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	<title>laico &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/laico/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "laico"</description>
	<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 17:56:57 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[EL CLUB DE LOS ATEOS CIBERNETICOS.]]></title>
<link>http://ciudadanosunidad.wordpress.com/2009/11/26/el-club-de-los-ateos-ciberneticos/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 23:54:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrés Marín de Pedro</dc:creator>
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<description><![CDATA[  EL CLUB DE LOS ATEOS CIBERNETICOS.  Hoy he recibido una gran alegría del amigo Jesús García; El mu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  EL CLUB DE LOS ATEOS CIBERNETICOS.  Hoy he recibido una gran alegría del amigo Jesús García; El mu]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[José Blanco admite como católico que el aborto «sea pecado», pero «no un delito» ]]></title>
<link>http://jesed.wordpress.com/2009/11/20/jose-blanco-admite-como-catolico-que-el-aborto-%c2%absea-pecado%c2%bb-pero-%c2%abno-un-delito%c2%bb/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:08:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>jesed</dc:creator>
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<description><![CDATA[A este señor le debieran decir que tambien una cosa es la legalidad y otra lo licito. En el gobierno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[A este señor le debieran decir que tambien una cosa es la legalidad y otra lo licito. En el gobierno]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[PARLAMENTO BLOCCATO per il taglio della coda al cane ma continuano le "mutilazioni religiose" ai genitali femminili e maschili]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/11/17/parlamento-bloccato-per-il-taglio-della-coda-al-cane-ma-continuano-le-mutilazioni-genitali-a-sfondo-religioso/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 22:57:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alla Camera si è scatenato un putiferio, stamattina, sulla &#8230; coda dei cani. .. Il che può far ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Alla Camera si è scatenato un putiferio, stamattina, sulla &#8230; coda dei cani. .. Il che può far ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Chiarificazioni sul crocefisso]]></title>
<link>http://digiblues.wordpress.com/2009/11/17/chiarificazioni-sul-crocefisso/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 06:34:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>digiblues</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ok, cerchiamo di chiarire un po&#8217; qualcosa su questo argomento delicato che la tv tende sempre ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ok, cerchiamo di chiarire un po&#8217; qualcosa su questo argomento delicato che la tv tende sempre ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Los tópicos progres y las corrientes católicas.]]></title>
<link>http://ciudadanosunidad.wordpress.com/2009/11/12/los-topicos-progres-y-las-corrientes-catolicas/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 23:08:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrés Marín de Pedro</dc:creator>
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<description><![CDATA[  Los tópicos progres y las corrientes católicas.  Cada día me aburre mas el rollito progre anticler]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  Los tópicos progres y las corrientes católicas.  Cada día me aburre mas el rollito progre anticler]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Nelle aule scolastiche crocefisso sì o crocefisso no? ]]></title>
<link>http://polisethoslogos.wordpress.com/2009/11/12/nelle-aule-scolastiche-crocefisso-si-o-crocefisso-no/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 19:52:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gigi Cortesi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dopo la sentenza della corte Corte europea dei Diritti dell’Uomo che vieta l’esposizione dei crocefi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Dopo la sentenza della corte Corte europea dei Diritti dell’Uomo che vieta l’esposizione dei crocefissi nelle aule e dopo tutto il polverone che questa sentenza ha suscitato, mi si chiede di esprimere il mio parere. Ci provo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">In molte case mobili, soprammobili o quadri appesi sono lì da anni, di loro non ci si accorge più: li si vede, senza più guardarli o accorgersi di vederli. Capita soprattutto in case, nelle quali un po&#8217; tutti gli oggetti non hanno né identità, né storia, né – per quanto è possibile riferire questa attribuzione a un oggetto – anima. In altre case gli oggetti hanno invece una loro vita, rinviano a momenti significativi; di quei significati sono &#8211; più che la memoria &#8211; il riaprirsi della presenza e la promessa-premessa della ripresa e del gusto di ciò che rappresentano. Dipende dal voltaggio relazionale della casa in cui si è; da quanto in quella casa ci si parla, ci si incontra, ci si attende, ci si ascolta, ci si lascia per-sonare dalla e nella diversità dell&#8217;altro; dipende da quanto in quella casa sappiano e possano vivere il simbolo, la ripresa, il rinvio, l&#8217;oltre, il già e il non ancora, l&#8217;immanenza trascendente e la trascendenza immanente; dipende da quanto in quella casa possono e sanno con-vivere la continuità, il con-fluire del giorno e della notte, il con-fine tra la veglia e il sonno, il con-fermarsi del lavoro e della festa, il fecondo ricambio tra la sistole del ritorno e la diastole dell&#8217;andare al mondo, l&#8217;equilibrio non spaesante tra l&#8217;essere e l&#8217;esserci, l&#8217;arricchirsi reciproco di Tu e Io, di diversità e identità. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Pensando a tanto diverso destino degli oggetti e delle abitazioni, mi chiedo non se sia legittimo o meno appendere crocefissi a una parete, ma quale casa sia quella nella quale sta o non sta il crocefisso. Se si tratta di una casa senza parola e senza storia, il crocefisso rischia di essere una cosa tra le cose, a propria volta anonima e senza vita, vuota reliquia del niente e dell&#8217;angoscia, capitata lì per avventura o per convenienza, per convenzione o per conformismo, per mimetismo, per esorcismo magico, per scaramanzia infantile o per quelle strane paratassi kitsch che fanno degli oggetti l&#8217;entropia e la discarica dei significati. Se al contrario la casa è abitata dal senso e dai significati, il crocefisso può e sa rinviare, inter-rogare, pro-vocare, per-sonare di pre-senza e forse di nome, fino a in-dicare nell&#8217;oggetto il Crocefisso Gesù, quasi a poterlo chiamare per nome e ascoltarlo nell&#8217;affanno. Ma allora, forse, in questa ultima casa, questo oggetto non è neppure necessario, perché altri ben più visibili ed efficaci sono lì i segni della pre-senza e della azione di Gesù; ci si riconosce di Gesù e in Gesù non appendendo crocefissi, ma amandosi come Lui ci ha amato, fino a potere morire per l&#8217;altro e – cosa per certi aspetti ancora più impegnativa ed entusiasmante – continuando a vivere per l&#8217;altro e nella gioia dell&#8217;altro e della sua alterità vivificante. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Se poi, invece di una casa, si tratta di una scuola, mi chiedo prima di tutto che senso abbia la parola “scuola” per le persone che la frequentano. Se scuola, come suggerisce il significato greco del termine <em>scholè</em>, è il luogo e il tempo della libertà ( <em>scholè</em> ha lo stesso significato del latino <em>otium</em> , indica il “tempo libero”, cioè quello che del lavoro dovrebbe essere lo scopo e il fine, il senso e il significato più umani) e quindi della identificazione più vera, allora, mi pare, pro-porre (cioè “porre lì davanti a tutti”) il crocefisso è azione ancora più ardua. Mi viene in mente quanto accadde a Paolo di Tarso quando pro-pose Cristo Crocefisso e Risorto ai filosofi di Atene. Venne scacciato e deriso non perché avesse parlato del Risorto, ma proprio perché aveva pro-posto il Crocefisso. Eppure quella era senza dubbio la “scuola” più qualificata di allora; per giunta Paolo, prima ancora che ad allievi, stava parlando a raffinatissimi docenti, i migliori; inoltre, ben più ardito di quanto facciano i gestori delle nostre scuole, aveva pro-posto non uno o più crocefissi, ma il Crocefisso; ancora di più, a differenza di quanto succede oggi nelle nostre aule, Paolo aveva posto il Crocefisso non alle spalle dei docenti, ma davanti a loro; non appendendo oggetti alle pareti, ma cercando di in-segnare le menti e le anime, i cuori e le esistenze.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Forse, però, con l&#8217;irruenza da convertito e da neofita che spesso gli era propria, Paolo sbagliava. Forse non teneva conto che Gesù, dopo la propria risurrezione, ben difficilmente si fa ri-conoscere di faccia; sì, certo, lo aveva fatto con lui, disarcionandolo da cavallo, lo aveva fatto con la Maddalena davanti al sepolcro, lo aveva fatto con gli apostoli nel Cenacolo; ma erano eccezioni nel comportamento di Gesù Risorto: di solito Lui usava farsi ri-conoscere di spalle, cioè quando già se ne era andato, proprio come accadde ai discepoli sulla strada di Emmaus. Se neppure da Risorto Gesù usa e osa pro-porsi di faccia, come mai noi ci ostiniamo a volerlo pro-porre da Crocefisso o addirittura come crocefisso appeso in un&#8217;aula, alle spalle di docenti che quasi mai si accorgono di vederlo, davanti ad allievi che spesso fanno già fatica a vedere il “prof” che si trovano lì davanti? Poveri allievi, come fanno a vedere in quel crocefisso appeso il Cristo, se neppure vedono quel povero cristo di docente, che viene loro pro-posto spesso come precario, sottopagato, magari impreparato e sfigato? E come fanno, per esempio, gli allievi di una “scuola cattolica” a vedere in quel crocefisso appeso il Cristo povero e sofferente, quando nella stragrande maggioranza di quelle aule (anche le aule saranno “cattoliche”?) non ci sono né allievi poveri, né allievi handicappati, né allievi ufficialmente sofferenti o troppo diversi? Pro-porre il crocefisso in tali contesti non rischia di attribuire all&#8217;oggetto una valenza magica, quasi che l&#8217;oggetto fosse esso importante ed efficace, fosse &#8211; forse ancora più banalmente – l&#8217;alibi del vuoto, l&#8217;esorcismo dell&#8217;infedeltà a Gesù, la maschera della falsa identità? Il crocefisso appeso non rischia allora di essere soltanto la bandiera di un potere, l&#8217;affermazione di una territorialità comunque occupata, la cifra di una ideologia altrimenti ingiustificabile, che usa il crocefisso senza alla fine neppure più vederlo? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Certo, l&#8217;essere umano ha bisogno anche di segni. Ciascuno di noi ha spesso accanto a sé fotografie delle persone amate. Ciascuno di noi ha bisogno di infantili richiami, che aiutino l&#8217;occhio. Ma per tutto ciò non c&#8217;è bisogno di ufficialità, di riconoscimenti statali, di leggi e norme più o meno imposte, di aule statali o non statali.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Mi stupisce la semplice pregnanza del segno della croce, fatto con convinzione e affetto veri sul proprio corpo vivente. Nel segno della croce il Crocefisso è corpo in-segnato dal gesto e abitato dalla parola che dice e in-dica la Trinità, quasi a dire che, mentre si fa il segno della croce, è come se tornasse a incarnarsi Gesù, diventando corpo e al tempo stesso annunciando divinità e Trinita. Nel segno della croce non possono non con-vivere tre realtà: Gesù, la pienezza relazionale di Dio (questo è la Trinità), il corpo di chi facendo il gesto si fa egli stesso croce e Trinità. Il segno della croce è gesto e parola che, prima di segnare, in-segna (cioè “segna dentro”) di Gesù e di Trinità il corpo di chi lo compie. Non ci si può in-segnare di croce senza in-segnarsi di Trinità. Il segno della croce non è solo il presenziarsi della morte di Gesù in croce, ma – in quanto annuncio della pienezza trinitaria – è anche e già il riscatto della croce, cioè è già la Risurrezione che vince la morte. In-segnarsi soltanto di croce sarebbe follia, masochismo, riduzione di Gesù a esclusiva morta umanità.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Gesù crocefisso ha senso solo in Gesù risorto. È questa la presenza vera di Gesù, per chi lo voglia davvero vicino. È Giuda a vedere Gesù soltanto come crocefisso. Ma, allora Gesù può essere solo induzione al tradimento o istigazione al suicidio, non importa se vicino al Calvario o davanti alla parete di un&#8217;aula. Quanti di quelli che vogliono appendere crocefissi nelle aule sanno che, se in loro abita lo spirito miope di Giuda, forse stanno magari tradendo o inducendo al tradimento, suicidandosi o istigando al suicidio? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Il Crocefisso è la presenza mortale della ferita. E la ferita, anche quella non mortale, può da sola essere mera esibizione, insuperato dolore, radicale oscenità. La ferita da sola grida, è disumana. Perché torni a essere umanità e senso, la ferita va e-laborata (chiede cioè che non ci si fermi a essa, ma da essa partano il lavoro, il travaglio, la fatica della ricerca e della attribuzione di senso: la ferita, perché sia umana, va com-presa, con-tenuta, assistita nella morte che essa è o può essere, de-posta dalla morte a cui può e sa portare, at-tesa dopo quella morte nella quale può cadere (bene sanno i francesi quanto la ferita possa essere un <em>tomber</em>). Solo così la ferita può essere signi-ficata e costituirsi come senso signi-ficato. Solo allora può diventare segno e identità umani. Tommaso riconosce Gesù dalla ferita, mettendo il dito nella ferita. Però il Gesù di Tommaso è non il Crocefisso, ma il Risorto. Solo nella risurrezione trovano senso e significato il Crocefisso e le sue ferite. Altrimenti restano assurdità, follia; mentre possono essere, come bene scopre Tommaso, la prova della identità e del riconoscimento. Da risorti ci riconosceremo proprio grazie alle nostre ferite elaborate e risorte. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Ci sono persone, che, proprio in nome del loro essere o dirsi cristiani, vogliono il crocefisso appeso, perché – sostengono &#8211; rappresenta la nostra cultura e la nostra storia. Non penso proprio che dovrebbero esistere culture cristiane, civiltà cristiane, storie cristiane, scuole, cristiane, leggi cristiane, aule cristiane, pareti cristiane, chiodi cristiani; meno che meno penso che dovrebbero esistere culture cattoliche, civiltà cattoliche, storie cattoliche, scuole, cattoliche, leggi cattoliche, aule cattoliche, pareti cattoliche, chiodi cattolici. Mi fa male che a pensarla così siano persone in buona fede, addirittura pastori o sacerdoti o vescovi. Mi sembra che in siffatto modo non si capisca molto né della fede né della laicità. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Sarebbe come se io dicessi che, siccome sono innamorato, debbano esistere culture innamorate, civiltà innamorate, storie innamorate, scuole, innamorate, leggi innamorate, aule innamorate, pareti innamorate, chiodi innamorati. D&#8217;accordo, essere innamorato è bellissimo, è forse lo stato di grazia più esaltante che un essere umano possa vivere, ma non mi autorizza a chiamare innamorato tutto ciò che guardo e vedo. A essere innamorato è il mio sguardo, non gli oggetti che il mio sguardo guarda e vede. Posso io guardare <em>da innamorato</em> (ed è bellissimo) il mondo, <em>da innamorato</em> vivere la mia cultura, partecipare alla mia civiltà, impegnarmi nella costruzione della storia, apprendere o insegnare in una scuola, legiferare per il mio paese o rispettarne le leggi, frequentare aule, costruire pareti, piantare chiodi. Ma il fatto che io guardi e viva <em>da innamorato</em> non rende innamorato ciò che faccio o l&#8217;oggetto che tocco o le persone che frequento. Né, ancora di meno, mi autorizza a pretendere che le cose che faccio, gli oggetti che tocco e le persone che frequento debbano per forza essere innamorati. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Ecco, io penso che come l&#8217;amore può fare vivere <em>da innamorati</em>, così la fede può fare vivere <em>da innamorati</em> di Gesù e della sua Risurrezione. Solo così si può anche accettare, non certo amare, la croce, se è vero come è vero che Gesù stesso nell&#8217;orto degli ulivi pregò che stesse lontana e sul Calvario, mentre la stava vivendo, si sentì – Lui Dio e Figlio del Padre – abbandonato dal Padre. Ma accettare la croce <em>da innamorato </em>di Gesù e della sua Risurrezione non penso proprio abbia molto a che fare con i crocefissi appesi e con le pareti delle aule, statali o non statali che siano</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">. </span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nelle aule scolastiche crocefisso sì o crocefisso no? ]]></title>
<link>http://gigicortesi.wordpress.com/2009/11/12/nelle-aule-scolastiche-crocefisso-si-o-crocefisso-no/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 19:49:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gigi Cortesi</dc:creator>
<guid>http://gigicortesi.wordpress.com/2009/11/12/nelle-aule-scolastiche-crocefisso-si-o-crocefisso-no/</guid>
<description><![CDATA[Dopo la sentenza della corte Corte europea dei Diritti dell’Uomo che vieta l’esposizione dei crocefi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Dopo la sentenza della corte Corte europea dei Diritti dell’Uomo che vieta l’esposizione dei crocefissi nelle aule e dopo tutto il polverone che questa sentenza ha suscitato, mi si chiede di esprimere il mio parere. Ci provo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">In molte case mobili, soprammobili o quadri appesi sono lì da anni, di loro non ci si accorge più: li si vede, senza più guardarli o accorgersi di vederli. Capita soprattutto in case, nelle quali un po&#8217; tutti gli oggetti non hanno né identità, né storia, né – per quanto è possibile riferire questa attribuzione a un oggetto – anima. In altre case gli oggetti hanno invece una loro vita, rinviano a momenti significativi; di quei significati sono &#8211; più che la memoria &#8211; il riaprirsi della presenza e la promessa-premessa della ripresa e del gusto di ciò che rappresentano. Dipende dal voltaggio relazionale della casa in cui si è; da quanto in quella casa ci si parla, ci si incontra, ci si attende, ci si ascolta, ci si lascia per-sonare dalla e nella diversità dell&#8217;altro; dipende da quanto in quella casa sappiano e possano vivere il simbolo, la ripresa, il rinvio, l&#8217;oltre, il già e il non ancora, l&#8217;immanenza trascendente e la trascendenza immanente; dipende da quanto in quella casa possono e sanno con-vivere la continuità, il con-fluire del giorno e della notte, il con-fine tra la veglia e il sonno, il con-fermarsi del lavoro e della festa, il fecondo ricambio tra la sistole del ritorno e la diastole dell&#8217;andare al mondo, l&#8217;equilibrio non spaesante tra l&#8217;essere e l&#8217;esserci, l&#8217;arricchirsi reciproco di Tu e Io, di diversità e identità. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Pensando a tanto diverso destino degli oggetti e delle abitazioni, mi chiedo non se sia legittimo o meno appendere crocefissi a una parete, ma quale casa sia quella nella quale sta o non sta il crocefisso. Se si tratta di una casa senza parola e senza storia, il crocefisso rischia di essere una cosa tra le cose, a propria volta anonima e senza vita, vuota reliquia del niente e dell&#8217;angoscia, capitata lì per avventura o per convenienza, per convenzione o per conformismo, per mimetismo, per esorcismo magico, per scaramanzia infantile o per quelle strane paratassi kitsch che fanno degli oggetti l&#8217;entropia e la discarica dei significati. Se al contrario la casa è abitata dal senso e dai significati, il crocefisso può e sa rinviare, inter-rogare, pro-vocare, per-sonare di pre-senza e forse di nome, fino a in-dicare nell&#8217;oggetto il Crocefisso Gesù, quasi a poterlo chiamare per nome e ascoltarlo nell&#8217;affanno. Ma allora, forse, in questa ultima casa, questo oggetto non è neppure necessario, perché altri ben più visibili ed efficaci sono lì i segni della pre-senza e della azione di Gesù; ci si riconosce di Gesù e in Gesù non appendendo crocefissi, ma amandosi come Lui ci ha amato, fino a potere morire per l&#8217;altro e – cosa per certi aspetti ancora più impegnativa ed entusiasmante – continuando a vivere per l&#8217;altro e nella gioia dell&#8217;altro e della sua alterità vivificante. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Se poi, invece di una casa, si tratta di una scuola, mi chiedo prima di tutto che senso abbia la parola “scuola” per le persone che la frequentano. Se scuola, come suggerisce il significato greco del termine <em>scholè</em>, è il luogo e il tempo della libertà ( <em>scholè</em> ha lo stesso significato del latino <em>otium</em> , indica il “tempo libero”, cioè quello che del lavoro dovrebbe essere lo scopo e il fine, il senso e il significato più umani) e quindi della identificazione più vera, allora, mi pare, pro-porre (cioè “porre lì davanti a tutti”) il crocefisso è azione ancora più ardua. Mi viene in mente quanto accadde a Paolo di Tarso quando pro-pose Cristo Crocefisso e Risorto ai filosofi di Atene. Venne scacciato e deriso non perché avesse parlato del Risorto, ma proprio perché aveva pro-posto il Crocefisso. Eppure quella era senza dubbio la “scuola” più qualificata di allora; per giunta Paolo, prima ancora che ad allievi, stava parlando a raffinatissimi docenti, i migliori; inoltre, ben più ardito di quanto facciano i gestori delle nostre scuole, aveva pro-posto non uno o più crocefissi, ma il Crocefisso; ancora di più, a differenza di quanto succede oggi nelle nostre aule, Paolo aveva posto il Crocefisso non alle spalle dei docenti, ma davanti a loro; non appendendo oggetti alle pareti, ma cercando di in-segnare le menti e le anime, i cuori e le esistenze.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Forse, però, con l&#8217;irruenza da convertito e da neofita che spesso gli era propria, Paolo sbagliava. Forse non teneva conto che Gesù, dopo la propria risurrezione, ben difficilmente si fa ri-conoscere di faccia; sì, certo, lo aveva fatto con lui, disarcionandolo da cavallo, lo aveva fatto con la Maddalena davanti al sepolcro, lo aveva fatto con gli apostoli nel Cenacolo; ma erano eccezioni nel comportamento di Gesù Risorto: di solito Lui usava farsi ri-conoscere di spalle, cioè quando già se ne era andato, proprio come accadde ai discepoli sulla strada di Emmaus. Se neppure da Risorto Gesù usa e osa pro-porsi di faccia, come mai noi ci ostiniamo a volerlo pro-porre da Crocefisso o addirittura come crocefisso appeso in un&#8217;aula, alle spalle di docenti che quasi mai si accorgono di vederlo, davanti ad allievi che spesso fanno già fatica a vedere il “prof” che si trovano lì davanti? Poveri allievi, come fanno a vedere in quel crocefisso appeso il Cristo, se neppure vedono quel povero cristo di docente, che viene loro pro-posto spesso come precario, sottopagato, magari impreparato e sfigato? E come fanno, per esempio, gli allievi di una “scuola cattolica” a vedere in quel crocefisso appeso il Cristo povero e sofferente, quando nella stragrande maggioranza di quelle aule (anche le aule saranno “cattoliche”?) non ci sono né allievi poveri, né allievi handicappati, né allievi ufficialmente sofferenti o troppo diversi? Pro-porre il crocefisso in tali contesti non rischia di attribuire all&#8217;oggetto una valenza magica, quasi che l&#8217;oggetto fosse esso importante ed efficace, fosse &#8211; forse ancora più banalmente – l&#8217;alibi del vuoto, l&#8217;esorcismo dell&#8217;infedeltà a Gesù, la maschera della falsa identità? Il crocefisso appeso non rischia allora di essere soltanto la bandiera di un potere, l&#8217;affermazione di una territorialità comunque occupata, la cifra di una ideologia altrimenti ingiustificabile, che usa il crocefisso senza alla fine neppure più vederlo? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Certo, l&#8217;essere umano ha bisogno anche di segni. Ciascuno di noi ha spesso accanto a sé fotografie delle persone amate. Ciascuno di noi ha bisogno di infantili richiami, che aiutino l&#8217;occhio. Ma per tutto ciò non c&#8217;è bisogno di ufficialità, di riconoscimenti statali, di leggi e norme più o meno imposte, di aule statali o non statali.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Mi stupisce la semplice pregnanza del segno della croce, fatto con convinzione e affetto veri sul proprio corpo vivente. Nel segno della croce il Crocefisso è corpo in-segnato dal gesto e abitato dalla parola che dice e in-dica la Trinità, quasi a dire che, mentre si fa il segno della croce, è come se tornasse a incarnarsi Gesù, diventando corpo e al tempo stesso annunciando divinità e Trinita. Nel segno della croce non possono non con-vivere tre realtà: Gesù, la pienezza relazionale di Dio (questo è la Trinità), il corpo di chi facendo il gesto si fa egli stesso croce e Trinità. Il segno della croce è gesto e parola che, prima di segnare, in-segna (cioè “segna dentro”) di Gesù e di Trinità il corpo di chi lo compie. Non ci si può in-segnare di croce senza in-segnarsi di Trinità. Il segno della croce non è solo il presenziarsi della morte di Gesù in croce, ma – in quanto annuncio della pienezza trinitaria – è anche e già il riscatto della croce, cioè è già la Risurrezione che vince la morte. In-segnarsi soltanto di croce sarebbe follia, masochismo, riduzione di Gesù a esclusiva morta umanità.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Gesù crocefisso ha senso solo in Gesù risorto. È questa la presenza vera di Gesù, per chi lo voglia davvero vicino. È Giuda a vedere Gesù soltanto come crocefisso. Ma, allora Gesù può essere solo induzione al tradimento o istigazione al suicidio, non importa se vicino al Calvario o davanti alla parete di un&#8217;aula. Quanti di quelli che vogliono appendere crocefissi nelle aule sanno che, se in loro abita lo spirito miope di Giuda, forse stanno magari tradendo o inducendo al tradimento, suicidandosi o istigando al suicidio? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Il Crocefisso è la presenza mortale della ferita. E la ferita, anche quella non mortale, può da sola essere mera esibizione, insuperato dolore, radicale oscenità. La ferita da sola grida, è disumana. Perché torni a essere umanità e senso, la ferita va e-laborata (chiede cioè che non ci si fermi a essa, ma da essa partano il lavoro, il travaglio, la fatica della ricerca e della attribuzione di senso: la ferita, perché sia umana, va com-presa, con-tenuta, assistita nella morte che essa è o può essere, de-posta dalla morte a cui può e sa portare, at-tesa dopo quella morte nella quale può cadere (bene sanno i francesi quanto la ferita possa essere un <em>tomber</em>). Solo così la ferita può essere signi-ficata e costituirsi come senso signi-ficato. Solo allora può diventare segno e identità umani. Tommaso riconosce Gesù dalla ferita, mettendo il dito nella ferita. Però il Gesù di Tommaso è non il Crocefisso, ma il Risorto. Solo nella risurrezione trovano senso e significato il Crocefisso e le sue ferite. Altrimenti restano assurdità, follia; mentre possono essere, come bene scopre Tommaso, la prova della identità e del riconoscimento. Da risorti ci riconosceremo proprio grazie alle nostre ferite elaborate e risorte. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Ci sono persone, che, proprio in nome del loro essere o dirsi cristiani, vogliono il crocefisso appeso, perché – sostengono &#8211; rappresenta la nostra cultura e la nostra storia. Non penso proprio che dovrebbero esistere culture cristiane, civiltà cristiane, storie cristiane, scuole, cristiane, leggi cristiane, aule cristiane, pareti cristiane, chiodi cristiani; meno che meno penso che dovrebbero esistere culture cattoliche, civiltà cattoliche, storie cattoliche, scuole, cattoliche, leggi cattoliche, aule cattoliche, pareti cattoliche, chiodi cattolici. Mi fa male che a pensarla così siano persone in buona fede, addirittura pastori o sacerdoti o vescovi. Mi sembra che in siffatto modo non si capisca molto né della fede né della laicità. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Sarebbe come se io dicessi che, siccome sono innamorato, debbano esistere culture innamorate, civiltà innamorate, storie innamorate, scuole, innamorate, leggi innamorate, aule innamorate, pareti innamorate, chiodi innamorati. D&#8217;accordo, essere innamorato è bellissimo, è forse lo stato di grazia più esaltante che un essere umano possa vivere, ma non mi autorizza a chiamare innamorato tutto ciò che guardo e vedo. A essere innamorato è il mio sguardo, non gli oggetti che il mio sguardo guarda e vede. Posso io guardare <em>da innamorato</em> (ed è bellissimo) il mondo, <em>da innamorato</em> vivere la mia cultura, partecipare alla mia civiltà, impegnarmi nella costruzione della storia, apprendere o insegnare in una scuola, legiferare per il mio paese o rispettarne le leggi, frequentare aule, costruire pareti, piantare chiodi. Ma il fatto che io guardi e viva <em>da innamorato</em> non rende innamorato ciò che faccio o l&#8217;oggetto che tocco o le persone che frequento. Né, ancora di meno, mi autorizza a pretendere che le cose che faccio, gli oggetti che tocco e le persone che frequento debbano per forza essere innamorati. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Ecco, io penso che come l&#8217;amore può fare vivere <em>da innamorati</em>, così la fede può fare vivere <em>da innamorati</em> di Gesù e della sua Risurrezione. Solo così si può anche accettare, non certo amare, la croce, se è vero come è vero che Gesù stesso nell&#8217;orto degli ulivi pregò che stesse lontana e sul Calvario, mentre la stava vivendo, si sentì – Lui Dio e Figlio del Padre – abbandonato dal Padre. Ma accettare la croce <em>da innamorato </em>di Gesù e della sua Risurrezione non penso proprio abbia molto a che fare con i crocefissi appesi e con le pareti delle aule, statali o non statali che siano</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">.</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Calendario Laico de Gays, Lesbianas, Transexuales y Bisexuales]]></title>
<link>http://opinaxqvale.wordpress.com/2009/11/10/calendario-laico-de-gays-lesbianas-transexuales-y-bisexuales/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 18:48:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>opinadmin</dc:creator>
<guid>http://opinaxqvale.wordpress.com/2009/11/10/calendario-laico-de-gays-lesbianas-transexuales-y-bisexuales/</guid>
<description><![CDATA[El Colectivo de Gays, Lesbianas, Transexuales y Bisexuales de Madrid (COGAM) ha puesto a la venta es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[El Colectivo de Gays, Lesbianas, Transexuales y Bisexuales de Madrid (COGAM) ha puesto a la venta es]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ma Buffy l'ammazzavampiri è iscritta al PDL? Distribuzione di crocifissi a Piazza Irnerio]]></title>
<link>http://rslazio.wordpress.com/2009/11/09/ma-buffy-lammazzavampiri-e-iscritta-al-pdl-distribuzione-di-crocifissi-a-piazza-irnerio/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 18:34:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>rslazio</dc:creator>
<guid>http://rslazio.wordpress.com/2009/11/09/ma-buffy-lammazzavampiri-e-iscritta-al-pdl-distribuzione-di-crocifissi-a-piazza-irnerio/</guid>
<description><![CDATA[Buffy, l&#39;ammazzavampiri A Piazza Irnerio, l&#8217;altroieri, si distribuivano crocifissi. Qualcu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_495" class="wp-caption alignleft" style="width: 121px"><a rel="attachment wp-att-495" href="http://rslazio.wordpress.com/2009/11/09/ma-buffy-lammazzavampiri-e-iscritta-al-pdl-distribuzione-di-crocifissi-a-piazza-irnerio/buffy/"><img class="size-thumbnail wp-image-495" title="buffy" src="http://rslazio.wordpress.com/files/2009/11/buffy.jpg?w=111" alt="buffy" width="111" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Buffy, l&#39;ammazzavampiri</p></div>
<p>A Piazza Irnerio, l&#8217;altroieri, si distribuivano crocifissi.<br />
Qualcuno giura di aver visto Buffy, l&#8217;ammazzavampiri, con tutto il suo seguito, altri il Dott. Van Helsing che trascinava una pesantissima corona d&#8217;aglio. A quanto pare la città eterna, capitale di un glorioso stato un tempo laico, poi abbrutito dal cattolicesimo politico, è sotto attacco: orde di vampiri, provenienti da Strasburgo, sono pronti a succhiare fino alla morte il sangue dei poveri cristiani lì presenti perché, anche se capitale della repubblica Italiana, Roma è anche il centro del cattolicesimo.</p>
<p>La distribuzione dei crocifissi, ad opera del PdL romano, è stata accompagnata da una raccolta di firme, tesa a rigettare la oramai famosa sentenza della corte europea di Strasburgo. Hanno aderito in molti, alcuni in difesa delle presunte “radici cristiane dell&#8217;Europa”, altri con spirito più bellicoso, cavalleresco, muniti del crociato e larussiano motto “dovete morire” lanciato contro chiunque non la pensi come loro.<br />
Intendiamoci, la distribuzione del simbolo religioso come segno di identità e di protesta è una cosa che ci vede favorevoli; ogni cittadino o ogni insieme di cittadini, se crede di aver subito un torto, fa bene a mobilitarsi. Quel che ci preoccupa è lo stile, il tono; pare che ogni cristiano sia diventato un martire che combatte, con la schiuma alla bocca, non per la possibilità di praticare il suo credo religioso o la sua libertà di coscienza (anche perché non è certo questo in gioco), ma per il puro mantenimento di quello che, diciamola tutta, è un privilegio di origine fascista.<br />
Lo stato laico, quello del Risorgimento, non aveva crocifissi né nelle scuole né nei tribunali, dove vi era solo scritto il motto “La legge è uguale per tutti”. Poi, gradatamente, con il ventennio, il crocifisso è arrivato ovunque, anche in quei luoghi in cui il nazareno medesimo non avrebbe messo volentieri piede, forse perché disgustato dagli effluvi di olio di ricino.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Detto in altri termini quel che ci preoccupa è che in nome delle presunte radici cristiane (dimentichiamo la classicità greca e latina, secoli di cultura e di identità a dir poco pagane, anch&#8217;esse a fondamento dell&#8217;occidente!) con il crocifisso si possano distribuire i paletti da conficcare nel cuore dei vampiri che, si sa, ammantati di rosso sangue ed avendo solo la vita (quindi applicando con rigore il materialismo storico), sono anche un po&#8217;, come dire, &#8230; comunisti.<br />
Quella che sta montando, e che io vedo con estrema preoccupazione, non è la difesa di un credo religioso, ma del vile privilegio; non è tanto in gioco l&#8217;identità cristiana, bensì l&#8217;arroganza di una maggioranza bramosa di schiacciare tutto quello che è diverso da lei. Non vorremmo, insomma, che su questa strada si aprisse la caccia all&#8217;ateo e all&#8217;agnostico. Del resto, se un ministro del nostro governo dice che chi non vuole il crocifisso deve morire, la cosa è preoccupante.<br />
Atei! Agnostici! Cristiani riformati e seguaci della teologia della liberazione! Tra un po&#8217;, forse, dovremmo chiedere asilo in Olanda, esattamente come si faceva nel &#8216;500, sempre che le maledizioni di Ignazio La Russa non ci colpiscano prima o che non ci raggiungano i suoi contadini transilvani armati di forcone.</p>
<p>Arguzie a parte, il clima non è buono; l&#8217;integralismo cattolico, fomentato da destra, è parallelo al pullulare di gruppi e gruppettini neo fascisti e neonazisti che, da quando il buon Alemanno, cui riconosciamo il merito di aver dichiarato di non essere “fascista”, bensì “missino”, è stato eletto come sindaco di Roma, hanno repentinamente alzato la testa.<br />
Potremmo anche parlare del clima omofobo, ma sarebbe troppo semplice&#8230;<br />
Roma è una città fin troppo civile. I disordini susseguiti alla scomparsa di Stefano Cucchi, la cui morte è avvolta ancora nel mistero, non sono nulla rispetto a quello che poteva succedere; fosse accaduta una cosa di questa gravità e viltà a Parigi, nelle periferie sarebbero stati già presi d&#8217;assalto i commissariati.<br />
Roma è una città civile e reagisce con civiltà, avendo, esattamente come la famiglia del Cucchi, la nobiltà civile e la fede nel diritto. Roma non merita che vengano distribuiti paletti da conficcare nel cuore dei vampiri.</p>
<p>Mi sia consentita un&#8217;ultima riflessione: lo stato esiste per garantire la vita dei cittadini. Lo diceva Thomas Hobbes e almeno la metà della storia della filosofia politica. Questo principio è anche alla base della nostra costituzione. Come fa un ministro del governo ad augurare la morte anche ad uno solo dei suoi governati? Questo fatto è di estrema gravità, anche se i media tendono a farlo passare in secondo piano. Ancora più grave è il fatto che chi dovrebbe garantire l&#8217;applicazione della costituzione e dei principi che ad essa sottendono, è rimasto in silenzio.<br />
Lei, Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, doveva prendere Ignazio La Russa per un orecchio e dirgli: “tu questo non lo puoi fare &#8230; chiedi scusa”. Del resto, come garante supremo, lei è un po&#8217; il padre di tutti noi e per età potrebbe essere benissimo il genitore di La Russa; in ambedue i casi avrebbe potuto farlo.</p>
<p>Quel che ci preoccupa non è la faccenda del crocifisso; se i cattolici vinceranno il ricorso non se ne farà un dramma. Noi, a differenza di altri, rispettiamo le sentenze. Ci preoccupa invece un clima da inquisizione in cui una vile maggioranza chiassosa e con le mani che prudono, dalla scarsa intelligenza e cultura (altrimenti non parlerebbe con tanta leggerezza delle radici europee), reagisce con rabbia a qualsiasi cosa possa intaccare il proprio predominio.</p>
<p>Se continueremo così, saremo tutti realmente in pericolo.<br />
Mario Michele Pascale<br />
coordinatore regionale del movimento dei Radicali di Sinistra</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quanti muri]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/09/quanti-muri/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 18:28:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
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<description><![CDATA[9 novembre. Quest&#8217;anno è facile ricordarsene, mentre tutti i giornali e le televisioni fanno d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[9 novembre. Quest&#8217;anno è facile ricordarsene, mentre tutti i giornali e le televisioni fanno d]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Crocefisso]]></title>
<link>http://donneintastiera.wordpress.com/2009/11/09/il-crocefisso/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 23:10:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>hegemone</dc:creator>
<guid>http://donneintastiera.wordpress.com/2009/11/09/il-crocefisso/</guid>
<description><![CDATA[A.D. 2009. Penso ad un nuovo calendario, un nuovo parametro di conteggio dei nostri anni. 0  [zero] ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[A.D. 2009. Penso ad un nuovo calendario, un nuovo parametro di conteggio dei nostri anni. 0  [zero] ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Uno Stato Laico]]></title>
<link>http://neuro74.wordpress.com/2009/11/08/uno-stato-laico/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 18:52:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Neuro</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cosa dovrebbe fare ed essere uno Stato per ritenersi laico? * la legittimità di uno Stato laico non ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Iuj9xuKBXTQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Iuj9xuKBXTQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Cosa dovrebbe fare ed essere uno Stato per ritenersi laico?</p>
<p>    * la legittimità di uno Stato laico non è subalterna rispetto ad altri poteri quali istituzioni religiose o partiti politici confessionali ideologici; ad esempio, &#8220;lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani&#8221;.</p>
<p>    * uno Stato laico rifugge da qualsiasi mitologia ufficiale, ideologia o religione di Stato;</p>
<p>    * uno Stato laico è imparziale rispetto alle differenti religioni e ideologie presenti al suo interno, e garantisce l’eguaglianza giuridica di tutti i cittadini, senza discriminarli sulla base delle loro convinzioni e fedi;</p>
<p>    * uno Stato laico riconosce e tutela i diritti di libertà di tutti i suoi cittadini: libertà di pensiero, di parola, di riunione, di associazione, di culto, ecc. compatibilmente con le proprie leggi e ordinamenti;</p>
<p>    * le leggi di uno Stato laico non devono essere ispirate a dogmi o altre pretese ideologiche di alcune correnti di pensiero, ma devono essere mosse dal fine di mantenere la giustizia, la sicurezza e la coesione sociale dei suoi cittadini.<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Laicit%C3%A0">Wiki</a></p>
<p>Ora, rimuovere il crocefisso dalla scuola (non luogo di culto, ma di insegnamento statale), non è forse una di quelle cose che uno Stato che si dice laico per Costituzione, dovrebbe fare?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il denaro pubblico va speso per attività sociali rivolte a tutti, non per il culto. Intervento di Mario Michele Pascale]]></title>
<link>http://rslazio.wordpress.com/2009/11/07/il-denaro-pubblico-va-speso-per-attivita-sociali-rivolte-a-tutti-non-per-il-culto-intervento-di-mario-michele-pascale/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 15:07:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>rslazio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mario Michele Pascale, coordinatore regionale Ho seguito con attenzione, dalle colonne del Nuovo Civ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_490" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-490" href="http://rslazio.wordpress.com/2009/11/07/il-denaro-pubblico-va-speso-per-attivita-sociali-rivolte-a-tutti-non-per-il-culto-intervento-di-mario-michele-pascale/mario-michele-pascale-2/"><img class="size-thumbnail wp-image-490" title="mario michele pascale 2" src="http://rslazio.wordpress.com/files/2009/11/mario-michele-pascale-2.jpg?w=150" alt="mario michele pascale 2" width="150" height="112" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Michele Pascale, coordinatore regionale</p></div>
<p>Ho seguito con attenzione, dalle colonne del Nuovo Civitavecchia Oggi, le vicende relative al finanziamento comunale di 100.000 euro per la costruzione di un centro sociale polivalente a San Gordiano. A dire la verità aspettavo anche io notizie dagli ambienti ecclesiastici, stranamente taciturni, per fugare ogni dubbio sull&#8217;utilizzo di denaro che, vale la pena ricordare, è pubblico, quindi di noi tutti.</p>
<p>Ho letto la risposta del consiglio pastorale della parrocchia di san Gordiano e ne prendo atto.<br />
Mi dispiace però che i fondi, destinati ad un utilizzo sociale, siano stati smistati ad imprecisati lavori urgenti su altri locali. Mi spiego meglio; se un&#8217;associazione culturale, una parrocchia, un comitato di quartiere o qualunque altro soggetto volesse coordinare o svolgere un&#8217;azione destinata al sociale e aperta a tutti, la pubblica amministrazione avrebbe il dovere di sostenerla, soprattuto nei casi in cui il pubblico non potesse intervenire direttamente o quest&#8217;intervento fosse troppo lento e macchinoso.<br />
Ben venga, per fare un esempio, il campo da basket dei salesiani, senza il quale oggi non ci sarebbe, in Italia, un movimento cestistico degno di questo nome e ben venga, per fare un altro esempio, l&#8217;associazione cattolica che segue quelle madri in difficoltà che invece di abortire, nonostante mille difficoltà, decidono di avere comunque il bambino.<br />
Ben venga, in ultimo, l&#8217;associazione non confessionale che si occupa di teatro, facilitando l&#8217;accesso al mondo dello spettacolo o la semplice socialità tra i minori in contesti socialmente critici.<br />
Questi sono tre esempi diversi di attività sociale che aiuta tutti ed è a disposizione di tutti.<br />
Queste iniziative meritano il sostegno pubblico.<!--more--></p>
<p>Prendere denaro pubblico destinato ad un centro sociale polivalente ed utilizzarlo per locali destinati al culto e alla formazione religiosa o alla riflessione e alla preghiera o magari come abitazione del sacerdote, no. Sono questi i casi in cui viene a mancare l&#8217;utilità sociale del finanziamento perché le attività di culto, catechismo e sostentamento del clero, sono rivolte solo ed esclusivamente a chi appartiene alla religione cattolica; del resto il catechismo, ovvero la formazione religiosa, si fa se qualcuno è interno alla religione e prosegue nei “livelli superiori”; a messa ci vanno solo i credenti etc.</p>
<p>Ricevere un finanziamento pubblico per un&#8217;attività sociale vuol dire svolgere un&#8217;attività sociale. Altrimenti ogni associazione potrebbe utilizzare i fondi ricevuti, poniamo, per un corso di inglese per bambini, per “urgenti necessità” come una gita a Parigi dei soli associati od il parquet nuovo nel soggiorno del presidente.</p>
<p>Così non va; la lettera del consiglio pastorale, invece di fare chiarezza, ingarbuglia ancora di più le cose, gettando una luce strana, particolare ed inquietante sulla faccenda.<br />
Inoltre mi sovviene un leggero dubbio. Quando la pubblica amministrazione concede un finanziamento non lo fa mai in forma di regalo (in parole povere: questi sono i soldi, sono vostri e fate quello che volete), bensì premia una progettualità; per sorvegliare il corretto utilizzo dei fondi si richiedono, in corso d&#8217;opera o al termine del progetto, i rendiconti finanziari, le fatture, ritenute d&#8217;acconto, scontrini, insomma qualunque cosa possa da un lato giustificare la spesa, dall&#8217;altro rendere conto della effettiva congruenza tra progettualità ed opera realmente prodotta.<br />
Sorge spontanea la domanda: come è stato possibile utilizzare il denaro per una cosa diversa dalla finalità originaria?</p>
<p>A meno che non esistano regole diverse, particolari, eccezionali, per la chiesa cattolica che, val la pena ricordarlo, non è più religione di stato, ma una delle tante religioni che si professano sul territorio della Repubblica. Ad onor del vero, se la memoria non mi inganna, neanche nel concordato  vi è traccia di nulla che possa giustificare quel che è accaduto a san Gordiano.</p>
<p>Non sono anticlericale, sono semplicemente laico ed opero fattivamente perché i diritti individuali e collettivi vengano tutelati. Per fare questo occorre rispettare le regole, cosa che, nello specifico, secondo le informazioni fornite dallo stesso consiglio pastorale, non è accaduto. Denaro stornato dalle attività socialmente utili per scopi privatistici e confessionali è denaro che viene negato a chi, nel sociale, vuole operare ed è privo di mezzi. Prendere quegli stessi fondi per ristrutturare un luogo di culto lascia decine e decine di associazioni, confessionali e non, con ottime progettualità, al palo, perché, semplicemente, i soldi se li è pappati qualcun altro &#8230; e questo non va bene&#8230;<br />
Mario Michele Pascale,<br />
coordinatore regionale del movimento dei Radicali di Sinistra</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quando una croce dà più fastidio che ai vampiri...]]></title>
<link>http://mgpbiella.wordpress.com/2009/11/05/quando-una-croce-da-piu-fastidio-che-ai-vampiri/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:16:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>superlanz</dc:creator>
<guid>http://mgpbiella.wordpress.com/2009/11/05/quando-una-croce-da-piu-fastidio-che-ai-vampiri/</guid>
<description><![CDATA[Un amico su Facebook ha commentato la mia posizione, che è quella dei Cattolici e dei leghisti, dice]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-191" title="Michelangelo - Crocifisso (Firenze, Santo Spirito, 1492-93)" src="http://mgpbiella.wordpress.com/files/2009/11/michelangelo-crocifisso-firenze-santo-spirito-1492-931.jpg" alt="Michelangelo - Crocifisso (Firenze, Santo Spirito, 1492-93)" width="354" height="450" /></p>
<p>Un amico su Facebook ha commentato la mia posizione, che è quella dei Cattolici e dei leghisti, dicendo che è una battaglia persa, perchè solo in Italia può esistere in una scuola laica un simbolo confessionale &#8220;a discapito di altre religioni&#8221;. Ecco la mia replica, che vi propongo anche qui.<!--more--></p>
<p>&#8220;Il discorso del crocifisso è molto semplice: a me non interessano le battaglie vinte o perse, ma quelle che reputo giuste. Oggi io e te possiamo parlarne, e tu puoi professarti agnostico o ateo o come vuoi, e reclamare la laicità dello stato dettata dalla Costituzione, perchè dei signori, combattendo sotto quel vessillo con la croce, più volte nei secoli hanno difeso la nostra libertà. Non penso tu potresti fare simili ragionamenti in Algeria, in Libano o in Kuwait.</p>
<p>Allora, o lo intendiamo come simbolo confessionale, come fai tu, oppure come simbolo della nostra cultura e civiltà europea, che ha comuni radici lì dove oggi nasce il contendere. Non credo che nessuno si sia mai sentito oppresso da quel simbolo della croce che rappresenta il sacrificio, la fratellanza e la giustizia, nè sia mai stato obbligato a rendergli omaggio, nello Stato Italiano. Se la signora finlandese (colei che per prima richiese che fosse tolto da una scuola italiana, per non urtare suo figlio; ndr) si sentiva tale, poteva benissimo tornarsene da Babbo Natale, al suo Paese. Io non vado a dire agli spagnoli di non fare le Corride, anche se le reputo una cosa orrenda, eppure c&#8217;è chi viene a dire a me che non posso esporre il simbolo pacifico della mia identità, della mia coscienza, della mia storia.&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La tolerante intolerancia laica.]]></title>
<link>http://ciudadanosunidad.wordpress.com/2009/11/04/la-tolerante-intolerancia-laica/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 20:47:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrés Marín de Pedro</dc:creator>
<guid>http://ciudadanosunidad.wordpress.com/2009/11/04/la-tolerante-intolerancia-laica/</guid>
<description><![CDATA[La tolerante intolerancia laica. A muchos ciudadanos con un cierto criterio religioso, les resulta p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La tolerante intolerancia laica. A muchos ciudadanos con un cierto criterio religioso, les resulta p]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libertad religiosa y crucifijos]]></title>
<link>http://estudiojuridicoboulevardcervino.wordpress.com/2009/11/04/libertad-religiosa-y-crucifijos/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 18:05:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario Aguirre</dc:creator>
<guid>http://estudiojuridicoboulevardcervino.wordpress.com/2009/11/04/libertad-religiosa-y-crucifijos/</guid>
<description><![CDATA[Interesante fallo en Italia: http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=1194066&amp;origen=NLTitu N]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Interesante fallo en Italia:</p>
<p><a href="http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=1194066&#38;origen=NLTitu">http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=1194066&#38;origen=NLTitu</a></p>
<p>No sienten lo mismo cuando entran en un Juzgado de Argentina, y ven al crucifijo por encima de la cabeza de su Señoría? Tenemos un Estado laico, pero que impone a los no-católicos  la ostentación religiosa de quienes sí profesan esa religión&#8230; Se imaginan el escándalo que produciría si un juez judío colocara una Estrella de David sobre la pared de su despacho?</p>
<p>Un Estado laico, por definición, no debería permitir tales Exhibiciones.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[That's all, folks!]]></title>
<link>http://ilfinegiustificailme.wordpress.com/2009/11/04/thats-all-folks/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 11:39:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcozifgim</dc:creator>
<guid>http://ilfinegiustificailme.wordpress.com/2009/11/04/thats-all-folks/</guid>
<description><![CDATA[Non conosco come si siano esattamente svolti i fatti, perché la notizia dello scazzo tra un sacerdot]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-313" title="wilecoyote" src="http://ilfinegiustificailme.wordpress.com/files/2009/11/wilecoyote.jpg" alt="wilecoyote" width="297" height="279" /></p>
<p style="text-align:justify;">Non conosco come si siano esattamente svolti i fatti, perché la notizia dello <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=79097&#38;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">scazzo</a> tra un sacerdote e la famiglia di un&#8217;atea appena dipartita non entra ancora nei dettagli (sempre ammesso che ciò sia avvenuto nei termini generici finora divulgati: sembra che il prete volesse, a modo suo, congedare la morta a tutti costi, i parenti rifutano, ne nasce un diverbio e volano parole grosse, come <em>ateo</em> o <em>credente</em>).</p>
<p style="text-align:justify;">La fantasia, però, con tutto il cinismo che so sfoggiare in certi casi, mi porta a immaginare una situazione particolarmente comica, con il prete non gradito che, irriducibile, le tenta tutte per eludere la sorveglianza dei parenti e arrivare a benedire la salma. Me lo vedo, intento a escogitare progetti risolutori, in un mix di strategia e di tattica improvvisata: eccolo, dunque, travestirsi da infermiera sexy, per entrare nella camera presidiata con una scusa (&#8220;ieri, qui, devo aver perso una giarrettiera&#8221;); oppure sbucare dal condotto del climatizzatore centralizzato vestito da tartaruga ninja; o, ancora, fiondarsi attraverso la finestra, grazie a un bel razzo a propellente fissato alla schiena, indirizzato verso l&#8217;obiettivo da un trampolino di lancio opportunamente assemblato da qualche parte (l&#8217;<em>ACME</em> ne fornisce di ottimi, per corrispondenza).<br />
Tutto questo, ovviamente, con i congiunti e gli amici della trapassata equipaggiati come giocatori di football americano, i quali si devono dannare l&#8217;anima per placcare in extremis l&#8217;ingegnoso chierico e così evitare che la salma si possa trovare a tiro d&#8217;aspersorio.<br />
Una scena da annali del cinema, a realizzarla.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#808080;"><em>[Ritengo che il prete, di fronte a un rifiuto, debba abbozzare e andare a navigare per altri lidi. Però, nel caso di una reiterata e, soprattutto, scocciante insistenza, mi comporterei così: acconsentirei una fugace "cerimonia" (Pater noster, spruzzatina di acqua profumata, e via),  guarderei con compatimento il sacerdote impegnato a svolgere le sue funzioni, poi congederei l'officiante con un bel "È contento? Bene. Ora, per cortesia, si levi dai coglioni.", indicando la porta.]</em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El Tribunal Europeo de Derechos Humanos declara ilegal el crucifijo en las aulas]]></title>
<link>http://ostiascomopanes.com/2009/11/04/el-tribunal-europeo-de-derechos-humanos-declara-ilegal-el-crucifijo-en-las-aulas/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 08:19:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>anibalbueno</dc:creator>
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<description><![CDATA[El Tribunal Europeo de Derechos Humanos declaró ayer la presencia de los crucifijos en las aulas «un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">El Tribunal Europeo de Derechos Humanos declaró ayer la presencia de los crucifijos en las aulas «una violación de los derechos de los padres a educar a sus hijos según sus convicciones» y de «la libertad de religión de los alumnos». La sentencia responde al recurso presentado por Soile Lautsi, una ciudadana italiana de origen finlandés, que en 2002 había pedido al instituto estatal italiano en el que estudiaban sus dos hijos que quitara los crucifijos de las clases.</p>
<p style="text-align:justify;">Después de numerosos intentos fallidos ante los tribunales italianos, la mujer decidió recurrir al Tribunal de Estrasburgo, que ayer le dio la razón. Ahora, el Gobierno italiano deberá pagar a Lautsi una indemnización de 5.000 euros por los daños morales sufridos, pero la importancia de la sentencia no es el valor económico sino que afecta a toda la Unión Europea.</p>
<p style="text-align:justify;">Noticia completa en: <a href="http://www.lne.es/sociedad-cultura/2009/11/04/tribunal-europeo-derechos-humanos-declara-ilegal-crucifijo-aulas/829579.html">http://www.lne.es/sociedad-cultura/2009/11/04/tribunal-europeo-derechos-humanos-declara-ilegal-crucifijo-aulas/829579.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La laicità dell'ora di "religioni"]]></title>
<link>http://ilronny.wordpress.com/2009/10/27/la-laicita-dellora-di-religioni/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 11:47:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilronny</dc:creator>
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<description><![CDATA[Se ne sono sentite molte in questi ultimi periodi sull&#8217;ora di religione nelle scuole. Io che n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Se ne sono sentite molte in questi ultimi periodi sull&#8217;ora di religione nelle scuole. Io che n]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cataluña quiere cambiar la Navidad por la "fiesta de invierno"]]></title>
<link>http://ostiascomopanes.com/2009/10/23/cataluna-quiere-cambiar-la-navidad-por-la-fiesta-de-invierno/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 11:14:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>anibalbueno</dc:creator>
<guid>http://ostiascomopanes.com/2009/10/23/cataluna-quiere-cambiar-la-navidad-por-la-fiesta-de-invierno/</guid>
<description><![CDATA[Los alumnos catalanes están a un paso de que, a partir del próximo curso, no vuelvan a nombrar las v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Los alumnos catalanes están a un paso de que, a partir del próximo curso, no vuelvan a nombrar las vacaciones de Navidad o Semana Santa. Dejarán de utilizar esta terminología. Así lo dispone el Consejo Escolar de Cataluña (CEC), que ha dado vía libre al consejero de Educación, Ernest Maragall, para que cambie el nombre de estas festividades por la nomenclatura de «vacaciones de invierno» y «de primavera».<br />
La propuesta se recoge en un documento al que ha tenido acceso este diario y en el que los miembros de la comisión del  CEC  –formado por asociaciones de padres y madres, sindicatos de docencia y agentes del sector empresarial–, aprueban este cambio de nombre, según indica el texto, «por acuerdo mayoritario de los asistentes» .</p>
<p>Fuente: Diario la Razón &#8211; <a href="http://www.larazon.es/noticias/create_comment/cataluna-quiere-cambiar-la-navidad-por-la-fiesta-de-invierno">http://www.larazon.es/noticias/create_comment/cataluna-quiere-cambiar-la-navidad-por-la-fiesta-de-invierno</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CALENDARI COGAM 2010]]></title>
<link>http://gaycat.wordpress.com/2009/10/22/calendari-cogam-2010/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 13:30:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>gaycat</dc:creator>
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<description><![CDATA[GENER &#8211; ENERO &#8211; JANUARY FEBRER &#8211; FEBRERO &#8211; FEBRUARY MARÇ &#8211; MARZO ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>GENER &#8211; ENERO &#8211; JANUARY</p>
<p><a href="http://www.cogam.org/"><img src="http://gaycat.wordpress.com/files/2009/10/gener.jpg" alt="GENER 2010 - CALENDARI COGAM" title="GENER 2010 - CALENDARI COGAM" width="400" class="aligncenter size-full wp-image-4707" /></a></p>
<p>FEBRER &#8211; FEBRERO &#8211; FEBRUARY</p>
<p><a href="http://www.cogam.org/"><img src="http://gaycat.wordpress.com/files/2009/10/febrer.jpg" alt="FEBRER 2010 - CALENDARI COGAM" title="FEBRER 2010 - CALENDARI COGAM" width="400" class="aligncenter size-full wp-image-4706" /></a></p>
<p>MARÇ &#8211; MARZO &#8211; MARCH</p>
<p><a href="http://www.cogam.org/"><img src="http://gaycat.wordpress.com/files/2009/10/mars.jpg" alt="MARÇ 2010 - CALENDARI COGAM" title="MARÇ 2010 - CALENDARI COGAM" width="400" class="aligncenter size-full wp-image-4705" /></a></p>
<p>ABRIL &#8211; ABRIL &#8211; APRIL</p>
<p><a href="http://www.cogam.org/"><img src="http://gaycat.wordpress.com/files/2009/10/abril.jpg" alt="ABRIL 2010 - CALENDARI COGAM" title="ABRIL 2010 - CALENDARI COGAM" width="400" class="aligncenter size-full wp-image-4704" /></a></p>
<p>MAIG &#8211; MAYO &#8211; MAY</p>
<p><a href="http://www.cogam.org/"><img src="http://gaycat.wordpress.com/files/2009/10/maig.jpg" alt="MAIG 2010 - CALENDARI COGAM" title="MAIG 2010 - CALENDARI COGAM" width="400" class="aligncenter size-full wp-image-4703" /></a></p>
<p>JUNY &#8211; JUNIO &#8211; JUNE</p>
<p><a href="http://www.cogam.org/"><img src="http://gaycat.wordpress.com/files/2009/10/juny.jpg" alt="JUNY 2010 - CALENDARI COGAM" title="JUNY 2010 - CALENDARI COGAM" width="400" class="aligncenter size-full wp-image-4702" /></a></p>
<p>JULIOL &#8211; JULIO &#8211; JULY</p>
<p><a href="http://www.cogam.org/"><img src="http://gaycat.wordpress.com/files/2009/10/juliol.jpg" alt="JULIOL 2010 - CALENDARI COGAM" title="JULIOL 2010 - CALENDARI COGAM" width="400" class="aligncenter size-full wp-image-4701" /></a></p>
<p>AGOST &#8211; AGOSTO &#8211; AUGUST</p>
<p><a href="http://www.cogam.org/"><img src="http://gaycat.wordpress.com/files/2009/10/agost.jpg" alt="AGOST 2010 - CALENDARI COGAM" title="AGOST 2010 - CALENDARI COGAM" width="400" class="aligncenter size-full wp-image-4700" /></a></p>
<p>SETEMBRE &#8211; SEPTIEMBRE &#8211; SEPTEMBER</p>
<p><a href="http://www.cogam.org/"><img src="http://gaycat.wordpress.com/files/2009/10/setembre.jpg" alt="SETEMBRE 2010 - CALENDARI COGAM" title="SETEMBRE 2010 - CALENDARI COGAM" width="400" class="aligncenter size-full wp-image-4699" /></a></p>
<p>OCTUBRE &#8211; OCTUBRE &#8211; OCTOBER</p>
<p><a href="http://www.cogam.org/"><img src="http://gaycat.wordpress.com/files/2009/10/octubre.jpg" alt="OCTUBRE 2010 - CALENDARI COGAM" title="OCTUBRE 2010 - CALENDARI COGAM" width="400" class="aligncenter size-full wp-image-4698" /></a></p>
<p>NOVEMBRE &#8211; NOVIEMBRE &#8211; NOVEMBER</p>
<p><a href="http://www.cogam.org/"><img src="http://gaycat.wordpress.com/files/2009/10/novembre.jpg" alt="NOVEMBRE 2010 - CALENDARI COGAM" title="NOVEMBRE 2010 - CALENDARI COGAM" width="400" class="aligncenter size-full wp-image-4697" /></a></p>
<p>DESEMBRE &#8211; DICIEMBRE &#8211; DECEMBER</p>
<p><a href="http://www.cogam.org/"><img src="http://gaycat.wordpress.com/files/2009/10/desembre.jpg" alt="DESEMBRE 2010 - CALENDARI COGAM" title="DESEMBRE 2010 - CALENDARI COGAM" width="400" class="aligncenter size-full wp-image-4696" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Calendário espanhol retrata santos como transexuais]]></title>
<link>http://romanegocios.wordpress.com/2009/10/21/calendario-espanhol-retrata-santos-como-transexuais/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 03:40:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Portal Romanegócios</dc:creator>
<guid>http://romanegocios.wordpress.com/2009/10/21/calendario-espanhol-retrata-santos-como-transexuais/</guid>
<description><![CDATA[Madri – Associações espanholas de defesa dos direitos dos homossexuais lançaram um calendário com im]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Madri – Associações espanholas de defesa dos direitos dos homossexuais lançaram um calendário com im]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ritorno all'ovile]]></title>
<link>http://esuonamale.wordpress.com/2009/10/15/ritorno-allovile/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 17:46:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>drugo86</dc:creator>
<guid>http://esuonamale.wordpress.com/2009/10/15/ritorno-allovile/</guid>
<description><![CDATA[Tra Telese e Padellaro, oggi sul Fatto, credo abbia ragione il primo. Titolo dell’editoriale in prim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" src="http://graziemoltissimo.com/blog/wp-content/uploads/2009/04/elezioni_pd_binetti.jpg" alt="" width="469" height="224" /></p>
<p>Tra Telese e Padellaro, oggi sul <em>Fatto</em>, credo abbia ragione il primo. Titolo dell’editoriale in prima pagina “<em>Cacciate la Binett</em>i”. Sono mesi che io lo dico. Cacciare la Binetti non solo sarebbe un grandissimo vantaggio per il Partito Democratico, ma anche per l’Italia intera. L’Italia <strong>non omofobica</strong>, laica, aperta mentalmente, a favore dello sviluppo.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Si sa nell&#8217;<em>Opus Dei</em> la dottrina insegnata è ben diversa da quella che tutti abbiamo appreso in una scuola pubblica. E allora vedi il cilicio, vedi le forzature anti-laiche. Vedi il voler per forza giustificare, in nome di chissà quale divinità, determinate dichiarazioni del papa. La Binetti, bontà sua, si è macchiata durante gli anni di parole che in un altro ambito avremmo definito razziste, ma siccome uscite dalla bocca di una 66enne neuropsichiatra deputata in quota PD allora no. E’ una democristiana, si dice. Con tutto il disdicevole che comporta essere definita tale.</p>
<p>Dentro il <strong>Partito Democratico</strong>, che (non so se tutti ricordano) poggia le sue radici anche sul Partito Comunista e su tutta una tradizione sinistroide italiana ed europea, non si può permettere a una persona di esprimersi così “<em>l&#8217;omosessualità è una devianza della personalità</em>” oppure “<em>variante del comportamento umano</em>”, roba che anche Freud (che considerava l’omosessualità una malattia) si rivolterebbe nella tomba. Non solo, la <em>suorina di Montecitorio</em>, tenta di associare la pedofilia all’omosessualità, facendo una delle più grosse gaffe che si ricordino nella storia della politica. Il problema è che non era una gaffe: “<em>Tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia.</em>”</p>
<p>Non si tratta di “rigurgiti stalinisti” (Telese) ma per un semplice fatto di coerenza. Nella moltitudine di pensieri che volteggiano nel Partito Democratico in fase pre-leader, c’è una cosa che è chiara a ognuno dei tre candidati: la<strong> laicità dello stato</strong>. La laicità del pensiero. E in un partito come questo non deve esserci neanche più “il diverso” o la concezione di esso. Il Diverso (e deviato) è Berlusconi.</p>
<p>Dice bene Franceschini “<em>il voto contrario della Binetti è una cosa gravissima</em>”. Che sia la volta buona? Da mesi Binetti e tutto il suo codazzo che fa capo alla corrente di Rutelli, ci hanno abituato a dichiarazione al limite dello sconcertante. Al limite dell’accettabile. Al limite, ma già molto fuori, del Partito Democratico.</p>
<p>Nell’attesa che determinati elementi tornino all’<strong>ovile </strong>di papà/papa Casini, non ci resta che attendere. <em>Noi col cilicio.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Abemos feriado!]]></title>
<link>http://bocadoogro.wordpress.com/2009/10/12/abemos-feriado/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 17:53:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>bocadoogro</dc:creator>
<guid>http://bocadoogro.wordpress.com/2009/10/12/abemos-feriado/</guid>
<description><![CDATA[Pois é! Feriado né! Dia das crianças. 12 de outubro. Na real e importante é que hoje é dia de Nossa ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Pois é! Feriado né! Dia das crianças. 12 de outubro.</p>
<p>Na real e importante é que hoje é dia de Nossa Senhora Aparecida. Não sei pra quem ela apareceu, mas é assim que chamam. Feriados religiosos em um estado Laico. É Laico. O que é Laico? Usarei a definição do Dicionário Priberam -<strong> laico</strong> (latim <em>laicus, -a, -um</em>)<em>adj.</em></p>
<div>
<div style="padding-left:12px;"><span style="font-size:9px;color:#999999;">1. </span><span style="cursor:pointer;" title="Duplo clique para ver definição">Que não pertence ao clero.</span> = 			  <span style="font-variant:small-caps;"><span style="cursor:pointer;" title="Duplo clique para ver definição">leigo</span></span></div>
<div style="padding-left:12px;"><span style="font-size:9px;color:#999999;">2. </span><span style="cursor:pointer;" title="Duplo clique para ver definição">Que não sofre influência ou controlo por parte da igreja (ex.: <em>estado laico</em>).</span></div>
<div style="padding-left:12px;"><em> </em><span style="font-size:9px;color:#999999;">3. </span><span style="cursor:pointer;" title="Duplo clique para ver definição">Que ou quem não fez votos religiosos.</span> = 			  <span style="font-variant:small-caps;"><span style="cursor:pointer;" title="Duplo clique para ver definição">secular</span></span> ≠ 			  <span style="font-variant:small-caps;"><span style="cursor:pointer;" title="Duplo clique para ver definição">eclesiástico, religioso</span></span></div>
</div>
<p>Acho que isso deixa bem claro. Mas temos esse feriado e mais duzentos relacionados a santos. Vai entender. A constituição desse país não vale muito mesmo. Ela é violada em coisas muita mais sérias, como direito a educação e a vida. Pobre artigo 5°. Creio que um dos mais violados.<br />
Bem deixando isso de lado um pouco, li algumas coisas sobre o Rio 2016 e achei muitas críticas sobre o mesmo. Fiquei satisfeito em saber que muitas pessoas percebem o quão furado isso pode ser para o Rio de Janeiro. A questão não é afirmar categoricamente que será tudo um lixo, mas de admitir essa possibilidade. Os brasileiros festeiros (redundância) de plantão, apenas CONSEGUEM ver o potencial de festa nas coisas. Tudo que tiver uma latinha de cerveja perto tá ótimo.<br />
Conversando com uns amigos, pensei sobre a parada Gay que teve aqui a pouco tempo. Me pergunto quantas pessoas que foram a parada gay REALMENTE sabem para o que aquilo serve? Qual razão de existir aquilo? Tenho quase certeza que 70-80% das pessoas que vão nas paradas entendem esse evento como pura e simples diversão. Nada de consciência e luta pelos direitos, conquistados. Apenas cerveja, pegação e se divertir. Triste. Pois os criadores do movimento com certeza não pensam assim e lutaram para conquistar esse direito.<br />
E os adeptos de &#8220;mindless party&#8221; crescem.<br />
Vou criar um feriado também. O dia da não crença. Será que passa?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Estatuto Jurídico da Igreja Católica no Brasil - Acordo entre Brasil e Santa Sé será em breve aprovado e terá 20 artigos. Leia a matéria.]]></title>
<link>http://camaraecamara.wordpress.com/2009/10/05/estatuto-juridico-da-igreja-catolica-no-brasil-acordo-entre-brasil-e-santa-se-sera-em-breve-aprovado-e-tera-20-artigos-leia-a-materia/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 20:26:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Otavio Bertolani da Câmara</dc:creator>
<guid>http://camaraecamara.wordpress.com/2009/10/05/estatuto-juridico-da-igreja-catolica-no-brasil-acordo-entre-brasil-e-santa-se-sera-em-breve-aprovado-e-tera-20-artigos-leia-a-materia/</guid>
<description><![CDATA[Celebrou-se, em 13 de novembro de 2008, Acordo entre a República Federativa do Brasil e a Santa Sé r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Celebrou-se, em 13 de novembro de 2008, Acordo entre a República Federativa do Brasil e a Santa Sé r]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
