<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>kebir &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/kebir/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "kebir"</description>
	<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 13:05:53 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[La Grande Festa]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/25/la-grande-festa/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 11:12:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/25/la-grande-festa/</guid>
<description><![CDATA[In Marocco, l’Aîd Al-Adha è l‘Aîd El-Kebir. Una festa per eccellenza. I montoni, per le virtù che so]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/montone.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7076" title="montone" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/montone.jpg" alt="" width="338" height="326" /></a>In <strong>Marocco</strong>, l’<strong>Aîd</strong> <strong>Al-Adha</strong> è l<strong>‘Aîd</strong> <strong>El-Kebir</strong>. Una festa per <strong>eccellenza</strong>. I <strong>montoni</strong>, per le virtù che sono predestinati, occupano uno spazio centrale nell’immaginario marocchino e quindi nella scelta dell’animale da <strong>sacrificare</strong>. “<strong>Timahdite</strong>“, “<strong>Sardi</strong>” o “<strong>Beni Guil</strong>” al profumo di <strong>artemisia</strong>, carne di montone per tutti i gusti perchè, è risaputo, l’Aîd El-Kebir e in primis l’occasione per i marocchini di farsi una bella <strong>abbuffata</strong> di cibo. Qualche giorno dalla fatidica data (sabato 28 novembre), <strong>Aziz</strong> è molto preoccupato. Guardiano in una Brasserie di Marrakech, veglia in permanenza alla sicurezza del locale in cambio di un<strong> misero</strong> salario:<strong> 1.000 dh</strong> (circa 90 euro). Diventa difficile poter offrire alla sua famiglia il<strong> prezioso</strong> ovino. Ma qualche habitués del locale ha promesso di aiutarlo e di riunire la somma necessaria all’acquisto del montone.</p>
<p><strong>Un montone di buona taglia costa quest’anno tra i 3.000 e i 4.000 dh</strong>.</p>
<p><strong><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/montoni3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7077" title="montoni3" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/montoni3.jpg" alt="" width="240" height="226" /></a>Aîcha</strong>. venditrice ambulante, rumina i suo <strong>tristi pensieri</strong>. Gira in lungo e in largo la città per vendere i suoi <strong>chewing-gum</strong> e i suoi Kleenex, ma ragranellare <strong>400 dh</strong> (38 euro) che rappresentano il suo <strong>scotto </strong>da pagare alla famiglia, per la festa, diventa <strong>impossibile</strong>. <strong>Malika</strong> invece, donna delle pulizie, per non privare sua madre e i suoi<strong> due bambini</strong> di festeggiare l’Aîd El Kebir, ha venduto il suo<strong> braccialetto</strong>, il <strong>solo bene</strong> che possedeva. Queste donne non sono un esempio <strong>isolato</strong>. Numerosi sono gli <strong>sfortunati</strong> che vendono le loro poche cose per festeggiare con fierezza la grande festa. <strong>Tappeti</strong>, coperte,<strong> piatti</strong> in ottone o in argento, <strong>televisori </strong>e diversi oggetti indispensabili sono in attesa di compratori nei <strong>mercati </strong>che <strong>sorgono</strong> spontanei nelle strade della città. Quest’anno il montone costa molto e diventa un impresa ardua nel già misero <strong>budget</strong> familiare. Anche i salariati e i funzionari delle varie gategorie si affidano ai <strong>microcrediti</strong> delle banche o delle società specializzate, come per gli acquisti di cucine o automobili. </p>
<p><strong>Ci si domanda chi, tra l’uomo  e l’animale, è l’oggetto del sacrificio…</strong></p>
<p><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/montoni5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7078" title="montoni5" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/montoni5.jpg" alt="" width="240" height="195" /></a>Il prezzo del sacrificio non è solo l’<strong>animale </strong>immolato. Non sarebbe più saggio<strong> rinunciare</strong> piuttosto che rovinarsi<strong> ancora e ancora</strong>?  Se voi fate questa domanda ad <strong>Aziz</strong>, la risposta adirata è la seguente: “<strong><em>Vi state prendendo gioco di me? Che cosa penserebbero di me i familiari, i miei bambini, se non sono in grado di offrirgli nemmeno un montone, non sarei più un uomo ai loro occhi. Mi rinnegherebbero, piuttosto mi impicco ma non posso dare a loro questa impressione</em></strong>“.Per la gente umile, del popolo, l’<strong>Aîd El-Adha</strong> non ha prezzo. Sono pronti a tutto pur di trovare i mezzi per <strong>celebrarla</strong>. La venditrice ambulante si converte, senza vergogna, <strong>mendicando</strong>, chiedendo l’obolo ai suoi clienti dei Kleenex: “<strong><em>Non arrossisco per quello che faccio perchè se non ricorro alla carità della gente non potrei fare la festa come tutti, e questa festa è sacra per me</em></strong>“.</p>
<p><strong>L’Aîd El-Adha.</strong></p>
<p><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/montoni6.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7079" title="montoni6" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/montoni6.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Per mettere alla prova <strong>Abramo</strong>, <strong>Dio</strong> gli ordina di immolare suo figlio, <strong>Ismaele </strong>(vedi anche alla Cat.<strong>Religione</strong> – <strong>Aid El Kebir 2009</strong>). In segno di obbedienza Abramo si appresta ad eseguire l’ordine divino, quando sente una voce che gli ordina di interrompere il suo gesto. Questo sacrificio è commemorato ogni anno dal giorno dell’Aîd Al-Adha. In <strong>Marocco</strong>, il senso di questo rituale non è sovente <strong>perseguito</strong>, come conferma il suo nome, <strong>Aîd El-Kebir</strong>, la <strong>Grande Festa</strong>. “<strong><em>La sostituzione di Aîd E-El Kebir all’Aîd Al-Adha non è fortuita</em></strong>“, commenta il filosofo <strong>Otmane</strong> <strong>Benalila</strong>, “<strong><em>questo significa che i marocchini hanno trasformato una festa rituale in una festa tout-court. Quindi un momento di gioia, di leggerezza, di allegria che si sviluppa anche con danze e canti. Ma anche un momento dove si esaltano le nostre virtù profonde, la generosità che si manifesta con i doni ai più sfortunati, dallo scambio di cibo e dalla condivisione</em></strong>“.Non si puo’ che non<strong> sottoscrivere</strong> questa affermazione. Aggiungendo che l’Aîd El-Kebir non è una semplice festa, ma la festa per eccellenza e perchè appunto, l’animale che viene sacrificato, il montone, é l’icona irraggiungibile, l’agognato traguardo annuale.</p>
<p>“ <strong>Un montone senza corna? Non lo vorrei per niente al mondo”</strong>.</p>
<p><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/montoni1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7080" title="montoni1" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/montoni1.jpg" alt="" width="216" height="259" /></a>Più il montone è <strong>bello</strong>, sano e in<strong> carne</strong>, più il suo sacrificio puo’<strong> prodigare</strong> tutta la sua “<strong>Baraka</strong>” (benevolenza). Per questo deve essere<strong> vivo</strong> , perche la “Baraka possa avere il suo effetto. La maggiorparte dei marocchini <strong>disdegnano</strong> i <strong>supermercati</strong>, malgrado le loro offerte vantaggiose e frequentano, in questa occasione, i <strong>souks</strong> (mercati), dove rischiano di farsi abbindolare.  <strong>Abdellatif</strong>, insegnante in un collegio, prima di acquistare l’animale, si prende tutto il suo tempo; <strong>giudica</strong>, valuta, scruta, <strong>soppesa</strong>. Il “<strong>Sardi</strong>” (80/90 cm al garrese, 70/100 kg di peso), senza dubbio in ragione del suo <strong>muso nero</strong>, dei suoi occhiali intorno agli occhi e le sue corna imponenti, <strong>seduce i marocchini</strong>. A torto, Abdellatif vi dirà che il suo <strong>gusto</strong> lascia a desiderare e il suo peso lo rende leggero e <strong>poco consistente</strong> nelle sue carni. Il montone “<strong>Timahdite</strong> ” del <strong>Medio Atlas </strong>si riconosce per il suo colore <strong>bruno </strong>e non ha grandi estimatori. Gli amatori invece dei grandi animali, secondo il nostro esperto Abdellatif, trovaranno “<strong>pane per i loro denti</strong>” nella razza “<strong>Boujaad</strong>“, dalla testa color <strong>zafferano </strong>che accentua il suo <strong>candore</strong>. Ma i palati <strong>raffinati </strong>dovranno avvicinarsi al “<strong>Beni Guil</strong>“. Questi animali si nutrono prevalentemente di<strong> artemisia</strong>, sul plateaux centrale <strong>dell’Orientale</strong>, quindi possiedono una <strong>carne tenerissima</strong>. Sfortunatamente, per quelli che hanno gli occhi più grandi della pancia, questa razza è<strong> squalificata</strong> in ragione della sua taglia media e del suo<strong> peso</strong> (50kg circa). In questo affare sono <strong>le donne</strong> che hanno sempre l’ultima parola. Se i loro mariti si presentano con un montone non conforme a certi criteri il rischio è, per il coniuge, di assistere ad una vera e propria<strong> crisi isterica</strong>. “<strong><em>L’anno scorso ho acquistato un montone una settimana prima della festa, ma mia moglie trova sempre dei difetti rispetto al montone dei vicini. Quest’anno attendo che i vicini acquistino il loro montone per poterne comprare uno simile al loro, secondo la volontà di mia moglie</em></strong>“, dichiara <strong>Hamuda</strong> guardando storto la sua metà. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/montoni2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7081" title="montoni2" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/montoni2.jpg" alt="" width="207" height="265" /></a>Una volta che il montone è penetrato nella sua <strong>ultima dimora</strong>, è trattato con<strong> cura e dedizione</strong>. Poi<strong> brutalmente affamato</strong> alla<strong> vigilia</strong> del sacrificio,<strong> senza ragione</strong>. <strong>I suoi belati fendono il cuore</strong>. Ma i <strong>coltelli </strong>si affilano. L’impazienza è<strong> tangibile</strong>. Dopo la<strong> preghiera</strong> dell<strong>‘Aîd</strong>, si passa all’<strong>azione</strong>. Generalmente è l’uomo più anziano della famiglia o un macellaio che si incarica dell’esecuzione. In un<strong> tempo da record</strong> <strong> sgozza</strong> il montone, lo<strong> scuoia</strong>, lo <strong>svuota</strong> e lo aggancia come un semplice coniglio. Le donne lavano, poi sospendono il <strong>fegato </strong>e il <strong>cuore</strong>, puliscono e mettono a seccare le<strong> trippe</strong>, arrostiscono la <strong>testa </strong>e le <strong>zampe</strong>. Dopo questo si passa alle<strong> cose serie</strong>, vale a dire la grande <strong>abbuffata</strong>. L’<strong>Aîd El-Kebir</strong>  non è altro che ingozzarsi all’ennesima potenza. Secondo modi diversi, secondo le Regioni.  <strong>Boufalf</strong> (spiedini di fegato), <strong>Couscous</strong> con spalla o con la testa e i piedi del montone,<strong> Bekbouka </strong>(trippe farcite), petto arrostito,<strong> Mrouzia</strong> ( carne con cipolle e uva passa)…, e tutte le declinazioni possibili. Qualche giorno dopo, <strong>non resta più niente</strong> del sacrificio, solo<strong> pelli da seccare</strong> al sole d’Africa. Il pittore <strong>Abdelkrim Ghattas</strong> ha pensato ad una installazione  pttorica. Un opera d’arte? Piuttosto le <strong>stigmate</strong> di nozze <strong>barbare</strong> condotte a grandi passi da un <strong>marocchino sanguinario</strong>, con un animale <strong>candido e dolce</strong></p>
<p><strong>Font</strong>: <strong>La Vie Economique</strong><strong> - Tayeb Houdaîfa</strong></p>
<p><strong>vedi anche:  </strong><a href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/24/aid-el-kebir-istruzioni-per-luso/">http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/24/aid-el-kebir-istruzioni-per-luso<strong>/</strong></a></p>
<p><a href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/aid-el-kebir-2009/">http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/aid-el-kebir-2009/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aîd El Kebir: religione o carneficina?]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/24/aid-el-kebir-istruzioni-per-luso/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 09:52:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/24/aid-el-kebir-istruzioni-per-luso/</guid>
<description><![CDATA[Ci siamo. Qualche giorno ancora è l’Aîd El-Kebir, come si chiama in Marocco l’Aîd El-Adha, arriverà.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aidelkebir.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7063" title="aidelkebir" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aidelkebir.jpg" alt="" width="284" height="195" /></a>Ci siamo</strong>. Qualche giorno ancora è l’<strong>Aîd</strong> <strong>El-Kebir</strong>, come si chiama in Marocco l’Aîd El-Adha, arriverà. Arriverà a <strong>stordirmi la vita. </strong> <strong>Premetto </strong>che sono <strong>ospite</strong> in questo<strong> Paese</strong> quindi <strong>accetto e rispetto in toto le loro tradizioni</strong> e tutto quello che è la <strong>loro cultura</strong>, ma l’Aid El-Kebir è un <strong>vero incubo</strong> per me. <strong>La soluzione</strong>? Semplice, <strong>mi barrico nel Riad</strong> e per un paio di giorni non metto fuori il naso, e mi tappo le orecchie perchè nella medina si sentono belati strazianti ovunque, come adesso che sto scrivendo dall’ufficio.  In questi giorni <strong>centinaia</strong> di dibattiti sui <strong>blogs</strong> degli <strong>animalisti</strong>, nelle televisioni e sui giornali mettono, come ogni anno, il<strong> dito nella piaga</strong>. Perchè<strong> far soffrire</strong> cosi’ gratuitamente un povero animale lasciandolo<strong> cosciente</strong> durante la sua<strong> agonia</strong>?,  perchè non cercare almeno di <strong>stordirlo</strong> perchè i suoi ultimi minuti di esistenza siano <strong>lievi</strong>?..,  perchè in nome di un rituale <strong>antico di secoli</strong> non si puo’ trovare una soluzione più<strong> accettabile</strong> considerando che siamo nel <strong>terzo</strong> <strong>millennio</strong>?…..potrei andare avanti all’infinito. La mia riflessione parte da un altra considerazione: perchè la <strong>corrida</strong>, strumento di<strong> spettacolo</strong> ( e non religioso) continua ad <strong>esistere</strong> in un Paese assolutamente<strong> civile</strong> rispetto a molti Paesi arabi?   La pratica della tauromachia è puramente <strong>spettacolare</strong>, racchiudendo in se una nicchia culturale certo,  ma pur sempre<strong> <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7064" title="aid1" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid1.jpg" alt="" width="266" height="195" /></a>spettacolo</strong> per le folle. E ancora penso agli<strong> allevamenti intesivi</strong> dei <strong>vitelli da latte</strong> o alla<strong> forzata alimentazione</strong> delle<strong> oche</strong> per produrre un <strong>fegato enorme</strong> e di conseguenza un paté consistente e brelibato (per gli estimatori). Tante sono le questioni  sul tavolo e ovviamente trovare una<strong> risposta solida</strong> non è facile. Qui si <strong>tratta di morte</strong> (come nella corrida) in nome di una<strong> tradizione religiosa</strong> che, a detta di molti esperti arabi, ha sconfinato nella pura <strong>festa goliardica</strong> e godereccia. Tutti quelli che erano i pressuposti di<strong> pietà</strong>, di <strong>condivisione</strong>, di <strong>solidarietà</strong>, sono pressochè<strong> scomparsi</strong> in questi tempi moderni. Quindi allora perchè non trovare una soluzione e permettere che questo sacrificio diventi più <strong>tollerato </strong>anche dalle frange occidentali più<strong> intolleranti</strong>? La risposta secondo me e semplice e di facile interpretazione. Il <strong>procedimento dello sgozzamento</strong>, lasciando l’animale cosciente, coricato su di un fianco con la testa rivolta verso la<strong> Mecca</strong>, pronunciando alcune parole dedicate ad <strong>Allah</strong>, non è una pratica ad <strong>uso esclusivo</strong> dell’Aid El-Kebir ma é la<strong> procedura consueta</strong> nei mattatoi islamici.  <strong>Sempre si dissangua</strong> l’animale perchè la carne deve essere <strong>Halal</strong> e qualsiasi tipo di animale riceve questo trattamento, non solo il montone ma<strong> galline</strong>, mucche, conigli e uccelli. Quindi il problema si ribalta e diventa più generale. E’ vero che durante l&#8217;Aïd in Marocco quasi<strong> 5 milioni</strong> di montoni vengono <strong>sgozzati all’unisono</strong> e lasciati<strong> agonizzare</strong>, ma cio’ non toglie che<strong> non sia</strong> un caso isolato, un giorno all’anno. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7065" title="aid" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid.jpg" alt="" width="282" height="211" /></a>Quindi, a mio giudizio, è un <strong>problema culturale</strong> e di <strong>civiltà </strong>(non di religione), di <strong>metodo</strong>, che non puo’ essere eliminato da un giorno all’altro. La religione <strong>non richiede</strong> espressamente che l’animale <strong>sia vigile</strong> e<strong> cosciente</strong>.  Durante una conferenza tenuta al Cairo nel<strong> 1966</strong>, sotto il patrocinio dell<strong>‘Accademia Islamica</strong>, un buon numero di<strong> eruditi musulmani</strong> si sono espressi sul soggetto del <strong>sacrificio</strong> nell<strong>‘Islam</strong>. Una delle conclusione è stata: ” <strong><em>Il Corano formula chiaramente che il Creatore (Dio) non desidera il sacrificio come tale, ma come simbolo della devozione a Dio del sacrificante.</em></strong> <em><strong>Il versetto del Corano 22:37 indica espressamente che il sacrificio  non deve sussistere come componente essenziale della religione, ma un atto di carità destinato ai poveri</strong></em><strong>“. </strong>Questa<strong> espressione</strong> di sacrificio permette di <strong>perpetuare</strong> una <strong>necessità </strong>di ordine<strong> umanitario</strong>, la prova provata di una  compassione verso i fratelli umani nel bisogno, come testimonianza della compassione che <strong>Dio</strong> accorda agli uomini. Il<strong> Grand Mufti</strong> di <strong>Marsiglia</strong> ha dichiarato che ” <strong><em>Durante i primi tempi dell’Islam la tradizione di offrire degli animali aveva un senso. La carne era un ingrediente essenziale dell’alimentazione umana. Nei nostri giorni uccidere un animale è diventato un rituale vuoto e il senso profondo dell’atto è stato dimenticato</em></strong>“.  Ha concluso esprimendo il concetto che <strong><em>“l’immolazione di un montone nell’occasione dell’Aid  El-Kebir non è un pilastro dell’Islam, ne un obbligazione comparabile alla preghiera o al digiuno del Ramadan</em></strong>“. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7067" title="aid3" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid3.jpg" alt="" width="277" height="192" /></a>Detto questo si puo’ <strong>tranquillamente affermare</strong> che<strong> nulla vieta di stordire</strong> l’animale prima di procedere allo <strong>sgozzamento</strong>, non vi è traccia alcuna sul <strong>Corano </strong>che proibisca questa pratica di<strong> pietà</strong>. Anzi, in alcuni Paesi a <strong>forte componenete islamica</strong> questa pratica è già una realtà, come in  <strong>Kenia</strong> e in alcuni Paesi asiatici. Credo sia esclusivamente una questione di tempo e anche il <strong>Marocco</strong>, molto vicino all’<strong>Europa</strong>,  si uniformerà alle leggi vigenti, in funzione del fatto che è <strong>disumano</strong> far soffrire gli animali in questo modo e, cosa molto importante, per una <strong>questione di igiene</strong>. La maggiorparte di questi sacrifici non sono compiuti in <strong>mattatoi autorizzati</strong> ma nelle singole <strong>abitazioni </strong>dei privati, a volte in <strong>condizioni deprecabili</strong>. Questo comporta tutta una serie di problemi sanitari non indifferenti, con la presenza costante di <strong>bambini e anziani</strong>, che sono i soggetti più esposti e più fragili.  So per certo comunque che una percentuale di persone, ogni anno più numerose, di <strong>ceto medio</strong> alto e <strong>culturalmente </strong>preparate, scelgono<strong> i giorni</strong> dell’Aid per andarsene in viaggio, in Paesi dove ovviamente non si festeggia questa tradizione. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7068" title="aid2" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid2.jpg" alt="" width="268" height="195" /></a>Mentre dilaga in in <strong>Algeria </strong>una<strong> moda</strong> che vuole il <strong>combattimento</strong> tra possenti maschi di montone che, ovviamente, porta alla morte di uno dei due animali. Non è servito il richiamo <strong>degli Imam</strong> del Paese per scongiurare questa attività, e per 3/4 giorni prima del sacrificio in ogni luogo si improvvisano i combattimenti. Spero tanto che questa moda non dilaghi anche qui in Marocco! Queste considerazioni comunque mi conducono al discorso precedente; è un problema di <strong>cultura </strong>e non di <strong>religione</strong>, di<strong> civiltà</strong> e di <strong>rispetto</strong> verso tutti gli esseri viventi.  Mi rammento, per chiudere e spezzare una lancia, di <strong>certe pratiche</strong> che ancora oggi in un paese civile come l’Italia, perdurano nelle campagne. Molte volte mi sono fermato alla vista, in qualche bella<strong> aia del cuneese</strong>, di <strong>conigli </strong>appesi a dissanguare o a vedere l’amico contadino che, con un colpo preciso, sgozzava il povero pennuto; non dico che tutto il mondo è Paese ma cerchiamo di essere <strong>realisti</strong> e comprendere che <strong>costumi </strong>di una qualsiasi <strong>società </strong>sono difficili da <strong>sdradicare</strong>, quindi pazienza e coraggio, affidando alle nuove<strong> generazioni</strong> un po’ più di<strong> buonsenso</strong>.</p>
<p>Vedi anche <a href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/aid-el-kebir-2009/">http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/aid-el-kebir-2009/</a> </p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aïd el Kébir 2009]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/aid-el-kebir-2009/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 11:19:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/aid-el-kebir-2009/</guid>
<description><![CDATA[L’Aïd el Kébir (festa del sacrificio) si svolgerà  il 27  Novembre 2009, ma saro’ più preciso tra qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aidelkebircopertina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6989" title="aidelkebircopertina" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aidelkebircopertina.jpg?w=212" alt="" width="273" height="323" /></a>L’<strong>Aïd el Kébir</strong> (<strong>festa del</strong> <strong>sacrificio</strong>) si svolgerà  il <strong>27</strong>  Novembre 2009, ma saro’ più preciso tra qualche giorno, in quanto, come tutte le feste religiose islamiche, é strettamente correlata al <strong>cambio della luna</strong>. Questa festa ha la durata di alcuni giorni ed é la <strong>più importante</strong> dell<strong>‘Islam</strong>, simbolo di sottomissione totale di <em><strong>Abramo</strong> </em>e, per estensione, di tutti i credenti in <strong>Dio</strong> (Allah). Ha luogo il<strong> 10° giorno</strong> del <strong><em>Dhou al</em> <em>Hijja</em></strong>, ultimo mese del <strong>calendario musulmano</strong> e segna la fine del <strong>pellegrinaggio alla Mecca</strong>. Secondo il<strong> Corano</strong>, <em><strong>Abramo</strong></em>, inviato di Dio, obbedendo ad un comandamento divino, si appresto’ a <strong>sacrificare </strong>il suo unico figlio, <strong><em>Ismaele</em></strong>, nato dalla sua unione con<em> <strong>Hajar</strong></em>, una ex serva della sua prima moglie <strong><em>Sarah</em></strong>, quando l’Arcangelo <strong><em>Gabriele</em> </strong>sostitui’, nel momento dell’uccisione, un <strong>montone</strong> a<em> <strong>Ismaele</strong></em>. Questo avvenimento é situato in prossimità della<strong> Mecca</strong> e, per sottomissione a Dio, Abramo é considerato come il <strong>migliore </strong>dei musulmani. Secondo la <strong>Bibbia</strong> invece, Abramo é un discendente di <strong><em>Noè</em></strong>. Obbedendo a Dio si appresto’ a sacrificare il figlio<strong><em> Isacco</em></strong>, nato dalla sua prima moglie<em> <strong>Sarah</strong></em>, e tre erano gli angeli presenti.<strong><em> Abramo</em></strong> caccio’ nel deserto la sua serva<em> <strong>Hajar</strong></em> e il loro figlio <strong><em>Ismaele</em></strong>. L’intervento di Dio salvo’ poi <strong><em>Isacco</em> </strong>e l’avvenimento è situato a <strong>Gerusalemme</strong>. L’animale da sacrificare (il montone) non deve essere ucciso all’istante ma <strong>dissanguato</strong>. Secondo la<strong> legge islamica</strong>, questa operazione spetta al <strong>capofamiglia</strong>, che puo’ delegare un sacrificatore riconosciuto, e deve essere compiuta dopo la<strong> preghiera</strong> dell’Aid, venti minuti circa prima dell’<strong>alba</strong>, chiamata da un Imam. Il montone deve essere poi diviso in<strong> tre parti</strong> uguali; una per la famiglia, una per i vicini e amici e l’ultima, composta dai pezzi più prelibati, deve essere donata i <strong>poveri</strong>. Nel <strong>Maghreb </strong>e in <strong>Egitto</strong> si utilizza il nome <strong>Aïd el Kébir</strong> (grande festa) per distinguerla dall’<strong>Aïd el Seghir</strong> (piccola festa), che segna la fine del<strong> Ramadan</strong>. In <strong>Arabia Saudita</strong> e negli altri Paesi musulmani é chiamata <strong>Aïd el Adha</strong>. <strong>Postero’</strong> in seguito sugli aspetti <strong>sociali</strong>, <strong>culturali</strong> e <strong>folcloristici</strong> di questa festività, importante e spettacolare, che puo’ pero’ essere poco <strong>tollerata </strong>dai<strong> turisti</strong> <strong>occidentali </strong>in quanto sono  momenti abbastanza forti e violenti; si calcola che circa<strong> 5 milioni</strong> di montoni vengono<strong> sgozzati</strong> nella mattina del <strong>Aïd in Marocco</strong>. Quindi a tutti gli <strong>animalisti </strong>e alle persone estremamente <strong>sensibili</strong>,  consiglio di<strong> non raggiungere</strong> il <strong>Marocco</strong> ( e comunque i Paesi musulmani) in quei giorni.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aîd El-Kebir visto da un europeo.]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2008/12/09/aid-el-kebir-visto-da-un-europeo/</link>
<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 08:53:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2008/12/09/aid-el-kebir-visto-da-un-europeo/</guid>
<description><![CDATA[Ci siamo. Oggi è l&#8217;Aîd El-Kebir, come si chiama in Marocco l&#8217;Aîd El-Adha. E&#8217; arriv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Ci siamo</strong>. Oggi è <img class="alignleft size-full wp-image-3242" title="copertinaid" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/copertinaid.jpg" alt="copertinaid" width="240" height="172" />l&#8217;<strong>Aîd</strong> <strong>El-Kebir</strong>, come si chiama in Marocco l&#8217;Aîd El-Adha. E&#8217; <strong>arrivato </strong> a <strong>stordirmi la vita. </strong> <strong>Premetto </strong>che sono <strong>ospite</strong> in questo<strong> Paese</strong> quindi <strong>accetto e rispetto in toto le loro tradizioni</strong> e tutto quello che è la <strong>loro cultura</strong>, ma l&#8217;Aid El-Kebir è un <strong>vero incubo</strong> per me. <strong>La soluzione</strong>? Semplice, <strong>mi barrico nel Riad</strong> e sino a domani non metto fuori il naso, e mi tappo le orecchie perchè nella medina si sentono belati strazianti ovunque, come adesso che sto scrivendo dall&#8217;ufficio.  In questi giorni <strong>centinaia</strong> di dibattiti sui <strong>blogs</strong> degli <strong>animalisti</strong>, nelle televisioni e sui giornali mettono, come ogni anno, il<strong> dito nella piaga</strong>. Perchè<strong> far soffrire</strong> cosi&#8217; gratuitamente un povero animale lasciandolo<strong> cosciente</strong> durante la sua<strong> agonia</strong>?,  perchè non cercare almeno di <strong>stordirlo</strong> perchè i suoi ultimi minuti di esistenza siano <strong>lievi</strong>?,  perchè in nome di un rituale <strong>antico di secoli</strong> non si puo&#8217; trovare una soluzione più<strong> accettabile</strong> considerando che siamo nel <strong>terzo</strong> <strong>millennio</strong>?&#8230;..potrei andare avanti all&#8217;infinito. La mia riflessione parte da un altra considerazione: perchè la <strong>corrida</strong>, strumento di<strong> spettacolo</strong> ( e non religioso) continua ad <strong>esistere</strong> in un Paese assolutamente<strong> civile</strong> rispetto a molti Paesi arabi?  <img class="alignright size-full wp-image-3243" title="aidelkebir" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/aidelkebir.jpg" alt="aidelkebir" width="231" height="141" />La pratica della tauromachia è puramente <strong>spettacolare</strong>, racchiudendo in se una nicchia culturale certo,  ma pur sempre<strong> spettacolo</strong> per le folle. E ancora penso agli<strong> allevamenti intesivi</strong> dei <strong>vitelli da latte</strong> o alla<strong> forzata alimentazione</strong> delle<strong> oche</strong> per produrre un <strong>fegato enorme</strong> e di conseguenza un paté consistente e brelibato (per gli estimatori). Tante sono le questioni  sul tavolo e ovviamente trovare una<strong> risposta solida</strong> non è facile. Qui si <strong>tratta di morte</strong> (come nella corrida) in nome di una<strong> tradizione religiosa</strong> che, a detta di molti esperti arabi, ha sconfinato nella pura <strong>festa goliardica</strong> e godereccia. Tutti quelli che erano i pressuposti di<strong> pietà</strong>, di <strong>condivisione</strong>, di <strong>solidarietà</strong>, sono pressochè<strong> scomparsi</strong> in questi tempi moderni. Quindi allora perchè non trovare una soluzione e permettere che questo sacrificio diventi più <strong>tollerato </strong>anche dalle frange occidentali più<strong> intolleranti</strong>? <img class="alignleft size-full wp-image-3244" title="aidforte" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/aidforte.jpg" alt="aidforte" width="240" height="160" />La risposta secondo me e semplice e di facile interpretazione. Il <strong>procedimento dello sgozzamento</strong>, lasciando l&#8217;animale cosciente, coricato su di un fianco con la testa rivolta verso la<strong> Mecca</strong>, pronunciando alcune parole dedicate ad <strong>Allah</strong>, non è una pratica ad <strong>uso esclusivo</strong> dell&#8217;Aid El-Kebir ma é la<strong> procedura consueta</strong> nei mattatoi islamici.  <strong>Sempre si dissangua</strong> l&#8217;animale perchè la carne deve essere <strong>Halal</strong> e qualsiasi tipo di animale riceve questo trattamento, non solo il montone ma<strong> galline</strong>, mucche, conigli e uccelli. Quindi il problema si ribalta e diventa più generale. E&#8217; vero che oggi in Marocco quasi<strong> 5 milioni</strong> di montoni vengono <strong>sgozzati all&#8217;unisono</strong> e lasciati<strong> agonizzare</strong> ma cio&#8217; non toglie che<strong> non sia</strong> un caso isolato, un giorno all&#8217;anno. Quindi, a mio giudizio, è un <strong>problema culturale</strong> e di <strong>civiltà </strong>(non di religione), di <strong>metodo</strong>, che non puo&#8217; essere eliminato da un giorno all&#8217;altro. La religione <strong>non richiede</strong> espressamente che l&#8217;animale <strong>sia vigile</strong> e<strong> cosciente</strong>.  Durante una conferenza tenuta al Cairo nel 1966, sotto il patrocinio dell<strong>&#8216;Accademia Islamica</strong>, un buon numero di<strong> eruditi musulmani</strong> si sono espressi sul soggetto del <strong>sacrificio</strong> nell<strong>&#8216;Islam</strong>. <img class="alignright size-full wp-image-3246" title="aidpelli" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/aidpelli.jpg" alt="aidpelli" width="240" height="159" />Una delle conclusione è stata: &#8221; <em><strong>Il Corano formula chiaramente che il Creatore (Dio) non desidera il sacrificio come tale, ma come simbolo della devozione a Dio del sacrificante.</strong></em> <strong><em>Il versetto del Corano 22:37 indica espressamente che il sacrificio  non deve sussistere come componente essenziale della religione, ma un atto di carità destinato ai poveri</em>&#8220;. </strong>Questa<strong> espressione</strong> di sacrificio permette di <strong>perpetuare</strong> una <strong>necessità </strong>di ordine<strong> umanitario</strong>, la prova provata di una  compassione verso i fratelli umani nel bisogno, come testimonianza della compassione che <strong>Dio</strong> accorda agli uomini. Il<strong> Grand Mufti</strong> di <strong>Marsiglia</strong> ha dichiarato che &#8221; <em><strong>Durante i primi tempi dell&#8217;Islam la tradizione di offrire degli animali aveva un senso. La carne era un ingrediente essenziale dell&#8217;alimentazione umana. Nei nostri giorni uccidere un animale è diventato un rituale vuoto e il senso profondo dell&#8217;atto è stato dimenticato</strong></em>&#8220;.  Ha concluso esprimendo il concetto che <em><strong>&#8220;l&#8217;immolazione di un montone nell&#8217;occasione dell&#8217;Aid  El-Kebir non è un pilastro dell&#8217;Islam, ne un obbligazione comparabile alla preghiera o al digiuno del Ramadan</strong></em>&#8220;.  <img class="size-full wp-image-3247 alignleft" title="aidforte1" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/aidforte1.jpg" alt="aidforte1" width="240" height="180" />Detto questo si puo&#8217; <strong>tranquillamente affermare</strong> che<strong> nulla vieta di stordire</strong> l&#8217;animale prima di procedere allo <strong>sgozzamento</strong>, non vi è traccia alcuna sul <strong>Corano </strong>che proibisca questa pratica di<strong> pietà</strong>. Anzi, in alcuni Paesi a <strong>forte componenete islamica</strong> questa pratica è già una realtà, come in  <strong>Kenia</strong> e in alcuni Paesi asiatici. Credo sia esclusivamente una questione di tempo e anche il <strong>Marocco</strong>, molto vicino all&#8217;<strong>Europa</strong>,  si uniformerà alle leggi vigenti, in funzione del fatto che è <strong>disumano</strong> far soffrire gli animali in questo modo e, cosa molto importante, per una <strong>questione di igiene</strong>. La maggiorparte di questi sacrifici non sono compiuti in <strong>mattatoi autorizzati</strong> ma nelle singole <strong>abitazioni </strong>dei privati, a volte in <strong>condizioni deprecabili</strong>. Questo comporta tutta una serie di problemi sanitari non indifferenti, con la presenza costante di <strong>bambini e anziani</strong>, che sono i soggetti più esposti e più fragili.  So per certo comunque che una percentuale di persone, ogni anno più numerose, di <strong>ceto medio</strong> alto e <strong>culturalmente </strong>preparate, scelgono<strong> i giorni</strong> dell&#8217;Aid per andarsene in viaggio, in Paesi dove ovviamente non si festeggia questa tradizione. Mentre è di ieri la notizia che in <strong>Algeria</strong> è scoppiata una<strong> moda</strong> che vuole il <strong>combattimento</strong> tra possenti maschi di montone che, ovviamente, portano alla morte di uno dei due. Non è servito il richiamo <strong>degli Imam</strong> del Paese per scongiurare questa attività, e per 3/4 giorni prima del sacrificio in ogni luogo si improvvisano i combattimenti. Spero tanto che questa moda non dilaghi anche qui in Marocco! Queste considerazioni comunque mi conducono al discorso precedente; è un problema di <strong>cultura </strong>e non di <strong>religione</strong>, di<strong> civiltà</strong> e di <strong>rispetto</strong> verso tutti gli esseri viventi.  Mi rammento, per chiudere e spezzare una lancia, di <strong>certe pratiche</strong> che ancora oggi in un paese civile come l&#8217;Italia, perdurano nelle campagne. Molte volte mi sono fermato alla vista, in qualche bella<strong> aia del cuneese</strong>, di <strong>conigli </strong>appesi a dissanguare o a vedere l&#8217;amico contadino che, con un colpo preciso, sgozzava il povero pennuto; non dico che tutto il mondo è Paese ma cerchiamo di essere <strong>realisti</strong> e comprendere che <strong>costumi </strong>di una qualsiasi <strong>società </strong>sono difficili da <strong>sdradicare</strong>, quindi pazienza e coraggio, affidando alle nuove<strong> generazioni</strong> un po&#8217; più di<strong> buonsenso</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un montone in un doppio click!]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2008/12/06/un-montone-in-un-doppio-click/</link>
<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 18:13:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2008/12/06/un-montone-in-un-doppio-click/</guid>
<description><![CDATA[Un montone in doppio click! Nell&#8217;era di Internet ci ha pensato un giovane imprenditore marocch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-3204" title="montonee" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/montonee.jpg" alt="montonee" width="179" height="136" />Un montone in doppio click! Nell&#8217;era di<strong> Internet</strong> ci ha pensato un<strong> giovane imprenditore marocchino</strong>, <strong>Nabil Al Alami</strong>, direttore di una <strong>Società </strong>di <strong>Consulting</strong> nella Diagnostica strategica delle Imprese di <strong>Casablanca</strong>. Il manager è proprietario di una fattoria, la<strong> Khayat Farm</strong>, nella provincia di<strong> El Jadida</strong>. Dopo una formazione di <strong>management</strong> a Rabat, un  <strong>MBA</strong> di Marketing all&#8217;Università di <strong>Sherbrooke </strong>in <strong>Canada</strong>, e qualche anno passato nelle grandi multinazionali del Marocco e all&#8217;estero. Nel 1966 ha creato questa fattoria che alleva <strong>ovini</strong>, bovini e caprini in una tenuta di <strong>33 ettari</strong> che è diventata una vera<strong> impresa</strong>, con un capitale stimato intorno ai <strong>400 mila euro</strong>. Cosciente di vivere il suo tempo, oramai gestito dalla <strong>tecnologia</strong>, il giovane manager si è inventato questo &#8220;<strong>souk virtuale</strong>&#8221; dove è possibile acquistare il fatidico<strong> montone</strong> dell<strong>&#8216;Aid</strong> <strong>El-Kebir</strong>, in tutta tranquillita, seduti in poltrona. Il sito è partito da una settimana e, oltre a questo periodo particolare, <strong>Nabil</strong> conta di poter vendere tutto l&#8217;anno i suoi pregiati animali, considerando che in <strong>Marocco </strong>molte sono le feste religiose ed è costume durante <strong>matrimoni </strong>e <strong>battesimi </strong>sacrificare, haime!, un animale. Tutto è estremamente <strong>organizzato</strong> e, dopo la scelta del montone, che ha un prezzo che varia dai <strong>190 ai 200 euro</strong> per esemplare, scatta la consegna in<strong> 24 ore</strong>. Molti gli ordini già evasi in questi giorni e, potenza di Internet, molti provengono da marocchini residenti all&#8217;estero (MRE) che acquistano per <strong>regalare</strong> ai loro cari in <strong>Marocco</strong>, il montone del sacrificio. Il prossimo step di <strong>Nabil Al Alami</strong> è quello di fornire tutta una serie di<strong> servizi aggiuntivi</strong> all&#8221;acquisto dell&#8217;animale, come il <strong>macellaio </strong>che si occupa dell<strong>&#8216;abbattiment</strong>o e della<strong> macellazione</strong>. Oltre a questa genialata il giovane manager produce, nella sua tenuta di Al Jadida,<strong> latte</strong> e <strong>formaggio</strong>. Da poco avviata anche una produzione di<strong> patate dolci</strong> destinate all&#8217;<strong>esportazione</strong>, e un inizio di produzione di vino da tavola. <strong>Lungimirante </strong>questo giovane produttore è il <strong>primo caso</strong> virtuale di vendita di montoni destinati all&#8217;Aid El Kebir in Marocco, festa religiosa con forti connotati sociali.<strong> Sicuramente non gli  mancano le idee!</strong></p>
<p><a href="http://www.Anaam.net">www.Anaam.net</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aîd El-Kebir, un sacrificio in tutti i sensi.]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2008/12/03/aid-el-kebir-un-sacrificio-in-tutti-i-sensi/</link>
<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 18:37:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2008/12/03/aid-el-kebir-un-sacrificio-in-tutti-i-sensi/</guid>
<description><![CDATA[In Marocco, l&#8217;Aîd Al-Adha è l&#8216;Aîd El-Kebir. Una festa per eccellenza. I montoni, per le ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/montoni1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3103" title="montoni1" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/montoni1.jpg" alt="montoni1" width="240" height="196" /></a>In <strong>Marocco</strong>, l&#8217;<strong>Aîd</strong> <strong>Al-Adha</strong> è l<strong>&#8216;Aîd</strong> <strong>El-Kebir</strong>. Una festa per <strong>eccellenza</strong>. I <strong>montoni</strong>, per le virtù che sono predestinati, occupano uno spazio centrale nell&#8217;immaginario marocchino e quindi nella scelta dell&#8217;animale da <strong>sacrificare</strong>. &#8220;<strong>Timahdite</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Sardi</strong>&#8221; o &#8220;<strong>Beni Guil</strong>&#8221; al profumo di <strong>artemisia</strong>, carne di montone per tutti i gusti perchè, è risaputo, l&#8217;Aîd El-Kebir e in primis l&#8217;occasione per i marocchini di farsi una bella <strong>abbuffata</strong> di cibo. Qualche giorno dalla fatidica data (martedi&#8217; 9 dicembre), <strong>Aziz</strong> è molto preoccupato. Guardiano in una Brasserie casablanchese, veglia in permanenza alla sicurezza del locale in cambio di un<strong> misero</strong> salario:<strong> 1.000 dh</strong> (circa 90 euro). Diventa difficile poter offrire alla sua famiglia il<strong> prezioso</strong> ovino. Ma qualche habitués del locale ha promesso di aiutarlo e di riunire la somma necessaria all&#8217;acquisto del montone.</p>
<p><strong>Un montone di buona taglia costa quest&#8217;anno tra i 3.000 e i 4.000 dh</strong>.</p>
<p><strong>Aîcha</strong>. venditrice ambulante, rumina i suo <strong>tristi pensieri</strong>. Gira in lungo e in largo la città per vendere i suoi <strong>chewing-gum</strong> e i suoi Kleenex, ma ragranellare <strong>400 dh</strong> (38 euro) che rappresentano il suo <strong>scotto </strong>da pagare alla famiglia, per la festa, diventa <strong>impossibile</strong>. <strong>Malika</strong> invece, donna delle pulizie, per non privare sua madre e i suoi<strong> due bambini</strong> di festeggiare l&#8217;Aîd El Kebir, ha venduto il suo<strong> braccialetto</strong>, il <strong>solo bene</strong> che possedeva. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/montoni3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3104" title="montoni3" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/montoni3.jpg" alt="montoni3" width="240" height="226" /></a>Queste donne non sono un esempio <strong>isolato</strong>. Numerosi sono gli <strong>sfortunati</strong> che vendono le loro poche cose per festeggiare con fierezza la grande festa. <strong>Tappeti</strong>, coperte,<strong> piatti</strong> in ottone o in argento, <strong>televisori </strong>e diversi oggetti indispensabili sono in attesa di compratori nei <strong>mercati </strong>che <strong>sorgono</strong> spontanei nelle strade della città. Quest&#8217;anno il montone costa molto e diventa un impresa ardua nel già misero <strong>budget</strong> familiare. Anche i salariati e i funzionari delle varie gategorie si affidano ai <strong>microcrediti</strong> delle banche o delle società specializzate, come per gli acquisti di cucine o automobili. </p>
<p><strong>Ci si domanda chi, tra l&#8217;uomo  e l&#8217;animale, è l&#8217;oggetto del sacrificio&#8230;</strong></p>
<p>Il prezzo del sacrificio non è solo l&#8217;<strong>animale </strong>immolato. Non sarebbe più saggio<strong> rinunciare</strong> piuttosto che rovinarsi<strong> ancora e ancora</strong>?  Se voi fate questa domanda ad <strong>Aziz</strong>, la risposta adirata è la seguente: &#8220;<em><strong>Vi state prendendo gioco di me? Che cosa penserebbero di me i familiari, i miei bambini, se non sono in grado di offrirgli nemmeno un montone, non sarei più un uomo ai loro occhi. Mi rinnegherebbero, piuttosto mi impicco ma non posso dare a loro questa impressione</strong></em>&#8220;. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/montone.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3105" title="montone" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/montone.jpg" alt="montone" width="338" height="326" /></a>Per la gente umile, del popolo, l&#8217;<strong>Aîd El-Adha</strong> non ha prezzo. Sono pronti a tutto pur di trovare i mezzi per <strong>celebrarla</strong>. La venditrice ambulante si converte, senza vergogna, <strong>mendicando</strong>, chiedendo l&#8217;obolo ai suoi clienti dei Kleenex: &#8220;<em><strong>Non arrossisco per quello che faccio perchè se non ricorro alla carità della gente non potrei fare la festa come tutti, e questa festa è sacra per me</strong></em>&#8220;.</p>
<p><strong>L&#8217;Aîd El-Adha.</strong></p>
<p>Per mettere alla prova <strong>Abramo</strong>, <strong>Dio</strong> gli ordina di immolare suo figlio, <strong>Ismaele </strong>(vedi anche alla Cat.<strong>Religione</strong> &#8211; <strong>Aid El Kebir 2008</strong>). In segno di obbedienza Abramo si appresta ad eseguire l&#8217;ordine divino, quando sente una voce che gli ordina di interrompere il suo gesto. Questo sacrificio è commemorato ogni anno dal giorno dell&#8217;Aîd Al-Adha. In <strong>Marocco</strong>, il senso di questo rituale non è sovente <strong>perseguito</strong>, come conferma il suo nome, <strong>Aîd El-Kebir</strong>, la <strong>Grande Festa</strong>. &#8220;<em><strong>La sostituzione di Aîd E-El Kebir all&#8217;Aîd Al-Adha non è fortuita</strong></em>&#8220;, commenta il filosofo <strong>Otmane</strong> <strong>Benalila</strong>, &#8220;<em><strong>questo significa che i marocchini hanno trasformato una festa rituale in una festa tout-court. Quindi un momento di gioia, di leggerezza, di allegria che si sviluppa anche con danze e canti. Ma anche un momento dove si esaltano le nostre virtù profonde, la generosità che si manifesta con i doni ai più sfortunati, dallo scambio di cibo e dalla condivisione</strong></em>&#8220;. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/montoni5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3106" title="montoni5" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/montoni5.jpg" alt="montoni5" width="240" height="180" /></a>Non si puo&#8217; che non<strong> sottoscrivere</strong> questa affermazione. Aggiungendo che l&#8217;Aîd El-Kebir non è una semplice festa, ma la festa per eccellenza e perchè appunto, l&#8217;animale che viene sacrificato, il montone, é l&#8217;icona irraggiungibile, l&#8217;agognato traguardo annuale.</p>
<p>&#8220; <strong>Un montone senza corna? Non lo vorrei per niente al mondo&#8221;</strong>.</p>
<p>Più il montone è <strong>bello</strong>, sano e in<strong> carne</strong>, più il suo sacrificio puo&#8217;<strong> prodigare</strong> tutta la sua &#8220;<strong>Baraka</strong>&#8221; (benevolenza). Per questo deve essere<strong> vivo</strong> , perche la &#8220;Baraka possa avere il suo effetto. La maggiorparte dei marocchini <strong>disdegnano</strong> i <strong>supermercati</strong>, malgrado le loro offerte vantaggiose e frequentano, in questa occasione, i <strong>souks</strong> (mercati), dove rischiano di farsi abbindolare.  <strong>Abdellatif</strong>, insegnante in un collegio, prima di acquistare l&#8217;animale, si prende tutto il suo tempo; <strong>giudica</strong>, valuta, scruta, <strong>soppesa</strong>. Il &#8220;<strong>Sardi</strong>&#8221; (80/90 cm al garrese, 70/100 kg di peso), senza dubbio in ragione del suo <strong>muso nero</strong>, dei suoi occhiali intorno agli occhi e le sue corna imponenti, <strong>seduce i marocchini</strong>. A torto, Abdellatif vi dirà che il suo <strong>gusto</strong> lascia a desiderare e il suo peso lo rende leggero e <strong>poco consistente</strong> nelle sue carni. Il montone &#8220;<strong>Timahdite</strong> &#8221; del <strong>Medio Atlas </strong>si riconosce per il suo colore <strong>bruno </strong>e non ha grandi estimatori. Gli amatori invece dei grandi animali, secondo il nostro esperto Abdellatif, trovaranno &#8220;<strong>pane per i loro denti</strong>&#8221; nella razza &#8220;<strong>Boujaad</strong>&#8220;, dalla testa color <strong>zafferano </strong>che accentua il suo <strong>candore</strong>. Ma i palati <strong>raffinati </strong>dovranno avvicinarsi al &#8220;<strong>Beni Guil</strong>&#8220;. Questi animali si nutrono prevalentemente di<strong> artemisia</strong>, sul plateaux centrale <strong>dell&#8217;Orientale</strong>, quindi possiedono una <strong>carne tenerissima</strong>. Sfortunatamente, per quelli che hanno gli occhi più grandi della pancia, questa razza è<strong> squalificata</strong> in ragione della sua taglia media e del suo<strong> peso</strong> (50kg circa). <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/montoni6.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3107" title="montoni6" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/montoni6.jpg" alt="montoni6" width="240" height="180" /></a>In questo affare sono <strong>le donne</strong> che hanno sempre l&#8217;ultima parola. Se i loro mariti si presentano con un montone non conforme a certi criteri il rischio è, per il coniuge, di assistere ad una vera e propria<strong> crisi isterica</strong>. &#8220;<em><strong>L&#8217;anno scorso ho acquistato un montone una settimana prima della festa, ma mia moglie trova sempre dei difetti rispetto al montone dei vicini. Quest&#8217;anno attendo che i vicini acquistino il loro montone per poterne comprare uno simile al loro, secondo la volontà di mia moglie</strong></em>&#8220;, dichiara <strong>Hamuda</strong> guardando storto la sua metà. Una volta che il montone è penetrato nella sua <strong>ultima dimora</strong>, è trattato con<strong> cura e dedizione</strong>. Poi<strong> brutalmente affamato</strong> alla<strong> vigilia</strong> del sacrificio,<strong> senza ragione</strong>. <strong>I suoi belati fendono il cuore</strong>. Ma i <strong>coltelli </strong>si affilano. L&#8217;impazienza è<strong> tangibile</strong>. Dopo la<strong> preghiera</strong> dell<strong>&#8216;Aîd</strong>, si passa all&#8217;<strong>azione</strong>. Generalmente è l&#8217;uomo più anziano della famiglia o un macellaio che si incarica dell&#8217;esecuzione. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/aidelkebir1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3108" title="aidelkebir1" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/12/aidelkebir1.jpg" alt="aidelkebir1" width="180" height="240" /></a>In un<strong> tempo da record</strong> <strong> sgozza</strong> il montone, lo<strong> scuoia</strong>, lo <strong>svuota</strong> e lo aggancia come un semplice coniglio. Le donne lavano, poi sospendono il <strong>fegato </strong>e il <strong>cuore</strong>, puliscono e mettono a seccare le<strong> trippe</strong>, arrostiscono la <strong>testa </strong>e le <strong>zampe</strong>. Dopo questo si passa alle<strong> cose serie</strong>, vale a dire la grande <strong>abbuffata</strong>. L&#8217;<strong>Aîd El-Kebir</strong>  non è altro che ingozzarsi al&#8217;ennesima potenza. Secondo modi diversi, secondo le Regioni.  <strong>Boufalf</strong> (spiedini di fegato), <strong>Couscous</strong> con spalla o con la testa e i piedi del montone,<strong> Bekbouka </strong>(trippe farcite), petto arrostito,<strong> Mrouzia</strong> ( carne con cipolle e uva passa)&#8230;, e tutte le declinazioni possibili. Qualche giorno dopo, <strong>non resta più niente</strong> del sacrificio, solo<strong> pelli da seccare</strong> al sole d&#8217;Africa. Il pittore <strong>Abdelkrim Ghattas</strong> ha pensato ad una installazione  pttorica. Un opera d&#8217;arte? Piuttosto le <strong>stigmate</strong> di nozze <strong>barbare</strong> condotte a grandi passi da un <strong>marocchino sanguinario</strong>, con un animale <strong>candido e dolce</strong>.</p>
<p><strong>Font</strong>: <strong>La Vie Economique - Tayeb Houdaîfa</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aid el Kébir 2008]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2008/11/17/aid-el-kebir-2008/</link>
<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 14:48:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2008/11/17/aid-el-kebir-2008/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;Aid el Kébir (festa del sacrificio) si terrà quest&#8217;anno presumibilmente il 9 Dicembre,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/11/aidelkebircopertina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2792" title="aidelkebircopertina" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/11/aidelkebircopertina.jpg" alt="aidelkebircopertina" width="286" height="426" /></a>L&#8217;Aid el Kébir</strong> (festa del sacrificio) si terrà quest&#8217;anno presumibilmente il <strong>9 Dicembre</strong>, ma saro&#8217; più preciso tra qualche settimana, in quanto, come tutte le feste islamiche, é strettamente correlata al <strong>cambio della luna</strong>. Questa festa ha la durata di alcuni giorni ed é la <strong>più importante</strong> dell<strong>&#8216;Islam</strong>, simbolo di sottomissione totale di <strong>Abramo</strong> e, per estensione, di tutti i credenti in <strong>Dio</strong> (Allah). Ha luogo il<strong> 10° giorno</strong> del <em>Dhou al</em> <em>Hijja</em>, ultimo mese del <strong>calendario musulmano</strong> e segna la fine del <strong>pellegrinaggio alla Mecca</strong>. Secondo il<strong> Corano</strong>, Abramo, inviato di Dio, obbedendo ad un comandamento divino, si appresto&#8217; a <strong>sacrificare </strong>il suo unico figlio, <strong>Ismaele</strong>, nato dalla sua unione con <strong>Hajar</strong>, una ex serva della sua prima moglie <strong>Sarah</strong>, quando l&#8217;Arcangelo <strong>Gabriele </strong>sostitui&#8217;, nel momento dell&#8217;uccisione, un <strong>montone</strong> a <strong>Ismaele</strong>. Questo avvenimento é situato in prossimità della<strong> Mecca</strong> e, per sottomissione a Dio, Abramo é considerato come il <strong>migliore </strong>dei musulmani. Secondo la <strong>Bibbia</strong> invece, Abramo é un discendente di <strong>Noè</strong>. Obbedendo a Dio si appresto&#8217; a sacrificare il figlio<strong> Isacco</strong>, nato dalla sua prima moglie <strong>Sarah</strong>, e tre erano gli angeli presenti.<strong> Abramo</strong> caccio&#8217; nel deserto la sua serva <strong>Hajar</strong> e il loro figlio <strong>Ismaele</strong>. L&#8217;intervento di Dio salvo&#8217; poi <strong>Isacco </strong>e l&#8217;avvenimento è situato a <strong>Gerusalemme</strong>. L&#8217;animale da sacrificare (il montone) non deve essere ucciso all&#8217;istante ma <strong>dissanguato</strong>. Secondo la<strong> legge islamica</strong>, questa operazione spetta al <strong>capofamiglia</strong>, che puo&#8217; delegare un sacrificatore riconosciuto, e deve essere compiuta dopo la<strong> preghiera</strong> dell&#8217;Aid, venti minuti circa prima dell&#8217;<strong>alba</strong>, chiamata da un Imam. Il montone deve essere poi diviso in<strong> tre parti</strong> uguali; una per la famiglia, una per i vicini e amici e l&#8217;ultima, composta dai pezzi più prelibati, deve essere donata i <strong>poveri</strong>. Nel <strong>Maghreb </strong>e in <strong>Egitto</strong> si utilizza il nome <strong>Aid el kébir</strong> (grande festa) per distinguerla dall&#8217;<strong>Aid el Seghir</strong> (piccola festa), che segna la fine del<strong> Ramadan</strong>. In <strong>Arabia Saudita</strong> e negli altri Paesi musulmani é chiamata <strong>Aid el Adha</strong>. <strong>Postero&#8217;</strong> in seguito sugli aspetti <strong>sociali</strong>, <strong>culturali</strong> e <strong>folcloristici</strong> di questa festività, importante e spettacolare, che puo&#8217; pero&#8217; essere poco <strong>tollerata </strong>dai<strong> turisti</strong> <strong>occidentali </strong>in quanto sono  momenti abbastanza forti e violenti; si calcola che circa<strong> 5 milioni</strong> di montoni vengono<strong> sgozzati</strong> nella mattina del <strong>Aid</strong>. Quindi a tutti gli <strong>animalisti </strong>e alle persone estremamente <strong>sensibili</strong>,  consiglio di<strong> non raggiungere</strong> il <strong>Marocco</strong> ( e comunque i Paesi musulmani) in quei giorni.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[AID ADHA MOUBARAK **1428**]]></title>
<link>http://reandou.wordpress.com/2007/12/19/aid-moubarak/</link>
<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 19:36:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Re and Ou</dc:creator>
<guid>http://reandou.wordpress.com/2007/12/19/aid-moubarak/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Re and Ou vous souhaite Aid Adha Moubarak .]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="center"><a href="http://reandou.wordpress.com/files/2007/12/aid-cfcm.jpg" title="aid-cfcm.jpg"><img src="http://reandou.wordpress.com/files/2007/12/aid-cfcm.jpg" alt="aid-cfcm.jpg" /></a></p>
<p align="center">&#160;</p>
<p align="center"><b>Re and Ou vous souhaite Aid Adha Moubarak .</b></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
