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	<title>lemonde &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lemonde"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 03:00:19 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[La lune...]]></title>
<link>http://martinheeley89.wordpress.com/2009/11/14/la-lune/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 00:21:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Martin Heeley</dc:creator>
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<description><![CDATA[Well, apparently there is water on the moon. So say the Americans. I find it interesting that the BB]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Well, apparently there is water on the moon. So say the Americans. I find it interesting that the BBC chose to put something as huge as this as it&#8217;s third story. Le Monde has prioritised it. Le Figaro has it as it&#8217;s second story. This surprises me. I think France have some weird fascination with space. The fact that Rennes has a planetarium would seem to support this. Planetariums are rare at home, but they are also amazing. I think we just don&#8217;t care. So, yes. That is all.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Global warming]]></title>
<link>http://sicomorogiulianova.wordpress.com/2009/10/25/global-warming/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 18:30:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tratto da Il Foglio.it Adesso il mondo inizia a chiedersi: che fine ha fatto il global warming? Dal ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-868" title="LeMonde_global_warming" src="http://sicomorogiulianova.wordpress.com/files/2009/10/lemonde_global_warming.jpg" alt="LeMonde_global_warming" width="188" height="220" />Tratto da<a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/3651"> Il Foglio.it</a></p>
<p><strong>Adesso il mondo inizia a chiedersi: che fine ha fatto il global warming?<br />
Dal Monde alla Bbc, le temperature che non salgono più riaprono un dibattito che per tanti era chiuso</strong></p>
<p><strong>L’autorevole quotidiano francese Le Monde</strong>, mercoledì apriva la prima pagina con una grande foto di un iceberg in Groenlandia e un titolo a tre colonne su due righe: “Clima: il riscaldamento segna una pausa?”. L’articolo, pur sostenendo l’origine antropica del riscaldamento globale, spiegava che “le temperature potrebbero leggermente abbassarsi da qui a dieci-vent’anni”. Ecco perché “il dibattito tra gli esperti rende più difficile la conclusione di un accordo a Copenaghen”. Per “Copenaghen” si intende il grande summit mondiale che a dicembre vedrà tutti i paesi del mondo impegnati a firmare un documento comune per combattere i cambiamenti climatici. Il termine interessante nell’articolo del Monde è “dibattito”, parola che da qualche anno era scomparsa dagli scritti sull’argomento.</p>
<p><strong>Il dibattito – si diceva – è finito</strong>, ormai è chiaro che l’uomo è responsabile dell’innalzamento delle temperature sul nostro pianeta. Ultimamente, almeno fuori dall’Italia, sembra che questa non sia più una certezza: testate storicamente schierate con il catastrofismo spinto, sempre più scienziati e una grossa fetta di opinione pubblica stanno ritrattando la definitività delle loro posizioni. Ammettono cioè che forse il dibattito non è del tutto chiuso. Anche perché nel mondo fa freddo. Qualche esempio: la stagione calda 2008-2009 dell’emisfero sud della Terra ha fatto segnare un record non di poco conto: mai, da quando sono iniziate le misurazioni, era capitato che si sciogliesse così poco ghiaccio. In diversi paesi europei come l’Austria e la Polonia, nevicava a inizio ottobre, negli Stati Uniti si sono toccate temperature basse come mai negli ultimi cinquant’anni e in Alberta, Canada, non faceva così freddo dal 1928. “Che cosa è successo al Global Warming? Così le basse temperature stanno iniziando a scuotere la teoria del riscaldamento globale”, titolava il Daily Mail qualche giorno fa facendo eco al “Che è successo al global warming?” della Bbc della settimana prima. “Questo titolo potrebbe sorprendervi – scriveva l’articolista inglese – così come sapere che l’anno più caldo registrato globalmente non è né il 2007 né il 2008, ma il 1998. Eppure è vero. Negli ultimi undici anni le temperature non sono aumentate”.</p>
<p><strong>Negli stessi giorni</strong>, segnalato dal Times e ripreso dal Corriere della Sera, si scopriva che “il diario di Cook svela che il clima è immutato”. Cook è James Cook, famoso esploratore britannico di fine Ottocento. Le note metereologiche contenute nei suoi diari di viaggio e rilette oggi ci dicono che da una parte negli ultimi 190 anni il livello dei ghiacci della baia di Baffin si è ridotto in modo “lieve ma significativo”, ma altre misurazioni suggeriscono che la temperatura dei mari artici è cambiata di poco o niente e che nell’artico norvegese a inizio Ottocento le temperature rilevate in estate non erano molto più fredde di quelle registrate alla fine del Novecento. <strong> </strong></p>
<p><strong>Che cosa significa tutto questo?</strong> Di sicuro che l’osservazione della realtà comincia a introdurre dubbi nelle previsioni fatte al computer con modelli non ancora verificati. Questo fa sì che i cosiddetti scettici si stiano liberando della definizione di “negazionisti” coniata per loro da chi riteneva chiuso il discorso sul clima e comincino a far sentire la loro voce. Il film “Not evil, just wrong” è un esempio in tal senso: uscito pochi giorni fa, è un contro-documentario che critica le “verità scomode” del lungometraggio con cui l’ex vicepresidente americano Al Gore vinse l’Oscar e il Nobel per la Pace nel 2007.</p>
<p>Diretto da Phelim McAleer, “Non cattivo, semplicemente sbagliato” cerca di frenare l’isteria che il catastrofismo à la Gore ha generato negli ultimi anni. Al è in difficoltà, e non solo per la sorta di “nuvoletta di Fantozzi” che tradizionalmente lo accompagna quando parla di global warming in giro per il mondo (dove arriva lui si registrano quasi sempre temperature sotto la media), ma perché in troppi si stanno accorgendo delle esagerazioni apocalittiche che contraddistinguono i sostenitori del riscaldamento globale per cause antropiche: la scorsa settimana, dopo quattro anni passati lontano da domande scomode, Al Gore ha accettato di partecipare a una sorta di conferenza stampa in cui avrebbe risposto a tutte le domande dell’associazione dei giornalisti ambientali, la Society of Enironmental Journalists. A quell’incontro c’era anche, come membro effettivo dell’associazione, Phelim McAleer, regista di “Not evil, just wrong”, che a un certo punto ha chiesto la parola e, ottenutala, ha domandato ad Al che cosa pensasse dei “nove importanti errori” che un giudice inglese ha individuato nel suo film, tanto da vietarne la proiezione nelle scuole inglesi.</p>
<p>Gore ha risposto dicendo che nelle scuole invece il suo film è stato fatto vedere, ma McAleer ha insistito, chiedendo al premio Nobel di entrare nel merito, volendo sapere se avrebbe fatto qualcosa per riparare a quegli errori. A quel punto McAleer è stato circondato da due energumeni che lo hanno invitato fisicamente a tacere, con – nitida – la voce di uno dei responsabili dell’associazione di giornalisti che, rivolto alla sala regia, diceva: “Kill the mic!”, “spegnigli il microfono”.</p>
<p><strong>Quando si alza il tono dello scontro</strong> si ammettono implicitamente delle difficoltà. Così il governo inglese guidato da Gordon Brown (che due giorni fa spiegava che se a Copenaghen non si raggiungerà un accordo la Terra ha i giorni contati) ha messo in onda uno spot dedicato ai bambini sui pericoli che derivano dalla produzione di CO2. Non riuscendo ad avere presa sugli adulti nonostante i messaggi sui media siano a senso unico (tutti i sondaggi dicono che la gente è più preoccupata di economia e terrorismo che dei cambiamenti climatici) provano a spaventarli fin da piccoli: nel commerciale andato in onda questa settimana si vede un papà che racconta la favola della buonanotte alla piccola figlia che ascolta la storia con volto spaventato: “C&#8217;era una volta un paese in cui il clima era diventato molto molto strano”, dice il babbo; gli scienziati avevano detto che la colpa era della CO2 e che per questo molte città sarebbero state sommerse e i bambini avrebbero perso i loro cuccioli travolti da catastrofi naturali. Come combattere tutto questo? Ad esempio spegnendo la luce in camera quando non serve. “C’è un lieto fine?”, chiede la bimba spaventata. “Dipende da te”, risponde la voce fuori campo.</p>
<p>Oltre alla grossolanità della soluzione prospettata nello spot, questa campagna (costata sei milioni di sterline al governo britannico) ha scatenato le ire di moltissimi genitori oltre che dell’opposizione conservatrice: “Una pubblicità – ha detto Philip Davies – che rivela quanto logoro sia il punto di vista del governo se decide di spaventare i ragazzini per combattere il cambiamento climatico”. Ma il portavoce del dipartimento per il cambiamento climatico ha risposto che “per proteggere la prossima generazione dobbiamo motivarla”. Appunto, non terrorizzarla.</p>
<p><strong>Lo spot in questione</strong> è però in linea con gli allarmismi del premier inglese, che ha da poco dichiarato che “la Conferenza sul clima di Copenaghen è l’ultima possibilità per raggiungere un accordo globale, ridurre le emissioni ed evitare il disastro. Se non raggiungeremo un’intesa non ci sono dubbi: una volta che il danno delle emissioni è fatto, sarà troppo tardi”. In effetti col passare dei mesi l’appuntamento danese è passato da momento catartico e decisivo per il futuro dell’umanità a semplice punto di incontro dei vari potenti del mondo per riempirsi la bocca di clima. Così diversi politici già avvertono che non ci si deve aspettare molto da quello che nell’immaginario comune dovrebbe essere un “Kyoto 2”.</p>
<p>Come nel romanzo di Michael Crichton “Stato di paura”, più il meeting sul clima si avvicina più i media rilanciano i disastri per spaventare l’opinione pubblica e incastrare Obama e compagnia alle loro responsabilità. Responsabilità (vere o presunte che siano) di cui già approfittano non pochi paesi poveri: a fine agosto dieci paesi africani si sono riuniti per chiedere ai paesi industrializzati 46 miliardi di dollari perché per colpa loro in Africa fa caldo. Se il conto non verrà pagato, hanno avvertito, Copenaghen rischia di saltare.</p>
<p><strong>In tutto questo per fortuna il dibattito</strong> sulle vere cause del global warming si è riaperto, e ciò non può che giovare alla causa. L’articolo del Monde, oltre a sostenere che lo stop al riscaldamento globale non significa assolutamente che l’uomo non ne sia il responsabile, ammetteva che questo “raffreddamento” potrebbe essere dovuto a cause naturali. E questa è una notizia: a leggere certe cose, negli ultimi tempi, sembrava che la natura fosse stata ormai sostituita in toto dall’uomo.</p>
<p><strong>Leggi</strong> <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/cambidistagione">il blog Cambi di stagione</a></p>
<p>© 2009 &#8211; FOGLIO QUOTIDIANO</p>
<p><a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/31">di Piero Vietti</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: Sant’Ambrogio, l’ultima arma di Dario Fo]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/10/18/litalia-vista-dal-mondo-sant%e2%80%99ambrogio-l%e2%80%99ultima-arma-di-dario-fo/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 10:27:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lui, 83 anni si stava dedicando alle lezioni sull’arte drammatica ; lei, 80 anni, è stata europarlam]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-medium wp-image-378" title="fo_rame" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/10/fo_rame.jpg?w=300" alt="fo_rame" width="300" height="172" /></p>
<p>Lui, 83 anni si stava dedicando alle lezioni sull’arte drammatica ; lei, 80 anni, è stata europarlamentare. Per il loro ritorno sulla scena, al Teatro Piccolo di Milano, la loro città, Dario Fo e sua moglie, Franca Rame, hanno scelto di reinterpretare la figura del santo fondatore del capoluogo lombardo, in uno spettacolo intitolato Sant’Ambrogio e l’invenzione di Milano (dal 6 all’11 ottobre). Ma forse sarebbe meglio dire Milano e l’invenzione di Sant’Ambrogio…</p>
<p>Perché per Dario Fo e sua moglie, che già in passato sono stati bersaglio della Chiesa, Sant’Ambrogio (versi 340-397) non sarebbe altri che l’inventore dell’espressione “solo il furto ha fatto nascere la proprietà privata”. “Un vero e proprio comunista ante litteram”, <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/settembre/30/Sant_Ambrogio_vero_comunista__co_9_090930085.shtml">come ha rivelato al quotidiano milanese Il Corriere della Sera</a>. Ma per il drammaturgo, instancabile detrattore di Silvio Berlusconi, la cosa più bella è il fatto che alcuni elementi biografici di Sant’Ambrogio riecheggiano un po’ la situazione attuale del presidente del Consiglio, nato a Milano ed ingarbugliato in alcuni scandali privati di cui si rifiuta di ammettere l’esistenza.<!--more--></p>
<p>Inventivo, beffardo ed un po’ provocatore, Fo racconta : “Ambrogio ha vissuto una vita straordinaria. Tanto per cominciare, non era né battezzato né prete quando fu  nominato vescovo di Milano. Nato in una famiglia ricca, era un agnostico. Colto, ottimo organizzatore, dotato per le questioni amministrative, arrivò a Milano come Console. Alla morte del vescovo Aussenzio, Ambrogio fu chiamato a fare da arbitro tra diverse fazioni. Ci riuscì così bene che la folla lo nominò vescovo e lo acclamò”.</p>
<p>Un capo della Chiesa eletto dalla sua base: un tema che non poteva non attrarre questo compagno di strada della sinistra italiana. Tanto più che il seguito della storia mantiene le promesse iniziali. Ambrogio, che non voleva quest’onore, organizzò un’orgia per dimostrare di esserne del tutto indegno. Arrestato, si rivolse di nuovo ai Milanesi e confessò le sue colpe.</p>
<p>“È un po’ come se avesse risposto alle domande del quotidiano La Repubblica”, scherza Dario Fo, riferendosi alle domande poste dal quotidiano al capo del governo dopo le rivelazioni sugli scandali. La confessione della colpa gli valse l’assoluzione: “Sei proprio tu che vogliamo,  ribatterono i cittadini. Un uomo che ammette i suoi peccato non è un ipocrita”. Ambrogio si spogliò quindi del suo patrimonio ed accettò l’incarico. Il messaggio è chiaro: il milanese Silvio Berlusconi deve prendere qualche lezione anche dall’inventore di Milano, oltre che dall’inventore di Sant’Ambrogio.</p>
<p>Philippe Ridet (corrispondente da Roma)</p>
<p>Da LeMonde.fr, 03/10/2009, ore 18,26</p>
<p>Traduzione Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: Il Parlamento italiano approva un controverso provvedimento di amnistia fiscale]]></title>
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<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 10:15:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Sole 24 Ore, il grande quotidiano economico italiano sostenuto dalla Confindustria, ha pubblicato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-374" href="http://valeand.wordpress.com/2009/10/18/litalia-vista-dal-mondo-il-parlamento-italiano-approva-un-controverso-provvedimento-di-amnistia-fiscale/scudo_fiscale/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-374" title="scudo_fiscale" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/10/scudo_fiscale.jpg?w=300" alt="scudo_fiscale" width="300" height="214" /></a>Il Sole 24 Ore, il grande quotidiano economico italiano sostenuto dalla Confindustria, ha pubblicato lunedì 5 ottobre una “Guida all’amnistia fiscale”. Che sembra destinata al successo, dopo che, venerdì, il Parlamento ha approvato definitivamente un controverso provvedimento di amnistia. Pagando una tassa del 5%, gli italiani potranno rimpatriare capitali, immobili, titoli finanziari, yacht e gioielli. Inoltre, lo Stato amnistia anche alcuni reati come il falso in bilancio. Gli intermediari finanziari non saranno più obbligati, in caso di sospetto riciclaggio di denaro, ad avvertire le autorità.</p>
<p>« Abbiamo un sacrosanto bisogno di soldi » per la salute e la ricerca, ha spiegato Silvio Berlusconi prima del voto, difendendone il “realismo”, mentre la sinistra, l’Associazione nazionale dei magistrati ed il settimanale cattolico Famiglia Cristiana denunciano “lo Stato mafioso”, un “vergognoso regalo” ai truffatori e un “insulto alle persone oneste”.</p>
<p>La guardia di finanza stima in 300 miliardi di euro l’ammontare dei patrimoni transalpini all’estero, di cui 125 sarebbero in Svizzera (soprattutto nelle banche della zona di Lugano), 86 in Lussemburgo e… 2 miliardi nella Repubblica di San Marino. Il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, ha giustificato così il colpo di spugna giudiziario: “Non si poteva correre il rischio che per gli imprenditori fraudolenti, il ricorso all’amnistia fosse sinonimo di un’autodenuncia, che equivarrebbe ad una forma di suicidio”. Secondo la stampa italiana, la frode fiscale è praticata soprattutto dagli abitanti della laboriosa Italia settentrionale.</p>
<p>Durante il primo voto alla Camera, alcuni parlamentari di sinistra avevano abbandonato l’Emiciclo per protestare contro il provvedimento. Alcuni non esitano a definire l’Italia meno virtuosa “del cartello di Medellin”… Giovedì, l’ex giudice Antonio Di Pietro, leader del partito dell’Italia dei Valori, si è travestito da mafioso da operetta (con coppola e sigaro) per denunciare un “assegno in bianco” alla criminalità organizzata. Ironia della sorte, se l’opposizione fosse stata al completo per il voto definitivo di venerdì, avrebbe potuto bocciare il provvedimento.</p>
<p>Resta da sapere quanto esso renderà allo Stato italiano, che è il più indebitato d’Europa. Le due amnistie precedenti (2000 e 2002) avevano fruttato due miliardi di euro. Tremonti si rifiuta di fare previsioni, spiegando che la somma di 300 miliardi di evasione non può essere considerata come base di calcolo. “In questa cifra” ha dichiarato “ sono compresi  fondi prodotti dalle attività criminali che non rientreranno mai in Italia, con o senza amnistia”. Una buona sorpresa per il governo: l’intensificazione della lotta contro l’evasione decisa qualche mese fa ha permesso al fisco di rimettere le mani su quasi 4 miliardi di euro.</p>
<p>Philippe Ridet</p>
<p>Da LeMonde.fr, 05/10/2009, ore 15,41.</p>
<p>Traduzione Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[[VSO026] Lemonde - Dead By Dawn / Nobody]]></title>
<link>http://armandoferraz.wordpress.com/2009/10/04/vso026-lemonde-dead-by-dawn-nobody/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 13:20:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Armando Ferraz</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mais conheçido por Lemon D e claro pela parceiria com o Dillinja tanto nas produções no laboratório ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Mais conheçido por Lemon D e claro pela parceiria com o Dillinja tanto nas produções no laboratório ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[In Colorado, « rifiuti zero » sta per diventare realtà]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/09/30/in-colorado-%c2%ab%c2%a0rifiuti-zero%c2%a0%c2%bb-sta-per-diventare-realta/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 08:31:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
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<description><![CDATA[Boulder (Colorado) Inviato speciale Se gli Stati Uniti, paradigma della società dei consumi, riuscis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-355" href="http://valeand.wordpress.com/2009/09/30/in-colorado-%c2%ab%c2%a0rifiuti-zero%c2%a0%c2%bb-sta-per-diventare-realta/rifiutizero/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-355" title="rifiutizero" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/09/rifiutizero.jpg?w=252" alt="rifiutizero" width="252" height="300" /></a></p>
<p>Boulder (Colorado) Inviato speciale</p>
<p>Se gli Stati Uniti, paradigma della società dei consumi, riuscissero un giorno a trarre profitto dalle loro montagne di spazzatura, sarà grazie a lui. Sguardo scintillante, sorriso gioviale e barba folta, Eric Lombardi è, a 54 anni, il pioniere americano del riciclo, il portabandiera dei militanti dei “rifiuti zero”. Una sfida che lui raccoglie nella città di Boulder (Colorado), oasi ecologica situata ai piedi delle Montagne Rocciose.</p>
<p>Qui, Eric Lombardi dirige Eco-Cycle, che negli Stati Uniti è la più grande organizzazione senza fini di lucro nel settore del riciclo: i suoi sessanta dipendenti differenziano 50 000 tonnellate di rifiuti all’anno, vale a dire quasi la metà di quelli gettati dai 300 000 abitanti della contea. Il resto viene trasportato con dei camion e sotterrato in una discarica, a quaranta chilometri di distanza.</p>
<p>Ma forse ciò non durerà ancora per molto: la municipalità e la contea, impegnate in un percorso verso i « Rifiuti zero », hanno appena approvato, nel mese di agosto, l’ingrandimento dell’ultramoderno complesso di riciclo gestito dalla Eco-Cycle. Cioè 8  milioni di dollari (5,4 milioni di euro) di investimenti, che vanno ad aggiungersi ai 14 milioni di dollari (9,5 milioni di euro) già sborsati. Una politica finanziata con una delle rare tasse locali sui rifiuti domestici del paese.</p>
<p>Eric Lombardi sa mostrarsi persuasivo. “Ho un esercito di ottocento volontari pronti, in caso di bisogno, ad occupare la sede del Comune”, scherza. Quest’uomo ha alcune valide argomentazioni, tanto di carattere ecologico quanto economico. “Guadagniamo dei soldi che poi reinvestiamo. C’è un mercato per tutti i tipi di rifiuti: carta, metallo, materiale di risulta, compost… anche i più difficili da riciclare come le plastiche o il polistirolo” assicura. Alcuni di essi (i rifiuti differenziati, ndt) vanno in Cina, la maggior parte resta negli Stati Uniti.<!--more--></p>
<p>Secondo lui “le discariche e gli inceneritori sono competitivi solo perché non pagano come dovrebbero per i danni che provocano alla nostra salute, all’ambiente ed alle risorse naturali. Sotterrando e bruciando la spazzatura, si distruggono per sempre quelle che bisogna considerare, fin da subito, come ricchezze da reintrodurre nell’economia”.</p>
<p>Tutto è iniziato a Boulder, nel 1976. A capo della primissima associazione di riciclatori volontari degli Stati Uniti, Eric Lombardi organizza già allora la raccolta dei rifiuti direttamente presso le abitazioni dei cittadini. “La differenziata ed il riciclo erano troppo nuovi  per governanti a cui non piace prendersi dei rischi, ed avevano una rendita troppo incerta per il settore privato. L’iniziativa poteva partire solo dalla comunità”, afferma.</p>
<p>« Irresponsabilità »</p>
<p>Trent’anni dopo, da responsabile di uno strumento professionale, crea la prima organizzazione internazionale per i “rifiuti zero”: il Grassroots Recycling Network. “Mi sono detto che il riciclo era solo l’inizio. Sappiamo da dove vengono i rifiuti: dall’irresponsabilità degli industriali nella concezione dei loro prodotti, dai processi di fabbricazione fino agli imballaggi”.</p>
<p>Mobilitando migliaia di cittadini e decine di università, la rete intraprende una serie di battaglie, molto mediatiche, con gli industriali, per costringerli a rendere riutilizzabili i loro prodotti e ad utilizzare materiali riciclabili. Aziende come Coca Cola o Dell sono state costrette a cedere. Altre, come Wall Mart, preferiscono convertirsi prima di essere prese di mira.</p>
<p>Cofondatore della Zero Waste International Alliance, Eric Lombardi porta ormai il suo messaggio in giro per il mondo. Con una doppia argomentazione: “Per una città, il riciclo integrale è il mezzo migliore per raggiungere gli obiettivi di Kyoto. Ma è anche un buon business, che crea dieci volte più lavoro rispetto ad una discarica”. Senza dimenticare l’argomento principe: “I primi che si lanceranno diventeranno miliardari !”</p>
<p>Grégoire Allix</p>
<p>Da LeMonde.fr, 23/09/2009, ore 15,22.</p>
<p>Traduzione Carmine Valentino</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow:hidden;position:absolute;left:-10000px;top:1176px;width:1px;height:1px;"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="CENTER"><span style="font-size:x-large;"><strong>In Colorado, « rifiuti zero » sta per diventare realtà</strong></span></p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: La mafia calabrese  accusata di aver affondato navi di rifiuti tossici]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/09/30/litalia-vista-dal-mondo-la-mafia-calabrese-accusata-di-aver-affondato-navi-di-rifiuti-tossici/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 08:24:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un pentito della ‘ndrangheta (la mafia calabrese), un giudice tignoso ed un robot telecomandato : ci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-351" href="http://valeand.wordpress.com/2009/09/30/litalia-vista-dal-mondo-la-mafia-calabrese-accusata-di-aver-affondato-navi-di-rifiuti-tossici/300px-calabria/"><img class="aligncenter size-full wp-image-351" title="300px-Calabria" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/09/300px-calabria.jpg" alt="300px-Calabria" width="300" height="297" /></a></p>
<p>Un pentito della ‘ndrangheta (la mafia calabrese), un giudice tignoso ed un robot telecomandato : ci è voluta l’unione di questi tre elementi per far tornare a galla il mistero delle navi affondate nel Mediterraneo con il loro carico di rifiuti tossici e, secondo alcuni, radioattivi. Fino a quel momento, Francesco Fonti, 64 anni, condannato a cinquant’anni di carcere per traffico di droga e diventato &#8211; in cambio della sua libertà &#8211; “collaboratore di giustizia”, era stato poco ascoltato. Il suo dettagliato racconto in merito all’affondamento di tre navi &#8211; che egli stesso avrebbe effettuato nel 1992 &#8211; e ad una trentina di altri affondamenti &#8211; di cui avrebbe sentito parlare &#8211;  aveva ricevuto solo una modesta risonanza. L’associazione ambientalista Legambiente e le inchieste di alcuni giornalisti – tra cui quella di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, assassinati nel 1994 in Somalia – avevano tuttavia in parte confermato ciò che lui aveva detto. Si sapeva che i padrini calabresi – oggi convertiti al traffico di cocaina – si erano specializzati, negli anni ’80 e ’90, nel trasporto di rifiuti tossici verso l’Africa (parallelamente a quello delle armi). Ma non vi era prova del fatto che avessero potuto farli sparire in mare aperto. In mancanza del corpo del reato, la giustizia aveva archiviato gran parte delle inchieste. Per fortuna, non è stato così per quella riguardante la sparizione del Cunsky, un mercantile di 116 metri di lunghezza. Nel 2008, appena arrivato a Paola, una cittadina della Calabria, il giudice Bruno Giordano decide di riaprirla. Pur senza risorse finanziarie, ha potuto contare sul sostegno di Silvestro Greco, un ex biologo marino, assessore regionale all’ambiente. “Nessuno faceva nulla, ci sentiamo responsabili”, spiega questi.</p>
<p>Per finanziare le ricerche in mare, la Calabria ha sbloccato 700 000 euro. Il 12 settembre, un robot telecomandato ha scoperto un relitto che corrispondeva alle dimensioni del Cunsky, e che giaceva a 487 metri di profondità, a 14 miglia nautiche da Cetraro, sulla costa  occidentale della Calabria. Il robot ha effettuato una carrellata lungo lo scafo e la prua. La presenza di un buco provocato da un’esplosione conferma le ammissioni di Francesco Fonti. <!--more--></p>
<p>All’epoca, altre tre navi  &#8211; l’Yvonne A e la Voriais Sporadies, date per disperse, oltre alla Jolly Rosso, arenatasi con il suo carico di rifiuti &#8211; hanno conosciuto un destino simile. “Tutte queste navi hanno una storia comune”, racconta Andrea Palladino, giornalista del quotidiano comunista Il Manifesto. “ Formavano un convoglio che, nel 1989, è partito per andare in Libano a recuperare centinaia di tonnellate di rifiuti tossici provenienti da un’altra nave, la Lynx. Rifiuti, questi, che erano stati prodotti da industrie farmaceutiche e chimiche italiane. Una società milanese – la Jelly Wax – si dichiarava in grado di smaltirli, per 500 euro alla tonnellata, in un paese del terzo mondo. Con una spesa di 30 euro alla tonnellata, i guadagni potevano essere strabilianti. Partita da un porto italiano, la Lynx è transitata per Gibuti e per il Venezuela, per poi arrivare in Libano, ma ovunque è stata respinta.” L’ipotesi comunemente accettata è che,in seguito, alcuni intermediari abbiano optato per metodi più sbrigativi, affidando alla ‘ndrangheta il compito di far sparire nave e carico. “Era una procedura facile ed abituale”, ha dichiarato Francesco Fonti. Questa tesi, avanzata da Greenpeace già nel 1995, era stata scartata dal governo italiano.</p>
<p>Martedì 22 settembre, il giudice Giordano ha fatto una breve apparizione a Roma, per essere ascoltato dalla commissione antimafia del Parlamento. “se le rivelazioni di Fonti vengono confermate dalla scoperta del Cunsky, significa che almeno altre due navi ed il loto carico tossico giacciono lungo le coste italiane, e che il problema ora riguarda tutto il paese”, ha dichiarato. Del resto, esistono migliaia di pagine di documenti riguardanti procedure parte in Liguria, in Toscana o in Piemonte in merito alle sparizioni, sempre inspiegate, di altre navi come la Nikos I, la Mikigan, la Ani, la Marco Polo, la Koraline o ancora la Riegel. “Abbiamo chiesto di mettere insieme tutti i documenti e tutte le inchieste sulle navi affondate, oltre aquelli sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Ascolteremo i testimoni ed il pentito”, ha dichiarato il presidente della Commissione antimafia, Gaetano Pecorella. “È disposto ad andare avanti”, si rallegra il giudice Giordano. L’apertura di un’inchiesta di portata nazionale viene chiesta anche da Legambiente, che teme per le pressioni e le minacce che potrebbero raffreddare l’entusiasmo del giudice. Da sempre muto sulla questione, il governo italiano, tramite il ministero dell’ambiente, ha messo in campo risorse materiali ed umane per sostenere l’inchiesta, stabilire ufficialmente l’identità dello scafo ritrovato, risanare la zona e cercare altre navi.</p>
<p>“Il costo di queste operazioni non può essere sostenuto da un solo ministero. Non è più soltanto un problema della Calabria o dell’Italia, ma dell’intero Mediterraneo”, sostiene Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente, che ha l’intenzione di allertare l’Unione Europea e le Nazioni Unite. L’associazione afferma di voler fare di tutto affinché l’emergenza ecologica venga presa in considerazione e vengano quindi intraprese ricerche di grande portata nel Mediterraneo.</p>
<p>Francesco Fonti ha fatto altre rivelazioni che potrebbero trascinare gli investigatori verso gli ambienti della politica. Dal suo dettagliato racconto, pubblicato venerdì 18 settembre dal settimanale L’Espresso, emergono dei retroscena fino a quel momento trascurati. Si parla di un  agente dei servizi segreti italiani, di importanti uomini politici, di un balletto di auto di rappresentanza… Gli ambientalisti temono che accusando il potere dell’epoca di essere stato complice di questo traffico, Francesco Fonti cerchi &#8211; piuttosto che farla andare avanti &#8211; di insabbiare di nuovo l’inchiesta.</p>
<p>Philippe Ridet</p>
<p>Da LeMonde.fr, 24/09/2009, ore 15,29.</p>
<p>Traduzione Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: In Italia, il calciatore Maradona e l'attore porno Rocco Siffredi beccati dal fisco]]></title>
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<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 13:47:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
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<description><![CDATA[In Italia, paese nel quale ogni anno varie decine di miliardi di euro sfuggono al fisco, la stagione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-332" href="http://valeand.wordpress.com/2009/09/25/litalia-vista-dal-mondo-in-italia-il-calciatore-maradona-e-lattore-porno-rocco-siffredi-beccati-dal-fisco/maradona_napoli_0002/"><img class="size-medium wp-image-332 alignleft" title="maradona_napoli_0002" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/09/maradona_napoli_0002.jpg?w=266" alt="maradona_napoli_0002" width="253" height="286" /></a><a rel="attachment wp-att-333" href="http://valeand.wordpress.com/2009/09/25/litalia-vista-dal-mondo-in-italia-il-calciatore-maradona-e-lattore-porno-rocco-siffredi-beccati-dal-fisco/siffredi3/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-333" title="siffredi3" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/09/siffredi3.jpg?w=204" alt="siffredi3" width="204" height="300" /></a></p>
<p>In Italia, paese nel quale ogni anno varie decine di miliardi di euro sfuggono al fisco, la stagione della lotta all’evasione fiscale è nel suo pieno. Spesso tacciato di lassismo, il governo di Silvio Berlusconi – proprio lui che ha messo al sicuro alcuni dei guadagni delle sue imprese grazie ad una miriade di società offshore – si schiera su due fronti: fermezza per qualcuno e clemenza per tutti gli altri. Con la prima si pensa di far dimenticare la seconda.</p>
<p>La fermezza ha beccato due star transalpine : il pornoattore dalle 1 400 « opere » Rocco Siffredi ed il calciatore argentino, ex stella del Napoli degli anno 1980, Diego Maradona. Il primo è sospettato di avere, insieme a sua moglie, sottratto circa 200 000 euro al fisco italiano, dichiarando di risiedere in Ungheria, base delle sue attività professionali. Ora, egli possiede una sontuosa villa a Roma, città nella quale ha anche acquistato, recentemente, una moto di grossa cilindrata ed un’auto di lusso. Il fisco italiano lo sospetta di aver creato delle società fittizie per nascondere i suoi guadagni, che sono stati sequestrati. “Incrociando le date di tutti i suoi acquisti, siamo arrivati alla conclusione che viveva almeno per metà dell’anno in Italia”, afferma il brigadiere capo della Guardia di Finanza di Chieti (Abruzzo), che conduce l’inchiesta.<!--more--></p>
<p>Altra « vittima » : Diego Maradona. L’ex « Pibe de Oro » deve allo Stato italiano 32 milioni di euro, comprese le penali. Diventato allenatore della nazionale argentina di calcio, si era, fino ad ora, ben guardato dal rimettere piede nella Penisola.</p>
<p>Martedì 15 settembre si apprendeva che &#8211; forse per curare il suo disagio interiore dopo le controprestazioni della sua squadra? – “Dieguito” era sbarcato a Merano (nord), per una cura dimagrante a due passi dalla frontiera con la Svizzera. Altri due passi e sarebbe sfuggito agli agenti che, venerdì 18 settembre, sono venuti a chiedergli gli arretrati. In mancanza di meglio, gli hanno confiscato gli orecchini dal valore di 4 000 euro…</p>
<p>La clemenza, invece, si è manifestata sottoforma di un’amnistia entrata in vigore il 15 settembre. Questo provvedimento, chiamato “scudo fiscale” permetterà agli Italiani frodatori di rimpatriare o di dichiarare beni (soldi, immobili, titoli finanziari) che avevano portato all’estero all’insaputa del fisco, dietro il pagamento di un’ammenda equivalente al 5% della somma. Le persone interessate da queste vantaggiose condizioni hanno tempo fino al 15 aprile 2010 per scaricare un modulo dal sito del ministero delle finanze. Il governo, che si è esposto alle critiche dell’opposizione di sinistra, spera in questo modo di recuperare circa 3 miliardi di euro di tasse.</p>
<p>Nella attesa i familiari del “Cavaliere” recitano la parte dei bravi scolari. In un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera dell’11 settembre, Marina, la figlia maggiore del presidente del consiglio, ha spiegato che in tredici anni le aziende di famiglia hanno saldato 7 miliardi di euro di imposte. Cioè, dice lei, “un milione e mezzo ogni giorno nelle casse dello Stato”. Chi offre di più?</p>
<p>Philippe Ridet</p>
<p>Da LeMonde.fr, 21/09/2009, ore 15,53</p>
<p>Traduzione Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: L’Italia pensa di inasprire la repressione contro le violenze omofobe]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/09/25/litalia-vista-dal-mondo-l%e2%80%99italia-pensa-di-inasprire-la-repressione-contro-le-violenze-omofobe/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 13:40:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’Italia potrebbe presto dotarsi di una legge che reprima specificamente le violenze nei confronti d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a rel="attachment wp-att-328" href="http://valeand.wordpress.com/2009/09/25/litalia-vista-dal-mondo-l%e2%80%99italia-pensa-di-inasprire-la-repressione-contro-le-violenze-omofobe/omofobia-thumb/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-328" title="omofobia-thumb" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/09/omofobia-thumb.jpg?w=300" alt="omofobia-thumb" width="300" height="276" /></a></p>
<p>L’Italia potrebbe presto dotarsi di una legge che reprima specificamente le violenze nei confronti degli omosessuali e dei transessuali, raddoppiando le pene previste. Il testo, presentato da Paola Concia (Partito democratico, centrosinistra), è da quasi un anno all’esame della commissione giustizia della Camera di deputati, al fine di elaborare un articolo in grado di mettere d’accordo destra e sinistra. Dovrebbe essere oggetto di dibattito e di voto durante le prima settimana del mese di ottobre.</p>
<p>Quindi, non riguarderà l&#8217; autore, o gli autori, di un nuovo tentativo di incendio criminale, avvenuto alle prime luci dell’alba di domenica 20 settembre, contro un locale gay romano, il Qube. Non riguarderà neanche gli sconosciuti che hanno aggredito, il 19 agosto, il cantante Emilio Rez, o l’uomo che si è auto-definito come Svastichella, il quale, armato di coltello, è stato autore, il 22 agosto, di un’aggressione contro una coppia di omosessuali. E neanche i responsabili dell’esplosione, che ha provocato un ferito lieve e alcuni danni materiali, di un grosso petardo davanti ad un bar gay, avvenuta il 2 settembre.<!--more--></p>
<p>Queste violenze hanno avuto come sfondo Via San Giovanni in Laterano, ribattezzata come la Gay Street di Roma, una città nella quale gli omosessuali si scontrano con l’ostilità dichiarata di vari ed attivissimi movimenti di estrema destra. Ma altre aggressioni hanno avuto luogo a Firenze (Toscana), a Napoli (Campania) o in Puglia. Secondo l’associazione Arcigay, gli atti di violenza omofoba nella Penisola sono quasi quotidiani.</p>
<p>In assenza di statistiche, l’Arcigay procede ogni anno ad un proprio conteggio dei fatti più gravi. Nei primi nove mesi dell’anno, si sono lamentati 8 omicidi, 52 aggressioni, 7 estorsioni e 5 atti di vandalismo. Ai quali si aggiungono numerose discriminazioni, soprattutto in ambito lavorativo.</p>
<p>L’Italia, paese omofobo? “L’attuale clima di impunità non è cosa da poco” spiega Paola Concia, che si presenta come “l’unica parlamentare omosessuale dichiarata”. “Molti dei pregiudizi nei confronti dei gay o dei trans non esitano a manifestarsi. L’omofobia, meno viene repressa e più si diffonde. Inoltre, nessun governo ha mai fatto una vera campagna in favore della parità dei sessi. Quest’idea scandalizza ancora le istituzioni, che si tratti della classe politica o della Chiesa. Infine, la cultura italiana è segnata da una paura della diversità”.</p>
<p>La proposta di legge che deve essere discussa al Parlamento « è un primo passo », spiega ancora la Signora Concia, la quale dà testimonianza delle numerose reticenze espresse in commissione da parte, soprattutto, dei parlamentari del partito xenofobo della Lega Nord, fautore dei valori di virilità, e di quelli dell’Unione di Centro, vicina al Vaticano.</p>
<p>La Signora Concia ha recentemente incontrato il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, la quale le ha garantito la disponibilità del governo  a condurre una campagna di sensibilizzazione. “Ha ammesso che il problema fosse reale”, riferisce.</p>
<p>Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno (Popolo delle libertà, destra), ha condannato “Questi atti di violenza dovuti ad una minoranza di anti-gay, che ha promesso di isolare” mentre l’assessore alla sicurezza della città ha proposto l’installazione di telecamere nel quartiere di Via San Giovanni in Laterano.</p>
<p>Nel suo numero di domenica, il quotidiano di sinistra La Repubblica, ha pubblicato la testimonianza di un uomo aggredito il 22 agosto. “Roma” dice “è difficile per gli omosessuali”.</p>
<p>Philippe Ridet</p>
<p>Da LeMonde.fr, 21/09/2009, ore 15,18.</p>
<p>Traduzione Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: Ezio Mauro, domande d’onore]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/09/24/litalia-vista-dal-mondo-ezio-mauro-domande-d%e2%80%99onore/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 10:27:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
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<description><![CDATA[« Sei sicura di te ? » è l’unica domanda che, da giornalista preoccupato della verità dei fatti, Ezi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a rel="attachment wp-att-319" href="http://valeand.wordpress.com/2009/09/24/litalia-vista-dal-mondo-ezio-mauro-domande-d%e2%80%99onore/mauro/"><img class="size-medium wp-image-319 aligncenter" title="mauro" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/09/mauro.jpg?w=300" alt="mauro" width="300" height="225" /></a></p>
<p>« Sei sicura di te ? » è l’unica domanda che, da giornalista preoccupato della verità dei fatti, Ezio Mauro, direttore del quotidiano di sinistra La Repubblica, ha fatto, il giorno in cui la corrispondente del giornale da Napoli, Conchita Sannino, gli ha raccontato questa strana storia: Silvio Berlusconi si era recato alla festa per i diciotto anni di una ragazzina di nome Noemi Letizia, nella periferia della città portuale. In quel fine aprile 2009, nella redazione del quotidiano, al 90 di via Cristoforo Colombo, a Roma, questa incursione del presidente del consiglio è solo una cosa curiosa come un’altra. “Non avevamo alcuna idea del potenziale di questa storia”, racconta Ezio Mauro, più di quattro mesi dopo. Prudentemente, l’articolo viene pubblicato menzionando solo le iniziali del nome della ragazza.</p>
<p>Oggi è cambiato tutto. Le confuse spiegazioni del capo del governo italiano hanno trasformato la strana incursione in affare di Stato, e la cronaca del suo terzo mandato in una saga da Basso Impero. Ezio Mauro, 61 anni, l’ex ragazzo di Dronero (un comune di 7000 abitanti del Piemonte) che dirigeva il giornale del suo liceo chiedendosi come fare per far carriera, è diventato l’eroe della libertà di stampa. E forse della democrazia, da quando Silvio Berlusconi ha deciso di portare in tribunale il giornale e di chiedergli un risarcimento di 1 milione di euro per diffamazione. Eccolo oggi, a confronto con l’uomo che meno gli assomiglia, colui che, per renderli suoi complici, non esita a prendere gli italiani a testimoni della sua ossessione per le donne, e ad usare i metodi più violenti per far tacere i suoi detrattori.</p>
<p>Il suo ufficio gli assomiglia. Non ci sono giornali ammassati dappertutto, non ci sono foglietti attaccati ai muri. Il “direttore” si rimbocca le maniche ma conserva la sua riservatezza da piemontese. “Falso e cortese” dicono gli italiani dei loro connazionali del Nord. Nei dibattiti televisivi in cui tutti si insultano e si lanciano invettive, lui sa conservare il suo distacco da osservatore. Nella redazione, alcuni lo avrebbero voluto “meno prudente, più impegnato”. “Falso, è la persona più leale che conosca”, spiega Francesco Merlo, un giornalista ingaggiato da Ezio Mauro. “Tutte le culture italiane si confrontano con  La Repubblica. È un organismo vivo, che ha anche i suoi eccessi. Il distacco di Ezio, testimonia la sua eleganza. Non è facile mantenere il sangue freddo in un paese simile”.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Effettivamente, sarebbe facile farsi prendere dalle vertigini. Subito dopo Noemi è arrivata Patrizia, che confessa di essere stata pagata per andare al etto con il capo. Poi, si viene a sapere che una trentina di ragazze hanno animato le notti a pagamento del presidente del presidente del consiglio. La Repubblica racconta le contraddizioni di Silvio Berlusconi, la sua doppia vita, pubblica e privata, le interferenze della seconda sulla prima e fa domande. Dieci domande rituali, che vengono pubblicate ogni giorno. Che si basano su fatti accertati, su informazioni verificate, su dichiarazioni pubbliche. “All’inizio, le nostre domande erano destinate ad un’intervista”, racconta Ezio Mauro. “Abbiamo dato quattro giorni a Berlusconi per chiarire. Non ha voluto farlo e noi abbiamo deciso di pubblicarle così com’erano”.</p>
<p>“È la mia intimità”, si difende il “Cavaliere”. “Come se ci si potesse costruire un muro intorno, per impedire all’informazione di circolare”, si affligge Ezio Mauro. “Le contraddizioni del potere sono il vero campo d’azione del giornalismo e rappresentano un problema per la democrazia. I pettegolezzi non mi interessano affatto”. Mentre il governo vorrebbe trascinarlo sul terreno della lotta politica, facendo passare &#8211; per meglio denunciare una “strumentalizzazione” condotta dai “comunisti e dai catto-comunisti” &#8211; il giornale per il portavoce del Partito Democratico,  il direttore vuole restare nell’ambito professionale. “Come andrà a finire per il presidente del consiglio e per la democrazia italiana?” &#8211; si chiede. “Piuttosto, occupiamoci del giornale di domani”.</p>
<p>Il giornalismo è l’unica passione nota di Ezio Mauro, « Ho sempre voluto fare questo mestiere » ricorda. Una piccola lettera di raccomandazione gli permette di entrare alla Gazzetta del Popolo, un quotidiano di Torino. Gli affidano la cronaca. Mentre l’Italia, sulla scia degli attentati e degli omicidi, sprofonda negli anni di piombo, egli, da uomo di sinistra qual è, scopre la “violenza disumana e senza obiettivi politici” del terrorismo.</p>
<p>Sette anni dopo, cambio di giornale e di direzione. La Stampa, il giornale della famigli Agnelli, lo manda a Roma come giornalista politico. “Ho messo un punto d’onore: non accettare mai un pranzo o una cena con un politico , a meno che ciò non sarebbe potuto servire per i miei articoli. Con loro, viviamo fianco a fianco, ma siamo due razze differenti. Il nostro compito è di gettare luce su ciò che loro non vogliono dire”.</p>
<p>Voglia di impegnarsi ? Quando, nel 1996, prende le redini di La Repubblica, succedendo al carismatico Eugenio Scalfari, fondatore della testata nel 1976, Ezio Mauro ha subito l’impressione di essere a suo agio. “La Repubblica è il giornale che mi assomiglia di più”, dice. “È come una seconda pelle. Qui, la passione giornalistica può essere violenta, si possono portare avanti grandi battaglie nazionali e puntare sull’intelligenza degli italiani.”. Con le armi della sua discrezione e dei suoi principi, riesce a governare una redazione nella quale convivono alcune delle migliori penne italiane, da Umberto Eco a Pietro Citati.</p>
<p>La guerra è totale. Un giornale di destra, Libero, ha tentato di screditare Ezio Mauro con il pretesto che egli avrebbe pagato in nero una parte del costo del suo appartamento romano. L’attacco non è andato a buon fine. Ma le dimissioni, dopo una calunniosa campagna di stampa, di Dino Boffo, il direttore del quotidiano cattolico Avvenire, suonano come un “avvertimento”, dice Ezio Mauro, “a tutti gli editori dei giornali”. Tuttavia, la denuncia di Silvio Berlusconi contro La Repubblica, non ha provocato alcuna manifestazione di sostegno da parte di questi ultimi: “Non mi aspettavo alcuna solidarietà. Ognuno usa la propria libertà come gli pare” taglia corto, amaramente, Ezio Mauro.</p>
<p>La Repubblica ha i mezzi per resistere. Le vendite (580 000 copie) del quotidiano sono in aumento del 10 % circa. Un gruppetto, che va dai cinque ai dieci giornalisti, lavora esclusivamente sull’ “argomento Berlusconi”. L’appello per la libertà di stampa lanciato sul sito del giornale ha raccolto più di 350 000 firme. Una manifestazione è prevista per sabato 19 settembre a Roma. “Il semplice fatto di dover organizzare questo raduno proprio nel cuore dell’Europa è già abbastanza significativo” si lascia scappare Ezio Mauro. Ogni giorno, i lettori incoraggiano il giornale a non “arrendersi” ed a continuare a denunciare “l’anomalia occidentale” che è diventata l’Italia.</p>
<p>Il direttore di La Repubblica si dice pronto a pubblicare “Le dieci domande” al presidente del consiglio fino a quando ce ne sarà bisogno. Dall’altro lato del tramezzo, lo attende l’assemblea di redazione. Il titolo dell’edizione di domani? “Bisogna fare affidamento su Berlusconi, ci aiuterà sicuramente a trovarlo”, dice spingendo la porta. Giornalismo, nient’altro che giornalismo.</p>
<p>Philippe Ridet</p>
<p>Da LeMonde.fr 15/09/2009, ore 16:14</p>
<p>Traduzione Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BIENVENUE et Bonne visite...]]></title>
<link>http://97320okanews.wordpress.com/2009/08/15/bienvenue-et-bonne-visite/</link>
<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 05:37:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>97320okanews</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">
<p><strong><em> </em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pour Marc Gentilini, on assiste à une "pandémie de l'indécence" Le Monde.fr]]></title>
<link>http://qivi.wordpress.com/2009/08/10/pandemieindecence/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 18:15:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>treintafouire</dc:creator>
<guid>http://qivi.wordpress.com/2009/08/10/pandemieindecence/</guid>
<description><![CDATA[Le professeur Marc Gentilini, spécialiste des maladies infectieuses, est membre de l&#8217;Académie ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p><em><span>L</span>e professeur <a href="http://www.lemonde.fr/sujet/ee18/marc-gentilini.html">Marc Gentilini</a>, spécialiste des maladies infectieuses, est membre de l&#8217;Académie de médecine et l&#8217;ancien président de la Croix-Rouge.</em></p>
<p><strong>Comment jugez-vous la gestion de la grippe A ? </strong></p>
<p>Le poids qu&#8217;on attribue à la grippe A est indécent par rapport à l&#8217;ensemble de la situation sanitaire dans le monde. C&#8217;est une pandémie de l&#8217;indécence. Quand je regarde la situation de la planète, j&#8217;ai honte de voir tout ce qui est entrepris pour éviter cette grippe dont on ne sait que peu de chose.</p>
<p>Chaque semaine dans le monde, près de 200 000 enfants meurent de maladies. La plupart auraient pu être sauvés s&#8217;ils avaient eu accès à des médicaments ou à des programmes de prévention. Chaque année, 1 million de personnes meurent du paludisme dans l&#8217;indifférence quasi générale, dont 20 à 30 cas importés dans notre pays. La grippe A n&#8217;a provoqué qu&#8217;un <a href="http://www.lemonde.fr/planete/article/2009/07/31/grippe-a-la-france-confrontee-a-un-deces-suspect_1224616_3244.html" target="_blank">décès discutable en France</a>. Cette pauvre fille de 14 ans est probablement morte d&#8217;une autre cause. Mais un mort ici compte beaucoup plus que des milliers ou des millions ailleurs.</p>
<p><strong>Les pouvoirs publics ont quand même le devoir de prévoir les risques sanitaires&#8230;</strong></p>
<p>Il ne s&#8217;agit pas de jeter la pierre aux décideurs politiques qui sont piégés par leur &#8220;principe de précaution&#8221;. Le désastre de la canicule de 2003, politiquement, les hante.</p>
<p>Les recommandations de porter un masque, de se laver les mains ou de nettoyer les poignées de porte ne coûtent pas cher.  Tout cela a été bien fait par les pouvoirs publics et cette campagne ne coûte pas cher. Parler de <em>&#8220;grippette&#8221;</em> <em>[terme évoqué par </em><em>le professeur <a href="http://www.lemonde.fr/sujet/69a0/bernard-debre.html">Bernard Debré</a></em><em> dans un entretien au </em><a href="http://www.lejdd.fr/Societe/Sante/Actualite/Debre-38257/" target="_blank">Journal du dimanche</a><em>]</em> n&#8217;est pas sage<em>. </em>Pour l&#8217;instant c&#8217;est une grippette, mais pour demain, les pouvoirs publics ont raison d&#8217;envisager une dégradation sans céder au terrorisme sanitaire de certains &#8220;experts&#8221;.</p>
<p><strong>Que pensez-vous de la possible campagne de vaccination ?<br />
</strong></p>
<p>La décision d&#8217;acheter massivement des vaccins dont on ne sait rien, pour 1 milliard d&#8217;euros, ne me paraît pas raisonnable. C&#8217;est une mesure qui est dans la démesure. Un milliard d&#8217;euros, c&#8217;est trois fois plus que l&#8217;aide de la France aux pays en développement !</p>
<p>Que l&#8217;on décide de vacciner les populations à risque, les soignants, les pompiers et tous ceux qui doivent être mobilisés afin de rester disponibles au service de la collectivité, d&#8217;accord. Mais de là à vacciner tout le monde&#8230;</p>
<p>On ne sait rien de l&#8217;efficacité de ce vaccin et de ses éventuels effets indésirables. La souche du virus est bénigne, mais si elle mute et devient maligne, le vaccin qui a été élaboré à partir de la source bénigne sera inefficace.</p>
<p><strong>L&#8217;industrie pharmaceutique a-t-elle exercé des pressions sur les autorités ?<br />
</strong></p>
<p>Je ne sais pas s&#8217;ils ont exercé une pression et si, le cas échéant, les autorités en ont été victimes. Je sais que c&#8217;est une très bonne affaire pour les producteurs de vaccins ! Ce sont des entreprises privées qui ont besoin de faire des bénéfices. Je l&#8217;accepte. Néanmoins, c&#8217;est vraiment trop onéreux, et il est évident que tout cela doit être renégocié. Par ailleurs, on n&#8217;a pas beaucoup songé à l&#8217;accès aux vaccins des pays du Sud. Or, en matière de pathologie infectieuse, nous sommes tous solidaires. La pandémie est pour tous !</p>
<p><strong>Est-ce le principe de précaution qui est en cause dans cet affolement ?<br />
</strong></p>
<p>Le principe de précaution, en soi, est une bonne chose. Il faut évidemment faire le maximum pour éviter le pire. L&#8217;OMS donne l&#8217;impression de vouloir se racheter d&#8217;erreurs antérieures. Elle a commis un déni dramatique d&#8217;appréciation du sida qui a été, au début, sous-estimé, notamment en Afrique. Depuis, elle a peur de commettre la même erreur. A chaque nouvelle alerte, avec le SRAS <em>(syndrome respiratoire aigu sévère)</em> ou la grippe aviaire par exemple, on nous a préparés au pire. Heureusement, ça a tourné court, mais à la longue, on risque de désarmer son attention.</p>
<p>On nous a prédit le pire, mais l&#8217;opinion publique garde son calme. Elle enregistre, elle constate que la grippe A n&#8217;est pas très symptomatique et que les formes dites graves se comptent sur les doigts d&#8217;une main en France, même si on nous promet un automne douloureux.</p>
<p>On a d&#8217;un côté surestimé des situations qui se sont révélées peu graves, alors que trop de situations explosives, comme le sida ou le paludisme, restent sous-estimées.</p>
<div><strong>Propos recueillis par Jonathan Parienté</strong></div>
</blockquote>
<div>Voila , tout est dans l&#8217;article .<br />
J&#8217;en ai plus que marre de ce matraquage médiatique à propos de la grippe A . Finalement celle ci ne fait pas plus de  mort que le SIDA , le paludisme . . . mais on en parle tout le temps ! A chaque fois on dit de ne pas paniquer , mais connard , les gens ne paniquerai pas si vous nous saouliez pas avec ça !!!! La grippe normale , elle fait combien de mort chaques hivers ? ! On en parle autant ? Marre de ce pays de con . monde de con et comme dit <a title="Blog de Ced " href="http://t-aspashonte.blogspot.com" target="_self">Cèd</a> : je n&#8217;ai pas honte</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sondage interdit en image]]></title>
<link>http://mounirbensalah.org/2009/08/03/sondage-interdit-en-image/</link>
<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 22:44:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mounir</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: Con il Popolo della libertà (PDL), Silvio Berlusconi prepara la propria successione]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/04/14/litalia-vista-dal-mondo-con-il-popolo-della-liberta-pdl-silvio-berlusconi-prepara-la-propria-successione/</link>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 17:16:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
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<description><![CDATA[Silvio Berlusconi vuol vedere giovani dappertutto. Sui suoi canali di Mediaset, il suo impero televi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Silvio Berlusconi vuol vedere giovani dappertutto. Sui suoi canali di Mediaset, il suo impero televisivo, dove non è stato rinnovato il contratto con il leggendario presentatore italo-americano Mike Bongiorno (84 anni). E sul palco del Padiglione 8 della Nuova Fiera di Roma, dove, da venerdì 27 fino a domenica 29, si sta svolgendo il congresso costitutivo del Popolo della Libertà (PDL).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">La prima fila sarà riservata proprio a loro, per farli vivere più da vicino il momento della fusione definitiva tra Forza Italia, Alleanza nazionale ed altri cinque piccoli partiti di destra. Gli “<em>onorevoli</em>”, deputati e senatori italiani, saranno pregati di accomodarsi più indietro.<span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Un partito nuovo ? L’alleanza della destra italiana ha già un anno. E già una vittoria al suo attivo, quella che ha permesso al Cavaliere di conquistare per la terza volta la presidenza del consiglio. Ma non aveva ancora le sembianze di una vera formazione politica: un ufficio politico, una direzione ed un consiglio nazionale. E neanche un presidente: sarà lui, Silvio Berlusconi, eletto per tre anni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a rel="attachment wp-att-199" href="http://valeand.wordpress.com/2009/04/14/litalia-vista-dal-mondo-con-il-popolo-della-liberta-pdl-silvio-berlusconi-prepara-la-propria-successione/berlusconifacts/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-199" title="berlusconifacts" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/04/berlusconifacts.jpg?w=300" alt="berlusconifacts" width="213" height="188" /></a><span><!--more--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>LIFTING ED IMPIANTI</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Con le scenografie di Mario Catalano, l’architetto che prepara le scene sia per i grandi spettacoli di Mediaset che per la sala della presidenza del consiglio, questo congresso ha come scopo quello di ringiovanire Silvio Berlusconi che, malgrado i lifting e gli impianti di capelli, dimostra tutti i suoi 72 anni, e di invecchiare i cinquantenni di destra e di sinistra che ambiscono alla sua successione. Nella mente del presidente del consiglio, questo bagno di gioventù dovrebbe dare il via ad un salto generazionale. “<em>Spero che arrivi presto una classe dirigente nuova e mi permetta di riposare</em>”, ha confidato martedì alla stampa italiana.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Come a tutti i politici arrivati al vertice, neanche a Berlusconi farebbe piacere vedersi succeduto da coloro che hanno atteso che si liberasse il posto. Sono quasi quindici anni che gli avversari ed i successori designati del “<em>Cavaliere</em>” attendono la sua caduta (politica o giudiziaria) e la fine di Forza Italia, sprezzantemente definito come un “<em>partito di plastica</em>” perché è stato lanciato, alla fine del 1993, come si fa con una marca di detersivi. “<em>Il PDL sarà il partito dei giovani e delle donne</em>”, afferma Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del consiglio. L’amico di più lunga data di Silvio Berlusconi, Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, è ancora più diretto: <em>“Ha capito che se non vuole essere una meteora nella storia italiana, deve fondare un grande partito per il futuro, con volti nuovi. I Gianfranco Fini</em> (56 anni) <em>ed i Pierferdinando Casini</em> (presidente del partito di centro UDC, 53 anni) <em>hanno ormai fatto il loro tempo. Appartengono anch’essi alla storia.</em>”</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Organizzatore della propria successione, il « <em>Cavaliere</em> » ha già iniziato a dare le pagelle ai suoi ministri. Solo i più giovani, come Angelino Alfano, 38 anni, il ministro della giustizia, riscuotono il suo favore. A Maria Latella, autrice di un libro che rievoca la sua entrata sulla scena politica (<em>Come si conquista un paese, </em>edizioni Rizzoli), ha confidato: “<em>Potrebbe essere proprio lui il mio successore…</em>”</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>Philippe Ridet</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>da LeMonde.fr 27/03/09 ore 16.04</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Traduzione a cura di Carmine Valentino</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Corse : la fin d'un équilibre criminel]]></title>
<link>http://bigbazar.wordpress.com/2009/02/12/corse-la-fin-dun-equilibre-criminel/</link>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 20:53:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sarrdanapale</dc:creator>
<guid>http://bigbazar.wordpress.com/2009/02/12/corse-la-fin-dun-equilibre-criminel/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><object width="425" height="254"><param name="movie" value="http://www.dailymotion.com/swf/k5PHjH5IQ8kxqMWLCa"></param><param name="allowfullscreen" value="true"></param><embed src="http://www.dailymotion.com/swf/k5PHjH5IQ8kxqMWLCa" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="334" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Film sur le professeur Choron: Cabu, Philippe Val déboutés]]></title>
<link>http://disputonsnous.wordpress.com/2008/12/22/film-sur-le-professeur-choron-cabu-philippe-val-deboutes/</link>
<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 15:17:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>CAE</dc:creator>
<guid>http://disputonsnous.wordpress.com/2008/12/22/film-sur-le-professeur-choron-cabu-philippe-val-deboutes/</guid>
<description><![CDATA[Le juge des référés du tribunal de Paris a débouté lundi les dessinateurs Cabu et Wolinski, ainsi qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!--more-->Le juge des référés du tribunal de Paris a débouté lundi les dessinateurs Cabu et Wolinski, ainsi que le directeur de publication de Charlie Hebdo, Philippe Val, qui réclamaient l&#8217;interdiction de l&#8217;affiche du film &#8220;Choron dernière&#8221;, sur laquelle leurs noms sont mentionnés</p>
<p>Les trois hommes ont donc décidé d&#8217;assigner pour atteinte à leur nom les sociétés 3B Productions et Tadrart Films, respectivement producteur et distributeur du film.</p>
<p>Dans son ordonnance, la juge des référés Magali Bouvier a estimé qu&#8217;il n&#8217;y avait &#8220;pas lieu à référé&#8221;. En effet, écrit-elle, les demandeurs n&#8217;ont pas réussi à démontrer que la mention de leurs noms sur l&#8217;affiche &#8220;constituait une atteinte à la vie privée telle que leur diffusion prochaine constituait un péril imminent justifiant&#8221; l&#8217;interdiction de l&#8217;affiche.</p>
<p>Pour la magistrate, il est bien clair que le film de MM. Carles et Martin est un &#8220;film documentaire&#8221;, et que la mention incriminée &#8220;ne s&#8217;interprète pas d&#8217;évidence comme étant autre chose que la liste des personnes dont des interventions figurent dans le film (&#8230;) et il s&#8217;agit d&#8217;une information pertinente&#8221;.</p>
<p>source: <a href="http://www.lemonde.fr/web/depeches/0,14-0,39-37963869@7-37,0.html" target="_blank">Lemonde</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Philippe Jannet : "Les éditeurs de presse doivent avoir une responsabilité sur les contenus en ligne"]]></title>
<link>http://sciencespole3.wordpress.com/2008/12/08/philippe-jannet-les-editeurs-de-presse-doivent-avoir-une-responsabilite-sur-les-contenus-en-ligne/</link>
<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 11:53:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>sciencespole3</dc:creator>
<guid>http://sciencespole3.wordpress.com/2008/12/08/philippe-jannet-les-editeurs-de-presse-doivent-avoir-une-responsabilite-sur-les-contenus-en-ligne/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><object width="425" height="254"><param name="movie" value="http://www.dailymotion.com/swf/kvG6tDSez749FCRdee"></param><param name="allowfullscreen" value="true"></param><embed src="http://www.dailymotion.com/swf/kvG6tDSez749FCRdee" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="334" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Salle B, Hôtel Cassini]]></title>
<link>http://chocolatviennois.wordpress.com/2008/11/10/salle-b-hotel-cassini/</link>
<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 10:18:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sarrdanapale</dc:creator>
<guid>http://chocolatviennois.wordpress.com/2008/11/10/salle-b-hotel-cassini/</guid>
<description><![CDATA[Après la déception de l’Elysée, j’étais plus que circonspect avant de passer un après-midi au 32 rue]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="display:block;width:425px;margin:0 auto;"><embed src='http://widgets.vodpod.com/w/video_embed/ExternalVideo.743138' type='application/x-shockwave-flash' AllowScriptAccess='always' pluginspage='http://www.macromedia.com/go/getflashplayer' wmode='transparent' flashvars='' /> </span></p>
<p>Après la déception de <a href="http://chocolatviennois.wordpress.com/2008/10/30/elysee-aile-ouest/" target="_blank">l’Elysée</a>, j’étais plus que circonspect avant de passer un après-midi au 32 rue de Babylone, pour les <a href="http://sciencespole3.wordpress.com/" target="_blank">États Généraux de la Presse Écrite.</a><br />
Je ne sais plus vraiment pourquoi j’étais là-bas, il faudrait demander à <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Johann_Siegfried_Hufnagel" target="_blank">mon chef</a>, mais je me souviens qu’il y avait du monde.<br />
Derrière un croissant surgelé, Patino et le <a href="http://www.fonction-publique.gouv.fr/article540.html" target="_blank">Général d’Espeuilles</a>.<br />
Plus loin en train de déguster un café, Saint Simon dissertant avec quelqu’un de Publicis sur la tenue du Prince Auguste d’Arenberg.<br />
A moins que l’homme de Publicis (en ce dimanche soir, j’ai oublié son nom, mais <a href="http://sciencespole3.wordpress.com/le-pole-%C2%ABle-choc-dinternet-quels-modeles-pour-la-presse-ecrite%C2%BB/" target="_blank">tout est là</a>) discutait avec LVMH.<br />
Mariet parlait beaucoup et Princen gribouillait des notes. Conte riait des blagues du Duc de Gramont-Caderousse tandis que Marquis, le syndicaliste, lorgnait le bronzage du Baron Nigra de l’ambassade d’Italie. Des petits pains au chocolat aussi.<br />
Inventaire à la Prévert.<br />
Je regardais, j’écoutais et, mine de rien, malgré ma volonté première de me concentrer sur les jus d’orange <a href="http://www.oktopusgraphik.com/blog/images/Sicile.jpg" target="_blank">Pampryl</a>, je trouvais la discussion intéressante même si, deux semaines plus tard, je mélange un peu les époques.</p>
<p>(Je n’ai malheureusement pas d&#8217;images, mon appareil photo boudait. <a href="http://www.iut.u-bordeaux3.fr/journalisme/" target="_blank">Une jeune journaliste de Bordeaux</a> m’avait promis de m’envoyer une ou deux photos. Ce qu’elle n’a toujours pas fait, si jamais elle lit ce petit texte…)</p>
<p><strong>Bilan: Pourquoi pas</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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