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	<title>lentezza &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/lentezza/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lentezza"</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 07:44:26 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[ Trasmissioni dal faro N.3- Rubrica A.M.Farabbi. Ko Un- L’Isola che canta]]></title>
<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/11/22/trasmissioni-dal-faro-n-3-rubrica-a-m-farabbi-ko-un-l%e2%80%99isola-che-canta/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 17:02:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Con quale passo cominciare questo bianco, stasera. Questo bianco virtuale, questa lavagnetta interne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/NRRC94DvXwo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/NRRC94DvXwo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Con quale passo cominciare questo bianco, stasera. Questo bianco virtuale, questa lavagnetta internet su cui goccio inchiostro e piccola luce? Luce non mia. Io non sono niente. Viene da fuori e da sola riverbera. Comincio con un grazie per chi passa: per esempio i viandanti, i cacciatori, i pellegrini, le anime rosse, gli affamati che hanno in pancia la carestia e in bocca il desiderio. E proseguo con un grazieseme a chi si ferma, si siede, respira dentro questa piccola luce ed esce. Con un grazie a chi iscrive questa piccola luce virtuale nascendo due parole proprie a commento delle mie. <!--more-->Come i contadini che seminavano grano, con quel gesto ampio di fede. Il mio qui non è separazione, rifugio, non risposta, non è assenza dall’altro, non rispondendo.</p>
<p>Il mio qui faro è un tratto breve di terra che fa l’amore con i naviganti e con il mare. Dentro il fuoco della lampada e dentro anche la tempesta del cielo. Ma dentro anche il corpo di chi si ferma e si siede.</p>
<p>Questa sera la neve scende assomigliando alle farfalle o ai petali dei ciliegi. Ko Un canta in un luogo lontanissimo e io lo sento.  Da un’isola. Il mare ci congiunge. Il vento. La stessa neve. Lo stesso cono di luce che protegge e diffonde il suo canto.</p>
<p><a href="http://cartesensibili.wordpress.com/files/2009/11/img101.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6673" title="img101" src="http://cartesensibili.wordpress.com/files/2009/11/img101.jpg" alt="" width="215" height="303" /></a></p>
<p><strong>Ko Un <em>L’Isola che canta</em>, Antologia poetica (1992 – 2002), traduzione dal coerano e cura di Vincenza D’Urso, con opere pittoriche di Ko Un, Lietocolle, 2009, euro 13. <a href="http://www.lietocolle.com/">www.lietocolle.com</a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Poco più di cento pagine che fanno bene al petto. Già il fatto che la pubblicazione sia stata finanziata dal Korea Literature Translation Institute. Che un editore creda nella poesia, sfondando i confini, con l’aiuto di una studiosa traduttrice, di una donna che porta la torcia viva nel mondo come Vincenza D’Urso. Che un miracolo come il progetto di una traduzione venga aiutato economicamente annodando distanze, paesi, culture. Sia benedetta la traduzione, il confronto.</p>
<p>Poche cose esprimo: l’opera raccoglie una scelta da cinque raccolte estratte dal periodo migliore del poeta, dopo il 1992.  La poesia scende scende scende e improvvisamente diventa vasta. Si deposita sul foglio come una caduta precisa di neve. Semplice, chiarissima, limpida, abbagliante. E al lettore è dato camminare, con lentezza, con respiro, accogliendo l’oriente, la luce nel vuoto. Ko Un non è astratto: prende la parola e la impegna con un gesto terrestre, così come le riproduzioni nere delle sue pennellate: creature sul foglio: creature cantanti.  Lui dice: <em>Le poesie non esistono in antologie materiali. L’universo, lo spazio, l’immensità del tempo sono il loro palcoscenico più consono. </em>E dice: <em>…ma negli anni settanta, dopo la seconda guerra mondiale, dopo Auschwitz, dopo la Guerra di Corea e il conseguente nichilismo (ci chiedemmo con dolore se la poesia potesse avere più un senso), quando un giovane operaio si suicida in segno di protesta contro le disumane condizioni di lavoro. </em>E dice come rispondendo a sé stesso: <em>Io ho semplicemente scritto perché non scrivere sarebbe stato per me una condizione insostenibile. </em>Ma la necessità della scrittura ha consapevolezza dell’impermanenza, del movimento cosmologico dentro cui scompare la soggettività egoica, del ritmo, dell’eco, dell’energia che danza e fluisce nel canto. In questi fogli, la neve profuma non solo di Buddismo Zen – <em>Ko Un nel 1952 decide di entrare in monastero e prende i voti da monaco buddista. Studia meditazione Sŏn  e nel decennio successivo viaggia per tutta la Corea vivendo di elemosine…ma la corruzione che dilaga negli ambienti clericali buddisti diventa fonte di grande frustrazione…e sveste l’abito monacale per ritornare alla vita laic –. </em>Ko Un<em> </em>non è poeta astratto, ma ha in mano  tutti i fili della tessitura storica della Corea, dai servizi segreti sud coreani che lo arrestano, lo imprigionano varie volte, torturato, condannato all’ergastolo dalla Corte Marziale, militante nel movimento per i diritti umani e in quello dei lavoratori, tra tentativi di suicidio e resistenza civile e lirica. Sempre per una riappacificazione delle due Coree. Più volte nominato candidato per la Corea al Premio Nobel per la Letteratura. Tradotto in tutto il mondo ma …quanto è poco conosciuto qui in Italia.</p>
<p>Nasce nel 1933 e ancora canta grazie alla brava traduttrice e a un editore. Grazie a chi ascolta e ridiffonde il suo canto.</p>
<p><strong><em>Versi scritti in sogno la notte scorsa</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Là in cima all’albero,</p>
<p>guarda l’uccello che vi si è posato.</p>
<p>Là in cima all’albero,</p>
<p>guarda l’uccello che vola via dopo essersi posato.</p>
<p>Dopo che l’uccello è volato via,</p>
<p>guarda il punto in cima rimasto vuoto,</p>
<p>E poi, la vasta vacuità.</p>
<p>Guarda il grigio cielo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Felicità (ovvero un pò d'idee sul senso della vita)]]></title>
<link>http://fuoriasudovest.wordpress.com/2009/11/19/felicita-ovvero-un-po-didee-sul-senso-della-vita/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 21:58:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononmiallineo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sei tutto concentrato sul tuo periodo teso, in cui stai gettando basi su basi per la rivoluzione del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sei tutto concentrato sul tuo periodo teso, in cui stai gettando basi su basi per la rivoluzione del]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cracking art]]></title>
<link>http://virtuosamente.wordpress.com/2009/11/19/cracking-art/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 16:53:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>frafalla</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Perchè delle chiocciole di color fucsia, di grandi dimensioni, a spasso per la città? Perchè ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/curiosita/2009/11/18/visualizza_new.html_1618561484.html?idPhoto=1"><img class="size-full wp-image-145     aligncenter" title="DESIGN: MILANO; INVASIONE DI 12 CHIOCCIOLE GIGANTI FUCSIA" src="http://virtuosamente.wordpress.com/files/2009/11/ioandreelechiocce.jpg" alt="" width="394" height="345" /></a><em>&#8220;Perchè delle chiocciole di color fucsia, di grandi dimensioni, a spasso per la città? Perchè abbiamo bisogno di giocare con la città per costruirla idealmente, mentalmente per rompere l&#8217;ovvietà del nostro quotidiano urbano e per riscoprire l&#8217;esperienza dell&#8217;attraversamento urbano, del suo paesaggio. Abbiamo scelto <strong>le chiocciole</strong> perchè <strong>rappresentano con il linguaggio dell&#8217;arte contemporanea tre metafore</strong>: <span style="text-decoration:underline;">la prima</span> riguarda l&#8217;ascolto per via della &#8220;forma&#8221; delle chiocciole che ricorda l&#8217;orecchio umano; <span style="text-decoration:underline;">la seconda</span> l&#8217;abitare perchè questo simpatico animale si porta con sè la propria casa; <span style="text-decoration:underline;">la terza</span> concerne l&#8217;attualità tecnologica del segno grafico che rimanda alle comunicazioni in Rete. Infine, il progetto Re-generation di Cracking Art Group racchiude un ulteriore importante valore: le chiocciole sono fatte di plastica riciclabile. E questo vuol dire lasciare una traccia artistica sul territorio metropolitano in favore di un approccio all&#8217;ambiente eticamente responsabile&#8221;. Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura del Comune di Milano</em>.</p>
<p>Davvero suggestiva quest&#8217;installazione. E molto interessante i messaggi veicolati tramite questi simpatici animaletti. <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> <em><br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per Eva, ciclista uccisa dal delirio urbano]]></title>
<link>http://floremy.wordpress.com/2009/11/12/per-eva-ciclista-uccisa-dal-delirio-urbano/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 10:44:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>floremy</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per EVA per non farti finire tra le brevi Andavi in bici lentamente come facciamo noi che scegliamo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Per EVA per non farti finire tra le brevi</p>
<p>Andavi in bici lentamente</p>
<p>come facciamo noi che scegliamo l’aria, la lentezza e i rapporti umani,</p>
<p>la libertà e la mobilità dolcezza sostenibile.</p>
<p>Annullata per la tua vitalità, da un “disattento” che dice di “non averti vista”,</p>
<p>travolta in mezzo ad uno tuo sogno di una città diversa.</p>
<p>In bicicletta, partiremo ogni venerdì dal palo 27 dei Fori Imperiali</p>
<p>per ricordarti e dire di un’altra città possibile – nonviolenta</p>
<p>che non ripaghi quelli che non inquinano e fanno sorrisi ai semafori,</p>
<p>con la morte.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il giudice annulla, il prefetto non lo sa e si torna dal giudice]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/09/il-giudice-annulla-il-prefetto-non-lo-sa-e-si-torna-dal-giudice/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 07:06:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Maurizio Caprino Immaginate di aver preso l’anno scorso una megamulta per eccesso di velocità e d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>di Maurizio Caprino</p>
<p>Immaginate di aver preso l’anno scorso una megamulta per eccesso di velocità e di essere riusciti a farla annullare dal giudice di pace perché eravate in una situazione di emergenza grave che vi imponeva di correre. Immaginate che successivamente il prefetto vi notifichi la sospensione della patente per sei mesi.</p>
<p>A quel punto, vi tocca fare un altro ricorso al giudice di pace, che a gennaio fissa per il successivo maggio l’udienza. In quella sede, la stessa Prefettura dichiara che la sospensione della patente era infondata e così in pochi minuti il giudice chiude l’istruttoria rinviando all’11 giugno, quando chiude la causa, ovviamente a favore del ricorrente.</p>
<p>Insomma, quasi un anno di scartoffie e seccature per arrivare a un esito scontatissimo. E’ successo davvero, a Empoli. E temo vada così in buona parte d’Italia, perché è proprio tutto il sistema del contenzioso stradale a essere progettato per favorire queste assurdità: i giudici annullano i verbali ma le forze dell’ordine lo sanno in ritardo e quindi procedono come se niente fosse.</p>
<p>Così danno corso alle decurtazioni dei punti e alle cartelle esattoriali; se in ballo c’è anche la sospensione della patente, non fermano le prefetture, che quindi fanno partire ordinanze di sospensione immotivate a raffica.</p>
<p>Così la macchina della giustizia civile s’ingolfa ancora di più, per cause che non si dovrebbero fare per niente. Ma ovviamente non ne sentirete mai parlare in un dibattito pubblico o sui grandi giornali: mica è un processo a un politico di grido, un lodo o una legge che allunga la prescrizione. Però, se ci capitate in mezzo, vi rende più difficile la vita molto più di un qualsiasi lodo o legge ad personam.</p>
<p><a href="http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/2009/11/la-macchina-della-giustizia-il-giudice-annulla-il-prefetto-non-lo-sa-e-si-torna-dal-giudice.html#more">Continua a leggere &#8220;La macchina della giustizia: il giudice annulla, il prefetto non lo sa e si torna dal giudice&#8221; »</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi mangia di fretta, mangia troppo e... ingrassa]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/05/chi-mangia-di-fretta-mangia-troppo-e-ingrassa/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 09:09:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il segreto per mangiare meno e non ingrassare è la lentezza         È un problema che affligge quasi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il segreto per mangiare meno e non ingrassare è la lentezza         È un problema che affligge quasi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un  vecchio  filobus]]></title>
<link>http://oltreilcancello.wordpress.com/2009/10/21/un-vecchio-filobus/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 20:09:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Romina</dc:creator>
<guid>http://oltreilcancello.wordpress.com/2009/10/21/un-vecchio-filobus/</guid>
<description><![CDATA[Anni fa, durante la mia infanzia, abitavo nel quartiere Buon Pastore. Per venire qui in centro stori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://oltreilcancello.wordpress.com/files/2009/10/rev469291-ori.jpg" alt="rev46929(1)-ori" title="rev46929(1)-ori" width="350" height="236" class="alignnone size-full wp-image-3527" /><br />
Anni  fa, durante  la  mia  infanzia, abitavo  nel  quartiere  Buon  Pastore. Per  venire  qui  in  centro  storico, dove  ora  risiedo, c&#8217;era  un  mitico  filobus: il  <strong>sei  barrato</strong>. La  sua  caratteristica  principale  era  la  terrificante  lentezza  in  perfetto  stile  lumaca. </p>
<p>Il  sei  barrato  percorreva  Viale  Buon  Pastore  quasi  autocompiacendosi  della  propria  scarsissima  velocità. Era  sempre  traboccante di  <em>umarells</em>  e  <em>rezdore</em>  prepotenti &#8211; erano  terribili  a  quei  tempi &#8211;  che  lo  consideravano  una  proprietà  e  lo  utilizzavano  come  salotto  per  conversare  in  dialetto  ad  alta  voce, con  una  disinvoltura  e  una  mancanza  di  discrezione  stupefacenti.<br />
Il  sei  barrato  era  deprimente: adatto  sì  ai  ritmi  degli  anziani  e  della  città, ma  angosciante  per  chi  aveva  tutta  la  sana  e irrefrenabile  vitalità  dell&#8217;estrema  giovinezza. </p>
<p>Adesso  molte  cose  sono  cambiate, in  fretta  e  in  maniera  drastica. Tempo  fa  mi  trovavo  a  una  fermata  di  Viale  Veneto  per  prendere  il  cinque,  dovendo  andare  al  centro  commerciale  Leclerc. Quando  finalmente  il  cinque  è  arrivato, non  si  è  fermato  ma  ha  proseguito  la  sua  corsa  indifferente  a  noi  poveri  cittadini  in  attesa, fermi  con  la  faccia  stravolta, umiliati  e  ammutoliti  di  fronte  all&#8217;autobus  che  correva  via  ignorandoci  con  disprezzo.<br />
All&#8217;inizio  ho  pensato  che  l&#8217;autista  fosse  un  pazzo  o  si  fosse  fumato  sostanze  innominabili, ma  poi  alcuni  giorni  dopo  qualcuno  mi  ha  informato  a  proposito  della  cruda  realtà: ormai  gli  autobus  si  fermano  soltanto  se  i  passeggeri  immobili  in  attesa, quando  lo  vedono, gli  fanno  un  apposito  <strong>cenno</strong>  con  la  manina. </p>
<p>Dopo  aver  saputo  questo, ho  ripensato  con  nostalgia  al  caro, vecchio  e  ingiustamente  bistrattato <strong>sei  barrato</strong>: sì, era  noioso, un  po&#8217;  ridicolo  e  quasi  muffito, però  aveva  una  sua  umanità. Gli  autisti  erano  persino  soliti  aspettare  con  pazienza  i  ritardatari  quando  li  vedevano  correre  da  lontano  e  sbracciarsi  senza  ritegno.<br />
Quante  cose  sono  cambiate  in  breve  tempo!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il giudice fa la lumaca: condannato]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/16/il-giudice-fa-la-lumaca-condannato/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 09:10:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/16/il-giudice-fa-la-lumaca-condannato/</guid>
<description><![CDATA[Carlo Sangior­gio, ex giudice civile di Bellu­no finito più volte nella bufe­ra per la sua lentezza ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carlo Sangior­gio, ex giudice civile di Bellu­no finito più volte nella bufe­ra per la sua lentezza nella scrittura delle sentenze, do­vrà risarcire il ministero del­la Giustizia per 4286 euro. L’ha deciso la Corte dei Con­ti in tempi-record, visto che l’udienza si era tenuta lo scorso 15 ottobre, e questo in un certo senso è una beffa per quello che sui giornali era diventato il «giudice lu­maca ».</p>
<p>I suoi colleghi conta­bili hanno ritenuto il magi­strato, che oggi lavora a Ro­ma, responsabile di «colpa grave» per la condanna che il ministero di via Arenula aveva subito nel 2002, quan­do la Corte d’Appello di Tren­to l’aveva costretto a pagare 6909 euro a un paio di im­prenditori per i tempi lun­ghi con cui il tribunale di Bel­luno aveva trattato i loro pro­cessi.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">La Corte ha invece rigetta­to la seconda richiesta del so­stituto procuratore Maria Pa­ola Daino</span>, ovvero un risarci­mento di 30 mila euro per il danno d’immagine procura­to dal magistrato all’ammini­strazione della giustizia. Una recente norma con cui il Par­lamento ha convertito un de­creto legge del governo Ber­lusconi, limita la possibilità di richiedere il danno d’im­magine solo in caso di sen­tenze penali passate in giudi­cato per i fatti in questione e dunque è stata accolta l’ecce­zione di inammissibilità po­sta dall’avvocato veneziano Francesco Curato per conto di Sangiorgio.</p>
<p>La procura aveva invece chiesto che la norma non fos­se applicabile retroattiva­mente e aveva anche solleva­to una questione di legittimi­tà costituzionale che è stata però rigettata. In realtà anche laddove il giudice è stato condannato la Corte dei Conti ha accolto in parte le argomentazioni del suo difensore.</p>
<p>Sangior­gio è stato infatti condanna­to a pagare solo una parte dei 6909 euro, perché i fasci­coli gli erano arrivati già fer­mi da anni: nel caso più ecla­tante di quelli per cui il mini­stero della Giustizia era sta­to sanzionato, la parte aveva dovuto attendere la senten­za per ben 12 anni, ma il fa­scicolo gli era stato assegna­to dopo otto anni e dunque è stato deciso di non attri­buirgli l’intera colpa per i tempi biblici.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">Oltre alla sentenza conta­bile, a causa della sua lentez­za</span> il magistrato era anche fi­nito sia di fronte alla com­missione disciplinare del Consiglio superiore della ma­gistratura che di fronte al gup di Trento, dove è stato però assolto lo scorso marzo dal reato di omissione di atti d’ufficio.</p>
<p>E proprio quando emerse la notizia dell’indagine pena­le di Trento nei suoi confron­ti – che però riguardava un periodo diverso, dal 2002 al 2006 – perfino l’Ordine degli avvocati di Belluno aveva preso le sue difese, espri­mendogli stima e solidarietà e spiegando che forse sì, era un po’ lento. Ma era un bra­vo ed equilibrato giudice.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non so(g)no più]]></title>
<link>http://savohead.wordpress.com/2009/10/15/non-sogno-piu/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 20:12:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>savohead</dc:creator>
<guid>http://savohead.wordpress.com/2009/10/15/non-sogno-piu/</guid>
<description><![CDATA[È come se in una bolla d&#8217;inverno, io galleggi nel mio tempo. Come se su di una corda, io traba]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>È come se in una bolla d&#8217;inverno, io galleggi nel mio tempo. Come se su di una corda, io traballi nel correre. Nel buio.</p>
<p>Sembra quasi che non possa sperare. Quello che a volte mi rischiara la strada, non fa che creare miraggi e farmi rischiare un volo verso una rete che conosco sin troppo bene.</p>
<p>Perché in fondo è questo che fanno le persone, ti regalano un briciolo di quella sicurezza che ti fa alzare lo sguardo e vedere che c&#8217;è un po&#8217; più di luce, rispetto a prima. È solo che quando l&#8217;alzo io, lo sguardo, saranno quei cazzo di occhi che mi ritrovo, vedo illuminarsi la strada sbagliata.</p>
<p>Penso che il motivo sia la mia stupida testa. Come Sherlock, non mi si ferma mai, ma non è un bene o un vanto, anzi. Io, di solito, la lascio pascolare per valli e valli di campi aperti, innocua. Ma quando c&#8217;è qualcuno o qualcosa che mi sorride, io non resisto. Io, proprio, non ce la faccio a non lasciarmi andare a costruir castelli di carte, non ce la faccio a perdermici a peso morto. Io non ce la faccio a trattenere quella fantasia che mi mostra presenti e futuri possibili, senza un minimo piede per terra.</p>
<p>E non è mica colpa delle persone, se poi rimango deluso. Loro mica lo sanno che io le ho sognate mentre facevano qualcosa di splendido. Come possono capire i miei occhi, quando poi sono solo loro stesse?!</p>
<p>Oggi ho visto Skin, quella bellissima e bravissima cantante che è un po&#8217; come tanti: una che fa e ha fatto tante cose, un po&#8217; volute e un po&#8217; dovute. Ma che ha aiutato più di quanto pensi, tante anime in giro per il mondo. E io, che non ho ancora imparato a smettere di sognare, me la sono immaginata che firmava autografi, seduta nel tendone che le avevano allestito a Milano. Così ho sognato che potesse anche solo guardarmi. Poi che potessi stringerle la mano. Poi che sarebbe stato bello abbracciarla. Oppure toccarle quella testa rasata. O sentire l&#8217;odore della sua pelle. Oppure chiederle di firmare le copertine dei CD. O chiederle una dedica. Magari in video. Magari non per me, ma per una persona che sarebbe svenuta ai miei piedi, vedendola. &#8220;Tciao, Èlis. Questi è po tciè&#8221;.</p>
<p>E poi è arrivata più bella di quanto immaginassi e più sorridente e più di fretta e più tirata di qui e di là, seguita da cinque energumeni rasati e da un dj idiota che pensa d&#8217;esser figo solo lui, ma che, in fondo, è stato quasi più simpatico di quanto gli avrei concesso.</p>
<p>Non so perché io lo sperassi o lo sperino ancora i fan: le apparizioni e gli eventi mondani, sono uno dei momenti meno opportuni per realizzare un qualsiasi momento idilliaco (e sono certo che non dirà altrettanto la ragazza che l&#8217;ha abbracciata proprio oggi, ma voglio proprio arrivare lì, con il discorso).</p>
<p>Continuo a dimenticarmi che il segreto, in ogni situazione, è il dimenticarmi la speranza, il lasciar perdere i sogni. Non bisogna aspettarsi nulla da niente e nessuno, solo così, tutto ciò che arriverà, sarà guadagnato.</p>
<p>Ma sono ancora malato di speranza. Ed è una delle armi che mi ferisce di più.</p>
<p>Vorrei poter non sognare più, ma poi &#8230; chi sarei?!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IpoCRISIa]]></title>
<link>http://savohead.wordpress.com/2009/10/12/ipocrisia/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 17:37:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>savohead</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come tutti, sono ipocrita. Come pochi, mi incazzo per il mio esserlo. C&#8217;è una scelta un po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come tutti, sono ipocrita. Come pochi, mi incazzo per il mio esserlo.</p>
<p>C&#8217;è una scelta un po&#8217; audace, davanti a me: nonostante mi si dica che scendere a compromessi non infici il mio vissuto, io non riesco troppo ad accettarlo. Quindi mi invento spiegazioni soltanto per me, per permettermi di accettarmi. Ma non è che sia mai stato così capace di farlo.</p>
<p>Insomma, predicare bene e razzolare male è di tutti, ma spero di doverlo accettare solamente in questi casi di necessità. E visto che il giudizio su di una persona lo danno gli altri, spero che tutto questo possa esser visto per quello che è, appunto, una necessità.</p>
<p>Si possono accettare compromessi sui propri principi morali?! Lo si può fare per soldi?! Lo si può fare per avere un momento di quiete, almeno sul lato lavorativo?!</p>
<p>Per giustificarmi l&#8217;accettare compromessi, mi invento che sia &#8220;per studiare il nemico dall&#8217;interno&#8221;, ma poi penso che io un nemico non lo voglio; mi invento che &#8220;conoscere è sempre la via migliore&#8221;, ma sarebbe meglio imparare liberamente, non per soldi; mi invento che &#8220;è addirittura uno smacco per loro, darmi dei soldi senza sapere di prendersi in seno una serpe&#8221;, ma so per certo che non sarò mai serpe e asseconderò ogni loro volere &#8230;</p>
<p>Insomma, sembra una cosa enorme, ma in realtà è solamente un passaggio nella vita di una vite dell&#8217;ingranaggio. A chi importa?!</p>
<p>L&#8217;ultima alla quale mi appendo, nella quale credo di più e nella quale ripongo tutte le speranze è che &#8220;lo faccio perché almeno posso assicurare qualcosa a chi davvero tengo&#8221; &#8230; ma son sicuro che puoi disegnare il più bel sogno dell&#8217;universo, ma se chi vuoi che lo guardi e lo viva, è di spalle, non sarà servito a nulla più di un rumore nella foresta.</p>
<p>Tutto si riconduce anche a un discorso su cosa scrivere qui e quanto andare nel personale, avvenuto qualche giorno fa. Probabilmente modificherò qualche post passato. Non per occultare la realtà, non per modificare la storia. Per paura di ferire, per paura di rovinare, per paura &#8230; punto. Sono pavido e ipocrita. Lo so. Non me ne vanto e lavoro per imparare.</p>
<p>Spero che l&#8217;accettazione che ho per chiunque e qualsiasi cosa, possa essere condivisa da chi mi importa mi rimanga vicino. Anche tu che, grazie, hai letto questo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Incontro con Serge Latouche "La decrescita: una necessaria scelta personale" 26-ott-09]]></title>
<link>http://lcavicenza.wordpress.com/2009/10/12/incontro-con-serge-latouche-la-decrescita-una-necessaria-scelta-personale-26-ott-09/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 12:20:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>claudia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lentezza come… In questa prima edizione del “Festival della Lentezza” abbiamo cercato di declinare i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Lentezza come…</p>
<p style="margin-bottom:0;">In questa prima edizione del “<strong><a href="http://www.festivaldellalentezza.it/index.php?p=eccbc87e4b5ce2fe28308fd9f2a7baf3">Festival della Lentezza</a></strong>” abbiamo cercato di declinare il termine in 6 accezioni diverse e per ognuna di queste vi sarà la possibilità di avere un confronto ed un dialogo con ospiti di primaria importanza nel panorama nazionale ed internazionale.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Incontro con <a href="http://lcavicenza.wordpress.com/files/2009/10/07.jpg" target="_blank"><strong>Serge Lathouche</strong></a> il 26 ottobre 2009 a Selvazzano (PD)</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fingere e fingeremo]]></title>
<link>http://savohead.wordpress.com/2009/10/09/fingere-e-fingeremo/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 08:13:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>savohead</dc:creator>
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<description><![CDATA[A volte l&#8217;&#8221;esser&#8221; quello che gli altri si aspettano, anche se non lo si è, contrib]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>A volte l&#8217;&#8221;esser&#8221; quello che gli altri si aspettano, anche se non lo si è, contribuisce a non farci sentire il peso della scoperta di non essere ciò che vorremmo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Leggevamo Quattro Libri al Bar]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/07/leggevamo-quattro-libri-al-bar-2/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 09:15:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/07/leggevamo-quattro-libri-al-bar-2/</guid>
<description><![CDATA[Pubblico una mail ricevuta oggi da Vivere con lentezza: Carissimi amici, si appena conclusa la terza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Pubblico una mail ricevuta oggi da <em>Vivere con lentezza</em>:</p>
<p>Carissimi amici,</p>
<p>si appena conclusa la terza edizione della <strong><em>Leggevamo Quattro Libri al Bar</em></strong>, i partecipanti sono stati tantissimi: oltre 70 eventi in tutta Italia.</p>
<p>Queste poche righe sono per ringraziare tutti voi, che avete messo impegno e passione in questa avventura. Abbiamo avuto la conferma di quanto potente possa essere la Rete, da tanti angolini diversi siamo stati comunque tutti vicini.</p>
<p>La partecipazione di realtà come biblioteche, centri per anziani e cliniche psichiatriche ha completato il percorso di condivisione a livello nazionale.</p>
<p><strong><em>Speriamo di poter continuare a progettare con voi cultura e socialit</em></strong><strong><em>à</em></strong><strong><em> assieme al territorio.</em></strong></p>
<p>A presto e buona giornata,</p>
<p>la redazione<br />
<a href="http://www.vivereconlentezza.it/">www.vivereconlentezza.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ma so chi sta]]></title>
<link>http://savohead.wordpress.com/2009/10/05/ma-so-chi-sta/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 19:51:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>savohead</dc:creator>
<guid>http://savohead.wordpress.com/2009/10/05/ma-so-chi-sta/</guid>
<description><![CDATA[È un po&#8217; sempre quel discorso di pisciarsi vicino ai piedi &#8230; prima o poi quella nuvola d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>È un po&#8217; sempre quel discorso di pisciarsi vicino ai piedi &#8230; prima o poi quella nuvola d&#8217;energia, bellezza e amore, mi manderà a cagare a quattro mani.</p>
<p>S&#8217;è in un periodo strano, noi. Più che altro perché lei è in un periodo strano.</p>
<p>Io, ovviamente, me ne accorgo con la dovuta lentezza e prontamente non so che fare e come. Mi preoccupo più di quanto far ruotare intorno a me, piuttosto che sorreggere e far domande. Stupido, stupido, stupido. Oggi, poi, il dialogo è stato alquanto assurdo, se visto dall&#8217;esterno.</p>
<p>Lei &#8211; scusami, sono una palla, mi odierai<br />
Io &#8211; tutt&#8217;altro, mi spiace vederti così, più che altro non vorrei essere io la causa di tutto questo<br />
L &#8211; macché, perché?!<br />
I &#8211; che ne so, perché sono egoista<br />
L &#8211; no non so perché sto così &#8230; sì, avrei voglia di stare da sola, ma so anche che non mi aiuterebbe<br />
I &#8211; beh, se ti può far stare bene, non vedo perché no<br />
L &#8211; ma io non sono mai stata bene da sola, credo che la voglia nasca dal fatto che non mi sento più la stessa e non mi piaccio &#8230; ma tu riusciresti a stare senza di me?!<br />
(ok, se non avete sentito, quel boato era il mio cuore caduto nel fondo dell&#8217;abisso)<br />
I &#8211; n-no &#8230;<br />
&#62; silenzio &#60;<br />
I &#8211; aspetta &#8230; intendo &#8230; se il legame dovesse rimanere, ma tu dovessi aver bisogno di stare sola, lontana da me e da tutti &#8230; ovvio &#8230; ce la farei, sarebbe per il tuo bene &#8230; ma se tu &#8230; se &#8230; insomma, se non ci fosse più il legame &#8230; insomma &#8230; è naturale &#8230; fosse per il tuo bene &#8230; lo accetterei &#8230; ma no &#8230; non &#8230;<br />
&#62; silenzio &#60;<br />
I &#8211; ma &#8230;<br />
&#62; silenzio &#60;<br />
I &#8211; spetta &#8230; cosa ti aspettavi rispondessi?!</p>
<p>Intendo, non solo non sono capace di comprendere i problemi altrui (figuriamoci il figurarmi soluzioni), ma ne instillo anche di altri, che prima non si affastellavano sul mucchio &#8230; bravo, no no, braavo &#8230; &#8216;mplimenti!</p>
<p>Insomma, io sono un po&#8217; una chiavica a livello sentimentale-emotivo-cerebrale, ma riconosco che la persona che mi sta vicina, mi ha aiutato più di chiunque altra a superare problemi, crisi e offuscamenti; da una parte ora vedo quanto possano suonare assurdi dei pensieri che si fanno quando si traballa troppo (&#8220;mi spiace per te, che mi vedi sempre così e sono una palla e ti creo problemi e non devi e che te ne fai di una persona così&#8221;), dall&#8217;altra mi accorgo di non aver capito un cazzo di niente e di essere totalmente inutile. Quindi come posso spiegarle che:</p>
<p>- è la persona più importante di questo strano viaggio e vorrei potesse sorridere del meglio e sognare<br />
- non è e non sarà mai (per quanto nelle mie possibilità e in quelle della parola &#8220;mai&#8221;) un peso o un problema per me<br />
- non ha che da chiedere, dire o scrivere ciò che vuole da me e io, sinché ne sarò in grado, proverò a farlo<br />
- se il suo bene comprende la mia assenza, sono pronto ad affrontare anche questo<br />
- non so di preciso perché, ma la amo; e questa, unita a tutti i motivi che conosco perfettamente, è una delle cose più splendide che ci sia tra noi (è ancora e sempre una sorpresa, c&#8217;è qualcosa di meglio?!)</p>
<p>E devo smetterla di questuare colpe, altrimenti finirò per riceverle.</p>
<p>So benissimo di non poter pretendere nulla da nessuno al di fuori di me, quindi non basterà mai l&#8217;amore o la volontà mia, perché lei mi accetti e ricambi; ma so chi sta peggio fra i due e, in questo momento, mi sento inerme e incapace e inutile, di fronte al tremolio delle gambe che ho imparato a fare anche mie. Mi accorgo di quanto il mio chiedere aiuto, non sia stato altro che un chiedere aiuto, senza agnizione o coscienza. A quest&#8217;ora dovrei essere maestro nel sostenere qualcuno &#8230; e invece penso a instillare dubbi, a chiedere di me, a fare battute del cavolo per stemperare la situazione.</p>
<p>Ora lei penserà il contrario, ma so per certo che uscirà da questo periodo ruvido; e, di certo, ce la farà da sola, il mio supporto sarà insignificante. Anche questo è uno dei motivi per i quali voglio essere suo (l&#8217;amore è sopravvalutato, penso si debba riscoprire l&#8217;abbandono all&#8217;altro). In fondo siamo tutti egoisti, anche se non lo ammettiamo.</p>
<p>E chi non vorrebbe vicina la versione migliore di sé?!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Se la lentezza amplia gli orizzonti, salva il pianeta e ci fa vivere felici]]></title>
<link>http://fuoriasudovest.wordpress.com/2009/10/01/se-la-lentezza-amplia-gli-orizzonti-salva-il-pianeta-e-ci-fa-vivere-felici/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 20:31:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononmiallineo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da un pò mi frulla per la testa l&#8217;idea che ci debba essere una relazione tra la decrescita, il]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Da un pò mi frulla per la testa l&#8217;idea che ci debba essere una relazione tra la decrescita, il]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Disparate e disperate, disparità d'asperità]]></title>
<link>http://savohead.wordpress.com/2009/09/30/disparate-e-disperate-disparita-dasperita/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 17:22:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>savohead</dc:creator>
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<description><![CDATA[È difficile continuare a sorridere, sempre. Perché poi ti fermi un attimo e ti accorgi d&#8217;esser]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>È difficile continuare a sorridere, sempre.</p>
<p>Perché poi ti fermi un attimo e ti accorgi d&#8217;esser sano, così ti senti stronzo anche solo per aver pensato di &#8220;avere un problema&#8221;.</p>
<p>E scopri d&#8217;avere tanti amici insperati, e di esserti perso per strada troppe cose, per quel tuo credere di essere al centro di un qualche mondo.</p>
<p>E quando manchi a qualche impegno, deludi qualche speranza e non raggiungi quanto dovresti, non hai più voce a difesa e devi ammettere di essere mediocre.</p>
<p>Non vale nemmeno più il fatto che chi abbia vita facile a questo mondo, sia la persona che lo meriti di meno. Incassi e basta.</p>
<p>Finché non riesci a ritrovare un equilibrio instabile, ma che ti permette di non far troppi danni, non deludere o semplicemente credere.</p>
<p>O forse è solo che nelle onde delle vite altrui, c&#8217;è una coincidente salita che ti trasporta con sé.</p>
<p>Ma finisce che non sei quasi mai il solo a costruire la tua felicità. E non è quasi mai senza una vittima questo processo.</p>
<p>È difficile continuare a sorridere sempre.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tiepidolce]]></title>
<link>http://savohead.wordpress.com/2009/09/26/tiepidolce/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 22:44:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>savohead</dc:creator>
<guid>http://savohead.wordpress.com/2009/09/26/tiepidolce/</guid>
<description><![CDATA[È una sensazione strana, perché non è normale, non è ben chiara nel cuoreanimacervello, come sarebbe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>È una sensazione strana, perché non è normale, non è ben chiara nel cuoreanimacervello, come sarebbe possibile spiegarla a parole?!</p>
<p>È una di quelle sensazioni che sai che ti piace, sai che ti pervade ogni minima parte del corpo, tanto che quel corpo, non lo senti nemmeno più. Sei leggero e pesante insieme, sei caldo e fresco, ferito e sereno.</p>
<p>E forse è &#8220;tiepidolce&#8221;, la parola che userei per spiegarlo, perché mi suona di culla, mi suona di canto e mi suona di giusto.</p>
<p>Mi suona perfetta per quei momenti in cui qualcosa si rompe, qualcosa esplode, qualcosa ferisce e due persone non riescono a fare altro che stringersi di più. Sono infiniti gli esempi simili, ma viverli è, ovviamente, diverso.</p>
<p>Che non sai se essere triste per il dolore, non sai se essere forte dell&#8217;unione e non sai se sarai mai capace di aiutare. Ma quasi non ti importa, quel che ti riempie dentro è la bellezza del sentirti qualcosa di più di te stesso.</p>
<p>Non ricordo se l&#8217;ho già scritta qui, c&#8217;è un&#8217;espressione splendida, nel dialetto di qui, che sta a significare lo stupore, la meraviglia e l&#8217;inaspettata gioia che una persona prova, di fronte a una sorprendente realtà che lo accoglie:<br />
&#8220;ta shlarga ul fiaa&#8221;<br />
e il mio respiro &#8230; ora &#8230; è più immenso di ciò che provo per chi amo abbracciare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Schede video nVidia e kernel 2.6.30.]]></title>
<link>http://clarintux.wordpress.com/2009/09/25/schede-video-nvidia-e-kernel-2-6-30/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 16:21:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>clarintux</dc:creator>
<guid>http://clarintux.wordpress.com/2009/09/25/schede-video-nvidia-e-kernel-2-6-30/</guid>
<description><![CDATA[Alcuni possessori di una scheda video nVidia (nel mio caso una GeForce Go 7300) avranno notato un fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Alcuni possessori di una scheda video nVidia (nel mio caso una GeForce Go 7300) avranno notato un fa]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gente ingentemente intelligente]]></title>
<link>http://savohead.wordpress.com/2009/09/23/gente-ingentemente-intelligente/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 19:40:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>savohead</dc:creator>
<guid>http://savohead.wordpress.com/2009/09/23/gente-ingentemente-intelligente/</guid>
<description><![CDATA[È un semplice gioco di società, ne parlava Rousseau (quanto mi manca lo studiare queste cose teorich]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>È un semplice gioco di società, ne parlava Rousseau (quanto mi manca lo studiare queste cose teoriche che ti riempiono la bocca e fanno dire a tutti: &#8220;cacchio, questo sì che ne sa&#8221;, ma che in realtà mica l&#8217;hai capita tutta nemmeno tu, la cosa che stai dicendo):<br />
- io faccio quello che faccio, perché mi aspetto che tu faccia quello che fai</p>
<p>La società è così, se si vuole prosperare, se si vogliono raggiungere i meno peggiori risultati possibili insieme, andando ad abbracciare il maggior numero di individui, bisogna pensare cooperativamente. E non è una questione di comunismo o individualismo. È matematica, è fisica, è chimica.</p>
<p>E dato che non siamo a questo mondo perché siamo i preferiti di qualcuno, non siamo qui perché ci ha costruiti un orologiaio sadico, non abbiamo altro scopo se non il non averne alcuno, non possiamo raggiungere ciò che non è nelle nostre fisiche possibilità naturali; smettiamola di ritenerci così importanti. Non lo siamo. Punto.</p>
<p>Perché non ci vuole un genio per capire che l&#8217;unico motivo al mondo per il quale l&#8217;uomo potrebbe davvero fare la guerra, è l&#8217;amore. Non ci vuole un genio per capire che le guerre che davvero sono nate per questo motivo non si contano sulle dita di una mano. E biblioteche e biblioteche di gialli e thriller e legal-fiction si basano su tre soli moventi, dei quali uno solo è quello che reputo naturale. Gli altri due, sono invenzioni dell&#8217;uomo.</p>
<p>E allora perché dobbiamo continuare nell&#8217;errore?! Perché dobbiamo accanirci a vivere male?! A farci sangue cattivo?!</p>
<p>Perché se vivo nel massimo rispetto di ogni essere umano, il più attento possibile ai problemi sociali, a quanto è nelle mie possibilità per dare e non rubare, perché nessuno si fa scrupoli a buttarmelo al culo?! (chiedo scusa, ma è così che accade, dovessi fare un compendio della tesi, un giorno, ci metterò &#8220;abusare di me&#8221;)</p>
<p>Insomma, non sono un fricchettone che predica la pace, solo perché è troppo sballato per andare oltre il &#8220;non fate rumore attorno a me&#8221;, non sono uno di quelli che ha raggiunto la pace interiore e risplende di luce propria, ma se gliela rovini è capace di spezzarti le gambe senza disassare i propri chackra &#8230; no, sono uno che non sa fare altro che operazioni semplici e non riesce a vedere il perché del male in eccesso.</p>
<p>Non è poi così difficile:<br />
gli umani uccidono, rubano e compiono del male per tre motivi: amore, denaro e religione. Uno solo è irrinunciabile. Ora che il benessere acquisito da buona parte dell&#8217;umanità, potrebbe permettere di fare a meno dei due artificiali, perché non si riesce a rinunciarvi?!</p>
<p>Io voglio farlo. Forse per questo ho chiamato così questo posto.</p>
<p>E forse, un giorno, riuscirò anche a spiegarmi meglio <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[la lentezza e l'amore]]></title>
<link>http://illadrodiciliegie.wordpress.com/2009/09/23/la-lentezza-e-lamore/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 09:28:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
<guid>http://illadrodiciliegie.wordpress.com/2009/09/23/la-lentezza-e-lamore/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Non si guardavano. Nella penombra condivisa entrambi erano seri e silenziosi. Egli le aveva p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://www.municipio.re.it/cinema/catfilm.nsf/pes_pertitolo/7bef83f130e6dc8ac1256dab00305b95?opendocument"><img class="aligncenter size-full wp-image-972" title="fino_all'ultimo_respiro" src="http://illadrodiciliegie.wordpress.com/files/2009/09/jean_seberg_photo_71.jpg" alt="jean_seberg_ a_bout_de_souffle" width="475" height="673" /></a></p>
<p>&#8220;Non si guardavano. Nella penombra condivisa entrambi erano seri e silenziosi. Egli le aveva preso la mano sinistra e le sfilava e le metteva l&#8217;anello d&#8217;avorio e l&#8217;anello d&#8217;argento. Poi le prese la mano destra e le sfilò e le mise i due anelli di argento e l&#8217;anello d&#8217;oro con pietre dure. Lei porgeva alternativamente le mani. Questo durò qualche tempo. Continuarono ad allacciare le dita e ad unire i palmi. Procedevano con lenta delicatezza, come se temessero di sbagliare. Non sapevano che era necessario quel gioco perché una determinata cosa accadesse, nel futuro, in una determinata regione.&#8221;</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Luis_Borges" target="_blank">Jorge Luis Borges </a>· Il Gioco -  <a href="http://www.ibs.it/code/9788804271611/borges-jorge-l/tutte-opere-vol.html" target="_blank">Storia della notte</a></p>
<p>musica : <a href="http://dailymotion.virgilio.it/video/x8sifn_paul-weller-you-do-something-to-me_music" target="_blank">paul weller</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Leggevamo 4 libri al bar...a Magenta]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/09/22/leggevamo-4-libri-al-bar-a-magenta/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 08:16:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/09/22/leggevamo-4-libri-al-bar-a-magenta/</guid>
<description><![CDATA[Ricevo da un collega book-crosser e pubblico volentieri. Istituto di Scienze psicologiche &#8211; “ ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ricevo da un<em> collega </em>book-crosser e pubblico volentieri.<br />
Istituto di Scienze psicologiche &#8211; “ Hocus Pocus” -  con il Patrocinio del Comune di Magenta</p>
<p>Aderendo al progetto nazionale dell’Arte di Vivere con Lentezza</p>
<p>Invita alla Conferenza “Leggevamo 4 libri al bar&#8221;<br />
incontrarsi e raccontarsi attraverso un libro che ci accompagni a</p>
<p><strong>RALLENTARE QUANDO POSSIAMO CORRERE QUANDO DOBBIAMO</strong></p>
<p>Giovedì  24 Settembre 2009  &#8211; Ore 21</p>
<p>Presso Bar “The Rose” &#8211; Via 4 Giugno 63 &#8211; Magenta (MI)</p>
<p>Interverranno: Dott. Luca Del Gobbo (Sindaco di Magenta)</p>
<p>RELATORI:<br />
Dr. Giuseppe Rescaldina (Psicologo-Psicoterapeuta)</p>
<p>Dr. Raffaella Bruni (Psicologa-Psicoterapeuta)</p>
<p>Sig. Riccardo Colombini (Attore)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[la lentezza e la memoria]]></title>
<link>http://illadrodiciliegie.wordpress.com/2009/09/19/la-lentezza-e-la-memoria/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 15:06:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione fra le ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://www.fotocommunity.it/search?q=birmingham&#38;index=fotos&#38;options=YToyOntzOjU6InN0YXJ0IjtzOjI6Ijk2IjtzOjc6ImNoYW5uZWwiO3M6MToiMCI7fQ&#38;pos=99&#38;display=11070887"><img class="aligncenter size-full wp-image-968" title="lentezza-kundera" src="http://illadrodiciliegie.wordpress.com/files/2009/09/lentezza.jpg" alt="lentezza-kundera" width="655" height="491" /></a></p>
<p>C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio.<br />
Prendiamo una situazione fra le più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo.<br />
Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo.<br />
Nella matematica esistenziale il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio.<br />
Da tale equazione si possono dedurre diversi corollari, per esempio il seguente: la nostra epoca si abbandona al demone della velocità ed è per questo motivo che dimentica tanto facilmente se stessa.<br />
Ma io preferisco rovesciare questa affermazione: la nostra epoca è ossessionata dal desiderio di dimenticare, ed è per realizzare tale desiderio che si abbandona al demone della velocità; se accelera il passo è perché vuole farci capire che oramai non aspira più ad essere ricordata; che è stanca di se stessa, disgustata da se stessa; che vuole spegnere la tremula fiammella della memoria.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milan_Kundera" target="_blank">Milan Kundera</a> &#8211; <a href="http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=884591447X" target="_blank">La lentezza</a></p>
<p>musica : <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mN6ZK1TvtBI" target="_blank">gentle giant</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Impari]]></title>
<link>http://savohead.wordpress.com/2009/09/17/impari/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 18:28:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>savohead</dc:creator>
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<description><![CDATA[Io, questo blog, un giorno lo tengo davvero, te lo giuro. Non arrabbiarti se ti prometto cose che po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Io, questo blog, un giorno lo tengo davvero, te lo giuro. Non arrabbiarti se ti prometto cose che poi sembrano non arrivare mai a un dunque.</p>
<p>Prima o poi mi farò una bella lista delle cose che servono alla mia vita, perché si possa diventare Gandhi. E magari aprirò davvero un posto che si chiami solo così e parli solo di quello, così che io possa usare questo spazio per ciò che già contiene &#8230; un&#8217;accozzaglia di cose a caso.</p>
<p>Lo giuro, arriverà il momento in cui avrò la quiete e la prontezza di approntare un movimento armonico di valutazioni ed esperienze, per poter tracciare linee, guide e paletti che richiudano libertà. Perché, come sempre, arriva il giorno in cui ti accorgi di aver sbagliato, ti accorgi di esserti accanito contro un muro indistruttibile, che basta aggirare. Ti accorgi di non aver accettato un insegnamento. E impari.</p>
<p>Impari che non puoi avere certezze, impari che non dai mai abbastanza, impari che prendi sempre troppo, impari che non sai ascoltare, impari che non fai sorridere, impari che non sei abbastanza presente, quando servi.</p>
<p>Ma la lotta è impari. Perché non siamo fatti per cambiare, mentre speriamo sempre di poterlo fare; non siamo fatti per accettare, mentre ostentiamo apertura mentale; non siamo fatti per essere buoni o cattivi, mentre crediamo sempre di scegliere correttamente.</p>
<p>In fondo sarebbe così semplice: impari a scegliere tra bene e male.<br />
Ma la scelta non è semplice perché la lotta tra bene e male è impari.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[I would say: "thanks to the dick"]]></title>
<link>http://savohead.wordpress.com/2009/09/17/i-would-say-thanks-to-the-dick/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 09:18:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>savohead</dc:creator>
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<description><![CDATA[Spiace non aggiornare troppo spesso, non perché pensi possa servire a qualcuno, visto che &#8217;sto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Spiace non aggiornare troppo spesso, non perché pensi possa servire a qualcuno, visto che &#8217;sto blog è tanto personale che non c&#8217;è bisogno di scriverlo, so già abbastanza di me, che mi sto un po&#8217; sulle balle.</p>
<p>Rimane il fatto che accadono molte cose, troppe, se si pensa a quanto tempo mi avanzi per fare mente locale (mi son sempre chiesto da dove venga st&#8217;espressione, San Google mi aiuterà fra poco) e strutturare un pensiero che sia uno, per questo posticino qui.</p>
<p>Ma, in fondo, qui non è che abbia sempre strutturato quello che ho scritto, quindi tanto vale scrivere questo, giusto per dire a chi mi pensasse, metti caso sia soffiato in mente, che va tutto avanti (notare: non ho detto &#8220;bene&#8221;, non ho detto &#8220;tranquillo&#8221; &#8230; eheh).</p>
<p>Sono nel pieno dei lavori muratorici, sono in mezzo a saltuari lavori di adattamento e sala, ho iniziato le lezioni di canto perché ne ho bisogno, ho qualche slam in giro, ho qualche concerto sempre più in giro, conosco gente nuova (sì, proprio tu), che mi rende un po&#8217; più interessante l&#8217;essere sereno e sociale e tanto altro. Ma mi accorgo sempre più spesso di pensare alla frase del titolo.</p>
<p>Insomma, c&#8217;è chi lavora per soldi (tutti) e chi per passione (alcuni), c&#8217;è chi si crede dio (troppi) e chi non sopporta che gli altri lo facciano (di nuovo tutti). Insomma, un girone infernale di cani che gonfiano il petto per poi rincorrersi la coda.</p>
<p>Non mi reputo unico e inimitabile, ma lento sì, quindi io mi ci fermo su ste cose, le guardo dall&#8217;esterno e penso: &#8220;m&#8217;hai fatto fare sto lavoro perché era da fare per oggi, anzi subito, anzi ieri&#8221;, &#8220;m&#8217;hai fatto distruggere un pavimento e spalare terra per giorni, per poi farmi aspettare tre settimane prima che qualcuno se ne servisse&#8221;, &#8220;mi hai dato contro perché sei l&#8217;unico depositario della ragione, per poi fare come ho proposto all&#8217;inizio dei due giorni di discussione&#8221; &#8230; e dopo tutte queste cose mi fai notare che sono &#8220;nervoso&#8221;, &#8220;ostile&#8221; o &#8220;intrattabile&#8221;?! &#60; vedi titolo &#62;</p>
<p>L&#8217;ho già detto e lo ripeto: quando tutti gli attacchi ai miei nervi cesseranno, diventerò serial killer o buddha.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Concorso fotografico nazionale “Lentezza…”]]></title>
<link>http://centrostudikairos.wordpress.com/2009/09/15/concorso-fotografico-nazionale-%e2%80%9clentezza%e2%80%a6%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 09:11:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>centrostudikairos</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Gruppo “Vite in viaggio”, nell’ambito del “1° Festival della Lentezza” organizza, in collaborazio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il Gruppo “Vite in viaggio”, nell’ambito del “1° Festival della Lentezza” organizza, in collaborazio]]></content:encoded>
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