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	<title>lavovatovi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/lavovatovi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lavovatovi"</description>
	<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 16:23:01 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[In sintesi]]></title>
<link>http://danzasullacqua.wordpress.com/2009/06/12/in-sintesi/</link>
<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 09:25:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annarella</dc:creator>
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<description><![CDATA[Possibilità che finisca in un nulla di fatto: 60% (da aumentarsi col passare del tempo) Possibilità ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><ol>
<li>Possibilità che finisca in un nulla di fatto: 60% (da aumentarsi col passare del tempo)</li>
<li>Possibilità che si sia capito Roma per Toma: 75%. A crescere col passare delle ore</li>
<li>Possibilità che il punto (1) non si verifichi ma si dimentichino di dirti qualcosa: 90%</li>
<li>Possibilità che qualcuno ti comunichi informazioni utili: 25%</li>
<li>Livello di noise della questione: Si esprimesse in decibel, peggio che alla partenza di uno Shuttle</li>
<li>Livello di entropia della situazione: a crescere</li>
<li>Livello di chiarezza della situazione: Custos, quid noctis ?</li>
<li>Livello di stress provocato: Cantor avrebbe qualcos a proposito</li>
</ol>
<p>Per fortuna è venerdì</p>
<p>E, come ebbe a dire Yoda: &#8220;<strong>Trust me. Once you start down the dark path, forever will it dominate your destiny! Two fingers I will start with&#8221;</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In compagnia dei lupi]]></title>
<link>http://danzasullacqua.wordpress.com/2009/05/13/in-compagnia-dei-lupi/</link>
<pubDate>Wed, 13 May 2009 21:51:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annarella</dc:creator>
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<description><![CDATA[“La ragazza scoppiò in una fragorosa risata; nessuno mai avrebbe fatto di lei un boccone. Gli rise i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/VMsLprY1JSgtarget_blank&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/VMsLprY1JSgtarget_blank&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>“<em>La ragazza scoppiò in una fragorosa risata; nessuno mai avrebbe fatto di lei un boccone. Gli rise in faccia, fu lei a strappargli la camicia e a buttarla nel fuoco. ” (Da “In compagnia dei lupi</em>”, Angela Carter)</p>
<p>Ieri ero in riunione in un&#8217;area diversa da quella ove mi giaccio scrivaniescamente. </p>
<p>Dall&#8217;interno dell&#8217;area riunioni, saletta con pareti in plexiglas, osservavo il mondo attorno: a sinistra della saletta alcune scrivanie ben disposte ed ordinate, a destra un caos di persone ammonticchiate alla stessa scrivania.</p>
<p>A destra, area contanti, tutti uomini. A sinistra, area sudditi, molte donne.</p>
<p>Ad essere maligna, mi veniva da pensare che a sinistra c&#8217;erano i signori e a destra l&#8217;harem composto da lavoranti e carnazze un piffero-facenti però col vantaggio di essere carine, alcune, e ventenni. Un vantaggio apparente diciamocelo perchè, da lì a non poco, la chiappa alta e e la chiama lussureggiante non sarebbero più bastate, soprattutto quando si sarebbe iniziato a parlare di professionalità e di portare risultati.</p>
<p>Carnazza a parte, comunque, cosa saltava letteralmente agli occhi era quanto poco contassero le donne. Belle statutine, manovalanza ma nessuna in un ruolo che avesse un qualche potere.</p>
<p>Siamo abituati a pensare che questo sia uno standard italiano, siamo abituate a pensare che in Italia sia peggio, soffitto di cristallo e blah blah.</p>
<p>I personaggi descritti sopra non sono italiani, nessuno di loro lo è. Non sono berluscones, non sono personaggi privi di cultura ed istruzione. Non si occupano di lavori di bassa manovalanza. Non sono in Italia.</p>
<p>E&#8217; uno spaccato di cosa possa succedere in altri paesi.</p>
<p>I Girl Geek Dinner nascono da un episodio ben preciso: una donna esperta di C++, una cena, la supponenza ed il tono patronising dei partecipanti maschi.</p>
<p>Noi italiane siamo abituate a pensare che blah-blah-qui-peggio. Peggio un beato, fuori il soffitto di cristallo sembra non essere tanto arrivare al top management quanto uscire dalla posizione di bassa/media forza lavoro o, in alternativa, di Personal Assistant. Situazioni come quella descritta non sono proprio comunissime, spesso almeno una donna c&#8217;è, ma non sono neppure rarissime.</p>
<p>Gli organigrammi dicono: A, capo supremo maschio; B/C/D prime linee, maschi; D, personal assistant. Scendere di 2/3 livelli, incontrare il primo nome femminile. Da un punto in su le donne semplicemente non ci sono più.</p>
<p>Cancellate, non promosse, ritirate. Cosa sia successo non lo so.</p>
<p>Ma tutto ciò, tutte queste situazioni non sono unicamente colpa del &#8220;sistema&#8221;.</p>
<p>Lo &#8220;Old Boy&#8221; network continua a funzionare che è una meraviglia ma ci sono anche situazioni che, professionalmente, lasciano tra il perplesso e lo stupito.</p>
<p>La signorina che si voleva far Bobby potrà essere professionalissima in alcune cose, ma diventa un po&#8217; difficile prenderla sul serio dopo 3 giorni di flirt ininterroti con qualsiasi portatore di pantaloni passatole a tiro.</p>
<p>La signorina molto soft, molto mammina o tutta dolcezza, potrà essere stimatissima come confidente ma dovrà essere in grado di tirare fuori gli artigli se serve.</p>
<p>Già, gli artigli. Le unghie, i gomiti, la voglia di farcela, la capacità di lottare ed entrare e gestire il conflitto.</p>
<p>Perchè davanti avrai un lupo. E un lupo o lo domini o ti mangia.</p>
<p>E al mio lupo preferito, al titolare dell&#8217;harem, va la frase di Angela Carter.</p>
<p>Da parte della donna che ieri ti ha occupato senza tanti complimenti la sala riunioni e si è gestita un meeting.</p>
<p>Ma tu che ieri mi hai mostrato quello spettacolo, sei quello che mi ha insegnato cosa volesse dire la compagnia dei lupi.</p>
<p>E mi viene da pensare che o ero un lupo anch’io o debbo essere stata maledettamente, spettacolarmente brava.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Meritocrazia]]></title>
<link>http://danzasullacqua.wordpress.com/2009/04/23/meritocrazia/</link>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 10:43:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annarella</dc:creator>
<guid>http://danzasullacqua.wordpress.com/2009/04/23/meritocrazia/</guid>
<description><![CDATA[Si fa un gran parlare in giro di meritocrazia ossia di quel sistema in cui responsabilità e riconosc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si fa un gran parlare in giro di meritocrazia ossia di quel sistema in cui responsabilità e riconoscimenti vengono assegnati secono merito, a prescindere da età, sesso, razza, simpatia ed altri ammenicoli.</p>
<p>Figo, si direbbe. Viene riconosciuto il merito, vengono riconosciuti impegno e risultati ottenuti.</p>
<p>Il problema, però, non è la definizione del sistema ma la definizione di cosa sia il merito.</p>
<p>Partiamo da un esempio semplice: i risultati ottenuti.<br />
In un particolare evento io posso avere ottenuto un risultato strepitoso per X, vagamente interessante per Y e totalmente ininfluente per Z.<br />
Se Z è quello che deve giudicare il merito, il risultato è uguale a 0. X ti considererà la Madonna mentre Z ti considera per nulla.<br />
Il merito, per quanto esista da qualche parte, a questo punto non sarà mai riconosciuto a prescindere da qualsiasi sistema.</p>
<p>Il secondo punto è il riconoscimento e la valutazione del merito: italiani, stranieri o alieni, il principio si basa non solo su un puro dato numerico, aumentato un qualcosa di 10, ma anche su pure questioni di simpatia.</p>
<p>Spesso mi vien da dire &#8220;Come si allacciano le scarpe i cocchi di mamma, nessuno&#8221;.</p>
<p>Perchè il riconoscimento del merito passa anche attraverso questioni quali rendere visibile il proprio impegno, fiducia e simpatia.</p>
<p>Se Z, che deve giudicarmi, si fida di me al 10% e potessi crepare che gliene frega di meno, il mio merito sarà sempre inferiore a quello di Cocco-di-mamma in cui c&#8217;è fiducia al 100% e simpatia al 100%.</p>
<p>Una situazione del genere, in cui tanto sei già dotato di handicap in partenza, porta a un notevole scazzo. Per farla breve o nascono altri obiettivi che nulla hanno a che fare con quello principale, o la prestazione sarà proporzionata all&#8217;aspettativa di riconoscimento.<br />
Se Z riconosce 10, do 10 perchè il resto sarebbe inutile non venendo neppure considerato.</p>
<p>Ciò parte anche da un puro principio psicologico per cui un&#8217;attività che porta gratificazioni, porta anche ad un maggiore impegno e partecipazione.</p>
<p>Se qualcuno mi venisse a parlare di obiettivi valutabili e misurabili, farei presente che anche l&#8217;obiettivo può essere assegnato sulla base delle simpatie o delle appartenenze.</p>
<p>Il concetto, detto anche &#8220;Portare avanti i propri accoliti&#8221;, nulla ha a che fare con la meritocrazia ma ne assume delle caatteristiche equiparando l&#8217;appartenenza ad un merito.</p>
<p>Ora, stabilito che in una valutazione, qui ed altrove, il feeling tra le persone conta 50, la definizione di merito è qualcosa di totalmente relativo, stiamo parlando di un sistema per buona parte dipendente dal fattore umano.</p>
<p>A seconda del lato in cui state potrete vedere la cosa come un suo merito o come una sua pecca. E&#8217; il sistema, baby</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Competenze in 2.0]]></title>
<link>http://danzasullacqua.wordpress.com/2009/04/10/competenze-in-20/</link>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 09:55:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annarella</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; un dubbio che spesso mi piglia: la competenza, in 2.0, più che basarsi sugli effettivi case]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E&#8217; un dubbio che spesso mi piglia: la competenza, in 2.0, più che basarsi sugli effettivi case study che si hanno a curriculum, si basa su quanti blah-blah sai fare.</p>
<p>Ad occhio più che di competenza e skill, direi si parla di &#8220;capacità di vendere fumo&#8221;.</p>
<p>Non importa cos&#8217;hai fatto, quali siano le tue effettive competenze. Prendendo l&#8217;esempio del cloud, cosa che sembra tirare molto, dati <a href="http://www.elasticvapor.com/">Reuven Cohen</a>, guru del settore, e qualsiasi blablante italico, vincerà il blablante italico</p>
<p>E più starai fuori dall&#8217;Italia e più questa cosa la vedrai.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Consulenti e pubblicità]]></title>
<link>http://danzasullacqua.wordpress.com/2009/04/08/consulenti-e-pubblicita/</link>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 21:44:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annarella</dc:creator>
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<description><![CDATA[Anni fa circolava una serie di spot di una grande azienda del settore informatico. Protagonisti i su]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Anni fa circolava una serie di spot di una grande azienda del settore informatico. Protagonisti i suoi consulenti, sempre a metà strada tra superman e la fantascienza pura.</p>
<p>Erano talmente fantascienza che neppure la più fuffara delle aziende di consulenza avrebbe potuto spacciare la cosa per realistica.</p>
<p>Di quella pubblicità mi è rimasto  un terrore: svegliarmi un giorno e trovarmi, come il consulente di uno di quegli spot, a parlare di sistemi aziendali davanti ad un quadro. Se aveste mai visto la pubblicità originaria, suppongo possiate condividere con me l&#8217;idea che sia un attimino allucinante.<br />
Analizziamola un attimo: il consulente e&#8217; in un museo col suo cliente. Il client   e&#8217; ignorante come una zappa e, di fronte ad un quadro astratto, chiede in che stile sia. Il consulente glielo spiega e trova modo di spiegargli anche i problemi della loro organizzazione aziendale.<br />
Ora e&#8217; vero che tutto cio&#8217; potrebbe essere piu&#8217; interessante che fare slide in power point e non devi neanche impazzire a cercarti i simbolini e fare stare il necessario in una pagina. Ma pone anche dei problemi non secondari tipo per il DB meglio Mondrian o Kandisky (o come si scrive). Pollock fa bene per un workflow? Miro sara&#8217; utilizzabile per un&#8217;applicazione web? Ai nuovi corsi da pm faranno delle sessioni apposite di storia dell&#8217;arte dette anche &#8220;You and the HR management: Hyeronimys Bosch&#8221; ?<br />
Poi mi e&#8217; chiaro che esistano applicazioni basate su soluzioni architetturali che ricordano molto questo quadro di Kandinsky</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.ibiblio.org/wm/paint/auth/kandinsky/kandinsky.comp-6.jpg" alt="" width="1132" height="745" /></p>
<p>Rimane però un&#8217;ultima domanda: se al cliente  l&#8217;arte moderna/contemporanea fa schifo proprio, che si fa ?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[2.0, lavori e realtà]]></title>
<link>http://danzasullacqua.wordpress.com/2009/03/27/20-lavori-e-realta/</link>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 21:19:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annarella</dc:creator>
<guid>http://danzasullacqua.wordpress.com/2009/03/27/20-lavori-e-realta/</guid>
<description><![CDATA[Stando un po&#8217; qui ed un po&#8217; là, succede che vedi le cose in maniera differente. Spizzich]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Stando un po&#8217; qui ed un po&#8217; là, succede che vedi le cose in maniera differente. Spizzichi situazioni, vivi e vedi cose diverse e, di conseguenza, ti trovi a vedere le cose in maniera differente.</p>
<p>Faccio un esempio easy: in questo periodo sto lavorando all&#8217;estero su un grosso progetto, di quei progetti da milioni d&#8217;utenti dove i soldi in ballo sono veri e non quelli del Monopoli.</p>
<p>Sono in una situazione quasi idiliaca, in cui potrei indifferentemente lavorare dall&#8217;Italia o dalla Germania, potrei stare in un ufficio o connettermi da casa.</p>
<p>Messa in parole povere: sono nella situazione in cui tutti i blah-blah letti in questi anni su homeworking, virtual teams, antani sono al loro posto.</p>
<p>Eppure preferisco prendere un aereo e stare a 800 km da casa, in un posto dove non si parla la mia lingua ed il clima non è tra i più idilliaci.</p>
<p>La scelta non è dovuta a fatti lavorativamente secondari, Germania posto dove si vive meglio, ma per puri, semplici fatti lavorativi.</p>
<p>Alla fine è meglio guardarsi in faccia, è meglio essere fisicamente alle riunioni, è meglio parlare faccia a faccia con le persone.<br />
Puoi condividere quanto vuoi ma il contatto fisico, il parlarsi, il guardarsi in faccia rimangono insostituibil. Puoi condividere i dati ma il resto continua a richiedere l&#8217;umano prima della metodologia e dei tools.<br />
Posso avere tutti i tools che voglio ma se debbo confrontarmi e discutere con indiani, francesi, tedeschi, inglesi, canadesi, segue-elenco-di-nazionalità, penso che il contatto reale continui e continuerà ad essere insostituibile.</p>
<p>Web 2.0, o fuffa 2.0, è una modalità che va bene per l&#8217;approccio, va bene per alcune cose ma va bene se e quando aiuta a diminuire l&#8217;entropia e la complessità. Non è e non deve essere un dogma da accettare/rifiutare in toto manco si parlasse di una proposizione metafisica.<br />
Essendo una metodologia, un approccio alla gestione delle informazioni e della comunicazione, deve esserne preso quanto serve ed utilizzato quando serve.</p>
<p>Visto che di 2.0 parliamo, parliamo anche delle professionalità. Leggendo i vari discorsi italiani, l&#8217;impressione è che le uniche figure richieste siano quelle legate all&#8217;ambiente marketing, community manager e tutto quanto ha a che fare con la comunicazione.<br />
Sbagliato, che qualcuno debba fare e gestire i blah va bene, altrettanto che ci sia qualcuno che sia in grado di gestire server, reti, programmi. Esistono altre professionalità oltre al marketing, esistono infiniti e svariati ambiti dove muoversi e, magari, quegli ambiti non sono soggetti al momento ed al dernier cri in fatto di lavoro.</p>
<p>Deve esserci gente in grado di parlare di cloud, SOA e Saas sapendo di cosa si tratta e calandoli nella realtà di chi ha davanti, non calando la realtà all&#8217;interno del suo dogma personale.<br />
Una cosa che spesso mi ha colpito, leggendo discussioni in rete, è l&#8217;approccio muro-vs-muro con inclusa metodologia di comunicazione &#8220;Io-so-tutto e te sei un cazzo&#8221;.</p>
<p>Scusate ma faccio fatica a vedere in un approccio simile qualcosa di diverso da quello del rapporto carnivoro-preda, dove al posto della preda abbiamo l&#8217;eventuale persona a cui fornire un servizio.<br />
Se vado a parlare di cloud con qualcuno, quel qualcuno ha l&#8217;identità di CLIENTE. Egli è sacro ed io debbo calare il cloud nella sua realtà ed è la sua realtà ad essere importante, non i miei personali dogmi o l&#8217;hype del momento.<br />
L&#8217;hype passa, la realtà ed il servizio fornito rimangono.<br />
Se approccio il cliente in modalità evangelist, o sono in grado di capire e pensare alla sua realtà o tutto quello che ne esce sono i blah-blah-hype.</p>
<p>Esiste un disperato bisogno di professionalità, di capacità di essere professionali.</p>
<p>Pensare di essere superiori a qualcuno, non è professionale. Pensare di essere migliori di chi ha il budget, visto che di lavoro e soldi si tratta, semplicemente suicida.</p>
<p>A meno che vogliate fare volontariato o siate membi di qualche setta, però è tutto un altro discorso.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Visibilità e meritocrazia]]></title>
<link>http://danzasullacqua.wordpress.com/2009/02/02/visibilita-e-meritocrazia/</link>
<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 13:57:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annarella</dc:creator>
<guid>http://danzasullacqua.wordpress.com/2009/02/02/visibilita-e-meritocrazia/</guid>
<description><![CDATA[Dice Wikipedia riguardo alla meritocrazia: &#8220;In a meritocracy, society rewards (by wealth, posi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dice Wikipedia riguardo alla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Meritocracy" target="_blank">meritocrazia</a>: &#8220;In a meritocracy, society rewards (by wealth, position, and social status) those who demonstrated talent and competence, demonstrated through past actions or by competition.&#8221;</p>
<p>Dice <a href="http://press.princeton.edu/chapters/s6818.html" target="_blank">Amartya Sen</a>, scusate se è solo un Nobel: &#8220;<em>The rewarding of merit is, to adapt a Kantian distinction, a &#8220;hypothetical imperative&#8221; that is dependent on the way we judge the success of a society; it does not involve a &#8220;categorical imperative&#8221; on what should in any case be done.</em>&#8220;</p>
<p>In parole povere, cosa sia il merito dipende da chi lo giudica.</p>
<p>In secondo luogo il merito, per esserci deve essere visibile. Togli visibilità e non hai il merito. PRaticamente Sen asserisce che la meritocrazia è il più relativista dei concetti visto che non esiste una definizione oggettiva dei meriti.</p>
<p>Nel momento in cui qualsiasi risposta concernente un sistema meritocratico include la parola &#8220;fortuna&#8221;, si è passati dal campo dell&#8217;oggettività a quello del giudizio meramente personale. Giudizio in cui contano di più visibilità e simpatia di qualsiasi valutazione soggettiva.</p>
<p>A questo, guardando un network su Facebook stamattina, mi è venuto in mente che chi ne faceva parte era già stato definito sulla base di un concetto di cui sarebbe stato effettuato un versioning a livello di meritocrazia. Perchè erano visibili.</p>
<p>Se chi mi deve giudicare non sa cosa sto facendo o non se ne interessa, non ho idea di come mi si possa parlare di meritocrazia. Mi si potrà solo parlare di visibilità e di interesse riguardo a quella persona. Persona non merito.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Impressioni a caldo]]></title>
<link>http://danzasullacqua.wordpress.com/2008/12/13/impressioni-a-caldo/</link>
<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 00:56:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annarella</dc:creator>
<guid>http://danzasullacqua.wordpress.com/2008/12/13/impressioni-a-caldo/</guid>
<description><![CDATA[Ho freddo. Terribilmente freddo. Non so più dove appartengo nè capisco più nulla. Se un negro, per q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ho freddo. Terribilmente freddo. Non so più dove appartengo nè capisco più nulla.</p>
<p>Se un negro, per quanto negro, ti fa un regalo educazione vorrebbe alcune cose.  Tipo dedicargli 2 picosecondi a dire grazie. Non si chiama rapporto di lavoro, si chiama educazione. Puro, semplicissimo rapporto umano.</p>
<p>Tra l&#8217;atro vorrei ricordarti che il cocco di mamma è li&#8217; perchè un giorno ti ho avvisato che se non ti muovevi entravano i competitors.  E&#8217; li in primis perchè mi sono mossa io e se tornassi indietro giuro su tutto che non lo rifarei per niente al mondo.</p>
<p>Adesso brucia, Dio se brucia come ti sei comportato stasera.</p>
<p>Quanto mi è bruciato sbatterti quel regalo in mano, dopo che mi avevi detto &#8220;dopo&#8221;, e dirti &#8220;Mi sono rotta di tenerlo in borsa&#8221;. Era il timeout, era lo stop a tante cose.</p>
<p>Ho pianto per la mia rosa, ho pianto disperatamente nell&#8217;andare via. Oggi sembro la lebbrosa che aveva tante palle ma dov&#8217;eravate voi alle 3 di notte? Dov&#8217;eravate voi durante le 50-60 telefonate al giorno? C&#8217;era qualcun altro a dirmi &#8220;Se non stai bene è un problema mio&#8221;, non voi. Un film già visto di cui conosco la trama a memoria.</p>
<p>Adesso siete pieni di attenzioni mentre mi lasciavate crepare a volte senza neppure rispondere.</p>
<p>E da ultimo, se non volevate, avevate solo da dirlo. Da dire NO. Si chiama assumersi le responsabilità come io mi assumo la mia.</p>
<p>In compenso chi ho lasciato, la ragione prima per cui ero arrivata li&#8217; è stato diecimila volte più umano e cortese di voi. Un confronto tra gli dei e gli uomini, forse ingiusto.</p>
<p>Oggi so qualè la strada da percorrere. So cosa devo fare.</p>
<p>Ma brucia come può solo bruciare la fiducia che avevo riposto quando mi avete detto &#8220;Quando ti abbiamo dato il messaggio che se andavi via ti avremmo punito?&#8221;</p>
<p>E il mio augurio è molto semplice &#8220;Possiate sempre trovare gente che vi tratta come voi avete trattato gli altri&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Wishlist 2008]]></title>
<link>http://danzasullacqua.wordpress.com/2008/12/09/wishlist2/</link>
<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 21:32:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annarella</dc:creator>
<guid>http://danzasullacqua.wordpress.com/2008/12/09/wishlist2/</guid>
<description><![CDATA[Caro portatore di regali, chiunque tu sia e qualsiasi nome tu prenda, vengo a te con questa mia, ass]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">Caro portatore di regali, chiunque tu sia e qualsiasi nome tu prenda, vengo a te con questa mia, asserendo di essere stata piuttosto buona quest&#8217;anno, e mi piacerebbe che fossero possibili alcune cose.<br />
Come tu sai i bambini veramente buoni chiedono la pace nel mondo o che la gente non soffra piu&#8217; la fame. Capisco e concordo e mi unisco ai bravi bambini nel chiedere cio&#8217; ma, in aggiunta, avrei alcuni piccoli desideri che con modesta somma e sforzo potresti anche soddisfarmi.</p>
<p>1) Che io possa finire da un cliente che mi piace, che stimo e con cui so che mi troverei bene lavorativamente. So che sembra scemo al primo posto ma, stante che certe questioni finiscono piu&#8217; per assumere le tonalita&#8217; da scelta-di-vita se debbo farlo almeno lo faccia dove e con chi voglio io.<br />
Caro portatore so benissimo che potresti dirmi che sono un po&#8217; monotona, fissata e che potrebbero esserci altre opportunita&#8217;. Nel caso sei pregato di farmele vedere perche&#8217; di gente isterica inizio ad averne un po&#8217; le palle piene e, capirai bene, piuttosto che un cliente isterico che assomiglia a Paperoga sarei molto piu&#8217; felice con cliente bello, ironico e che trasuda carisma anche quando stila i verbali di riunioni. Di piu&#8217; posso darti solo numeri di cellulare ed indirizzi email ma, visto che sono in un posto pubblico, capisci che non sarebbe bello.  Nel frattempo sei pregato di non farmi lo scherzo della barzelletta per cui il tizio di colore chiedeva di divenire bianco, vedere un sacco di acqua e di figa e qualcuno lo trasformava in un bidet.</p>
<p>2) Sono una schifida snob-modaiol-consumista e voglio il <a href="http://www.bluefly.com/Roger-Vivier-dark-brown-calf-hair-buckle-flats/SEARCH/213055500/detail.fly" target="_blank">un paio di scarpe come queste di Roger Vivier</a> e la <a href="Pop Bamboo" target="_blank">Pop Bamboo di Gucci</a>. So che si potrebbero tirar fuori obiezioni tipo costo/utilita&#8217;/ecc ma vuoi mettere cosa siano 2000 eurini(totali) a confronto della mia personale felicita&#8217; ?<br />
Suppongo ti ricorderai benissimo quando, di fronte alla vetrina di Gucci, iniziai a sbavare come un mastino napoletano perche&#8217; c&#8217;era la Messenger e quanto feci fatica a far capire al mio cervello che 650 euro erano un po&#8217; tanti nonostante fossi in trasferta (pertanto guadagnante meglio) e quell&#8217;oggetto mi stesse chiamando neanche i biscotti di Snoopy.<br />
Per le scarpe di Vivier attendo regalo estero perche&#8217; qui non so se ci siano e cio&#8217; potrebbe benissimo legarsi al desiderio (1) portandoti un saving: tu mi fai andare dove chiedo e, a quel punto,  a Vivier ci penso io . Se poi ci pensa un lui e&#8217; ancora meglio ma penso si scivolerebbe decisamente sul piano fantasy erotico-consumista.</p>
<p>3) Una bella vacanza eccitante in un posto stile Tassili ( o se uno vuole capire meglio <a href="http://static.flickr.com/101/269642390_15bb4ba3ae_o.jpg" target="_blank">Qui</a> &#8211; Grazie al signor <a href="http://www.flickr.com/photos/legecko/269642390/" target="_blank">Le Gecko di Flickr</a>)</p>
<p>Altre idee verranno signor portatore di regali. Tipo una bella settimana di relax a fare puccio nell&#8217;acqua calda o i massaggi per sciogliere la schiena e altre cosucce. Per adesso iniziamo con questi, gli altri verranno.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Alzi gli occhi e c'e' il cielo]]></title>
<link>http://danzasullacqua.wordpress.com/2008/11/20/alzi-gli-occhi-e-ce-il-cielo/</link>
<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 15:54:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annarella</dc:creator>
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<description><![CDATA[Stasera ero in giro per commissioni. Con la stanchezza accumulata che si sta facendo sentire e lo st]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Stasera ero in giro per commissioni.</p>
<p>Con la stanchezza accumulata che si sta facendo sentire e lo stress che chiede di essere scaricato.<br />
Una bizzarra sensazione di vuoto addosso, nessun coniglio bianco di rincorrere.</p>
<p>Nessun numero da tenere a mente ed il  tempo che tornava a scorrere e a non essere più un martello che ti batteva addosso.</p>
<p>Quasi zen come situazione.</p>
<p>Sono arrivata in piazza Vittorio, sono scesa dal tram e fatto il ponte a piedi.</p>
<p>Il Po era luci, scuro e piccole canoe. Sembrava quasi in serata di gala, quasi  fosse una festa.</p>
<p>Non credo fosse nulla d&#8217;eccezionale eppure mi e&#8217; piaciuto pensare che tutto quél brillare di luci fosse per me.</p>
<p>Senza che mi stessi ammazzando o inseguendo i conigli bianchi</p>
<p>E poi ho alzato gli occhi ed ho visto i Capuccini in blu e serata invernale.</p>
<p>E mi sono chiesta cosa stessi inseguendo.</p>
<p>Li ho guardati per un po&#8217; mentre un po&#8217; di stanchezza e stress scivolavano via.</p>
<p>Se questo post sembrera&#8217; molto &#8220;quindi?&#8221;, avete ragione perché lo e&#8217; </p>
<p><a href="http://danzasullacqua.files.wordpress.com/2008/11/l-640-480-f8e51512-e1ab-434f-98dd-bd65aa6161fe.jpeg"><img src="http://danzasullacqua.files.wordpress.com/2008/11/l-640-480-f8e51512-e1ab-434f-98dd-bd65aa6161fe.jpeg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" class="alignnone size-full wp-image-364" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La mia rosa]]></title>
<link>http://danzasullacqua.wordpress.com/2008/11/17/la-mia-rosa/</link>
<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 18:21:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annarella</dc:creator>
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<description><![CDATA[Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="flickr-photo" src="http://farm1.static.flickr.com/52/159343964_7bc2bd537f.jpg" alt="" /></p>
<p class="flickr-yourcomment">
<p>Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata.</p>
<p>Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento.</p>
<p>Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle).</p>
<p>Perché è lei che ho ascoltato<br />
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere.</p>
<p>Perché è la mia rosa  (Antoine de Saint-Exupéry)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Paperino e l'account di rete]]></title>
<link>http://danzasullacqua.wordpress.com/2008/11/10/paperino-e-laccount-di-rete/</link>
<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 21:22:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annarella</dc:creator>
<guid>http://danzasullacqua.wordpress.com/2008/11/10/paperino-e-laccount-di-rete/</guid>
<description><![CDATA[Come molti altri lavovatovi, Paperino utilizza uno username ed una password per connettersi alla ret]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come molti altri lavovatovi, Paperino utilizza uno username ed una password per connettersi alla rete aziendale.</p>
<p>Come in molti posti l&#8217;account si blocca dopo un tot di password errate.</p>
<p>Mediamente fa ben attenzione a non bloccare tutto l&#8217;ambaradan primo perchè le serve accedere all&#8217;ambaradan, in secondo luogo perchè detesta dover fare la trafila di call-center o chiedi-a-qualcuno.</p>
<p>Di solito faccio ben attenzione a non bloccare il coso e riesco nell&#8217;impresa.</p>
<p>Tranne oggi. Oggi ho stabilito un recordo essendomi trovata l&#8217;account bloccato 4-5 volte.</p>
<p>Incluso trovarmelo bloccato senza avere fatto nulla per delle ore.</p>
<p>Praticamente mi si è bloccato stamattina alle 9, a metà mattinata, dopo pranzo e stasera l&#8217;ho trovato di nuovo bloccato dopo che alle 18 funzionava splendidamente.</p>
<p>Ora se alle ore 18 funziona ed alle 21.45 non posso che supporre un &#8220;Ghost-in-the-Machine&#8221;  ossia un fantasma burlone che si mette li&#8217; digita una password a caso e sbarella il tutto.</p>
<p>Altre ipotesi non mi vengono in mente.</p>
<p>A meno di essere rincretinita del tutto e ciò mi turberebbe ben più di avere disimparato a scrivere password</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
