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	<title>letteratura-straniera &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "letteratura-straniera"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 00:11:03 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Luis Sepúlveda, "La lampada di Aladino"]]></title>
<link>http://retroguardia2.wordpress.com/2009/12/09/luis-sepulveda-la-lampada-di-aladino/</link>
<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 23:03:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Francesco Sasso La raccolta La lampada di Aladino (TEA 2009) di Luis Sepúlveda si risolve in una ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Francesco Sasso La raccolta La lampada di Aladino (TEA 2009) di Luis Sepúlveda si risolve in una ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Letteratura erotica Boris Vian]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/2009/11/14/letteratura-erotica-boris-vian/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 18:28:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
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<description><![CDATA[dal numero 2 di Satisfiction Cosa si prefigge ogni autore di romanzi? Offrire al pubblico una distra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"><strong><img class="alignnone" src="http://www.suedive.com/images/amanti.jpg" alt="" width="432" height="641" /></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>dal numero 2 di <a href="www.satisfiction.it">Satisfiction</a></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Cosa si prefigge ogni autore di romanzi? Offrire al pubblico una distrazione? Forse. Interessare il pubblico? Far soldi? Anche, forse, ma per questo c’è un solo modo: interessare il pubblico. Diventare famoso? Assurgere all’immortalità? Farsi un nome? Sempre lo stesso problema, che si interessi beninteso c’è una soluzione piuttosto facile: si tratta di fare semplicemente ricorso all’etimologia; ma così facendo, bisognerebbe considerare come letteratura erotica ogni opera che tratti dell’amore; quanto poi a sapere se le sole opere di pura finzione meritino questa determinazione, o se vi si debbano includere anche le opere di pura erudizione, come l’eccellente Manuale di erotologia classica di Forberg, è un’altra questione; e non abbiamo fatto altro che spostare il problema; perché un’altra definizione, questa volta finalista, della letteratura erotica, nella quale si misuri la qualità di tale letteratura in base all’azione che eserciterà sulla nostra immaginazione e sui nostri sensi, risulta in tal modo contraddetta dalla precedente: in questo raggruppamento non potremmo più includere né l’opera di Forberg (eppure già soltanto le citazioni che riporta lo meriterebbero ( né la Storia dell’amore greco di Meier, «la cui lettura» come osserva il commentatore, «è piuttosto austera, considerando il punto di vista molto generale assunto dall’ autore». E se manteniamo il senso etimologico, cos’è piùerotico di questi due libri, dei quali uno classifica minuziosamente tutte le possibilità fisiche, e l’altro tratta con scientificità ed erudizione infinite l’amore che non osa rivelare il suo nome.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Così, etimologicamente, siamo di fronte a due esempi perfetti; e dal punto di vista finalista che confonde generalmente &#8211; e non senza qualche ragione- letteratura erotica e letteratura eccitante, non abbiamo più nulla. Perché sorprendersi allora posto che lo scrittore è qualcuno che pretende di darvi sensazioni a sua scelta, se i suoi sforzi si rivolgono verso i punti che in voi offrono minore resistenza? Perché lo scrittore non dovrebbe trarre profitto dal pregiudizio universale in favore dell’amore ( amore-emozione), per esempio in Un duro inverno, capolavoro di Raymond Queneau, o amore-azione, in Il piccolo campo di Erskine Caldwell?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignnone" src="http://www.patriziabarbiero.it/COPIE%20D%27AUTORE/GRANDI_WEB/WEB/images/KLIMT%20GLI%20AMANTI%20-%20_cm_150x100_JPG.jpg" alt="" width="512" height="342" /><br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Come potete vedere, mi riferisco anche a esempi contemporanei. Ora, i sentimenti e le azioni che trovano nell’amore la loro origine comune &#8211; che abbiano la forma bruta del desiderio o quelle più raffinate del flirt intellettuale con citazioni e filosofia di sottofondo- sono senza dubbio alcuno (insieme a quelli che riguardano la morte, che poi sono molto affini) quelli che l’umanità prova con maggiore intensità e violenza. Alla maggior parte di voi sovverrà certamente un’obiezione. Quanti tra voi tentano di considerare il resto dei loro concittadini con imparzialità sanno che una delle passioni più diffuse nel mondo moderno è l’uso di stupefacenti nella loro forma nobile (oppio, haschisch) o in quella degradata: alcol e tabacco, per non parlare delle forme chimiche e ipodermiche, cocainan e morfina, che sono senz’altro da censurare. Risponderei che se ci si potesse procurare una donna tanto facilmente quanto un bicchiere di gin o un pacchetto di gauloises e se ci si potesse concedere il lusso, come nel caso dell’alcol e della sigaretta, di degustarli all’aria aperta senza aver l’obbligo di rinchiudersi in una camera sudicia e pocoinvitante, l’alcolismo e l’intossicazione sparirebbero immediatamente, o ritroverebbero quantomeno delle proporzioni accettabili. Un divertente paradosso è insito nel fatto che il governo incoraggia con tutti i mezzi i cittadini a bere cognac e far bruciare dell’erba puzzolente,ma nel con tempo arresta e condanna i satiri che in fin dei conti non fanno altro che tentare di praticare una funzione del tutto normale ma variamente complicata da pregiudizi e altri regolamenti. O magari non c’è nessun paradosso, si tratta di due aspetti di una cospirazione nociva. Perché è assolutamente sano, sul piano fisico esplorare insieme alla compagna che abbiamo scelto tutte le possibilità offerte dal gioioso mistero, secondo la divertente formula coniata dai nostri padri. Mentre a bere alcol si prende la cirrosi. Questa è dunque la giustificazione dell’amore come tema letterario, e di conseguenza dell’erotismo: la carenza alla quale uno Stato condanna uno sport che, fino a prova contraria, mi intestardisco a considerare più razionale dello judo e più soddisfacente della corsa o delle parallele ( attività, queste, dalle quali deriva, condividendone alcuni aspetti. E poiché l’amore, che è comunque, lo ripeto, al centro degli interessi della maggior parte della gente sana, è ostacolato e impedito dallo Stato, perché dovremmo sorprenderci se il movimento rivoluzionario assume oggi la forma della letteratura erotica?<br />
Non bisogna farsi illusioni. Il comunismo è buono e caro, ma è diventato una specie di conformismo nazionalista. Il socialismo ha messo tanto vino nell’acqua che si è convertito all’abbondanza… quanto al resto, sorvolerò perché ignoro cosa sia la politica, che mi interessa ancor meno del tabacco…<br />
Sì, i veri propagandisti dell’ordine nuovo, i veri apostoli della rivoluzione futura, futura e dialettica, come è ovvio, sono i cosiddetti autori licenziosi. Leggere libri erotici, diffonderli, scriverli, significa preparare il mondo di domani e segnare la strada della vera rivoluzione.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignnone" src="http://lamujerdemivida.files.wordpress.com/2009/06/boris_vian11.jpg?w=300&#038;h=400" alt="" width="300" height="400" /><br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PROFESSIONISTA DI  Ana María Shua]]></title>
<link>http://1axax1.wordpress.com/2009/11/12/professionista-di-ana-maria-shua/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 15:34:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>1axax1</dc:creator>
<guid>http://1axax1.wordpress.com/2009/11/12/professionista-di-ana-maria-shua/</guid>
<description><![CDATA[La professionalità non conosce settori ed ognuno, più o meno abile in un determinato ambito, si spec]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">La professionalità non conosce settori ed ognuno, più o meno abile in un determinato ambito, si specializza come può e come sa. <strong></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Ana María Shua</strong> narra d’un professionista del crimine, d’un esperto nell’uccidere persone su commissione e lo fa delineando ironicamente il personaggio.</p>
<p style="text-align:center;"> Anche questi professionisti hanno le loro ansie e i loro timori … calcolare il rischio, il costo, le opportunità e contattare ed essere contattato dal cliente.</p>
<p style="text-align:center;">Bisogna anche non sbagliare, non prendere un abbaglio o il lavoro non è “pulito”.</p>
<p style="text-align:center;">Aberrante la narrazione senza sosta, quasi d’un fiato, e spietatamente posta sul reale per raccontare ciò che è surreale.</p>
<p style="text-align:center;">Talvolta il racconto diventa grottesco e singolare … a sentirlo, il criminale, ti fa quasi tenerezza con tutte le sue paure ma, di fatto, è solo un assassino e mercenario.</p>
<p style="text-align:center;">Scorrevole la narrazione, dettagliato il personaggio ma il tema non mi è particolarmente gradito … credo nell’unicità della vita e nell’unicità dell’opportunità di esserci e togliere a qualcuno l’ unica possibilità di vivere è l’antitesi dell’esistenza stessa.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Marquez</strong> ha scritto <em>Vivere per raccontarla</em> e sono certa che non si sbagliava.</p>
<p style="text-align:center;">Buona Lettura.</p>
<p style="text-align:center;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Jean-Jacques Viton, "Il commento definitivo (1984-2008)", cura e traduzione di Andrea Inglese ]]></title>
<link>http://retroguardia2.wordpress.com/2009/11/11/jean-jacques-viton-il-commento-definitivo-1984-2008-cura-e-traduzione-di-andrea-inglese/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 02:21:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vi raccomando caldamente la prima antologia italiana del poeta Jean-Jacques Viton, Il commento defin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Vi raccomando caldamente la prima antologia italiana del poeta Jean-Jacques Viton, Il commento defin]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L’USIGNOLO E LA ROSA di Oscar Wilde]]></title>
<link>http://1axax1.wordpress.com/2009/11/02/l%e2%80%99usignolo-e-la-rosa-di-oscar-wilde/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 10:20:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>1axax1</dc:creator>
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<description><![CDATA[Wilde scrive e descrive i suoi mondi caotici e visionari ma è anche un uomo molto pratico, sottile, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">Wilde scrive e descrive i suoi mondi caotici e visionari ma è anche un uomo molto pratico, sottile, riesce a cogliere aspetti del suo tempo che i più non vedono e inoltre sa fare poesia con la prosa.</p>
<p style="text-align:center;">Un uomo eclettico, talvolta impersonale e altre eccessivamente trasposto nei personaggi dei suoi romanzi, alla ricerca del punto mediano che divide prosa e poesia dalla comune cronaca d’un evento.</p>
<p style="text-align:center;">Personaggi così ti rendono il <em>vero </em>con la<em> certezza assoluta che il vero non esiste</em>, che è tutta una pura illusione, forma senza fenomeno all’Hegel, verità senza fondamento e così scrive una favola.</p>
<p style="text-align:center;">Scrive<strong> L’usignolo e la rosa</strong> in poche pagine ma dentro immette concetti grandi ed eterni a cui i più non hanno saputo dare risposta e lo fa creando poesia.</p>
<p style="text-align:center;">Trama semplice: passaggio da un mondo logico a uno sognato e uno studente che si dispera perché non trova una rosa rossa da portare al suo amore e ottenere il ballo che lei gli ha promesso.</p>
<p style="text-align:center;">L’usignolo, il poeta, il piccolo animo che abbiamo barattato in nome della logicità raccoglie il suo pianto e ne sposa la causa… cerca per lui la rosa rossa, quella dell’amore, e si sacrifica in nome di quest’ultimo ma, l’utente finale, non coglie il valore dell’usignolo e dello studente e getta quell’unica rosa sotto le ruote d’un carro, annullando il prima e il dopo e il valore del cuore dell’usignolo.</p>
<p style="text-align:center;">Bellissima favola romantica, poetica e inattuale; l’ho letta ai miei bambini, l’ho narrata a voce ad altri piccoli perché sappiano che non  c&#8217;è solo pura organicità nell&#8217;uomo, ma spirito, anima e passione.</p>
<p style="text-align:center;">Una favola della buonanotte che ti segna un giorno, il prossimo, certamente migliore.</p>
<p style="text-align:center;">Buona lettura.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IL DIARIO DI UNA VERA STRONZA di Adele Lang]]></title>
<link>http://1axax1.wordpress.com/2009/11/01/il-diario-di-una-vera-stronza-di-adele-lang/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 16:31:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>1axax1</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ecco come mettersi nei guai e non poter far nulla! Una notizia per iniziare: la vera stronza non son]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><em>Ecco come mettersi nei guai e non poter far nulla!</em></span></p>
<p style="text-align:center;">Una notizia per iniziare: la vera stronza non sono io; un’altra notizia per chiarire: non condivido la vera stronza.</p>
<p style="text-align:center;">Adesso possiamo parlarne e con serenità.</p>
<p style="text-align:center;">La<em> Lang</em> indica in <em>Katia Livingston</em>, una pubblicitaria londinese, la portatrice dell’appellativo che intitola il libro e a ben leggere non si sbaglia proprio.</p>
<p style="text-align:center;">Piuttosto pigra, sempre alla ricerca di una strategia per strappare idee o lavori pre-confezionati ad altri, si crede d’essere una Venere in terra e tiene da parte una riserva di uomini per occasionali rapporti che poi molla in modo piuttosto discutibile, facendoli sentire praticamente inutili sotto ogni versante.</p>
<p style="text-align:center;">Incontrare <em>Katia Livingston</em> non è di certo quello che si può definire un incontro piacevole ma, a voler ben guardare, in realtà è una donna molto sola e triste e reagisce in tal modo perché si ritiene senza speranze.</p>
<p style="text-align:center;">Nessuno è veramente cattivo … “<strong><em>Mi disegnano così!</em></strong>” diceva Jessica Rabbit, l’ultra formosa moglie del coniglio più folle dei Looney Tunes, e così <em>Katia</em> che di roba in giro ne porta parecchia anche lei ma  è solo una persona isolata, senza veri amici e con una voglia di dare non trasmissibile a nessun presente.</p>
<p style="text-align:center;">Ve ne consiglio la lettura e vi chiedo di resistere alle prime cento pagine –o  vi verrebbe di strangolarla! – dopo c’è la vera donna, quella che cerca se stessa, oltre sé e oltre il suo modo d’interagire.</p>
<p style="text-align:center;">Nota a margine&#8230; non mi assomiglia in nessun versante pertanto inutile giocare alle birbonate, <span style="text-decoration:underline;">NON  sono come la Livingston!</span></p>
<p style="text-align:center;">Buona lettura.</p>
<p style="text-align:center;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IL SERVO di Robin Maugham]]></title>
<link>http://1axax1.wordpress.com/2009/10/24/il-servo-di-robin-maugham/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 09:17:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>1axax1</dc:creator>
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<description><![CDATA[Losey negli anni sessanta diede una versione cinematografica di questo breve romanzo e l’indiscussa ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><em>Losey</em> negli anni sessanta diede una versione cinematografica di questo breve romanzo e l’indiscussa capacità di veicolare questa storia ha sorpreso lo stesso <em>Maugham </em>che per anni si è riservato i diritti teatrali del racconto rifiutando moltissime offerte vantaggiose.</p>
<p style="text-align:center;"><em>Maugham,</em> ha scelto una strada complessa ma sicuramente vincente, difatti quando il romanzo è stato scoperto aveva già varcato diversi teatri e si approssimava sugli schermi cinematografici.</p>
<p style="text-align:center;">E dire che i genitori di <em>Maugham</em>, alla prima lettura, bocciarono il romanzo ritenendolo inadeguato e riprovevole.</p>
<p style="text-align:center;">In effetti il servo in questione, un cherubino con la boccuccia di rosa impropriamente montata su di un corpo particolarmente alto &#8211; così viene descritto &#8211; ha una capacità strana&#8230;scavare all’interno delle persone che incontra, tracciarne le debolezze e condurle lentamente all’autodistruzione,  amplificando i buchi neri dell’animo d’ognuno.</p>
<p style="text-align:center;">Un reduce schiavo delle comodità, una ragazzina venduta dal padre particolarmente legato al denaro e la stessa eccessivamente legata al sesso.</p>
<p style="text-align:center;">Gli elementi ci sono tutti, la storia no&#8230; allora leggetela!</p>
<p style="text-align:center;">La mia opinione&#8230; Opinione? Chiaramente nessuna, non esprimo alcuna opinione ma solo un invito a leggere una storia molto particolare.</p>
<p style="text-align:center;">Buona lettura.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["I quarantanove racconti" di Ernest Hemingway]]></title>
<link>http://retroguardia2.wordpress.com/2009/10/21/i-quarantanove-racconti-di-ernest-hemingway/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 01:20:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
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<description><![CDATA[recensione/schizzo di Francesco Sasso L’importanza di Hemingway come scrittore è stata notevolissima]]></description>
<content:encoded><![CDATA[recensione/schizzo di Francesco Sasso L’importanza di Hemingway come scrittore è stata notevolissima]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LA MACCHIA di Nathaniel Hawthorne]]></title>
<link>http://1axax1.wordpress.com/2009/10/19/la-macchia-di-nathaniel-hawthorne/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 18:02:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>1axax1</dc:creator>
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<description><![CDATA[Una donna bellissima macchiata da un piccolo angioma sulla guancia ed un marito, uomo di scienza, ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">Una donna bellissima macchiata da un piccolo angioma sulla guancia ed un marito, uomo di scienza, che non tollera una imperfezione sulla perfezione incarnata dalla moglie.</p>
<p style="text-align:center;">Mi ricorda uno di quei film pseudo-scientifici, in bianco e nero, dove un folle conoscitore di scienza, con alambicchi e becco Bunsen, distillava qualsiasi cosa appartenesse al nostro pianeta e che avesse relazione con la bellezza eterna; quella perfetta e immota.</p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"><em>Aylmer,</em> in realtà, è più un filosofo che uno scienziato e giustappone l’idea di perfezione, del tutto personale, all’idea di bellezza universale; generalizza concetti universali attribuendogli delle categorie meccanicistiche e regolative.</p>
<p style="text-align:center;">In sintesi: desidera registrare e correggere la bellezza della moglie in una categoria, dal personale all’universale, stilabile in un codice o noumeno.</p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"><em>Aylmer</em> non si rassegna a questa imperfezione e s’ingegna in vari modi… il risultato: leggetelo!</p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"><strong>Hawthorne:</strong> stile limpido con concetti ritrovabili nel sociale come moneta di scambio per un equo procedimento di acculturamento esteso e differenziato.</p>
<p style="text-align:center;">In poche parole: dice ciò che tutti vediamo, o che vagamente sappiamo, ma che ci ostiniamo a non vedere o ad ignorare.</p>
<p style="text-align:center;">Sfida Edipo…</p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"><em>Aylmer</em> cercava la perfezione ma… m’avesse conosciuta o s’accontentava o cambiava: non possiamo tutte essere belle e perfette, serve anche il termine di paragone contrario.</p>
<p style="text-align:center;">Diciamo che faccio la mia parte e sono ben lieta d’essere utile in tal senso!</p>
<p style="text-align:center;">Buona lettura.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Cronache dal Cono sud" di Luis Sepùlveda]]></title>
<link>http://retroguardia2.wordpress.com/2009/10/14/cronache-dal-cono-sud-di-luis-sepulveda/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 23:29:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
<guid>http://retroguardia2.wordpress.com/2009/10/14/cronache-dal-cono-sud-di-luis-sepulveda/</guid>
<description><![CDATA[di Francesco Sasso Nel settembre del 1973 il colpo militare pose fine al regime democratico in Cile.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Francesco Sasso Nel settembre del 1973 il colpo militare pose fine al regime democratico in Cile.]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I PONTI DI MADISON COUNTY di Robert James Waller]]></title>
<link>http://1axax1.wordpress.com/2009/10/11/i-ponti-di-madison-county-di-robert-james-waller/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 10:06:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>1axax1</dc:creator>
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<description><![CDATA[Passeggiando ipoteticamente sui ponti di Madison County puoi trovarci molte cose: praticità, identif]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">Passeggiando ipoteticamente sui ponti di Madison County puoi trovarci molte cose: praticità, identificazione locale e talvolta l’amore.</p>
<p style="text-align:center;">Il libro <strong>I ponti di Madison County</strong> l’ho letto in poco più di tre giorni, fra altre letture e con un’attenzione relativamente modesta; l’avevo già classificato alla prima pagina e con l’ausilio del film del regista e attore <em>Clint Eastwood</em> con <em>Meryl Streep</em> avevo tratto le mie conclusioni.</p>
<p style="text-align:center;">E mi sbagliavo.</p>
<p style="text-align:center;">Un libro alla <em>Liala,</em> ecco come l’avevo giudicato, senza cognizione ma con arrogante giudizio.</p>
<p style="text-align:center;">Talvolta l’eccessiva sicurezza ti porta a restringere una determinata fascia letteraria come oggetto di seconda classe o similare.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Waller</strong> scrive, per quanto dichiara all’inizio del libro, per commissione della famiglia di Francesca; ricostruisce una storia d’amore breve e nascosta della loro madre con un uomo di passaggio, Robert Kincaid, e l’intensità che ha accompagnato i due nel corso della loro vita.</p>
<p style="text-align:center;">Un amore impossibile, di quelli epici…un misto fra le letterature impossibili del quattrocento e le iper-moderne storie d’amore trasposte in pochi decimetri di vita in seguito elevati a chilometri.</p>
<p style="text-align:center;">Non è il mio genere letterario ma conservo un certo rispetto per le storie d’amore, anche per quelle impossibili, e traggo certezze nuove anche da semplici passaggi come le pagine dei I <strong>Ponti di Madison County</strong> o le storie che ti passano accanto e che puoi solo allontanare come Francesca ha fatto con Robert.</p>
<p style="text-align:center;">Piccoli frammenti impossibili di esistenze vuote ed una madre che insegna ai figli cos’è l’amore anche dopo la sua stessa vita.</p>
<p style="text-align:center;">Se avete voglia di piangere e la vostra vita è una catastrofe sentimentale…facciamoci del male e rileggiamolo tante e tante volte sino a convincerci che Robert poteva amare Francesca solo perché distante da lui, un’icona nella sua mente, e Francesca trarre da Robert la forza per tenere in piedi un matrimonio dalla difficile gestione.</p>
<p style="text-align:center;">Invidio a Francesca la sua settimana di solitudine, per quanto mi riguarda non mi lasciano mai completamente sola e la cosa comincia a starmi stretta.</p>
<p style="text-align:center;">Pazienza!</p>
<p style="text-align:center;">Buona lettura.</p>
<p style="text-align:center;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["The Paris Review. Interviste vol.1": sedici interviste a scrittori, sceneggiatori, poeti ed editor]]></title>
<link>http://retroguardia2.wordpress.com/2009/10/07/the-paris-review-interviste-vol-1-sedici-interviste-a-scrittori-sceneggiatori-poeti-ed-editor/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 02:15:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
<guid>http://retroguardia2.wordpress.com/2009/10/07/the-paris-review-interviste-vol-1-sedici-interviste-a-scrittori-sceneggiatori-poeti-ed-editor/</guid>
<description><![CDATA[di Francesco Sasso Fandango Libri ha appena pubblicato il primo volume delle interviste della rivist]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Francesco Sasso Fandango Libri ha appena pubblicato il primo volume delle interviste della rivist]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La problematica della letteratura straniera (Maria)]]></title>
<link>http://fondamentidellaletteraturaitaliana.wordpress.com/2009/10/04/la-problematica-della-letteratura-straniera-maria/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 14:44:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>fondamentidellaletteraturaitaliana</dc:creator>
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<description><![CDATA[- A partire del libro &#8220;La Babele dell&#8217;incoscio&#8221; di S. Argentieri. J. Amati Mehler ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://www.filleacgil.it/Filleacasa/DisagioAbitativo/Liv3_immigrati.htm"><img class="aligncenter size-full wp-image-299" title="stranieri in italia" src="http://fondamentidellaletteraturaitaliana.wordpress.com/files/2009/10/stranieri-in-italia.gif" alt="stranieri in italia" width="468" height="310" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">- A partire del libro &#8220;La Babele dell&#8217;incoscio&#8221; di S. Argentieri. J. Amati Mehler e della problematica della letteratura straniera:</p>
<p style="text-align:justify;">Il problema di una lingua straniera coinvolge anche un atteggiamento, una “modifica” della personalità parziale o supposta.</p>
<p style="text-align:justify;">Il libro tratta dello studio di pazienti di psicanalis di lingue diverse da quella dell´analista.</p>
<p style="text-align:justify;">Non esiste un&#8217;identità nostra precisa, perchè esiste l&#8217;inconscio. La nostra maniera di essere, la personalità, i movimenti, il timbro della voce ecc. Possono cambiare con la personalità diversa.</p>
<p style="text-align:justify;">In parte è un problema di interpretazione (un modello legato a una lingua ci influenza quando ci identifichiamo), in parte si tratta di una situazione legata al contesto sociale (poiché una determinata lingua viene sempre parlata e usata in un determinato contesto sociale: lavoro, abitudini, tradizioni di quel contesto specifico); il contesto culturale è qualcosa legato alla memoria. Può venir risvegliato dall&#8217;uso, che ne enfatizza alcune qualità.</p>
<p style="text-align:justify;">Letteratura di immigrazione: la letteratura non ha più un “proprietario”, così come avveniva nel sec. XIX. Nell&#8217;epoca del Romanticismo esisteva una identificazione tra lingua e cultura; si attribuiva ad ogni lingua una visione. Queste concezioni erano legate al modello dell´indipendenza nazionale. Nel mondo globalizzato, questo cambia: non esiste una immagine fissa della lingua, gli  stereotipi (che esistono anche nel contesto attuale) possono venir decostruiti con una certa facilità.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando comunichiamo, siamo obbligati a parlare tramite stereotipi. Quando interpretiamo possiamo decostruirli.  </p>
<p style="text-align:justify;">Patrick: Roland Barthes &#8211; la lingua ha una caratteristica fascista perchè ci impone come parlare (per conto degli stereotipi): «la lingua non è né reazionaria né progressista: è semplicemente fascista, il fascismo infatti non è impedire di dire ma obbligare a dire»…</p>
<p style="text-align:justify;">Nella lettura e nell&#8217;analisi noi cerchiamo di decostruire gli stereotipi, leggere in maniera libera.</p>
<p style="text-align:justify;">* Concetto di ibridismo nella letteratura (è un´introduzione moderna) : non ricerca un´ unica radice, ma ammette un contributo multiplo.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">- L&#8217;Italia :</p>
<p style="text-align:justify;">* L&#8217;Italia si è trasformata nel corso dell´ultima generazione ed ha acquistato una formalità più rigida, anche se, tra i paesi europei, è considerata la più informale.</p>
<p style="text-align:justify;">* Il problema della gesticolazione è legata alla cultura e alla tadizione del Mediteraneo (infatti, si gesticola ancora sopratutto al Sud di Italia, non al nord)</p>
<p style="text-align:justify;">* L&#8217;Italia del 1492: è stata divisa in due, il Sud e il Nord. Larchitettura del sud è sopratutto feudale e quella del nord è urbana e “capitalista”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“Poesie da Guantánamo” a cura di Marc Falkoff. "Le parole nel vento" - Testi migranti pubblicati dalla rivista El-Ghibli.]]></title>
<link>http://retroguardia2.wordpress.com/2009/09/30/%e2%80%9cpoesie-da-guantanamo%e2%80%9d-a-cura-di-marc-falkoff-le-parole-nel-vento-testi-migranti-pubblicati-dalla-rivista-el-ghibli/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 02:10:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
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<description><![CDATA[  di Antonino Contiliano   Dopo i campi di sterminio nazifascisti e i gulag sovietici del XX secolo,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  di Antonino Contiliano   Dopo i campi di sterminio nazifascisti e i gulag sovietici del XX secolo,]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eclipse]]></title>
<link>http://ilclubdellibro.wordpress.com/2009/09/18/eclipse/</link>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 19:47:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilaunderthegun</dc:creator>
<guid>http://ilclubdellibro.wordpress.com/2009/09/18/eclipse/</guid>
<description><![CDATA[Autore: Stephenie Meyer Traduttore: L. Fusari Editore: Fazi Anno: 2007 Pagine: 503 Prezzo: 18,50 eur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="/Users/Ila/AppData/Local/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /></p>
<p><img class="size-full wp-image-42 alignleft" title="eclipse" src="http://ilclubdellibro.wordpress.com/files/2009/09/eclipse1.jpg" alt="eclipse" width="200" height="291" /></p>
<div id="dati">Autore: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Cattelan">Stephenie Meyer</a></div>
<div>Traduttore: L. Fusari</div>
<div id="dati">Editore: Fazi</div>
<div>Anno: 2007</div>
<div>Pagine: 503</div>
<div>Prezzo: 18,50 euro</div>
<div>
<table style="height:231px;" border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="138" bgcolor="#ffffff">
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</table>
</div>
<div>So che entro in un campo minato tentando di dare la mia opinione su questo libro&#8230; mi immagino questa pagina (web) bianca che sto per andare a riempire come un campo con tante piccole buche dalle quali, inizialmente pochi alla volta e poi sempre di più, escono i Twilight-fan impazziti che mi urlano improperi ad ogni uscita. E non ho neanche un martelletto di plastica con cui rimandarli nelle loro rispettive buche.</div>
<p>Mi preparo alla bufera di insulti, pazienza.</p>
<p>Quello che vorrei dire alla fine non è neanche tanto negativo.</p>
<p>&#8220;Eclipse&#8221;, il terzo libro della saga di Twilight, parte da una situazione di stallo: finalmente Edward e Bella sono insieme e niente e nessuno potrà mai dividerli. Ops, forse non proprio. Perchè a dividerli, tra l&#8217;altro moooolto probabilmente, ci sono (in ordine di cattiveria e potenza ultraterrena):</p>
<p>1. I Volturi. Simili a dei re dei vampiri, quelli insomma che dicono a tutti cosa bisogna fare e che, piccolo particolare, vogliono vedere Bella trasformata in vampiro il più presto possibile. Pena se questo non dovesse succedere: la morte di&#8230;tutti.</p>
<p>2. Vampira rossa con un nome che al momento mi sfugge e il libro è troppo lontano da me per controllare. Qualcosa tipo Victoria, credo, ma forse  ora dico così per via di quella strega di Posh Spice. Comunque tanto per cambiare, come da 3 libri a questa parte, vuole uccidere Bella.</p>
<p>3. Jacob: un semplice ragazzo che ama da una vita Bella e non sopporta proprio che lei stia con Edward. Ah, dimenticavo: è un licantropo. Perchè le disgrazie non vengono mai da sole.</p>
<p>E alla fine, tra tutte queste minacce la più pericolosa per la coppietta sarà di sicuro quella portata da Jacob&#8230;mica un cagnolino.</p>
<p>Situazione di stallo, insomma, fino a quando un misterioso serial killer appare a Seattle (città vicina alla piovosa cittadina di Forks dov&#8217;è ambientata la storia) e tutti iniziano a chiedersi se in tutto questo vi possa essere qualcosa di soprannaturale. Ma che domande sono? Ovvio che sì.</p>
<p>Ormai mi sembrerebbe più giusto porsi la domanda inversa: ma è rimasto qualcuno di normale a questo mondo?</p>
<p>Se lo chiede spesso anche Bella in questo episodio della saga: ma non mi sembra tanto normale neanche lei, perchè invece di esserne sconcertata è soltanto invidiosa. Di non poter essere dura come il muro, fredda, immortale e altre cosine del genere.  Oppure pelosissima come un lupo.</p>
<p>Sì, ok ok, immortale&#8230;Bella ed Edward continuano (e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano e continuano&#8230;etc) a parlare dei pro e dei contro di trasformare Bella in vampira.<br />
Lei dice sì e lui dice no.<br />
Ma questo strambo concetto di disaccordo estremo che io ho riassunto (pazza!) in mezza frase loro lo dicono in qualcosa come 200 pagine. E non ne parlano solo in questo libro.</p>
<p>Insomma, tutti parlano un sacco, fanno un sacco di discorsi inutili come li facevano anche in Twilight e New Moon, Bella pensa un sacco sempre alle stesse cose e non si arriva mai a nessuna conclusione&#8230;ma a me questo terzo libro è piaciuto un po&#8217; di più&#8230;sarà che le storie varie di gente che vuole uccidere Bella non mi hanno mai attratto più di tanto e quindi in questo libro, dove questa particolare storyline non mi sembra così importante&#8230;sembra più un pretesto per far succedere qualcos&#8217;altro, ad esempio far sì che Jacob si riavvicini a Bella e si avvicini ad Edward. Sì, avete letto bene, è proprio così. I due contendenti incrociano le spade più volte, ma alla fine quello che prevale è la stima. O perlomeno il rispetto in nome di ciò che vuole Bella. Ma devo ammettere che le scene di gelosia di Edward e quelle in cui &#8220;oh mio Dio ecco adesso si ammazzano a vicenda&#8221; mi sono piaciute parecchio&#8230;!</p>
<p>Per chi tifo io? Io sono e sarò sempre team Edward e non solo perchè penso che Robert Pattinson abbia un fascino assurdo e che Taylor Lautner sia un mocciosetto palestrato&#8230;ma anche perchè il personaggio di Edward Cullen esercita su di me un fascino particolare, a partire da come emerge dai libri della saga.</p>
<p>E poi perchè la vera favola è la loro&#8230;eterea eppure intensa, assoluta, eterna&#8230;<br />
E Jacob invece&#8230;è un bambino! Lo si vede da come si comporta, anche se alla fine un po&#8217; di ragione ce l&#8217;ha anche lui&#8230;Ma non dico niente di più! Anche se la cosa mi ha effettivamente spiazzato&#8230;</p>
<p>E poi Bella, lo sappiamo (fin troppo), è ancora umana ed ha quindi tutti i dubbi e le paure di questo mondo, comprensibili nonostante abbia al suo fianco la persona (quasi persona) più perfetta del mondo. Bella è umana, troppo umana ed è forse questo che mi è piaciuto di più in Eclipse: il suo essere presa tra due fuochi&#8230;anche se il fatto che sia sempre al centro dell&#8217;attenzione di chiunque è un po&#8217; irritante. Ora, capisco che è lei la protagonista del libro&#8230;ma per quale dannata ragione sono TUTTI innamorati di lei? E per quale ragione TUTTI gli altri, quelli che non ne sono innamorati, la vogliono uccidere?</p>
<p>In conclusione: Eclipse non è scritto benissimo, la trama è un po&#8217; noiosetta, i personaggi non fanno quasi altro che parlare, Bella è una lagna perchè non si gode mai niente (il diploma? il ballo di fine anno? un matrimonio? Santo cielo, qualcuno la scuota da questa apatia!) e Edward è fin troppo calmo e compassato (non mi sono mai immaginata un vampiro che si volesse sposare prima di fare&#8230;quello. Per paura della dannazione eterna. Solo a me sembra incredibilmente bigotto e assurdo? Ripeto, un vampiro.)&#8230;</p>
<p>Nonostante questo, il libro deve avere un qualche segreto, perchè una volta aperto non si riesce a smettere di leggerlo. Io ci ho messo 3 giorni a finirlo. D&#8217;altra parte&#8230;</p>
<p>Vado a leggere Breaking Dawn.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LACANAU di Olivier Adam]]></title>
<link>http://1axax1.wordpress.com/2009/09/17/lacanau-di-olivier-adam/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 13:22:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>1axax1</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lavorare la notte di Natale? Se hai un capo-donna che assomigli a Scrooge e che ti obbliga a consegn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">Lavorare la notte di Natale?</p>
<p style="text-align:center;">Se hai un capo-donna che assomigli a <strong>Scrooge</strong> e che ti obbliga a consegnare una relazione prima della mattina, allora diventa possibile.</p>
<p style="text-align:center;">Diventa possibile anche lasciare le tue bambine, un po’ cresciute, da sole a sognare Babbo Natale e, puoi anche permetterti di ricordare il campeggio a <em>Lacanau, </em> e dell’ultima volta che hai fatto l’amore.</p>
<p style="text-align:center;">Succede ad una donna:  succede alle donne di pensare a queste immagini e essere costrette a dare sempre di più perché gli uomini ci guardano, ci valutano e le donne che diventano “<em>stronze come gli uomini” &#8211; </em> come in un inciso di <strong>Vecchioni</strong> &#8211;  sono ancora peggio.</p>
<p style="text-align:center;">Ma cosa c’è successo?</p>
<p style="text-align:center;">Barattare la nostra femminilità, il dono d’avere figli, e tutto ciò che comporta,  per stare in una società che, in ogni caso, ci vede impari e vulnerabili, facilmente sostituibili e un prodotto di mercato.</p>
<p style="text-align:center;">La notte di Natale è magica, lo è per i figli ed anche per il tuo ex marito che ti valuta anche sotto questo profilo e pensa che non hai mai dato abbastanza… e poi un incidente per via del sonno.</p>
<p style="text-align:center;"> Qual è il miglior regalo?</p>
<p style="text-align:center;">La vita, vedere crescere i tuoi piccoli ed insegnargli a diventare grandi; rinunciare a tutto per questo, perché questo è impagabile… il resto è ordinario.</p>
<p style="text-align:center;">La bussola è tornata in linea…ho riscoperto cos’è importante per me e quando li guardo, i miei piccoli, penso che nessun uomo potrà mai farmi sentire più donna di quanto ci riescano loro.</p>
<p style="text-align:center;">Questo è quel che conta.</p>
<p style="text-align:center;">Ottimo racconto… leggetelo ascoltando <em>Procol Harum &#8211; A Salty Dog</em>&#8230; strano risultato con un effetto particolare.</p>
<p style="text-align:center;"> Buona lettura.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’ACCHIAPPAGONZI SMASCHERATO di Franz Kafka]]></title>
<link>http://1axax1.wordpress.com/2009/09/13/l%e2%80%99acchiappagonzi-smascheraro-di-franz-kafka/</link>
<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 13:55:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>1axax1</dc:creator>
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<description><![CDATA[I racconti di Kafka sono sempre attimi, architetture di paesaggi interni perfettamente trasposti e m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">I racconti di <strong>Kafka </strong>sono sempre attimi, architetture di paesaggi interni perfettamente trasposti e miratamente profondi.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Kafka</strong> ha conosciuto tanti di tutto; personaggi con connotazioni mutevoli, nascosti, quasi sempre in asse con il territorio che frequentava.</p>
<p style="text-align:center;">Succede a chi vive intensamente e a chi decisamente frequenta molti ambienti, diversi in struttura e in frequentazioni… succede a chi vive e il bello è vivere con cognizione di causa e scegliere di farlo nonostante tutto. </p>
<p style="text-align:center;">In questo brevissimo racconto <strong>Kafka </strong>riconosce un acchiappagonzi in ritardo, si presta a passare delle ore con lui e, alla presa di coscienza, la vergogna soverchia qualsiasi ragione possa attribuirsi nel giustificare tale frequentazione.</p>
<p style="text-align:center;">Liberarsene è la presa d’atto ultima e l’inizio d’una nuova consapevolezza.</p>
<p style="text-align:center;">Ogni esperienza è sempre un passaggio, un gradino dell’animo che segna un percorso e per tale ragione è necessario conservare il ricordo, il migliore possibile, d’ogni passaggio a futura conoscenza e a futura memoria, per non dimenticare chi, a qualche titolo, ci è appartenuto.</p>
<p style="text-align:center;">Buona lettura.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BACINI SULLE GUANCE di Rubem Fonseca]]></title>
<link>http://1axax1.wordpress.com/2009/09/12/bacini-sulle-guance-di-rubem-fonseca/</link>
<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 11:03:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>1axax1</dc:creator>
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<description><![CDATA[La disabilità arriva, talvolta, sotto diverse forme e in vari periodi della vita: l’uomo descritto d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La disabilità arriva, talvolta, sotto diverse forme e in vari periodi della vita: l’uomo descritto da <strong>Fonseca</strong> ha riposto la sua vita emotiva all’interno del suo limite e rischia di precipitarvi dentro.</p>
<p>Una storia semplice, ordinaria e, proprio perché è tale, fa male, m’induce a pensare tutti i possibili cambiamenti dei nostri percorsi.</p>
<p> L’uomo di <strong>Fonseca </strong>convive con un cancro che lo conduce alla rimozione della vescica: è abbastanza giovane da non voler rinunciare ma la sua condizione non gli offre una scelta.</p>
<p style="text-align:justify;">Un brevissimo racconto di cui non dirò altro; è necessario leggerlo per capire il dramma di quest’uomo e la sua disperata ricerca verso una probabile uscita.</p>
<p style="text-align:justify;">Si bacia sulle guance per affetto, per amicizia, perché non c’è altro modo per dimostrare il voler bene: è riposta in noi la volontà d’accettare anche una pur minima manifestazione o rinunciare del tutto a vivere.</p>
<p style="text-align:justify;">Buona lettura.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MUMONKAN di Shinkichi Takahashi]]></title>
<link>http://1axax1.wordpress.com/2009/09/04/mumonkan-di-shinkichi-takahashi/</link>
<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 14:47:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>1axax1</dc:creator>
<guid>http://1axax1.wordpress.com/2009/09/04/mumonkan-di-shinkichi-takahashi/</guid>
<description><![CDATA[Harrison, nella Rivista americana di poesia,  definiva la poesia di Takahashi &#8211;  poeta zenista]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><strong>Harrison</strong>, nella <em>Rivista americana di poesia</em>,  definiva la poesia di <em>Takahashi &#8211; </em> poeta zenista – detentrice di “<em>diecimila centri, ed è così, virtualmente, priva di centro”.</em></p>
<p style="text-align:center;">La poesia Zen, concisa, parallela, incredibilmente alternativa offre delle immagini e, attraverso un percorso guidato, induce il lettore e guardare nel cuore e nelle assonanze che il poeta vuole offrire e relative alle argomentazioni che un determinato pensiero ispira.</p>
<p style="text-align:center;">Non di rado, per parlare d’amore, <strong>Takahashi</strong> offre quale termine il vento e l’albero che si flette sino alle prime gocce del mattino; similitudini di concetti e percezioni personali del poeta.</p>
<p style="text-align:center;">La poesia Zen segue dei percorsi d’Illuminazione e <strong>Takahashi</strong> ha avuto il <em>satori </em>intorno alla soglia dei quarant’anni, l’<em>inka</em> – la testimonianza del risveglio – giunge tardiva ma quale condizione d’eccellenza e riservata davvero a pochi.</p>
<p style="text-align:center;">Sono molte le poesie Zen di <strong>Takahashi </strong>che m’incantano e mi fanno pensare, una su tutte:</p>
<p style="text-align:center;"><em>“Di solo: </em><em>&#60;&#60;Egli non c’è&#62;&#62;  – </em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Tornerà</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Fra cinque bilioni d’anni!”</em></p>
<p style="text-align:center;">Non è fantastica?</p>
<p style="text-align:center;">Buona lettura.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intermezzo per ridere]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/2009/09/03/intermezzo-per-ridere/</link>
<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 17:28:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.wordpress.com/2009/09/03/intermezzo-per-ridere/</guid>
<description><![CDATA[Ultimamente mi capita di leggere L&#8217;Espresso perchè “seguo” la raccolta degli Short Tales (anch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-1472" title="world" src="http://apienavoce.wordpress.com/files/2009/09/world.jpg" alt="world" width="499" height="286" /></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong>Ultimamente mi capita di leggere <em>L&#8217;Espresso</em> perchè  “seguo” la raccolta degli <span style="color:#000000;">Short Tales </span>(anche se non è perfettamente corretto, diciamo spio, rubacchio, dò un&#8217;occhiata, leggo): i racconti brevi con testo originale a fronte che il settimanale sta proponendo. Nonostante l&#8217;inutilità (sono usciti già 17 racconti, quindi che segnalazione è? ma ormai è chiara la mia propensione per i voli pindarici tra passato e presente) apro  una piccola parentesi sulla qualità dignitosa che hanno questi libelli. Sono quasi tutti miei (nostri, vostri, loro) compagni di infanzia, personalmente coloro che mi hanno “iniziato” alla lettura e alla letteratura. E allora:</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"> </span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong><span style="color:#ff0000;"><em>Il diario di Adamo ed Eva</em> di Mark Twain</span>: raccontino vagamente misogino e pieno di stereotipi sessisti dell&#8217;epoca (il racconto è stato pubblicato nel 1906) ma molto divertente soprattutto nello stile e nei giochi di parole. La parte di Adamo l&#8217;ho trovata esilarante.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong>e ancora di <span style="color:#ff0000;">Jerome Klapka Jerome, <em>L&#8217;anima di Nicholas Snyders</em> e <em>Lo scherzo del filosofo</em></span>.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong>(più intrigante il secondo racconto dove in una cena di commensali partecipa il fantasma del filosofo Kant)</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong><span style="color:#ff0000;">Jack London, <em>Il messicano</em></span>: “Non lasciarti impressionare&#8230;e ricorda le istruzioni. Devi resistere. Non rimanere a terra. Se rimani a terra abbiamo istruzioni di riempirti di botte negli spogliatoi. Chiaro? Devi lottare”. Un London come al solito strepitoso e autobiografico.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong><span style="color:#ff0000;">Herman Melville, <em>Il tavolo di melo</em></span>: ancora devo leggerlo ma anche lui come gli altri va nella categoria Libri dell&#8217;infanzia</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong><span style="color:#ff0000;">Jane Austen, <em>Amore e amicizia</em></span>: scritto a sedici anni questo raccontino mette alla sbarra la società borghese e la sua letteratura, utilizzando per di più quello stile melenso e formale della cultura inglese come arma contro i benpensanti (agli albori del femminismo insomma).</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong><span style="color:#ff0000;">Charles Dickens, <em>La casa dei fantasmi</em></span>: anche questo ancora da leggere ma sulla fiducia&#8230;</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong><span style="color:#ff0000;">Joseph Conrad, <em>L&#8217;informatore</em></span>: ricca di intrighi la storia che racconta Conrad riguardo la vita dell&#8217;anarchico Sevrin e la storia d&#8217;amore tra il protagonista e una ragazza di buona famiglia.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong>Insomma eccovi l&#8217;assaggio.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#003300;"><strong>E ora il succo del mio post (anomalo direi)</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="color:#003300;"><strong>Sfogliando <em>L&#8217;Espresso</em> incappo ieri in questo box minuscolo a fondo pagina. A me ha fatto proprio ridere. Ma voglio precisare che non sono una “fan” di Obama divertita. Sono una comunista che ride (amaramente ovvio) sulle sorti del socialismo..vero, presunto, virtuale.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<h3 style="margin-bottom:0;"><span style="color:#333399;"><strong>Socialisti per ridere.</strong></span></h3>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ff00ff;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#333399;"><em><strong>A Cortina l&#8217;ex ministro degli Esteri de Michelis discute del disegno politico di Barak Obama:<br />
“Certo, definirlo neo-socialista mi fa un po&#8217; ridere”.</strong></em></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#333399;"><em><strong>Udito un signore tra il pubblico:<br />
“Giustissimo. Però anche definire socialista De Michelis mi ha sempre fatto ridere”.</strong></em></span>
</p>
<p style="margin-bottom:0;"><em><span style="color:#000000;"><strong>Da L&#8217;Espresso 3 settembre 2009.</strong></span></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["Aspettiamo primavera, Bandini" di John Fante]]></title>
<link>http://retroguardia2.wordpress.com/2009/09/01/aspettiamo-primavera-bandini-di-john-fante/</link>
<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 11:25:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
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<description><![CDATA[  di Francesco Sasso   John Fante occupa a mio parere una posizione di primo piano nella letteratura]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  di Francesco Sasso   John Fante occupa a mio parere una posizione di primo piano nella letteratura]]></content:encoded>
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<title><![CDATA["Poesie" di Marina Ivanovna Cvetaeva]]></title>
<link>http://retroguardia2.wordpress.com/2009/08/26/poesie-di-marina-ivanovna-cvetaeva/</link>
<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 16:17:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Francesco Sasso Autrice di bellissime poesie, Marina Ivanovna Cvetaeva nacque a Mosca nel 1892. S]]></description>
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</item>
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<title><![CDATA[Luis Sepúlveda, "L’ombra di quel che eravamo"]]></title>
<link>http://retroguardia2.wordpress.com/2009/11/28/luis-sepulveda-l%e2%80%99ombra-di-quel-che-eravamo/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 16:40:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Francesco Sasso Diamo notizia della recente pubblicazione del romanzo L’ombra di quel che eravamo]]></description>
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</item>
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<title><![CDATA[“Contro il giorno” di Thomas Pynchon. Recensione di Amedeo Buonanno  ]]></title>
<link>http://retroguardia2.wordpress.com/2009/11/25/%e2%80%9ccontro-il-giorno%e2%80%9d-di-thomas-pynchon-recensione-di-amedeo-buonanno/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 02:32:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Amedeo Buonanno   Thomas Pynchon, Contro il giorno, Rizzoli, 2009, 1136 pp. Thomas R. Pynchon è s]]></description>
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</item>
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<title><![CDATA[IO L’AMAVO di Anna Gavalda ]]></title>
<link>http://1axax1.wordpress.com/2009/11/15/io-l%e2%80%99amavo-di-anna-gavalda/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 16:02:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>1axax1</dc:creator>
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<description><![CDATA[Chloè viene lasciata da Adrien, abbandonata con due bambine e l’assistenza di Pierre, il padre di Ad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em>Chloè</em> viene lasciata da<em> Adrien</em>, abbandonata con due bambine e l’assistenza di<em> Pierre</em>, il padre di <em>Adrien,</em> che fa da canto e contro canto alla vicenda.</p>
<p style="text-align:justify;">In realtà la storia di <em>Chloè</em> è la cornice per la storia di <em>Pierre</em>, d’un perbenismo malsano e del ricordo nostalgico per la sua relazione con<em> Mathilde</em> e del loro bambino.</p>
<p style="text-align:justify;">Temi noti,  narrati con velocità moderna e una reattività tipica delle donne francesi.</p>
<p style="text-align:justify;">Il racconto della <strong>Gavalda </strong>non mi ha entusiasmato e, in alcuni momenti della narrazione,  sono entrata in netta contrapposizione con la protagonista e con le sue idee, poi con <em>Pierre</em> e il suo abito da <em>Dippel</em> sempre pronto da indossare.</p>
<p style="text-align:justify;">Pochi concetti emergono ma, fra tutti, la mancata consapevolezza di se e dell’altro e una verità forte, quasi una sferzata, che rompe tutti gli schemi e che io trovo autentica: “<em>Allora è una stronzata, l’amore? E’ così? Non funziona mai?”</em> si chiede <em>Chloè</em> e lascia il lettore alle sue osservazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Chloè s’interroga con domande che sono note ma, il punto della questione, non è il funzionare o meno d&#8217;una storia  ma l’avere bisogno o meno d’amare.</p>
<p style="text-align:justify;">Solite domande personali a cui si richiede una meditazione appropriata se, nel contempo vi resta tempo, leggete <strong>Io l’amavo</strong> e completate i vostri percorsi esplorativi.</p>
<p style="text-align:justify;"> Buona lettura.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
