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	<title>kulturkampf &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/kulturkampf/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "kulturkampf"</description>
	<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 02:53:13 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Der Bistumsartikel]]></title>
<link>http://heulema.wordpress.com/2009/11/30/der-bistumsartikel/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 16:57:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>heulema</dc:creator>
<guid>http://heulema.wordpress.com/2009/11/30/der-bistumsartikel/</guid>
<description><![CDATA[Der Satz: Der Bau von Minaretten ist verboten &#8211; soll nun dem Artikel 72 der Bundesverfassung a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Der Satz: Der Bau von Minaretten ist verboten &#8211; soll nun dem Artikel 72 der Bundesverfassung als Absatz 3 beigefügt werden. Bis am 10. Juni 2001 hat dort der Bistumsartikel gestanden. Der sah vor, dass die Errichtung von Bistümern der Genehmigung des Bundes unterliegt. Per Volksabstimmung hat man dann diese Bestimmung gestrichten, weil man fand, dass sie die katholische Kirche diskriminiere. Man sollte also heute nicht so tun, als ob die Schweiz ein Musterstaat in Sachen religiöser Toleranz gewesen wäre, von den Kloster- und Jesuitenartikeln ganz zu schweigen.</p>
<p>Die Vorgeschichte zum Bistumsartikel: 1872 hat sich in Genf der katholische Stadtpfarrer Gaspard Mermillod ohne Genehmigung der Regierung die bischöfliche Gewalt über die dortigen Katholiken übertragen lassen. Deswegen hat ihn der Staatsrat abgesetzt, was sich wiederum der Papst nicht bietenliess, worauf der Bundesrat kurzerhand alle Beziehungen mit Rom abgebrochen hat. Das war einer der vielen Schauplätze des Kulturkampfes in der Schweiz. Der brach aus, weil 1870 das Erste Vatikanische Konzil verkündete, dass der Papst, wenn er die höchste Lehrgewalt in Anspruch nimmt, unfehlbar ist. Das hat nicht nur die Katholiken gespalten &#8211; es entstand die Christkatholische Kirche &#8211; es brachte auch den modernen aufgeklärten Bundesstaat gegen die römische Kirche auf. Mit der Begründung der Wahrung des religiösen Friedens in der Schweiz ist deswegen 1874 ein Artikel in die Verfassung aufgenommen worden, der die Einmischung der Politik in die Organisation der katholischen Kirche vorsah. Nach 127 Jahre wurde der Bistums-Artikel gestrichen und nur 8 Jahre später steht an dessen Stelle nun der Minarett-Verbots-Artikel &#8211; wieder 127 Jahre?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VERITA' SUPPOSTE]]></title>
<link>http://liberthalia.wordpress.com/2009/11/13/verita-nascoste/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 20:34:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sendivogius</dc:creator>
<guid>http://liberthalia.wordpress.com/2009/11/13/verita-nascoste/</guid>
<description><![CDATA[ A dispetto di un certo femminismo che vede nell’introduzione delle cosiddette “quote rosa” la remis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#c0c0c0;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1184" title="Supposta" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/11/supposta.jpg" alt="Supposta" width="252" height="122" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#c0c0c0;"> A dispetto di un certo femminismo che vede nell’introduzione delle cosiddette “quote rosa” la remissione di ogni pubblico male, una buona politica non è questione di genere, poiché gli <em>idioti</em> (ancorché<em> utili</em>) non hanno sesso.<br />
E tutti hanno bisogno di un padrone presso cui accucciarsi&#8230;</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1185" title="AlessandraMussolini" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/11/alessandramussolini.jpg?w=225" alt="AlessandraMussolini" width="225" height="300" /> “<em>TORNA A CASA LASSIE</em>”<br />
<span style="color:#999999;">Lo sanno bene le pasionarie nere della diaspora neo-fascista, le ‘spirituali’ Alessandra Mussolini e Daniela Santanché, le ‘figliole prodighe’ smarritesi nella <em>selva oscura</em>, che alfine ritrovano <em>la diritta</em> via verso la Casa del Fascio, accolte al cospetto del Papi.<br />
Certi pellegrinaggi, seppur brevi, ricordano gli eroi popolari del nostro passato presente, che tutto sopportano pur di tornare a casa, come Lassie: la cagna fedele, protagonista di zuccherosi filmetti che hanno funestato l’infanzia di intere generazioni.<br />
Naturalmente, c’è un prezzo da pagare&#8230;</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“Io credo che ormai ci sia l’impunità perché i processi non vengono celebrati. Io ho visto ieri la Finocchiaro che mi sembrava un’attrice di una soap opera brasiliana con questo fiore nero, che ha lanciato il fascicolo contro il muro. Mi meraviglio che non abbia lanciato il fascicolo quando in Campania noi abbiamo Antonio Bassolino che governa con avvisi di garanzia che gli piovono anni e anni, da 20 anni. Quindi questo vuol dire non avere la possibilità né per le vittime avere il processo né, per chi delinque, di andare in galera. Attualmente è così. Quindi io credo che questo sia un atto giusto (&#8230;) Quindi io credo che avere il diritto ad un processo breve sia una cosa sacrosanta. Perché non si indigna la Finocchiaro per tutti quelli che non hanno un processo e intanto stanno a governare?!?”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;"> Alessandra Mussolini</span> <span style="color:#c0c0c0;">(12-11-09)</span><br />
 <span style="color:#999999;">La video-intervista integrale la potete ascoltare<span style="color:#ff0000;"> </span><a href="http://ilcaffe.blog.rainews24.it/2009/11/12/intervista-ad-alessandra-mussolini-pdl/" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">qui</span></a>.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">C’è da chiedersi se la Ducia redenta creda davvero alle stronzate che va seminando in giro senza onta né vergogna.<br />
In pratica, <span style="color:#ffcc99;">la soluzione ai processi troppo lunghi consiste nel non celebrarli affatto.</span> Azzerare entro due anni i tempi di prescrizione, vuol dire infatti estinguere il reato a carico degli indagati che avranno la garanzia dell’impunità, nonché la fedina immacolata, e non andranno MAI “in galera”. Invece, per le vittime che hanno subito la violenza, oltre al danno si aggiungerà la beffa, dal momento che con l’annullamento del processo verrà negata loro ogni forma di giustizia legale, ma saranno comunque costretti a pagare le spese.<br />
<span style="color:#ffcc99;">“Avere diritto ad un processo breve è una cosa sacrosanta”. Ma se i tempi si allungano, eliminare il processo è meglio. Anzi! “È un atto giusto”.<br />
</span>Siccome una cazzata chiama l’altra, la Ducia tuona giustamente contro Antonio Bassolino, il <em>pluri-avvisato</em> governatore campano, ma trova assai normale sostenere come candidato alternativo <span style="color:#ffcc99;">Nicola Cosentino</span> contro il quale, oltre agli “avvisi di garanzia” legati alla sciagurata gestione rifiuti, è stato chiesto <span style="color:#ffcc99;">l’arresto per associazione camorrista</span>. Figuriamoci poi se desta imbarazzo il fatto che Cosentino, in qualità di sottosegretario all’Economia, possa indirizzare i fondi ministeriali per gli appalti pubblici in Campania.<br />
<em>Dulcis in fundo</em>, la Mussolini sì che si indigna “per tutti quelli che non hanno un processo e intanto stanno a governare”. Dice ‘Berlusconi’, ma pensa ‘Bassolino’.     </span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1186" title="santanche_dito" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/11/santanche_dito.jpg" alt="santanche_dito" width="194" height="229" /> “<em>COME TI SISTEMO L’ISLAMICO</em>”<br />
<span style="color:#999999;">La paura porta voti. In tempi di crociata, la costruzione di uno spirito identitario è imprescindibile dalla individuazione del Nemico: il suo rogo in effige rassicura e rafforza il senso di ‘comunità militante’.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">  <span style="color:#ffcc99;">Ingredienti per l’uso:</span><br />
<span style="color:#c0c0c0;">1) Prendete un musulmano o anche più. Soprattutto, fate in modo che sia presente almeno uno di quelli barbuti, magari con posizioni di matrice fondamentalista. Meglio ancora se non parla bene l’italiano.<br />
2) Invitateli in una di quelle trasmissioni d’intrattenimento, dove tra i culi e le tette delle vallette si trova anche un angolino per l’approfondimento. Preparate con cura la trappola.<br />
3) Assicuratevi che al “dibattito” partecipi indisturbato qualche professionista della provocazione&#8230; Ce ne sono tanti; Sgarbi; Mussolini; Santanché; leghisti di contorno come Bricolo e Salvini.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Adesso, non vi resta che scegliere il livello di cottura:</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;"><span style="text-decoration:underline;">Livello Estremo</span>.</span> <span style="color:#999999;">L’ospite è irritante, intrinsecamente antipatico, irriducibilmente insopportabile. In tal caso, il pestaggio virtuale non basta. Al <em>saraceno</em> bisogna impartire una lezione vera, in nome della catarsi collettiva del popolo fattosi Nazione.<br />
Ne sa qualcosa <span style="color:#ffcc99;">Adel Smith</span>. È l’11 gennaio 2003 e l’indisponente “presidente dell’Unione Musulmani d’Italia” partecipa ad una trasmissione della padana <span style="color:#ffcc99;">TeleNuovo</span>, con sorpresa finale. Dietro le quinte c’è una trentina di squadristi di Forza Nuova, ansiosi di dare il loro contributo alla discussione. Entrano in studio; pestano Smith ed il suo collaboratore; indisturbati se ne vanno.<br />
<em>Mission accomplished!</em> La Cristianità è salva.<br />
 (I dettagli potete leggerli <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/01/11/adel-smith-pestaggio-in-diretta-tv.html" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">qui</span></a>)</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;"><span style="text-decoration:underline;">Livello Consigliato</span>.</span> <span style="color:#999999;">L’ospite è cortese e bene educato. Risponde a requisiti <em>politically correct</em>, come si conviene ad un pubblico domenicale di famiglie&#8230; C’è un problema però! E qualora facesse bella figura, risultando persino convincente?!?<br />
8 Novembre. La trasmissione è <span style="color:#c0c0c0;">“Domenica Cinque”</span>; conduce <span style="color:#c0c0c0;">Barbara D’Urso</span> e l’invitato di punta è <span style="color:#ffcc99;">Ali Abu Shwaima</span>, imam di Segrate, al quale si contrappone la raffinata <span style="color:#ffcc99;">Daniela Santanché.<br />
</span>Tra gli altri, ci sarebbe pure la signora <span style="color:#c0c0c0;">Isabella Cazzoli </span>(<em>Unione Atei e Agnostici Razionalisti</em>), ma per lei è già pronto un <span style="color:#c0c0c0;">Vittorio Sgarbi</span> sbavante in solito eccesso di salivazione.<br />
Nonostante tutto, esiste il rischio (remotissimo) che possa uscire fuori un qualche ragionamento di senso compiuto. Per questo la Santanché circoscrive subito il pericolo:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“Maometto aveva nove mogli, l&#8217;ultima era una bambina di nove anni. Maometto era un poligamo e un pedofilo!<br />
(&#8230;) In Arabia Saudita danno le bambine agli sceicchi&#8230; Chi sposa una bambina di 9 anni nella mia cultura è un pedofilo e Maometto è un pe-do-fi-lo!”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Si potrebbe obiettare che la “poligamia” è soltanto un aspetto nell’ambito delle numerosissime prescrizioni, con le quali il <span style="color:#ffcc99;">Corano </span>disciplina il diritto matrimoniale e di famiglia.<br />
Si potrebbe aggiungere che tale opzione (non certo un obbligo) è prevista nel <span style="color:#ffcc99;">III° versetto della IV Sura coranica</span>. È un verso particolarmente contorto che parla dell’assistenza agli orfani ed alle vedove, salvaguardando i diritti e gli assetti ereditari di entrambe.<br />
<span style="color:#c0c0c0;">“<em>E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre o quattro tra le donne che vi piacciono; ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola o le ancelle che le vostre destre possiedono, ciò è più atto ad evitare di essere ingiusti.</em>”<br />
</span>L’interpretazione più semplice per la società beduina dell’Higiaz (parliamo del VII° sec. d.C.) consisteva nel contrarre più matrimoni regolari, in modo da assicurare alla nuova sposa una serie di diritti riconosciuti. Diritti rigorosamente specificati e riportati nei versetti successivi.<br />
Storicamente, l’introduzione ufficiale della poligamia avviene in seguito alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Uhud" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">Battaglia di Uhud</span></a> (marzo del 625) in virtù del gran numero di vedove e per rinsaldare, tramite il matrimonio, una serie di alleanza tra clan familiari (in Oriente, come nell’Occidente cristiano).<br />
Ne sa qualcosa lo stesso profeta Muhammad che sposa <span style="color:#ffcc99;">Aisha</span>, la famosa bimba di 9 anni, sotto le pressioni del padre di lei, <span style="color:#ffcc99;">Abu Bakr</span>, uno degli alleati più fedeli ed importanti.<br />
<img class="alignright size-medium wp-image-1187" title="DanielaSantanché" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/11/danielasantanche.jpg?w=294" alt="DanielaSantanché" width="294" height="300" />Sull’effettiva consumazione delle nozze, dalla lettura del Corano, non si ricavano notizie certe. Per concludere, la poligamia serviva soprattutto per distinguere le donne maritate dalle concubine, nonché dalle cortigiane&#8230;<br />
Ma le nostre sono considerazioni inutili. Tempo e fatica sprecata nell’Italietta integralista che gioca alle guerre di religione.<br />
Tant’è che “<em>Maometto è pedofilo! E in Arabia danno le bambine agli sceicchi</em>!”. Il che è un po’ <span style="color:#ffcc99;">come dire che i preti cattolici sodomizzano i chierichetti in parrocchia</span>, ma questo la Santanché <em>crucesignata</em> si guarda bene dal gridarlo.<br />
Comunque, nella cristianissima Europa certi matrimoni non sono mai avvenuti. Infatti, tanto per dire, basta guardare alla civilissima Italia del Rinascimento&#8230;<br />
Nell’anno del Signore 1473, la nobile <span style="color:#ffcc99;">Caterina Sforza</span> (giusto 10 anni) sposa in prime nozze <span style="color:#ffcc99;">Girolamo Riario</span> (che di anni ne ha 28), il quale pretenderà di esercitare da subito, e in più occasioni, i suoi ‘diritti coniugali’. Dall’arabico fattaccio è trascorso giusto un millennio. Girolamo è nipote del papa, <span style="color:#ffcc99;">Sisto IV</span>, che evidentemente non ha nulla da eccepire. In più, nomina cardinale un altro suo nipote sedicenne. Meglio di Sisto faranno in parecchi&#8230; Il suo successore, Innocenzio VIII, non ha nipoti da sistemare, ma sette figli. In compenso è un amante fedele. Anche papa Alessandro VI (1492-1503) ha 7 figli ma da 3 donne diverse, e un’altra amante ufficiale, in più si sospetta un relazione incestuosa (del papa!) con un delle sue figliuole.<br />
In fondo che male c’è? Come riporta la Bibbia, il saggio Loth non faceva forse le stesse cose con le proprie figlie.<br />
Superiorità delle Radici Cristiane.</span></h3>
<h3 style="text-align:right;"><span style="color:#999999;"><a href="http://liberthalia.wordpress.com/"><span style="color:#ff6600;"><em>Homepage</em></span></a></span></h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[online offline Kulturkampf - über das Leben in 2 Welten]]></title>
<link>http://snoopypost.wordpress.com/2009/11/11/onlline-offline-kulturkampf-uber-das-leben-in-2-welten/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:47:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>snoopypost</dc:creator>
<guid>http://snoopypost.wordpress.com/2009/11/11/onlline-offline-kulturkampf-uber-das-leben-in-2-welten/</guid>
<description><![CDATA[vernichtet die digitale Welt wirklich die Mittelschicht ? in seinem aktuellen essay in der ZEIT schr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>vernichtet die digitale Welt wirklich die Mittelschicht ?</strong></p>
<p>in seinem aktuellen essay in der ZEIT schreibt Nicholas Carr, das Internet -die digital vernetzte Welt- würde massenhaft Arbeitsplätze vernichten und somit gerade die Mittelschicht vernichten.</p>
<blockquote><p><em>Die Einführung des elektrischen Stromnetzes sei zwar mit ebenso massiven gesellschaftlichen Umbrüchen einhergegangen wie die Digitalisierung. Aber anders als vor hundert Jahren könne die digitale Vernetzung  für den Wegfall von Arbeitsplätzen keinen attraktiven Ersatz bieten.</em></p>
<p><em>“Die Elektrifizierung brachte viele Handwerker um ihren Broterwerb, schuf aber zugleich viel mehr Arbeitsplätze für ungelernte Fabrikarbeiter und qualifizierte Angestellte”, schreibt Carr. Die Computerisierung hingegen bewirke etwas völlig anderes. Sie habe es Unternehmen ermöglicht, alle Arten von Arbeitskräften zu ersetzen, qualifizierte wie ungelernte. (Zitat Carr)</em></p></blockquote>
<p>Die weiter fortschreitende soziale Spaltung der Gesellschaft ist in der Tat ein Problem; -aber ist dafür wirklich das Internetzeitalter verantwortlich und stimmt die These der massenhaften Jobvernichtung überhaupt ?</p>
<p>sind das nicht etwas einseitige und auch altmodische Ansichten aus den Anfängen der 80-er Jahre als der &#8220;ach&#8217; so böse Computer &#8230; als DER Jobkiller&#8221; aufkam ?</p>
<p>&#8230;  ist es denn nicht auch so, daß durch die moderne Digitalisierung auch ganz andere Berufs- und Handlungsfelder geschaffen wurden? .. neue Ausbildungsberufe &#8230; Ausbildungsplätze &#8230;. neue Studienfächer &#8230; (medizinische) Fortschritte von denen auch wir profitieren &#8230;. etc ???</p>
<p>&#8230; die bloße Existenz des Internets schafft keinen Inhalt, es transportiert ihn nur; den Inhalt schaffen immer noch die Menschen die hinter den PC&#8217;s sitzen&#8230;. und das sind in der heutigen Zeit nicht gerade wenige &#8230;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ma chute du mur, oder niemand hat die Absicht, eine Mauer nieder zu reißen ]]></title>
<link>http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/2009/11/09/ma-chute-du-mur-oder-niemand-hat-die-absicht-eine-mauer-nieder-zu-reisen/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 21:03:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>ibnkafka</dc:creator>
<guid>http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/2009/11/09/ma-chute-du-mur-oder-niemand-hat-die-absicht-eine-mauer-nieder-zu-reisen/</guid>
<description><![CDATA[„Wir haben uns dazu entschlossen, heute eine Regelung zu treffen, die es jedem Bürger der DDR möglic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/files/2009/11/8464942pd2w270mxw600mxh400h400.jpg"><img src="http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/files/2009/11/8464942pd2w270mxw600mxh400h400.jpg" alt="8464942,pd=2,w=270,mxw=600,mxh=400,h=400" title="8464942,pd=2,w=270,mxw=600,mxh=400,h=400" width="270" height="400" class="alignnone size-full wp-image-3555" /></a></p>
<blockquote><p>„<em>Wir haben uns dazu entschlossen, heute eine Regelung zu treffen, die es jedem Bürger der DDR möglich macht, über Grenzübergange der DDR auszureisen</em>.“ Günter Schabowski, porte-parole du Politburo du SED, le 9 novembre 1989</p></blockquote>
<p>J&#8217;avais juste terminé un stage d&#8217;études à Casa, mais mes tentatives répétées de surseoir à l&#8217;inévitable &#8211; le service militaire &#8211; avaient échoué: il faut savoir que du temps de la guerre froide, le service militaire était une chose très sérieuse en Suède. Ainsi, pas de passe-droits, et un seul sursis d&#8217;un an automatique pour étudiants: ce qui a fait que je me suis retrouvé dans un peloton avec un menuisier, un bûcheron, un caissier de supermarché, un doctorant en physique nucléaire dans une université étsunienne, un autre étudiant comme moi de la Stockholm School of Economics et le fils de l&#8217;ambassadeur de Suède au Koweït, qui rentrait de Tokyo où il étudiait la litterétaure japonaise et ses haïkus&#8230; Bref, un vrai brassage social, contrairement apparemment à ce qui est le cas en France, où je n&#8217;ai rencontré lors de mes études que trois (3) étudiants ayant accompli ou s&#8217;apprêtant à accomplir leur service.</p>
<p>Toujours est-il que j&#8217;avais été incorporé au régiment d&#8217;artillerie de marine <a href="http://sv.wikipedia.org/wiki/H%C3%A4rn%C3%B6sands_kustartilleriregemente" target="_blank">KA5 de Härnösand</a>, au nord de la Suède, bien loin de mes quartiers de Stockholm. Débarqué fin novembre, j&#8217;y ai passé mes &#8220;classes&#8221; (&#8220;<em>gröntjänst</em>&#8221; en suédois), durant lesquelles on apprend des choses indispensables à tout citoyen qui se respecte comme marcher au pas, récurer la cuvette des WC, dégoupiller un grenade et faire son footing avec un sac à dos de vingt kilos (pas en même temps quand même). Le lavage de cerveau fut tellement efficace que j&#8217;oubliais le nom de certaines connaissances dans le monde civil, et que j&#8217;étais heureusement tenu à l&#8217;écart des actualités nihilistes du monde d&#8217;en dehors. Survint alors ma première permission de week-end depuis le début de mon service militaire, que je choisis bien évidemment de passer à Stockholm, à plusieurs centaines de kilométres au sud de Härnösand. Je dus prendre le train, et changer de quai arrivé à Gävle. Et c&#8217;est là que je vis toutes les affiches de journaux, irréelles: &#8220;<em>Muren föll</em>&#8221; &#8211; &#8220;<em>le mur est tombé</em>&#8220;.</p>
<p>Car le service militaire en Suède avait une finalité: défendre la mère-patrie contre l&#8217;internationalisme prolétarien de la patrie du socialisme. Ceci n&#8217;était pas pour me déplaire: vu de Suède, l&#8217;envahisseur potentiel n&#8217;était pas encore iranien, afghan ou venézuelien, mais bel et bien soviétique. A titre personnel, vivant dans des quartiers aisés et fréquentant des écoles privées puis une école de commerce, j&#8217;étais assez à droite &#8211; quoique beaucoup moins au moment de faire mon service - et surtout très favorable à une défense nationale forte (c&#8217;est d&#8217;ailleurs toujours le cas, que ce soit au Maroc ou en Suède) afin d&#8217;empêcher la collectivisation forcée des moyens de production suédois par le paisible voisin soviétique. Un voyage de classe au lycée m&#8217;avait par ailleurs fait découvrir les chatoyants attraits du socialisme réel à Berlin-Est, avec, comme dans les films basés sur les romans de John Le Carré, de patibulaires Grenzpolizisten regardant sous les banquettes du train nous emmenant de Berlin-Ouest à Berlin-Est, les stations de métro à l&#8217;Est fermées et désaffectées, le mur et la frontière, les patrouilles de police vérifiant chaque cinq minutes les identités de ces jeunes nihilistes suédois venant semer le poison capitaliste dans les espris est-allemands, et le choc suprême, la visite d&#8217;un grand magasin est-allemand où les deux choss qui valaient la peine étaient les 33 tours de musique classique et la vodka &#8211; et je regrettais presque de ne pas avoir emmené bas nylons et paires de jeans à échanger au marché noir de Berlin-Est&#8230;</p>
<p>Si j&#8217;avais siffloté <a href="http://www.hymn.ru/index-en.html" target="_blank">l&#8217;hymne national soviétique</a> avec mes camarades d&#8217;infortune lors d&#8217;une marche forcée, ce qui nous valut de terminer les dix km restant au pas de course, c&#8217;était moins par adhésion au socialisme scientifique que parce que une génération de Suédois fans de hockey sur glace (c&#8217;était mon cas) avait entendu cette chanson lors de chaque rencontre Suède-URSS &#8211; seul l&#8217;hymne du vainqueur était joué, et que pendant la période 1977-1987 sur 50 matches entre les deux équipes, il y avait eu deux matches nuls et 48 victoires soviétiques &#8211; d&#8217;où l&#8217;appelation populaire de l&#8217;hymne soviétique, &#8220;<a href="http://sv.wikipedia.org/wiki/Ishockeyl%C3%A5t" target="_blank">hockeylåten</a>&#8220;, &#8220;<em>la chanson du hockey sur glace</em>&#8220;. Outre la certitude délectable d&#8217;irriter au plus haut point nos officiers, guère enclins au philocommunisme, c&#8217;est donc un esprit véritablement sportif qui nous avait animé, et non pas l&#8217;internationalisme prolétarien. J&#8217;avais ramené quelques cartes postales de propagande ouest-allemande sur le mur, dont une avec la fameuse déclaration de l&#8217;architecte du mur, Walter Ulbricht, qui avait auparavant déclaré &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=VCoVE8qBLVM" target="_blank">niemand hat die Absicht, eine Mauer zu errichten</a>&#8221; <em>(&#8220;nul n&#8217;a l&#8217;intention d&#8217;ériger un mur</em>&#8220;) &#8211; ce à quoi Helmut Kohl répondit rigolard, lors de la chute mur, &#8220;<em>niemand hat die Absicht, eine Mauer nieder zu reißen</em>&#8221; (&#8220;<em>nul n&#8217;a l&#8217;intention de démonter un mur</em>&#8220;).</p>
<p>Eh bein, le seul souvenir que je retiens de la chute du mur, c&#8217;est cette vision des affiches de journaux à la gare de Gävle, avec les lumières du soir et la foule, et le sentiment de débarquer de la planète mars après trois mois de vie exclusivement militaire. La révolution roumaine, avec les images de Ceaucescu conspué en direct par la foule, son arrestation puis exécution, les drapeaux roumains brandis par la foule avec un trou au milieu à la place de l&#8217;emblème communiste, et les snipers de la Securitate tirant sur soldats et manifestants, m&#8217;auront beaucoup plus marqué que la chute du mur, vécu de manière périphérique. Ce n&#8217;est qu&#8217;après coup que le slogan fétiche des manifestants est-allemands contre la dictature communiste &#8211; &#8220;<em>wir sind das Volk</em>&#8221; (&#8220;<em>nous sommes le peuple</em>&#8220;) m&#8217;est paru comme le slogan politique le plus fort jamais exprimé.</p>
<p>Petit rappel: le mur de Berlin s&#8217;effondra suite à l&#8217;annonce citée en exergue de ce billet (voir aussi la conférence de presse<a href="http://www.dra.de/aktuell/video/schabowski_pressekonferenz.html" target="_blank"> ici</a>) par Günter Schabowski, membre du SED (parti communiste), d&#8217;un décret autorisant chaque citoyen est-allemand à franchir librement les frontières de son pays &#8211; et le régime cessa de fait d&#8217;exister.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Islam, le triste tropisme de Claude Lévi-Strauss]]></title>
<link>http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/2009/11/04/islam-le-triste-tropisme-de-claude-levi-strauss/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 00:10:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>ibnkafka</dc:creator>
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<description><![CDATA[Claude Lévi-Strauss est mort à l&#8217;âge de cent ans. Cet ethnologue, figure éminente du structura]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/files/2009/11/211-levistrauss.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3490" title="211-levistrauss" src="http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/files/2009/11/211-levistrauss.jpg" alt="211-levistrauss" width="400" height="400" /></a></p>
<p>Claude Lévi-Strauss est mort à l&#8217;âge de cent ans. Cet ethnologue, figure éminente du <a href="http://www.structuralisme.fr/">structuralisme</a> très en vogue il y a quelques décennies, est unanimement vu comme un des derniers &#8220;grands&#8221; penseurs français (on peut présumer que Foucault, Bourdieu et Derrida sont les plus récents à l&#8217;avoir précédé dans cette lignée). Il a, comme de coutume, été unanimement loué à sa mort.</p>
<p>Son livre le plus connu auprès des profanes fût sans doute &#8220;<a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Tristes_Tropiques" target="_blank">Tristes tropiques</a>&#8221; (1955). La lecture de quelques pages confirme que la perfection n&#8217;est pas de ce monde:</p>
<blockquote><p>C&#8217;était surtout l&#8217;Islam dont la présence <strong>me tourmentait</strong> (&#8230;). Déjà l&#8217;Islam <strong>me déconcertait</strong> par une attitude envers l&#8217;histoire contradictoire à la nôtre et contradictoire en elle-même: le souci de fonder une tradition s&#8217;accompagnait d&#8217;<strong>un appétit destructeur</strong> de toutes les traditions antérieures. (&#8230;)</p>
<p>Dans les Hindous, je contemplais notre exotique image, renvoyée par ces frères indo-européens évolués sous un autre climat, au contact de civilisations différentes, mais dont les tentations intimes sont tellement identiques aux nôtres qu&#8217;à certaines périodes, comme l&#8217;époque 19000, elles remontent chez nous aussi en surface.</p>
<p>Rien de semblable à Agra, où règnent d&#8217;autres ombres: celles de la Perse médiévale, de l&#8217;Arabie savante, sous une forme que beaucoup jugent conventionnelle. Pourtant, je défie tout visiteur ayant encore gardé un peu de fraîcheur d&#8217;âme de ne pas se sentir bouleversé en franchissant, en même temps que l&#8217;enceinte du Taj, les distances et les âges, accédant de plain-pied à l&#8217;univers des <strong>Mille et une Nuits</strong> (&#8230;).</p>
<p>Pourquoi l&#8217;art musulman s&#8217;effondre-t-il si complètement dès qu&#8217;il cesse d&#8217;être à son apogée? Il passe sans transition du palais au bazar. N&#8217;est-ce pas une conséquence de la répudiation des images? L&#8217;artiste, privé de tout contact avec le réel, perpétue une convention tellement <strong>exsangue</strong> qu&#8217;elle <strong>ne peut être rajeunie ni fécondée</strong>. Elle est soutenue par l&#8217;or, ou elle s&#8217;écroule. (&#8230;)</p>
<p>Si l&#8217;on excepte les forts, <strong>les musulmans n&#8217;ont construit dans l&#8217;Inde que des temples et des tombes</strong>. Mais les forts étaient des palais habités, tandis que les tombes et les temples sont des palais inoccupés. On éprouve, ici encore, la difficulté pour l&#8217;Islam de penser la solitude. Pour lui, la vie est d&#8217;abord communauté, et le mort s&#8217;installe toujours dans le cadre d&#8217;une communauté, dépourvue de participants. (&#8230;)</p>
<p>N&#8217;est-ce pas l&#8217;image de la civilisation musulmane qui associe les raffinements les plus rares - palais de pierres précieuses, fontaines d&#8217;eau de rose, mets recouverts de feuilles d&#8217;or, tabac à fumer mêlé de perles pilées - servant de couverture à la <strong>rusticité des moeurs</strong> et à la bigoterie qui imprègne la pensée morale et religieuse? </p>
<p>Sur le plan esthétique, le puritanisme islamique, renonçant à abolir la sensualité, s&#8217;est contenté de la réduire à ses <strong>formes mineures</strong>: parfums, dentelles, broderies et jardins. Sur le plan moral, on se heurte à la même équivoque d&#8217;une tolérance affichée en dépit d&#8217;un prosélytisme dont le <strong>caractère compulsif</strong> est évident. En fait, le contact des non-musulmans <strong>les angoisse</strong>. Leur genre de vie provincial se perpétue sous la menace d&#8217;autres genres de vie, plus libres et plus souples que le leur, et qui risquent de l&#8217;altérer par la seule contiguïté.</p>
<p>Plutôt que de parler de tolérance, il vaudrait mieux dire que <strong>cette tolérance, dans la mesure où elle existe, est une perpétuelle victoire sur eux-mêmes</strong>. En la préconisant, le Prophète les a placés dans une situation de <strong>crise permanente</strong>, qui résulte de la contradiction entre la portée universelle de la révélation et de la pluralité des fois religieuses. Il y a là une situation paradoxale au sens <strong>&#8220;pavlovien&#8221;</strong>, génératrice d&#8217;<strong>anxiété</strong> d&#8217;une part et de <strong>complaisance</strong> en soi-même de l&#8217;autre, <strong>puisqu&#8217;on se croit capable</strong>, grâce à l&#8217;Islam, de surmonter un pareil conflit. En vain d&#8217;ailleurs: comme le remarquait un jour devant moi un philosophe indien, les musulmans tirent vanité de ce qu&#8217;ils professent la valeur universelle de grand principes - liberté, égalité, tolérance - et ils révoquent le crédit à quoi ils prétendent en affirmant du même jet qu&#8217;ils sont les seuls à les pratiquer.</p>
<p>Un jour à Karachi, je me trouvais en compagnie de Sages musulmans, universitaires ou religieux. A les entendre la supériorité de leur système, j&#8217;étais frappé de constater avec quelle insistance ils revenaient à un seul argument: sa <strong>simplicité</strong>. (&#8230;) Tout l&#8217;Islam semble être, en effet, une méthode pour développer dans l&#8217;esprit des croyants des <strong>conflits insurmontables</strong>, quitte à les sauver par la suite en leur proposant <strong>des solutions d&#8217;une très grande (mais trop grande) simplicité</strong>. D&#8217;une main on les précipite, de l&#8217;autre on les retient au bord de l&#8217;abîme. Vous inquiétez-vous de la vertu de vos épouses ou de vos filles pendant que vous êtes en campagne? Rien de plus simple, voilez-les et cloîtrez-les. C&#8217;est ainsi qu&#8217;on en arrive au burkah moderne, semblable à un <strong>appareil orthopédique</strong> (&#8230;).</p>
<p>Chez les Musulmans, <strong>manger avec les doigts devient un système</strong>: nul ne saisit l&#8217;os de la viande pour en ronger la chair. De la seule main utilisable (la gauche étant impure, parce que réservée aux ablutions intimes) on pétrit, on arrache les lambeaux et quand on a soif, la <strong>main graisseuse</strong> empoigne le verre. En observant ces manières de table qui valent bien les autres, mais qui du point de vue occidental, semblent faire <strong>ostentation de sans-gêne</strong>, on se demande jusqu&#8217;à quel point la coutume, plutôt que vestige archaïque, ne résulte pas d&#8217;une réforme voulue par le Prophète &#8211; &#8220;<em>ne faites pas comme les autres peuples, qui mangent avec un couteau</em>&#8220; - inspiré par <strong>le même souci, inconscient sans doute, d&#8217;infantilisation systématique, d&#8217;imposition homosexuelle</strong> de la communauté par la <strong>promiscuité</strong> qui ressort des rituels de propreté après le repas, quand<strong> tout le monde se lave les mains, se gargarise, éructe et crache dans la même cuvette</strong>, mettant en commun, dans une indifférence terriblement <strong>autiste</strong>, la même <strong>peur de l&#8217;impureté</strong> associée au même <strong>exhibitionnisme</strong>. (&#8230;)</p>
<p>[S]i un <strong>corps de garde</strong> pouvait être religieux, l&#8217;Islam paraîtrait sa religion idéale: stricte observance du règlement (prières cinq fois par jour, <strong>chacune exigeant cinquante génuflexions</strong> [sic]); revues de détail et soins de propreté (les ablutions rituelles); <strong>promiscuité masculine</strong> dans la vie spirituelle comme dans l&#8217;accomplissement des fonctions religieuses; et pas de femmes.</p>
<p>Ces <strong>anxieux</strong> sont aussi des hommes d&#8217;action; pris entre des <strong>sentiments incompatibles</strong>, ils compensent <strong>l&#8217;infériorité qu&#8217;ils ressentent</strong> par des formes traditionnelles de sublimations qu&#8217;on associe depuis toujours à l&#8217;âme arabe: jalousie, fierté, héroïsme. Mais cette volonté d&#8217;être entre soi, cet esprit de clocher allié à un déracinement chronique (&#8230;) qui sont à l&#8217;origine de la formation du Pakistan (&#8230;). C&#8217;est un fait social actuel, et qui doit être interprété comme tel: drame de conscience collectif qui a contraint des millions d&#8217;individus à un choix irrévocable (&#8230;) <strong>pour rester entre musulmans, et parce que qu&#8217;ils ne se sentent à l&#8217;aise qu&#8217;entre musulmans</strong>.</p>
<p>Grande religion qui se fonde moins sur l&#8217;évidence d&#8217;une révélation que sur <strong>l&#8217;impuissance à nouer des liens au-dehors</strong>. En face de la bienveillance universelle du bouddhisme, du désir chrétien de dialogue, <strong>l&#8217;intolérance musulmane</strong> adopte une forme insconsciente chez ceux qui s&#8217;en rendent coupables; car s&#8217;ils ne cherchent pas toujours, de façon brutale, à amener autrui à partager leur vérité, <strong>ils sont pourtant (et c&#8217;est plus grave) incapables de supporter l&#8217;existence d&#8217;autrui comme autrui</strong>. Le seul moyen pour eux de se mettre à l&#8217;abri du doute et de l&#8217;humiliation consiste dans une <strong>&#8220;néantisation&#8221; d&#8217;autrui</strong>, considéré comme témoin d&#8217;une autre foi et d&#8217;une autre conduite. La fraternité islamique est la converse d&#8217;une exclusive contre les infidèles qui ne peut pas s&#8217;avouer, puisque, en se reconnaissant comme telle, elle équivaudrait à les reconnaître eux-mêmes comme existants.</p>
<p>(&#8230;) <strong>Ce malaise ressenti au voisinage de l&#8217;Islam</strong>, je n&#8217;en connais que trop les raisons: je retrouve en lui l&#8217;univers d&#8217;où je viens; l&#8217;Islam, c&#8217;est l&#8217;Occident de l&#8217;Orient. Plus précisément encore, <strong>il m&#8217;a fallu rencontrer l&#8217;Islam pour mesurer le péril qui menace aujourd&#8217;hui la pensée française</strong>. Je pardonne mal au premier de me présenter notre image, <strong>de m&#8217;obliger à constater combien la France est en train de devenir musulmane</strong>. (&#8230;) Si, pourtant, une France de quarante-cinq millions d&#8217;habitants s&#8217;ouvrait largement sur la base de l&#8217;égalité des droits, <strong>pour admettre vingt-cinq millions de citoyens musulmans, même en grande proportion illettrés</strong>, elle n&#8217;entreprendrait pas une démarche plus audacieuse que celle à quoi l&#8217;Amérique dut de ne pas rester une petite province du monde anglo-saxon. (&#8230;) [I]ls firent et gagnèrent un pari dont l&#8217;enjeu est aussi grave que celui que nous refusons de risquer.</p>
<p>Le pourrons-nous jamais? En s&#8217;ajoutant, deux forces régressives voient-elles leur direction s&#8217;inverser? (&#8230;) [I]ci, à Taxila, dans ces monastères bouddhistes que l&#8217;influence grecque a fait bourgeonner de statues, je suis confronté à cette chance fugitive qu&#8217;eut notre Ancien Monde de rester un; la scission n&#8217;est pas encore accomplie. <strong>Un autre destin est possible, celui, précisément, que l&#8217;Islam interdit en dressant sa barrière entre un Occident et un Orient</strong> qui, sans lui, n&#8217;auraient peut-être pas perdu leur attachement au sol commun où ils plongent leurs racines. (&#8230;)</p>
<p>[C]&#8216;est l&#8217;autre malheur de la conscience occidentale que le christianisme (&#8230;) soit apparu &#8220;avant la lettre&#8221; &#8211; trop tôt (&#8230;): terme moyen d&#8217;une série destinée par sa logique interne, par la géorgaphie et l&#8217;histoire, à se développer dorénavant dans le sens de l&#8217;Islam; puisque ce dernier &#8211; les musulmans triomphent sur ce point &#8211; représente la forme la plus évoluée de la pensée religieuse sans pour autant être la meilleure; je dirais même en étant pour cette raison <strong>la plus inquiétante des trois</strong> [bouddhisme, christianisme et islam]. (&#8230;)</p>
<p>Aujourd&#8217;hui, c&#8217;est par-dessus l&#8217;Islam que je contemple l&#8217;Inde; mais celle de Bouddha, avant <strong>Mahomet qui, pour moi européen et parce que européen, se dresse entre notre réflexion et des doctrines qui en sont les plus proches</strong> comme le <strong>rustique empêcheur d&#8217;une ronde</strong> où les mains prédestinées à se joindre, de l&#8217;Orient et de l&#8217;Occident ont été par lui désunies. Quelle erreur allais-je commettre, à la suite de ces musulmans qui se proclament chrétiens et occidentaux et placent à leur Orient la frontière entre les deux mondes! (&#8230;) L&#8217;évolution rationnelle est à l&#8217;inverse de celle de l&#8217;histoire:<strong> l&#8217;Islam a coupé en deux un monde plus civilisé</strong>. Ce qui lui paraît actuel relève d&#8217;une époque révolue, il vit dans un décalage millénaire. Il a su accomplir une oeuvre révolutionnaire; mais comme celle-ci s&#8217;appliquait à <strong>une fraction attardée de l&#8217;humanité</strong>, en ensemençant le réel il a <strong>stérilisé</strong> le virtuel: <strong>il a déterminé un progrès qui est l&#8217;envers d&#8217;un projet</strong>. (<em>Tristes tropiques</em>, Presses Pocket, Paris, 2007, pp. 475-490)</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quand les islamophobes s'entretuent, il ne faut surtout pas les déranger]]></title>
<link>http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/2009/10/19/quand-les-islamophobes-sentretuent-il-ne-faut-surtout-pas-les-deranger/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 22:48:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>ibnkafka</dc:creator>
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<description><![CDATA[Je suis tombé sur un excellent blog, &#8220;Gates of Vienna Vs. The World Vs. LGF &#8211; An Ongoing]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/files/2009/10/iphobe11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3393" title="iphobe1" src="http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/files/2009/10/iphobe11.jpg" alt="iphobe1" width="154" height="157" /></a></p>
<p>Je suis tombé sur un excellent blog, &#8220;<a href="http://govvs.blogspot.com/">Gates of Vienna Vs. The World Vs. LGF &#8211; An Ongoing Blogging Soap Opera</a>&#8221; (GOVVS), consacré aux hilarantes guerres sectaires entre bloggeurs islamophobes, dont les plus connus sont les blogs <a href="http://gatesofvienna.blogspot.com/" target="_blank">Gates of Vienna</a> (qui trouve son nom de la bataille de Vienne lors de laquelle fût stoppée l&#8217;avance de l&#8217;empire ottoman en 1683) et <a href="http://littlegreenfootballs.com">Little Green Footballs</a>, auprès desquels Caroline Fourest, Alain Finkielkraut ou Philippe Val font figure de dhimmis enturbannés. A l&#8217;apogée du bushisme, ces blogs étaient relativement influents, notamment auprès de la blogosphère <del datetime="2009-10-19T19:41:38+00:00">lobotomisée </del>de droite. Très vite, les tensions se sont fait apparaître entre deux philosophies, que dis-je deux ontologies politiques: ceux qui détestent les musulmans et ceux qui détestent les musulmans mais aussi d&#8217;autres métèques &#8211; reflètant ainsi la cassure au sein de l&#8217;extrême-droite française, traversée par deux profonds courants de pensée: ceux qui détestent les juifs plus que les arabes (Jean-Marie Le Pen) et ceux qui détestent les arabes plus que les juifs (Bruno Mégret et Philippe de Villiers).</p>
<p>Je vous passe les détails palpitants de cette guerre de titans de la pensée humaine, qui n&#8217;est pas sans évoquer la rivalité Raymond Aron/Jean-Paul Sartre, et vous renvoie à ce bref état des lieux, en vous laissant suivre les nombreux épisodes et rebondissements de cette étape fondamentale du parachèvement de la philosophie des Lumières, dont les concepts principaux sont Eurabia, dhimmitude et bombe démographique:</p>
<blockquote><p><strong>The Saga Continues<br />
</strong>After a &#8220;Counterjihad Summit&#8221; held in Brussels and sponsored by an offshoot of the blog Gates of Vienna, the Center for Vigilant Freedom, a War of the Blogs has erupted. Centering on the objections of Little Green Footballs Commander in Chief, Charles Johnson, to the inclusion of Flemish separatist party Vlaams Belang in the Summit, this soap opera of posts, rebuttals, accusations, a rather strange rat, and increasingly unhinged comments continues unabated.</p>
<p>At stake, the &#8220;moral high ground&#8221; of anti-Islamic blogs, the leadership of the same, and the burning question of who will embarrass themselves the most in this exciting battle of the blogs. We will try to chronicle this here, but we will let the players speak in their own words for the most part. The continuation of the struggle will determine itself, to the amusement of most and the consternation of the few.</p>
<p><strong>The Players:</strong></p>
<p><a href="http://www.blogger.com/profile/13518154807805363319" target="_blank">Charles Johnson<br />
Baron Bodissey</a><br />
<a href="http://www.blogger.com/profile/11332644582520636279">Dymphna</a><br />
Pamela Geller/<a href="http://atlasshrugs2000.typepad.com" target="_blank">Atlas Shrugs</a><br />
<a href="http://conswede.blogspot.com/">Conservative Swede</a><br />
Christine</p></blockquote>
<p>Mais vos lectures seraient incomplètes si vous ne passiez pas par le site <a href="http://www.loonwatch.com" target="_blank">Loonwatch &#8211; the mooslims! they&#8217;re here!</a> lequel, comme son nom l&#8217;indique, est consacré à traquer les islamophobes (anglophones) sur Internet:</p>
<blockquote><p>Loonwatch.com is a blogzine run by a motley group of hate-allergic bloggers to monitor and expose the web’s plethora of anti-Muslim loons, wackos, and conspiracy theorists.</p>
<p>While we find the sheer stupidity and outrageousness of the loons to be a source of invaluable comedy, we also recognize the seriousness of the danger they represent as dedicated hatemongers. And so, while our style reflects our bemusement, our content is fact checked and our sources well vetted making sure loonwatch.com is a reliable educational &#8211; if entertaining &#8211; resource on the rambunctious underworld of Muslim-bashing.<br />
The folks featured on Loonwatch fit two or more of the following definitions:</p>
<p>Loon noun</p>
<p>1. a worthless lazy fellow<br />
2. a person with confused ideas; incapable of serious thought [syn: addle-head]<br />
3. large somewhat primitive fish-eating diving bird of the northern hemisphere having webbed feet placed far back; related to the grebes<br />
Source: WordNet® 3.0, © 2006 by Princeton University.</p>
<p>And so, grab a cup of coffee and join us, won’t you, as we expose the trials and travails of the hatemongers in our midst: loons in the mist.</p></blockquote>
<p>Petite sélection:<br />
- &#8220;<a href="http://www.loonwatch.com/2009/04/at-civil-war-with-the-idiots-he-created/">At (Civil) War with the Idiots he Created</a>&#8220;;<br />
- &#8220;<a href="http://www.loonwatch.com/2009/08/anti-muslim-blogoshpere-runs-amuck-forced-to-eat-crow/">Anti-Muslim Blogoshpere Runs Amuck: Forced to Eat Crow</a>&#8220;;<br />
- &#8220;<a href="http://www.loonwatch.com/2009/09/the-blog-wars-charles-johnson-takes-on-robert-spencer-for-hanging-out-with-the-extremists/">The Blog Wars: Charles Johnson Takes on Robert Spencer for Associating with Extremists</a>&#8220;;<br />
- &#8220;<a href="http://www.loonwatch.com/2009/10/pamela-geller-watch-craziest-quotes-of-the-week/">Pamela Geller Watch: Craziest Quotes of the Week</a>&#8220;;<br />
- &#8220;<a href="http://www.loonwatch.com/2009/08/pamela-geller-the-looniest-blogger-ever/">Pamela Geller: The Looniest Blogger Ever</a>&#8220;;<br />
- &#8220;<a href="http://www.loonwatch.com/2009/06/debbie-schlussel-and-the-great-blog-wars/">Debbie Schlussel and the Great Blog Wars</a>&#8220;;<br />
- &#8220;<a href="http://www.loonwatch.com/2009/07/robert-spencer-rejected-by-academics-still-supports-geert-wilders/">Robert Spencer Rejected by Academics: Still Supports Geert Wilders</a>&#8220;</p>
<p>Les lecteurs qui endurent la lecture de ce blog depuis quelques temps déjà n&#8217;auront pas à regretter leur abnégation, <a href="http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/2008/05/18/note-a-lattention-dahmed-benchemsi-proposition-pour-un-prochain-edito/" target="_blank">puisque je les avais déjà introduit à la philosophie politique de l&#8217;islamophobie cybernétique étatsunienne par le biais d&#8217;Atlas shrugs </a>(oui, le pseudo est débile, ce qui n&#8217;est guère étonnant puisque tiré d&#8217;un roman de la psychopathe libertaire Ayn Rand, plus chiante que <a href="http://fr.rael.org/" target="_blank">Raël</a> mais beaucoup plus étudiée et lue aux Etats-Unis que son confrère ne l&#8217;est en France, Michel Houellebecq mis à part). Ceci dit, je ne dirais pas non à sa prochaine activité au Texas: &#8220;<a href="http://collincountyconservativerepublicans.com/fundraiser.htm">an intimate evening with Pamela Geller</a>&#8220;&#8230;<br />
<a href="http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/files/2009/10/intimate-evening-with-pamela-geller.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3398" title="intimate evening with pamela geller" src="http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/files/2009/10/intimate-evening-with-pamela-geller.jpg" alt="intimate evening with pamela geller" width="163" height="428" /></a></p>
<p>PS: voir aussi <a href="http://lgfwatch.blogspot.com/">LGF Watch &#8211; The Original Stalker Site™</a>, premier site à prendre pour cible Little Green Footballs.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Month of Sept 14-Oct 11, 2009]]></title>
<link>http://theodorewheeler.wordpress.com/2009/10/12/month-of-sept-14-oct-11-2009/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 03:39:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ted</dc:creator>
<guid>http://theodorewheeler.wordpress.com/2009/10/12/month-of-sept-14-oct-11-2009/</guid>
<description><![CDATA[“When you read proof, take out the adjectives and adverbs wherever you can. You use so many of them ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“When you read proof, take out the adjectives and adverbs wherever you can. You use so many of them that the reader finds it hard to concentrate and he gets tired. You can understand what I mean when I say ‘The man sat on the grass.’ You understand because the sentence is clear and there is nothing to distract your attention. Conversely, the brain has trouble understanding me if I say ‘A tall, narrow-chested man of medium height with a red beard sat on green grass trampled by passers-by, sat mutely, looking about timidly and fearfully.’ This doesn’t get its meaning through to the brain immediately, which is what good writing must do, and fast.”</p>
<p>-Anton Chekhov in a letter to Maxim Gorky</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Novel Work</span><br />
I’m usually a bit leery of prescriptive revision techniques, maybe because they seem like a hard way of doing something I might not want to do in the first place. However, there’s one such strategy I’ve really come to rely on in revision. I’m unable to track down whose idea this is, but the basic idea is to cut 10% of the length from what you think is the final draft. This is generally a pretty hard thing to do but it puts a lot of pressure on each and every word and description to pull its own weight. Typically it starts off cutting unnecessary adjectives and adverbs, as Chekhov advises above, although there usually aren’t enough of these to meet quota, so it becomes clearer that a certain paragraph is kind of superfluous, or that the third flashback is a bit indulgent. The rule seems a bit too arbitrary on its face, but it’s never really done me wrong. It requires a lot of hard work and difficult decisions, of course, but that’s the point. You can’t be soft anymore: you have to kill your darlings. And assuming the core of the story remains, it almost always will be better as at eighteen pages than it was at twenty.</p>
<p>For most of the past four months I’ve been at work revising the first part of my novel. This includes many different styles of revision, from writing freely within the document on the computer to expand scenes and explore point-of-view in new ways, to writing new scenes with brand new characters in order to find ways to recast the emotional feel of characterization and scene, to using crude statistical measure to rethink structure, to letting the ink flow freely on a hard copy edition. At one point Part I had grown to 160 pages. This was much too long, but I wanted to lay all my cards on the table, so to speak. Coming into last week I’d pared it down to a much more manageable 112 pages, which is where the 10% rule came into play. You’ll have to excuse me, because I only made it down to 104 pages, four short of my goal. But it still feels pretty good, I must say. There’s more to do, but I don’t want to get carried away at this point.</p>
<p>I’ve been plugging away at Part II as well, mostly revising the first forty pages or so to present in workshop for the class I’m taking right now. I really like how this part is coming together. I’ve been working here with a much looser outline and feel like it’s a better strategy for me. Instead of plotting out each move, I set a goal to meet in each chapter (something like getting a character to a certain place physically and emotionally) with a group of benchmarks to achieve throughout. (This is how I outline short stories as well, by the way.) This way I can follow the characters more, let them move more freely, without too much of a constrictive superstructure. All’s well that ends well, but the overly specific outline used in Part I will probably have to be scrapped for the most part. It will be useful for setting goals and benchmarks, as most of my ideas are in there, even though it seems stupid to stick so closely to something when the story wants to go elsewhere. Yes? Hopefully this will save a lot of time in revision if I’m not fighting things in the drafting stage.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Dispatch from <em>The Open City</em></span><br />
“It worried Esther, the way Michael was terrified of cars. She’d seen him walking many times (anyone who drove in midtown with any frequency would have seen him, a constant pedestrian of city streets) and she had an idea of the misery he struggled with. Esther had secretly watched him jump back from the street for no apparent reason, startled by the rumble of a passing truck or the screech of bald tires on an oil slick road. Or how he was sometimes compelled to walk in the grass strips that fronted small businesses when he sensed the dark energy of an impending collision, dreading that moment of terror when an oncoming motorist jerks their wheel suddenly away, remembering almost too late that they’re not the only one on the road. Michael only rode with Esther when absolutely necessary, angled tensely in the passenger seat. It wasn’t healthy, this behavior, but Esther didn’t know what she could do to help.”</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Personal Rejection Notes, Requests for More, and Near Misses</span><br />
<em>Opium</em> for “The First Night of My Down-and-Out Sex Life”; <em>Cream City Review</em> for “The Man Who Never Was”; <em>South Dakota Review</em> for “How to Die Young in a Nebraska Winter”; and <em>Copper Nickel</em> for “From Indiana.” And as previously noted in this blog, my review of Lydia Peelle’s short fiction collection <em><a href="http://www.powells.com/biblio/1-9780061724732-3" target="_blank">Reasons for and Advantages of Breathing</a></em> was accepted for publication by <em>Prairie Schooner</em>!</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Just Finished</span><br />
<a href="http://www.powells.com/biblio/1-9780374150976-4" target="_blank"><em>Exiles</em> </a>by Ron Hansen. I wasn’t into this so much at first but the final eighty pages or so were really quite good. Hansen spent an awful lot of time on the history lessons of the novel, something that pushed me out of the story. Much of the <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kulturkampf" target="_blank"><em>Kulturkampf</em> </a>stuff was pretty interesting, however. Once we actually got into the action of the sinking of the steamship <em>Deutschland</em> and the tragic series of events that led to the early demise of poet Gerard Manley Hopkins the book became intensely engaging. It surprised me how much I felt for Hopkins and his plight as a Jesuit priest, being transferred around and misunderstood.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Now Reading</span><br />
<a href="http://www.powells.com/biblio/1-9780345476029-0" target="_blank"><em>Await Your Reply</em> </a>by Dan Chaon. Just started this one yesterday and read nearly a hundred pages, which is pretty good for me, a slow, slow tortoise reader. Aside from some questionable exclamation point usages, this one really has me on the hook.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Up Next</span><br />
<a href="http://www.powells.com/biblio/1-9780812971835-4" target="_blank"><em>Olive Kitteridge</em> </a>by Elizabeth Strout.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Link of the Week</span><br />
<em><a href="http://duotrope.com/index.aspx" target="_blank">Duotrope’s Digest</a></em>. An unsurpassable database of literary journals, magazines, webzines, and other publications looking for submissions. This is a must for any writer looking for new markets, and was how I found homes for my work in <a href="http://www.flatmancrooked.com/" target="_blank"><em>Flatmancrooked</em> </a>and <em><a href="http://www.johnnyamerica.net/" target="_blank">Johnny America</a></em>. The random market feature is kind of fun too.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Featured Market</span><br />
<em><a href="http://prairieschooner.unl.edu/" target="_blank">Prairie Schooner</a></em>. Since we’re going with Duotrope up top, lets go with an old standard here. And since I’m now a Senior Fiction Reader at <em>PS</em>, go ahead and send us your very best work soon. Our reading period is currently open.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bizarrer Virus bedroht Afrika]]></title>
<link>http://gaywest.wordpress.com/2009/10/10/bizarrer-virus-bedroht-afrika/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 16:00:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Damien</dc:creator>
<guid>http://gaywest.wordpress.com/2009/10/10/bizarrer-virus-bedroht-afrika/</guid>
<description><![CDATA[Bei der Afrikasynode im Vatikan sieht man nicht nur die Ehe in Not, sondern hat auch Angst vor einer]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Bei der Afrikasynode im Vatikan sieht man nicht nur die <a href="http://gaywest.wordpress.com/2009/10/06/ehe-in-not/">Ehe in Not</a>, sondern hat auch Angst vor einer <em>Ansteckung </em>Afrikas mit dem <em>intellektuellen Zynismus</em> der <em>Gender-Theorie</em>. Diese <a href="http://www.kathweb.at/content/site/nachrichten/database/28554.html">bezeichnete der westafrikanische Kurienerzbischof Robert Sarah</a> als eine</p>
<blockquote><p>bizarre soziologische Ideologie der westlichen Welt</p></blockquote>
<p>die</p>
<blockquote><p>der afrikanischen Kultur und dem christlichen Menschenbild (widerspreche)</p></blockquote>
<p>- was auch immer das sein soll, <em>die </em>afrikanische Kultur und <em>das </em>christliche Menschenbild. Immerhin konnte der Mann konkrete Befürchtungen nennen, die</p>
<blockquote><p>das neue Rollenverständnis von Mann und Frau</p></blockquote>
<p>bei ihm im</p>
<blockquote><p>Namen der vorgeblichen &#8220;Nichtdiskriminierung&#8221; provoziere</p></blockquote>
<p>- als da wären</p>
<blockquote><p>große Ungerechtigkeiten</p></blockquote>
<p>und eine Gefährdung des sozialen Friedens.</p>
<p>Und damit auch der Letzte kapiert, was der Bischof unter Gerechtigkeit und sozialem Frieden versteht, wurde Sarah noch deutlicher:<!--more--></p>
<blockquote><p>Als Beispiel nannte Sarah die Einstellung zur Homosexualität. Diese werde infolge der Gender-Theorie gesellschaftlich aufgewertet und als Lebensmodell propagiert.</p></blockquote>
<p>Das ist nun einerseits mal wieder ziemlicher Humbug, weil das eine (die Gender-Theorie) keineswegs folgerichtig mit dem anderen (der Einstellung zur Homosexualität) zusammen hängt, aber warum soll andererseits ein afrikanischer Bischof mehr Durchblick haben als <a href="http://gaywest.wordpress.com/2009/01/29/dient-gender-mainstreaming-der-ausloschung-der-homosexuellen/">ein preußischer Libertärer</a>?</p>
<p>Immerhin eins ist klar: Für Sarah ist <em>die afrikanische Kultur</em> gleichbedeutend mit einer Abwertung von Homosexualität. Und das spricht eindeutig gegen diese Kultur.</p>
<p>Apropos Afrika, auf der Fortbildung, die ich gestern besuchte, stand über dem Plakat eines mitveranstaltenden Ostberliner Jugendhilfeträgers:</p>
<blockquote><p>Um ein Kind zu erziehen, braucht es ein ganzes Dorf. (Afrikanische Weisheit).</p></blockquote>
<p>Wie die Weisheit wohl lautet, wenn das Kind sich als homosexuell herausstellt? Vielleicht so:</p>
<blockquote><p>Um ein Kind zu erschlagen, braucht es ein ganzes Dorf.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FPÖ Kampagne gegen Gefängnis-Theater landet direkt in "HEUTE"]]></title>
<link>http://diegalerie.wordpress.com/2009/10/02/fpoe-kampagne-gegen-gefaengnis-theater-landet-direkt-in-heute/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 00:34:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcusjoswald</dc:creator>
<guid>http://diegalerie.wordpress.com/2009/10/02/fpoe-kampagne-gegen-gefaengnis-theater-landet-direkt-in-heute/</guid>
<description><![CDATA[Am 30. September 2009 war Kampagnenstart und das Projekt Gefängnistheater stand auf der Kippe. (Foto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Am 30. September 2009 war Kampagnenstart und das Projekt Gefängnistheater stand auf der Kippe. (Foto]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The Left Seeks a Leader]]></title>
<link>http://israelfromrtl.info/2009/09/16/the-left-seeks-a-leader/</link>
<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 16:52:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>josephfisher</dc:creator>
<guid>http://israelfromrtl.info/2009/09/16/the-left-seeks-a-leader/</guid>
<description><![CDATA[Image by jmtimages via Flickr Eitan Orkivi, a Doctoral student in the French Department of Tel Aviv ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Image by jmtimages via Flickr Eitan Orkivi, a Doctoral student in the French Department of Tel Aviv ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Jew's Right to Exist]]></title>
<link>http://israelfromrtl.info/2009/09/14/a-jews-right-to-exist/</link>
<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 11:15:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>epublicist</dc:creator>
<guid>http://israelfromrtl.info/2009/09/14/a-jews-right-to-exist/</guid>
<description><![CDATA[Image by goldberg via Flickr Alon Shalev, a former Shaliach of the Jewish Agency to Australia, takes]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Image by goldberg via Flickr Alon Shalev, a former Shaliach of the Jewish Agency to Australia, takes]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Love is the Greatest Strategic Threat]]></title>
<link>http://israelfromrtl.info/2009/09/09/anti-assimilation-campaign-reinforces-jewish-racism/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 13:53:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>ofrayl</dc:creator>
<guid>http://israelfromrtl.info/2009/09/09/anti-assimilation-campaign-reinforces-jewish-racism/</guid>
<description><![CDATA[Excerpts translated from Maariv&#8217;s On-line Edition from 9/9/09 in which the author Ofra Yeshua-]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Excerpts translated from Maariv&#8217;s On-line Edition from 9/9/09 in which the author Ofra Yeshua-]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[1. September]]></title>
<link>http://bareise0809.wordpress.com/2009/09/02/1-september/</link>
<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 16:50:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>bareise0908</dc:creator>
<guid>http://bareise0809.wordpress.com/2009/09/02/1-september/</guid>
<description><![CDATA[Der Spanischunterricht erscheint mir die Mühe nicht wert zu sein. Ich bin super unkonzentriert und i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Der Spanischunterricht erscheint mir die Mühe nicht wert zu sein. Ich bin super unkonzentriert und in meinem Leben ist einfach kein Platz für sowas wie Hausaufgaben. Wann soll ich das machen? Ich bin so genervt von dem ganzen Spanischinput, da brauche ich nicht auch noch in die Schule gehen dafür! </p>
<p>Ich war mit Lucía im Hausbrot, aber das Brot war schon alle. Passt schon, esse ich halt Gnocchis und Empanadas.</p>
<p>Abends war ich in der Practica X. Ich war ein bisschen verschnupft und todmüde und bin deshalb schnell wieder gegangen. Es ist sehr chic da. Der Boden ist nicht so der Hit und alle waren sehr mit cool sein beschäftigt und wenig mit Tanzen.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La fin du Volksfront (2) Vie politique allemande et alsacienne]]></title>
<link>http://homere.wordpress.com/2009/08/26/la-fin-du-volksfront-2-vie-politique-allemande-et-alsacienne/</link>
<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 14:31:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Homere</dc:creator>
<guid>http://homere.wordpress.com/2009/08/26/la-fin-du-volksfront-2-vie-politique-allemande-et-alsacienne/</guid>
<description><![CDATA[La vie politique allemande, facteur de crispation de la politique alsacienne Il est certain que l’ac]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h4 style="text-align:justify;">La vie politique allemande, facteur de crispation de la politique alsacienne</h4>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Il est certain que l’accession d’Hitler à la Chancellerie et la remilitarisation de la Rhénanie font que l’Allemagne et sa politique extérieure sont l’une des préoccupations majeures des milieux catholiques alsaciens. De fait, l’économie alsacienne est très dépendante des relations franco-allemandes, et les tensions entre les deux pays vont vite faire souffrir la province. L’attrait de l’Allemagne va, par ailleurs, diminuer fortement.</p>
<p style="text-align:justify;">En Alsace, l’arrivée d’Hitler à la Chancellerie n’est tout d’abord considérée que comme une péripétie dans la confusion qui règne en Allemagne, et on considère que ce que l’on appelle « l’expérience Hitler » ne peut être que de très courte durée. On craint plus l’après-Hitler, et un possible avènement du bolchevisme en Allemagne.</p>
<p style="text-align:justify;">La presse UPRniste adopte donc tout d’abord un point de vue peu critique à l’égard de la politique d’Hitler, mais cette réserve s’explique par « la volonté de ne rien faire qui puisse porter préjudice à l’Eglise et aux catholiques d’Allemagne et leur attirer les foudres d’Hitler »<a href="#_ftn1">[1]</a>. Après la dissolution du <em>Zentrum</em>, les choses commencent pourtant à changer radicalement. L’<em>Elsässer</em>, par exemple, redit avec force son hostilité à la nouvelle Allemagne, « qui veut remplacer l’éthique chrétienne par l’éthique national-socialiste » et ajoute : « Nous restons les soldats du Christ. Soldats qui livrent un combat impitoyable aux francs-maçons de ce côté des Vosges, mais qui tournent également froidement le dos à l’absolutisme étatique païen d’un Hitler de l’autre côté du Rhin »<a href="#_ftn2">[2]</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">L’attitude du Zentrum, qui n’a pas combattu assez virulemment le NSDAP, a déçu bien des membres de l’UPR.</p>
<p style="text-align:justify;">L’attitude critique de l’UPR à l’égard de l’Allemagne nazie est un temps modifiée cependant par la signature du Concordat entre l’Allemagne et le Saint-Siège. Il faut dire que ce Concordat arrive alors que l’UPR et la presse alsacienne sont choqués par différentes mesures prises par le nouveau régime. En effet, à la fin de juin et juillet 1933, toute la presse alsacienne se fait l’écho des mesures prises à Munich contre les jeunes catholiques bavarois.</p>
<p style="text-align:justify;">L’Elsässer proteste, et compare le régime nazi au pire des régimes communistes<a href="#_ftn3">[3]</a>. Les arrestations de prêtres et de plusieurs vicaires dans la Ruhr et à Essen, achèvent de convaincre la presse UPR de l’hostilité qu’il faut montrer au régime hitlérien. La signature du Concordat<a href="#_ftn4">[4]</a> complique quelque peu les choses, mais ne trompe pas les catholiques alsaciens.</p>
<p style="text-align:justify;">Mais des journaux comme l’<em>Elsässer Kurier </em>défendront le texte contre leurs adversaires, qui ne retiennent du Concordat que l’interdiction de toute activité politique qui est faite aux prêtres allemands, et qui réclament de fait que l’on fasse la même chose en Alsace.</p>
<p style="text-align:justify;">L’<em>E.K</em>.<a href="#_ftn5">[5]</a> répond qu’en « Alsace et en Lorraine, nous n’avons pas encore un Etat total, nous n’avons pas de national socialisme ». En Allemagne, « le mouvement athée est écrasé » et l’école chrétienne est garantie par l’Etat. En Alsace, par contre, les institutions  chrétiennes sont toujours menacées.</p>
<p style="text-align:justify;">L’UPR du Bas-Rhin est beaucoup moins nuancée dans son appréciation du Concordat : « on ne peut certainement pas dire de nous que nous approuvons les procédés et les méthodes de la dictature nationale socialiste. Nous n’avons jamais caché notre hostilité envers ce régime et nous l’avons condamné parce qu’il excluait toute idée démocratique.</p>
<p style="text-align:justify;">Le concordat avec le Vatican se distingue agréablement des innombrables lois promulguées ces derniers temps en Allemagne, mais l’on peut se demander s’il sera réalisé dans toutes ses dispositions ou si ce sera seulement un chiffon de papier. Si on l’applique réellement, alors ce texte aura effectivement réalisé ce que le <em>Zentrum</em> revendique depuis toujours »<a href="#_ftn6">[6]</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">On a pu le voir, les questions allemandes sont examinées avec un peu moins d’attention lors de l’agitation qui suit la parution de la circulaire Guy La Chambre.</p>
<p style="text-align:justify;">Pourtant, on ne peut manquer de penser que l’échec de l’<em>EK</em> et du journal <em>Die Heimat</em> dans leur tentative pour donner plus d’ampleur au mouvement, est dû très certainement à la situation préoccupante de l’Allemagne. Les deux journaux, d’ailleurs, vont se joindre au reste de la presse UPR pour critiquer le <em>Kulturkampf</em> hitlérien quand il sera évident qu’Hitler n’a aucune intention de respecter le Concordat. Ainsi, la prise du pouvoir par Hitler a profondément modifié l’attitude des catholiques alsaciens : leur attachement à la France se trouve encore renforcé.</p>
<p style="text-align:justify;">Et ce d’autant plus que la sortie de l’Allemagne de la SDN et de la Conférence du désarmement va inquiéter fortement l’UPR, très favorable à l’institution internationale et à un désarmement général<a href="#_ftn7">[7]</a>. L’<em>Elsässer</em> va, par ailleurs, consacrer plusieurs articles en novembre à une analyse de <em>Mein</em> <em>Kampf</em>, et en tirer la conclusion qu’ Hitler est partisan d’une guerre contre la France.</p>
<p style="text-align:justify;">Par la suite, l’assassinat du chancelier Dollfuss, le 25 juillet 1934, fait sérieusement craindre une nouvelle guerre européenne. Si l’échec du coup de force national-socialiste en Autriche ravit la presse catholique, l’<em>Elsässer</em> estime que « le gouvernement berlinois a atteint son but, car l’adversaire le plus résolu du national-socialisme n’est plus »<a href="#_ftn8">[8]</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">De plus, le journal paraît le 26 juillet bordé de noir : l’assassinat de cet homme, considéré comme le symbole du chef d’Etat catholique, est donc durement ressenti par le journal. Enfin, la fin de l’année 1934 et le début de 1935 sont placés sous le signe du plébiscite de la Sarre, qui intéresse particulièrement l’Alsace pour des raisons économiques, la Sarre étant l’un des clients les plus importants de l’agriculture alsacienne<a href="#_ftn9">[9]</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Le Conseil général du Bas-Rhin va d’ailleurs tout tenter pour préserver le débouché de la Sarre après le plébiscite, et le milieu politique alsacien interpelle à plusieurs reprises le gouvernement à ce sujet. Le résultat du plébiscite sera d’ailleurs une surprise, tant la majorité en faveur du rattachement à l’Allemagne est écrasante.</p>
<p style="text-align:justify;">En face des partis catholiques, un certain désarroi règne chez les autonomistes. Des tensions voient en effet le jour entre la Landespartei et la Fortschrittspartei. Il semble bien, en effet, que Dahlet, chef de file des progressistes, reproche de plus en plus aux  autres mouvances autonomistes d’avoir une attitude pro-hitlérienne<a href="#_ftn10">[10]</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Et par cette attitude, ils ont réussi là où le gouvernement français échoue depuis 10 ans : l’influence du parti a diminué et se retrouve réduite à une portion congrue car la majorité des alsaciens, s’ils désirent leur autonomie, ne veulent pas pour autant devenir Allemands. Et dès la mi-juin, Dahlet envoie un ultimatum à l’<em>ELZ</em>, dont il est le codirecteur, pour réclamer un changement d’orientation du journal, qu’il ne manque pas d’accuser d’hitlérisme. Il menace de créer un journal favorable à ses idées si l’<em>ELZ</em> persiste dans son attitude. De fait, Dahlet est un démocrate, très hostile à tout ce qui touche au nazisme, et il cherche, péniblement, à trouver une voie pour l’idée autonomiste, sans risquer de voir celle-ci confondue avec le nazisme.</p>
<p style="text-align:justify;">Dès le 16 septembre, la séparation est réalisée : l’<em>ELZ</em> annonce que Dahlet ne fait plus parti de sa direction politique et fait état de graves divergences entre Hauss et Dahlet (sans en révéler la teneur, mais elle est évidente). Dahlet prend alors la direction de la revue <em>Neue Zukunft</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">C’est un fait intéressant, car sous l’influence de la politique intérieure allemande, et du changement politique que connaît ce pays, on assiste à un reclassement des forces autonomistes. L’avènement d’Hitler à la Chancellerie a profondément bouleversé le paysage politique en Alsace. Dans une large mesure, l’influence des autonomistes a diminué, et l’isolement de certaines grandes figures du mouvement est patent.</p>
<p style="text-align:justify;">
<hr size="1" />
<p style="text-align:justify;"><a href="#_ftnref1">[1]</a> BAECHLER, op. cit., p. 483.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="#_ftnref2">[2]</a> Elsässer du 11 juillet 1933. « Autant nous nous sentons liés du point de vue philosophique avec les catholiques allemands, autant nous repoussons l’orientation prise par la Germania (favorable au régime nazi). On n’insulte pas, on ne maltraite pas des ecclésiastiques et l’Eglise. On n’abandonne pas « l’ascète crucifié » aux vieillards et aux malades. […] La persécution des israélites en Allemagne a été déjà bien grave ; quiconque cherche à en approfondir les causes réelles trouve finalement d’autres motifs philosophiques, religieux ou même racistes […] On constate exclusivement un esprit de Kulturkampf […] Les nazis veulent remplacer l’éthique chrétienne par l’éthique national-socialiste. Qu’on ne vienne pas nous dire que Von Papen est en train de conclure un Concordat avec le Saint-Siège. Certes, il y aura Concordat […] certes Rome fera de grands sacrifices […] mais les vérités éternelles de la religion et de la Sainte Eglise catholique n’en seront pas touchés et c’est à elles que nous tiendrons. C’est pourquoi nous opposons notre « non » au « oui » de la nouvelle Germania et à la nouvelle orientation de l’Allemagne hitlérienne. Nous luttons contre la franc-maçonnerie d’au-delà des Vosges, mais nous luttons aussi contre l’absolutisme païen d’un Hitler de l’autre côté du Rhin ».</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="#_ftnref3">[3]</a> Elsässer du 19 juin 1933.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="#_ftnref4">[4]</a> Cf. le texte du Concordat en annexe.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="#_ftnref5">[5]</a> EK. Du 21 juillet 1933.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="#_ftnref6">[6]</a> <em>Elsässer</em> du 21 juillet 1933.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="#_ftnref7">[7]</a> BARTHOLME, <em>Le problème du désarmement (1929-1935) vu par trois journaux alsaciens</em>, Strasbourg, 1977, 139p. dactyl..</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="#_ftnref8">[8]</a> Elsässer du 27 juillet 1934.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="#_ftnref9">[9]</a> 6503/2  Dossier de Gromer sur la question de la Sarre.</p>
<p style="text-align:justify;">- 1 dossier avec correspondance</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="#_ftnref10">[10]</a> <em>La France de l’Est</em> du 15 juin 1933 et <em>Le Messager d’Alsace</em> du 20 juin.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[RADICI (II)]]></title>
<link>http://liberthalia.wordpress.com/2009/08/24/radici-ii/</link>
<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 17:32:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sendivogius</dc:creator>
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<description><![CDATA[[Lo spirito vitale di una civiltà, come un albero, per prosperare ha bisogno del nutrimento di un so]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h5 style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-895" title="00 - UOMINI CHE ODIANO LE DONNE" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/00-uomini-che-odiano-le-donne.jpg" alt="00 - UOMINI CHE ODIANO LE DONNE" width="449" height="44" /><span style="color:#c0c0c0;">[Lo spirito vitale di una civiltà, come un albero, per prosperare ha bisogno del nutrimento di un solido impianto, immerso nelle profondità della Storia.<br />
Se i suoi rami avvizziscono, nuovi innesti renderanno la pianta più forte e rigogliosa. Se le radici sono robuste, l’albero tiene. Ma se il terreno dal quale trae la linfa è sterile, l’intero organismo morirà. Tuttavia, a preoccupare gli auto-convocati tutori morali dell’Europa non più fortezza è soprattutto il patrocinio religioso delle sue</span> “radici”<span style="color:#c0c0c0;">, alle quali si vorrebbe porre un certificato d’esclusiva, delineando gli spazi di un giardino ben circoscritto dall’etica</span> “giudaico-cristiana”<span style="color:#c0c0c0;">. Invece non ci si accorge che ogni ‘Cultura’, prima di potersi definire tale, nasce da parti multipli: ha una madre volubile, molti padri, e seme incerto.]</span></h5>
<h3 style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-896" title="01 - Ouroboros" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/01-ouroboros.jpg" alt="01 - Ouroboros" width="258" height="273" />  <span style="color:#999999;">Ogni pianta ha i suoi parassiti che intaccano il tronco e insidiano le radici. E se resta ambigua la definizione identitaria di tali “radici”, chiarissima appare la causa di ogni malanno&#8230;<br />
Per secoli,</span> il Male si è incarnato nella donna<span style="color:#999999;">, trovando un formidabile alleato nelle sue presunte debolezze.<br />
Il rapporto maschile-femminile, fortemente sbilanciato a favore del primo, è una prerogativa piuttosto comune alle antiche civiltà mediterranee del Vicino Oriente. La concezione della donna si stratifica a strumento transitorio nelle disponibilità patrimoniali della famiglia patriarcale. La rigida subordinazione all’uomo viene poi caricata di valenze religiose, codificate in canoni di purificazione e contaminazione, insite nel monoteismo esclusivista dell’ebraismo. Da ultimo, filtra nel mondo greco-romano (soprattutto greco) al quale, inevitabilmente, guardano e attingono i primi convertiti cristiani.</span><br />
I Padri della Chiesa <span style="color:#999999;">sono stati uomini di cultura prodigiosa, ma non immuni dai pregiudizi dell’epoca. In buona parte, provenivano dalla parte orientale dell’Impero, romano di nome ma greco di fatto, imbevuto com’era di ellenismo. In tale contesto, la retorica anti-femminista particolarmente radicata nelle elite aristocratiche ed intellettuali (alle quali molti degli apologeti cristiani appartenevano a pieno titolo) veniva esibita a titolo di merito, quasi fosse il tratto distintivo di una classe sociale. Ai pregiudizi dell’Oriente, i primi dottori della Chiesa aggiunsero i propri, incistandoli su uno schema dottrinario mutuato dalle tradizioni ebraiche e contaminato da istanze encratite di derivazione gnostica.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><em>“UN SUBDOLO MALANNO”<br />
</em><img class="alignleft size-medium wp-image-897" title="02 - ANDROMEDA - Paul Gustave Dore" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/02-andromeda-paul-gustave-dore.jpg?w=199" alt="02 - ANDROMEDA - Paul Gustave Dore" width="199" height="300" />  <span style="color:#999999;">Nella società ellenica, la donna ha una sua utilità d’uso (continuare la stirpe), ma è priva di una vera soggettività. È oggetto proprietario concesso in beneficio matrimoniale, nonché sacrificale (Esione; Andromeda; Ifigenia) anche se poi l’immolazione non si compie. La sua reclusione nel gineceo domestico è necessaria, onde assicurarsi una discendenza legittima, e richiede un costante controllo: quando ragiona in proprio, prendendo decisioni in autonomia, produce soltanto danni.<br />
La donna è portatrice di sciagure e causa della rovina degli uomini: per troppa curiosità (Pandora); per ingenuità (Deianira); per vanità (Niobe); per selvaggia passionalità (Medea).<br />
La natura femminile, quando non perniciosa, è irrilevante. Al massimo, può accendere il capriccio erotico di un momento; diventare la parentesi effimera tra gli</span> amori pederasti <span style="color:#999999;">che caratterizzano l’affettività (e la sessualità) del maschio nella Grecia <em>classica</em>.<br />
Seguendo un archetipo diffuso in ambito mitologico, i rapporti di genere si possono ridurre ad una semplicistica linearità: <span style="color:#c0c0c0;">Seduzione-Rapimento-Abbandono/Morte</span>.<br />
Ed era tra quanto di meglio la donna ellenica potesse aspirare.<br />
In alternativa, il <em>cliché</em> letterario si diversifica leggermente nella variante: <span style="color:#c0c0c0;">Ratto-Stupro-Abbandono.</span><br />
Pausania, a proposito delle figlie di re Tespio, ci racconta che <span style="color:#ffcc99;">Eracle</span> deflorò cinquanta vergini in una sola notte. Ma alla fine il campione condivide il tempo migliore con i propri <em>eromenoi</em> (Iolao; Ila; Abdero). Ciò che i poeti esaltano non è certo la ‘capacità seduttiva ed amatoria’ (praticamente inesistente nell’immaginario greco) bensì la potenza sessuale, soprattutto generativa, che rende l’eroe simile agli dei (Giove; Apollo; Priapo).<br />
<span style="color:#ffcc99;">Zeus</span>, il padre degli dei olimpici, è il vero antenato del moderno ‘stupratore seriale’. Esperto in <em>stalking</em> e circonvenzione di minorenni, è un erotomane instancabile. Alla fanciulla, vittima delle sue attenzioni, spetta l’onere di subire con passiva accondiscendenza, consolandosi di fare da incubatrice alla futura prole semi-divina. Soltanto ad <span style="color:#ffcc99;">Era</span> è concesso punire l’adulterio del marito (e infatti è essa stessa una dea), anche se la sua vendetta viene esercitata sistematicamente non contro il divino consorte infedele, ma sulla sventurata di turno.<br />
Molto <em>uncorrectly</em>, si potrebbe dire che gli eroi greci, dopo aver adempiuto ai doveri coniugali, si assicuravano un erede (maschio), insieme a nuovi guerrieri per la patria, per tornare quanto prima dal loro amichetto di battaglie e di letto, in conformità con la psicotica &#8216;Frocitudine dell’Antico&#8217;:</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>O Zeus perché hai fatto venire alla luce del sole le donne, questo subdolo malanno per gli uomini?<br />
Se volevi propagare il genere umano, il mezzo non doveva mai essere la donna: molto meglio era deporre nei tuoi templi oro o ferro o un certo peso di bronzo e comprarsi in cambio un certo seme di figliolanza, adeguato al valore, e viver tranquilli senza  femmine.</em><br />
(&#8230;) <em>Andate alla malora! Io non sarò sazio mai di detestare le donne, anche se gli altri mi diranno che mi ripeto sempre</em>.”<br />
  <span style="color:#ffcc99;">(Euripide. <em>Ippolito</em> – trad. F.M.Pontani)</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><em>“LA PORTA DELL’INFERNO”</em><br />
<span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-full wp-image-898" title="03 - EVE" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/03-eve.jpg" alt="03 - EVE" width="450" height="293" /> L’insofferenza del mondo greco, che guarda alla donna con ostentato fastidio, è però niente rispetto al furore verbale dei primi apologeti, talmente esasperato da trasudare un odio insano dai contorni patologici. Confermati tutti gli stereotipi di genere,</span> la donna in quanto discendente di Eva <span style="color:#999999;">è altresì colei che col suo atto di disubbidienza e di stupida curiosità ha dannato l’umanità, determinando</span> <span style="color:#999999;">il <em>sempreverde</em></span> “peccato originale”<span style="color:#999999;">.<br />
Eva, la prima donna, è infatti colei che con le sue lusinghe ha condotto Adamo, e gli uomini, alla perdita dello stato di grazia originario.<br />
La donna, erede diretta di Eva, continua ad irretire l’uomo con i suoi inganni, diffondendo la corruzione nel mondo attraverso la seduzione e le sue profferte sessuali.<br />
Lo spiega <span style="color:#ffcc99;">Tertulliano</span> nel suo latino ostico, dalla prosa spigolosa e rigonfia di allusioni bibliche che molto toglie al piacere della traduzione:</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">“tu sei la porta del diavolo, tu sei la profanatrice dell’albero della vita, tu sei stata la prima a violare la legge divina, tu sei colei che persuase Adamo, colui che il diavolo invece non riuscì a tentare. Tu che hai infranto l’immagine di Dio, l’uomo, con tanta facilità. Per causa tua esiste la morte, anche il Figlio di Dio ha dovuto morire. E tu hai in mente di adornarti con altro che non siano le tuniche che coprono la tua pelle?”<br />
  <span style="color:#ffcc99;"><span style="color:#c0c0c0;">(Tertulliano,</span> <em>De Cultu Foeminarum</em>. <span style="color:#c0c0c0;">Liber I; Cap. 1)</span></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">La stessa tesi viene ripresa pure da</span> <span style="color:#ffcc99;"><span style="text-decoration:underline;">S.Gerolamo</span></span><span style="color:#999999;">, altro <em>enfant terrible</em> dal carattere impossibile:</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">“La conversazione dei chierici con le donne non sia permessa sotto nessun pretesto. Perché la donna è la porta per il diavolo, il cammino d’iniquità, la punta dello scorpione, genere pernicioso”<br />
<span style="color:#ffcc99;">(<em>Adversus Jovinianum</em>)</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">In virtù di ciò, deduciamo che</span> “ogni donna dovrebbe essere oppressa dalla vergogna al solo pensiero di essere donna”<span style="color:#999999;">, come insegnava il brillante</span> <span style="color:#ffcc99;">Clemente Alessandrino</span><span style="color:#999999;">, maestro di Origene (v. post precedente).</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;">Tertulliano</span> <span style="color:#999999;">è un pagano convertito e, nello zelo intransigente che caratterizza i neofiti di ogni religione, si farà interprete di un rigorismo estremo che lo porterà a bazzicare gli ambienti eretici dei montanisti e degli encratiti.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">“Tertulliano non manca di richiamare le sue consorelle all’obbligo di riflettere sul loro statuto antropologico, di considerare la loro genealogia. Come figlie di Eva dovrebbero sempre essere piangenti ricordando la prima peccatrice. Inoltre come donne dovrebbero tener sempre presente il disastro provocato proprio dal loro apparire e dalla loro bellezza ricordando quell’episodio della caduta degli angeli raccontato nel testo pseudoepigrafo ebraico detto il Libro di Enoch. La bellezza delle figlie degli uomini ha sedotto gli angeli che sono scesi in terra per generare con loro la stirpe maligna dei Giganti e diffondere la conoscenza delle arti, delle tecniche che alterano l’ordine della creazione.”<br />
<span style="color:#ffcc99;">  Ileana Chirassi. “<em>Etica Mediterranea</em>”</span><br />
<span style="color:#c0c0c0;">  Dispense Specialistiche ’08;<br />
  Università di Trieste</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Perciò una donna rispettabile dovrebbe essere abbigliata come per le esequie funebri</span> <span style="color:#999999;">(<em>quasi ad pompam funeris constituta</em>).<br />
</span><span style="color:#999999;">Di conseguenza, Tertulliano dispensa una serie di preziosi consigli che vanno dalla verginità, all’illibatezza nel matrimonio (</span><span style="color:#c0c0c0;">De Exhortatione Castitatis</span><span style="color:#999999;">;</span> <span style="color:#c0c0c0;">De Pudicitia</span><span style="color:#999999;">). </span><br />
<span style="color:#999999;">A questi si aggiungono la riprovazione per la vedova che contrae seconde nozze, le quali non avrebbero altro motivo se non il piacere dei sensi (</span><span style="color:#c0c0c0;">De Monogamia</span><span style="color:#999999;">;</span> <span style="color:#c0c0c0;">Ad uxorem</span><span style="color:#999999;">).</span><br />
<span style="color:#999999;">Ma le opere che noi preferiamo sono sicuramente quelle che esortano le ragazze affinché indossino il velo, nascondendo la vista del proprio viso e dei propri capelli (</span>De Virginibus Velandis<span style="color:#999999;">):</span><br />
“La donna è pericolosa a causa della sua bellezza: trovi rimedio nel velo” <span style="color:#999999;">giacché </span>“ammirare o voler essere ammirate è peccato”<br />
<span style="color:#999999;">Ma guarda che novità!</span><br />
<span style="color:#999999;">Oltretutto, colei alla quale piace essere guardata</span> “aspira allo stupro” <span style="color:#999999;">(</span><span style="color:#999999;"><em>stupri passio</em></span><span style="color:#999999;">).</span><br />
<span style="color:#999999;">Perciò ragazza</span> “vela il tuo capo, rivesti l’armatura del pudore, innalza un muro sul tuo sesso, non lasciar trapelare su di te sguardi (&#8230;) Il velo deve cominciare dove finisce la veste; è il giogo che serra le donne”<span style="color:#999999;">. </span><br />
<span style="color:#999999;">Alla bisogna, si possono prendere lezioni dalle donne d’Arabia</span><span style="color:#999999;">,</span> “solite coprirsi non solo il capo, ma pure il volto intero”<span style="color:#999999;">. </span><br />
<span style="color:#999999;">La fissazione di Tertulliano per</span> <span style="color:#999999;">il </span><span style="color:#ffcc99;"><em>burqa</em> cristiano </span><span style="color:#999999;">è presente anche nel già citato</span> “De Cultu Foeminarum”<span style="color:#999999;">:</span><br />
“Invano vi affaticate di mostrarvi adorne, invano mettete in opera tanti industriosi parrucchieri: Dio prescrive che voi siate velate, perchè vuole, io credo, che la testa di alcune di voi non sia veduta da nessuno.”<br />
  <span style="color:#c0c0c0;">(</span><span style="color:#ffcc99;">De Cultu Foeminarum. VII</span><span style="color:#c0c0c0;">; trad. Moricca)</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-901" title="04 -burqua" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/04-burqua.jpg?w=300" alt="04 -burqua" width="300" height="199" />A scanso di equivoci, Tertulliano non è l’ultimo matto in circolazione. È lui l’apologeta che nel III° sec. d.C. sviluppa ed illustra il “<span style="text-decoration:underline;">dogma della Trinità</span>”.<br />
Noi blasfemi saremmo tentati di dire che ‘inventa’&#8230;<br />
Dell’intemperante avvocato di Cartagine (era nato lì) parla anche <span style="color:#ffcc99;">papa Benedetto XVI</span> nella sua udienza del 30/05/2007:  </span><br />
“Tertulliano compie un passo enorme nello sviluppo del dogma trinitario; ci ha dato in latino il linguaggio adeguato per esprimere questo grande mistero, introducendo i termini «una sostanza» e «tre Persone». In modo simile, ha sviluppato molto anche il corretto linguaggio per esprimere il mistero di Cristo Figlio di Dio e vero Uomo”</h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-899" title="Giacomo Biffi" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/giacomo-biffi.jpg?w=104" alt="Giacomo Biffi" width="104" height="150" />Inoltre, lo stesso <em>Mons.</em></span> <span style="color:#ffcc99;">BIFFI, cardinale di Bologna</span><span style="color:#999999;">, soltanto qualche anno fa, apostrofava le donne come</span> “squallida Eva moderna”<span style="color:#999999;">.</span><br />
<span style="color:#999999;">Comunque la questione del velo, che tanto indigna gli odierni devoti alle</span> “radici giudaico-cristiane” minacciate dall’invasione islamica, <span style="color:#999999;">è una fissazione ricorrente tra i teologi dell’ortodossia cattolici. Infatti ne parlano anche i “Santi”:</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">«La donna avvolga il capo per assicurare in pubblico la sua onestà e il suo pudore: il suo volto non si deve offrire facilmente agli occhi dei giovani»<br />
  <span style="color:#ffcc99;">Ambrogio di Tagaste</span> <span style="color:#c0c0c0;">(S.Ambrogio, patrono di Milano)</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">«Non solo in tempo di preghiera, ma sempre la donna deve essere velata»<br />
<span style="color:#ffcc99;">Giovanni Crisostomo, detto il “Bocca d’oro”</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Un soprannome sicuramente azzeccato per le illuminate omelie che Giovanni Crisostomo ci ha lasciato su donne ed ebrei (<em>Adversus Judeos</em>), conformemente allo spirito evangelico della carità cristiana:</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">“Dio odia i Giudei e sempre li odierà”<br />
“L’ebreo è un essere satanico ed è dover di tutti i cristiani odiare gli ebrei”</h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Il meglio di sé però</span> <em><span style="color:#ffcc99;">Bocca d’oro</span></em> <span style="color:#999999;">lo dà quando parla del genere femminile, ormai in tutto e per tutto equiparato ad una seducente genia di natura demoniaca:</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">“Che altro è una donna se non un nemico dell’amicizia, una punizione inevitabile, un male necessario, una tentazione naturale, una calamità desiderabile, un pericolo domestico, un danno dilettevole, un malanno di natura dipinto di buoni colori?”</h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Questo perché</span> “tra tutte le bestie la donna è la peggiore” <span style="color:#999999;">e serve soprattutto a soddisfare la libidine degli uomini, inducendoli nell’immancabile</span> ‘peccato carnale’.</h3>
<h3 style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-900" title="05 - Angel Lust" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/05-angel-lust.jpg" alt="05 - Angel Lust" width="450" height="662" /><br />
<span style="color:#999999;">Infatti, la lascivia costituisce il tratto distintivo dell’identità femminile, che fa della donna la peccatrice per eccellenza. Come ama circostanziare uno altro eccelso santo della Chiesa, <span style="color:#ffcc99;">Agostino di Ippona</span>, “in una situazione priva di peccato la stessa donna sarebbe non necessaria, neppure come aiutante per l’uomo, che in questo caso sarebbe meglio rappresentato da un altro uomo”.<br />
Ad ogni modo, visto che del “matrimonio” (nonostante tutto) non si può fare a meno, causa estinzione della specie, sarà bene definire i ruoli di coppia:</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">“uno schiavo non ha mai molto padroni, ma ne ha uno solo; invece un padrone ha molte schiave”<br />
<span style="color:#ffcc99;"> (<em>Sermones</em>)</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">La schiava alla quale si allude è naturalmente la donna in funzione di moglie. È strano come questo incredibile mostro di lussuria si debba accontentare di un solo “padrone”, mentre l’uomo casto, puro e timorato di Dio, ricerchi invece la compagnia di più “schiave”.<br />
Mistero della Fede.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><em>“FOEMINA EST MAS OCCASIONATUS”</em><br />
<span style="color:#999999;">Il pensiero greco ha una responsabilità importantissima nel connotare in senso antifemminista il cristianesimo delle origini. Assodata l’intrinseca inferiorità dell’elemento femminile, il grande filosofo <span style="color:#ffcc99;">Aristotele</span> si preoccuperà di circostanziarne le cause, fornendo una spiegazione <em>scientifica</em> alla quale il pensiero cattolico si conformerà in blocco.<br />
Il principio generativo risiede nell’uomo. La donna ci mette la “materia”, ma la “sostanza” viva è tutta maschile. Infatti, secondo Aristotele, nel processo riproduttivo le femmine sono totalmente sterili. Accolgono il seme maschile ma non partecipano alla fecondazione.<br />
</span> <br />
“Le donne emettono seme ma questo non è adatto a generare perché acquoso e debole. Solamente il seme maschile crea, cioè dà la forma, mentre il seme femminile è ciò che viene plasmato. Secondo un’opinione che risale anche al medico Galeno il seme maschile tende ad una forma perfetta e realizza quindi nella riproduzione il maschile quando è al massimo del rendimento. In caso di debolezza realizza una riproduzione femminile.”<br />
<span style="color:#ffcc99;">(L. Brandl, Die Sexualethik des Albertus Magnus. 1954)<br />
</span> <br />
<span style="color:#999999;">Questa immane stronzata viene fedelmente ripresa e fatta propria da</span> <span style="color:#ffcc99;">Alberto Magno</span><span style="color:#999999;">, santo e maestro di santi. Se per Aristotele la donna è un</span> “uomo mutilato”<span style="color:#999999;">, per Alberto di </span>“un maschio occasionale” <span style="color:#999999;">(<em>mas occasionatus</em>) e cioè “un maschio che è incappato in qualche cosa di non intenzionale, in uno sbaglio della natura” (tratto da “Etica Mediterranea” di Ileana Chirassi).<br />
Questo permette all’insigne teologo di sostenere che la donna NON è stata creata ad </span>“immagine di Dio” <span style="color:#999999;">come invece viene sostenuto nella</span> Genesi<span style="color:#999999;">, giacché il riferimento riguarderebbe unicamente l’uomo. In fin dei conti la differenza tra uomo e donne è tutta una questione di liquidi; contrapposizione tra materia inerte (“umida”) femminile e soffio caldo (“secco”) maschile:</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">“la donna è meno consona alla moralità dell’uomo perché ha in sé più liquidità dell’uomo. Caratteristica del liquido è di ricevere facilmente e di trattenere male. Il liquido è un elemento facilmente mutevole, perciò le donne sono volubili e curiose. Quando una donna ha un rapporto con un uomo è molto probabile che desideri stare allo stesso tempo anche con un  altro. La donna non è affatto fedele. Se tu le dai fiducia ne sarai deluso. Credi a un maestro esperto. Per questo gli uomini avveduti rendono partecipi il meno possibile le loro mogli dei loro progetti e delle loro azioni. La donna è un uomo mal riuscito e rispetto all’uomo ha una natura difettosa e imperfetta, perciò è insicura. Quello che non riesce ad ottenere da sola cerca di raggiungerlo con gli inganni demoniaci. Perciò, per farla breve, l’uomo si deve guardare da ogni donna come da un serpente velenoso o da un diavolo cornuto. Se io dovessi dire tutto ciò che so sulle donne tutti si stupirebbero. La donna per essere precisi non è più intelligente dell’uomo ma più furba. L’intelligenza tende al bene e la furbizia al male. Pertanto nei comportamenti cattivi è più intelligente la donna perché è più furba dell’uomo. La sua sensibilità spinge la donna verso ogni male mentre la ragione spinge l’uomo verso ogni bene.”<br />
<span style="color:#ffcc99;">(<em>Quaestiones super de animalibus</em>. XV, 11)</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Le donne sono entità demoniache, simili al</span> <em><span style="color:#999999;">succubus</span></em><span style="color:#999999;">, che attraverso il sesso divorano gli uomini per consunzione. A sostegno di una simile ipotesi, Alberto Magno cita l’esempio di un</span> “monaco brizzolato” <span style="color:#999999;">che aveva trascorso una notte di focosa passione con una bella donna.<br />
Il religioso, un vero pornomane, un assatanato da guinness dei primati, aveva penetrato ininterrottamente la povera signora per ben 66 volte! Tanto da rimanerci secco. Naturalmente, la libidinosa insaziabile era la donna, mica il monaco!</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-full wp-image-902" title="06 - Demoness" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/06-demoness.jpg" alt="06 - Demoness" width="450" height="404" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">È evidente che le tesi propugnate da Alberto Magno trovano immediati estimatori. <span style="color:#ffcc99;">Tommaso d&#8217;Aquino</span> impara la <em>lectio magistralis</em> e ripete come un pappagallo ammaestrato:</span> “la donna è un errore della natura, una sorta di maschio malriuscito e deforme&#8230; qualcosa che non è previsto, ma deriva da difetto” <span style="color:#999999;">(<em>Summa Theologiae,</em> Pars I, Quaest. XCII, Art. I).</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">«Il seme maschile fa nascere forme perfette, ossia maschili, ma se per qualche avversità esso si guasta, allora fa nascere femmine (&#8230;) imbevute d’acqua più dei maschi, sono più sensibili al piacere sessuale; e poiché la natura, tendendo alla perfezione, riprodurrebbe solo maschi, la donna è il prodotto di un tentativo fallito, simile a putrefazione, infermità, debolezza senile»</h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Per questo motivo, la donna è affetta da un</span> “innato difetto di ragione che la equipara ai bambini e ai dementi” <span style="color:#999999;">e pertanto dovrebbero essere interdette da ogni funzione pubblica con valenza giuridica (cosa che neanche la più retriva delle civiltà aveva mai osato proporre prima). L’Aquinate però non è per niente originale, infatti ruba la battuta da una commedia di </span><span style="color:#ffcc99;">Terenzio Afro</span> <span style="color:#c0c0c0;">(<em>Hecyra</em>. III,1).</span> <span style="color:#999999;">La cosa preoccupante è che Tommaso riveste di valenza teologica con verità di fede (e lo stesso faranno gli inquisitori del</span> <span style="color:#c0c0c0;"><em>Malleus Maleficarum</em></span><span style="color:#999999;">) la frase estrapolata da un testo teatrale scritto per far ridere il pubblico. </span><br />
<span style="color:#999999;">Perché Publio Terenzio è in realtà un commediografo latino, famoso per l’<em>humanitas</em> delle sue commedie: introspezione psicologica, comprensione empatica, sensibilità, assoluta assenza di pregiudizi e censure morali.</span> L’Hecyra <span style="color:#999999;">(<em>La Suocera</em>) tra l’altro è incentrata sulla storia di uno stupro e sugli equivoci che si creano, attorno alla maternità indesiderata della ragazza violentata. </span><br />
<span style="color:#999999;">Cosa c’entri la citazione di Terenzio con i deliri del “santo”, lo sa solo la mente disturbata di Tommaso che, con poco, dimostra di non capire un beato cazzo di quanto va leggiucchiando di nascosto nella biblioteca del monastero!</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><em>“SACCHI DI LETAME”</em></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">&#8220;Se gli uomini vedessero quel che è sotto la pelle, così come si dice che possa vedere la lince di Beozia, rabbrividirebbero alla vista delle donne. Tutta quella grazia consiste di mucosità e di sangue, di umori e di bile. Se si pensa a ciò che si nasconde nelle narici, nella gola e nel ventre, non si troverà che lordume. E se ci ripugna di toccare il muco o lo sterco colla punta del dito, come mai potremmo desiderare di abbracciare il sacco stesso che contiene lo sterco?&#8221; <br />
 <span style="color:#ffcc99;">(Cit. in J. Huizinga, “<em>L’autunno del Medioevo</em>”. Firenze 1961)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Sono le cristiane parole che</span> <span style="color:#ffcc99;">Umberto Eco</span><span style="color:#999999;">, nel suo romanzo</span> “Il Nome della Rosa”<span style="color:#999999;">, mette in bocca al francescano <span style="text-decoration:underline;">Ubertino da Casale</span>, intento a spiegare l’essenza della bellezza al giovane novizio Adso.</span><br />
<span style="color:#999999;">Ma l’autore storico della raffinata considerazione pare sia stato</span> <span style="color:#ffcc99;">Oddone da Cluny </span><span style="color:#999999;">(vissuto tra l’880 ed il 942 d.C). L’illuminato abate francese verrà presto accontentato poiché, molto presto, dall’inesauribile denigrazione teorica della donna si passerà alla sistematica distruzione del corpo femminile, tramite mutilazione fisica. </span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-full wp-image-903" title="SCHIACCIASENI" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/schiacciaseni.jpg" alt="SCHIACCIASENI" width="239" height="250" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Allora, Oddone avrebbe potuto esibire con sicura soddisfazione “mucosità”, “sangue” e “umori” che tanto va declamando nei suoi sconcertanti vaneggiamenti&#8230;</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="alignright size-full wp-image-906" title="ROGO" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/rogo2.jpg" alt="ROGO" width="300" height="300" />A tanta circostanziata teoria, questi sant’uomini ed i loro allievi applicheranno anche molta pratica&#8230;<br />
La lotta contro il male incarnato (la donna), contro Satana ed i suoi servitori umani (ancora le donne. Ma pure omosessuali, eretici, anticonformisti e ‘devianti’), regalerà alle</span> “radici cristiane dell’Europa” <span style="color:#999999;">alcune delle sue pagine più &#8216;<em>calde</em>&#8216;, attraverso una santa alleanza tra potere secolare ed autorità ecclesiastica, per la gloria della Santa Chiesa.<br />
Ma questo richiederà una trattazione particolare, per una nuova puntata che non mancheremo di scrivere&#8230;<br />
Sono profonde queste radici. Penetrano la carne della Storia come cicatrici. E bruciano come sale.<br />
Anche se tutto è già scritto. E riassunto in un unico, grande, aforisma; una lezione di vita vissuta:</span></h3>
<h3 style="text-align:center;">“Una bestemmia vale più di mille libri di teologia”<br />
  <span style="color:#ffcc99;"> (Jacques Prevert)</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Lasciateci però constatare che c’è ancora del buonsenso in questa comunità europea, che rifiuta con fermezza l’iscrizione ad una specifica identità religiosa come tratto specifico della propria cultura fondativa.</span></h3>
<h5 style="text-align:right;"><a href="http://liberthalia.wordpress.com/"><span style="color:#800000;">Homepage</span></a></h5>
<h3> </h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[RADICI (I)]]></title>
<link>http://liberthalia.wordpress.com/2009/08/19/radici-i/</link>
<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 19:33:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sendivogius</dc:creator>
<guid>http://liberthalia.wordpress.com/2009/08/19/radici-i/</guid>
<description><![CDATA[ I papi eletti dalle fila dell’Inquisizione solitamente non portano fortuna alla Chiesa: all’intrans]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-884" title="Libera Nos a Malo" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/libera-nos-a-malo.jpg" alt="Libera Nos a Malo" width="450" height="393" /><span style="color:#888888;"> I papi eletti dalle fila dell’Inquisizione solitamente non portano fortuna alla Chiesa: all’intransigenza del teocrate sommano il dogmatismo teologico del custode dell’ortodossia, nell’illusione che gli antichi canoni della dottrina scolastica siano sufficienti ad imbrigliare una società in perenne movimento, fornendo risposte esaurienti per la complessità del mondo contemporaneo.<br />
Il pontefice-restauratore avverte la minaccia insita nel <span style="color:#ffcc99;">“disordine”</span> della <em>modernità</em>, che cozza con la visione ecumenica della tradizione cattolica, nell’ansia di salvaguardare l’alto Magistero dell’istituzione ecclesiastica&#8230;<br />
Relegata ai margini di una realtà sempre più secolarizzata, la Curia vaticana si sente assediata e quindi attacca. Tuttavia, svuotato il Santo Uffizio di ogni potere coercitivo, non può certo ricorrere alle funzioni repressive dell’apparato inquisitorio. E non potendo più fare affidamento sul sollecito intervento del <em>braccio secolare</em> indirizza le sue pressioni alla ‘Politica’ per imporre, tramite l’apporto del legislatore, quei valori religiosi e quelle prescrizioni dottrinali che non riesce più a trasmettere per convinzione nelle coscienze altrui. Si tratta di un laido mercimonio tra politicanti in cerca di legittimazione e la <span style="color:#ffcc99;">Chiesa dei No</span> che, con le sue censure tradotte in “Legge dello Stato”, pretende di limitare e condizionare le scelte dei singoli.<br />
In questo, <span style="color:#ffcc99;">papa Benedetto XVI</span> si muove con l’eleganza di un elefante, mentre la CEI lo supporta con la petulanza di una zanzara.<br />
Privo del <em>sex-appeal</em> mediatico che contraddistingueva il suo predecessore, <span style="color:#ffcc99;">Joseph Ratzinger</span> non dice cose diverse. Tuttavia, la sua incapacità comunicativa è imbarazzante.<br />
[Peggio di tutta l’opposizione parlamentare messa insieme!]<br />
Sarà la scarsa dimestichezza con la lingua italiana, il rigore teutonico, il cipiglio del vecchio cattedratico, ma le considerazioni ecumeniche di questo Benedetto papa si riducono ad una cascata di NO, in una tensione ideale da <em>ancient regime</em> ferma al Congresso di Vienna e contro il <span style="color:#ffcc99;">“bieco Illuminismo”</span>, giacché la situazione odierna è in tutto simile alla Francia rivoluzionaria del 1791 (<em>sic</em>!!!)</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">“</span>Se allora c&#8217;era la &#8216;dittatura del razionalismo&#8217;, all’epoca attuale si registra in molti ambienti una sorta di &#8216;dittatura del relativismo&#8217;. Entrambe appaiono risposte inadeguate alla giusta domanda dell’uomo di usare a pieno della propria ragione come elemento distintivo e costitutivo della propria identità. <span style="color:#999999;"><em>Il razionalismo fu inadeguato perché non tenne conto dei limiti umani e pretese di elevare la sola ragione a misura di tutte le cose, trasformandola in una dea;</em> </span>il relativismo contemporaneo mortifica la ragione, perché di fatto arriva ad affermare che l’essere umano non può conoscere nulla con certezza al di là del campo scientifico positivo.<em> </em><span style="color:#999999;"><em>Oggi però, come allora, l`uomo &#8216;mendicante di significato e compimento&#8217; va alla continua ricerca di risposte esaustive alle domande di fondo che non cessa di porsi.</em>&#8220;</span><br />
<span style="color:#ffcc99;">  [12 Agosto 2008]</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Benedetto XVI ammonisce, bolla, sanziona, e non si accorge che i toni apocalittici delle sue affermazioni si perdono in crociate anacronistiche che, superato lo sgomento iniziale di noi profani miscredenti, trascendono il ridicolo ben oltre i suoi confini naturali. La sua visione della società è così ristretta e talmente retriva, da sembrare ispirata direttamente al</span> Sillabo di Pio IX<span style="color:#999999;">, che papa Ratzinger reinterpreta (se possibile) in chiave ancora più restrittiva, attingendo abbondantemente alla tradizione patristica. E parliamo del III-V secolo d.C.</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">&#8220;</span>I lager nazisti, come ogni campo di sterminio, possono essere considerati simboli estremi del male, dell&#8217;inferno che si apre sulla terra, quando l&#8217;uomo dimentica Dio e a Lui si sostituisce <span style="color:#999999;"><em>usurpandogli il diritto di decidere che cosa è bene e che cosa è male, di dare la vita e la morte.</em></span> Purtroppo però questo triste fenomeno non è circoscritto ai lager. Essi sono piuttosto la punta culminante di una realtà ampia e diffusa, spesso dai confini sfuggenti. I santi<span style="color:#999999;"><em>, che abbiamo brevemente ricordato,</em></span> ci fanno riflettere sulle profonde divergenze che esistono tra l&#8217;umanesimo ateo e l&#8217;umanesimo cristiano; un&#8217;antitesi che attraversa tutta quanta la storia, ma che alla fine del secondo millennio, con il nichilismo contemporaneo, è giunta ad un punto cruciale, <span style="color:#999999;"><em>come grandi letterati e pensatori hanno percepito, e come gli avvenimenti hanno ampiamente dimostrato.</em></span> Da una parte, ci sono <span style="color:#999999;"><em>filosofie e ideologie, ma sempre più</em></span> anche modi di pensare e di agire, che esaltano la libertà quale unico principio dell&#8217;uomo, in alternativa a Dio, e in tal modo trasformano l&#8217;uomo in un dio, che fa dell&#8217;arbitrarietà il proprio sistema di comportamento. Dall&#8217;altra, abbiamo appunto i santi, che, praticando il Vangelo della carità, rendono ragione della loro speranza; <span style="color:#999999;"><em>essi mostrano il vero volto di Dio, che è Amore, e, al tempo stesso, il volto autentico dell&#8217;uomo, creato a immagine e somiglianza divina. Cari fratelli e sorelle, preghiamo la Vergine Maria, perché ci aiuti tutti &#8211; in primo luogo noi sacerdoti &#8211; ad essere santi come questi eroici testimoni della fede e della dedizione di sé sino al martirio.</em></span> E&#8217; questo l&#8217;unico modo per offrire alle istanze umane e spirituali, che suscita la crisi profonda del mondo contemporaneo, una risposta credibile ed esaustiva: quella della carità nella verità&#8221;<br />
  <span style="color:#ffcc99;">[9 Agosto 2008]</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Come la Democrazia, anche l’Umanesimo o è cristiano oppure non è.<br />
In pratica, Benedetto XVI scaglia l’anatema papale contro chiunque si ponga fuori dall’esperienza evangelica. Il laico, il non credente, l’agnostico, o più semplicemente il non cristiano, sono persone senza etica, prive di qualsiasi sistema valoriale e di riferimenti ideali. Sono anzi portatori di una negazione implicita dei valori cristiani: gli unici riconosciuti. Sono <em>animales</em> in quanto privi di una vera umanità. Indegni di qualunque considerazione sociale, in quanto irriducibili peccatori.<br />
 [Insomma stiamo parlando di eretici. E l’ex prefetto ‘per la Dottrina per la Fede’, già ‘Sant’Uffizio’, già ‘Santa Romana Inquisizione’, sa bene che trattamento veniva loro riservato... Forse rimpiange i tempi!]</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-885" title="Inquisitori domenicani interrogano eretico" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/inquisitori-domenicani-interrogano-eretico.jpg?w=250" alt="Inquisitori domenicani interrogano eretico" width="250" height="300" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"> </span><span style="color:#999999;">La loro presenza non è innocua, bensì contaminante per la comunità sana dei fedeli. Le loro scelte sono “arbitrarie”, “nichiliste”, addirittura corresponsabili dei campi di sterminio.<br />
 [Però, non eravamo ‘noi’ che indossavamo la divisa nazista quando gli ebrei venivano gasati nei lager. E la coscienza a posto, perché sulla fibbia del nostro cinturone campeggiava la scritta <em><span style="color:#c0c0c0;">Got mit uns</span></em>... nevvero caro Ratzinger?]</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-full wp-image-886" title="CARDI" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/cardi.jpg" alt="CARDI" width="450" height="324" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Pertanto, nella valutazione pontificale, l’<em>Umanesimo cristiano</em> ed il (non)<em>umanesimo ateo</em> sono irriducibilmente contrapposti e non conciliabili. Nel rigorismo di Benedetto XVI ciò implica un anelito allo scontro tra culture diverse che non è preoccupante, ma patologico nella sua negazione di ogni legittimazione o riconoscimento. Perciò, prima di ardere nella dannazione eterna, vediamo un po’ più da vicino i valori canonici che ispirano la <span style="color:#c0c0c0;">“<span style="text-decoration:underline;">carità nella Verità</span>”</span> della Rivelazione, ai quali tutti devono attenersi&#8230;<br />
L’analisi è forse macchinosa, ma non peregrina. E serve a sottolineare quanto sia in realtà dura e senza appello la condanna espressa da Benedetto XVI.<br />
Papa Ratzinger è soprattutto un teologo ed il richiamo ad <span style="color:#ffcc99;">Agostino di Ippona</span> (S.Agostino) appare evidente:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“Due amori hanno dunque fondato due città: l’amore di sé, portato fino al disprezzo di Dio, ha generato la città terrena; l’amore di Dio, portato fino al disprezzo di sé, ha generato la città celeste. La prima si gloria di se stessa, la seconda di Dio.”<br />
  <span style="color:#ffcc99;">(<em>De Civitate Dei</em>, XIV, 28)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">La scelta di S.Agostino non è casuale ed esaspera ulteriormente la condanna del cosiddetto “umanesimo ateo” (con tutte le sue implicazioni nichiliste, materialiste, relativiste, individualiste e libertarie) in quanto riconducibili addirittura al</span> peccato originale <span style="color:#999999;">in tutta la sua gravità primordiale.</span><br />
<span style="color:#999999;">Per Agostino, il peccato originale si configura infatti come</span> <em>concupiscentia cum reatu</em><span style="color:#999999;">, ovvero la colpevole predisposizione d’animo (per eccesso di “libero arbitrio”) verso l’attaccamento alle cose terrene (<em>concupiscenza</em>). Predisposizione, e scelta, ulteriormente aggravata dal fatto che questa comporta un allontanamento dall’elemento divino e un allentamento volontario (<em>con reato</em>) del vincolo di sottomissione a Dio, che si vede scavalcato dall’amore per i beni terreni e le cose di questo mondo. In pratica è un violazione della “giustizia originaria” che lega l’umanità al Dio cristiano, secondo l’antico Patto.</span><br />
<span style="color:#999999;">Il concetto viene ripreso da</span> <span style="color:#999999;"><span style="color:#ffcc99;">Tommaso d’Aquino </span>e meglio circostanziato nel suo “<em>Compendio di Teologia</em>”:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">&#8220;La giustizia originale consiste nella sottomissione dell’uomo a Dio e nella sottomissione delle creature inferiori all’uomo&#8221;<br />
  <span style="color:#ffcc99;">(<em>Comp. Theol. </em> I, c. 187)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Da tale violazione scaturisce il peccato originale, che coinvolge l’uomo nella sua interezza fisica e spirituale in tutta la sua irredimibile gravità:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“La malizia del peccato originale consiste nella rivolta dell’uomo a Dio, nella ambizione di somigliare a Lui, nella folle pretesa di essere sufficiente a sé stesso, quindi nel rifiuto del suo primato, del suo amore, della sua amicizia. Ed ecco la &#8220;rottura&#8221; come posizione antitetica alla precedente: alla subordinazione della volontà umana a Dio, succede l’insubordinazione, alla quale nell’uomo segue la rivolta delle facoltà inferiori; quindi, la concupiscenza quale impulso disordinato ai beni creati”<br />
 <span style="color:#ffcc99;">(Battista Mondin. “Dizionario Enciclopedico del Pensiero di S.Tommaso d’Aquino”. ESD, Bologna 2000)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Di conseguenza, il peccato originale è:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">  “Una disposizione disordinata derivante dal turbamento di quell’armonia che costituiva la giustizia originale <span style="color:#999999;">(<em>est quaedam inordinata dispositio proveniens ex dissolutione harmoniae in qua consistebat ratio originalis justitiae</em>)&#8221; (I-II, q. 82, a.1).</span> S. Tommaso si affretta però a precisare che non si tratta di una semplice privazione bensì di una disposizione (<em>habitus</em>) corrotta, la quale comporta oltre alla privazione della giustizia originale anche un grave disordine nell’anima. <span style="color:#999999;">Da un altro punto di vista, avvalendosi delle categorie aristoteliche, Tommaso può dire che elemento formale del peccato originale è la perdita della giustizia originale mentre il disordine delle facoltà, in particolare la concupiscenza, rappresenta l’elemento materiale.</span> &#8220;Tutto l’ordine della giustizia originale si doveva al fatto che la volontà umana era sottomessa a Dio. <span style="color:#999999;">Sottomissione che consisteva principalmente nella volontà, che ha il compito di muovere tutte le altre facoltà verso il fine.</span> Perciò la volontà con la sua avversione a Dio, ha portato il disordine in tutte le altre cose. Ecco quindi che la privazione della giustizia originale che assicurava la sottomissione della volontà a Dio,<span style="color:#999999;"> è la parte formale del peccato originale; mentre tutto il disordine delle altre facoltà ne è come l’elemento materiale. Quest’ultimo</span> disordine consiste soprattutto nel fatto che queste facoltà si volgano disordinatamente ai beni transitori: e tale disordine con nome generico si chiama concupiscenza. Perciò il peccato originate materialmente è la concupiscenza; formalmente è la mancanza (<em>defectus</em>) della giustizia originale&#8221;<span style="color:#999999;"> (Comp. Theol. I-II, q. 82, a. 3)</span><br />
(&#8230;) L’essenza del peccato originale non viene fatta consistere nella violazione di qualche legge particolare o nella soddisfazione di qualche piacere della carne, ma in un atteggiamento di fondo dell’uomo di fronte a Dio, un atteggiamento di indipendenza, di autonomia, di &#8220;volontà di potenza&#8221;: una &#8220;volontà disordinata&#8221; (<em>disordinata voluntas</em>) che avanza la pretesa di costruirsi un progetto di umanità (e quindi di felicità e di salvezza) senza Dio, anzi, contro il suo volere. Gli effetti nefasti del peccato originale sconvolgono tutto l’ordine dell’universo: causano una lacerazione interiore della persona nei suoi rapporti con Dio, una lacerazione psichica nei rapporti tra facoltà sensitive e facoltà intellettive, e causano inoltre una lacerazione esteriore dei rapporti col prossimo e con il mondo della natura.<br />
  <span style="color:#ffcc99;">(B.Mondin. <em>Diz. Encicl</em>.)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">A quanto pare, col pontefice condividiamo almeno le stesse letture&#8230; Questo sì che è preoccupante!<br />
Come si può dedurre, non esistono vie alternative al pensiero cristiano ed al sistema di valori che ne scaturisce. In virtù di ciò -lo ribadiamo- le prescrizioni pontificie non sono dirette solo alla comunità dei fedeli, ma hanno <span style="color:#ffcc99;">valore universale</span> anche per chi non crede o cristiano non è.<br />
Cosa non accettabile.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><em>&#8220;<span style="text-decoration:underline;">SEX &#38; THE CHURCH</span>&#8220;<br />
</em><span style="color:#999999;"><img class="alignleft size-full wp-image-888" title="POPE 3" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/pope-31.jpg" alt="POPE 3" width="170" height="237" /> Ma come si trasmette ‘sto <em>peccato originale</em>?!?<br />
Domanda retorica perché tanto sempre là si va a parare, secondo una fissazione ossessiva che è tutta cristiana.<br />
Il peccato originale, come le malattie veneree, si propaga per trasmissione sessuale. Veicolo di contagio è (naturalmente) il <span style="color:#ffcc99;">SESSO</span>.<br />
Una fissazione, quella per il sesso, che sembra costituire l’unica preoccupazione costante della Chiesa cattolica, e soprattutto della sua Curia, in quanto perennemente al centro dell’azione pastorale. Ciò comporta l’ennesima infornata di divieti da imporre a credenti e non, grazie al solerte intervento parlamentare che codifica le proibizioni ecclesiastiche per legge.<br />
[Però mandiamo l’esercito tra i monti dell’Afghanistan a combattere i <em>taliban </em>taaaanto integralisti]</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">I Padri della Chiesa, i santi dell’apostolato cattolico, aborrono la sessualità in ogni sua espressione. Ne sono inorriditi ed al contempo terrorizzati.<br />
</span>L’atto sessuale <span style="color:#999999;">nella sua esecrabile impurità è:</span><br />
<span style="color:#999999;">“<em>disgustoso</em>” (Agostino)<br />
“<em>impuro e degradante</em>” (Arnobio)<br />
“<em>indecente</em>” (Metodio)<br />
“<em>sudicio</em>” (Gerolamo)<br />
“<em>vergognoso</em>” (Tertulliano)<br />
“<em>una profanazione</em>” (Ambrogio)<br />
Coerentemente, ne parlano in continuazione con insana morbosità.<br />
Perché di sesso (forse) ne fanno poco, in compenso lo cercano dappertutto.<br />
Il sesso costituisce un’immonda contaminazione. Soprattutto, costituisce un’irresistibile tentazione alla quale è difficilissimo sottrarsi. E questo la dice lunga sulle reali inclinazione e la continenza di certi devoti credenti. Il problema è che questi santi uomini, non paghi di salvare le proprie anime, pretendono di ‘salvare’ dalla perdizione del peccato l’umanità intera.<br />
Per <span style="color:#ffcc99;">Agostino da Ippona</span> (che però in gioventù s’era dato da fare eccome!) la finalità degli organi sessuali è unicamente procreativa. <span style="text-decoration:underline;">La riproduzione deve avvenire senza provare alcun piacere, come atto razionale e scevro da ogni passionalità</span>.<br />
Se si gode si pecca. E dunque non se ne viene proprio fuori.<br />
In tale ottica, per paradosso, si arriva a giustificare addirittura l’incesto se finalizzato ad assicurare una discendenza, <span style="color:#c0c0c0;">ricorrendo al racconto biblico delle figlie di Lot</span>. A circostanziare meglio la teoria ci pensa Origene (<em>Genesim Homiliae</em>. 4), uno che di procreazione se ne intende!<br />
<span style="color:#ffcc99;">Origene Adamazio</span>, che pure era un pensatore raffinatissimo e non certo un idiota, a modo suo risolse il problema alla radice&#8230; Ansioso di assicurarsi la salvazione, il filosofo interpretò in senso un po’ troppo letterale un passo del <span style="color:#ffcc99;">Vangelo di Matteo</span>:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“Vi sono eunuchi che nacquero così dal seno della madre, e vi sono eunuchi i quali furono resi tali dagli uomini, e vi sono eunuchi che si resero tali da sé per il Regno dei Cieli. Chi può comprendere comprenda”.<br />
  <span style="color:#c0c0c0;">(Matteo. 19,12)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Origene, più che comprendere, fraintese (malissimo) e procedette&#8230; <em>Zac</em>!!!<br />
Nella fretta, il grande esegeta alessandrino si era alleggerito dal fardello del sesso [nel senso più stretto del termine] prima di completare la sua traduzione della Bibbia. Altrimenti, avrebbe potuto leggere per tempo che:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“Non entrerà nella congregazione del Signore colui che abbia schiacciati i testicoli o amputato il membro virile”<br />
  <span style="color:#ffcc99;">(<em>Deuteronomio</em>. 23,2)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Immaginatevi la faccia del povero Origene&#8230;!</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-full wp-image-889" title="!!!SURPRISE!!!" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/surprise.jpg" alt="!!!SURPRISE!!!" width="256" height="256" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Superato il fervore delle origini, le cose non migliorano in età medioevale.<br />
Agli inizi del XIII° secolo, <span style="color:#ffcc99;">Uguccione da Pisa</span>, vescovo di Ferrara, ribadisce nuovamente il vecchio concetto patristico in materia sessuale, “<em>sottolineando a più riprese che il piacere non può mai essere senza peccato: soltanto chi non sente nulla non pecca</em>”.<br />
La lettura di Uguccione è particolarmente illuminante, oltre che spassosissima. Il religioso è fermamente intenzionato a stabilire con precisione cronometrica l’esatto istante in cui il solito peccato originale viene trasmesso al nascituro. Con la scusa di coglierne l’attimo, Uguccione si addentra in una esplorazione quasi ginecologica dell’amplesso e delle deviazioni peccaminose degne di condanna. La sua prosa fornisce una descrizione completa della <em>coniunctio ad copulam&#8230; emissio spermatica&#8230;</em> reprimendo pratiche come <em>adducere in anum&#8230; semen in ore&#8230; coitus interruptus&#8230;.</em><br />
E certo una simile lettura doveva costituire per i chierici dell&#8217;epoca l&#8217;equivalente della pornografia.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-890" title="GIOVINCELLI" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/giovincelli.jpg?w=300" alt="GIOVINCELLI" width="300" height="157" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Si può perciò constatare che la negazione delle libertà individuali passa attraverso la negazione delle libera sessualità e l’annullamento di ogni piacere, obnubilati da un martellante complesso di colpa, nella mortificazione di sé stessi. A tutto ciò si aggiunge un reiterato <span style="color:#ffcc99;">disprezzo per la donna</span>, quale strumento del peccato e veicolo di contagio.</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"> “L’influsso della Chiesa sui costumi sessuali fu enorme. Altre società occidentali avevano espresso la loro condanna con vari gradi di severità, per l’adulterio (perseguito quasi sempre), la contraccezione (raramente), l’aborto (qualche volta), l’omossessualità (qualche volta) &#8230;la bestialità (in alcuni casi) e la masturbazione (mai perseguita). La Chiesa proibì tutte queste pratiche. Le altre società si erano arrischiate a prescrivere o a suggerire un’idonea frequenza al rapporto coniugale (&#8230;) La Chiesa dal canto suo aveva stabilito la totale assenza di rapporti, salvo l’intenzione di concepimento”.<br />
  <span style="color:#ffcc99;">(Reay Tannahill. “<em>Storia dei costumi sessuali</em>”. Rizzoli, Milano 1985)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Pertanto, la società cristiana risultava fondata:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“Su un’insana combinazione di vergogna, timore, ed estasi spirituale (&#8230;) Il peccato era giunto a giocare nella morale cristiana un ruolo più importante della stessa redenzione. E di tutti i peccati contemplati da questa morale, nessuno fu perseguito così intensamente come i peccati sessuali.<br />
(&#8230;) Per una sorta di misteriosa alchimia, la purezza sessuale arrivò a neutralizzare gli altri peccati, così persino l’oppressione morale e la barbarie, che divennero una caratteristica della Chiesa cattolica nel tardo medioevo e nell’età rinascimentale, non vennero più considerati peccati, in confronto alle accuse di sesso e di eresia.”<br />
  <span style="color:#ffcc99;">(Reay Tannahill. “<em>Storia dei costumi sessuali</em>”. Rizzoli, Milano 1985)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-full wp-image-891" title="00 - Nicolaj Bessanov" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/00-nicolaj-bessanov.jpg" alt="00 - Nicolaj Bessanov" width="450" height="335" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Ciò che la Chiesa ha edificato è una religione necrofila fondata sulla “Cultura del Peccato”, ossessionata dall’idea del trapasso, che geme nel culto della morte e nel disprezzo per le gioie della vita. Sostenitrice ad oltranza di un supposto ‘Diritto Naturale’ è in realtà un organismo innaturale con comportamenti ai limiti della devianza: una gerontocrazia assolutista di ottuagenari misogini e sessuofobici, che parla di cose che non conosce minimamente&#8230;<br />
Discettano su Famiglia ed educazione dei figli, loro che vi hanno rinunciato a priori con l’istituzione del celibato.<br />
Concionano senza tregua sulla sessualità, alla quale guardano col disprezzo dell’invidia, loro che hanno rinunciato a praticarla per voto di castità.<br />
Predicano la povertà e accumulano denari all’infinito&#8230; Tuonano contro i “disordini sessuali”, loro che hanno fatto della pedofilia più di un sospetto&#8230; E una volta scoperti pensano che tutto possa concludersi, dicendo “<em>Scusa</em>”.</span></h3>
<h5 style="text-align:right;"><span style="color:#999999;"><a href="http://liberthalia.wordpress.com/"> HOMEPAGE</a></span></h5>
<h5 style="text-align:right;"></h5>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Chiesa delle Libertà]]></title>
<link>http://liberthalia.wordpress.com/2009/08/10/la-chiesa-delle-liberta/</link>
<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 23:31:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sendivogius</dc:creator>
<guid>http://liberthalia.wordpress.com/2009/08/10/la-chiesa-delle-liberta/</guid>
<description><![CDATA[“La Chiesa, i peni e le vagine”  «La Chiesa non può che essere reazionaria; la Chiesa non può che es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-880" title="FUNGAIA" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/fungaia.jpg" alt="FUNGAIA" width="449" height="256" /><br />
“<em>La Chiesa, i peni e le vagine</em>”</h2>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"> «La Chiesa non può che essere reazionaria; la Chiesa non può che essere dalla parte del Potere; la Chiesa non può che accettare le regole autoritarie e formali della convivenza; la Chiesa non può che approvare le società gerarchiche in cui la classe dominante garantisca l&#8217;ordine; la Chiesa non può che detestare ogni forma di pensiero anche timidamente libero; la Chiesa non può che essere contraria a qualsiasi innovazione anti-repressiva (ciò non significa che non possa accettare forme, programmate dall&#8217;alto, di tolleranza: praticata, in realtà, da secoli, a-ideologicamente, secondo i dettami di una &#8220;Carità&#8221; dissociata &#8211; ripeto, a-ideologicamente &#8211; dalla Fede); la Chiesa non può che agire completamente al di fuori dell&#8217;insegnamento del Vangelo; la Chiesa non può che prendere decisioni pratiche riferendosi solo formalmente al nome di Dio, e qualche volta magari dimenticandosi di farlo; la Chiesa non può che imporre verbalmente la Speranza, perché la sua esperienza dei fatti umani le impedisce di nutrire alcuna specie di speranza; la Chiesa non può che considerare eternamente valido e paradigmatico il suo concordato col fascismo.»</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;">(Pier Paolo Pasolini – 1° Marzo 1974)</span></h3>
<h4 style="text-align:right;"><span style="color:#800000;"><a href="http://liberthalia.wordpress.com/">Homepage</a></span></h4>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[HIROSHIMA 1945]]></title>
<link>http://liberthalia.wordpress.com/2009/08/06/hiroshima-1945/</link>
<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 23:56:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sendivogius</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alle ore 8,16 del 6 Agosto 1945  gli abitanti di Hiroshima poterono apprezzare sulla propria pelle u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-873" title="Hiroshima" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/hiroshima.jpg" alt="Hiroshima" width="450" height="195" /></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;">Alle ore 8,16 del 6 Agosto 1945  </span><span style="color:#999999;">gli abitanti di</span> Hiroshima <span style="color:#999999;">poterono apprezzare sulla propria pelle una dimostrazione pratica  di  cosa significhi per gli USA il rispetto dei diritti umani, la salvaguardia della popolazione civile non belligerante, considerazione della vita altrui, e la fondamentale differenza che intercorre tra i crimini di guerra e le garanzie di uno Stato dai solidi principi ‘morali’. Compresero anche cosa volesse dire appartenere ad una razza diversa dai WASP e quale considerazione fosse loro riservata. Fu insegnato loro cosa volesse dire la pietà, il senso del limite, e &#8220;proporzioni dell&#8217;offesa&#8221;. Con largo anticipo sui tempi sperimentarono la prima forma di “<em>esportazione della democrazia</em>”.<br />
130.000 giapponesi bruciarono troppo in fretta per capire l’importanza dell’atto, ma altre 280.000 lo compresero negli anni successivi mentre si spegnevano in una lenta agonia radioattiva.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-full wp-image-874" title="Nagasaki" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/nagasaki.jpg" alt="Nagasaki" width="450" height="358" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Il brillante esperimento venne ripetuto</span> <span style="color:#ffcc99;">il 9 Agosto</span> <span style="color:#999999;">sugli abitanti di</span> Nagasaki<span style="color:#999999;">. In 80.000 furono consumati dal fuoco democratico degli statunitensi, in un corale inno alla <em>Libertà</em>.</span><br />
<span style="color:#999999;">A tutt’oggi, gli Stati Uniti sono l’unica nazione che abbia mai usato un ordigno nucleare nel più grande atto di terrorismo che il mondo ricordi. Se i morti non sono americani, allora si possono uccidere milioni di innocenti. L’importante è che sia una “Grande Democrazia” a farlo. Solo così un massacro è accettabile.</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>Neppur con la vista subimmo mai l&#8217;oltraggio della dominazione straniera. Sino ad oggi, questo nostro oscuro viver nell&#8217;estreme zone della terra e della libertà ci ha protetti. Ora, anche questo ultimo recesso è aperto; e come tutto ciò ch&#8217;è ignoto, lo s&#8217;immagina pieno di meraviglie. Al di là, non più alcun popolo, non altro che flutti e scogli, e, peggior male, i Romani, la cui prepotenza invano vorresti placare con l&#8217;umile sommissione. Predoni del mondo intero, dopo che  tutto devastarono, e altre terre da devastare non hanno, anche il mare vanno ora frugando. Avidi contro il nemico ricco, contro il povero superbi; non saziati dall&#8217;Oriente, non dall&#8217;Occidente; soli fra tutti a gettarsi con pari accanimento sull&#8217;opulenza e sulla povertà. Rubare, massacrare, rapire, hanno da essi il falso nome di Impero; dove fanno deserto, dicono pace.</em>”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">  <span style="color:#999999;">(</span><span style="color:#ffcc99;">Tacito. <em>Agricola</em>, 30 </span><span style="color:#999999;">– trad. Giussani)</span></h3>
<h5 style="text-align:right;"><span style="color:#ff6600;"><a href="http://liberthalia.wordpress.com/"><span style="color:#ff6600;">Homepage</span></a></span></h5>
<p style="text-align:justify;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SANTI SUBITO!]]></title>
<link>http://liberthalia.wordpress.com/2009/08/05/santi-subito/</link>
<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 15:15:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sendivogius</dc:creator>
<guid>http://liberthalia.wordpress.com/2009/08/05/santi-subito/</guid>
<description><![CDATA[Si fanno le coccole. Rilasciano interviste. Partecipano a dibattiti e presentazioni. Firmano autogra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-859" title="01 - Fioravanti Mambro" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/01-fioravanti-mambro.jpg" alt="01 - Fioravanti Mambro" width="450" height="296" /><br />
<span style="color:#888888;">Si fanno le coccole. Rilasciano interviste. Partecipano a dibattiti e presentazioni. Firmano autografi. Sono gli <em>special guest</em> ai meeting di <span style="color:#ffcc99;">“Comunione e Liberazione”</span> dove narrano tra applausi scroscianti un’esemplare esperienza di vita: fulgido esempio morale di coppia modello, regolarmente sposata come vuole Santa Romana Chiesa. Come tutte le <em>superstars</em> che si rispettino, godono di un nutrito seguito di fan ed estimatori&#8230; Sono le iconcine sacre che adornano la sacrestia dei sacerdoti di “Legge &#38; Ordine”. Sono le figurine pregiate nell’album-ricordi per i fanatici della “Tolleranza Zero”; di quelli che vorrebbero un ‘uomo in divisa’ ad ogni angolo, in nome della “sicurezza”.<br />
Sono <span style="color:#ffcc99;">Giuseppe Valerio Fioravanti</span> e <span style="color:#ffcc99;">Francesca Mambro</span>.<br />
<em>Giusva</em> &#38; <em>Francy</em> (possiamo chiamarvi così, vero?!?) da sempre pericolosamente insieme. TVTB. Kiss-kiss! Bang-bang! Gli eroi neri dello spontaneismo eversivo, la coppia assassina dello stragismo indiscriminato, insieme al loro amichetto di sangue: <span style="color:#ffcc99;">Luigi Ciavardini</span>.<br />
Finalmente liberi, redenti nell’impunità, un sicuro ruolo da protagonisti nell’Italia fascistizzata dal ventennio berlusconiano, restituita al trionfo delle celebrazioni littorie, e una predisposizione per l’omicidio di massa. Roba che manco Donato Bilancia!</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><img class="aligncenter size-full wp-image-860" title="02" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/02.jpg" alt="02" width="400" height="286" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Piuttosto che tracciare una breve storia dei <span style="color:#ffcc99;">NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari)</span>, abbozzando una biografia degli sciagurati protagonisti (avremo tempo e modo per fare entrambe le cose), preferiamo ricordare a chi se ne fosse dimenticato il profilo criminale di alcuni dei suoi massimi esponenti, tralasciando le loro responsabilità nel massacro bolognese&#8230; Esiste infatti un vasto movimento trasversale, teso a sottolineare le incongruenze e l’estraneità della Banda Fioravanti nell’attentato alla Stazione Centrale di Bologna. Comunque, alle interviste auto-assolutorie di Giusva Fioravanti, noi preferiamo la più complessa lettura delle carte processuali che hanno determinato la condanna.<br />
Ad onor del vero, i NAR non costituiscono una struttura organizzativa ben definita. Sono piuttosto una sigla ideata dalla ‘Banda Fioravanti’, un movimento liquido nel quale transitano i ventenni del cosiddetto “spontaneismo armato”, provenienti dalla galassia dell’estrema destra fascista. Più che un marchio di fabbrica, si tratta di un vessillo identitario da usare in una specie di <em>franchising</em> ideologico.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-861" title="03 - Giusva" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/03-giusva.jpg" alt="03 - Giusva" width="109" height="106" /> Cominciamo dunque dal tenero “Giusva”, il ragazzino prodigio che dalla tranquilla provincia trentina (è nato a Rovereto, il 28 Marzo 1958) si trasferisce nelle grande città, Roma, dove subisce i traumi e le incredibili privazioni di una vita difficile in contesti degradati. Infatti, vive nel quartiere borghese di Monteverde. Il padre, Mario Fioravanti, lavora in RAI e le opportunità non mancano&#8230; Giusva si può permettere vacanze studio in USA. E la scuola privata, il “<em>Monsignor Tozzi</em>”, dove conosce altri figli di papà come lui, coi quali andrà in giro ad ammazzare la gente, quando non frequenta le sezioni del MSI. <img class="alignright size-full wp-image-862" title="02 - Grazie Nonna" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/02-grazie-nonna.jpg" alt="02 - Grazie Nonna" width="268" height="450" /> Di Giusva vogliamo ricordare i precoci esordi cinematografici: è il bimbo giudizioso della <span style="color:#ffcc99;">“Famiglia Benvenuti”</span>. Maliziosamente trasgressivo in <span style="color:#ffcc99;">“Grazie Nonna”</span>: indimenticabile capolavoro della commedia sexy all’italiana.<br />
Un’adolescenza serena, fatta di risse e pestaggi con i ‘compagni’; danneggiamenti vari; qualche furtarello; un po’ di ricettazione; possesso illegale di armi da fuoco&#8230;</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">28-02-1976: tentato omicidio.<br />
15-12-1976: tentato omicidio; violazione disposizioni sul controllo delle armi.<br />
23-12-1976: violazione della normativa su armi, munizioni, aggressivi chimici e congegni micidiali.<br />
30-12- 1976: ricettazione continuata.<br />
09-01-1977: tentato omicidio; violazione delle disposizioni sul controllo delle armi.<br />
08-02-1977: detenzione illegale di armi e munizioni; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.<br />
25-05-1977: detenzione illegale di armi e munizioni.<br />
30-12-1977: detenzione illegale di armi e munizioni; danneggiamento.<br />
31-12-1977: porto illegale di armi continuato.<br />
04-01-1978: porto illegale di armi continuato.</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Niente di grave.<br />
Con la consapevolezza della maggior età, Fioravanti affina i suoi <em>hobbies</em>&#8230;</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">28 febbraio 1978. Roma. <span style="color:#999999;">Un Giusva non ancora ventenne è in libera uscita insieme al fratellino Cristiano ed agli amici con la macchina di mammà. Stanno perlustrando il <span style="color:#ffcc99;">quartiere Don Bosco-Cinecittà</span>, zona rossa, in cerca di qualche compagno da castigare. Seduti su una panchina a P.za Don Bosco, notano due ragazzi coi capelli lunghi che chiacchierano fumando una sigaretta. Un segno inconfondibile. Fioravanti scende dall’auto, si dirige verso il gruppetto e fa fuoco: <span style="color:#ffcc99;">Roberto Scialabba</span>, operaio elettricista di 24 anni, cade a terra ferito. Fioravanti gli sale sopra, si mette a cavalcioni, e lo finisce con un colpo alla testa. Poi, si gira verso una ragazza che sta fuggendo urlando e le spara senza colpirla. Anni dopo, il buon Giusva rivelerà che ciò che lo aveva più impressionato al suo primo omicidio era stata l’espressione di assoluto stupore delle sue vittime. Insomma, lui era sceso in guerra e questi non sapevano nemmeno di essere in trincea!</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">Marzo 1978. <span style="color:#999999;">Sempre a Roma, giustamente indignato dai film pornografici di Pasolini, partecipa all’assalto dei missini contro il cinema <em>Rouge et Noir</em> dove si proietta <span style="color:#c0c0c0;">“Salò o le 120 giornate di Sodomia”</span>. Nel frattempo, lascia l’Università di Perugia e trova il tempo di arruolarsi nell’Esercito. Cadetto nella scuola ufficiali di Cesano, il giovane Fioravanti vuole diventare (manco a dirlo) parà della Folgore. <span style="color:#ffcc99;">Adesso vuole che lo si chiami “tenente”</span>. È così ligio e disciplinato alla vita militare che lo sbattono in caserma punitiva, nelle campagne di Pordenone. Ma Giusva non si perde d’animo&#8230;</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">08-05-1978: abbandono di posto da parte di un militare di guardia.<br />
09-05-1978: furto militare continuato.</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">In pratica si è fregato un centinaio di bombe a mano mod. SRCM dalla polveriera di Spilimbergo, mentre era di guardia. Concedendosi qualche giretto col la campagnola di servizio. <span style="text-decoration:underline;">Di conseguenza, il</span> <span style="color:#ffcc99;">14-06-1979</span>, <span style="text-decoration:underline;">il Tribunale militare di Padova lo condannerà ad 8 mesi di reclusione, per furto di veicolo e abbandono del posto di guardia</span>.<br />
Il resto del 1978 invece Fioravanti lo trascorre in maniera relativamente tranquilla:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">03-07-1978: rapina; porto illegale di armi.<br />
24-11-1978: rapina.<br />
26-12-1978: rapina; violenza privata; violazione di domicilio; detenzione illegale di armi e munizioni.</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">1979, Anno nuovo, vita nuova! Anche Giusva festeggia a modo suo…</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">9 gennaio 1979. Roma. <span style="color:#999999;">Fioravanti ed altre tre persone assaltano la sede romana di <span style="color:#ffcc99;">&#8220;Radio Città Futura&#8221;</span> dove è in corso una trasmissione gestita da un gruppo femminista. I terroristi, dal volto travisato, fanno stendere le donne presenti sul pavimento e danno fuoco ai locali. L’incendio divampa e le ragazze, terrorizzate, tentano di fuggire. Sono raggiunte da colpi di mitra e pistola. Quattro rimangono ferite, di cui due gravemente.<br />
L’idea originale era colpire l’emittente degli autonomi, <span style="color:#c0c0c0;">“Radio Onda Rossa”</span>. Opzione scartata per l’evidente impermeabilità del quartiere S.Lorenzo ai fascisti.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">16-06-1979. Roma, Quartiere Esquilino.<br />
<span style="color:#999999;">Fioravanti guida l’assalto alla locale sezione del PCI. All’interno si stanno svolgendo due assemblee congiunte: di quartiere e dei ferrovieri. Sono presenti più di 50 persone. La squadra terrorista lancia due bombe a mano SRCM, poi scarica alla cieca un caricatore di revolver. <span style="color:#ffcc99;">Si contano 25 feriti</span>. Per puro caso non ci sono morti. Siamo al primo tentativo di strage e Fioravanti si arrabbia <span style="color:#c0c0c0;">“perché non c’è scappato il morto”</span>, come testimonia Dario Pedretti, componente del Commando. Che Fioravanti fosse colui che ha guidato il gruppo di fuoco  è accertato dalle testimonianze dei feriti e degli altri partecipanti all’azione, e da una sentenza passata in giudicato. Ciononostante, Fioravanti ha sempre negato questo suo pesante precedente stragista.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Per il resto, bisogna pur mangiare e l’intraprendente Giusva pensa al finanziamento ed al reperimento delle armi. In armeria naturalmente, con regolare rapina.</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">19-06-1979: ricettazione continuata.<br />
27-11-1979: rapina (Chase Manhattan Bank); detenzione illegale di armi e munizioni; ricettazione.<br />
05-12-1979: ricettazione continuata; violazione delle norme sulle armi, munizioni, aggressivi chimici e congegni micidiali.<br />
11-12-1979: rapina; ricettazione; detenzione illegale di armi e munizioni.<br />
07-03-1980: rapina; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.<br />
30-03-1980: rapina; detenzione illegale di armi e munizioni; porto illegale di armi; lesioni personali; ricettazione.<br />
Aprile 1980: violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">17 dicembre 1979. Roma. <span style="color:#999999;">Fioravanti e la sua banda vogliono uccidere l’avvocato <span style="color:#ffcc99;">Giorgio Arcangeli</span>, ritenuto responsabile della cattura di <span style="color:#ffcc99;">Pierluigi Concutelli</span>. Il “Comandante Lillo” è <span style="color:#ffcc99;">un altro psicopatico pluriomicida</span>, un ‘<em>duro e puro</em>’ di provenienza ordinovista e tra gli ispiratori di Ordine Nero.<br />
Il problema è che Fioravanti non conosce l’avv. Arcangeli. Non lo ha mai visto prima!<br />
L’agguato viene teso sotto lo studio del legale, ma a perdere la vita è un inconsapevole geometra di 24 anni, <span style="color:#ffcc99;">Antonio Leandri</span>, vittima di uno scambio di persona e colpevole di essersi voltato al grido &#8220;<em>avvocato!</em>&#8221; lanciato da Fioravanti. A sparare addosso al geometra è uno dei complici di Fioravanti, ma a finire Leandri ci pensa Giusva <em>il misericordioso</em>.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">6 febbraio 1980. Roma. <span style="color:#999999;"><span style="color:#ffcc99;">Maurizio Arnesano ha 19 anni</span>. È appena entrato in Polizia e presta servizio come agente di guardia al consolato libanese, in V. Settembrini.<br />
Alla banda Fioravanti serve un mitra. Di pistole e fucili ormai ne hanno razziati parecchi, ma un mitragliatore manca alla collezione. L’M12 del poliziotto andrà benissimo.<br />
Fioravanti parcheggia il motorino con cui è arrivato, punta la pistola contro Arnesano e gli intima di consegnargli la mitraglietta. Il ragazzo in uniforme esita, accenna una reazione, e Fioravanti gli pianta 3 pallottole nel braccio. Così ferito, per Arnesano è impossibile rispondere al fuoco. Il ragazzo, col mitra ancora a tracolla, corre verso l’ingresso del consolato per cercare aiuto e rifugio. <span style="color:#ffcc99;">Fioravanti gli spara altri 4 proiettili nella schiena</span>, poi con calma si avvicina, prende l’M12, e se ne va. Giusva ha il suo giocattolo nuovo. Più tardi, a chi gli rinfaccia la vigliaccheria dell’omicidio Arnesano, un uomo ferito e colpito alla schiena, dichiarerà: <span style="color:#ffcc99;">“Non sparare alle spalle è un lusso”</span>.</span><br />
 <br />
30 marzo 1980. Padova. <span style="color:#999999;">Evidentemente un solo M12 non basta e quindi ci si organizza. Un commando dei NAR assalta il distretto militare di Via Cesarotti a Padova. Un sergente viene ferito e vengono rubati 4 mitragliatori M.C, 5 fucili a ripetizione, pistole e proiettili. Sul muro della caserma, prima di andarsene, <span style="color:#ffcc99;">Francesca Mambro</span> firma la rapina con la sigla BR per depistare le indagini.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">28 maggio 1980. Roma. Quartiere Salario-Trieste, feudo nero di <span style="text-decoration:underline;">Terza Posizione</span>.<br />
<span style="color:#999999;"><img class="alignright size-full wp-image-863" title="04 - Franco Evangelista" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/04-franco-evangelista.jpg" alt="04 - Franco Evangelista" width="180" height="244" />Una spedizione dei NAR, alla quale partecipano <span style="color:#ffcc99;">Luigi Ciavardini</span>, Fioravanti e la <span style="color:#ffcc99;">Mambro</span>, decide di dare una ‘lezione’ alla Polizia e attacca la pattuglia di vigilanza che staziona davanti al Liceo classico “<em>Giulio Cesare</em>”. L’obiettivo era quello di disarmare i tre agenti e di schiaffeggiarli, per “ridicolizzare la militarizzazione del territorio”. La sortita però non riesce perché i poliziotti si accorgono della presenza dei terroristi e cercarono di reagire, ma gli aggressori aprono il fuoco </span><span style="color:#999999;">per primi Nell’assalto muore l&#8217;appuntato </span><span style="color:#ffcc99;">Francesco Evangelista (detto &#8220;Serpico&#8221;)</span> <span style="color:#999999;">che viene crivellato con sette colpi di pistola, mentre il suo collega</span> <span style="color:#c0c0c0;">Giuseppe Manfreda</span> <span style="color:#999999;">rimane ferito. “Serpico” è una sorta di istituzione nella polizia romana. È un agente pluridecorato, assai rispettato per la sua professionalità ed esperienza. La morte di Evangelista provoca una reazione furiosa della Polizia che reagisce in modo inconsulto. Per l’omicidio, viene arrestato <span style="color:#ffcc99;">Nanni De Angelis</span>, una giovane promessa del rugby, militante di Terza Posizione e totalmente estraneo alla vicenda. Il ragazzo verrà ritrovato impiccato in carcere con evidenti segni di violenze e percosse. A salvare dal pestaggio Ciavardini, arrestato con De Angelis, ci penserà invece il fratello che è ufficiale di Polizia, lasciando invece l&#8217;altro ragazzo fermato a fare da capro espiatorio. </span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">23 giugno 1980. Roma. <span style="color:#999999;">A Viale Jonio, a cavallo dei quartieri Montesacro e Valmelaina-Tufello, viene assassinato a colpi di pistola il <span style="text-decoration:underline;">sostituto procuratore <span style="color:#ffcc99;">Mario Amato</span></span>, 36 anni. L’esecutore materiale dell’omicidio è <span style="color:#ffcc99;">Gilberto Cavallini</span>, ma l’assassinio è stato pianificato da Fioravanti e <span style="color:#ffcc99;">Mambro</span>. Il giudice Amato è l’unico magistrato ad occuparsi di eversione nera, dopo aver ereditato per competenza i fascicoli di indagine del pm <span style="color:#ffcc99;">Vittorio Occorsio</span>, <span style="color:#c0c0c0;"><span style="text-decoration:underline;">a sua volta ammazzato a raffiche di mitra il</span> <span style="color:#ffcc99;">10 Luglio 1976 </span><span style="text-decoration:underline;">da Pierluigi Concutelli</span></span>.<br />
Il sostituto procuratore Amato, conduce da un paio di anni le principali inchieste sul terrorismo di destra, <span style="color:#ffcc99;">in assoluto isolamento</span>. Osteggiato dai colleghi, Amato viene denigrato dal suo diretto superiore, il <span style="color:#ffcc99;">giudice istruttore <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ffffff;">Antonio Alibrandi</span></span></span><span style="color:#ffcc99;">, futuro deputato missino, che lo accusa di “dare la caccia ai fantasmi”.</span> <span style="color:#ffcc99;">Fioravanti non conosce il volto del procuratore Amato, pertanto va in tribunale e se lo fa indicare da Alessandro, uno dei killer più spietati dei NAR nonché figlio del giudice Alibrandi. <img class="aligncenter size-medium wp-image-864" title="05 Omicidio Amato" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/05-omicidio-amato.jpg?w=300" alt="05 Omicidio Amato" width="300" height="214" /></span>Mario Amato viene assassinato mentre aspetta l’autobus per andare a lavoro. Aveva inutilmente richiesto una protezione, o quantomeno un’autoblindata, che gli fu sempre negata.<br />
Amato aveva annunciato sviluppi clamorosi nella sua indagine, prossime «<em>alla visione di una verità d’assieme, coinvolgente responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori degli atti criminosi</em>». E infatti…</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">2 agosto 1980. Bologna. <span style="color:#999999;">Strage alla stazione centrale.</span> <span style="color:#999999;">È un’ecatombe.</span> <a href="http://liberthalia.wordpress.com/2009/08/02/la-bomba-di-stato/" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">[Vedi post precedente]</span></a> <span style="color:#999999;">Fioravanti e camerati hanno sempre respinto con forza ogni addebito, negando recisamente la loro partecipazione alla strage.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-full wp-image-865" title="06 - Strage di Bologna" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/06-strage-di-bologna.jpg" alt="06 - Strage di Bologna" width="365" height="258" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">9 settembre 1980. Roma. <span style="color:#999999;">Nella pineta di Castelfusano viene ucciso <span style="color:#ffcc99;">Francesco “Ciccio” Mangiameli</span>, docente liceale di lettere, e soprattutto dirigente di <span style="color:#ffcc99;">Terza Posizione</span> per la Sicilia. TP è un movimento di estrema destra collaterale ai NAR coi quali si scambiano militanti e supporti logistici. I rapporti sono ibridi, di amore ed odio. Terza Posizione è stata fondata dall’<em>intellettuale</em> Gabriele Adinolfi, <span style="color:#ffcc99;">Giuseppe Dimitri</span> (consigliere recentemente scomparso dell’attuale sindaco di Roma, Gianni Alemanno) e <span style="color:#ffcc99;">Roberto Fiore</span>. All’omicidio Mangiamenli partecipano <span style="color:#ffcc99;">Francesca Mambro</span>, <span style="text-decoration:underline;">Giusva Fioravanti col fratello Cristiano</span>, <span style="color:#ffcc99;">Soderini</span> e <span style="color:#ffcc99;">Vale</span>.  Il corpo  viene zavorrato e gettato in un laghetto a Tor de’ Cenci. I motivi dell’assassinio non sono mai stati davvero chiariti e le cause della morte di Mangiameli restano oscure.<br />
Allo sventurato “Ciccio” i suoi carnefici rinfacciano di essere un ‘<em>infame</em>’, un informatore della Polizia (a sparare è Cristiano Fioravanti, il più grande &#8216;paraculato&#8217; della banda e uno che di <em>infamate</em> se ne intende parecchio,<em> </em>visto che che per ottenere l&#8217;impunità attribuirà al fratello i delitti più assurdi).  Soprattutto, gli assassini ritengono che Mangiameli si sia fregato i soldi della cassa dei NAR. Denaro che doveva servire per l’evasione di Concutelli. I soldi però non escono fuori e Giusva è furioso. Sospetta che nel furto della cassa sia coinvolto anche Fiore… O almeno così si maligna secondo alcune indiscrezioni… <span style="color:#ffcc99;">Ma nei confronti di Roberto Fiore è stato spiccato un mandato di cattura per reati associativi e associazione sovversiva, nell’ambito della strage alla stazione di Bologna.</span> E il dirigente di TP si è dato alla fuga. Dalla sua latitanza londinese, Fiore creerà un piccolo impero finanziario, con non si sa bene quale capitale. Al suo rientro in Italia, dopo la prescrizione dei reati, fonderà <span style="color:#ffcc99;">Forza Nuova</span>.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">5 febbraio 1981. Padova. <span style="color:#999999;"><span style="color:#ffcc99;">Francesca Mambro e Fioravanti</span> devono recuperare delle armi nascoste nel canale Bacchiglione, ma vengono notati da una pattuglia dei Carabinieri che si ferma per controllare. Fioravanti finge di arrendersi, mentre la Mambro resta nascosta dietro l’auto pronta ad aprire il fuoco. Nella sparatoria muoiono i carabinieri: <span style="color:#ffcc99;">Enea Codotto</span>, 25 anni e <span style="color:#ffcc99;">Luigi Maronese</span>, 23 anni. Dagli atti del processo è emerso che durante l’imboscata Fioravanti ha fatto finta di arrendersi. Poi ha gridato alla Mambro, nascosta dietro un’auto, «Spara! Spara!».<br />
Ferito alle gambe, Fioravanti verrà arrestato la notte stessa.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">Giuseppe Valerio Fioravanti, detto Giusva, è stato condannato a 8 ergastoli, ai quali si aggiungono altri 134 anni e 8 mesi di reclusione. <span style="color:#999999;">La mancata corrispondenza tra numero di ergastoli e numero di omicidi è dovuta all’applicazione del vincolo della continuazione.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">ergastolo per l’omicidio di Roberto Scialabba (28 febbraio 1978)<br />
ergastolo per l’omicidio di Antonio Leandri (17 dicembre 1979)<br />
ergastolo per l’omicidio di Maurizio Arnesano (6 febbraio 1980)<br />
ergastolo per l’omicidio di Franco Evangelista (28 maggio 1980)<br />
ergastolo per l’omicidio di Mario Amato (23 giugno 1980)<br />
ergastolo per la strage alla Stazione di Bologna (2 agosto 1980)<br />
ergastolo per l’omicidio di Francesco Mangiameli (9 settembre 1980)<br />
ergastolo per l’omicidio di Enea Codotto e Luigi Maronese (5 febbraio 1981)</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Fioravanti ha inoltre accumulato altri 134 anni e 8 mesi di reclusione per reati quali: <span style="color:#999999;">furto e rapina (una ventina), violazione di domicilio, sequestro di persona, detenzione illegale di armi, detenzione di stupefacenti, ricettazione, violenza privata, falso, associazione a delinquere, lesioni personali, tentata evasione, banda armata, danneggiamento, tentato omicidio (28 febbraio 1976, 15 dicembre 1976, 9 gennaio 1977, 28 febbraio 1978, 6 marzo 1978), incendio, sostituzione di persona, strage, calunnia, attentato per finalità terroristiche e di eversione.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;">Dal 2 agosto 2009</span> (XIX° anniversario della strage di Bologna) <span style="color:#ffcc99;">è tornato ad essere un uomo libero nella pienezza dei propri diritti.</span> <span style="color:#999999;">La riabilitazione del condannato, anche all’ergastolo, è prevista dall’articolo 179 del codice penale. Il 15 aprile 2004, Fioravanti ha ottenuto dal Tribunale di sorveglianza la libertà condizionale perché ha tenuto «un comportamento tale da fare ritenere sicuro il suo ravvedimento» e, come prevede l’articolo 176 del codice penale, ha potuto lasciare il carcere. Dopo cinque anni di libertà vigilata, ha ottenuto la riabilitazione che «estingue le pene accessorie e ogni altro effetto penale della condanna».<br />
La pena è estinta. Certezze del diritto.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-full wp-image-866" title="07 - Padova 1981" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/07-padova-1981.jpg" alt="07 - Padova 1981" width="400" height="291" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Ogni Clyde ha la sua Bonnie.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-868" title="08 - mambro" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/08-mambro.jpg" alt="08 - mambro" width="70" height="110" /> Compagna inseparabile di Giusva è</span> FRANCESCA MAMBRO.<br />
<span style="color:#999999;">Praticamente coetanei, con un anno di differenza. Con Fioravanti la Mambro condivide tutto, moralmente e materialmente, comprese le azioni criminose dove però agisce come ‘staffetta’ o come <em>riserva</em>, pronta al fuoco di copertura ove sia necessario.<br />
Insieme percorrono le tappe sanguinose di una discesa agli Inferi, dalla quale si può risalire&#8230; </span><span style="color:#ffcc99;">Estinzione della pena: 2013.</span><br />
<span style="color:#999999;">Riportiamo alcune azioni terroristiche imputate alla Mambro (molte delle quali compiute insieme a Fioravanti) e per le quali è stata condannata.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">7 marzo 1979. Roma. <span style="color:#999999;">A modo suo, Francesca decide di festeggiare la “festa della donna” in anticipo sulla data. Con un gruppo di estremiste di destra, lascia una rudimentale bomba davanti alle finestre del Circolo culturale femminista nel quartiere Prati, a Roma. A pochi metri di distanza, Valerio Fioravanti ed altri estremisti armati, restano a copertura, pronti eventualmente ad intervenire.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">28 maggio 1980. Roma. <span style="color:#999999;">Partecipa all&#8217;attentato davanti al liceo <em>Giulio Cesare</em> dove fu ucciso l&#8217;appuntato di polizia Francesco Evangelista e ferito l’agente Giuseppe Manfreda.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">23 giugno 1980. Roma. <span style="color:#999999;">Complicità nell’omicidio del sostituto procuratore Mario Amato.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">2 agosto 1980. Strage di Bologna. <span style="color:#999999;">Per la quale si proclama innocente.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">9 settembre 1980. Ostia. <span style="color:#999999;">Omicidio Mangiameli.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">5 febbraio 1981. Padova. <span style="color:#999999;">L’assassinio dei due Carabinieri, che comportò però l’arresto di Fioravanti.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">In una spirale omicida sempre più vorticosa, non mancano gli episodi di cannibalizzazione all’interno della stessa banda, fino alle ultime drammatiche azioni criminali.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">31 luglio 1981. <span style="color:#999999;">Partecipazione all’uccisione di</span> Giuseppe De Luca<span style="color:#999999;">, estremista di destra.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">30 settembre 1981. <span style="color:#999999;">Partecipazione all’assassinio di <span style="color:#ffcc99;">Marco Pizzari</span></span><span style="color:#999999;">, sospettato di delazione dal gruppo.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">21 ottobre 1981. Roma. Quartiere Ostiense. <span style="color:#999999;">L’omicidio più brutale.</span> <span style="text-decoration:underline;">Francesco Straullu</span> <span style="color:#999999;">è un giovane capitano di Polizia. Ha 26 anni ed è un funzionario con fama di duro. Soprattutto è un investigatore serio e preparato, che nell’ambito della <span style="color:#ffcc99;">DIGOS</span> romana coordina con successo le indagini sui gruppi dell’eversione nera. Di conseguenza, negli ambienti neofascisti il brillante capitano è oggetto di un odio feroce:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>Voci nell’ambiente lo accusano di torture fisiche e prepotenze sugli arrestati e abusi sessuali sulle donne: probabilmente finirà per pagare il rapporto con Laura Lauricella, l’ex donna di Egidio Giuliani, un altro capobanda detenuto e irriducibile. Lei invece si è ‘pentita’ e si aggrappa al capitano che ne gestisce il rapporto con la giustizia. Li vedono qualche volta insieme e il tam-tam dell’ambiente li fa subito diventare amanti</em>”  <br />
<span style="color:#ffcc99;">(Ugo Maria Tassinari. “Fascisteria”. Castelvecchi, Roma 2001)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">All’agguato contro il capitano partecipano</span> Alessandro Alibrandi, Gilberto Cavallini, e Francesca Mambro. <span style="color:#999999;">I terroristi credono che Straullu si muova con l’autoblindata e si armano di conseguenza. In realtà, il cap. Straullu e l’agente <span style="color:#ffcc99;">Ciriaco Di Roma </span>viaggiano su una normale vettura di servizio. Alibrandi usa un M1 Garand, pesante ma micidiale: un fucile da guerra calibro 7,62 caricato con pallottole traccianti. </span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-867" title="09 - STRAULLU - DI ROMA" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/09-straullu-di-roma.jpg?w=300" alt="09 - STRAULLU - DI ROMA" width="300" height="234" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">I due poliziotti vengo investiti da una devastante pioggia di proiettili che ne maciulla letteralmente i corpi, tanto che <span style="color:#ffcc99;">&#8220;</span><span style="color:#ffcc99;">Cavallini deve rinunciare a trapassare il cadavere del capitano con una lancia <em>nativo-americana</em>, simbolo di vendetta.&#8221;</span><br />
Francesco Straullu viene decapitato da una fucilata sparata a bruciapelo. L’efferatezza del crimine è racchiusa nelle parole del medico legale: «La morte di Straullu è stata causata dallo sfracellamento del capo e del massiccio facciale con spappolamento dell’encefalo; quella dell’agente Di Roma per la ferita a carico del capo con frattura del cranio e lesioni al cervello».</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">5 marzo 1982. Roma. Quartiere Aurelio. <span style="color:#999999;">I <em>desperados</em> della banda Fioravanti rapinano un’agenzia della BNL. <img class="alignright size-full wp-image-869" title="10 - Alessandro Caravillani" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/10-alessandro-caravillani.jpg" alt="10 - Alessandro Caravillani" width="196" height="243" />Intercettati da una volante della Polizia, i terroristi si mettono a sparare tra i passanti. Muore lo studente <span style="color:#ffcc99;">Alessandro Caravillani</span>, ucciso mentre andava a scuola.<br />
Nella sparatoria rimane ferita anche la Mambro che verrà finalmente arrestata e nel Febbraio del 1985 sposerà in carcere Giusva Fioravanti. Dall’unione è nata una bambina.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;">Francesca Mambo è stata condannata a 6 ergastoli:</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">ergastolo per l’omicidio di Franco Evangelista (28 maggio 1980)<br />
ergastolo per l’omicidio di Mario Amato (23 giugno 1980)<br />
ergastolo per la strage alla Stazione di Bologna (2 agosto 1980)<br />
ergastolo per l’omicidio di Francesco Mangiameli (9 settembre 1980)<br />
ergastolo per l’omicidio di Enea Codotto e Luigi Maronese (5 febbraio 1981)<br />
ergastolo per l’omicidio di Giuseppe De Luca (31 luglio 1981)<br />
ergastolo per l’omicidio di Mambroarco Pizzari (30 settembre 1981)<br />
ergastolo per l’omicidio di Francesco Straullu e Ciriaco di Roma (21 ottobre 1981)<br />
ergastolo per l’omicidio di Alessandro Caravillani (5 marzo 1982)<br />
 <br />
<span style="color:#ffcc99;">Agli ergastoli si aggiungono ulteriori 84 anni e 8 mesi di reclusione</span> <span style="color:#999999;">per reati quali: furto e rapina (una ventina in tutto), detenzione illegale di armi, violazione di domicilio, sequestro di persona, ricettazione, falso, associazione sovversiva, violenza privata, resistenza e oltraggio, attentato per finalità terroristiche, occultamento di atti, danneggiamento, contraffazione impronte.<br />
Ha scontato in carcere circa 26 anni, 16 dei quali in detenzione permanente più circa 10 in regime di semilibertà. Nel 2013 Francesca Mambro tornerà ad essere una donna libera con la completa estinzione della pena ed il pieno reintegro dei diritti.<br />
Per quella data, Mambro e Fioravanti, se lo vorranno, potranno anche aspirare ad una possibile candidatura alle prossime elezioni politiche, che siamo certi non mancherà&#8230;</span><br />
<span style="color:#999999;">Né lei né il marito hanno mai mostrato una vera presa di distanza dalle loro azioni delittuose, né hanno mai intrapreso alcuna forma di dissociazione.</span> <span style="color:#ffcc99;">Meno che mai hanno corrisposto una qualche forma di risarcimento dei danni alle vittime.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">L’Italia è davvero uno strano paese.</span></h3>
<h4 style="text-align:right;"><span style="color:#ff0000;"><a href="http://liberthalia.wordpress.com/"><span style="color:#ff0000;">Homepage</span></a></span></h4>
<p><span style="color:#ff0000;"> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quand la hasbara néo-makhzénienne s'appuie sur un hoax grossier]]></title>
<link>http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/2009/08/03/quand-la-hasbara-neo-makhzenienne-sappuie-sur-un-hoax-grossier/</link>
<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 18:52:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>ibnkafka</dc:creator>
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<description><![CDATA[Les tenants de la censure au Maroc font feu de tout bois ces derniers jours, de la déchéance de nati]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/files/2009/08/hoax.jpg"><img src="http://ibnkafkasobiterdicta.wordpress.com/files/2009/08/hoax.jpg" alt="hoax" title="hoax" width="267" height="400" class="alignnone size-full wp-image-3074" /></a><br />
Les tenants de la censure au Maroc font feu de tout bois ces derniers jours, de la déchéance de nationalité à l&#8217;excommunion en passant par les mille et une astuces de la <a href="http://www.vacarme.org/article274.html">rhétorique réactionnaire</a> (il faudra y revenir, notamment sur l&#8217;imprécation sociale risible à l&#8217;encontre des critiques de la censure, trop aisés/éduqués/francophones/étrangers pour être légitimes, comme <a href="http://www.newleftreview.org/?view=2534">John Kerry en 2004</a>). Le plus cocasse est de voir des tenants de la dénonciation du complot ourdi par l&#8217;étranger &#8211; la liste des suspects va de l&#8217;Algérie à la France (ennemie farouche du Maroc et de son régime comme chacun sait) &#8211; citer à l&#8217;appui de leur discours excommunicateur &#8211; le premier ministre français, François Fillon (si l&#8217;on comprend bien ce qui leur tient lieu de logique, penser la même chose qu&#8217;un Français c&#8217;est pas bien si cette pensée diffère de la leur, mais ça a valeur d&#8217;argument décisif si cette pensée est identique à la leur):</p>
<blockquote><p>“Notre langue officielle est le français; pas l’Espagnol, le Libanais, l’Arabe, le Chinois, le Japonais, ou n’importe quelle autre langue. Par conséquent, si vous désirez faire partie de notre société, apprenez-en la langue ! La plupart des Francais croient en Dieu. Il ne s’agit pas d’obligation chrétienne, d’influence de la droite ou de pression politique, mais c’est un fait, parce que des hommes et des femmes ont fondé cette nation sur des principes chrétiens, et cela est officiellement enseigné. Il est parfaitement approprié de les afficher sur les murs de nos écoles. Si Dieu vous offense, je vous suggère alors d’envisager une autre partie du monde comme votre pays d’accueil, car Dieu fait partie de notre culture.’ &#62; ‘Nous accepterons vos croyances sans poser de question. Tout ce que nous vous demandons c’est d’accepter les nôtres, et de vivre en harmonie pacifiquement avec nous.’ &#62; ‘Ici c’est NOTRE PAYS, NOTRE TERRE, et NOTRE STYLE DE VIE. Et nous vous offrons l’opportunité de profiter de tout cela. Mais si vous en avez assez de vous plaindre, de vous en prendre à notre drapeau, notre engagement, nos croyances chrétiennes, ou de notre style de vie, je vous encourage fortement à profiter d’une autre grande liberté Francaise, ‘LE DROIT DE PARTIR..’ &#62;</p></blockquote>
<p>Je rappelle donc que ce discours est invoqué par des Marocain-e-s, souhaitant justifier vis-à-vis d&#8217;autres Marocain-e-s, la censure de Tel Quel et Nichane, ou dans certains cas se bornent à une condamnation qui vise moins le principe de la censure que les effets néfastes de celle-ci sur la réputation du régime et qui est alliée à une antipathie personnelle forte contre Ahmed Reda Benchemsi, le directeur de publication des deux hebdomadaires saisis. Ces Marocain-e-s qui invoquent ce discours le font parfois dans la même foulée d&#8217;imprécations lancées contre leurs contradicteurs, qui ont le malheur de dénoncer la censure, et qui sont dès lors accusés de ne pas être assez Marocain-e-s. </p>
<p>Ce n&#8217;est pas la première contradiction du discours des défenseurs de la censure, qu&#8217;on pourra qualifier de néo-makhzéniens pour les différencier des propagandistes d&#8217;Ancien régime comme Driss Basri ou Moulay Ahmed Alaoui. Parmi les autres contradictions, on notera qu&#8217;ils invoquent à l&#8217;encontre de compatriotes discutant d&#8217;un sujet de politique intérieure un prétendu discours d&#8217;un premier ministre français s&#8217;adressant à des étrangers, et plus particulièrement à des étrangers de confession musulmane, dans une tonalité qui n&#8217;est pas sans évoquer le &#8220;<em>La France, tu l&#8217;aimes ou tu la quittes</em>&#8221; cher à Le Pen &#8211; mais il ne faut pas s&#8217;attendre à trop de rigeur logique de la part de ceux qui s&#8217;appuient sur la censure pour faire taire leurs contradicteurs.</p>
<p>Mais le clou de cette histoire c&#8217;est bien évidemment que ce discours n&#8217;a jamais été tenu, du moins par François Fillon: pas besoin d&#8217;une équipe de police scientifique pour émettre des doutes sur l&#8217;authenticité de ce discours, qui semble avoir été écrit par une personne au front bas. Ainsi, le Libanais n&#8217;est pas une langue, la religion chrétienne n&#8217;est pas officiellement enseignée en France (hormis dans les départements concordataires d&#8217;Alsace-Moselle), et l&#8217;on voit mal un premier ministre français invoquer en 2007/2009 Dieu de la sorte &#8211; et je passe sur l&#8217;absence de source et de date donnés à ce discours. <a href="http://www.hoaxbuster.com/hoaxteam/forum_contributions.php?idForum=3152&#38;idMess=78461">On peut ainsi apprendre sur le site Hoaxbuster</a> que ce même discours a auparavant circulé sur le web en étant attribué à John Howard, l&#8217;ancien premier ministre australien, puis à un ministre québecois. D&#8217;ailleurs, l&#8217;intéressé lui-même <a href="http://www.blog-fillon.com/article-30932130.html">a formellement dénoncé, sur son blog et le 2 mai 2009, le hoax malveillant dont il a été la victime</a>:</p>
<blockquote><p><a href="http://www.blog-fillon.com/article-30932130.html">Je dénonce un &#8220;hoax&#8221; détestable relayé sur le net</a><br />
Depuis quelques semaines, la toile relaye des propos inacceptables sur les musulmans qui me sont attribués et qui se propagent sous forme de courrier électronique repris par plusieurs blogs. Je vous confirme qu&#8217;il s&#8217;agit d&#8217;un &#8220;hoax&#8221;, en français un canular, détestable, en  l&#8217;occurrence une fausse déclaration. Ce courrier circule en réalité dans le monde entier depuis plus d&#8217;un an et a déjà attribué ces propos à plusieurs dirigeants ou chefs de gouvernement  étrangers. J&#8217;invite les internautes qui seraient susceptibles de croiser ce canular à le dénoncer. Le web ne doit pas être l&#8217;espace  des mensonges et de la haine raciste. Ceux qui me connaissent savent que de tels propos sont aux antipodes de ce que je suis, de ce que je pense, de tout  mon engagement politique républicain e humaniste.</p>
<p>François Fillon</p></blockquote>
<p>Ceci n&#8217;est qu&#8217;un exemple de ce discours néo-makhzénien dans ce qu&#8217;il a de plus intolérant et xénophobe &#8211; une xénophobie sans étrangers puisque le débat contradictoire qui a lieu sur le web est quasi-exclusivement entre Marocain-e-s. Je conseille fortement aux chercheurs et enseignants en matière d&#8217;analyse du discours politique de répertorier les différents spécimens de rhétorique réactionnaire qui se déploient avec une certaine vigueur sur le web, il y a là une typologie à établir.</p>
<p>Hat-tip: Ayoub, qui m&#8217;a informé de ce hoax.</p>
<p><strong>Addendum:</strong> Merci à Fhamator et Karim pour <a href="http://74.53.192.83/?artid=26214">le lien vers l&#8217;éditorial de Rachid Nini d&#8217;Al Masae citant et prenant pour argent comptant ce hoax attribué à François Fillon</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Die Bild-Zeitung füllt ihr Sommerloch mit Kulturkampf um Schalke]]></title>
<link>http://weselpower.wordpress.com/2009/08/03/die-bild-zeitung-fullt-ihr-sommerloch-mit-kulturkampf-um-schalke/</link>
<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 14:59:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>weselpower</dc:creator>
<guid>http://weselpower.wordpress.com/2009/08/03/die-bild-zeitung-fullt-ihr-sommerloch-mit-kulturkampf-um-schalke/</guid>
<description><![CDATA[Vielen Dank an den Muslim-Markt, dass ich diesen Artikel hier veröffentlichen darf! Von Yavuz Özoguz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Vielen Dank an den <a href="http://www.muslim-markt.de/forum/messages/1004.htm">Muslim-Markt</a>, dass ich diesen Artikel hier veröffentlichen darf! </strong></p>
<p>Von Yavuz Özoguz am 03. August 2009 11:47:36:</p>
<p>Als Antwort auf: <a href="http://www.muslim-markt.de/forum/messages/994.htm">Verhöhnt Schalke 04 Prophet Muhammad?</a> von Yavuz Özoguz am 28. Juli 2009 15:00:45:</p>
<p>Die Bild-Zeitung füllt ihr Sommerloch mit Kulturkampf um Schalke<br />
Wie wir heute durch gleich mehrere Anrufe von Fernsehsendern erfahren haben, hat die Bild-Zeitung den Schalke-Artikel offenbar dazu missbraucht, den Kulturkampf einmal mehr anzuheizen. Die nutzen anscheinend jede “Gelegenheit“ dazu, Menschen gegeneinander aufzuhetzen in dem Stil von Schulhofrabauken, die sich um Prügelnde scharen, um „Hautse hautse, immer in die Schnauze“ zu rufen.</p>
<p>Der Muslim-Markt engagiert sich stets gegen den “Kulturkampf“. Daher ist es von Bedeutung zu erkennen, was der Hintergrund des Artikels war. Gleich mehrere eher &#8220;wahhabitisch&#8221; orientierte Gruppierungen, aber auch einige durchaus sachliche türkische und andere seriöse muslimische Gruppen aus Bochum und Umgebung haben jenes uralte Lied zu einer Riesenkampagne im Internet gestartet. Wie nicht anders zu erwarten wurde Schalke daraufhin mit Mails nur so überhäuft. Und es wäre noch viel mehr gewesen, hätte der Muslim-Markt nicht frühzeitig reagiert. </p>
<p>Der Muslim-Markt sitzt im Zentrum all dieser Aktivitäten. Wir bekommen solche Entwicklungen stets von erster Hand und sehr früh mit und reagieren! Unsere Methode, aus nunmehr immerhin 10 Jahren Erfahrung im Muslim-Markt solche falschen Kampagnen abzufangen, besteht darin, dass wir uns an die “Spitze“ solch einer Bewegung setzen und sie dann “umlenken“ helfen in eine für alle Beteiligten sinnvolle und nützliche Richtung. Andere wollten eine fürchterliche Hass-Kampagne starten, aber wir waren – Dank unserer vieler Sympathisanten, die uns rechtzeitig informieren – schneller! Und da wir zu den meistgelesenen muslimischen Seiten gehören, haben wir sowohl den Massen- als auch Zeitvorteil in diesem Fall genutzt und die Kampagne abgefedert. </p>
<p>Natürlich mussten wir auf die scheinbare Beleidigung eingehen. Denn viele der heute “Beleidigten“ waren 1963, als das Lied geschrieben wurde, noch gar nicht geboren. Damals waren es die Kumpel, die gemeinsam schwarz untertage arbeiteten, die Schalke-Fans waren; Christen und Muslime gemeinsam in einem Knochenjob! Man hat gemeinsam geduscht und gemeinsam gelebt! Fußball war noch nicht kapitalistisch durchorganisiert! Und vom 11. September wusste niemand etwas! Damals waren jene Passagen eine Verbrüderung von Muslim und Nichtmuslim unter dem Dach eines Vereins, der die Freizeit mitgestaltete. Und im damaligen Kontext waren jene Passagen des Liedes keine Beleidigung, sondern eine Verbrüderung! Heute aber, im Kontext der heutigen Zeit, können solche Passagen leicht missverstanden werden. Unser Anliegen war es, jene Energie des “Protestes“ in eine vernünftige Bahn zu lenken.</p>
<p>Was haben wir denn geschrieben? Erstens haben wir darauf aufmerksam gemacht, dass die Beleidigung Muhammads gar nicht so groß war (angesichts des Libuda-Beispiels). Zweitens haben wir die Energie, die jetzt viele Muslime durch jene Kampagne aufbauen werden, in einen einfachen höflichen Brief umgelenkt. Und drittens haben wir auch Schalke die Chance gegeben, sich mehr mit seinen Fans zu beschäftigen und solch unnötige und heute unsinnige Textteile problemlos zu entfernen, ohne dass es irgendwelche Probleme gibt. Denn schließlich singt sie ohnehin niemand, und außerdem kann ja Schalke nach über vier Jahrzehnten auch einmal ein neues Lied komponieren. Aber selbst wenn das alte Lied bleibt, ist es nicht weiter schlimm! Dass haben alle unsere Stammleser in unserem Text herausgelesen und entsprechend gab es hier auch keine Reaktionen im Forum! </p>
<p>Wer den Text bis zu Ende durchgelesen hat, wird festgestellt haben, dass die Kritik an Muslimen im Text viel schwerer wog, als an Schalke! Und den Teil haben jene verstanden, die die Kampagne gestartet haben, denn die lesen bei uns.</p>
<p>Es war unsere Absicht um Gottes Willen dazu beitragen zu können, unnötigen Ärger zu vermeiden in einer Atmosphäre, in der einige Hitzköpfe nur Ärger suchen. Bei Mitarbeitern der Bild-Zeitung sind aber ernsthafte Zweifel angebracht, ob sie jemals einen Text zu Ende lesen. Zugegebenermaßen haben wir auch das Sommerloch unterschätzt, dass solch ein Thema in die Bild-Zeitung manövriert und dann u.a. RTL uns zu einem Interview vor der Kamera bitten lässt. Wir haben das Interview abgelehnt, da wir wissen, wie so etwas zusammengeschnitten wird. In Kombination mit irgendeinem Politiker, der seinen Islamhass ausdrückt und einem “Islamexperten“ werden die Muslime nur verunglimpft. Dafür wollten wir nicht mithelfen!</p>
<p>Wer aber die Meinung des Muslim-Markt wissen will, kann sie hier lesen. Insofern sind wir dankbar für die kostenlose Werbung. Dass wir aber keinerlei Abneigung gegen Schalke wegen dem Lied haben, kann man allein daran ersehen, dass wir nie zu einem Boykott gegen Schalke aufgerufen haben! Unsere aktuelle Boykottliste steht im Internet und kann von jedem jederzeit überprüft werden. Und wir hätten auch nichts dagegen, dass Schalke Vizemeister wird, wenn der Vorstadtverein von Delmenhorst namens Werder Bremen Meister wird.</p>
<p>Bild-Zeitungslesern, die aufgrund des Bild-Artikels zu uns gefunden haben, empfehlen wir ihre wertvolle von Gott geschenkte Zeit nicht so schädlich zu nutzen für ein Blatt, dass offenbar jeden Konflikt lieber schüren als lindern, lieber vergrößern als verkleinern mag.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La bomba di Stato]]></title>
<link>http://liberthalia.wordpress.com/2009/08/02/la-bomba-di-stato/</link>
<pubDate>Sun, 02 Aug 2009 16:02:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sendivogius</dc:creator>
<guid>http://liberthalia.wordpress.com/2009/08/02/la-bomba-di-stato/</guid>
<description><![CDATA[Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato &#8220;golpe&#8221; (e che in real]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">Io so.<br />
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato &#8220;golpe&#8221; (e che in realtà è una serie di &#8220;golpe&#8221; istituitasi a sistema di protezione del potere).<br />
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.<br />
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.<br />
Io so i nomi del &#8220;vertice&#8221; che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di &#8220;golpe&#8221;, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli &#8220;ignoti&#8221; autori materiali delle stragi più recenti.<br />
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).<br />
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l&#8217;aiuto della Cia (e in second&#8217;ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il &#8216;68, e in seguito, sempre con l&#8217;aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del &#8220;referendum&#8221;.<br />
Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l&#8217;altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l&#8217;organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.<br />
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.<br />
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.<br />
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.<br />
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l&#8217;arbitrarietà, la follia e il mistero.</h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;">(Pier Paolo Pasolini – 14 Novembre 1974)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><span style="color:#ffffff;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-849" title="L'ora della strage" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/lora-della-strage.jpg?w=150" alt="L'ora della strage" width="150" height="147" />Bologna, 2 Agosto 1980.</span> Fa caldo alla Stazione Centrale, nonostante sia mattina, e la sala d’attesa è già piena: comitive di ragazzi; giovani coppie in partenza; anziani. C’è chi aspetta un amico e chi invece ha perso una coincidenza. Chi parte per la prima volta e chi, come la piccola Angela, si è affacciata da poco alla vita.<br />
<span style="color:#ffffff;">Ore 10,25.</span> Un lampo improvviso e Angela non esiste più. Il boato schiaccia i timpani e investe i presenti con una scarica di schegge, di vetri e detriti. L’onda d’urto è devastante. Risucchia i polmoni. Strappa gli arti. Si porta via i vestiti e la pelle. Sconquassa i corpi e li spazza lontano. Sui binari. Contro le carrozze del treno Ancona-Chiasso. La fiammata arriva subito e brucia la carne viva dei superstiti: un vento bollente che corrode le ferite fino alle ossa.<br />
Polvere. Macerie. Morte.</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><em>“È esplosa una caldaia!”</em></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Lo scrive in prima pagina ‘Il Resto del Carlino’. Lo dice la Polizia. Lo sostiene il <span style="color:#ffcc99;">Governo Cossiga</span>.<br />
Si scoprirà poi che ad esplodere è stata una valigia, appesantita con qualche chilo di <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ffcc99;">esplosivo di uso militare</span></span>. Per l’esattezza, si tratta di una miscela di RDX e TNT, esplosivo al plastico ad alto potenziale distruttivo: <span style="color:#ffcc99;">una carica di T4</span>, ulteriormente arricchita con nitroglicerina gelatinata ad effetto detonante. La valigetta è stata opportunamente collocata su di una mensolina portabagagli, a ridosso di un muro portante nell’ala ovest della stazione, per meglio aumentare l’impatto esplosivo. L’esplosione investe la biglietteria ed i locali della ristorazione ferroviaria. Provoca il crollo del tetto della sala d’attesa della II° e della I° classe, che collassa addosso ai viaggiatori senza fare distinzioni. I cadaveri sono così tanti che un autobus della linea 37 viene dirottato e adibito ad obitorio provvisorio. Le ambulanze non bastano e si usano i taxi. I feriti sono più di duecento. Molti sono piagati da ustioni gravissime. E molti di loro moriranno dopo il ricovero.<br />
Che si tratti di un attentato terroristico se ne renderà conto pure il Presidente della Repubblica, <span style="color:#ffcc99;">Sandro Pertini</span>, immediatamente giunto sul posto. ‘Basta guardare il cratere lasciato dalla detonazione’ gli fanno notare i primi soccorritori. Ma Cossiga ed i suoi ministri ancora tergiversano. Qualcosa&#8230; e soprattutto qualcuno&#8230; deve essere sfuggito al controllo&#8230;</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-850" title="Carlino" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/carlino.jpg?w=243" alt="Carlino" width="243" height="300" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Una lunga scia di sangue segna l’Italia dal 1969 al 1984. La strage di Bologna è sicuramente la più odiosa, ma è anche l’ennesimo tassello insanguinato di una strategia criminale, comunemente chiamata <span style="color:#ffcc99;">“Strategia della tensione”</span>, che gode di appoggi politici e coperture istituzionali inconfessabili. Alla sua origine vi è un <em>network</em> politico-militare, con finalità atlantiche ed obiettivi ideologici precisi, ulteriormente cementato dal collante massonico offerto dalla <span style="color:#ffcc99;">Loggia P-2</span>.<br />
Si tratta di un connubio incestuoso tra apparati dello Stato, ‘Servizi’ di <em>intelligence</em>, ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, criminalità organizzata ed eversione neo-fascista: </span></h3>
<ol>
<li>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">La Mafia è un potentato locale che dispone di un disciplinato apparato organizzativo su base regionale, sul quale fare affidamento, con interessata sinergia, nel controllo del territorio e dei ‘rossi’. Inoltre, le sue clientele elettorali possono condizionare le elezioni, influendo nettamente sulla formazione delle compagini di governo.</span></h3>
</li>
<li>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">L’eversione nera di matrice fascista costituisce un irrequieto vivaio di sicura fede anticomunista dal quale attingere ‘combattenti irregolari’ e ‘utili idioti’ a pronto uso per operazioni sporche sotto copertura.</span></h3>
</li>
</ol>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">È, nel suo complesso, un’articolata struttura di potere parallelo e con i suoi meccanismi di difesa, che non manca di far scattare le proprie maglie protettive nei confronti di mandanti ed esecutori, come nel caso bolognese. </span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><img class="aligncenter size-full wp-image-851" title="Stazione" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/stazione.jpg" alt="Stazione" width="400" height="262" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Nonostante tutto, la procura felsinea imbocca subito la pista dell’eversione nera, spiccando mandati di cattura per mezza <em>fascisteria</em> romana, vecchi ordinovisti in armi, e nuovi “guerrieri senza sonno”. </span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“L&#8217;intervento della Procura della Repubblica di Bologna fu tempestivo e l&#8217;approccio serio: gli investigatori misero subito a fuoco le protezione di cui il frastagliato mondo del terrorismo eversivo di destra aveva goduto e continuava a godere a Roma malgrado la città fosse stata sottoposta negli ultimi due anni ad una escalation di violenze e di attentati. Già alla fine di agosto comincia ad essere abbozzata una ipotesi accusatoria indirizzata anche verso ideatori e depistatori, ma il passaggio dell&#8217;inchiesta dalla Procura all&#8217;Ufficio Istruzione segna una sorta di inversione di tendenza: l&#8217;indagine comincia ad essere spezzettata. Viene inviata a Roma per competenza l&#8217;indagine sull&#8217;associazione eversiva. Si fanno più pesanti i depistaggi.”</h3>
</blockquote>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;">(Associazione familiari vittime della strage alla stazione di Bologna)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">In realtà, l’<em>iter</em> processuale fu contrassegnato da esiti altalenanti e non sempre lineari. Le indagini si rivelarono difficili e, soprattutto, furono caratterizzate da una sistematica opera di depistaggio messa in atto dai vertici del ‘servizio segreto’ militare. <span style="text-decoration:underline;">I sabotaggi del SISMI furono denunciati anche dai giudici Vito Zincani e Sergio Castaldo, nella sentenza istruttoria del 14 giugno 1986:</span></span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;">“L’accertamento della verità, opera di per sé sempre difficoltosa, è stato in questo processo ostacolato in ogni modo, poiché le menzogne, gli inquinamenti e le congiure di ogni genere hanno raggiunto un livello talmente elevato da costituire una costante.<br />
(…) L’opera di inquinamento delle indagini appare così imponente e sistematica da non consentire alcun dubbio sulle sue finalità: impedire con ogni mezzo l’accertamento della verità!<br />
(…) Soltanto l’esistenza di un legame di qualche natura tra gli autori della strage, benché autonomamente organizzata ed eseguita, rientrava in un comune progetto politico, la cui gestione richiedeva necessariamente che non fossero scoperti gli autori.”  </span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">LE DEVIAZIONI DEL SISMI<br />
NELLA STRAGE DI BOLOGNA<br />
<span style="color:#888888;"><img class="alignleft size-medium wp-image-852" title="Stragedibologna-1" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/stragedibologna-1.jpg?w=196" alt="Stragedibologna-1" width="196" height="300" /> Nel 1980, il servizio informazioni militare è diretto dal gen. <span style="color:#ffcc99;">Giuseppe Santovito</span> (affiliato alla P2 con tessera n° 1630). Il SISMI non ha mai brillato per fedeltà democratica e rispetto costituzionale, ma sotto la gestione Santovito, se possibile, degenera ulteriormente trasformandosi in</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“un centro di potere arbitrario ed occulto, comprendente più persone, alcune organicamente inserite nel Servizio ed altre esterne ad esso, ma tra loro unite dall’intesa programmatica di abusare del Servizio stesso per finalità proprie ed incompatibili con quelle istituzionali”<br />
<span style="color:#ffcc99;">(Roma, 29 Luglio 1985 – Sentenza della Quinta Corte d’Assise)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Il generale Santovito, in una lotta di potere intestina tutta interna al Sismi, per la bisogna fa affidamento su <span style="color:#ffcc99;">Pietro Musumeci</span>, un colonnello dei Carabinieri, proveniente dalla <span style="color:#ffffff;">Divisione “Pastrengo”</span> i cui ufficiali hanno solidi legami col neofascismo milanese. È proprio tra gli alti comandi della ‘Pastrengo’ che matura l’idea dello stupro punitivo ai danni di Franca Rame.<br />
Il col. Musumeci, che come molti suoi colleghi aderisce alla P2 (tessera 1604), soggetto ad un’inchiesta disciplinare per una cresta sulle forniture alimentari nella scuola sottufficiali di Velletri (RM), è il responsabile dell’Ufficio controllo e sicurezza del SISMI, ufficio con compiti di vigilanza interna ma autorizzato ad attività operative. Il gen. Santovito lo metterà anche a capo della sua segreteria particolare.</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“L’operato del gruppo di potere costituitosi all’interno del Sismi tra il 1978 ed il 1981 con a capo Santovito e Musumeci si differenzia da altri precedenti episodi di cosiddetta “deviazione” dei servizi segreti per la molteplicità delle attività esplicate. Nel 1962-1964 il generale De Lorenzo e il SIFAR predisposero principalmente un’attività di schedatura dei cittadini e di preparazione di un possibile colpo di Stato. Negli anni ’70 i dirigenti del SID esplicarono soprattutto azioni volte a proteggere eversori di destra e sospetti autori di stragi. Gli ufficiali che ne costituirono le strutture occulte nel 1978-1981 spaziarono dalla trattativa trilaterale con Brigate Rosse e camorra per la liberazione di Ciro Cirillo [esponente DC] al depistaggio dei giudici impegnati nella strage del 2 Agosto, al peculato, dalle macchinazioni nei confronti dei collaboratori del Capo dello Stato, alla diffusione di notizie calunniose attraverso la stampa da loro stessi finanziata. A somiglianza della P2 (della quale la struttura era per altro un’articolazione), il Supersismi svolgeva un amplissimo ventaglio di attività, tutte direttamente o indirettamente finalizzate a intervenire nella sfera politica, il che era con tutta evidenza incompatibile con le finalità d’istituto.”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;">(Giuseppe De Lutiis; “Storia dei Servizi Segreti in Italia”. Editori Riuniti, Roma 1993)</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Tra i collaboratori ‘esterni’, spicca il <em>faccendiere</em> <span style="color:#ffcc99;">Francesco Pazienza</span>, con solidi contatti nel mondo della finanza e ben inserito nel sottobosco democristiano. Pazienza è il <em>trait d’union</em> tra la P2 di Gelli coi servizi segreti italiani e statunitensi, ma possiede anche ottime referenze nel mondo arabo e, per tramite del <em>Venerabile</em>, controlla <span style="color:#ffffff;">Roberto Calvi </span>e con lui il <span style="color:#ffffff;">Banco Ambrosiano</span>, senza per questo tralasciare i rapporti con la mafia siciliana e i romani della Banda della Magliana.<br />
La “collaborazione” si traduce in pratica nella produzione di una serie di falsi documentali, informative pilotate, volte a stornare le indagini della magistratura. Musumeci, con l’aiuto del <span style="color:#ffcc99;">col. Belmonte</span>, cerca di accreditare una pista estera indirizzando le indagini su gruppi terroristici tedeschi e francesi. Il 10 gennaio 1981 il Sismi fa pervenire al Comando generale dei Carabinieri notizie riservate circa un presunto piano eversivo, che prevede attentati alle linee ferroviarie e attentati dinamitardi. Gli ispiratori del gruppo terroristico sarebbero i neo-nazisti <span style="color:#ffcc99;">Freda e Ventura</span>, con la collaborazione dei tedeschi del <span style="color:#ffcc99;">“Gruppo Hoffman”</span> e in collegamento con un latitante <span style="color:#ffcc99;">Stefano delle Chiaie</span>, a sua volta in combutta coi neofascisti francesi del <span style="color:#ffcc99;">FANE</span>. Secondo il rapporto messo in piedi da Musumeci e Belmonte, le cellule venete di Freda e Ventura provvederebbero alla logistica. A mettere le bombe ci penserebbe invece un gruppo di nazisti austraci che si spostano in camper per riparare oltre confine subito dopo gli attentati. Ad avvalorare la pista francese ci pensa <span style="color:#ffcc99;">Marco Affatigato</span>, un neofascista a libro paga del Sismi che, opportunamente imboccato, tira in ballo “er Caccola” e la FANE.<br />
Naturalmente servono le ‘prove’ del complotto estero. Al loro reperimento ci pensa Francesco Pazienza ed il colonnello Belmonte, che fanno posizionare su un treno fermo alla stazione di Bologna un borsone contenente armi, micce e lo stesso tipo di esplosivo usato nella strage, accompagnato con tanto di documenti d’identità (stranamente abbandonati) di due noti estremisti di destra: un francese ed un tedesco&#8230; </span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><img class="aligncenter size-full wp-image-853" title="Stazione 2" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/stazione-2.jpg" alt="Stazione 2" width="450" height="315" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Qui però ci fermiamo. Pensare di riassumere in poche righe più di <span style="text-decoration:underline;">mille pagine di atti processuali</span>, ripercorrere l’intera vicenda giudiziaria, con tutti gli sviluppi di un intreccio decennale, sarebbe solo opera di mera presunzione per un risultato mediocre. Parte della documentazione inerente la potete però  trovare <a href="http://www.stragi.it/" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">qui</span></a>: è il sito ufficiale dell&#8217;associazione.<br />
Molto resta ancora da scoprire, a partire dai possibili mandanti e gli ispiratori politici, compresa la vasta rete di coperture che ne hanno reso possibile l’operato e l’impunità.<br />
Il processo per strage appurò il coinvolgimento dei <span style="text-decoration:underline;">neofascisti dei NAR</span> e delinquenti della malavita comune, immersi nel torbido dello spionaggio. Meno lineari sono, forse, le responsabilità dei condannati. Le udienze si sono concluse con la condanna all’ergastolo dei “ragazzini terribili” della <span style="color:#ffcc99;">Banda Fioravanti</span>: un gruppo di psicopatici pluriomicidi.<br />
Naturalmente godono già tutti della semi-libertà.<br />
Soprattutto venne appurata:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“L&#8217;esistenza di una complessa strategia eversivo-terroristica dispiegatasi nel corso di più anni, della quale la strage di Bologna aveva costituito uno dei momenti più significativi, in un cinico piano di controllo del potere istituzionale, nel quale erano confluite tendenze eversive di segno anche diverso, tuttavia di ispirazione ideologica di destra.<br />
(…) Dopo la sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite del 12 febbraio 1992, la Corte di assise di Bologna con sentenza del 13 maggio 1994 ritenne responsabili della strage, quali autori materiali, Mambro e Fioravanti, e un personaggio indubbiamente minore, Sergio Picciafuoco, un delinquente comune collegato peraltro alla destra eversiva e sicuramente presente sul luogo della strage dove rimase ferito. Assolse invece dall&#8217;imputazione di strage un altro noto esponente della destra eversiva, Massimiliano Fachini; sanzionò le responsabilità per gli episodi di depistaggio che avevano inquinato le indagini due personaggi vicini ai servizi, Gelli e Pazienza, e due ufficiali del Sismi, Musumeci e Belmonte.”</h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;">(Commissione Stragi. Relazione Pellegrino, 2001)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Negli ultimi anni, non sono mancate ipotesi alternative e nuove teorie sulle possibili cause che ispirarono l’eccidio. Alcune genuinamente originali, altre subdolamente interessate.<br />
Invece, su certi tentativi di ‘riabilitare’ lo spontaneismo armato dell’estrema destra e lavare il loro “onore fascista” <em>ingiustamente</em> sporcato, non sprecheremo  una sola parola. Non meritano più commenti di quanti se ne possano fare davanti ad un secchio ripieno di merda.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">LE VITTIME<br />
<span style="color:#888888;">La strage della stazione di Bologna provocò <span style="color:#ffcc99;">85 morti ed oltre 200 feriti</span>, molti dei quali con lesioni permanenti.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Circa la metà delle vittime non aveva nemmeno compiuto 30 anni</span>.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;">Antonella Ceci, anni 19  <img class="alignright size-full wp-image-854" title="Lapide commemorativa" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/08/lapide-commemorativa.jpg" alt="Lapide commemorativa" width="450" height="675" /><br />
Angela Marino, anni 23<br />
Leo Luca Marino, anni 24<br />
Domenica Marino, anni 26<br />
Errica Frigerio In Diomede Fresa, anni 57<br />
Vito Diomede Fresa, anni 62<br />
Cesare Francesco Diomede Fresa, anni 14<br />
Anna Maria Bosio In Mauri, anni 28<br />
Carlo Mauri, anni 32<br />
Luca Mauri, anni 6<br />
Eckhardt Mader, anni 14<br />
Margret Rohrs In Mader, anni 39<br />
Kai Mader, anni 8<br />
Sonia Burri, anni 7<br />
Patrizia Messineo, anni 18<br />
Silvana Serravalli In Barbera, anni 34<br />
Manuela Gallon, anni 11<br />
Natalia Agostini In Gallon, anni 40<br />
Marina Antonella Trolese, anni 16<br />
Anna Maria Salvagnini In Trolese, anni 51<br />
Roberto De Marchi, anni 21<br />
Elisabetta Manea Ved. De Marchi, anni 60<br />
Eleonora Geraci In Vaccaro, anni 46<br />
Vittorio Vaccaro, anni 24<br />
Velia Carli In Lauro, anni 50<br />
Salvatore Lauro, anni 57<br />
Paolo Zecchi, anni 23<br />
Viviana Bugamelli In Zecchi, anni 23<br />
Catherine Helen Mitchell, anni 22<br />
John Andrew Kolpinski, anni 22<br />
Angela Fresu, anni 3<br />
Maria Fresu, anni 24<br />
Loredana Molina In Sacrati, anni 44<br />
Angelica Tarsi, anni 72<br />
Katia Bertasi, anni 34<br />
Mirella Fornasari, anni 36<br />
Euridia Bergianti, anni 49<br />
Nilla Natali, anni 25<br />
Franca Dall&#8217;olio, anni 20<br />
Rita Verde, anni 23<br />
Flavia Casadei, anni 18<br />
Giuseppe Patruno, anni 18<br />
Rossella Marceddu, anni 19<br />
Davide Caprioli, anni 20<br />
Vito Ales, anni 20<br />
Iwao Sekiguchi, anni 20<br />
Brigitte Drouhard, anni 21<br />
Roberto Procelli, anni 21<br />
Mauro Alganon, anni 22<br />
Maria Angela Marangon, anni 22<br />
Verdiana Bivona, anni 22<br />
Francesco Gomez Martinez, anni 23<br />
Mauro Di Vittorio, anni 24<br />
Sergio Secci, anni 24<br />
Roberto Gaiola, anni 25<br />
Angelo Priore, anni 26<br />
Onofrio Zappala&#8217;, anni 27<br />
Pio Carmine Remollino, anni 31<br />
Gaetano Roda, anni 31<br />
Antonino Di Paola, anni 32<br />
Mirco Castellaro, anni 33<br />
Nazzareno Basso, anni 33<br />
Vincenzo Petteni, anni 34<br />
Salvatore Seminara, anni 34<br />
Carla Gozzi, anni 36<br />
Umberto Lugli, anni 38<br />
Fausto Venturi, anni 38<br />
Argeo Bonora, anni 42<br />
Francesco Betti, anni 44<br />
Mario Sica, anni 44<br />
Pier Francesco Laurenti, anni 44<br />
Paolino Bianchi, anni 50<br />
Vincenzina Sala In Zanetti, anni 50<br />
Berta Ebner, anni 50<br />
Vincenzo Lanconelli, anni 51<br />
Lina Ferretti In Mannocci, anni 53<br />
Romeo Ruozi, anni 54<br />
Amorveno Marzagalli, anni 54<br />
Antonio Francesco Lascala, anni 56<br />
Rosina Barbaro In Montani, anni 58<br />
Irene Breton In Boudouban, anni 61<br />
Pietro Galassi, anni 66<br />
Lidia Olla In Cardillo, anni 67<br />
Maria Idria Avati, anni 80<br />
Antonio Montanari, anni 86</h3>
<h5 style="text-align:right;"><a href="http://liberthalia.wordpress.com/">Homepage</a> </h5>
<p style="text-align:right;"> </p>
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