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	<title>kokoschka &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/kokoschka/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "kokoschka"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 00:17:42 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Spiegel im Spiegel]]></title>
<link>http://elayl.wordpress.com/2009/11/12/spiegel-im-spiegel/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 22:30:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ė-Layl</dc:creator>
<guid>http://elayl.wordpress.com/2009/11/12/spiegel-im-spiegel/</guid>
<description><![CDATA[* E lo sognavo, e lo sogno, e lo sognerò ancora, una volta o l&#8217;altra, e tutto si ripeterà, e t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-204" title="O. Kokoschka, La sposa del vento" src="http://elayl.wordpress.com/files/2009/11/bride_of_the_wind_oil_on_canvas_painting_by_oskar_kokoschka_a_self-portrait_expressing_his_unrequited_love_for_alma_mahler_widow_of_composer_.jpg" alt="O. Kokoschka, La sposa del vento" width="600" height="485" /></p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333333;">E lo sognavo, e lo sogno,<br />
e lo sognerò ancora, una volta o l&#8217;altra,<br />
e tutto si ripeterà, e tutto si realizzerà,<br />
e sognerete tutto ciò che mi apparve in sogno.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333333;">Là, in disparte da noi, in disparte dal mondo<br />
un&#8217;onda dietro l&#8217;altra si frange sulla riva,<br />
e sull&#8217;onda la stella, e l&#8217;uomo, e l&#8217;uccello,<br />
e il reale, e i sogni, e la morte: un&#8217;onda dietro l&#8217;altra.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333333;">Non mi occorrono le date: io ero, e sono e sarò.<br />
La vita è la meraviglia delle meraviglie, e sulle ginocchia della meraviglia<br />
solo, come orfano, pongo me stesso</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333333;">solo, fra gli specchi, nella rete dei riflessi<br />
di mari e città risplendenti tra il fumo.<br />
E la madre in lacrime si pone il bimbo sulle ginocchia.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#808080;">(Arsenij Tarkovskij)</span></p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:center;"><img title="Andrej Tarkovskij, Lo Specchio (frame)" src="../files/2009/11/tar100mirror.jpg" alt="Andrej Tarkovskij, Lo Specchio (frame)" width="600" height="822" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E Marcello legge i diari di Mussolini. «Un duce a caccia di attimi di letizia»]]></title>
<link>http://contentistheking.wordpress.com/2009/09/26/dellutri-casa-pound-diari-mussolini/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 13:23:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Ciavatta</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Non concedo interviste, tanto meno sulla mia vita privata. Sono un uomo qualunque. Anche io sono so]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-784" title="33850" src="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/09/33850.jpg?w=300" alt="33850" width="300" height="200" /><br />
«Non concedo interviste, tanto meno sulla mia vita privata. Sono un uomo qualunque. Anche io sono soggetto alle debolezze, agli errori. Amori? Ma che amori! Ho altro per la testa. Nel mio animo non vi è più nulla di perverso. Sono incline alla indulgenza e alla comprensione. Mi interessa di aiutare i deboli. Ma ora basta, se no sto per tracciare la figura di un santo. Non sono un santo. Sono un padre di famiglia con un illimitato amore per i miei i figli e la Rachele a dispetto dei bene informati e dei maligni resterà sempre la donna prediletta».<br />
Chi si aspettava l&#8217;altra sera una battagliera commemorazione di Mussolini dentro il fortino di Casa Pound, centro sociale dell&#8217;ultradestra romana, è rimasto deluso: oggetto della serata, le riflessioni intime e occasionali, dettate dall’agenda pubblica. Ma la lettura di brani dai controversi diari del duce (veri? falsi?) da parte del senatore Dell’Utri ha illuminato la gelida Casa Pound di riflessi d&#8217;attualità.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--><br />
Al comando dell&#8217;Italia c&#8217;è un uomo che si descrive umile, modesto, quasi un santo, ma anche «permaloso e per nulla dotato di pazienza». Un duce animato da sensuali passioni, «gli attimi di letizia», ma legato all&#8217;ordine della famiglia. Un uomo soprattutto solo, sprezzante anche lombrosianamente verso chi lo circonda. Che ne ha per tutti, compreso il suo storico giornale, reo di pubblicare «mattoni a sfondo politico». Il duce forse vede già in mano il suo Giuda, un certo Badoglio. E vengono giù applausi quando Dell&#8217;Utri puntualizza: «Un capo è sempre solo quando deve decidere, è naturale che critichi alcuni dei suoi uomini, quelli della prima ora, quelli che vicini ai personaggi durante il momento la fondazione, spesso non sono più adatti nei momenti della risoluzione del progetto».</p>
<p style="text-align:justify;">
Mentre i microfoni di casa fanno difetto più volte, con un curioso effetto petroliniano tipo scroscio di applausi nei momenti topici, l’eloquio del senatore Pdl, in doppiopetto e cravatta viola, sembra a suo agio tra i fogli da leggere e gli interventi dei presenti. Sala conferenze affollata, molti giovani ma anche molte donne, e anziani un po’ indisciplinati. Dell’Utri alterna la sua posa blasè con lo stupore del bibliofilo: «Invitatemi e io ritorno. Amo Pound, ho un ritratto fatto da Kokoschka. Vi faccio una copia&#8230;». E rilancia sui diari: «Li pubblicherò nel 2010. Diverse case editrici premono. Intanto in Svizzera ho visto il diario del &#8216;42, quello parziale del &#8216;43, e pare che ce ne sia uno del &#8216;40 o &#8216;41. Prometto che li presenterò qui». Dopo i convenevoli, chiede per sé anche un applauso, che puntuale arriva. Motivo di tanta devozione la «conferma della presenza arrivata in un momento in cui Casa Pound è stata accostata a episodi spiacevoli. Apprezziamo questo coraggio». «Qui c’è gente che si preoccupa del sociale – risponde Dell’Utri – Forse l’intolleranza sta in chi si erge a paladino dei suoi principi». «Meno male allora che siamo tra i tolleranti», incassano a Casa Pound. Poi il microfono salta. «Sono loro&#8230;», dice sornione Dell’Utri.</p>
<p style="text-align:justify;">Prima del reading, la precisazione più attesa. Sono veri i diari? Il bibliofilo Dell’Utri taglia corto con un atto di fede: «Autentici o falsi, a noi non ce ne frega niente. Lasciamo ai soloni e ai critici le diatribe. Io per primo sostengo che nessuno può dire che siano autentici ma neanche falsi». A Casa Pound si propende polemicamente per l’autenticità: «Anche la perizia dell’Espresso dice che sono veri al 70 per cento».</p>
<p style="text-align:justify;">Neanche Dell&#8217;Utri però ha letto per intero le 5 agende, scritte tra il 1935 e il 1939. E le leggi razziali? «Non ho qui quelle pagine, ma più di una volta compare un riferimento alle leggi razziali. Mussolini dice “ma perché dobbiamo fare &#8217;ste leggi?” e “se proprio dobbiamo, facciamole blande”. Usa proprio questo termine. Se i diari fossero veri, ci sarebbe da riscrivere tutto». Ancora qualcuno tra il pubblico puntualizza: «Sono fascista e ritengo le leggi un&#8217;infamia, ma le perplessità del duce sono circostanze note, altro che novità». Incalzato, Dell&#8217;Utri si fa salomonico, «non c’è niente da rispondere. Parlate pure, tutti possono avere ragioni».</p>
<p style="text-align:justify;">Ma dall&#8217;amico di Berlusconi e cofondatore di Forza Italia, non si può non mettere in conto l’istinto di solidarietà perché nei brani scelti per la lettura, si riflette la solitudine di un altro capo. C&#8217;è un duce pensieroso, assediato da chi viene sotto Palazzo Venezia, sostenendo che «il duce si scervella tutta la notte per risolvere i problemi. Ma non è vero niente». Anche perché la placida apparenza familiare viene travolta dalle passioni. Prima la confessione amara: «Quando l’amore se ne va, dal sogno si arriva alla saggezza ma si perde la bellezza della vita». Poi un tentativo estremo di frenare tutto con l’elogio della castità di Balzac, «maestra di vita». Da Balzac «ho tratto molto insegnamento. Honoré consigliava di non giocare con l’amore perché l’uomo innamorato perdeva un’alta percentuale del suo tempo in futilità a danno di cose più proficue. L’uomo si rincretinisce presto. Se poi l’uomo varca i limiti concessi dagli anni al certame amoroso, allora è meglio non parlarne il rincretinimento avanza a dismisura».</p>
<p style="text-align:justify;">L’inquieto duce sembra capito solo da Rachele. «Aveva anche altre donne!» dicono dal pubblico. Ma il senatore serafico: «Era notorio che riceveva a Palazzo Venezia ma non era amore». Forse allora erano attimi di letizia: «Vinto dalle inevitabili debolezze, mi muovo anche io, esco, mi trovo immerso nella moltitudine, seguo le orme fragili di chi mi chiama, mi tende la mano, mi conduce per attimi sulle ali del sogno e una voce amica dai toni un po&#8217; rochi ma caldi e confidenziali, cerca di convincermi che la vita non è una cosa terribilmente seria».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MuseumsQuartier]]></title>
<link>http://vienayyo.wordpress.com/2009/08/20/museumsquartier/</link>
<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 15:14:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Aida</dc:creator>
<guid>http://vienayyo.wordpress.com/2009/08/20/museumsquartier/</guid>
<description><![CDATA[MQ El MuseumsQuartier (o MQ) es el espacio cultural que se encuentra al final de la calle Mariahilfe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_195" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://vienayyo.wordpress.com/files/2009/08/dsc_00181.jpg"><img class="size-full wp-image-195 " title="MQ" src="http://vienayyo.wordpress.com/files/2009/08/dsc_00181.jpg" alt="MQ" width="450" height="676" /></a><p class="wp-caption-text">MQ</p></div>
<p>El <strong>MuseumsQuartier</strong> (o <strong>MQ</strong>) es el espacio cultural que se encuentra al final de la calle Mariahilfestrasse, al lado del Ring, en el distrito 7. Son tres edificios muy distintos entre ellos (los dos de los lados son de arquitectura moderna y el del centro es de arquitectura barroca) que albergan tres museos: El Leopold Museum a la izquierda, el Kunsthalle en el centro y el MUMOK (Museum Moderner Kunst) a la derecha. Entre los tres forman un semicírculo enorme, así, el MuseumsQuartier, es el <strong>octavo espacio cultural más grande del mundo</strong> (60.000 metros cuadrados).</p>
<div id="attachment_193" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://vienayyo.wordpress.com/files/2009/08/panorama-1.jpg"><img class="size-full wp-image-193" title="MuseumsQuartier" src="http://vienayyo.wordpress.com/files/2009/08/panorama-1.jpg" alt="Panorama del MuseumsQuartier" width="450" height="101" /></a><p class="wp-caption-text">Panorama del MuseumsQuartier</p></div>
<p>En la foto podeis ver todo el MQ:</p>
<p>El <strong>Leopold Museum</strong>, a la izquierda, contiene una de las <strong>mayores colecciones permanentes de arte moderno austríaco</strong>. Obras del <strong>siglo XIX</strong>, una colección de pinturas de la <strong>Secesion</strong> (con obras de Gustav Klimt o Egon Schiele, dónde está su colección mayor), pinturas del <strong>periodo de entreguerras </strong>austríaco (con obras, por ejemplo, de Maria Lassnig) y del <strong>expresionismo</strong>, con obras de Oscar Kokoschka o Max Oppenheimer.</p>
<p>Su pagina oficial es: <a title="Leopold Museum" href="http://www.leopoldmuseum.org/" target="_blank">Leopold Museum</a></p>
<p>En medio, el edificio barroco es el <strong>Kunsthalle Wien</strong>, que alberga el arte contemporáneo internacional.</p>
<p>Clica aquí para ir a su página oficial: <a title="Kunsthalle Wien" href="http://www.kunsthallewien.at/" target="_blank">Kunsthalle Wien</a></p>
<p>A la derecha está el <strong>Museums moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien</strong>, también llamado <strong>MUMOK</strong>, donde hay una colección de 7.000 obras de arte moderno y contemporáneo, incluyendo piezas de Andy Warhol, Pablo Picasso, Jasper Johns o Roy Lichstenstein. También alberga el action art y el arte independiente.</p>
<p>La pagina oficial es: <a title="MUMOK" href="http://www.mumok.at/" target="_blank">MUMOK</a></p>
<p>El MQ es una zona de reunión de la ciuda de Viena. Hay bares, cafeterías, tiendas de diseño y una gran esplanada llena de <strong>sillones de cartón piedra</strong> en los que te puedes sentar o tumbar. Cada año los pintan de un color distinto. Por ejemplo, este año son amarillos.</p>
<div id="attachment_194" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://vienayyo.wordpress.com/files/2009/08/dsc_0057.jpg"><img class="size-full wp-image-194 " title="Los sillones del MQ" src="http://vienayyo.wordpress.com/files/2009/08/dsc_0057.jpg" alt="Los sillones del MQ" width="450" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">Los sillones del MQ</p></div>
<p>La pagina oficial del MuseumsQuartier es:</p>
<p><a title="MQ" href="http://www.mqw.at/" target="_blank">MuseumsQuartier</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mad in Vienna]]></title>
<link>http://jonsmalldon.wordpress.com/2009/06/16/mad-in-vienna/</link>
<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 19:17:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>jonsmalldon</dc:creator>
<guid>http://jonsmalldon.wordpress.com/2009/06/16/mad-in-vienna/</guid>
<description><![CDATA[Madness and Modernity Mental Illness and the Visual Arts in Vienna 1900 Wellcome Collection, London ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://www.wellcome.ac.uk/News/Media-office/Press-releases/2009/WTX053710.htm">Madness and Modernity</a><br />
Mental Illness and the Visual Arts in Vienna 1900<br />
Wellcome Collection, London</strong></p>
<p>Those seeking solace from nervous exhaustion &#8211; a common complaint on Euston Road &#8211; can now stumble into the air conditioned Wellcome Building and find themselves staring at a model of <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Steinhof_(Vienna)">Am Steinhof</a>, a psychiatric hospital on the edge of Vienna that had 60 separate buildings and room for 2,500 patients.  It&#8217;s a key part of this survey of representations of &#8216;madness&#8217; in the time of Freud.  </p>
<p>The model, and the rest of the exhibition, leaves you somewhat uncomfortable &#8211; here is mental illness as modish fashion accessory or artistic prop.  Whilst it wasn&#8217;t the done thing to be distinctly barking it was more than acceptable to be in need of have a nervous disorder and pop off for recuperation.  It took Freud to move away from the long stays in lovely buildings to conversations in consulting rooms.</p>
<p>The exhibition draws on work by <a href="http://images.google.co.uk/images?sourceid=navclient&#38;hl=en-GB&#38;rlz=1T4PBEA_en-GBGB228GB229&#38;q=egon+schiele&#38;um=1&#38;ie=UTF-8&#38;ei=iO03Spq5GuGMjAe8jaCODg&#38;sa=X&#38;oi=image_result_group&#38;resnum=1&#38;ct=title">Egon Schiele</a> and <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Oskar_Kokoschka">Oskar Kokoschka</a> &#8211; the former self portraits of the artist as a twisted hyperreal body, the latter portraits of the Vienna bourgeoisie as a bunch of, erm, withered nutters.  It all looks a bit <a href="http://www.felikstopolski.com/">Topolski</a>.  The final section shows the art created by two patients themselves &#8211; a collage by &#8216;Frau St&#8217; about whom we know nothing and the vibrant paintings of Josef Karl Rädler, whose work now appears to be quite <a href="http://www.gseart.com/artists.asp?ArtistID=97">collectable</a>.</p>
<p>Accompanying this survey is a more personal exhibition &#8211; &#8220;Mental Illness and Me&#8221; by <a href="http://www.bobbybakersdailylife.com/MainMenu.html">Bobby Baker</a>.  Spanning 17 stages over 11 years (and now &#8220;Beyond the Stages&#8221;) it&#8217;s drawn from a series of daily and weekly drawings that Barker produced whilst suffering from fairly extreme mental illness, and its accompanying traumatic treatment.  Needless to say they are very striking and the accompanying text tells a powerful story simply and effectively.</p>
<p>All in all, another good reason to visit the lovely Wellcome building &#8230;  and then pour out into today&#8217;s London and wonder what a survey of <a href="http://www.mind.org.uk/Information/Factsheets/Statistics/Statistics+1.htm">our insanity</a> will look like in a century&#8217;s time.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The Klimt exhibition opens in Muscat]]></title>
<link>http://ynotoman.wordpress.com/2009/04/12/the-klimt-exhibition-opens-in-muscat/</link>
<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 19:27:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>ynotoman</dc:creator>
<guid>http://ynotoman.wordpress.com/2009/04/12/the-klimt-exhibition-opens-in-muscat/</guid>
<description><![CDATA[Sayyid Ali and Bernhard Böhler   The “Golden Age of Austrian Art” was opened today by H.E. Sayyid Al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sayyid Ali and Bernhard Böhler   The “Golden Age of Austrian Art” was opened today by H.E. Sayyid Al]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'artista viaggiatore]]></title>
<link>http://villatelesio.wordpress.com/2009/02/16/lartista-viaggiatore/</link>
<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 14:01:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilprimissimo</dc:creator>
<guid>http://villatelesio.wordpress.com/2009/02/16/lartista-viaggiatore/</guid>
<description><![CDATA[Nell&#8217;Ottocento nasce il viaggio inteso come desiderio e &#8220;scoperta&#8221; di nuovi orizzo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-753" title="kleeweb" src="http://villatelesio.wordpress.com/files/2009/02/kleeweb.jpg" alt="kleeweb" width="442" height="350" /></p>
<p>Nell&#8217;Ottocento nasce il viaggio inteso come desiderio e &#8220;scoperta&#8221; di nuovi orizzonti, di paesi, di popolazioni e di culture anche artistiche sconosciute. È con Gauguin, sul finire del XIX secolo, che lo sguardo dell&#8217;artista europeo diventa fatto creativo ed estetico a tutto tondo: la vita, l&#8217;arte, la cultura di popoli lontani, i paesaggi, i corpi, i colori di paesi esotici e primitivi innestano una svolta decisiva all&#8217;arte europea.<!--more--></p>
<p>Il progetto di mostra dedicato all&#8217;artista viaggiatore promosso dal Comune di Ravenna, dall’Assessorato alla Cultura e dal Museo d&#8217;Arte della città,  intende presentare i percorsi di alcuni dei più significativi pittori che hanno viaggiato e vissuto fuori dall&#8217;Europa, ma anche come i quattro continenti extraeuropei (Asia, Africa, Americhe e Oceania) furono vissuti e visti dagli artisti &#8220;occidentali&#8221;, a cavallo tra l&#8217;orientalismo ottocentesco di Alberto Pasini e le avanguardie, che hanno rielaborato in nuovi termini stilistici le suggestioni esotiche. I luoghi diventano i veri protagonisti del progetto: la Tahiti di Gauguin e Matisse, il Siam di Chini, la Nuova Guinea di Nolde e Pechstein. Una sezione sarà dedicata a diverso materiale etnografico ed artistico di quei luoghi, nonché documentata da reportages fotografici storici.  Si partirà dagli esiti del realismo ottocentesco fino al post-impressionismo per poi giungere alla prima metà del XX secolo con l&#8217;espressionismo, il surrealismo, agli anni &#8216;50, con Dubuffet, Tobey, Alechinsky, certe derivazioni dal calligrafismo giapponese con Mathieu e i percorsi dei più contemporanei Boetti, Mondino e Ontani.</p>
<p><strong></strong><em></em></p>
<p><strong></strong> Museo d&#8217;Arte della città di Ravenna</p>
<p><strong></strong><a id="OLE_LINK8"></a><strong></strong> 22 febbraio &#8211; 21 giugno 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Viena de 1900]]></title>
<link>http://zalema.wordpress.com/2009/01/04/la-viena-de-1900/</link>
<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 16:01:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Grifo</dc:creator>
<guid>http://zalema.wordpress.com/2009/01/04/la-viena-de-1900/</guid>
<description><![CDATA[Hay quienes afirman  que la generalización del consumo de música ligera es un síntoma de sociedad en]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Hay quienes afirman  que la generalización del consumo de música ligera es un síntoma de sociedad en decadencia. Hay dos casos paradigmáticos: el París de Offenbach y la Viena de los valses de Strauss.</p>
<div id="attachment_162" class="wp-caption alignleft" style="width: 152px"><img class="size-full wp-image-162" title="klimt_medicine" src="http://zalema.wordpress.com/files/2009/01/klimt_medicine.jpg" alt="klimt_medicine" width="142" height="200" /><p class="wp-caption-text">la pintura de Klimt</p></div>
<p>En este último caso, una sociedad o país en decadencia no va de la mano de la pobreza intelectual: Viena vive una actividad febril como pocas veces han ocurrido en la historia.  En 1897 muere Brahms en dicha ciudad, que se está recuperando del viernes negro (crack de su bolsa). Viena había destruido en la segunda mitad del siglo XIX gran parte de su patrimonio medieval y ha estado usando ese espacio para nuevas edificaciones. Es por tanto que se ha desarrollado una intensa actividad arquitectónica y decorativa, y  ha emergido la figura de Klimt, cuyas obras están a caballo entre la decoración y el arte. Klimt tuvo un breve escarceo amoroso con una todavía desconocida Alma Schindler, hija de pintor,  que posteriormente siempre estuvo relacionada con personajes del mundo del arte.</p>
<p>Alma, que inició una carrera musical, tuvo un largo coqueteo con su maestro Zemlinsky, alentado en sus inicios por Brahms, antes de conocer a Mahler. Este, embelesado por la juventud y la belleza de Alma, se ofreció para escuchar las composiciones de la joven, y al poco se casó con ella. Luego decidiría  que bastaba con un solo compositor en la familia impidiendo su posible carrera musical.<br />
En 1904 Mahler aceptó la presidencia honorífica de una nueva sociedad de música contemporánea, la Verein Schaffender Tonkünstler in Wien (Asociación de creadores musicales de Viena) que, al igual que la Secession, pretendía dar la espalda al academicismo y orientarse hacia la modernidad. A Schönberg, el más célebre de sus fundadores, se sumarían como alumnos Anton Webern y Alban Berg.<br />
Tras la muerte de la hija de los Mahler, Alma se refugió en los brazos del joven arquitecto Walter Gropius, y Mahler, de los nervios, pasó a ser uno de los pacientes favoritos de Freud. La intercepción de una carta de amor dirigida a su esposa precipitó los acontecimientos: Mahler dejó de componer la décima sinfonía y pidió una cita urgente de psicoanálisis al señor Sigmund. Pese a que este estaba de vacaciones, y en vacaciones no tenía la costumbre, accedió a ver al atormentado Gustav.<br />
Ninguno de los compositores jóvenes a los que Brahms ayudó o protegió jugaría -salvo Zemlinsky- el menor papel en la denominada música del siglo XX. Von Zemlinsky era una persona poco agraciada físicamente. Debió de sentir el desprecio de Alma, que le llamó &#8220;ese enano horrible&#8221; cuando le propuso matrimonio. Parte de su música fue autobiográfica. Destaco dos óperas suyas que recientemente se programaron en el Maestranza: “El enano” y “una tragedia florentina”, basados en obras del decadente Oscar Wilde. Analicen los paralelismos entre estas óperas y su vida.<br />
Gerstl fue un pintor rebelde, que rehusó en vida la fama y el contacto gremial. En cambio sí frecuentó a los músicos vieneses, ya que amaba la ópera probablemente más que incluso la pintura. Así pues, conoció a Schönberg, que estaba decidiendo si realizar un oscuro viaje por el mundo de la atonalidad. Vivió con él, y es probable que le enseñara a pintar.</p>
<div id="attachment_159" class="wp-caption alignnone" style="width: 286px"><img class="size-medium wp-image-159" title="ritter204a" src="http://zalema.wordpress.com/files/2009/01/ritter204a.jpg?w=276" alt="La pintura del músico Schönberg" width="276" height="300" /><p class="wp-caption-text">La pintura del músico Schönberg</p></div>
<div id="attachment_153" class="wp-caption alignnone" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-153" title="gertrud-schonberg" src="http://zalema.wordpress.com/files/2009/01/gertrud-schonberg.jpg?w=200" alt="La pintura se Schönberg" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">La pintura de Schönberg</p></div>
<p>El contacto con Gerstl probablemente facilitó que ambos iniciaran en paralelo una evolución semejante, cada uno en su medio. La pintura de Gerstl en concreto fue evolucionando hacia la abstracción.</p>
<div id="attachment_158" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-158" title="gerstl2" src="http://zalema.wordpress.com/files/2009/01/gerstl2.jpg?w=300" alt="La pintura de Gerstl" width="300" height="294" /><p class="wp-caption-text">La pintura de Gerstl</p></div>
<p>Gerstl,  se suicidó en 1908 a la edad de 25 años, cuando tras un asunto amoroso con la esposa de Schönberg son descubiertos y convencen a Mathilde de que le abandone y regrese con su marido, el gran músico. Era en ese momento, probablemente el pintor más avanzado de su época, precursor del expresionismo abstracto de la década de los 50; época en la que se recuperó su obra que había permanecido oculta y olvidada. Parte de la culpa de que no se le conozca demasiado la tiene el propio pintor que rehusó exponer junto al afamado Klimt. Estaba convencido de tener genio, y también creía que la ausencia de reconocimiento público era una prueba de calidad (¡otro que no confía en la opinión popular!). Para Gerstl, una pintura que resultara bonita no podía ser buena.</p>
<div id="attachment_154" class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-154" title="gerstl" src="http://zalema.wordpress.com/files/2009/01/gerstl.jpg?w=225" alt="La pintura de Gerstl" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">La pintura de Gerstl</p></div>
<p>Tanto para él, como para el joven Egon Schiele, también vienés, su propia imagen y lo que ésta sugería de su vida interior constituían el tema más importante de su obra.</p>
<div id="attachment_156" class="wp-caption alignnone" style="width: 238px"><img class="size-medium wp-image-156" title="echtpaarg" src="http://zalema.wordpress.com/files/2009/01/echtpaarg.jpeg?w=228" alt="La pintura se Schiele" width="228" height="300" /><p class="wp-caption-text">La pintura se Schiele</p></div>
<p>Tras la muerte de Mahler su viuda entabló una relación tormentosa con Kokoschka, pintor que aunque joven ya conoce la fama y el escándalo.</p>
<p>En la primera exposición de arte contemporaneo celebrada en Viena en 1908, Kokoschka conocó al arquitecto Adolf Loos. Frente al estilo dominante en la muestra, dentro de la estética Jugendstil que propugnaba la Secession, el pintor se convirtió en el centro de una exaltada controversia entre la crítica y el público, quienes rechazaron su obra.<br />
Loos, uno de los pioneros de la arquitectura moderna, funcional y desornamentada, que acababa de publicar su polémico ensayo Ornamento y delito, se convirtió en su infatigable protector. Le animó a dejar el Wiener Werkstätte (Taller de Viena -taller para la producción de objetos, realizados según diseño de los artistas de la Secession-) y a seguir sus propias ideas y le introdujo en su círculo de amistades, que tenían su centro de reuniones en el Café Central de Viena o en el American Bar. El poeta Peter Altenberg, el escritor Karl Kraus, el actor Reinhold o los historiadores Hans y Erika Tietze formaban parte de ese círculo.  Cuando Alma huye de Kokoschka, este enloquece y se hace construir una muñeca tamaño natural. Aquí está el cuadro que pintó que refleja la pasión que sentía por Alma.</p>
<div id="attachment_155" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-155" title="kokoschka-tempete-web" src="http://zalema.wordpress.com/files/2009/01/kokoschka-tempete-web.jpg?w=300" alt="La pintura de Kokoschka" width="300" height="249" /><p class="wp-caption-text">La pintura de Kokoschka</p></div>
<p>Pero esto no es todo: un gran número de hombres de la ciencia y de las artes convivían en esa ciudad y en ese momento: el músico Schrecker,  Otto Wagner, los cineastas Otto Preminger, Max Reinhard, los escritores Robert Musil, Hermann Broch, Elias Canetti, Stefan Zweig (libretista de Richard Strauss),Karl Kraus, Hugo von Hofmannstahl, Arthur Schnitzler, Peter Altenberg, Leopold von Andrian, Hermann Bahr, Alfred Polgar, Bertha von Suttner, los filósofos Franz Brentano, Rudolf Carnap, Ernst Mach, Moritz Schlick, Otto Weiniger, Ludwig Wittgenstein o Karl Popper, el economista Josef Schumpeter, los psicólogos Jung, Breuer, Wilheim Reich, Rank o Bruno Bettelheim y los arquitectos Max Fabiani, Heinrich von Ferstel, Oswald Haerdtl, Theophil Hansen, Lukas von Hildebrandt, Coop Himmelblau, Josef Maria Hoffmann, Hans Hollein, Hundertwasser, Oskar Lasker, Josef Maria Olbrich, Alois Pichl, Josef Plecnit, Michael Schluder, Hans Kastner, Gottfried Semper, Otto Wagner o Ludwig Wittgenstein.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Life Drawing Workshop at Compton Verney]]></title>
<link>http://deanmelbourne.wordpress.com/2008/11/18/life-drawing-workshop-at-compton-verney/</link>
<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 00:07:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>deanmelbourne</dc:creator>
<guid>http://deanmelbourne.wordpress.com/2008/11/18/life-drawing-workshop-at-compton-verney/</guid>
<description><![CDATA[self portrait as de generate artist. Oskar Kokoschka I had a great day on Saturday at Compton Verney]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_240" class="wp-caption aligncenter" style="width: 437px"><a href="http://deanmelbourne.files.wordpress.com/2008/11/dgenratekokoschka.jpg"><img class="size-full wp-image-240" title="dgenratekokoschka" src="http://deanmelbourne.wordpress.com/files/2008/11/dgenratekokoschka.jpg" alt="self portrait as de generate artist. Oskar Kokoschka" width="427" height="590" /></a><p class="wp-caption-text">self portrait as de generate artist. Oskar Kokoschka</p></div>
<p>I had a great day on Saturday at <a href="http://www.comptonverney.org.uk">Compton Verney.</a> I was there to deliver a life drawing workshop in conjunction with there <a href="http://www.comptonverney.org.uk/?page=exhibitions/jackbyeats.html">Jack B Yeats</a> and <a href="http://www.comptonverney.org.uk/?page=exhibitions/oskarkokoschka.html" target="_blank">Oskar Kokoschka </a>exhibition. It has been a little while since I got to do a session like this. If I am honest it is the one aspect of teaching that I really miss.</p>
<p>The group of people taking part were lovely and really got into the spirit of the day. Obviously the place was amazing and it is such a beautiful setting.</p>
<p>My idea for the day was to take the group back to basics and for us to forget our pre conceptions of what make a good  drawing. In the spirit of Kokoschka&#8217;s School of Seeing I set a series of exercises with the intention of changing the way the participants looked at the model. To anyone who has done life drawing before they may not be new techniques. Sometimes people who are regularly draw from direct observation forget to challenge themselves. Often they are too busy making &#8220;good&#8221; drawings!</p>
<p>We started with blind contour drawings, made with one continuous line. The artist only being allowed to look at the model and not the paper. It was great that everyone really gave this a try and the second drawings showed the positive affect that this focused looking was having. We followed that with left handed drawing and a multiple contribution drawings with participants rotating around easels.</p>
<p>The afternoon session was devoted to expressive painting taking ques from Kokoschka. I think that everyone felt invigorated by the end of the session. Although some were pretty tired.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://deanmelbourne.files.wordpress.com/2008/11/caval.jpg"><img class="size-medium wp-image-241" title="caval" src="http://deanmelbourne.wordpress.com/files/2008/11/caval.jpg?w=300" alt="The Cavalier's Farewell to his Steed (1949) Jack B Yeats" width="443" height="344" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong> The Cavalier&#8217;s Farewell to his Steed (1949)</strong></dd>
</dl>
</div>
<p>In terms of the show it was the <a href="http://www.comptonverney.org.uk/?page=exhibitions/jackbyeats.html" target="_blank">Yeats</a> paintings that really moved me. Such strength of emotion and dark intensity. They still felt fresh and like the paint was barely dry. I felt the passion and sadness in them far more than I have than in other far more famous expressionists. If you haven&#8217;t seen his work (especially later) in the flesh you are really missing out. I cant believe he isn&#8217;t more widely known.</p>
<p>Thanks to everyone that did the session and I hope to be back at Compton Verney in the near future</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le persone che amiamo sono abbozzi di possibili quadri]]></title>
<link>http://leonde.wordpress.com/2008/08/10/le-persone-che-amiamo-sono-abbozzi-di-possibili-quadri/</link>
<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 15:13:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>leonde</dc:creator>
<guid>http://leonde.wordpress.com/2008/08/10/le-persone-che-amiamo-sono-abbozzi-di-possibili-quadri/</guid>
<description><![CDATA[&#8221; Le persone che amiamo sono abbozzi di possibili quadri&#8221; Hugo Von Hofmannsthal Oscar Ko]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong>&#8221; Le persone che amiamo sono abbozzi di possibili quadri&#8221;</strong></em></p>
<p style="text-align:right;"><strong>Hugo Von Hofmannsthal</strong></p>
<div id="attachment_15" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://leonde.files.wordpress.com/2008/08/sposadelvento.jpg"><img class="size-medium wp-image-15" src="http://leonde.wordpress.com/files/2008/08/sposadelvento.jpg?w=300" alt="Oscar Kokoschka, La sposa del vento" width="300" height="244" /></a><p class="wp-caption-text">Oscar Kokoschka, La sposa del vento</p></div>
<p> </p>
<p>Innamorarsi di qualcuno è un po&#8217; come farsi un tatuaggio. Ti entra nella carne, quasi senza che tu te ne renda conto. Ti si imprime dentro, facendo anche un po&#8217; male e resta lì, indelebile. Poi una mattina ti svegli, e lui c&#8217;è. Simile a un quadro, appunto, di cui piano piano ti si svelano soggetto, tecnica, periodo, corrente, e via via tutti i dettagli. Il massimo si raggiunge quando quel quadro assomiglia tantissimo al tuo preferito, o se non proprio al tuo preferito, alla hall of fame che nel corso degli anni ti sei costruito assieme al tuo gusto estetico.</p>
<p>All&#8217;inizio di una storia non si può mai sapere con certezza quale quadro salterà fuori. Ma col passare degli anni si diventa più bravi nell&#8217;intercettare le potenzialità del bozzetto. Cosa quella tela potrebbe regalarci..E&#8217; un po&#8217; come lo stupore e l&#8217;ammirazione per una ragazza ancora acerba, che però già intorno ai 15 anni fa capire quanto sarà seduttiva o intelligente &#8220;da grande&#8221;.</p>
<p>Separarsi da un possibile bel quadro poi è un&#8217;operazione difficilissima. Richiede un&#8217;elevata dose di razionalità, cattiveria, determinazione, ma soprattutto autolesionismo.</p>
<p>Ma c&#8217;è sempre un valido motivo per partire, nel bene e nel male.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Albertina Do &amp; Co Restaurant]]></title>
<link>http://vogueblog.wordpress.com/2008/07/12/albertina-do-co-restaurant/</link>
<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 14:13:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>vogueblog</dc:creator>
<guid>http://vogueblog.wordpress.com/2008/07/12/albertina-do-co-restaurant/</guid>
<description><![CDATA[#gallery-1 { margin: auto; } #gallery-1 .gallery-item { float: left; margin-top: 10px; text-align: c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[#gallery-2 { margin: auto; } #gallery-2 .gallery-item { float: left; margin-top: 10px; text-align: c]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Albertina Do &amp; Co Restaurant]]></title>
<link>http://gochisousama.wordpress.com/2008/07/12/albertina-do-co-restaurant/</link>
<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 14:13:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>gochisousama</dc:creator>
<guid>http://gochisousama.wordpress.com/2008/07/12/albertina-do-co-restaurant/</guid>
<description><![CDATA[#gallery-3 { margin: auto; } #gallery-3 .gallery-item { float: left; margin-top: 10px; text-align: c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'>
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			}
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		<div id='gallery-4' class='gallery galleryid-264 snap_nopreview'><dl class='gallery-item'>
			<dt class='gallery-icon'>
				<a href='/spellchecked-text/' title='Spellchecked Text'><img width="150" height="5" src="http://wordpress.com/files/2006/03/sc-checked.gif?w=150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Spellchecked Text" /></a>
			</dt></dl><dl class='gallery-item'>
			<dt class='gallery-icon'>
				<a href='/spellchecker-suggestions/' title='Spellchecker Suggestions'><img width="150" height="126" src="http://wordpress.com/files/2006/03/sc-suggest.gif?w=150" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Spellchecker Suggestions" /></a>
			</dt></dl>
			<br style='clear: both;' />
		</div>

<p>The Albertina Art Gallery is a must-visit in Vienna. Not, only they houses some of the most remarkable paintings of Klimt, Kokoschka, Monet, Picasso, et cetera, the gallery are well designed and managed.</p>
<p>Now, next to the gallery is a marvelous surprise. The Do &#38; Co Restaurant.  The price  is a little steep, there is a table charge of which I&#8217;m not accustomed to. But well, at least one is not expected to tip as much as in US.</p>
<p>We had the Fried Anchovies served with freshly made Aoli and marinated Artichokes from the tapas menu, and a choice of seafood and beef for our mains. Not bad of a treat after an exhilarating experience in the galery.</p>
<p>Have I mentioned, Picasso&#8217;s Women in Green Hat and Monet&#8217;s water Lilies were among the pieces exhibited during my visit?</p>
<p><a href="http://gochisousama.files.wordpress.com/2008/10/img_3916.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-266" title="Steak with Wild Mushrooms" src="http://gochisousama.wordpress.com/files/2008/10/img_3916.jpg" alt="" width="323" height="269" /><br />
</a></p>
<p>Albertinaplatz 1<br />
1010 Wien<br />
Tel.: +43 (1) 532 96 69<br />
Email: <a href="mailto:albertina@doco.com">albertina@doco.com</a></p>
<p>Contact for the galery:</p>
<table class="avtext" style="width:100%;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="firsttd" style="width:50%;"><span class="avtext">Albertinaplatz 1</span></td>
<td class="lasttd"><span class="avtext">T +43 (0)1 534 83-0</span></td>
</tr>
<tr>
<td class="firsttd"><span class="avtext">1010 Vienna, Austria</span><span style="overflow:hidden;height:7px;display:block;"> </span></td>
<td class="lasttd"><span class="avtext">F +43 (0)1 534 83-430</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Kokoschka]]></title>
<link>http://apuntesdearte.wordpress.com/2008/06/30/kokoschka/</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 23:07:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>nessielee</dc:creator>
<guid>http://apuntesdearte.wordpress.com/2008/06/30/kokoschka/</guid>
<description><![CDATA[Oskar Kokoschka / 1889 Pochlarn (Danubuio) &#8211; 1980 Villenueve cerca de Montreaux. 1905-1909 Aca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oskar Kokoschka / <strong>1889 </strong>Pochlarn (Danubuio) &#8211; <strong>1980 </strong>Villenueve cerca de Montreaux.</p>
<p><strong>1905-1909</strong> Academia de Artes y Oficios deViena.</p>
<p><strong>1907-1909</strong> Colaborador en los <em>Talleres Vieneses.</em></p>
<p><strong>1910 Berlín</strong> Colaborador de la revista Der Sturm (La tormenta).</p>
<p><strong>1911 Viena</strong> Asistente en la Escuela de Artes y Oficios. Comienza relación con Alma Mahler.</p>
<p><strong>1914</strong> Se separa de Alma M. a causa de enrolarse como voluntario en el ejercito de guerra.</p>
<p><strong>1915</strong> Es hospitalizado.</p>
<p><strong>1917 Dresde.</strong></p>
<p><strong>1919 </strong>Profesor de la Academia de Artes de Dresde.</p>
<p><strong>1924 </strong>Renuncia al cargo. Viaja por Europa, Norte de África y Cercano Oriente.</p>
<p><strong>1933 </strong>Viena.</p>
<p><strong>1934 </strong>Praga.</p>
<p><strong>1937 </strong>Su arte es difamado como degenerad, 417 obras son incautadas.</p>
<p><strong>1938 </strong>Emigra a Londres.</p>
<p><strong>1947 </strong>Obtiene ciudadanía Inglesa.</p>
<p><strong>1975 </strong>Vuelve a recibir ciudadanía austíaca.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Oskar Kokoschka]]></title>
<link>http://historialdedisenio.wordpress.com/2008/05/29/oskar-kokoschka/</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 12:51:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carolina Costas</dc:creator>
<guid>http://historialdedisenio.wordpress.com/2008/05/29/oskar-kokoschka/</guid>
<description><![CDATA[Por Carolina Costas 1886 – 1980 Pintor, poeta y diseñador austriaco, sus obras reflejan mucha intens]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Por Carolina Costas</em></p>
<p>1886 – 1980</p>
<p>Pintor, poeta y diseñador austriaco, sus obras reflejan mucha intensidad y un excelente manejo de la luz. Conocido principalmente por sus retratos y paisajes expresionistas. La carrera de Kokoschka fue marcada en principio por intensos retratos de celebridades vienesas. Clasificado como degenerado por los Nazis, huyó al Reino Unido. Fue uno de los miembros del grupo expresionista alemán &#8220;Die Brücke&#8221; (El puente).</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3077/2528455848_a2c3bf826e.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. Cartel para Die Kunstschau, 1908." width="56" height="135" />     <img src="http://farm3.static.flickr.com/2276/2528454200_378320d61e.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. Florencia vista desde la Torre Mannelli. 1948." width="180" height="135" />     <img src="http://farm4.static.flickr.com/3066/2527634573_2436da78a6.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. Retrato de Theodor Körner, 1949." width="108" height="135" /></p>
<p style="text-align:center;"><!--more--></p>
<p>Nació en Pöchlarn (localidad junto al Danubio) en Austria, en 1886. Hijo de un orfebre de Praga, su familia sufrió económicamente por la industrialización, razón que lo llevó a buscar la renovación y reivindicación de la manufactura artesanal, que se reflejan en la Secesión y en los Wienner Werkstate (Talleres de Viena).</p>
<p>Estudió en la escuela pública de Viena gracias a una beca, allí asistió a la Escuela de Artes y Oficios. Fuertemente impresionado por la Secesión, Kokoshka fue un gran admirador de Klimt con quien participó en una exposición en 1908.</p>
<p>Al mismo tiempo realiza carteles y postales para la Wiener Werkstätte, que expondrá  en 1908 en la Kunstschau vienesa, junto a una escultura y el libro Die Träumenden Knaben. La expresividad feroz y penetrante de esta obra incitará ira en el público y la crítica, así como la obra teatral: Mörder, die Hoffnung der Frauen (el asesino, la esperanza de las mujeres), obra pionera del expresionismo escénico.</p>
<p>En 1909 conoce a Adolph Loos, con quien realiza su primer retrato. Loos lo pone en contacto con Herwarth Walden, el fundador de Der Sturm. También se vincula con Karl Graus y el círculo de Käthe Richter.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2344/2528455410_f8af42f934.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. Adolf Loos. 1909." width="180" height="135" />      <img src="http://farm3.static.flickr.com/2043/2527633571_23d98f9d92.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. Le Front d'Isonzo, 1916." width="194" height="135" /></p>
<p>Al finalizar su romance con Alma Mahler, se enrola en el ejército y resulta gravemente herido. Buscando recuperarse pasa por distintos hospitales de Viena y Dresde, ciudad donde se convierte en profesor. En 1924 abandona la Academia de Dresde y decide cambiar de vida, viajando arrebatadamente por todo el mundo.</p>
<p>En 1934 escribe el cuento autobiográfico &#8220;La herida&#8221;. Más de 417 de sus obras son censuradas en Alemania. En esa época conoce y se casa con Olda Palkovská. Se involucra con la Guerra Civil española a través del diseño de carteles. Con el avance de los nazis en Europa, Kokoschka se muda a Londres para empezar desde abajo.</p>
<p>Tras su obligado regreso a Londres en 1940, Kokoschka vuelve a mostrar su lado político, combativo y solidario (un ejemplo es el cartel: En memoria de los niños de Europa…). Se alza contra el nazismo que lo tacha de artista degenerado. Impulsivo y comprometido políticamente, se nacionaliza en Gran Bretaña en 1947.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3187/2528455798_5a61a6c262.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. " width="183" height="135" /></p>
<p>En 1953 se instala en Suiza, y enseña en Salzburgo y en su Escuela de la Vista (hasta 1963), una escuela antirracionalista y basada en la observación del mundo (Weltanschauung), donde culmina su obra. Viajó hasta el final de su vida en 1980.</p>
<p>Temas relacionados: <a title="El Estilo de Kokoschka" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/el-estilo-de-kokoschka/" target="_blank">El Estilo de Kokoschka </a>- <a title="Los Retratos de Kokoschka" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/los-retratos-de-kokoschka/" target="_blank">Los Retratos de Kokoschka </a>- <a title="Oskar Kokoschka y el expresionismo" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/oskar-kokoschka-y-el-expresionismo/" target="_blank">Oskar Kokoschka y el expresionismo </a>- Expresionismo &#8211; <a title="Wiener Werkstatte" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/26/wiener-werkstate-talleres-de-viena/" target="_blank">Wiener Werkstatte </a>- Secesionismo</p>
<p> </p>
<p><strong>Bibliografía:</strong><br />
<a href="http://www.artedehoy.net/html/kokoschka.html">http://www.artedehoy.net/html/kokoschka.html</a><br />
<a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Oskar_Kokoschka">http://es.wikipedia.org/wiki/Oskar_Kokoschka</a><br />
<a href="http://www.imageandart.com/tutoriales/tutoriales.htm">http://www.imageandart.com/tutoriales/tutoriales.htm</a><br />
<a href="http://www.portalmundos.com/mundoarte/biografia/kokoschka.htm">http://www.portalmundos.com/mundoarte/biografia/kokoschka.htm</a><br />
<a href="http://www.fractaliagm.com/html/oskar.html">http://www.fractaliagm.com/html/oskar.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Oskar Kokoschka]]></title>
<link>http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/oskar-kokoschka/</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 12:51:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carolina Costas</dc:creator>
<guid>http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/oskar-kokoschka/</guid>
<description><![CDATA[Por Carolina Costas 1886 – 1980 Pintor, poeta y diseñador austriaco, sus obras reflejan mucha intens]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Por Carolina Costas 1886 – 1980 Pintor, poeta y diseñador austriaco, sus obras reflejan mucha intens]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El Estilo de Kokoschka]]></title>
<link>http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/el-estilo-de-kokoschka/</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 12:51:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carolina Costas</dc:creator>
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<description><![CDATA[Por Carolina Costas En sus inicios estuvo fuertemente impresionado por la Secesión, Kokoshka fue un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Por Carolina Costas En sus inicios estuvo fuertemente impresionado por la Secesión, Kokoshka fue un ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[El Estilo de Kokoschka]]></title>
<link>http://historialdedisenio.wordpress.com/2008/05/29/el-estilo-de-kokoschka/</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 12:51:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carolina Costas</dc:creator>
<guid>http://historialdedisenio.wordpress.com/2008/05/29/el-estilo-de-kokoschka/</guid>
<description><![CDATA[Por Carolina Costas En sus inicios estuvo fuertemente impresionado por la Secesión, Kokoshka fue un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Por Carolina Costas</em></p>
<p>En sus inicios estuvo fuertemente impresionado por la Secesión, Kokoshka fue un gran admirador de Klimt, con quien participó en una exposición en 1908.  Los muchachos soñadores, es una obra la gramática plana, lineal y decorativa (característica del modernismo vienés) hace notable el porque de la dedicatoria a Gustav Klimt.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3118/2527634695_39f2c5beb5.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. El Mandril." width="105" height="135" />    <img src="http://farm3.static.flickr.com/2137/2528454148_9b3d0575b0.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. Exil in der Tschechoslowakei." width="213" height="135" /></p>
<p style="text-align:center;"><!--more--></p>
<p>Una de las primeras creaciones de Oskar Kokoschka es Alter Mann, el primero de una larga serie de retratos que conseguirán convertirlo en un artista único, ya que con ellos se nos hace visible un paisaje espiritual, que deja al descubierto las debilidades de los seres humanos.</p>
<p>También estuvo vinculado al trabajo del arquitecto Adolf Loos, quien le introdujo en los círculos literarios, donde le fue presentado Karl Kraus. Bajo los conocimientos de Loos se alejó de la ornamentación, prefiriendo otras inclinaciones artísticas. Luego de 1911 su trabajo no fue bien recibido por el público y la prensa conservadora en la exposición de Viena.</p>
<p>Su pintura se vuelve más intensa al relacionarse con Alma Mahler (viuda del músico Gustav Mahler), esta fuerte pasión está claramente reflejada en “La esposa del viento (Tempestad)&#8221; 1914. Las obras de este periodo son: Dos desnudos, La tempestad, Bodegón con amorcillo y conejo y Caballero errante. Se enrola en el ejército (al separarse de Alma) y resulta gravemente herido.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2148/2527633897_15d9756edd.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. La esposa del viento, tempestad. 1914." width="162" height="135" />   <img src="http://farm3.static.flickr.com/2119/2528455126_64147ae837.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. Bodegón con amorcillo y conejo, 1914." width="185" height="135" /></p>
<p>La soledad que experimenta en Dresne (donde fue profesor) se trasmite en sus autorretratos. Toda su obra tanto en cuanto a su técnica como a la temática gira entorno a la soledad del hombre y la autodestrucción.</p>
<p>Temas relacionados: <a title="Oskar Kokoschka" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/oskar-kokoschka/" target="_blank">Oskar Kokoschka</a> - <a title="Los Retratos de Kokoschka" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/los-retratos-de-kokoschka/" target="_blank">Los Retratos de Kokoschka </a>- <a title="Oskar Kokoschka y el expresionismo" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/oskar-kokoschka-y-el-expresionismo/" target="_blank">Oskar Kokoschka y el expresionismo </a>- Expresionismo &#8211; <a title="Wiener Werkstatte" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/26/wiener-werkstate-talleres-de-viena/" target="_blank">Wiener Werkstatte </a>- Secesionismo</p>
<p> </p>
<p><strong>Bibliografía:</strong><br />
<a href="http://www.artedehoy.net/html/kokoschka.html">http://www.artedehoy.net/html/kokoschka.html</a><br />
<a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Oskar_Kokoschka">http://es.wikipedia.org/wiki/Oskar_Kokoschka</a><br />
<a href="http://www.imageandart.com/tutoriales/tutoriales.htm">http://www.imageandart.com/tutoriales/tutoriales.htm</a><br />
<a href="http://www.portalmundos.com/mundoarte/biografia/kokoschka.htm">http://www.portalmundos.com/mundoarte/biografia/kokoschka.htm</a><br />
<a href="http://www.fractaliagm.com/html/oskar.html">http://www.fractaliagm.com/html/oskar.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Oskar Kokoschka y el Expresionismo]]></title>
<link>http://historialdedisenio.wordpress.com/2008/05/29/oskar-kokoschka-y-el-expresionismo/</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 12:51:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carolina Costas</dc:creator>
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<description><![CDATA[Por Carolina Costas Su manera de ver el mundo se refleja en sus obras, a través de la turbulencia de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Por Carolina Costas</em></p>
<p>Su manera de ver el mundo se refleja en sus obras, a través de la turbulencia de las cosas, personas o paisajes y la mezcla de trazos y colores. Generando un punto de vista casi nunca bien recibido por sus contemporáneos, pero que no le impidió ir contra la corriente, para enfrentarse a las reglas y los roles impuestos por la sociedad burguesa.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3064/2528455618_fd290abb03.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. El Domo, Florencia, 1948." width="174" height="135" />      <img src="http://farm4.static.flickr.com/3199/2527634903_3c6025c1af.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. Autorretrato con Olda. 1963." width="192" height="135" /></p>
<p style="text-align:center;"><!--more--></p>
<p>Toda su obra, su técnica y la temática gira entorno a la soledad del hombre y la autodestrucción. La realidad se convierte en un símbolo de la expresión. La exageración de las formas, la conmoción de los gestos de sus retratados muestran estados psicológicos, etc.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3078/2527635123_6d8b0f8589.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. " width="235" height="135" />   <img src="http://farm3.static.flickr.com/2117/2528455676_b56fcda2b8.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. " width="193" height="135" /></p>
<p>Se relacionó con intelectuales y artistas expresionistas, enseñó en la Academia y sus cuadros se aproximan a la paleta dominada por amarillos, verdes y azules, característica del expresionismo alemán. La iluminación y el tipo de pinceladas lo convierten en uno de los íconos del expresionismo.</p>
<p>Temas relacionados: <a title="Oskar Kokoschka" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/oskar-kokoschka/" target="_blank">Oskar Kokoschka</a> - <a title="El Estilo de Kokoschka" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/el-estilo-de-kokoschka/" target="_blank">El Estilo de Kokoschka </a>- <a title="Los Retratos de Kokoschka" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/los-retratos-de-kokoschka/" target="_blank">Los Retratos de Kokoschka </a>- Expresionismo -<a title="Wiener Werkstatte" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/26/wiener-werkstate-talleres-de-viena/" target="_blank">Wiener Werkstatte </a>- Secesionismo</p>
<p> </p>
<p><strong>Bibliografía:</strong><br />
<a href="http://www.artedehoy.net/html/kokoschka.html">http://www.artedehoy.net/html/kokoschka.html</a><br />
<a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Oskar_Kokoschka">http://es.wikipedia.org/wiki/Oskar_Kokoschka</a><br />
<a href="http://www.imageandart.com/tutoriales/tutoriales.htm">http://www.imageandart.com/tutoriales/tutoriales.htm</a><br />
<a href="http://www.portalmundos.com/mundoarte/biografia/kokoschka.htm">http://www.portalmundos.com/mundoarte/biografia/kokoschka.htm</a><br />
<a href="http://www.fractaliagm.com/html/oskar.html">http://www.fractaliagm.com/html/oskar.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Oskar Kokoschka y el Expresionismo]]></title>
<link>http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/oskar-kokoschka-y-el-expresionismo/</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 12:51:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carolina Costas</dc:creator>
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<description><![CDATA[Por Carolina Costas Su manera de ver el mundo se refleja en sus obras, a través de la turbulencia de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Por Carolina Costas Su manera de ver el mundo se refleja en sus obras, a través de la turbulencia de]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Los Retratos de Kokoschka]]></title>
<link>http://historialdedisenio.wordpress.com/2008/05/29/los-retratos-de-kokoschka/</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 12:50:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carolina Costas</dc:creator>
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<description><![CDATA[Por Carolina Costas Sus retratos buscan reflejar la personalidad del retratado, a través de la obser]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Por Carolina Costas</em></p>
<p>Sus retratos buscan reflejar la personalidad del retratado, a través de la observación de la realidad. Los rostros están marcados por rasgos penetrantes. La deformación formal, la estructura de los colores son las características de su técnica. No se concentra en mucho los pequeños detalles físicos sino en la importancia de la iluminación (o la falta de la misma) para captar la psicología del retratado, es decir priorizaba la búsqueda expresiva más allá de todo formalismo e impedimento naturalista, objetivo que también perseguía el grupo expresionista alemán &#8220;Die Brücke&#8221; (El puente).</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2290/2528455370_1e52ae97c4.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. " width="92" height="135" />      <img src="http://farm3.static.flickr.com/2251/2528455264_7e5b9033fe.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. Retrato de Theodor Heuss. Bundesrepublik .1950." width="101" height="135" />      <img src="http://farm3.static.flickr.com/2305/2528455448_c0d69ab33f.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. Olda Palkovska. 1937." width="104" height="135" /></p>
<p style="text-align:center;"><!--more--></p>
<p>Sus personajes se caracterizan por rostros de fisonomías exageradas (expresión de su personalidad, sus experiencias y pasiones). Expresiones absortas, inquietas e insatisfechas, la figura y el espacio oscilan alternamente dentro del cuadro, a través de pincelas flojas y amplias. El movimiento es tan sólo puro reflejo del espíritu de sus personajes.</p>
<p>En los primeros retratos de Kokoschka el color es sutil, casi transparente, lavado, parecerían obrar inacabadas, con el predominio de la línea para destacar las expresiones. Posteriormente su pintura evoluciona sus colores adquieren solidez, contraste, y completa con una luminosidad poco usual.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2056/2528454928_4ded3a92fe.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. Lovers with Cat." width="188" height="135" />      <img src="http://farm4.static.flickr.com/3058/2528454100_e19f0fd84f.jpg?v=0" alt="Oskar Kokoschka. Dresden Neustrad." width="192" height="135" /></p>
<p>Hasta la Primera Guerra Mundial, Kokoschka retrata a todos los personajes fundamentales de la intelectualidad austriaca y alemana moderna lo que el llamaba sus &#8220;pinturas negras&#8221;.</p>
<p>Temas relacionados: <a title="Oskar Kokoschka" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/oskar-kokoschka/" target="_blank">Oskar Kokoschka</a> - <a title="El Estilo de Kokoschka" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/el-estilo-de-kokoschka/" target="_blank">El Estilo de Kokoschka </a>- <a title="Oskar Kokoschka y el expresionismo" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/oskar-kokoschka-y-el-expresionismo/" target="_blank">Oskar Kokoschka y el expresionismo </a>- Expresionismo &#8211; <a title="Wiener Werkstatte" href="http://carocostas.wordpress.com/2008/05/26/wiener-werkstate-talleres-de-viena/" target="_blank">Wiener Werkstatte </a>- Secesionismo</p>
<p> </p>
<p><strong>Bibliografía:</strong><br />
<a href="http://www.artedehoy.net/html/kokoschka.html">http://www.artedehoy.net/html/kokoschka.html</a><br />
<a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Oskar_Kokoschka">http://es.wikipedia.org/wiki/Oskar_Kokoschka</a><br />
<a href="http://www.imageandart.com/tutoriales/tutoriales.htm">http://www.imageandart.com/tutoriales/tutoriales.htm</a><br />
<a href="http://www.portalmundos.com/mundoarte/biografia/kokoschka.htm">http://www.portalmundos.com/mundoarte/biografia/kokoschka.htm</a><br />
<a href="http://www.fractaliagm.com/html/oskar.html">http://www.fractaliagm.com/html/oskar.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Los Retratos de Kokoschka]]></title>
<link>http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/los-retratos-de-kokoschka/</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 12:50:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carolina Costas</dc:creator>
<guid>http://carocostas.wordpress.com/2008/05/29/los-retratos-de-kokoschka/</guid>
<description><![CDATA[Por Carolina Costas Sus retratos buscan reflejar la personalidad del retratado, a través de la obser]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Por Carolina Costas Sus retratos buscan reflejar la personalidad del retratado, a través de la obser]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ownership and fairness]]></title>
<link>http://arcticpenguin.wordpress.com/2008/05/28/ownership-and-fairness/</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 13:57:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>arcticpenguin</dc:creator>
<guid>http://arcticpenguin.wordpress.com/2008/05/28/ownership-and-fairness/</guid>
<description><![CDATA[Ownership. I suppose ownership has always been an issue; not only over products, but places and peop]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ownership. I suppose ownership has always been an issue; not only over products, but places and peop]]></content:encoded>
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