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	<title>lespresso &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/lespresso/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lespresso"</description>
	<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 16:13:03 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Le aziende non assumono, i giornalisti si fanno impresa]]></title>
<link>http://bimbumbalegiu.wordpress.com/2009/11/30/le-aziende-non-assumono-i-giornalisti-si-fanno-impresa/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:43:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>bimbumbalegiu</dc:creator>
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<description><![CDATA[﻿ Ugo e Giorgio sono due giovani professionisti con un’idea in testa: il giornalismo può diventare i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>﻿</p>
<p><strong><a href="http://bimbumbalegiu.wordpress.com/files/2009/11/giornalisti_impresa.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-206" title="giornalisti_impresa" src="http://bimbumbalegiu.wordpress.com/files/2009/11/giornalisti_impresa.jpg" alt="" width="260" height="170" /></a>Ugo</strong> e <strong>Giorgio</strong> sono due giovani professionisti con un’idea in testa: il giornalismo può diventare impresa partendo dal basso. Circa quattro mesi fa hanno deciso di creare una piattaforma web per far incontrare la domanda e l’offerta di contenuti giornalistici professionali anche al di fuori delle grandi testate tradizionali: un giornalista produce un’inchiesta, ne pubblica un estratto e la mette all&#8217;asta sul sito. Chi paga meglio e più velocemente ha l’esclusiva su quella notizia e il sito prende il dieci per cento.</p>
<p>Ecco a voi <a href="http://www.toreport.net" target="_blank"><em>To Report</em></a>, “riferire, riportare”. Ed è solo uno di una serie di progetti che in questo periodo stanno nascendo in Italia per organizzare e rifondare dal basso il mestiere del giornalista, indebolito dalla crisi del settore. Il <a href="http://www.uniurb.it/giornalismo" target="_blank"><em>Ducato online</em></a> (cioè io, <em>ndr</em>) ne ha contati almeno cinque, nati nel giro di pochi mesi: vere e proprie piattaforme che intermediano la domanda e l&#8217;offerta, come <em>To Report</em>, o organizzazioni più o meno strutturate di giovani free lance. Insomma sembra che un giornalismo “diverso” non sia impensabile e che qualcuno in Italia stia provando a realizzarlo.</p>
<p>Il progetto <em>To Report</em>, un&#8217;impresa con molti investimenti finanziari e cinque soci, è nato durante i turni di notte all&#8217;<em>Agenzia Italia</em> di <strong>Ugo Barbàra</strong> e <strong>Giorgio Baglio</strong>: &#8220;Il principio è facile &#8211; spiega al <em>Ducato</em> <strong>Barbàra</strong> &#8211; Se un giornalista per piazzare un pezzo deve proporlo personalmente a un quotidiano e aspettare una risposta, perde un sacco di tempo. Il pezzo diventa vecchio. Invece così il meccanismo è veloce”. E&#8217; stato lanciato a novembre e ora attende la verifica del mercato. (<a href="http://www.toreport.net/il-progetto/">Guarda qui il loro progetto in alcune slides</a>).</p>
<p>Un’idea simile l&#8217;hanno avuta quelli di <em>Pulitzer</em>. Anche questa è una piattaforma digitale che ospiterà inchieste, servizi d’iniziativa, notizie. Il progetto di business però è basato sul <em>community funded reporting</em>, ossia la produzione di contenuti giornalistici finanziata dalla community: la redazione, il giornalista o addirittura il fruitore del prodotto propongono un’inchiesta, un approfondimento. Parte un’asta preliminare nella community, nella quale si verifica l’interesse verso la realizzazione di quel prodotto e l&#8217;investimento necessario. Poi i giornalisti pubblicano una loro proposta che presenta e spiega in che modo vorrebbero svolgere il lavoro. Da lì parte la vera e propria asta. Una volta conclusa, il giornalista riceve quanto stabilito e Pulitzer prende il dieci per cento. Un sistema mutuato direttamente dall&#8217;esperienza americana di <a href="http://www.spot.us/" target="_blank"><em>Spot.us</em></a>, che ha recentemente piazzato un&#8217;inchiesta sul <em>New York Times</em>.</p>
<p>“Il nostro sistema crea concorrenza e non tutti lo gradiscono”, spiega <strong>Nicola Boccardi</strong>, uno degli ideatori. “Quando ho parlato del progetto la prima volta al Festival di Perugia i professionisti presenti mi hanno osteggiato. In un momento non roseo come questo, noi offriamo l’opportunità di fare un giornalismo più libero. Del resto i grandi giornali sono legati mani e piedi all’editore”. L&#8217;attivazione di <em>Pulitzer</em>, che in questo momento non ha un sito pubblico, è prevista per la fine di gennaio, almeno in via sperimentale.</p>
<p><em>To Report</em> e <em>Pulitzer</em> sono progetti molto costosi, che hanno o hanno avuto bisogno di importanti finanziamenti per la loro creazione e che avranno bisogno di ingenti risorse per la manutenzione: nel caso di <em>To Report</em> ci sarà bisogno di una banda larga molto veloce; di un tecnico che verificherà costantemente il funzionamento dei server; di un gestore del flusso che regoli il traffico inopportuno e lo spamming. <strong>Antonio Rossano</strong>, per <em>Pulitzer</em>, ha recentemente chiesto un aiuto finanziario e di marketing a Telecom             (<a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2009/11/antonio-rossano-una-piattaforma-per-il-community-funding-report-ed-il-crowdfunding/">guarda il video di presentazione del progetto al Working Capita</a>l). Ma ci sono anche giovani freelance che si organizzano in modo da sostenere insieme i costi, comunque meno forti. Si sono dati nomi come <em>Il Carattere</em>, <em>Fps</em> <em>Media</em>, <em>Il Picco</em>.</p>
<p><a href="http://ilcarattere.wordpress.com"><em>Il Carattere</em></a>, ad esempio, per adesso è ancora un blog gratuito dietro al quale c’è un’idea che unisce cinque giornalisti e che porta molto più lontano. “E&#8217; partita quando ho visto la cooperativa <em>Smart News</em> &#8211; spiega <strong>Federico Formica</strong> &#8211; e mi era piaciuta l&#8217;idea del service, una sorta di agenzia giornalistica dove il reporter pubblica parte dell’inchiesta e con un meccanismo di offerte la testata la compra. Solo che la cooperativa per noi adesso è troppo cara”. I giornalisti avevano dei contenuti già pronti e il blog era un modo veloce ed economico per pubblicarli subito. Ma il blog si trasformerà presto in un sito con un proprio dominio, da usare come vetrina delle proprie inchieste.</p>
<p>Per adesso il lavoro su <em>Il Carattere</em> è collaterale alle collaborazioni che ognuno degli autori ha con altre testate. Eppure già un paio di servizi sono stati ripresi da <em>Antefatto</em> (il sito web del<em> Fatto Quotidiano</em>) e da <strong>Alessandro Gilioli</strong> sul suo blog dell’<em>Espresso</em>, dove la notizia ha ricevuto oltre 2.300 visite in un solo giorno. In un momento come questo vendere è complicato e <em>Il Carattere</em> punta sulla pubblicità per rientrare delle spese. Intanto il materiale viene spedito alle testate, una mailing list con duecento contatti.</p>
<p>C’è, invece, chi la cooperativa di service l’ha costituita da subito. Si chiama <a href="http://www.fpsmedia.it" target="_blank"><em>FPS Media</em></a> ed è stata fondata da 18 giornalisti, quasi tutti ex allievi della scuola di giornalismo De Martino di Milano. Il lancio vero e proprio avverrà il prossimo gennaio, ma il sito è già online, ha una pagina su Facebook e canali su Twitter e Friendfeed. Su Facebook, dove ha già oltre 350 fan, promuove le sue ultime iniziative e i progressi dello start-up. L’agenzia ha già fornito contenuti a <em>Radio24</em> e ad alcuni <em>house organ</em> (cioè bollettini e riviste interni alle aziende). Il principio che muove la cooperativa è che ci sia bisogno di professionalità capaci e di spazi nuovi sui quali operare. La “freschezza” e la gioventù dei soci, la loro capacità di lavorare su tutti i mezzi tecnologici rappresentano un valore aggiunto. La grande sfida, spiegano, è sapersi “vendere”, saper fare anche marketing sulla propria attività giornalistica.</p>
<p>Altri cinque giovani giornalisti  hanno creato <a href="http://www.ilpicco.it" target="_blank"><em>ilPicco.it</em></a>, definendolo un “portale d’informazione, attualità, politica e cultura”. Il loro scopo è mettere al servizio dei lettori competenza e professionalità. “Non più solo inchieste e servizi realizzati per giornali e network televisivi – si legge nel sito &#8211; ma anche la possibilità di pubblicare online i risultati di indagini proposte e sostenute dai cittadini, senza condizionamenti o pressioni editoriali”. Le notizie non sono prodotte ogni giorno, come si può vedere dal sito, il che fa pensare che per i giovani giornalisti quella de <em>ilPicco.it</em> sia ancora un’attività collaterale rispetto alle occupazioni principali di ciascuno.</p>
<p>Dall’altra parte dell’oceano il famoso editorialista <strong>Jeff Jarvis</strong>, sul suo blog <a href="http://www.buzzmachine.com" target="_blank"><em>BuzzMachine</em></a>, sostiene da tempo che “il futuro del giornalismo è imprenditoriale”. In Italia, a quanto pare, lo sta diventando anche il presente.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Si potrebbe andare a Stoccolma]]></title>
<link>http://lacopertadilinus.wordpress.com/2009/11/28/si-potrebbe-andare-a-stoccolma/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 13:58:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>lacopertadilinus</dc:creator>
<guid>http://lacopertadilinus.wordpress.com/2009/11/28/si-potrebbe-andare-a-stoccolma/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;ultimo numero dell&#8217;Espresso contiene un interessantissimo reportage sulla legge svedes]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff6600;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/B-ldR1SfC6c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/B-ldR1SfC6c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><a href="http://lacopertadilinus.wordpress.com/files/2009/11/tetti-stoccolma-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-60" title="Tetti Stoccolma 1" src="http://lacopertadilinus.wordpress.com/files/2009/11/tetti-stoccolma-1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a>L&#8217;ultimo numero dell&#8217;Espresso contiene un interessantissimo reportage sulla legge svedese a proposito della prostituzione.<br />
Chi ha visitato la Svezia sa che è un paese meraviglioso, pacifico e sicuramente sommamente civile. Questa legge ne è un&#8217;ulteriore dimostrazione.</span></p>
<p><span style="color:#ff6600;">In Svezia l&#8217;obiettivo di ridurre consistentemente la prostituzione è stato raggiunto non perseguitando prostitute e prostituti (i soggetti deboli), ma punendo i clienti (i soggetti forti, quelli che hanno la forza del denaro). Il primo articolo della legge recita: &#8220;La prostituzione è una violenza dell&#8217;uomo nei confronti della donna&#8221;. Non potrei essere più d&#8217;accordo, anche se preciserei &#8220;nei confronti della donna, di un altro uomo o di una transessuale&#8221;.</span></p>
<p><span style="color:#ff6600;">A aumentare ancora di più la mia invidia per gli svedesi c&#8217;è il fatto che l&#8217;ammenda per i clienti (come qualsiasi altra ammenda) è proporzionale al reddito. Chi guadagna di più paga di più. Semplice no? Banale, direi. Ma proviamo a proporlo in Italia e vediamo che succede&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#ff6600;">Insomma, non fosse per il clima freddo e per le troppe ore di buio in inverno, sarebbe veramente il caso di andare tutti a Stoccolma!</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dalai Lama - Intervista all'espresso]]></title>
<link>http://beyondtheseamist.wordpress.com/2009/11/25/dalai-lama-intervista-allespresso/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:03:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>goongrave</dc:creator>
<guid>http://beyondtheseamist.wordpress.com/2009/11/25/dalai-lama-intervista-allespresso/</guid>
<description><![CDATA[Voglio riportare questo piccolo estratto dell&#8217;intervista fatta dall&#8217;Espresso (giornale a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Voglio riportare questo piccolo estratto dell&#8217;intervista fatta dall&#8217;Espresso (giornale a cui sono felicemente abbonato) al Dalai Lama che tocca il tema del rapporto tra religione e scienza:</p>
<blockquote><p>La religione è utile, ma non indispensabile. L&#8217;importante è raggiungere lo scopo, che è quello dell&#8217;illuminazione, della verità. La religione non deve mai chiudersi nel dogma. Per questo, dobbiamo essere grati alla scienza, a tutti coloro che ci aiutano a spiegare la realtà. Più religioni sono meglio di una religione unica, assoluta. Ciascuna ha i suoi metodi, le sue tecniche, c&#8217;è chi prega in piedi, chi sdraiato, chi medita. E chi invece non fa nulla di tutto questo, ma è comunque una brava persona. Dobbiamo avere rispetto per tutti i credenti delle varie religioni, ma anche per i non credenti. La maggior parte della gente, oggi, è su posizioni agnostiche. E non ha tutti i torti, visto che le religioni hanno fallito il loro compito. Forse è giunto il momento di riconoscere che valori come la tolleranza, compassione, perdono sono valori umani, non religiosi.</p></blockquote>
<p>L&#8217;espresso 19 Novembre 2009, intervista di Pio D&#8217;emilia.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Il Dalai Lama" src="http://i247.photobucket.com/albums/gg126/Goongrave/BeyondTheSeaMist/DALAILAMA.jpg" alt="" width="360" height="458" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Che brutto clima": L'Espresso su Copenhagen]]></title>
<link>http://dakyotoacopenhagen.wordpress.com/2009/11/20/che-brutto-clima-lespresso-su-copenhagen/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:47:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>dakyotoacopenhagen</dc:creator>
<guid>http://dakyotoacopenhagen.wordpress.com/2009/11/20/che-brutto-clima-lespresso-su-copenhagen/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; La copertina de L&#39;Espresso in edicola L&#8217;Espresso oggi in edicola dedica un reportag]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<div id="attachment_219" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://dakyotoacopenhagen.wordpress.com/files/2009/11/lespresso.jpg"><strong><img class="size-thumbnail wp-image-219" title="L'Espresso" src="http://dakyotoacopenhagen.wordpress.com/files/2009/11/lespresso.jpg?w=150" alt="" width="150" height="96" /></strong></a><p class="wp-caption-text">La copertina de L&#39;Espresso in edicola</p></div>
<p><strong>L&#8217;Espresso</strong> oggi in edicola dedica un reportage sullo stato del clima mondiale (&#8220;Che brutto clima&#8221; è il titolo). Sedici pagine dedicate al vertice Onu, uno scritto di Naomi Klein e la descrizione di Copenhagen, città ecologica per eccellenza.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Modo Infoshop, Bologna: venerdì 20/11 presentazione di "Giù la piazza non c'è nessuno", un libro di Dolores Prato]]></title>
<link>http://rota.wordpress.com/2009/11/19/modo-infoshop-bologna-venerdi-2011-presentazione-di-giu-la-piazza-non-ce-nessuno-un-libro-di-dolores-prato/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 15:41:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>rota</dc:creator>
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<description><![CDATA[Presentazione libri, VENERDI&#8217; 20 NOVEMBRE 2009, ore 21.00: Giù la piazza non c&#8217;è nessuno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://rota.wordpress.com/files/2008/04/foto_logo_modoinfoshop1.gif" alt="foto_logo_modoinfoshop1" title="foto_logo_modoinfoshop1" width="173" height="203" class="alignnone size-full wp-image-435" /></p>
<p>Presentazione libri,<br />
VENERDI&#8217; 20 NOVEMBRE 2009, ore 21.00:</p>
<p><strong>Giù la piazza non c&#8217;è nessuno</strong><br />
un libro di <strong>Dolores Prato</strong><br />
(Quodlibet)</p>
<p>Per Dolores Prato:<br />
<strong>Francesca Rossi Brunori</strong> legge alcune pagine dal romanzo <em>Giù la piazza non c’è nessuno</em>, accompagnata dal sassofono di <strong>Dimitri Grechi Espinoza</strong>. </p>
<p>Interviene <strong>Elena Frontaloni</strong>, dell&#8217;Università di Macerata.</p>
<p><a href="http://rota.wordpress.com/files/2009/11/prato_cop.jpg"><img src="http://rota.wordpress.com/files/2009/11/prato_cop.jpg" alt="" title="prato_cop" width="170" height="257" class="alignleft size-full wp-image-5062" /></a>«<em>Certo che Giù la piazza non c’è nessuno è un libro di una bellezza che fa male. A “scoprirlo” ci si sente in colpa, per non essersene accorti prima</em>.» — Elena Loewenthal</p>
<p>«<em>Sono nata sotto un tavolino. Mi ci ero nascosta perché il portone aveva sbattuto, dunque lo zio rientrava. Lo zio aveva dett “Rimandala a sua madre, non vedi che ci muore in casa?”. Ambiente non c’era intorno, visi neppure, solo quella voce. Madre, muore, nessun significato, ma rimandala sì, rimandala voleva dire mettila fuori della porta. Rimandala voleva dire mettermi fuori del portone e richiuderlo.</em>» – Dolores Prato </p>
<p>«<em>Alla Ginzburg sono sempre stata, lo sono e continuerò ad esserlo, gratissima. […] Lei ha sempre amato questo libro, con quelle manomissioni voleva renderlo più accessibile. Io salto i verbi come se qualcuno mi corresse dietro; i miei passaggi sono ponti levatoi mai abbassati; lei riduceva più intellegibile il mio modo di scrivere; ma io preferivo tenermi i miei difetti. Avevamo ragione tutte e due</em>». Sono alcune righe scritte da Dolores Prato nel 1980 al direttore dell’«Espresso», in risposta a un articolo in cui veniva definita «rabbiosa» nei confronti di Natalia Ginzburg. Alle spalle di questa precisazione c’è una vicenda editoriale divenuta pubblica: le oltre millecinquecento cartelle di <em>Giù la piazza non c’è nessuno</em> consegnate nel 1979, di fretta, dall’ottantenne Dolores Prato a Natalia Ginzburg, vennero ridotte, per esigenze editoriali, a sole trecento pagine, pubblicate da Einaudi nel giugno 1980. L’autrice, scontenta dell’edizione parziale, continuò a rivedere il testo e preparò un nuovo dattiloscritto, il quale venne pubblicato nel 1997 da Giorgio Zampa, nella versione integrale qui riproposta.<br />
<em>Giù la piazza non c’è nessuno</em> racconta di un’infanzia primonovecentesca trascorsa ai bordi d’Italia (tra case e volti di Treia, un borgo dell’entroterra marchigiano), insieme a una miriade di oggetti e parole disperse, a uno zio mezzo prete, mezzo pittore, mezzo alchimista e a una zia nubile dalle strane acconciature, sorpresa a leggere e rileggere Madame Bovary. La bambina che guida la penna della vegliarda non ha mai saputo, non sa perché ha una madre che non si comporta da madre, essendo tale funzione esercitata da una zia che all’ufficio materno mal s’adatta. Lo zio fa da padre, manifestando un amore quieto e misterioso per la piccola che gli cresce accanto scostante, chiusa, restia a chiedere come e perché venisse allevata da quasi estranei. </p>
<p>Sul web: <a href="http://www.quodlibet.it">www.quodlibet.it</a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Per ogni ulteriore dettaglio:<br />
MODO infoshop &#8211; Interno 4 Bologna<br />
Via Mascarella, 24/b e 26/a<br />
40126 Bologna<br />
tel. 051/5871012<br />
<a href="mailto:info@modoinfoshop.com">info@modoinfoshop.com</a><br />
<a href="http://www.modoinfoshop.com">www.modoinfoshop.com</a><br />
<a href="http://www.myspace.com/modoinfoshop">www.myspace.com/modoinfoshop</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Internet fammi ridere]]></title>
<link>http://ferrazza.wordpress.com/2009/11/19/internet-fammi-ridere/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 13:44:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico ferrazza</dc:creator>
<guid>http://ferrazza.wordpress.com/2009/11/19/internet-fammi-ridere/</guid>
<description><![CDATA[Ultime dall&#8217;Italia: &#8220;Berlusconi annuncia il piano di ampliamento delle carceri. Quest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Ultime dall&#8217;Italia: &#8220;Berlusconi annuncia il piano di ampliamento delle carceri. Quest&#8217;uomo continua a pensare solo a se stesso&#8221;. Passiamo alla vicenda Marrazzo: &#8220;Per il video che lo ha inchiodato si sospettano mandanti occulti. Il filmato si chiude con il trans che dice &#8216;Italia uno!&#8217;&#8221;.</p>
<p>Quelle che avete appena letto non sono le notizie di un tg satirico. Le trovate su Internet, in decine di siti (nel nostro caso la fonte è Spinoza.it) sempre più cliccati e riprodotti sulle piattafrome di social network. Sì, perché gli esperimenti di umorismo e satira on line stanno aumentando. Il motivo è semplice e porta la (solita) sigla del Web 2.0. Crescono infatti gli utenti che avviano un blog o (più frequentemente) si aprono uno spazio sulle tante piattaforme (da Facebook a Twitter fino a FriendFeed) che permettono a chiunque di condividere riflessioni, pensieri, stati d&#8217;animo e dunque anche battute.</p></blockquote>
<p>[<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/internet-fammi-ridere/2114755&#38;ref=hpsp" target="_blank">continua su L'espresso</a>]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il crocefisso come simbolo quasi laico: una risposta ad Umberto Eco ]]></title>
<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/11/17/il-crocefisso-come-simbolo-quasi-laico-una-risposta-ad-umberto-eco/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 18:42:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
<guid>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/11/17/il-crocefisso-come-simbolo-quasi-laico-una-risposta-ad-umberto-eco/</guid>
<description><![CDATA[Ma ci è o ci fa?Me lo sono chiesta, sinceramente, quando ho letto sull&#8217;Espresso di questa sett]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="color:rgb(128,128,128);"><span style="font-size:x-small;">Ma ci è o ci fa?Me lo sono chiesta, sinceramente, quando ho letto sull&#8217;Espresso di questa settimana l&#8217;ultimo articolo di Umberto Eco, </span></span><span style="color:rgb(128,128,128);"><span style="font-size:x-small;"><i><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-crocefisso-simbolo-quasi-laico/2114642/18#commentatutti">Il crocifisso simbolo quasi laico</a>. </i></span></span><span style="color:rgb(128,128,128);"><span style="font-size:x-small;">Avessi avuto la mail di Umberto Eco, gliela avrei inviata immediatamente, la mia risposta. Siccome non ce l&#8217;ho, la mail, non mi è possibile reperirla, e postare sul sito dell&#8217;</span></span><span style="color:rgb(128,128,128);"><span style="font-size:x-small;"><i>Espresso</i></span></span><span style="color:rgb(128,128,128);"><span style="font-size:x-small;"> un commento così lungo è stato terribilmente difficoltoso (ci ho provato comunque) pubblico la mia lettera anche qui. Non la leggerà mai, d&#8217;accordo. Ma io gliela scrivo lo stesso, e tanti saluti: magari fra i labirinti del web, chissà, ci sarà qualcuno in grado di fargliela pervenire.</span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Gentile Prof. Eco,</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Le scrivo qui perché spero che legga i commenti ai Suoi articoli, non avendo altro modo per  farLe pervenire alcune considerazioni su quanto ha scritto.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Sinceramente mi pare molto strano che un semiologo e filosofo della Sua fama non colga alcuni aspetti di tutta questa vicenda che invece a me, che pure filosofa non sono, appaiono invece chiarissimi. Vedo di spiegarmi più nello specifico, e quindi perdoni la lunghezza.</span></p>
<ol style="text-align:justify;">
<li><span style="font-family:Georgia,serif;">Lei 	scrive: </span><i>anche eliminando i simboli religiosi dalle 	scuole, questo non incide sulla vitalità dei sentimenti religiosi</i>.<span style="font-family:Georgia,serif;">Il 	problema della esposizione in luogo </span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>pubblico,</i></span><span style="font-family:Georgia,serif;"> tale è infatti la scuola o l&#8217;ufficio, di un simbolo religioso non 	ha nulla a che fare con la volontà da parte dello Stato di vietare 	o anche solo disincentivare l&#8217;adesione ad una religione. Non è 	compito dello Stato laico, infatti, né favorire né proibire in 	alcun modo ai propri cittadini di avere o non avere credenze 	religiose. Il problema riguarda, semmai, l&#8217;equidistanza dello Stato 	da ogni confessione religiosa. Esponendo in un luogo pubblico e per 	legge un solo simbolo religioso, lo Stato non può più essere 	considerato super partes. Ad un semiologo come Lei non può sfuggire 	l&#8217;importanza di un simbolo religioso esposto in luogo pubblico, per 	decreto o anche per semplice consuetudine: lo spazio pubblico 	diviene connotato dal simbolo religioso, e tutti coloro che sono 	cittadini dello Stato, ma non aderiscono a quella confessione 	religiosa si sentono automaticamente esclusi dallo spazio pubblico: 	come se esso, in un certo senso, fosse un po&#8217; meno “loro”. </span></li>
<li><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>Le 	croci si trovano sui gonfaloni di molte città italiane&#8230;in modo 	tale che è divenuto un segno spogliato di ogni richiamo religioso. </i></span><span style="font-family:Georgia,serif;">Ecco, 	appunto, la differenza fra la croce che trovo sulla bandiera inglese 	ed il crocifisso che mi tocca invece vedere pendere sul mio capo 	nell&#8217;aula scolastica sta tutta là: nella bandiera inglese non vi è 	più, ormai, alcun senso “religioso”, ma solo quello 	patriottico. Un musulmano nato in Inghilterra, ma anche un inglese 	purosangue, non riescono più a riconoscere nell&#8217;Union Jack un 	simbolo del cristianesimo. Lo era in origine, ma non lo è più, 	come per i cristiani non è più simbolo di Cristo la figura del 	pesce, che pure ai tempi della prima diffusione del cristianesimo lo 	rappresentava. Viceversa il crocifisso nella forma in cui è esposto 	in classe </span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>è ancora 	oggi esclusivamente </i></span><span style="font-family:Georgia,serif;">un 	simbolo religioso. Lei scrive: </span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>il </i></span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>crocefisso</i></span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>,</i></span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i> salvo quando appare in chiesa, è diventato un simbolo laico e in 	ogni caso neutro. </i></span><span style="font-family:Georgia,serif;">Mi 	scusi, ma da quando? A me pare che neutro non sia per nulla. Se io 	vedo un crocifisso,  appeso in un posto qualsiasi, a me viene da 	pensare alla religione cristiana, non alla cultura europea in senso 	lato; posso pensare anche a cose che non la cultura europea non 	c&#8217;entrano un beneamato, ma che hanno sempre una connotazione 	religiosa e cristiana;  se vedo la bandiera inglese penso solo 	all&#8217;Inghilterra, e al cristianesimo manco di striscio.</span></li>
<li><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>Se 	un monsignore cattolico viene invitato a tenere una conferenza in un 	ambiente musulmano, accetta di parlare in una sala decorata con 	versetti del Corano</i></span><span style="font-family:Georgia,serif;">. 	 Be&#8217; anche io, se vengo invitata nell&#8217;aula di una scuola cattolica a 	tenere una conferenza non mi preoccupo se c&#8217;è un crocifisso alle 	pareti (anzi, mi stupirei del contrario). Ma se vado in una scuola 	pubblica, sì che mi dà fastidio, perché là i padroni sono i </span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>cittadini</i></span><span style="font-family:Georgia,serif;"> dello Stato Italiano, non gli appartenenti ad una determinata 	confessione religiosa.</span></li>
<li><i><span style="font-family:Georgia,serif;">Esistono 	a questo mondo degli usi e costumi, più radicati delle fedi o delle 	rivolte contro ogni fede, e gli usi e costumi vanno rispettati. </span></i><span style="font-family:Georgia,serif;">Certo, 	ma sono appunto abitudini, e come tutte le abitudini uno le può 	tranquillamente conservare a casa propria e negli spazi privati, ma 	non in quelli pubblici, se nello stesso spazio esse danno fastidio ad 	altri. Lei, caro prof. Eco, può tranquillamente fumare, a casa sua, 	se è sua abitudine; ma non lo può fare in uno spazio pubblico, 	perché darebbe fastidio ad altri. E dal momento che negli spazi 	pubblici non sono gli usi e i costumi che vanno rispettati, ma solo 	quanto è previsto dalla Costituzione, e la nostra Costituzione non 	prevede che vi sia una religione di Stato, l&#8217;abitudine di attaccare 	ai muri il crocifisso la può tenere a casa sua, se Le fa piacere, 	ma non lo può imporre dove casa sua non è.</span></li>
<li><i><span style="font-family:Georgia,serif;">Per 	questo una visitatrice atea è tenuta, se visita una chiesa 	cristiana, a non esibire abiti provocanti, altrimenti si limiti a 	visitare i musei.</span></i><span style="font-family:Georgia,serif;"> Il problema è che in una scuola pubblica, ad esempio, io non sono 	una visitatrice: ci vado come alunna, o, nel mio caso, come docente; 	sono tenuta ad andarci per legge, quindi non posso astenermi 	dall&#8217;entrarci anche se il crocifisso mi dà fastidio. Da alunna non 	posso evitare di frequentarla, da docente nemmeno. Domanda: se a me 	dà fastidio il crocifisso, che facciamo? Rimango senza istruzione 	pubblica, e mi devo andare a cercare una scuola privata atea? E da 	docente? Devo evitare di accettare impieghi nella pubblica 	amministrazione, e cercare anche lì di essere assunta in una scuola 	privata non confessionale?</span></li>
<li><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>La 	croce è un fatto di antropologia culturale, il suo profilo è 	radicato nella sensibilità comune. Chi emigra da noi deve anche 	familiarizzarsi con questi aspetti della sensibilità comune del 	paese ospite. Io so che nei paesi musulmani non si deve consumare 	alcol (tranne che in luoghi deputati come gli hotel per europei) e 	non vado a provocare i locali tracannando whisky davanti a una 	moschea. </i>Mi scusi, ma io non 	sono emigrata, sono italiana almeno quanto Lei. Italiana e non 	credente. Non vivo il mio essere agnostica come una “provocazione” 	a chi è religioso, ma come una scelta personale e 	rispettabilissima. Non pretendo che siano chiuse le chiese, non 	chiedo che siano vietati i simboli religiosi tout court. Pretendo 	però che ogni volta che entro in un luogo pubblico come la scuola 	non ci sia un simbolo religioso a ricordarmi, come una specie di 	anatema, che io sono non credente, perché è come se mi dicesse che 	non sono poi così “normale” e che, dal momento che non mi 	riconosco in quel simbolo, non posso neppure essere davvero e 	compiutamente una cittadina del mio Stato, cioè una buona italiana, 	una buona europea, o una buona occidentale. Il che, me lo lasci 	dire, è davvero una enorme cretinata, e mi rifiuto di crederci 	anche se me lo confermassero intere schiere di filosofi o semiologi.</span>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Cordiali 	Saluti,</span><span style="font-family:Georgia,serif;"> </span><span style="font-family:Georgia,serif;">Galatea.<br /></span></p>
</li>
</ol>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Cielo è azzurro sopra il digitale terrestre!]]></title>
<link>http://davidissimo.wordpress.com/2009/11/16/il-cielo-e-azzurro-sopra-il-digitale-terrestre/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 21:24:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>davidissimo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alla fine eccoci giunti al momento di spegnere la TV&#8230; analogica e passare alla digitale. Abito]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://davidissimo.wordpress.com/files/2009/11/tv.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-681" title="tv" src="http://davidissimo.wordpress.com/files/2009/11/tv.jpg" alt="" width="434" height="325" /></a></p>
<p><a href="http://davidissimo.wordpress.com/files/2009/11/tv.jpg"></a>Alla fine eccoci giunti al momento di spegnere la TV&#8230; analogica e passare alla digitale. Abito a Roma e oggi sono passato al tanto pubblicizzato nuovo sistema televisivo italiano. &#8220;La prima grande capitale europea completamente digitale&#8221; si dice con orgoglio nei TG e sui giornali&#8230; e la cosa mi preoccupa, perché mi pare strano che i primi a fare una cosa buona siamo proprio noi&#8230; mah!Vedremo, il tempo è galantuomo e farà chiarezza.</p>
<p>Per ora c&#8217;è qualche disagio, per esempio: nessuno, e dico nessuno, nei vari comunicati dei giorni scorsi ci aveva avvertito che con il cambiamento di segnale si doveva aggiornare il decoder, &#8220;poco male!&#8221;, direte voi, che ci vuole a capirlo? Niente infatti! E&#8217; una cosa abbastanza intuitiva se siete sotto i 50 anni, ma se non siete così pratici di tecnologia come lo è la nostra generazione&#8230; beh qualche problemino potrebbe saltare fuori! Di fatti ho passato la mattinata ad aggiornare i decoder di amici, parenti e clienti ignari del perché la tv fosse &#8220;nera&#8221; dalla mezzanotte. Altro problemino: a qualcuno spariscono dei canali. A me sono saltati completamente i primi 3 canali della RAI! Ma ci sono tutti i canali nuovi, tipo raisat extra, raisat premium, gulp ecc&#8230; problemi tecnici comunque comprensibili ed accettabili. Vedremo nei prossimi giorni come si evolverà la situazione.</p>
<p>Intanto oggi ho letto una notizia positivissima, una bella novità, gira da qualche giorno&#8217; ma io ci sono arrivato solo oggi: Sky debutta sul chiaro e inaugurerà il prossimo 1 dicembre il suo primo canale GRATIS sul digitale terrestre. Si chiamerà &#8220;cielo&#8221; e vanterà 4 edizioni di quello che è probabilmente il miglior tg italiano degli ultimi anni: Sky tg24 oltre ai vari contenuti della tv satellitare, come film, telefilm&#8230; una tv generalista che NON sarà sotto l&#8217;influenza di Berlusconi! Una novità assoluta insomma <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  Inoltre il tutto dovrebbe essere realizzato, da quanto ho capito, con l&#8217;aiuto del gruppo &#8220;l&#8217;Espresso&#8221; che di certo non è filo-berlusconiano&#8230;  ne vedremo delle belle insomma.</p>
<p>Gruppo &#8220;L&#8217;Espresso&#8221; che si sta godendo l&#8217;avvento del digitale terrestre, infatti oltre a &#8220;Cielo&#8221; da Dicembre, già oggi sono disponibili canali come &#8220;Repubblica TV&#8221; e da una settimana al posto di ALL MUSIC il nuovo canale &#8220;DeeJay Tv&#8221;, sempre del gruppo di De Benedetti (Quello che deve prendere 750 milioni di euro da mediaset per intenderci). Insomma, se il &#8220;nuovo&#8221; sistema sia valido o no, proprio non so dirvelo&#8230; però pare che qualcosa si stia muovendo, interessanti novità sembrano esserci all&#8217;orizzonte&#8230; fuochi di paglia o una vera e propria rivoluzione?</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://oknotizie.virgilio.it/Davidissimo/news"><span style="color:#ff0000;"><strong>VOTAMI SU OK NOTIZIE</strong></span><br />
<img title="oknotizie" src="http://davidissimo.files.wordpress.com/2009/10/oknotizie.gif?w=40&#038;h=40" alt="oknotizie" width="40" height="40" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italy vs. America: Social Views]]></title>
<link>http://passagetoitaly.wordpress.com/2009/11/16/italy-vs-america-social-views/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 05:16:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>passagetoitaly</dc:creator>
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<description><![CDATA[Italy vs. America: The Differences Observed Observation #2: Social Views In 2007, during our class ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span id="ClientPagingGrid"><a href="void(0)"><img style="padding:10px;" title="Filename: j0444615.jpg" src="http://officeimages.microsoft.com/i/0000/MT/j0444/j0444615.gif" border="0" alt="Filename: j0444615.jpg" width="64" height="64" align="bottom" /></a></span><strong>Italy vs. America: The Differences Observed</strong><span id="ClientPagingGrid"><a href="void(0)"><img style="padding:10px;" title="Filename: j0444600.jpg" src="http://officeimages.microsoft.com/i/0000/MT/j0444/j0444600.gif" border="0" alt="Filename: j0444600.jpg" width="64" height="64" align="bottom" /></a></span></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><strong><span style="text-decoration:underline;">Observation #2: Social Views</span></strong></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;">In 2007, during our class &#8216;Advanced Conversation and Civilization&#8217;, our professor gave us a presentation to do in pairs. We had already done a multitude of presentations, except this one entailed interviewing some of the Italians in town. We were given a variety of topics to choose from. My partner and I decided to focus on the touchy subjects of marriage (in general), same sex marriage, and abortion. Here&#8217;s what we discovered.</p>
<p style="text-align:left;">According to an article written in 2006 in the <em><strong>Corriere della Sera</strong></em>, the percentage of marriages in the past thirty years has fallen by 32.4%. The exception being in the region of Lazio, which had opposite results, with an increment from 4.7% in 1995 to 5.1%. The newspaper also stated that the increase was also partly due to what they call &#8220;tourism marriages&#8221; &#8211; couples coming from around the world to Rome to marry. The individuals we chose to interview had mixed responses on the subject, reflecting the survey. One male stated that he indeed did want to marry, given that the right woman came along. However, another male stated that he couldn&#8217;t see the point of marriage and could not imagine spending his life with the same person. This is odd considering he is from southern Italy, which is known for its more traditionally conservative ideals.</p>
<p style="text-align:left;">Perhaps Italians are becoming more like Americans in this perspective. In the article, <em><strong>Matrimonio no grazie &#8211; le americane vivono da sole</strong></em> (Matrimony no thank you &#8211; American women live alone) written in Italy&#8217;s newspaper, <em><strong>La Repubblica</strong></em>, a survey done in 2007 found that as many as 51% of American women are <span style="text-decoration:underline;">not</span> married! The majority either live alone or are in a transitory relationship.</p>
<p style="text-align:left;">Hmmm&#8230; are Americans just a little too occupied with their busy work schedules and too scared to make the commitment to someone other than themselves, and/or fear becoming future divorcees?</p>
<p style="text-align:left;">The age at which couples married has also increased in Italy. It is no longer the trend to marry young, but to wait until one is older. The <em><strong>Corriere della Sera</strong></em> stated that the average age for the groom to marry is 33.7 years old, while your typical bride is 30.6 years old. The male we interviewed who wanted to eventually get married, said somewhere in his 30s would be an ideal time in his life to wed.</p>
<p style="text-align:left;">And what did the majority feel about gay marriage? Those who we interviewed stated it was the persons&#8217; business if they wished to marry &#8211; the complete opposite of the Vatican&#8217;s views, whose main nemesis are abortion, euthanasia, and gay marriage. When asked about the church&#8217;s views, many stated that the views were old-fashioned and do not reflect the views of the Italian people. In <strong>L&#8217;Espresso</strong>&#8217;s article, <em><strong>Coppia gay: Sposateci!</strong></em> (Gay couple: Marry Us!), two males who wished to register their marriage were fighting for their right to marry in Florence. Their plead, they stated, was justifiable. Their argument is that  the <em>Costituzione</em> (Constitution), states:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;">&#8220;la famiglia viene indicata senza indicazione di sesso, senza parlare di moglie e marito.&#8221;</p>
<p style="text-align:left;">&#8220;the family is mentioned without indicating sex, without speaking of wife and husband.&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align:left;">The <em>assessore ai servizi demografici</em> (accessor of demographic services), Lucia De Siervo, stated that &#8220;it would be possible to register in the Registry of Civil Unions&#8230; as it is open to all, without regards to sex.&#8221; In this respect, Italy seems to be in line with the views of Americans, but appear to be more open and accepting of at least civil unions.</p>
<p style="text-align:left;">And abortion? All men stated that it was the woman&#8217;s decision to abort. There was no mention of any Pro-Life or Pro-abortion. Instead they have Pro-Choice views.</p>
<p style="text-align:left;">I am not aware of the views of Italians that are further to the North or to the South. I do not know if such views differ due to age. But judging by what was said by those interviewed and by the articles studied, their views are not much different than our own. Although I might be able to say that they are slightly more open-minded about said debates. All-in-all, it was a great learning experience.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GOMORRA E PALAZZI - Nicola Cosentino è indagato per camorra. Si Difende: "Non c'entro niente, è una macelleria mediatica. Resto al mio posto, Berlusconi è con me!"]]></title>
<link>http://loravesuviana.wordpress.com/2009/11/13/gomorra-e-palazzi-nicola-cosentino-e-indagato-per-camorra-si-difende-non-centro-niente-e-una-macelleria-mediatica-resto-al-mio-posto-berlusconi-e-con-me/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:37:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Perrotta</dc:creator>
<guid>http://loravesuviana.wordpress.com/2009/11/13/gomorra-e-palazzi-nicola-cosentino-e-indagato-per-camorra-si-difende-non-centro-niente-e-una-macelleria-mediatica-resto-al-mio-posto-berlusconi-e-con-me/</guid>
<description><![CDATA[Nicola Cosentino, è scritto nell&#8217;ordinanza del gip Piccirillo in cui se ne richiede l&#8217;ar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-7368" title="nicola cosentino (2)" src="http://loravesuviana.wordpress.com/files/2009/11/nicola-cosentino-2.jpg" alt="nicola cosentino (2)" width="448" height="299" /></p>
<p>Nicola Cosentino, è scritto nell&#8217;ordinanza del gip Piccirillo in cui se ne richiede l&#8217;arresto, &#8220;contribuiva, sin dagli anni &#8216;90 a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista facente capo alle famiglie di Bidognetti e Schiavone&#8221;. Ma lui si difende: &#8220;Non c&#8217;entro nulla e non ritirerò la mia candidatura a leader per il Pdl della Regione Campania&#8221;.</p>
<p><!--more-->Da tale sodalizio Cosentino &#8220;riceveva puntuale sostegno elettorale in occasione alle elezioni a cui Cosentino partecipava quale candidato diventando consigliere provinciale di Caserta nel 1990, consigliere regionale della Campania nel 1995, deputato per la lista Forza Italia nel 1996 e, quindi, assumendo gli incarichi politici prima di vice coordinatore e poi di coordinatore del partito di Forza Italia in Campania, anche dopo aver terminato il mandato parlamentare del 2001&#8243;. Il sottosegretario avrebbe in particolare &#8220;garantito il permanere dei rapporti tra imprenditoria mafiosa, amministrazioni pubbliche e comunali&#8221;. Questa è una parte di quanto si afferma nel capo di imputazione per concorso esterno in associazione mafiosa emesso dal gip Raffaele Piccirillo nei confronti del coordinatore regionale del Pdl. L&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere, che si compone di 351 pagine, è stata trasmessa alla Camera per l&#8217;autorizzazione all&#8217;esecuzione. Si chiudono dunque tredici mesi scanditi dalle indiscrezioni sui risvolti dell´inchiesta e segnati nelle ultime settimane dalle riserve, manifestate anche da esponenti dello schieramento di centrodestra, sulla opportunità della candidatura di Cosentino alla poltrona di governatore. Tredici mesi che Cosentino ha definito &#8220;macelleria mediatica&#8221; in cui s&#8217;è visto cadere addosso soprattutto il fuoco amico. Dietro la porta, ad attendere, Stefano Caldoro e pasquale Viespoli. Deciderà ancora Berlusconi? E lui Nicola Cosentino, che dice, macelleria mediatica a parte? &#8220;Non lascio né il posto di sottosegretario né la candidatura alla regione Campania. Devo tutto al presidente Berlusconi, come gli devono tutto coloro che ricoprono incarichi più o meno importanti&#8221;. Nicola Cosentino non si tira indietro e rilancia la sua candidatura alla presidenza della regione Campania dopo un incontro di 40 minuti con il premier. Il sottosegretario all´Economia assicura di non voler rinunciare alla corsa a palazzo Santa Lucia né al posto nel governo: &#8220;L´unico che può decidere sul mio futuro al governo e sulla Campania è solo il premier&#8221;. Cosentino rivela di aver &#8220;sentito più volte&#8221; Berlusconi in questi giorni. Il contenuto delle conversazioni? &#8220;Mi ha detto di tenere duro: ´Stai su col morale, guarda che mi stanno facendo a Palermo e Milano, andiamo avanti´. E io vado avanti&#8221;. Nessuna richiesta di farsi da parte, dunque? &#8220;No. Se me lo chiederà, lo farò&#8221;. In questo momento però, sottolinea, la solidarietà del partito non è stata compatta. &#8220;Ho ricevuto tantissime  telefonate. Mi ha sorpreso &#8211; osserva &#8211; che la Carfagna non sia riuscita a rintracciare il mio cellulare o il fisso della  segreteria al ministero&#8221;. Discorso analogo per Italo Bocchino, altro esponente regionale del partito. Cosentino punta il dito  contro il Roma, giornale al vicecapogruppo della Camera: &#8220;Il Roma &#8211; dice &#8211; sembrava il Fatto di Travaglio &#8220;. A proposito dell´inchiesta, Cosentino lamenta il fatto di non essere stato ascoltato dai magistrati. &#8220;Ho presentato memorie &#8211;  racconta &#8211; ho mandato gli avvocati a sollecitare audizioni, ogni mese, ogni settimana: niente&#8221;. Infine, cosa si aspetta dalla Giunta per le autorizzazioni della Camera? &#8220;Che leggano le  carte, la mia difesa è là dentro. La misura cautelare si riferisce a fatti lontani nel tempo, tutti smentibili perché già smentiti&#8221;.</p>
<p><strong>l’Ora Vesuviana on-line</strong></p>
<p><strong>redazione@loravesuviana.it</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Caselli: "Il processo breve? Un colpo di spugna"]]></title>
<link>http://lerane.wordpress.com/2009/11/12/caselli-il-processo-breve-un-colpo-di-spugna/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:46:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>lerane</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il procuratore della Repubblica di Torino, Giancarlo Caselli, è d’accordo nel celebrare processi nel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il procuratore della Repubblica di Torino, Giancarlo Caselli, è d’accordo nel celebrare processi nel più breve tempo possibile, </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">ma suggerisce di “calarsi”  nel quotidiano della giustizia prima di fare nuove mosse. </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La norma chiesta da Silvio Berlusconi per abbreviare i dibattimenti </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">e concluderli entro sei anni per il capo dei pm torinesi </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">potrebbe provocare negli uffici giudiziari l’azzeramento di migliaia di processi. Ecco l&#8217;anticipazione dell&#8217;intervista a Caselli che uscirà domani sull&#8217;Espresso.</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1232" title="caselli" src="http://lerane.wordpress.com/files/2009/11/caselli.jpg?w=300" alt="caselli" width="300" height="282" />Procuratore Caselli, Niccolò  Ghedini, consigliere giuridico e avvocato difensore del premier, ha pensato a nuove regole per accorciare i processi, che dovrebbero essere applicate a procedimenti già in dibattimento di primo grado. Cosa ne pensa?</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">«Chiedere ad un operatore di giustizia </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">se sia a favore del “processo breve” </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">è come chiedere ad un medico se sia a favore dell’abolizione del cancro. Domanda retorica per eccellenza. Se si vogliono valutare </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">gli effetti di una riforma processuale si deve </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">por mente agli effetti reali che quella riforma avrà non su questo o quel processo ma sulla generalità dei processi. Altrimenti si rischia </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">di fare la figura di quei giacobini napoletani del 1799 di cui narra Vincenzo Cuoco: </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">con le note conseguenze della loro “astrattezza di patrioti”. Ed il paragone è, </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">a ben vedere, molto benevolo».</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ipotizzando che le nuove regole sul processo penale breve prevedono una durata massima di sei anni, con fasi massime di due per indagini preliminari, primo grado e appello, e alla fine l’estinzione se il calendario </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">non viene rispettato, che ripercussioni potrebbero esserci?</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">«L’ipotesi, in base a queste coordinate, non potendo ancora leggere un testo definitivo della norma, potrebbe mettere a rischio, </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">a Torino, il processo “Eternit”  (morti da amianto, ndr) e forse persino quello della Thyssen. Potrebbero saltare anche i processi sui produttori e sull’ente certificatore delle valvole brasiliane usate in cardiochirurgia alle Molinette di Torino. Per fare un altro esempio, c’è un processo con una decina di imputati per usura ed estorsione, la cui inchiesta avviata nel 2005, si è chiusa a luglio 2007 ma siamo ancora oggi in pieno dibattimento </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">e la fine non appare prossima. Aggiungerei </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">poi fra i processi che potrebbero saltare anche quelli per bancarotta, che per definizione, </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">a causa della loro complessità, sono sempre lunghissimi».</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Le sentenze della Corte di giustizia Ue sostengono che i nostri processi sono troppo lunghi. Cosa si potrebbe fare per accorciare </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">i tempi senza creare danni alle inchieste?</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">«Se si vogliono ridurre i tempi del processo, come giustamente l’Europa ci chiede, perché non prevedere, come avviene in tutti i paesi europei, dei seri filtri per il giudizio </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">di appello? Perché non ritoccare il principio del divieto di reformatio in pejus: per cui, </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">in caso di appello da parte del solo imputato condannato, la sua sentenza può essere riformata soltanto in suo favore e mai </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">ritoccata in negativo. Neppure se, ad esempio, l’imputato è confesso, ha avuto in primo grado una pena quasi minima e ciononostante chiede l’appello?».</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il ddl di iniziativa parlamentare frutto d’intesa tra il premier e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, potrebbe dare un’accelerata ai tempi della giustizia?</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">«Ho letto la lettera che l’onorevole Giulia Bongiorno ha inviato al “Corriere della sera” il 9 novembre, e sono d’accordo con lei. Scrive che per “valutare nuove leggi dirette a ridurre i tempi della prescrizione&#8230; è importante calare l’astratta previsione legislativa nella concreta realtà quotidiana”. E, più avanti, invita a chiedersi quali conseguenze “questa riduzione dei tempi di prescrizione] può avere se prima non si mette il sistema in condizione di celebrare i processi in tempi brevi”. Ebbene. La “concreta realtà quotidiana” </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">ci dice che, mentre invochiamo le rose, </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">quel che ogni giorno manca è il pane. Mancano i cancellieri. Mancano i soldi </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">per i loro straordinari: per cui, in una sede </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">come Torino, è impossibile tenere udienze pomeridiane, cosa che, si noti, accadeva normalmente negli anni Ottanta e Novanta».</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Oltre a pensare di accorciare i tempi </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">di “alcuni” processi si dovrebbero trovare adeguati stanziamenti finanziari </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">per la giustizia?</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">«Mancano i soldi per interpreti e periti: </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">che vengono pagati poco e con vergognosi ritardi, a volte di anni. Tanto che, ormai, </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">i migliori tra loro non accettano più incarichi. E per comprendere quanto gli interpreti </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">siano oggi indispensabili per la giustizia </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">del quotidiano basta entrare in un’aula </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">in cui ogni giorno si celebrano le direttissime: e scoprire che, in una grande città del Nord, l’85 per cento degli arrestati di strada sono stranieri. Mancano i cancellieri, non si pagano </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">gli interpreti e allo stesso tempo si vogliono ridurre i tempi di durata del processo: </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">è come se si facesse cessare il vento </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">e poi si imponesse ad una barca a vela </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">di doppiare la boa a gran velocità».</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Giulia Bongiorno aveva anticipato la posizione del presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quale ha reso noto </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">che in Finanziaria saranno stanziate </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">più risorse per il settore giustizia.</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">«Dice Giulia Bongiorno: per una giustizia </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">più veloce ci vogliono più risorse, umane </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">e finanziarie. Ovvio. Ma neppure queste basteranno se non si deciderà di “aggiornare la disciplina del codice di procedura penale”. Mantenendo e casomai rinsaldando le reali garanzie dell’imputato. Ed invece sfoltendo quei formalismi che creano soltanto appesantimenti e lungaggini. Sarebbe questo un bel terreno di confronto e di riflessione </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">tra politica, avvocatura e magistrati: </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">una scommessa che varrebbe davvero </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">la pena di essere giocata».</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Quanta responsabilità  hanno i magistrati </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">in questa giustizia lenta?</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">«Non si deve mai dimenticare che il processo è un’attività complicata e ci vuole tempo. Spesso lavorare in fretta significa lavorare male, con decisioni che possono essere annullate. Di qui la necessità di un sistema che dia a ogni processo il tempo occorrente, pur facendosi carico delle necessità </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">di accelerare le procedure. Va pure detto </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">che anche i magistrati hanno una parte </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">di responsabilità. A lungo la cultura dell’organizzazione e dell’efficienza </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">è rimasta loro sostanzialmente estranea, </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">ma da una decina d’anni ormai questa mentalità è cambiata e si stanno facendo passi importanti nella direzione giusta».</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Un mese fa aveva detto </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">che le riforme della giustizia </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">sono più complesse di quanto certi disinvolti riformatori vorrebbero farci credere. </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">È ancora di questo avviso?</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">«C’è la tendenza a burocratizzare il ruolo dei magistrati. Negare che l’essenza del lavoro dei magistrati sia l’interpretazione delle leggi </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">è negare l’ovvio. Tutte le forze politiche devono saper rinunciare all’insofferenza verso i controlli </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">su di loro. Occorre comprendere che l’assetto istituzionale </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">della magistratura e la sua indipendenza sono un patrimonio </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">per tutti i cittadini. Il funzionamento </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">della giustizia è un po’ più complesso </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">di come la vorrebbero far comprendere </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">alcuni riformatori. Se adesso si vuole </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">spingere sull’acceleratore per concludere </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">i processi in sei anni sarebbe anche </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">il caso di controllare bene le condizioni </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">della pista sulla quale si vuole correre, </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">per evitare incidenti di percorso».</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'altro lato dei dati di ascolto]]></title>
<link>http://iradiati.wordpress.com/2009/11/08/laltro-lato-dei-dati-di-ascolto/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 08:10:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>iradiati</dc:creator>
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<description><![CDATA[Leggo solo ora questo articolo sulla discussione sollevata dalla decisione di Radio Due di modificar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Leggo solo ora <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/tra_lespresso_e_radiodue_ora_volano_scarpe_colorate_e_plastica/07-11-2009/articolo-id=397043-page=0-comments=1">questo articolo</a> sulla discussione sollevata dalla <strong>decisione di Radio Due di modificare il proprio palinsesto cancellando programmi come </strong><em><strong>Sumo</strong></em><strong>, </strong><em><strong>Condor</strong></em><strong> e </strong><em><strong>L’altro lato</strong></em>. In sostanza &#8211; poi, potete leggere l&#8217;articolo linkato &#8211; <strong>L&#8217;Espresso ha proposto un&#8217;iniziativa, diciamo, di </strong><em><strong>protesta simbolica</strong></em><strong> contro tali decisioni</strong>, mentre <strong>nell&#8217;articolo de Il Giornale si scrive che tali programmi, comunque, hanno un ascolto che è sotto la media della rete</strong>.</p>
<p>Mi permetto un paio di osservazioni:</p>
<p>1 &#8211; <strong>Tralascio la questione dell&#8217;interpretazione dei dati di ascolto</strong>. Anche ad altre latitudini ho assistito a discussioni sul tema, ed anche in ambienti abbastanza professionali, a dimostrazione che, <strong>quando si parla di queste cose, si rischia di non mettere a fuoco il risultato che tali numeri permettono di quantificare</strong>. Mi limito a scrivere che il punto, per una radio pubblica, <strong>non dovrebbe essere comunque quello dello share</strong>, o come lo si vuole chiamare, <strong>ma dei contenuti</strong> che un Servizio Pubblico deve poter offrire, anche se la resa del programma non è quantificabile con masse di ascolti.</p>
<p>2 &#8211; <strong>Ogni gruppo editoriale potrebbe pensare prima alle sue, di radio, che a quelle degli altri e/o a quelle pubbliche</strong>. Questo vale per Il Giornale, ma anche per L&#8217;Espresso. Tra l&#8217;altro, <strong>nessuno si è minimamente sognato di creare o partecipare a lanci di scarpe colorate o altre iniziative simili quando Linus ha cambiato la rotta di Radio Capital, o quando One O One è diventata R101</strong>, per dirne due.</p>
<p>Con questo, gli<strong> I(r)Radiati ne approfittano per rinnovare stima e simpatia nei confronti di Federico Taddia e al suo programma </strong><em><strong>L&#8217;altro lato</strong></em>, sperando che una soluzione si possa trovare sulle stesse frequenze o altrove, perché <strong>sarebbe un vero peccato perdere una trasmissione così intelligente in un panorama, quello radiofonico, che tende troppo spesso ad uniformarsi sull&#8217;idea più semplice</strong>.</p>
<p>(Maurizio)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Roma–Milano sola andata. Ranieri contro l'Inter cerca l'impresa, Ballardini contro il Milan e' a un bivio]]></title>
<link>http://cartellinorosso.wordpress.com/2009/11/07/roma%e2%80%93milano-sola-andata-ranieri-contro-linter-cerca-limpresa-ballardini-contro-il-milan-e-a-un-bivio/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 12:28:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>cartellinorosso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Una sconfitta contro il Milan domani pomeriggio all&#8217;Olimpico vorrebbe, quasi certamente, esone]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="border:0 none;margin:2px 3px;" src="http://www.ecalcioblog.it/wp-content/uploads/2009/05/davide_ballardini.jpg" alt="" width="150" height="120" />Una sconfitta contro il Milan domani pomeriggio all&#8217;Olimpico vorrebbe, quasi certamente, esonero di Davide Ballardini. Il presidente Claudio Lotito, in un&#8217;intervista a &#8216;L&#8217;Espresso&#8217; dove si difende dagli attacchi dei tifosi, prova a giustificare questo momento di crisi. &#8220;In questa stagione abbiamo già vinto la Supercoppa. Certo, non si può negare che oggi ci sia una flessione, anche perché si gioca ogni tre giorni e non c&#8217;è il tempo per recuperare.<!--more--> E certi giocatori accusano in questo momento un calo di tensione. Ma il campionato è lungo e l&#8217;obiettivo di un buon piazzamento rimane inalterato&#8221;. Dichiarazioni che però, secondo i tifosi, non bastano per giustificare il pessimo momento laziale. Contro il Villareal, complice anche un arbitraggio rivedibile, la Lazio ha subito subito una sonora sconfitta. Un ulteriore episodio che riporta l&#8217;attenzione sulla continua esclusione dei dissidenti. &#8220;Pandev e Ledesma si sono isolati da soli. Il nostro tecnico ha scelto di farne a meno perché – dichiara Lotito &#8211; quando ti manca il senso di appartenenza non sei più al servizio della squadra. Le partite non si vincono solo con il fisico, ma soprattutto con la testa e con il cuore&#8221;. Ballardini affronterà la sfida contro il Milan appeso ha un filo. Il tecnico di Ravenna è nervoso e ha cominciato ad usare i toni forti nello spogliatoio. La squadra è ancora dalla sua parte. Mai problemi esistono, ci sono. Escludendo le dimissioni c&#8217;è il problema legato al suo ingaggio, 750 mila euro, che arriva al milione considerando quello dei suou collaboratori. Mandare via il tecnico nuocerebbe gravemente alle casse biancocelesti e i sostituti (Zoff, Giordano, Zeman, De Biasi, Camolese, Beretta), non convincono. Ballardini ha recuperato Cruz, Meghni e Del Nero. Nella lista degli infortunati restano dunque solo Dabo e Stendardo. Per la sfida di domenica con il Milan, inoltre, il tecnico potrà avere di nuovo a disposizione Matuzalem che ha saltato per squalifica sia l’ultima gara di campionato a Siena sia quella di ieri in Europa League col Villarreal.<br />
Probabile formazione: Muslera; Lichtsteiner Cribari Radu Kolarov; Brocchi Baronio Mauri Matuzalem; Zarate Cruz</p>
<p>La Roma, che viene da due vittorie di fila, sta ultimando la preparazione in vista del posticipo domenicale a San Siro contro l&#8217;Inter. Il tecnico Claudio Ranieri è contento della reazione della squadra sia contro il Bologna che contro il Fulham e spera di mettere in difficoltà il rivale José Mourinho. La Roma è tornata subito ad allenarsi al Fulvio Bernardini. Perrotta e Vucinic hanno lavorato col gruppo. Per Burdisso solo fisioterapia, il difensore argentino in vista dell’Inter è virtualmente out per l’infortunio al polpaccio. Da verificare la situazione di Juan, che oggi è sceso in campo solo per svolgere un differenziato. Si punta quindi a mettere a disposizione di Ranieri almeno Andreolli, uscito zoppicante dopo la partita di ieri. Assenti Doni e Totti. Il capitano si è allenato a parte, solo fisioterapia per il portiere. Lavoro defaticante per chi ha giocato ieri. Per il gruppo riscaldamento e circolazione di palla. Poi la partitella a ranghi misti con Cerci in gran forma. Le ultime notizie, però, danno speranza per l&#8217;impiego proprio di Burdisso e Doni. Nicolas Burdisso non si arrende al fastidio al ginocchio e stamane è sceso in campo ad allenarsi. Il tecnico Ranieri sta osservando, studiando e analizzando l&#8217;opportunità di affidarsi all&#8217;ex nerazzurro oppure vista la difesa non al top (Juan è in forte dubbio) cambiare modulo per un solido rombo. Buone notizie da Doni. Il brasiliano, infortunatosi nella gara contro il Fulham, dovrebbe aver superato il provino e dovrebbe scendere in campo da titolare a San Siro. In attacco certa la presenza di Vucinic e Menez. Buone notizie sembrano arrivare dal mercato. Van Nistelrooy e Toni sono in procinto di lasciare i rispettivi club. &#8220;A gennaio posso trattare con altre società&#8221; ha detto il 34enne centravanti olandese del Real, che la Roma ha provato ad acquistare nell&#8217;ultimo giorno del mercato estivo. Ora lo vuole anche il Tottenham. Toni ha confermato i contatti con Totti e sarebbe pronto a vestire giallorosso, ma serve l&#8217;ok del Bayern per dividersi l&#8217;ingaggio. La Roma proverà anche a vendere qualche pedina. In lista di partenza Baptista e Cicinho su tutti.<br />
A San Siro la Roma si presenterà così: Doni; Motta Andreolli Mexes Riise; Perrotta Pizarro De Rossi Brighi: Vucinic Menez</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[da L'Espresso : "In Rai crescono solo le nomine" ]]></title>
<link>http://lapiovraraidenisepardo.wordpress.com/2009/10/28/da-lespresso-in-rai-crescono-solo-le-nomine/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 11:26:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Denise Pardo</dc:creator>
<guid>http://lapiovraraidenisepardo.wordpress.com/2009/10/28/da-lespresso-in-rai-crescono-solo-le-nomine/</guid>
<description><![CDATA[Calano gli ascolti a scapito di Mediaset. Ma non si fermano le assunzioni. Nonostante un bilancio ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Calano gli ascolti a scapito di Mediaset. Ma non si fermano le assunzioni. Nonostante un bilancio che fa paura. E un premier che invita a non pagare il canone</span></h2>
<p><a rel="attachment wp-att-336" href="http://lapiovraraidenisepardo.wordpress.com/2009/10/28/da-lespresso-in-rai-crescono-solo-le-nomine/jpg_2113156/"><img class="alignleft size-full wp-image-336" title="jpg_2113156" src="http://lapiovraraidenisepardo.wordpress.com/files/2009/10/jpg_2113156.jpg" alt="jpg_2113156" width="220" height="300" /></a></p>
<p>A viale Mazzini sembra prendere piede una nuova linea di pensiero. Calano gli ascolti, aumentano le nomine. La Rai perde tre punti di share rispetto all&#8217;anno scorso (nel periodo 20 settembre-18 ottobre)? Fantastico. Lo sbarco del boat people dei nuovi vice direttori, e stiamo parlando solo di due testate, Tg1 e Gr, e di due reti, il primo e il secondo canale, tocca una cifra record: 26. Entrando nel dettaglio, Rai Due che guida la classifica della miglior rete in perdita (meno 2,09 punti di share) è riuscita a spuntare ben sei vice direttori, altrettanti anche Rai Uno, sette al Giornale Radio, &#8217;solo&#8217; cinque al Tg1 (che ne aveva già altri cinque). Anche il cda fa la sua parte e dà una mano al rinfoltimento della tv pubblica. Per esempio, alla Direzione segreteria del consiglio è stato fatto un nuovo contratto a tempo determinato (fino al 2012) a Raffaella Pichini, persona molto stimata dal consigliere Guglielmo Rositani, ex deputato An, che quasi tutti i giorni con autista e macchina Rai, fa avanti e indietro (150 chilometri almeno) da Roma a Rieti, sua città d&#8217;elezione da cui proviene anche Pichini.</p>
<p>Alla NewCo Rai International, una delle società controllate, invece, dal primo settembre è stata assunta a tempo indeterminato, un livello prima della dirigenza, Donatella Scipioni, molto considerata da Alessio Gorla, l&#8217;uomo che nel 1994 organizzò la leggendaria discesa in campo berlusconiana e che, simpatico dettaglio, pur diventato membro del cda Rai avrebbe dovuto lasciare la medesima poltrona che occupa proprio a NewCo (non dovrebbe essere incompatibile?). L&#8217;ha lasciata? Non se ne parla. In effetti, è più proficuo dedicarsi ad altro. Per esempio, al gioioso fatto che in questo primo mese di stagione televisiva, lo share del giorno medio di Mediaset (39,17) ha superato quello della Rai (38,97). E quello di Canale 5 (21,22) ha battuto quello di Rai Uno (20,88). Dal punto di vista del concorrente, le cose vanno molto bene. Anzi di bene in meglio. E ci mancherebbe, con Berlusconi al governo.</p>
<p>Intanto la barca Rai, va. Più che navigare, galleggia. Sempre più avvolta dalla nebbia prodotta dai cosacchi della maggioranza, dalle richieste di Palazzo Chigi, dalle lotte interne e dalla campagna anti canone e anti pubblicità condotta dal Cavaliere in persona non pago di poter contare uomini fedeli in quasi tutte le poltrone chiave. Difficile gestire un&#8217;azienda messa così. In un solo mese, il palinsesto di Rai Uno e di Rai Due mostra programmi defunti e trasmissioni agonizzanti. Sulla rete ammiraglia che nel giorno medio perde quasi un punto di share, Antonella Clerici stava per rimetterci le penne con il flop di &#8216;Tutti pazzi per la tele&#8217; e così Vincenzo Salemme con &#8216;Nord e Sud&#8217;, varietà piazzati in giorni notoriamente infausti per l&#8217;intrattenimento, il martedì e il mercoledì sera. Com&#8217;è, in realtà, anche la serata domenicale alla quale sembra, incredibilmente, destinato il nuovo show di Gianni Morandi &#8216;Grazie a tutti&#8217;. In Rai sbagliare è umano, perseverare è sospetto. Come si diceva, anche il secondo canale non se la passa bene. Anzi barcolla soprattutto nella fascia pomeridiana: quella che va dalle 15 alle18 registra addirittura 4,49 punti in meno di share.</p>
<p>Se Mauro Mazza, a capo di Rai Uno (dove l&#8217;ex direttore del Tg2 non voleva andare, non avendo nessuna esperienza nel campo) e Massimo Liofredi, responsabile di Rai Due, si affrettano a spiegare, urbi et orbi, che i palinsesti portano la firma dei precedenti dirigenti dei canali, i programmisti registi che non la mandano a dire chiedono retoricamente: &#8220;Che ci stanno a fare allora, le belle statuine? &#8220;. Tutto è complicato, poi, dalla supervisione di Antonio Marano, ex direttore di Rai Due, ora uno dei quattro vice direttori generale con deleghe sull&#8217;intera offerta televisiva.</p>
<p>Liofredi è un paladino del Cavaliere. Marano è una camicia verde della Lega (al suo fianco, il &#8216;Giornale&#8217; a massacrare Liofredi, emblema di Roma ladrona). Se il primo sponsorizza Monica Setta (conduttrice di &#8216;Il fatto del giorno&#8217; consacrata addirittura da lui come:&#8221; La giornalista numero uno della rete&#8221; , considerata dai più anche il vero direttore di rete), Marano tifa per il nordico giornalista Gianluigi Paragone (uno dei vice direttori di Rai Uno). Lo scontro non piace a Palazzo Grazioli, tanto che Marano, soprannominato in Rai a causa delle larghissime deleghe il &#8216;direttore ombra &#8216;, rischia, secondo molti, di trasformarsi presto nell&#8221;l&#8217;ombra del direttore&#8217;.</p>
<p>Paradosso dei paradossi, colmo dei colmi, mentre continua a infuriare la polemica sul diritto alla libera informazione, quella che il premier definisce &#8220;comunista&#8221; e/o &#8220;criminosa&#8221;, e da par suo Sergio Zavoli fa lavorare a ritmo frenetico la Commissione di Vigilanza Rai che presiede, macinando audizioni su audizioni, a dare una mano agli ascolti di Rai Due è il famigerato programma &#8216;Anno zero&#8217;. Il talk di Michele Santoro guadagna 5,7 punti di share rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso, e si attesta al 24,12 di share, quasi il triplo di quello della sua rete scesa al 9,18. Traguardi lontani, ad esempio, per &#8216;Porta a Porta&#8217; di Bruno Vespa fermo al 18, 20 e sotto di oltre due punti e mezzo dalla media di share di Rai Uno. Nonostante i proclami governativi, l&#8217;unico canale a reggere la potenza dell&#8217;urto berlusconiano è Rai Tre, inamovibile dal suo risultato (8,91) come &#8216;Ballarò&#8217; di Giovanni Floris che mantiene fermo il suo share quasi al 16 (15,97).</p>
<p>Nel frattempo, sotto l&#8217;ombrello dello scontro tra Sky e viale Mazzini (che ha rotto l&#8217;accordo con la piattaforma della famiglia Murdoch) si prepara l&#8217;annessione nella casa madre di Rai Sat, la controllata produttrice dei canali tematici satellitari. E così anche la sua trasformazione nell&#8217;ennesima direzione della tv pubblica. Con tanto di nuove e fresche nomine in modo da rendere ancora più floride le fila di dirigenti di altissimo livello con stipendi adeguati fatti fuori dal nuovo corso e in attesa di essere ricollocati: da Claudio Cappon, ex direttore generale, a Marcello Del Bosco, ex capo della Radiofonia ad Angela Buttiglione che firmava la Tgr, la Testata giornalistica regionale, per dirne solo alcuni. Per non parlare del pesantissimo e doloroso problema dei precari, dei dipendenti reintegrati a titolo provvisorio. &#8220;Non abbiamo firmato alcuna transazione e le nostre sentenze non sono state applicate. Tutto tace&#8230;&#8221; sono desolati all&#8217;Associazione Dipendenti in Causa. In più, il 30 ottobre si profila lo spettro di un grande sciopero proclamato dai sindacati, Slc-Cgil in testa, a causa del silenzio dell&#8217;azienda sulla vertenza contrattuale Rai ferma da 22 mesi.</p>
<p>Lo stesso direttore generale Rai Mauro Masi snocciola cifre di previsioni sul disavanzo da far rizzare i capelli. E questo mentre il premier, proprietario della tv concorrente, incita gli imprenditori a non fare pubblicità sulla Rai e i cittadini a non pagare il canone, la cui evasione, l&#8217;anno scorso, faceva già mancare ben 450 milioni di euro. Come dire, mandate in rovina viale Mazzini. Ma la stagione televisiva d&#8217;autunno si è aperta con un altro segnale decisamente forte. Per la prima volta da che esiste Publitalia, concessionaria degli spot su Mediaset, nel listino di vendita degli spazi non sono indicati gli obiettivi delle tre reti. È vero che spesso negli ultimi anni Publitalia non è riuscita ad azzeccare i risultati dei canali Mediaset. Si dirà: tanto vale quindi eliminare le previsioni. Giusto. Ma forse nella scelta è pesato anche qualcos&#8217;altro. Berlusconi è al governo e l&#8217;attrazione dei grandi investitori pubblicitari verso le televisioni del premier funziona. Alla grande e comunque vadano gli ascolti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia cresce verde]]></title>
<link>http://deamaltea.wordpress.com/2009/10/28/litalia-cresce-verde/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 10:46:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>deamaltea</dc:creator>
<guid>http://deamaltea.wordpress.com/2009/10/28/litalia-cresce-verde/</guid>
<description><![CDATA[Image by gigi 62 via Flickr L&#8217;alta tecnologia, la voglia d&#8217;impresa, il coraggio della sf]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="zemanta-img" style="display:block;margin:1em;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 154px"><a href="http://www.flickr.com/photos/7772186@N03/3885743917"><img class=" " title="per sentieri" src="http://farm4.static.flickr.com/3649/3885743917_5cb487d5df_m.jpg" alt="per sentieri" width="144" height="96" /></a><p class="wp-caption-text">Image by gigi 62 via Flickr</p></div>
</div>
<p><em><strong>L&#8217;alta tecnologia, la voglia d&#8217;impresa, il coraggio della sfida</strong>. Con questi ingredienti una parte del paese sta avviando in sordina una rivoluzione ambientale. Ecco dove e come.</em></p>
<p><strong>La rivoluzione verde è appena iniziata. In sordina. Guidata da imprenditori coraggiosi</strong> che fiutano un&#8217;opportunità e non se la lasciano scappare. A cui si aggiungono un paio di assessori che ci credono davvero. Qualcuno vince un premio internazionale. Arriva del capitale, ma raramente dalle banche: le innovazioni non garantiscono reddito sicuro. E di venture capital in giro ce n&#8217;è poco. <strong>Ma ci sono alcune regioni che riescono a distribuire i fondi europei alle imprese innovative. </strong><em>E ancora più imprenditori che ce la fanno da soli. </em>Insieme stanno rivoluzionando l&#8217;industria italiana. Creando i distretti del futuro. <strong>E un nuovo volto del made in Italy.</strong></p>
<p><strong>Concentrati soprattutto nel Nord Italia, i neodistretti dell&#8217;economia ecosostenibile</strong> sono, come i loro antenati, frutto della straordinaria inventiva delle piccole e medie imprese. Ma, a differenza loro, non sono tali solo in virtù della vicinanza fisica dei protagonisti, come accadeva per i vecchi distretti industriali, quanto piuttosto grazie alla messa in comune delle conoscenze.</p>
<p>Da<strong> l&#8217;Espresso </strong> <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/litalia-cresce-verde/2113114&#38;ref=hpsp" target="_blank">la notizia qui&#8230;</a></p>
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<li class="zemanta-article-ul-li"><a href="http://r.zemanta.com/?u=http%3A//www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/5900832/Silvio-Berlusconi-sex-scandal-overshadowed-by-cave-row.html&#38;a=6432701&#38;rid=7c617e72-7487-49e3-8f94-4cf4be5e4ebc&#38;e=71b645e32cee40ee96807228fa6986ec">Silvio Berlusconi sex scandal overshadowed by cave row</a> (telegraph.co.uk)</li>
<li class="zemanta-article-ul-li"><a href="http://r.zemanta.com/?u=http%3A//news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8168085.stm&#38;a=6438510&#38;rid=7c617e72-7487-49e3-8f94-4cf4be5e4ebc&#38;e=a99d286f49f7624f79641970b2dee4e3">Berlusconi &#8216;hid ancient graves&#8217;</a> (news.bbc.co.uk)</li>
<li class="zemanta-article-ul-li"><a href="http://r.zemanta.com/?u=http%3A//www.guardian.co.uk/world/2009/jul/22/silvio-berlusconi-sex-tape&#38;a=6391387&#38;rid=7c617e72-7487-49e3-8f94-4cf4be5e4ebc&#38;e=366019e132a340ac76bf27a82fd5ce5c">Berlusconi speaks on sex tape allegations</a> (guardian.co.uk)</li>
</ul>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top:10px;height:15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Reblog this post [with Zemanta]" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/7c617e72-7487-49e3-8f94-4cf4be5e4ebc/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border:medium none;float:right;" src="http://img.zemanta.com/reblog_b.png?x-id=7c617e72-7487-49e3-8f94-4cf4be5e4ebc" alt="Reblog this post [with Zemanta]" /></a></div>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Primarie Espresso]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/10/23/primarie-espresso/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 23:50:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/10/23/primarie-espresso/</guid>
<description><![CDATA[Da oggi e fino a lunedì il sito de l&#8217;Espresso dedica un intero blog collettivo alle primarie d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Da oggi e fino a lunedì il sito de l&#8217;Espresso <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/20/primarie-pd-un-blog-collettivo/" target="_blank">dedica</a> un intero blog collettivo alle primarie del PD.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'ESPRESSO, I CONTI]]></title>
<link>http://ferrucci.wordpress.com/2009/10/23/lespresso-i-conti/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 23:29:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>p. ferrucci</dc:creator>
<guid>http://ferrucci.wordpress.com/2009/10/23/lespresso-i-conti/</guid>
<description><![CDATA[Come sappiamo, per far fronte ai conti in (forte) rosso, il Gruppo Editoriale l’Espresso &#8212; il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Come sappiamo, per far fronte ai conti in (forte) rosso, il Gruppo Editoriale l’Espresso &#8212; il ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nicola Mancino, il papello e un'indagine troppo perfetta]]></title>
<link>http://marcocampione.wordpress.com/2009/10/21/mafia-stato/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 10:31:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Champ</dc:creator>
<guid>http://marcocampione.wordpress.com/2009/10/21/mafia-stato/</guid>
<description><![CDATA[Quella sulla trattativa fra mafia e Stato è un&#8217;indagine che, da qualche mese e dopo diciassett]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>Quella sulla trattativa fra mafia e Stato è un&#8217;indagine che, da qualche mese e dopo diciassette anni, non sembra sbagliare una sola mossa o mancare un solo bersaglio. Se un difetto ce l&#8217; ha, quel difetto è che un&#8217; indagine troppo perfetta.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Con queste parole si concludeva un <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/16/ai-giudici-il-papello-di-riina-ecco.html" target="_blank">articolo</a> di qualche giorno fa sulla trattativa tra mafia e Stato degli anni Novanta. E come quelle immagini che ti colpiscono, ma restano in un cassetto della memoria per poi riaffiorare in seguito, eccola che mi è tornata in mente oggi leggendo <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/tra-mafia-e-stato/2112777/" target="_blank">questo</a> articolo sul sito de <em>L&#8217;Espresso</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">E mi domando: e se questa &#8220;tempesta perfetta&#8221; si stesse scatenando per colpire il Vicepresidente del CSM?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scacco al clientelismo: colpito il 'cartello' di Telese]]></title>
<link>http://simoneaversano.wordpress.com/2009/10/20/scacco-al-clientelismo-colpito-il-cartello-di-telese/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 10:53:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simone Aversano</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Simone Aversano (Sannio Week) All&#8217;alba di lunedì 12 ottobre il Sannio è stato scosso da una]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Simone Aversano (Sannio Week) All&#8217;alba di lunedì 12 ottobre il Sannio è stato scosso da una]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italopolis.com ! (L'Italie à Paris)]]></title>
<link>http://aglioecipolla.wordpress.com/2009/10/18/italopolis-com/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 18:18:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Aglio E Cipolla</dc:creator>
<guid>http://aglioecipolla.wordpress.com/2009/10/18/italopolis-com/</guid>
<description><![CDATA[Une offre que je n&#8217;ai pu refuser Ciao c&#8217;est Vito! Bonjour à toutes et à tous, comme vous]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;"><a href="http://www.italopolis.com"><img class="size-full wp-image-3652 aligncenter" title="logo-italopolis" src="http://aglioecipolla.wordpress.com/files/2009/10/logo-italopolis-fb.gif" alt="logo-italopolis" width="300" height="300" /></a></span><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;"><strong>Une offre que je n&#8217;ai pu refuser</strong></span></p>
<p><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;">Ciao c&#8217;est Vito!<br />
Bonjour à toutes et à tous,<br />
comme vous l&#8217;aurez remarqué, le blog &#8220;AeC&#8221;, ou en tout cas son auteur (moi) semble un peu endormi. MAIS PAS DU TOUT! Il faut que je vous explique:</span></p>
<p><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;">En début d&#8217;été 2009 m&#8217;est arrivée une offre alléchante: devenir <em><strong>rédacteur en chef</strong></em> d&#8217;un portail d&#8217;actualités sur l&#8217;Italie. Rien moins que ça! * J&#8217;ai accepté avec plaisir et excitation. Ouvert &#8220;officiellement&#8221; le <a title="http://italopolis.italieaparis.net/articles/Buongiornopolis-188/" href="http://italopolis.italieaparis.net/articles/Buongiornopolis-188/" target="_blank">8 septembre 2009</a>, le lieu commence à s&#8217;animer. C&#8217;est là que je publie <a href="http://italopolis.italieaparis.net/author/aglio" target="_blank">mes articles</a> en ce moment ** </span></p>
<p><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;">L&#8217;URL d&#8217;accès est <a title="http://italopolis.italieaparis.net" href="http://italopolis.italieaparis.net" target="_blank">http://italopolis.italieaparis.net</a>.<br />
Pour mémoire et praticité, sachez que si vous tapez <a title="http://www.italopolis.com" href="http://www.italopolis.com" target="_blank">http://italopolis.com</a> vous y serez automatiquement redirigé.</span></p>
<p><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;">Communément appelé le &#8220;<span style="color:#000000;">site vert</span>&#8221; jusqu&#8217;à mon arrivée, le portail est hébergé et partie intégrante de </span><a title="L'Italie à Paris" href="http://italieaparis.net/" target="_blank">L&#8217;Italie à Paris</a><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;"><strong> </strong>(le &#8220;<span style="color:#000000;">site rouge</span><span style="color:#000000;">&#8220;</span>, pour les habitués). Il était dénommé jusqu&#8217;il y a peu &#8220;Italie&#8221; (et son ancienne url: <em>italie.italieaparis.net</em>), et en recherche de foces vives. De là la proposition m&#8217;étant parvenue. Histoire de marquer le coup à mon arrivée je l&#8217;ai rebaptisé &#8220;<a href="http://www.italopolis.com" target="_blank">Italopolis</a>&#8220;. J&#8217;en profite ici pour remercier Stefano Palombari (<a title="L'Italie à Paris" href="http://italieaparis.net/" target="_blank">L&#8217;Italie à Paris</a>) -qui a lui-même créé et géré jusqu&#8217;il y a peu cet espace- de m&#8217;accorder une telle confiance (et carte blanche). Mon arrivée lui permet certainement de se consacrer plus entièrement à L&#8217;Italie à Paris dont il est l&#8217;un des responsables, mais aussi de continuer à écrire plus sereinement pour&#8230; Italopolis.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;">Sur le site on parle déjà -et nous y parlerons toujours plus- de politique, société, vatican, mafia/antimafia, &#8220;etc.&#8221; Quelques nouveaux auteurs: Jean-Marie Le Ray (<a title="http://adscriptum.blogspot.com/" href="http://adscriptum.blogspot.com/" target="_blank">Adscriptor</a>), Fabrice Rizzoli (<a title="http://www.mafias.fr/" href="http://www.mafias.fr/" target="_blank">mafias.fr</a>), Fabienne Melmi, il <em>sottoscritto </em>(Io, moi <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> &#8230;</span></p>
<p><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;">5 liens, ci-dessous, vous plongeant directement dans les archives du site:</span></p>
<ul>
<li><a title="http://www.italopolis.com" href="http://www.italopolis.com" target="_blank">Page d&#8217;accueil</a></li>
<li><a title="http://italopolis.italieaparis.net/archive/2009/10" href="http://italopolis.italieaparis.net/archive/2009/10" target="_blank">octobre 2009</a></li>
<li><a title="http://italopolis.italieaparis.net/archive/2009/09" href="http://italopolis.italieaparis.net/archive/2009/09" target="_blank">septembre 2009</a> (création d&#8217;Italopolis)</li>
<li><a title="http://italopolis.italieaparis.net/archive" href="http://italopolis.italieaparis.net/archive" target="_blank">Archive complète </a>(2006-2009)</li>
<li><a title="http://italopolis.italieaparis.net/author/aglio" href="http://italopolis.italieaparis.net/author/aglio" target="_blank">Mes articles </a>(hé ho, on est sur mon blog ici)</li>
</ul>
<p><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;"><strong>Newsletter:</strong> vous trouverez un lien en haut à droite sur la page d&#8217;accueil pour insérer votre email si vous désirez recevoir des &#8220;news&#8221; d&#8217;Italopolis. Cela se résume actuellement à 1 message bimensuel résumant les liens des articles récents. Vu le rythme croissant de publications, on devrait vraisemblablement passer à une version hebdomadaire bientôt.</span></p>
<p><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;"><strong>AVIS aux amateurs</strong>: je recherche quelques kamikazes de l&#8217;information pour parutions régulières sur le site (dédié à l&#8217;Italie, je le rappelle).  Si vous êtes intéressé-e-s, merci de me contacter ici: <em>italopolis [at] italieaparis [point] net</em> (et me laisser le temps de vous répondre&#8230;).</span></p>
<p><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;"><strong>Twitter</strong><br />
</span></p>
<ul>
<li><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;">Italopolis: <a title="http://twitter.com/Italopolis" href="http://twitter.com/Italopolis" target="_blank">http://twitter.com/Italopolis</a></span></li>
<li><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;">Aglio E Cipolla: </span><a title="http://twitter.com/Italopolis" href="http://twitter.com/Italopolis" target="_blank"><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;">http://twitter.com/aglioecipolla</span></a></li>
</ul>
<p><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;"><strong>Avenir du blog AGLIO E CIPOLLA</strong>:<br />
attention, le blog AeC ne ferme pas! <em>Nan nan nan</em>.<br />
&#8220;Stay tuned&#8221; comme on dit, en alerte. <em>Stai a vedere che fra poco si riparte</em> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </span></p>
<p><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;">Au plaisir de vous revoir ici ou sur Italopolis,</span></p>
<p><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;">vV</span></p>
<p><span style="font-size:13px;font-family:georgia,palatino;"><em>* J&#8217;ai peut-être été tout simplement le seul assez fou pour accepter <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
**  Et donc beaucoup moins sur ce blog (AeC), ou sur </em><a title="http://www.lepost.fr/perso/aglio-e-cipolla/" href="http://www.lepost.fr/perso/aglio-e-cipolla/" target="_blank"><em>LePost.fr</em></a><em> que j&#8217;ai énormément fréquenté ces derniers mois. Mais tout ceci va &#8220;rentrer dans l&#8217;ordre&#8221; en fin d&#8217;automne 2009.</em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ricomincio da qui!]]></title>
<link>http://waterpr00f.wordpress.com/2009/10/16/ricomincio-da-qui/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 20:01:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>pier90</dc:creator>
<guid>http://waterpr00f.wordpress.com/2009/10/16/ricomincio-da-qui/</guid>
<description><![CDATA[Non mi chieda nessun copyright la D&#8217;Eusanio, ma io ricomincio proprio da qui, da questo 16 Ott]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non mi chieda nessun copyright la D&#8217;Eusanio, ma <strong>io ricomincio proprio da qui</strong>, da questo 16 Ottobre freddoloso, con un nuovo pc portatile e con la voglia di scrivere da qualsiasi angolo della casa, adesso scrivo dal mio letto, domani dalla cucina, poi passando dal divano,per, infine, il bagno&#8230;poi dall&#8217;università, dal treno o dal pulman: questo il bello di un notebook, poter scrivere sempre con un solo click.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-72" title="alluvione_messina_1" src="http://waterpr00f.wordpress.com/files/2009/10/alluvione_messina_1.jpg" alt="alluvione_messina_1" width="420" height="278" />Ricomincio da qui, sotto i peggiori auspici, con i pizzini riniani verso lo stato, con le tensioni tra Napisan ( Littizzetto docet) e il psico-nano (Grillo docet), con uno stato degradato della femminilità italiana e con la pretesa di strappare i veli alle donne islamiche, con un deficente che cerca di farsi esplodere in Italia come se la tensione verso l&#8217;Islam non fosse già piuttosto alta, con padri che uccidono figlie perché troppo occidentali, con bastardi senza gloria protagonisti al cinema&#8230;(tutti dicono però che questa sia una nota positiva), e con l&#8217;ennesime vittime non della natura matrigna mio caro Leopardi, ma della stupidità dell&#8217;uomo, della malignità dell&#8217;uomo, perché la natura implora solo i suoi spazi.</p>
<p>E ricomincio proprio da una lettera pubblicata sul L&#8217;espresso inviata da una lettrice&#8230;</p>
<blockquote><p>Nella trasmissione L&#8217;Infedele del 5 Ottobre Gad Lerner faceva notare con disappunto ad un rappresentante della Lega che il quotidiano &#8220;La Padania&#8221; aveva messo solo nell&#8217;ultima pagina la notizia dei morti per la tragedia di Messina. Tanti morti meritavano la prima pagina! A ben riflettere invece, devo riconoscere che quel quotidiano è stato coerente. Coerente col modo di pensare  di coloro che da decenni si alternano al governo del nostro Paese. A quelle persone soffocate dal fango, il giornale ha conferito l&#8217;importanza che hanno ricevuto da vive le persone che hanno ricevuto da vive. La stessa importanza che hanno ricevuto da vieve le persone morte a L&#8217;Aquila. La stessa importanza che hanno ricevuto da vivi i soldati mandati a morire in Afghanistan; forse meno importanti dei loro fucili e dei loro carri armati. Solo dopo, quando il tritolo li ha fatti a pezzi, sono diventati eroi ed hanno ricevuto la massima considerazione. E l&#8217;onore della prima pagina sui giornali. Così avviene da molto tempo. Le tragedie sono sempre annunciate, previste, ma tanti discorsi, tanto tempo, tante energie e tanto denaro, servono per cose ben più importanti della vita umana.</p>
<p style="text-align:right;">Francesca Ribeiro, email</p>
</blockquote>
<p style="text-align:center;"><strong>Olé</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://lapiovraraidenisepardo.wordpress.com/2009/10/06/sua-liberta-di-stampa/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 09:51:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Denise Pardo</dc:creator>
<guid>http://lapiovraraidenisepardo.wordpress.com/2009/10/06/sua-liberta-di-stampa/</guid>
<description><![CDATA[da l&#8217;espresso : Sua libertà di stampa di Denise Pardo Attacchi ai giornali. Querele. Persino u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<div>
<h1 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">da l&#8217;espresso : </span></h1>
<h1 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Sua libertà di stampa di Denise Pardo</span></h1>
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<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><a rel="attachment wp-att-326" href="http://lapiovraraidenisepardo.wordpress.com/2009/10/06/sua-liberta-di-stampa/jpg_2111058/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-326" title="jpg_2111058" src="http://lapiovraraidenisepardo.wordpress.com/files/2009/10/jpg_2111058.jpg?w=300" alt="jpg_2111058" width="300" height="193" /></a><br />
<strong>Attacchi ai giornali. Querele. Persino un reato come l&#8217;evasione del canone. Così Berlusconi vuole dominare sulla informazione. Colloquio con Eugenio Scalfari</strong></span></p>
<p>Come se non bastasse, siamo arrivati al reato: ai giornali del premier e a quelli vicino al premier che incitano all&#8217;evasione, all&#8217;illegalità&#8230;</p>
<p>Secondo Eugenio Scalfari la campagna contro il pagamento del canone Rai scatenata dal &#8220;Giornale&#8221; diretto da Vittorio Feltri e da &#8220;Libero&#8221; firmato da Maurizio Belpietro, meriterebbe l&#8217;intervento della magistratura. All&#8217;ennesimo attacco berlusconiano contro stampa e tv pubblica, dopo denunce, minacce di denunce, intimidazioni, il fondatore del gruppo Espresso e di &#8220;Repubblica&#8221; analizza il tentativo di scacco ai media da parte del presidente del Consiglio, la posizione dei grandi giornali, l&#8217;intervento del governo per monitorare i contenuti Rai. E la maniera di far sentire in modo più forte la voce della parte critica del paese.</p>
<p><strong>Ci sono state varie stagioni nel rapporto tra Silvio Berlusconi e i media. Questa è la fase estrema, quella finale?</strong><br />
&#8220;Ora c&#8217;è il desiderio di dominare completamente l&#8217;informazione. Di smobilitare, di smantellare tutte le trasmissioni e i giornali che non si comportano come il presidente del Consiglio desidera. Ho appena sfogliato &#8220;L&#8217;Osservatore romano&#8221;. Essendo del Vaticano, il quotidiano si occupa del papa. Adesso Benedetto XVI si è recato in visita nella repubblica ceca. Lì ha fatto una quantità di discorsi, di conferenze stampa, di omelie e come sempre &#8220;L&#8217;Osservatore romano&#8221; ha riportato tutto fedelmente. E si capisce: quello è il papa. Bene. Questo è il modello e il metro che vorrebbe il premier&#8221;.</p>
<p><strong>In pratica, il trattamento riverente, mai critico, verso un pontefice magno&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;Certo. Ora è successa un&#8217;altra cosa incredibile, l&#8217;ennesima tra le cose incredibili a cui ci ha fatto assistere il presidente del Consiglio. Succede che &#8220;il Giornale&#8221; diretto da Vittorio Feltri, quotidiano della famiglia Berlusconi, e &#8220;Libero&#8221; di proprietà degli Angelucci, imprenditori di cliniche mediche che hanno accettato di nominare come direttore Maurizio Belpietro, emissario del Cavaliere, una specie di commissario politico, hanno dato il via ad una campagna per incitare gli italiani, in particolare i loro lettori, a evadere il canone Rai. Senza tener conto, tra l&#8217;altro, che il canone in quanto tale non esiste più: ora c&#8217;è una imposta che finisce in un fondo dal quale il governo poi attinge per pagare il canone. Si tratta dunque di un&#8217;imposta. Se non viene pagata, è soggetta alle sanzioni di chi evade le tasse. Siamo arrivati al punto che i giornali del presidente del Consiglio incitano i cittadini a compiere un reato e il presidente del Consiglio consente ai suoi giornali di incitare i cittadini a compiere un reato non pagando un&#8217; imposta il cui ricavo in gran parte diventa canone del servizio pubblico&#8221;.</p>
<p><strong>Come dire, si sconfina nell&#8217;illegalità?</strong></p>
<p>&#8220;Dirò di più. Non so come mai la Procura della Repubblica di Milano, città dove si stampano questi giornali, non proceda d&#8217;ufficio visto che ci troviamo di fronte a un reato contro la pubblica amministrazione. Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. Ecco che il governo nelle persone del ministro Claudio Scajola e del suo vice ministro Paolo Romani, affiancati dalla signora Mariastella Gelmini, che non c&#8217;entra niente perché è ministro dell&#8217;Istruzione, fanno sapere di voler mettere su una specie di giudizio per ispezionare e monitorare le trasmissioni Rai o almeno alcune trasmissioni, con l&#8217;obiettivo di appurare se si attengono alle loro regole. E di punirle se non si attengono, probabilmente facendo saltare chi le guida o intervenendo d&#8217;ufficio per modificarle. Di bene in meglio. Siamo di fronte al totale scavalcamento della direzione generale della Rai, del suo consiglio d&#8217;amministrazione, del suo presidente, della commissione parlamentare di Vigilanza. In pratica, un commissariamento della tv pubblica che segue le denunce a &#8220;Repubblica&#8221; e a &#8220;l&#8217;Unità&#8221;, i giornali che non si attengono alle norme&#8221;.</p>
<p><strong>E il resto della stampa che atteggiamento ha?</strong><br />
&#8220;Ha scelto questa tesi: parliamo di cose serie e quindi di politica economica o di politica estera. Peccato che la libertà di stampa sia la premessa per la democrazia e per le cose serie. Naturalmente questi grandi giornali lo sanno benissimo. E a proposito di politica economica bisognerebbe fare almeno altre dieci domande anche a Giulio Tremonti. Il fatto è che se le domande sono scomode il ministro non risponde. Da mesi gli pongo degli interrogativi. Ma il ministro è silente. Preferisce parlare di filosofia, di Hegel, di san Tommaso&#8230;&#8221;.</p>
<p><strong>Il giorno del suo compleanno, durante la trasmissione &#8220;Uno mattina&#8221;, i conduttori hanno cinguettato a Berlusconi che &#8220;la Rai è casa sua&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;La Rai è casa sua, certo, ma solo nei casi in cui può controllarla. Così quando a &#8220;Parla con me&#8221;, il programma di Serena Dandini, era previsto un breve pezzo ironico su chi nei palazzi riceve visite di un certo genere, qualcuno dall&#8217;alto si è rivolto a mani giunte a Paolo Ruffini, il direttore di RaiTre. &#8220;Ti prego&#8221; gli ha detto quello dei piani alti. &#8220;Ti invoco. Togli questa parentesi satirica perché se no chi lo regge a quello lì?&#8221;. E dire non veniva nemmeno nominato palazzo Grazioli&#8230;&#8221;.</p>
<p><strong>Una parte dell&#8217;opinione pubblica sembra incassare tutto. Che segnale rappresenta invece la manifestazione del 3 ottobre sulla libertà di stampa?</strong></p>
<p>&#8220;È un modo di far sentire la propria voce. Che si rafforza creando le occasioni di partecipazione. Proponendo luoghi di aggregazione. Per esempio, la grande manifestazione in difesa della libertà di stampa. Per esempio, le primarie del Pd. Sarebbe molto, molto importante un&#8217;affluenza record, anche di quelli che non sono iscritti, perfino di gente che vada lì e voti scheda bianca. Sarebbe un modo per far passare il messaggio che il popolo sovrano riprende la sua sovranità e si manifesta, si fa vedere. Oggi la forza della protesta è nell&#8217;unità, nello stare insieme dando corpo e voce a quella consistente parte del paese contro questo andazzo, contro l&#8217;attacco senza precedenti sferrato alla libertà di stampa&#8221;.</p>
<p><strong>Il potere che vuole controllare i media, però, è una vecchia storia&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;È vero, c&#8217;è da sempre. Ma un conto è la voglia. Un conto è riuscire a farlo effettivamente. In realtà, il rapporto dovrebbe essere inverso: il mestiere dei media è il controllo del potere &#8211; quello politico, economico, religioso &#8211; in nome dell&#8217;opinione pubblica. Essi devono dare le notizie e esercitare un controllo che si affianca agli altri organi di garanzia: al controllo della Corte costituzionale, del Parlamento, della magistratura, del capo dello Stato. I media sono un contropotere, questo sono, non altro. Che Berlusconi voglia o no&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giornalismo 2.0]]></title>
<link>http://lacasadeigiochi.wordpress.com/2009/10/06/giornalismo-2-0/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 08:13:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>corrado</dc:creator>
<guid>http://lacasadeigiochi.wordpress.com/2009/10/06/giornalismo-2-0/</guid>
<description><![CDATA[Sul sito de l&#8217;Espresso, live blogging dell&#8217;udienza della Corte Costituzionale sul ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sul sito de l&#8217;Espresso, <a href="http://temi.repubblica.it/espresso-lodo-alfano/2009/10/02/segui-la-diretta/?com=4#commenti">live blogging</a> dell&#8217;udienza della Corte Costituzionale sul &#8220;lodo Alfano&#8221;.</p>
<blockquote><p><strong>9.38 Fuori le tv<br />
</strong>&#8220;Adesso per favore televisioni e fotografi fuori&#8221;, ha detto il presidente Francesco Amirante indicando anche a gesti la necessità non disturbare l&#8217;udienza.</p>
<p><strong>9.33 Inizia la relazione del giudice Franco Gallo<br />
</strong>Il giudice costituzionale Franco Gallo ha iniziato la relazione della questione di costituzionalità del lodo Alfano. Si tratta della relazione tecnica con cui il giudice relatore spiega ai colleghi i termini delle questioni in gioco.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In piazza per la libertà di stampa]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/10/03/2190/</link>
<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 21:18:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/10/03/2190/</guid>
<description><![CDATA[di Simona Maggiorelli manifestazione per la libertà di stampa, Roma Esistono ancora in Italia le con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>di Simona Maggiorelli</p>
<div id="attachment_2199" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2199" title="3977607047_6ca1224d72_b" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/10/3977607047_6ca1224d72_b.jpg?w=300" alt="manifestazione per la libertà di stampa, Roma" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">manifestazione per la libertà di stampa, Roma</p></div>
<p>Esistono ancora in Italia le condizioni per esercitare in modo compiuto la professione di giornalisti?. E&#8217; la domanda che ha mosso Oreste Flamminii Minuto a scrivere<em> Troppi farabutti. Il conflitto fra stampa e potere in Italia</em> (Baldini Castoldi Dalai, in uscita il 6 ottobre). Una domanda fondamentale per valutare lo stato in cui versa la nostra democrazia. Dopo una serrata disamina della stampa italiana e della legislazione, l’autore, che da oltre cinquant&#8217;anni anni fa l’avvocato, si trova costretto a rispondere che in Italia la democrazia non è propriamente in pericolo: «è che proprio la libertà di stampa non c’è».</p>
<p>Un’affermazione grave basata non solo sui progetti in atto da parte del governo di bloccare la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche. Non solo per gli editti “bulgari” del Premier contro giornalisti scomodi. Non solo per il vertiginoso incremento di denunce per diffamazione usate come mezzo per bloccare il lavoro dei giornalisti viste le lungaggini della giustizia. Ma anche, e soprattutto, per un fatto ormai strutturale come la scomparsa di editori puri, che non abbiano interessi e partecipazioni dirette in politica e negli affari. Da qui origina la tendenza da parte di editori-padroni a nominare direttori- signorsì pronti a farsi il loro braccio armato. Il caso de <em>Il Giornale</em> docet. E purtroppo non è il solo.</p>
<p>Difensore di molti giornalisti ed ex rappresentante legale dell’<em>Espresso</em> e dell<em>’Unità</em>, Flamminii, però, non si limita a raccontare e a esaminare questo brutto presente. Ma cerca di rintracciare i possibili prodromi nella storia italica. Uno, inconfutabile, lo si trova proprio nella nostra legislazione. Nonostante l’articolo 21 che garantisce la libertà di stampa sia inscritto nella nostra Costituzione, la legislazione italiana, ricorda Flamminii in T<em>roppi farabutt</em>i, prevede anche la legge 47 promulgata nel 1948: «Una legge che è fatta apposta per tenere in scacco i giornalisti».</p>
<p>La legge 47, infatti, prevede la galera («per molestia») per quei giornalisti che cercano conferme di fonti di informazione. Ma anche per chi  scrive che un imputato, forse, si sta pentendo. In questo caso la norma parla, nientemeno che di favoreggiamento. A inquadrare la questione in un’ottica più ampia, ma sempre “dolorosa”, è il costituzionalista Michele Ainis. Nel suo ultimo saggio <em>La cura</em> (Chiarelettere)  presenta un decalogo di proposte per costruire una società basata sul merito, la legalità e l’uguaglianza: «Un’uguaglianza dei diritti, dal basso». Ma su <em>Terra</em> torneremo su questo argomento per approfondire le questioni sollevate dal libro che sarà presto in libreria.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2201" title="+unità-1" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/10/unita-1.jpg?w=300" alt="+unità-1" width="300" height="122" />Intanto, nel giorno della manifestazione per la libertà di stampa a Roma indetta (in &#8220;ribattuta&#8221;) per il 3 ottobre certamente non possiamo dimenticare (al di là della difesa del nostro piccolo &#8220;particulare&#8221;) i colleghi che in varie parti del mondo,  per il fatto di fare bene il proprio lavoro , hanno perso la vita. Fra i libri che indagano il conflitto mortale fra informazione e regime segnaliamo, intanto, due titoli importanti di prossima uscita. Entrambi riguardano il Paese guidato da  Medvedev e dal grande amico di Berlusconi, Vladimir Putin. Una Russia dove negli ultimi anni molti giornalisti sono scomparsi o sono stati uccisi. Come Anna Politkovskaja assassinata il 7 ottobre 2006 e Natalija Estemirova freddata il 15 luglio 2009. Entrambe a causa delle verità scottanti che avevano riportato alla luce. <em>Perché,</em> il volume di articoli della Politkovskaja in uscita per Adelphi  si avvale del lavoro dei suoi due figli e dei colleghi della <em>Novaja gazeta</em> che hanno scandagliato l’hard-disk dei computer di Anna e il suo archivio personale. In drammatica successione quei pezzi sulla Cecenia  per i quali fu “condannata a morte”. Nel libro<em> Ragazze della guerra</em> (Voland), invece, la giornalista Susanne Scholl ripercorre la storia di Anna in parallello a quella di Natalija che ne stata stretta collaboratrice e ne aveva poi portato avanti il lavoro. La giornalista tedesca sarà in Italia dal 23 ottobre per parlare di questo suo nuovo libro.</p>
<p>dal quotidiano Terra 3 ottobre 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Italy: Call girl 'fixer' tries to gag popular TV show]]></title>
<link>http://cftaf1234.wordpress.com/2009/10/01/call-girl-fixer-tries-to-gag-popular-tv-show/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 23:58:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Anthony</dc:creator>
<guid>http://cftaf1234.wordpress.com/2009/10/01/call-girl-fixer-tries-to-gag-popular-tv-show/</guid>
<description><![CDATA[Giampaolo Tarantini Patrizia D&#8217;Addario Rome, 1 October (AKI) &#8211; Giampaolo Tarantini, the ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://cftaf1234.wordpress.com/files/2009/10/giampaolo-tarantini.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2553" title="Giampaolo Tarantini" src="http://cftaf1234.wordpress.com/files/2009/10/giampaolo-tarantini.jpg" alt="Giampaolo Tarantini" width="280" height="210" /></a></p>
<p>Giampaolo Tarantini</p>
<p><a href="http://cftaf1234.wordpress.com/files/2009/10/patrizia-d-addario-2009-7-31-23-40-181.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2556" title="Patrizia D'Addario," src="http://cftaf1234.wordpress.com/files/2009/10/patrizia-d-addario-2009-7-31-23-40-181.jpg" alt="Patrizia D'Addario," width="384" height="480" /></a></p>
<p><strong>Patrizia D&#8217;Addario</strong></p>
<div>Rome, 1 October (AKI) &#8211; Giampaolo Tarantini, the businessman who allegedly supplied call girls to attend Italian prime minister Silvio Berlusconi&#8217;s parties was on Thursday trying to gag a prime time TV programme about him. Tarantini claims that the current affairs talkshow Annozero, due to be aired later on Thursday by state broadcaster RAI, could prejudice an ongoing judicial probe centred on him.</div>
<div>
<div>&#8220;The dissemination on television &#8211; or in newspapers &#8211; of documents relating to a judicial investigation that is still taking place can only damage our client,&#8221; Vito D&#8217;Ascola, one of two lawyers defending Tarantini, told Adnkronos.</div>
<div><a title="http://www.adnkronos.com/AKI/English/CultureAndMedia/?id=3.0.3833543339" href="http://www.adnkronos.com/AKI/English/CultureAndMedia/?id=3.0.3833543339"><span style="font-size:small;">read full story</span> </a></div>
</div>
<div><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/9GxeEsXzHuM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/9GxeEsXzHuM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></div>
</div>]]></content:encoded>
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