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	<title>la-delusione-beech &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "la-delusione-beech"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 12:42:19 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Il pagellone della settimana: Sheldon un mito, il boom di Sgnaolin, i rookies Alaimo e Quattrini in primo piano, gli arbitri non si adeguano allo spettacolo, gli impianti decadenti o da risistemare della IBL]]></title>
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<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 10:43:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Maurizio Roveri</dc:creator>
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<description><![CDATA[di MAURIZIO ROVERI DIECI – A David Sheldon. L’artista. Il più bel terza base da anni in circolazione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>di MAURIZIO ROVERI</strong></p>
<p><strong>DIECI</strong> – A <strong>David Sheldon</strong>. L’artista. Il più bel terza base da anni in circolazione in Italia. Ogni sua “giocata” difensiva è una delizia per gli occhi. Stile, tempismo, coordinazione, tecnica, il suo baseball è armonia. A 45 anni, e con la schiena che di tanto in tanto fa i capricci, questo atleta californiano nato il 13 maggio 1963 (e italianizzato nel 1998 ) è ancora capace di lasciare il segno anche con la mazza in pugno. Non è più il battitore spettacolare dei suoi anni ruggenti, ma venerdì sera sembrava tornato indietro nel tempo, il suo swing è stato micidiale e ha graffiato la pelle dei suoi ex-compagni di squadra della Fortitudo. Trascinando il San Marino nell’unica vittoria contro la capolista bolognese.</p>
<p><!--more--> Sheldon ispiratissimo, motivatissimo. Sapeva di poter entrare nel “club dei 1000”. Infatti ha confezionato al settimo inning d’una maratona arrivata all’undicesimo la battuta valida numero 1000 in carriera, rubando il tempo a Jesus Matos e piazzando la pallina – imprendibile – nella zona sinistra. Un singolo che lo fa entrare nella storia. Anche se, in verità, David nella storia della nostra Lega c’è già da un bel pezzo: anzi, per tutto quel che ha dato al baseball italiano in un ventennio, per l’arte che ci ha proposto, per la grandissima professionalità, per l’enorme passione che ci mette in ogni partita (proprio come quando, appena ventiquattrenne, arrivò in Italia), e per la correttezza del personaggio, meriterebbe di entrare presto nella Hall of Fame del Baseball Italiano. Una serata magica, quella di venerdì scorso. Dopo la valida numero mille, ne ha prodotte altre due: al nono e all’undicesimo inning. E nel sabato sofferto delle due nette sconfitte sammarinesi Sheldon ha battuto ancora, ed è già arrivato a 1004. Ora si sta avvicinando agli ottocento “punti battuti a casa”, essendo a quota 789.<br />
David arrivò da noi nel 1987. Quattro campionati a Firenze (La Nuova Stampa e Rete 37). Si presentò come lanciatore: 265 inning lanciati quell’anno, con 14 partite vinte. Quando non era sul monte di lancio, si alternava nelle posizioni di seconda base, interbase, terza base. E batteva anche: realizzò 59 valide nella sua prima stagione, e 76 nel 1990 quando, lanciando meno inning ma di qualità, fece registrare una media PGL di 1.81. Lanciatore, interbase, terza base, anche esterno sinistro, girovgando per l’Italia. Sheldon è diventato definitivamente terza base nella Semenzato Rimini della stagione 2001 (media difesa 971) e poi a Bologna (MD 971 nella regular season 2004). Addirittura 1000 di media difesa, con la casacca di San Marino, nelle semifinali e finali della stagione 2005.</p>
<p><strong>NOVE</strong> – A <strong>Wuilliams Vasquez</strong> e a <strong>Claudio Liverziani</strong>. L’ex di Avigliana, Vasquez, sta confermando d’essere un battitore tempestoso: sicuramente il migliore acquisto realizzato durante il “mercato” dalla società del Titano. Un bravo ad Alberto Antolini, direttore sportivo del San Marino. Autentico incubo per qualsiasi lanciatore (venerdì notte ha colpito duro anche contro Vargas e Matos) Vasquez è balzato in testa alla classifica dei battitori con uno straordinario 393 di average. Leader d’una graduatoria che vede tre giocatori della Fortitudo Bologna nei primi sei: Liverziani, Austin e Bautista. E parliamo allora di Liverziani. Dai playoff dell’anno scorso è tornato ad essere il Liverziani ruggente che per anni e anni è stato, nel recente passato, il più pericoloso battitore del campionato italiano (numero uno per media battuta nella stagione 2000 a Rimini e numero uno per produzione di RBI nel 2002 a Bologna, nonché due volte leader per “basi rubate” nel 1999 e 2000). Dopo il primo turno del girone di ritorno il carismatico giocatore della Fortitudo sta facendo registrare questi numeri: 361 di average, 508 di slugging pct e 524 (primo in assoluto) come percentuale di arrivi in base. Sempre un campionissimo.</p>
<p><strong>OTTO</strong> – Alla <strong>Telemarket Rimini</strong>. Che finalmente fa gruppo e gioca “di squadra”. Compatta, solida, più equilibrata. Probabilmente anche più serena, lontano dalla Casa dei Pirati. Era una “bella senz’anima”, ma a Parma ha dimostrato carattere, orgoglio, motivazioni. Ha realizzato l’exploit di espugnare per due volte lo stadio Europeo. Quando i lanciatori “tengono”, Rimini prende coraggio. Buddy Bengel ha lanciato una signora partita, producendo la sua miglior prestazione stagionale: 5 singoli e 3 basi concessi in 8 inning. Il suo “sinker” ha messo in difficoltà i battitori del Cariparma. E in gara3 la lieta performance di Michele Quattrini. Il ragazzo che viene dall’Unione Picena è stato fantastico: 6 strikeout, 1 bb, 2 bvc, zero punti, in 7.1 riprese lanciate. Il rookie sta viaggiando con 1.62 di media PGL in questo suo primo campionato di massima serie. La Telemarket aveva perduto, a Rimini, gara1. Perché? Perché quando hai un signor pitcher come Gustavo Martinez, devi andare con lui. E’ una garanzia. Dove sta scritto che bisogna sempre partire con Beech, che è meno bravo?</p>
<p><strong>SETTE </strong>– A <strong>tre ragazzi italianissimi</strong> di talento: <strong>Andrea Sgnaolin</strong>, 24 anni, che è già una importante realtà del nostro baseball, e poi i due rookie <strong>Francesco Alaimo</strong> (22 anni) e il già citato <strong>Michele Quattrini</strong> (20 anni). Strepitoso il week end del terza base del Grosseto nella trasferta in Venezia Giulia: 5 su 5 nel box di battuta con 3 rbi e 4 punti segnati nella prima partita; 2 su 4, 1 rbi e 1 punto segnato nella seconda gara; 2 su 5 con 3 rbi nella notturna di sabato (sofferta dal Montepaschi). Totale: per Sgnaolin un trittico da 9 su 14, 7 punti battuti a casa e 5 segnati. Francesco Alaimo, proveniente dal Riccione di A2, è stato lanciato in mischia da Marco Nanni sabato per l’infortunio di Connell e l’indisponibilità di Gasparri (che tornerà sui diamanti fra 90 giorni). Alaimo, che sarebbe stato prezioso anche in gara1 perduta dalla Fortitudo a San Marino, ha vissuto il suo sabato magico. Usato da dh, ha fabbricato due partite da protagonista, da trascinatore. Per un totale di 4 su 9, ben 6 “punti battuti a casa” e 2 segnati. E del lanciatore marchigiano del Rimini abbiamo già detto, aggiungiamo che con il suo 1.62 di media pgl è il settimo lanciatore in assoluto del campionato e il primo fra quelli di scuola italiana. Sono ragazzi come questi il futuro del baseball italiano.</p>
<p><strong>SEI </strong>– a <strong>Pierpaolo Serra</strong>, esterno sinistro del Redipuglia. Che è finalmente riuscito a battere la sua primissima battuta valida nella IBL. Insisti e insisti, al trentunesimo turno nel box ce l’ha fatta. E può fieramente raccontare d’avere sorpreso non un lanciatore qualunque, bensì il “professor” Mikkelsen. L’abbiam voluta prendere come esempio, questa battuta valida che a Serra in tutto il girone d’andata non era riuscita, per sottolineare lo spirito con il quale si batte Redipuglia. I limiti tecnici dei Rangers sono evidenti, tuttavia in campo combattono ogni partita con enorme passione e forte determinazione. Perdono ma lottano e sabato notte, con Ivan Cechet protagonista, hanno fatto tremare i campioni d’Italia del Grosseto (8-9 al penultimo inning).</p>
<p><strong>CINQUE </strong>– Al <strong>Cariparma</strong> che, in piena crescita, provenendo da una bella serie positiva e vincitrice nell’anticipo televisivo di giovedì nella Casa dei Pirati, aveva l’opportunità di dare consistenza alla sua zona-playoff… e invece s’è fatta sorprendere perdendo le successive partite sul proprio campo, allo stadio Europeo. Abulico in attacco e mai aggressivo contro il mancino Bengel, Parma in gara3 paga a caro prezzo la serataccia di Mattia Salsi il quale concede 5 valide e 5 punti (tutti pgl) in 0.1 inning.</p>
<p><strong>QUATTRO</strong> – a <strong>Matt Beech</strong> e a <strong>Sandy Patrone</strong>, due lanciatori “partenti” del Rimini, che se continuano così rischiano di perdere il posto da titolari. Beech è colpevole della sconfitta di gara1: il suo impatto sulla partita è un vero disastro, 5 basi su ball, 5 valide e 5 punti nei primi due inning. Per il 5-1 del Parma. Quando è entrato Gustavo Martinez (1.01 di pgl in questo campionato) è nata un’altra partita, ma la frittata ormai era fatta. Sandy Patrone – certezza della Telemarket la stagione scorsa &#8211; dovrebbe fare la differenza nel suo status da italiano. Invece sta lanciando sotto tono, non riesce ad essere efficace, in questa stagione pare aver perso identità, viaggia con 6 di media pgl.</p>
<p><strong>TRE</strong> – Agli <strong>arbitri</strong>. Già la maggioranza dirige maluccio. Ma quel che gli arbitri dovrebbero capire è che anche loro fanno parte dello spettacolo. Una volta si usava chiamare “strike” ad alta voce, anche con enfasi. Adesso no. Non so se sia una disposizione federale (sarebbe sciocca) oppure va di moda così, sta di fatto che per chiamare i lanci strike ci si limita ad alzare flemmaticamente il braccio. Si va a gesti. Lo spettacolo è un’altra cosa. Quando arbitrava a casabase Enrico Spocci, arbitro parmigiano prematuramente scomparso ed entrato nella Hall of Fame, era un autentico show. Gli strikes li urlava, accompagnandoli con movimenti energici, spettacolari, sicuri. Gli arbitri di oggi (fatta qualche rara eccezione) sono lenti, flemmatici e lo strike lo sussurrano, magari dopo averci pensato dieci secondi prima di decidere che cosa chiamare.</p>
<p><strong>DUE</strong> – A <strong>Matt Marrone</strong> (San Marino) e a <strong>Matt Agostinelli </strong>(Godo): impresentabili, scadutissimi. Di oriundi così non sappiamo cosa farcene.</p>
<p><strong>UNO</strong> – Agli impianti della IBL, quasi tutti da risistemare o da migliorare. Ci sono impianti dove la linea ADSL non funziona e pertanto il play by play… va a farsi benedire; ci sono vecchi stadi che erano bellissimi e che ora sono decadenti e tenuti male come la Casa dei Pirati di Rimini (stadio che ha un bellissimo e buonissimo ristorante, ma tutto il resto è desolazione); San Marino è un cantiere ed è così da oltre un anno. A Bologna il Falchi è in una posizione gradevole, ma è un altro impianto che ha bisogno di un grosso restyling. Sembra che il Comune di Bologna (che ha la proprietà del Falchi) perda tempo. Non ha perso tempo invece quando ha avuto tutta la convenienza a dare l’okay alla Wind per montare un grande palo all’interno dello stadio. Ebbene, questo ripetitore monta luci diverse da quelle che c’erano originariamente, rendendo difficili le riprese televisive della RAI, inoltre fa rumore e si surriscalda e dunque sarebbe anche pericoloso. Marco Macchiavelli, presidente della Fortitudo, da tempo sta sottolineando situazione e inconvenienti. Ma questa amministrazione comunale – che non mi è mai parsa veramente sensibile allo sport – se la prende con molta calma.</p>
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