>. Could this be evidence for a new policy strategy of the defence organisation and a stronger presence of NATO troops in e.g. Afghanistan?</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong>UPDATE August 3rd:<br />
</strong></p>
<p>In his official <strong>opening speech </strong>today, Mr. Rasmussen said about Afghanistan: <span style="color:#ff0000;">&#8220;Let no Taliban propaganda say that what I say means a run for the exit &#8212; it is not. We will support the Afghan people for as long as it takes. But it will not be easy and the past months have made that bitterly clear&#8221;. </span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;">Furtheremore, he told German TV station ZDF: <span style="color:#ff0000;">&#8220;I think there is no alternative to a broad military operation.&#8221;</span></span></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;">Seems like Mr. Rasmussen is determind to end <strong>Jaap de Hoop Scheffer</strong>&#8217;s sweet-talking!!!! Good, good&#8230;.</span></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
</span></span></p>
<p>Clear is that Rasmussen has to be called an <strong>interventionist</strong>. He has sent Danish troops, together with the US, Britain and other allies, to <strong>Iraq</strong> as well as <strong>Afghanistan</strong>. That’s why he is often accused of being a <strong>crusader</strong> a là <strong>Bush</strong> and <strong>Blair</strong>.</p>
<p>Imho, it’s of course brilliant that the NATO has decided for a man who obviously understood that <strong>radical Islam </strong>is an acute threat to the West and that <span style="color:#ff0000;">we have <em>reac</em><em><em>hed a point where </em><em>action</em><em> </em>is</em> needed, and needed now, while we still have an opportunity to act</span>.</p>
<p>He once stated that: <span style="color:#ff0000;">“This is not a clash of cultures and religions but progress ands fundamentalism, between democracy and dictatorship, between freedom and oppression. In this this struggle you can’t stay neutral”</span></p>
<p>This quote by him strongly reminds me of the following made by <strong>Tony Blair</strong>: <span style="color:#ff0000;">”It’s not a clash of civilisations. It’s about civilisation, about the ideas that shape it. It is the age-old battle between progress and reaction, between those who embrace the modern world and those who reject its existence — between optimism and hope, on the one hand, and pessimism and fear, on the other”.</span></p>
<p>Both are so right of course.</p>
<p>Just today, the <strong>House of Commons Foreign Affairs Committee</strong> indicated that the struggle for Afghanistan is far from being over and that the NATO is strongly recommended to play a bigger role in the region.</p>
<h3><span style="color:#ff0000;">Maybe, Rasmussen is exactly the right guy, at the right place, at the right time…..</span></h3>
<p>(and if Tony really is to become new President of the EU, he would probably be a strong partner for him…)</p>
<p><span style="color:#ffffff;">jjjj</span></p>
<p>Seit Anfang diesen Monats ist <strong>Anders Fogh Rasmussen</strong>, ehemaliger Dänischer Premier Minister, nun neuer <strong>NATO Generalsekretär</strong>. Deutet dies vielleicht auf eine Änderung der Politik des  Verteidigungsbundes hin und könnte zu einem verstärkten Engagement von NATO Truppen z.B. In Afghanistan führen?</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>UPDATE 3 August:</strong></p>
<p><strong> </strong>Folgendes hat Herr Rasmussen heute in seiner <strong>Eröffnungsrede kundgetan</strong>:<span style="color:#ff0000;">„Hört nicht auf irgendeine Taliban Propaganda, welche behauptet dass was ich sage bedeute einen schnellen Abzug-das ist nicht der Fall. Wir werden die Afghanen so lange wie nötig unterstützen. Aber es wird alles andere als einfach sein wie die letzten Monate deutlich gezeigt haben“.</span></p>
<p>Außerdem sagte er dem Deutschen Fernsehsender ZDF: <span style="color:#ff0000;">&#8220;Meiner Meinung nach gibt es keine Alternative zu einer ausgedehnten Militäraktion&#8221;</span></p>
<p>Es sieht so aus als sei Herr Rasmussen fest dazu entschlossen den Schmusekurs von <strong>Jaap de Hoop Scheffers</strong> zu beenden!!! Gut, gut&#8230;.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Fest steht, dass man Rasmussen als <strong>Interventionisten</strong> bezeichnen muss. Er schickte, zusammen mit den USA, Großbritannien und anderen Alliierten, dänische Truppen sowohl in den <strong>Irak</strong> als auch nach <strong>Afghanistan</strong>. Daher darf er sich oft den Vorwurf anhören wie ein <strong>Kreuzritter</strong> a là <strong>Bush</strong> und <strong>Blair</strong> in den Krieg gezogen zu sein.</p>
<p>Ich begrüße selbstverständlich, dass die NATO sich für einen Mann entschieden hat der offensichtlich verstanden hat, dass der <strong>radikale Islam</strong> eine akute Bedrohung für den <strong>Westen</strong> darstellt, <span style="color:#ff0000;">und dass wir einen Punkt erreicht haben wo Handlung gefragt ist, und zwar jetzt, wo wir noch die Möglichkeit dazu haben.</span></p>
<p>In Bezug drauf sagte er einmal: <span style="color:#ff0000;">&#8220;Dies ist kein Wertekampf zwischen Kulturen und Religionen, sondern zwischen Aufklärung und Fundamentalismus, zwischen Demokratie und Diktatur, zwischen Freiheit und Tyrannei. In diesem Kampf kann man nicht neutral sein&#8221;</span></p>
<p>Diese Aussage erinnert mich sehr stark an folgendes Zitat von <strong>Tony Blair</strong>: <span style="color:#ff0000;">”It’s not a clash of civilisations. It’s about civilisation, about the ideas that shape it. It is the age-old battle between progress and reaction, between those who embrace the modern world and those who reject its existence &#8212; between optimism and hope, on the one hand, and pessimism and fear, on the other&#8221;.</span></p>
<p>Recht haben sie beide alle Male.</p>
<p>Gerade heute noch hat die <strong>britische außenpolitische Kommission</strong> darauf hingewiesen, dass der Kampf um Afghanistan lange noch nicht vorbei sei und die NATO sich dringend stärker einbringen müsse.</p>
<p>……</p>
<h3><span style="color:#ff0000;">Vielleicht ist Rasmussen genau der richtige Mann, am richtigen Ort, zur richtigen Zeit??!?!?!  &#8230;&#8230; </span></h3>
<p><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;">(und falls Tony wirklich neuer EU Präsident werden sollte,wäre es sicherlich ein starker Partner für ihn&#8230;.)</span><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una guerra sporca, senza onore]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/07/30/una-guerra-sporca-senza-onore/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 06:10:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
<guid>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/07/30/una-guerra-sporca-senza-onore/</guid>
<description><![CDATA[L’esordio in Afghanistan. L’avventurismo bellico della Repubblica delle Banane continua ad irrobusti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/07/sarissa.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-575" title="sarissa" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/07/sarissa.jpg?w=279" alt="sarissa" width="279" height="300" /></a></p>
<p><em>L’esordio in Afghanistan.<br />
L’avventurismo bellico della Repubblica delle Banane continua ad irrobustirsi ed a costare alla gente perbene altri miliardi di euro</em>,<br />
di <strong>Giancarlo Chetoni</strong></p>
<p>La pianificazione del coinvolgimento bellico dell’Italietta in Afghanistan nasce nella Sede del Comando Generale Alleato per il Sud Europa nei mesi successivi al Novembre 2001.<br />
Se la campagna aerea USA ha spazzato via le posizioni tenute dalle forze pashtun a est a sud ed a nord del Paese e disperso sul terreno le sue formazioni combattenti con il sostegno dei Signori della Guerra dell’Alleanza del Nord del calibro di Daud, a libro paga della CIA, accusato recentemente di efferati crimini di guerra, per la Coalizione il lavoro che resta da fare nel Paese delle Montagne è semplicemente enorme.<br />
Il nemico non mollerà facilmente la presa. La morfologia del territorio, la sua estensione, una viabilità primitiva che si inerpica su tornanti di montagna, la totale mancanza di una decente rete stradale di altopiano, l’assenza di risorse minerali ed energetiche da depredare, una struttura sociale e religiosa reiteratamente refrattaria, ostile, a modelli di civiltà estranei ed una struttura statale inesistente fanno dell’Afghanistan, per bene che vada, un grosso buco nero.<br />
I comandanti locali taliban, anche se danno l’ordine di smobilitazione, inviteranno i militanti a mimetizzarsi alle periferie delle città lasciando nei centri urbani i combattenti più determinati per avere occhi, orecchie e braccia alle spalle degli aggressori.<br />
I nuclei pashtun che non saranno sciolti o distrutti esfiltrano un po’ alla volta dalle aree sottoposte a rastrellamenti e bombardamenti per trovare riparo nei fondovalle, nelle aree rurali e nei villaggi di montagna.<br />
Anche se la vittoria è stata facile, quasi senza perdite, gli analisti militari USA e NATO sanno che tenere sotto stretto controllo militare l’intero Afghanistan non sarà né semplice né facile. Occorrerà chiedere ed ottenere, ancora una volta, il sostegno politico, economico e militare alla cosiddetta Comunità Internazionale, a quella nuova e vecchia Europa dell’Est e dell’Ovest, all’Inghilterra, al Canada, a Stati Criminali e Repubbliche delle Banane.<br />
La nostra (!?) avventura militare prende così ufficialmente avvio sulle montagne di Kost, dopo un anno di preparazione logistica e di acclimatamento, nel Luglio 2003 con un distaccamento di paracadutisti della Folgore coinvolto in un primo conflitto a fuoco con presunte formazioni terroriste che, quella volta, si sganciano nell’oscurità. <!--more--><br />
Li guida il colonnello Bertolini, attuale Vice-Comandante Generale di ISAF con sede a Kabul.<br />
Lo sostituirà il Generale Graziano, Capo Missione UNIFIL in Libano dal 2006.<br />
Elemento che la dice lunga sulle modalità con cui le Segreterie Generali dell’ ONU impongono agli Stati membri in aree regionali ad alto rischio come Libano e Kosovo Comandanti Militari o Rappresentanti Plenipotenziari che imparziali non possono certo essere.<br />
A quel tempo, la task force Nibbio a ridosso del Waziristan è già forte di 1.000 uomini mentre altri 450 militari italiani sono impegnati nel controllo di Kabul con la <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/09/25/isaf/">forza di stabilizzazione ISAF-NATO</a>.<br />
Il campo dei ribelli che si sono scontrati con la Folgore verrà distrutto nelle ore successive da una squadriglia di cacciabombardieri di Enduring Freedom.<br />
Le perdite subìte dai “terroristi“ assommeranno a 70 morti e 130 feriti. Questo allora scrisse e riferì il corrispondente locale dell’Agenzia afghana Pajhwok.<br />
I sopravvissuti dopo le cure mediche verranno avviati al <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/06/16/guantanamo-si-e-spostata-in-afghanistan/">carcere di Bagram</a>, un centro di detenzione dove “polizia segreta“ di Karzai e consiglieri militari USA si lavoreranno i prigionieri superstiti con gli stessi metodi di interrogatorio che a quel tempo stanno già facendo scuola in tutto l’Iraq.<br />
La Folgore spedita in Afghanistan dal Ministro della NATO Martino a ridosso del Pakistan alloggerà negli accantonamenti di una base di “Forze Speciali” e Ranger a stelle e strisce.<br />
Per la stampa internazionale sarà il compound “Salerno“.<br />
Non è mai stato accertato se dietro al nome affibbiato a quell’“avamposto“ ci fosse stata una deliberata volontà del comandante della base o del suo Stato Maggiore di ricordare con malizia agli “scarponi“ della Folgore cosa fosse successo in Italia il 9 Settembre 1943 tra le località marittime di Maiori e Agropoli con l’operazione Avalanche della 5° Armata capeggiata dal Generale statunitense Clark, quattordici mesi dopo El Alamein.<br />
Mentre il Governo Berlusconi apre la campagna afghana impegnando gli effettivi di quattro battaglioni, lo Stato Maggiore della Difesa affida al capitano di fregata Bruno Vianini del Comsubin, un reparto di èlite della NATO, la missione di organizzare il trasferimento di personale e logistica dall’Italia a Herat.<br />
Il comandante Vianini, uomo di punta del Cos (il Comando delle Forze Speciali di Centocelle), perderà la vita il 4 Febbraio 2005 a bordo di un 737 della Kam Air che si schianterà contro una montagna a sud est di Kabul. Con lui moriranno due italianissimi addetti, si disse, alla “cooperazione“ di cui ancora oggi non si conosce l’identità.<br />
Il ché porta a 16 il numero dei caduti in “missione di pace“ nella Terra delle Montagne.<br />
L’approntamento del Provincial Reconstruction Team (PRT) va comunque avanti con l’arrivo di altro personale militare.<br />
Un C-130 sbarca il primo “advanced party“ di sette unità, poi ne arrivano altri 40 appartenenti all’Aviazione, alla Marina, all’Esercito e all’Arma dei Carabinieri fino al raggiungimento dei 400 militari previsti.<br />
A ruota entreranno in organico a quello che diventerà il West Rac di Herat e al Comando di Kabul gli inviati del Ministero degli Esteri ed i primi collaboratori delle <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/02/23/il-milione-scomparso-dellafghanistan/">ONG a libro paga della Farnesina</a>.<br />
Si farà vedere da quelle parti anche un cappellano militare che erigerà con manodopera locale la prima chiesa, in muratura, con i fondi della cooperazione pro Afghanistan.<br />
La costruzione di un aeroporto militare a cemento spessorato di 625.000 mq completerà la prima fase di approntamento. Il materiale logistico e militare trasportato a Herat dall’Italia con uno scalo intermedio di sosta e rifornimento ad Al Bateen negli Emirati Arabi Uniti raggiungerà dal 2003 al 2008 le 22.500 tonnellate.<br />
Camp Arena e Camp Vianini saranno destinati ad essere i nodi focali di una imponente, sofisticata e costosissima struttura militare finalizzata al controllo del territorio ed all’interdizione terrestre ed aerea di formazioni “terroriste“ nelle province di Herat, Farah, Bagdis e Ghor.<br />
Non si disdegnerà di organizzare un servizio di intelligence a base di “palloni“ radar ed antenne satellitari per tentare di metter naso anche nello spazio aereo dell’Iran mentre si allestisce il centro comando e controllo per gli <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/06/23/rischi-e-costi-degli-aerei-senza-pilota/">UAV Predator</a>.<br />
Aerei senza pilota, con capacità di bombardamento, di cui si parlava da tempo a mezza bocca a Palazzo Baracchini ma che nessun Consiglio Supremo della Difesa, di Palazzo Chigi o Consiglio dei Ministri aveva ancora ufficialmente deliberato di inviare al PRT di Herat.<br />
I politici sapevano bene quello che facevano i militari ma nel 2003 occorreva ancora rispettare un approccio alla riservatezza, alla gradualità delle notizie per far digerire un po’ alla volta la faccenda all’opinione pubblica.<br />
<a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/03/03/biancanato/">L’Ammiraglio Di Paola</a> nel frattempo annota : “Le operazioni procedono per il meglio in un clima che non esito a definire del tutto favorevole e di ottima sinergia con le autorità locali“ aggiungendo per ultimo nel rapporto che “garantire la sicurezza costerà inevitabilmente molto al Paese soprattutto se lo sforzo italiano si protrarrà, come previsto, nel tempo al fine di garantire una piena vittoria contro il terrorismo“.<br />
Il Segretario Generale Jaap De Hoop Scheffer fisserà a distanza di qualche settimana <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/03/22/resteranno-in-afghanistan-per-almeno-25-anni/">la scadenza dell’impegno NATO in Afghanistan a 25 anni (!)</a> durante una conferenza stampa al Comando Generale di Bruxelles.<br />
Fra un De Hoop Scheffer che passerà le consegne al danese Rasmussen il prossimo 1 Agosto 2009 e <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/05/20/una-nuova-leadership-usa-per-lafghanistan/">quel pinocchio di Obama che parla di exit strategy</a> dall’Afghanistan mentre aumenta da 31 a 57mila i militari di Enduring Freedom e ISAF che, alla zitta, un po’ alla volta sta portando i militari dell’Alleanza Atlantica al raddoppio, appare decisamente più credibile l’olandese con il coltello tra i denti.<br />
Di Paola , dal canto suo, è attualmente Presidente del Comitato Militare della NATO. L’incarico gli sarà dato da Bruxelles nel Novembre 2007 quando ancora esercita le funzioni di Capo delle Forze Armate Italiane. Napolitano e Berlusconi per l’occasione inneggeranno senza un briciolo di pudore al ruolo riconosciuto all’Italia nelle strutture di comando dell’Alleanza Atlantica.<br />
A livello politico, il Ministro Martino otterrà già a partire dal Giugno 2002 il pieno sostegno dell’“opposizione“ di centro-sinistra in vista della preparazione della “missione di pace“ in Afghanistan.<br />
Appoggio che gli verrà confermato per un’intera legislatura nelle Commissioni di Palazzo Madama e Montecitorio, nel voto a Camera e Senato e nei successivi iter parlamentari per l’approvazione degli stanziamenti finanziari semestrali fino all’Aprile 2006.<br />
Poi sarà la volta del Governo Prodi. Dall’estate di quello stesso anno diventerà operativa nelle provincie di Herat e di Farah la <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/03/18/operazione-sarissa/">Task Force 45</a>, la più grande unità di “forze speciali“ messa in campo dall’Italia dall’“Operazione Ibis“ in Somalia, dirà l’esperto militare Gianandrea Gaiani. La guerra dell’Italia in Afghanistan sta per fare un decisivo salto di “qualità“.<br />
Si passerà dalla “risposta armata proporzionata all‘offesa“ alla ricerca ed alla distruzione del nemico con l’attacco preventivo da terra, l’intervento della forze aeree ed i rastrellamenti, di annientamento, contro formazioni isolate di coraggiosissimi straccioni pashtun.<br />
Gente senza capacità di movimento e di contrasto che si affidano per la sopravvivenza alla mimetizzazione in aree tribali pashtun. Si passerà dal peace keeping &#8211; peace enforcing ad uno stato di guerra dove tra aggressori ed aggrediti c’è un abissale squilibrio di forze.<br />
L’Italietta comincerà per conto della NATO a combattere una guerra sporca, senza onore, finalizzata a generare cattiveria e ad alzare il livello di uno scontro che ci vede invadenti invasori, destinati alla sconfitta.<br />
L’avventurismo della Task Force 45 servirà da miccia per far esplodere un dibattito politico finalizzato alla rimozione dei caveat.<br />
Chi l’ha spedita in Afganistan ne conosce l’addestramento e l’aggressività, sa di poter contare su una struttura di comando di assoluta fedeltà “atlantica“, su una censura militare a prova di bomba e di <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/05/31/informazione-atlanticamente-corretta-2°-puntata/">un parco gazzettieri addetti al depistaggio</a>.<br />
Della Task Force 45 faranno parte incursori-guastatori dei Ranger del 4° Alpini, del Comsubin, del 9° Col Moschin, del 185° Rao Folgore, duecento uomini in tutto che opereranno a fianco di famigerate unità killer della Delta Force statunitense e delle SAS britanniche responsabili tra l’altro dell’uccisione del Maresciallo Lorenzo D’Auria del SISMI.<br />
Morte su cui gravano interrogativi e sospetti anche questa volta rimasti senza risposta.<br />
La Task Force “Sarissa“ più volte solleciterà, prima, durante e dopo gli inseguimenti a caldo contro i taliban, il dispositivo di sorveglianza e di attacco elicotteristico ed aereo oltre che di ISAF anche di Enduring Freedom con piloti e navigatori che da quelle parti non vanno certo per il sottile.<br />
I caduti pashtun nelle aree delle province di Herat e Farah si conteranno a centinaia, decine saranno i bambini, le donne e gli anziani uccisi, feriti o seppelliti sotto le macerie di villaggi costruiti con mattoni di paglia e fango. Hanefi e Strada, per averne parlato, dovranno passare per le pesanti attenzioni della polizia segreta di Karzai che agisce per conto di USA e NATO.<br />
Prodi, Parisi e D’Alema lasceranno correre, defilandosi.<br />
Sull’Afghanistan scenderà un silenzio di tomba. L’opinione pubblica del Bel Paese dovrà accontentarsi, da quel momento in poi, di <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/10/03/la-marchetta-di-raitre/">un‘“informazione“ fatta di marchette</a>.<br />
In Afghanistan si sta consumando un autentico genocidio con l‘autorizzazione ed il sostegno dell‘ONU e dell’Occidente. In Afghanistan non ci sono militari né dell’intera Asia, né dell’Africa né dell’America Indio Latina.<br />
Una pace lorda di un fiume di sangue che Quirinale, Governo, Maggioranza ed “Opposizione“ ritengono “irrinunciabile“ per la “nostra sicurezza“ con la variante farsa (ben programmata dai Poteri Forti e mediaticamente efficace ad incanalare consensi) della Lega di Bossi.<br />
Quando La Russa definisce le preoccupazioni di Bossi quelle di un “papà buono“ imprimendogli di fatto il marchio del handicappato scosso da un tremito incoercibile, e <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/06/04/missione-di-pace/">la “missione di pace“ in Afghanistan “irrinunciabile“</a>, il Ministro della Difesa in realtà con una fava vuole cogliere due piccioni usando il “Ministro delle Riforme“ per indirizzare il consenso di una parte dell’elettorato di sinistra verso la Coalizione di Governo di cui la Lega fa parte, ribadendo al contempo per il Popolo delle Libertà una posizione, come ha dichiarato, “indefettibilmente“ schierata con la NATO in Afghanistan. Che a difesa delle dichiarazioni del Capo della Padania si sia schierato un mangia-islamici come Calderoli fa capire con estrema chiarezza la studiata strumentalità della parte fatta recitare a Bossi da Poteri Forti, Governo ed Istituzioni. Il sospetto lancinante è che Bossi, rimbambito com’è, non sia nient’altro che il cimbello del nostro pruriginoso, e molto fuori di testa, Presidente del Consiglio Berlusconi.<br />
<a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/07/24/riportiamo-a-casa-i-nostri-militari/">Il mantra da recitare è che stiamo (stanno) in Afghanistan per garantire, pensate un po’, la nostra sicurezza.</a> Lo dicono tutti i “politici“. Lo ha ribadito più volte anche il Capo della Repubblica dalla città di Pulcinella indossando un bel feltro bianco modello Panama. Peccato che evitino accuratamente di dirci gli autentici come e perché.</p>
<p><em>Postilla numerica</em><br />
Roma, 30 luglio &#8211; Ok definitivo bipartisan dalle commissioni Esteri e Difesa di Palazzo Madama in sede deliberante, cioè senza passaggio in Aula, alla proroga di quattro mesi, fino al 31 ottobre prossimo, della partecipazione italiana alle missioni internazionali.<br />
Il provvedimento che rifinanzia le <strong>35 missioni</strong> militari italiane, tra cui quella in Afghanistan, prevede <strong>509.996.466 euro</strong> di finanziamento, con l&#8217;impiego di <strong>8.942 uomini</strong> di cui 6.977 dell&#8217;Esercito, 615 Carabinieri, 588 della Marina militare, 551 dell&#8217;Aeronautica, 133 della Guardia di Finanza e 78 della Polizia di Stato.<br />
(AGI)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UKRAINE/GEORGIE : Tournée du vice-président américain Joe Biden ]]></title>
<link>http://europeorient.wordpress.com/2009/07/21/ukrainegeorgie-tournee-du-vice-president-americain-joseph-biden/</link>
<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 12:02:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>europeorient</dc:creator>
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<description><![CDATA[La visite en Ukraine et en Géorgie du vice-président des Etats-Unis Joe Biden avait pour but de mont]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h6 style="text-align:justify;">La visite en Ukraine et en Géorgie du vice-président des Etats-Unis Joe Biden avait pour but de montrer aux esprits proaméricains des deux pays que les USA n&#8217;avaient pas changé d&#8217;attitude envers eux, selon le vice-président du Comité de la Douma pour les affaires internationales Andreï Klimov. Joe Biden en visite officielle à Kiev où il en a profité pour déclarer que les Etats-Unis soutiendraient l&#8217;adhésion de l&#8217;Ukraine à l&#8217;OTAN, si le peuple ukrainien en exprimait le désir. Joe Biden poursuir sa tounée en Géorgie, et plus particulièrement à Tbilissi.</h6>
<h6 style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5192" title="Joseph Biden" src="http://europeorient.wordpress.com/files/2009/07/joseph-biden.jpg" alt="Joseph Biden" width="256" height="349" />     <em><span style="color:#0000ff;">Le vice-président des Etats-Unis Joe Biden</span></em></h6>
<h6 style="text-align:justify;">&#8220;On ne peut s&#8217;empêcher de penser à l&#8217;histoire du bon et du méchant juge. Le bon, c&#8217;est le président des Etats-Unis Barack Obama, et le méchant, c&#8217;est Biden&#8221;, a déclaré le député  Andreï Klimov en commentant la déclaration du vice-président Joe Biden au sujet du soutien des USA à l&#8217;Ukraine dans son désir d&#8217;intégrer l&#8217;OTAN. Le député  Klimov a précisé  que le secrétaire général de l&#8217;OTAN Jaap de Hoop Scheffer, avait déclaré à Londres le 20 juillet  2009 que ni l&#8217;Ukraine, ni la Géorgie n&#8217;étaient prêtes pour le moment à adhérer à cette alliance militaro-politique. &#8220;J&#8217;estime que la visite de Joe Biden n&#8217;est rien d&#8217;autre qu&#8217;une démarche tactique des USA. Les Etats-Unis mènent un travail de propagande destiné à prouver aux politiques proaméricains de l&#8217;Ukraine et de la Géorgie que les USA n&#8217;ont pas changé d&#8217;attitude à leur égard après le &#8220;redémarrage&#8221; des relations avec la Russie&#8221;, a indiqué  le député.</h6>
<h6 style="text-align:justify;"> </h6>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'eredità di Jaap]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/07/09/leredita-di-jaap/</link>
<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 16:25:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Segretario Generale uscente della NATO, l’olandese Jaap De Hoop Scheffer, è in procinto di lascia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/rasmuscheffer.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2403" title="rasmuscheffer" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/rasmuscheffer.jpg" alt="rasmuscheffer" width="217" height="123" /></a></p>
<p>Il Segretario Generale uscente della NATO, l’olandese Jaap De Hoop Scheffer, è in procinto di lasciare il posto ad <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/04/02/60/">Anders Fogh Rasmussen</a>, che si è dimesso da Primo Ministro danese per subentrare nell’incarico il prossimo 1 agosto.<br />
Durante le ultime settimane, De Hoop Scheffer ha tributato una serie di visite d’addio nei Paesi membri NATO di recente acquisizione (Bulgaria, Romania, Slovenia, Albania e Croazia) e presso altri che sono tuttora sulla soglia di ingresso (Macedonia e Finlandia). Durante il suo mandato quale rappresentante dell’unico blocco militare esistente nel mondo, la NATO ha ingrossato le proprie file con 9 nuovi Stati (oltre a quelli citati appena sopra, anche le tre repubbliche baltiche e la Slovacchia), pari a tre quarti dei Paesi fondatori sessant’anni fa.<br />
Tutte le nuove acquisizioni sono in Europa orientale, tre confinano con la Russia e due terzi di esse erano precedentemente parte dei tre Paesi multietnici dell’Europa (e nei primi due casi, anche multiconfessionali) disgregatisi nel periodo 1991-1993: Unione Sovietica, Jugoslavia e Cecoslovacchia. I bocconi piccoli sono più facili da ingoiare.<br />
In coerenza con ciò, lo scorso 9 maggio De Hoop Scheffer ha reso pubblica la propria soddisfazione circa il fatto delle nove adesioni realizzatesi durante il suo mandato, auspicando che la Macedonia diventi presto la decima, una volta che sia risolto il contenzioso in corso con la Grecia sul nome da assegnare costituzionalmente all’ex territorio jugoslavo.<br />
Si tenga presente che il fattore determinante nella designazione di De Hoop Scheffer quale Segretario Generale della NATO fu il suo sostegno all’invasione dell’Iraq quando era Ministro degli Esteri dell’Olanda ed il suo impegno per il dispiegamento di truppe olandesi in quel Paese. Il suo successore, Rasmussen, ha svolto un ruolo simile come capo del governo in Danimarca a partire dal 2003.<br />
Si noti, inoltre, che tutte le nove nazioni che De Hoop Scheffer ha contribuito a portare dentro la NATO hanno inviato i propri soldati sia in Iraq che in Afghanistan, in diversi casi prima del loro ingresso nell’Alleanza Atlantica e come precondizione per l’adesione alla stessa.<br />
E’ stato sempre durante il suo mandato che la NATO ha lanciato l’Iniziativa per la Cooperazione di Istanbul, per aumentare la cooperazione e il dislocamento di militari con gli Stati partecipanti al Dialogo Mediterraneo (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Mauritania, Marocco e Tunisia) ed alla Cooperazione del Golfo (Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti), rafforzando così la presa dell’alleanza dalla costa atlantica dell’Africa al Golfo Persico.<br />
Il suo canto del cigno è rappresentato dal consolidamento dell’integrazione militare di quella zona dell’Europa sudorientale dove, al termine della Guerra Fredda, iniziò l’espansione della NATO: i Balcani. Quale sia il grado di sovranità dei nuovi membri dell’alleanza e degli attuali canditati ad entrarvi, è ben delineato dalla notizia di stampa dello scorso 7 maggio secondo cui il governo albanese sta svolgendo negoziati con la NATO affinché essa prenda pieno controllo dello spazio aereo dell’Albania.<br />
Al che, viene in mente la favola di Esopo del lupo che si offre di liberare la pecora dalla rude guida del cane pastore.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Νέος SACEUR o Ναύαρχος James Stavridis]]></title>
<link>http://paketo.wordpress.com/2009/07/02/%ce%bd%ce%ad%ce%bf%cf%82-saceur-o-%ce%bd%ce%b1%cf%8d%ce%b1%cf%81%cf%87%ce%bf%cf%82-james-stavridis/</link>
<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 12:51:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>paketo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ο Ελληνικής καταγωγής Ναύαρχος James Stavridis είναι από χθες ο νέος διοικητής των αμερικανικών δυνά]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ο Ελληνικής καταγωγής Ναύαρχος James Stavridis είναι από χθες ο νέος διοικητής των αμερικανικών δυνά]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[”Keep the Russians out, the Americans in and the Germans down”]]></title>
<link>http://indifferenta.wordpress.com/2009/07/02/%e2%80%9dkeep-the-russians-out-the-americans-in-and-the-germans-down%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 09:55:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Martin Allard</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vid Natos bildande för nästan sextio år sedan sammanfattade alliansens förste generalsekreterare, br]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-181" title="Lord Ismay" src="http://indifferenta.wordpress.com/files/2009/07/ismay.jpg?w=238" alt="Lord Ismay" width="238" height="300" />Vid Natos bildande för nästan sextio år sedan sammanfattade alliansens förste generalsekreterare, britten <a title="Lord Ismay" href="http://www.nato.int/cv/secgen/ismay.htm" target="_self">lord Ismay</a>, organisationens uppdrag: ”keep the Russians out, the Americans in and the Germans down”. Lord Ismays spetsfundiga formulering har i mångt och mycket spelat ut sin roll. Sorgebarnet Tyskland fick sin slutgiltiga lösning med återföreningen 1990, och Ryssland betraktas knappast längre som ”ondskans imperium”. <a title="Ryssland och Nato närmare" href="http://www.svd.se/nyheter/utrikes/artikel_3130073.svd" target="_self">Samarbetet frystes visserligen efter kriget i Georgien, men har nu återupptagits</a>.</p>
<p>På en punkt står sig dock Ismays paroll än i dag: betydelsen av Nato som garant för amerikansk närvaro och engagemang i Europa. Varken det politiska eller det militära samarbetet är dock friktionsfritt. Både under Irakkriget och nu senast i <a title="&#34;Dagen D i Afghanistan&#34;" href="http://www.dn.se/nyheter/varlden/dagen-d-i-afghanistan-1.903217" target="_self">Afghanistan har USA valt bort stora delar av Natos militära resurser</a>; det är egentligen bara Storbritannien som har varit prioriterat. Nuvarande generalsekreteraren <a title="Jaap de Hoop Scheffer" href="http://www.nato.int/cv/secgen/scheffer-e.htm" target="_self">Jaap de Hoop Scheffer</a> understryker nödvändigheten av att alliansen behåller sin militära styrka och uppmanar medlemsländerna att göra nödvändiga försvarsinvesteringar. Uttalandet ska ses i ljuset av det stora militära gapet mellan USA och övriga Natomedlemmar, ett gap som idag hindrar effektiv samverkan.<!--more--></p>
<p>Särskilt i tider av politiska motsättningar torde Nato fylla en viktig funktion som den gemensamma nämnaren mellan USA och Europa – den transatlantiska länken konkretiserad. Samarbetsstrukturerna finns redan där, frågan är om den amerikanska administrationen har tid och lust att vänta in sina europeiska kollegor.</p>
<p>Natos fortsatta utvidgning ligger i linje med organisationens långsiktiga strategi. Utvidgningen tycks dock inte vara motiverad av militära överväganden. Det handlar istället om ett kvitto på att de forna central- och östeuropeiska staterna har lyckats kvala in i västsfären. Från att ha varit en renodlad militär allians har Nato alltmer kommit att bli en politisk sammanslutning. Dåvarande generalsekreteraren <a title="Lord Robertson" href="http://www.otan.nato.int/cv/secgen/robert-e.htm" target="_self">lord Robertson</a> konstaterade att alliansen stod inför ett vägskäl: man var tvungen att ”moderniseras eller marginaliseras”. Tio år senare och lika många medlemmar starkare kan man konstatera att alliansen knappast har marginaliserats.</p>
<p>I ljuset av detta ter sig den svenska debatten något enahanda. Försvarsminister Sten Tolgfors skrev i Svenska dagbladet den 16 februari 2008 att ett svenskt medlemskap i Nato är naturligt på sikt. Men först måste ett brett politiskt och folkligt stöd finnas, enligt statsrådet.</p>
<p>Det tog bara en vecka för socialdemokraterna att punktera regeringens testballong: Sverige ska stå utanför Nato, meddelade oppositionens utrikespolitiske talesman. Något brett politiskt stöd kan man alltså inte tala om. Hur ställer sig då svenska folket till medlemskap? <a title="Styrelsen för psykologiskt försvar" href="http://www.psycdef.se/" target="_self">Styrelsen för psykologiskt försvar</a>s årliga opinionsundersökning tyder på en fortsatt avvaktande inställning: <a title="Opinion 2008" href="http://www.psycdef.se/global/PDF/Opinion/SPFopinion2008.pdf" target="_blank">fyra av tio vill stå utanför alliansen</a>. De senaste åren ökar dock andelen som vill se en svensk anslutning på bekostnad av dem som vill stå utanför.</p>
<p>Svenska militärer och förvaltningstjänstemän deltar aktivt i nästintill alla Natos aktiviteter och processer. Det är till och med så att Sverige ofta beskrivs som en entusiastisk och pådrivande kraft i alliansens utveckling, det formella utanförskapet till trots. Men frågan är om ett medlemskap skulle göra någon större skillnad.</p>
<p>Genom <a title="20 frågor och svar om Lissabonfördraget" href="http://www.regeringen.se/sb/d/9243" target="_self">solidaritetsklausulen</a> i EU har vi redan åtagit oss ömsesidiga säkerhetsgarantier. Vissa hävdar att solidaritetsklausulen ingalunda ställer några krav på militärt bistånd till andra medlemsländer. Solidaritetsklausulen ska istället tolkas som en viljeyttring att hjälpa andra medlemsländer i händelse av en svår påfrestning. Länderna ska själva få välja på vilket sätt de vill hjälpa varandra.</p>
<p>Må så vara.</p>
<p>Det är sant att den femte artikeln i <a title="The North Atlantic Treaty" href="http://www.nato.int/cps/en/natolive/official_texts_17120.htm" target="_self">Natos stadgar</a> – den om ömsesidiga försvarsgarantier – innebär att varje medlemsland åtar sig att utifrån sina resurser hjälpa de medlemsländer som blivit utsatta för ett anfall. Men förutom tillgripande av militära medel kan det röra sig om politiska åtgärder i syfte att tvinga ett hotfullt land att ändra sin politik. Det centrala och väsentliga här är att varje medlemsland bestämmer självständigt enligt det nationella beslutsförfarandet vilken typ av hjälpinsats man kan bidra med och hur omfattande den ska vara.</p>
<p>Den solidaritet vi skulle förbinda oss till i och med ett medlemskap i Nato skiljer sig alltså inte i något väsentligt från det åtagande som undertecknandet av Lissabonfördraget innebär. Anledningen till att vi inte är medlem handlar istället om helt andra saker. Om den svenska självbilden. Om egennyttiga säkerhetspolitiska överväganden. Och om en rädsla för att legitimera amerikanskt inflytande i Europa. Det var trots allt inte så länge sedan Sveriges statsminister inte kunde åka till USA, annat än på semester.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Karzai Walking on Thin Ice]]></title>
<link>http://islamforeveryone.wordpress.com/2009/05/27/karzai-walking-on-thin-ice/</link>
<pubDate>Wed, 27 May 2009 08:59:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>updated6188</dc:creator>
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<description><![CDATA[Karzai unpopular with policymakers: Jaap de Hoop Scheffer, NATO Secretary General, wrote in Washingt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Karzai unpopular with policymakers: Jaap de Hoop Scheffer, NATO Secretary General, wrote in Washingt]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Adriatic Charter And The Balkans: Smaller Nations, Larger NATO by Rick Rozoff]]></title>
<link>http://dandelionsalad.wordpress.com/2009/05/13/adriatic-charter-and-the-balkans-smaller-nations-larger-nato-by-rick-rozoff/</link>
<pubDate>Wed, 13 May 2009 21:43:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>dandelionsalad</dc:creator>
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<description><![CDATA[by Rick Rozoff Featured Writer Dandelion Salad Stop NATO http://groups.yahoo.com/group/stopnato/mess]]></description>
<content:encoded><![CDATA[by Rick Rozoff Featured Writer Dandelion Salad Stop NATO http://groups.yahoo.com/group/stopnato/mess]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[NATO passé - Austria’s NATO Strategy]]></title>
<link>http://mwurz1975.wordpress.com/2009/05/03/nato-passe-austria%e2%80%99s-nato-strategy/</link>
<pubDate>Sun, 03 May 2009 20:05:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Matthias Wurz</dc:creator>
<guid>http://mwurz1975.wordpress.com/2009/05/03/nato-passe-austria%e2%80%99s-nato-strategy/</guid>
<description><![CDATA[Photo: from left to right, (Former) NATO General Secretary Jaap de Hoop Scheffer, U.S. President Bar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-358" title="FRANCE-GERMANY-NATO-SUMMIT-DEFENCE" src="http://mwurz1975.wordpress.com/files/2009/05/sarkozy_nato.jpg?w=300" alt="FRANCE-GERMANY-NATO-SUMMIT-DEFENCE" width="300" height="199" />Photo: from left to right, (Former) NATO General Secretary Jaap de Hoop Scheffer, U.S. President Barack Obama, French President Nicholas Sarkozy and Germany&#8217;s Chancellor Angela Merkel at the NATO Summit 2009.</strong> <strong>Photo Credit: Getty Images</strong></p>
<p>The <a href="http://www.nato.int" target="_blank">North Atlantic Treaty Organization (NATO)</a>, found cause to celebrate this year: On Apr. 4, 1949, the collective defense alliance was founded in Brussels on the eve of the Cold War. Sixty years later and now with 28 member states – Croatia and Albania were formally accepted this year – the organization set out to redefine its role after the collapse of communism 20 years ago.</p>
<p>For the first time, the annual NATO Summit was jointly hosted by two member states, France and Germany, whose “close partnership during the course of NATO’s history symbolizes a vision of a Europe whole and free,” according to the NATO website. Following the Summit, member countries’ leaders called for a new doctrine, as the previous one of 1999 neither reflects the changes in Russia nor takes global terrorism – like the 9/11 – into account.</p>
<p>The 60th anniversary also marked the return of France to the allied command structure – a move hailed by members, though deeply controversial within France. French President Nicholas Sarkozy defended his decision by saying that now was time for change:<br />
“Our strategy cannot remain stuck in the past,” he urged at a talk at France’s Strategic Research Foundation in mid-March, “when the conditions of our security have changed radically.” France, Sarkozy argued, will have more influence in NATO missions while the independence of the nuclear-equipped French military will remain untouched.</p>
<p>But all seems well without NATO for Austria, now surrounded by alliance members, except Liechtenstein and Switzerland. The dramatic NATO membership plea by news magazine <a href="http://www.profil.at" target="_blank"><em>profil </em></a>journalists Gernot Bauer and Georg Hoffmann-Ostenhof in the article &#8216;Holt uns da rein!&#8217; (&#8216;Get us in there!&#8217; Apr. 6 edition) did not, however, spark any further political debate. All political parties seem happy to remain neutral, including those who once argued for NATO membership.<!--more--></p>
<p>Austria’s neutrality remains technical, however, as it joined NATO Partnership for Peace in February 1995, and has deployed troops to the NATO-led peacekeeping force in Bosnia and Herzegovina (1996) and Kosovo (1999).</p>
<p>So wouldn’t it be beneficial for Austria to engage in a more fundamental debate on the issue? After all, the adaptation of the European Security and Defence Policy (ESDP) of December 2003 was initially NATO’s European Security and Defence Identity. Although under jurisdiction of the EU, this development points in the direction that a strategic European security policy could develop.</p>
<p>When Austria joined the European Union in 1995, it chose to participate in all aspects of the European integration process, including the Common Foreign and Security Policy (CFSP), of which the ESDP is a key element.</p>
<p>Journalist Peter Michael Lingens, a current commentator for <em>profil </em>and strong supporter of Austria’s NATO membership, however, remained pessimistic concerning Austria’s course.</p>
<p>“I see no chance that Austria will join NATO. The (Austrian) population was always against it and still clings on to its utterly pointless neutrality.”<br />
Lingens is also author of the book <a href="http://www.amazon.de/Wehrloses-%C3%96sterreich-Neutralit%C3%A4t-Alternativen-Sicherheitspolitik/dp/3854850425" target="_blank"><em>Wehrloses Österreich? Neutralität oder NATO – Alternativen in der Sicherheitspolitik </em></a>(2000), in which he anticipates that the far-right government under Wolfgang Schüssel’s chancellorship (2000 – 2006) would take active steps for Austria’s accession to NATO.</p>
<p>Indeed, Austria adopted a new Security and Defence Doctrine in December 2001 that explicitly states a regular review of NATO membership. It also stresses active support and involvement in the European Union’s security considerations that envisioned a common European defense structure and would allow Austria to be militarily involved in the framework of crisis management and peace-making operations. Austria seemed on track to NATO accession.</p>
<p>However, the political situation in Austria afterwards developed quite differently: The FPÖ – after the split with the BZÖ and HC Strache assuming leadership in 2005 – performed a U-turn from its traditional pro-NATO position and demanded to uphold Austria’s neutrality. In addition, the Social Democrats have – while in opposition – dug themselves into defending Austria’s neutral status – a position they have maintained since.</p>
<p>“The SPÖ will by no means think about changing their role,” Lingens analyzed. “The Social democrats are seen by the people as more NATO-critical and nearer to neutrality, unlike the ÖVP; and under no circumstances will the SPÖ sacrifice this advance in public opinion.”<br />
Besides, since taking charge of the Defense Ministry by the SPÖ in 2007, the Defense Budget has dropped to an all-time low of 0.82% of GDP in 2008, one of the lowest across the board, which even threatens existing UN peacekeeping missions like Chad, and are certainly too little to maintain NATO military standards.</p>
<p>Of course, Austria does well being neutral, Lingens added with a sarcastic tone: The country “is able to reduce its defense expenditure to a minimum, and will not get into the situation of being asked by Obama for more troops for Afghanistan.”</p>
<p>However, there are plenty of security issues that are of concern to Europe, not least the relations to Russia, China or Iran, though none of them, according to Lingens, poses a powerful military threat to NATO.</p>
<p>Rather “peace-securing and -maintaining military activities, but also securing energy resources like oil or the defense against human catastrophes” will be the issues for NATO to combat. And of course, “the non-proliferation of nuclear weapons might occasionally require military pressure.”</p>
<p>However, Russia is evidently a special case, and “NATO must be in the position of putting Russia in its place,” simply because it is unclear whether the country might step back into totalitarian rule. However, Lingens believes that Russia perceives neither NATO Eastern accession – such as that of the Baltic States in 2004 – nor the proposed missile defense shield with facilities in the Czech Republic and Poland, as a serious threat.</p>
<p>“Putin and Medvedev use these arguments only for domestic political reasons,” Lingens said. An example of this is the widely discussed announcement of Russian President Dmitri Medvedev on Mar. 17 that a further expansion of NATO requires Russia to modernize its nuclear arsenal: “For the same reason one should not make a further NATO accession dependable on Russia, but rather show them that we are on their side by Western investments in the economy.” Nevertheless, he added, it is important to demonstrate to the Russian side that there are no spheres of influence like in Communist times.</p>
<p>Whatever the strategic implications, a review of the NATO option for Austria, or at least a public debate, would be desirable. Austrian politicians might reach the same conclusion as former French Foreign Minister Hubert Védrine, who fiercely argued against his country’s rejoining NATO. In a television interview with <a href="http://www.ilovepolitics.info/Comprendre-la-politique-etrangere-americaine,-avec-Hubert-Vedrine_a1397.html" target="_blank"><em>France Info </em></a>on Apr. 6, he called the alliance “<em>passé</em>,” and a relict of the Cold War, and questioned “why we need a system that was very integrated in order to live through the Soviet threat?”</p>
<p>Nevertheless, as the NATO member states seek to redefine the alliance’s doctrine, supported by the new U.S. Administration of President Barack Obama, NATO might yet outlive its critics.</p>
<p>In the opening chapter of his book <em>Wehrloses Österreich? </em>Lingens tells of a joke he used about 10 years ago, that Austria might become the first neutral member of NATO. It is an option for NATO, but is it also one for Austria?</p>
<p>This is an excerpt, the full article was published in May 2009 in <em><a href="http://www.viennareview.net/" target="_self">The Vienna Review</a></em>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Traian Băsescu: România va rămâne în Kosovo şi Afganistan în continuare ]]></title>
<link>http://matasac.wordpress.com/2009/04/24/1534/</link>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 10:18:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>politicall</dc:creator>
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<description><![CDATA[Preşedintele Traian Băsescu a declarat, după întâlnirea cu secretarul general al NATO, Jaap de Hoop ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Preşedintele Traian Băsescu a declarat, după întâlnirea cu secretarul general al NATO, Jaap de Hoop ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Scheffer spune că România a devenit un "aliat puternic" în cei cinci ani de când este membră NATO ]]></title>
<link>http://matasac.wordpress.com/2009/04/24/scheffer-spune-ca-romania-a-devenit-un-aliat-puternic-in-cei-cinci-ani-de-cand-este-membra-nato/</link>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 10:14:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>politicall</dc:creator>
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<description><![CDATA[Secretarul general al NATO, Jaap de Hoop Scheffer, consideră că România a devenit un &#8220;aliat pu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Secretarul general al NATO, Jaap de Hoop Scheffer, consideră că România a devenit un &#8220;aliat pu]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ban Ki Moon aurait placé les forces de l’ONU au service de l’OTAN]]></title>
<link>http://911truth-sherbrooke.org/2009/04/15/ban-ki-moon-aurait-place-les-forces-de-l%e2%80%99onu-au-service-de-l%e2%80%99otan/</link>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 02:47:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>faith4mankind</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le secrétaire général de l’ONU, Ban Ki Moon, et celui de l’OTAN, Jaap de Hoop Scheffer, ont signé un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Le secrétaire général de l’ONU, Ban Ki Moon, et celui de l’OTAN, Jaap de Hoop Scheffer, ont signé un]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[L'Iniziativa di Sicurezza della Proliferazione (PSI) ed il controllo degli oceani]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/04/12/liniziativa-di-sicurezza-della-proliferazione-psi-ed-il-controllo-degli-oceani/</link>
<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 16:40:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il controllo degli oceani del mondo. Preludio alla guerra? L’Iniziativa di Sicurezza della Prolifera]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/03/us-deptofnavy-seal.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2250" title="us-deptofnavy-seal" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/03/us-deptofnavy-seal.png" alt="us-deptofnavy-seal" width="200" height="200" /></a></p>
<p><em><a href="http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&#38;aid=12102">Il controllo degli oceani del mondo. Preludio alla guerra?<br />
L’Iniziativa di Sicurezza della Proliferazione (PSI) e la flotta USA da 1.000 navi</a></em><br />
di <strong>Rick Rozoff</strong>, Global Research, 30 gennaio 2009</p>
<p>Fra i più monumentali ed ampi sforzi, benché frequentemente ignorati, da parte dell’ex amministrazione Bush di pianificare il dominio militare su scala planetaria e così facendo inoltre alterare le relazioni internazionali, c’è quello che il suo iniziatore, John Bolton, nel suo ruolo di Sottosegretario di Stato per il Controllo degli Armamenti e la Sicurezza Internazionale, all’epoca chiamò l’Iniziativa di Sicurezza della Proliferazione (PSI &#8211; Proliferation Security Iniziative).<br />
Avviata ufficialmente il 31 maggio 2003, <strong>la PSI era la più ampia applicazione della proiezione internazionale di potere da parte degli USA nell’epoca post-Guerra Fredda, implicando niente meno che la capacità di esercitare controllo navale, interdizione ed eventualmente azione militare autonoma in tutti gli oceani del mondo</strong>.<br />
Seguendo e rinforzando l’operazione Enduring Freedom e le sue sei aree di responsabilità dall’Asia meridionale al Corno d’Africa e dall’Oceano Indiano al Mar dei Caraibi, e il preludio e prototipo della NATO all’Iniziativa di Sicurezza della Proliferazione, la cosiddetta Operazione Active Endeavour che ha posto per oltre 7 anni tutto il mar Mediterraneo sotto il suo controllo, <strong>la PSI è un’operazione militare concepita ed implementata unilateralmente da Washington senza aver consultato le nazioni ed i popoli delle aree interessate</strong>. E come l’operazione Enduring Freedom e l’operazione Active Endeavour (nella seconda categoria che segue) <strong>la sua autoproclamata missione è illimitata come area d’azione e durata nel tempo</strong>.<br />
La PSI venne annunciata con l’obiettivo asserito di, secondo il sempre compiacente New York Times, “interdire i materiali nucleari ed il contrabbando”. Un’immunità abbastanza ampia da includere la maggior parte delle operazioni navali ovunque e per ogni attuale proposito Washington voglia ampliarla.<br />
Qualcosa che, nondimeno, senza esitazioni affiancasse la ricerca manipolata di armi di distruzione di massa da parte di Washington con il “terrorismo globale”, come si vedrà più avanti. E semplicemente estendere la presenza navale USA ed alleata e la capacità di fare guerra su rotte marine geostrategicamente vitali ed agognate, regioni costiere, canali di transito energetici e militari ed in qualsiasi mare in qualsiasi momento, così facendo incontrare le attuali esigenze politiche e strategiche. <!--more--><br />
L’obiettivo principale della PSI nella maggior parte dei riferimenti nei suoi primi giorni era la Corea del Nord. In seguito l’Iran venne sempre più identificato secondo una possibile logica di estenderla nel Golfo Persico e, qualora gli USA ed i loro alleati avessero trovato qualche modo per arrivarci, il Mar Caspio pur privo di collegamento coi mari aperti. Effettivamente l’ex Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld era un bramoso sostenitore di quella che considerava una Guardia Caspica.<br />
Il Mar Caspio è, certamente, un’entità racchiusa fra terre ed inaccessibile alle navi eccezion fatta per quelle dei suoi cinque Stati litoranei.<br />
Come si dimostrerà in seguito, la PSI non s’impegnò a lungo nella caccia al “contrabbando nordcoreano” nei mari Egeo e Nero, il Golfo Persico ed il Mar della Cina meridionale, fra gli altri, ma la sua maggior concentrazione resta in Asia.<br />
Lo stesso articolo del New York Times del 22 maggio 2006 dal quale proviene la precedente citazione, comprende anche questa chiosa rivelatoria: “L’iniziativa comprende anche tentativi di restringere i finanziamenti e le transazioni commerciali sospette verso Iran, Corea del Nord, Siria, Cuba ed altri Paesi”.<br />
I Paesi nominati sono quattro dei sette indicati dal governo USA subito dopo gli attacchi dell’11 Settembre come “Stati sostenitori del terrorismo”, vale a dire Cuba, Iran, Iraq, Libia, Corea del Nord, Siria e Sudan.<br />
Il sottoscritto scrisse il 12 settembre 2001 che di questi sette Stati, solo uno, il Sudan, aveva un vecchio legame con Osama bin Laden, all’incirca cinque anni prima; che nessuno di essi aveva riconosciuto l’ordine Talebano in Afghanistan (nonostante gli alleati storici degli USA Pakistan, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti lo avessero fatto, e gli EAU sono l’unica nazione araba con un contingente militare in Afghanistan, a completare l’assurdità); e che tre dei sette Paesi presi di mira – Iran, Iraq e Siria &#8211; erano stati vittima di quello stesso terrorismo che erano accusati di sostenere.<br />
Gli “Stati sostenitori del terrorismo” vennero ampliati ed in più casi sostituiti dalla Consigliera per la Sicurezza Nazionale Condoleeza Rice durante il suo intervento al Senato per la conferma a Segretario di Stato nel gennaio 2005, allorché svelo la nuova lista nera, gli “avamposti della tirannia”: Bielorussia, Cuba, Iran, Myanmar, Corea del Nord e Zimbabwe.<br />
Di tali nazioni, alcune hanno sistemi parlamentari multipartitici; alcuni sono stati a partito unico; cinque hanno governi laici, uno solo lo ha religioso; riguardo al retroterra religioso, tre sono principalmente cristiani, due buddisti ed uno musulmano.<br />
L’unico collegamento concepibile che avevano in comune è che ognuno di essi è stato soggetto di intensi ed accaniti tentativi da parte di USA ed Occidente in generale di isolarli localmente e di additarli al pubblico ludibrio internazionale preliminarmente al tentato “cambio di regime”.<br />
E tutti e sei hanno concluso relazioni bilaterali con Russia e Cina.<br />
Si può capire che un avversario, una “minaccia” è richiesta in ogni continente ed area critica, così l’Europa ha la Bielorussia; l’Africa, lo Zimbabwe; l’America Latina, Cuba; il Medio Oriente, l’Iran; e l’Asia, probabilmente per effetto della sua grandezza in paragone, Myanmar e Corea del Nord.<br />
Cuba, Iran e Corea del Nord sono gli unici Stati ad essere passati da “Stati sostenitori del terrorismo” ad “avamposti di tirannia”.<br />
Se, con le suddette definizioni inventate, la logica iniziale per la PSI era sia nebulosa abbastanza da servire qualsiasi proposito che sufficientemente malleabile per adeguarsi al desiderio di pianificare schieramenti contro nuovi avversari di comodo, la sua evoluzione ed estensione sbugiardò il suo mito fondante e rivelò le reali intenzioni dei suoi promotori.<br />
Una breve cronologia della PSI dai suoi esordi alla sua attuale situazione illustrerà che il suo ambito è molto più ampio che dare la caccia ai cargo in uscita o diretti in Corea del Nord.<br />
Quando l’Iniziativa cominciò ad avventurarsi nel suo secondo anno, l’esperto giornalista indiano Siddharth Varadarajan sottolineò lo scetticismo se non il sospetto che destava fra le potenze di gran parte del mondo, specialmente in Asia:<br />
“Piuttosto che strumenti extra-legem per controllare la proliferazione come l’Iniziativa di Sicurezza della Proliferazione, Russia e Cina stanno sottolineando la necessità di un sistema legale multilaterale. E anticipando che il programma statunitense di difesa missilistica condurrà molto presto alla militarizzazione dello spazio, i due Paesi stanno richiedendo un bando su qualsiasi arma su razzo nello spazio esterno.” (The Hindu, 4 luglio 2005)<br />
Quanto sopra è un collegamento interessante ed una posizione corretta riguardo genuine preoccupazioni sulla proliferazione in confronto a versioni largamente fantomatiche a servizio di altri obiettivi geopolitici.<br />
Cioè, gli USA regolarmente ostacolano l’altrimenti unanime opposizione presso le Nazioni Unite alla militarizzazione dello spazio mentre agitano lo spettro di complotti in qualche angolo oscuro del mondo che altre nazioni, incluse quelle dell’area, non riescono a notare od a preoccuparsene.<br />
Uno dei maggiori quotidiani indiani commentò riguardo la PSI tre giorni prima la precedente citazione:<br />
“La PSI [Proliferation Security Initiative] è una controversa iniziativa multinazionale a guida USA comprendente l’interdizione in mare aperto a navi di Paesi terzi. A prescindere dalla sua dubbia legalità, la PSI colpisce esplicitamente un approccio davvero multilaterale ed equilibrato al problema della proliferazione. Fra i maggiori Paesi asiatici contrari alla PSI ci sono Cina, Indonesia, Malesia ed Iran”. (The Hindu, 1 luglio 2006)<br />
Che due dei quattro Paesi appena nominati si affaccino sullo Stretto di Malacca che collega l’Oceano Indiano e il Pacifico non è una coincidenza.<br />
L’importanza dello Stretto è stata rilevata dai maggiori comandanti militari statunitensi in relazione al piano navale globale degli USA da 1.000 navi che esamineremo più avanti in quest’articolo.<br />
Meno di un anno dopo l’avvio della PSI, l’allora vice Primo Ministro e ministro della Difesa malese Najib Razak disse di un palesamento regionale della PSI che “questa riguarda la questione della nostra sovranità nazionale”.<br />
Il Financial Times di Londra espresse la preoccupazione come segue:<br />
“Malesia ed Indonesia si oppongono ad una proposta da parte di Washington di impiegare Marines statunitensi con imbarcazioni ad alta velocità per vigilare gli stretti di Malacca, uno degli snodi navali più congestionati al mondo. […] L’Iniziativa per la Sicurezza Marittima Regionale è stata divulgata la scorsa settimana durante l’audizione al Congresso dell’Ammiraglio Thomas Fargo, vertice del Comando Statunitense del Pacifico. La proposta è esterna alla PSI.” (Financial Times, 5 aprile 2004)<br />
Circa due anni dopo il Ministro degli Esteri indonesiano Hassan Wirajuda, rifiutando di partecipare alla PSI, spiegò l’opposizione del suo Paese:<br />
“Se l’Indonesia accettasse l’iniziativa, gli Stati Uniti od altri grandi Paesi potrebbero attuare un’interdizione per controllare se le navi in transito in quelle acque trasportino materiali connessi ad armi di distruzione di massa” ha detto (il Ministro degli Esteri Hassan Wirajuda) “inoltre, l’iniziativa non era stata avviata attraverso un processo multilaterale, bensì solo un gruppo di nazioni che avevano l’obiettivo comune di condurre una certa iniziativa”, ha detto Wirajuda. “L’iniziativa era avversa alla convenzione del diritto internazionale sui mari, la Convenzione delle Nazioni Unite sulla Legge del Mare del 1982”, ha evidenziato Wirajuda. (Xinhua News Agency, 17 marzo 2006)<br />
Non c’è voluto molto tempo per confermare le apprensioni di Indonesia e Malesia.<br />
Nell’agosto 2005 Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda e Giappone condussero l’Esercitazione “Sciabola Profonda” come parte della PSI partendo dalla base navale Changi di Singapore nel Mar Cinese Meridionale.<br />
L’agenzia di stampa cinese Xinhua News Agency fornì questa descrizione:<br />
“L’esercitazione “Sciabola Profonda” coinvolge circa 2.000 effettivi fra esercito, guardia costiera, doganieri ed altre agenzie di 13 Paesi della PSI fra i quali Singapore, Stati Uniti, Gran Bretagna ed Australia, come pure 10 imbarcazioni di superficie e 6 aircraft della guardia marittima”. (Xinhua News Agency, 15 agosto 2005)<br />
Un’altra nazione nell’Estremo Oriente che ha rifiutato di aderire alla PSI, che adesso ha 70 Paesi membri, è la Corea del Sud.<br />
Teme che il suo vicino al nord voglia interpretare un blocco navale unilaterale della sua frontiera marittima, un’azione energica ed il sequestro delle sue imbarcazioni per ciò che essi sono – atti di guerra &#8211; il che significherebbe un nuovo conflitto di vasta scala a livello peninsulare.<br />
Tre anni fa i media statali della Corea del Nord presentarono una tale prospettiva.<br />
“La Corea del Nord ha intimato alla Corea del Sud di non scatenare una ‘guerra nucleare’ aderendo ad un’esercitazione internazionale a guida statunitense destinata ad intercettare armi di distruzione di massa”, hanno riportato i media statali. “La Corea del Sud ha detto il mese scorso che avrebbe mandato un gruppo ad “osservare” un’esercitazione della PSI a guida statunitense al largo dell’Australia in aprile.” Minju Joson, il giornale pubblicato dal governo del Nord, sabato avvertiva anche che Seoul aderendo all’esercitazione avrebbe “precluso le relazioni fra le due Coree a favorevoli sviluppi e portato […] ad una guerra nucleare sulla penisola coreana.” (Agenzia France-Presse, 12 febbraio 2006)<br />
L’Agenzia France-Presse di oggi riferisce riguardo uno “studio” del Consiglio Americano sulle Relazioni Estere, il quale afferma: “Gli Stati Uniti ed i loro alleati potrebbero dover disporre più di 460.000 soldati in Corea del Nord per stabilizzare il Paese se collassasse e scoppiasse un’insurrezione, ha detto uno studio confidenziale statunitense datato 28 gennaio”.<br />
Il numero preciso di truppe previste suggerisce che l’analisi del Consiglio sia uno studio accademico.<br />
Ed essa casualmente afferma alquanto spassionatamente che:<br />
“La Corea del Nord confina con due grandi potenze – Cina e Russia &#8211; che hanno interessi tali da preoccuparsi del futuro della penisola. Che esse vogliano intervenire attivamente in ogni futura crisi riguardante la Corea del Nord è virtualmente certo.”<br />
Non che gli Stati Uniti non abbiano avventatamente ignorato la preoccupazione della Corea del Sud in proposito. <strong>La PSI è la componente navale internazionale di un ben più ampio sforzo voluto dagli USA per espandere la dominazione militare occidentale in tutto il mondo attraverso la NATO</strong>.<br />
Un articolo intitolato “Gli USA vogliono che la Corea predisponga legami militari con la NATO” osservava:<br />
“[Un ufficiale sudcoreano] ha detto che Washington punta a prevenire la proliferazione di armi di distruzione di massa dalla Corea del Nord approfittando della NATO oltre che della PSI…” (Chosun Ilbo, 23 novembre 2006)<br />
In un lancio di agenzia intitolato “L’amministrazione entrante dovrebbe valutare di scegliere il programma di difesa missilistico statunitense”, un giornale sudcoreano riferiva che:<br />
“La Corea del Sud è stata restia ad aderire alla PSI in passato per paura di infastidire il Nord, sebbene sia stato recentemente riferito che il Ministro degli Affari Esteri e del Commercio ha proposto al gruppo di transizione che la questione venga presa in seria considerazione.” (Hankyoreh, 21 gennaio 2008)<br />
La PSI è anche stata sfruttata per puntellare altri membri della NATO asiatica, comprese Australia e Nuova Zelanda.<br />
Nell’aprile 2006 USA, Australia, Gran Bretagna, Giappone, Nuova Zelanda e Singapore hanno tenuto una “esercitazione internazionale anti-terrorismo” di tre giorni nell’Australia settentrionale. Nel luglio dell’anno scorso un’esercitazione simile, che è stata raccontata da un quotidiano locale, ha avuto luogo in Nuova Zelanda, che una volta andava orgogliosa della sua presunta neutralità:<br />
“In quel che si vedrà come un altro passo nella rottura del blocco ventennale da parte degli americani nel prender parte ad esercitazioni militari di routine, il suo <em>(degli Stati Uniti – ndr)</em> esercito sarà fortemente rappresentato in un contingente di più di 30 Paesi in arrivo ad Auckland per l’Esercitazione Maru. L’esercitazione è stata organizzata nell’ambito dell’impegno neozelandese nella PSI.” (The Dominion Post, 22 luglio 2008)<br />
Mentre fra l’Australia e la Nuova Zelanda si svolgeva tale esercitazione militare PSI, un’altra esercitazione con 41 nazioni, “Scudo del Pacifico 07”, veniva condotta al largo del Giappone:<br />
“Navi ed aerei da Australia, Gran Bretagna, Francia, Giappone, Nuova Zelanda e Stati Uniti sono stati impiegati nel primo dei tre giorni di esercitazione nel Mare di Sagami al largo della Baia di Tokyo […] nell’ambito della PSI promossa dal Presidente George W. Bush nel 2003.”<br />
Come elemento del processo di inglobamento dell’India in entrambe le NATO, asiatica e globale, è stata anch’essa presa di mira per l’adesione alla PSI.<br />
Un periodico indiano del 2007 evidenzia:<br />
“In anni recenti, Nuova Delhi sembra fare il possibile per assecondare gli “interessi strategici” di Washington. Esercitazioni militari congiunte che coinvolgono le truppe dei due Paesi si sono intensificate per obiettivi e grandezza dal loro inizio a metà anni Novanta. Il desiderio di Washington di circondare la Cina con un’alleanza filoamericana è ben noto. La leadership giapponese ha richiesto a Nuova Delhi di aderire ai progetti ispirati da Washington come la PSI.” (Frontline, 14-27 luglio 2007)<br />
E nello stesso anno Siddharth Varadarajan ha scritto:<br />
“Nonostante l’India rimanga contraria alla PSI, le ultime due esercitazioni navali ‘Malabar’ hanno visto esercitazioni connesse alla PSI come interdizione marittima ed operazioni VBSS (visit – board – search &#8211; seizure: visita &#8211; a bordo – ricerca &#8211; sequestro).” (The Hindu, 5 luglio 2007)<br />
La ricerca di “contrabbando nordcoreano” su scala planetaria e sempre in espansione ha seguito un curioso percorso dall’Oceano Indiano al Golfo Persico passando per i Mari Mediterraneo e Nero.<br />
Nell’ottobre 2006 navi da guerra dagli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Italia, Australia e Bahrein presero parte ad un’esercitazione PSI al largo della costa iraniana nel Golfo Persico.<br />
Il successore di John Bolton al Dipartimento di Stato, Robert Joseph, aveva preparato il lavoro di base in precedenza, avendo “recentemente visitato i vicini dell’Iran, Bahrein, gli Emirati Arabi Uniti, Oman, Kuwait, Arabia Saudita e Qatar, oltre all’Egitto, per discussioni riguardo il comportamento da tenere nei confronti della minaccia iraniana. Le consultazioni erano andate avanti di pari passo con il contesto della PSI…” (Dipartimento di Stato USA, 21 aprile 2006)<br />
Cinque mesi prima dell’esercitazione nel Golfo Persico gli USA avevano guidato “Sole d’Anatolia 2006”, un’esercitazione navale multinazionale al largo della costa mediterranea della Turchia.<br />
Un’agenzia di stampa italiana diramò questa notizia:<br />
“La Turchia ospiterà un’esercitazione militare congiunta con truppe statunitensi nel Mediterraneo orientale a partire da mercoledì – una dimostrazione di forza che giunge contestualmente all’aumento di pressione da parte di Washington nei confronti di Teheran riguardo il suo programma nucleare. Chiaramente parte dell’Iniziativa per la Sicurezza della Proliferazione contro le armi di distruzione di massa, gli ufficiali statunitensi citati nel quotidiano New York Times hanno descritto le manovre come un segno della determinazione di Washington a far sì che la tecnologia missilistica e nucleare non raggiunga l’Iran.” (ADNKronos International, 23 maggio 2006)<br />
Riguardo alla medesima operazione il New York Times ha aggiunto che “gli Stati Uniti stanno tentando di persuadere amichevolmente i Paesi vicini al Golfo Persico, al Mar Arabico e all’Oceano Indiano ad aderire alle esercitazioni…” (New York Times, 22 maggio 2006)<br />
Andando più a ovest, gli USA hanno arruolato Cipro nella PSI nell’aprile 2005.<br />
Nel maggio dell’anno scorso gli USA e la Polonia si sono impegnati in un’altra operazione PSI, “Scudo Adriatico 08”, ospitata dalla Croazia, che includeva la partecipazione di Bosnia, Croazia, Italia, Montenegro e Slovenia.<br />
Sette mesi più tardi il Congresso statunitense avrebbe elogiato la Croazia – quella della famigerata Operazione Tempesta del 1995 diretta dagli USA e della nostalgia strisciante per i collaborazionisti nazisti Ustasha &#8211; con una risoluzione che esprimeva la certezza degli USA che “la Croazia può dare un significativo contributo alla NATO e che ha già spedito il suo contingente in Afghanistan” come parte della Forza di Assistenza e Sicurezza Internazionale (ISAF) a guida NATO e la Croazia “sta partecipando alla PSI con nazioni altrettanto ben disposte nel mondo…” (Hina, 15 dicembre 2005)<br />
Al summit della NATO dell’anno scorso in Romania, la Croazia venne invitata ad aderire all’Alleanza come un membro a tutti gli effetti e diverrà tale al summit del 3-4 aprile per il 60° anniversario della NATO.<br />
Analogamente il proconsole americano in Ucraina, Viktor Yushchenko, lasciapassare della NATO per un confine di 2.400 chilometri con la Russia, un anno fà promise solennemente che “l’Ucraina interagisce con gli Stati membri della NATO tramite il nuovo meccanismo di cooperazione nella stesura ed implementazione dei trattati fondamentali riguardanti la sicurezza internazionale. In particolare, il nostro Paese ha aderito all’Iniziativa per la Sicurezza della Proliferazione…” (ForUm, 16 gennaio 2008)<br />
Riguardo il tema generale della relazione della PSI con la NATO globale, questi estratti da un discorso del 2005 del Segretario Generale Jaap de Hoop Scheffer in Giappone chiarificheranno le questioni:<br />
“<strong>Noi vogliamo assicurare che una molto più ampia proporzione delle nostre forze militari è subito disponibile per operazioni lontano dalla madrepatria</strong>. Noi comprendiamo anche molto bene che affrontare le minacce globali odierne richiede la cooperazione internazionale più ampia possibile e così noi stiamo stringendo relazioni con i nostri alleati in Europa, Caucaso ed Asia Centrale, ed in Nord Africa e nel Medio Oriente. E come molti alleati della NATO anche voi [giapponesi] siete un partecipante attivo dell’Iniziativa per la Sicurezza della Proliferazione…” (NATO International, 4 aprile 2005)<br />
Le precedenti considerazioni dimostrano che, proprio come per il dislocamento da parte di Washington di basi missilistiche di intercettori in terza linea, ma potenzialmente da primo colpo, nell’Europa dell’est, la Corea del Nord e l’Iran sono pretesti più che cause.<br />
E la sottostante, incessante, spietata strategia è quella di espandere e mantenere schieramenti militari globali sia per ricatto che per aggressioni.<br />
<strong>Se l’Operazione Enduring Freedom in Afghanistan mira ad assicurare attraverso altri ambiti il controllo navale ed alleato dell’Oceano Indiano; se l’Operazione Enduring Freedom nelle Filippine porta la forza navale occidentale nel sudest asiatico; se l’Operazione Enduring Freedom nel Corno d’Africa rafforza il controllo del Mare Arabico, del Golfo di Aden e del Mar Rosso, con il recente coinvolgimento della NATO e dell’UE nell’Operazione Atalanta; se l’Operazione della NATO Active Endeavour controlla tutta la navigazione verso ed attraverso il Mediterraneo, complementarmente al blocco navale del Libano da parte della Germania e di altre nazioni NATO, prossimo a venire applicato pure a Gaza; se tutte queste operazioni assicurano il dominio di regioni critiche degli oceani e dei mari del mondo, la PSI è progressivamente la struttura portante che le integra tutte quante.</strong><br />
E retrostante ed a sostegno della PSI c’è ciò che l’attuale presidente dei Capi di Stato Maggiore Congiunto delle forze armate statunitensi Michael Mullen, mentre spiegava questa strategia in qualità di Capo delle Operazioni Navali, ha chiamato “la Flotta dalle 1.000 Navi” in un editoriale del 29 ottobre 2006 nell’Honolulu Advertiser.<br />
La Flotta da 1.000 Navi, ha detto Mullen, “[è] un’alleanza marittima globale che unisce forze marittime, operatori portuali, armatori commerciali ed agenzie internazionali, governative e non, per affrontare i mutui problemi”.<br />
L’anno seguente, la pubblicazione della Marina Militare USA “Navy Newsstand” riassumeva la questione:<br />
“Il Viceammiraglio John G. Morgan Jr., comandante aggiunto delle Operazioni Navali per Informazione, Piani e Strategia, ed il Contrammiraglio Michael C. Bachman, comandante del Comando dei Sistemi di Guerra Spaziale e Navale, hanno spiegato che la Flotta da 1.000 Navi è una rete internazionale di flotte alleate che lavoreranno assieme per creare una forza in grado di sorvegliare tutti i mari. ‘Una nuova era navale sta cominciando e noi ci stiamo adoperando proprio per quest’obiettivo’ ha detto Morgan. ‘La Flotta è stata sfidata. La Flotta sta viaggiando e dando l’idea a tutto il mondo di una Flotta da 1.000 Navi per sorvegliare i mari.’ ‘Quest’idea della Flotta da 1.000 Navi è soprattutto una rete marittima globale, un’immensa rete di condivisione’ ha detto Morgan. <strong>‘Questa è la più grande sfida che abbiamo di fronte: una rete di flotte di molti Paesi integrate con un solo scopo in mente, quello cioè di sorvegliare i mari del mondo.’</strong>”</p>
<p><em>[Traduzione di L. Salimbeni]</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Playing Catch-up With The Peripatetic Mme. Secretary]]></title>
<link>http://still4hill.wordpress.com/2009/04/07/playing-catch-up-with-the-peripatetic-mme-secretary/</link>
<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 01:41:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>still4hill</dc:creator>
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<description><![CDATA[Having been negligent about posting here, I now find myself having to catch-up with a whole long tri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Having been negligent about posting here, I now find myself having to catch-up with a whole long trip the intrepid, indomitable and inexhaustible Secretary of State has been on Since March 31. Barely had her feet hit the ground in D.C. after her Mexican excursion, when she once again mounted the &#8220;Big Blue Plane&#8221; and took off for Europe. Here&#8217;s her journey.</p>
<p>She touched down in Amsterdam for a Conference of Afghanistan at The Hague. Here we see her with Dutch Foreign Minister Maxime Verhagen.<br />
<a href="http://cache.daylife.com/imageserve/01an0n9asWfko/232x141.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:141px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/01an0n9asWfko/232x141.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a> <a href="http://cache.daylife.com/imageserve/00N94gRalla8e/232x130.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:130px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/00N94gRalla8e/232x130.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Of course she spoke:  That&#8217;s Maxime Verhagen behind her in these, too.</p>
<p><a href="http://cache.daylife.com/imageserve/09O11c31UleyW/232x147.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:147px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/09O11c31UleyW/232x147.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a> <a href="http://cache.daylife.com/imageserve/07XM5BocuWejA/232x151.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:151px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/07XM5BocuWejA/232x151.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a></p>
<p>When the conference ended, she hopped the Channel and met up with British Foreign Minister Davis Milibrand with whom we&#8217;ve seen her form a fast friendship. Her Daily Schedule as issued by the State Department stated simply that she was on foreign travel with the President who was in London for an Economic Summit.</p>
<p>Here Hillary and David are in front of 10 Downing Street where the Prime Minister, Gordon Brown resides. Looks like they were happy to catch a few rays. (Just enough for your daily dose of vitamin D, Hilly! Don&#8217;t damage your pretty skin, please).</p>
<p><a href="http://cache.daylife.com/imageserve/0029fxpaIf3ZG/232x310.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:310px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/0029fxpaIf3ZG/232x310.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a> <a href="http://cache.daylife.com/imageserve/02gU6qn0jDdIT/232x294.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:294px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/02gU6qn0jDdIT/232x294.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Along with other Foreign dignitaries, Hillary attended a reception by the Queen. She wore a lovely black pantsuit (looks like silk) with a beautiful ruffled blouse beneath. Very pretty, as you can see. She is being greeted by a Lady-in-waiting to the Queen, Mrs. Jennifer Gordon-Lennox.<br />
<a href="http://cache.daylife.com/imageserve/0fFq49Nc2Icys/232x157.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:157px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/0fFq49Nc2Icys/232x157.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a> <a href="http://cache.daylife.com/imageserve/04IR36q1BUcQv/232x270.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:270px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/04IR36q1BUcQv/232x270.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Of course in these pictures you will recognize Queen Elizabeth II and Nicholas Sarkozy, President of France who is gripping Hillary in the second picture. (Be careful, Nick. Don&#8217;t break her). We have seen the men drawn to Hillary like bees to honey. Apart from what we see in pictures, her beautiful, cheerful smile, her pretty figure in beautiful colors, her pretty hair, we know she has a great sense of humor, is a wonderful listener (men love that), and has very soft hands and always smells great!</p>
<p><a href="http://cache.daylife.com/imageserve/0dwN55i57y9nE/232x183.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:183px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/0dwN55i57y9nE/232x183.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a> <a href="http://cache.daylife.com/imageserve/06H8dvZc1C1WM/232x165.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:165px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/06H8dvZc1C1WM/232x165.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Here she is with Charles and Camilla and with President Obama and Treasury Secretary, Timothy Geithner in a meeting.</p>
<p><a href="http://cache.daylife.com/imageserve/07G9fO930AbLm/232x153.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:153px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/07G9fO930AbLm/232x153.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a> <a href="http://cache.daylife.com/imageserve/0fQ52yYdiKgJl/232x145.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:145px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/0fQ52yYdiKgJl/232x145.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a></p>
<p>From London, it was on to Baden Baden, Germany, and Strasbourg, France for a NATO Summit. Upon arrival at Baden Baden, she was warmly greeted By German Foreign Minister Frank-Walter Steinmeier and German Chancellor, Angela Merkel.</p>
<p><a href="http://cache.daylife.com/imageserve/02tS1fi244gYO/232x279.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:279px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/02tS1fi244gYO/232x279.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a> <a href="http://cache.daylife.com/imageserve/01W264I0Fd9IV/232x237.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:237px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/01W264I0Fd9IV/232x237.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a></p>
<p>She wore this elegant out fit to a working dinner that night. We see her here with Spanish Foreign Minister Miguel Angel Moratinos.</p>
<p><a href="http://cache.daylife.com/imageserve/0aBH05I0667nt/232x348.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:348px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/0aBH05I0667nt/232x348.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a> <a href="http://cache.daylife.com/imageserve/04AU4884wzgjU/232x309.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:309px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/04AU4884wzgjU/232x309.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Laughing with NATO Secretary General, General Jaap de Hoop Scheffer. As I said, she has a great sense of humor. I wonder what she said!</p>
<p><a href="http://cache.daylife.com/imageserve/06SC7jzeVr6Ag/232x128.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:128px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/06SC7jzeVr6Ag/232x128.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a> <a href="http://cache.daylife.com/imageserve/07jueNud5m884/232x309.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:309px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/07jueNud5m884/232x309.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Her European journey ended in Prague. Here she is in a group picture with all the NATO Foreign Ministers. Pretty in pink. Magnetic and adorable. (Whom are you flirting with, Hills?)</p>
<p><a href="http://cache.daylife.com/imageserve/0aMW6Fx1Yobxa/232x145.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:145px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/0aMW6Fx1Yobxa/232x145.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a> <a href="http://cache.daylife.com/imageserve/01VEe5Y3IZb0Q/232x278.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:278px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/01VEe5Y3IZb0Q/232x278.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a></p>
<p>She flew back yesterday (Sunday) as did Michelle Obama. Hillary hosted the Joint Session of the Antarctic Treaty Consultative Meeting and the Arctic Council, 50th Anniversary of the Antarctic Treaty this morning. It was HUGE!</p>
<p><a href="http://cache.daylife.com/imageserve/0aRueXV9Nn3A6/232x275.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:206px;height:243px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/0aRueXV9Nn3A6/232x275.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a> <a href="http://cache.daylife.com/imageserve/0bdFeIgaNx66m/232x144.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:207px;height:129px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/0bdFeIgaNx66m/232x144.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a> <a href="http://cache.daylife.com/imageserve/011L0GK0yQ2Vc/232x128.jpg?center=0.5,0"><img style="cursor:pointer;width:232px;height:128px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/011L0GK0yQ2Vc/232x128.jpg?center=0.5,0" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Whew! I am worn out just getting this all down. And look at Hillary! Fresh and pretty as a spring blossom, and she smells as good, too &#8211; we know!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Türkiye nasıl ikna edildi]]></title>
<link>http://ankarahaber.wordpress.com/2009/04/05/turkiye-nasil-ikna-edildi/</link>
<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 01:25:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>ankarahaber</dc:creator>
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<description><![CDATA[NATO Genel Sekreteri Jaap de Hoop Scheffer, Türkiye&#8217;nin uzun süren direncine rağmen Danimarka ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[NATO Genel Sekreteri Jaap de Hoop Scheffer, Türkiye&#8217;nin uzun süren direncine rağmen Danimarka ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[OTAN : Le premier ministre danois Anders Fogh Rasmussen nommé secrétaire général]]></title>
<link>http://europeorient.wordpress.com/2009/04/04/otan-le-premier-ministre-danois-anders-fogh-rasmussen-nomme-secretaire-general/</link>
<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 01:26:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>europeorient</dc:creator>
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<description><![CDATA[Les dirigeants des pays  membres de l&#8217;OTAN, réunis en sommet depuis à Strasbourg,  ont trouvé ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h6 style="text-align:justify;">Les dirigeants des pays  membres de l&#8217;OTAN, réunis en sommet depuis à Strasbourg,  ont trouvé  un consensus sur la nomination du Premier  ministre danois Anders Fogh Rasmussen comme nouveau Secrétaire  général de l&#8217;Alliance militaire. </h6>
<h6 style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-2924" title=" Anders Fogh Rasmussen" src="http://europeorient.wordpress.com/files/2009/04/rasmussen.jpg" alt=" Anders Fogh Rasmussen" width="450" height="346" />            <span style="color:#0000ff;"><em>Anders Fogh Rasmussen </em></span></h6>
<h6 style="text-align:justify;"> Un consensus a été trouvé à la dernière minute, après que la  Turquie ait renoncé son opposition à la candidature de Rsamussen.  La Turquie, pays musulman, avait exprimé ses réserves sur le choix de M. Rasmussen, qui avait défendu le droit d&#8217;un journal danois à  publier des caricatures de Mahomet qui ont enragé le monde  musulman en 2005. Outre l&#8217;affaire des caricatures, la Turquie reproche au Premier ministre danois de n&#8217;avoir pas interdit une chaîne de télévision  kurde basée au Danemark et considérée comme une vitrine des  rebelles séparatistes kurdes. Les dirigeants de 28 pays membres de l&#8217;OTAN avaient examiné la  question à la première session du sommet, mais elle  s&#8217;est achevée sans résultat.  Actuel Secrétaire général de l&#8217;OTAN Jaap de Hoop Scheffer  quittera son poste à la fin juillet 2009. Anders Fogh Rasmussen, né le 26 janvier 1953, est ministre  d&#8217;État danois (premier ministre) depuis 2001. Il est marié à Anne- Mette Rasmussen et a 3 enfants. Il est le chef du parti libéral danois et à la tête d&#8217;une  coalition de centre-droit constituée de son parti libéral et du  Parti Conservateur du Peuple (Det Konservative Folkeparti en  danois) qui a pris le pouvoir en 2001 et qui a été réélue en  février 2005 et en novembre 2007.  La candidature d&#8217;Anders Fogh Rasmussen est soutenue par la  France, l&#8217;Allemagne, le Royaume-Uni et les Etats-Unis. Mais la  Turquie y aurait été opposée. Le choix du Danois comme secrétaire général de l&#8217;OTAN  a été  approuvé à l&#8217;unanimité au sommet de l&#8217;OTAN  à Strasbourg, a  annoncé Jaap de Hoop Scheffer.  Outre la nomination de M. Rasmussen, les dirigeants de l&#8217;OTAN  ont réaffirmé la nécessité de vaincre en Afghanistan, examiné la  nouvelle situation suite au retour de la France dans le  commandement intégré de l&#8217;OTAN  et les nouvelles perspectives des  relations entre l&#8217;OTAN et la Russie.</h6>
<h6 style="text-align:justify;"> </h6>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Afghanistan new law could worsen things, said Nato's head]]></title>
<link>http://babs22.wordpress.com/2009/04/04/afghanistan-new-law-could-worsen-things-said-natos-head/</link>
<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 00:19:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>babs22</dc:creator>
<guid>http://babs22.wordpress.com/2009/04/04/afghanistan-new-law-could-worsen-things-said-natos-head/</guid>
<description><![CDATA[Afghanistan&#8217;s new laws could make it difficult to persuade European countries to contribute mo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="first"><img class="alignleft" src="http://www.cbc.ca/gfx/images/news/photos/2009/04/02/afghan-veil-cp-5758149.jpg" alt="" width="332" height="186" />Afghanistan&#8217;s new laws could make it difficult to persuade European countries to contribute more troops to the country, said Jaap de Hoop Scheffer, Nato&#8217;s head. <em>(photo, from cbc.ca, taken </em><span class="photo full"><em>on Oct. 29, 2008)<!--more--></em></span></p>
<p class="first">He said that when Nato troops are dying in order to protect universal values, the planned laws are unjustifiable because they violated human rights.</p>
<p>The law limits the rights of women from the Shia minority and authorises rape within marriage, critics said.</p>
<p>Aides to President Karzai insist the law provides more protection for women.</p>
<p><!-- E SF --><em>&#8220;We are there to defend universal values and when I see, at the moment, a law threatening to come into effect which fundamentally violates women&#8217;s rights and human rights, that worries me&#8221;</em>, Nato Secretary General Jaap de Hoop Scheffer told the BBC&#8217;s Mark Mardell<em>.<br />
</em></p>
<p>He added: <em>&#8220;I have a problem to explain and President Karzai knows this, because I discussed it with him. I have a problem to explain to a critical public audience in Europe, be it the UK or elsewhere, why I&#8217;m sending the guys to the Hindu Kush.&#8221; </em></p>
<p><em>&#8220;Sharp concern&#8221;</em> at the law has also been expressed by France&#8217;s Human Rights minister, Rama Yade. She said it <em>&#8220;recalls the darkest hours of Afghanistan&#8217;s history&#8221;</em>.</p>
<p><strong>&#8216;Bound to give a positive response&#8217;</strong></p>
<p>Earlier, the UN said the potential impact of the law concerned them.</p>
<p>According to human rights activists, the new laes reverse many of the freedoms won by Afghan women in the seven years since the Taleban were driven from power.</p>
<p>They say it removes the right of women to refuse their husbands sex, unless they are ill. Women will also need to get permission from their husbands, or a male relative, if they want to leave their homes, unless there is an emergency. Women will only be able to seek work, education or visit the doctor with their husbands&#8217; permission.</p>
<p>The United Nations Development Fund for Women prepared a briefing document which also warns that the law grants custody of children to fathers and grandfathers only.</p>
<p>The law says that a wife <em>&#8220;is bound to preen for her husband as and when he desires.&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;As long as the husband is not travelling, he has the right to have sexual intercourse with his wife every fourth night&#8221;</em>, Article 132 of the law says.</p>
<p><em>&#8220;Unless the wife is ill or has any kind of illness that intercourse could aggravate, the wife is bound to give a positive response to the sexual desires of her husband.&#8221;</em></p>
<p>One provision says a <em>&#8220;man should not avoid having sexual relations with his wife longer than once every four months.&#8221;</em></p>
<p><strong>Elections ahead</strong></p>
<p>The law applies to members of Afghanistan&#8217;s Shia minority, who make up 10% of the population. Critics say the Afghan government approved it in a hurry to win support in the upcoming election from ethnic Hazaras, a Shia Muslim minority that constitutes a crucial block of swing voters and which also demanded the new law.</p>
<p>Yet, although Ustad Mohammad Akbari, an MP and the leader of a Hazara political party, said the president had supported the law in order to curry favour among the Hazaras, he said the text actually protected women&#8217;s rights.</p>
<p><em>&#8220;Men and women have equal rights under Islam but there are differences in the way men and women are created. Men are stronger and women are a little bit weaker; even in the west you do not see women working as firefighters.&#8221;</em></p>
<p>Mr Akbari said the law gave a woman the right to refuse sexual intercourse with her husband if she was unwell or had another reasonable <em>&#8220;excuse&#8221;</em>. He also said that a woman would not be obliged to remain in her house if an emergency forced her to leave without permission.</p>
<p>The text was rushed through parliament in February and was backed by influential Shia clerics and Shia political parties.</p>
<p>Senator Humaira Namati, a member of the upper house of the Afghan parliament, said the law was <em>&#8220;worse than during the Taliban&#8221;</em>. <em>&#8220;Anyone who spoke out was accused of being against Islam&#8221;</em>, she said.</p>
<p>Defenders of the law say it is an improvement on the customary laws which normally decide family matters.</p>
<p>A separate family law for the Sunni majority is now also being drawn up.</p>
<p><strong>&#8216;Shameful&#8217;</strong></p>
<p>Soraya Sobhrang, the head of women&#8217;s affairs at the Afghanistan Independent Human Rights Commission, said western silence had been <em>&#8220;disastrous for women&#8217;s rights in Afghanistan&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;What the international community has done is really shameful. If they had got more involved in the process when it was discussed in parliament we could have stopped it. Because of the election I am not sure we can change it now. It&#8217;s too late for that.&#8221;</em></p>
<p>Nato is holding its annual summit in Strasbourg, where US president Barack Obama will present his new Afghan strategy to his allies.</p>
<p>Several leading charities warned before the meeting, that an increase in military deployments in Afghanistan could lead to a rise in civilian casualties.</p>
<p>They called on Nato leaders to do more to protect the population.</p>
<p>More than 2 000 civilians were killed in Afghanistan last year.</p>
<p>In a report titled Caught in the Conflict, 11 aid groups such as Oxfam, ActionAid and Care, called on Nato to change the way it operates.<em><br />
</em></p>
<p><em>&#8220;The troop surge will fail to achieve greater overall security and stability unless the military prioritise the protection of Afghan civilians&#8221;</em>, said Matt Waldman, head of policy for Oxfam International on Afghanistan.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[60 (anni di NATO)]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/04/02/60/</link>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 14:00:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
<guid>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/04/02/60/</guid>
<description><![CDATA[STRASBURGO, 2 aprile &#8211; Dopo gli incidenti e le violenze che hanno segnato il G20 di Londra, a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/03/nato-60.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2331" title="nato-60" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/03/nato-60.jpg?w=300" alt="nato-60" width="300" height="178" /></a></p>
<p>STRASBURGO, 2 aprile &#8211; Dopo gli incidenti e le violenze che hanno segnato il G20 di Londra, a prepararsi all&#8217;arrivo in massa di manifestanti, no global, terzomondisti, pacifisti e autonomi sono le tre città, Strasburgo, Kehl e Baden Baden, che sulle rive del Reno ospiteranno i ventotto capi di Stato e di governo della NATO.<br />
Le autorità francesi e tedesche si sono preparate mobilitando complessivamente oltre venticinquemila uomini della sicurezza, in attesa della mega manifestazione, che prenderà avvio sabato mattina a Strasburgo.<br />
<a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/03/30/urban-operations-in-the-year-2020/">In Germania, 14.600 poliziotti verranno affiancati da seicento militari.</a> Duecento poliziotti tedeschi e sei mezzi con gli idranti attraverseranno la frontiera, che sarà chiusa per 24 ore da venerdì notte, per dare una mano ai colleghi francesi.<br />
A Strasburgo, a garantire che le due zone rosse siano ermeticamente chiuse a chi è sprovvisto di permessi ci saranno circa diecimila poliziotti e gendarmi, ai quali si uniranno alcune unità delle forze d&#8217;elite. Lo spazio aereo fra Strasburgo e Badedn Baden, dove domani sera si svolgerà la cena dei leader, sarà off limit a tutti gli aerei non previsti e anche le autostrade fra le due città saranno chiuse.<br />
E&#8217; la più grande operazione di sicurezza sul territorio francese dal G8 di Evian nel 2003, ha reso noto il ministro dell&#8217;Interno Michele Alliot Marie, secondo la quale duemila dei circa 35-40.000 manifestanti attesi a Strasburgo sono potenzialmente violenti. Mentre sul lato tedesco sono attesi circa 25.000 manifestanti, che potrebbero includere, secondo le autorità locali, circa tremila violenti.<br />
Tafferugli e tensioni si sono già registrate nei giorni scorsi fra partecipanti al contro-vertice e forze dell&#8217;ordine. Due collettivi tedeschi hanno annunciato che bloccheranno gli accessi a Strasburgo, sabato mattina, quando i leader NATO attraverseranno il ponte che collega la riva tedesca e quella francese del Reno. &#8221;Ci prepariamo a bloccare l&#8217;accesso ai partecipanti del vertice e vogliamo che Obama lo sappia&#8221;, ha affermato uno rappresentanti della &#8217;sinistra interventista&#8217; Jonas Frykman.<br />
Nel frattempo sono a un punto morto i negoziati fra il collettivo anti-NATO e la prefettura di Strasburgo per modificare il percorso della <a href="http://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2009/03/4-aprile.jpg">manifestazione di sabato</a> e che prevede un tragitto lungo le rive del Reno, fuori dalla città. &#8221;E&#8217; incredibile &#8211; ha commentato Arielle Denis del Movimento per la pace &#8211; Lungo gli otto chilometri non c&#8217;è assolutamente nulla, abbiamo fatto proposte compatibili con le esigenze di sicurezza, ma che permettevano di sfilare nelle zone abitate. Lo spazio pubblico non appartiene ai capi di stato, ma ai cittadini&#8221;, ha commentato.<br />
Le dispute sulle misure di sicurezza sono arrivate anche alle aule dei tribunali. A Wiesbaden un fotografo indipendente si è visto dare ragione per il suo mancato accredito da parte della NATO, perché &#8221;ingiustificato&#8221; e frutto di una procedura &#8221;illegale&#8221;.<br />
(ANSA)</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/nato-in-2020.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2383" title="nato-in-2020" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/nato-in-2020.jpg?w=300" alt="nato-in-2020" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Primo evento ufficiale del Vertice NATO che celebra i sessanta anni dell&#8217;Alleanza Atlantica, lo <strong>Youth Forum</strong> si è aperto oggi pomeriggio con un incontro tra il Segretario Generale uscente Jaap De Hoop Scheffer e circa <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/07/24/piccoli-atlantici-crescono/">trecento giovani, studenti o lavoratori, provenienti da 60 Paesi</a>.<br />
L&#8217;incontro, denominato <em>La NATO nel 2020: cosa ci aspetta?</em>, proseguirà nella giornata di domani, che prevede un discorso di apertura del guru dei &#8220;nuovi filosofi&#8221; francesi, quel <a href="http://www.nato.int/multi/2009/090403b-youth-summit/photos/pages/090403c-001.html">Bernard-Henri Lévy</a> tristemente noto alle cronache per il suo acceso astio antiserbo.<br />
Questo è solo l&#8217;antipasto.</p>
<p>A fine giornata, foto ricordo con Jaap e la di lui consorte:</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/yf1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2388" title="yf1" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/yf1.jpg?w=300" alt="yf1" width="300" height="199" /></a></p>
<p><strong><em>Il nuovo Kissinger detta l&#8217;agenda</em></strong><br />
Gli Stati Uniti intendono promuovere al vertice un vigoroso dibattito per definire la nuova filosofia e il nuovo assetto strategico dell&#8217;Alleanza Atlantica rimasti all&#8217;epoca della Guerra Fredda. &#8220;Dobbiamo adeguare la NATO alle nuove sfide del XXI Secolo&#8221;, ha ribadito l&#8217;ex generale <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/02/18/il-nuovo-kissinger/">James Jones, Consigliere per la Sicurezza Nazionale</a> dell&#8217;amministrazione Obama.<br />
&#8220;Dobbiamo essere in grado di affrontare le sfide simmetriche ma anche quelle asimmetriche (come la guerriglia e i terroristi) &#8211; ha spiegato Jones &#8211; E&#8217; giunto il momento di uscire dalla mentalità del XX secolo e reinventare il ruolo della NATO, pensando al futuro, giungendo ad una nuova versione più agile, più attiva e più rapida nell&#8217;eseguire missioni di tipo diverso che includono la prevenzione di conflitti futuri&#8221;. &#8220;Invece di avere la NATO in una postura reattiva, che aspetta che accada qualcosa di brutto e poi dopo un dibattito che può durare dai sei mesi ad un anno decide infine di inviare truppe &#8211; ha affermato Jones &#8211; vorremmo vedere un&#8217;Alleanza che reagisce più rapidamente in modo da prevenire conflitti futuri&#8221;.</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/otan.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2390" title="otan" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/otan.jpg?w=128" alt="otan" width="128" height="85" /></a></p>
<p><strong><em>TotoNATO</em></strong><br />
Ankara, 3 aprile &#8211; Il Primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, si è detto &#8221;personalmente contrario&#8221; alla <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/02/25/totonato/">candidatura del suo omologo danese, Anders Fogh Rasmussen</a>, alla guida della NATO. E&#8217; quanto riportano le televisioni turche. &#8221;Sono personalmente contrario. Dubito delle sue capacità di contribuire alla pace mondiale&#8221;, ha detto Erdogan rispondendo a una domanda nel corso di una conferenza stampa al centro di ricerche Chatham House. In particolare, il premier turco ha citato ad esempio il caso delle caricature di Maometto, pubblicate da un giornale danese nel 2005, e che avevano indignato il mondo musulmano, Turchia compresa.<br />
(ASCA-AFP)</p>
<p><em>Al celebre Kurhaus della città termale di Baden Baden, il concerto della violinista tedesca Anne-Sophie Mutter per allietare i nostri uomini.<br />
A seguire cene separate per capi di governo e ministri degli esteri e della difesa, Angelona Merkel assicura che entro oggi comunque decidono.<br />
<a href="http://ebustreaming.fr.edgesuite.net/vp/ebu/nato/natolive4a.asx"><span style="color:#0000ff;">Qui un superbo streaming della serata.</span></a></em></p>
<p><em><strong>Per una questione di prossimità fisica</strong></em><br />
&#8220;Credo sia più probabile che al Qaeda riesca a sferrare un attacco terroristico serio in Europa piuttosto che negli Stati Uniti, per una questione di prossimità fisica&#8221;, ha detto Obama alla conferenza stampa dopo il colloquio di stamane con il presidente francese Nicholas Sarkozy. Quindi? Sarebbe opportuno che &#8220;l&#8217;Europa rafforzi le proprie capacità militari, nell&#8217;ambito della NATO, quanto più possibile&#8221;.<br />
Dopo aver elogiato la &#8220;coraggiosa&#8221; leadership di Sarkozy, ha da questi incassato un pieno sostegno all&#8217;ulteriore militarizzazione del teatro afghano.<br />
A spese di chi, è facile immaginarselo.</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/cena-nato.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2398" title="cena-nato" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/cena-nato.jpg?w=300" alt="cena-nato" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Ricapitoliamo:<br />
la cena di ier sera non era riuscita a dissipare le forti perplessità turche sulla nomina di Rasmussen quale nuovo Segretario Generale.<br />
Stamattina, <a href="http://www.nato.int/cps/en/natolive/photos_52856.htm?single=photos_52849.htm">all&#8217;appuntamento della passeggiata sul Reno</a>, il giallo: &#8220;Dov&#8217;è Berlusconi?&#8221; chiede la Merkel. Poi si scopre che <a href="http://www.nato.int/multi/2009/090404a-summit-nac/photos/pages/090404a-022.html">il Silvio nazionale</a> era impegnato al telefono per convincere Erdogan che il danese è l&#8217;uomo giusto per la NATO del XXI° secolo. Come dargli torto&#8230; alla fine le minacce dell&#8217;UE &#8211; per bocca di Olli Rehn, commissario europeo all&#8217;allargamento &#8211; di rallentare ulteriormente il processo di avvicinamento della Turchia all&#8217;Europa, insieme alle fantomatiche &#8220;garanzie&#8221; di Obama, hanno fatto il resto. Durante <a href="http://www.nato.int/multi/2009/090404c-summit-press-conf/photos/pages/090404c-011.html">la conferenza stampa di fine Vertice</a> è quindi arrivato l&#8217;annuncio in pompa magna, insieme a quello che qualche altro migliaio di soldati &#8211; 5.000 per la precisione &#8211; verrà inviato in Afghanistan per stanare i Talebani.</p>
<p>Di questi militari aggiuntivi, 900 saranno assicurati dalla Gran Bretagna, 600 dalla Germania ed altri 600 (probabilmente quelli che sta ritirando dalla missione KFOR in Kosovo) dalla Spagna. L&#8217;Italia ha annunciato un contributo aggiuntivo fino a 524 uomini, rispetto ai 2.665 già sul terreno. Si tratta di 440 militari che arriveranno entro fine luglio insieme a due aerei da trasporto, a cui si aggiungono tre elicotteri per evacuazioni mediche con 34 uomini di equipaggio.<br />
Sarà inoltre portato da 46 a 100 il numero di carabinieri impegnati nell&#8217;addestramento della polizia afghana e, quando partirà <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/07/21/carabinieri-a-baghdad/">la nuova missione di addestramento NATO strutturata sulla falsariga di quella implementata in Iraq</a>, ne arriveranno altri 50.<br />
<a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/07/22/casi-dintelligence-vite-esemplari/"> Magari accompagnati da qualche spiona.</a></p>
<p>Per concludere:<br />
i partecipanti al Vertice hanno rilasciato due dichiarazioni, <a href="http://www.nato.int/cps/en/natolive/news_52838.htm?mode=pressrelease">una molto stringata sulla Sicurezza dell&#8217;Alleanza</a> che, rallegrandosi per i sessanta anni della NATO, la celebra quale artefice di una &#8220;epoca mai vista di pace e stabilità&#8221;.<br />
<a href="http://www.nato.int/cps/en/natolive/news_52837.htm?mode=pressrelease"> La seconda, articolata in ben 62 punti</a>, annuncia l&#8217;inizio del processo di elaborazione del Nuovo Concetto Strategico il quale definirà il ruolo della NATO per la sicurezza nel secolo in corso.<br />
Per coerenza logica e cronologica, fuori dai Palazzi, venivano distribuite mazzate a destra ed a manca.</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/rasmuscheffer.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2403" title="rasmuscheffer" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/rasmuscheffer.jpg" alt="rasmuscheffer" width="217" height="123" /></a></p>
<p>Nella foto, Jaap l&#8217;uscente e <strong>Anders Forgh Rasmussen</strong>, Segretario Generale della NATO a partire dall&#8217;1 agosto p.v.<br />
Il quale Rasmussen avrebbe assicurato &#8220;una collaborazione speciale con la Turchia ed il mondo musulmano&#8221;. Le garanzie fatte pervenire da Obama consisterebbero invece nel fatto che uno dei vice di Rasmussen sarà turco e che i comandanti della Turchia saranno presenti nel comando militare integrato dell&#8217;Alleanza.<br />
Fatto sta che il peso geopolitico delle Turchia, unico Paese di religione musulmana appartenente alla NATO, pare accrescersi e questo potrebbe -diciamo, prudentemente, potrebbe &#8211; non essere un male.</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/chocolat2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2414" title="chocolat2" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/04/chocolat2.jpg?w=300" alt="chocolat2" width="300" height="199" /></a></p>
<p><em><span style="color:#ff0000;">[chiuso il 5 aprile]</span></em></p>
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