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	<title>legge-delle-leggi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "legge-delle-leggi"</description>
	<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 07:05:48 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[60 ANNI DI “SANA E ROBUSTA” COSTITUZIONE*]]></title>
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<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 16:45:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>brianzecum</dc:creator>
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<description><![CDATA[MODERNITÀ DELLA COSTITUZIONE ITALIANA PER LA SUA COERENZA CON IL COSTITUZIONALISMO UNIVERSALE Si dic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align:center;"><em>MODERNITÀ DELLA COSTITUZIONE ITALIANA PER LA SUA COERENZA CON IL COSTITUZIONALISMO UNIVERSALE<br />
</em></h3>
<p style="text-align:justify;">Si dice spesso che la nostra Costituzione è frutto di un compromesso tra le 3 grandi componenti della politica italiana: marxista, liberale e cristiana. Essendosi ormai sciolte queste componenti, molti sostengono che anche la Costituzione oggi dovrebbe poter essere riveduta e aggiornata alle nuove esigenze. Ma la nostra Costituzione repubblicana non parla soltanto la lingua italiana, né quella del periodo storico in cui fu scritta, il secondo dopoguerra, dopo la vittoria dei paesi basati sul principio democratico rispetto a quelli basati su altri principi: razza, gerarchia del capo… La sua validità è dovuta all’aver raccolto i frutti migliori della nostra storia, ma soprattutto all’averli riportati sul piano del <em>costituzionalismo universale</em>. Questo può essere fatto risalire alla Dichiarazione di indipendenza americana del 1776, in cui si affermava che tutti gli uomini sono stati creati uguali, dotati di alcuni diritti inalienabili come la vita, la libertà e la ricerca della felicità. Analoghi principi riemergeranno poi nella Rivoluzione francese e nelle conquiste civili successive, fino alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, emessa lo stesso anno della nostra Costituzione, il 1948. Questa pertanto si colloca in un ambito spaziale e temporale assai più ampio di quello domestico nazionale. Vediamone alcuni altri aspetti fondamentali.</p>
<ol style="text-align:justify;">
<li><strong>Legge delle leggi</strong>.  La nostra Costituzione ha accettato il principio della superiorità del dettato costituzionale rispetto alle leggi ordinarie, le quali, se lo contraddicono, vanno abolite: la Corte costituzionale è il tribunale preposto a questo giudizio. Viene così limitato l’arbitrio del legislatore, che non può uscire dai principi dettati dalla Costituzione stessa. Quest’ultima ovviamente può essere modificata, ma attraverso procedure più complesse e maggioranze più qualificate rispetto alle leggi ordinarie e nel rispetto di alcuni limiti di contenuto (i principi supremi non sono modificabili) .</li>
<li><strong>Poteri e contropoteri</strong>.  Uscendo dalla barbarie del totalitarismo fascista, i costituenti si sono preoccupati di dividere accuratamente i poteri, creando controlli e contropoteri per evitare che qualcuno potesse operare soprusi e prendere il sopravvento, ritornando così a derive totalitarie. Questa divisione del potere è del resto il frutto della democrazia americana e delle altre che si rifanno al costituzionalismo universale. Nella riforma costituzionale tentata dal precedente centrodestra e bocciata dal referendum del 2006, veniva fortemente rafforzato un potere, quello del Presidente del Consiglio, contravvenendo così a questo fondamentale principio del costituzionalismo universale.</li>
<li><strong>Solidarietà</strong>.  È un principio sancito dall’art. 2: “La Repubblica (..) richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Il tanto declamato “federalismo fiscale” non dovrà contravvenire a questo inderogabile dovere, così come eventuali sforzi per distruggere del tutto lo stato sociale.</li>
<li><strong>Personalismo</strong>.  È particolarmente sottolineato nella nostra Costituzione. In base a questo principio lo Stato è per la persona e non viceversa. Così “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli (..) che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (art. 3).</li>
</ol>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quali motivazioni</strong> sono portate per modificare la nostra carta costituzionale? Si parla spesso di efficienza e modernità, particolarmente urgenti nell’era della globalizzazione. È ovvio che l’esigenza di controlli e contropoteri appesantisce l’attività pubblica, può favorire una tendenza &#8211; che nel nostro paese è endemica – alla burocratizzazione e alla lentezza. Il caso più eclatante è l’inefficienza della giustizia, che si manifesta proprio nell’estrema lentezza del suo operare. Non sembra però che queste inefficienze si possano risolvere con modifiche costituzionali, essendo piuttosto da attribuire alla scarsa motivazione degli operatori, alla mancata valorizzazione del merito, alle spinte corporative e simili. Altrettanto può dirsi per la scarsità delle tecniche moderne, come l’informatica, che potrebbero accelerare i ritmi burocratici: non è solo dovuta alla magrezza dei mezzi economici, ma anche alla mancanza di responsabilizzazione, di senso civico, di ideali.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Avere o essere?</strong> È questo il piano sul quale dovremmo spostarci per valutare adeguatamente le istanze di modifica costituzionale. Lunghi decenni di consumismo e di televisione hanno abbassato le tensioni ideali della gente, in particolare delle masse operaie e dei giovani. La squadra del cuore, le gambe delle modelle, l’acquisto dell’auto o di vestiti si sono lentamente sostituiti nell’immaginario collettivo agli ideali della Resistenza, da cui è nata la nostra Costituzione. Così oggi si vincono le elezioni non affermando ideali di giustizia, di redistribuzione, di pace, di ambiente, ma accarezzando gli interessi “viscerali” degli elettori, come il bisogno di sicurezza contro gli immigrati, la demagogia di pagare meno tasse e così via. In una parola la cultura dell’avere ha soppiantato quella dell’essere e viene continuamente alimentata non soltanto dal potere mediatico, ma dallo stesso dibattito politico. Come sarà possibile, in una simile situazione, risalire la china e spostare l’attenzione su ideali più nobili? Forse non si dovrà prescindere dall’aprire gli occhi di fronte alla realtà globale: assai più che da qualche immigrato che delinque, la nostra sicurezza è minacciata dai rischi di <em>guerre</em> e di attentati scatenati dagli <em>squilibri crescenti</em> e dall’incombente <em>disastro ecologico</em>. Ma tutto ciò è conseguenza della cultura dell’avere, dell’”one way” liberista portata dovunque dalla globalizzazione. Forse qui sta il <em>nuovo fascismo</em> contro cui opporre oggi una <em>nuova Resistenza</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>In definitiva</strong> la nostra Costituzione repubblicana può essere suscettibile di alcuni ritocchi per rendere più snelli alcuni apparati e procedure, ma il suo impianto di fondo è sempre “sano e robusto”. I suoi principi di fondo sono attuali più che mai e andranno difesi strenuamente se dovessero di nuovo essere attaccati. Quello che è importante è invece procedere alla <em>attuazione</em> della Costituzione nei punti rimasti sulla carta, dare consistenza ad es. al diritto al lavoro o ad una giustizia efficace.</p>
<p style="text-align:justify;">*<em>Dall’incontro col prof. Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, del 16 aprile 2008 presso il comune di Osnago con Anpi e associazione La semina.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><em>Per riflettere</em></strong><em>:</em></p>
<p><em>-la  Costituzione italiana ricalca i principi del costituzionalismo universale;</em></p>
<p><em>-si colloca pertanto in un ambito spazio-temporale più vasto di quello del primo dopoguerra italiano;</em></p>
<p><em>-legge delle leggi: le leggi ordinarie non possono contraddirla;</em></p>
<p><em>-divisione dei poteri, controlli e contropoteri: per evitare derive autoritarie;</em></p>
<p><em>-solidarietà politica, economica e sociale;</em></p>
<p><em>-personalismo: lo Stato è per la persona e non viceversa;</em></p>
<p><em>-la Giustizia italiana non si sveltisce con modifiche costituzionali, ma motivando i giudici e premiandone i meriti;</em></p>
<p><em>-cultura dell’avere e pensiero unico liberista potrebbero costituire oggi il nuovo fascismo, contro cui opporre una nuova Resistenza;</em></p>
<p><em>-è importante attuare la Costituzione nei punti rimasti sulla carta.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><img class="aligncenter size-medium wp-image-168" title="DSCF1484" src="http://cdcm.files.wordpress.com/2009/10/dscf1484.jpg?w=225&#038;h=300" alt="DSCF1484" width="225" height="300" /></em></p>
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